44 F otografare in HDR è un'invenzione tutta digitale, checonsente di ottenere immagini ad alto impattoemotivo capaci di ampliare gli orizzonti della fotografia, facendola sconfinare nell'ambito della computer grafica. I risultati, infatti, sono molto lontani dalla fotografia tradizionale tanto da attirare le ire dei puristi che rimproverano all'HDR la scarsa aderenza alla realtà e l'utilizzo pressoché totale di software dedicati, che intervengono prepotentemente nel processo che porta all'immagine finale. Se tutto ciò è vero, è altrettanto vero che, usata con dovizia, la tecnica dell'HDR consente di fare proprio il contrario, ovvero riportare l'immagine scattata il più vicino possibile alla realtà o, meglio, all'occhio di chi l'ha percepita. Per spiegare tutto ciò è necessario iniziare a sciogliere l'acronimo HDR, che sta per High Dynamic Range, ovvero gamma dinamica molto estesa. VISIONE DINAMICA Che cos'è la ‘gamma dinamica'? Si tratta di una terminologia presa a prestito dal mondo dell'Hi-Fi dove indica la capacità di un impianto di riprodurre senza compressioni le repentine variazioni dinamiche, ad esempio, di un'orchestra che passa da un pianissimo ad un fortissimo. In fotografia, s'intende, per estensione, la capacità di un sensore di registrare i particolari posti nelle alte luci e nelle ombre senza perdita di dettaglio. È legata all'esposizione e, come quest'ultima, si misura in EV (leggi Exposure Value). Tramonto e crepuscolo sono due momenti in cui l'HDR può offrire risultati veramente interessanti. In questo caso la maggiore dinamica ha permesso di rendere correttamente sia i riflessi molto luminosi del cielo ancora bluastro sull'acqua, che la colorazione rossa all'orizzonte, catturando allo stesso tempo le prime luci notturne della città. Per questo scatto, i tre RAW +/-2.0 EV sono stati combinati dapprima in un HDR a 32 bit tramite Photomatix Pro, che si comporta molto bene nella riduzione dell'effetto ghost causato dal movimento degli autoveicoli sul ponte fra i tre scatti, quindi sviluppati tramite HDR Efex Pro, che offre numerosi strumenti di controllo della qualità finale dell'immagine. Photoshop, poi, è stato usato per conferire una dinamicità finale maggiore ed aumentare la nitidezza in modo localizzato, lavorando su più livelli, per migliorare il dettaglio apparente nei palazzi e nel ponte, senza esaltare il rumore nel cielo. (M.B.) © M A SS IM O B AS IL E © E N R IC O F O NT O LA N 042_049:026/028 11/12/11 12:21 Pagina 44
20 Sede FNAC di Torino Le Gru: Paolo Carpo, primo classificato Enzo Brancazio, secondo classificato Giovanni Luca Gallozza, terzo classificato Sede FNAC di Roma Andrea Carrozzini, primo classificato Antonio Sciglitano, secondo classificato Daniele Ferrini , terzo classificato Sede FNAC di Verona: Federico Ambrosi, primo classificato Matteo Merlin, secondo classificato Luca Liuzzi, terzo classificato 1 3 2 1 1 2 3 2 016_020:026/028 11/12/11 11:33 Pagina 20
può lavorare anche in 1080p con angolo di campo di 170°: in questa risoluzione, è possibile impostare il valore anche sui 90°, ma le riprese così realizzate soffrono di qualche artefatto in più. Tra i frame rate (la macchina lavora sia in PAL che NTSC) segnaliamo il 1280x960 anche a 48/50p, il 1280x720 a 50/60p ed il WVGA a 100/120p: il ralenti, dunque, è possibile anche in nativo, seppur in post e con qualche limitazione. DISPLAY E CONNESSIONI Nessuna delle macchine GoPro è dotata di display per il live view. La ripresa con grandangolo permette di girare anche senza il controllo dell'inquadratura: quello che invece non si può non tenere d'occhio sono i parametri di ripresa. Il piccolo display LCD sul frontale serve proprio a questo: chi ha provato il modello precedente sa bene quanto poco user friendly fosse la sua progettazione, con i parametri rappresentati da sigle incomprensibili (ad esempio r5 per dire 1080p). Il display dell'HD Hero2 ha invece icone più chiare per i parametri fondamentali, anche se rimane la scomoda navigazione in sequenza, obbligata dalla presenza di due soli pulsanti sul corpo camera. Il parco connessioni è invece totalmente nuovo e comprende ingresso per microfono esterno, porta USB 2.0 per trasferimento file e ricarica della batteria, uscita AV (no cuffie) ed una uscita HDMI di tipo C: quest'ultima può lavorare in playback (con la macchina che riproduce anche i file della GoPro HD Hero) ed anche con uscita video live: per il massimo della versatilità, l'utente può disattivare le indicazioni a schermo. Questo è un punto importante per chi intende utilizzare la GoPro HD Hero2 in contesti professionali, previa acquisto dell'apposita custodia aperta sui lati. Se si cerca però una soluzione per una produzione multicamera sarà necessario anche un convertitore HDMI-SDI, oltre a molta attenzione per non forzare troppo il connettore: il corpo macchina privo di scafandro non è infatti molto robusto. Oltre alla ripresa video, la HD Hero2 scatta foto fino ad 11 MP con raffica a 10 fps e può realizzare time lapse con intervallo di 0.5 secondi. Grazie alla presa proprietaria sul retro, si possono installare il back pack con il display LCD ed il futuro adattatore wifi, per il controllo remoto e la trasmissione del video a distanza. Com'è possibile intuire, siamo di fronte ad una macchina per l'uso outdoor che strizza l'occhio a tutti i videomaker. Unica cosa che proprio non ci spieghiamo è il prezzo ufficiale sul mercato italiano: nel momento in cui scriviamo è di 349 euro, mentre la macchina si trova negli USA a 299 dollari più tasse. Al cambio attuale, sono più di 100 euro di differenza, più di un terzo della quotazione: un deciso incentivo - ahinoi all'importazione parallela... Capiamo tutto, ma come mai questa differenza così importante? Stefano Blasi VIDEOCAMERA GOPRO HD HERO2 CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE CONTRO Costruttore: Woodman Labs, Inc - USA Distributore: Athena Evolution srl - Via delle Albere, 8 36045 Alonte (VI) tel. 0444.72.72.90 - www.evocamera.it Formato di registrazione: H.264 in file .mp4. 1080 25/30p, 960 25/50p 30/48p, 720 25/50p 30/60p, WVGA 50/100p, 60/120p Bitrate: 15 Mbit/s, 12 Mbit/s e 8 Mbit/s Formato di registrazione audio: 48 kHz, AAC Formato di registrazione foto: JPEG 11MP, 8MP, 5 MP Modi di scatto: Singolo, 10 Photo Burst, Time-Lapse, Autoscatto Supporti di registrazione: schede SD/SDHC Sensore di immagine: CMOS 11MP da 1/2,3" Sensibilità: 0.84 V/lux-sec Ottica: f/2.8, angolo di campo 170°, 127° e 90° Esposizione: automatica, con misurazione media pesata al centro o spot Connessioni: HDMI tipo C out, mic in (3.5 mm), USB 2.0, video out Display: no, richiede Back Pac opzionale Mirino: no Microfono: mono con controllo automatico del guadagno Consumo: nd, autonomia dichiarata 2.5 h Accumulatore in dotazione: Li-ion, 1100 mAh Accessori: custodia (waterproof 60 m), vari accessori di montaggio, software GoPro CineForm Studio in download gratuito Dimensioni: 130x62x45 mm Peso: variabile in base agli accessori di fissaggio ESTETICA Semplice e minimal, non presenta guizzi di sorta. Il look generale è ormai caratteristico e riconoscibile. COSTRUZIONE Lo scafandro è pronto a tutto (dai 60 metri sott'acqua, alla neve e agli urti) e la macchina è ora dotata di connessioni importanti senza modifiche al case. VERSATILITÀ Ci puoi fare di tutto, se accetti la particolare resa dell'ottica grandangolare: le connessioni e la scelta di frame rate aprono ad un uso creativo anche in campo professionale. PRESTAZIONI Le immagini non sono al top, ma migliori di quelle della serie precedente; il look particolare conferito dall'ultra wide e dalle possibilità di installazione è in grado di dare quel tocco di creatività in più che non guasta mai. RAPPORTO Q/P Nonostante il divario eccessivo del prezzo italiano rispetto a quello USA, la macchina costa meno di un qualunque camcorder Full HD che si rispetti - di prestazioni nettamente superiori - ma offre una marcia creativa in più. Manca il display Navigazione sequenziale nel menu Qualche artefatto di codifica Nuova ottica Display ridisegnato Uscita HDMI con e senza OSD Mic in LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE 101 TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXIII TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D PRO Importanti novità sul fronte delle connessioni, con un ingresso per microfono esterno ed una uscita HDMI di tipo C, che offre il segnale pulito oppure con indicazioni a schermo. 100_101:128/130 11/12/11 13:22 Pagina 101
possibilità di raggruppare in sei menu scena tutti questi parametri. La Z10000 offre anche il time lapse rec (solo in 2D), la registrazione audio non compresso in PCM oppure Dolby Digitale 5.1, un sistema di assistenza per la messa a fuoco, istogramma e possibilità di scattare immagini anche in 3D in formato MPO. In conclusione, la Panasonic HDC-Z10000 è una macchina che farà la gioia di chi deve realizzare un video 3D dall'aspetto professionale, senza imbarcarsi in spese eccessive: tale caratteristica è il suo principale punto di forza, che permette di superare le altre considerazioni in merito all'assenza o presenza di qualche funzione di stampo prettamente professionale. A questo prezzo, insomma, il 3D è davvero alla portata di tutti. Stefano Blasi corretto è davvero necessaria, anche quando la tecnologia mette nelle mani degli operatori strumenti semplici e (relativamente) poco costosi... Oltre a tutte le opzioni per la registrazione stereoscopica (inclusa anche la regolazione fine delle ottiche e il pre-rec), la macchina offre un set di controlli di immagine derivato direttamente dalle palmari prosumer della casa, con controllo di gamma, matrix, knee, master pedestal, coring e tutti gli altri parametri che siamo abituati a vedere su videocamere dedicate ai professionisti. Di serie anche la xxxxx TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D attraverso il touch screen. Inoltre se si sceglie di girare con il mirino, inserendo il display LCD nel suo alloggiamento, la navigazione nel menu è impossibile: manca infatti un joystick, o una combinazione di tasti e rotelle, per scorrere le varie voci. In compenso, sul lato destro liberato dall'alloggiamento del display sono accessibili tre tasti user (più quattro posizionati sull'interfaccia touch), il selettore iA-manual, il pulsante per l'avvio rapido, i potenziometri per l'audio ed una serie di pulsanti per l'accesso al menu, le indicazioni a schermo, la gestione del timecode, le barre colore, lo zebra (due livelli personalizzabili più l'indicatore di luminanza nel centro dell'inquadratura), il WB, lo stabilizzatore, il fuoco e l'iris. Altri due elementi sono invece dedicati alla ripresa stereoscopica: un pulsante 3D guide ed una ghiera per la convergenza. ...E CON IL 3D? Il controllo della convergenza è una delle operazioni specifiche della ripresa stereoscopica, fondamentale per la corretta visualizzazione dell'immagine in fase di proiezione. Agendo sulla rotella dedicata, l'utente può regolare velocemente i due obiettivi in modo da far coincidere con il piano di proiezione uno degli oggetti inquadrati. Tale controllo si effettua osservando i doppi bordi presenti in caso di immagine mixata, ed intuibili anche con il display in modalità autostereoscopica; un valore numerico per la convergenza (insieme a quelli per fuoco e zoom) aiuta l'operatore a tenere traccia delle diverse impostazioni per ogni inquadratura. A differenza dei sistemi ad interasse variabile, in cui le due videocamere possono essere allontanate o avvicinate a seconda della ripresa da effettuare, le macchine 3D con ottiche fisse sono meno versatili, e hanno limiti in particolare nelle riprese a distanza ravvicinata. La HDCZ10000, ad esempio, può riprendere in 3D a partire da 1.2 metri di distanza dal soggetto, lo stesso valore della AG-3DA1. In Sulla maniglia superiore, i due ingressi audio XLR, tipica connessione professionale per il collegamento di microfoni esterni. La posizione avanzata del display è molto comoda e libera spazio sulla carrozzeria per meglio disporre i vari pulsanti. più, la videocamera ha una funzione 3D macro, che consente di ridurre la distanza minima fino a 45 cm. Realizzare dettagli sarà dunque possibile, con un'avvertenza: oltre alla distanza minima, infatti, la ripresa in 3D richiede il rispetto di una distanza massima, anch'essa variabile in base alle condizioni e ai parametri di lunghezza focale e convergenza di volta in volta impostati. In caso di uso del macro, la distanza massima è molto contenuta, nell'ordine dei 70-80 cm se si registra alla minima lunghezza focale. Anche quando si riprende a distanze più grandi è bene seguire le indicazioni calcolate in tempo reale dalla macchina, ed espresse in metri sul display con diversi colori: in rosso, se il soggetto è fuori range, in bianco se il calcolo è riferito a superfici di proiezioni medio/piccole (i TV, ad esempio), in verde in caso di ripresa per superfici di proiezione più grandi. In ogni caso, quando si cercano inquadrature molto strette (primi piani...) è bene tenere d'occhio gli intervalli di tolleranza, considerando che gli sfondi lontani possono a volte dare qualche problema anche se la distanza è compresa nelle indicazioni della macchina. Insomma, una competenza specifica per la realizzazione del 3D 91 088_091:128/130 11/12/11 13:12 Pagina 91
b MOTOPERPETUOPRESS INFO SU WWW.TUTTODIGITALE.IT/LIBRI ??? ???? ? ?????? ?????? ????? ?????? ??????? ??????? ???? ?????? ?????? ??? ?????? ????? ??????? ???? ??????? ??? ??????? ?????? ?????? ?? ?????? ??????? ????? ? ????? ?????? ???? ????? ????? ????? ?? ? ????? ???? collection con la fotocamera digita le la prima guida all'uso di reflex e compatte per riprese video HD b MOTOPERPETUOPRES S Tecniche di ripresa Montaggio e Postproduzione Attrezzatura & accessori speciali audio e video Guida mercato: le ultime proposte reflex e mirrorless Canon, Nikon, Sony, Samsung, Panasonic collection VIDEOHD Riprendere video in HD con la fotocamera a cura di Stefano Belli e Marco Zamparelli 005:Layout 1 28/05 /10 10:54 Pagina 5 LA PRIMA ED UNICA COLLANA DI MANUALI TECNICI IN ITALIANO STUDIATI PER APPASSIONATI E PROFESSIONISTI DEL MONDO DIGITALE E DELL'HD new! 033:003 11/12/11 11:55 Pagina 33
SECONDILE ISTRUZIONI PER L'USO DI TUTTO DIGITALE6FUORI IN 8 www.tuttodigitale.it ISSN 1128-496X Diffusione: CDM srl, v.le Don Pasquino Borghi, 172 - 00144 Roma tel. 06.52.91.419 - fax 06.52.91.425 www.cdmitalia.it Gestione rete di vendita e logistica: Press-Dì via Cassanese 224 - 20090 Segrate (MI) Prepress: motoperpetuopress srl Stampa: Arti Grafiche Boccia, Via T. C. Felice, 7 - 84131 Salerno tel: +39 089 303311 - fax +39 089 771017 - www.artigraficheboccia.it Finito di stampare nel mese di Dicembre 2011. Direttore responsabile: Stefano Belli Testata registrata al Tribunale di Roma (N° 493/98 del 26/10/98) La responsabilità dei testi è imputabile ai soli autori. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. È vietata la riproduzione anche parziale di testi, documenti e fotografie. ' Copyright 2011 Motoperpetuopress. Direttore responsabile STEFANO BELLI Direttore tecnico: MASSIMO BASILE Responsabile di redazione: GIORGIA VACCARI Videocreativo & editing: MARCO ZAMPARELLI Home Video & DVD: GIACOMO PUMA Home Theater: LUIGI DE ANGELIS TD Television & web: STEFANO BLASI Gadget hi-tech: ALESSANDRO BELLI Concorsi e scuole: VALERIO FERRARIS Videoimpaginazione: EDOARDO VIVADIO Photo & Visual Design: MOTOPERPETUOPRESS Hanno collaborato a questo numero: ALESSANDRA BRANCATI, GIANNI CATANI, ROSSELLA CAVANIGLIA, SALVATORE COPPOLA, DARIO CORVINO, JEAN P. COUTEAU, MICHELE D'ATTANASIO, GIAMPIERO D'AMATO, SAMUEL DAKER, ROBERTO DESIDERATI, ENRICO FONTOLAN, FRANCESCO MAZZOCCHI, RODOLPHE MOREL, LINO PALENA, HELENE QUELLET In esclusiva ' per l'Italia LES TECHNONAUTES - PARIGI TUTTO DIGITALE, TUTTO DIGITALE COLLECTION, TUTTO DVDetc, ALTA DEFINIZIONE cinema & TV HD sono pubblicazioni MOTOPERPETUOPRESS b MOTOPERPETUOPRESSb MOTOPERPETUOPRESS srl Via delle Alpi 13, 00198 ROMA Tel. 06.442.02.596 -Tel/Fax 06.442.544.26 PUBBLICITÀ: Motoperpetuopress srl - Via delle Alpi 13 - 00198 Roma Tel. 06.442.02.596 - Tel/Fax 06.442.54.426 www.motoperpetuopress.com - www.tuttodigitale.it 72ANNO XIV Per sapere a chi e dove inviare una lettera o un'e-mail. Per conoscere prezzo e modalità di vendita degli arretrati. Per utilizzare i servizi del mercatino, dello spazio dei lettori. Per sfruttare al meglio la vostra rivista preferita, insomma, vi chiediamo di perdere solo 60 secondi e dare un'occhiata a queste avvertenze, alle ‘Istruzioni per l'uso di Tutto Digitale' CORRISPONDENZA Tutto Digitale riceve con piacere tutti i contributi di qualsiasi genere dai lettori (richieste, commenti, critiche...). Tutta la posta è letta dal direttore Stefano Belli, ma, data la grande quantità di arrivi giornalieri, possiamo rispondere solo a quesiti di interesse generale, direttamente sulla rivista. Come si può comprendere, non ci è possibile rispondere privatamente, né per lettera, né per e-mail, né tantomeno per telefono. Per ovvî motivi di correttezza, inoltre, non possiamo fornire indicazioni sulla scelta di un modello rispetto ad un altro. Suggeriamo a quanti desiderino risposte tecniche - solo a quesiti di interesse generale - di indirizzare le richieste a: Tutto Digitale - Posta Tecnica - via delle Alpi 13, 00198 Roma o inviare una e-mail a: redazione@tuttodigitale.it. Le risposte verranno fornite dai vari redattori specializzati. Per tutti i temi relativi ad aspetti editoriali o legati al mercato video in genere, come anche per polemiche, critiche e proposte di qualsiasi tipo, si può contattare direttamente il direttore Stefano Belli scrivendo a: Tutto Digitale - Filo Diretto - via delle Alpi 13, 00198 Roma, oppure inviare un'e-mail a: stefanobelli@tuttodigitale.it Tutto Digitale si riserva il diritto di condensare lettere di lunghezza eccessiva. Il materiale inviato si intende autorizzato alla pubblicazione e, in ogni caso, non verrà restituito. Attenzione: per aver diritto ad un'eventuale risposta, le lettere anche via e-mail - devono riportare le generalità complete del mittente; lettere prive di tali indicazioni verranno cestinate. 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Basta specificare nella causale il tipo di abbonamento scelto ed inviare copia del pagamento effettuato via fax al n. 06/442.54.426 per accelerare le pratiche di invio avendo cura di segnalare l'indirizzo effettivo per il recapito dei fascicoli. Per gli abbonamenti all'estero scrivere a amministrazione@tuttodigitale.it È inoltre attivo il servizio di acquisto e consultazione su web. A partire dal sito www.tuttodigitale.it è possibile accedere allla versione sfogliabile del numero in edicola, agli arretrati (fino al n. 58), sottoscrivere abbonamenti (ad 1 o 2 anni) digitali, cartacei o combinati alle nostre testate, approfittando di condizioni speciali. Per tutte le promozioni in corso e per l'acquisto dei nostri libri collegarsi a www.tuttodigitale.it. RISTAMPE E PERMESSI Quanto pubblicato su Tutto Digitale è protetto internazionalmente dalla legge sul diritto d'autore. 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Nel sito troverete il sommario e una sintesi dell'ultimo numero, le ultime novità in tempo reale, il mercatino dell'usato, la possibilità di iscriversi alla newsletter, la presentazione di iniziative speciali, e altro ancora. collection AL A D FINIZION cinema &TVHD 006:008 11/12/11 11:22 Pagina 8
PHOTO WEDDING CONTEST 2011: AND THE WINNER IS... Eccoci giunti alla fine di questa cavalcata tra tutti i selezionati e, se avrete avuto la bontà di leggerci, vi sarete resi conto di quanto difficile sia stata la nostra scelta. Di fatto, come è ovvio che sia, non esiste una "foto bella" o "più bella" di altre, così come non esiste "il matrimonio", ma tanti matrimoni diversissimi tra loro e quindi con diverse necessità linguistiche, logistiche, creative. Avremmo pertanto premiato volentieri tutti i finalisti e, in un certo senso, lo abbiamo già fatto, visto che essere arrivati ai play-off su tanti concorrenti, deve essere un onore per tutti. Ma visto che si deve andare a stringere il cerchio e proclamare i migliori tra tutti, ecco il responso della giuria di Tutto Digitale. Al terzo posto troviamo la Mondelli Family, Giovanni e Vincenza: premiati nel video, hanno saputo trovare una chiave di lettura diversa ma altrettanto azzeccata anche nell'immagine statica. Medaglia d'argento per Emanuele Bellan e la sua "follia" creativa, la capacità di reinventarsi ad ogni matrimonio, il che probabilmente rende anche gli sposi felici per il sogno di essere unici... Vincitore del Photo Wedding Contest 2011 - e all'unanimità David Bastianoni, autore di un vero portfolio d'autore. Appuntamento al prossimo anno e complimenti a tutti: ai vincitori, a tutti i selezionati, veri "cavalli di razza" della foto di matrimonio, ai tanti partecipanti... Per tutti voi, ci vediamo nel 2012 con l'augurio di scendere in lizza di nuovo - video o foto che sia - nel Wedding Contest di Tutto Digitale! FOTOMATRIMONIO 2.0, DALL'ALBUM AL LIBRO VERO E PROPRIO C'era una volta il classico album del matrimonio, magari con rilegatura in pelle. E c'è oggi la sua moderna evoluzione, più ricca e più agile allo stesso tempo, costituita da un libro nel quale le fotografie hanno diverso impatto. Queste, infatti, non sono tutte uguali, ma hanno dimensioni diverse e sono impaginate quasi a voler raccontare una storia. Il fotomatrimonialista, insomma, diventa anche grafico, perché scattare le immagini è una cosa, impaginarle coerentemente per raccontare una storia, un'altra. Quella del libro fotografico è una tendenza in crescita, che Tutto Digitale terrà d'occhio nell'ottica di seguire le tendenze del mercato, aiutando i consumatori a sfruttarle al meglio: il prossimo anno il Wedding Contest prevederà anche una sezione studiata ad hoc per il miglior fotolibro matrimoniale. Intanto, due esempi qui sotto: a sinistra (fondo nero) due ‘doppie pagine' firmate David Bastianoni, autore anche delle immagini qui sopra e nella pagina seguente, fresco vincitore del Wedding Contest 2011; a destra (sfondo bianco) due pagine del fotolibro di Ruggiero Di Benedetto. ©David Bastianoni © Da vi d Ba st ia no ni © Da vi d Ba st ia no ni © Ru gg ie ro Di B en ed et to © Ru gg ie ro De B en ed et to © Da vi d Ba st ia no ni 054_059:026/028 11/12/11 12:36 Pagina 58
sequenza, ma per noi che le creiamo hanno tutte una bellezza propria.' Diciamo che, a parte alcune immagini più glamour, in fondo la creatività resta, alla fine, abbastanza contenuta, il che non è detto che in assoluto sia un male: il risultato ci sembra un giusto compromesso tra stile e improvvisazione, posa ed estro del momento, con una qualità superiore alla media, e la capacità di spaziare tra vari linguaggi e suggestioni, il che ne fa un interprete versatile e completo... Un fotomatrimonialista DOC, insomma! RICCARDO BESTETTI, UN MATRIMONIO METAFISICO Siamo così giunti al lecchese Riccardo Bestetti, di cui abbiamo apprezzato la classe e l'eleganza formale - un po' algida, in verità... - delle sue composizioni, che ne fa opera d'arte. Foto poco matrimoniali, nella accezione classica del termine, molto belle in chiave simbolica, diremmo quasi astratta, nel senso di estrapolate da un comune contesto. Belle nella loro essenza, ma forse persino eccessive nella loro bellezza, che potremmo definire metafisica. Quello che narra Bestetti è un tempo sospeso, quasi onirico, dove la componente artistica e tecnica sovrasta un po' - a nostro giudizio - il fattore umano. Finalista di diritto, dunque, ma in una "torre d'avorio" che gli ha sbarrato la strada per il rush finale... ROBERTO BOTTAZZO, TRA FELLINI E MARY POPPINS Arriva da Padova Roberto Bottazzo, con una sua precisa cifra stilistica: la poesia, innanzi tutto, ma anche atmosfere felliniane, là dove l'immagine si fa materia viva di sogni e seduzione. Tra Mary Poppins e David Lynch, Roberto compone il suo matrimonio assai poco tradizionale, con immagini di grande impatto insieme ad altre meno inusuali, ma sempre - diremmo così - border-line. La fantasia, insomma, non manca al nostro Roberto e questo, in un settore che deve forzatamente rinnovarsi mantenendosi fondamentalmente uguale a se stesso, è un gran pregio... RICCARDO CIGNO, SPONTANEO È BELLO Riccardo Cigno da Luco dei Marsi (AQ), si presenta così: "la serie di immagini proposte è volta a metter in risalto il mio approccio in stile fotogiornalistico nel documentare il giorno della cerimonia. Mi piace vivere l'evento con la massima discrezione e senza invasività per gli sposi, cercando di cogliere ogni emozione e dettaglio con naturalezza e spontaneità.' Il tutto, utilizzando corpi Canon Eos 5D Mark II e Eos 40D ed ottiche serie L in ripresa e Adobe Camera Raw ed Adobe Photoshop CS5 in post. Il portfolio mostra grande attenzione al dettaglio, al punto di vista insolito, a una forma di reportage tra il classico e il nuovo, l'inusuale e il deja vu, alla ricerca di un nuovo linguaggio, non convenzionale. Non sono molte le foto ricevute (ed è un peccato), ma significative, tanto da meritare l'accesso in finale. ROMINA COSTANTINO, LA COMMEDIA DELL'ARTE La capacità di cogliere l'attimo, trasformare una cerimonia in spettacolo, dove lacrime e risate si fondono in un insieme dolceamaro degno della commedia dell'arte. Queste le note salienti di Romina, che viene da Enna e lavora - insieme a Fabrizio Soldano, che già si è fatto onore nella sezione video - un po' in tutta la Sicilia, terra meravigliosa di cui, con i suoi scatti, ha saputo cogliere l'anima e lo spirito. Come dicono i due, nella loro presentazione "siamo dei professionisti con gusti individuali e temperamenti diversi, finalizzati allo stesso scopo: raccontare il vostro giorno in modo unico e indimenticabile. Siamo i narratori della vostra storia d'amore..." Romina al suo debutto ha subito centrato un obiettivo prestigioso, quello dell'ingresso in finale; per il resto, poi si vedrà... RUGGIERO DI BENEDETTO, L'ATTIMO RUGGENTE Più classico, stile anni '60, per Ruggiero Di Benedetto da Barletta (BT), per un ideale di bellezza eterea e sofisticata, tranquillizzante diremmo. Per Ruggiero il book deve incarnare un'immagine di matrimonio al di là del tempo, più un simbolo che un evento, e ci riesce assai bene, anche in virtù di un particolare occhio per i cromatismi, che fanno di alcuni suoi scatti dei riusciti tableaux vivants, e della capacità di creare delle mini-sequenze in cui condensare efficacemente l'attimo. Attenzione però alle immagini composite, che pur gli piacciono tanto: non sempre il risultato è migliore dell'originale e qualche volta stona... DAVIDE DI PASQUALE, IL SEGRETO NEI DETTAGLI Davide Di Pasquale da Caltagirone (CT) è fratello di Dante, presenza storica - e ricca di gloria: anche quest'anno si è classificato secondo - nel nostro Contest, sia pure in versione Video. Davide si cimenta anche lui con tutta l'espressività e il "colore" del nostro Sud, che appare - spesso anche nascosto nei ©Girolamo Vitale © Ro be rt o B ot ta zz o © Ru gg ie ro De B en ed et to ©Giovanni Mondelli ©Maurizio Turiaco 054_059:026/028 11/12/11 12:32 Pagina 56
66 indesiderati. Sul lato destro si concentrano una serie di pulsanti per le funzioni principali. Da segnalare quello dedicato alle riprese video, nonché il grande pulsante con rotella incorporata per gestire la modalità di funzionamento del display, l'AF, la sensibilità ISO e la cadenza di ripresa. Mancano i tasti per il bilanciamento del bianco e per la modalità di lettura della luce, ma è possibile configurare il pulsante Custom, che serve anche a previsualizzare la profondità di campo, chiudendo il diaframma alla reale apertura di lavoro. Segnaliamo, infine, che lo zoom in kit è dotato di pulsante i-Function che consente di modificare parametri come l'apertura, il tempo di esposizione, il bilanciamento del bianco, la compensazione dell'esposizione o la sensibilità ISO semplicemente ruotando la ghiera di messa a fuoco. ACTION! La prontezza di risposta degli apparecchi senza specchio è generalmente superiore a quella delle reflex sia sul fronte start-up, che, soprattutto, su quello autofocus. La casa dichiara tempi record in entrambe le situazioni ovvero 640 millisecondi e 100 millisecondi rispettivamente. Ed in effetti la partenza da fermo con scatto annesso è particolarmente convincente, così come la cattura del soggetto nella maggior parte delle situazioni. I problemi iniziano quando la luce sulla scena scarseggia e la NX 200 è costretta a ricorrere all'illuminatore di assistenza AF (che utilizza una luce verde molto intensa). In ambienti poco illuminati o in notturna, la macchina fatica a centrare il bersaglio e bisogna passare alla messa a fuoco manuale. Lo abbiamo notato sia in modalità fotocamera sia in quella videocamera, che per fortuna offre una nutrita serie di impostazioni selezionabili dall'utente. Quando scegliamo di riprendere filmati, infatti, abbiamo a disposizione sia il controllo totalmente manuale dell'esposizione, che gli automatismi a priorità di tempi o diaframmi. In alternativa possiamo lasciare alla macchina il compito di decidere. In ogni caso, tempi e/o apertura vanno impostati prima della sessione di ripresa, e non è possibile modificarli una volta avviata la registrazione. La NX 200 riprende video a 1920x1080 30p. La qualità video è nel complesso buona ma non priva di difetti che si manifestano soprattutto in termini di aliasing e in alcune inquadrature con presenza di dettagli fini in movimento, dove si nota la formazione di artefatti dovuti alla compressione. Nelle prove sul campo, inoltre, abbiamo apprezzato la buona tenuta in notturna senza alzare troppo la sensibilità ISO per mantenere basso il rumore. Buone notizie, invece sul fronte AF che, in video, funziona sia in modalità singola che continua. In questa seconda opzione la macchina si comporta bene, anche se non eguaglia la velocità e la precisione vista, ad esempio, sulla recente Nikon V1 (provata sul numero 71 di Tutto Digitale). In compenso le operazioni si svolgono nel massimo silenzio, segno che il motore AF mantiene le promesse. Infine il monitor fisso, pur nitido e dettagliato, non agevola l'inquadratura in video. Un suggerimento per una futura NX. FAST BUT NOT FURIOUS Con le mirrorless lo scatto ad alta velocità è diventato uno standard (...è un altro dei vantaggi di non avere lo specchio reflex) sul quale i produttori si giocano il tutto per tutto. E la NX 200 non fa eccezione. Infatti dichiara una raffica pari a 7 fps alla massima risoluzione che salgono fino a 30 fps a risoluzione dimezzata; quest'ultima performance è possibile grazie all'otturatore elettronico. Offrire tali possibilità significa al contempo fare i conti con elementi chiave della fotocamera, che vengono messi a dura prova. Tanto più su una macchina di così elevata risoluzione come la NX 200, che costringe al superlavoro Sopra, i menu dedicati alle impostazioni video. Le possibilità di scelta sono molto complete e spaziano dall'esposizione in automatismo o manuale, fino all'effetto dissolvenza applicato direttamente in macchina. L'obietttivo 18-55 mm fornito in kit soffre di un'evidente distorsione a barilotto alla focale grandangolare prontamente corretta dal software interno della NX 200. Il processore di elaborazione riesce a ricostruire i particolari più fini dell'immagine senza particolari problemi. Il purple fringing è assente e il moirè si manifesta solo agli evidenti ingrandimenti (i dettagli sono al 200%). Correzione distorsione off Correzione distorsione on 064_067:090-091 11/12/11 12:46 Pagina 66
TECNOLOGIA Il mercato offre modelli a tecnologia Plasma, e soprattutto LCD e LCD LED, caratterizzate da pregi e difetti che tutto sommato si equivalgono. Generalmente, il plasma offre un miglior rapporto qualità/prezzo per dimensioni ‘importanti' (a partire dai 50 pollici circa), mentre gli LCD LED rappresentano la soluzione più moderna, con il miglior rapporto qualità/profondità. DIMENSIONI & DISTANZA Per il massimo 'effetto cinema' è consigliabile partire dai 42 pollici (ricordando che 1 pollice= 2,54 cm, e dunque un TV da 42” ha una diagonale di oltre 1 metro), a patto di collocarsi alla giusta distanza di osservazione. In linea generale, è possibile avvicinarsi quanto più possibile allo schermo all'aumentare della risoluzione; se per un vecchio TV standard definition la distanza ottimale è all'incirca 3/3,5 volte la diagonale dello schermo, per un Full HD il fattore è compreso fra 1,5 e 2x, e secondo alcuni, anche meno. In una immagine HD la densità di dettagli è maggiore, mentre è minore il livello di rumore ed artefatti, il che rende possibile avvicinarsi senza essere distratti o peggio affaticati dalle imperfezioni e senza perdere l'illusione di realismo delle immagini. La miglior soluzione, in ogni caso, è quella di provare di persona a trovare una distanza ‘confortevole', alla quale cioè la visione sia naturale, senza che difetti di visione o affaticamento. Da segnalare che se non tutti possono permettersi un 60", molte delle proposte in versione da 32" o simili contano ormai le funzioni avanzate e le soluzioni tecniche adottate un tempo solo sui modelli di taglia grande. INTERFACCIA E REGOLAZIONI Prima dell'acquisto vale la pena di osservare menu a schermo e telecomando: oltre al look ed al feeling generale, attenzione ai parametri regolabili sotto la dicitura ‘immagine'. In particolare, oltre ai soliti (luminosità, contrasto e saturazione), alcuni modelli permettono di regolare gamma, livelli del nero e del bianco ed altro ancora, per ottenere una taratura precisa e un'immagine con qualcosa in più. Se invece non si vuole perder tempo, tutte le TV offrono modalità ad hoc che, anche se non migliorano la qualità assoluta del prodotto, in genere offrono un accettabile compromesso qualitativo senza la necessità di particolari calibrazioni. TUNER I TV in commercio permettono di ricevere i segnali in chiaro del digitale terrestre, ma non tutti i modelli di tutti i produttori sono certificati per l'uso con moduli CAM (per usare le schede per i programmi a pagamento Mediaset Premium e similari): gli schermi Samsung, invece, sono tutti compatibili con il più recente standard CI+. Occhio quindi alla presenza del bollino sul TV; nel dubbio, consultate la lista dei modelli certificati su www.dgtvi.it. I TV recenti integrano il decoder MPEG4/h.264 per la ricezione di canali in alta definizione via DVB-T (in sperimentazione in alcune aree nelle quali è già partito lo switch-off). CONSUMO Sono sempre più numerosi i Flat TV che offrono modi immagine a consumo ridotto, sensori di presenza e di luminosità o tasti per lo spegnimento completo. I TV Samsung possono vantare la certificazione EU Eco-Label "Flower" - che si propone di aiutare i consumatori europei nel distinguere prodotti e servizi "più verdi" e amici dell'ambiente. I TV Samsung, realizzati con un rivestimento in policarbonato colorato direttamente alla produzione, non hanno più l'esigenza di una seconda verniciatura a spray per la finitura de prodotto; proprio perché composto di un'unica materia prima, il riciclaggio al termine del ciclo di vita del prodotto è molto più agevole. CONNESSIONI Conviene scegliere un TV con un buon numero di connessioni, anche in previsione futura, ovvero soprattutto di porte HDMI, oramai standard 'de facto' non solo per lettori DVD e Bluray Disc, ma anche per decoder satellitari e DVB-T, per le console di gioco di ultima generazione (e per fotocamere e videocamere che memorizzano immagini fisse e in movimento in HD). Sempre ragionando in alta definizione possono tornare utili ingressi Component o DVI, per collegare sorgenti HD non proprio recentissime o, nel caso della DVI, per il collegamento di computer. Specialmente se si ha intenzione di montare il pannello a parete, sono poi utili - per collegamenti 'al volo' - le connessioni disposte lateralmente. EDIZIONE SPECIALE GUIDA SAMSUNG ALLA SMART TV La novità del momento è il 3D: cinema, videogiochi, PC ed anche programmi TV stanno adattandosi alla nuova dimensione, che consente letteralmente di superare i piani bidimensionali ed immergersi nel vivo dell'azione, e i TV di Samsung sono pronti. Grazie alla rapidità dei pannelli adottati sui TV Samsung, abbinata agli occhialini senza fili con tecnologia attiva - che oscurano di volta in volta il fotogramma per l'occhio corretto - è possibile godere del 3D alla maggiore risoluzione possibile. Il massimo dello spettacolo tridimensionale è offerto dalla visione dai film proposti nel nuovo formato di dischi Blu-ray 3D, utilizzabili con i nuovi lettori compatibili, alla portata di tutte le tasche. In casa Samsung, si passa dal BD-D5500 agli ultrasottili BD-D7500 per finire con i modelli con Hard Disk integrato (per registrare programmi TV); tutti hanno poi funzioni Smart (ne parliamo più avanti). E se il nuovo materiale a disposizione non basta, è anche possibile convertire in 3D i 'vecchi' programmi e film bidimensionali: il processore installato nelle TV capisce infatti quali particolari dell'immagine sono in primo piano e quali sullo sfondo, e costruisce autonomamente una scena 3D. Più semplice di cosi! 3D provare per credere A sinistra, la vista laterale di un Flat TV Samsung mostra lo spessore ridotto. Qui sopra, particolare di un pannello posteriore, con lo slot CI+ in evidenza. Le caratteristiche da tenere d'occhio 3 PDF TS X BOCCIA:Layout 1 14/12/11 12:13 Pagina 1
In queste pagine, otto Smart TV selezionati fra l'ampia gamma di LED e Plasma firmata Samsung: per avere un'idea ancora più completa dei modelli disponibili, collegatevi a www.samsung.it EDIZIONE SPECIALE GUIDA SAMSUNG ALLA SMART TV 7 SAMSUNG LED 40D6510SAMSUNG LED 40D6500 SAMSUNG LED 46D7000 SAMSUNG LED 55D8000 Pannello: LCD LED Refresh: 400 Hz 3D: sì Connessioni: 4xHDMI, 3xUSB, Component, PC, Ethernet Wi-fi: sì Audio: 10 W x2 Consumo (stand-by/Energy Saving/Max): <0.1 W/41 W/ 130 W Dimensioni: 933 x 548 x 29 mm Peso: 10.7 Kg Pannello: LCD LED Refresh: 400 Hz 3D: sì Connessioni: 4xHDMI, 3xUSB, Component, PC, Ethernet Wi-fi: sì Audio: 10 W x2 Consumo (stand-by/Energy Saving/Max): <0.1 W/41 W/ 130 W Dimensioni: 925 x 539 x 29 mm Peso: 10.6 Kg Pannello: LCD LED Refresh: 800 Hz 3D: sì Connessioni: 4xHDMI, 3xUSB, Component, PC, Ethernet Wi-fi: sì Audio: 10 W x2 Consumo (stand-by/Energy Saving/Max): <0.1 W/50 W/ 150 W Dimensioni: 1048 x 606 x 29 mm Peso: 12.5 Kg Pannello: LCD LED Refresh: 800 Hz 3D: sì Connessioni: 4xHDMI, 3xUSB, Component, PC, Ethernet Wi-fi: sì Audio: 15 W x2 Consumo (stand-by/Tipico): <0.1 W/108 W Dimensioni: 1233 x 707 x 29 mm Peso: 16.2 Kg Con questo esemplare della serie 6 si fa sul serio: colpisce la cornice sottile, a cui si aggiungono caratteristiche di pregio come 400 Hz, wi-fi integrato, web-browser e tanto altro. Ecco un modello simile per dotazione ai modelli 6500, ma con una bella scocca bianca, studiata per integrarsi al meglio in ogni ambiente della casa. Sottile, praticamente privo di cornice e con il top della tecnologia: la serie 7 è quella giusta per gli appassionati più esigenti, sia in termini di look che di prestazioni. Questo 55” è un esemplare della serie 8, pensata per chi vuole il top di design e tecnica: la cornice cromata è supersottile, ed all'interno c'è il massimo della tecnologia. PDF TS X BOCCIA:Layout 1 14/12/11 12:15 Pagina 1
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navigazione può essere effettuata con il telecomando, o se si possiede uno smartphone o un Tablet Galaxy, anche con una App dedicata. È bene ricordarsi di effettuare l'aggiornamento del firmware del TV: Samsung li rilascia spesso. Dopo la prima accensione, ed una scorsa al pratico manuale a schermo, ci siamo buttati a capofitto nelle opzioni immagine. Che, senza particolari sorprese, hanno rivelato i diversi preset (Dinamico, Standard, Naturale e Film, con Game disponibile solo in opzione con alcune sorgenti) ed una serie di opzioni per illuminazione, contrasto, luminosità, sharpness, colori e tinta. Le impostazioni possono essere variate indipendentemente per ogni apparecchio collegato alla TV. Un menu avanzato permette di modificare livello del nero, intervento del filtro di contrasto dinamico, correzione del dettaglio nelle ombre e nelle basse luci, gamma, regolazione fine R/G/B, bianco, incarnato, edge enhanchement, gain, 24p e motion TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D D ireSamsungè un po' come dire LED TV: l'azienda coreana in qualche modo ha reinventato i TV LCD grazie ad un riuscito mix di design, tecnologia e qualità (ed anche all'oculato marketing) e, da un paio di anni a questa parte, un TV LED by Samsung è uno dei prodotti più ambiti da mostrare nel salotto di casa. Il 46D7000 è un LED 'Edge', sigla che sta a significare il montaggio dei diodi luminosi sui lati del pannello; una soluzione che probabilmente è la migliore per rapporto qualità/costi: diversi TV di gamma alta hanno i LED disposti lungo il retro del pannello, per scongiurare problemi di uniformità e per adottare le varie tecnologie di 'dimming' che permettono di spegnere ed accendere le diverse zone del pannello per un controllo preciso della qualità d'immagine. Il D7000 di Samsung adotta invece il 'Micro Dimming': l'azienda non ha rilasciato molti dettagli su questi circuiti, che comunque si occupano principalmente di migliorare il contrasto via elaborazione delle immagini e gestione del pannello LCD, invece di affidarsi all'effettiva variazione della luminosità dei LED laterali, che l'azienda aveva tentato di introdurre con le serie 2010 (contraddistinte dalla “C”). I LED sono però solo la punta dell'iceberg quando si parla del 46D7000; di carne al fuoco ce n'è molta, a partire dal 3D per finire con la Smart TV. Del design in compenso c'è poco da dire: lo schermo (in vetro, bello ma che può causare riflessi) è semplicemente 'riquadrato' da una sottile cornice di plastica trasparente, e l'unico vezzo è l'immancabile logo Samsung che fa bella mostra di sé nella parte inferiore. Siamo curiosi di vedere cosa partorirà per le future TV il centro stile Samsung, visto che fare una cornice ancora più sottile, ed ovviamente mantenere per motivi di mercato il logo, sarà un'impresa ardua... Anche lo stand è molto bello, con quattro piedi in plastica cromata che, oltre al look curato, restituiscono una buona senzazione di solidità. Se la cornice non c'è - o quasi - sono invece ricche come ci si aspetta le connessioni: il pannello posteriore permette poi il collegamento di apparecchi anche a TV montato a parete, visti i connettori posizionati 'di taglio'. DI TUTTO, DI PIÙ La prima sintonizzazione dei canali richiede poco più di cinque minuti, e i menu del TV sono simili a quanto già visto sui televisori di casa Samsung, arricchiti però con nuove animazioni ed ovviamente funzioni. La Qualche mese dopo il test del D8000 - top di gamma fra gli LCD a LED di Samsung - andiamo ad analizzare il modello un gradino più in basso, un pizzico meno ‘glamour' ma non per questo privo di caratteristiche interessanti. Sotto la scocca che colpisce, 3D e funzioni Smart la fanno da padrone, per uno dei TV più desiderati fra gli appassionati di Home cinema e non solo 1.799,00TV LCD LED 3D Samsung 46D7000 Bello e Smart 92 Il telecomando è in plastica, ma ha un touchpad per il browser ed è solido e retroilluminato. XIV 092_093:128/130 11/12/11 13:15 Pagina 92
di qualcosa di particolarmente complesso dal punto di vista teorico. Il tutto si fonda su uno specifico requisito: registrare contemporaneamente alle classiche informazioni fotografiche di ciascun pixel anche le informazioni di direzione del raggio di luce incidente. In una normale fotocamera digitale, il sensore cattura per ciascun pixel un livello di luminosità (per colore), realizzando una classica rappresentazione bidimensionale della realtà. Con queste informazioni, diversamente rispetto a quanto permesso dalle fotocamere convenzionali, le possibilità offerte in postprocessing si amplificano permettendo, di fatto, di simulare diversi punti di messa a fuoco se non, sotto speciali condizioni, diverse posizioni di scatto! Per ottenere un tale risultato, le caratteristiche ottiche della fotocamera vengono completamente modificate. In una fotocamera tradizionale una lente (o meglio un obiettivo formato da un gruppo di lenti) proietta (focalizza) l'oggetto da immortalare sul sensore, dove l'immagine risultante viene campionata in pixel. A ciascun punto (o porzione) dell'oggetto reale, corrisponde un punto preciso dell'immagine (un pixel o un gruppo di pixel) generato dai raggi di luce che sono stati focalizzati dalla lente. Le informazioni che giungono su un pixel, e vengono quindi memorizzate nell'immagine, corrispondono all'intensità dei raggi di luce che hanno compiuto, dall'oggetto all'obiettivo, una ben specifica traiettoria. Variando la messa a fuoco, la direzione dei raggi proiettati dall'obiettivo verso il sensore cambia: quanto più i raggi provenienti dall'oggetto si incontrano sulla superficie del sensore, tanto più la sua immagine risulterà nitida, mentre quando questi si incontrano al di fuori di tale superficie l'immagine sarà meno nitida fino a divenire completamente confusa (sfocata). Cambiare la messa a fuoco corrisponde, quindi, a catturare un'immagine completamente differente, formata da raggi che hanno compiuto una traiettoria diversa dall'oggetto al sensore. Per questo focalizzazioni errate non possono essere recuperate in post-processing; l'immagine finale non contiene assolutamente alcuna informazione relativa all'immagine ottenibile con una diversa focalizzazione (diversi raggi di luce). Questo schema così rigido è intrinseco al sistema di fotografia (o ripresa) che oggi è alla base di qualunque dispositivo di cattura. Anche nel caso della ripresa in 3D non si fa altro che catturare due immagini bidimensionali da due punti distinti, a distanza controllata, tali da poter generare l'effetto stereoscopico se riprodotte attraverso dispositivi appositi (lenti colorate o polarizzate, schermi tridimensionali etc). Anche in questo caso le informazioni di direzionalità dei raggi sono comunque perse in ciascuna immagine. Le light field camera cercano di superare questa rigida corrispondenza fra la focalizzazione dell'obiettivo e l'immagine finale catturando, come dicono gli inventori del sistema, uno spazio di luce “quadridimensionale”. In una fotocamera tradizionale il soggetto viene focalizzato da una lente (obiettivo) direttamente sulla superficie del sensore o della pellicola. Nelle light field camera, invece, una matrice di microlenti viene interposta fra il sensore e l'obiettivo, con quest'ultimo che focalizza su un punto collocato dietro al sensore. Le microlenti focalizzano così delle “sub-immagini” sul sensore. LA FOTO IN 4D Parlare di foto in quattro dimensioni può sembrare strano, visto che il mondo reale in cui viviamo ne manifesta solo tre... Da dove viene la quarta? Ben lontani dall'entrare nel campo della fantascienza, delle complesse equazioni dello spazio-tempo scoperte da Albert Einstein o delle più moderne teorie quantistiche (che di dimensioni ne prevedono ben 11...), quando parliamo di 4D ci riferiamo in realtà a concetti ben più alla portata della nostra comprensione e tecnologia. In matematica o geometria, quando per identificare univocamente un punto in uno spazio è sufficiente una sola informazione, si dice che questo punto vive in uno spazio ad 1 sola dimensione. Pensate ad una asticella ed immaginatela talmente sottile da non poterne distinguere lo spessore, tale da farla sembrare un segmento: per identificare ciascuno dei punti che la compongono è sufficiente conoscere una sola informazione, ad esempio la distanza da una delle estremità. Questo perché l'asticella ha una sola dimensione. Passiamo ad una fotografia. In questo caso per individuare un punto è sufficiente conoscerne la distanza in orizzontale ed in verticale da un qualsiasi altro punto noto, che per convenzione possiamo indicare come origine (0,0). L'origine può essere, per semplicità, uno dei quattro angoli della foto, ma anche qualsiasi altro punto all'interno della foto stessa. Definita l'origine, ciascun altro punto sarà identificato da una coppia di numeri (x,y): l'immagine ha due dimensioni. 37 Il futuro dell'immagine è in questo cubetto fotografico? Difficile dirlo; certo che la rivoluzione proposta da Lytro va considerata con grande interesse... 036_041:026/028 11/12/11 11:58 Pagina 37
competenze per gestirle correttamente e per pensare ad un linguaggio adatto al mezzo. Ma per chi non è James Cameron, che possibilità ci sono di produrre davvero in 3D? Panasonic è tra le aziende che hanno da subito spinto sul 3D a tutti i livelli, dalla produzione professionale alla visione domestica, fino alla registrazione video per TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D X C ome sta andando il 3D? A due annidi distanza dal lancio mondiale diAvatar, il film che ha segnato di fatto la rinascita della ripresa stereoscopica, si susseguono le produzioni di film in tre dimensioni, accompagnate da canali tematici sulle tv satellitari e da scaffali pieni di TV e lettori BD. Il mondo, come capita spesso, si è diviso in apocalittici ed integrati, con i primi a decretare la fine prematura della tecnologia che "non decolla" ed i secondi a decantare le lodi della proiezione ad alto 88 tasso di spettacolarità. Chi avrà ragione lo scopriremo solo con il tempo. Quel che è certo è che di fronte al 3D stanno almeno due ostacoli: dal punto di vista dello spettatore, gli occhialini rappresentano il compromesso maggiore da accettare per godersi lo spettacolo. Per quanto riguarda invece i creatori di contenuti, l'ostacolo più arduo è l'ingombro e la difficoltà di gestione delle coppie di videocamere e dei relativi rig: come abbiamo più volte dato conto su queste pagine, i set 3D vedono l'impiego di apparecchi dedicati e di professionisti specializzati. Per girare in 3D, dunque, ci vogliono denaro per le apparecchiature, tempo per installarle e metterle a punto, e Denaro, tempo e competenze specifiche: sono questi tre requisiti indispensabili per girare in 3D (e non solo...). Se per l'ultimo non c'è azienda che possa fare nulla, sui primi due Panasonic ha qualcosa da dire: la HDC-Z10000, una compatta videocamera a doppia ottica, grande come una palmare prosumer e dal costo alla portata di tutti i professionisti Videocamera 3D Full HD Panasonic HDC-Z10000E 10000 buoni motivi 3.550,00 3Dper il 088_091:128/130 11/12/11 13:11 Pagina 88
Possibilità di taggare foto in automatico Strumento di titolazione avanzato Ottima varietà di effetti Modalità Organizer non perfettamente integrata REQUISITI MINIMI DI SISTEMA - PREMIERE ELEMENTS 10 LA PAGELLA - PREMIERE ESTETICA Interfaccia principale curata e orientata alla praticità d'uso. COSTRUZIONE Si adatta bene al lavoro su schermo singolo, anche se è consigliato l'uso di un secondo schermo. VERSATILITÀ Possibilità di importare praticamente tutti i formati video disponibili e possibilità di creare dischi AVCHD (quindi in alta definizione) su normali DVD. Effettistica video di alto livello. PRESTAZIONI Buone le prestazioni quando si lavora a definizione standard. Un po' di rallentamenti quando si edita in HD, o si utilizzano i file transport stream (.M2T, .MTS). RAPPORTO Q/P Considerata l'offerta in bundle con Photoshop, il rapporto qualità prezzo è quasi imbattibile. La valutazione cala se si acquista il software in versione aggiornamento, viste le poche novità introdotte rispetto alla versione precedente. LA PAGELLA - PHOTOSHOP ESTETICA Interfaccia che ricorda molto da vicino quella della versione completa del software. Praticità d'uso e semplicità dell'organizzazione dello spazio di lavoro. COSTRUZIONE Struttura modulare flessibile. Ogni elemento dello spazio di lavoro può essere ridimensionato e spostato a piacere. VERSATILITÀ Intervento sulle immagini in maniera correttiva e creativa, e possibilità di creare grafiche a partire da zero. PRESTAZIONI Lavora in scioltezza anche con file di elevata risoluzione. L'aggiunta di effetti, o la lavorazione di progetti con numerosi livelli, non pregiudica la velocità delle operazioni di foto elaborazione. RAPPORTO Q/P Svariate novità in più rispetto alla versione precedente per un software che di anno in anno cresce acquisendo alcune delle funzioni avanzate dell'edizione completa. 69 COSTRUTTORE: Adobe System Inc. , USA DISTRIBUTORI: Adobe Italia srl, C. Dir. Colleoni Pal. Taurus A3, viale Colleoni 5, 20041 Agrate Brianza (MB) - tel 039 65501 - www.adobe.it ADOBE PREMIERE ELEMENTS 10 & ADOBE PHOTOSHOP ELEMENTS 10 Processore: (Win) 2Ghz o superiore con supporto SSE2 (dual core per l'HD) – (MAC) multicore Intel Sistema operativo: Windows XP/Vista/7/ Mac OS X v. 10.5.8 fino a 10.7 Memoria: 2GB di RAM Hardware di acquisizione: DV/i.LINK/IEEE 1394 Note: supporto HDV e AVCHD, masterizzazione su Blu-ray REQUISITI MINIMI DI SISTEMA - PHOTOSHOP ELEMENTS 10 Processore: (Win) Pentium 4 o Celeron da 1,6 GHz – (MAC) multicore Intel Sistema operativo: Windows XP (SP3)/Vista/7/ Mac OS X Memoria: 1 GB di RAM Risoluzione monitor: 1024x576 PRO CONTRO Possibilità di analizzare e taggare i video Esportazione in formato AVCHD Nuovi strumenti di correzione colore avanzata Versione MAC solo a 32 bit (Win 32/64) Effetto Pan e Zoom scarno PRO CONTRO bilanciare ed elaborare foto e video creativamente. L'effettistica, infatti, è in pratica di livello professionale, e molti dei tool disponibili sono mutuati direttamente dalla versione completa del software: si va dagli effetti di controllo immagine (Bilanciamento Colore, Passata Colore, Correzione Gamma), a quelli creativi (Vecchia Pellicola, Disegno al Tratto, Sfocatura). In questa ultima versione, inoltre, sono stati inseriti due ulteriori tool per la correzione colore: il classico correttore a tre vie, e uno strumento per il bilanciamento automatico di tono e vividezza. Fa il suo esordio nella versione 10 anche un tool per la creazione di slideshow fotografici, anche se il tool si limita a creare un effetto di pan e zoom all'interno delle foto. Le principali novità, però, le troviamo in fase di esportazione. Se, ad esempio, si vuole scrivere su disco i propri video in alta definizione, ma non si possiede un masterizzatore Blu-ray, si può fare affidamento sull'opzione disco AVCHD. In questo modo sarà possibile avere su un normale DVD contenuti in alta definizione, senza però rinunciare al classico menu disco. Allo stesso modo si può far affidamento sull'AVCHD anche tra le opzioni di esportazione generale. Inoltre, sempre in rispetto della nuova tendenza “social”, è possibile caricare i video direttamente su Facebook o Youtube. Premiere 10 si dimostra un'ottima soluzione per affrontare montaggi video, anche per utenti avanzati. Dall'altro lato della medaglia, però, siamo di fronte ad un software in cui le variazioni tra l'ultima versione e quella che la precedeva, sono troppo poche per giustificare un aggiornamento. Chi invece affronta l'acquisto per la prima volta, può confidare in un prodotto di affidabilità sicura, a un prezzo competitivo. In Premiere Elements 10 è possibile l'esportazione dei montaggi in alta definizione su un normale disco DVD grazie all'opzione Disco AVCHD. Per Premiere meno novità rispetto a Photoshop: si segnala l'introduzione di due strumenti di correzione colore, uno automatico (Tono automatico e vividezza) e uno manuale (correzione colore a tre vie). 068_070:090-091 11/12/11 14:40 Pagina 69
42 Foto creativa: guida all'HDR HDRImmagini surreali e coloratissime chesfidano la percezionedell'occhio umano esembrano uscite da una mostra dipittura. Ecco come ottenerle. 042_049:026/028 11/12/11 12:16 Pagina 42
