® RED SCARLET-X ANTEPRIMA ASSOLUTA A.14 N.71 5 EURO all' interno AL A cinema&TVHD cinematographeritalian NIKON V1 SUPERTEST MIRRORLESS FUJIFILM X10 PANASONIC G3 SONY TABLET S EOS C30 0, PRIMISS IME IMPRES SIONI D'USO CINEMA CANON TEST SONY A77, SLT DA RECORD secondo speciale il I SOLITI IDIOTI DIETRO LE QUINTE SAMSUNG VIDEOCAMERE E TV IN OFFERTA SPECIALE BI M ES TR AL E - D IC EM BR E 2 01 1 - A NN O 14 - N. 7 1 - 5 E UR O - P OS TE IT AL IA NE S PA SP ED IZ IO NE IN A BB ON AM EN TO PO ST AL E - D .L . 3 53 /2 00 3 (C ON V. IN L . 2 7/ 02 /2 00 4 N. 4 6) AR T. 1, C OM M A 1, A UT : 14 4/ CB PA SU D/ SA FR AN CI A 11 = C , S VI ZZ ER A FS 2 0, G ER M AN IA 11 = C , U .K L ST 9 .5 0, U SA $ 1 4 ® 001_COP:TD38 COP 10/11/11 12:39 Pagina 1
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Qualità dell'immagine Costruzione curata made in Japan Rumore contenuto agli alti ISO Zoom nitido con Supermacro a 1cm Qualità in video Autonomia della batteria Rotella posteriore eccessivamente sensibile nell'uso COSTRUTTORE: Fujifilm Co. - Giappone DISTRIBUTORE: Fujifilm Italia S.p.A., S.S. 11 Padana Superiore 2/B 20063 Cernusco Sul Naviglio (MI) -tel. 02.929741- www.fujifilm.it Sensore: Cmos EXR 2/3” (diagonale 7mm) da 12 MP Obiettivo: Super EBC Fujinon 28-112 mm f/2-2,8 (focale equivalente nel formato Full Frame 35mm). Stabilizzatore ottico incorporato Display: LCD 2,8”, 460.000 pixel, copertura 100%, angolo di visione 170° Mirino: ottico di tipo galileiano zoom, ingrandimento 0,85x, copertura 90%. Correzione diottrica da -2 a +1 diottrie. Autofocus: TTL a rilevazione del contrasto su 49 punti Otturatore: da 1/4sec. a 1/4.000, posa B, autoscatto da 2 a 10 secondi Esposimetro: TTL multizona su 256 segmenti Modi di esposizione: Multizona, media a prevalenza centrale, spot Sensibilità ISO: da 100 a 3200 ISO (fino 12.800 ISO in modalità estesa) Bilanciamento del bianco: Auto, manuale con 8 modalità, Custom Raffica di scatto: fino a 4fps Modi di scatto: P, A, S, M, Adv, EXR Dimensione max dell'imm.: 4000x3000 pixel, Panoramica 360°: 11.520x1080 pixel Filmati: .MOV H.264, Audio PCM lineare, 1920x1080p 30fps Supporto di memorizzazione: SDHC/SDXC Connessioni: USB 2.0, miniHDMI Alimentazione: accumulatore ricaricabile al litio tipo NP-50 Dimensioni: 117x69,6x56,8 mm Peso: 350 g (con batteria e scheda di memoria) FOTOCAMERA FUJIFILM FINEPIX X10 CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE LA PAGELLA ESTETICA La formula vintage sembra raccogliere consensi e Fujifilm punta sul design rétro. COSTRUZIONE Il corpo e il barilotto dello zoom sono tutti in metallo così come le ghiere dei comandi. VERSATILITÀ Lo zoom non ha un'escursione esagerata ma consente di affrontare la maggior parte delle situazioni di ripresa. I più esigenti possono montare anche flash esterni dedicati a cobra. PRESTAZIONI FOTO Il sensore CMOS EXR conferma le aspettative e sforna foto ricche di dettaglio e con il rumore elettronico molto contenuto anche alle elevate sensiblità ISO. PRESTAZIONI VIDEO Il video Full HD 1080p non brilla per pulizia e definizione. RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO Più di 500 euro per una compatta dal sensore di piccole dimensioni non sono pochi, ma il livello di costruzione, la qualità d'immagine e la ricca dotazione riportano in equilibrio il piatto della bilancia. CONTRO 61 PRO condizione di fotografare in pochi istanti, senza dover passare notti insonni sul libretto d'istruzione. Per impostare i parametri di ripresa basta agire sulla coppia di ghiere zigrinate (in metallo anche loro), poste sulla calotta. Quella più esterna serve a starare manualmente l'esposizione, mentre l'altra consente di scegliere l'automatismo di ripresa. Si spazia dai classici a priorità di tempi o di diaframmi a quello totalmente manuale, con un ricco contorno di modalità automatiche più o meno intelligenti. Tra queste segnaliamo la EXR, dedicata a chi non vuole avere pensieri, con la quale la macchina riconosce le caratteristiche della scena ed imposta i parametri ad hoc, e quella Adv. che dispone della modalità panorama 360°. E ancora, quella denominata Pro poca luce e Pro a fuoco, che migliorano rispettivamente la resa delle fotografie quando si scatta con elevate sensibilità e quella dello sfocato nelle riprese di ritratti. In prossimità dello spigolo, in posizione avanzata, si trova un piccolo pulsante (Fn), al quale è possibile assegnare una funzione a piacere tra quelle più utilizzate. Noi abbiamo scelto la sensibilità ISO per non dover entrare ogni volta nel menu digitale. Quest'ultimo è in stile Fujifilm, ovvero molto spartano ma sempre chiaro e leggibile. Al centro della calotta spicca la slitta a contatto caldo sulla quale è possibile innestare flash a cobra dedicati con modalità TTL. Infine, il pulsante di scatto ha la presa filettata per il flessibile meccanico, una chicca che molti puristi apprezzeranno come d'altra parte il mirino ottico zoom (con correzione diottrica) con il quale si può inquadrare la scena in ogni situazione di luce. Sul dorso ecco lo schermo LCD da 2,8” e 460.000 pixel, ai lati del quale troviamo una serie di pulsanti. Quelli sulla sinistra servono ad impostare la modalità di lettura dell'esposimetro (AE) e quella dell'autofocus (AF), e in fase di revisione dello scatto consentono di zoomare all'interno dell'immagine per controllare la corretta messa a fuoco. Più in basso c'è il tasto dedicato alla regolazione del bilanciamento del bianco. Dalla parte opposta sono collocati nell'ordine: la rotella per la coppia tempo/diaframma, il pulsante di blocco simultaneo della memoria esposimetrica e dell'AF, il tasto della modalità di visualizzazione delle info nel display e quello dedicato al RAW. Basta premerlo e, senza entrare nel menu, la macchina scatterà una foto in formato non compresso ritornando al JPEG in quello successivo. In posizione centrale si trova il pulsante a quattro vie con rotella incorporata, che consente l'impostazione della modalità di scatto a raffica, del flash, dell'autoscatto e della posizione Macro e Supermacro, con la quale ci si ferma (con l'obiettivo a 28mm), ad appena 1 cm dal soggetto. IN PRIMIS LA FOTO La Fujifilm X10 è pensata per i fotografi più che per i videomaker. Considerazioni iniziali a parte, la conferma viene dall'uso sul campo. La modalità di accensione, ad esempio, sarebbe inconcepibile da parte di chi si dispone a girare un video. Infatti non bisogna agire sul classico interruttore di accensione, magari coassiale al pulsante di scatto, bensì ruotare l'obiettivo portandolo in posizione di lavoro. Operazione scomoda che, però mette in condizione di fotografare ritrovando gesti che sembravano dimenticati, come zoomare con la ghiera dell'obiettivo e portare l'occhio al mirino (come si fa con la reflex). Peccato, però, che all'interno dell'oculare non vi sia alcuna informazione; solo una lucetta verde ci informa della corretta messa a fuoco, come succedeva con le compatte a pellicola degli anni '80. Ma per il mirino ottico si perdona tutto. Una volta messa in moto, la X10 mostra subito di che pasta è fatta riuscendo ad essere, in determinate circostanze, più veloce della sorella maggiore X100. La partenza da fermo è bruciante e lo shutter lag molto ridotto, entrambi penalizzati, però, dalla modalità di accensione Lo schema mostra la differenza nella disposizione dei pixel tra un sensore tradizionale e quella del sensore CMOS EXR da 12 MP della Fujifilm X10. Sensore tradizionale Sensore CMOS EXR 060_063:090-091 10/11/11 11:40 Pagina 61
La storia dell'hi-tech consumer e professionale è ricca di episodi interessanti, non solo dal punto di vista strettamente tecnico, ma anche da quello commerciale e addirittura sociale. Pensiamo ad esempio alla rivoluzione tecnologica e pratica avvenuta nei primissimi anni ‘80, con l'invenzione del Walkman da parte di Sony, il primo sistema di ascolto personale. Vent'anni dopo, una nuova rivoluzione, o meglio una variante sul tema, di straordinario impatto: nasce, in casa Apple, l'iPod e da allora non solo è (ri)cambiato il modo di ascoltare individualmente, ma anche il mondo audio e perfino hi-fi, e addirittura il fenomeno ha coinvolto la sfera sociale. In altri settori, ci sono stati apparecchi e/o applicazioni capaci di dare una scrollata al passato e costituire punti di partenza per il futuro. Se pensiamo al mondo videoprofessionale, alle produzioni cinematografiche e televisive, vediamo che le prime rivoluzioni dell'era moderna le ha determinate Sony, con le prime CineAlta. Qualche anno fa, una nuova rivoluzione, lanciata - caso più unico che raro nella storia dell'industria - da un'azienda debuttante, che non c'era: Red Digital Cinema, che ha gettato un sasso nello stagno e smosso le acque. Grazie ad una buona idea di base, ad un prezzo aggressivo e - bisogna dirlo - ad una politica di marketing e distribuzione per alcuni versi irritante, ma assai ben orchestrata, il marchio che non c'era si è imposto all'attenzione dei videomaker indipendenti in tutto il mondo, fino a conquistare una posizione di riguardo. Ora, molto probabilmente, siamo di fronte ad una nuova svolta, che porta sempre una firma rossa (in questo caso, quella dell'anello adattatore e delle rifiniture di alcune ottiche). Stiamo parlando di Canon, che ha lanciato il primo prodotto di quella che sarà la serie Cinema EOS. Il nome già lascia intuire la categoria di prodotto, che non a caso è stato presentato a Hollywood, davanti al mondo del cinema professionale. Stiamo parlando di una macchina che - come vedrete su questo stesso numero (a pag. 100), e ancora meglio sul prossimo sfrutta tante idee intelligenti, e che tutto considerato è definibile ‘economica' rispetto al target a cui si rivolge. Un altro sasso nello stagno, insomma, lanciato questa volta non da un'azienda sconosciuta, ma addirittura da Canon, universalmente nota per le sue reflex, videocamere, ottiche. Un altro sasso nello stagno - dicevamo - e talmente pesante, per il Editoriale Stefano Belli ‘peso' dell'azienda stessa, da costringere per la prima volta la Red a rincorrere, lanciando la nuova Scarlet - quando si dice la coincidenza... - lo stesso giorno, alla stessa ora, praticamente nello stesso luogo... Avremo tempo nel prossimo futuro di analizzare ogni dettaglio di tutte queste macchine, come delle altre già annunciate dalla stessa Canon e da altri costruttori. Di certo, ormai la strada non solo delle produzioni televisive, ma anche del cinema tout court, sembra tracciata nel segno del tutto digitale. Causa ed effetto di questo trend, anche la continua trasformazione delle sale, sempre più spesso attrezzate - magari con la scusa del 3D - con sistemi di proiezione digitale. Insomma la cara, vecchia pellicola sembra davvero aver imboccato il viale del tramonto, le bobine (anzi, le ‘pizze') diventeranno oggetti di antiquariato. The end is at hand, la fine è vicina, dicono i cineasti inglesi con un sorriso quando si chiede loro della pellicola, parafrasando uno slogan in uso nella seconda guerra mondiale... Pellicola che resta nel nostro cuore e che, da un certo punto di vista - e come tutte le cose e le persone, del resto non morirà mai. È quello che pensavamo anche nel 1998, fondando Tutto Digitale con la certezza che il futuro sarebbe stato davvero ‘tutto digitale'. Insomma, un sogno lungo tutti questi anni sta per avverarsi... Hollywood, il rosso vince Sulla ruota di Las Vegas, pardon sul tavolo verde di Hollywood, il rosso vince: nello stesso giorno, alla stessa ora, Canon e Red lanciano due nuove macchine destinate a tracciare la strada di domani 003:003 10/11/11 10:27 Pagina 3