Costruzione sopra la media Qualità d'immagine e resa dei dettagli Parco obiettivi vasto e di qualità Autonomia della batteria AF lento in luce scarsa COSTRUTTORE: Samsung Electronics Co., Corea DISTRIBUTORE: Samsung Electronics Italia, via Donat Cattin 5, 20063 Cernusco S/N (MI), tel 02921891 - www.samsung.it Sensore: CMOS 23,5 x 15,7 mm; 20,3 megapixel. Innesto obiettivo: Samsung NX Obiettivo in kit: iFunction 18-55 mm f/3,5-5,6 Display: AMOLED 3,0” 614.000 pixel. Messa a fuoco: Tipo AF a contrasto; Riconoscimento max.10 volti; modalità AF singolo, AF continuo, MF Otturatore: auto 1/4000 sec. ~ 30 sec.; manuale 1/4000 sec. ~ 30 sec. (incrementi 1/3 EV). Esposizione: Multi, Media pesata al centro, Spot; compensazione ± 3 EV (incrementi 1/3 EV). Sensibilità ISO: Auto, 100, 200, 400, 800, 1600, 3200 (12.800). Raffica di scatto: 7 fps (10, 15, 30 fps) Bilanciamento del Bianco: Auto, Luce diurna, Nuvoloso, Fluorescente (W, N, D), Tungsteno, Flash, Personalizzato, K (manuale) Modi scatto: Smart Auto, Priorità obiettivo, Program, Priorità tempi, Priorità diaframma, Manuale, Scena, Filmato. Scene: Beauty shot, Bambini, Primo piano, Testo, Tramonto, Alba, Retroilluminazione, Fuochi d'artificio, Spiaggia e Neve, Notte, Ritratto, Panorama, Sport, Sound Picture Dimensione max. immagine: 5472x3648 pixel. Filmati: MP4 (H.264), 1920x1080/30p, 1280x720/60p; Audio: AAC stereo Supporto di memorizzazione: SD, SDHC, SDXC Connessioni: USB 2.0, Video Out, HDMI 1.3, Hot-shoe/accessori Alimentazione: accumulatore ricaricabile Li-ion tipo BC-1030 Dimensioni: (L x A x P): 117x63x36 mm Peso: 220 g (solo corpo) FOTOCAMERA MIRRORLESS SAMSUNG NX200 CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE LA PAGELLA ESTETICA Stile minimal con linee tese e pulite in un giusto mix tra passato analogico e presente tutto digitale. COSTRUZIONE Il corpo macchina è in metallo e il guscio in lega di magnesio. È difficile trovare un'alternativa nella stessa fascia di prezzo. VERSATILITÀ Una macchina sottile e compatta che si porta quasi in tasca ed offre molto in termini di dotazione tecnica, a partire dal sensore grande dall'elevata risoluzione, per finire con il video Full HD. PRESTAZIONI Alle basse sensibilità ISO la qualità d'immagine è elevata in assoluto con un livello di dettaglio che fa tremare le concorrenti con lo specchio. Qualche problema di messa a fuoco e di rumore elettronico nelle situazioni di luce difficile. RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO Considerato il livello di costruzione e la dotazione quasi record il prezzo di acquisto è concorrenziale. Nella scatola c'è anche il mini flash da innestare in slitta. CONTRO 65 PRO condotta sul campo di un esemplare di preserie in anteprima assoluta. SO STYLISH... Samsung ci ha abituati al design elegante e funzionale con i flat TV quasi privi di cornice che sembrano quadri appesi al muro e si integrano alla perfezione in qualsiasi contesto, dall'albergo al salotto di casa. È naturale, quindi, che la casa coreana nel progetto della punta di diamante del sistema CSC abbia scelto linee squadrate e pulite senza lesinare sulla qualità dei materiali. A differenza della sorella minore NX 100, la NX 200 ha il corpo macchina tutto in metallo, con il guscio in lega di magnesio, che ne aumenta la resistenza. La finitura nera lucida della scocca si sposa bene con quella satinata della calotta e dona all'apparecchio un tocco retró, che ultimamente sembra riscuotere parecchio successo. Il corpo macchina è davvero sottile e l'ergonomia generale ne risente. Non sempre la comodità è anche funzionale. In particolare, l'impugnabilità risulta penalizzata non tanto dalla guancia anatomica (che pure non offre il migliore dei grip possibili), bensì dallo zoom a corredo, che sbilancia i pesi in gioco costringendo a controbilanciare all'indietro il sistema fotocamera/obiettivo per evitare rischiose cadute. In effetti questo è un problema delle mirrorless in generale ma la NX 200 sembra soffrire più delle rivali il surdimensionamento dell'obiettivo 18-55 mm. Le proporzioni sono tali che sembra di avere innestato un teleobiettivo piuttosto che uno zoom standard. In queste condizioni è impossibile utilizzare la macchina con la sola mano destra; bisognerà sempre sostenere l'obiettivo con la sinistra per agire sui comandi. Questi ultimi sono disposti in maniera razionale e facili da individuare. Sulla calotta, oltre alla ghiera delle modalità di ripresa, troviamo il pulsante di scatto con il selettore coassiale di accensione e una piccola rotella di selezione in stile reflex, che serve ad impostare il tempo o il diaframma di scatto, nonché ad ingrandire l'immagine appena catturata e a navigare nei menu. In asse con l'obiettivo c'è la slitta a contatto caldo per innestare i flash dedicati Samsung e, nello specifico, il piccolo lampeggiatore (poco più grande di una moneta da 2 euro!), di serie che si può lasciare montato senza problemi tanto si integra bene con la macchina. Peccato che non sia possibile innestare anche un mirino esterno. Il dorso esibisce con fierezza il monitor AMOLED da 3” con 614.400 pixel apprezzabile per qualità di visione e resistenza ai riflessi Il frontale della NX 200 ha un disegno molto pulito e privo di fronzoli. All'interno del bocchettone d'innesto ottiche si nota il sensore (la macchina infatti è priva dello specchio reflex), e i contatti dorati per l'AF, che sfrutta una luce di assistenza emessa dal piccolo led posto a fianco dell'impugnatura. 064_067:090-091 11/12/11 12:41 Pagina 65
12 M E D I A P A R T N E R Se c'è un concorso di riferimento per i registi indipendenti italiani e per i videomaker creativi, questo è il PIVI, da molti anni una delle iniziative promosse nell'ambito del MEI, la principale kermesse italiana dedicata alla musica indie. Col tempo il concorso ha acquistato sempre più peso, sino ad arrivare alla cifra-record di 450 opere. Il 27 novembre scorso, durante l'ultima giornata del Mei – Meeting degli Indipendenti (quest'anno nella cornice del Medimex, la Prima Fiera delle Musiche del Mediterraneo di Bari) la cerimonia di premiazione ha visto il riconoscimento dei migliori video dell'anno. La giuria (di cui fa parte anche Tutto Digitale, da anni mediapartner della manifestazione) ha proclamato il vincitore assoluto: “Le stelle ci cambieranno pelle” di Marco Notari, per la regia di Marco Missano. Il motivo? "Si tratta di un videoclip con taglio cinematografico, un micro-film in cui la storia ti fa sognare, sorridere ma anche riflettere. Tra effetti speciali fotografia e montaggio musica ed immagini si completano a vicenda valorizzando l'idea con grande cura del regista". Miglior Regia è quella di Roberto Cinardi, in arte Saku, per "Scegli me” dei Verdena, "per la particolare sensibilità con cui è riuscito a coniugare felicemente immagini, musica ed una fotografia sensibile e raffinata, per perseguire una ricerca estetica vintage, psichedelica, essenziale e piena di poesia". Alice Ninni, Luca Cattaneo ed Alberto Filippini sono invece gli autori del soggetto di “Lacrime di Giulietta” di Matteo Negrin: realizzato in stop motion ha ricevuto un apprezzamento particolare dalla giuria e dal pubblico di YouTube. "Due milioni di persone su YouTube non possono sbagliare: hanno voluto vedere con i propri occhi questo 'miracolo' della materializzazione e ammirare come un assolo di piano diventa albero, o una vettura si muove su semiminime, una croma sboccia in un quadrifoglio o in una ciliegia. Quando il dipingere musica è una somma di arti." “Il cielo” di Facciascura ha invece conquistato il premio per la fotografia, a cura di Massimo Costanzi, "Per l'abile uso delle luci, dei chiaroscuri, delle ombre, della messa a fuoco dei protagonisti in un crescendo onirico che trasporta lo spettatore in un nonluogo spettrale”. La palma del Montaggio è andata a "I nostri corpi celesti” di Le luci della centrale elettrica, diretto e montato da Luca Lumaca: "Un bianco e nero sicuro dalle superfici bidimensionali che si sovrappongono sapientemente ad un secondo e terzo piano di profondità resa attraverso immagini ricche di sfumature e di sensi legati al dramma della guerra e dello sfruttamento del pianeta. Il montaggio pulito, senza inutili acrobazie, segue il suo tempo e solo a tratti sembra coincidere col testo cantato, due linguaggi diversi ma sulla stessa direzione" Come ormai tradizione, la nostra rivista assegna un suo premio speciale per l'opera che in rapporto al budget utilizzato, ha dimostrato l'uso più creativo delle soluzioni tecniche adottate. Il premio consiste in un abbonamento annuale alla rivista: “Per il bilanciamento perfetto di soggetto, regia, recitazione, costumi, scenografia, coreografie, trucco e per la fotografia pulita, con concessioni minime ai leziosimi da profondità di campo che vanno oggi tanto di moda, il premio Tutto Digitale per la tecnica va al video This is not a test, dei Lapingra” Infine, quest'anno il PIVI ha deciso di premiare un videoclip realizzato con un iPhone, il primo in Italia, in previsione di un riconoscimento apposito che partirà dalla prossima edizione: si tratta di "Dio quanto sto bene senza te" di Valeria Vaglio, per la regia di Lorenzo Corvino. Il premio sarà in futuro assegnato in collaborazione con la nostra rivista e per l'uso creativo di smartphone e tablet, con particolare attenzione alla ricerca del linguaggio audiovisivo specifico per questi strumenti innovativi. Sul prossimo Tutto Digitale 73, una selezione delle migliori opere in concorso: stay tuned! Tutto il meglio del PIVI 2011 Il Premio Italiano Videoclip Indipendente - il concorso di casa MEI dedicato alla musica indie da vedere - ha emesso il suo verdetto: il miglior video del 2011, tra gli oltre 450 iscritti, è... Digital Experience Awards: via alle iscrizioni! Sono aperte le iscrizioni per i Digital Experience Awards: c'è tempo fino al 15 febbraio 2012 per candidare progetti digitali con al centro la customer experience. Aziende, studenti, professionisti ed amatori avranno a disposizione nove categorie di progetto all'interno delle quali inserire la propria proposta: web, mobile web, app, interactive, industrial design, software, videogames, servizi online, progetti crosscanale. Obiettivo dell'iniziativa dell'Associazione Culturale Luoghi di Relazione è valorizzare le eccellenze italiane. I progetti saranno valutati da una giuria internazionale di esperti autorevole ed indipendente dall'organizzazione, che sceglierà i vincitori. La consegna dei riconoscimenti è in programma per metà aprile 2012, mentre l'esposizione dei progetti finalisti avverrà durante il Digital Experience Festival che nel 2012 avrà la sua terza edizione. Per info: www.digitalawards.it Lapingra - This is not a test: premio Tutto Digitale Verdena - Scegli me: Miglior regia Marco Notari - Le stelle ci cambieranno pelle: Miglior video 012:026/028 11/12/11 11:24 Pagina 12
EDIZIONE SPECIALE GUIDA SAMSUNG ALLA FOTOGRAFIADIGITALE4 La riuscita di una buona foto dipende - abilità del fotografo a parte - da molti fattori. Innanzitutto, dalle caratteristiche tecniche delle fotocamere, delle quali vi parliamo a parte. Ma anche dalla dotazione dei comandi della macchina, e dalla loro manovrabilità: quante volte si è perso l'attimo fuggente per un comando collocato in posizione sbagliata, per un menu non istintivo? Una ‘presa in mano' prima dell'acquisto, se possibile, può aiutare a capire se la macchina è adatta alle esigenze del suo futuro possessore. Importante la presenza di automatismi in genere, e di dispositivi (come lo stabilizzatore, o la funzione panoramica) utili in diverse situazioni di ripresa. I fotografi più esigenti, però, dovranno verificare anche la presenza dei comandi manuali di determinate funzioni, indispensabili in situazioni particolari per ottenere risultati dal sapore professionale. Un fattore importante da considerare poi è quello relativo alla cosiddetta ‘sensibilità', ovvero la capacità della fotocamera di scattare immagini in condizioni di scarsa illuminazione (interni, esterni di sera o mattina presto eccetera) a parità di valore di luminosità dell'ottica. Quanto più elevato sarà il valore disponibile (misurato in “ISO”), tanto maggiore sarà la capacità della macchina di ‘vedere al buio, o quasi; da segnalare però che in genere all'aumento dei valori ISO crescono anche i disturbi dell'immagine, e quindi impostare la massima sensibilità è un'operazione da effettuare solo in caso di effettiva necessità. A proposito di immagini in condizioni di scarsa illuminazione, ricordiamo di considerare favorevolmente le macchine dotate di ottiche piuttosto luminose (ovvero con valore F/ più basso possibile) e/o dotate di stabilizzatore ottico, che riduce l'effetto delle vibrazioni e dunque il rischio di mosso quando si scatta, magari in tele, con poca luce. SENSORE - La disputa tra CCD e CMOS vede una sostanziale equivalenza di prestazioni, anche se oggi risultano più diffusi questi ultimi per il migliore rapporto tra costi di produzione e prestazioni. È importante tenere d'occhio la risoluzione (ovvero il numero di pixel, misurato in milioni di pixel), ma non bisogna trascurare la ‘taglia' del sensore; in genere, a parità di megapixel i sensori di dimensioni maggiori offrono una migliore resa alle basse luci. Bisogna considerare però che sensori e processori di recente progettazione offrono prestazioni migliori dei corrispettivi modelli di pari risoluzione e/o taglia, e quindi le macchine più moderne, in genere, sono preferibili. ZOOM - La qualità dell'obiettivo spesso fa la differenza tra una bella fotografia e una da cestinare. Attenzione quindi prima dell'acquisto a valutare le caratteristiche dichiarate, considerando che non si possono cambiare le leggi dell'ottica. In particolare, gli zoom con escursione esagerata possono essere condizionati nella resa qualitativa per via degli schemi ottici troppo complessi: distorsione, riflessi interni e aberrazioni varie sono all'ordine del giorno. Meglio orientarsi su macchine con obiettivi meno potenti ma più corretti, magari ‘firmati' da qualche famoso nome dell'ottica come fa Samsung con Schneider. E ricordate che, contariamente a quanto molti ritengono, un grandangolo è più versatile di un tele e pone meno problemi, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione (interni). DISPLAY - Un altro elemento da considerare attentamente e invece spesso trascurato è il monitor, che oggi nelle compatte funge quasi sempre anche da ‘mirino' visto che questa tipologia di macchine prevede un display per la doppia funzione di inquadrare e rivedere le scene. Inutile dire che dimensioni e risoluzione elevate offrono maggior comfort; se il display è poi anche di tipo AMOLED (come quello montato, ad esempio, sulla mirrorless Samsung NX200) la visione sarà nettamente più precisa, luminosa e ad alto contrasto. Altra caratteristica importante, soprattutto per chi volesse spingersi in inquadrature ardite o anche solo nell'autoscatto, o volesse sfruttare la fotocamera anche per registare video, la possibilità di orientare il display. In questo senso, il campione del mondo probabilmente è il modello installato sulla compatta Samsung MV800, davvero super versatile COMANDI MANUALI - Tutte le macchine dispongono di programmi e funzioni ‘auto' che semplificano la vita soprattutto a chi non è esperto; esistono anche menu ‘scena,' che riconoscono il tipo di ripresa e impostano di conseguenza tutti i parametri necessari. Spesso però la modalità Full Auto non riesce a rendere al meglio, e i più esperti di conseguenza cercano macchine dotate di regolazioni manuali, con possibilità di regolazione di vari parametri. E con un po' di pratica il divertimento è garantito! FUNZIONI SPECIALI - Il capitolo Funzioni speciali richiederebbe un'enciclopedia per essere affrontato, anche perché comprende non tutto, ma di tutto. Ci sono macchine con menu che consentono di applicare filtri creativi, ritoccare i volti, aggiungere cornici, scattare in RAW (formato non compresso), realizzare la ripresa HDR e quella panoramica, anche in 3D. Insomma, c'è da divertirsi... Un sensore con tanti pixel, un'ottica di pregio e un processore veloce aiutano certamente a raggiungere buoni risultati, ma bisogna disporre anche di una macchina ben studiata ergonomicamente, con un buon monitor e tanto altro ancora... Dal sensore allo zoom, cosa tenere d'occhio In questa pagina, due immagini della Samsung WB750. Qui a sinistra, la funzione Panorama, per immagini spettacolari fino ad un angolo di 270° unendo anche il movimento di persone o oggetti. Le caratteristiche che contano PDF TS X BOCCIA:Layout 1 13/12/11 11:32 Pagina 1
montati sulla mia postazione ai quali era collegato un waveform Tektronik per il controllo dell'esposizione costantemente remotata via radio dalla stessa postazione. Le uscite video Alexa venivano utilizzate per visualizzare Il 3D su due monitor ai quali era applicata una lut tramite HDlinkpro Blackmagic o Look Alexa. Per avere la migliore visione possibile del girato sul set abbiamo calibrato i due monitor in laboratorio e poi applicato una lut DCI-P (3D)”. “Per quanto riguarda l'esposizione” Montarsi torna a parlare “ ritengo che la profondità di campo aiuti molto la costruzione dell'immagine 3D. Nella costruzione di un'immagine 2D ho sempre preferito lavorare con diaframmi molto aperti e obiettivi di focale media e lunga che, insieme alla luce e alla composizione, servivano a guidare lo sguardo dello spettatore verso il punto di attenzione della scena. Se avessi mantenuto le stesse scelte per questo progetto, avrei ottenuto un'immagine composta da più piani monodimensionali. Invece utilizzando diaframmi più chiusi , cioè una maggiore profondità di campo, obiettivi grandangolari, e un'illuminazione a zone, ho ottenuto il giusto volume dei soggetti, necessario per favorire la rappresentazione della terza dimensione. In più riuscire a girare con una sensibilità di 1600 asa con un'altissima qualità dell'immagine, mi ha permesso di avere la profondità di campo necessaria senza dover pesare sui tempi di lavorazione e di conseguenza sul budget del progetto.” “Ho fatto dei test per controllare quanto il rumore all'interno del segnale Arriraw cambiasse con il variare della sensibilità” ci spiega Marcello“dal minimo di 160 asa fino ad arrivare ad un massimo di 3200 asa. Fino a 1600 asa l'Alexa è praticamente priva di rumore.“ Analizziamo le scelte per l'illuminazione: “Partendo dal presupposto che un'immagine 3D è un immagine più profonda, ho cercato di lavorare ancora di più per creare una separazione tra i campi. Ho usato il sistema di illuminazione che è quello che mi porto dietro, che fa parte di me. Diciamo che ognuno di noi predilige e fa delle scelte di qualità di luce, che secondo i progetti trova più o meno adatti. Cerco sempre di creare una “verità” all'interno degli spazi, utilizzando la luce come se fosse naturale. Cerco di far sí che l'immagine trasmetta una sensazione di naturalezza e non scelgo quasi mai un controluce se non più che motivato. Raggiungo questo obiettivo non mettendo in evidenza la luce, ma nascondendola.” Marcello ci lascia con queste parole “…il coinvolgimento emotivo generato da un' immagine stereoscopica fa sí che il 3D sia il mezzo più efficace per raccontare le immagini in movimento. Penso che possa rappresentare una svolta nel linguaggio cinematografico e che in questo momento stiamo vivendo solo l'inizio di questa fase”. IL RESOCONTO DELLO STEREOGRAFO DEL FILM DAVID BUSH “In tarda primavera di quest'anno sono stato contattato da Fulvio Rossi e Olivia Sleiter per una gara indetta dalla società di produzione Wildside per determinare chi potesse lavorare al meglio in stereo 3D per questo film. La stimolante gara, indetta dal regista Fausto Brizzi e l'autore della fotografia Marcello Montarsi per scegliere lo stereografo, la società di noleggio più attrezzata per le camere e rig stereo, e quella di post produzione più idonea, competitiva ed efficiente, ha ovviamente mosso e scosso diversi stereografi e società nel voler provare a dare il meglio di sé per l'occasione. Ho scritto “stimolante” perché fu organizzato un vero e proprio “shoot-out all'americana”, ed ho partecipato, alla pari degli altri concorrenti , alla realizzazione di scene di prova per la commedia in varie giornate di riprese organizzate dalla produzione specificamente per l'occasione. Fausto e Marcello hanno così deciso, tra diversi stereografi, di affidarsi alla Seagull per l'innovativo, efficiente e pratico workflow per l'off-line, l'on-line, lo stereo e la color correction in files nativi Arriraw. Per le attrezzature stereo e il necessario per lo shooting ci si è avvalsi invece, della professionalità e della consolidata esperienza di Pierpaolo Gualà, Marcello Saraca e gli altri tecnici che compongono il team di Movie People Roma (nata dalla partnership tra D-Vision/Technovision e Movie People). Dopo la stimolante ed alquanto rara gara per questa prima sostanziale produzione italiana in stereo 3D, ci siamo subito messi al lavoro per prepararlo al meglio. La produzione aveva originariamente previsto uno shooting più lungo dei normali tempi di lavorazione di un film in 2D perché girava voce che occorresse circa un 30% di tempo in più. In effetti, in tutte le mie precedenti esperienze, mi ero sempre chiesto come snellire al massimo i tempi necessari lavorando su una buona preparazione prima delle riprese. Dallo scambio di riflessioni con la produzione e dal costante dialogo con i tecnici del rental mdp, nacque l'idea di fabbricare dime specifici che permettono posizioni pre-calibrate di grande precisione per le macchine da presa. In questo modo il cambio delle lenti diventa estremamente veloce. In pratica, arretrando le camere sulle slitte, si possono cambiare le lenti per poi riposizionarle rapidamente nelle posizioni originariamente predisposte. Così, il mio lavoro di messa a punto della calibrazione a seguito di cambi ottiche richiedeva pochissimo tempo. Fondamentale fu anche la scelta delle ottiche, Zeiss Ultra Prime. 112 Il rig Freestyle 3d Rig della P+S Technik montato su una piattina leggera. Il rig Freestyle 3d Rig della P+S Technik, dietro la macchina orizzontale si riconosce il Codex Recorder. ' ANDREA MICONI 110_113:026/028 12/12/11 11:38 Pagina 112
EDIZIONE SPECIALE GUIDA SAMSUNG ALLA FOTOGRAFIA DIGITALE6 La grande famiglia di compatte Samsung comprende davvero modelli per tutte le esigenze e tutte le tasche. Venti diversi modelli, per iniziare, sono raggruppati nella categoria ‘Style': macchine davvero tascabili e facili da usare. Due modelli poi sono catalogati come ‘connectivity', per la funzionalità Wi-Fi che permette di caricare sui social network le foto e condividerle con i propri contatti. E ancora, con ‘2View', ecco sette fotocamere compatte uniche sul mercato, dotate di minidisplay anteriore per una semplice gestione degli autoscatti e non solo. Per finire, il top delle prestazioni, con i vari modelli ‘performance', ricchi di funzioni e con prestazioni davvero al top. Basta guardare ad esempio la notevole EX1, una compatta con ottica wide 24 mm ultra luminosa (F/1,8), monitor orientabile da 3” AMOLED, sensore CCD da 1/1.7″(circa 1,09 cm) e 10 megapixel, un riferimento assoluto del mercato. Dimenticavamo qualcosa? Sì certo una macchina - ancora una volta - davvero unica sul mercato. Si chiama MV 800, e si presenta a primo sguardo come una classica compatta davvero tascabile (dimensioni 92 x 56 x 18 millimetri, per appena 121 grammi ‘nuda'), dal design moderno, squadrato, e dati di targa interessanti: il sensore è un CCD da 16,15 megapixel, l'ottica è uno zoom 5x Schneider 4,7 23,5 mm (equivalente nel 35 mm a un 26∼130 mm, dunque grandangolare) di buona luminosità (F3,3 (W) - F5,9 (T), dotata anche di doppio stabilizzatore d'immagine (ottico più digitale); non manca un bel display LCD touch screen, di tipo TFT LCD da 3,0" (7,62 cm), e 288,000 pixel. Insomma, sulla carta una piccoletta con grinta da vendere, ma ancora dobbiamo vedere le altre caratteristiche che la rendono davvero unica. Abbiamo detto del bel display, che costituisce probabilmente un record di versatilità. Questo dispositivo, infatti, è di tipo flipout, ovvero può ruotare da 0 a 180°, permettendo, oltre alla classica visione posteriore, diverse collocazioni: orizzontale per scatti dal basso o dall'alto, completamente ribaltata (schermo frontale) per l'autoscatto ed anche un'inedita inclinazione a portafoglio, selfstand, utile in mille occasioni di ripresa o visione. Aggiungete ai dati di targa e a questo speciale display alcune funzioni disponibili, come il Picture in Picture (inserimento di un'immagine in un'altra), il Live Panorama (per la realizzazione facilitata di panorami), i controlli Magic Frame, Funny Face, Smart Filter per la modifica creativa delle immagini, la possibilità di scattare fotografie in 3D, di realizzare filmati in video HD, quella di creare storyboard (!) scrivendo i testi con una tastiera virtuale, e molto altro ancora, considerate il prezzo davvero competitivo e la conclusione è davvero scontata: questo modello è un vero best buy, che ne siamo certi, sarà anche il best seller della categoria! Una compatta davvero tascabile, con una dotazione incredibile e un monitor in grado di ruotare da 0 a 180°, per riprese da ogni posizione. Ecco la Samsung Multiview MV800, sicuro best seller Samsung MV800 Sensore: CCD 16.4 MP Obiettivo: zoom 5x 26 ∼ 130 mm equivalenti, f/3.3-5.9 Stabilizzatore: ottico + digitale ISO: 100-3200 equivalenti Schermo: TFT LCD 3,0" (7,62 cm), 288,000 punti, touchscreen Scene: Landscape / Text / Sunset / Dawn / Backlight / Beach & Snow Smart Filter: Miniature / Vignetting / Half Tone Dot / Sketch / Fish-eye / Classic / Retro / Palette Effect 1 / Palette Effect 2 / Palette Effect 3 / Palette Effect 4 Registrazione Video: 1280 x 720 / 640 x 480 / 320 x 240 Frame Rate: 30 fps / 15 fps Scheda di memoria: tipo MicroSD/HC (fino a 32 GB) Dimensioni: (LxAxP): 92 x 56 x 18 millimetri (chiusa) Peso: 121 g (senza batteria né scheda di memoria) SAMSUNG MV800 Corpo piccolo, cuore grande Una caratteristica davvero interessante della Samsung MV800 è la speciale costruzione del monitor touch screen, che chiude perfettamente il volume posteriore oppure può essere ruotato (fino a 180°) con facilità in ogni posizione, per consentire la realizzazione di inquadrature altrimenti difficili se non impossibili. Completamente girato verso il fotografo, ad esempio, consente l'autoscatto. PDF TS X BOCCIA:Layout 1 13/12/11 11:33 Pagina 1
28 Ci sono luoghi dove il tempo sembra essersi fermato e tutto scorre più lentamente. I colori della natura lasciano spazio alla fantasia e, d'improvviso, sale il desiderio di fermare quell'attimo per sempre... Foto e video in viaggio che passione! È un piacere ascoltare i suoni della natura restando sotto le coperte, quando fuori la temperatura è più rigida. Ci troviamo in un antico mulino che risale alla fine del 700. La pietra, il legno, le arcate e i vecchi ingranaggi, tutto è ben conservato in questo luogo. Anzi, Massimo e Franco Donatelli (sì, avete capito bene, due italiani, due fratelli abruzzesi, in Borgogna) cercano di mantenere con grande impegno questo angolo di Bresse trasformato in albergo ristorante (Le Moulin de Bourgchâteau - Chemin de Bourgchâteau, Louhans - www.bourgchateau.fr). Albeggia. Il rumore dell'acqua lentamente ci risveglia. Tutt'intorno è nebbia. Il momento è imperdibile e la macchina fotografica già nelle nostre mani. L'occhio punta nel mirino e... click! LA BORGOGNA È VICINA Siamo in Borgogna, per l'esattezza nell'area a sud, in uno dei suoi quattro dipartimenti, quello di Saône-etLoire. A est c'è la regione della Francia-Contea, a sud quella di Rhône-Alpes. Passare qui un week end o fare tappa lungo il tragitto per raggiungere Parigi o le regioni della Loira, Bretagna, Normandia, è più semplice di quello che si possa immaginare. Un'occhiata alla carta geografica illuminerà i più scettici. Siamo immersi nella natura, quella dei vigneti, dei fiumi e dei canali, dei villaggi che sembrano usciti da cartoline d'altri tempi. La Borgogna è terra di emozioni, colori e sapori. Gli ingredienti per lasciare un segno nella memoria, divertirsi a fotografare e collezionare immagini, ci sono tutti. In queste pagine, alcune foto scattate nella Borgogna del sud, e in particolare, in quella fascia di terra compresa tra i fiumi Loire e Saône che danno nome al dipartimento. La foto d'apertura è stata scattata alle prime ore del mattino al Moulin de Bourgchâteau, un antico mulino oggi albergo ristorante gestito da italiani (anche a pag. 31 nella foto E). La foto 3 rappresenta il santo patrono del vino, Saint Vincent, ed è stata scattata nello straordinario enoparco Hameau Duboeuf (www.hameauduboeuf). Le immagini 2 e 6 si riferiscono a Louhans di cui parliamo accanto. La foto qui sopra, la 1, 5 e 7, sono state scattate durante un'escursione in battello lungo il fiume Seille (www.leboat.com). Il turismo fluviale è un modo originale per scoprire nell'arco di uno o più giorni la natura di queste parti. Nella foto 4 ecco le squisite ‘corniottes', dolcetti tipici di Louhans . Borgogna, 028_031:026/028 11/12/11 11:44 Pagina 28
gli appuntamenti del momento Partito l'Inventa un Film in tour, rassegna itinerante con proiezione dei migliori corti dell'omonimo festival internazionale di Lenola (LT): prossimi appuntamenti a Sperlonga (29-30 dicembre), Monte San Biagio (7 gennaio), Strongoli (21 gennaio), più in primavera 2012 tre eventi a Lecco, in Abruzzo e in Sicilia. Sul sito www.inventaunfilm.it il calendario completo. Nei prossimi numeri le informazioni relative ai verdetti degli altri concorsi TopVideo, come il Wordless Film Festival di Acquaviva delle Fonti (BA), ZeroTrenta Cortofestival di Argenta (FE) e il napoletano Corti sul lettino. 26 Decretati i vincitori della decima edizione del Reggio Film Festival di Reggio Emilia (www.reggiofilmfestival.com), evento internazionale che quest'anno è stato dedicato al tema dei “Numeri” e che ha visto la partecipazione di oltre 800 corti provenienti da tutto il mondo. Una straordinaria babele di immagini e di racconti, ma anche di possibilità di incontro con il pubblico, che dal 10 al 15 novembre ha attraversato in lungo e in largo il capoluogo emiliano. Alla fine il primo premio assoluto è andato al film d'animazione franco-russo In scale di Marina Moscova, definito “delizioso e spietato”. Due le menzioni speciali, assegnate al corto italiano Il numero di Sharon di Roberto Gagnor “per la sua freschezza e l'attinenza al tema“, e a 0507 di Ben e Chris Blaine (Regno Unito), nella foto in alto. Il premio Children - dedicato al miglior corto che affronta i temi dei ragazzi dagli 0 ai 18 anni - è andato al canadese Steam is steam di Etienne Desrosiers, mentre la Targa Zavattini è stata appannaggio di Land of Heroes dell'iracheno Sahim Omar Khalifa e il premio della Giuria popolare dell'esilarante Sotto casa di Alessio Lauria. PREMI Chiusa la quattordicesima edizione del Mestre Film Fest di Mestre (VE), con una rinnovata sezione Corti&Web - dedicata quest'anno ai Machinima, video realizzati con motori grafici propri dei videogiochi - che ha visto vincitore Over Data di Marco Cadioli. La sezione Short Stories ha assegnato il premio Candiani per il miglior corto internazionale a Paper Memories di Theo Putzu, con menzione speciale della giuria a Lost di Alberto Dorado. Il premio speciale Dino Boscarato per l'opera che meglio esprime “il piacere della vita attraverso una rappresentazione originale del gusto e dei sensi” è stato assegnato a Pizzangrillo di Marco Gianfreda, il premio Lions Club a Five Minutes Alone di Riccardo Pugliese, quello “Amici delle arti” a La valigetta di Sebastiano Melloni, con menzione per Akerbeltz, le streghe e l'inquisitore di César Urbina Vitoria. Questi gli altri riconoscimenti: sezione internazionale Videoclips: Genesis di Ameleto Cascio, con menzione per A Song They Won't Be Playing On The Radio di Fjodor Donderer; sezione Video for Kids vittoria ex aequo di A mani libere di Giuseppe Tumino e Cartini animati di Raffaella Traniello, con segnalazioni per La chiave di Nicola Contini e L'albero dei desideri di Tiziana Passarini, che ha vinto anche il premio UNICEF Concluso il Ba.Co. - Bagnolo Corti Film Festival, premio internazionale di cortometraggi giunto quest'anno alla quinta edizione. Questi i vincitori: nei corti Pizzangrillo di Marco TOPVIDEO NEWS mondo. L'evento – con scadenza 16 gennaio 2012 per il concorso nazionale e il 30 gennaio per quella internazionale - è rivolto a varie categorie (Professionisti, Amatori, Internazionali) suddivise nelle sezioni film, documentario, animazione, cortometraggio, video-album, videoclip, scuole, più la sezione speciale Explorer per documentari turistici e naturalistici. Ritorna inoltre il quarto Festival dei Festival, categoria competitiva riservata agli altri premi internazionali, presenti con le opere premiate nell'ultima edizione (www.videofestivalimperia.org) Sono due i concorsi video, riservati a ragazzi dai 18 ai 30 anni, banditi dal Ministero degli Affari Esteri per le Esposizioni internazionali di Yeosu (Corea del Sud) e Venlo (Paesi Bassi): Obiettivo Mare – sul tema “Oceani e coste che vivono, diversità di risorse e attività sostenibili”- e Obiettivo Terra, sul tema “Essere parte della natura, avvicinarsi alla qualità della vita”. In entrambi i casi la scadenza è fissata al 31 gennaio (www.expoyeosu2012.gov.it/ concorsogiovani, www.expovenlo2012.gov.it/ concorsogiovani) ll Trento Film Festival celebra nel 2012 la sua sessantesima edizione (26 aprile-6 maggio 2012), con la consueta rassegna internazionale dedicata alla montagna, ricca di iniziative e personaggi d'eccezione, tra cortometraggi e documentari, film e libri. Il termine ultimo di iscrizione è il 31 gennaio per le opere prodotte nel 2010/2011, 29 febbraio per quelle prodotte nel 2012 (www.trentofestival.it) CONCORSI REGGIO EMILIA, NUMERI IN CORTO mostre e concorsi Video Gianfreda, per l'animazione Gamba trista di Francesco Filippi e nella sezione Videoarte Nuvole, Mani di Simone Massi II Mouse d'oro, premio della critica on line del 6° Festival internazionale del Film di Roma, è stato assegnato a Un cuento chino di Sebastiàn Borensztein, con Mouse d'argento a Project Nim di James Marsh (www.mousedoro.it) Il Perugia International Film Festival è un evento eclettico, che coniuga arte, storia, cultura e sapori locali in un'unica e dinamica kermesse, come dimostrato dall'omaggio reso ai registi D.A. Pennebaker e Chris Hegedus, pionieri del cinéma vérité con il documentario Kings of Pastry (perugiafilmfest.com) Sino al 15 dicembre sarà possibile iscriversi per partecipare all'11° RIFF - Rome Independent Film Festival (www.riff.it) che si terrà a Roma dal 12 al 20 aprile 2012. sezioni in concorso sono Feature Films (lungometraggi); New Frontiers (opera prima); Documentary Films (documentari a tema libero e sui diritti umani); Short Films (cortometraggi); Digital Video (digitale); International Student Films (per studenti delle scuole di cinema); Animation; Screenplays & Subject (sceneggiature e soggetti) Si avvicina la settima edizione del Video Festival Imperia (24-28 aprile 2012), festival internazionale d'Arte cinematografica digitale, inserito dall'UNESCO nella lista dei tredici festival più importanti al 026_027:026/028 11/12/11 11:41 Pagina 26
63 'premium', l'estrema trasportabilità e le feature da primo della classe, con il Thunderbolt come gradito extra, rendono il pacchetto comunque conveniente; a proposito, visto che la RAM non è facilmente sostituibile dall'utente, sarebbe consigliabile optare per i 4 GB fin dal principio. Per quanto riguarda il processore, invece, se non si ha bisogno di particolare potenza di calcolo, ma si userà il portatile principalmente per navigazione ed editing dei documenti, è possibile scegliere il Core i5 da 1.6 GHz e risparmiare circa 150 euro senza particolari patemi d'animo. MATRIMONIO ANNUNCIATO Come già anticipato, assieme al MacBook Air abbiamo testato il nuovo Thunderbolt Display da 27", monitor di casa Apple dalle dimensioni - e dal prezzo - importanti. L'accoppiata ultraportatile e monitor top di gamma ha più senso di quanto non possa sembrare inizialmente, specialmente date le caratteristiche del MacBook Air che non ha problemi di sorta a gestire la risoluzione addirittura esagerata di 2560x1600 pixel. Il monitor funziona infatti come una vera e propria 'docking station' per il piccolo Mac: è sufficiente collegarlo alla corrente, e grazie ad un pratico cavo esploso, inserire lo spinotto Thunderbolt nel portatile. A questo punto è possibile connettere tastiere, mouse, dischi esterni (o addirittura altri display nel caso sia collegato un MacBook Pro) direttamente alle porte (tre USB 2.0, una ethernet, una FireWire 800 ed una Thunderbolt) presenti sul retro del monitor, che diventa praticamente un quasi-iMac privo di lettore ottico. La webcam e gli speaker 2.1 integrati nel Thunderbolt Display vengono automaticamente riconosciuti e messi in funzione da Lion. È possibile altrimenti continuare ad usare tastiera, connessioni e monitor del portatile, sia impostando lo schermo in mirroring (lo stesso materiale viene replicato sul Thunderbolt Display, ovviamente senza sfruttare la risoluzione completa) sia impostando la modalità schermo esteso, soluzione che aumenta di molto lo spazio a disposizione ed il dettaglio delle immagini. Il cavo che fuoriesce dal display include uno spinotto MagSafe, che funziona anche a schermo spento e ricarica il MacBook come se fosse collegato ad un alimentatore tradizionale. Oltre alle novità che arrivano con Thunderbolt c'è poco di nuovo per quanto riguarda il display da 27": la risoluzione da record, il pannello IPS con illuminazione a LED e la costruzione solida con largo uso di alluminio spazzolato sono le stesse caratteristiche che abbiamo già lodato in più occasioni; a queste si aggiungono la riproduzione dei colori realistica, con un po' di 'scalette' fra le sfumature più ostiche e un tempo di risposta un non rapidissimo che può causare qualche scia nei filmati e giochi più rapidi. Continuiamo anche a non essere fan dello schermo in vetro, bello ma poco pratico, che può causare qualche riflesso se le condizioni di luce ambientale non sono sotto controllo. Comunque, nonostante qualche pecca, il Thunderbolt Display merita di essere in cima alla lista per chi è in cerca di uno schermo senza compromessi, e l'aggiunta di Thunderbolt aumenta ulteriormente la versatilità di un monitor che nella pratica - è molto più di un monitor. Alessandro Belli qualche riserva rimane sulla sezione 'grafica 3D', dove i giochi più avanzati ancora faticano un po', probabilmente a causa della GPU Intel con 384 MB di RAM condivisa, che non può far miracoli. Scendendo comunque a compromessi con i dettagli e la risoluzione, siamo riusciti a giocare abbastanza tranquillamente a diversi titoli di ultima generazione; un'altra vittoria per il piccolo di casa Apple: non l'avremmo mai detto. Del resto, chi cerca una macchina per il gaming o per il 3D in genere non penserebbe nemmeno un secondo al MacBook Air, nato per essere infilato in borsa e sfruttato in aereoporto, in treno o durante un meeting, e le prestazioni ottenute con i giochi sono da considerare come un gradito extra. Molto buono, in rapporto alle dimensioni, l'output sonoro: al massimo volume l'audio non è cristallino ovviamente, ma distorsione e potenza sono a livelli accettabili. Per un notebook così compatto e trasportabile la batteria è uno dei fattori più importanti da tenere d'occhio: Apple dichiara una durata di sette ore con wireless attivo; un dato di tutto rispetto. Le sette ore si accorciano però anche notevolmente se si mette in conto l'utilizzo di funzioni multimediali avanzate. Non solo l'editing, ma anche la visione di video in streaming o in locale, sono abbastanza pesanti per il sistema, e possiamo ritenerci comunque soddifatti delle 4/5 ore che più realisticamente si ottengono con un uso 'normale'. Un altro dato da segnalare si nota quando il portatile è sotto sforzo per lunghi periodi: le piccole ventole iniziano a fare rumore ed il corpo si riscalda un po', specialmente nella zona alta sopra la tastiera; non siamo comunque a livelli preoccupanti, con rumorosità e surriscaldamento contenuti nella stragrande maggioranza delle situazioni. Il prezzo del MacBook Air può spaventare, ma la finitura La funzione Mission Control è una novità di Lion che permette di avere sotto controllo applicazioni e scrivanie con una rapida occhiata; è possibile anche richiamare direttamente Mission Control scorrendo tre dita sul trackpad. 060_063:090-091 11/12/11 12:39 Pagina 63
47 1-Selezionare la sequenza di scatti che s'intende fondere insieme. 2- Trascinare la sequenza di file in Photomatix Pro. Apparirà una finestra di dialogo per scegliere l'opzione desiderata. Selezionare l'opzione Merge for HDR processing (Combinarli in una immagine HDR) e cliccare su OK per procedere. 3- Nella finestra successiva appare la lista dei file selezionati. Se necessario, è possibile rimuoverne alcuni o selezionarne altri. 4- La successiva finestra di dialogo permette di impostare alcune opzioni per la pre-elaborazione e la combinazione delle foto. Se le foto sono state scattate a mano libera è meglio spuntare il box dell'opzione Align source images (Allinea immagini-sorgente) e selezionare il metodo By matching features (Per corrispondenza di punti). Se le foto sono state scattate con il treppiedi questa opzione non è necessaria. L'opzione Reduce ghosting artifacts (Rimozione effetti-fantasma) attenua gli effetti di mosso se la scena include soggetti in movimento. Se le foto caricate sono in RAW, è possibile attivare Reduce Noise (Riduzione Rumore) con l'opzione on source imaging (su immagini-sorgente). È possibile attivare questa combinazione anche per file in Jpeg o Tiff. Schiacciando il pulsante Preprocess (Pre-Elaborazione) si va al passo successivo. 5- Sulla sinistra si trova la finestra Adjustments (Impostazioni), che permette di scegliere sia il metodo che i parametri di elaborazione: il primo metodo Tone Mapping (Mappatura Toni) si applica all'immagine combinata HDR a 32-bit, mentre il secondo Exposure Fusion (Fusione delle Esposizioni) combina direttamente le immagini-sorgente. La finestra di Anteprima sulla destra mostra il risultato del metodo e dei parametri impostati. La sua dimensione è modificabile con i piccoli pulsanti in cima alla finestra. Da notare che l'Anteprima è una approssimazione: il risultato finale può essere leggermente differente. I bottoni in fondo alla finestra Adjustments (Impostazioni) permettono di annullare (undo) o ripristinare (redo) le modifiche dei parametri, ripristinare i default e caricare/salvare impostazioni predefinite. Queste ultime sono anche accessibili cliccando le miniature nel relativo pannello (in basso a destra). Non esiste un metodo migliore dell'altro in assoluto, ma è bene sperimentate differenti metodi di elaborazione. La Exposure Fusion (Fusione delle Esposizioni) tende a produrre immagini più naturali ed ha il vantaggio di contenere il rumore (noise). La Tone Mapping (Mappatura Toni, che è stata la nostra scelta finale) è il processo più versatile. In funzione del metodo e dei parametri impostati offre un ampio ventaglio di possibilità. La Mappatura Toni dispone di due metodi: il Rivelatore Dettagli amplifica il contrasto locale e i dettagli, rendendo possibile elaborare l'immagine in modo creativo. Il Compressore Toni produce risultati più fotografici, maggiormente aderenti alle immagini scattate. Questi sono i passaggi più divertenti che ognuno eseguira secondo il gusto personale. Una volta soddisfatti del metodo e delle relative impostazioni, basta cliccare il bottone Process (Esegui) per poi salvare l'immagine finale. 6- Ad elaborazione ultimata, selezionare File > Save as (Salva come....) L'immagine in uscita è in formato TIFF a 16-bit/canale, ma si può anche scegliere di salvare in formato TIFF a 8-bit o JPEG. Il formato TIFF 16-bit è raccomandabile se si prevede di apportare ulteriori ritocchi con un programma di fotoritocco. HDR IN 6 MOSSE CON PHOTOMATIX PRO 1 3 5 6 4 2 RISULTATO FINALE 042_049:026/028 11/12/11 12:23 Pagina 47
A.14 N.72 5 EURO NIKON SB 910 RE DELLA LUCE ANTEPRIMA: TEST SAMSUNG NX200 LA MIRRORLESS NEXT-GEN ® LA FOTOGRAFIA A CAMPO DI LUCE anteprima LYTRO È UN BINOCOLO FOTOVIDEO È UN UCCELLO, È UN'ASTRONAVE? NO! APPLE MACBOOK AIR + DISPLAY 27” THUNDERBOLT VIDEO HD NO LIMITS: DRIFT HD VS GOPRO2 JVC GC-PX10 L'IBRIDO 4K HD 3D! SPECIALE LA TECNICA HDR PANASONIC HDCZ10000 IL 3D FACILE BI M ES TR AL E - S PE CI AL E AC QU IS TI 2 01 1 - A NN O 14 - N. 7 2 - 5 E UR O - P OS TE IT AL IA NE S PA SP ED IZ IO NE IN A BB ON AM EN TO P OS TA LE - D. L. 3 53 /2 00 3 (C ON V. IN L . 2 7/ 02 /2 00 4 N. 4 6) AR T. 1, C OM M A 1, A UT : 14 4/ CB PA SU D/ SA FR AN CI A 11 = C , S VI ZZ ER A FS 2 0, G ER M AN IA 11 = C , U .K L ST 9 .5 0, U SA $ 1 4 001_COP:TD38 COP 12/12/11 18:52 Pagina 1
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EDIZIONE SPECIALE GUIDA SAMSUNG ALLA FOTOGRAFIA DIGITALE 7 La semplicità di una compatta, le prestazioni di una reflex: ecco la Samsung NX200 Samsung NX200 Per chi vuole il massimo Le fotocamere compatte di oggi, inutile dirlo, rappresentano il massimo sotto il profilo del rapporto fra ingombro e prestazioni, e consentono di ottenere ottimi risultati anche con modelli economici e tascabili. Tuttavia, come è noto, per raggiungere risultati di eccellenza e magari fare della fotografia una professione, fino ad oggi la soluzione ideale è stata quella di scegliere un sistema reflex, caratterizzato da macchine di alte prestazioni, superversatili e con possibilità di cambiare facilmente ottica ed accessori. Naturalmente ogni medaglia ha il suo rovescio, e - soprattutto per la presenza di uno specchio entrobordo - le reflex sono caratterizzati in media da costi e soprattutto ingombri ben superiori a quelli delle compatte. Oggi, per fortuna, c'è una soluzione che rappresenta un po' l'uovo di Colombo, e si chiama ‘mirrorless'. Come suggerisce il nome, si tratta di macchine che a differenza delle reflex, sono prive di specchio interno, e offrono la visione dell'inquadratura via mirino elettronico anziché ottico, ma che come queste montano sensore ed altri circuiti delle reflex. In altre parole, le mirrorless offrono compattezza e leggerezza con prestazioni elevatissime in termini di resa dell'immagine e versatilità di ripresa (garantita dalle ottiche intercambiabili). Il sistema mirrorless Samsung si chiama NX, e, dopo la NX10 e la NX100, oggi offre la nuovissima NX 200. Una macchina leggera e robusta, di bel design, che monta un sensore di grandi dimensioni, un moderno CMOS in formato APS-C (23,5 x 15,7 mm) da ben 20,3 MP. In altre parole, una fotocamera in grado di offrire una risoluzione elevatissima, e di avere una ottima resa anche in condizioni di scarsa illuminazione, grazie alle dimensioni del sensore, grande come quello tipico delle reflex. Le altre caratteristiche della macchina sono tali da non far rimpiangere le reflex più blasonate. Fra l'altro, c'è la possibilità di registrare video HD, di scattare a raffica sino a 7 fotogrammi al secondo, ed addirittura 30 scatti/secondo in modalità burst. E ancora, è possibile scattare immagini 3D e panoramiche, visualizzare le immagini sul monitor AMOLED da 3 pollici e 614 Kpixel, e naturalmente usare tutti gli accessori e le ottiche del sistema NX. Fra i primi, da citare tre diversi flash, un'unità esterna GPS, un anello adattatore per ottiche K (il sistema reflex Pentax/Samsung). In quanto alle ottiche, quelle studiate espressamente per il sistema NX sono per ora 9, ed il numero è in crescita. La gamma comprende uno zoom 2050mm (equivalente a 30,8-77 mm) f/3,5-5,6 ED, leggero e compatto, un 18-55 mm (27,784,7) f/3,5-5,6 OIS, stabilizzato otticamente, uno zoom tele 50200mm (77-308 mm) f/4,0-5,6 ED OIS, studiato per le fotografia sportiva. Ci sono poi uno zoom per il video stabilizzato e super versatile 18-200 (27,7-308 mm) f/3,5-6,3 ED OIS ed alcune ottiche fisse. Queste ultime sono l'85 mm (equivalente a 130,9 mm) f/1,4, ED SSA, ottica assai luminosa perfetta per ritratti, il tele macro 60mm (92,4 mm) f/2,8 ED OIS SSA, e di ben tre ‘pancake', ultracompatti, un 16mm f/2,4, un 20 mm f/2,8, un 30 mm f/2,0 (equivalenti rispettivamente a un 24,6mm, 30,8mm e 46,2 mm.). Da segnalare che il 20mm è un'ottica i-Function, che permette di selezionare il valore su cui intervenire con un bottone sull'obiettivo e impostare il valore desiderato ruotando la ghiera di scatto, oltre che di gestire la Lens Priority e selezionare, con I.Scene, fra vari set di impostazione precaricati. Insomma, la NX200 è un piccolo gioiello, che certamente saprà dare soddisfazione al suo fortunato possessore... A destra, la NX200 ‘nuda' ; in primo piano, da sinistra, il sensore di una compatta, di una 4/3, e l'APS-C montato dalla Samsung. Evidente la differenza di taglia, che si traduce in ottima resa alle basse luci. In alto, la NX 200 con l'adattatore per ottiche K. Sensore: CMOS APS-C 20.3 MP Ottiche: Intercambiabili i-Function Attacco NX (stabilizzatore nelle ottiche: Mode1/2/Off quando disponibile) Schermo: 3" AMOLED 614K punti ISO: 100-12800 equivalenti Scatto a Raffica: Jpeg 7fps (10 scatti) o 3 fps (15 scatti); RAW (7 fps) Burst Mode 10/15/30 fps) AF: Sistema a contrasto Effetti Creativi: Smart Filter, Magic Frame, Sound Picture, Perfect Portrait System Registrazione Video: Full HD 1080p@30 fps H.264, suono stereo Scheda di memoria: tipo SD/SDHC/SDXC (fino a 32 GB) Dimensioni: (LxAxP): 116,5 x 62,5 x 36,6 millimetri (escluse estensioni) Peso: 220,4 grammi (senza batteria né scheda di memoria) SAMSUNG NX200 Foto di gruppo per il sistema Samsung NX, con la NX 200 in primo piano. PDF TS X BOCCIA:Layout 1 13/12/11 11:33 Pagina 1
Anteprima assoluta - La rivoluzione Lytro Non preoccuparsi più della messa a fuoco?Una sorta di paradiso del fotografo... Il fuoco,infatti, è uno degli elementi più importanti per la realizzazione di una bella immagine, e scegliere il fuoco corretto è una vera e propria arte. “Mettere a fuoco” non vuole dire semplicemente ottenere una corretta e nitida riproduzione di tutti gli oggetti, bensì significa scegliere accuratamente il punto di attenzione, ottenere la giusta profondità di campo, isolare gli elementi importanti e confondere quelli distraenti o, al contrario, estendere la nitidezza al punto tale da accentuare il dettaglio in ogni elemento. Sono tutte operazioni dalle caratteristiche prettamente tecniche che, però, richiedono alla base una scelta artistica fondamentale. Sbagliata la scelta, non c'è tecnica che può venire in aiuto. A differenza di altri parametri come il colore, il contrasto o la saturazione, la messa a fuoco va correttamente impostata al momento dello scatto e non può essere modificata in postelaborazione, in ogni caso non certo con l'intento di recuperare il dettaglio perduto. O almeno questo è quello che gli strumenti oggi a disposizione permettono… fino all'avvento della rivoluzionaria Lytro camera! FOTOCAMERA COME? PLENOTTICA? Il nome del fondatore della Lytro Inc., Ren Ng, circola ormai da qualche anno. In particolare dal 2005 quando, appena laureato, Mr. Ng annuncia di avere sviluppato una fotocamera “plenottica”, in pratica un dispositivo che permette di scegliere a posteriori il punto di messa a fuoco dell'immagine catturata. All'epoca il prototipo consisteva nella modifica di una Contax al cui sensore veniva applicato uno speciale dispositivo (una matrice di microlenti), alla base della tecnologia che oggi è resa disponibile commercialmente con il nome di Lytro camera. La Lytro, in realtà, non è il primo prodotto realizzato secondo questa speciale tecnologia; esistono casi precedenti, come quello dell'azienda tedesca Raytrix che ha avviato qualche tempo prima la commercializzazione di apparecchi basati sul principio che governa la Lytro camera in versione, però, almeno inizialmente destinati ad un uso industriale più che consumer. La tecnologia su cui sono realizzate queste fotocamere, chiamate a campo di luce (light field camera) o plenottiche, si differenzia profondamente da quella delle normali fotocamere, sebbene non si tratti La fotografia a campo di luce Un piccolo e rivoluzionario prodotto mette in subbuglio il mondo della fotografia. Si chiama Lytro light field camera ed ha la caratteristica di scattare immagini dove la messa a fuoco non è più un problema. Anzi... a posteriori è possibile estrarre, da un qualsiasi scatto, immagini con diversa focalizzazione, superando tutti i problemi di profondità di campo, nitidezza, messa a fuoco. Fantascienza? 36 036_041:026/028 11/12/11 11:57 Pagina 36
Come è bello far l'amore la rivista degli autori della fotografia cinematografica AIC cinematographeritalian Dietro le quinte di “(...) Cerco di far sí che l'immagine trasmetta una sensazione di naturalezza e non scelgo quasi mai un controluce se non più che motivato. Raggiungo questo obiettivo non mettendo in evidenza la luce, ma nascondendola.” Parola di Marcello Montarsi - AIC, che ha firmato la fotografia del nuovo film di Fausto Brizzi. La nostra intervista esclusiva Nell'immagine grande, due protagonisti del film, Claudia Gerini e Fabio De Luigi; in basso, da destra, il regista Fabio Brizzi e il direttore della stereografia David Bush controllano le riprese. ® ' AN DR EA M IC ON I ' AN DR EA M IC ON I 109:026/028 11/12/11 13:26 Pagina 109
Il nuovo film di Fausto Brizzi, Come è bello far l'amore, uscirà nelle sale il prossimo 8 febbraio 2012. In anteprima ed in esclusiva, ne parliamo con l'autore della fotografia cinematografica Marcello Montarsi-AIC, con il DiT Simone D'Arcangelo e con il Direttore della Stereografia David Bush Come è bello far l'amore è la sesta collaborazione tra il regista Fausto Brizzi e l'autore della fotografia Marcello Montarsi (AIC), dopo Notte prima degli esami, Notte prima degli esami oggi, Ex, Maschi contro femmine, Femmine contro maschi. Il film - che racconta della crisi sessuale di una coppia, che un amico porno divo aiuterà a risolvere - uscirà nelle sale l' 8 febbraio 2012, distribuito da Medusa. È uno dei primi film italiani girati in 3D, ed è stato realizzato in 8 settimane da luglio del 2011. “Credo che le immagini in 3D abbiano un grande potere espressivo e che nel futuro prossimo rappresenteranno quello che è stato il colore dopo il bianco e nero. Io ne sono affascinato.” esordisce Montarsi “L'emozione provata durante la visione di Avatar (regia James Cameron, fotografia Mauro Fiore ASC - 2009) è paragonabile solo a quella per gli Aristogatti (regia Wolfgang Reitherman - 1970), mio primo film da spettatore al cinema. L'approccio al 3D inizia qualche tempo prima, quando nell'inverno 2010, sul set di Maschi contro femmine, Marcello acquista una fotocamera 3D della Fuji, la Finepix Real 3D. “Ho cominciato a fare degli scatti che io e Fausto (Brizzi, ndr) visualizzavamo su un monitor 3D. Ci siamo esaltati, assieme abbiamo cominciato a vedere tutta la cinematografia 3D che c'era in circolazione. Cosi è nata la curiosità, la voglia di fare un film in 3D” continua a raccontare Montarsi “In più abbiamo notato come il mercato internazionale si stava spostando verso il 3D. Pixar e Walt Disney producono i film prevalentemente in 3D, lasciando solo un piccolo spazio Dietro le quinte di Come è bello far l'amore alla distribuzione 2D. È vero che la realtà italiana è molto diversa, e quindi parlare di queste cose può sembrare assurdo, ma ci sembravano segnali positivi per convincerci ad andare avanti per la nostra strada.” Dalla decisione di fare un film in 3D alla sua effettiva realizzazione è passato un periodo di circa 7 mesi in cui Marcello inizia a provinare, sperimentare e far costruire tutti i mezzi e gli accessori ritenuti idonei per un corretto uso del 3D. “ Durante il mese di dicembre (2010, ndr) io e Fausto volevamo realizzare qualcosa in 3D per iniziare a capire modalità di ripresa e problematiche. L'occasione è arrivata con un videoclip (Noemi- Vuoto a perdere, ndr). Questa esperienza ci ha messo di fronte all'esigenza di proseguire con i test per poter arrivare a luglio pronti per le riprese del film.” Montarsi prende coscienza del fatto che per il film serviva un rig agile e performante oltre ad un bravo stereografo. Dopo alcuni incontri viene assoldato per il film lo stereografo David Bush mentre la scelta del rig diventa più lunga e complessa. “Inizialmente D-Vision e Movie People ci avevano proposto vari rig che avevano a disposizione, non molto lontani però in termini di ingombro e peso e dal rig usato per la realizzazione del video. Le strutture risultavano poco versatili, non stabili e non garantivano una precisione tecnica. La svolta è arrivata quando abbiamo visionato il rig tedesco Screen Plain, una struttura che, grazie alla sua forma di stella a tre punte, garantisce una maggiore rigidità e quindi una maggiore fissità tra le due camere necessaria per generare due immagini molto vicini all'essere uguali. 110 Qui sopra, un'immagine del film, con Fabio De Luigi, Filippo Timi e Claudia Gerini. ' AN DR EA M IC ON I 110_113:026/028 12/12/11 11:37 Pagina 110
EDIZIONE SPECIALE GUIDA SAMSUNG ALLA SMART TV 5 Smart non è solo un nuovo modo di concepire la televisione, è un nuovo mondo di possibilità operative. Per esempio, se un grande schermo LED o al plasma non basta, è possibile collegare tablet o smartphone, senza fili, direttamente alla TV. Questa operazione permette il controllo tramite l'App gratuita Samsung Remote Control, che trasforma i dispositivi Android in telecomandi hi-tech, con tanto di comoda tastiera a schermo. Ma non finisce qui: le applicazioni Samsung Smart View (per Galaxy SII) e Samsung Smart View-Tab (per Galaxy Tab 10.1" e 8.9"), permettono di vedere il materiale dalla TV su uno dei dispositivi portatili Samsung, per non perdere neanche un attimo, e addirittura con la possibilità di vedere un canale diverso da quello visualizzato dalla TV. E se ancora questo non bastasse, è possibile anche visualizzare sullo Smart TV Samsung i contenuti presenti su tutti i propri dispositivi mobili (comprese videocamere e fotocamere), grazie al supporto alla tecnologia All share e DLNA, anche senza fili e con la semplice connessione One Foot. Bella idea, no? Chat e tanto altro: uno dei programmi di comunicazione più diffusi per computer PC e Mac sbarca in salotto ed amplia il suo raggio d'azione. Con la webcam opzionale, è poi possibile anche effettuare videochiamate e videoconferenze. Non ricordi l'itinerario, cerchi una strada oppure semplicemente vuoi girovagare per il mondo? L'applicazione dedicata porta sul TV tutti i servizi di Google Maps, consultabili direttamente e in tutta comodità dal salotto di casa. Da una collaborazione con Quattroruote in esclusiva per Samsung, l'applicazione da consultare per non rimanere imbottigliati nel traffico di autostrade e tangenziali, con tanto di telecamere funzionanti in realtime. Il Re dei social network, da consultare direttamente sullo schermo del prorpio televisore: aggiorna lo stato, condividi contenuti, stringi amicizie, accedi alla chat e tanto altro ancora, tutto direttamente dalla TV. Google Talk è uno dei servizi più apprezzati e diffusi fra le proposte dell'azienda californiana: un modo semplice, oltre che cerrtamente rapido ed efficace, per tenersi sempre in contatto con amici e familiari vicini e lontani. Il nuovo fenomeno del social networking: commenta il programma che stai vedendo, o condividi quello che ti passa per la testa, leggi gli aggiornamenti di stato, ‘ritwitta', guarda le immagini... In assoluto, questo è certamente uno dei portali più famosi al mondo: le notizie ed i servizi di Yahoo! arrivano direttamente sulla Smart TV. Tanti widget per Flickr, Ebay, finanza, meteo, mappe, notizie, giochi, Cinema... buon divertimento! GOOGLE MAPS QUATTRORUOTEINFOTRAFIC SKYPE FACEBOOK YAHOO! TWITTER GOOGLE TALK Esclusiv a Con Corriere dello Sport sei sempre informato sul tuo sport preferito. I video della MotoGP o le ultime notizie sulla tua squadra di Basket. Oltre a questo, tanto altro con il Calcio, la Formula1e la Pallavolo. Tutto ciò gratuitamente e stando comodamente sul divano! CORRIERE DELLO SPORT L'applicazione di Tuttosport.com ti dà la possibilità di accedere gratuitamente a News, Foto, Video in tempo reale sul mondo dello sport. Puoi impostare le news sulla tua squadra e scoprire ogni giorno i contenuti della prima pagina del quotidiano. TUTTOSPORT Con l'applicazione RDS, puoi ascoltare ed interagire con la tua radio preferita. Tanti contenuti, tante possibilità per conoscere la musica e per vivere il divertimento in compagnia dei video e dei live di RDS, 100% Grandi Successi. RDS Con Radio105 TV accedi a tutta la programmazione live e video on demand di Radio 105. Le hit di Radio 105 e i classici di 105 Story, con quattro canali live, aggionati ogni giorno con video a rotazione: Italy TV, Legend, Radio 105 TV e Top 40. RADIO 105 ...non solo sul TV! Non perdete il gol ovunque vi troviate in casa: basta un dispositivo Galaxy. Esclusiv a Esclusiv a Esclusiv a Esclusiv a In esclusiva per la Smart TV Samsung, le video-playlist, le interviste, le proposte musicali, la rubrica dedicata al look delle star e tanto altro ancora, con tutto l'universo sonoro di un'emittente dell'importanza di Radio Monte Carlo TV. RADIO MONTECARLO TV Esclusiv a PDF TS X BOCCIA:Layout 1 14/12/11 12:14 Pagina 1
EDIZIONE SPECIALE GUIDA SAMSUNG ALLA SMART TV4 Smart TV: è la parola del momento, un nuovo modo di concepire la vecchia televisione. Grazie alle connessione ad Internet, infatti, è possibile accedere a contenuti e servizi ad-hoc, senza la necessità di spostarsi dal salotto e direttamente dal telecomando della TV. Per collegare alla rete domestica il proprio Smart TV è sufficiente un normale cavo ethernet: i modelli più avanzati hanno inoltre il modulo wi-fi integrato, che si può anche aggiungere come opzione con una chiavetta adatta allo scopo. Le applicazioni già disponibili sulla piattaforma Samsung sono ben 281 (aggiornate al 16-11-2011) ed i numeri sono in continua evoluzione: le applicazioni per il mercato internazionale sono 248, alle quali si aggiungono 33 applicazioni tutte italiane, 25 delle quali esclusive Samsung. Per comodità di gestione, le applicazioni sono distinte in 10 'grandi temi': Smart video, Smart News, Smart Chat, Smart All Share, Smart Naviga, Smart Viaggi, Smart Games, Smart Al femminile, Smart Benessere, Smart Passioni. A queste applicazioni si aggiunge, nei TV ‘top' (quelli delle serie 7 ed 8), il Browser web, che permette di navigare in Internet proprio come dal computer, con tanto di supporto della tecnologia Java e di Adobe Flash - ma senza cavi, ingombri e problematiche varie legate al PC. In queste pagine, ecco una rapida carrellata su una minima parte dell'offerta: per coprire tutte le applicazioni, probabilmente non sarebbe bastato l'intero fascicolo! La scelta è veramente molto ricca ed in continuo aggiornamento. Cubovision è la piattaforma di Telecom Italia dedicata al video on demand: disponibile in esclusiva sulle Smart TV Samsung, permette di accedere a film, concerti, TG, webTV, meteo e molto altro ancora, anche in alta definizione e 3D. Tutte le informazioni del quotidiano Corriere della Sera, aggiornate in tempo reale 24 ore al giorno: politica, esteri, spettacolo, cultura e tanto altro, con le funzioni multimediali e la tempestività che solo internet può garantire. In esclusiva per le Smart TV Samsung, oltre 140 canali live, film cult on demand gratuiti, trailer e informazione, con musica, calcio, trailer, le novità direttamente dall'agenzia di stampa ANSA. Fra questi, c'è anche un canale dedicato in alta definizione. Oltre 2000 fra film e spettacoli di vario genere disponibili per l'acquisto, il noleggio per 24 ore e la visione immediata: concerti, commedia, fantascienza, thriller, musical... Il tutto anche in HD, tutti da vedere sulla Smart TV. Le pagine web in rosa del quotidiano sportivo La Gazzetta dello Sport arrivano sulla TV: calcio, Formula 1, MotoGP, tennis, ciclismo e tutti gli altri sport, che si aggiungono alle foto del giorno e ai servizi video a portata di telecomando. Come si può intuire, stiamo parlando di uno dei principali quotidiani italiani: in questo caso si potrà accedere alle news, e agli aggiornamenti in tempo reale e dirette sportive, di Repubblica.it, sul piccolo schermo in esclusiva con le TV Samsung. Le news del quotidiano La Stampa in tempo reale: video, photo gallery e tutti gli aggiornamenti direttamente dal sito internet alla Smart TV, divisi per categoria e facilmente consultabili con la navigazione da telecomando. Certamente non c'è bisogno di presentazioni per YouTube, la più grande community planetaria a gravitare attorno al video online, adesso facilmente accessibile direttamente dal telecomando e dallo schermo della Smart TV. Oltre trecento programmi sempre a disposizione con Chili di Fastweb, una piattaforma in costante evoluzione con nuovi titoli e format televisivi: tanto intrattenimento per grandi e piccini, wellness e altro ancora. I film sui nuovi dischi Blu-ray 3D non bastano mai? Non ci sono ancora tanti canali ‘stereoscopici' ? Ecco una novità sbarcata di recente - ed in esclusiva - sulle Smart TV di Samsung: trailer, cartoon, documentari, e videoclip, tutti in rigorosamente 3D... Le notizie che provengono da tutto il mondo, con l'autorevole firma e garanzia di BBC News: i servizi ed i contenuti multimediali fruibili - on demand arricchiti dalle news testuali, per il momento solo sulle Smart TV Samsung. Il pianeta economia sempre sotto controllo con l'applicazione di Milano Finanza, in esclusiva per Samsung Smart TV: consulta l'andamento della borsa e le informazioni di cui hai bisogno direttamente dal salotto di casa. CUBOVISION PRIMOITALIA ACETRAX EXPLORE 3D FASTWEB CHILI YOUTUBE LA REPUBBLICA MILANO FINANZA LA GAZZETTA DELLO SPORT CORRIEREDELLA SERA.IT BBC NEWS LA STAMPA Esclusiv a Esclusiv a Esclusiv a Smart TV... Esclusiv a PDF TS X BOCCIA:Layout 1 14/12/11 12:14 Pagina 1
La luna, un meraviglioso e poetico corto firmato Pixar/Disney, è la gustosa anteprima che la View Fest ha regalato quest'anno ai propri spettatori. La View Fest è il festival che si affianca alla prestigiosa View Conference, la conference su computer grafica, animazione digitale, cinema digitale e videogame che da anni si tiene a Torino, e che vede la nostra rivista in prima fila tra i mediapartner. View Conference e View Fest - diretti da Maria Elena Gutierrez - sono un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati che non perdono un film di Dreamworks o Pixar e che aspettano con ansia l'uscita del nuovo gioco o della nuova console. Allo stesso modo, la Conference è l'evento dell'anno per coloro – e sono tanti – che animano i blog con discussioni sulle ultime uscite cinematografiche in campo di film spettacolari, provando a carpire i segreti degli effetti speciali più emozionanti. Un evento per tutti loro, perché professionisti del calibro di Sharon Calahan (direttore della fotografia e luci della Pixar, che ha lavorato per Cars 2) sono lì apposta per spiegare i dietro le quinte, i trucchi, i software... e offrono anticipazioni sulle prossime uscite, sui progetti. Insomma: una bella immersione nel mondo della Silicon Valley comodamente seduti nelle sale del centro conferenze di TorinoIncontra. Ma View quest'anno ha anche offerto uno sguardo più ampio sul mondo del digitale. Ospite d'eccezione, con un intervento dal titolo “Distensione: la convivenza pacifica tra le arti, le imprese creative e Internet”, è stato Cory Doctorow, scrittore di fantascienza, blogger e esperto della Rete. Oltre a Doctorow, uno dei keynote più interessanti è stato quello di Tom Wujec, che ha parlato di visualizzazione: i modelli di comunicazione per il business, per ideare, realizzare e gestire grandi progetti. Wujec ha parlato di una vera e propria forma di comunicazione/ pensiero attraverso il sapiente utilizzo di un linguaggio visivo. Diverso, ma altrettanto stimolante, è stato l'intervento di Luc Soler (Professore e capo del dipartimento Ricerca & Sviluppo presso l'Istituto di Ricerca dei tumori dell'apparato digerente IRCAD), che ha mostrato e spiegato come l'uso della realtà aumentata può divenire uno strumento efficace in chirurgia, per offrire a chi opera un supporto in più alla vista, con una precisione mai conosciuta prima. E poi ancora: Lucia Modesto (PDI/ Dreamworks Animation), Joshua Grow (Direttore del SIGGRAPH Festival 2011, VFX Artist di The Creative – Cartel e Produttore), Roger Gould (Creative Director Pixar's Theme Park Group), Gavin Graham (Co-Head of 3D). Conferenze ma anche workshop come “Riflessioni su luce e colore” (Calahan), “Chiarezza: usare il ‘visual thinking' per collaborare, innovare e ‘fare'” (Wujec). Per festeggiare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, oltre alle tradizionali sezioni ItalianMix e ViewAward, un assaggio in anteprima di Fratellini d'Italia, ultima creazione della Lanterna Magica. Il concorso View Awards ha visto “De Riz ou d'Arménie” (di Hélène Marchal, Samy Barras, Romain Blondelle, Céline Seille, della scuola Supinfocom Valenciennes) aggiudicarsi il titolo di miglior corto: un estratto dell'opera è disponibile tra i contenuti multimediali dell'edizione sfogliabile della rivista. Altri vincitori: “Lumberjack” di Pawez Debski, FUMI Studio per il Best Design; “La Détente” di Ducos & Bey, per Best Environment Design; “A Morning Stroll” di Grant Orchard, Studio AKA, Best Character; “Paths of Hate” di Damian Nenow-Platige Image, Best Digital Visual Effects, Torino centro dell'immagine: la ViewConference prima e il Torino Film Festival poi hanno animato la scena nazionale negli ultimi tempi, con le nuove tendenze della computer grafica alla ribalta e la scoperta di nuovi autori e di grandi classici 22 22 Wow, che view (fest)! M E D I A P A R T N E R ' Pixar Animation Studios - Cars 2 ' Pixar Animation Studios - La Luna 022_023:026/028 11/12/11 11:38 Pagina 22
76 Nikon Speedlight SB 910 velocità luce Fine d'anno in versione integrale da Sony Pictures: è in questo formato infatti che vengono proposti i Blu-ray Disc di Bad Teacher - una splendida Cameron Diaz, in basso a sinistra - e il DVD di Mardi Gras, cui si associano Il signore dello zoo, Assassination Games e Il grande sogno. 20th Century Fox risponde con L'alba del pianeta delle scimmie (al centro), prequel della famosa saga iniziata nel 1968, mentre 01 presenta in alta definizione The Mechanic-Professione assassino, Chatroom-I segreti della mente, The Eagle e Tropa de elite 2. Da notare anche da Paramount/ Universal i Blu-ray di Super 8, Il debito, Troll Hunter e Mission: Impossible 1 e 2 (sotto, a destra) e, sul fronte animazione, Spongebob-Gli eroi di Bikini Bottom. Animazione anche da Lucky Red con la release (in DVD e Blu-ray Disc) de I sospiri del mio cuore di Yoshifumi Kondo, prodotto dal leggendario Studio Ghibli di Hayao Miyazaki. Azione, risate e un pizzico di eros in DVD e Blu-ray: anche il 2012 sarà un anno ricco di emozioni, tutte da vivere nel vostro home cinema Nikon presenta il nuovo Speedlight SB 910, flash che si prefigge di conquistare il vertice della categoria grazie a numerose caratteristiche avanzate, che aumentano la versatilità e la velocità in fase di cattura dell'immagine. Il lampeggiatore ha un numero guida (NG) dichiarato pari a 34 (ISO 100/m, formato FX, focale 35mm) e dispone di automatismo Nikon iTTL compatibile con le reflex formato FX e DX della casa. Rispetto al precedente modello offre un display LCD posteriore più grande con menu ridisegnati per la massima intuitività, una parabola zoom motorizzata con angolo di copertura per focali comprese tra 17mm e 200mm (formato Full Frame), un sistema di rilevamento automatico del formato del sensore per evitare fastidiose vignettature nelle immagini, ed un sistema che sorveglia la temperatura di esercizio per prevenire il surriscaldamento nelle sessioni di ripresa più intense, nonché tempi di ricarica dell'ordine dei 3 secondi a piena potenza. Infine è compreso un set di filtri ottici colorati per ottenere la corretta temperatura colore con le fonti di luce ad incandescenza e a fluorescenza. www.nital.it Speedlight SB 910 Nikon velocità luce Bianco Natale? Meglio in blu... L'Audiotek, azienda che opera da 30 anni nel campo dell'assistenza tecnica per l'elettronica, già centro ufficiale del Gruppo Bosch, Stellavox ed altri marchi prestigiosi dal 1979, nel 1987 entra a far parte della grande famiglia Sony diventando Centro Assistenza Tecnica Ufficiale per tutta la gamma dei prodotti dal Consumer al Professionale & Broadcast, ivi compreso il Medicale. Ma non solo. Audiotek, infatti, è oggi il punto di riferimento Sony Europe Limited, Sede Secondaria Italiana per il Lazio, per i prodotti Professionali & Broadcast digitali delle new generation HD-XDCAM, XD-CAM SRW e Cine Alta, e si è guadagnata certificazioni UNI EN ISO 900:008, frutto di investimenti importanti, che ne riconoscono la serietà e la qualità di gestione. A completamento degli sforzi messi in campo negli ultimi anni, Audiotek annuncia la nuova sede, più elegante e rappresentativa, in Via Tazio Nuvolari 227, Roma (tel- 06/ 50.3.67.43) dove saranno effettuate riparazioni e manutenzioni programmate sui prodotti Sony Professional e Broadcast coperte da 4 mesi di garanzia, con preventivo gratuito e ritiro e riconsegna a domicilio (zone di Roma). www.audiotekonline.it Audiotek apre la nuova sede 074_076:026/028 11/12/11 12:52 Pagina 76
Stefano Blasi, inviato di Tutto Digitale all'evento di lancio ad Hollywood. Chiusura di serata con Federico Taticchi, affermato professionista della post produzione, con un tema che risulta sempre interessante, in tema ‘creatività indipendente', ovvero compositing ed effetti speciali. Venerdì 2 dicembre, alle 18.30 il Villaggio apre con un tema dedicato a chi inizia, ovvero ‘Principi di ripresa: le inquadrature', condotto dai nostri Stefano Blasi e Lino Palena con disinvolta competenza. Un minicorso tutt'altro che scolastico, nello spirito della pratica divertente, lontana dalle ‘muffosità' delle accademie tradizionali. Quasi un cabaret tecnico, insomma, risultato molto gradito agli spettatori. Più tardi, ecco due giovanissimi, Claudio Di Biagio e Matteo Bruno, alias NonApriteQuestoTubo e Canesecco, a raccontare le esperienze relative alla loro creatura (o meglio sarebbe dire ‘invenzione'?) di The freaks, web series di enorme seguito, con l'incontro dal titolo ‘Basta una videoreflex per creare un fenomeno web di successo?' Se parliamo di spirito indie, qui siamo al 101%, come è emerso chiaramente dall'incontro. Non c'è budget? Il carrello ce lo autocostruiamo, e così via, in un sano spirito di ‘volere è potere'. Fra l'altro Matteo ci ha mandato i saluti del padre, che gli ha trasmesso la passione per il videomaking (e lo ha alimentato a sane letture, Tutto Digitale in primis!). Il sabato del Villaggio (perdonate, ma la tentazione di scegliere esattamente queste parole è stata troppo forte!) si è inaugurato con un'altra sessione di cabaret, pardon, di tecnica di base, sempre ad opera del nostro magnifico duo Blasi/Palena (‘Principi di ripresa: i movimenti di macchina'). A seguire, due giovani ma già affermati autori della fotografia cinematografica, Michele D'Attanasio - AIC e Marco Sirignano - AIC, hanno parlato del ruolo della luce e delle macchine nel cinema che cambia: un tema che è lungi dall'essere esaurito in una sola occasione, e che certamente riproporremo in tempi e spazi più ampi, visto anche l'interesse generale. Interesse che è rimasto alle stelle anche per ‘Sensori e messa a fuoco', intervento in qualche modo complementare ai precedenti incontri tecnici della giornata, tenuto dal nostro direttore tecnico Massimo Basile. Il pomeriggio si è aperto con l'incontro con Antonio e Marco Manetti, meglio noti come Manetti Bros., quasi lo specimen delle produzioni Indie italiane. I due registi (ma il termine è limitativo) romani hanno intrattenuto la platea sul tema ‘Dalla cinepresa alla videocamera alla reflex HD' con la solita, irresistibile verve, e i discorsi al tempo stesso ricchi di fatti ed opinioni, di situazioni oggettive e pareri personali. Davvero, una forza della natura, una coppia di cui il nostro mondo ha bisogno non solo per la realizzazione di film e serie televisive, ma anche per quello che sanno trasmettere in una semplice chiacchierata. Dopo tante parole, tanti numeri. Di nuovo sul palco Massimo Basile con un tema ‘difficile' (‘AVCHD, XF, 4:2:2 ed altri formati video per la ripresa ed il montaggio') che pure ha fatto il tutto esaurito, ed ha avuto una coda lunga di domande e risposte e richieste di documentazione ad hoc. Una dimostrazione del desiderio di sapere, di conoscere, da parte di chi vuole impegnarsi in operazioni creative che comunque utilizzano mezzi tecnici. A proposito dei quali, è caduto a fagiolo l'ultimo appuntamento della giornata, una presentazione critica con annesso dibattito tecnico pratico, sulla Canon EOS 1DX, candidata ad essere la (video) reflex del futuro. Ed eccoci arrivati a domenica, e agli ultimi, interessantissimi appuntamenti. Si parte con ‘Camcorder vs Reflex, un anno dopo', intervento in cui Stefano Blasi fa il punto della situazione insieme a Nicholas Ruffilli di Adcom, che ha assistito molti videomaker nella scelta dell'attrezzatura e degli accessori giusti. Subito dopo è stato il turno di Massimo Schiavon, direttore delle fotografia con esperienze un po' in tutti i generi, ed è stato il DoP del recente ‘I soliti Idioti' (presentato su Tutto Digitale 70). Massimo ci ha intrattenuto con un incontro su ‘Documentario e dintorni: esperienze, trucchi e buone pratiche'. A seguire, volti e nomi noti, come Simone Gandolfo, attore e regista, e Luca Argentero, attore e produttore, che hanno mostrato in anteprima assoluta alcuni momenti di una fiction ad alta spettacolarità (Pericolo Verticale), già presentata sulle pagine Tutto Digitale ed alcuni brevi istanti di un film del quale addirittura ancora non si conosce il titolo... I due hanno intrattenuto la platea con interessanti argomentazioni legate alle difficoltà di emergere per piccole produzioni indipendenti e hanno contribuito con la propria esperienza a completare i discorsi già avviati con i precedenti ospiti. Chi si aspettava, insomma, solo una ‘vetrina' con il bello senz'anima di turno, per fortuna, è stato deluso. I discorsi affrontati invece hanno mostrato che i due ospiti hanno anima e cuore, e idee precise, e stimolato un dibattito e varie riflessioni e certamente meriteranno di essere ripresi prima possibile. Con ‘HD, 3D e 4K: presente e futuro dell'alta definizione in ripresa, montaggio e visualizzazione', tenuto da Massimo Basile, e ‘Cellulare, reflex, videocamera, macchina da presa: la color correction', protagonista Federico Taticchi, si è conclusa l'ultima, intensa giornata. Insomma, gli assenti hanno davvero avuto torto a perdersi questa edizione del Villaggio, ricca di stimoli per tutti; per quello che ci riguarda, ci è rimasto il desiderio di continuare a creare questi incontri con il pubblico, perché mai come stavolta abbiamo avuto la percezione di fare parte, insieme a tanti lettori - più o meno professionisti, più meno affermati, più o meno noti - di un mondo di persone che parlano la stessa lingua, che hanno gli stessi ideali. Abbiamo negli occhi e nel cuore i momenti successivi ad ogni intervento, in cui i partecipanti in platea si scambiavano biglietti da visita, chiedevano pareri e suggerimenti agli intervenuti sul palco, si davano appuntamento a prossime occasioni, si scambiavano sceneggiature, supporti, offerte di lavoro, semplici idee. Perché il bello di ‘fare cinema' in senso lato, tutto sommato, è proprio questo: mettere insieme grandi individualità per realizzare un prodotto di squadra. Una magia che si compie con l'obiettivo di esprimersi con un'opera sul piccolo o grande schermo, e che, a pensarci bene, ci piacerebbe vedere applicata alla vita tout court, alle situazioni di tutti i giorni. Una vita nella quale le parole ‘l'unione fa la forza' fossero applicate con gioia e vigore in ogni momento, mentre troppo spesso rimaniamo vittime del nostro egoismo, della nostra volontà di farci i fatti nostri e basta. Appuntamento al prossimo Villaggio, nella speranza che la nostra piccola comunità possa continuare a crescere sana e forte! E se pensate di avere qualcosa da dire, da mostrare, da suggerire, scriveteci! Il Villaggio è sempre aperto... 4 Marco Sirignano-AIC e Michele D'Attanasio -AIC Federico Taticchi Luca Sabbioni Per motivi di spazio, la rubrica del Filo Diretto, così come altri articoli previsti su questo numero, sono rimandati a Tutto Digitale 73 Filo 003:003 11/12/11 16:03 Pagina 4
2400 fotografi partecipanti alla maratona FNAC 1078 soci di Circoli Fotografici 288 videomaker indipendenti 54 5 f oto gra fi p rof es sio nis ti 230 fotovideomatrimonialisti 200 addetti stampa di aziende hi-tech 325 addetti alla vendita 19 26 ap pas sio nat i fo to e v ide o n on m egl io i den tif ica ti 42 registi 77 m on tat or i 42 grafici-illustratori 136 operatori del settore 84 direttori della fotografia indipendenti 29 dee jay 11 blogger 22 gallerie fotografiche SONO GIÀ ABBONATI ALL'EDIZIONE DIGITALE PER COMPUTER, IPAD, IPHONE PER ABBONARTI ALL'EDIZIONE CARTACEA O DIGITALE, ORDINARE ARRETRATI O IL NUMERO APPENA USCITO WWW.TUTTODIGITALE.IT/ABBONAMENTI.PHP TUTTO DIGITALE 112 festival e concorsi video 132 cameraman 23 lettori residenti all'estero 12 0 a uto ri d ella fo tog raf ia c ine ma tog raf ica ed az ien de i scr itti al l'A IC 033:026/028 12/12/11 18:44 Pagina 71
Le maschere di cui stiamo per parlare in questo tutorial non hanno niente a che vedere con il Carnevale, ma sono uno degli strumenti preziosi per la postproduzione fotografica e – per certi aspetti - anche video. Per applicare infatti una correzione o un particolare effetto solo ad una porzione della foto è necessario modificare selettivamente l'immagine: passo dopo passo, ecco una guida per usare le maschere in Photoshop Capita a volte – in veritàpiuttosto spesso - di dovermodificare solo alcune parti di una foto lasciando le altre invariate. Ad esempio quando ci si accorge che alcune zone sono sovraesposte oppure troppo scure. Per arrivare a questo risultato, dobbiamo fare uso di un concetto di fondamentale importanza in Adobe Photoshop: le Maschere di selezione. Si tratta di un metodo molto utile anche per far risaltare alcuni dettagli dello scatto o per usare la tecnica dell'esposizione zonale, sperimentata da Ansel Adams più di cento anni fa, grazie alla quale è possibile ottenere un bianco e nero ricco nello stesso tempo di alti contrasti ed elevate sfumature. Affronteremo anche in altri articoli questo tema che in Photoshop ricopre un ruolo davvero particolare e proprio per tale ragione meriterà un'attenzione maggiore. In effetti, con le Maschere di selezione è possibile inibire alcune zone (“mascherare”, per l'appunto) all'interno della foto e concentrare le modifiche solo sulla parte restante. In questo modo si potranno applicare tutti i filtri che vogliamo senza toccare le zone mascherate. Per mettere alla prova quanto abbiamo appena detto, facciamo un semplice esercizio, forse già visto o apparentemente banale, ma molto importante per capire il funzionamento delle Maschere di selezione. L'esercizio consiste nel trasformare in bianco e nero solo una porzione di fotografia, col minor numero di passi possibili. Scegliamo dunque una foto su cui abbia senso applicare questa tecnica (ad esempio il nostro venditore di zucchero filato nella foto di apertura), e lanciamo Photoshop. L'obiettivo è quello di lasciare a colori solo la scritta “Zucchero filato” all'interno della nuvoletta blu. Sarebbe interessante lasciare a colori anche la scritta rossa posta sulla vasca di acciaio (Fig. F02), ma per farlo dovremmo essere molto più precisi e ricorrere ad un'altra tecnica che abbiamo definito con un pizzico d'ironia ‘Le selezioni impossibili!'. Apriamo la foto e iniziamo a lavorare. Per prima cosa duplichiamo il livello e quindi con il mouse premiamo il tasto destro sul livello sfondo e selezioniamo “Duplica Livello” (Fig. F03). Ci verrà chiesto di assegnare un nome al livello e quindi scriveremo ad esempio “Colore”. La duplicazione del livello potrebbe risultare utile per disporre di una copia della foto Le modifiche selettive Tutorial - Adobe Photoshop F2 F3 F4 F5 034_035:090-091 11/12/11 11:56 Pagina 34
Madre: Cristiana Capotondi Padre: Douglas Dean Il figlio: Nicolas Connolly Venditore di pastori: Sergio Solli Pulcinella: Renato De Maria Pulcinella: Antonino Iuorio Riparatore di bambole: Nico Cirasola A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D VIII 86 immagine resti la pellicola, dopodiché trovo che le possibilità offerte dalla manipolazione digitale dell'immagine siano fantastiche e rappresentino una grandissima variabile creativa. Ma la genesi deve essere fotochimica, non digitale. Tra l'altro vi posso dimostrare che la favola dell'economicità del girare in digitale è appunto una favola. Alla fine costa uguale girare in digitale CAST ARTISTICO Regia: Terry Gilliam Sceneggiatura: Terry Gilliam Fotografia: Nicola Pecorini Costumi: Gabriella Pescucci e Massimo Cantini Parrini Musiche: Daniele Sepe Executive Producer: Gabriele Oricchio ed Amy Gilliam Line Producer: Simona Vescovi Montaggio: Mick Audsley Aiuto regia: Sergio Ercolessi Scenografia: Elio Maiello Effetti Speciali Digitali: VFX Supervisor Gaia Bussolati Edi Effetti Digitali Milano Suono: Adriano Di Lorenzo Foto di Scena: Maria Marin Prodotto da: Pastificio Garofalo Ideazione progetto: PesceRosso Comunicazione e Design Casa di Produzione: Blue Door CAST TECNICO o in pellicola, l'unica differenza è dove si spendono i soldi, se in laboratorio o in postproduzione. Un esempio: proprio a causa della minore informazione offerta dal digitale, per poter ottenere i risultati voluti bisogna passare molto più tempo in BaseLight (o equivalente) che se si manipolasse una scansione a 4K, o anche solo a 2K. Per concludere il discorso sul digitale vorrei anche ricordare che il boom del “nuovo, rivoluzionario” sistema digitale non è dovuto a nessuna scoperta tecnologica o sviluppo rivoluzionario di chissà quale innovazione ma molto più prosaicamente dal fatto che un giorno i produttori americani (la MPAA) hanno scoperto nelle pieghe dei contratti che se una produzione era realizzata in digitale gli attori, registi, scrittori coinvolti avevano diritto a molti meno soldi (residuals)! Altro che innovazione tecnologica! Che poi il digitale abbia aperto possibilità precedentemente impensabili cosicché chiunque abbia un'idea può metterla in atto è indubbio, ma se parliamo di produzioni professionali, di qualità, grazie tante ma io mi tengo stretta la pellicola più a lungo possibile, o almeno finché non mi ridanno tutte le ottave! Detto questo, voglio ribadire che sono molto grato alla ARRI di aver investito nel digitale offrendoci finalmente una macchina seria, considerata e pratica. The Wholly Family ha alcune scene notturne di grande suggestione: può illustrare ai nostri lettori le principali scelte di fotografia? In effetti l'unica scena di notte è quella dell'interno della stanza d'albergo quando il ragazzino va a dormire a pancia vuota e arrivano i primi Pulcinella. Nell'occasione siamo stati fortunati in quanto il palazzo dove giravamo era in ristrutturazione e già ponteggiato per cui è stato molto facile e veloce togliere (e mettere) la luce. Immagino che le scene suggestive a cui vi riferite sono quelle della cena servita dal branco di Pulcinella; quelle sono state girate nelle viscere di Cuma utilizzando le aperture dei pozzi (il luogo dove giravamo era, in epoca romana, la cisterna di raccolta delle acque piovane, ai tempi sapevano utilizzare le risorse naturali !) sulle ' foto Marianna Marin ' foto Marianna Marin 084_087:108 113 12/12/11 18:40 Pagina 86
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D 96 produce fotografie nitide e brillanti. Di contro il livello di rumorosità indotto dalla compressione non è bassissimo, e nei contorni degli oggetti rende visibili i classici artefatti di codifica che limitano la massima resa dei file. La macchina può lavorare fino a ISO6400 e mantiene un livello di rumore piuttosto stabile fino a circa ISO800, con l'insorgenza di rumore visibile e di tipo principalmente cromatico ad ISO1600, che comunque si mantiene contenuto e rende sfruttabili senza troppi problemi queste immagini. È presente anche un illuminatore flash, dalla portata contenuta e da usare per le emergenze. Le peculiarità fotografiche della PX10, però, non sono finite. Pensiamo ad esempio alla notevole velocità operativa derivata dalla presenza di un potente processore di immagine. In particolare in modalità fotografica è possibile impostare la PX10 per produrre raffiche con una velocità, sulla carta, impressionante. Lo scatto continuo è possibile a 2 fps fino alla risoluzione massima (8 o 12 Megapixel) e senza limiti. Sono presenti poi due modalità Mid ed High in cui la PX10 raggiunge rispettivamente 15 fps e 50 fps ad 8 MP e per un massimo di 130 scatti, oppure 7 fps e 25 fps a 12 MP per un massimo di 100 scatti. A conti fatti, quindi, l'apparecchio può registrare sequenze di immagini con risoluzioni “4K” e velocità adatte per montare un piccolo clip anche in ralenty (50fps)... Impostato l'apparecchio per la raffica, è sufficiente premere il pulsante di scatto per avviare la registrazione. L'unico difetto è che, dopo la cattura dei 100 scatti a 12 Megapixel (pari a poco più di 3 sec. di video equivalente), la macchina si blocca completamente per il salvataggio per circa 35 secondi. A questo punto bisogna attendere la scrittura prima di poter riprendere l'uso, anche se è possibile interrompere il salvataggio in qualsiasi momento. VIDEO ULTRA È sufficiente premere il pulsante centrale del pannello posteriore per passare, istantaneamente, dalla modalità foto a quella video. Qui troviamo grosso modo le stesse funzionalità operative della sezione ‘foto' nella variante specifica per la cattura dei filmati, confermando la versatilità della macchina che, oltre al totale automatismo, offre un buon livello di controllo manuale. Dal punto di vista ottico, in video l'obiettivo offre una escursione 10x equivalente ad un 43.3 – 433 mm in formato 16:9. Si perde buona parte del grandangolo e, di fatto, si parte da una posizione praticamente “normale” che a nostro avviso rappresenta il limite principale di questo apparecchio come camcorder. Certo, la disponibilità di vere ottiche wide non è certo diffusa fra i camcorder, ma in un modello ibrido ci si poteva attendere qualcosa di più. In quanto allo zoom, va considerato che JVC ha implementato anche in questo apparecchio la modalità Dynamic Zoom che, sfruttando la risoluzione del sensore doppia rispetto al FullHD, permette di estendere l'ingrandimento fino a circa 19x senza perdita di qualità (18x con lo stabilizzatore attivo), semplicemente sfruttando una porzione via via più piccola del sensore ma sempre con una risoluzione nativa di almeno 2 megapixel. Ecco quindi che in video è possibile lavorare con qualità Full HD fino ad una estensione equivalente ad un 800 mm... non è poco! Il risultato è ottimo ed alla massima focale si può notare, solo appena accennata, una rumorosità superiore, ma nessuna riduzione nella risoluzione. Allo zoom dinamico è possibile aggiungere anche lo zoom digitale, in questo caso con perdita di risoluzione, per gli irriducibili del superingrandimento 64x... Il video catturato dalla PX10 può arrivare al FullHD 1920x1080 anche in progressivo 50p, e per la compressione viene usato un codec MPEG-4/H.264 in tutto e per tutto simile all'AVCHD... ma diverso. In pratica il codec della PX10 non aderisce alle specifiche del formato AVCHD, del quale usa di fatto, però, la stessa tecnologia differenziandosi per alcuni aspetti, non ultimo il bitrate massimo che raggiunge i 36 Mbps nella modalità 1080UHR, ben superiore rispetto al limite oggi imposto dall'AVCHD (28 Mbps). Questo significa che le clip non saranno subito utilizzabili nei programmi di elaborazione AVCHD, ma trattandosi di file mp4 però possono essere tranquillamente trascinate sul desktop del PC ed importate nella maggior parte dei programmi di elaborazione o editing che sono comunque compatibili con l'H.264. Oltre al 1080 progressivo, la PX10 offre una speciale modalità Super Slow Motion in cui la cattura avviene a bassa risoluzione 640x380 pixel a ben 300fps. Non si tratta di una assoluta novità nel settore, in passato infatti si sono visti vari esperimenti in tal senso, ma rende ancora più versatile questa ibrida. Da sottolineare come la registrazione Super Slow Motion possa avvenire per circa 2 ore consecutive... Non trascurabile, infine, la possibilità di scattare foto alla max risoluzione (8 MP) anche durante la ripresa video, ed anche in modalità continua (raffica a circa 1fps). È sufficiente premere il pulsante di scatto, e le immagini verranno anche catturate in JPEG. Una opzione interessante che integra al meglio la natura ibrida del prodotto. Una nota finale positiva va sicuramente al display LCD inclinabile, luminoso e comodo da usare. Tramite tecnologia touch permette di navigare tra le funzioni del menu in modo semplice, con l'unico inconveniente, tipico di questo tipo di display, di sporcarsi molto più rapidamente. Il display tra l'altro non può nemmeno essere chiuso per quando non si usa la macchina, lasciandolo esposto a graffi. Con la GC-PX10 JVC proprone un prodotto capace di mescolare in modo convincente funzioni foto e video, aggiungendo anche opzioni sofisticate interessanti, come l'alto bitrate in “ultra” e la raffica a 4K. Certo, tutto questo ha un prezzo che, confrontato a quello di mirrorless con funzioni video, può far pensare. Ma ad oggi sono poche le soluzioni capaci di un mix altrettanto ben riuscito di video e foto. Massimo Basile Fotovideocamera ibrida JVC GC-PX10 Sul lato sinistro troviamo tutti i controlli manuali, dalla ghiera per l'accesso alle funzioni, al pulsante per la gestione del flash e due tasti per la regolazione immediata in manuale dell'esposizione e della messa a fuoco. Sotto i connettori. Il bel display LCD da 3” in 16:9 della GC-PX10 è orientabile verso l'alto. Essendo touch e non richiudibile si sporca facilmente... XVIII TE ST TE ST 094_097:128/130 11/12/11 13:17 Pagina 96
78 Windows Live Essentials è il nome del pacchetto che concentra in sé tutti i programmi necessari per un vero e proprio “digital lifestyle”, che è poi il nome della collana cui il libro appartiene. Da Messenger a Mail, da Movie Maker a Family Safety, sono toccati tutti gli aspetti del quotidiano. Questo manuale vi farà scoprire rapidamente e con esempi pratici come usare al meglio i vari prodotti e le loro funzionalità. (V.F.) Overall Windows Live Essentials Manuale tecnico di Luca Bertolli Edizioni FAG 304 pagine, 17x24 cm euro 29.90 Ivan Cotroneo è regista di successo (sua la fortunata serie tv Tutti pazzi per amore), ma anche romanziere di vaglia, con diversi libri all'attivo (Il re del mondo, Cronaca di un disamore). In questo caso è riuscito a riunire le due anime, scrivendo un romanzo che diverte e commuove, e si legge tutto di un fiato, seguendo le vicende di una famiglia napoletana, che attraversa con agrodolce leggerezza gli anni Settanta. (G.P.) Overall La kryptonite nella borsa Romanzo di Ivan Cotroneo Bompiani 224 pagine, 14x21 cm euro 9,90 In questa antologia troverete, oltre al racconto che le dà il titolo, recentemente portato sul grande schermo da George Nolfi e disponibile in Blu-ray (la recensione è a pag. 106), altre opere brevi di Dick trasposte in pellicola, come Next, Paycheck, Impostor, Minority Report, Screamers-Urla dallo spazio e Atto di forza. Un'ottima occasione per accostarsi a un autore che, ancora oggi, stupisce per la sua capacità di prevedere il futuro. (G.P.) Overall Romanzo di Philip K. Dick Fanucci 274 pagine, 20x24 cm euro 14,00 Puntuale come sempre arriva il Morandini, il Dizionario dei film che ormai rappresenta la storia del cinema italiano, con i suoi 24.500 (!) film dal 1902 all'estate 2011, per non parlare di un migliaio di titoli in più, prodotti per l'home video o la televisione, di una selezione di cortometraggi segnalati nei festival di cinema breve, più appendici varie. L'edizione su carta fornisce la trama di tutti i 24.500 film, molti dei quali corredati dalla locandina. (G.P.) Overall Cinema di AA.VV. Zanichelli 2048 pagine, 20x24 cm euro 37,90 Libri Le recensioni Una strenna per collezionisti, a tiratura limitata (550 copie numerate): l'edizione anastatica del testo originale scritto dall'esploratore inglese sir Ernest Shackleton durante la sua spedizione in Antartide del 1908. Due eleganti volumi in cofanetto rilegato, con 10 illustrazioni e 25 foto d'epoca: una preziosa testimonianza di un'impresa che ha il sapore di un tempo passato e dei suoi eroi, lontani da noi ma vicini nel senso dell'avventura e della ricerca dei limiti umani. (G.P.) Overall Aurora Australis Viaggi di Ernest H.Shackleton Leading Edizioni 440 pagine, 19x25 cm euro 131,00 Overall Un libro che ha tutte le caratteristiche della strenna: il grande formato, l'eleganza e ancor più la dimensione-cult che la serie tv in questione - di cui rappresenta il libro ufficiale di entrambe le stagioni - ha saputo raggiungere. Un manuale A-Z, anzi un “dossier” (come viene definito) che sarà imperdibile per gli amanti della serie, impreziosito da un DVD allegato con 42 minuti di contenuti speciali. Un colpo da maestro! (G.P.) Overall Romanzo criminale Libro cinematografico a cura di Roberto Pisoni Mondadori 181 pagine, 25 x 32 cm euro 29,00 La vita e l'opera di un grande maestro come Martin Scorsese, in una lunghissima intervista dal sottotitolo “Conversazioni su di me e tutto il resto”, che lascia trasparire l'intento dei due interlocutori (intervistato e intervistatore), in un gioco di rimandi cinefili, dove tra domande e risposte la capacità narrativa si unisce allo spirito critico. Un condensato di esperienze che dovrebbe far parte del bagaglio di ogni amante del cinema. (G.P.) Overall Martin Scorsese Cinema di Richard Schickel Bompiani 504 pagine, 20x24 cm euro 22,50 Un progetto ambizioso e certamente innovativo, che vuole raccontare – attraverso più di 400 pellicole degli ultimi anni, tra cult, cinepanettoni e opere di nicchia - un paese in trasformazione, con le sue storie e i suoi personaggi. Un libro a metà tra la critica cinefila e l'indagine sociologica e di costume, dove il cinema si rivela – anche nelle sue pieghe più nascoste – per quello che è: lo specchio di un tempo e di una società. (G.P.) Overall Atlante del Cinema italiano Cinema di G. Canova e L. Farinotti Garzanti 402 pagine, 14x21 cm euro 28,00 Il gotico italiano dalla A alla Z: un filone nobile tra cinema, letteratura e tv, esponente di spicco di quel cinema di genere che ha fatto la fortuna dell'Italia dagli anni Sessanta in poi. Roberto Curti ne rivisita la storia, che porta le firme di maestri come Riccardo Freda e Mario Bava, Dario Argento e Pupi Avati, con il concorso di occasionali quanto straordinari compagni di viaggio come Risi e Fellini. Un'opera a tutto tondo, ideale per cinefili. (G.P.) Overall Fantasmi d'amore Cinema di Roberto Curti Lindau 504 pagine, 14x21 cm euro 32,00 Trovare clienti con Google Manuale tecnico di A. Agostini, B. Clay Hoepli 180 pagine, 15,5 x 23 cm euro 18,90 La professione del futuro? Il business on line, con tutta probabilità. E se le parole SEO o PPC sono per voi (e la vostra azienda) ignote, rimboccatevi le maniche: è ora di studiare nuove strategie di marketing per interagire nel “supermercato globale” dell'informazione e del commercio. Come e perché ve lo insegnerà questo dotto manuale, che offre pure ai suoi lettori un omaggio di 50 euro di pubblicità AdWords. (V.F.) Il Morandini 2012 I guardiani del destino DVD & Libri Le recensioni dei titoli del momento 078:Layout 1 11/12/11 12:56 Pagina 78
streaming video (fra cui Telecom Cubovision, Fastweb Chili ed addirittura una App 3D experience per la visione di demo in 3D), passando per le news (Repubblica.it, Corriere della sera, Gazzetta dello sport) fino a giochi, mappe e molto altro ancora. Se non basta, le funzioni Smart includono anche un web browser, con supporto Adobe Flash e Java, per navigare sul web - quasi come su un PC. Lo Smart Hub possiede anche una pratica funzione di ricerca. Inizialmente funzioni di questo tipo sulle TV ci facevano un po' storcere il naso, ma dobbiamo ammettere che ormai azioni come controllare il meteo, leggere una notizia o aggiornare lo stato sul social network preferito, direttamente dalla TV e magari durante gli spot pubblicitari, sono diventate quasi una consuetudine. Gran parte del merito è di Samsung, che propone quella che è probabilmente l'implementazione migliore, per rapidità, semplicità e varietà, di funzioni del genere, almeno per ora. L'argomento prestazioni non può non vedere il D7000 come una delle TV più interessanti del momento: Samsung ha lavorato molto per migliorare qualche pecca che era presente sulle ‘vecchie' serie LED C, sia sul piano dell'elettronica (ad esempio è adesso molto difficile notare incertezze con il motion interpolation attivo, a livello chiaro/standard, sia per quanto riguarda le panoramiche orizzontali che verticali), che riguardo all'uniformità del pannello (il problema non è scomparso, e nel modello in test su schermate scure e chiare è infatti possibile notare luce spuria negli angoli, ma questa è una caratteristica insita nella tecnologia LED, comunque migliorata in questa generazione e che non disturba la visione nella grande parte dei casi). Il livello del nero è ottimo, specialmente dopo aver giocato un po' con i valori di retroilluminazione e luminosità; forse non siamo ancora ai livelli del compianto Kuro ma manca poco o pochissimo alla piena soddisfazione. Altro riscorso è quello che riguarda la fedeltà dei 93 TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XV TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D interpolation, filtri di deblocking MPEG ed altro ancora. Insomma ce n'è per tutti i gusti, e se i meno smaliziati possono scegliere l'impostazione Cinema per gustarsi alla grande un film in BD, i più pignoli potranno cercare il capello nell'uovo e regolare a mano praticamente tutti i parametri di immagine. Come gran parte dei TV di nuova generazione, il Samsung 46D7000 vanta un pannello pilotato a 200 Hz (che si tramutano in 800 Hz con la tecnica del Backlight Scanning). Un pannello di questo tipo ha due peculiarità: la prima è il miglioramento nella riproduzione dei movimenti veloci (sport, videogiochi e soprattutto materiale 3D) rispetto ad un pannello standard a 50 Hz, mentre la seconda riguarda il motion interpolation, quella tecnica che riduce la 'scattosità' tipica dei film a 24p e rende la riproduzione fluida, ma, forse, un po' troppo' artificiale'. Per quanto riguarda il 3D, uno dei 'focus' del momento, Samsung ha scelto la strada degli occhialini attivi: quelli in dotazione, abbastanza comodi e leggeri, hanno all'interno una batteria a bottone (è possibile acquistare a parte occhiali ricaricabili tramite la porta USB) e, a differenza dei modelli dello scorso anno che erano ad infrarossi, utilizzano una derivazione del Bluetooth, per ridurre crosstalk e interferenze. L'altro grande 'focus' del momento per quanto riguarda i TV è la connettività: non contenti di aver piazzato tre USB (che permettono di riprodurre file DivX, MP3 e Mkv, e di registrare i programmi TV su chiavette ed HDD), wi-fi (che comunica con tablet e smartphone Samsung Galaxy trasformandoli in display supplementari) ed Ethernet (per la riproduzione di conenuti di rete), i TV 2011 montano la nuova piattaforma Smart TV. Si tratta di un vero e proprio hub multimediale, che permette di scaricare App da uno ‘store' che si aggiorna di continuo; le App spaziano dai social network (Twitter e Facebook compresi) allo PRO CONTRO Pannello: LCD Edge LED 46" (116 cm) Connessioni: 2x SCART, 1x AV Composito, 1 x Component, 4x HDMI, 1 X D-Sub, 2X RF In (terrestre/sat), 1X LAN ethernet, 1x Cuffie In, 3x USB 2.0, 1x CI+, Wi-fi. TV digitale: DVB-T, MPEG-4 Audio: 10 W x2 File multimediali: MP3, Jpeg, Avi, Mkv, MPEG-4 3D: occhialini attivi, 1 paio in dotazione Consumo standby/max: 0.1/150 W Dimensioni LxAxP (senza base): 104.8 x 60.6 x 2.9 cm Peso (senza base): 12.5 kg Bel design Ricchezza di funzioni Uniformità del pannello 3D ancora migliorabile ESTETICA Un design che quasi non c'è per un TV ultramoderno e di grande impatto estetico. COSTRUZIONE Sottile ma solido, con un bel mix di materiali: vetro per il pannello, plastica trasparente per la cornice e plastica cromata per la base. VERSATILITÀ Tutto quello che si può volere da un TV all'ultimo grido: funzioni PVR, riproduzione multimediale, Smart TV anche in wi-fi e tanto altro ancora. PRESTAZIONI Un pannello migliorabile per uniformità e angolo di visione, ma quasi perfetto per tutto il resto. PRESTAZIONI 3D Probabilmente il top del 3D su LCD/LED, anche se il crosstalk può essere evidente in qualche caso. RAPPORTO Q/P Non è un TV per chi vuole spendere poco, ma vale ogni euro che costa. LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE colori, forse con le tarature di base un po' troppo 'pompati': è possibile migliorare la situazione di molto con una calibrazione accurata, ma gli amanti della pellicola continueranno a preferire la pasta più 'cinema' del plasma. Gli amanti delle immagini HD 'razor' ultradefinite avranno invece pane per il loro denti con il D7000. Molto buono il tempo risposta del pannello, con le scie che sono ormai un ricordo; la modalità Game, che disattiva l'intervento di gran parte dei circuiti, è consigliabile oltre che per i videogiochi anche per i programmi più movimentati. Migliorabile invece l'angolo di visione, con i colori spesso distorti da posizioni angolate. Spinoso il discorso sul 3D: i nuovi occhialini accoppiati al nuovo pannello offrono senza dubbio una qualità migliore rispetto ai modelli della scorsa generazione e probabilmente anche rispetto alla gran parte delle TV LCD/LED che abbiamo provato, ma il crosstalk (quel fenomeno che si manifesta sotto forma di doppi bordi) è ancora a volte evidente. Ciononostante, considerando il 3D come la ciliegina su una torta già molto ricca, ci sentiamo di promuovere a pieni voti il 46D7000; è bello, è molto versatile, si vede bene e costa il giusto: best-buy? A.Belli TV LCD LED 3D SAMSUNG 46D7000 Costruttore: Samsung, Corea Distributore: Samsung Electronics Italia, via Donat Cattin 5, 20063 Cernusco S/N (MI), tel 02921891 - www.samsung.it CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE Sottile e con una bella base simil-cromata: look moderno e ben riuscito per il 46D7000. 092_093:128/130 11/12/11 13:15 Pagina 93
TEST: 95 TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XVII TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D decide di portare la macchina in standby, è bene tener presente che l'eventuale scatto “rubato” al volo potrebbe andar perso. Da questo punto di vista infatti i tempi non sono confrontabili con quelli delle reflex digitali o delle compatte più prestanti. Di contro, i tempi di reazione allo scatto sono normalmente impercettibili, a patto però che la macchina sia già in una posizione di messa a fuoco prossima o quasi al soggetto da riprendere. In alcune occasioni, specie in forti controluce e contrasti, abbiamo infatti notato una certa lentezza o incertezza del sistema autofocus che tarda a riposizionarsi, influenzando i tempi di reazione. Con l'esclusione di tali situazioni, lo scatto è immediato e mentre la macchina effettua la registrazione è comunque pronta ad una nuova cattura. Lo zoom si regola con l'apposita leva sul pannello posteriore, ed è rapido nella sua escursione 10x ottica equivalente, su 35mm, ad un 37.4 – 374 mm piuttosto luminoso, grazie all'apertura massima F2.8 – 4.5. Dal punto di vista ‘foto', quindi, ci troviamo di fronte ad uno zoom esteso, affiancato dal sistema di stabilizzazione ottico necessario per rendere più facilmente fruibili le focali più lunghe, che parte da un leggero grandangolare che non farà la gioia del fotografo paesaggista o di architettura, ma confrontabile con quanto offerto dalla maggior parte delle compatte. Mediante il piccolo tasto e la rotella sull'obiettivo, poi, è possibile in qualsiasi momento accedere alle funzioni di correzione manuale del fuoco e dell'esposizione, in modo agevole e senza dover navigare nel menu. Di contro, questo è necessario per impostare le varie opzioni fotografiche, come il bilanciamento del bianco, la qualità delle immagini, che possono essere salvate solo in JPEG (niente RAW) su 2 livelli di compressione. Sono disponibili anche diverse opzioni di formato: la massima dimensione è pari a 12 Megapixel in 4:3 (4000x3000), cui si aggiungono tre modalità di formato inferiore sempre 4:3 (2976x223, 1600x1200 e 640x480 pixel), ed è possibile scattare anche in 16:9 (mediante crop superiore/inferiore) che porta le immagini ad un massimo di 8 Megapixel in formato praticamente 4K (4000x2228), specifica su cui torneremo più avanti, in 2976x1672 pixel oppure in FullHD 1920x1080. Il formato immagine non fotografico “tradisce” un cuore più orientato al video, così come l'assenza dell'opzione di salvataggio in RAW che obbliga ad accontentarsi del JPEG offerto ad una compressione medio-alta (le dimensioni dei file da 12 Megapixel si aggirano attorno ai 4MB), ma soprattutto a non poter aggirare i sistemi integrati di riduzione del disturbo e di gestione del colore. Il primo, in particolare, è piuttosto invasivo e, specie lavorando in condizioni di bassa illuminazione e ISO più alti, porta anche ad una riduzione del dettaglio. La gestione del colore è generalmente buona, con un effetto piuttosto gradevole e colori saturi, sebbene occasionalmente troppo carichi, ma non personalizzabile, vista l'assenza di funzioni di regolazione specifica (se non ovviamente il controllo del bilanciamento). La qualità degli scatti tutto sommato ci ha convinto. In ambiente aperto, così come in condizioni di buona illuminazione, la PX10 FOTOVIDEOCAMERA IBRIDA JVC GC-PX10 CONTRO Costruttore: Victor Company of Japan Ltd, Giappone Distributore: Kenwood Electronics Italia Spa, via G. Sirtori 7/9, 20129 Milano Italia - tel. 02 204821 - www.jvcitalia.it Sensore: CMOS 1/2.3-inch 12.75M retroilluminato Obiettivo: Konica Minolta F2.8 - F4.5, f=6.7mm - 67.0mm, diametro 46.0mm Illuminazione minima: 4Lux (1/30 Shutter speed), 1Lux (NightAlive Mode, 1/2 Shutter speed) Display LCD: 230K-pixel 3.0”, touch panel Flash: range <2m ISO Foto: 100/200/400/800/1600/3200/6400 Autofocus: 9-Point Multi (Still), 9-Point Select (Still), Face Detection, Face Tracking, Color Tracking, Touch Area Esposizione: Multi-Pattern, Spot, Center Weighted Exposure Control Intelligent AUTO, Program AE, Aperture Priority AE, Shutter Priority AE, Manual Zoom: ottico 10x, digitale 64x, Dynamic: 19x Stabilizzazione: ottica O.I.S. ed Advanced Image Stabilizer (A.I.S.) Connettori: HDMI® Out (Mini), AV Out, USB2.0, Mic In (Plug-in power), Headphone Out Formati : MPEG-4 AVC/H.264 (MP4), AAC (2ch), JPEG Memoria di massa: SDXC/SDHC/SD Memory Card; 32 GB integrati Modalità video: HD1080 (UHR) 1920x1080/50P 36Mbps; HD1080 (HR) 1920x1080/50P 24Mbps, HD720 1280x720/50P, iFrame: 960x540/25P Formato foto: [4:3] 4000x3000 / 2976x2232 / 1600x1200 / 640x480; [16:9] 4000x2248 / 2976x1672 / 1920x1080 Cattura foto in video: (16:9) 3840x2160 Consumo: 4.8W Dimensioni: 131mm x 67mm x 122mm Peso: 435g senza batteria, 520g con batteria ESTETICA Non è certo l'eleganza a contraddistinguere questa piccola “chimera” tecnologica. Vi chiederanno stupiti di cosa si tratta: potrete rispondere in tanti modi diversi... COSTRUZIONE Lo chassis esterno è di plastica ed il prodotto è nel complesso leggero, tale da non conferire una sensazione di grande robustezza. La realizzazione è comunque curata. VERSATILITÀ Di fatto manca solo la possibilità di cambiare l'obiettivo. Ma questo collocherebbe l'apparecchio su ben altre categorie di prodotto. PRESTAZIONI La qualità video è molto buona e grazie alla opzione a 36 Mbps, virtualmente esente da artefatti. In foto le performance sono buone, anche se la scelta limitata al solo JPEG ed il formato 4:3/16:9 lasciano meno soddisfatti. Buone le prestazioni ad ISO alti, anche se la sensibilità non è elevatissima. RAPPORTO Q/P Il prezzo della GC-PX10 è piuttosto alto, il che porta il prodotto a subire la concorrenza di un'ampia gamma di apparecchi, magari meno “ibridi” ma comunque in grado di offrire foto e video. Per cadere sulla PX10, la scelta deve prediligere la migliore integrazione ed appassionarsi delle speciali funzioni. Versatilità Raffica foto Qualità video Accensione lenta Manca il raw AF a volte incerto LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE PRO CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE 094_097:128/130 11/12/11 13:17 Pagina 95
Prezzo : 151,25; Aggiornamento 124,63TEST G iunti alla loro decimaedizione, Photoshop ePremiere ‘Elements' restano una delle migliori soluzioni per fotografi e videomaker alle prime armi. Chi non vuole investire somme importanti per acquistare le versioni “complete” di questi software, trova in Elements una soluzione a portata di mano. La struttura di base è sviluppata sulle ossa dei fratelli maggiori, così come gli strumenti principali; mancano ovviamente tutte le funzionalità avanzate che però sono principalmente pensate per un'utenza professionale. Photoshop e Premiere Elements 10, in pratica, permettono di montare video in SD e HD, archiviare ed elaborare foto, e in generale, svolgere molte delle operazioni dei software di cui sono diretta emanazione, ma a un prezzo decisamente più basso. Da quando i due software Adobe sono venduti in bundle, hanno in comune la modalità Organizer che permette di acquisire, previsualizzare e catalogare foto e video in maniera rapida e intuitiva. Molto utili sono in questa fase le funzioni di categorizzazione che permettono di ordinare i propri file (sia foto che video), attraverso l'aggiunta di tag. Nell'ultima release del software si nota una forte attenzione all'aspetto social. Nella fase di catalogazione delle foto, ad esempio, si può importare la propria lista di contatti di Facebook per rendere possibile l'identificazione dei propri amici eventualmente presenti negli scatti. Nuova è anche l'opzione di identificazione e ricerca oggetti, che permette di cercare nell'archivio di foto e video gli stessi elementi selezionati in una foto campione (un volto, un oggetto). Ovviamente solo alcune operazioni base sono disponibili in questa modalità che va vista più come un centro di smistamento, che come un tool di intervento vero e proprio. A seconda che si voglia creare un album foto, o un video, infatti, si deve ricorrere ai moduli specifici dei due software. PREMIERE La struttura di base di Premiere Elements 10 non è molto variata rispetto alla precedente versione del software. Incontriamo la solita organizzazione dello spazio di lavoro con a sinistra il monitor di anteprima, e a destra quattro menu (Progetto, Modifica, Menu Disco, Condividi). In basso, invece, c'è lo spazio di lavoro vero e proprio, sia in modalità timeline che sceneline. Premiere permette di importare video già presenti all'interno sul computer e di acquisire immagini da camcorder (sia DV che HDV) e da webcam, oltre che video da DVD. Più che utile anche la capacità di importare video da camcorder AVCHD e gestire file .M2T o .MTS senza necessità di transcodifica. Una volta selezionato e organizzato il materiale da montare, si passa alla fase di editing vero e proprio. Gli utenti possono fare affidamento, in modalità timeline, su 100 tracce video e 100 tracce audio. Vastissimo è anche il numero di formati e codifiche video che il programma supporta. Premiere Elements 10, oltre a gestire quelli più diffusi (.AVI, .MPEG, .MOV), non ha problemi a importare i file prodotti dalle videocamere AVCHD (.MTS, .M2T), e quelli prodotti con smartphone e cellulari (.3GP, .MP4). Anche per quel che riguarda l'audio, la compatibilità è molto vasta (non solo .MP3 e .WAV, ma anche .AAC, .AIF, .WMA). Per realizzare i montaggi, Premiere Elements mette a disposizione due diverse modalità, manuale e automatica, definite Filmato Istantaneo. Nel primo caso si può fare affidamento sui classici strumenti per montare i filmati con l'aggiunta di titoli e musica, nel secondo sarà il software a mettere insieme le clip scelte dall'utente, e a creare un filmato completo. La scelta migliore, però, resta sempre quella di eseguire l'editing in modalità prettamente manuale, anche perché il programma offre tutte le soluzioni principali per Anche quest'anno Adobe propone la nuova edizione dell'accoppiata Premiere e Photoshop Elements, le versioni semplificate di due dei software più importanti del settore foto/video. Funzioni avanzate per realizzare video in alta definizione e fotoritocchi professionali, con un approccio user friendly SW video/foto Adobe Premiere Elements 10 Adobe Photoshop Elements 10 68 …e lode? Elements 10 068_070:090-091 11/12/11 12:47 Pagina 68