corpo macchina privo di stabilizzatore, molto limitato per ovvi motivi tecnici - in pan/tilt, ma il look ottenuto con la 5D MK II e la 60D si avvicina al cinema-look. Abbiamo registrato in 1920x1080 a 25p e usato come ottiche il 50mm f/1.4, utilissimo in non rare situazioni di scarsa luminosità, che – grazie al suo campo visivo vicino a quello dell'occhio umano – ha regalato inquadrature realistiche senza distorsioni e, nel contempo, uno sfocato che dona un effetto magico al giorno, con toni da vera e propria fiaba. Abbiamo osato anche sull'aspect ratio del 2° lavoro, utilizzando il 2.39:1 o Panavision, scelta che in preproduzione ci ha portato a fare dei calcoli matematici e applicare dei pezzi di nastro isolante direttamente sul monitor LCD delle camere come controllo delle inquadrature e, in fase di editing, a ritoccare tutte le inquadrature, perché una ratio così spinta moltitplica la possibilità di errori sulla composizione dell'immagine all'interno del quadro. Nonostante ciò abbiamo tenuto fede alla scelta stilistica di decentrare maggiormente gli sposi all'interno del quadro, seguendo la regola dei terzi, e mantenerci più stretti sul finale”. Per finire, poi, qualche appunto stilistico: “in un video di matrimonio c'è sempre una storia da raccontare e qualcuno a cui raccontarla. Questa volta abbiamo voluto raccontare la storia in terza persona, come fossimo un invitato, con qualche soggettiva e pseudosoggettiva, sempre delicatamente introdotta. Abbiamo scelto di eliminare le scene esterne - spesso simili a reportage di posa, dove gli sposi sembrano dei manichini - a vantaggio della naturalezza: un momento vero rubato vale più di 50 di finzione”. Che dire, in definitiva? In entrambi i video spicca il discorso della qualità (discreta nel primo, migliore nel secondo), che è innegabile, così come la “mano” dei due registi , ma tutti e due hanno un'impostazione molto tradizionale. Come scrivevamo l'anno scorso “avrebbero potuto forse osare di più, per realizzare un prodotto in grado di staccarsi dalla media dei prodotti 'buoni', se non 'molto buoni', come quelli di tutti i finalisti”. EMANUELE BELLAN, CHI TROVA UN AMICO… Da Taglio di Po (RO), sotto l'egida di Digital Video 3, arriva un'altra vecchia conoscenza come Emanuele Bellan (con l'aiuto di Gianni Pregnolato per le riprese, effettuate con una Panasonic AG DV-200, montate poi con Premiere 6.5 Ulead Workhop 2). Ecco come si presenta: “sono alla terza partecipazione: questa volta vi invio le riprese del mio collega Gianni e speriamo che non vinca, sennò chi lo sopporta più! Il matrimonio chi vi propongo ha il suo fiore all'occhiello nel video pre-matrimonio, l'unica soluzione in cui noi poveri professionisti possiamo plasmare, con le nostre idee, gli sposi, dando sfogo creativo alle nostre capacità, spesso frustrate dal poco tempo, da ambientazioni tristi e dalla logica della crisi, con i prezzi bassi che portano a lavori veloci. La creatività resta così appannaggio del fotografo, ma non è il caso di Gianni, che con la telecamera in braccio scruta l'ambiente, guarda la luce, cerca l'angolazione, pronto a dirigere la scena come uno Zeffirelli del matrimonio, coinvolgendo gli sposi con pose eleganti e sensuali, sguardi ammiccanti, inquadrature decise, tagli azzardati, cosicché ogni volta che qualcuno vede un suo video, eccoti risuonare la frase ‘queste riprese le ha fatte Gianni'… Sì, le ha fatte lui, e se vanno bene a lui, devono andar bene anche agli sposi, quel che conta sono effetti e ritmo, un video deve essere allegro, spiritoso, giovane, romantico, dolce, sensuale. Il mio socio magari ne sa poco di bit e non veste in giacca e cravatta, ma sa il mestiere suo, nessuna scuola ma tanta passione: ogni inquadratura deve avere una metrica, solo così si estrae quello che nemmeno voi (né gli sposi) pensavate di poter dare… Tra vent'anni, quando rivedrete i nostri video, direte ‘quelli sì che erano artisti, porca vacca!'”. Spinti dall'entusiasmo di Emanuele, gustiamoci allora questo “Matteo e Francesca”: complimenti alla sposa, davvero bella e fotogenica, suggestive le location, discreto l'album fotografico finale impaginato con gusto grafico, ma anche qualche effetto poco convincente, per un giudizio complessivo che lo pone nella fascia alta dei selezionati, senza però quel “colpo di coda” che potesse lanciarlo nell'Olimpo… ANDREA COLLINO, BUONA LA PRIMA Da Cuneo arriva, direttamente tra i finalisti, Andrea Collino e già questo è un ottimo risultato per una new entry. Così si presenta Andrea: “sono un dilettante autodidatta nel settore dei matrimoni, in quanto appassionato di video e di computer. Vorrei partecipare al Contest più che altro sperando di ricevere critiche e suggerimenti per crescere. Considero le mie opere dei documentari, perché il lavorato si limita a descrivere la giornata, partendo dall'arrivo in chiesa ai balli finali”. Vediamo allora in dettaglio questi “Arianna e Andrea“ (montato con Video Studio Pro) e “Oggi sposi: Sonia e Alberto“, dove il nostro lettore ha usato per la prima volta Final Cut. L'inizio di “Arianna e Andrea“ non è male, con una sequenza di foto mixata a ritmo vertiginoso, poi si va alla cerimonia in Comune (location insolita, a dire il vero), obiettivamente lunga e troppo descrittiva. Si passa alle immagini degli sposi in montagna, inusuali anche queste: semplici ma belle, nello stile che Collino si è dato, che fa appunto della semplicità e della concretezza la sua arma. Diversi gli extra e pure carini. “Sonia e Alberto“ è più tradizionale, più “serio” (e più lungo ancora), nonostante un secondo DVD di scherzi realizzati in loco, aggiunto dal regista. Al di là dell'apprezzabile impegno, l'entusiasmo, la voglia di crescere, Collino ci è piaciuto dunque per il suo voler essere lineare ma non banale, classico ma con brio (lungaggini a parte). Non male per essere una prima volta, quindi invitiamo Andrea, operaio con l'hobby del video - cui va il merito di avere centrato al primo colpo l'ingresso nel ristretto lotto dei finalisti - a riprovarci nel 2012! ANGELO DAL BEN, ‘A PELLE' “L'anno scorso finalista, quest'anno... difficile ripetersi”, esordisce Angelo Dal Ben, trevigiano di Santa Lucia di Piave, che lavora con Sony ZL, Apple Mac Pro e Final Cut. “I miei video non sono cambiati – continua - o forse ogni volta si cambia qualcosa e non ci accorgiamo. Sicuramente cambiano gli sposi, a volte con alcuni hai quella sensazione diciamo ‘a pelle' che ti fa lavorare bene, la giornata scorre veloce e ogni ripresa sembra perfetta”. Angelo ci ha inviato due video – il multietnico e colorato “Silvia e James“ più “Annalisa e Marco“ – per i quali potremmo replicare il giudizio già espresso lo scorso anno: due reportage di impianto molto tradizionale, certamente ben fatti (altrimenti non avrebbero avuto accesso alla finale), ma privi di quella “marcia in più”, di quel quid che portava all'eccellenza. D'altronde lo diceva lui stesso, “i miei video non sono cambiati (o forse sì)”… DANTE DI PASQUALE, VIVA LA REFLEX “Non potevo mancare al consueto appuntamento – scrive Dante Di Pasquale da Caltagirone (CT), che lavora insieme al cugino Davide - ma questa volta con un lavoro realizzato in videoreflex, in full HD (Canon EOS 5D Mark II e Canon EOS 60D). Il risultato su Blu-ray è indubbiamente merito della splendida location (Taormina) e dei ragazzi che mi hanno permesso di muovermi in assoluta libertà. Come videomatrimonialista ho l'impegno di far fuoriuscire semplicità, spontaneità di gesti e parole, eleganza, solarità, emozione, tutti validi ingredienti che contribuiscono a dar vita a un buon filmato, ma l'elemento ancor più importante è la collaborazione degli sposi e invitati gioiosi. Ecco perché l'amore, la passione, la dedizione per questo lavoro sono talmente forti che si traducono in un continuo proliferare di idee che poi diventano video come questo”. E che video: un touch cinematografico, uno stile da reportage, location da urlo, un montaggio dal ritmo cristallino, alta qualità dell'immagine, una veste complessiva semplice ma elegante… Ben calibrato sotto ogni voce, il video riesce a rendere a perfezione l'atmosfera, le emozioni, la gioia e la solennità dell'evento… Che dire? Difficile trovargli qualche difetto… DIEGO D'ORSI, CI VEDIAMO IN TV Un fedelissimo del “vostro e nostro Wedding Contest” anche il livornese Diego D'Orsi, che ha ambizioni ben precise, come dimostra la sua lettera nella quale si complimenta innanzi tutto per la nostra nuova iniziativa di Italian Cinematographer... Diego è presente quest'anno con due video girati in DVC PRO50, Panasonic AG-HPX171, 40 Speciale Wedding 2011 038_044wedding:026/028 10/11/11 11:02 Pagina 40
89 prestazioni fino a tre volte più rapide rispetto al Digic 5, è pensato per offrire rumore ridotto (coadiuvato dal sensore con readout a 16 canali), sensibilità da 100 a 51.200 ISO (204.800 ISO in modo esteso) e raffica a 12 fps o a 14 fps (solo se si scatta con il blocco in alto dello specchio alla sensibilità di 3200 ISO e in JPEG) grazie un nuovo meccanismo che riduce ritardo e ribaltamento dello specchio. Il sistema AF con 61 punti - 41 dei quali a croce - è stato rivisto così come quello esposimetrico, con sensore da 100.000 pixel, coadiuvato da un processore Digic 4 dedicato. VIDEO AL TOP La EOS 1D X include grandi novità anche per i videomaker: innanzitutto è possibile visualizzare i livelli audio a schermo (sia con il microfono mono integrato che con un microfono esterno collegato attraverso l'ingresso minijack) e variarli anche durante la ripresa; inoltre, è possibile scegliere due codec per la ripresa, entrambi basati su H.264: il primo è di tipo IPB (ovvero a gruppi di frame) e avrà un bitrate inferiore rispetto a quello delle attuali reflex della casa. Il secondo, invece, è un nuovo codec intra-frame a larga banda (si parla di circa 90/100 Mbit/s, ma il dato potrà variare da qui al lancio dell'apparecchio), per una qualità più alta ed una minore compressione, oltre ad una più semplice gestione in fase di montaggio. Altre importanti novità sono la registrazione continua (su più file creati dalla macchina, senza la perdita di frame) anche oltre il limite dei 4 GB fino a un totale di 29 minuti e 59 secondi e la possibilità di registrare il time code in free run o rec run. A detta dell'azienda, il nuovo doppio processore permette di ridurre alcuni effetti indesiderati come il moiré ed il fringing rispetto ai modelli precedenti. La sezione di ripresa video offre ovviamente controlli manuali per esposizione e messa a fuoco; la risoluzione può essere impostata fra i 1920x1080 30p/25p/24p, 1280x720 60p/50p e 640x480 a 30p/25p. Insomma, un modello imponente, impegnativo, importante, destinato ad essere il prossimo oggetto di desiderio dei canonisti. Per mettere le mani sulla EOS 1D X ci sarà però da attendere: la macchina sarà disponibile infatti da fine marzo 2012 al prezzo indicativo di 6.000 euro. La Canon EOS 1D X fatta a pezzi A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D V Attorno al guscio in magnesio ruotano, da ore 12 in senso orario, il processore Digic 4 dedicato al sistema esposimetrico (nella foto successiva), il modulo AF, l'otturatore collaudato per 400.000 scatti, il sensore AF, il sensore CMOS da 18 MP, la mainboard con il doppio processore Digic 5+, e l'unità antipolvere. 088_089:008_010 10/11/11 15:30 Pagina 89
99 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XV Vuoi aggiungere qualche particolare, qualche aneddoto relativo alla produzione, segnalarci scene o inquadrature secondo te significative? Innanzitutto credo sia doveroso sottolineare la professionalità dei miei collaboratori, tutti di alto livello. Devo ringraziare soprattutto i 2 focus puller Manuel e Giulio per essere riusciti a mantenere i nervi saldi a 2 di diaframma con una profondità di campo di pochi centimetri e i protagonisti che si muovevano senza nessun preavviso da una parte all'altra del fotogramma. L'inquadratura che mi ha dato più soddisfazione è stata una carrellata in avvicinamento su un tavolo con una dozzina di commensali. La mdp parte dal fondo della stanza e arriva al primo piano del protagonista seduto a capo tavola passando sopra la tavola imbandita. Per questa inquadratura il capo macchinista Beppe Riccardi ha trasformato il pewee con 2 americane, consentendo alla mdp di passare sul tavolo senza toccare piatti e bottiglie. Mi piace anche ricordare l'uso del vertigo. Sono 3 anni che nella serie scherziamo coi protagonisti sull'effetto vertigo (carrello indietro e zoom a stringere) che disorienta lo spettatore tenendo il soggetto fisso e facendo cambiare repentinamente lo sfondo, dando un effetto appunto di vertigine. Non l'avevamo mai realizzato per mancanza di tempo ma soprattutto di mezzi. Nel film invece ci siamo riusciti, per raccontare lo stato d'animo del protagonista che ha appena aspirato una canna offerta dal padre e ha un effetto vertigine. Per realizzarlo abbiamo usato circa 20 mt di binario e l'Angenieux Optimo 24/290 (oltre all'esperienza di macchinisti, operatore e assistenti...) La scena comunque che fotograficamente mi piace di più è la sequenza iniziale. Il film inizia con un sogno ambientato nell'antica Roma, di notte. Abbiamo girato nella Roma antica ricostruita a Cinecittà. Per realizzare questa sequenza ho usato la luce di una dozzina di braceri, alimentati a gas e una leggerissima diffusa. L'effetto, a mio avviso, è davvero suggestivo. I SOLITI IDIOTI Dati Tecnici Ancora qualche bella immagine dal set, con momenti di prova macchine, trucco, confronto su ipotesi di inquadrature, realizzazione del camera car in notturna... Operatori mdp: Luca D'alloro, Emilio Giliberti Focus puller: Manuel Granata, Giulio Innocenti Aiuto operatore: Francesca Lamura DIT: Giovanni Fiormarino Capo macchinista: Beppe Riccardi Gaffer: Paolo Giovannetti Colorist: Ivan Tozzi Laboratori: Augustus Color, Cinecittà FORMATO DI RIPRESA: HD PRORES 4:4:4:4 LOG C MACCHINA DA PRESA: Arri Alexa LENTI: Angenieux Optimo 24/290 + serie Cook s4 COLOR CORRECTION : DI Aster STAMPA PELLICOLA 35 MM: Fuji e Kodak FORMATO DI PROIEZIONE: 35mm pellicola, DCP 1.1:85 096_099:108 113 10/11/11 15:14 Pagina 99
'originale', che fa perdere istanti preziosi rischiando di farci mancare il momento decisivo. Per fortuna il modulo di messa a fuoco multipoint centra il bersaglio senza problemi, anche con soggetti che si muovono velocemente (in modalità AF Tracking), e risulta più preciso di quello della X100 nelle situazioni di scarsa luminosità. La disposizione dei punti è tale da coprire interamente l'inquadratura aumentando in tal modo la prontezza del sistema. Inoltre è possibile selezionare manualmente uno qualsiasi dei 49 punti, anche al margine estremo del campo inquadrato, per non sbagliare con soggetti molto decentrati. L'esposimetro è del tipo TTL a 256 zone, commutabile in lettura media a prevalenza centrale e spot. Nell'uso si è rivelato preciso con una certa tendenza a chiudere le ombre, quindi attenzione nelle scene ad alto contrasto per non ritrovarsi con il cielo saturo e la parte bassa dell'inquadratura priva di dettaglio. C'è da dire che la gamma dinamica del sensore è molto estesa e compensa il comportamento dell'esposimetro. Come da tradizione Fujifilm, è possibile gestire la gamma dinamica via menu dal 100% al 400% con alcune limitazioni legate alla sensibilità ISO impostata. Nelle prove però non abbiamo notato differenze significative tra le varie impostazioni, quindi abbiamo preferito la regolazione Auto, che fornisce dettagli sempre leggibili nelle ombre e nelle alteluci. ALLA SBARRA Il cuore della X10 è un sensore CMOS di tipo EXR da 2/3”, che vanta un'architettura particolare, molto diversa da quella normalmente adottata dagli altri elementi sensibili. In dettaglio, i pixel sono disposti secondo un pattern che li vede inclinati di 45° (così come il filtro colore RGB sovrastante). Questo migliorerebbe la risoluzione verticale e orizzontale e aumenterebbe l'efficienza dei singoli fotodidi, con una risposta migliore dei sensori tradizionali anche in termini di gamma dinamica e riproduzione dei colori. La teoria trova conferma sul campo e, una volta tornati a casa e scaricate le foto nel PC, anche di fronte al monitor. Colpisce la resa molto naturale dei colori (soprattutto delle nuances più tenui), e dei dettagli più fini. Il merito va anche allo zoom Fujinon 28-112mm f/2-2,8, dotato di stabilizzatore, che merita il massimo dei voti sia per quanto riguarda la costruzione - tutta in metallo - che per la qualità ottica, con gli unici difetti di una evidente distorsione a barilotto alla focale grandangolare, unita ad un marcato purple fringing. Ma il vero piatto forte della macchina è il contenimento del disturbo alle elevate sensibilità ISO, un settore in cui Fujifilm ha speso ed ottenuto molto negli ultimi anni. Osservando le immagini scattate ad 800-1600 ISO non notiamo significativi abbassamenti di 62 Sopra, è possibile selezionare manualmente uno dei 49 punti di messa a fuoco, che hanno una copertura molto ampia della scena inquadrata. Sotto, le info nel monitor LCD sono complete. Tra le tante si possono visualizzare: l'automatismo di ripresa, l'istogramma, la compensazione dell'esposizione, e la scala in metri o piedi per la messa a fuoco manuale. A fianco, la borsa pronto in pelle in stile vintage è opzionale. La X10 dispone di ghiere di metallo per impostare la modalità di ripresa e la compensazione dell'esposizione. Il pulsante di scatto ha la filettatura per lo scatto flessibile meccanico. 060_063:090-091 10/11/11 11:42 Pagina 62
dunque una valida soluzione per i film d'avventura, guerra, fantasy eccetera in cui scenografie e ambienti sono di grande importanza. IL SUPPORTO PER LA MACCHINA Per quanto riguarda la scelta del supporto, ragioniamo in questa sede solo sulla differenza che intercorre tra l'uso della macchina a mano e il cavalletto. La macchina a mano, pur dichiarando la presenza dell'operatore e del suo sguardo, crea un effetto di “presa diretta” della realtà, senza altre mediazioni o artifici. Offre un maggior senso di empatia e di realismo – è infatti associata alle riprese di reportage e telegiornale. Viene spesso usata per dare maggior dinamismo alle sequenze d'azione e in generale in tutti quei film che vogliono mantenere un effetto realistico (alcuni film biografici, film tratti da storie vere, drammi, film di guerra...). Un esempio straordinario di macchina a mano è offerto dal film di Kathryn Bigelow “The Hurt Locker”, fotografato da Barry Ackroyd. Al contrario, l'uso di un cavalletto permette di realizzare immagini perfettamente immobili e movimenti fluidi. Consente una composizione dell'immagine più precisa e pittorica, fa dimenticare la presenza dell'operatore e del suo sguardo. Ha un aspetto preciso e professionale, ma a volte risulta un po' freddo. Si trovano immagini di questo tipo nei film in costume e nei film epici. MACCHINA FISSA VS MOVIMENTI DI M. L'impatto del film è fortemente influenzato anche dal numero di inquadrature fisse e dalla loro durata rispetto a quella delle inquadrature in movimento. Usare prevalentemente immagini fisse, magari di lunga durata, aumenta il valore pittorico del film, delegando la dinamicità della scena alla composizione dell'inquadratura e ai movimenti degli attori. Dilata la percezione del tempo, conferendo all'opera un valore epico e maestoso, come avviene in certi film in costume, “Barry Lindon” (di Stanley Kubrick, con la fotografia di John Alcott) per fare solo un esempio. Inquadrature dalla durata più breve e in continuo movimento, invece, creano un ritmo maggiore, contraggono la percezione del tempo, impongono allo spettatore di concentrare l'attenzione di volta in volta su quanto inquadrato. I film d'azione in generale, ma anche la pubblicità e alcuni videoclip ricorrono a questo tipo di riprese e di montaggio. L'USO DELLE LUCI Regista e direttore della fotografia devono, infine, scegliere insieme come orchestrare il disegno luminoso del film, enfatizzando i momenti salienti con l'uso narrativo della luce. Semplificando, caratterizzare un film di genere attraverso la fotografia, significa lavorare: 1. sulla quantità e sulla qualità dei corpi illuminanti 2. sulla direzione della luce principale 3. sul rapporto di contrasto. Quando si progetta l'atmosfera luminosa di un film, è bene scegliere l'approccio generale alla luce, se deve essere naturalistico o espressionista. Un approccio naturalistico 36 porta a realizzare un'illuminazione meno sfarzosa, che imita modificando in senso narrativo la luce reale. È questa la scelta che si addice di più a film ispirati a fatti reali, commedie, drammi. Un approccio espressionista, invece, tende a forzare l'illuminazione naturale per seguire precise scelte estetiche, anche a discapito del realismo della scena. Luci di questo tipo si trovano in film fantasy, film con personaggi tratti dal mondo dei fumetti e dei videogames, horror, noir. Anche la quantità di luce della scena è indicativa del genere: nella commedia si tende a realizzare un'immagine luminosa e solare, con pochi punti scuri. Sia che l'ambientazione sia in interni che in esterni, l'oscurità è quasi sempre bandita. Ombra e nero, infatti, sono associati all'inconscio e all'ignoto: sono utili per fotografare thriller e horror, ma anche storie particolarmente drammatiche. Nell'oscurità e nel non visibile, infatti, si possono nascondere tutte le cose di cui abbiamo paura: i nostri incubi, i mostri reali e quelli dell'anima. Un uso magistrale delle ombre e del chiaroscuro è fatto dal direttore della fotografia Darius Khondji nel film “Seven”, di David Fincher. LA LUCE PRINCIPALE La luce principale o “key light” è quella che determina il tono fotografico della scena. Può essere prodotta da una sorgente dura (come ad esempio quella di un proiettore) o morbida (come quella di fluorescenti e luci riflesse). Sorgenti luminose dure, che generano ombre dense e marcate, vengono usate con grande efficacia in tutti quei generi dal sapore espressionistico come noir e horror. Luci più morbide e avvolgenti si sposano meglio con generi meno cupi, come commedie e film romantici. Grande importanza riveste la direzione da cui proviene la luce principale: più è frontalmente rispetto alla posizione reciproca di attore e macchina da presa, meno ombre genera sul volto del personaggio, restituendo un'immagine solare e rassicurante (adatta dunque per commedie e film sentimentali). Se il corpo illuminante è posizionato ad altezza occhi o più in alto, genererà un'illuminazione piuttosto naturale, che verrà accettata come realistica dallo spettatore. Una luce dal basso, invece, creerà ombre poco naturali sul volto e un'atmosfera più cupa. Infine, più la posizione della luce si avvicina ai 90°, più genera ombre, caricando l'immagine di drammaticità. Luci di questo tipo, chiamate di taglio, sono più comuni nei film drammatici, noir, thriller. IL RAPPORTO DI CONTRASTO Un ultimo, importante parametro su cui si può agire per connotare un film di genere, è il rapporto di contrasto, cioè il rapporto tra la luce principale e una eventuale luce di riempimento. Nel caso in cui la luce di riempimento sia molto tenue o assente, avremo ombre dense e quindi un alto rapporto di contrasto. Parte del volto resterà dunque avvolta dall'ombra o dalla penombra, caricandosi di drammaticità. Nel caso in cui la luce di riempimento sia invece più forte, avremo un contrasto più basso e quindi un'immagine più naturale e meno drammatica, adatta per la fotografia della maggior parte dei generi cinematografici. Luca Sabbioni colori dei costumi, dei tessuti, nella giuste tonalità del trucco, dal fondotinta per gli attori al rossetto, dallo smalto per le unghie all'ombretto. L'USO DI OTTICHE E MACCHINA DA PRESA Entriamo ora nello specifico del direttore della fotografia: durante la fase di pre-produzione, deve compiere tutta una serie di scelte fondamentali con il regista: 1. le ottiche 2. il formato del fotogramma 3. i supporti (intesi come macchina a mano, cavalletto, steadycam, carrello…) 4. scegliere se usare prevalentemente inquadrature fisse o movimenti. LE OTTICHE Per quanto riguarda la scelta delle lenti, sappiamo che ottiche diverse offrono una diversa riproduzione dello spazio e del rapporto tra soggetto e sfondo. Sebbene sia difficile trovare film girati esclusivamente con un tipo di ottiche, si possono identificare film che utilizzano prevalentemente lenti di un certo tipo in virtù del loro effetto sulla profondità di campo: si preferiscono ottiche grandangolari (e quindi una maggiore profondità di campo) per storie