L'occhio umano ha una percezione, in termini di gamma dinamica, ben superiore a quella di un sensore digitale. Se quest'ultimo raggiunge un'estensione pari a circa 10-12 EV, il nostro occhio si spinge ad una soglia esattamente doppia, ovvero 24 EV. Ecco spiegato il perché, una volta scattata, la fotografia di un paesaggio non può essere così come l'abbiamo vista comporsi nel mirino della reflex, il cui elemento sensibile dimezza la nostra capacità visiva...in un batter d'occhio. Se si ragiona in termini di contrasto, il limite in cui viene ristretta la nostra visione è pari a 1600:1, che scendono mediamente a 1000:1 quando osserviamo l'immagine sullo schermo LCD del computer. Le cose peggiorano se decidiamo di stampare lo scatto. La carta fotografica per stampanti ink-jet, infatti, ha un contrasto di circa 100:1. In quest'ultimo caso, è proprio il caso di dirlo, addio paesaggio! Con l'HDR, allora, combinando insieme scatti ad esposizione variabile, è possibile uscire dall' 'imbuto digitale' simulando sullo schermo ciò che si è osservato nella realtà. Per fare ciò sono necessari pochi strumenti in fase di ripresa, e un software dedicato in fase di elaborazione dell'immagine. Ricordiamo però che, se si spinge troppo sul pedale dell'elaborazione, con l'HDR, più che con qualsiasi altra tecnica di ripresa, è molto facile ottenere immagini di dubbio gusto, al limite del kitsch. COSA SERVE PER L'HDR Innanzitutto, ovviamente, la fotocamera. Non è necessario che sia per forza una reflex, basta che consenta di impostare la coppia di esposizione tempo/diaframma in manuale e che sia in grado di scattare in RAW. Questo perché, una volta combinate, le fotografie in formato non compresso danno risultati migliori in termini di gamma dinamica, rispetto ai file Jpeg. In ogni caso, nella stesura di questo articolo, abbiamo preferito riferirci all'uso di una reflex, per semplificare il più possibile i passaggi. L'accessorio principe quando si parla di HDR è senza dubbio il treppiedi. Infatti è necessario che l'inquadratura sia identica per i vari scatti, che andranno fusi dal software. La variazione comporterebbe il montaggio errato. Infine, naturalmente, il software. E anche se Photoshop CS3, CS4 e CS5 danno la possibilità di ottenere fotografie in HDR (tramite Photomerge), esistono altri programmi che offrono più opzioni e un maggiore controllo sul risultato finale. Dei molti programmi in commercio (Nik HDR Efex Pro e Topaz Adjust, per citarne un paio), abbiamo scelto il più diffuso: Photomatix Pro 4.0 per Mac. Esiste anche la versione per Windows; sul sito www.hdrsoft.com è possibile scaricare la versione di prova oppure acquistare una licenza per una cifra abbordabile (119 dollari). SUL CAMPO Per iniziare a fotografare da principianti dell'HDR, è consigliabile scattare di giorno, meglio se nelle ore prossime all'alba o al tramonto, e scegliere soggetti statici. Per ottenere immagini in HDR non serve una reflex professionale, una mid o entry possono bastare. Se mai, una volta presa confidenza con la tecnica in questione, si potrà decidere di cambiare lo zoom in kit con uno di qualità ottica più elevata. Il treppiedi è l'accessorio indispensabile per mantenere fissa l'inquadratura e consentire al software di fondere in un'unica immagine la sequenza di scatti . © E N R IC O F O NT O LA N © E N R IC O F O NT O LA N 042_049:026/028 11/12/11 12:21 Pagina 45
Accanto, alcuni momenti della premiazione di Roma, il 3 dicembre scorso. In alto, il primo classificato, Andrea Carrozzini, vicino alla sua foto che ben rappresenta una delle passioni italiane più conosciute. Qui accanto Antonio Sciglitano, secondo classificato (a destra) insieme all'attore-cugino' della foto scattata al tavolino di un bar. 16 E sei! La ‘competizione fotografica più divertente che ci sia', o meglio ‘più cool' la Maratona Fotografica FNAC - si è svolta anche quest'anno con grande successo e piena soddisfazione dei partecipanti, e ancora una volta con Tutto Digitale come entusiasta media partner. Qualche riga per raccontare come è andata e poi spazio alle immagini! ‘Maratona Fotografica FNAC: basta la parola, viene da pensare ricordando un noto slogan di qualche anno fa. E in effetti la manifestazione - che abbiamo definito ‘la competizione più divertente, più cool che ci sia - organizzata dal noto gruppo della distribuzione, è giunta alla sesta edizione (come sempre in compagnia di Tutto Digitale come esclusivo media partner). Il tutto, in un crescendo di interesse di pubblico, che anche questa volta ha risposto all'appello numeroso, praticamente esaurendo i posti disponibili in tutte le sedi dell'azienda francese (300 per ogni sede, per un totale quindi di ben 2400 iscritti). E così, domenica 2 ottobre 2011, dalle sedi FNAC di Milano, Genova, Torino, Grugliasco, Verona, Roma, Napoli, Firenze è partita l'avventura, o meglio la competizione, momento di incontro e condivisione di appassionati di fotografia o semplici, diciamo così, ‘simpatizzanti', che comunque hanno apprezzato la formula della maratona, che prevede una giornata all'aria aperta alla ricerca dell'immagine giusta realizzata sulla base dei temi proposti (che quest'anno erano ‘Passione italiana', ‘What's strange', ‘Social patchwork'). Conclusa la giornata della competizione, le immagini fornite dai concorrenti sono state consegnate e tra il 2 e il 4 novembre le Giurie locali hanno selezionato i 30 scatti finalisti per ogni città, che resteranno esposti nelle gallerie delle diverse sedi, fino al 6 gennaio 2012 ; fra questi 30, ogni giuria locale ha scelto i primi tre, che qui mostriamo. Ma non è finita. I 240 scatti totali selezionati nelle otto sedi concorrono al Premio Giuria Popolare, attraverso una votazione sulla pagina Facebook di Fnac Italia dal 18 novembre al 19 dicembre: colui la cui foto otterrà più “I like” risulterà vincitore e si aggiudicherà un BlackBerry 9800. A proposito di premi: per i vincitori delle giurie locali tanti prodotti Nikon: dal primo al terzo, una reflex D5100, una compatta Coolpix L120 e una S6100, oltre ad altri premi minori (e soprattutto una collezione di libri della Tutto Digitale Collection). A proposito della vostra rivista preferita, da segnalare che - a sorpresa - tutti gli iscritti che hanno compilato correttamente il modulo di registrazione hanno avuto la possibilità di ricevere l'abbonamento elettronico per un anno a Tutto Digitale.... davvero, mai come in questo caso gli assenti hanno avuto torto! www.fnac.it M E D I A P A R T N E R I migliori (fotomaratoneti) siamo noi 016_020:026/028 11/12/11 11:28 Pagina 16
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Costruzione al top Prestazioni da portatile 'vero' Porta Thunderbolt RAM e batteria non sostituibili Prezzo ‘premium' MACBOOK AIR 13" 256 GB INTEL CORE I7 LA PAGELLA ESTETICA Il MacBook Air ha praticamente lo stesso look da quando è stato presentato: squadra che vince non si cambia, hanno pensato in Apple, e del resto c'è poco spazio per i fronzoli nel design di un notebook ultraportatile. E per la prossima ‘revision', si parla anche di una colorazione nera... vedremo! Anche il Thunderbolt Display è bello come la scorsa versione, con il pannello in vetro che migliora l'estetica ma causa qualche riflesso di troppo. COSTRUZIONE Due strati di alluminio sottili ma non per questo poco robusti, con il meglio o quasi della tecnologia del momento all'interno; a questo si affiancano un bel trackpad in vetro, una comoda tastiera retroilluminata e sufficienti connessioni. Il display è solido e dalla risoluzione monstre, e non manca di extra interessanti, dal Thunderbolt al cavo per la ricarica passando per webcam e speaker. VERSATILITÀ Un portatile veramente portatile che sorprendentemente ha poco da invidiare a soluzioni più ingombranti: se si può rinunciare al drive DVD (mmm...) e accontentarsi con la risoluzione non ci sono problemi di sorta rispetto ad un notebook tradizionale; arrivati a casa ed accoppiato il MacBook Air con il Thunderbolt Display si ottiene un vero e proprio iMac 'mini', senza drive DVD e con qualche compromesso. PRESTAZIONI Non è una macchina da gaming o editing pesante, ma per navigazione, mail e lavoro di tutti i giorni il MacBook Air sorprende in quanto a rapporto ingombro/prestazioni. Per spostare grossi quantitativi di file Thunderbolt è una primizia sfiziosa. Il Thunderbolt Display è molto risoluto e ha un buon angolo di visione; il tempo di risposta può far però intravedere qualche scia di troppo. RAPPORTO Q/P Come per tutti i prodotti Apple, si paga sicuramente un certo extra, ma, a conti fatti, le soluzioni 'ultraportatili' di gamma alta dei diversi produttori non si discostano di molto dal prezzo dell'Air, e spesso lo superano. Il Display è costoso, ma vanta funzionalità esclusive che possono valere il prezzo. 61 COSTRUTTORE: Apple Computers, USA DISTRIBUTORE: Apple Italia, via Milano 1580, 20093 Cologno Monzese (MI), tel. 02/273261 – www.apple.it MACBOOK AIR 13" 256 GB INTEL CORE I7+ APPLE THUNDERBOLT DISPLAY Sistema operativo: Apple Lion 10.7 Processore: Intel Core i7 @ 1.8 GHz con 4MB di cache L3 condivisa Memoria: 4 GB DDR3 a 1333 MHz Storage: Unità a stato solido da 256 GB Display: 13.3" 1440x900 pixel, retroilluminazione LED, milioni di colori Grafica: Intel HD Graphics 3000 con 384MB di SDRAM DDR3 condivisa Unità ottica: no Input: Tastiera retroilluminata, Trackpad multitouch in vetro, webcam Connessioni: 2x USB 2.0 480 Mbps, 1x Thunderbolt, Slot SD Card, jack 3.5", MagSafe 45W Altoparlanti: Stereo Wireless: Wi-Fi 802.11 a/b/g/n, Bluetooth 4.0 Durata batteria: dichiarata: 7 ore in wi-fi, 30 giorni in standby Dimensioni: (LxAxP): 32,5 x 22,7 x 1,7 cm Peso: 1,35 kg circa APPLE THUNDERBOLT DISPLAY 27" Diagonale schermo: 27 pollici 16:9 Tipo di schermo: LCD a matrice attiva TFT con tecnologia IPS Risoluzione: 2560 x 1440 pixel Colori: 16,7 milioni Luminosità: 375 cd/m2 Rapporto di contrasto: 1000:1 Tempi di risposta: 12 ms Connessioni: Tre porte USB 2.0 alimentate, FireWire 800, Gigabit Ethernet, 2x Thunderbolt (1 su cavo), MagSafe Note: Webcam iSight integrata con microfono, Sistema di altoparlanti 2.1 integrato (49 watt) Dimensioni con supporto: (LxAxP): 65 x 49,1 x 20,7 cm Peso: 10,8 kg circa USB) di 'recovery', sostituita con Lion da una funzione dedicata che permette di ripristinare il sistema anche via rete. La scocca del MacBook Air è bella da vedere, priva di fronzoli e robusta, realizzata ovviamente con il guscio in alluminio unibody caratteristico degli apparecchi della mela. Il display è racchiuso in una sottile lastra di alluminio, mentre la parte che include la tastiera ed i componenti veri e propri è leggermente più profonda, con la caratteristica forma a cuneo. Il tutto è molto solido, ma nell'esemplare in test abbiamo rilevato qualche scricchiolio di troppo proveniente dall'angolo inferiore destro del notebook; è la prima volta che ci accade con un MacBook Air, e probabilmente abbiamo ricevuto un campione nato male o maltrattato dai precedenti possessori. Nulla di grave, in ogni caso. Nonostante lo spessore da record o quasi, che ha pochi concorrenti anche se confrontato con i notebook ultraportatili Windows dei marchi più blasonati, il peso del MacBook Air si fa comunque sentire (il 13" ferma la bilancia a 1.35 Kg), ed anche grazie a questo il feeling della scocca è rigido e robusto. Le connessioni, disposte sul lato destro, sono un ingresso per SD Card (non presente sul MacBook Air da 11"), una porta USB 2.0 e quella Thunderbolt; sul lato opposto ecco un'altra porta USB 2.0, ingresso auricolare da 3.5, un piccolo microfono e l'ultima versione del connettore di alimentazione MagSafe, una delle feature esclusive più invidiate dei portatili Apple, che con un sistema magnetico rende semplice e sicura la connessione del cavo. Tutto qui: non c'è bisogno di altro del resto - niente DVI, HDMI, ethernet o simili; la solita filosofia del 'meno è meglio' sembra farla da padrone, e per esigenze particolari Apple offre a caro prezzo come di consueto - adattatori di diversi generi. Poco da segnalare una volta aperto il notebook: il touchpad in vetro è simile a quanto già visto, solido, multitouch e reattivo; la tastiera è di tipo 'ad isola', retroilluminata e con la corsa dei tasti abbastanza ridotta, a causa dello spessore esiguo del computer; se si è abituati a tastiere più tradizionali può risultare inizialmente scomoda, ma dopo qualche giorno di allenamento non si avrà più voglia di tornare indietro. Comodi i diversi tasti per le funzioni secondarie che coesistono con i fasti 'F': anche quello per l'accensione e lo spegnimento è uno di questi. METTI UN LEONE NEL MOTORE Lion 10.7 è l'ultima versione di Mac OS X, simile nel look alle versioni precedenti, ma rinnovata sia nelle funzioni accessorie che nel 'cuore' vero e proprio. Il sistema operativo guadagna innanzitutto diverse funzioni che sfruttano i 'gesti' da effettuare con il trackpad (ad esempio lo zoom con il 'pinch', lo scorrimento con due dita e via dicendo) in modo non dissimile da quanto accade con iPhone e iPad. Particolare lo scorrimento di default impostato nel senso opposto rispetto a quanto accadeva precedentemente: a detta di Apple dovrebbe risultare più naturale. Altre aggiunte, da segnalare il Mission Control (una sorta di spazio che racchiude, in una vista globale, la dashboard con i relativi widget, le scrivanie e le applicazioni correnti), ed il Launchpad, una visualizzazione rapida delle applicazioni similare a quella di iOS, con tanto di possibilità di creare cartelle, controllare le notifiche e organizzare e disinstallare le App. Il Launchpad potrà non sembrare una grande innovazione PRO CONTRO Davide Golia 060_063:090-091 11/12/11 12:38 Pagina 61
Un'immagine di Giuliano Ferrari presentata al concorso Paesaggi d'acqua. La mostra di Monika Bulaj Nur è di scena a Roma presso Officine fotografiche. Ancora uno scatto di Giuliano Ferrari per il concorso emiliano Paesaggi d'acqua. Prosegue a Roma - fino all'8 gennaio - la personale dedicata a Milton Gendel. 024_025:026/028 11/12/11 11:40 Pagina 25
BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI 107 PAUL FANTASCIENZA – UNIVERSAL FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: L'idea, sulla carta, è vincente: una commedia fantascientifica, fra il serio e il faceto, con protagonista il simpatico Simon Pegg e un cast di contorno da cinque stelle (c'è anche la rediviva Sigourney Weaver). All'atto pratico, Paul è un film che mescola, in maniera talvolta irriverente, raffinate citazioni cinefile con umorismo abbastanza triviale. Alla fine ci si diverte, è inutile negarlo, però il doppiaggio di Elio in italiano è spesso irritante. Ottima e senza ombre la resa tecnica del BD che convince pienamente grazie ad un dettaglio elevatissimo e colori sgargianti. Non male anche l'audio italiano, nonostante la semplice codifica DTS. Divertente e nutrita la sezione extra. (L.D.A.) Regia: Greg Mottola; Interpreti: Simon Pegg, Nick Frost; Produzione: 2011; Durata: 104 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ing), DTS 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 22,00 euro TATANKA DRAMMATICO – CECCHI GORI FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Liberamente tratto da alcune parti de “La bellezza e l'inferno” di Roberto Saviano, Tatanka è un film che non ha riscosso il successo che meritava, colpevole probabilmente dell'accostamento a Gomorra. La storia, cruda e appassionante, pur avendo riferimenti concreti e reali al mondo della malavita, si lascia godere anche come puro film drammatico. Sicuramente da recuperare, anche grazie alla qualità sopraffina del Blu-ray che restituisce immagini assolutamente fedeli all'originale cinematografico. Ottimo l'audio in DTS-HD MA, con alcuni punti dotati di dinamica e impatto devastanti. Comparto extra migliorabile. (L.D.A.) Regia: Giuseppe Gagliardi; Interpreti: Rade Serbedzija, Giorgio Colangeli; Produzione: 2011; Durata: 105 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 22,00 euro UN ANNO DA RICORDARE COMMEDIA – DISNEY FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: La storia vera di un cavallo da corsa dato per spacciato ma portato poi alla gloria e alla vittoria dalla sua ostinata proprietaria. Insomma: materiale altamente edificante per tutta la famiglia, in piena tradizione Disney. La regia di Randall Wallace (La Maschera di ferro, We were soldiers) dona un certo ritmo e una contagiosa aura epica alla storia. Come era lecito attendersi il BD della Disney soddisfa pienamente sotto tutti i parametri, restituendo immagini fedeli e dai colori vibranti e una colonna audio spesso emozionante. Completa il tutto una sezione extra abbastanza nutrita per chi volesse approfondire la storia dietro al film. (L.D.A.) Aspettative altissime per l'uscita del capolavoro di Quentin Tarantino, più volte annunciato e poi rimandato da Eagle Pictures. Edizione molto ricca: oltre al film, per il quale è stato utilizzato il master approvato da Tarantino per l'edizione USA, sono presenti numerosi contenuti speciali derivati direttamente dalle vecchie edizioni DVD. La resa video, pur se globalmente convincente, risente talvolta di un bitrate di encoding decisamente troppo basso che si attesta su una media di 12/13 mbs. Delusione parziale anche per la resa audio italiana, povera di dinamica e notevolmente inferiore all'originale inglese. (L.D.A.) Regia: Randall Wallace; Interpreti: Diane Lane, John Malkovich; Produzione: 2011; Durata: 122 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), DTS 5.1 (ita e altri) Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 29,99 euro PULP FICTION POLIZIESCO – EAGLE FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Regia: Quentin Tarantino; Interpreti: John Travolta, Samuel L. Jackson; Produzione: 1997; Durata: 154 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ita, ing), Dolby Digital 5.1 (ita); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 17.99 euro CARS 2 3D ANIMAZIONE – DISNEY FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: La Pixar, di solito estremamente attenta alla qualità, si è lasciata un po' corrompere dalle leggi del botteghino confezionando questo sequel che, seppur divertente, è assolutamente non necessario e inferiore all'originale. Consoliamoci con una realizzazione tecnica allo stato dell'arte, che su BD restituisce immagini da vera demo audiovisiva. Questa edizione comprende anche un secondo BD 3D, formato nativo del film. Siamo in presenza di un 3D attivo di rara perfezione, poco incline agli effetti da luna-park ma estremamente naturale e avvolgente. Extra buoni ma ridotti rispetto alla semplice edizione 2D, dove è presente anche un disco aggiuntivo. (D.C.) Regia: John Lasseter, Brad Lewis; Produzione: 2011; Durata: 96 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ing), DTS HD HR (ita, altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.39:1; Prezzo: 34.99 euro A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXIX 106_108:AD REC BD 11/12/11 13:25 Pagina 107
originale. In questo modo qualsiasi operazione errata effettuata sulla foto potrà essere annullata ripristinando il livello duplicato. Ora dobbiamo applicare al livello appena duplicato un filtro Bianco e Nero. In questo modo tutta la fotografia apparirà in Bianco e Nero. Per farlo posizioniamoci (facendo click) sul livello appena duplicato e creiamo una regolazione di tipo “Bianco e nero”, selezionando il simbolo “Bianco e nero” all'interno del pannello “Regolazioni” come illustrato nella Fig. F04 dove il simbolo è stato appositamente ingrandito. Così facendo otterremo il risultato visibile in Fig. F05. Dalla figura si può notare che è stato creato un nuovo livello chiamato “Bianco e nero 1” (chiaramente rinominabile a nostro piacimento). Come possiamo notare nel pannello Livelli, a fianco alla miniatura del simbolo “Bianco e Nero” è stato creato un rettangolo bianco, la “Maschera di livello” (Fig. F06). Proprio con l'utilizzo della maschera di livello sarà possibile applicare delle modifiche selettive all'immagine. La maschera di livello, come detto precedentemente, appare come un rettangolino tutto bianco (F06). Questo vuol dire che, selezionando il colore nero di primo piano e successivamente il pennello, sarà possibile “spennellare” sulla parte di fotografia che intendiamo “smascherare”, ossia quella che si trova al livello sottostante e quindi la nostra foto a colori. Prima di tutto dobbiamo essere certi di avere il nero come colore di Primo piano ed il Bianco come colore di sfondo. Facciamo quindi click sul simbolo “scambia colori primo piano e sfondo” (Fig. F07) che si trova in basso nella barra degli strumenti, fino a quando apparirà il nero in primo piano ed il bianco come sfondo. Per essere davvero sicuri che il colore Nero sia Nero ed il Bianco sia Bianco (potremmo avere involontariamente selezionato sfumature di bianco e di nero) si consiglia sempre, prima di usare le maschere di selezione, di fare click sul simbolo “ripristina bianco e nero” (Fig. F7). Con questo abbiamo la certezza di avere una situazione perfettamente predefinita. Ora siamo pronti per “spennellare”: per prima cosa facciamo click sulla maschera di livello bianca e verifichiamo che intorno appaia una cornicetta rettangolare tratteggiata come quella in fig. (F6). Ora possiamo selezionare lo strumento pennello dalla barra degli strumenti come indicato nella figura (Fig. F7B), scegliere una dimensione media - ad esempio 97px - ed una punta morbida ed iniziare a spennellare la scritta “zucchero filato” all'interno della foto (Fig. F8). Noteremo che la zona che stiamo spennellando smaschera il livello sottostante a colori. Se proviamo a questo punto a riportare a colori anche la scritta piccola “zucchero filato” (Fig. F02) inevitabilmente andremo a “sporcare” di colore anche il contenitore metallico. Questo potrebbe attenuarsi con la scelta di una dimensione di pennello inferiore. Ma non è questa la tecnica più rapida e precisa. Per avere una precisione più dettagliata dovremmo cambiare tecnica che, come detto in precedenza, affronteremo in un'altra sessione intitolata “Le selezioni impossibili”. Adesso potremo esercitarci con altre prove usando foto diverse, per ottenere risultati come ad esempio quelli di Fig. F9 o Fig. F10. Ovviamente l'esercizio è banale e forse troppo elementare, ma è il modo migliore per capire il funzionamento delle Maschere di Selezione senza troppa teoria. Una volta presa dimestichezza con la tecnica analizzata in questo articolo, possiamo applicare il b/n selettivo ad una miriade di altri casi anche di natura più meramente correttiva, come la regolazione di contrasto, luminosità, saturazione, nitidezza, e così via. La trattazione dell'argomento “Maschere di selezione” proseguirà con approfondimenti in un articolo di prossima pubblicazione. Gianni Catani F6 F7 F7b F8 F9 F10 034_035:090-091 11/12/11 11:57 Pagina 35
L ' H I - T E C H P I Ù C O O L : A U D I O F O T O V I D E O C O M P U T E R & O P T I O N A L REALIZZATA DAGLI ESPERTI DI AL A cinema &TVHD EDIZIONE SPECIALE GUIDA SAMSUNG ALLA SMART TV EDIZIONE SPECIALE GUIDA SAMSUNG ALLA SMART TV Tutto quello che c'è da sapere per scegliere lo schermo giusto per vedere al meglio TV e film anche in 3D e tanto altro Guida Samsung alla scelta e all'uso della Smart TV anche in 3D PDF TS X BOCCIA:Layout 1 14/12/11 12:13 Pagina 1
Queste due immagini sono state ottenute a partire dagli stessi scatti RAW, catturati a mano libera impostando una Nikon D80 in bracketing. Il soggetto statico e la buona illuminazione permettevano di evitare il cavalletto il cui impiego, comunque, quando possibile è preferibile per massimizzare la resa del dettaglio. Il risultato in alto è stato ottenuto miscelando le tre immagini +/-2.0 EV con Photmatix Pro, ed utilizzando lo stesso programma anche per lo sviluppo dell'HDR. Il risultato è senza dubbio gradevole, l'effetto HDR è visibile ma non è eccessivamente marcato, e permette di mettere in risalto sfondo e primi piani, mantenendo un buon dettaglio nelle luci ed ombre del cielo scozzese. L'immagine in basso, invece, è stata ottenuta elaborando le stesse immagini di partenza con HDR Efex Pro, usato come plug-in di Photoshop. HDR Efex offre moltissimi strumenti per controllare la resa finale, in particolare nella “struttura” delle luci e delle ombre, agendo sia sul microcontrasto che sul contrasto complessivo, nonché sulla esaltazione del dettaglio. Ne risulta un effetto altamente drammatico, con i dettagli del cielo pre-temporalesco caricati al punto da diventare i protagonisti principali dello scatto. A questo punto si è reso necessario caricare dettaglio e contrasto anche nel primo piano, per evitare di vederlo sparire nello sfondo. Agendo così pesantemente sull'immagine HDR è necessario fare attenzione ad evitare la comparsa di aloni, che si sarebbero manifestati molto facilmente attorno al castello e che, invece, rimangono leggermente visibili sopra l'isola a sinistra sullo sfondo. (M.B.) © M A SS IM O B AS IL E © M A SS IM O B AS IL E 48 042_049:026/028 11/12/11 14:37 Pagina 48
114 on-line. Infatti, solo poche settimane dopo la fine delle riprese, e grazie alla velocità elevata del reparto di edizione, siamo stati in grado di mostrare in una sala cinematografica di Roma a Fausto il suo film completo al 80% con un DCP masterizzato in Seagull per l'occasione. Come avrete potuto dedurre, il mio lavoro per la stereografia non si ferma alle riprese ma si estende alla pre-produzione e alla post produzione. Infatti, nel mio paese d'origine viene definito come direzione della stereografia, e non solo stereografia. Come per la pittura ed il disegno le scelte di colore sono in realtà molto legate allo stereo, quindi, a mio avviso non possono essere realizzate in fasi separate. Per questa ragione ho impostato quando possibile le due cose insieme nel Pablo di Seagull, che, per l'occasione, ho anche operato personalmente. Dopodiché Seagull ha consegnato il progetto del film come archivio di Pablo a Technicolor, il laboratorio prescelto da Marcello, per le lavorazioni di colore finali. Ringrazio tutti per l'opportunità che mi è stata data, e l'enorme aiuto collaborativo di tutto il reparto macchina da presa, le varie società menzionate, la lungimiranza della casa di produzione nel predisporre tempi adeguati di pre produzione, e auguro che questo sia solo l'inizio di un utilizzo di stereo 3D nella Cinematografia Italiana in futuro. A cura di Michele D'Attanasio - AIC ANDREA MICONI “Ritengo che una foto abbia raggiunto il suo scopo quando qualcuno si sofferma aguardare ciò che ogni giorno lo lascia indifferente.” Andrea Miconi nasce a Roma nel 1979, e viene indirizzato verso studi tecnici, nonostante l'inclinazione umanistica. L'amore per la natura lo fa avvicinare alla fotografia sin da ragazzino, quando decide di adottare una vecchia Zenith appartenuta a suo padre ed inizia a scattare foto paesaggistiche dei luoghi della sua infanzia, mostrando un diverso punto di vista che va oltre la banalità, e che fa somigliare il suo quotidiano alle foto delle riviste di viaggio che tanto lo affascinano. Nonostante un impiego come agente di viaggio, riesce a dedicarsi alla sua passione lavorando come fotografo di scena per alcuni cortometraggi, fin quando nel 2006, si reca da visitatore ad una mostra e conosce Francesca Martino, fotografa professionista che lo introduce nell'ambiente del cinema proponendolo come fotografo di scena per il suo primo lungometraggio, dove si ritrova lavorare a fianco di maestri come Angelo Turetta. Da quel momento in poi è un susseguirsi di altri lavori nell'ambito cinematografico,per la televisione, per il mondo della cultura e dello spettacolo in genere. L'intensificarsi del suo impegno dell'ambito lo porterà a dedicarsi a tempo pieno alla fotografia realizzando tra l'altro campagne pubblicitarie, pubblicazioni varie, tra cui una piccola rubrica per National Geographic Italia, senza mai perdere la sua umiltà, senza mai dimenticare il suo movente: “frugare in apparenti banalità, per coglierne la bellezza celata”. l rig Screen Plain con la testata Cartoni Lambda montata su un Fisher 10. Tecnica: DTS e i suoi nuovi fratelli - Anteprima assoluta: in prova la Canon EOS Cine C300 - On location: a Vienna sulle tracce del Terzo Uomo di Carol Reed Ripresa: il punto sulle fotocamere che registrano in HD - Pixar: 25 anni di animazione - PIVI, i migliori videoclip dell'anno - Confronti impossibili: Panasonic GH2 contro Canon 60D - Sony VG10 contro Sony VG20 - Dossier: guida alle produzioni in HD - CES 2012: in anteprima le novità - e molto altro ancora... * la p ub bli caz ion e d egl i ar tico li p otr à s litt are pe r e sig enz e r eda zio nal i Sul prossimo* numero di 110_113:026/028 12/12/11 11:39 Pagina 114
TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XVI 94 L a JVC GC-PX10 è un prodotto a dirpoco particolare. Da tempo siamoormai abituati alle cosiddette “ibride”, videofotocamere o fotovideocamere che dir si voglia, capaci di offrire sia funzionalità di registrazione video che di cattura ‘photo'. Questi prodotti, però, generalmente tradiscono una impostazione di base principale, ad esempio videocamera, cui sono state “aggiunte” le altre funzioni in un mix non sempre perfettamente combinato. Con la PX10, invece, non è così. Dopo qualche giorno di uso, infatti, dobbiamo ammettere che abbiamo avuto difficoltà a dare una caratterizzazione specifica all'apparecchio. È una videocamera con funzioni foto oppure il contrario? Qual è la modalità operativa in cui offre il meglio? Quesiti cui non è affatto semplice dare una risposta. Cominciamo dalla costruzione. La forma della PX10 è alquanto insolita... tant'è vero che, in varie occasioni ci siamo sentiti chiedere “ma che cos'è?”. L'apparecchio è formato da due corpi principali geometricamente ben definiti, ed uniti fra loro a realizzare una struttura piuttosto originale. La protuberanza cilindrica cattura subito lo sguardo; racchiude principalmente l'obiettivo sul quale sono anche montati alcuni pulsanti di controllo, il microfono, l'illuminatore e la slitta per gli accessori. A questo è attaccato quello che dovrebbe essere il corpo macchina principale, formato quasi esclusivamente dal bel display LCD, reclinabile, attaccato ad una fascia sottile sulla quale è montata l'impugnatura, seconda protuberanza della PX10. L'occhio fotografico vedrà analogie con alcune mirrorless dal corpo sottilissimo cui è stato montato uno zoom decisamente sproporzionato. L'occhio del videomaker, riconoscerà l'aspetto orientato al video dell'obiettivo, con microfono incorporato e la grande serigrafia centrale che recita in modo inequivocabile “36 Mbps progressive”. La struttura è in sostanza quella di una fotocamera e si impugna come tale, ma può essere usata con una mano sola senza troppa fatica, come un camcorder. Sul corpo macchina sono posizionati pochissimi tasti funzione. L'impugnatura trova collocati il tasto di scatto, da attivare con l'indice, affiancato da due piccoli ma importanti tastini per l'accesso alle funzioni speciali di scatto/ripresa high speed. Un secondo tasto raggiungibile con il pollice controlla l'avvio in registrazione video ed è affiancato dalla levetta per il controllo dello zoom posizionata di fianco al display assieme ad ulteriori tre piccoli tasti per la scelta delle funzioni play/rec oppure foto/video, oltre al tasto Menu. Altri pulsanti trovano posto sul corpo cilindrico dell'obiettivo, accessibili con la mano sinistra e destinati a funzioni speciali. Troviamo qui anche la ghiera per il controllo delle modalità Program, a priorità, manuale e scene, il tasto per la selezione della modo flash, una rotella ed un pulsantino. Questi ultimi permettono l'accesso ai controlli manuali, messa a fuoco, selezione dei tempi e dell'apertura, che sono così raggiungibili in modo diretto senza entrare nel menu. A tutto questo si affianca il display, touch screen, tramite il quale si impostano le funzioni accedendo al menu. La combinazione è nel complesso efficace. L'utilizzo fotografico è semplice, grazie alla impostazione dei controlli principali adatta ad un semplice accesso alle funzioni manuali, oltre che a lavorare in totale automatismo. E lo stesso vale per il video... ma anche per le due cose simultaneamente, visto che durante la registrazione video la PX10 permette di memorizzare foto alla massima risoluzione premendo il pulsante di scatto. Completiamo l'analisi del corpo macchina segnalando la presenza di un ingresso per un microfono esterno, protetta da una linguetta ed affiancata ai classici connettori AV analogici, HDMI ed alimentazione (quest'ultimo proprietario). Sotto l'obiettivo trova anche posto uno slot per schede SD/HC/XC utili per espandere la memoria integrata da ben 32 GB. Il cuore della GC-PX10 è un sensore CMOS retroilluminato da 12 MP in formato 4000x3000 e di dimensioni pari ad 1/2.3”, (quindi piuttosto grandi per un camcorder seppure limitate rispetto ai sensori delle mirrorless e delle DSLR), affiancato dal processore di immagine Falconbrid, cui sono affidate le operazioni di elaborazione e compressione dei segnali, e responsabile di alcune delle speciali performance in “velocità” di questo prodotto. RAPIDA NELLE FOTO Una volta azionato il piccolo tasto di accensione, la PX10 in qualche secondo diviene operativa. L'accensione non è istantanea, pertanto nel momento in cui si Fotovideocamera ibrida JVC GC-PX10 899,00 Da JVC arriva una fotovideocamera che promette di definire un nuovo livello di integrazione per le cosiddette “ibride”. Sensore da 12 MP, zoom ottico 10x stabilizzato, codec video H.264 a 36 Megabit/s, slow motion a 300fps, raffica a 12 fps e memoria integrata da 32 GB sono le caratteristiche salienti di un prodotto innovativo ...che più ibrida non si può! 094_097:128/130 11/12/11 13:17 Pagina 94
TRANSFORMERS 3 FANTASCIENZA – PARAMOUNT FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Terzo e probabilmente ultimo capitolo della saga fantascientifica e fracassona di Michael Bay. Contro ogni pronostico il film è decisamente divertente, superiore senza dubbio al capitolo precedente, grazie anche ad una formula “all-action” e all'apporto incredibilmente spettacolare di effetti speciali digitali ormai ben più reali della realtà stessa. La qualità video del BD è ai massimi livelli, complice l'ottima fotografia che contraddistingue i lavori del regista. Audio di buona qualità in italiano, ma devastante per dinamica e spazialità in originale. Nessun extra e nessuna versione 3D (formato nativo del film), per ora solo annunciata. (L.D.A.) Regia: Michael Bay; Interpreti: Shia LaBeouf, John Turturro Produzione: 2011; Durata: 154 minuti; Formato audio: Dolby TrueHD 5.1 (ing), Dolby Digital 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 19,99 euro AT THE END OF THE DAY THRILLER – CECCHI GORI FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Convincente esordio alla regia cinematografica del regista Cosimo Alemà, dopo una lunga esperienza nel campo dei videoclip. Il film ha un taglio prettamente internazionale e dimostra ottime capacità di coinvolgimento grazie ad una struttura narrativa serrata ed efficace. Nulla di particolarmente nuovo nella trama, ma molto originale lo svolgimento e il nerissimo finale. Resa video del BD convincente, con poche flessioni attribuibili esclusivamente al girato originale. Ottimo il dettaglio. Notevole anche la resa audio, che si fregia di una dinamica codifica in DTS-HD Master Audio. Buono il comparto extra. (L.D.A.) Regia: Cosimo Alemà; Interpreti: Stephanie Chapman Baker, Neil Linpow; Produzione: 2010; Durata: 93 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 21,99 euro 6 GIORNI SULLA TERRA FANTASCIENZA – CECCHI GORI FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Se non fosse per una pretesa scientifica o “realistica” (vedere al riguardo gli extra), potremmo classificare questo lavoro di Venturi come un film di fantascienza tutto italiano, cosa alquanto rara ai nostri tempi. La storia fila, ma la recitazione non sempre è convincente e a volte si avvertono i limiti di una produzione troppo limitata economicamente per il genere. Discreta resa del video, codificato in interlacciato 1080i, caratterizzata da una costante dominante verdognola e da qualche fisiologico calo dato dalla natura delle riprese. Audio di discreto impatto. Extra interessanti, da vedere e ascoltare (il commento audio) per capire meglio il film. (L.D.A.) Regia: Varo Venturi; Interpreti: Massimo Poggio, Laura Gravan; Produzione: 2011; Durata: 104 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita); Formato video: 16:9/Letterbox 1.78:1; Prezzo: 22.00 euro THE TREE OF LIFE DRAMMATICO – 01 FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Chi conosce ed ama lo stile di Malick troverà in questo suo ultimo, premiatissimo lavoro (Palma d'oro a Cannes) una summa eccezionale delle tematiche care al regista. Lo spettatore ignaro, invece, potrebbe rimanere spiazzato dal lavoro di un Autore non facile, dai ritmi lenti, distanti dagli standard odierni. In ogni caso, si tratta di un capolavoro. Sensazionale la resa tecnica del disco, che offre il film nella migliore veste possibile con una resa video e audio vicina ai massimi livelli concessi al formato. Resta il rimpianto per una sezione extra abbastanza scarna, dovuta anche alla conosciuta ritrosia del regista nel concedersi a interviste. (L.D.A.) Regia: Terrence Malick; Interpreti: Brad Pitt, Sean Penn; Produzione: 2011; Durata: 140 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.78:1; Prezzo: 22,99 euro I GUARDIANI DEL DESTINO FANTASCIENZA – UNIVERSAL FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Philip Dick è probabilmente l'autore di fantascienza più “saccheggiato” dall'industria cinematografica, anche se spesso i film risultanti sono molto lontani dagli straordinari e psichedelici romanzi originali. In questo caso la fedeltà all'opera è maggiore e si respira un'aria vagamente allucinatoria, a metà fra la commedia romantica e la visione da LSD, che ha reso di fatto il film un piccolo e inaspettato cult fra gli appassionati. BD di ottima qualità, con resa visiva convincente e a tratti esaltante per resa del dettaglio e pulizia. Buono l'audio ma, come spesso accade, superiore in originale. Discreti gli extra. (L.D.A.) Regia: George Nolfi; Interpreti: Matt Damon, Emily Blunt; Produzione: 2010; Durata: 101 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ing), DTS 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 25,00 euro BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXVIII 106 106_108:AD REC BD 11/12/11 13:24 Pagina 106
62 Di altre novità piccole e grandi in Lion ce ne sono a centinaia e ci sarebbe bisogno di un libro per parlarne in dettaglio: supporto Facetime, AirDrop per scambiare file in wireless, modalità per la condivisione dello schermo e molto altro ancora; inoltre, non bisogna dimenticarsi del Mac App Store, già introdotto con Mac OS 10.6.6. Il metodo Apple di distribuzione digitale delle applicazioni, che piaccia o no, diventerà probabilmente il sistema del futuro. Oltre a quelle di cui abbiamo parlato, sono state poi rinnovate le App della suite iLife (iPhoto '11, iMovie ‘11 e GarageBand '11) vero e proprio extra di lusso di Mac OS. iPhoto, il software di gestione fotografica, si arricchisce con diverse novità, fra cui nuovi effetti per presentazioni e fotolibri, con nuove funzioni per la condivisione su Facebook e con un servizio 'sui generis' per la stampa ed il recapito 'fisico' di biglietti d'auguri e cartoline personalizzate. iMovie, il software di videoediting consumer (senza dubbio al top della categoria) si rinnova con nuovi effetti grafici, un metodo semplice e rapido per la creazione di trailer stile cinema, una nuova timeline per il montaggio audio e funzioni di face detection. GarageBand, lo studio di registrazione in miniatura, si aggiorna con nuovi effetti ed amplificatori, lezioni per chitarra e pianoforte ed efficaci sistemi automatici per la gestione del ritmo delle registrazioni. Tutte le App di iLife sono ovviamente compatibili con i 'gesture' da trackpad e con la funzione a schermo pieno. PIÙ DI QUANTO SEMBRA Tutto queste novità sono però inutili se sotto il cofano non batte un motore solido e veloce, e qui non c'è di che lamentarsi: il Macbook Air che abbiamo provato, in versione da 13", con intel Core i7 da 1.8 GHz, 4 GB di RAM e SSD da 256 GB, è un computer dalle caratteristiche tecniche di gamma media (quasi un miracolo considerate le dimensioni), e nonostante questo, è risultato sempre scattante, rapido nell'accensione (circa 30 secondi!, merito dell'SSD) e stabile. Ci aspettavamo in effetti di ottenere buone prestazioni per la navigazione web ed il lavoro 'leggero', ma dopo i test con lo streaming di due clip a 1080p in contemporanea completati senza il minimo problema, abbiamo iniziato a pensare in grande ed abbiamo prontamente installato l'ultima versione di Final Cut Pro X direttamente dall'App Store. Il software non ha mostrato particolari difficoltà a lavorare con clip h.264 a 1080p importate dalle reflex più recenti; ovviamente qualche accorgimento (impostare ad esempio 'media ottimizzati' invece del formato nativo) può far comodo, ma nonostante tutto, il MacBook Air riesce a proporsi come una ottima soluzione per qualche montaggio rapido, con tanto di applicazione di effetti in tempo reale o quasi. Attenzione, non stiamo dicendo di andare a sostituire i MacBook Pro ed i Mac Pro con gli ultrasottili di casa Apple, ma dobbiamo comunque ammettere che per la stragrande maggioranza dell'utenza 'consumer', il MacBook Air potrebbe essere considerato alla stregua di un qualsiasi notebook, e cominciamo a capire anche perché Apple abbia rimosso dal catalogo il MacBook tradizionale. L'unica pecca che in qualche caso ci ha infastidito (specialmente lavorando con Final Cut) è la risoluzione del monitor non elevatissima, un 1440x900 comunque sufficiente per la stragrande maggioranza delle operazioni considerati i 13”. Se per navigazione, lavoro 'd'ufficio' ed editing leggero il MacBook Air è consigliabile, Final Cut X sul display del MacBook Air 13”: a causa della risoluzione non c'è molto spazio, ma per un lavoro ‘al volo' ci si può certamente accontentare. Il retro del Thunderbolt Display: è anche possibile montarlo a parete con un kit opzionale. a chi è già abituato a Mac OS X, ma nella pratica è un vero e proprio ‘cavallo di Troia' che permette di utilizzare il Mac anche a chi non ha dimestichezza con mouse e tastiera ed è cresciuto ‘informaticamente' con iPod Touch, iPhone e iPad. A corollario di queste novità 'estetico/ergonomiche', sono molte le novità a livello di produttività: innanzitutto, Lion salva automaticamente file e permette di ritornare in qualsiasi momento ad una versione precedente; il tutto è gestito con un paio di click e l'interfaccia stile 'Time machine', in modo comodo ed elegante. Altre novità riguardano la gran parte delle app in dotazione (Safari, Mail ecc.) che possono adesso essere utilizzate nella modalità a schermo pieno, funzione decisamente utile soprattutto per guadagnare qualche pixel di spazio con schermi non molto risoluti. A proposito di Safari e Mail, sono da segnalare redesign che strizzano l'occhio alla versione delle App per iPad: Safari guadagna infatti tra le altre una modalità per leggere le pagine formattate in modalità 'Reader', senza pubblicità ed interruzioni, mentre Mail è stato ridisegnato con la 'doppia colonna' (una dedicata a mittente ed oggetto ed una per il testo delle mail vero e proprio), decisamente più al passo coi tempi e pratica rispetto a quanto accadeva con la scorsa versione. 060_063:090-091 11/12/11 12:39 Pagina 62
52 sono andata a trovarlo in tre giorni mi sono ritrovata in mezzo ad una super produzione americana-cinese, per un film su Mandrake. Ho sostenuto un colloquio alla Universal, davanti a nove produttori che hanno guardato il mio showreel dall'inizio alla fine. Per ogni inquadratura mi chiedevano che luci avessi usato, quanto tempo avessi impiegato, eccetera, e dal momento che quelle che avevo realizzato erano tutte produzioni low budget, rimasero sbalorditi nell'apprendere che in alcuni casi non avevo neanche l'elettricista. Ho notato che, con la crisi anche in America, vengono chiamati molto di più i direttori della fotografia europei, perché sono abituati a fare le cose con meno soldi e meno mezzi. Poi, mi hanno presentato la regista Mimi Leder (Peacemaker, Deep Impact), che mi affida la seconda unità come direttore della fotografia. Non potevo crederci, in Italia non mi considerava nessuno e qui in poco tempo mi avevano affidato la seconda unità di una mega produzione. Alla fine il progetto non è stato realizzato, come spesso accade, però questa esperienza mi ha ridato la forza di ritornare in Italia con più grinta. Tra l'altro, il provincialismo italiano ha suscitato reazioni di entusiasmo quasi esagerate per questa vicenda americana, oltretutto sfumata. Però da quel momento non ho più dovuto passare giornate intere a cercare lavoro. Tornata dall'America è iniziata una selezione naturale, sia per la scelta dei collaboratori che dei progetti. All'inizio non potevo rifiutare niente, perché dovevo pagare l'affitto e le bollette, ma mettevo da parte le sensazioni. Adesso che posso scegliere, so con chi voglio lavorare. Proprio perché macchinisti ed elettricisti vivono in questo ambiente maschilista, ho scelto chi devono essere i miei collaboratori. Loro vanno al cinema, leggono le sceneggiature, non gli importa se a dirigerli c'è un uomo o una donna, si appassionano tantissimo ai progetti e a me questo piace, quando partecipano tutti insieme senza compartimenti stagni. Ora che puoi scegliere ti capita di prendere altre donne come tuoi assistenti? Nei set cerco sempre la quota rosa. Spesso però faccio l'operatore e quindi ho bisogno di un assistente uomo, più forte, visto che fare l'assistente o l'aiuto operatore per una donna è molto più pesante che fare l'operatore o il direttore della fotografia, perché è soprattutto una questione fisica. Io sono andata avanti per anni con cure dagli osteopati per i magazzini di pellicola che sollevavo. Adesso faccio yoga tutti i giorni, altrimenti non potrei fare il mio lavoro. Paradossalmente, avendo vissuto di persona la fatica quando c'è un progetto molto pesante, come lunghe camminate con il materiale, mi prendo un ragazzo come assistente, non una donna, perché mi sentirei in colpa a farle portare questi pesi. È stato divertente realizzare un progetto assurdo che mi hanno proposto dei giapponesi con una coproduzione italiana. Volevano fare notizia e prendere una troupe di sole donne per tutti i reparti. Dovevamo girare il film in dieci giorni, con una media di 45 inquadrature al giorno. Come è mia abitudine ho scelto le mie collaboratrici più per il carattere che per le capacità. Prima di iniziare le riprese ho fatto un discorso a tutte spiegando che in questi dieci giorni ci sarebbero state antipatie o tensioni, ma che tutto sarebbe dovuto rimanere fuori dal set. Devo dire che tutte loro mi hanno preso in parola, siamo state benissimo e ci siamo divertite. Giri sempre in pellicola? No, ormai giro quasi sempre in digitale. Quando mi capita la pellicola è una festa. Secondo me ogni sceneggiatura ha il suo formato. Dalla prima lettura che faccio penso a come dovrebbe essere, è chiaro che poi ci sono i compromessi produttivi. Poi è importante valutare dove deve approdare il progetto. Se è un corto e sai che non verrà mai distribuito in sala è ovvio che scegli il digitale. Anche se non è sempre così. Per esempio il cortometraggio che ha vinto a Venezia, A Chjàna, l'abbiamo girato in super 16 ed era il formato più giusto con cui girare perché si svolgeva tutto di notte, macchina a mano, con persone di colore, quindi avevo bisogno di molta sensibilità. L'Alexa o la Red sono sensibili, ma con queste devo illuminare di più che con la pellicola. La Canon la adoro ma ha un contrasto eccessivo, se non devi fare un film contrastato le zone d'ombra le devi riempire. C'erano delle cose che ho girato in questo corto che a occhio non vedevo nulla. Quando sono andata in laboratorio invece si vedeva troppo e ho dovuto anche chiudere un po'. La pellicola ha ancora un livello di sensibilità molto elevato, quasi non devi illuminare. Direttore della fotografia o autore della fotografia cinematografica? Mi piacerebbe “autore della fotografia” appena ci riconoscono i diritti di autore, ma per adesso siamo lontani. Una delle lotte dell' A.I.C. è proprio questa. Si è sempre detto così, direttore. Quando mi dicono direttrice mi viene la pelle d'oca perché mi ricorda quella delle scuole, allora per scherzo dico ‘chiamatemi direttora'. C'è una parola inglese che racchiude bene il concetto, è ‘cinematographer'. Questa secondo me è la parola giusta, fotografo delle immagini in movimento. Un'esperienza che ti ha segnata particolarmente? Quasi tutti i lavori ti segnano, ti fanno fare un gradino in più. Quest'ultimo corto (A Chjàna) è stata un'esperienza molto particolare, probabilmente perché ero una delle Nelle immagini di questa pagina, Maura Morales Bergmann al lavoro sul set, mentre controlla esposizione e inquadratura (sotto) Bio e showreel sul sito www.mauramoralesbergmann.com 050_053:026/028 11/12/11 12:26 Pagina 52
40 Per questo gli inventori amano definire le light field camera come sistemi 4D. Il bello è che tutto questo deve essere calcolato in postprocessing. L'immagine registrata, infatti, non è altro che una normale immagine bidimensionale (x,y) di cui sono note le caratteristiche dell'obiettivo principale (apertura, punto di messa a fuoco) e delle microlenti. In post-processing è possibile scegliere un punto a piacere sull'obiettivo (h,k) dal quale partono i raggi luminosi ripresi dalla fotocamera, e calcolare quali sono i pixel sotto le diverse microlenti che sono stati investiti da tali raggi. Il pixel corrispondente al punto (h,k) sotto ciascuna microlente sarà diverso, proprio a causa della variazione della parallasse. In questo modo, per ciascun punto (h,k) è possibile individuare i pixel del sensore che lo rappresentano e costruire l'immagine finale. Per cambiare la messa a fuoco dobbiamo immaginare di avvicinare, virtualmente, l'obiettivo alle microlenti, ovvero di modificare la direzione dei raggi che dall'obiettivo raggiungono le microlenti e il sensore. Ma questa operazione corrisponde a cambiare i pixel (x,y) del sensore che corrispondono al punto di interesse sulla lente (h,k), ovvero a realizzare una diversa elaborazione dell'immagine catturata dalla light field camera. Naturalmente non è possibile modificare a piacere la messa a fuoco “virtuale”. Cambiamenti estremi, infatti, potrebbero corrispondere a raggi che non sono stati effettivamente catturati dalle microlenti, quindi c'è un limite. Questo è dettato dalla combinazione fra il numero di microlenti utilizzate per rifocalizzare l'immagine, e la dimensione reale del sensore. Maggiore è il numero di microlenti a parità di dimensione del sensore, minore sarà il numero di pixel che corrispondono a ciascuna microlente. Il che equivale a catturare immagini di risoluzione maggiore (ricordiamo che una immagine è formata da 1 solo pixel per microlente), ma anche con minori informazioni di direzione dei raggi, quindi più ristretta possibilità di rifocalizzazione. Minore è il numero di microlenti, più ampio sarà il campo di luce memorizzato ma minore sarà la risoluzione di ciascuna immagine finita a parità di dimensioni del sensore. Ci sono delle regole matematiche molto precise che individuano l'ampiezza della possibile rifocalizzazione di una fotocamera a campo di luce. Semplificando molto, possiamo dire che questa tecnologia permette teoricamente di rifocalizzare su un qualsiasi piano virtuale che sia compreso all'interno della profondità di campo di un obiettivo di apertura N volte più piccola rispetto a quella dell'obiettivo utilizzato per la cattura dell'immagine, dove N è l'ampiezza in pixel dell'immagine catturata dalle microlenti (in realtà l'ampiezza di rifocalizzazione sarà sempre inferiore, anche dimezzata, a causa di altri fenomeni, come la diffrazione, ma questo non pregiudica in modo sostanziale la bontà della tecnica). Per chi è esperto di fotografia, questa informazione fornisce un altro importante dettaglio relativo alle light field camera. È infatti possibile costruire l'apparecchio attorno ad obiettivi di grande apertura, quindi grande luminosità, mantenendo comunque ampie le possibilità di giocare con la profondità di campo e la messa a fuoco. È sufficiente infatti aumentare la dimensione (N) delle immagini delle microlenti per moltiplicare le possibilità di rifocalizzazione ed ottenere immagini nitide come si avrebbero con un obiettivo di apertura N volte minore. Con N pari a 5, ad esempio, l'ampiezza del campo di rifocalizzazione utilizzando un obiettivo f/2 corrisponderebbe teoricamente alla profondità di campo di un obiettivo f/10, piuttosto grande. Anche per questa tecnologia, quindi, è necessario raggiungere un compromesso fra la risoluzione dell'immagine catturata e l'ampiezza del campo di luce registrato. Realizzando una giusta combinazione si possono ottenere risultati molto interessanti. LA LYTRO CAMERA Tutto questo è alla base della Lytro camera di cui è stato recentemente annunciato il primo esperimento commerciale che dovrebbe vederla negli scaffali dei negozi americani all'inizio del 2012. La Lytro Light Field Camera appare come un piccolo e semplice cubetto (c'è chi ci vede un “rossetto” un po' sovradimensionato) nel quale compare, in una estremità, una semplicissima lente, nell'altra un piccolo display. L'apparecchio è quanto di più semplice e scarno ci si potrebbe mai aspettare da una fotocamera... il che, pensando alle tecnologie convenzionali, prefigurerebbe caratteristiche decisamente limitate per qualità. La Lytro, invece, è dotata di un obiettivo con zoom 8x equivalente ad un 35 – 280 mm con con apertura f/2 fissa, ma non dispone di un tasto di messa a fuoco, né tantomeno di un anello o qualsiasi altro sistema. L'apparecchio cattura immediatamente il campo di luce (non dover mettere a fuoco ha anche benefici effetti sulla velocità) e lo registra in un file che, poi, utilizzando il programma offerto in bundle, può essere elaborato per realizzare immagini focalizzate a piacimento. Ma non pensate che questa funzionalità richieda chissà quali potenze di elaborazione. La Lytro, infatti, è dotata di un “light field engine” integrato che permette di elaborare in tempo reale le fotografie e rifocalizzarle già sul piccolo display touch screen integrato da 128x128 pixel, offrendo immediata soddisfazione all'utente. L'approccio è semplicissimo: Utilizzando diversi pixel delle sub-immagini catturate dalle microlenti è possibile costruire immagini della stessa scena in cui si possono notare gli effetti della diversa parallasse. Nell'esempio, le due immagini sono costruite a partire da pixel delle sub-immagini molto distanti in verticale, e le immagini risultanti appariranno leggermente ruotate fra loro. Questo effetto permette di catturare intrinsecamente immagini stereoscopiche: è sufficiente ricostruire immagini aventi il giusto effetto di parallasse in orizzontale! 036_041:026/028 11/12/11 11:59 Pagina 40
Il notebook più sottile mai prodotto ed il monitor più grande e risoluto: sembra una strana accoppiata, ma una volta arrivati a casa e collegato il cavo Thunderbolt (grande novità della gamma Apple 2011) tutto ha più senso. Le novità non riguardano però solo l'interfaccia di collegamento: c'è anche Lion e molto altro ancora... Come si comportano due degli apparecchi più ambiti (e costosi) nelle rispettive categorie? Prezzo :MacBook Air 13" 256 GB Intel Core i7 1.663,00 + Apple Thunderbolt Display (flat-panel da 27") 1.007,00 M onitor e notebook sononati per convivere. È ilparere di Apple, che con l'introduzione della tecnologia Thunderbolt - rende il gesto di tornare a casa e trasformare il portatile in un computer casalingo una questione di secondi. Che siano notebook, iMac o Mac Mini, i nuovi prodotti consumer Apple integrano una porta Thunderbolt, moderna tecnologia di I/O ultraveloce, di cui abbiamo parlato ampiamente su Tutto Digitale 69. Oltre ai benefici offerti dalla velocità di trasferimento di Thunderbolt, con i primi dischi esterni 'consumer' che hanno TEST velocità impensabili fino a qualche tempo fa (teoricamente questo collegamento è fino a 20 volte più rapido rispetto all'USB 2.0), e delle prime periferiche di terze parti, uno dei vantaggi più lampanti è quello che si ottiene con i due prodotti in test in queste pagine: i nuovi MacBook Air ed il nuovo display da 27" chiamato appunto, Thunderbolt Display. ARIA SOTTILE Il MacBook Air lo conosciamo tutti (o quasi). Introdotto nel 2008, è stato largamente criticato al momento della sua presentazione: troppo piccolo, troppo poco potente, troppo poco risoluto, troppo costoso e senza lettore di dischi ottici... A distanza di quasi quattro anni, con diverse novità e miglioramenti a poco a poco introdotti nella gamma, il piccoletto si è però distinto a livello di vendite e di successo, tanto da aver 'ammazzato' il concorrente in casa (il MacBook 'base') e da proporsi ora come scelta più economica fra i notebook della mela (oltre che come portatile ‘cool' per eccellenza). L'ultima versione dell'Air (come di consueto disponibile in tagli da 11 e 13 pollici) si è arricchita con i nuovi processori Intel - Core i5 o Core i7, con l'SSD fino a 256 GB e con la citata porta Thunderbolt che ha preso il posto della precedente MiniDisplay Port. A questo si aggiungono la tastiera retroilluminata e leggeri ritocchi volti a migliorare la disposizione dei componenti interni. Sul piano del software non può mancare l'ultima versione di Mac OS X, dal nome in codice 10.7, o, se preferite, Lion. Aperta la scatola, in pieno stile Apple, ci si trova subito davanti al computer: in un paio di vani sono celati l'alimentatore e la sottile guida 'quick start'. Non c'è batteria (integrata nello châssis e non sostituibile, almeno nelle intenzioni di Apple, dall'utente) e non c'è nemmeno il flash drive (la chiavetta Notebook+monitor Apple MB Air + Display 27” Th. 60 Davide + Golia 060_063:090-091 11/12/11 12:38 Pagina 60