caratterizzate da scenografie imponenti, scene di massa, paesaggi maestosi; è questo il caso dei film epici, d'avventura, fantasy, da “Lawrence D'Arabia” (di David Lean, con la fotografia di Freddie Young) alla trilogia de “Il Signore degli Anelli” (di Peter Jackson; . fotografia di Andrew Lesnie). Ottiche tendenti al teleobbiettivo, con minore profondità di campo, aiutano invece il regista a isolare un volto dall'ambiente circostante. Sono usate frequentemente nei film romantici, nelle commedie, nei drammi, dove tutta l'attenzione dello spettatore deve essere incanalata sul volto e sulla recitazione dell'attore. Un esempio assai raffinato di questo genere è offerto dal film “Un Bacio Romantico”, diretto da Wong Kar Wai e illuminato magistralmente da Darius Khondji e Pung-Leung Kwan. ASPECT RATIO Sebbene la maggior parte delle videocamere girino in formato nativo 16:9, prima di iniziare le riprese è importante decidere con il regista il corretto aspetto del fotogramma. Esistono diversi formati, che vanno da quelli più quadrati (come il 4:3 dei vecchi camcorder e televisori) a quelli assai rettangolari (come il super panoramico 2.40:1). Il formato del fotogramma rappresenta in un certo senso la dimensione della tela del pittore, e influisce sulla lettura della storia da parte dello spettatore. Per capire che differenza c'è tra un formato e l'altro, è bene provare ad immaginare un primo piano: con un aspect ratio tendente al quadrato, come il 4:3, il volto umano occuperà gran parte del fotogramma, lasciando poco spazio per ambiente e altri attori; è dunque indicato per quei generi di film in cui l'attenzione dello spettatore deve essere tutta concentrata sull'attore e le sue espressioni. Quando realizziamo un primo piano in formato wide, invece, oltre al volto avremo un ampio spazio da dedicare alla scena in cui l'attore è inserito. È 034_036 NEW:026/028 10/11/11 10:53 Pagina 36
46 Speciale Wedding 2011 I FINALISTI - SEZIONE VIDEO I VINCITORI - SEZIONE VIDEO WE DD ING c o n t e s t presenta Ebbene sì, sono proprio loro: i vincitori del Wedding Contest 2011, ovvero Stefania e Andrea di Puntovideo di Conegliano (TV), che mantengono ben salda - anzi, superano il maestro... - una tradizione di famiglia. Il papà (o lo zio?) di Andrea, Alessandro Stocco, è stato una delle colonne delle precedenti edizioni, ma oggi Andrea ha aggiunto quel pizzico di frizzantezza che non guasta... tant'è vero che con il suo “Christian e Arianna” ha vinto il Wedding Contest! Appuntamento al prossimo numero per la proclamazione dei vincitori della sezione foto. Non perdetelo! - GUGLIELMO ANTUONO - EMANUELE BELLAN - ANDREA COLLINO - ANGELO DAL BEN - DANTE DI PASQUALE - DIEGO D'ORSI - DANTE FURLANO - DOMENICO GIORGIO - ANTONIO GRANDE - VALERIO LORENZET - GIOVANNI M. MONDELLI - MICHELE MUNAFÒ - PASQUALE PALUMBO - GIUSEPPE PANEBIANCO - FABRIZIO SOLDANO - ANDREA STOCCO - ALESSANDRO TROVÒ 1° ANDREA STOCCO 2° DANTE DI PASQUALE 3° G. ANTUONO & A. GRANDE FABRIZIO SOLDANO GIOVANNI M. MONDELLI interessanti - con qualche riserva su alcune, ma si sa, nessuno è perfetto...- e il tutto, nel complesso, funziona e molto bene. Soldano, più che raccontare un matrimonio, lo interpreta, anche se per avere un giudizio più approfondito ci piacerebbe vederlo anche sulle versioni lunghe dello stesso, che - ne siamo certi - consegnerà agli sposi. Promozione a pieni voti o quasi, dunque, e Fabrizio va diritto in finalissimae... ANDREA STOCCO, DI PADRE IN FIGLIO Stocco, chi era costui? Il nome non suonava nuovo a chi vi scrive, ma c'era qualcosa che non quadrava… Già, perché nelle edizioni passate si era messo in buona luce un lettore di nome Stocco, pure lui da Conegliano (TV), ma si chiamava Sandro… Andando a rileggere il resoconto del 2009, l'arcano s'è sciolto. Sentite un po' cosa scriveva allora Sandro Stocco: “sono una vostra vecchia conoscenza, ho partecipato due volte in passato a questa simpatica gara ottenendo la prima volta una citazione e nell'edizione 2004 sono entrato nella rosa dei Top 10. Quest'anno torno alla carica, ma non mi presento più solo: al mio fianco ho due validi giovani collaboratori che hanno dato un'impronta nuova al piccolo studio, Stefania e Andrea”. Bingo! L'Andrea Stocco di PuntoVideo che oggi entra in lizza, e dichiara di aver lavorato insieme a Stefania, altri non deve essere che il figlio o il nipote del nostro appassionato storico Sandro e ci piace davvero quest'idea che la passione per il video, la nostra rivista e, con lei, il Wedding Contest - passino in eredità di padre in figlio. Anche perché, diciamolo subito, il lavoro di Andrea ci è piaciuto molto… Ma andiamo con ordine e diamo, per prima cosa, la parola all'autore: “prestiamo la massima attenzione a ogni dettaglio, dalla singola inquadratura alla cattura di un gesto che emoziona, dalla scelta della musica - che deve calzare a pennello - all'uso di effetti e transizioni, sempre dosato con cura: niente è messo a caso. Abbiamo voluto creare questo video matrimoniale pensandolo come un film, con un menu interattivo che riunisse il trailer da 1'30”, il film da 17', e infine i contenuti speciali, con tutte le gag, per concludere con un sorriso. Aspettiamo un giudizio da voi, che siete i nostri Guru da sempre”. Ed eccolo qui il giudizio su questo “Christian e Arianna”, realizzato con due Canon XL H1, Edius, After Effects, Encore: promozione su tutta la linea a partire dal trailer, ben fatto e carino, in puro stile cinematografico, incrostato ad arte con alcune immagini dal videoclip di Caro Emerald A Night Like This (e qui bisognerebbe parlare di diritto d'autore, ma è un discorso che vale – più o meno - per tutti i partecipanti…) per non parlare dei simpatici titoli animati, del montaggio serrato ma assolutamente preciso nei tempi, dei divertenti contenuti aggiuntivi mixati a tempo di musica… Insomma, Stefania e Andrea ci hanno convinto, eccome, e siamo sicuri che siano d'accordo con noi anche gli sposi… ALESSANDRO TROVÒ, FAST & FURIOUS Ancora un habitué - ma sempre “con grande entusiasmo e un po' di emozione” - come Alessandro Trovò da Este (PD), che si presenta con un'opera “diversa per il mio stile e dai contenuti molto ristretti, un video veloce di soli 3'10” che parla di una coppia disponibile, simpatica e solare” (e questo è già un indubbio punto di forza). Alessandro lavora con Sony EX1 e Final Cut Pro e ha raccolto giudizi positivi nelle passate edizioni, vincendo addirittura il Contest 2010. In questa ha voluto cambiare stile e noi apprezziamo la sua volontà di rinnovarsi, ma crediamo che sia andato un po' oltre: il suo reportage ci appare troppo sintetico, con un ritmo narrativo talmente serrato da disorientare quasi lo spettatore. Un video meritevole della finale, ma forse ci sembra il caso di trovare una via di mezzo... AND THE WINNER IS... Credeteci, quando si dice che la scelta à stata difficile, non è una frase fatta. Idem quando affermiamo che il lavoro è stato oltremodo faticoso: dal mare magno dei video inviati, abbiamo estratto i 16 selezionati, che già non è stato uno scherzo. Poi li abbiamo rimessi tutti in gara e la cosa si è fatta ancora più ardua... Alla fine, in base ai criteri espressi all'inizio, il video che ci ha convinti di più è quello di Andrea Stocco, frizzante più che mai. Ai posti d'onore due ex aequo: Dante Di Pasquale e Fabrizio Soldano medaglia di argento, bronzo per Giovanni M. Mondelli e la coppia Antuono & Grande. Ma complimenti vivissimi a tutti i partecipanti, che hanno davvero espresso un livello qualitativo medio molto elevato, e ai 16 finalisti, alcuni dei quali sono stati in lizza fino all'ultimo per il podio... Appuntamento al prossimo numero per la sezione Foto e il bilancio finale! 038_044wedding:026/028 10/11/11 11:13 Pagina 46
può essere quello di determinare la giusta gamma di colori. Del colore, ci interessa prendere in esame sia la tinta – cioè il colore puro, come ad esempio il rosso, il verde, il blu – che la saturazione, ovvero l'intensità di una specifica tinta: un rosso è saturo quando la sua tinta corrisponde ad una sola lunghezza d'onda dello spettro visibile, è desaturato mano a mano che perde di intensità e si avvicina al grigio. Ma come fare a declinare il colore nei diversi generi cinematografici? Con molta attenzione e creatività, senza mai dimenticare che la percezione dei colori e del loro valore simbolico è sempre condizionato da fattori culturali, emotivi e naturalmente anche personali. Vediamo insieme qualche esempio: 1. Nel progettare l'aspetto visivo del nostro progetto, possiamo scegliere di abbinare dei colori (tinte) simbolici a specifici personaggi della storia. Ad esempio, possiamo decidere che solo un determinato personaggio indosserà abiti o accessori rossi, colore che nella cultura occidentale rimanda alla passione, alla forza, all'eccitazione. Andremo quindi ad eliminare quella determinata tinta da costumi, trucco, scenografia e luci, a meno che non sia presente il nostro personaggio. 34 I segreti della ripresa Luci, colori, ottiche, movimenti di macchina e tutte le tecniche di base e gli accorgimenti utili per caratterizzare un film, per dargli un'anima... sull'aspetto visivo generale, avvalendosi della collaborazione di scenografie, location, costumi e trucco. Lavora anche scena per scena, andando a caricare di emozione e sottotesto i momenti chiave della storia. In un film o in un corto, dunque, assistiamo ad una impostazione generale ben definita, che aiuta lo spettatore a riconoscere il genere e ad entrare in una particolare atmosfera emotiva; assistiamo anche ad una esasperazione di questo impianto visivo per alcune scene chiave, in cui il contrasto si fa più denso, o le inquadrature più ravvicinate, o la luminosità più alta e avvolgente. Certo, identificare un genere univoco, oggi come oggi, non è un'operazione semplice, visto il continuo rimescolamento a cui si assiste nella produzione cinematografica e televisiva. Tuttavia, esistono caratteristiche specifiche su cui vale la pena ragionare per imparare a progettare l'aspetto visivo del nostro cortometraggio o del nostro film. PROGETTARE L'ASPETTO VISIVO Per costruire in modo solido il sottotesto, è necessario che regista, direttore della fotografia, scenografo, costumista e truccatore lavorino insieme. Il punto di partenza comune I n un buon film, ogni immagine, ogni fotogrammaracconta: racconta un ambiente, un personaggio, unoggetto… comunica una sensazione, un'emozione, un'atmosfera. Racconta e comunica principalmente attraverso il contenuto stesso dell'immagine: se vediamo un uomo pallido con i canini aguzzi sappiamo subito che stiamo assistendo ad un film sui vampiri; se invece vediamo un uomo con cinturone e pistola a tamburo pensiamo immediatamente ad un western. L'oggetto del fotogramma ci rimanda al soggetto, al tema del film. Ma un buon film è in grado di comunicare molto di più attraverso le sue immagini: il volto del vampiro è illuminato appena, l'ambiente tetro, ricco di ombre dense? Probabilmente stiamo assistendo ad un horror. Il nostro vampiro è ripreso bene in primo piano, con una luce morbida e avvolgente, un controluce appena accennato e un perfetto bagliore negli occhi che rende il succhiasangue incredibilmente affascinante? Probabilmente stiamo assistendo ad un film romantico che ha vampiri per protagonisti... Questo perché, nel cinema, la direzione della fotografia è fondamentale nell'aiutare lo spettatore ad identificare il genere a cui appartiene l'opera. La fotografia lavora L'immagine cupa e desaturata rafforza l'impatto di questa scena drammatica tratta dal cortometraggio “Per Dono” di Matteo Bini. Il formato del fotogramma è 2.35:1. La messa a fuoco ridottissima e la grana sono la cifra distintiva dell'aspetto visivo del corto “Mezzi”. Il flare e l'alto contrasto aumentano la drammaticità in questo spot diretto da Lucia Franci, che fa largo uso di movimenti di macchina a mano e con la steadycam. Fotografia e generi cinematografici 034_036 NEW:026/028 10/11/11 10:51 Pagina 34
Guida - Il punto sulle fotocamere Mirrorless In Giappone vanno forte ma in Europa non stanno ancora riscuotendo il successo sperato. Sono le fotocamere Mirrorless o EVIL, simili alle reflex per prestazioni e qualità d'immagine ma dal peso e dall'ingombro ridotti per l'assenza dello specchio. E pensare che scattano in modo molto veloce e silenzioso, hanno gli obiettivi intercambiabili, riprendono in Full HD e stanno (quasi) in tasca... L a storia delle fotocamere mirrorless inizia, inrealtà, con un accordo per la produzione dimacchine reflex, precisamente nel 2001, con il formato QuattroTerzi (Four Thirds o 4/3), quando Olympus e Kodak dichiarano al PMA di Orlando, Florida la volontà di collaborare ad un progetto di rinnovamento nell'ambito della tecnologia digitale. La Kodak avrebbe messo sul piatto l'esperienza nella realizzazione dei sensori, mentre Olympus avrebbe contribuito sul fronte ottico e meccanico. Il tutto si sarebbe concretizzato un paio di anni dopo con la presentazione della E-1, la prima reflex digitale del neonato sistema QuattroTerzi, dotata di un elemento sensibile di tipo CCD da 5,1 MP e di un sistema di obiettivi intercambiabili (allora solo cinque) ed accessori, quali flash, battery pack e quant'altro. Insomma, si trattava di intraprendere una strada del tutto nuova rispetto alla concorrenza gettando un sasso nell'acqua (apparentemente) calma del lago e stando a guardare le onde concentriche diffondersi tutt'attorno. Da allora le cose sono cambiate con l'adesione di altre due case costruttrici come Leica e Panasonic e il sistema si è andato ampliando e differenziando con l'aggiunta di nuovi obiettivi (prodotti anche dalla 48 Specchio delle mie brame... 048_055:026/028 10/11/11 11:17 Pagina 48
54 Sensore: Live MOS 4/3 (17,3x13mm) da 12.3 MP Innesto obiettivi: Micro 4/3 Display: LCD 16:9 da 3", 460.000 pixel Mirino: no Autofocus: A contrasto su 35 aree Sensibilità ISO: 100-12.800 ISO Video: AVCHD 1920x1080 60i/30fps, audio Dolby Digital - Motion Jpeg 1280x720 30fps, audio PCM Scheda di memoria: SD/SDHC/SDXC Connessioni: USB 2.0, miniHDMI Alimentazione: accumulatore Li-ion (BLS-5) Dimensioni: 109,5x63,7x34mm Peso: 217g. (solo corpo) OLYMPUS E PM1 Prezzo: € 499 con ob. 14-42mm Pro: Corpo molto sottile, AF veloce, doppio processore Contro: Ergonomia del corpo e dei comandi Sensore: Live MOS 4/3 (17,3x13mm) da 12.3 MP Innesto obiettivi: Micro 4/3 Display: OLED Touch 3", 614.000 pixel Mirino: no Autofocus: A contrasto su 35 aree Sensibilità ISO: 200-1600 (100 e fino a 12.800 ISO ) Video: AVCHD 1920x1080 60i/30fps, audio Dolby Digital - Motion Jpeg 1280x720 30fps, audio PCM Scheda di memoria: SD/SDHC/SDXC Connessioni: USB 2.0, miniHDMI Alimentazione: accumulatore Li-ion (BLS-5) Dimensioni: 122x69,1x34,2mm Peso: 321g. (solo corpo) OLYMPUS EP3 Prezzo: € 899 con ob. 14-42mm Pro: Cura costruttiva, AF silenzioso e veloce, qualità immagine e resa dei colori Contro: Assenza tasti ISO, Menu complessi Sensore: Live MOS 4/3 (17,3x13mm) da 12.3 MP Innesto obiettivi: Micro 4/3 Display: LCD 16:9 inclinabile 3", 460.000 pixel Mirino: no Autofocus: A contrasto su 35 aree Sensibilità ISO: 100-12.800 ISO Video: AVCHD 1920x1080 60i/30fps, audio Dolby Digital - Motion Jpeg 1280x720 30fps, audio PCM Scheda di memoria: SD/SDHC/SDXC Connessioni: USB 2.0, miniHDMI Alimentazione: accumulatore Li-ion (BCS-1) Dimensioni: 109,5x63,7x37,3mm Peso: 265g. (solo corpo) OLYMPUS E PL3 Prezzo: € 599 con ob. 14-42mm Sensore: Live MOS 4/3 (17,3x13mm) da 15,8 MP Innesto obiettivi: Micro 4/3 Display: LCD Touch da 3" orientabile,460Kpixel Mirino: EVF a colori con 1.440.000 pixel, ingrandimento 1,4x, copertura 100% Autofocus: A contrasto su 23 aree Sensibilità ISO: 160-6400 Video: AVCHD 1080 60/50i, 24 fps; 720 50/60 fps - Motion Jpeg 1280x720 30fps, audio LPCM Scheda di memoria: SD/SDHC/SDXC Connessioni: USB 2.0, miniHDMI Alimentazione: accumulatore Li-ion Dimensioni: 115x84x47mm Peso: 336g. (solo corpo) PANASONIC G3 Prezzo: € 699 con ob. 14-42mm Sensore: Live MOS 4/3 (17,3x13mm) da 16 MP Innesto obiettivi: Micro 4/3 Display: LCD Touch da 3" orientabile,460Kpixel Mirino: EVF a colori con 1.530.000 pixel, ingrandimento 1,4x, copertura 100% Autofocus: A contrasto su 23 aree Sensibilità ISO: 160-12.800 Video: AVCHD 1080 60/50i, 24 fps; 720 50/60 fps - Motion Jpeg 1280x720 30fps, audio LPCM Scheda di memoria: SD/SDHC/SDXC Connessioni: USB 2.0, miniHDMI, MIC in Alimentazione: accumulatore Li-ion Dimensioni: 124x90x76mm Peso: 324g. (solo corpo) PANASONIC GH2 Prezzo: € 999 con ob. 14-42mm Sensore: Live MOS 4/3 (17,3x13mm) da 12.1 MP Innesto obiettivi: Micro 4/3 Display: LCD Touch da 3", 460.000 pixel Mirino: no Autofocus: A contrasto su 23 aree Sensibilità ISO: 160-6400 Video: AVCHD 1080 60/50i, 24 fps; 720 50/60 fps - Motion Jpeg 1280x720 30fps, audio LPCM Scheda di memoria: SD/SDHC/SDXC Connessioni: USB 2.0, miniHDMI Alimentazione: accumulatore Li-ion Dimensioni: 107,7x67,1x32,5mm Peso: 225g. (solo corpo) PANASONIC GF3 Prezzo: € 499 con ob. 14-42mm Pro: Corpo solido e tascabile, velocità operativa, sviluppo Raw in camera Contro: Ergonomia, rumore elettronico Pro: Ergonomia generale, qualità foto-video interfaccia touch efficace, ingresso MIC Contro: Costruzione, manca presa PC flash Pro: Qualità foto-video anche agli alti ISO, interfaccia touch efficace, AF veloce Contro: Costruzione, assenza MIC in Pro: Interfaccia touch efficace, AF veloce e customizzabile, qualità fotografica Contro: LCD fisso, audio mono, no comp. flash 048_055:026/028 10/11/11 11:21 Pagina 54
20 A partire da una delle cinque sceneggiature messe a disposizione dalla FEDIC e provenienti dal concorso "Fazio degli Uberti", i nostri lettori erano stati invitati a produrre un corto originale. L'opera di Andrea, dal titolo "Un pettirosso non fa differenza", propone alcuni quadri in cui un particolare all'apparenza insignificante come un piccolo volatile, assume invece un grande valore emotivo. Realizzato con una reflex, questo corto ci ha colpito anche per la capacità di raccontare in modo diretto ed immediato, oltre per l'indubbia bravura organizzativa che ha permesso di coinvolgere un buon numero di attori e comparse. Di ritorno dallo stage, Andrea ha prodotto un video di "dietro le quinte" dello stage (se state sfogliando l'edizione elettronica, lo potete vedere tra i contenuti multimediali di questa pagina, altrimenti sul nostro sito www.tuttodigitale.it) e ci ha inviato il racconto dell'avventura appena conclusa: "Con poche parole potrei dire che lo stage è stato formativo, familiare e divertente. Mi immaginavo la classica location per uno stage e invece appena arrivato ho notato subito il posto incantato dove era situato l'agriturismo i Felloni: immerso nel verde delle colline toscane, fra ulivi secolari. Il posto ideale. Non abbiamo mai fatto lezione all'interno dello stabile ma preferivamo l'aria aperta, il giardino, il cortile, il solarium. Roberto Merlino, direttore ed organizzatore dello stage, mi ha accolto e presentato ai presenti tra cui c'era anche la proprietaria de I Felloni, Caterina, ‘cresciuta a pane e cinema', come dice lei stessa, essendo figlia di un importante produttore e avendo lavorato per anni nel cinema. Roberto è una persona straordinaria, organizzatore instancabile. Ha un occhio molto critico al quale non sfugge niente. Fondamentale per aiutarti a crescere. Giacomo Scarpelli è riuscito a farci sentire a casa, trasmettendoci vibrazioni positive e la sua simpatia. Per me è stata un'opportunità unica, un onore, seguire gli insegnamenti dello sceneggiatore de Il Postino e Romanzo di un giovane povero, confrontarsi con lui. Ci ha guidato all'interno della letteratura, del cinema di tutte le arti ci ha fatto atterrare nel mondo della sceneggiatura cinematografica senza che ce ne rendessimo conto. Non si è trattato di classiche lezioni sulla sceneggiatura, non ci serviva sapere come scrivere un racconto dal punto di vista tecnico ma come scrivere un racconto che avesse delle basi solide. Giacomo ci ha trasmesso tutto questo, ci ha donato dei preziosi tesori e nuovi occhi. La sera del primo giorno siamo andati tutti al Comune di Calci per il saluto del sindaco, Bruno Possenti, la visione ed il commento dei corti dei partecipanti allo stage. Sono rimasto colpito dall'entusiasmo del sindaco: non solo si è reso disponibile ad accogliere lo stage anche per i prossimi anni, ma vuole dare maggior peso possibile a questo evento. Il presidente della Fedic, Massimo Maisetti ha ringraziato il sindaco per la fantastica accoglienza ricevuta ed ha aggiunto l'importanza dell'interesse di un Comune a eventi del genere, “…in un periodo in cui tutti prendono a calci la cultura ci sono persone che lottano e sono disposte a fare di tutto per non lasciarla morire”. Parole sacrosante. Prima della visione dei corti ha preso la parola Merlino presentandomi ai presenti come invitato di Tutto Digitale. Ha spiegato in cosa consisteva il concorso e l'importanza della collaborazione e dell'interesse che una rivista rilevante come Tutto Digitale aveva dimostrato e dato all'evento. Devo dire che Un pettirosso non fa differenza ha riscosso molto successo fra pubblico e partecipanti allo stage. Tra i presenti c'era anche Fabrizio Altieri, lo sceneggiatore del corto, contento e soddisfatto del prodotto finale e delle scelte di regia. Una serata molto costruttiva. Poi c'e stata la sera con l'ospite Erik Bernasconi, regista svizzero del film Sinestesia proiettato al cinema di Calci. Dibattito con il pubblico presente in sala: veramente un bel film. Ho passato la parte finale della serata (nottata) a parlare con Erik del suo primo lungometraggio. Abbiamo parlato del suo film, mi ha dato consigli, mi ha chiesto come mi trovavo nel realizzare corti utilizzando una reflex, di come è difficile fare cinema, della vita, del destino, della Sardegna... insomma un po' di tutto, come due persone che si sono appena conosciute in vacanza. Il giorno dopo c'è stata la lezione e l'incontro con Bernasconi. Abbiamo analizzato tutta la sceneggiatura del film, soffermandoci sui personaggi principali più riusciti. Il ritmo dello stage è stato molto serrato, ma nessuno era infastidito, a nessuno pesava il fatto di essere sveglio da 15 ore. Nonostante il susseguirsi di lezioni, esercitazioni collettive e di gruppo, il clima era molto rilassato. Molti continuavano a lavorare anche dopo l'orario del programma. Dalle esercitazioni sono nati elaborati molto interessanti e si sta lavorando per la realizzazione di un cortometraggio collettivo. Sono sicuro che ognuno dei partecipanti è tornato a casa con qualcosa in più. Da ognuno ho preso qualcosa che porterò sempre con me. Ovviamente quando conosci le persone giuste e apprendi da grandi maestri (non necessariamente famosi) arrivi prima al tuo obiettivo, qualsiasi esso sia. Potrebbe sembrare una stupidaggine ma personalmente ho appreso molto di più da cinque giorni di questo stage che da cinque mesi di scuola di cinema. Ringrazio la Redazione della rivista Tutto Digitale, che crede in iniziative del genere e nella vera formazione professionale. Che crede nella meritocrazia, parola che in Italia non si sa più cosa sia. E che crede che qualcosa possa cambiare e non soltanto nel mondo digitale.” Grazie a te, Andrea, per la simpatia con cui ci segui da sempre! Stage FEDIC: com'è andata a finire... Cinque giorni, in Toscana, per uno stage di sceneggiatura cinematografica con Giacomo Scarpelli: l'evento annuale di formazione promosso dalla FEDIC - Federazione Italiana dei Cineclub, ha visto la partecipazione di Andrea Olindo Bizzarri, il lettore vincitore dell'iniziativa "Gira un corto e vai allo stage". M E D I A P A R T N E R 020:026/028 11/11/11 17:21 Pagina 20