Alla ricerca della foto perfetta 5 ORIZZONTE INCLINATO Uno dei principali difetti di chi inizia a scattare è quello di non tenere la macchina parallela all'orizzonte, con l'effetto di ottenere panorami o ritratti... in discesa! A meno che l'inclinazione non sia notevole, e voluta a fini compositivi, attenzione quindi a tenere l'orizzonte... orizzontale! SOGGETTO FUORI FUOCO Altro errore tipico, quello del fuori fuoco: una situazione comune ad esempio in caso di ritratti con il soggetto spostato lateralmente. Per evitare il problema, basta mettere a fuoco sul soggetto con il pulsante premuto a metà, spostarsi per comporre l'inquadratura voluta e quindi finalmente premere a fondo il pulsante di scatto. IMMAGINE MOSSA A volte si scatta un'immagine che sembra perfetta sul monitor ma poi risulta mossa in misura più o meno evidente (in tal caso si parla di ‘micromosso') su uno schermo di grandi dimensioni o quando viene stampata. Ciò dipende probabilmente dal fatto che la foto è stata scattata con un tempo di posa troppo lento rispetto alle condizioni di luce ambientale e/o con zoom in posizione tele (che amplifica le vibrazioni e dunque il rischio di mosso). Un tempo più veloce potrebbe risolvere il problema, ma in interni o comunque con poca luce questo potrebbe portare ad un'immagine sottoesposta (troppo scura). A seconda delle situazioni, si potrà ovviare all'inconveniente aumentatndo il valore ISO, e/o usando il flash, o con l'uso di un treppiede, un alleato inseparabile di tutti i fotografi più ambiziosi. CONTROLUCE ‘AL BUIO' Gli automatismi della macchina per l'esposizione sono utili nel 90% dei casi, ma non permettono di correggere situazioni estreme. Nel caso di controluce, per ottenere un'immagine corretta bisogna aprire manualemente il diaframma di uno stop e mezzo, oppure usare, quando disponibile, l'apposito comando (‘backlight'). Ogni opera degna di questo nome, insegna il mondo dell'arte, non nasce per caso, ma è frutto di uno studio e della sensibilità di chi la realizza. Così, anche una ‘bella fotografia' non è mai frutto del caso, ma della sapienza di chi l'ha scattata, del fotografo che ha piegato la tecnica alle esigenze espressive. Per imparare a scattare belle fotografie - posto che certamente possono essere utili scuole di formazione, letture di libri e riviste, senza dimenticare il manuale d'uso della fotocamera - non c'è che altra soluzione che scattare, scattare, scattare, approfittando anche del fatto che il digitale non ha costi di gestione. Dopo lo scatto, poi, senza pietà, bisogna osservare le immagini, analizzarne i difetti, e riprovare. Con il tempo, un po' di autocritica e il confronto con altri appassioinati, sicuramente arriveranno le prime soddisfazioni, e con queste, magari, il desiderio di fare della propria passione una professione... Gli errori da evitare La foto perfetta? probabilmente non esiste, ma un'immagine valida, grazie alle funzioni digitali moderne, è alla portata anche dei principianti. A patto di non cadere negli errori più comuni... Per ottenere immagini spettacolari o comunque interessanti, bisogna studiare la tecnica di base, osservare le opere di altri, conoscere bene le possibilità della propria fotocamera e soprattutto applicarsi nella ricerca personale, senza paura di sbagliare (e di cestinare le brutte immagini). ph: Albert o Novelli National Geographic stock ph: Alberto Novelli National Geographic stock ph: Alberto Novelli National Geographic stock EDIZIONE SPECIALE GUIDA SAMSUNG ALLA FOTOGRAFIA DIGITALE PDF TS X BOCCIA:Layout 1 13/12/11 11:33 Pagina 1
??? ????? ?????? ?????? ??????????? ??????????????? ??? ?????????????? ? ?????? ?????????????? ?? ?????????? ?????????????? ??????? ?????????????? ????? ????? ?????? ???? ???????????? ????? ? ???????? ? gruppo b MOTOPERPETUOPRESS cerchiamo uomini* veri motoperpetuopress srl - via delle Alpi 13 - 00198 Roma - tel. 06 442 02 596 * e anche donne, naturalmente Per il potenziamento delle proprie strutture, e il lancio di nuove iniziative, il Gruppo Motoperpetuopress cerca collaboratori ambosessi. In particolare - collaboratori redazionali, in grado di scrivere relazioni in italiano corretto, con una buona conoscenza tecnica di base e del mercato hi-tech - collaboratori redazionali, in grado di scrivere relazioni in italiano corretto, con una buona conoscenza del mondo enogastronomico e della ristorazione - web designer in grado di seguire ogni fase di gestione e sviluppo di siti, social network e creatività - disegnatori/illustratori in grado di seguire lo sviluppo di serie a fumetti - venditori pubblicitari mono e plurimandatari per i settori hi-tech ed enogastronomia Costituiranno motivi preferenziali per la scelta la conoscenza del mondo Macintosh, la residenza a Roma o Milano e soprattutto una forte passione per i settori interessati e la voglia di crescere in un mercato difficile e in un momento delicato. Si offrono compensi interessanti e proporzionati ai risultati raggiunti, un ambiente di lavoro giovane e dinamico con possibilità di sviluppare le proprie idee e gestire autonomamente linee di prodotto o servizi. Se ritieni di avere i requisiti necessari, manda subito il tuo curriculum - accompagnato da una prova di quello che sai fare: un breve testo, una fotografia, una ripresa video o un'illustrazione, un sito che hai realizzato, o quello che ritieni possa presentarti nella maniera migliore - all'indirizzo qui sotto (attenzione: solo per posta) oppure scrivi a iniziativespeciali@tuttodigitale.it In bocca al lupo! nuova edizione aggiornata ed ampliata dalla scelta della camera alle tecniche di ripresa, tutto quello che bisogna davvero sapere sull'alta definizione. Con un nuovo capitolo sull'editing HD La guida completa per appassionati e professionisti bgruppo SPECIAL E FESTA D EL CINEM A F O T O V I D E O C A R S T E R E O H O M E T H E A T E R A U D I O C O M P U T E R Accomp agnata d a inevita bili polemic he e var ianti di programma, determin ate dal c ambio della giunta ca pitolina, torna dal 22 al 26 ottob re a Rom a, la manifest azione d edicata a i fan del grand e scherm o. Technosh opping, come l'anno scorso , torna a d occupa rsi di Festa del C inema, c on quest o numero speciale. Un fasci colo nel segno de lla 7^ ar te, da go dersi in una gr ande sala buia ben attrezzata , magari in comp agnia di centina ia di spet tatori, ma anche nel comfort della pro pria casa, c on am ici e pare nti, sfruttando un impianto home th eater (cinema in casa), maga ri ad alta definizio ne (il cosi ddetto H D Cinema). In questo s enso, s enza nulla tog liere ai v ari festiv al, diciamo ch e un imp ianto dom estico perm ette una piccola festa del Cinem a ogni gi orno, a qualsiasi ora , permet tendo di scegliere pro gramma e com pagnia con il qua le condiv iderlo. Il mio H D Cinem a Del resto , mai co me ades so è diventato semplice ed econo mico rea lizzare ne l proprio salotto un HD C inema. Que sto è com posto sos tanzialme nte di tre elementi: un a sorgent e di prog rammi, un di spositivo per la vi sione delle imm agini ed uno per l'ascolto de i suoni. Un temp o, la sor gente era costuita dal la cassett a VHS, d i prestazioni modeste . Dalla m età degli ann i 90 ha a vuto gra nde diffusion e il DVD , il disco grande quant o un CD ma ca pace di ospitare segnali a udio e v ideo di qualità . Dall'anno scorso , infine, è di sponibile l'ultima evoluzione, il disco a d alta de finizione, se mpre in dimensio niCD ma c on capac ità ben s uperiore, in g rado, app unto, di o spitare segn ali audio e video HD. Inizialm ente il n uovo disco è stato pre sentato in due fo rmati diversi (HD -DVD e Blu-ray D isc o BD ) in concor renza fra loro, co sa che n e ha ine vitabilmente r allentato la diffus ione. La ‘guer ra dei fo rmati' è finita all'inizio di questo 2008, co n la vittoria d el suppor to miglio re, il Blu-ray, ed oggi i l mercato inizia ad o ffrire gi à una gr ande scelta di t itoli delle major amer icane m a anche di piccol i produttori in dipenden ti. Causa ed effetto d ella fine della lotta fra d ue con corren ti, in que sti mesi a bbiamo a nche assi stito al lancio di una g rande va rietà di BD pla yer, i lett ori dei di schi Blu-ray (co munque in grado di leggere i DVD, a vantaggio della totale c ompatibi lità fra pa ssato e futur o), oggi dis ponibili a nche a pre zzi acces sibili (si pa rte da meno di 300 e uro). Da s egnalare a nche che i Blu-ra y sono utilizz abili con la Sony P layStation 3 , e questo di certo amplia le po ssibilità d i diffusio ne. Il TV? È sic urame nte HD In quant o al disp ositivo d i visualizzaz ione, og gi il mer cato offre infi nite prop oste di tu tte le dimensio ni e prez zi di Flat TV al plasma oppure L CD, tutti (almeno a partire dai 37 p ollici, misura m inima pe r avere un ‘effetto cin ema') pred isposti p er l'alta de finizione (cioè sigl ati HD Rea dy oppu re, in ca so di qualità ‘to p', Full H D). Infine, pe r quello c he riguar da il surrou nd, che a ggiunge spettacolarità s onora alla visio ne, bisogna se gnalare c he, se da un lato sono apparsi f ormati e sistemi molto sofistica ti (anche c on audio a 7 più 1 can ali), dall'alt ro conosc ono un a sempre maggiore diffus ione le p roposte tipo ‘soundba r' (unità ‘tu tto in un o' da colloc are so tto al Fla t TV) oppure a 2 più 1 ca nali. Si tratta di soluzi oni piutt osto econo miche, c he riesco no co munque a simular e l'effetto surround in maniera abbastanz a efficace. Il mome nto giust o Insomm a, aum enta l'o fferta hardware e softw are, dim inuiscono i prezzi: non ci so no più scuse per rima ndare la trasformazione del prop rio salott o in un piccol o cinema ! Oggi si chiaman o Home applianc es, che v uole dire ‘piccoli dispositivi elettro/m eccan ici che s volgono alcune f unzioni domestiche, c ome pul ire o cuc inare'. In altre par ole, stiam o parlan do dei soliti , vecc hi, cari e lettrodom estici: co me l'asp irapolver e o il frullatore , caratte rizzati pe rò da un design m oderno e funzion ale, e sopratt utto rivis ti e corre tti in sals a hi-tech . Apparec chi che c onvivon o in casa con tele visori e impianti hi-fi, e sem pre più s pesso, an zi, dialog ano co n questi. Un esem pio bana le è quel lo del fri gorifero che integ ra uno schermo LCD o una culla pe r l'iPod - per segu ire i prog ramm i televisivi o as coltare l a mus ica ment re si è in cucina - ma le ap plicazioni so no quas i infinite, tutte da scopr ire. Per aiut arvi a s eguire questo vecchio nuov o merca to, scegl iere il pr odotto giusto (e magari anche a pensare a un fut uro sv iluppo d ella propria a bitazione in chiav e di casa domotic a), da ques to nume ro Technosh opping s i interess erà ai pro dotti più interess anti, alle soluzioni m aggiorm ente in l inea con le esigen ze del co nsuma tore di oggi e di doma ni. L'app untame nto con la prima puntata di Home Appl iances è a pag. 7. REALIZ ZATA D AGLI ES PERTI D I Canon rin nova la ga mma di fo tocamere e presenta una re flex che - fra le altre co se - regist ra video in Full HD (1920 x 1080 pix el) A PAG. 6 Per la gioi a di tutti g li appassio nati di cinema e hi-tech, ar rivano sul mercato recenti blo ckbuster e classici de lla settima arte su Blu-ray A PAG. 12 In concom itanza co n il Festiv al di Roma, ini zia la stag ione del g rande cinema. P ronti per lo spettac olo sul grande sc hermo? A PAG. 14 Hancock & compagni fra poco in B lu-ray Disc Il nuovo 00 7 e tutti i film prossim i venturi Philips se mpre più impegn ata sul fronte de i flat disp lay: arriv ano il nuovo Aurea e Flavors, il TV che si cambia d 'abito A PAG. 1 0 La Festa de l Cinema, ogni giorno ...Cinema al cinema, e cinema in casa Non solo h i-fi e HD: ne lla casa mo derna anch e gli elettro domesticibase sono h i-tech Canon, la reflex che registra vid eo Full HD Torna la Fe sta del Cine ma a Roma , occasione per una fu ll immersion nella mag ia del gran de schermo . Magia che si può repli care, ogni g iorno, a cas a propria, disponend o di un bell 'impianto H D Cinema. Ecco come Philips Fla vors, il TV camb ia l'abito Un riprod uttore B lu-ray, un impiant o surrou nd e un F lat TV o v ideoproi ettore di ultima generaz ione: il sa lotto div enta HD Cinema! LA CASA? 1 00% HIGH TECH M A N G I A R E B E R E U O M O D O N N A Un sogno lungo 10 anni Dal Carbonara Club a Mr Food & Mrs Wine Arte divivere ebenesserealla provenzale SpecialeUna nuova Guida ai Ristoranti di Roma JAMIE OLIVER LA MIA CUCINANATURALE Il film del meseEat Drink Man Woman (Mangiare bere uomo donna) Elettrodomestici Hi-tech ‘Na tazzulella ‘e cafè Una pellicola di Ang Lee del 1994, disponibile su DVD, il cui titolo ‘spiega' i contenuti di Mr. Food & Mrs. Wine, che si occupa di mangiare, bere, e quindi di uomini e di donne a pag. 12 A tavola con Obama E se la carbonara fosse americana?Il quotidiano Il Messaggero dello scorso 12 novembre 2008 ci dice che il piatto preferito di Michelle Obama, la nuova First Lady degli Stati Uniti è la carbonara, per l'esattezza gli stringozzi alla carbonara. Del resto, come si, sa probabilmente la pasta più amata dagli italiani e più diffusa nel mondo è stata inventata proprio dagli americani, o meglio è stata creata qui in Italia al tempo della Seconda Guerra Mondiale, mettendo insieme alla nostra pasta le uova e il bacon... a pag. 9 Napoletana addio? Certo, le tradizioni sono dure a morire, ma la tentazione di farsi un caffè in casa come al bar, grazie alle nuove macchine, è sempre più forte... a pag. 12 Mr Food & Mrs Wine, organo ufficiale del Carbonara Club(www.carbonaraclub.it), è un'iniziativa per riceverlo gratuitamente sulla tua casella di posta elettronica, iscriviti su www.mr-food.eu Il tutto è nato quasi per scherzo, ormai più di dieci anni fa. Un gruppo di colleghi ed amici, per spezzare una giornata di lavoro, decide di andare a pranzo. A tavola, tutti ordinano una carbonara, che si scopre essere il piatto preferito di ogni componente del gruppo... è l'atto di nascita di un club de facto, il Carbonara Club, appunto, che sarà identificato con tanto di logo registrato, qui sopra, e un'iniziativa periodica conviviale, il Carbonara Day, il giorno in cui ci si riunisce per onora re questa ricetta. (segue a pag. 10) Sì, viaggiare...itinerari pergourmet Mr Food Hostellerie Bérard & Spa OFFRE... PHILIPS!A CENA CONDAVIDE OLDANI Dall'ente turisticosvizzero un libro di itinerari gastronomici & Mrs Wine 097:004 11/12/11 13:18 Pagina 97
EDIZIONE SPECIALE GUIDA SAMSUNG ALLA FOTOGRAFIA DIGITALE2 Sono passati quasi due secoli da quel giorno del 1816 in cui, di fatto, Jopseph Nicéphore Niépce riesce a dare l'avvio alla rivoluzione fotografica. Due secoli che hanno visto inizi molto difficili, fino all'arrivo della pellicola vera e propria a sali d'argento (che appare solo nel 1883, grazie a George Eastman) e quindi con passi avanti più ravvicinati, che hanno determinato mercato più stabile, a partire dalla seconda metà del '900). A partire dagli anni '80 la tecnologia digitale inizia a diffondersi in vari settori, e, con la sempre maggiore influenza dell'elettronica nelle fotocamere arrivano i prototipi delle prime macchine 'digitali'. Fotocamere capaci di memorizzare le immagini catturate da un sensore di tipo CCD o CMOS - in forma di dati su un supporto ad hoc, la scheda di memoria. Accanto alla fotografia analogica, tradizionale, detta 'chimica' per la necessità di sviluppare le pellicole in casa o in laboratorio, muove i primi passi la foto 'elettronica', o digitale, nella quale tutte le informazioni sono ridotte a dati numerici, trasferibili e gestibili con facilità attraverso un comune computer. I vantaggi sono percepibili immediatamente. Mentre le pellicole vanno acquistate ogni volta, e poi obbligatoriamente sviluppate per avere a disposizione un supporto per le stampe (o comunque per ottenere originali, nel caso delle diapositive), le schede di memoria permettono la cancellazione delle immagini venute male o non desiderate, e dunque sono virtualmente eterne. Le stesse immagini, inoltre, possono essere viste dopo lo scatto sul monitor della fotocamera, o trasferite facilmente su un computer, per essere visualizzate su grande schermo oppure - con un programma di fotoritocco, lavorate, trasformate, elaborate, pubblicate su internet, o sui giornali, o su un CD o DVD, senza necessità di scansioni da scanner o diapositive, oltre che spedite praticamente in tempo reale in ogni parte del mondo. Vantaggi evidenti, ma venti anni fa la situazione era diversa da quella di oggi e c'erano i limiti della bassa qualità, e dei costi proibitivi. La fotografia digitale degli esordi era una materia per pochi, ricchi fotografi o fotoreporter con la necessità di inviare subito le foto scattate. Da allora ad oggi la situazione è radicalmente cambiata. Il digitale non è messo in discussione ed ha sostituito il mercato dell'analogico. La scelta di modelli, da poche decine di ad alcune migliaia di euro, copre tutte le esigenze di ripresa, per il comune appassionato come per il fotoprofessionista esigente. C'è davvero solo l'imbarazzo della scelta: si parte dalle compatte di prestazioni comunque dignitose in vendita a meno di 100 euro fino ai dorsi professionali da qualche decina di milioni di pixel e prestazioni allo stato dell'arte. Naturalmente, passando attraverso le 'quasi reflex' (le ‘bridge'), le reflex vere e proprie e la nuova categoria di mirrorless che costituisce la novità di questi ultimi anni. Dunque adesso è il momento ideale per acquistare una fotocamera digitale. Ma come regolarsi per scegliere il modello giusto? E come utilizzarla al meglio per ottenere immagini indimenticabili? Dall'analogico al Dall'invenzione della fotografia tout court alla fotografia digitale sono passati quasi due secoli. Ma oggi la strada del futuro è tracciata nel segno dei bit, e non si torna più indietro... digi l ph: Andrea Frazzetta National Geographic stock PDF TS X BOCCIA:Layout 1 13/12/11 11:31 Pagina 1
70 PHOTOSHOP Ancora più di Premiere, Photoshop Elements è da sempre il fratello minore della sua versione completa. Alcuni degli strumenti sono in pratica identici a quelli presenti all'interno di Photoshop CS5, come ad esempio il lazo (magnetico, manuale, poligonale) che consente di eseguire delle precise selezioni all'interno delle immagini, o i tool bacchetta magica e selezione rapida che permettono di isolare aree di colore simile (il cielo, una parete di sfondo…). Le similitudini non si arrestano qui, e gli utenti di Elements potranno ritrovare l'affidabilità dello strumento di crop avanzato, innovato ulteriormente in questa ultima versione. Oltre a ridimensionare le immagini in maniera veloce e precisa, infatti, si può fare affidamento su alcune overlay (griglia, sezione aurea, regola dei terzi), che aiutano a rifilare le immagini prestando sempre un occhio alla corretta composizione. Come sempre è molto completa la sezione dedicata a filtri ed effetti da applicare alle immagini. Si va dai classici filtri artistici (affresco, acquerello, carboncino), a quelli che intervengono sulla distorsione e l'alterazione dell'immagine (effetto onda, spirale, vento), fino ad arrivare a quelli che simulano l'aspetto delle foto d'epoca. In questo ambito, inoltre, sono stati introdotti alcuni strumenti per intervenire in maniera creativa sui propri file grafici. Grazie al pennello avanzato è possibile applicare un effetto solo ad una parte dell'immagine. Una volta scelta una texture o un effetto, ad esempio, è possibile coprire progressivamente lo sfondo non gradito di un ritratto con un semplice passaggio del mouse. In maniera simile, grazie al nuovo tool di profondità di campo, si possono creare delle sfocature selettive che diano l'impressione di un campo focale estremamente ridotto. Nuovi sono anche gli effetti Orton e Pila di immagini. Il primo consente di creare un effetto etereo, molto indicato in fotografie di paesaggi per creare maggior atmosfera. Il secondo, invece, rende possibile la creazione di una sorta di collage che faccia sembrare una foto singola, composta da varie foto unite insieme. Sempre in tema creativo, si fanno apprezzare le novità apportate allo strumento di titolazione. Come in Photoshop CS5, infatti, è possibile inserire dei testi non lineari, che cioè seguano il bordo di una selezione, di un tracciato, oppure di una forma. In questo modo si possono inserire testi a spirale, ad arco e comunque avere una più ampia libertà nella gestione della grafica. Photoshop Elements 10 permette di gestire tutti i principali formati supportati dalla versione completa (.JPG, .GIF, .TIF, .PDF, .EPS, .AI), sia in fase di importazione che esportazione. È quindi possibile lavorare con immagini tradizionali o file di grafica vettoriale, in maniera molto semplice e senza timori di incompatibilità. Anche in questa ultima versione del software si riconferma la vocazione per le procedure guidate, presenti nella sezione Crea, attraverso le quali è possibile costruire album fotografici, collage, presentazioni, biglietti di auguri. In tema di esportazione e condivisione, invece, Photoshop Elements 10 consente agli utenti di archiviare le proprie elaborazioni sul PC, di avviarle alla stampa, di masterizzarle su DVD o Blu-ray, o di condividerle sulla rete internet. In ultima analisi la versione Elements di Photoshop si dimostra come sempre un'ottima soluzione, anche se vale in parte lo stesso discorso fatto in precedenza per Premiere. Le variazioni rispetto alla versione precedente, sono troppo poche per giustificare il prezzo di un aggiornamento. Al netto di questa considerazione, Photoshop Elements 10 di certo non delude grazie alle tante caratteristiche che condivide con il software di cui è diretta derivazione. L'offerta in bundle con Premiere, inoltre, consente di avere a disposizione una soluzione audio/video completa, a un prezzo decisamente competitivo. Giampiero D'Amato www.facebook.com/tuttodigitale partecipa al contest Io leggo Tutto Digitale su Facebook: in palio ogni mese un set professionale per la fotografia Lexar mi p iace Uno degli strumenti più interessanti introdotto in questa ultima versione di Photoshop Elements è “Profondità di campo” che permette, grazie all'ausilio di una sfocatura, di gestire a piacimento la zona di campo nitido. 068_070:090-091 11/12/11 14:40 Pagina 70
Fotocamera Mirrorless Samsung NX 200 Prezzo : 849 (kit con zoom i-Function 18-55 mm)TEST Le ambizioni della nuova nata in casa Samsung si capiscono al primo sguardo, che mette in evidenza un deciso passo avanti rispetto al modello precedente. E se non bastano lo stile minimal, la costruzione 'tutto metallo' e lo schermo AMOLED da 3”, il sensore APS-C da 20,3 MP e il video Full HD a convincere i più scettici... Il segmento delle fotocameremirrorless, (cioè delle macchinead ottica intercambiabile come le reflex, ma diverse da queste per la mancanza dello specchio) è il più giovane del mercato e, proprio per questo, quello dove c'è il maggior fermento. Le novità si susseguono a ritmi vertiginosi e le case costruttrici si sfidano a colpi di stile e tecnologia cercando di conquistare il cuore dei nuovi fotografi. Chi sono costoro? Si tratta di tutti gli appassionati born digital, che magari non hanno mai visto un rullino di pellicola 35mm e non conoscono affatto l'esistenza di quello 120; quelli per i quali il video, fino a qualche tempo fa puro esercizio di stile applicato alla reflex, è diventato altrettanto importante quanto i buoni risultati fotografici. Per questo tipo di utenti una mirrorless è la sintesi perfetta, perchè concilia, meglio delle reflex, le due anime foto-video forte dell'assenza dello specchio (il limite principale delle reflex nelle riprese di filmati). Inoltre, rispetto alle cugine, le mirrorless (altrimenti note come EVIL, Electronic Viewfinder Interchangeable Lens [camera]) hanno l'indubbio vantaggio della compattezza e della trasportabilità in virtù di corpi macchina sottili e leggeri che possono essere portati al collo senza troppi rischi per la cervicale. Samsung è sempre stata attenta alle esigenze degli appassionati di questo tipo di fotocamere fin dalla presentazione della NX 10, la prima mirrorless della casa coreana, che appariva già matura al momento del lancio (2010 in Italia), anticipando molte soluzioni attuali come il formato di sensore (APS-C) e lo schermo AMOLED ereditate dai modelli successivi ed adattate alle esigenze di compattezza di fotocamere come la NX 100 e la nuova NX 200. Rispetto alla progenitrice, la serie con il doppio 0, per così dire, perde il mirino elettronico e vede ridotto l'ingombro del corpo macchina ma, cosa più importante, guadagna il video in Full HD 1080p (NX 200) ormai uno standard irrinunciabile su qualsiasi fotocamera, anche compatta. Inoltre la 'duecento' offre una risoluzione esagerata pari a 20,3 MP - e un livello costruttivo ai vertici della categoria. Un mix esplosivo che può far battere forte il cuore. Quella che segue è la prova 64 Mirrorlessplus 064_067:090-091 12/12/11 18:36 Pagina 64
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RUBRICHE ATTUALITÀ TEST NOTEBOOK + MONITOR Apple MB Air + Display 27'' Alessandro Belli 60 FOTOCAMERA MIRRORLESS Samsung NX 200 Enrico Fontolan 64 SOFTWARE VIDEO/FOTO Adobe Premiere/Photoshop El 10 Giampiero D'Amato 68 TREPPIEDE SACHTLER ACE M System Stefano Blasi 72 n ° 72 so m m a rio ANTEPRIMA ASSOLUTALa rivoluzione LytroMassimo Basile 36FOTO CREATIVAGuida all'HDREnrico Fontolan 42 WEDDING CONTEST 2011 Il bel (foto) matrimonio La Redazione 54 EDITORIALE La compagnia degli Indie Stefano Belli 3 FILO DIRETTO La posta del direttore Stefano Belli 8 POSTA TECNICA Gli esperti rispondono AA.VV. 10 MEDIAPARTNERSHIP Tutte le iniziative del momento La Redazione 12 MOSTRE E CONCORSI FOTO Appuntamenti del momento La Redazione 24 MOSTRE E CONCORSI VIDEO Appuntamenti del momento La Redazione 26 FOTO E VIDEO IN VIAGGIO Borgogna, che passione! Giorgia Vaccari 28 ON LOCATION FLASH I luoghi del cinema Giorgia Vaccari 32 TUTORIAL - ADOBE PHOTOSHOP Le modifiche selettive Gianni Catani 34 DIGITAL WOMEN Maura Morales Bergmann a cura di Alessandra Brancati50 545042 SOCIAL CLUB newsletter gratuita settimanale www.tuttodigitale.it/registrati.php canale di Tutto Digitale su YouTube www.youtube.com/TuttoDigitale Twitter - @TuttoDigitale fan page Facebook www.facebook/tuttodigitale gruppo su Flickr flickr.com/groups/TuttoDigitale leggere TD su PC-Mac iPad o iPhone www.tuttodigitale.it/edicola 006_007:006-007 11/12/11 11:20 Pagina 6
EDIZIONE SPECIALE GUIDA SAMSUNG ALLA SMART TV6 Smart Compilation SAMSUNG LED 32D5500 SAMSUNG PS51D6900 SAMSUNG LED 40D6100SAMSUNG LED 37D6000 Pannello: LCD LED Refresh: 100 Hz 3D: no Connessioni: 4xHDMI, 2xUSB, Component, PC, Ethernet Wi-fi: No Audio: 10 W x2 Consumo (stand-by/Energy Saving/Max): 0.3 W/ 34 W/100 Watt Dimensioni: 768 x 468 x 29.9 mm Peso: 10.2 Kg Un TV LED ricco di funzioni - pur con ingombro ridotto e schermo da ‘appena' 32” - che permette di sfruttare le funzioni Smart TV nonostante il design sottile ed il prezzo contenuto. Pannello: Plasma Refresh : 600 Hz subfield 3D: sì Connessioni: 4xHDMI, 2xUSB, Component, PC, Ethernet Wi-fi: sì Audio: 10 W x2 Consumo (stand-by/Max): <1 W/350 W Dimensioni: 1195 x 719 x 38 mm Peso: 22.4 Kg Pannello: LCD LED Refresh: 200 Hz 3D: sì Connessioni: 4xHDMI, 3xUSB, Component, PC, Ethernet Wi-fi: No Audio: 10 W x2 Consumo (stand-by/Energy Saving/Max): <0.3 W/41 W/ 130 W Dimensioni: 955 x 638 x 25.5 mm Peso: 10.9 Kg Pannello: LCD LED Refresh: 200 Hz 3D: sì Connessioni: 4xHDMI, 3xUSB, Component, PC, Ethernet Wi-fi: No Audio: 10 W x2 Consumo (stand-by/Energy Saving/Max): 0.3 W/ 51 W/160 W Dimensioni: 893 x 539 x 29.9 mm Peso: 9.4 Kg I 51” di questo plasma sono merito della cornice di dimensioni ridotte, che permette di guadagnare 1” di schermo. Fra le funzioni, 3D e Smart TV. Un televisore che non si fa mancare niente - con supporto 3D, 200 Hz, 3 porte USB ed ovviamente funzioni Smart TV - pur con uno schermo di limitato ingombro, da 37 pollici. Ecco uno Smart TV LED con schermo da 40 pollici, studiato per chi vuole pochi compromessi: vanta 3 porte USB e riproduzione di materiale in 3D. Altro che TV di gamma media! PDF TS X BOCCIA:Layout 1 14/12/11 12:15 Pagina 1
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TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXVI 104 ed in questa modalità infatti l'obiettivo produce focali corrispondenti su 35 mm ad un 27.4 – 606 mm, pari ad un fattore di ingrandimento circa 22x, ed è quindi capace di offrire una cattura wide molto buona oltre che un tele piuttosto spinto. Lo zoom digitale, poi, può intervenire automaticamente una volta superato il limite ottico per estendere la focale fino a 1230 mm (44x), situazione in cui però il rumore visibile nell'immagine aumenta gradualmente, per diventare molto evidente spingendosi verso i limiti. In modalità fotografica 16:9 la fotocamera si limita a tagliare le porzioni inferiore e superiore dell'immagine, senza aggiungere nulla di particolare (operazione che si può tranquillamente effettuare in Photoshop in un secondo momento, lasciandosi anche maggiore libertà di azione sul fotogramma pieno). Passando al modo video, invece, la focale effettiva cambia ed in 2D diventa equivalente a 53.7 – 660 mm, corrispondente quindi ad un obiettivo normale con zoom ottico 12x estendibile a 24x in digitale. In 3D la focale si allarga nuovamente e si riavvicina al grandangolare passando ad un 34.4 – 344 mm, (zoom effettivo 10x), cui non può essere aggiunto lo zoom digitale. Per confrontare questi valori con i numeri tipicamente forniti per i binocoli ottici tradizionali (in cui si misura il fattore di zoom rispetto al 50mm), in modalità 3D il DEV-5 offre un fattore di ingrandimento rispetto alla visione normale pari a 5.7x, che diventa 13x in 2D e 12x in fotografia. Sono numeri che offrono un'ottima versatilità, soprattutto considerato che tutto è integrato in un solo dispositivo, da commutare al tocco di un bottone. È pur vero che un camcorder separato molto probabilmente potrebbe offrire fattori di ingrandimento ben superiori, visto che non sono rari modelli dotati di zoom ottici 20x o 40x, ma a questo punto la scelta deve essere effettuata tenendo in chiara considerazione il tipo di impiego e le caratteristiche complessive che si richiedono alla strumentazione. Il DEV-5 offre una soluzione pratica e compatta integrando di fatto tre dispositivi in uno. Ma se l'interesse è principalmente verso fattori di zoom piuttosto estesi, la scelta deve cadere su altre soluzioni, con camcorder e macchina fotografica separate e, a questo punto, coadiuvate da un normale binocolo ottico... I filmati catturati dal DEV-5 vengono memorizzati in AVCHD con risoluzione FullHD 1920x1080 con tre possibili bitrate medi (VBR): 17 Mbps (FH), 24 Mbps (FX) e 28 Mbps (PS), quest'ultimo nel solo formato progressivo 50p. È possibile selezionare due livelli di qualità inferiore con risoluzione 1440x1080 pixel e bitrate di 7 (LP) e 9 (HQ) Mbps. In 3D invece è disponibile la sola modalità a 28 Mbps compatibile con il formato BD 3D. La qualità delle riprese è molto buona. In PS e FX non sono visibili artefatti ed anche i soggetti in rapido movimento vengono correttamente catturati. Veramente buoni i risultati anche in FH che offre una soluzione ottimale per risparmiare spazio nella scheda mantenendo comunque un livello qualitativo molto alto. Sorprendenti rimangono anche le modalità LP e HQ che, sebbene rivelino una risoluzione chiaramente ridotta e soffrano di artefatti da compressione visibili, raggiungono comunque una qualità più che sufficiente, adatta a registrazioni meno importanti ma comunque godibili. La qualità in 3D è dal punto di vista della risoluzione al livello delle registrazioni FX 2D. La stereoscopia è piuttosto “diretta” e non sono previsti specifici controlli (convergenza, verifica parallasse etc) se non un semplice correttore di profondità 3D. Il rumore sulle basse luci è piuttosto contenuto, sebbene la sensibilità del binocolo non sia particolarmente alta e non renda possibile la ripresa in penombra o “al buio” come possibile con alcuni camcorder. In modalità fotografica è disponibile l'opzione “low lux” che migliora parzialmente il risultato, ma questa non è accessibile in video. Sotto il profilo prettamente ottico/elettronico, la qualità dello strumento appare piuttosto buona. Il fringing è limitato ed in condizioni di forte controluce l'insorgenza di fenomeni di blooming si mantiene a livelli comunque accettabili. Se in video la risoluzione appare ben allineata al FullHD, garantendo risultati molto interessanti in ripresa, in fotografia la definizione di contro non appare eccelsa. Soprattutto nei dettagli più fini, dove le dimensioni in pixel dei file farebbero pensare di trovare del dettaglio in più, si nota una certa morbidezza frutto dell'interpolazione da una risoluzione nativa decisamente più bassa. Anche in fatto di compressione avremmo gradito qualcosa di più, o per lo meno di poter scegliere una dimensione dei file JPEG più grande. Insomma, anche se il comportamento è buono, 4 megapixel reali sono sempre comuque pochi per la fotografia, oggi. Se il DEV-5 nel complesso può sostituire tranquillamente un camcorder quando si usa un binocolo, con tutti i pro ed i contro dell'impiego di una unità integrata piuttosto che separata, lo stesso non si può certo dire della fotocamera, e la funzione va considerata non molto più che un comodo optional. Proprio in fatto di sostituzione del Sul lato destro del binocolo trovano posto sia i tasti di scatto ed avvio della registrazione, che la leva per lo zoom elettronico, tutto controllabile con l'indice della mano destra. Sotto, invece, troviamo protetti da apposite linguette i connettori per microfono esterno e cuffie, le porte USB e HDMI ed il connettore per l'alimentatore esterno, necessario anche per caricare la batteria in dotazione (direttamente inserita nell'apparecchio). Un vano anteriore ospita infine lo slot comune per le schede di memoria MemoryStick o SD. 102_105:128/130 11/12/11 13:23 Pagina 104
A destra, la postazione del DIT Simone D'Arcangelo. In basso, una scena con due macchine (o meglio quattro...). Sulla testata remota Flight Head si nota il P+S Technik Freestyle 3D Rig, mentre in basso a sinistra ecco il rig Screen Plain su un Fisher 10. La D-Vision lo ha acquistato e noi abbiamo fatto realizzare una modifica per alloggiare il Codex Recorder e un attacco laterale per utilizzare la testata Cartoni Lambda ruotata di 180 gradi. Questo ci garantiva l'annullamento dei pesi delle due camere per una migliore fluidità nei movimenti di ripresa. Come secondo rig abbiamo usato il Freestyle 3d Rig della P+S Technik, un rig in carbonio leggero che si è adattato bene anche all'uso sul braccio (Technocrane) con testa remotata (Flight Head). Technocrane e Flight Head sono diventati dei mezzi indispensabili per tutte le riprese in esterni. Ci garantivano una velocità di esecuzione e una facilità di spostamento che, visto il peso del rig 3D (45 kg), una struttura tradizionale non avrebbe consentito.” “Un altro grande lavoro è stato quello di reperire due serie di ottiche identiche. La scelta è caduta sulle Zeiss UltraPrime.” continua Marcello “Dopo averne testate alcune, siamo arrivati a comporre la nostra doppia serie. La ricerca del volume e della profondità di campo nelle inquadrature, elementi indispensabili per un' immagine tridimensionale, ha fatto sí che il film sia stato realizzato per il 90 % con ottiche mediolarghe (20mm, 28mm e 32mm). Per i filtri ho utilizzato un polarizzatore parziale (Quante Wave), grazie al quale si annulla la differenza di polarizzazione tra le due camere. Ho scelto le Arri Alexa per la qualità di 3,5 k, con una profondità colore di 14 bit, 12 stop di latitudine, un menu di gestione intuitivo, una grande praticità d'uso e la registrazione dei file Arriraw con il Codex recorder. Questa scelta mi ha permesso di ottenere un'immagine di alta definizione, elemento indispensabile per una piacevole fruizione di un film in 3D. Mi spiego: mentre la visione su grande schermo di un film 2D di bassa definizione è possibile, penso al bellissimo Festen (fotografia di Anthony Dod Mantle-ASC) dove si potevano perfino contare i pixel che formavano l'immagine, la visione di un film 3D in bassa definizione risulta quasi impossibile, potendo perfino procurare malessere fisico allo spettatore. Dopo la scelta della macchina Marcello inizia a lavorare sull'esposizione. “Ho fatto dei test per vedere che sensibilità avesse la macchina e per avere un riferimento con l'esposizione normale che ho sempre utilizzato con la pellicola. L' Alexa ha effettivamente 800 asa. Dovevo considerare però tutti gli assorbimenti di specchio e polarizzatore e perciò mi ritrovavo a perdere 2/3 di stop. L'esposimetro l'ho usato solo per controllare i rapporti di contrasto. Il lavoro è stato fatto ad occhio e l'esposizione è stata controllata attraverso un oscilloscopio con il quale controllavo l'onda (waveform ndr). La visualizzazione dell'onda era in ApplePro Res 4:4:4:4, non c'era la possibilità di monitorare l'uscita Arriraw e quindi sapevo che avevo un margine di manovra maggiore. Il mio lavoro è stato strumentale, quindi controllavo che i neri fossero a livello e che i bianchi non fossero mai oltre la perdita di segnale tenendoli intorno agli 80ire.” LA PAROLA AL DIT “La priorità per Marcello era quella di poter controllare durante le riprese la qualità del segnale che stavamo registrando in termini di gamma, densità e colore mentre per quello che riguarda la registrazione avevamo bisogno di essere sicuri che il materiale che partisse dal set non avesse problemi” dice Simone D'Arcangelo, D.I.T del film, che aggiunge “Arri ci ha fornito il firmware 4.0. tre giorni prima dell'inizio riprese, consentendoci di utilizzare fuochi e diaframmi remotati su Alexa Plus in modalità master and slave riducendo notevolmente pesi ed ingombri di accessori aggiuntivi. Ogni rig aveva un Codex Onboard Recorder che registrava due streaming Arriraw Alexa contemporaneamente. Tramite due notebook collegati in ethernet potevo monitorare la registrazione ed eventuali problemi nei file generati (Codex permetteva di registrare in 3D Arriraw solo con l'ausilio della User interface remotata). L'uscita video debayerizzata del Codex veniva visualizzata su due Tvlogic Qui sopra, il Freestyle 3D Rig della P+S Technik montato sulla testa remotata Flight Head. Il braccio è un Technocrane. Al centro della foto, l'autore della fotografia Marcello Montarsi (AIC) controlla un'inquadratura, illuminata con un Briese Focus. ' ANDREA MICONI ' ANDREA MICONI ' AN DR EA M IC ON I ' ANDREA MICONI ' AN DR EA M IC ON I 110_113:026/028 12/12/11 11:38 Pagina 111
80 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D II news Tante le offerte in questo periodo per Sony, che, fino al 15 gennaio, offre voucher da utilizzare su Video Unlimited (il servizio di video on demand di Sony) per scaricare i titoli preferiti tratti dall'ampio catalogo di film: un voucher per tutti coloro che acquisteranno sistemi home cinema con Bluray, lettori Blu-ray Disc e PC delle serie Vaio e due voucher per chi acquisterà un Internet TV Bravia o un Tablet. Ancora, cinque film da scaricare per tutti coloro che acquisteranno una Internet TV Bravia, un sistema home cinema con lettore Blu-ray Disc, un lettore Blu-ray Disc stand-alone, uno smartphone Xperia della gamma 2011 o un Tablet S (test sullo scorso numero di Tutto Digitale) o P con sistema operativo Android by Google. I film compresi nell'offerta includono: Transformers, 50 volte il primo bacio, Hellboy, Julie & Julia e A Perfect Getaway. A questi si aggiungono un abbonamento Base a Music Unlimited - il servizio musicale on demand della casa giapponese - della durata di 180 giorni (anche convertibile in 30 giorni di abbonamento Premium) per tutti coloro che acquisteranno un sistema home cinema con Blu-ray Disc Player, un PC Vaio, un Internet TV Bravia, un media player Walkman Video o un Sony Tablet; e ancora, un abbonamento Base a Music Unlimited della durata di 90 giorni per chi acquisterà uno smartphone della gamma Xperia 2011, e cinque videogame PlayStation (scaricabili da PlayStation Network) con l'acquisto di Sony Tablet. Dopo l'acquisto del prodotto, sarà necessario collegarsi al sito www.sony.it/unlimited per la registrazione degli apparecchi e l'attivazione delle promozioni. www.sony.it Si rinnova a livello di look e funzionalità la dashboard della Xbox 360: chiamarlo menu ormai è riduttivo. L'ultimo aggiornamento effettuabile collegando la console al web, aggiunge infatti, oltre al nuovo look Metro UI, diverse applicazioni pensate per portare la TV e il video dal web alla console. La più interessante è probabilmente l'applicazione di Premium Play, che permette di accedere ad oltre duemila contenuti on demand, calcio e programmazione Mediaset comprese. Per accedere al servizio, è sufficiente collegare il proprio abbonamento Xbox Live Gold al servizio Mediaset Premium. Le altre funzioni aggiunte sono YouTube, Dailymotion, MSN Video Player e Muzu.TV (che include oltre 80.000 clip musicali). Ancora, aggiunte funzioni di condivisione su Facebook, per far conoscere agli amici gli obiettivi raggiunti in un gioco e commentarli. La ciliegina sulla torta sono i comandi vocali: grazie al microfono integrato nel Kinect, è possibile accendere e spegnere la console, effettuare ricerche ed altro ancora, sfruttando il microfono integrato nel dispositivo. www.xbox.com Le ultime notizie dal mondo dell'alta definizione È tempo di promozioni per Sony, che regala, ai clienti di Internet TV, sistemi Home Theater, lettori Blu-ray Disc, PMP Walkman, smartphone Xperia e Tablet una selezione dei migliori film, brani e giochi dai servizi on demand dell'azienda Sony regali digitali per tutti Xbox 360: una dashboard ‘Premium' 080:008_010 11/12/11 13:02 Pagina 80
Senza falsa modestia, crediamo di aver preparato quest'edizione Villaggio Tutto Digitale @ Fotografica 11 con cura, con un programma di interventi che sulla carta ci è sembrato davvero interessante. Ma, come sempre quando si passa dalla teoria alla pratica, quando ci si dedica a qualcosa che deve confrontarsi con il pubblico, abbiamo vissuto gli ultimissimi giorni prima dell'evento incrociando le dita, chiedendoci ossessivamente ‘piacerà?' L'ansia dell'esame è finita, per fortuna, nel constatare il successo di pubblico, già la sera dell'inaugurazione, vedendo la sala piena e molte persone in piedi per assistere all'intervento del regista e direttore della fotografia Luca Sabbioni (‘Principi di illuminazione cinematografica: il set up luci'). E se del successo non eravamo certi, ma solo speranzosi, certo non potevamo immaginare che quest'edizione davvero speciale del Villaggio, in effetti, nei fatti avrebbe costituito in qualche modo un momento di incontro per la categoria, un punto di aggregazione totale, assoluto, per il mondo video e cinematografico indie italiano, per gli indipendenti di ogni genere. Per la presenza sul palco di tanti ospiti assolutamente rappresentativi, ed anche per la platea abitata non solo da curiosi o appassionati, ma da affermati professionisti dell'immagine o aspiranti tali, studenti di scuole di cinema, videomaker e così via. Una situazione che non abbiamo difficoltà a confessare in effetti non prevista a tavolino, ma, ragionando, inevitabile, visto il taglio con il quale opera nel settore Tutto Digitale con le proprie pubblicazioni e i propri eventi ad hoc, e il momento storico dell'hi-tech, che offre straordinarie possibilità creative, multimediali, a costi minimi. Editoriale Stefano Belli I tempi dell'artista che può permettersi di lavorare solo se ha la protezione di un mecenate, di un potente, sono davvero lontani: oggi quello che conta è l'idea e la capacità di realizzarla. Certo, strumenti validi aiutano non poco a raggiungere il risultato di eccellenza, ma anche con uno smartphone si può creare qualcosa di buono, ci si può far notare ed iniziare una carriera artistica digitale. Questo rinascimento elettronico e queste nuove opportunità creative, rese possibili utilizzando uno dei tanti strumenti hi-tech, al Villaggio hanno permeato ogni intervento effettuato dal palco, perfettamente condivise dalla platea; in qualche modo hanno costituito il mare nel quale tutti si bagnano, chi nuotando, chi prendendo il sole, chi giocando, chi immergendosi in profondità. Fuori di metafora, è apparso evidente che anche nella nostra piccola, povera, malandata Italia, c'è voglia di riscatto, di crescita, di mostrare con i fatti il proprio valore, di rendere espliciti i propri sogni e le proprie idee. Insomma, un evento che a noi della redazione ha ridato forza per continuare lungo la strada percorsa, e che crediamo abbia fornito anche più di uno stimolo di riflessione - se non di azione - a tutti i partecipanti sul palco o in platea. E allora vediamo intervento per intervento di cosa si è in effetti parlato, cosa è emerso a grandi linee, riservandoci successivamente di affrontare in dettaglio gli argomenti nei prossimi numeri della rivista. Dopo l'apertura con Sabbioni e le sue luci, il giorno successivo siamo partiti con la presentazione della Canon EOS C300 in anteprima italiana. Il botta e risposta sulla macchina del momento con il pubblico e i tecnici Canon presenti in sala è stato arricchito poi da testimonianze vive, cioè foto o parole, di La compagnia degli Indie Videomaker, registi, direttori della fotografia, montatori, colorist, produttori ed altre figure professionali (o aspiranti tali) del cinema indipendente - ‘indie' - si sono trovati fra palco e platea del Villaggio Tutto Digitale ospitato nell'edizione 2011 di Fotografica - la settimana Canon della fotografia e del video. Ecco il resoconto di cinque giorni indimenticabili, vissuti ‘senza un attimo di respiro' e a tutta passione, che fa rima con condivisione. 3 Claudio Di Biagio e Matteo Bruno Massimo Schiavon Nicholas Ruffilli Luca Argentero e Simone Gandolfo Marco e Antonio Manetti 003:003 11/12/11 16:02 Pagina 3
87 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D IX “Napoli è caos – dichiara il regista - è per questo che la amo. Sembra di assistere a una danza tra tutta la gente che la abita, e tutti sembrano conoscere le sue regole”. Fondamentale per la buona riuscita del progetto The Wholly Family è stato naturalmente il supporto della Film Commission Regione Campania. A tal proposito il direttore Maurizio Gemma dichiara: "Sin dai primi sopralluoghi la Film Commission Regione Campania ha garantito al regista Terry Gilliam ed alla sua squadra la più ampia collaborazione al fine di assicurare la migliore accoglienza per la piena realizzazione della visione estetica di questo straordinario omaggio alla città di Napoli, alla sua prepotente bellezza, alla magia ed al fascino di tradizioni antichissime”. Guardando il risultato, bisogna dire che l'obiettivo di rappresentare la magìa di Napoli non meno delle sue contraddizioni è stato pienamente raggiunto. Ecco le principali location: - Via San Gregorio Armeno, Napoli - Ex asilo Filangieri, Fondaco San Gregorio Armeno, Napoli - Guglia di San Gennaro, Piazza Cardinale Sisto Riario, Napoli - Succorpo Vanvitelliano, via dell'Annunziata 34, Napoli - Ospedale delle bambole, via San Biagio dei Librai 81, Napoli - B&B Carafa, Via Maddaloni 6, Napoli - Casina Vanvitelliana, Lago Fusaro, Bacoli - Grotte della Sibilla, Scavi archeologici Cuma L'IMPORTANZA DELLE LOCATION L'Antico Pastificio Garofalo, nato a Gragnano nel 1789, ha raggiunto un'importante quota di mercato nel nostro paese diventando uno dei primi 3 brand in Italia. Questo importante risultato è stato raggiunto grazie a un'accurata combinazione tra qualità del prodotto e innovative strategie di comunicazione, come l'apertura al mondo del cinema. A proposito di The Wholly Family, Emidio Mansi, Responsabile Commerciale Italia Pasta Garofalo, ha dichiarato: "Un prodotto come Garofalo porta in sé la cultura e la passione del territorio in cui nasce. Vedere questo stesso territorio interpretato e raccontato con gli occhi di un artista come Terry Gilliam è per noi un'enorme emozione e soddisfazione". www.pastagarofalo.it PASTIFICIO GAROFALO, AMORE PER LA 7^ ARTE quali avevamo piazzato a pioggia dei proiettori Concorde 7. Il film è ambientato a Napoli, con molte location che richiamano esplicitamente la città ed altre più oniriche, in particolare per il sogno del piccolo protagonista: qual è il contributo dato dalla fotografia per trasformare un luogo della realtà nel luogo di un sogno? La fotografia non ha fatto altro che registrare la realtà che Terry ed Elio Maiello avevano addobbato, ma a Napoli diventa facile creare ed esaltare quella fantastica città. Una curiosità: la location della diatriba a proposito della Guglia dell'Immacolata, che era stata scelta anche perché era invasa dall'immondizia accumulata. Ebbene, il giorno che siamo arrivati per girare l'abbiamo trovata completamente ripulita! Credo che ci avessero voluto usare una cortesia! Per “fortuna” non avevano ripulito tutto il quartiere per cui in 5 minuti siamo riusciti a “riarredare” la piazza... Nel film si fa un discreto uso di effetti visivi: oltre a quelli più espliciti però c'è anche molta color correction, che dona all'opera un tono particolare. Quanto conta la color nel cinema di oggi? Sempre di più, ormai anche il gusto degli spettatori si è molto raffinato. Per anni siamo stati esposti a colorizzazioni estreme. Dapprima nelle pubblicità e sopratutto nei video musicali, ma ultimamente anche nel cinema. Basta pensare a un film come 300. Devo ammettere che le possibilità offerte dal Digital Intermediate (come dalla color correction su files RAW) sono fantastiche. Semmai il problema è di contenersi e mantenere una misura senza eccedere. Il corto è firmato da Terry Gilliam, un regista con cui lei collabora ormai da molti anni e che resterà nella storia della settima arte. Cosa le ha dato questa collaborazione ' fo to M ar ia nn a M ar in così duratura? E cosa pensa di aver invece messo di suo in un sodalizio che ci ha regalato opere notevoli? Innanzitutto mi ha regalato una grande amicizia. Mi ha anche dato la possibilità di imparare tantissimo e di esprimere le mie potenzialità in grandissima libertà. E, last but not least, di divertirmi un mondo, al di là di tutte le vicissitudini ed eventi, anche dolorosi,che abbiamo vissuto insieme. Per quanto riguarda il mio presunto apporto: al di là del contributo derivante da una complicità di visione (non solo dell'inquadratura, ma anche, se non sopratutto, della vita) una delle grandissime qualità di Terry è che lavorare con lui permette a tutti quelli coinvolti di portare idee, visioni, soluzioni. La sua porta è sempre aperta, la sua mente ancora di più. Quindi il contributo dei singoli è enorme seppur non quantificabile. Per finire, un consiglio per chi voglia diventare un bravo direttore della fotografia... Risposta difficilissima. Le vie del Signore saranno pure infinite ma quelle per diventare direttore della fotografia sono sicuramente più numerose. Innanzitutto credo che non bisogna lasciarsi demoralizzare e perseverare. Una certa dose di tigna è sicuramente necessaria. Non troppi anni fa per diventare direttori della fotografia bisognava fare taaanta gavetta! Proprio tanta! Anni come assistente, poi operatore, poi, se ti diceva bene ed avevi qualità, prima o poi l'occasione capitava. Oggigiorno vedo fretta ed improvvisazione. Non che voglia difendere “i vecchi tempi” ma credo che una via di mezzo sia necessaria. La preparazione tecnica, digitale o non digitale, è pur sempre importante. Senza dimenticare la cultura, certamente quella cinematografica, ma anche e soprattutto quella generale, a tutto tondo. Come con un grandangolare...”. 084_087:108 113 12/12/11 18:41 Pagina 87
gli appuntamenti del momento Prosegue a Bassano del Grappa (VI), fino al 6 gennaio 2012, l'11° rassegna Bassano Fotografia: in cartellone mostre, seminari e workshop (www.bassanofotografia.com). Fino all'8 gennaio 2012 presso la Fondazione Stelline di Milano (www.stelline.it) è possibile visitare la personale di Leonard Freed Io amo l'Italia, cento immagini del fotografo americano dell'agenzia Magnum in oltre quarant'anni di reportage nel nostro paese. Sempre l'8 gennaio si concluderà la retrospettiva multimediale che la Fondazione Ragghianti di Lucca dedica a Luigi Veronesi, pittore, fotografo, autore cinematografico, tra i protagonisti dell'astrattismo italiano. Sono tre le mostre attivate presso il Museo del Novecento di Milano (www.museodelnovecento.org), tra cui spicca “Conversations”, 80 fotografie dalla prestigiosa Bank of America Merrill Lynch Collection (fino al 15 gennaio). 24 Francesco Carbonieri: la Belle Époque nell'obiettivo di un amatore è il titolo della mostra (presso lo spazio Sant'Agostino) promossa a Modena dal Fotomuseo Panini in collaborazione con Fondazione Fotografia, che condensa in oltre cento foto storiche - come quella qui presentata, “Il pubblico delle corse al trotto nell'ippodromo di Modena”, negativo su vetro, 1919 - lo spirito di un'epoca dorata e ormai lontanissima. L'esposizione - a cura di Chiara Dall'Olio - è a ingresso gratuito e resterà aperta fino al 29 gennaio 2012. Sempre a Modena continuano, con la stessa scadenza e lo stessa location, le altre mostre promosse da Fondazione Fotografia, come Ansel Adams-La Natura è il mio regno e la personale dedicata all'artista tedesco Axel Hütte, con 80 fotografie presentate per la prima volta in Italia, www.fondazionefotografia.it CONCORSI MOSTRE Il mare e la terra. L'uomo e la natura. La ricerca di un equilibrio sempre più necessario. La vita e il futuro della vita, visti dalle nuove generazioni. Sono questi i temi al centro di due concorsi fotografici - Obiettivo Mare e Obiettivo Terra - banditi dal Commissariato Generale di Governo per le Esposizioni internazionali di Yeosu (Corea del Sud, dal 12 maggio al 12 agosto 2012) e Venlo (Paesi Bassi, 5 aprile-7 ottobre 2012). I concorsi, che si rivolgono a ragazzi dai 18 ai 30 anni, nascono dalla volontà di coinvolgere il pubblico dei giovani e sensibilizzarlo sui temi delle due Expo e sulle problematiche relative alla salvaguardia dell'ambiente e alla ricerca di uno sviluppo ecologicamente sostenibile. Il tema di Obiettivo Mare è “Oceani e coste che vivono, diversità di risorse e attività sostenibili” e prevede l'assegnazione di un premio e l'organizzazione di una mostra nel Padiglione Italia durante lo svolgimento dell'Expo. Obiettivo Terra è invece legato al tema “Essere parte della natura, avvicinarsi alla qualità della vita” e anch'esso prevede il premio e la mostra nel Padiglione Italia nei giorni dell'Expo. Per regolamento e bandi di concorso,www.expovenlo2012. gov.it/concorsogiovani e www.expoyeosu2012.gov.it/ concorsogiovani Le quattro stagioni della Bonifica-Paesaggi d'acqua e di terra è il titolo del concorso fotografico indetto dal EVENTI IN CARTELLONE mostre e concorsi Foto scandisce il percorso di Gendel tra Roma, New York e Shanghai, dagli esordi surrealisti alle esperienze italiane, in un vasto repertorio d'autore, fatto di 85 foto, più documenti, disegni e oggetti dal suo archivio personale Ricordami per sempre è il titolo della mostra sperimentale di scena al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo nel mese di ottobre: un “fotoromanzo d'autore” su testi di Giulio Mozzi e foto di Marco Signorini (www.mufoco.org). Al Museo dell'Ara Pacis di Roma novanta fotografie dai principali conflitti nel mondo, per dire basta al dramma della guerra: il titolo della mostra è Ombre di guerra (13 dicembre-4 febbraio 2012) Fino al 20 gennaio la galleria del Gruppo fotografico Le Gru di Valverde (CT) presenta la personale di Santo Mongioì dal titolo “Universo Donna” Italia a colori 1861-1935 è il nome dell'evento di scena, fino all'8 gennaio 2012, presso Palazzo Incontro di Roma. In mostra 140 immagini - molte delle quali inedite - scattate dall'Unificazione agli anni Trenta del Novecento, quando comincia a diffondersi l'uso della pellicola fotografica. Una testimonianza che racconta luoghi, persone, paesaggi e la vita quotidiana degli italiani di questo periodo, in un viaggio in cui l'evoluzione delle tecniche fotografiche si incrocia con i cambiamenti rapidi e tumultuosi di una giovane nazione Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale, con scadenza 30 marzo 2012; per informazioni www.emiliacentrale.it Prosegue la nona rassegna itinerante sulla fotografia creativa contemporanea Confini (www.confini.eu), organizzata da PhotoGallery e MassenzioArte: le prossime tappe espositive sono in programma a Milano (16 gennaio-3 febbraio 2012), Genova (23 febbraio-8 marzo) e Trieste (18 aprile-11 maggio). Nur-Luce è il titolo della mostra di Monika Bulaj di scena alle Officine Fotografiche di Roma dal 16 dicembre al 15 gennaio. Un lavoro che dà luce ad un altro Afghanistan, spesso nascosto dagli stereotipi e mascherato dai pregiudizi: l'Afghanistan delle donne, raccontato attraverso 37 scatti che catturano le loro espressioni più autentiche (www.officinefotografiche.org) Per la prima volta in mostra il reportage dell'assedio di Roma del 1849 realizzato in 35 fotografie da Stefano Lecchi, più alcune immagini odierne dei luoghi; alla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma, fino al 15 gennaio Ancora visibile a Roma (fino all'8 gennaio 2012) la personale dedicata al fotografo e critico d'arte americano - ma romano d'adozione - Milton Gendel. Il titolo della retrospettiva è Milton Gendel: una vita surreale ed è ospitata dal Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese (www.museocarlobilotti.it). Divisa in 4 sezioni, la mostra C'ERA UNA VOLTA LA BELLE EPOQUE 024_025:026/028 11/12/11 11:40 Pagina 24