I giovani componenti della famiglia Petrone di Napoli, educati ai principi della fotografia come sana attività ludica - ma formativa - per tutto il nucleo familiare. In basso, in b/n, un paio di immagini dei Petrone finaliste nel 2009 e 2010. 8 UNA FAMIGLIA 100% FOTOGRAFICA Spet. Fnac Italia e p.c. Tutto Digitale Sono un vostro cliente da diversi anni, prima in Francia quando ero studente a Parigi, e poi qui in Italia, a Napoli. La Fnac è sempre stato il mio riferimento per la consulenza e l'acquisto di materiale fotografico (posseggo la card dall'apertura della Fnac Napoli e ho comprato almeno 10 macchine fotografiche, tra reflex e compatte). Da diversi anni partecipo alla maratona fotografica: arrivo quasi sempre in finale e, l'ultimo anno, anche mia figlia di 10 anni si è classificata tra le prime 30 foto di Napoli. La prima domenica di ottobre è diventata una piacevole tradizione nella mia famiglia; tutti quanti partecipiamo con l'estate ed era esaltato dal poter finalmente partecipare anche lui . Dopo circa un'ora di attesa e compilazione moduli, mi veniva comunicato dalle efficientissime ragazze delle iscrizioni che non era più possibile iscrivere i minori. Dopo diverse telefonate mi veniva chiarito che solo i possessori di una carta Fnac si sarebbero potuti iscrivere. Dato che la Fnac card parte dai 14 anni e i miei figli hanno 7, 10 e 13 anni, non li avrei potuti iscrivere! Il comportamento della Fnac mi ha profondamente deluso. La maratona era un momento per avvicinare i ragazzi alla foto e condividere con loro una mia passione, tra l'altro trasmessami da mio padre. Sebbene mi sia iscritto , non so se riuscirò a partecipare: a questo punto dovrò passare la entusiasmo, e, muniti ognuno della propria fotocamera, la mattina giriamo per la nostra fantastica città, in cerca di nuovi scorci e motivazioni che possano stimolare il nostro talento fotografico; a pranzo siamo coccolati dalle ragazze della Fnac con le loro ottime colazioni e, nel primo pomeriggio, è d'obbligo un passaggio dai nonni che ci aiutano a selezionare gli scatti più belli. La consegna delle foto è invece un momento di tensione per i più piccoli, che, preoccupatissimi, mandano sempre avanti me. Per non parlare poi dell'attesa dei vincitori... E quest'anno? Mi sono recato al negozio di via Luca Giordano per la tradizionale iscrizione, contento di poter iscrivere anche il piccolo di 7 anni, che si era allenato a fare foto tutta domenica con i miei figli, sperando di trovare qualcosa per distrarli adeguatamente dalla delusione ricevuta. Distinti saluti, Riccardo Petrone - Napoli Al lettore, dopo aver ricevuto La posta del direttore 008_009:026/028 10/11/11 10:29 Pagina 8
51 pesa 95g e che, almeno sulla carta, sembra essere un piccolo gioiello, dotato di lenti asferiche e a bassa dispersione per il massimo della qualità. Quello che può convincere anche i fotografi più smaliziati a passare ad un sistema mirrorless, però, è la possibilità di montare ottiche fisse, soprattutto grandangolari, di qualità. Un esempio lo si trova in casa Olympus: l'M Zuiko Digital ED 12mm f/2, erede del 24mm f/2 dedicato alle reflex a pellicola formato 24x36mm della casa degli anni '70-'80, conosciuto per la sua resa ottica e per la grande compattezza. La versione digitale (ricordiamo che per ottenere la focale equivalente nel formato Leica rispetto al formato 4/3 bisogna moltiplicare per due volte la focale), del famoso obiettivo si presenta con il barilotto tutto in metallo e con uno schema ottico che comprende lenti asferiche e a basso indice di rifrazione per il massimo della qualità. Proseguiamo con Sony, che, a conferma della collaborazione con Zeiss lancia sul mercato il Sonnar T* E 24mm f/1,8 ZA grandangolare moderato (equivalente ad un 35mm), molto luminoso e dalla costruzione interamente metallica per scattare in ogni condizione di luce. Senza dimenticare Samsung con il suo sistema NX, che può vantare un compattissimo 20mm f/2,8 Pancake (con iFunction) dallo spessore molto ridotto e davvero tascabile. Mai è stato così facile fare confusione nel mondo della fotografia digitale come da quando sul mercato sono comparse le mirrorless, che hanno posto fin da subito il problema della loro classificazione; la mancanza di chiarezza, infatti, non aiuta il consumatore al momento del'acquisto... E così è stata tirata fuori dal cilindro la categoria delle Mirrorless o EVIL, acronimo non molto simpatico per la verità (in inglese significa malvagio), che sta per Electronic Viewfinder Interchangeable Lens, sottinteso Camera, ovvero fotocamere a mirino elettronico ed obiettivi intercambiabili. C'è da dire, però, che non tutte le Mirrrorless hanno il mirino elettronico. Alcune il mirino non ce l'hanno affatto e l'inquadratura si effettua dallo schermo LCD come con le compatte. Quindi, a rigore, non tutte le Mirrorless sono anche EVIL (anche se c'è chi sostiene che il display sia di fatto un Electronic Viewfinder...). Un altro problema che rischia di confondere i fotografi è la somiglianza tra il Quattroterzi (4/3) e il Micro 4/3, che sembra indicare una cosa, ma in realtà ne designa due ben diverse. Infatti il 4/3 è un formato di sensore, mentre il Micro 4/3 è un sistema con innesto ottiche dedicato. In particolare, tutte le fotocamere Mirroless di Olympus e Panasonic sono dotate di innesto obiettivi Micro 4/3 e condividono (nel caso di Olympus anche con le reflex di casa) il medesimo formato di sensore, ovvero il 4/3. La ragione della denominazione ‘Micro' va ricercata nella riduzione del tiraggio degli obiettivi rispetto a quelli destinati al sistema reflex 4/3, ma è possibile montare questi ultimi tramite un adattatore meccanico. I videomaker sono degli appassionati dalle grandi capacità tecniche ed espressive, ma spesso dalle risorse economiche ristrette e non possono permettersi una RED o una Arri per realizzare le loro creazioni, ma allo stesso tempo vogliono mantenere alta la qualità. La missione ‘poca (relativamente) spesa/ massima resa' sembra impossibile, ma da qualche tempo le cose sono cambiate, sia per via delle HDSLR, sia per il lancio di videocamere che offrono l'intercambiabilità mirrorless di Panasonic/Olympus e Sony. Tutti i possessori di videocamere professionali quali la Panasonic AG-AF 101 e le Sony NEX-VG10 (e VG20) e FS100 (foto qui sopra), possono pescare all'interno dei rispettivi cataloghi per costruirsi il corredo ottico su misura. I primi sfrutteranno l'innesto Micro 4/3, mentre i secondi quello E-Mount. Entrambi saranno felici di avere degli obiettivi di qualità senza dover accendere un mutuo. NON CONFONDIAMO… La mancanza dello specchio reflex riduce gli ingombri degli apparecchi e degli obiettivi. Nello schema si vede a confronto il tiraggio tra quelli delle reflex 4/3, pari a 38,58mm, e quelli del sistema Micro 4/3, pari a 20mm. A confronto con le reflex, le mirrorless sono decisamente più compatte e leggere. Non tutte, però, sono veramente tascabili. NON SOLO FOTO Tiraggio 4/3 Tiraggio Micro 4/3 Piano del sensoreLente posterioreLente posteriore 048_055:026/028 10/11/11 11:19 Pagina 51
gli appuntamenti del momento Al 4° Margherita Short Movies Fest, di Margherita di Savoia (FG), TopVideo 2011, premio per il miglior corto e per le musiche a Gamba trista di Francesco Filippi, miglior corto straniero Daisy Cutter di Enrique Garcia e Ruben Salazar; migliore regia a Mario Piredda per Io sono qui, sceneggiatura Pizzangrillo di Marco Gianfreda, interpretazione Nicola Nocella per Omero bello-di-nonna di Marco Chiarini, fotografia Cuore di clown di Paolo Zucca, corto-scuola La campanella di Lisa Dal Monte, premio giuria popolare Dulce di Ivan Ruiz Flores, premio Altrisogni La promessa di Luca Pinciani 30 PREMI Assegnato alla 68° Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia il Premio FEDIC della Federazione Italiana dei Cineclub, destinato a opere che meglio riflettono l'autonomia creativa e la libertà espressiva dell'autore: è andato a Io sono Li di Andrea Segre, con menzione speciale al documentario Pasta nera di Alessandro Piva. Sempre a Venezia, presentato nella sezione “Cinema e diritti umani” il documentario Io sono-Storie di schiavitù di Barbara Cupisti (già autrice di Madri, vincitore del David di Donatello) . Cinema italiano protagonista in Francia, con la mostra “Viaggi in Italia 3-Set del cinema italiano 1990-2010”, 55 foto di scena che immortalano 20 anni di film made in Italy, presentata dal Centro Cinema Città di Cesena al Festival di Annecy (www. annecycinemaitalien.com) . Italians do it better: successi internazionali per il cinema indipendente italiano con Ainom di Lorenzo Ceva Valla e Mario Garofalo, miglior regia al Golden Rooster & Hundred Flowers Film Festival (iI più importante della Cina), The Cricket di Stefano Lorenzi (pure presentato in Cina, a Pechino) e con il documentario The Dark Side of the Sun di Carlo Shalom Hintermann, in concorso al 6° Festival del cinema di Roma. Il documentario Midnight Bingo di Antonio Longo, co-prodotto dalla scuola Pigrecoemme, ha vinto il premio per la miglior autoproduzione al Napoli Film Festival. Presentata anche sempre a cura di Pigrecoemme I CORTI DI MARGHERITA senza terra di Giovanni Maderna e Sara Pozzoli, El sicario-Room 164 di Gianfranco Rosi, Il castello di Massimo D'Anolfi e Martina Parenti, This is my land… Hebron di Giulia Amati e Stephen Natanson, Left by the ship di Emma Rossi Landi e Alberto Vendemmiati. Il 17 dicembre proclamazione a Roma. Dal 15 al 17 dicembre ad Arenzano (GE) terza edizione di FIDRA, festival internazionale del reportage ambientale con concorso nazionale per documentari /www.fidra.org). C'è tempo sino al 15 dicembre per iscriversi all'11° RIFF - Rome Independent Film Festival (www.riff.it) che si terrà a Roma dal 12 al 20 aprile 2012. Otto le sezioni in concorso, tra cui Short Films e Digital Video. CONCORSI mostre e concorsi Video - la web series “Satanism for Dummies”, realizzata dagli studenti del master 2010/2011 e interpretata dagli allievi del corso di recitazione. Saranno 30 i documentari in gara dal 25 al 27 novembre per la II edizione di Via Emilia Doc Fest, festival on line che assegnerà all'opera più votata il Premio del Pubblico Web 2011, unitamente al Premio della Giuria (www.viaemiliadocfest.tv). Dal 22 al 30 novembre, il festival Filmmaker di Milano (www. filmmakerfest. org), dedito alla ricerca e alla sperimentazione , con concorso per progetti di film sperimentali, animazione, documentari, fiction, in pellicola o in video. Tre sezioni: concorso Internazionale su Lavoro e temi sociali, più due panoramiche non competitive (Fuori formato e Milano metropoli). DocScient è il nome del terzo festival internazionale del documentario scientifico, a Roma dal 24 al 27 novembre presso Technotown, il Villino Medievale di Villa Torlonia (www.docscient.it). Presentata la VII edizione del Video Festival Imperia (24-28 aprile 2012). Ritorna inoltre la IV edizione del Festival dei Festival, riservato a tutti gli altri premi internazionali che parteciperanno con le opere premiate nell'ultima edizione (www.videofestivalimperia.org). Selezionati dall'apposita giuria professionale i documentari che si contenderanno l'ambito premio Doc/it Professional Award (www.italiandoc.it): Cielo 1 2 3 4 5 6 030_031:026/028 10/11/11 17:22 Pagina 30
45 per un matrimonio sui generis che avrebbe fatto felice Mario Monicelli e i suoi Amici miei. Davvero, mai vista una cosa del genere e a Michele è spettato il grato compito (pensiamo che si sia divertito abbastanza anche lui) di descrivere il tutto, per un prodotto tanto tradizionale nell'impianto quanto innovativo nei contenuti. “Nicola e Gretel” è del tutto diverso: non tanto nell'impianto di base, che è sempre descrittivo, quanto nell'approccio artistico, che è più glamour, con un tripudio di effetti flou, per un video che ha il sapore e le ambizioni di un trailer (o “copertina”, come preferisce chiamarla Michele). In conclusione, Munafò non delude mai: d'altronde se si è sempre qualificato per la fase finale, un motivo ci sarà, no? PASQUALE PALUMBO, LA SECONDA VITA Novità assoluta per il Wedding Contest, ma non pensate si tratti di un pivellino: Pasquale Palumbo ha 64 anni, è un pensionato che vive a Guidonia (Roma), e ha la passione per video e fotografia, passione che nel tempo – grazie anche all'aiuto di un giovane socio – è diventata oggi un'attività. Pasquale ci ha inviato “Mauro e Miriam”, girato a Tivoli con Sony FX1 (Sony Vegas Pro 10 e Architect 5.2 in post), che abbonda un po' troppo d'effetti e presenta numerosi clip – mixato con le riprese – da Il mio grosso grasso matrimonio greco e altri cult del cinema, Totò compreso. Pare davvero di stare dentro una commedia all'italiana, con la sposa che è bella come una vera diva e lo sposo che sembra Massimo Ghini… E il locale per il ricevimento sapete come si chiamava? Tenuta Tor de' Sordi, pensate un po'! Roba da non credere… Il video di Palumbo non è impeccabile – ci sono anche vari backstage, ma non eccezionali - però ha ritmo e fa simpatia e, per essere un debutto, ci sembra davvero promettente. GIUSEPPE PANEBIANCO, UNA STORIA A SÉ Anche Giuseppe Panebianco, che vive a Bologna (ma è catanese di nascita, come tiene a precisare) partecipa per la prima volta, centrando al primo colpo – con “Eleonora e Andrea”, girato in HD con due Sony PMW-EX3, più Avid Media Composer - la selezione finale. “Lavoro nel settore audiovisivi da oltre dieci anni – ci racconta - faccio il montatore e dopo aver montato tanti matrimoni, posso dire che ogni cerimonia è una storia a sé da raccontare. Per me il film deve narrare tutta la giornata dell'evento, facendo rivivere le emozioni di quel giorno, per questo cerco di effettuare un montaggio semplice e lineare, quasi invisibile, e spesso lascio l'audio originale. Alla fine in soli 30 o 40 minuti bisogna raccontare le emozioni di una giornata di festa!” Si tratta quindi di una precisa scelta stilistica la sua, che noi rispettiamo: quella di una presenza minimalista da parte del regista/montatore, che vuole essere testimone e non protagonista. Rispettiamo, ma non condividiamo del tutto, visto che – a nostro giudizio – il tocco dell'autore (senza esagerare, certo) dovrebbe venir fuori, soprattutto se si vuole ambire all'empireo… “Eleonora e Andrea” è sicuramente ben fatto, pulito, ma un po' lungo, molto tradizionale nella narrazione, con qualche effetto di troppo… Parere personale, beninteso, ma invitiamo Giuseppe a meditarci su e magari il prossimo anno a provare con qualcosa di più frizzante… FABRIZIO SOLDANO, TRA TRAILER E CLIP Ecco da Enna (ma i suoi video hanno come location un po' tutta la Sicilia) Fabrizio Soldano, che lavora in tandem con Romina Costantino, anche lei in lizza in questo Wedding Contest 2011, ma nella sezione fotografia. “Siamo dei professionisti - si presenta così nel suo sito web- con gusti individuali e temperamenti diversi, finalizzati allo stesso scopo: raccontare il vostro giorno in modo unico e indimenticabile. Siamo i narratori della vostra storia d'amore...”. Soldano ci ha inviato tre video: “Cristina e Carmelo“, “Gandyna e Akira“, “Iwona e Gianni“. Tre storie a metà tra il clip e il trailer, tre matrimoni (multietnici, peraltro, quindi più che mai specchio di una realtà dell'Italia contemporanea) praticamente "muti", con pochissime parole e solo musica. Le immagini sono molto belle (Fabrizio purtroppo non ci ha scritto niente di lui e delle sue attrezzature di lavoro...), le idee narrative © Emanuele Bellan 038_044wedding:026/028 10/11/11 11:13 Pagina 45
l l matrimonio è servito: torna - puntuale comesempre - il Wedding Contest, una delle iniziativepiù amate dai lettori di Tutto Digitale, destinata a premiare le migliori opere in fotografia e in video dedicate al matrimonio. Ecco a voi infatti il dossier dell'edizione 2011, che si è rivelata ancor più laboriosa del solito nella sua gestione per via dell'elevato numero di partecipanti e per via del loro valore, sempre migliore di anno in anno. In particolare poi è cresciuta notevolmente la sezione foto - che verrà presentata in dettaglio sul prossimo numero - ovvero l'ultima nata in casa Wedding Contest: la nostra iniziativa infatti è stata dapprima limitata al solo video e poi - negli ultimi anni - si è aperta alla fotografia. Dopo un po' di rodaggio, ecco che ormai anche questa seconda sezione è andata a regime, tant'è che quest'anno abbiamo rilevato un rapporto più o meno di 1:1 tra immagini fisse e in movimento, con diversi autori che hanno partecipato in entrambe le categorie. Sia come sia, la scelta è stata più difficile che mai, costringendo gli integerrimi giurati - ovvero la nostra redazione - a vedere e rivedere più volte BD e DVD per arrivare a una prima scrematura - che, tra i tanti partecipanti, ha selezionato i più degni di nota, che sono andati al rush finale - e infine alla formulazione dei vincitori e altrettanto dicasi per le fotografie... I criteri che hanno ispirato le nostre scelte sono stati quelli già fissati per le passate edizioni, ovvero - oltre alla bravura tecnica ed espressiva - quel guizzo di originalità e di personalità che ogni vero "autore", professionista o esordiente che sia, deve possedere per distinguersi dagli altri colleghi e appassionati. Ma prima ancora di arrivare a proclamare gli eletti, ecco a voi una presentazione di tutti i videomaker finalisti. Onore a tutti e sotto con le analisi critiche, proprio a cominciare dalla sezione storica, quella riservata ai video di matrimonio: storica perché è da quasi vent'anni che - sia pure sotto diverse diciture e denominazioni – la nostra rivista va a caccia dei migliori registi di matrimonio (la prima iniziativa lanciata, negli anni Novanta, si chiamava proprio così, “Il migliore sono io!”) per premiare la loro arte. Tra le tante proposte pervenute, abbiamo selezionato un lotto di best of, tra i quali poi sceglieremo il vincitore 2011. Andiamo intanto a conoscerli da vicino, in ordine rigorosamente alfabetico. ANTUONO & GRANDE, IL CONCEPT Torna la coppia di Imagine Studio, ovvero Guglielmo Antuono e Antonio Grande di Vairano (CE), con lo scopo dichiarato di “stravolgere le carte in tavola ” con produzioni nuove sia nello stile sia nel “concept matrimoniale” (scrivono proprio così). Una scelta che nasce essenzialmente da un problema di base: la sfida contro il tempo, ovvero la durata del racconto. Ecco cosa dicono Guglielmo e Antonio, che come al solito sono un fiume in piena: “Per tenerci al passo coi tempi, immersi in una società dove il tempo sembra divenire il bene più prezioso, abbiamo deciso di realizzare un video di qualche minuto, un corto matrimoniale che gli americani chiamerebbero wedding highlight”. Ma attenzione, con una differenza sostanziale: “mentre negli highlight o nei trailer vengono usati repentini e continui sbalzi spazio/tempo, accettando la confusione della ricostruzione logica a vantaggio della spettacolarizzazione, il nostro short segue – grazie a un montaggio lineare e all'assenza di effetti speciali – un filo conduttore abbastanza chiaro e deciso, che con accorgimenti tecnici (controcampo, wipe transition) sintetizza ampiamente l'intero evento. Una sorta di corto, con una fruibilità eccezionale, da mostrare agli amici sul cellulare o da condividere sui social network”. Quanto alla scelta delle macchine per le riprese (reflex Canon EOS 5D Mk. II e 60D, e relative ottiche, oltre alla Gopro Hero montata sull'auto), necessarie a dare quel look professionale e cinematografico che G&A ricercano, “È un po' folle pensare, con i tempi strettissimi di un matrimonio, di dover regolare in ogni momento diaframma, otturatore, fuoco, ISO, composizione, movimenti camera eccetera, su un WE DD ING c o n t e s t presenta 39 Dall'alto in basso, le foto di Antuono & Grande, Davide Di Pasquale (due) e Giovanni Mondelli. 038_044wedding:026/028 10/11/11 11:00 Pagina 39
b MOTOPERPETUOPRESS INFO SU WWW.TUTTODIGITALE.IT/LIBRI ??? ???? ? ?????? ?????? ????? ?????? ??????? ??????? ???? ?????? ?????? ??? ?????? ????? ??????? ???? ??????? ??? ??????? ?????? ?????? ?? ?????? ?????? ?????? ? ????? ?????? ???? ????? ????? ????? ?? ? ????? ???? collection con la fotocamera digita le la prima guida all'uso di reflex e compatte per riprese video HD b MOTOPERPETUOPRES S Tecniche di ripresa Montaggio e Postproduzione Attrezzatura & accessori speciali audio e video Guida mercato: le ultime proposte reflex e mirrorless Canon, Nikon, Sony, Samsung, Panasonic collection VIDEOHD Riprendere video in HD con la fotocamera a cura di Stefano Belli e Marco Zamparelli 005:Layout 1 28/05 /10 10:54 Pagina 5 LA PRIMA ED UNICA COLLANA DI MANUALI TECNICI IN ITALIANO STUDIATI PER APPASSIONATI E PROFESSIONISTI DEL MONDO DIGITALE E DELL'HD new! 047:003 10/11/11 14:30 Pagina 3
Posta Tecnica VIDEO A SCATTI? Gent. Redazione, sono un vostro assiduo lettore ed ora vi chiedo di aiutarmi a risolvere un problema che, né io né il mio tecnico di fiducia, siamo riusciti a spiegare. Finalmente avevo ricevuto la tanto attesa videocamera Canon Legria HF G 10. Dopo aver studiato e provato tutte le varie impostazioni e configurazioni, mi sono imbattuto in un problema. Le riprese panoramiche effettuate, che poi rivedo attraverso il collegamento della videocamera con il computer non sono fluide ma presentano degli scatti. Tenete presente che, attraverso il display della camera o collegando la stessa, con cavo HDMI, alla TV HD, le immagini sono fluide e senza difetti. Le riprese suddette le ho fatte con l'impostazione "modalità di registrazione FXP(1920x1080)" Ho provato anche in modalità SP e LP (1440x1080), la situazione è migliorata ma non perfetta. Ho provato ad usare sia la memoria interna che la scheda SDHC classe 10, con gli stessi risultati. Ho provato ad importare le clip HD in Premiere CS5, ma accusano lo stesso difetto. Provando a masterizzare, sempre con Premiere, in DVD i difetti spariscono. Ho provato, come consigliato dalla Canon, a resettare la videocamera, ma senza risultato. Ho provato ad usare un altro computer notebook con 2 GB di scheda grafica, ma la cosa non è migliorata. Ho provato anche ad usare un computer fisso, con caratteristiche notevoli, con Ram 32 GB e due schede grafiche da 1.5 GB ciascuna, ma pur migliorando la fluidità non c'è. Ora vi elenco le caratteristiche del mio notebook : HP HDX serie X18-1000 Premium. Processore Intel Core 2 Duo T9400. 2.53 Ghz. 6 mb di cache L 2. Ram 8 GB. Disco rigido 500 GB. Scheda grafica Nvidia GeForce 9600 M GT con 512 MB dedicati. Lettore Blu Ray. Risoluzione dello schermo 1920x1080. Windows 7 - 64 bit. Sperando che riusciate ad aiutarmi, vi ringrazio e saluto cordialmente. Enrico Orsetti - Ancona Il problema descritto sembra legato all'impostazione della scansione progressiva a 25 fotogrammi al secondo (PF25). Se si lavora in tale modalità è inevitabile che nelle panoramiche e nei movimenti di macchina particolarmente veloci le immagini vadano a scatti. L'unica soluzione, in questo caso, è eseguire movimenti dolci e molto lenti. Il problema non si presenta su HDTV forse perché il TV usato ha un sistema a scansione progressiva e magari qualche filtro digitale di motion interpolation che migliora la fluidità delle immagini (in base al produttore del televisore questi sistemi vengono chiamati Motionflow, TruMotion, Motion Plus e via dicendo). Nella conversione e successiva masterizzazione in DVD, invece, Adobe Premiere opera certamente un processo di deinterlacciamento per creare un filmato compatibile con il formato a definizione standard e anche in questo caso l'effetto a scatti del video progressivo viene eliminato. Se invece il lettore lavora regolarmente in 1080/50i, il problema potrebbe essere legato a un'errata impostazione Il nostro lettore lamenta un'eccessiva scattosità delle immagini sulle panoramiche con la Canon Legria HF G10 : un effetto della registrazione progressiva? di field dominance in Adobe Premiere Pro: ogni formato video interlacciato, infatti, può avere un'alternanza diversa di semi-quadri, pari-dispari oppure dispari-pari. L'importante è capire da quale semi-quadro partire. In genere scegliendo un preset AVCHD il software di editing sceglie automaticamente l'ordine giusto dei semi-quadri, ma può capitare un errore di interpretazione. L'utente in questo caso dovrà impostare in modo manuale la corretta alternanza dei semi-quadri (in Adobe Premiere bisogna andare sulla finestra Progetto, cliccare col tasto destro sulla singola clip e scegliere l'opzione Modifica >Interpreta Metraggio>Ordine campi). Se il difetto dovesse continuare a presentarsi non è escluso che si tratti di un problema di prestazioni del computer: un notebook dotato di processore Intel Core 2 Duo non sempre è in grado di riprodurre fluidamente e di elaborare filmati in formato AVCHD Full HD, anche se la controprova effettuata dal lettore con il computer fisso sembra accantonare questa ipotesi. L'importante, comunque, è che il video finalizzato si veda bene sul monitor esterno, su DVD o su Blu-ray Disc. Se in fase di montaggio il playback non è fluido si può sempre ricorrere a un'anteprima a risoluzione ridotta (in Premiere basta cliccare sul pulsante output del Monitor Programma e scegliere una risoluzione di riproduzione 1/2 o 1/4.). In questo modo sarà possibile alleggerire il carico di lavoro del computer durante l'editing, ma avere comunque un output finale a qualità piena. Ad ogni modo, il fatto che su una TV collegata via HDMI le immagini registrate appaiono senza problemi è segno che il camcorder non presenta difetti hardware. Insomma, molto probabilmente non c'è bisogno di richiedere alcun intervento di assistenza tecnica, ma solo di trovare le giuste impostazioni del software di editing. (M.Z.) www.facebook.com/tuttodigitale partecipa al contest Io leggo Tutto Digitale su Facebook: in palio ogni mese un set professionale per la fotografia Lexar mi p iace 010_014:026/028 10/11/11 10:31 Pagina 14