32 Approfittiamo di questo spazio per raccontare di una mostra fotografica che ha attirato la nostra attenzione per il modo in cui è stata allestita e che, soprattutto, ci ha ricordato il nostro modo di presentare le location cinematografiche. Così come noi cerchiamo di raccontare i luoghi dove sono stati girati i film, alcuni fotografi contemporanei ritrovano i luoghi fotografati 150 anni fa. Fino al 15 gennaio, al museo di Roma Palazzo Braschi sono esposti 35 scatti di Stefano Lecchi, vissuto tra il 1805 e il 1863. Pittore e fotografo, Lecchi va considerato fra i protofotografi della Scuola Romana di Fotografia, autori delle più antiche vedute fotografiche di Roma. In particolare Lecchi ha realizzato il primo reportage di guerra sulle rovine causate dai combattimenti in difesa della Repubblica romana nel 1849. Oltre alle fotografie del Lecchi, a Palazzo Braschi sono esposte 15 foto scattate durante l'estate 2011 dai fotografi Marcello Benassai, Andrea Sabbadini e Lorenzo Scaramella che ripropongono gli stessi luoghi fotografati spesso con la medesima inquadratura. ‘Un vero e proprio percorso della memoria - come ha sottolineato il direttore della Biblioteca di Storia moderna e contemporanea Simonetta Buttò - che lega gli avvenimenti del passato ad una nuova riflessione sui mutamenti urbanistici, sociali, culturali della città'. L'esposizione ‘Fotografare la storia. Stefano Lecchi e la Repubblica romana del 1849' è aperta al pubblico fino al 15 gennaio prossimo, da martedì a domenica dalle 10 alle 20 e sabato fino all'una di notte. Il biglietto integrato con il museo costa 10 euro. Ingresso da Piazza Navona, 2 e da Piazza San Pantaleo, 10 www.museodiroma.it. Nella foto aerea qui sotto si riconosce la città di Vilnius, capitale della Lituania. Il suo centro storico, in stile barocco, è uno dei più estesi e meglio conservati in Europa e Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Sembra che il nostro Gabriele Salvatores ne sia rimasto talmente incantato da sceglierlo come location per il suo nuovo film Educazione Siberiana. Previsto nelle sale nel 2012 il film è tratto dal romanzo omonimo di Nicolai Lilin. Interpretato da John Malkovich, Peter Stormare, Eleonor Tomlinson, racconta la storia vera di un ragazzo siberiano educato a diventare ‘un criminale onesto'. Il romanzo nella realtà è ambientato in Transnistria, una striscia di terra tra la Moldavia e l'Ucraina. Ma come spesso accade i luoghi delle riprese non coincidono con quelli della storia raccontata. Nell'attesa dell'uscita del film a chi volesse saperne di più sulla Lituania segnaliamo il sito www.turismolituano.it La fotografia ha un cuore antico In gir o p er Lo s An ge les Ciak in Lituania flashOn location - Sui luoghi del cinema Definito da alcuni come uno degli interni più suggestivi di tutta Los Angeles, Il Bradbury Building (304 South Broadway) risale al 1893. Il cortile interno con le pareti ricoperte di legno e mattonelle in terracotta, le scale in ferro, i ballatoi, e la luce che entra dal tetto attraverso i vetri è davvero di grande impatto. Vera e propria attrazione turistica anche in considerazione del fatto che gli interni sono serviti come location per innumerevoli film a partire da Blade Runner di Ridley Scott. E pensare che l'architetto sembra si sia lasciato ispirare da un libro di fantascienza del 1887 dal titolo Looking Backward in cui l'autore Edward Bellamy descriveva un'utopica società del 2000... Nell'immagine a sinistra, Ponte Milvio visto dalla sponda destra nel 1849. A destra, così come appare oggi. Entrambe fanno parte di una mostra dedicata al fotografo ottocentesco Stefano Lecchi visitabile fino al 12 gennaio presso il Museo di Roma Palazzo Braschi. 032:026/028 11/12/11 11:53 Pagina 32
38 Nello spazio, definita l'origine, per identificare un punto univocamente, di numeri ne servono tre (x,y,z), poiché alle due informazioni di una foto... bisogna aggiungere quella di profondità. Lo spazio infatti ha tre dimensioni. Verrebbe da dire che dovremmo fermarci qui. Ma in realtà possiamo facilmente andare oltre, almeno sulla carta. Dimenticandoci dello spazio reale, immaginiamo solamente di mettere insieme delle informazioni. Possiamo pensare ad uno spazio con qualsiasi numero di dimensioni in cui, ad esempio, ciascuna corrisponda ad un colore in quadricromia: ogni punto sarebbe così identificato da 4 informazioni, delle quali individua il livello di saturazione di ciascun colore (CMYK). Ci possiamo sbizzarrire a raggruppare la popolazione di una città usando una dimensione per l'altezza, una per il peso, tre per la sfumatura di colore degli occhi, tre per la sfumatura di colore della pelle, una per l'età ed una, contenente solo due valori, per il sesso... Non ci sono limiti alle possibilità! Torniamo allora al 4D del nostro sistema fotografico. Supponiamo che a ciascun punto (pixel) del sensore, che indichiamo come (x,y), sia possibile associare altri due numeri (h, k) la cui conoscenza ci metta in grado di individuare la direzione da cui è arrivato il raggio di luce. Un modo per far questo è quello di associare ad ogni punto (x,y) dell'immagine, un punto (h, k) da cui arriva il raggio di luce che lo ha generato partendo da una distanza nota. Questa può essere, ad esempio, la distanza tra il sensore ed una lente posta di fronte ad esso. Poiché fra due punti passa una ed una sola retta, conoscendo tali informazioni in pratica conosciamo la retta disegnata dal raggio di luce proveniente dall'oggetto. L'informazione catturata da un sistema di questo tipo, in realtà, non si tradurrà più semplicemente in una fotografia bidimensionale (x,y), ma rappresenterà uno spazio (x, y, h, k) a quattro dimensioni. Si è capito che non stiamo parlando più di dimensioni reali ma di informazioni, numeri in grado di trasportare dettagli aggiuntivi molto importanti. CATTURARE IL RAGGIO DI LUCE Come si fa ad individuare la direzione di arrivo del raggio di luce, ed a registrare questa informazione nel pixel di una fotografia? Ottenere questo risultato in realtà è più facile di quanto non possa sembrare, e la tecnica per certi versi assomiglia a quelle usate per la stereoscopia. Pensiamo ad una immagine 3D stereoscopica: per registrarla vengono utilizzate normalmente due fotocamere, con sensori e obiettivi distinti, separate da una distanza nota. Ciascun sensore costruisce una immagine (x,y) che, a causa della diversa parallasse, risulta differente da quella del secondo sensore. Il sensore destro, che per convenzione Le immagini catturate da una fotocamera a campo di luce, a distanza “sembrano” normali fotografie. Viste da vicino, in realtà, sono immagini composte da tante piccole sub-immagini proiettate dalle microlenti posizionate di fronte al sensore. È la combinazione di tutte queste sub-immagini che permette, via software, di ricostruire l'immagine finale applicando a piacimento, entro certi limiti, la rifocalizzazione digitale. Negli ingrandimenti dei punti a) e b) posizionati davanti e dietro il punto focale dell'immagine, si può notare come le sub-immagini del punto b) sono invertite. Il punto c) al piano focale, invece, è formato da sub-immagini di colore costante. La luce proveniente dall'obiettivo viene catturata da più microlenti ed immagazzinata in sub-immagini di dimensione N. Pixel corrispondenti di ciascuna sub-immagine permettono di sintetizzare, in postprocessing, una immagine finale corrispondente ad un dato punto di focalizzazione virtuale. 036_041:026/028 11/12/11 11:59 Pagina 38
77 DVD & Libri Le recensioni dei titoli del momento Un film con Carmen Electra (quasi) protagonista non basa certo i suoi punti di forza sulla recitazione. Belle ragazze, ragazzotti stupidi e battutacce varie sono l'ingrediente unico della pellicola. DVD di ottima qualità tecnica, come da tradizione Sony. Nessun extra. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Mardi Gras Commedia - di Phil Dornfeld; con Carmen Electra, Nicholas D'Agosto; 2011; 85 minuti; Sony; Dolby Digital 5.1 (ita, ing e altri); 16:9/ Letterbox 1.85:1 16,99 Debutto alla regia di Alice Rohrwacher, sorella della più famosa attrice Alba. Storia interessante seppur talvolta esasperata nei toni. Il DVD mostra evidenti segni di una compressione eccessiva delle immagini. A parte il trailer, nessun extra. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Corpo celeste Dramma - di Alice Rohrwacher; con Salvatore Cantalupo, Anita Caprioli; 2011; 95 minuti; Cecchi Gori; Dolby Digital 5.1 (ita); 16:9/ Letterbox 1.78:1 17,99 La vita di Giovanni Ricordi, il celebre editore musicale, attraverso le sue tappe fondamentali che lo portarono a creare la famosa etichetta, nota per la promozione della musica classica e operistica. Bella confezione digipack, buona qualità tecnica. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Casa Ricordi Biografico - di Carmine Gallone; con Paolo Stoppa, Gabriele Ferzetti; 1954; 123 minuti; Medusa; Dolby Digital Mono (ita); Tutto Schermo 4:3 19,99 Con circa due anni di ritardo arriva sul suolo italico questo “exploitation” movie nato sulla scia del revival inaugurato da Tarantino & Co. Gli amanti del genere lo troveranno sublime. Edizione integrale di buona qualità, con numerosi extra. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Bitch Slap Le superdotate Azione - di Rick Jacobson.; con Julia Volt, Erin Cummings; 2009; 96 minuti; Eagle; Dolby Digital 5.1 (ita, ing); 16:9 Letterbox 2.35:1 18,99 Dwayne Johnson interpreta alla lettera il titolo del film. Le sue battute si contano sulle dita di una mano, mentre c'è azione, azione e ancora azione. Per gli appassionati del genere, una manna dal cielo. Ottimo, sotto ogni aspetto, il DVD. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Faster Azione - di George Tillman Jr.; con Dwayne Johnson, Mauricio Lopez; 2010; 94 minuti; Sony; Dolby Digital 5.1 (ita, ing, fran); 16:9 Letterbox 2.40:1, 16,99 Commedia per famiglie interpretata da Kevin James, attore comico molto apprezzato in USA, e dalla bella Rosario Dawson. Inconsistente, ma ideale per una serata spensierata. Eccellente resa tecnica del DVD, ricco anche di contenuti extra. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Il Signore dello zoo Commedia – di Frank Coraci; con Kevin James, Rosario Dawson; 2011; 98 minuti; Sony; Dolby Digital 5.1 (ita, ing e altri); 16:9/ Letterbox 2.40:1 16,99 Per la prima volta in DVD tutti i film della serie classica di Sherlock Holmes (nella superinterpretazione di Basil Rathbone) in edizione restaurata: un boxset da collezione a sette dischi che – al di là del prezzo un po' elevato – costituisce una sicura strenna per gli appassionati. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Sherlock Holmes Classic Film... Poliziesco - di AA.VV.; con Basil Rathbone e Nigel Bruce; Sinister Film/CG; 1939-1946; 970 minuti; Dolby Digital Mono 2.0 (ita, ing); Tutto Schermo 4:3 79,99 DVD Le recensioni Sequel che, al pari del predecessore, utilizza un canovaccio scarno di trama per mettere in scena i combattimenti di veri lottatori. Destinato esclusivamente agli amanti di questo sport estremo e un po' finto, che troveranno un ottimo DVD dal lato tecnico. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Never Back down Combattimento... Azione - di Michael Jay White.; con Lyoto Machida, Todd Duffee; 2011; 99 minuti; Sony; Dolby Digital 5.1 (ita, ing e altri); 16:9 Letterbox 1.85:1 16,99 La serie di fantascienza più longeva nella storia della TV debutta in DVD ad opera di DNC in una collezione di cofanetti che si segnala soprattutto per la messe di extra, tra cui il pilota della serie, una photogallery e diverse featurette, tra cui una su Marco Polo (1964), il famoso “episodio perduto”. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Doctor Who Gli inizi 1963-1966 Fantascienza - Di AA.VV. ; con William Hartnell, Tom Baker; DNC; 1963-1966 325 minuti; Dolby Digital Mono 2.0 (ita, ing); Tutto Schermo 4:3 22,00 Grande cast per questo film tratto da una vicenda realmente accaduta, per quanto incredibile possa sembrare. Da recuperare. Buona resa video, con compressione inavvertibile e ottima pulizia del quadro. Qualche intervista e il trailer come extra. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall The whistleblower Thriller - di Larisa Kondracki.; con Rachel Weisz, Vanessa Redgrave; 2010; 112 minuti; DNC; Dolby Digital 5.1 (ita, ing); 16:9 Letterbox 1.77:1 10,00 077:Layout 1 11/12/11 16:57 Pagina 77
XXXX REALIZZATA DAGLI ESPERTI DI AL A cinema &TVHD Guida allafotografia digitale SPECIALE FOTOGRAFIA DIGITALE XXXX SPECIALE FOTOGRAFIA DIGITALE Samsung Samsung NX200, regina della luce L ' H I - T E C H P I Ù C O O L : A U D I O F O T O V I D E O C O M P U T E R & O P T I O N A L Tutto quello che c'è da sapere per scegliere la fotocamera ideale ed utilizzarla al meglio per realizzare foto - e video - indimenticabili ph: Andrea Frazzetta National Geographic stock PDF TS X BOCCIA:Layout 1 13/12/11 11:30 Pagina 1
TEST: Non è un'astronave, ma un binocolo digitale 3D. La comoda disposizione dei comandi è frutto di un chiaro lavoro di ricerca, volto a semplificare al massimo l'accesso alle diverse funzioni durante l'uso. Unico elemento che richiede una certa pratica è il Menu: navigare con il tasto a croce guardando dentro il binocolo è tutt'altro che immediato. camcorder, vale la pena sottolineare come l'impiego dell'apparecchio sia completamente diverso. L'impugnatura a due mani, così come l'ingombro ed il peso complessivo del DEV-5 rendono l'uso più stancante di quello di un camcorder. Naturalmente, per lunghe riprese, è possibile o meglio consigliato installare il binocolo su un cavalletto, eliminando il problema alla radice. Ultima nota la merita la sezione audio. Grazie al microfono stereo incorporato, installato sopra l'ottica nella parte superiore del binocolo, il DEV-4 ovviamente registra anche il sonoro durante le riprese e la codifica avviene in Dolby Digital 2.0 con bitrate di 256 kbps. Grazie all'assenza di parti in movimento ed alla silenziosità dell'ottica, non abbiamo mai avuto problemi di cattura di audio indesiderato, come a volte può accadere con i camcorder a disco ad esempio, e la qualità audio si rivela nel complesso molto buona, grazie ad un microfono sensibile capace di catturare una ampia gamma di tonalità, con una buona presenza anche della gamma bassa. IL CAPOSTIPITE Il DEV-5 è uno strumento molto originale ed evoluto. Primo binocolo digitale sul mercato ad offrire la registrazione video AVCHD in progressivo ed anche in 3D, permette agli appassionati di evitare l'impiego in parallelo di una videocamera ed anche, con certi limiti, della fotocamera. Quanto le caratteristiche così peculiari di questo strumento possano essere di interesse diffuso è presto dirlo ed, anzi, ci sembra che un prodotto come il DEV-5 sia destinato ad un mercato piuttosto limitato. Bisogna infatti considerare anche il prezzo, in assoluto piuttosto elevato anche rapportato ad una strumentazione separata di buon livello composta da un binocolo ed un camcorder separati (magari non necessariamente 3D). Il risultato è comunque un esercizio affascinante, capace di offrire soddisfazioni all'appassionato e fortunato possessore. Massimo Basile 105 Tutto Digitale è una pubblicazione bMOTOPERPETUOPRESS motoperpetuopress srl - via delle Alpi 13 - 00198 Roma - tel. 06 442 02 596 tuttodigitale.it Il tuo appuntamento quotidiano con il mondo digitale è su www. www.tuttodigitale.it - Le novità del giorno - Tutti i video di TDTV, la web television di Tutto Digitale - Le recensioni dei DVD, Blu-ray e libri più interessanti - La galleria di Tutto Digitale, con le immagini dei lettori - I sondaggi: dì la tua sull'hi-tech - Corsi & concorsi, eventi e fiere, aggiornati in tempo reale - Il mercatino dell'usato hi-tech più qualificato del web - Abbonati gratis ai feed RSS di Tutto Digitale - La foto del giorno scelta fra quelle inviate dai lettori - A portata di clic, abbonamenti, arretrati e libri della Tutto Digitale Collection ! - La newsletter gratuita settimanale di Tutto Digitale - La rivista in versione sfogliabile Tutto Digitale International, breaking news in lingua inglese 102_105:128/130 11/12/11 13:24 Pagina 105
Il bel (foto) matrimonio Tutto Digitale Wedding Contest 2011, atto secondo: dopo i risultati del Contest Video, pubblicati sul numero 71, ecco a voi i vincitori della sfida rivolta ai fotomatrimonialisti italiani. Un lavoro che ha impegnato a fondo la nostra giuria, data la quantità e la qualità delle proposte inviate… © Ri cc ar do C ig no 054_059:026/028 11/12/11 12:28 Pagina 54
18 Sede FNAC di Firenze: Cristina Cappelletti, primo classificato Paolo Pesce, secondo classificato Mattia Petri, terzo classificato Sede FNAC di Milano: Giorgia Bottello, primo classificato Fabrizio Vettori, secondo classificato Roberta Mancuso, terzo classificato Sede FNAC di Genova: Marco Ferraro, primo classificato Luigi Grasso, secondo classificato Matteo Galeotti, terzo classificato 1 2 3 3 2 1 3 2 1 016_020:026/028 11/12/11 11:31 Pagina 18
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L'HDR può venire in aiuto in condizioni metereologiche non ottimali per la fotografia. Estendendo la gamma dinamica, infatti, è possibile catturare le variazioni di luminosità nei cieli nuvolosi, evitando il classico effetto “piatto” e grigio. A fianco, tre fotografie scattate in RAW a +/-2.0 EV combinate tramite HDR Efex Pro. (M.B.) AVETE MAI USATO L'HDR? MANDATECI LE VOSTRE IMMAGINI: LE MIGLIORI SARANNO PUBBLICATE E GLI AUTORI RICEVERANNO UN UTILE GADGET LEXAR © M A SS IM O B AS IL E 49 042_049:026/028 11/12/11 12:24 Pagina 49
EDIZIONE SPECIALE GUIDA SAMSUNG ALLA SMART TV2 Dai ‘televisori' di una volta, alla Smart TV dell'attuale generazione, grandi e profondi come un quadro, non è cambiato nulla, ma è cambiato tutto: lo schermo oggi è il centro delle attività domestiche, dalla visione dei programmi - anche acquistabili o noleggiabili on demand - a quella della navigazione web, dalla videoconferenza alla condivisione dei contenuti audio, video e immagine... Dall'analogico al digitale, dalla definizione standard all'HD, dallo spettacolo bidimensionale a quello in 3D: il progresso tecnico è senza sosta. . . La società è in evoluzione, l'hi-tech pure: cambiano tecnologie ed apparecchi, funzioni e modalità di fruizione. Fra vecchio e nuovo una sola certezza: il centro delle attività domestiche, il ‘focolare tecnologico' della casa, è quello che una volta si chiamava televisore o TV color - e che era un cassettone nero e pesante - e che oggi gli esperti chiamano ‘Flat TV' ed è un ‘quadro' da appendere. E non è finita qui. Se lo schermo resta il centro delle attenzioni domestiche, è però cambiata la sua fruizione, con la possibilità non solo di visualizzare i programmi del digitale terrestre e via satellite, in alta definzione e magari anche in 3D, ma anche avere a disposizione un completo centro di intrattenimento, con interazioni rese possibili da internet: si possono acquistare e noleggiare film e serie tv, si può avere a disposizione il web, per navigare in tutta comodità, guardare i filmati su YouTube oppure le ultime notizie. E ancora, grazie ad una webcam opzionale, videochiamare con Skype in alta definizione, scaricare gratuitamente le Apps di Facebook, Twitter e Google Talk per aggiornare i profili online, chattare in tempo reale e rimanere in contatto con gli amici, accedere a file contenuti su PC, fotocamere e videocamere, lettori MP3 o smartphone senza bisogno di collegarli fisicamente al TV, grazie al modulo wi-fi opzionale. Insomma, non è cambiato nulla, ma è cambiato tutto... Al punto che Samsung ha coniato una definizione efficace per questi televisori next-gen, della prossima generazione: Smart TV. In queste pagine vediamo come attrezzarsi al meglio per godere al massimo delle nuove potenzialità. Il TV di domani? Grande, piatto, superversatile, anzi... S ! PDF TS X BOCCIA:Layout 1 14/12/11 12:13 Pagina 1
OBIETTIVO COMPATTEZZA La parte frontale della macchina è tutta dedicata al doppio obiettivo. I dati di targa parlano di due zoom con estensione equivalente ad un 29.8 - 368.8 mm registrando in 2D, che diventano 32.0 320.0 mm se si attiva la registrazione stereoscopica. Per una videocamera, un valore minimo equivalente sotto i 30 mm è un vantaggio da non sottovalutare, che consente di girare in ambienti piccoli oppure di dare un tocco di creatività alle riprese. Al momento in cui scriviamo, inoltre, il 32 mm della Z10000 in modalità 3D è il dato dichiarato più basso del mercato. Anche il valore della luminosità è notevole, con apertura massima di f/1.5. Le prestazioni dell'ottica sono sorprendenti, se messe in relazione con la compattezza dell'insieme: la geometria è corretta, con una leggera distorsione in wide, appena visibile anche con pattern critici. Le aberrazioni cromatiche sono contenute, ed il vignetting è ridotto ai minimi termini. La Z10000 dispone di tre ghiere indipendenti per il controllo della messa a fuoco, dello zoom e dell'apertura: i primi due anelli sono rivestiti in gomma, mentre il terzo è in plastica dura. Per quanto tutti e tre presentino la classica zigrinatura che fa tanto ottica da cinema, non ci sembra che le finiture siano realizzate pensando a follow focus e simili, quanto per offrire all'operatore un grip affidabile. Tutti e tre gli anelli sono di tipo servoassisito: quello dell'iris ha direzione personalizzabile via menu. Il controllo dello zoom attraverso la ghiera non ci ha convinto per niente, con una risposta ritardata sia in partenza che in arrivo. Oltre al controllo via ghiera, lo zoom può essere gestito dalle due leve a bilanciere poste sull'impugnatura (velocità variabile) e sulla TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XIII 90 maniglia (velocità costante con tre posizioni): il blocco del controllo sulla maniglia si attiva via menu. Il gruppo ottico dispone di uno stabilizzatore OIS con modalità ottica ed ibrida: la seconda combina la compensazione ottica con quella elettronica, è attivabile solo in ripresa 2D ed è pensata per stabilizzare riprese in movimento, con risultati lusinghieri. L'intervento dello stesso stabilizzatore ibrido in caso di panoramica è invece deleterio, a causa di continue correzioni del movimento. Probabilmente il comportamento dello stabilizzatore è dovuto ad un firmware ancora acerbo, perfezionabile in successivi aggiornamenti. Lo stabilizzatore solo ottico non presenta invece particolari problemi, per quanto la sua efficacia non sia quella delle migliori implementazioni realizzate dal costruttore, che ha sempre rilasciato ottimi dispositivi di riduzione delle vibrazioni. La sezione ottica è priva di filtro ND integrato, e questa è una limitazione evidente se si pensa alla ripresa in 2D, in cui la ricerca di un minimo di sfocato in esterno giorno non può prescindere dall'abbattimento della luminosità in ingresso. Se invece si ragiona in termini di 3D, dove lo sfocato non serve nello stesso modo in cui è necessario in 2D, allora la mancanza ha impatto minore. RUMORE? NO GRAZIE Il cuore elettronico della HDC-Z10000 è doppio con un gruppo da 3 MOS per ogni canale. Si tratta di pannelli da 1/4.1" separati da un prisma ottico. La risoluzione effettiva è di 3 MP per ogni pannello, con una conseguente densità di recettori elevata: di conseguenza non ci si possono aspettare miracoli in fatto di sensibilità. Alla prova sul campo, la macchina risulta in effetti non molto luminosa e non sarà raro dover alzare il guadagno nelle riprese in ambienti poco illuminati. La bontà delle elettroniche di bordo viene però in soccorso: il guadagno elettronico è infatti molto discreto in fatto di rumore nell'inquadratura, lungo tutto l'arco compreso fra 0 e +21dB. La scala arriva fino ai +30dB, dove la grana è visibile ma non sgradevole. Il guadagno non ha un tasto o selettore dedicato, ma si attiva con la stessa ghiera che apre il diaframma, una volta raggiunta l'apertura massima. In alternativa, la macchina può essere messa in modalità Intelligent Auto, in cui i parametri di ripresa (scena, AF e WB) sono gestiti direttamente dal processore. I sensori CMOS non soffrono lo skew sulle panoramiche veloci, specialmente con lo zoom in tele: in wide, i movimenti più lenti degli schiaffi sono invece restituiti correttamente. Le immagini in 2D offrono un dettaglio adeguato al tipo di camera, colori corretti e pochi artefatti di compressione. AVCHD 2.0 A differenza della AG-3DA1 compatta e professionale, la HDC-Z10000 registra i due canali in un unico file MVC, la variante dell'AVCHD espressamente dedicata alla stereoscopia e inclusa di recente nel nuovo standard AVCHD 3D/Progressive, insieme alla ripresa a 1080 50p. Oltre all'MVC, la videocamera in versione PAL lavora a 50p e 25p (con possibilità di operare anche a 23.98p oppure in interlacciato a 50 semiquadri). La larghezza di banda è di 28 Mbit/s per il 50p e per il 3D, mentre in 2D si possono scegliere anche le classiche modalità PH (24 mbit/s), HA (17 Mbit/s) ed HE (5 Mbit/s), di serie sulle macchine consumer della casa. La registrazione avviene su schede SD, SDHC o SDXC, inserite in uno dei due slot presenti sul retro della macchina. Via menu è necessario attivare lo slot desiderato, con possibilità di registrare i video su uno e le foto sull'altro, oppure di attivare le funzioni alternative di relay recording (quando una scheda è piena, il sistema passa all'altra) oppure di backup recording, per registrare in tempo reale i filmati su due diverse card. La Z10000 condivide l'impostazione del menu con le videocamere consumer di fascia alta della serie 900, declinata ovviamente in modo da accontentare la maggior parte delle richieste di un pubblico più professionale, sempre attento alla presenza di pulsanti dedicati per le principali funzioni e alle possibilità di personalizzazione di immagine. In questo senso ci ha stupito la mancanza di un pulsante o ghiera dedicata alla velocità dell'otturatore, il cui valore è regolabile solo Il lato sinistro accoglie i pulsanti di gestione dei principali parametri, i potenziometri per l'audio e la rotella per regolare la convergenza delle ottiche. Il display LCD da 3.48” è di tipo touchscreen ed è autostereoscopico: in questa immagine, il sistema di assistenza per il focheggio manuale. Videocamera 3D Full HD Panasonic HDC-Z10000E 088_091:128/130 11/12/11 13:11 Pagina 90
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82 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D IV La Omnicam è un dispositivo in grado di catturare video panoramico a 180° con definizione di 7000x1920 pixel. La parte ottica è stata realizzata secondo un progetto dell'istituto Fraunhofer che impiega sei videocamere Full HD (in particolare delle ARRI ALEXA) montate secondo una speciale configurazione che, con l'ausilio di sistemi di correzione geometrica e FASCINATE ECCO IL VIDEO SUPER PANORAMICO fotometrica e del sistema Fraunhofer Real Time Stitching Engine, permette la combinazione dei sei segnali in un'unica immagine, priva di artefatti ai punti di giunzione. Il sistema di ripresa è stato solo una parte del lavoro su cui si è concentato il consorzio. Disporre di un segnale HD a 180°, infatti, apre le porte a numerose possibilità, oltre che complicazioni, da affrontare per renderne il contenuto utile e facilmente fruibile. Per quanto concerne la navigazione, FascinatE ha pensato bene di ipotizzare un impiego altamente interattivo dei contenuti panoramici ripresi dalla Omnicam, realizzando un potente sistema di navigazione basato sul riconoscimento dei gesti di un operatore che, muovendo le mani, può scegliere in tempo reale il punto di interesse all'interno del panorama a 180°, che viene così selezionato ed elaborato per la visione corretta. Pensate alla possibilità di ricevere a casa il video di una Omnicam, e di poter scegliere con il solo movimento delle mani dove ingrandire, in che direzione effettuare un pan e così via, in stile Minority Report... Anche la trasmissione del contenuto offre le sue complicazioni e necessità di sviluppo, soprattutto se l'obiettivo non è rendere il contenuto accessibile esclusivamente tramite le piattaforme televisive Full HD, ma anche da tutto il parco di dispositivi mobili da cui oggi viene fruito il video via internet, come smartphone, tablet e così via. A Da qualche tempo alcune macchine fotografiche ci hanno abituato alla possibilità di “scatto panoramico”, realizzando immagini anche dell'intero campo visivo a 360° nel tempo di una raffica di click. Ora grazie al consorzio FascinatE il sogno della ripresa omnidirezionale si è trasformato in un prototipo funzionante, chiamato Omnicam, che è stato dimostrato in occasione dell'IBC 2011. La Omnicam è realizzata secondo uno speciale progetto di Fraunhofer che utilizza sei videocamere HD montate in una speciale configurazione “panoramica”, in cui gli specchi si occupano di suddividere il campo visivo a 180° nelle sei componenti che vengono poi combinate utilizzando il sistema Real Time Stitching Engine sempre di Fraunhofer. La Omnicam è un progetto di Fraunhofer che usa sei videocamere HD montate in una speciale configurazione “panoramica”, in cui gli specchi suddividono il campo visivo a 180° nelle sei componenti che vengono poi combinate tramite il sistema Real Time Stitching Engine sempre di Fraunhofer. 082_083:008_010 11/12/11 13:04 Pagina 82
31 Oltre a rappresentare un'importante centro fluviale, Tournus vanta un notevole santuario di arte romanica (nelle foto accanto). Consacrato nel 1120, il luogo è dedicato a San Filiberto; chiesa a parte, di grande interesse anche la cripta, il chiostro, il refettorio e la sala capitolare. È inevitabile, guardando la struttura del santuario, pensare alla straodinaria Abbazia di Cluny. A quest'ultima, in particolare, riserveremo uno spazio a parte in uno dei prossimi numeri per raccontare quando e come la tecnologia si mette a servizio dell'arte. Tournus Non sveliamo nessun arcano scrivendo che la Borgogna è una delle regioni francesi ad alto godimento enogastronomico, se ci passate l'espressione. Uno dei motivi per organizzare un viaggio da queste parti è proprio quello della degustazione. Non a caso qui è stato creato il primo parco enogastronomico, l'Hameau Duboeuf: un vero e proprio parco dei divertimenti, con ben 30000 m2 dedicati ai temi del vino e della vigna (www.hameauduboeuf.com). Altro luogo imperdibile per saperne di più sul nettare degli dei si trova a Tournus. Qui si sono riuniti 80 vignaioli che hanno dato vita ad una cantina; oltre a magnifiche bottiglie, offre un percorso interattivo per scoprire come si produce e degusta il vino (Les Vignerons de l'Abbaye www.cave-mancey.com). A proposito di Tournus, segnaliamo un indirizzo ad hoc per chi vuole emozionarsi a tavola. Parliamo del ristorante della famiglia Carrette, Aux Terrasses, guidato dal giovane chef Jean Michel. Qui tutto è curato nel minimo dettaglio, in cucina come in sala; i piatti (foto A e B), pur legati orgogliosamente alla tradizione e ai prodotti del territorio, vengono preparati con un pizzico di sorprendente originalità. Sono a disposizione anche 18 camere, semplici e ben curate (www.aux-terrasses.com). Altro indirizzo da segnare in agenda è quello dello Château de Fleurville (foto F), un hotel ristorante a metà strada fra Tournus e Maçon - in una bellissima dimora in pietra che risale al XVII secolo, per una pausa nel nome dellla tradizione. Ultimo, ma non per questo meno importante, anzi, oseremmo dire il nostro coup de coeur è il Relais de Montmartre a Viré (www.relais-demontmartre.fr), poco distante da Fleurville (foto D). Premettiamo che non abbiamo avuto la chance di degustare un intero pasto ma ‘solo' un brunch (foto C). L'idea ce la siamo fatta e ha lasciato un ricordo indelebile. Frédéric Carrion, abile professionista di alta cucina francese insieme alla moglie Marie, vi conquisterà innanzitutto con la sua simpaticissima esuberanza e poi vi incanterà con i suoi sapori. Nove camere e una suite, ognuna differentemente arredata ma tutte curate nel minimo dettaglio assicurano inoltre una sosta che resterà impressa a lungo nella memoria, e senza svuotare le tasche! Di tutti questi indirizzi presto potrete trovare maggiori dettagli su www.mr-food.it (G.V.) Atout France Italia - www.france.guide.com Comité Regional du Tourisme de la Bourgogne www.bourgogne-tourisme.com Air France - tel. 848.88.44.66 www.airfrance.it Un ringraziamento particolare a Coralie Moisson APPUNTI DI VIAGGIO A B D E C F 028_031:026/028 11/12/11 11:49 Pagina 31
29 Louhans, capitale de la Bresse Bourguignonne, è una cittadina medievale che ha mantenuto il suo piano originale, con 157 arcate lungo la via principale e le tipiche facciate a graticcio che la rendono molto particolare. Le prime case risalgono al XII secolo e la chiesa di Saint Pierre è menzionata in un documento dell'878 (nella foto qui sopra si riconosce una delle vetrate). Tra i siti d'interesse vale la pena menzionare lo straordinario Hôtel Dieu, che risale al XVII secolo, e la sua farmacia. Stiamo parlando di due luoghi davvero suggestivi, perfettamente conservati . Così come l'antica sede del quotidiano locale che, forte dei macchinari usati un tempo per la stampa, si propone come museo. Imperdibile infine il mercato (classificato ‘Site Remarquable du Goût'), che si svolge ogni lunedì e permette di respirare l'atmosfera di queste parti oltre che di scoprire i prodotti del territorio, tra i quali non può non essere citato il noto pollame della zona che si è guadagnato l'Appellation d'Origine Controlée. www.bresse-bourguignonne.com Louhans 1 2 3 4 5 6 7 028_031:026/028 11/12/11 11:46 Pagina 29
ESCAFLOWNE THE MOVIE ANIMAZIONE – DYNIT FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Tratto dall'omonima serie televisiva, ma con una trama alternativa che in un certo senso semplifica le vicende ad uso e consumo di un pubblico più vasto. Siamo di fronte ad un grande anime, curato tecnicamente, che ha raccolto giusti consensi fra gli appassionati di tutto il mondo. L'edizione recensita è la “First press limited edition”, ancora disponibile in alcuni negozi, che offre il film in un curato digipack contenente anche una cartolina e un corposo libretto. Molto buono il comparto tecnico dalla resa sopraffina. Per il resto il comparto extra offre alcuni contributi più anonimi insieme ad un'intervista a Nobuteru Yuki. (D.C.) Regia: Kazuki Akane; Yoshiyuki Takei; Produzione: 2000; Durata: 95 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita, giap); Formato video: 16:9/Letterbox 1.78:1; Prezzo: 29.99 euro TRIGUN BADLANDS RUMBLE ANIMAZIONE – DYNIT FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Edizione limitata da collezione in formato Digipack, con annessa cartolina esclusiva con effetto metallizzato e libretto di 16 pagine ricco di informazioni e illustrazioni. Il film è tratto dall'omonima serie anime tv, a distanza di dodici anni esatti dalla sua programmazione. Impeccabile la realizzazione tecnica che può essere goduta appieno in questa curata edizione BD. Da notare, per la gioia dei fan di vecchia data, che sono stati richiamati per il doppiaggio italiano gli stessi attori che avevano prestato la voce alla serie originale. Non male la resa dell'audio HD, specialmente nelle frequenti scene d'azione. Discreto il comparto extra. (D.C.) Regia: Satoshi Nishimura; Produzione: 2010; Durata: 90 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita, giap); Formato video: 16:9/Letterbox 1.78:1; Prezzo: 29.99 euro IL PASTO NUDO HORROR – EAGLE / VIDEA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Soltanto un genio visionario come David Cronenberg poteva riuscire nell'intento di portare su grande schermo il lisergico delirio letterario di William Burroughs. Il Pasto nudo è, infatti, un film “infilmabile” per definizione, una sorta di incubo acido dove è difficile se non impossibile trovare un senso narrativo compiuto. L'edizione in BD è, per ora, un'esclusiva tutta italiana: in nessun altra parte del mondo, infatti, il film è disponibile in formato HD. Assolutamente convincente il mastering video, molto dettagliato e naturale nella resa della grana da pellicola. Buono l'audio, erroneamente indicato come DTS-HD HR, ma in realtà MA. (D.C.) Regia: David Cronenberg; Interpreti: Peter Weller, Judy Davis; Produzione: 1991; Durata: 111 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.78:1; Prezzo: 19,99 euro I SOSPIRI DEL MIO CUORE ANIMAZIONE – LUCKY RED FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Mimi wo sumaseba (questo il titolo originale) è un film di animazione ad opera dello Studio Ghibli. La storia è tratta da un manga uscito in giappone qualche tempo fa, ed il film è imperdibile per i fan delle atmosfere romantiche e surreali alle quali Hayao Miyazaki - che figura come sceneggiatore - ci ha abituato. Il look degli anime giapponesi viene come di consueto esaltato dal Blu-ray Disc, che restituisce immagini ottime per definizione e sfumature di colore, anche se forse non al livello delle produzioni più recenti. Il video è ricoperto infatti da una sottile patina di grana, che non disturba comunque la visione. Discreti gli extra. (A.B.) Regia: Yoshifumi Kondô; Produzione: 1995; Durata: 111 minuti; Formato audio: DTS HD MA 5.1 (ita), Dolby Digital 5.1 (ita, jap); Formato video: 16:9/Letterbox 1.78:1; Prezzo: 22,99 euro IL RE LEONE ANIMAZIONE – DISNEY FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: È il turno del Re Leone: Disney ha rinnovato uno dei suoi lungometraggi più amati da grandi e piccini, ed oltre al rilancio al cinema in 3D, ha sfornato una edizione home video coi fiocchi. La versione del BD ricevuta in redazione è quella 2D. La resa video, come abitudine Disney, è perfetta: il quadro è sempre limpido e privo di impurità e problemi dovuti all'encoding, e permette di apprezzare fin nei più minimi dettagli il tratto dei disegni e le sfumature; i colori sembrano uscire dallo schermo. La resa audio non è da meno, e conta su un ‘Enhanced mix' rimasterizzato che dona nuova linfa alla bella colonna sonora. Oltre ai ricchi extra, sono inclusi DVD e copia digitale. (A.B.) Regia: Roger Allers, Rob Minkoff; Produzione: 1994; Durata: 88 minuti; Formato audio: DTS Disney Enhanced HT 5.1 (ita), DTS HD Master Audio 5.1 (ing), DTS HR 5.1 (ted), Dolby Digital 5.1 (tur) ; Formato video: 16:9/Letterbox 1.78:1; Prezzo: 32,99 euro BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXX 108 106_108:AD REC BD 11/12/11 13:25 Pagina 108
Le action cam hanno rivoluzionato le riprese ‘estreme', grazie all'impostazione ultrawide delle ottiche ed altre caratteristiche ad hoc. Qualcosa però ancora mancava: stiamo parlando del display... molto solida anche vista l'anima interna rinforzata con l'uso di gomma. Il pacchetto 'base' della Drift HD include poi diversi accessori: il primo è un pratico telecomando RF (con range di 5m circa) che permette di avviare e fermare la registrazione senza dover toccare la macchina (indubbiamente utile, ad esempio nel caso di un montaggio sul casco oppure sulla scocca di un veicolo). Gli altri accessori sono dedicati al montaggio della camera nei diversi assetti. La vite sul lato della Drift HD può infatti accogliere una sorta di base, alla quale possono essere accoppiati una montatura pensata per gli elastici delle maschere da sci e da motocross (o per la fascia in dotazione, in nylon con chiusura in velcro, che può anche essere Videocamera Drift HD 1080 98 L a notamacchina compatta GoProoffre valide prestazioni, ma presenta qualche difetto innegabile (e del resto, come spesso ripetiamo ai nostri lettori, la macchina perfetta non esiste), come la mancanza di un monitor a colori integrato per il controllo e la review delle riprese (solo recentemente introdotto come accessorio supplementare). Altri, invece, ci hanno pensato tempo fa, lanciando la serie di 'action-cam' Drift: macchine subito apprezzate non solo per il display, ma anche per la forma aerodinamica e per qualche altra caratteristica interessante. L'ultima nata della gamma si chiama Drift HD, è distribuita in Italia da Softeam azienda con una grande esperienza nei prodotti ‘no limits' - ed è venduta in una scatola base che comprende vari accessori per il montaggio. Il primo oggetto che salta fuori dalla scatola è la videocamera vera e propria: un piccolo 'siluro' di dimensioni compatte. Sul frontale fa bella mostra l'ottica che può essere anche ruotata su 300° per favorire diversi tipi d'installazione, mentre, spostandosi sul lato sinistro, ecco il piccolo LCD a colori da 1.5", al quale si affiancano quattro tasti per la navigazione nel menu ed il controllo della registrazione. Sul lato opposto invece troviamo la filettatura da 1/4", che permette non solo il montaggio sui diversi stativi 'comuni' ma anche il collegamento alle piastre in dotazione. Sul lato posteriore, un sistema a vite consente di accedere al pannello connessioni,che include un connettore MiniUSB, un'uscita MicroHDMI, l'ingresso microfono su minijack da 2.5", uno slot MicroSD (sono supportati fino a 32 GB) ed ovviamente il compartimento per la batteria ricaricabile in dotazione. Per utilizzare le connessioni durante le riprese, è fornito in dotazione un secondo pannello con sportellini in gomma ad-hoc. La scocca esterna della piccola videocamera è realizzata in plastica dura ed è 'water resistant' (adatta quindi per il surf e gli sport acquatici, ma non per le riprese sub) nonché apparentemente utilizzata per montare il telecomando a mo' di bracciale) oppure due montature con adesivo 3M che si adattano per superfici piane o leggermente curve. Oltre a questi accessori forniti di serie, è possibile acquistare separatamente diversi tipi di supporto, dalla ventosa ai dispositivi per i manubri o per le armi; disponibili inoltre diverse custodie a tenuta stagna o addirittura subacquea. In altre parole, la Drift HD si adatta perfettamente a tutti gli sport - estremi e non - e notiamo con piacere che i prezzi per gli accessori non sono proibitivi (ad esempio, appena 33 euro per una custodia stagna fino a 30m). Nella dotazione non è presente un caricabatterie dedicato, ma basta collegare il cavo MiniUSB al computer o ad un alimentatore USB per la ricarica dell'accumulatore. 329,00 La Drift HD è un siluro hi-tech comandabile anche a - corta - distanza, grazie al pratico telecomando fornito in dotazione. TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XX Live Actionin 1080 p 098_099:128/130 11/12/11 13:19 Pagina 98
D a l 2 0 0 4 , l a p r i m a r i v i s t a d e d i c a t a a l l a p r o d u z i o n e , p o s t p r o d u z i o n e e p r o i e z i o n e v i d e o i n a l t a d e f i n i z i o n e AL A D FINIZION cinema &TVHD pag. XVI pag. XX pag. XXII pag. XXIV TEST JVC GC-PX10 TEST Drift HD 1080 TEST GoPro HD Hero2 TEST Sony DEV-5 Blu-ray Disc: le recensioni di tanti nuovi titoli con film di ieri e di oggi Arriva la nuova videocamera con doppia ottica e doppio il sensore per sfondare nel 3D ‘prosumer' Le TV LCD LED di Samsung sono uno degli oggetti del desiderio del momento: test del 46” della serie 7 a pagina XXVIII a pagina X a pagina XIV Panasonic Z10000 Smart LED 079:117 12/12/11 18:39 Pagina 79
Dimensioni compatte Facile da regolare Preciso nei movimenti No blocco di chiusura del tripod Bolla non illuminata CARATTERISTICHE DICHIARATE - TESTATA LA PAGELLA ESTETICA Nero, rosso e grigio metallo sono i colori dell'apparecchio, che rivela anche un design particolare per la testa. COSTRUZIONE L'alluminio del tripod non è il materiale più leggero del mondo, ma per non esagerare con il prezzo è il compromesso ideale. Si apprezzano alcuni particolari secondari (l'alloggiamento per le viti di ricambio) e primari (il sistema di frizione SA-Drag). VERSATILITÀ La lunga piastra scorrevole consente di bilanciare il peso a piacimento. Peccato per l'altezza minima, un po' troppo alta, se ci perdonate il gioco di parole. PRESTAZIONI Realizzare movimenti fluidi e precisi è semplice grazie alla bontà del nuovo sistema SADrag, che può essere regolato velocemente e con efficacia. RAPPORTO Q/P Il prezzo è allineato alla concorrenza diretta, ma l'offerta di questo modello in termini di prestazioni ci sembra superiore. 73 COSTRUTTORE: Sachtler Camera Dynamics GmbH, Germania - www.sachtler.com DISTRIBUTORE: Trans Audio Video, Viale Lincoln, 38/40 - 81100 Caserta - Tel +39 0823 329970 - www.transaudiovideo.com TREPPIEDE SACHTLER ACE M SYSTEM Capacità di carico: fino a 4 kg Diametro semisfera: 75 mm Escursione piastra: 104 mm Viti: 1/4" (con e senza perno) e 3/8" Controbilanciamento: 5 step, + 0 Drag: 3 gradi orizzontali e 3 verticali, + 0 Tilt range: +90° to -75° Temperature operative: -30°C + 60°C Dimensioni: 139x140x154 mm Peso rig: 1.7 Kg CARATTERISTICHE DICHIARATE - TREPPIEDE Capacità di carico: 20 kg Altezza minima: 64 cm Altezza massima: 154 cm Peso: 2.8 kg Dimensione di trasporto del kit: 85 cm tendeva a pizzicare il perno di serraggio della placca, senza tuttavia bloccarsi. Altro importante controllo è quello del controbilanciamento: la testa Ace offre 5 livelli, per adattarsi ai diversi carichi di lavoro. Controbilanciamento e frizione per pan e tilt possono essere anche impostati a zero, con la macchina completamente libera. La testa Ace ha una semisfera fissa da 75mm che si blocca sulla culla grazie ad un comodo perno inferiore, di facile accessibilità e di dimensioni generose. Inoltre, è dotata di una lunga piastra scorrevole da 104 mm, graduata e di forma compatibile con teste di altre marche. Questo consente di spostare la videocamera dal cavalletto ad un altro (oppure ad uno slider o skater dolly su cui sia montata una testa piatta di altro produttore) senza perdere tempo a cercare monete nelle tasche... Il sistema è dotato di livella a bolla non retroilluminata e di due alloggiamenti per viti di riserva da 1/4" e da 3/8", fornite in dotazione. La vite da 1/4" che si trova installata sulla piastra è accompagnata da una piccola barra metallica con perno (ed è quindi una vite da videocamera), mentre quella di riserva è libera ed è quindi pensata per le reflex. Nel catalogo del costruttore c'è anche una piastra dedicata alle videoreflex, necessaria se si intende installare la reflex con mattebox e relative cannette. La testa ha un ulteriore blocco di sicurezza per lo scorrimento della piastra, collegato al tasto rosso sul lato sinistro. Manca un sistema di aggancio rapido a pressione, come quello presente su altre teste della casa: questa, però, è una funzione che si apprezza con macchine pesanti, che vanno oltre la portata massima dell'ACE M. TREPPIEDE IN ALLUMINIO Il sistema Ace comprende anche un cavalletto a due stadi in alluminio, con culla da 75mm. Il meccanismo di blocco degli stadi apparentemente risulta meno affidabile del resto, e quindi consigliamo una certa cautela prudenziale nella regolazione dell'altezza del treppiede. Il sistema complessivo ha un'altezza massima di 169 cm e minima di 78 cm, sufficienti a coprire la maggior parte delle situazioni di impiego. Il modello da noi provato era quello con stella centrale (estendibile con perni di blocco a vite), ma ne esiste anche uno con stella a terra, che offre altezza minima di circa 64 cm. Il treppiede è dotato di piedi regolabili in gomma rossa, che ospitano al loro interno le punte da usare in caso di ripresa su terreni morbidi. Sotto alla culla, infine, un gancio per un peso di massimo 10 Kg da appendere in caso di ripresa con vento forte. Manca invece un sistema di blocco per la posizione di chiusura. Dalle riprese in esterno con range di temperatura compreso fra -30°C e +60°C (ma sinceramente non siamo andati né nel deserto né al Polo prima di scrivere questo test...) a quelle sul pavimento di una chiesa, ACE M si candida dunque come compagno ideale di lavoro: non solo un'utile spalla su cui appoggiare il peso dell'attrezzatura, ma un valore aggiunto per velocità di regolazione e fluidità dei movimenti. S. Blasi PRO CONTRO Oltre alle due ghiere per regolare la frizione della testa, il pomello sul retro serve ad impostare uno dei cinque gradi (+ 0) di controbilanciamento. La bolla (a sinistra del controbilanciamento) è di tipo non retroilluminato. Sotto l'alloggiamento della piastra si possono inserire le due viti di riserva; le tacche sulla testa aiutano nella ricerca del giusto bilanciamento del peso. 072_073:090-091 11/12/11 12:50 Pagina 73
© Da vi d Ba st ia no ni I FINALISTI - SEZIONE FOTO I VINCITORI - SEZIONE FOTO WE DD ING c o n t e s t presenta 1° DAVID BASTIANONI 2° EMANUELE BELLAN 3°GIOVANNI MARCO E VINCENZA MONDELLI GUGLIELMO ANTUONO DAVID BASTIANONI EMANUELE BELLAN RICCARDO BESTETTI ROBERTO BOTTAZZO RICCARDO CIGNO ROMINA COSTANTINO RUGGIERO DI BENEDETTO DAVIDE DI PASQUALE ANTONIO GRANDE GIOVANNI M. MONDELLI VINCENZA MONDELLI IRENE RIZZOTTI LUIGI ROTA PIER SPERINDEO MAURIZIO TURIACO GIROLAMO VITALE I FINALISTI - SEZIONE VIDEO I VINCITORI - SEZIONE VIDEO WE DD ING c o n t e s t presenta 1° ANDREA STOCCO & 2° DANTE DI PASQUALE 3° G. ANTUONO & A. GRANDE STEFANIA FARAON FABRIZIO SOLDANO GIOVANNI M. MONDELLI GUGLIELMO ANTUONO EMANUELE BELLAN ANDREA COLLINO ANGELO DAL BEN DANTE DI PASQUALE DIEGO D'ORSI STEFANIA FARAON DANTE FURLANO DOMENICO GIORGIO ANTONIO GRANDE VALERIO LORENZET GIOVANNI M. MONDELLI MICHELE MUNAFÒ PASQUALE PALUMBO GIUSEPPE PANEBIANCO FABRIZIO SOLDANO ANDREA STOCCO ALESSANDRO TROVÒ 054_059:026/028 11/12/11 12:37 Pagina 59
RECENSIONI DVD Gli ultimi titoli AA.VV. 77 LIBRI Gli ultimi titoli AA.VV 78 VIDEOCAMERA JVC GC-PX10 Massimo Basile 94 VIDEOCAMERA Drift HD Alessandro Belli 98 VIDEOCAMERA GoPro HD Hero2 Stefano Blasi 100 BINOCOLO DIGITALE Sony DEV-5 Massimo Basile 102 BLU-RAY DISC Le recensioni AA.VV. 106 ALTA DEFINIZIONE CINEMA & TV HD ITALIANCINEMATOGRAPHER DIETRO LE QUINTE DI UN FILM Com'è bello far l'amore a cura di M. D'Attanasio 110 Nelle scorse settimane la ViewConference prima e il prestigioso Torino Film Festival poi hanno animato la scena nella capitale piemontese a pag. 22 Il Premio Italiano Videoclip Indipendente - il concorso di casa MEI dedicato alla musica indie da vedere - ha emesso il suo verdetto: il miglior video del 2011 è a... a pag. 12 Ecco i vincitori della Maratona fotografica 2011, il contest più cool dell'anno. Le foto dei primi tre classificati in tutte le sedi italiane di Fnac a pag. 16 Torna a marzo Cortinametraggio, con importanti novità Pag. 14 Sono aperte le iscrizioni per i Digital Experience Awards: c'è tempo fino al 15 febbraio 2012 per candidare progetti digitali con al centro la customer experience. Tutti i dettagli a pag. 12 M E D I A P A R T N E R Le immagini degli apparecchi in prova: - Drift HD - Samsung NX200 - GoPro HD Hero2 - Panasonic HDC-Z10000 - JVC GC-PX10 Dal Villaggio Tutto Digitale: - I segreti della Lytro - Il ruolo della luce nel cinema - Le opere vincitrici di Fnac, PIVI, ViewConference e tanto altro ancora... TANTI EXTRA MULTIMEDIALI www.tuttodigitale.it/edicola VISIBILI SULLA VERSIONE DIGITALE PER COMPUTER, IPAD, IPHONE online SCOPRI SUBITO LE INIZIATIVE DEL MOMENTO IN COLLABORAZIONE CON I NOSTRI PARTNER! 8477 10678 NEWS Le ultime notizie dal mondo HD AA.VV. 80 FASCINATE Il video super panoramico Massimo Basile 82 IL CINEMA DALL'INTERNO Corto d'autore La Redazione 84 VIDEOCAMERA 3D FULL HD Panasonic HDC-Z10000E Stefano Blasi 88 TV LCD LED 3D Samsung 46D7000 Alessandro Belli 92 006_007:006-007 11/12/11 11:21 Pagina 7
La scelta della EDIZIONE SPECIALE GUIDA SAMSUNG ALLA FOTOGRAFIA DIGITALE 3 I primi vagiti del pupo. I novanta anni della nonna. La comunione del nipote e il matrimonio della cugina. Ma anche uno spettacolo, una partita di calcetto o di tennis. Per non parlare delle vacanze al mare o ai monti, e di tutte quelle infinite situazioni in cui si riesce a cogliere l'attimo fuggente. Le occasioni per scattare belle foto sono tante, e, se a quelle citate aggiungiamo anche la ricerca personale, il gusto di comporre un'immagine, diventano praticamente infinite. Ma quali sono i segreti per ottenere sempre e comunque belle immagini? In primis, evidentemente, c'è la conoscenza di base della tecnica, senza la quale non sarà possibile raggiungere vertici assoluti. Tecnica, ed arte, come sempre, vanno a braccetto: alle regole di base, il fotografo dovrà decisamente aggiungerci del suo, ovvero applicarsi alla ricerca dell'inquadratura e tutto il resto per riuscire a catturare un'immagine che possa trasmettere qualcosa. Questa è una dote che cresce con il tempo, con la pratica, con l'osservazione delle immagini scattate dagli altri fotografi, con gli esercizi... Tecnica di base, occhio artistico, e naturalmente, e questo è il terzo punto, una macchina all'altezza della situazione, o meglio delle aspettative del fotografo. Così come un bravo sciatore non riuscirà a vincere le Olimpiadi con un paio di sci di legno, dell'epoca di Zeno Colò, così un bravo fotografo deve avere fra le mani uno strumento valido, un compagno di giochi fedele e affidabile, in grado di accompagnare la crescita del suo utente... Perché, anche se per raggiungere l'eccellenza come in tutti i settori servono notevoli conoscenze tecniche ed artistiche, il digitale offre anche ai neofiti la grande possibilità di ottenere immagini di ottimo livello, semplicemente usando una buona macchina fotografica con gli automatismi ‘giusti' e un minimo di attenzione. La soddisfazione di raggiungere subito risultati validi, con la capacità della fotocamera - come dicevamo - di assecondare le crescenti esigenze del fotografo, farà poi il resto. Dunque, che si sia già esperti oppure principianti assoluti, l'importante è iniziare bene, con la macchina giusta fra le mani. Il mercato oggi offre una scelta enorme di modelli di varie categorie. Per orientarsi fra le proposte, bisogna decidere a priori alcuni punti fermi, e prima ancora di entare nel dettaglio delle caratteristiche tecniche, scegliere la tipologia del prodotto. Escludendo i modelli cosiddetti ‘medio formato'e quelli che funzionano con il ‘dorso digitale', prodotti riservati ai professionisti senza problemi di budget, il mercato si divide in sostanza in quattro segmenti principali: compatte, bridge, reflex e mirrorless. Le compatte, come suggerisce il nome stesso, sono macchine di ingombro e peso ridotti, adatte ad essere tenute in tasca. Sul mercato la scelta è sterminata, da modelli totalmente automatici e funzionamento facilissimo, offerti a poche decine di euro, a modelli adatti ai veri esperti di fotografia, del costo invece di alcune centinaia di euro. Le compatte, parlando in generale, offrono il miglior rapporto fra ingombro, qualità e prezzo, con prestazioni a volte sorprendenti. Il fatto poi di essere tascabili o quasi, e l'efficacia degli automatismi, le rendono poi perfette anche come seconde macchine per il fotografo esperto che non voglia portarsi appresso un corredo completo di ottiche ed accessori. Corredo completo che - a prezzo di ingombro, peso e costo spesso rilevanti - è invece uno dei punti di forza delle cosidette reflex (così definite per via dell'adozione di uno specchio interno), che offrono la possibilità di cambiare l'ottica - scegliendo il modello adatto ad ogni situazione - ed utilizzare diversi accessori (flash eccetera) esterni. Con impostazione simile alle reflex, ma con ingombro ridotto rispetto a queste ultime ed ottica fissa, alcune aziende poi propongono le cosiddette ‘bridge'. L'ultimo grido però, è nelle ‘mirrorless', prive di specchio interno, che sostanzialmente offrono prestazioni identiche a quelle delle reflex (delle quali condividono spesso il sensore, il processore e le ottiche intercambiabili) ma con ingombro nettamente più contenuto per l'assenza, appunto, dello specchio. Gli ingredienti per una foto riuscita? Una conoscenza di base della tecnica, intuito ed ‘occhio' fotografico, e, naturalmente, una fotocamera all'altezza della situazione... Come orientarsi nella scelta del modello giusto fotocamera ph: Andrea FrazzettaNational Geographic stock ph: Andrea Frazzett a National Geographic stock PDF TS X BOCCIA:Layout 1 13/12/11 11:32 Pagina 1
27 1 - Akerbeltz, ie streghe e l'inquisitore di César Urbina Vitoria ha ricevuto una menzione speciale al Mestre Film Fest di Mestre (VE). 2 - Io sono Li di Andrea Segre ha vinto a Venezia il premio FEDIC. 3 - Il documentario Kings of Pastry di D.A. Pennebaker e Chris Hegedus, presentato al Perugia International Film Festival. 4 - Land of the Heroes di Sahim Omar Kalifa, in gara come miglior documentario a Doc.It. 5 - Paper Memories di Theo Putzu ha vinto il premio Candiani per il miglior corto internazionale - sezione Short Stories - alla quattordicesima edizione del Mestre Film Fest. 6 - Pizzangrillo di Marco Gianfreda, vincitore nella categoria corti al premio internazionale di cortometraggi Bagnolo Corti Film Festival. 7 - Un cuento chino di Sebastiàn Borensztein ha vinto iI Mouse d'oro, premio della critica on line del 6° Festival internazionale del Film di Roma. 1 2 3 4 5 6 7 026_027:026/028 11/12/11 11:41 Pagina 27
10 ANTEPRIMA FLUIDA Gentile Redazione, ho letto la vostra risposta al mio quesito. È stata molto ampia ed articolata. Ho poi messo in pratica i vostri suggerimenti ed ho provato a modificare l'ordine dei campi. La videocamera (Canon Legria HF-G10, ndr) in AVCHD 1080/50i, imposta automaticamente la proporzione dei pixel quadrati 1.0, e l'ordine dei semiquadri in primo campo superiore. Ho provato a cambiarlo in primo campo inferiore ma il risultato è identico. Poi ho provato ad esportare una clip in un file HD H264 ed il risultato finale visto sulla tv HD è stato perfetto. Dunque è soltanto la visione di anteprima, su Premiere o direttamente sul computer, che risulta un po' degradata. Vi ringrazio per tutto ciò e vi saluto cordialmente. Enrico Orsetti - AN Siamo felici che il nostro lettore abbia potuto risolvere il problema. Il fatto che la finestra di anteprima video del software di editing offra una bassa qualità è del tutto normale: durante la fase di lavorazione i programmi di montaggio adattano la qualità di riproduzione in base alla complessità della timeline e video sul televisore LCD Philips da 37 '', ai bordi delle immagini si vedono delle scalettature (è il termine giusto? o scaler), come se i pixel fossero ingigantiti. Questo difetto non si presenta al pc o sul televisore a tubo catodico . Ho cercato le regolazioni sul televisore, ho visto il video sia sul lettore Blu-ray che sul lettore DVD normale, ma niente il difetto non scompare. Per il montaggio del video ho usato Pinnacle studio 14, e tutte le regolazioni le ho lasciate standard . È il caso di mandare in pensione la mia Sony? Non avendo un grosso budget, pensavo ad una videocamera SD, non AVCHD. Risolverei i problemi della scalettatura ? Grazie Massimo Raponi alle prestazioni del computer, per consentire all'utente di lavorare in tempo reale, senza attendere tempi di rendering o senza incorrere in rallentamenti dell'interfaccia. Al momento della finalizzazione la qualità originale viene però recuperata per una visione ottimale su grande schermo. Solo con computer molto potenti o con hardware dedicati è possibile avere in tempo reale un'anteprima fedele, fluida, definita su monitor esterno anche in FullHD. È questa una delle caratteristiche che in genere distingue una workstation professionale da un sistema fatto in casa. Una qualità più bassa in fase di anteprima serve solamente ad avere un riferimento per continuare a lavorare. (M.Z) A PROPOSITO DI SCALETTATURE Cara Redazione, sono uno dei pochi al mondo che fino a poco tempo fa non vi conosceva. Ho cominciato a leggervi dal n° 63, e da lì ho acquistato i vostri libri, HD Videomaker, Editing HD, Video HD con la fotocamera reflex. Sto pensando all'abbonamento alla rivista. Vorrei porvi una domanda: pochi giorni fa ho girato per la mia famiglia un video con la mia vecchia Sony mini DV DCRTRV 12 E e ho scoperto che proiettando il Lo standard DV utilizza immagini di formato leggermente inferiore rispetto allo standard SD tradizionale. In particolare i pixel attivi sono 704x576 anziché 720x576. Un lettore DV produce quindi immagini più strette con delle piccole bande nere ai lati. Visionando il materiale in un televisore a pixel fissi (flat TV) tali bordi dovrebbero essere visibili come bande nere, a meno che il TV non venga impostato per effettuare un overscan (bisogna guardare nelle impostazioni di immagine e verificare se l'overscan, a volte chiamato "dimensione originale" o in modo simile, sia attivo o meno), caso in cui il TV automaticamente taglia i bordi (compreso quello superiore ed inferiore) allargando l'immagine. I televisori a tubo catodico, dal canto loro, erano sempre impostati in un leggero overscan. Questo dovrebbe spiegare perché lo stesso materiale possa risultare diverso, ai bordi, fra il TV a tubo catodico ed il monitor del PC ed il TV a pixel fissi (flat), in particolare facendo risultare visibili nel Flat TV pixel in più ai lati rispetto al televisore CRT. Però questo non spiega il particolare fenomeno di "ingigantimento" dei pixel che segnala il lettore, e che potrebbe essere dovuto ad una errata decodifica del materiale DV dove, in luogo delle bande nere ai lati, compaiono questi pixel raddoppiati o spuri. Se questi pixel non sono visibili nemmeno nel PC (immaginiamo che il lettore si riferisca ad una visualizzazione su finestra e non a schermo intero), potrebbe essere un problema del televisore Philips. Il lettore potrebbe provare a visualizzare il materiale dal DVD in cui è stato riversato su un altro televisore a schermo piatto, magari a casa di un amico, per verificare se il problema si ripresenta o meno e capire se la causa è nel suo tv Philips oppure se è già presente nel DVD, situazione in cui potrebbe trattarsi di un problema di codifica MPEG da parte del software Pinnacle. Nel caso ci ricontatti. (M.B) Posta tecnica La differenza tra SD ed HD è molto chiara in questa immagine del consorzio 3LCD: gli effetti nella pratica li possiamo leggere nella risposta al nostro lettore. Come ottenere filmati fluidi e ‘non scattosi' dalla Canon HF G10? Dopo la nostra risposta sul numero scorso, un nostro lettore ci comunica l'esito dei consigli ricevuti. 010:026/028 11/12/11 11:23 Pagina 10
TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXIV 102 C on i nuovi DEV-3 e DEV-5, Sonysperimenta l'impiego delletecnologie digitali in un settore molto specializzato, quello dei binocoli. I DEV ampliano il concetto di binocolo completandolo con funzioni di registrazione foto e video, anche in 3D, che permettono così di memorizzare automaticamente quello che si osserva, che sia natura, sport, architettura... senza necessità di altri dispositivi. Le due versioni sono identiche dal punto di vista ottico e realizzativo: si tratta di oggetti dal peso non trascurabile (circa 1,3 Kg con batteria installata), realizzati principalmente in materiale plastico, per limitare i grammi, ma ben rifinito. Il DEV-5, oggetto della prova, rispetto al DEV-3 dispone anche di GPS integrato e zoom digitale 20x. L'ottica offre un fattore di ingrandimento 10x rispetto alla visione normale che, al confronto con le proposte tradizionali sul mercato, colloca questi binocoli Sony nella fascia media degli ingrandimenti disponibili, con la differenza che nei DEV3/5 è anche integrato uno stabilizzatore ottico, che garantisce di catturare immagini nitide e stabili. UN VERO E PROPRIO CAMCORDER L'aspetto del DEV-5 è senza dubbio moderno. Ad una prima occhiata potrebbe far pensare a qualche strumento futuristico, se non ad un oggetto di provenienza militare. La disamina più accurata, invece, mette subito alla luce una serie di elementi distintivi che ci riportano rapidamente nel mondo dei camcorder di chiara provenienza Sony. Sono sufficienti il logo Exmor e l'Optical Steady Shot, se proprio non bastasse il logo Sony serigrafato sotto l'ottica... Il corpo dell'apparecchio presenta pochi tasti funzione, collocati nella previsione che l'impiego avvenga impugnando l'unità con entrambe le mani. Sul lato destro sono posizionati il controllo dello zoom ed il tasto per lo scatto fotografico, facilmente individuabile al tatto ma protetto per non rischiare la pressione accidentale, affiancato dal tasto per l'avvio della registrazione. Sempre a destra, ma più al centro, ecco due piccoli tasti per lo switch del modo operativa e la commutazione fra la visione 2D/3D. Sul lato sinistro invece compare il controllo del menu, con il classico tasto centrale ed i quattro pulsanti a croce, ed un secondo pulsante per l'avvio e l'arresto della videoregistrazione, molto più grande di quello a sinistra. Un tasto Play e quello di accensione completano la semplice ed efficace dotazione. È chiaro che lo strumento sia pensato per l'impiego con entrambe le mani, sebbene la speciale disposizione dei tasti permetta di operare anche con la sola mano destra, il che può rivelarsi comodo nel caso si abbia la necessità almeno temporaneamente di una mano libera. La distanza dei due mirini elettronici può essere variata mediante una apposita rotella, su cui operare fino a raggiungere la posizione che meglio si adatta ai nostri occhi (cambiando utente sarà necessario intervenire manualmente per riadattare i mirini). Subito sotto troviamo una seconda rotella, questa volta elettronica, cui può essere assegnato l'accesso diretto ad una funzione a piacere fra fuoco, apertura, tempi, compensazione dell'esposizione, bilanciamento del bianco e profondità 3D. Il tasto centrale permette comunque di accedere all'elenco delle funzioni disponibili senza tornare nel menu. Sulla parte inferiore dell'apparecchio è invece nascosto il vano batteria, con chiusura protetta contro le aperture accidentali ed in grado di ospitare sia la batteria in dotazione, da 2000 mAh, che una più grande da 3900 mAh. Sulla parte anteriore, a lato degli obiettivi, troviamo il vano per l'inserimento della scheda di memoria, in uno slot compatibile con SDHC e Memory-Stick, mentre sul lato destro trovano finalmente posto, protetti da apposite linguette, i connettori per l'alimentatore, microfono esterno e cuffie, nonché le uscite USB, micro HDMI ed il connettore speciale per le uscite analogiche, per il quale viene fornito l'apposito cavo. Impugnato l'apparecchio, il cui peso è Binocolo digitale Sony DEV-5 2.200 Quante volte abbiamo visto impugnare un binocolo digitale... ad un soldato o una spia in un film fantastico o sci-fi? Ebbene ora possiamo farlo anche noi, grazie a Sony ed al suo DEV-5. Registra quello che vediamo, in FullHD anche progressivo o 3D! Immagini dal futuro 102_105:128/130 11/12/11 13:23 Pagina 102
TEST: TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXV TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D TEST: Binocolo digitale Sony DEV-5 BINOCOLO DIGITALE SONY DEV-5 CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE CONTRO Costruttore: Sony, Co., Giappone Distributore: Sony Europe Ltd. sede secondaria italiana, via G. Galilei 40, Cinisello Balsamo (MI) - tel. 02/618381 www.sony.it Sensore: 2x CMOS Exmor R 1/4 Risoluzione: 4.2 Megapixel (x2) Obiettivo: 2x Lens G, F1.8 – 3.4 Focale foto: 27.4 – 606 mm equiv (foto 4:3) Focale video 2D: 53.7 – 660 mm equiv (no digital zoom) Focale video 3D: 34.4 – 344 mm equiv Minima distanza focale wide/tele: foto 1/80 cm, Tele Macro 25 cm; video 2D 1/80 cm; video 3D 80 cm / 7.5 m Illuminazione minima: 11 lux Formato video: 1920x1080, 1440x1080 pixel, 50i/60i, 50p/60p Codec video: MPEG-4 AVC/H.264 2D, MPEG-4 MVC/H-264 3D Bitrate (Mbps): 28 (50p e 3D), 24, 17, 9, 7 Foto: JPEG, 3072x2304 pixel Mirino: 2x 0.45”; 16:9; 1.226 megapixel IPD: 55 – 75 mm Controllo diottrie: ±3.5 Dimensioni: 155 x 88 x 219 mm Peso: 1130 g (no batt)/1300 g (batt NPFV70) Alimentazione: DC 6.8 V batt, DC 8.4 V alimentatore Consumo recording: 2D 4.3 W, 3D .5.0 W ESTETICA Sembra uscito da un film di fantascienza, o forse da un programma segreto militare. Fatto sta che è affascinante... COSTRUZIONE Molta plastica, voluta soprattutto per contenere il peso già di per sé considerevole, ma la realizzazione è molto curata e la progettazione evidentemente esperta. Solo la navigazione nel menu richiede un po' di pratica, in quanto la direzione dei tasti diviene innaturale quando si guarda nei mirini.. VERSATILITÀ Un binocolo che registra anche in video progressivo ed in 3D è sicuramente una novità. Le possibilità in registrazione ci sono tutte, ma di contro non è possibile operare alcun intervento sui file prodotti, tranne la copia e cancellazione. PRESTAZIONI Ottima la qualità video in AVCHD ed anche il 3D viene ben registrato. Dal punto di vista fotografico la risoluzione è limitata dal formato del sensore, ed i 7 Megapixel sono frutto di interpolazione. Da scegliere per il buono zoom e l'ottimo video. RAPPORTO Q/P Un prodotto piuttosto costoso anche se rapportato al prezzo cumulato di un buon binocolo ed un camcorder. Ma chi cerca una soluzione integrata non ha altra scelta! Camcorder integrato Registrazione 3D Modalità progressiva Sensibilità limitata Risoluzione foto limitata Peso LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE PRO Sembra provenire da un film di fantascienza, il DEV5 di Sony, il primo binocolo elettronico in commercio con funzioni di camcorder 3D e fotocamera digitale. Il DEV-5 è pensato per chi non può fare a meno di registrare quando usa un binocolo, e può così rinunciare a camcorder e fotocamera separata. tutt'altro che trascurabile e alla lunga si fa anche sentire durante l'uso, le uniche operazioni preliminari da eseguire sono quelle di aggiustamento della messa a fuoco e della distanza dei mirini per adattarli alla vista. L'operazione, simile a quella necessaria con un normale binocolo ottico, rappresenta la prima ed importante differenza rispetto all'impiego di una macchina fotografica o videocamera. Una differenza importante che prevede la capacità di adattarsi facilmente alla vista “binoculare”, pena un rapido affaticamento. Da questo punto di vista, nella visione 2D, è raro trovarsi in difficoltà, almeno in condizioni fisiologiche normali del sistema visivo. È vero però che il menu digitale che appare sui mirini può causare complicazioni nell'adattamento, visto che appare in primo piano e necessita dell'impiego di entrambi gli occhi per la visione completa. Alcuni elementi, infatti, sono molto perferici e possono apparire ai margini, se non addirittura fuori del campo visivo, quando la distanza fra i due mirini elettronici non è stata impostata correttamente. Una volta trovata la giusta regolazione, operazione che consigliamo di perfezionare in 2D prima di sperimentare la visione 3D, ci si può addentrare nelle funzioni del Menu. Questo ricalca in tutto e per tutto quanto troviamo nei normali camcorder Sony AVCHD (stesse icone, stesse funzionalità), e permette di personalizzare le modalità video e foto, nonché di impostare i settaggi comuni. Il Menu è suddiviso in cinque macro gruppi: Camera/Mic per accedere a tutte le impostazioni video e fotografiche, Image Quality/Size per la dimensione delle immagini ed il bitrate video, Edit/Copy per cancellare o copiare i vari file, Setup per le impostazioni generali. Troviamo in pratica tutte le classiche funzioni dei camcorder Sony, fra cui non mancano le impostazioni manuali che comprendono il bilanciamento del bianco, apertura, tempi e la compensazione dell'esposizione, destinate per specifici aggiustamenti, ma troppo complicate da raggiungere nel menu (e non utilizzabili simultaneamente, quindi non idonee per un vero funzionamento manuale. Presenti una modalità Low Lux per operare in penombra (solo fotografia), un timer per l'autoscatto, le modalità Scene per le impostazioni automatiche in condizioni predeterminate ed infine l'attivazione facoltativa dello zoom digitale (max 20x), che può essere abilitato o disabilitato per la modalità video (in modo foto non è disattivabile). Il sistema di stabilizzazione ottica Super SteadyShot si attiva sempre tramite menu, così come il GPS per la registrazione automatica delle coordinate del luogo di ripresa. Non mancano tutte le necessarie impostazioni per il collegamento ad un impianto AV, in analogico ed HDMI. FOTO, VIDEO, 3D Il sistema di cattura del DEV-5 si basa su due sensori CMOS Exmor R Sony di tipo ClearVid, dotati di 4,2 milioni di pixel disposti secondo un particolare schema che, a detta di Sony, permette di produrre immagini da 7 Megapixel tramite interpolazione. In modalità fotografica 4:3, infatti, il binocolo produce immagini da 3072x2304 pixel. L'aspetto 4:3 è quello naturale del sistema 103 102_105:128/130 11/12/11 13:23 Pagina 103
83 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D V PANORAMICO questo scopo per la trasmissione del segnale 7k2k della Omnicam, FascinatE ha sviluppato un sistema di distribuzione a strati ed un Proxy per la navigazione video in tempo reale. In pratica il proxy interpreta le richieste dell'end-user, che seleziona la parte di interesse del video a 180° della Omnicam, e si occupa di riquadrare, riscalare e codificare la porzione scelta in tempo reale, secondo il formato e la risoluzione adatte al dispositivo utilizzato dall'utente. Sarà così possibile navigare attraverso il touch screen di uno smartphone lungo il panorama video della Omnicam e zoomare nel punto di interesse, tutte operazioni che verranno eseguite in rete, riducendo le capacità di elaborazione richieste al dispositivo utente. Una speciale tecnica di trasmissione a segmentazione spaziale, in cui il video 7k2k viene suddiviso in più sottocomponenti e segmenti a risoluzione inferiore, anche questa sviluppata dal consorzio, si occupa di inviare al dispositivo solamente la porzione di immagine alla risoluzione adatta, risparmiando banda. FascinatE si è occupato anche di come integrare la Omnicam con un sistema di videocamere broadcast HD “classico”. Il video della Omnicam, infatti, sebbene ad alta risoluzione non permette certo di offrire ingrandimenti ad alta risoluzione di porzioni specifiche dell'immagine. Pensiamo all'utilizzo della Omnicam in uno stadio: la videocamera cattura in tempo reale l'intero campo a 180° permettendo di navigare senza problemi nelle diverse direzioni con qualità Full HD, più che sufficiente per zoom anche importanti quando la visione avviene tramite un dispositivo mobile o per un ingrandimento circa 2x su un TV Full HD. Quando però è necessario effettuare un vero avvicinamento al punto dell'azione, la Omnicam con i suoi 1920 pixel di risoluzione verticale non offre una risoluzione sufficiente, pertanto è necessario ricorrere al segnale catturato da videocamere HD specifiche, con zoom ottico e qualità Full HD, per integrarne il contenuto con quello della Omnicam. Il problema da risolvere in questo caso è come transire in tempo reale fra le immagini catturate dai due dispositivi, essendo questi così differenti per caratteristiche geometriche, spaziali e colorimetriche. È necessario assicurare che le caratteristiche di immagine vengano equalizzate per evitare di incorrere in fastidiose discontinuità. Ed a questo scopo sono stati sviluppati degli appositi sistemi di allineamento e color matching, rendendo così l'impiego della Omnicam integrabile in sistemi di ripresa convenzionale. Anche per la cattura audio FascinatE ha optato per soluzioni differenti da quelle convenzionali, ma in questo caso il lavoro è in progress. In un sistema come quello pensato per la Omnicam, infatti, quando l'utente sceglie la zona di interesse e ingrandisce una particolare porzione di immagine, il campo sonoro si dovrebbe trasformare coerentemente per offrire una riproduzione credibile. Fissare l'acquisizione secondo uno schema classico 5.1 o 7.1 non permetterebbe di acquisire sufficienti informazioni per consentire una rielaborazione corretta del campo sonoro nel punto di interesse scelto dell'utente. Per questo motivo FascinatE sta elaborando un sistema di registrazione “ad oggetti” in cui, idealmente, l'audio dovrebbe essre catturato in differenti punti comprensivo di informazioni di direzionalità, sfruttando ad esempio microfoni ambisonici. Questa parte della ricerca è in corso e sarà oggetto di futuri update. La Omnicam è stata anche realizzata in versione 3D, che permette l'acquisizione in questo caso di panorami a 360° con una risoluzione massima di 15000x2000 pixel per canale! Il consorzio FascinatE è un progetto finanziato dalla comunità europea e composto da 11 partner, tutti europei: Alcatel Lucent, ARRI, Un sistema video panoramico richiede un adeguato supporto sonoro. Per FascinatE lo sviluppo è attualmente orientato alla cattura audio “ad oggetti” tramite microfoni ambisonici, che permettano di memorizzare anche le informazioni di direzionalità. Le immagini panoramiche devono essere “raddrizzate” in riproduzione a seconda del punto di vista virtuale. Universitat Politecnica de Catalunya, Joanneum Research, Technicolor, Fraunhofer, University of Salford, BBC, TNO, Softeco, Interactive Institute. Fa specie constatare la totale assenza italiana nel gruppo... M.B. 082_083:008_010 11/12/11 13:05 Pagina 83
atto secondo Ottica grandangolare e case resistente ad acqua ed urti: la GoPro è tornata a far parlare di sé con la HD Hero2, la nuova versione del sistema per riprese no-limits per antonomasia. Nuovo il sensore, nuova l'ottica, nuove le connessioni e nuova anche l'attenzione ai dettagli... ma il prezzo è giusto? Riprese spericolate PROVA SUL CAMPO La GoPro HD Hero2 si presenta con la stessa forma del modello precedente, al punto che lo scafandro in policarbonato trasparente può essere usato anche con le macchine di prima generazione e viceversa. Le differenze costruttive risiedono nell'adozione di una lente in vetro, nel nuovo display con le indicazioni dei parametri di ripresa e nella presenza di quattro led di funzionamento sul corpo camera, tre in più del singolo indicatore sul frontale della HD Hero. Le immagini riprese con la nuova macchina sono in effetti più nitide, ed abbiamo apprezzato la maggiore costanza della definizione anche nelle aree periferiche: non si tratta a conti fatti di un incremento pari al doppio, ma si nota comunque una differenza in positivo, accompagnata dall'F number pari a 2.8. Rimangono presenti le aberrazioni cromatiche. Nel cuore della HD Hero2 si trova un Videocamera GoPro HD Hero2 100 S e siete amanti di surf, mountainbike, paracadutismo, moto o rallyprobabilmente la conoscete già da qualche anno. Se invece siete solamente (si fa per dire...) immersi nel video per passione o per lavoro, probabilmente la conoscerete lo stesso. Lanciata infatti come prodotto di nicchia per gli spericolati dello sport (ma l'abbiamo vista apparire anche nella dotazione dei soldati americani in Afghanistan...), la GoPro si è ritagliata uno spazio nelle produzioni audiovisive vere e proprie: grazie alle caratteristiche particolari (su tutte, il grandangolo spropositato e le dimensioni minime) e al prezzo, che appare minimo per chiunque sia abituato a pensare ai costi delle attrezzature video, la macchina è entrata nella dotazione di molti videomaker come secondo o terzo corpo da impiegare in riprese in automobile, in barca, in soggettiva e in tanti alti contesti, inclusi programmi televisivi su reti nazionali. Forte di questo successo di pubblico (e inondato di richieste su nuove caratteristiche da implementare o particolari da migliorare come la gestione del display di servizio), il marchio americano ha rilasciato la seconda versione della HD Hero, il prodotto di punta della sua offerta: ci siamo dunque procurati un esemplare e l'abbiamo messo alla prova, per verificare le mirabolanti promesse diffuse nei video promozionali. CMOS da 11 MP e da 1/2.3", non molto più grande del modello precedente ma in grado di restituire immagini meno rumorose anche con luce scarsa. Se il termine di paragone è una videocamera, il confronto non regge, ma il miglioramento rispetto al passato è netto. Le immagini presentano aliasing sulle linee verticali ed orizzontali e soffrono la presenza di moiré sulle trame fini, anche se in misura minore rispetto al modello precedente (che resta in vendita ad un prezzo ribassato). Il bitrate è lo stesso (15, 12 ed 8 Mbit/s) e le immagini soffrono degli stessi fenomeni di solarizzazione. Tutti questi difetti sono però ampiamente accettabili in una camera dal prezzo di 349 euro, che va sott'acqua fino a 60 metri, resiste agli urti e può essere installata in mille modi, grazie agli accessori in dotazione e alle molte proposte del catalogo. Per quanto riguarda le possibilità di registrazione, segnaliamo che la Hero2 349,00 Senza scafandro, la GoPro HD Hero2 è come un passerotto senza le piume... In questa versione, migliorato il display di servizio. TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXII 100_101:128/130 11/12/11 13:21 Pagina 100
W edding Contest ancora sugli scudi: dopo il video presentato sul numero scorso, ecco in primopiano la sfida fotografica, a completare una delle iniziative più amate dai lettori di TuttoDigitale. E se la sezione video dedicata al matrimonio rappresenta la tradizione del nostro Contest, la sezione fotografica ne è l'ultima nata e - per quanto giovane - ricca di soddisfazioni. Come dicevamo in precedenza infatti, l'edizione 2011 si è rivelata ancor più laboriosa del solito nella sua gestione, dal punto di vista della quantità e qualità delle proposte inviate, e in quest'ottica la sezione foto ha rappresentato buona parte del lavoro. Tanti i partecipanti e quasi tutti di valore, con un rapporto più o meno di 1:1 tra immagini fisse e in movimento, e diversi autori che hanno partecipato in entrambe le categorie. I criteri che hanno ispirato le nostre scelte sono quelli espressi sul precedente numero nonché già fissati per le passate edizioni: la bravura tecnica ed espressiva sì, ma anche quel guizzo di originalità e di personalità che ogni vero "autore", professionista o esordiente che sia, deve possedere per distinguersi dagli altri colleghi e appassionati. Entriamo nel vivo dell'agone, dunque, a cominciare dalla presentazione dei selezionati per la poule finale, in ordine rigorosamente alfabetico. ANTUONO & GRANDE, ALLA RICERCA DEL BIS Ecco Guglielmo Antuono e Antonio Grande, coppia storica di Imagine Studio di Vairano (CE), nonché dei nostri Contest, dove hanno avuto molteplici soddisfazioni (non ultimo il terzo posto nella sezione Video 2011). Qui tentano il bis nella fotografia, terreno nel quale supponevamo predicassero lo stesso verbo usato per il racconto di matrimonio, ovvero “stravolgere le carte in tavola”, realizzare un "concept" dallo stile innovativo... In realtà, poi, non è stato così: i fotoreportage inviati dai nostri amici si sono rivelati più classici, più tradizionali, un po' "ingessati" nelle atmosfere e nelle situazioni. Ben fatti indubbiamente, ma un tocco di frizzante in più non avrebbe guastato... DAVID BASTIANONI, PORTFOLIO D'AUTORE Arriva David Bastianoni da Castelfiorentino (FI), in compagnia di Zeina e Joe, e del loro album. Perché proprio di un Album si tratta, con un suo impianto narrativo dove a ogni foto principale si associa un corteo di piccoli scatti di contorno. Un microcosmo di frammenti di vita, puliti e ordinati in sequenza in un fil rouge ideale di quella che dovrebbe essere la vita. Vita che si sublima in tutti i suoi attimi, a raccogliersi in un ricordo indelebile. Luci, volumi, atmosfere - con tocchi subliminali di glamour (i sigari per lui, le immagini di Marylin per lei) - che si fondono armoniosamente in un tutt'uno. L'album come icona di felicità, un insieme cristallizzato nel tempo nello spazio, con qualche caduta di stile purtroppo, ma si sa, nessuno è perfetto... Belle, vive, vere, lontane da ogni formalismo pur nel canone imposto dalla cerimonia - per un portfolio d'autore. EMANUELE BELLAN, CREATIVO CON STILE Emanuele e la sua Digital Video 3 vengono da Taglio di Po (RO) e sono alla terza partecipazione, sia video che foto. E se nel video ha dato buona prova di sé, ancor più ci ha incuriosito questo suo book, dato che Bellan (che lavora con le Nikon D-700 e D-300s e diverse ottiche Nikkor, e lampade Ianiro) dichiara senza mezzi termini che "la creatività resta appannaggio del fotografo"... Sentiamo lui stesso cosa ci racconta: "vado in edicola ad acquistare la mia rivista preferita, Tutto Digitale... mi appare il Wedding Contest, sussulto ed esclamo "ci siamo!" (l'anno scorso non ho partecipato, mancandomi le liberatorie). E come le scelgo le foto? (...) Tre scatti per ogni coppia di sposi, estraendo il tema dominante di quel matrimonio: ‘Anthea ed Emanuel', dove la tecnica lascia spazio alla capacità di coinvolgere gli amici con situazioni nuove e allegre; ‘Selene e Massimo', dove prevale la spontaneità della posa, inusuale e coinvolgente; ‘Alessandra e Luca', dejà vu di cose viste, ma reinterpretate in chiave elegante e spontanea; ‘Andrea e Chiara', dove lo sfondo la fa da padrone; ‘Natascia e Andrea', quando il coinvolgimento degli sposi è totale; ‘Vanessa e Massimiliano', tre scatti di eleganza, come un tempo; ‘Stefania e Paolo', b/n con ambientazione tipica della zona; ‘Valeria e Federico', dove l'eleganza della posa e le luci creano l'atmosfera. Otto matrimoni, otto stili... Lo stile migliore non esiste, come non esiste la foto più bella in assoluto, solo la capacità di interpretare le emozioni... oggi va molto lo stile reportage e le foto in Speciale Wedding Contest 2011 Sezione Foto © An tu on o& Gr an de © Em an ue le Be lla n © Da vi d Ba st ia no ni ©Riccardo Bestetti WE DD ING c o n t e s t presenta ©Ricca rdo Cign o ©Roberto Bottazzo 054_059:026/028 11/12/11 12:31 Pagina 55
TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XI TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D professionisti e consumatori. In particolare, poi, il marchio giapponese ha introdotto sul mercato un camcorder pro ed uno broadcast dotati di doppia ottica e capaci dunque di produrre immagini stereo con una semplicità inarrivabile per qualsiasi sistema composto. All'ultima IFA, l'azienda ha inoltre mostrato il prototipo della HDCZ10000, una macchina 3D assai compatta e dotata però di alcune caratteristiche tipiche delle macchine professionali, tra cui gli ingressi XLR e i controlli audio manuali. Gli ingegneri Panasonic sono riusciti a racchiudere tutto il necessario in un corpo delle dimensioni e del peso più contenuto di quello di un apparecchio prosumer (1.6 Kg), e questa è già una buona notizia... IL 3D È BELLO, ANCHE DA FUORI Il design della macchina risente del doppio obiettivo, racchiuso in un frontale sporgente di forma simile a quello della AG-3DA1, ma molto più piccolo ed aggraziato. Il corpo vero e proprio è corto senza sacrifici particolari rispetto ai pulsanti di controllo, a parte due mancanze di cui daremo conto più avanti. L'impugnatura della videocamera è in posizione avanzata, in modo da agevolare il bilanciamento dell'insieme: la Z10000 cade in mano molto bene, e si può sostenere anche per lunghi periodi senza particolari problemi. Se invece si impugna dalla maniglia superiore, il peso dell'ottica farà tendere l'insieme in avanti. Proprio la maniglia superiore è la sede del microfono 5.1 integrato, della slitta per accessori, dei due ingressi XLR e dei controlli di canale, di un secondo pulsante rec e della leva dello zoom a velocità costante. Sempre sulla maniglia c'è il display LCD da 3.48", con il suo alloggiamento a scomparsa. Il display è un touchscreen di tipo autostereoscopico, per vedere in 3D senza bisogno di occhiali: la risoluzione del pannello è buona (1.15 MP), ma si riduce quando si attiva la registrazione in 3D. Il display può anche essere impostato per restituire la sola immagine del canale sinistro (che è anche quello attivo quando si lavora in 2D) oppure i due canali sovrapposti, per un controllo ottimale della parallasse. La posizione avanzata del piccolo monitor è molto confortevole. La carrozzeria è realizzata in plastica di qualità discreta e tutto sommato non sembra risentire particolarmente di economie costruttive. Gli sportellini per i selettori dei canali e per i livelli dell'audio appaiono poco solidi, ma ammettiamo che quest'impressione è un peccato veniale in un quadro complessivo interessante. Anche le connessioni sono coperte da sportelli in plastica: la HDC-Z10000 è dotata di uscita HDMI di tipo A, component su cavo proprietario, porta USB 2.0, uscita cuffie ed interfacce per il remotaggio di convergenza, fuoco ed iris, zoom e start/stop. Lo spigolo che accoglie le connessioni presenta un'area curiosamente priva di connettori: che sia il posto per l'uscita SDI di un futuro modello pro? Non abbiamo notizie in questo senso, ma la prima impressione di fronte all'insolito vuoto è stata proprio questa. VIDEOCAMERA 3D FULL HD PANASONIC HDC-Z10000E CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE PRO CONTRO Sensore di immagine: 1/4.1" 3MOS Sensor x 2, risoluzione 9.15 MP Ottica: 2 obiettivi, F1.5-F2.8 (2D), F1.5-F2.7 (3D), f= 2.84 - 34.1 mm in 2D (eq. 29.8 - 368.8 mm), f=2.84 - 28.4 mm in 3D (eq.32.0 - 320.0 mm) Stabilizzatore: Ottico, con modalità Hybrid OIS in 2D e Power OIS in 3D Supporto di registrazione: schede SD/SDHC/SDXC, 2 slot Formato di registrazione video: MPEG-4 AVC/H.264 (2D), MPEG-4 MVC/H.264 (3D). 1080 50i, 25p, 24p (3D), 1080/50p, 50i, 25p, 24p (2D). Formato di registrazione audio: Dolby Digital 5.1 / 2 ch, PCM 2 ch Illuminazione minima: 5 lux (iA mode ON : 1/30), consigliata 1400 lux Guadagno: da 0 dB a +30 dB Bilanciamento del bianco: Auto / White Set / 3200K / 5600K / Ach / Bch Monitor: 3.48" 16:9 3D LCD monitor (1,152,000 punti) Mirino: 0.45" 16:9 EVF (circa 1,226,880 punti) Microfono integrato: si, 5.1 ch Connessioni: HDMI tipo A, Component su cavo proprietario, 2 XLR in, out cuffie, USB 2.0, remote per convergenza, fuoco, iris, zoom e start/stop. Due innesti per vite da 1/4" e 3/8" Accumulatore in dotazione: Li-ion 5400 mAh Consumo: Max. 16.7W (Recording) Dimensioni e peso: 145 x 195 x 350 mm, 1600g Dimensioni e peso Macro 45 cm Wide anche in 3D Tre ghiere sull'obiettivo Stabilizzatore impreciso Controllo menu solo via touch Sensibilità nativa non eccezionale ESTETICA Molto bella da vedere, non soffre la presenza della doppia ottica. L'anello rosso è un tocco di personalità, così come le linee regolari del corpo COSTRUZIONE Ottimo il lavoro di ingegnerizzazione e il bilanciamento complessivo del peso sull'impugnatura. Peccato per i materiali della carrozzeria, che abbassano un punteggio altrimenti più alto. VERSATILITÀ Registra in 3D e fa il 1080 50p, con ampia scelta di parametri di ripresa e di personalizzazioni di immagine. C'è anche il grandangolo e la doppia scheda di registrazione... PRESTAZIONI In ripresa 2D siamo appena sopra il livello delle macchine consumer top di gamma della casa (e non è un punto a sfavore...). Ottima la gestione del guadagno. PRESTAZIONI 3D Stereoscopia per tutti, abbiamo detto: con la Z10000 si portano a casa immagini 3D corrette, a patto di rispettare i limiti del mezzo. Presente la funzione macro. RAPPORTO Q/P La macchina più economica per fare il 3D come dei veri professionisti: la Z10000 non è un giocattolo, e nelle mani giuste potrà dare molte soddsfazioni. LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE Costruttore: Panasonic Co., Giappone Dist: Panasonic Italia, via via Lucini 19, 20125 Milano, tel. 02/67881 89 088_091:128/130 11/12/11 13:11 Pagina 89
74 Digital Market Canon EOS-1DX e C300 presto disponibili Creative ProShow Cronaca di un successo annunciato Lo scorso 5 novembre 2011, presso la sala conferenze dell'Hotel Holiday Inn di via Aurelia (Km 8,400) a Roma, si è svolta con successo la seconda edizione del Creative ProShow, un evento realizzato in partnership con le aziende X-rite e Wacom e la attiva collaborazione di Tutto Digitale. Stiamo parlando di un evento davvero unico nel panorama delle iniziative formative, che ha occupato un'intera giornata - ‘dall'alba al tramonto', o quasi interamente dedicata alla creatività professionale fra photoshop, CGI e fotografia. Un appuntamento dunque con l'accento sul fotoritocco ma non solo, che ha visto la partecipazione dei retoucher creativi più quotati in ambito internazionale, protagonisti dei lavori di fotografi come Erwin Olaf e David Lachapelle, e con un pacchetto clienti che comprende Audi, Nike, Adidas ed Mtv. Una manifestazione, insomma, che ha costituito Al Villaggio Tutto Digitale @ Fotografica11 il computer di palco - utilizzato per tutte le dimostrazioni e la gestione delle varie operazioni - era un Apple iMac con schermo da 27” di ultimissima generazione, adeguatamente attrezzato nella dotazione, sia dal punto di vista dell'hardware che del software, con Final Cut Studio 3 ed Adobe Production Premium CS5.5. Il computer è stato fornito da mac@work, e precisamente dal punto vendita di Corso 22 Marzo a Milano, che ringraziamo per la collaborazione. Il negozio è uno degli Apple Premium Reseller del gruppo, che conta filiali a Milano, Torino, Alessandria ed Asti www.macatwork.net Conclusa, con un grande successo ‘ di critica e di pubblico', l'edizione 2011 di Fotografica, la settimana Canon della fotografia e del video, nella nuova sede presso La Torneria in via Tortona, 32. Stiamo parlando di uno degli appuntamenti di riferimento nel settore dell'immagine creativa, che coinvolge ogni anno professionisti ed appassionati grazie a un fitto programma di incontri e di eventi proposti gratuitamente. Anche quest'anno la nostra rivista ha organizzato e gestito la sezione video dell'evento, con l'ormai famoso Villaggio Tutto Digitale, che ha proposto un ricco calendario di incontri con professionisti del settore (registi, direttori della fotografia, montatori, colorist, DIT e quant'altro), workshop su tematiche specifiche, letture di portfolio video, lezioni di ripresa e proiezioni di corti, clip, spot, showreel e documentari. Fra i tanti eventi nell'evento, da citare due sessioni di approfondimento sulle macchine Canon del momento, che Tutto Digitale ha avuto occasione di provare in anteprima alla presentazione di Hollywood. Stiamo parlando della superreflex EOS -1DX, una macchina che segue la tradizione delle reflex professionali con una maggiore vocazione video, e della nuova, attesissima macchina da presa digitale EOS C300, con sensore Super 35 mm. Abbiamo presentato in dettaglio entrambe queste macchine sullo scorso numero di Tutto Digitale, e le testeremo in anteprima nei successivi, in concomitanza con la distribuzione che inizierà prossimamente. Nel frattempo, c'è la possibilità di osservare da vicino le due super novità della casa giapponese partecipando ad uno dei Canon Day come quello che si svolgerà presso la Placa, a Roma, il 20 dicembre, al quale parteciperemo anche noi di Tutto Digitale con un intervento-reportage sull'evento di lancio di hollywood. www.tuttodigitale.it II Edition un'occasione unica per una full immersion nel mondo virtuale, con workshop e seminari tenuti in lingua italiana, che hanno illustrato ai partecipanti in maniera approfondita le tecniche, i metodi e il flusso di lavoro necessari ad ottenere risultati professionali nell'ambito della grafica pubblicitaria digitale. Insomma, una festa dell'immagine creativa, un utile momento di studio e confronto sulla materia, una manifestazione da replicare. www.creativeproshow.com 074_076:026/028 11/12/11 12:51 Pagina 74
più grandi. Il resto della troupe era formato da studenti della NYU di New York. Il regista italo-americano, Jonas Carpignano, che ha solo 27 anni, è riuscito a trasmetterci completamente l'amore e la dedizione del suo lavoro, con un'armonia che ho riscontrato poche volte. Quando mi si chiede di questo corto ne parlo come se fossi innamorata di tutto ciò che ha riguardato la lavorazione. Siamo stati nelle case degli immigrati per ricostruire la rivolta di Rosarno. Avete fatto una bella ricostruzione; a volte viene il dubbio che si tratti di riprese fatte durante la vera rivolta... Le persone del luogo, mentre giravamo ci dicevano che eravamo riusciti a ricostruirla proprio uguale. Jonas ha trascorso due mesi con loro, prima di girare, per avere la loro fiducia, perché avevano paura a raccontare questa storia, per timore di finire in carcere poiché molti non hanno il permesso di soggiorno. Già due anni fa avevano rischiato, rifarla per finta non era un gioco per loro. Alcuni di quelli che hanno fatto la rivolta sono diventati i nostri protagonisti. Penso che questo modo di approcciare il lavoro sia stato fondamentale per ottenere questo risultato. Quanto tempo avete girato? Due settimane, perché il regista, che è stato assistente di Spike Lee, è molto preciso e voleva tutti piani sequenza. Anche la rivolta è tutto un piano sequenza. E per preparare un'unica sequenza di quattro minuti, di notte, con quaranta comparse, senza far vedere i proiettori, con gli elettricisti non professionisti perché tutti studenti, ho impiegato il quadruplo del tempo. Poi usando un 16mm come ottica, quindi molto grandangolare, il rischio era che si vedesse tutto. La difficoltà tecnica del corto era supportata da questa energia e amore infinito, ci volevamo tutti bene, sembravamo dei pazzi a vederci da fuori, tutti fratelli, era bellissimo. Che rapporto hai con la color correction? Ho imparato da studente che non hai tante possibilità di colorare in post produzione, perché non hai tempo o non hai soldi. In laboratorio noi avevamo la possibilità di fare una copia sola, quindi se quella non era perfetta non potevamo rimetterci le mani sopra. Ho imparato a lavorare il negativo e quando sono sicura del risultato che voglio lavoro in diretta, cioè se voglio un colore lo metto, se voglio un contrasto lo faccio, questo sia in pellicola che in digitale. Il risultato lo guardo dal monitor. E siccome faccio tante cose low budget questo metodo mi ha aiutato molto. Anche per questo corto che ha vinto a Venezia, se non avessi lavorato così, avrei fatto una fatica pazzesca, perché abbiamo fatto una color correction e il mix dell'audio in soli dieci giorni, dopo che abbiamo saputo che ci avevano selezionato. Io non sono una tecnica, vado molto ad occhio ed istinto, perché è così che ho iniziato. Non sapevo niente di fotografia, leggo tutto quello che trovo, i blog, le riviste, però quando devo girare con una telecamera devo usarla e vedere personalmente le potenzialità che riesco ad ottenere dal mezzo. È solo un problema dell'Italia avere così poche donne come direttori della fotografia? Un problema dei paesi latini direi, anche in Sudamerica ce ne sono pochissime, in Cile nessuna credo. Una grande emozione l'ho provata l'anno scorso andando a trovare il mio capo elettricista sul set di una pubblicità a Cinecittà. C'era il regista argentino e il suo direttore della fotografia, una donna argentina incinta che lavorava, mi sono messa a piangere e ho pensato “allora si può”. Questo è stato sempre il mio dubbio, riuscire a coniugare quella voglia materna che ho, con questo lavoro che adoro. C'è stato un cambio di registro nella mia mente in questi anni, perché adesso non ho paura di affrontare la maternità, forse perché mi sento più sicura del lavoro che faccio. Penso che tale lavoro si possa conciliare benissimo, perché ci sono dei mesi in cui non fai niente. C'è un consiglio che potresti dare a chi inizia? Non perdete mai il fuoco sull'obiettivo! Se lo perdi di vista non lo raggiungi più… A cura di Alessandra Brancati SOCIAL CLUB PUOI SEGUIRE LA TUA RIVISTA PREFERITA IN TUTTE LE EDICOLE DEL MONDO. (O QUASI...). PER ESSERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOVITÀ DEL MERCATO E SULLE ATTIVITÀ DI TUTTO DIGITALE, PUOI ANCHE: - iscriverti alla newsletter gratuita settimanale - www.tuttodigitale.it/registrati.php - iscriverti al canale di Tutto Digitale su YouTube - www.youtube.com/TuttoDigitale - seguirci su Twitter - @TuttoDigitale - cliccare “mi piace” sulla nostra fan page Facebook - www.facebook/tuttodigitale - iscriverti al gruppo su Flickr - flickr.com/groups/TuttoDigitale - acquistare e leggere le riviste su computer, iPad o iPhone - www.tuttodigitale.it/edicola TUTTO DIGITALE SUPERWIDESCREEN: ASPECT RATIO 1: ∞ 050_053:026/028 11/12/11 16:50 Pagina 53
dettagli, cui Di Pasquale riesce a conferire un'evidenza speciale - a dare un sapore, un profumo particolare alle storie che Davide fissa nei suoi scatti, che a volte hanno addirittura echi neorealisti. Certamente un buon lavoro il suo, premiato con l'ingresso nel ristretto lotto degli eletti... GIOVANNI MONDELLI, FEDELE ALL'ORIGINALE Ancora lui, Giovanni Marco Mondelli dello studio Fine Art di Santa Maria di Castellabate (SA): chi ha seguito su Tutto Digitale 71 la proclamazione della categoria Video sa che GMM si è classificato al terzo posto e quindi ne ha già letto le lodi. Lodi che possiamo estendere anche alle sue foto, ricche di pathos (in senso buono), di bellezza, ma anche di verità. Ecco, Mondelli non cerca la foto patinata, quanto piuttosto la fedeltà all'originale, nella convinzione che questa sia la chiave giusta per giungere all'anima delle cose. D'altronde era lui che diceva di voler "raccontare attraverso le immagini le emozioni che provano gli sposi e cercare di farle rivivere nell'animo dello spettatore”? Dunque Giovanni e la moglie Vincenza, che lavora con lui, hanno centrato la doppia finale sia nella foto che nel video come nel 2010: la Fine Art si conferma fedele al proprio nome… IRENE RIZZOTTI, SPICCIOLI DI EMOZIONI Da Albegno di Treviolo (BG) arriva Irene Rizzotti e la sua Foto & Movie, già finalista in passato, che dichiara di partecipare emotivamente ai matrimoni da lei fotografati, in una simbiosi che ci sembra creativamente e professionalmente importante: "sono foto scattate durante bellissimi matrimoni" dice. Irene ha inviato pochi scatti, istantanee fatte di spiccioli di emozioni: ‘Baciami ancora', facile intuire perché: una coppia giovane e super-romantica, divertita dal mio stile fotografico; la location del banchetto era molto particolare e ho lavorato molto per valorizzarla. ‘Nozze fuori dal comune: coppia armena, vivono in America, sposati a Venezia"; e di quelle che lei chiama ‘Piccole cose', dettagli di oggetti: i confetti, gli anelli, le tavole imbandite... E se l'autrice sa indubbiamente il fatto suo - tanto da meritare l'ingresso nella finale - di certo questa estrema sintesi l'ha un po' penalizzata: poche immagini, alcune delle quali nettamente di contorno: aspettiamo fiduciosi immagini anche dei protagonisti al prossimo Wedding Contest... LUIGI ROTA, MATRIMONIO IN ALTA QUOTA Eccoci a Luigi Rota da Cremeno, che ci ha inviato tutte immagini b/n, dal sapore antico e quasi al di fuori del tempo. Del suo portfolio abbiamo apprezzato la definizione, la nitidezza delle immagini, la pulizia: una segnalazione è d'obbligo come ‘miglior uso del b/n'. Certo, dieci scatti sono forse un po' pochi per giudicare a fondo un lavoro e uno stile; ma la stoffa c'è di sicuro, ragione per cui Luigi è andato dritto in finale, anche se lo aspettiamo a future prove dove poterlo valutare un po' meglio... PIERLUIGI SPERINDEO, NEL REGNO DEL COLORE Il colore domina nel lavoro di Pierluigi Sperindeo di Napoli, nel senso che il suo uso risalta come criterio espressivo, in una tavolozza che va dal b/n ai viraggi in seppia e in blu, fino a immagini dai toni cromatici marcati e sensuali, atmosfere quasi caraibiche, sapore di salsa e di mistero... Sembra di entrare in un film, anzi in più film di diversi autori e in questa commistione di stili e di sensazioni Sperindeo trova il suo punto di forza e forse anche il suo limite. Certo, la versatilità è un pregio e lo è anche quello - presumiamo - di saper andare incontro ai gusti degli sposi, mutuando registro in base alle loro preferenze, ma il quadro complessivo appare un po' camaleontico e frammentario. Intendiamoci bene, il giudizio è positivo, altrimenti Pierluigi non sarebbe arrivato al rush finale, ma l'eccesso di suggestioni alla fine non ha giocato pienamente in suo favore... MAURIZIO TURIACO, COME TRADIZIONE VUOLE Veniamo al padovano Maurizio Turiaco (Foto Atelier L'immagine) e al suo matrimonio cometradizione-vuole. Maurizio è un esteta dell'arte del dettaglio, gli piace giocare con il vedo-non vedo, nascondendo gli sposi (e gli altri attori) a far capolino tra oggetti e superfici, in controluce, tra sfocature o in vertiginosi panning... Il risultato è un insieme gradevole e professionale, anche se - in questo caso - gli è mancato quel quid per giungere alle vette più alte... Finalista, e questo è già un bell'onore. GIROLAMO VITALE, CLASSICO DI CLASSE Per conto di MG Photo ci scrive da Villabate (PA) Girolamo Vitale, che ci ha inviato foto da più matrimoni. In tutte spicca l'uso del colore, che magnifica le belle location siciliane, ma anche il bianco e nero e i viraggi in seppia, per dare un tocco di classico al reportage. Immagini indubbiamente belle e ben costruite, anche se a volte soffrono di un eccessivo formalismo o, al contrario, di qualche effetto di troppo... ©Romina Costantino © Davide Di Pasq uale © Pi er lu ig i S pe rin de o © Ir e n e R iz zo tti ©Luigi Rota 054_059:026/028 11/12/11 12:33 Pagina 57
è una pubblicazione mensile - 0,02 euro edita da Pro.Com (www.propuntocom.it) Tel. +39.328.66.97.250 Sede legale: Viale Bruno Buozzi 72 - 00197 Roma www.technoshopping.it - A. 7 Sp. FotoTV 2011 Hanno collaborato: Alessandro Belli, Edoardo Vivadio Progetto grafico e impaginazione: motoperpetuopress Stampa: Arti Grafiche Boccia, Via T. C. Felice, 7 - 84131 Salerno tel: +39 089 303311 - fax +39 089 771017 - www.artigraficheboccia.it Registrazione Tribunale di Roma n.315/2005 del 12/08/2005 Redazione: redazione@technoshopping.it Pubblicità: pubblicita@technoshopping.it Direzione editoriale: Stefano Belli Direttore responsabile: Giorgia Vaccari Direzione amministrativa: Rossella Cavaniglia
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46 Abbiamo detto che per ottenere il risultato migliore in HDR è meglio scattare una sequenza di file RAW con la macchina su cavalletto, ma esiste una scorciatoia per tutti i pigri che non vogliono sobbarcarsi il peso del treppiedi in fase di ripresa. È sufficiente riprendere la scena scattando una sola immagine in RAW ad esposizione media e sviluppare successivamente il file in 'camera chiara' (con Adobe Camera Raw o con il software fornito a corredo dal costruttore della reflex). Una volta scaricata l'immagine nel PC, basta aprire il medesimo file RAW per almeno tre volte selezionando in successione valori di esposizione di +/-1 EV. I file Tiff o Jpeg ottenuti potranno in seguito essere fusi insieme da Photomatix Pro senza particolari problemi. Il programma tuttavia, ci avverte che i file compressi porteranno ad un inevitabile restringimento della gamma dinamica rispetto a quelli grezzi e non compressi. UN SOLO RAW PER ME PUÒ BASTARE... Una volta diventati esperti, sarà possibile sperimentare l'HDR in notturna, che fornisce risultati molto interessanti. Nel valutare il posto che sarà il teatro delle nostre prime prove in HDR, è da tenere presente che anche il luogo apparentemente più insignificante dal punto di vista fotografico o estetico può trasformarsi in un'autentica sorpresa per gli occhi una volta elaborato in HDR. Più che per la fotografia tradizionale, quindi, è importante quella che i professionisti definiscono previsualizzazione. Individuata la location adatta si passa all'azione montando la reflex su treppiedi ed impostando correttamente la macchina. Ricordiamo che bisogna effettuare una serie di scatti a differente esposizione. Sul numero degli scatti è in corso un dibattito serrato. C'è chi sostiene che ne bastino 3 e chi ne ritiene necessari ben 13. La nostra esperienza, tuttavia, ci porta a restringere a 5 il numero delle fotografie. L'importante è variare l'esposizione (sovra e sotto esponendo) di almeno 1 stop tra uno scatto e l'altro. Se la reflex consente di effettuare il bracketing, basta impostare il numero e lo scarto di esposizione tra le foto. Se tale funzione non è presente, si può impostare la reflex in manuale riprendendo in successione la scena inquadrata. Memorizziamo la coppia tempo/diaframma fornita dall'esposimetro per una corretta esposizione (che chiameremo media) mettiamo f/11 a 1/30sec., e lasciamo invece invariato il diaframma per avere un'estesa profondità di campo nitido. Alla fine la nostra sequenza di fotografie sarà: f/11 a 1/30sec. - f/11 a 1/15sec. - f/11 a 1/8 sec. - f/11 a 1/60 sec. f/11 a 1/125 sec. In questo modo il sensore registrerà i dettagli sia nelle alteluci che nelle ombre più chiuse. Il passo successivo, una volta tornati a casa, è quello di scaricare le fotografie scattate nel computer e cominciare a divertirsi con il software di elaborazione, fino a raggiungere il risultato desiderato. Enrico Fontolan Le ottiche supergrandangolari regalano le soddisfazioni più grandi perché conferiscono ampio respiro e drammaticità alla scena. I riflessi sono un soggetto molto fotogenico, soprattutto in HDR. Infatti, la grande differenza in termini di esposizione tra le ombre e le luci della scena viene compensata dall'ampia gamma dinamica dell'immagine finale. © E N R IC O F O NT O LA N © E N R IC O F O NT O LA N 042_049:026/028 11/12/11 12:22 Pagina 46
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D Una strada affollata nelcentro di Napoli, piena dibotteghe che vendono presepi. Una famiglia americana benestante - moglie, marito e figlio - cerca di farsi strada attraverso la calca. Marito e moglie discutono su quale strada prendere, mentre il ragazzo si fa trascinare controvoglia. Spesso resta indietro, attratto dalle statuine. Figure di Pulcinella, immagini sacre, presepi, corni… Il piccolo Jack si ferma ad una bancarella, rapito da tutte queste straordinarie figure. Le tocca con noncuranza e dispettosamente, comportandosi da vero marmocchio maleducato. Moglie e marito discutono animatamente poi si accorgono che il bambino non è più lì. Iniziano una ricerca disperata, biasimandosi a vicenda per l'accaduto. Ma il VI 84 fra magìa e contraddizioni bimbo non si trova… È l'inizio di The Wholly Family, un viaggio onirico tra realtà e immaginazione attraverso i luoghi più nascosti ed i simboli di una Napoli che un regista colto e raffinato come Terry Gilliam sa leggere e decodificare al massimo delle sue contraddizioni. The Wholly Family è un corto prodotto dal Pastificio Garofalo, che nel 2005 ha iniziato la propria avventura nel mondo del cinema, dapprima con il product placement, poi (2008) scegliendo di girare il suo primo cortometraggio come produttore; è così che, in collaborazione con Fox Channels Italy, viene realizzato il noir L'Alchimia del Gusto di Edo Tagliavini, con Alessandro Preziosi. Nel 2009 è la volta di Questione di Gusti, per la regia di Pappi Corsicato, con Iaia Forte ed Ennio Fantastichini. Per il suo terzo corto il Pastificio Garofalo ha scelto “l'esordiente” Valeria Golino, per la prima volta Pasta Garofalo continua la sua avventura nel mondo del cinema con una produzione d'autore: il corto The Wholly Family firmato da Terry Gilliam. Una piccola grande opera, ricca di interessanti spunti di riflessione, della quale parliamo con il direttore della fotografia Nicola Pecorini Corto d'autore Il piccolo protagonista di The Wholly Family circondato dai Pulcinella, in una scena chiave del corto. nelle vesti di regista per Armandino e il Madre (una storia d'amore ambientata tra le sale di un museo di arte contemporanea del centro storico di Napoli). The Wholly Family nasce dalla collaborazione con PesceRosso Comunicazione e Design (www.pescerosso.com), che con Pasta Garofalo ha realizzato un progetto di comunicazione di brand entertainment, legato al cinema: l'ideazione e realizzazione di coproduzioni cinematografiche, la scelta dei partner, la selezione dei progetti, registi e producer, la strategia media e gli eventi collegati, sono alcune delle attività. PesceRosso ha coinvolto Terry Gilliam nel progetto, curandone lo sviluppo ed il lancio. Un piccolo grande progetto, insomma, che merita qualche approfondimento. E chi meglio del direttore della fotografia Nicola Pecorini - come leggerete, tutt'altro che tifoso del ‘tutto digitale'- può rispondere alle ' foto Marianna Marin ' foto Marianna Marin digitale Il cinema visto dall'in terno 084_087:108 113 12/12/11 18:42 Pagina 84
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indichiamo come 1, registrerà informazioni (x1, y1), il sensore sinistro (x2, y2). Abbiamo costruito due spazi bidimensionali che ci permettono di ricostruire in postelaborazione la terza dimensione, conoscendo le caratteristiche dell'apparato di ripresa (la distanza fra i sensori). L'occhio umano esegue questa elaborazione in tempo reale sfruttando l'effetto di parallasse, ovvero le piccole differenze fra le due immagini dovute alla separazione delle due fotocamere utilizzate per riprendere lo stesso oggetto. Nelle light field camera questo concetto viene esasperato. L'immagine proveniente dall'obiettivo non viene memorizzata come una singola immagine bidimensionale sul sensore, ma viene proiettata più volte lungo la superficie del sensore, con diverse parallassi. Per far questo innanzitutto non si focalizza più l'immagine proveniente dall'obiettivo direttamente sul sensore, bensì su un punto posto dietro di esso. Davanti al sensore viene applicata una matrice di microlenti che rifocalizza i raggi provenienti dall'obiettivo, proiettandone tante piccole porzioni in una specifica zona del sensore. Guardando da vicino l'immagine catturata da questo dispositivo, anziché scoprire che questa è composta da pixel che uniformemente riproducono l'immagine completa, scopriremo che è composta da tante piccole immagini vicine e apparantemente simili fra loro che, viste a distanza, sembrano ricostruire l'immagine vera e propria. Ciascuna microlente, focalizza sotto di sé una porzione dell'immagine proveniente dall'obiettivo usando un certo numero di pixel del sensore. Gruppi di microlenti vicine focalizzano porzioni diverse del fascio di luce proveniente dall'obiettivo, che producono immagini parzialmente sovrapposte con quelle delle microlenti vicine, ma formate da raggi di luce provenienti da diverse direzioni, ovvero con parallasse diversa (vedi figure 5 e 7). In questo modo viene composta sul sensore una rappresentazione molto più complessa della realtà. A differenza di quanto avviene in una normale fotocamera, ciascun pixel così catturato da solo non avrà senso, ma dovrà essere necessariamente interpretato conoscendo la posizione della microlente che lo ha illuminato rispetto al punto dell'obiettivo da cui sono partiti i raggi luminosi. Poiché l'associazione fra pixel e microlente è nota, il raggio di luce è a sua volta noto. Registrando diversi raggi di luce per lo stesso oggetto focalizzato da microlenti diverse su pixel diversi, significa di fatto registrare “un campo di luce”, anziché un'immagine. Ecco perché una light field camera produce dati che necessitano di una post-elaborazione per “sintetizzare” l'immagine finale vera e propria. Tornando all'esempio matematico precedente, se (x,y) indica il pixel del sensore e (h,k) il punto di partenza del raggio luminoso sull'obiettivo principale, abbiamo costruito uno spazio (x, y, h, k) quadridimensionale. Esempi di rifocalizzazione dell'immagine catturata con una fotocamera a campo di luce. Scegliendo il punto di interesse, il software ricalcola la provenienza dei raggi necessari a comporre l'immagine ed estrae, dalla speciale immagine catturata dal sensore, i pixel necessari per comporla. Questo corrisponde ad una “rifocalizzazione” istantanea a posteriori. 39 Ciascuna microlente di una light field camera proietta una sub-immagine sul sensore di dimensione pari ad N pixel, dove N è un parametro di implementazione del prodotto. Microlenti vicine catturano porzioni vicine e parzialmente sovrapposte del campo di luce memorizzando, così, i raggi di luce provenienti da diverse direzioni. Sfruttando l'effetto di parallasse, è possibile memorizzare in un solo scatto una molteplicità di immagini virtuali corrispondenti alle diverse direzioni di incidenza dei raggi di luce. Per questo si parla di fotocamere a “campo di luce”. 036_041:026/028 11/12/11 11:59 Pagina 39
Il carattere, prima ancora della preparazione tecnica, altrimenti “ti mangiano” in due minuti. Al CSC noi avevamo gli elettricisti di Rotunno che ti mettevano la manona sulla spalla per farti capire che loro ne avevano tanta di esperienza, perciò se tu gli chiedevi il proiettore da un lato ti rispondevano che era meglio dall'altro e tu all'inizio pensavi che bisognava ascoltare sempre i maestri. Poi vedevo le proiezioni e dicevo a me stessa perché non avevo insistito per farlo mettere dove volevo. Così ho imparato a sostenere le mie idee e a non farmi abbindolare, perché spesso era solo una questione di comodità per loro mettere lo stativo in un punto anziché in un altro. Quindi Rotunno alla fine è servito tanto, lo ringrazio tutti i giorni dentro di me, nonostante il caratteraccio. Cos'altro hai imparato al centro sperimentale? Al corso di fotografia noi avevamo sempre la macchina da presa a disposizione tutto il giorno, credo poche scuole ti offrano questo vantaggio. Ho iniziato con la pellicola 35 mm, potevamo sperimentare quanto volevamo. Rotunno ci faceva leggere dei libri e da quelli dovevamo estrapolare delle ipotetiche immagini e metterle in scena. La sfida era raccontare dieci righe di un libro con un'inquadratura sola. Me ne ricordo una che avevo fatto durare trenta secondi e lui mi ha fatto la stessa identica cosa in quindici, raccontandola con la stessa intensità. Rotunno non ci ha insegnato solo la fotografia, ma anche il montaggio nell'inquadratura, la regia, a stare sul set, cosa che in altri corsi non avveniva. Quali sono i passi successivi dopo il CSC? Io ho scalpitato tanto per accelerare i tempi della gavetta, che comunque fanno tutti. Dopo aver conseguito il diploma al CSC, ho cercato di fare l'iter normale. Andavo dove noleggiano le attrezzature e mi piazzavo lì tutto il giorno a guardare e osservare e, appena potevo, mi infilavo dentro ai provini di qualcuno. Parlo tre lingue, quasi quattro (italiano, spagnolo, inglese e un po' di francese) e questo mi permetteva di parlare anche con le produzioni straniere che venivano al noleggio. Anche grazie a questo, ho potuto fare l'assistente volontaria nello spot diretto da Spike Lee, dove compare l'immagine di Gandhi. Cosa ti ha spinto a rimanere in Italia e non provare a lavorare all'estero? Nonostante avessi la possibilità di recarmi all'estero, a Londra dove vive mia sorella o in Sudamerica dove stanno i miei, mi sono detta “perché non ci devo riuscire?”. Sono rimasta anche per quello, per una sfida con me stessa: riuscire ad aumentare il numero di donne che fanno il mio lavoro. Ce ne sono tantissime che fanno l'aiuto o l'assistente operatore o il video assist. Il problema della donna è proprio arrivare a fare il capo reparto, perché non ti danno fiducia, purtroppo. Perché, secondo te? Mi piacerebbe poterne parlare tanto con un produttore. All'inizio della mia carriera imparavo il mestiere facendo l'assistente ad altri direttori della fotografia, ma nel tempo libero portavo avanti la relazione con i miei coetanei girando tutti i tipi di cortometraggi possibili gratis. Puntavo quindi su tutti i registi emergenti che adesso hanno fatto quasi tutti opere prime. In Italia si girano molte opere prime perché ci sono più finanziamenti per queste, ma i produttori, dal momento che stanno puntando su un regista alla prima esperienza di lungometraggio, si fidano relativamente. Il reparto di fotografia è sempre quello più complicato, quello più enigmatico secondo me, perché se un costume è fatto male o la scenografia è fatta male, si vede a occhio, mentre la fotografia lascia sempre questo dubbio, anche quando guardi nel monitor nessuno sa mai veramente come si vedrà alla fine. In più è il reparto che ne ha sotto di sé altri tre: quello della macchina da presa (operatore, assistente, aiuto), quello dei macchinisti, e quello degli elettricisti, che come sappiamo, in Italia godono della fama di buzzurri: quindi, quando vedono una trentenne (e in Italia i trentenni sono considerati giovani), in più donna, in più non massiccia e mascolina, si spaventano. Io riesco a conquistare la fiducia di un produttore o di un regista solo quando mi vedono lavorare sul set, non prima. Le parole non mi servono, anche lo showreel non mi serve, mi devono vedere lavorare. È anche un problema delle stesse donne, perché ci sono tante produttrici e anche loro non ti danno fiducia, a volte anche per invidia. Quali sono stati i passaggi più importanti nella tua carriera? Sicuramente la collaborazione con il dop Maurizio Calvesi. Per quattro anni sono stata il suo jolly, mi prendevano come aiuto operatore però alla fine facevo l'operatore alla seconda macchina della seconda unità. Dialogavamo molto anche perché Immagini e poster di A Chjàna, miglior cortometraggio all'ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia abbiamo un gusto fotografico simile. Adoravo guardarlo lavorare. E lui, non essendo geloso, appena poteva delegava. Purtroppo sono tutti gelosi del proprio ruolo e questa è un'altra cosa che ho dovuto superare per crescere. Se non fosse stato per Maurizio avrei impiegato più tempo. Nell'ultimo film, I Vicerè, ero aiuto operatore ma sbuffavo dalla mattina alla sera perché caricavo solo enormi quantità di pellicola tutto il giorno, è stato un film veramente delirante e stressante. Quando sono finite le riprese ho deciso che non avrei fatto più l'aiuto operatore, perché quando inizi ad odiare uno dei lavori più belli del mondo vuol dire che c'è qualcosa che non va. Era il momento di svoltare, così insieme a lui abbiamo deciso che mi avrebbe chiamata solo come operatore. Ma è iniziata la crisi e in tre anni ho fatto l'operatore per Maurizio solo due volte. Come hai affrontato e conciliato questa crisi personale di voler andare avanti in un momento di crisi generale? Ho dovuto lasciare la casa in cui vivevo da sola, andare a vivere con altre persone e rimboccarmi le maniche, trascorrendo giornate intere a telefonare e mandare curriculum per cercare lavoro. Non ho lavorato quasi per sei mesi, quindi ad un certo punto sono andata in America. Lì mi hanno ridato energia, mi hanno detto di non convincermi del fatto che siccome ero donna non mi avrebbero fatto lavorare. Sono stata un mese a New York perché avevo un po' di conoscenze e lì ho avuto la fortuna e l'onore di fare da interprete per un giorno ad uno dei miei direttori della fotografia preferiti, Javier Aguirresarobe (The others, Parla con lei, Mare dentro), che doveva fare sopralluoghi e non parla bene l'inglese. Poi sono stata a Los Angeles a trovare un produttore che avevo conosciuto a Cannes. Avevamo mantenuto i contatti, così quando 050_053:026/028 11/12/11 12:26 Pagina 51
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anche questo disponibile tra i contenuti multimediali della nostra edizione digitale. Tecnologia e creatività alla View Conference, dunque, accompagnati da un sacco di divertimento alla View Fest con video che hanno fatto sorridere e sognare giovani fan della CG e patiti di animazione. Una settimana intensa, dove l'America la terra promessa dell'immagine digitale - è stata davvero a Torino. L'appuntamento per l'anno prossimo è già fissato: dal 16 al 21 ottobe 2012, in compagnia anche di Tutto Digitale, mediapartner della ViewConference. www.lexar.it ©2010. Lexar Media, Inc. Tutti i diritti riservati. Le informazioni posso variare senza preavviso. Lexar, il logo Lexar, e When Memory Matters sono marchi di Lexar Media, Inc. Tutti gli altri marchi o brand sono di proprietà dei rispettivi possessori. Lexar Media, Inc. è una subsidiary di Micron Technology, Inc. When Memory Matters ?? ?????????????????????? ??? ???????????????????????? ?? ??????????? ?????????? ????????????????????????????? ??????????????????????????????? ???????????????????????????? ?? ?????????????? ???????? ? ?? ?????????????????????????????????????? Professional Secure Digital SDXC 133X Progettata per i professionisti dell'immagine e della ripresa video SDHC Professional 133x ?????????????????????????????????????? ? ? ??? ????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????? ????????????? ??????? ?? ????????????????????????????????????? SDHC Premium ?? ???????????????????????????????? ??????? ??????????? ?? ???????? ? ? ???????????????????????????????? ?????????? ?? ???????????????????????????????????? SDHC Video Full-HD ??????????????????????????????????? ?????????????????????????????? ??????????????????????????????????? ?????????? ??????????????????????????????????????? 222x138 TuttoDigitale indd 1 27/06/11 12 38222x13 TuttoDigital ind 27/06/1 ALTMAN E NON SOLO Con la stessa squadra dell'anno passato, capitanata dal regista Gianni Amelio nelle vesti di direttore, si è tenuto anche quest'anno il Torino Film Festival (TFF). Per raccontare questa grande festa del cinema iniziamo dalla retrospettiva dedicata al regista americano Robert Altman. Un'iniziativa che ha permesso al pubblico di seguire l'iter artistico di uno dei più grandi autori del cinema, a partire dai lavori meno noti come i documentari industriali per la Calvin Company, per passare agli episodi diretti per la fortunata serie Alfred Hitchcock presenta, gli otto episodi della serie Bonanza, quelli per la serie Troubleshooters e quelli di una serie sulla Seconda Guerra Mondiale dal titolo Combat!. Ma Altman è conosciuto per capolavori come M.A.S.H., Palma d'Oro a Cannes nel 1970, Nashville (1975), I protagonisti (1992), o America oggi (1993). Tralasciando tanti altri film, saltiamo al finire della carriera, con un thriller di alto livello come Gosford Park (2001) e un piccolo capolavoro girato in digitale all'interno di una compagnia di ballo, The Company (2003). Ovviamente il festival non è stato solo Altman, e così si è potuto assistere ad un omaggio all'attrice Dorian Gray con film, tra gli altri, come Il grido (1957) di Antonioni, Il mattatore (1960) di Risi e Crimen (1960) di Camerini. La più bella scoperta tra gli omaggi del festival è stata quella del regista giapponese Sion Sono, mentre per gli amanti dei premi segnaliamo che il festival è stato vinto dal film islandese Á Anna Veg/Either Way di Hafsteinn Gunnar Sigurdsson. Nostra menzione particolare per Attack the Block di Joe Cornish, film che unisce splatter, sci-fi, commedia e dramma sociale. Un mix particolare per un film divertente e intelligente. S. Arcagni Attack The Block Á Anna Veg / Either Way 022_023:026/028 11/12/11 11:38 Pagina 23
CAMPAGNA ABBONAMENTI 2011/2012 * At ten zio ne : g li a rg om en ti po sso no ca mb iar e p er es ige nz e r ed az ion ali ABBONAMENTO CARTACEO Per ogni anno 7 numeri di Tutto Digitale e 2 numeri di Alta Definizione spediti a casa propria e un libro tecnico omaggio* (edito da motoperpetuopress o altre aziende editoriali) - NOVITÀ! Spedizione delle copie di Tutto Digitale con servizio rapido Posta Press Per ogni anno 7 numeri di Tutto Digitale e 2 numeri di Alta Definizione in versione elettronica, con pagine sfogliabili, su computer, iPad, iPhone e un libro tecnico omaggio* (edito da motoperpetuopress o altre aziende editoriali) - Contenuti multimediali esclusivi ABBONAMENTO CARTACEO + ABBONAMENTO ELETTRONICO ABBONAMENTO ELETTRONICO per informazioni www.tuttodigitale.itAL A Oltre ai 7 + 2 (o 14 + 4) numeri cartacei ed altrettanti numeri elettronici per anno (sempre disponibili sul proprio computer, iPad, iPhone), e alla possibilità accedere a contenuti multimediali esclusivi, si riceveranno un libro tecnico* (per ogni anno), e una chiave USB. * consultare elenco su www.tuttodigitale.it/abbonamenti.ph p 081:026/028 11/12/11 13:01 Pagina 81
a doppia pagina su qualsiasi rivista patinata. Le prestazioni dell'autofocus sono ai vertici della categoria. Le immagini sono prive di artefatti e il livello di dettaglio degli obiettivi è molto elevato. Inoltre è possibile pescare in un parco ottiche vasto e blasonato che ha in SchneiderKreuznach il punto di riferimento storico, dovuto alla collaborazione che il colosso coreano ha sviluppato negli anni con quello teutonico. A proposito, un consiglio a chi decide di acquistare la NX 200. Perché non scegliere un'ottica fissa al posto dello zoom? In particolare il 16mm f/2,4 Ultra Wide Pancake che dà l'impressione di essere dentro la scena ed è nitido e tagliente come un rasoio? Se è vero che si perde qualcosa a livello di versatilità, si guadagna molto sia dal punto di vista della trasportabilità (perchè con quest'obiettivo la NX 200 sta davvero in tasca), sia da quello della freschezza mentale, che invoglia alla ricerca dell'inquadratura spostandoci in avanti, indietro, abbassando o alzando il punto di ripresa con le nostre gambe e non ruotando una ghiera. Ma in effetti questo l'aveva già detto Robert Capa: “Se le tue foto non sono buone abbastanza, vuol dire che non eri vicino abbastanza”. Enrico Fontolan 67 Il checker utilizzato per la prova rumore è utile anche per valutare la risposta cromatica della NX 200, che offre una resa molto morbida e poco satura. Il disturbo, invece, si manifesta già alle medie sensibilità ISO per poi diventare fastidioso da 1600 ISO in poi. Dai dettagli a fianco mostrano il funzionamento dello stabilizzatore d'immagine OIS (Optical Image Stabilizer), con il quale si riescono a guadagnare fino a 3 stop sui tempi di sicurezza nelle riprese a mano libera. Gli scatti sono stati catturati con lo zoom a 55 mm, con un tempo pari a 1/15 di secondo. sia il processore di elaborazione sia il buffer. Digerire bocconi da decine di MP nell'unità di tempo può rivelarsi un compito molto gravoso e la pratica lo mette in evidenza. In modalità Hi (scatto veloce), riusciamo a scattare 11 fotografie a 7 fps per poi essere costretti ad attendere circa 20 secondi prima di poter realizzare una seconda raffica. La risoluzione record ha delle ripercussioni anche sul fronte rumore elettronico. Samsung ha speso molto in termini di progettazione del sensore CMOS con microlenti gapless più vicine ai fotodiodi e percorso del segnale abbreviato, e i risultati sono buoni tenuto conto dell'elevata concentrazione di pixel sulla supericie del sensore. Le prime avvisaglie di disturbo si hanno a 400 ISO e la curva del rumore sale progressivamente fino a 1600 ISO per poi impennarsi improvvisamente fino alla massima sensibilità disponibile (12.800 ISO). Per fortuna ci aiuta lo stabilizzatore OIS che funziona a dovere. In questo modo possiamo tenere bassa la sensibilità ISO confidando nel guadagno fino a 3 stop sui tempi di sicurezza nelle riprese a mano libera. NEXT GENERATION Con la NX 200 Samsung rompe con il recente passato e lancia la mirrorless del futuro, fissando elementi caratteristici, come lo stile e la dotazione di funzioni non disgiunte dalla sostanza costruttiva, che possono fare scuola. Si tratta, se mai, di bilanciare bene gli ingredienti per trovare il giusto equilibrio. I 20,3 MP del sensore APS-C (23,5x15,7mm) vanno bene, ma bisogna stare attenti al rumore elettronico. I 7 fps sono una comodità, ma bisogna più che dimezzare i tempi di attesa tra una raffica e l'altra. Piccoli suggerimenti per una mirrorless next-gen che va perfezionata ma che già esiste. Non dimentichiamo, infatti, che la piccola sforna file da quasi 60 Mega in grado di essere stampati ISO 100 Prova rumore ISO 3200ISO 1600 OIS off Stabilizzatore OIS OIS on ISO 400 064_067:090-091 11/12/11 12:44 Pagina 67
Prezzo : 550 + iva C ome ben sanno i nostrilettori, esistono un grannumero di accessori per la ripresa video che possono essere molto utili in alcune circostanze specifiche: un faretto, lo slider, i microfoni, i supporti di stabilizzazione o i registratori esterni... a differenza di questi, però, il cavalletto è utile sempre, ed è pertanto un must have dell'attrezzatura professionale. Sacthler è un marchio molto noto, da cinquant'anni presente sul mercato: l'azienda tedesca, che fa parte del gruppo Vitec, ha annunciato e si appresta ad introdurre il treppiede ACE M System, un kit composto da cavalletto e testa fluida dedicato espressamente ai videomaker: il peso massimo dell'attrezzatura utilizzabile è infatti pari a 4Kg, un valore che racchiude tutte le videocamere prosumer e le HDSLR. Il kit comprende anche una borsa per il trasporto, di forma triangolare e con una tracolla di lunghezza regolabile e dotata di spallaccio imbottito. A parte la mancanza di una maniglia più corta, la custodia è perfettamente funzionale ed anche bella da vedere. L'ACE Tripod System pesa poco più 4.5 Kg ed è decisamente compatto, con 85 TEST cm di lunghezza una volta chiuso: il trasporto, dunque, non è particolarmente gravoso. TESTA FLUIDA? SÌ, GRAZIE! La parte più importante di un cavalletto video è la testa fluida: dalle sue performance infatti dipendono la fluidità dei movimenti ed in definitiva l'aspetto professionale delle panoramiche e dei tilt. La testa Sachtler è abbastanza leggera (1.7 Kg) grazie all'impiego di materiali basati sulla fibra di vetro rinforzata. All'interno, il nuovo sistema di frizione SA-Drag oppone all'operatore la giusta resistenza, che può essere modulata su tre gradi discreti sia per i movimenti orizzontali (360°), che per quelli verticali (+90/-75°). Tra un livello e l'altro non sono possibili gradazioni intermedie: le due ampie ghiere vanno dunque bloccate in una delle tre posizioni. Una volta scelto il livello desiderato, è necessario muovere di poco la testa fino all'avvenuto riscontro del cambio di frizione. La testa è dotata anche di due leve per il blocco dei movimenti: sull'esemplare che abbiamo provato, la leva del blocco del tilt Su quali elementi si appoggia una ripresa video di qualità? I fattori sono tanti e diversi, non c'è dubbio, ma un treppiede con una testa fluida è di sicuro un ottimo inizio: il nuovo sistema ACE di Sachtler è dedicato ai videomaker d'assalto in compagnia di videocamere prosumer o HDSLR... Treppiede Sachtler - ACE M System 72 Che testa! È fluida 072_073:090-091 11/12/11 12:49 Pagina 72
41 per rifocalizzare è sufficiente toccare il display nel punto desiderato, per ingrandire è sufficiente toccare due volte in un punto. Niente di più facile, e del tutto simile a quello cui ci hanno abituato gli attuali smartphone o le fotocamere touch screen. Un connettore micro USB permette di collegare la Lytro ad un computer per scaricare le immagini e ricaricare la batteria integrata. Le fotografie scattate con la Lytro, possono essere condivise con gli amici utilizzando le normali tecnologie web, disponibili ormai su PC, telefonini e tablet. Il software per la rifocalizzazione, infatti, gira tranquillamente come plug in del web browser. Però al momento l'azienda prevede, a questo proposito, che le immagini light field non siano direttamente condivise fra gli utenti, bensì inviate ad un server della stessa Lytro dal quale possono essere poi condivise come link da integrare nei social network o in normali pagine web. Al momento è previsto che la Lytro sia disponibile, oltre che in vari colori, in due versioni con memoria integrata da 8 (per 399 USD) e 16 GB (499 USD), capaci di memorizzare rispettivamente 350 e 750 immagini composte da 11 milioni di raggi (11 megaray). Cosa significa 11 megaray? Per quanto abbiamo spiegato precedentemente, questo valore non ci dice altro che l'ampiezza del campo di luce memorizzato dall'apparecchio, ma non è immediatamente traducibile in una risoluzione in pixel. Oggi la Lytro parla solo di risoluzione “HD” delle immagini finali il che significa che la trasformazione da raggi a pixel dovrebbe mettere a disposizione immagini da circa 1,5 - 2 megapixel. Il valore è senza dubbio ancora piuttosto lontano da quello che può essere considerato il minimo accettabile per una “fotografia” di impiego differente rispetto al web, ma si tratta anche della prima implementazione. FUTURO LUMINOSO? La possibilità di rifocalizzare in post-processing non è l'unico vantaggio del sistema di cattura ‘a campo di luce'. Innanzitutto, come accennato in precedenza, la cattura attraverso il sistema di microlenti effettua, intrinsecamente, la registrazione di immagini con diverse parallassi. Poiché tutte le attuali tecniche stereoscopiche si basano proprio sugli effetti di parallasse per produrre la stereoscopia, il passo verso il 3D è breve. La Lytro, infatti, ha già annunciato che nel corso del 2012 verrà offerto un nuovo software di elaborazione che permetterà di estrarre immagini 3D da qualsiasi scatto realizzato anche in precedenza. La cattura del campo di luce, poi, ha anche un importante e benefico effetto sulla rumorosità delle immagini. Le fotocamere realizzate secondo questa tecnologia, infatti, tendono a beneficiare di un rapporto segnale/rumore teoricamente più favorevole rispetto a quello delle fotocamere tradizionali. Come accennato in precedenza, infatti, il meccanismo di cattura di un'immagine con una data profondità di campo prevede l'uso di obiettivi con apertura N volte più grande rispetto all'apertura necessaria in una normale fotocamera per generare la stessa profondità di campo. All'aumentare dell'apertura, aumenta la quantità di luce registrata e conseguentemente diminuisce il rumore. Le light field camera, quindi, possono produrre immagini intrinsecamente più nitide e pulite rispetto ad una tradizionale fotocamera a parità di condizioni di illuminazione e di apertura dell'obiettivo, il che permette di utilizzare il sensore a velocità più basse e migliorare così il rapporto segnale/rumore. Indipendentemente dalla possibilità di rifocalizzare, poi, l'estensione della profondità di campo è un altro elemento molto importante delle light field camera, da considerare in ogni caso. Poter disporre di una fotocamera sensibile, con ampia apertura ma allo stesso tempo grande profondità di campo può offrire importanti vantaggi in vari settori non prettamente fotografici. Pensiamo ad applicazioni nel campo della sicurezza e del monitoraggio, in cui le immagini devono essere scattate in scarse condizioni di illuminazione, ed è necessario allo stesso tempo catturare più luce, con poco rumore ed ampio dettaglio. Sono poi intuitivamente importanti le possibili applicazioni in campo medicale, nella microscopia. La ristretta profondità di campo dei microscopi è nota, e rappresenta un fattore limitante. L'abilità di catturare le immagini in microscopia più velocemente, senza necessità di focalizzazione e con maggiore luminosità rappresenterebbe senza alcun dubbio uno sviluppo importante. La Lytro light field camera, quindi, non rappresenta solamente una nuova ed interessante curiosità. Per quanto la possibilità di giocare con la messa a fuoco in postelaborazione possa sembrare affascinante all'inizio, ma lasciare un po' il dubbio circa la vera utilità e la sopravvivenza dell'interesse al fascino iniziale, sicuramente un approccio così nuovo e rivoluzionario alla cattura di immagini rappresenta un passo importante per l'evoluzione del settore. Nell'attesa auspichiamo di poter mettere le mani a breve su un esemplare di Lytro camera. Vi terremo aggiornati. Massimo Basile I NUMERI DELLA LYTRO N. raggi: 11 milioni N. di foto: 350 (grigia/blu da 8 GB) o 750 (rossa da 16 GB) Display: 1.42” touch screen Zoom: 35-280mm (8x) Apertura: f/2 costante Dimensioni: 41 x 41 x 112 mm Peso: 214 g Prezzo: € 399 USD/8 GB; €499 USD/16 GB 036_041:026/028 11/12/11 12:00 Pagina 41
75 Apocalypse Hitler Dopo l'eclatante riuscita di Apocalypse : La Seconde Guerre mondiale, i registi si sono dedicati alla gioventù di Hitler con lo scopo di comprendere la sua ascesa. Le immagini d'archivio sono state colorate e gli extra propongono uno straordinario making-of. La Prima guerra mondiale e la Guerra fredda saranno le prossime tappe di questa saga Apocalypse. DVD – 1.78 – 16/9 – versione francese 5.1 e stereo ; versione originale stereo – Sottotitoli in francese e francese per non udenti. Disponibile anche in Blu-ray. Le Bébête show Nello stile di Muppet Show, i Bébête show francesi (che vedono Mitterrand nei panni di una ranocchia e Chirac in quelli di un corvo) interpretano a modo loro la politica francese tra il 1988 e il 1955, molto prima dei Guignols. Al fine di ricollocare nel loro contesto le battute magnificamente scritte, l'editore ha saggiamente integrato prima di ogni sequenza un estratto del telegiornale dell'epoca. 3 DVD – 1.33 – 4/3 – versione francese mono 2.0 e stereo – nota tecnica: 4/5. Le Chagrin et la pitié Questo documentario di Marcel Ophüls, stracolmo di testimonianze e immagini d'archivio, analizza la vita di Clermont-Ferrand durante l'occupazione tedesca sotto il regime di Vichy. Questa riedizione, esemplare a livello di restauro, propone inoltre un'intervista e un profilo del regista. DVD – 1.66 – 16/9 – versione francese in mono 2.0 – sottotitoli in francese per non udenti – nota tecnica : 4/5. Portier de nuit Lo scandaloso (al momento dell'uscita in sala, nel 1973) film di Liliana Cavani riceve gli onori dell'alta definizione in Francia. L'editore francese Wild Side gli offre così una magnifica resurrezione insieme a degli extra pertinenti : un'appassionante intervista della regista così come un documentario della stessa sulle donne durante la Resistenza. Blu-ray – 1 .85 – versione francese e versione originale inglese mono 2.0 DTS HD MA – sottotitoli francese imposti sulla versione originale - nota tecnica: 8/10. Disponibile anche in DVD. Les Années difficiles Inedito in Italia, questo dramma di Luigi Zampa sulla politica di Mussolini e le sue conseguenze su un modesto impiegato siciliano ha trovato vita in DVD grazie all'editore LCJ ! Se il restauro non è al top, gli extra in compenso si rivelano interessanti e offrono un notevole documentario recente sul contesto politico dell'uscita del film nel 1948. DVD – 1.33 – 4/3 – versione francese (con numerosi passaggi in versione originale) mono 2.0 – sottotitoli francese imposti sui passaggi in originale e francese per non udenti – nota tecnica: 3/5. ICI PARIS Les Années Laser N°181 – Dicembre 2011 Tutti i titoli in DVD, Blu-ray e 3D del primo semestre 2012 Dossier: Dallo schermo TV alla videoproiezione. Somiglia molto ad una reflex l'ultima nata in casa Fujifilm. Infatti, al primo sguardo, la XS-1 può confondere anche il fotografo navigato per via dell'ergonomia e dell'impostazione dei comandi fatti di ghiere di metallo e protetti da guarnizioni in gomma contro polvere e umidità. In realtà si tratta di una bridge camera che punta tutto sulla costruzione curata e sull'obiettivo zoom non intercambiabile capace di un'escursione focale pari a 26x (24-624mm equivalente) con il quale si possono affrontare tutti i generi di ripresa, dal paesaggio allo sport. Lo schema ottico prevede 17 lenti raccolte in 12 gruppi con 4 elementi asferici e 2 ED a bassa dispersione per minimizzare la distorsione e l'aberrazione cromatica. Il sensore è il medesimo CMOS da 2/3" della X10 (provata sul numero 71 di Tutto Digitale) da 12 MP e promette prestazioni di alto livello vista la configurazione EXR e il favorevole rapporto tra dimensioni dell'elemento sensibile e risoluzione. Il mirino è elettronico a colori con 1.44 MP ed il monitor ha una diagonale da 3 pollici con una risoluzione di 460.000 punti. Inoltre è completamente orientabile per facilitare le riprese video, che la XS-1 esegue a 1920x1080 30p. Tra le caratteristiche più interessanti si segnalano lo scatto a raffica pari a 7fps, favorito da uno shutter lag dichiarato di soli 0,01 millisecondi, lo stabilizzatore ottico d'immagine, lo scatto panoramico a 360° e la macro a 1cm dal soggetto. Insomma una probabile must have per gli amanti del genere. www.fujifilm.it Fujifilm XS-1 oltre la bridge 074_076:026/028 11/12/11 12:52 Pagina 75
Rinomato per i suoi decori Luigi XIII ancora intatti e davvero stupefacenti (vedi un particolare nella foto all'estrema destra), il castello di Cormatin è stato costruito tra il 1605 e il 1625 dai Marchesi d'Huxelles, rispondendo al desiderio di Enrico IV di vedere la nobiltà in campagna per aumentarne la prosperità. Tutt'intorno al castello, i magnifici giardini in stile barocco (comprensivi di labirinto con voliera-belvedere, alberi e fiori spettacolari e orto, di cui si vede uno scorcio nella foto qui accanto) si estendono su una superficie di 12 ettari. www.chateaudecormatin.com Cormatin In questa deliziosa cittadina medievale il tempo si è davvero fermato: né auto, né rumori, né stress. L'unico ritmo che si percepisce è quello scandito dalla natura. Siamo sulla strada dei vini mâconnais-beaujolais, tra collinette, immensi prati verdi e distese di vigne. Posizionata tra Cluny e Tournus, Brancion risale ai secoli X, XII e XV. Splendido esempio di architettura militare medievale, il villaggio si svela lentamente agli occhi di chi lo guarda per la prima volta. Salendo per le stradine in ciottoli di pietra è un susseguirsi di scorci che (se aiutati dal bel tempo) susciteranno l'interesse dell'occhio attento del fotografo. Ecco il castello, le antiche case e la piccola chiesa di Saint-Pierre ricostruita nel XII secolo con affreschi del XIV. Una vera perla di architettura romanica che diventa ancor più speciale quando, di domenica, le note soavi di un'arpa accompagnano la visita. www.brancion.fr Brancion *Uno zoom tuttofare come il 18-55mm generalmente fornito in kit con la reflex dà la possibilità di affrontare la maggior parte delle situazioni di ripresa, dal paesaggio alla macro colta al volo. *Quando si fotografa un paesaggio o un edificio con il grandangolo è meglio utilizzare un primo piano come quinta, per conferire profondità alla scena. hints & tips 028_031:026/028 11/12/11 11:47 Pagina 30
Sede FNAC di Torino: Federico Solinas, primo classificato, Karima Faldetta, secondo classificato, Stefana Musio, terzo classificato 17 Milano 1° - Giorgia Bottello 2° - Fabrizio Vettori 3° - Roberta Mancuso Genova 1° - Marco Ferraro 2° - Luigi Grasso 3° - Matteo Galeotti Torino 1° - Federico Solinas 2° - Karima Faldetta 3° - Stefana Musio Verona 1° - Federico Ambrosi 2° - Matteo Merlin 3° - Luca Liuzzi Napoli 1° - Chiara Luna Dell'Anno 2° - Salvatore Pastore 3° - Domenico Vivino Roma 1° - Andrea Carrozzini 2° - Antonio Sciglitano 3° - Daniele Ferrini Torino Le Gru 1° - Paolo Carpo 2° - Enzo Brancazio 3° - Giovanni Luca Gallozza Firenze 1° - Cristina Cappelletti 2° - Paolo Pesce 3° - Mattia Petri Giuria Popolare Al momento di andare in stampa le votazioni on line sono ancora in corso. TUTTI I VINCITORI MARATONA FNAC 2011 1 Sede FNAC di Napoli: Chiara Luna Dell'Anno, primo classificato, Salvatore Pastore, secondo classificato, Domenico Vivino, terzo classificato 1 2 3 1 2 3 016_020:026/028 11/12/11 11:30 Pagina 17
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50 Forse la proporzione è esagerata, ma la presenza femminile nel mondo del cinema – in particolare nei ruoli a metà fra tecnica ed arte come quelli del reparto fotografia – è minoritaria. La più giovane associata AIC, Maura Morales Bergmann vanta già una notevole esperienza, maturata tra maestri esigenti (ma importanti) e vita sul set... T ra i vari episodi storici citati quest' anno per i 150anni dell'Unità d'Italia, ce n'è uno che ha destatoin me molta curiosità: la spedizione dei Mille. Il numero esatto di coloro che hanno partecipato a questo sbarco era 1089, e tra loro, come scrisse lo stesso Garibaldi, soltanto un'unica donna! Un rapporto spropositato di presenze per un evento così importante che ha cambiato la Storia, 1000:1, ma parliamo di un secolo e mezzo fa. Eppure, ai giorni nostri il rapporto di presenze femminili in diversi settori fatica ancora molto ad aumentare. Tuttavia, fortunatamente, c'è sempre chi decide di compiere una vera “missione” anche quando si tratta di non farsi intimorire dai numeri o dai luoghi comuni, scegliendo di rimanere in Italia per operare in uno dei mestieri più prestigiosi del cinema: quello di direttore della fotografia. Ancora più lodevole se pensiamo che a farlo è una giovane donna, poco più che trentenne, con una carriera iniziata più di dieci anni fa, già membro dell'A.I.C. - Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica. Su 114 membri associati ci sono appena quattro donne iscritte, di cui due lavorano prevalentemente all'estero. Noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare la più giovane tra queste e di tutto il gruppo Digital Women Maura Morales Bergmann dei soci: Maura Morales Bergmann. Il cortometraggio “A Chjàna”, nel quale Maura ha firmato la fotografia, ha trionfato come miglior corto nella sezione Controcampo dell'ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Tenacia e carattere le hanno permesso - lungo varie esperienze riassunte nel suo sito - di superare tutte le difficoltà fisiche e di interazione fino a farla diventare il capo reparto di una sua squadra, formata da collaboratori che amano il cinema a 360°. Proprio come lo ama lei. Ci incontriamo all'interno di un nuovo spazio romano dedicato alle arti del cinema, in via dei Volsci 116: un punto d'incontro per addetti ai lavori, con spazi da dedicare alla preparazione o post produzione di film, corti, videoclip, e ancora provini, casting e seminari di recitazione... Maura Bergmann... hai una parentela con il noto regista? No, ma vengo spesso ricordata per questo motivo, così ci gioco sempre anch'io. In realtà è un caso, mio padre è cileno e da lui ho preso il cognome Morales. Quando sono nata nel 1979 in Italia, a causa dei problemi burocratici dell'epoca, mia madre ha dovuto aggiungere anche il suo cognome. Però non c'entra niente con il Bergman regista. Come mai hai deciso di frequentare il Centro sperimentale di cinematografia? In realtà avevo deciso di lavorare in un set dopo aver visto un film di Truffaut, Effetto Notte. A 18 anni, subito dopo la scuola, ho iniziato a fare la volontaria sui set come runner. Questo è stato possibile anche perché mia madre, tra i vari lavori che ha fatto, per un periodo è stata anche location manager, così mi portava sui set delle pubblicità a fare i sopralluoghi. Io però ero affascinata soprattutto dai ruoli che stavano all'interno di un set. Non sapevo ancora quale mi piaceva fare veramente ed essendo mio padre un regista di documentari per la Rai, sapevo cosa faceva un regista, così ho iniziato come assistente alla regia e già a 19-20 anni guadagnavo facendo questo. Prima di iscrivermi al centro sperimentale ho frequentato l'università e per due anni ho seguito e studiato esami di storia del cinema. A 20 anni ho provato il CSC per entrare nel corso di regia, ma quando ho letto il bando ho scoperto che potevo iscrivermi a due corsi, poi avrebbero scelto loro in quale dei due farmi entrare. A me piaceva fare le inquadrature, anche se non sapevo quasi niente di fotografia, così ho preparato un progetto sugli specchi e sul cinema e ho presentato venti foto. Al momento della scelta mi hanno escluso da regia e mi hanno preso al corso di fotografia. Le foto le avevo scattate con una macchina automatica. Dei sei che hanno selezionato ero quella che sapeva meno, anzi, non sapevo quasi niente. La mia formazione è iniziata con gli insegnamenti di Rotunno. Com'è stato il tuo rapporto con Rotunno? È stato un rapporto fondamentale e difficilissimo. Mi sentivo un po' come la pecora nera della classe perché qualsiasi cosa succedesse era colpa mia. Io già guadagnavo lavorando nel mondo del cinema e mi chiedevo perché rimanere lì a sentire i suoi rimproveri. L'università però non l'avevo finita, quindi è stata una sfida con me stessa andare avanti e solo alla fine dei tre anni mi sono resa conto che quello era il suo modo per farmi uscire il carattere. Lui voleva che imparassi a rispondere alle sue provocazioni, anche se aveva già 80 anni. Così è stato. Il terzo anno litigavamo tanto ma ormai riuscivo a tenergli testa senza che mi uscisse la lacrimuccia. Alla fine del corso siamo andati a vedere i giornalieri del mio saggio di diploma e lui ha visto tutti i ciak senza dire una parola. Quando è uscito dalla sala proiezioni ha detto “Spero che la regia di questo film sia all'altezza di questa fotografia”. Da lì ho capito che il suo modo di essere rude serviva ad insegnare qualcosa di più importante. Eri l'unica ragazza del tuo corso? No, eravamo in due e l'altra era la sua preferita ma io odio essere competitiva, non lo sono. In questo mestiere, chi fa fotografia dovrebbe formare un gruppo collaborativo. A turno facevamo l'operatore, l'assistente ai fuochi, l'aiuto operatore, gli attori, perciò non c'era competizione. Secondo te, qual è la caratteristica più importante per diventare (bravi) direttori della fotografia? su mille? Una 050_053:026/028 11/12/11 12:26 Pagina 50
14 M E D I A P A R T N E R Bentornato Cortinametraggio: come già annunciato sul precedente numero di Tutto Digitale il festival del corto ideato da Maddalena Mayneri sul finire degli anni Novanta (e finito “in letargo” nel 2000), torna in campo in pianta stabile dopo l'edizione straordinaria del 2011. Grazie al contributo del Comune di Cortina, della Provincia di Belluno e della Regione Veneto, Cortinametraggio si presenta in una veste tutta nuova, eppur rispettosa della sua grande tradizione: tre giorni di cinema, incontri, dibattiti, workshop e un pizzico di glamour, più un gran finale: il meglio del cinema giovane con la premiazione dei Nastri d'Argento per i migliori corti italiani. E non dimenticate poi che c'è anche il suo “fratello minore” (ma non troppo...) ovvero Maremetraggio di Trieste, festival internazionale del cortometraggio e delle Opere prime, che festeggerà la sua tredicesima edizione dal 29 giugno al 7 luglio 2012... NEL NOME DELLA COMMEDIA "Con Cortinametraggio abbiamo sempre creduto nei giovani, nella commedia all'italiana e nel potere catartico della risata” dice Maddalena Torna, dal 20 al 24 marzo 2012, lo storico festival di cinema breve di Cortina d'Ampezzo - di cui Tutto Digitale è media partner - nel solco della grande tradizione della commedia all'italiana. E lo fa anche con un concorso nuovo di zecca, tutto dedicato al backstage Cortinametraggio è di scena la commedia Mayneri (a destra nella foto in basso a sinistra, insieme a Laura Delli Colli). “La gente ha voglia di sorrisi, di spensieratezza e leggerezza e la nuova commedia all'italiana - come ad esempio I soliti idioti - così come i cinepanettoni, risponde perfettamente a questa esigenza". E proprio I soliti idioti (nella foto in basso, al centro e a destra) sono stati uno dei piatti forti dell'edizione 2011, con l'anteprima di alcuni episodi e un riconoscimento speciale della Regione Veneto. Quest'anno Cortinametraggio proporrà, per gli amanti della comicità demenziale e cinica del duo BiggioMandelli, il backstage del loro film. UN CIAK DIETRO LE QUINTE Lo proporrà all'interno di un nuovo concorso, “Ciak Backstage”, aperto a tutti i dietro-le-quinte delle commedie girate in Italia in quest'ultimo anno. Un'occasione di scoprire sul grande schermo i numerosi retroscena di un prodotto cinematografico, che non manca mai di riservare agli spettatori sorprese e risate esilaranti. Un'offerta in linea con l'altra propostaclou di Cortinametraggio, quella di godersi il cinema spensierato e leggero di Corticomedy, il concorso per cortometraggi di commedia italiani, di cui vi diamo qui a seguire tutti i riferimenti utili per partecipare. 15 MINUTI TUTTI DA RIDERE Cortina lancia dunque a tutti i videomaker una nuova sfida: la sezione competitiva Corticomedy, ovvero corti "freschi e leggeri, dal mood spensierato e allegro", nel solco della nuova commedia all'italiana . Opere che facciano sorridere, perché al giorno d'oggi "un sorriso è merce davvero preziosa" aggiungono gli organizzatori. I minuti a vostra disposizione sono 15, la scadenza ultima è quella del 10 febbraio 2012. Al regista del miglior corto in concorso andrà il premio targato Lotus Production di Marco Belardi, che conferma il suo appoggio al cinema giovane mettendo in palio 5 mila euro, ma in ogni caso Corticomedy può rappresentare per tutti una vetrina d'eccezione per farsi conoscere dal grande pubblico e gli addetti ai lavori, dato che ospiterà i Corti d'Argento, i corti finalisti dei Nastri d'Argento. Il 10 febbraio è la scadenza prevista per partecipare a Corticomedy, la sezione competitiva di Cortinametraggio (www.cortinametraggio.it). Sempre febbraio vedrà anche la deadline per Maremetraggio (www.maremetraggio.it), il festival internazionale di Trieste, di scena dal 29 giugno al 7 luglio. Le iscrizioni in questo caso restano aperte fino al 29 febbraio 2012. Tre sezioni in gara: Maremetraggio, per i corti premiati nel 2011, Ippocampo (opere prime) e SopraSottoVento, per corti sportivi ispirati all'energia del vento. DOPPIA SCADENZA A FEBBRAIO 014:026/028 11/12/11 11:26 Pagina 14
85 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D VII nostre domande, per soddisfare le nostre curiosità? La realizzazione di questo film ha visto l'impiego di una macchina da presa decisamente sugli scudi in questo periodo: l'Arri Alexa. Quali sono le sue impressioni? Ha riscontrato qualche criticità inattesa? L'Alexa è sicuramente la macchina da presa digitale più “user friendly” che io abbia avuto modo di utilizzare. Non per niente è stata ideata, progettata e sviluppata dalla ARRI che ha sfruttato l'enorme esperienza accumulata in quasi un secolo di realizzazione di ottime macchine da presa, dal 16mm al 65mm. Già solo il fatto che tutti gli accessori delle cineprese 35mm sono utilizzabili sulla Alexa rappresenta un vantaggio enorme rispetto a qualsiasi alternativa. Purtroppo rimane una macchina digitale, ancora distantissima dalla qualità offerta dalla pellicola e, nonostante tutto, dalla versatilità e duttilità d'uso garantite dalle cineprese tradizionali. Girare un film in digitale non è certo una novità: qual è la sua impressione generale sull'immagine cinematografica digitale? Francamente io non sono un sostenitore del nuovo trend digitale, e non per questioni “nostalgiche”, ma puramente per questioni tecniche. Se dovessi fare un paragone con la musica è come se mi venisse dato un flauto (o qualsiasi altro strumento) che tutto d'un tratto può coprire solo un'ottava, null'altro. Certo, si può sempre fare musica anche restando dentro una singola ottava, ma chiaramente con meno note si può essere meno espressivi! Sopratutto considerando l'altissimo livello qualitativo ormai raggiunto dalle nuove pellicole, in particolare la Vision3 della Kodak. Io resto convinto che oggigiorno il migliore sistema per “catturare” un ' foto Marianna Marin ' foto Marianna Marin ' foto Marianna Marin Istantanee di vita sul set, con il regista Terry Gilliam (con la barba) intento ad ascoltare la troupe (tra cui, in primo piano con gli occhiali nella seconda immagine, il DoP Nicola Pecorini) e a provare le varie soluzioni tecniche. A fianco, un altro dei momenti clou del film. 084_087:108 113 11/12/11 13:08 Pagina 85
VEDO QUINDI CONTROLLO La Drift HD impiega qualche secondo per l'accensione: premuto il tasto play per pochi istanti, il piccolo schermo prende vita e si è subito pronti per registrare. Oltre alla già citata ottica fisheye da 170°, che permette di ottenere quel particolare look ormai diventato sinonimo di riprese spericolate, la macchina integra un sensore CMOS da 9 MP che permette anche di scattare fotografie ed effettuare scatti in sequenza (2/3/5/10/30 sec) per realizzare time-lapse. È possibile riprendere in 1080 a 25 o 30 fps o a 720 25/30/50 e 60 fps; quest'ultima opzione permette di realizzare in fase di montaggio ralenti fluidi che senza dubbio si addicono alle riprese 'action'. L'LCD ed i tasti permettono di configurare in maniera semplice e rapida modalità ed opzioni. Lo schermo è luminoso ma non particolarmente definito: poco male. I menu sono divisi in quattro categorie: review video, review foto, impostazioni di ripresa ed impostazioni generali. I menu non sono ricchi come quelli di una reflex o di una videocamera professionale (per fortuna: chi ha voglia di perdere minuti preziosi a selezionare i parametri prima di una discesa con gli sci o un lancio con il paracadute?), ma tutto quello che serve è a portata di un paio di click e fra le impostazioni video si segnalano anche due comode opzioni per la correzione dell'esposizione e per l'ottimizzazione del tipo di ripresa (indoor/outdoor). Il piccolo LCD integrato è insomma un vero punto a favore e semplifica non poco la gestione delle riprese, aiutato anche dal segnale acustico e dal piccolo telecomando, comodo in situazioni poco favorevoli o comunque quando si indossano i guanti. I supporti in dotazione sono realizzati in plastica dura e sono all'apparenza solidi: l'adesivo è potente e adatto ad ottenere riprese stabili per gli scopi più comuni (dalla tavola da snowboard al windsurf, passando per i cameracar e il casco da motocross), mentre per le installazioni più estreme (ad esempio il tetto dell'auto da corsa o la carlinga di un aereo) sarebbe consigliabile investire in supporti a vite senza dubbio più sicuri. Ottimo infine il passante per la fascia in velcro in dotazione e per l'elastico delle maschere da sci e simili: un modo rapido e stabile per ottenere riprese in soggettiva, anche visto il peso non esagerato della Drift HD. FISHEYE SPERICOLATO Ed eccoci all'analisi della resa video. Cominciamo col dire che, come per tutte le videocamere di questa categoria, da un apparecchio con dimensioni così ridotte, che per forza di cose deve scendere a compromessi con le leggi dell'ottica e della fisica, non ci si può aspettare una resa da cinema. È pur vero che la GoPro ci ha abituato bene, e la Drift HD, con i suoi MOV AVC 30 fps a 12.6 MB/s non è da meno. La macchina offre senza dubbio quello che ormai è diventato il look delle riprese estreme, con una fluidità ottima e un angolo di campo che definire ampio è poco. I colori sono molto realistici, e non risultano ultrasaturi come spesso accade con sensori e macchine di questo tipo; oltre ad un vantaggio in termini di postproduzione, questo si traduce in una netta diminuzione delle aberrazioni cromatiche (comunque abbastanza evidenti in diverse condizioni). Le sfumature più ostiche (un cielo terso ad esempio) mostrano a volte qualche artefatto, un difetto probabilmente dovuto alla compressione più che a mancanze del sensore. In compenso, il sensore CMOS adottato non mette in risalto grossi problemi dovuti al rolling shutter: gli scossoni e le panoramiche ultraveloci mostrano ovviamente qualche momento di 'gelatina' di troppo, ma siamo comunque a livelli accettabili. Il vero tallone d'Achille, del resto comune a tutte le videocamere ultracompatte, è la resa in condizioni poco luminose: la modalità 'indoor' migliora di un pelo le prestazioni, ma il rumore video e le squadrettature del codec sono all'ordine del giorno. Discreti invece audio (in AAC stereo), modalità foto (a 9 MP), e time-lapse, un extra senza dubbio gradito. Buona anche la durata della batteria, intorno alle 3 ore di ripresa. Insomma, una macchina ultracompatta, dalla forma aerodinamica, con lo schermo e con tanti altri plus: attenta GoPro, la sfida è più accesa che mai. Alessandro Belli < VIDEOCAMERA DRIFT HD 1080 CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE CONTRO Costruttore: Drift Innovation, USA Distributore: SofTeam S.r.l., via Don Carlo Gnocchi, 1 - 20050 Macherio (MI) Italy, Tel. 039 207891, www.softeamitalia.com Sensore: CMOS 9 MP Formato di registrazione: AVC H.264 in file MOV. 1080 25/30p, 720 25/50p 30/60p Bitrate: 12 Mbit/s Formato di registrazione audio: 48 kHz, AAC stereo Formato di registrazione foto: JPEG 9MP Modi di scatto: Singolo, Photo Burst, Time-Lapse Supporti di registrazione: schede MicroSD Ottica: angolo di campo 170°, rotazione a 300° Connessioni: MicroHDMI , mic in (2.5 mm), MiniUSB, video out, ricevitore RF Display: LCD 1.5” Accumulatore in dotazione: Li-ion, 1110 mAh Dimensioni: 104.14 mm x 50 x 33 mm Peso: 120g senza accessori ESTETICA Particolare, ‘aerodinamica', ma riuscita, non dà troppo nell'occhio. COSTRUZIONE Tanta tecnologia in poco spazio, corpo solido con diverse soluzioni intelligenti. VERSATILITÀ Viste le dimensioni, può essere montata ovunque senza sforzi. E c'è il display. PRESTAZIONI Come tutte le pocket cam, c'è da scendere a compromessi, specialmente al buio. RAPPORTO Q/P Il prezzo è senz'altro corretto, anche visti gli accessori in dotazione. Resa alle basse luci migliorabile Display a colori Compatta e aerodinamica LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE 99 TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXI TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D Test: Videocamera Drift HD 1080 PRO La macchina è waterproof, garanzia per la gran parte delle situazioni; se non basta, è possibile acquistare separatamente custodie e scafandri. 098_099:128/130 11/12/11 13:19 Pagina 99
113 L'autore della fotografia Marcello Montarsi (AIC). MACCHINA DA PRESA ARRI ALEXA (D-VISION ROMA) LENTI ZEISS ULTRAPRIME AUTORE DELLA FOTOGRAFIA MARCELLO MONTARSI - AIC DOS DAVID BUSH OPERATORE ALESSANDRO BOLOGNESI ASSISTENTE OPERATORE MAURIZIO CREMISINI DANIELE DIONISI AIUTO OPERATORE LIVIO MONTARSI EMILIANO BAMBUSI VIDEO ASSIST RICCARDO CREMISINI DIT SIMONE D'ARCANGELO CAPO SQUADRA ELETTRICISTI VALERIO CARDELLI CAPO SQUADRA MACCHINISTI ANGELO DONATONE DIGITAL INTERMEDIATE PABLO (TECHNICOLOR) COLORIST NAZZARENO NERI PROCESS ENGINEERING DARIO MARZEGLIA COME È BELLO FAR L'AMORE Dati Tecnici Provinammo varie lenti in modo da avere due serie con caratteristiche quanto più simili tra loro. Furono controllate una ad una per trovare ed ottenere le stesse corrispondenze nei fuochi, nei diaframmi e nelle profondità. Fausto voleva girare con due rig contemporaneamente, quindi, io, Marcello e Pierpaolo abbiamo valutato quali modelli utilizzare. La prima necessità fu di avere un rig piccolo e leggero da poter montare su crane tipo il Super Technocrane con braccio di 50 piedi. Quindi si decise per l'under-slung P & S Technik Freestyle (una camera sotto e l'altra orizzontale). Questo rig ha dalla sua di essere molto compatto e leggero con movimento di entrambe le camere - quindi mantiene il bilanciamento anche variando l'interasse. Come secondo rig, usato per la prima macchina, si scelse la Screen Plane: ci convinse per la sua stabilità, il fatto che fosse over-slung, e che Elisabetta Cartoni avesse deciso di creare un apposito attacco rapido per la sua testa Cartoni Lambda. Alla Cartoni ci hanno mostrato il prototipo, Marcello ha dato feedback per perfezionarlo. Così il rig è diventato un tutt'uno con la testata Lambda. Con Marcello abbiamo deciso di registrare i segnali raw in 3k di tutte le camere sin dall'inizio, per permettere la realizzazione della massima qualità d'immagine in post produzione. Molti optano per l'Apple Pro Res, ma questo offre meno della metà della risoluzione dell'Arriraw 3k, e anche la post beneficia se non viene down-rezzato in 2k. Della maggiore risoluzione né beneficiò molto anche la stereografia, offrendo maggiore nitidezza al risultato finale. Si optò per i registratori on-board della Codex, per i quali si costruirono degli appositi attacchi sui rig, in modo da avere un corpo unico e compatto. Le mie precedenti esperienze con shooting stereo 3D, mi hanno fatto capire che uno dei problemi inerenti alle riprese con i mirror rig è che le due camere vedono una diversa polarizzazione delle immagini. Tra le altre cose questo si manifesta, per esempio, con il risultato di mostrarci diverse “specular high-lights” nei due occhi, e come tutte le cose che mostrano differenze tra un occhio e l'altro (se non il parallasse voluto) conviene eliminarli possibilmente alla fonte perché disturbano la percezione dello stereo. La soluzione per questo specifico problema risiede nei quarter wave retarders, che, fortunatamente lasciano passare il 98% della luce. Così, DVision ha richiesto alla Schneider di fabbricarli con le dimensioni precise per i due rig, e con una scorta per ogni rig, data la loro inerente fragilità. Sono stati utilizzati con successo per tutte le riprese. Sempre nella fase di preparazione, abbiamo fatto montare e smontare i due rig continuamente, sia per offrire al camera department la possibilità di conoscere al meglio i due sistemi, sia perché insieme a loro volevamo studiare metodi più efficienti per spostare i rig. Così sono nati due carrelli su cui si potevano poggiare i rig completamente montati. Mentre i registratori Codex erano posizionati sui rig, e quindi i cavi di connessione con le Alexa erano cablati localmente, dovevamo consentire al regista e a me di vedere in stereo cosa stessimo riprendendo. Per questo furono create delle trecce di cavi di varie lunghezze per permetterci di collegare le uscite video ai monitor stereo sul set. Contemporaneamente alla Seagull si metteva a punto e si testava l'occorrente per la post produzione. Luciana Pandolfi, la montatrice del film, aveva richiesto di poter montare in Avid sia in stereo 3D che in 2D contemporaneamente. Oltretutto il workflow doveva permettere un rapidissimo “turn around time” per le flash mag di registrazione. Così, mi misi all'opera con Marco Biancacci della Seagull, Codex, Quantel e Pierpaolo Gualà per mettere a punto un metodo efficace, sicuro e pratico che offrisse la migliore soluzione e qualità di risultato possibile. Decidemmo di utilizzare il formato DNxHD side by side per l'editing in Avid, e, mediante una attrezzatura specifica uno dei due lati side by side poteva essere visto “live” in 2D tutto il tempo. Così, Luciana poteva vedere sia 2D che 3D contemporaneamente mentre lavorava su una unica time-line. Il dipartimento ricerca e sviluppo di Quantel sviluppò rapidamente il software per questo formato, e fu consegnato pienamente funzionante prima dell'inizio delle riprese. Frutto delle mie esperienze precedenti, avevo proposto il metodo di shooting parallelo, anziché convergente, per rendere più facile e veloce la calibrazione dei rig durante la ripresa, ma soprattutto per permetterci di decidere se portare lo stereo più dentro o fuori dallo schermo in fase di post produzione. Avendo puntato su questo metodo di ripresa, dovevamo produrre una versione di stereo corretto per Luciana da utilizzare in Avid. Sicché l'effettivo workflow consisteva nello scarico dai Flash Mag Codex verso Pablo, dove si generavano semilavorati in HD, con delle prime correzioni di stereo e di colore, dopodiché si convertivano questi stessi files in DNxHD side by side per Avid. La capacità elevata di memoria di Pablo unito ad un server di 150 terabyte aggiuntivo in Seagull permetteva poi di mantenere tutto il girato on-line; così quando Luciana voleva vedere il suo lavoro di montaggio sul grande schermo calibrato in Seagull, o mostrarlo a Fausto, il sistema conformava immediatamente tutto. Da parte mia, impostavo anche una pre-color in stereo su questi montati ad ogni fine giornata di ripresa e durante i weekend, conscio che il mio prelavoro di colore e stereo sarebbe stato applicabile ai files 3k in fase di ' ANDREA MICONI 110_113:026/028 12/12/11 11:38 Pagina 113
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