FINAL DESTINATION 3D WARNER - HORROR FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Il quarto capitolo di una saga horror ormai giunta alla monotona ripetizione di se stessa non poteva che evolversi nella terza dimensione per servire in tavola qualcosa di nuovo. Il 3D in questo film è usato prevalentemente come effetto da luna park, con qualcosa che ti vola direttamente in faccia ogni cinque minuti. Superficiale? Volgare? Certo, ma chi non ha voglia, ogni tanto, di farsi un giro sull'ottovolante? Ottima la qualità visiva, con definizione elevatissima. Strepitoso l'audio originale, più modesta la traccia italiana con semplice codifica Dolby Digital. Ben assortito e in definitiva ottimo il comparto extra. (D.C.) Regia: David R. Ellis; Interpreti: Boby Campo, Shantel Van Shanten; Produzione: 2009; Durata: 82 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 34.99 euro L'ERA DEI DINOSAURI CINEHOLLYWOOD - DOCUMENTARIO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Cofanetto contenente due dischi Blu-ray, ognuno con due episodi realizzati da Discovery Channel sul mondo dei dinosauri. Di carne al fuoco, per fare una battuta, ce n'è veramente molta e gli appassionati del documentario archeologico troveranno in queste tre ore complessive di filmati sicuramente diversi spunti interessanti. La qualità del video, presentato nel corretto formato televisivo 1080i 50hz, è molto buona e in linea con produzioni simili che mescolano live action a computer grafica. L'audio, codificato in semplice stereo, assolve bene il suo compito restituendo un parlato sempre chiaro e effetti di discreta presenza. Extra assenti. (L.D.A.) Regia: Nick Green; Produzione: 2011; Durata: 176 minuti; Formato audio: Dolby Digital stereo 2.0 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.78:1; Prezzo: 29.99 euro CAPPUCCETTO ROSSO SANGUE WARNER - HORROR FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Rivisitare la fiaba di Cappuccetto Rosso in chiave horror è sicuramente un'operazione interessante ma che avrebbe potuto dar adito ad eccessi modaioli o all'ennesima variante di Twilight (la regista è la stessa della saga). Il risultato però, lungi dall'essere perfetto, affascina per la cura della messa in scena, per le scelte cromatiche e per l'ottimo cast. Decisamente appagante il BD che permette di godere appieno della bellissima fotografia grazie ad un encoding perfetto per pulizia e dettaglio. Sensazionale l'audio originale, notevolmente superiore alla versione italiana. C'è anche un alternate cut solo in inglese sottotitolato e molti extra. (D.C.) Regia: Catherine Hardwicke; Interpreti: Amanda Seyfried, Gary Oldman; Produzione: 2011; Durata: 100 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 19.00 euro COUNTRY STRONG SONY PHE - DRAMMATICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Classica storia di decadenza e riscatto, con un grande cast e una sceneggiatura ben oliata seppur prevedibile. La novità è lo sfondo: il mondo della musica country. Gli appassionati di questo genere avranno di che divertirsi, anche perché l'intero cast o quasi canta con incredibile tecnica diversi numeri di ottima fattura. Gwyneth Paltrow, per chi non lo sapesse, è anche una cantante eccezionale. Curiosità: il co-interprete Tim McGraw è una vera stella del Country ed è l'unico nel film a non cantare una sola nota. Ottima resa generale del disco per una visione totalmente appagante. Numerosissimi e interessanti gli extra. (L.D.A.) Regia: Shana Feste; Interpreti: Gwyneth Paltrow, Tim McGraw; Durata: 117 minuti; Produzione: 2010; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 16.99 euro SOURCE CODE 01 - FANTASCIENZA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Il giovane regista Duncan Jones si era fatto apprezzare con il notevole Moon, film d'esordio a basso budget di grande atmosfera e ritmo. Alla seconda opera riconferma il suo talento narrativo e visivo con un film sempre a sfondo fantascientifico ma senza grandi effetti a parte una storia originale e avvincente. Da vedere. Ottimo il BD che regala un'esperienza realmente cinematografica grazie ad un encoding molto curato coadiuvato da una codifica audio HD di forte impatto. Segnaliamo la presenza del doppio encoding DTS HD MA e PCM non compresso per l'italiano. Nutrito anche il comparto extra con qualche contributo notevole. (L.D.A.) Regia: Duncan Jones; Interpreti: Jake Gyllenhaal, Michelle Monaghan; Durata: 90 minuti; Produzione: 2011; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ita, ing), PCM 5.1 (ita); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 22.99 euro BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XX 108 104_108:AD REC BD 10/11/11 15:38 Pagina 108
Il paese delle spose infelici la rivista degli autori della fotografia cinematografica AIC cinematographeritalian Dietro le quinte de ® 109:026/028 10/11/11 15:17 Pagina 109
- Le rosse al potere: in anteprima, tutto sulle macchine da presa del futuro, Canon EOS C300 e RED Scarlet X - Dossier video: scegliere il sistema giusto per realizzare un corto, un programma TV, un film per il grande schermo Test: Sony NEX-VG20, Apple MacBook Air + Cinema Display 27”, Samsung 46D7000, Sachtler Ace, JVC GC-PX10 - Dossier: il tablet giusto per lavorare e per divertirsi - Speciale tecnica fotografica: tutto sull'HDR - Tutorial: le modifiche selettive in Adobe Photoshop Esclusiva: come funziona il rivoluzionario sistema fotografico Lytro - 3D: il sistema Panavision Wedding Contest: i vincitori della sezione fotografia - Dietro le quinte del Festival del Film di Roma: i sistemi di proiezione digitale 2 e 4 K - E molto altro ancora... Sul prossimo* numero di * La data di pubblicazione degli articoli potrà variare per esigenze redazionali 114:026/028 14/11/11 12:31 Pagina 1
100 IRE. La visualizzazione zebra cambia con la modalità di visione del segnale Red. Ci sono due possibilità: la visualizzazione lineare in REC709 oppure quella logaritmica in RAW. Quando visualizzi in RAW sai esattamente quello che stai incidendo sul sensore e quindi se non c'è la zebra presente vuol dire che i bianchi ci sono e non sono clippati. È anche vero che sul set la visualizzazione RAW è scomoda: si vede tutto slavato (tutte le monitorie di uscite e anche il viewfinder della loupe hanno un gamma lineare) e si ha difficoltà a percepire i dettagli così come i fuochi. Ho fatto quindi tutto il film visualizzando in REC709, avendo così delle immagini da vedere più contrastate e piacevoli; dove avevo dei dubbi su quello che stavo impressionando sul sensore, portavo la visualizzazione momentaneamente in RAW. Con la visualizzazione REC709 ho tenuto quasi sempre i bianchi sotto i 95 IRE; solo nei casi più contrastati li tenevo sotto i 100IRE. Solo in tre inquadrature del film i bianchi erano sopra i 100IRE ma solo nella visualizzazione REC709, nella RAW non c'erano. Per controllare ancora meglio l'esposizione il DIT del film dopo aver applicato la LUT che richiedeva la scena (ne avevamo impostate circa tre) usava la funzione Flut di RedCineX. Il Flut corregge l'esposizione ed ogni decimo corregge di un decimo di diaframma, corrisponde quasi nella stampa tradizionale ad un punto in può o in meno di densità. Il range che ho tenuto è stato circa di 0,5 sopra o sotto di Flut e la cosa comoda che dopo ogni take il DIT poteva dirmi via radio “Sei con il Flut a +…” e mi ricordava quando chiamavo il laboratorio per i giornalieri e ti dicevano ad esempio “ sei a 28”, ma te lo dicevano di un'inquadratura girata magari la settimana prima. Per le scelte d'illuminazione del film ho cercato di farmi ispirare dai luoghi e di adattare la mia luce a quella già presente (nel caso di fonte artificiale) oppure di adattarla a dove sarebbe filtrata naturalmente la luce solare. Ad esempio per l'illuminazione di casa Zazà ho usato la luce naturale delle finestre (dove il sole non arrivava mai diretto) e sopra ogni finestra, per proseguire e rinforzare la diffusa naturale, ho messo un Kinoflo 4x120. Fuori dalle finestre ho messo dei telai di ND che variavo di intensità in base alla luce naturale esterna. Da terra per rischiarare le parti in ombra usavo spesso polistiroli e poliplat, di solito abbinati ad una sola fonte di luce come in casa Natuccio. Nella scena degli autoscontri avevo degli sfondi già illuminati molto belli (erano le luci colorate ed in movimento delle altre giostre) ma il problema che non c'era luce a sufficienza sulla pista. La pista era chiusa dall'alto con un telo bianco mentre di sotto c'era una struttura metallica che serviva ad alimentare le macchine. Levando momentaneamente il telo, Mauro Belli, il capo elettricista del film, ha fatto mettere sopra la grata metallica 4 quarzo da 2kw al centro e altre 2 quarze da 1kw vicino la cassa, tutto sotto dimmer. Poi abbiamo direzionato le quarze sul telo bianco che era stato rimesso apposto. Così facendo, oltre a bilanciare l'interno con l'esterno, abbiamo potuto girare muovendoci a 360 gradi senza inquadrare luci di scena, stativi ed altro. Un altro strumento utile è stato il cambio di diaframmi dinamico, specie nella scena dove Veleno spia Annalisa nel boschetto con due brutti ceffi. L'inquadratura era un piano sequenza (poi tagliato in montaggio) che partiva dal mare, attraversava tutta la spiaggia e arriva all'interno del bosco, molto fitto. Passavo da f/16 (sovraesponendo di 1 stop) e arrivavo alla fine del bosco a f/4 (sottoesponendo di 2 stop). Devo dire che manovrando con cautela i diaframmi remotati non ci sono stati sbalzi di esposizione o di MACCHINA D. P. RED MYSTERIUM X (D-VISION ROMA) LENTI ZEISS ULTRAPRIME DIGITAL INTERMEDIATE LUSTRE TECHNICOLOR COLORIST NAZZARENO NERI POSITIVO KODAK VISION 2383 DA RECORDER CINEVECTOR OPERATORE GUIDO MICHELOTTI ASSISTENTE OPERATORE SIMONE SCAROZZA VIDEO ASSIST PEPPE MAIO DIT PEPPE MAIO CAPO SQUADRA ELETTRICISTI MAURO BELLI CAPO SQUADRA MACCHINISTI LUCA PAGLIARA IL PAESE DELLE SPOSE INFELICI Dati Tecnici 112 Zeiss 1.3 dettaglio Cooke S4 Ultraprime stretto In queste immagini i provini comparativi tra le ottiche Zeiss 1.3 - Cooke S4 - Zeiss Ultraprime. È possibile notare, ancor più negli ingrandimenti (nonostante i limiti della riproduzione tipografica) come le Ultraprime tengano molto di più i contrasti rispetto alle altre due ottiche. 110_113:026/028 10/11/11 16:08 Pagina 112
22 M E D I A P A R T N E R Fine anni Novanta: in un'epoca ancora abbastanza pionieristica per il cortometraggio, nasce a Cortina d'Ampezzo - per iniziativa di Maddalena Mayneri - Cortinametraggio, uno dei festival storici del cinema breve italiano. Superate le iniziali diffidenze, Cortinametraggio si impone da subito nel panorama del film-making nazionale come uno degli appuntamenti più professionali e stimolanti, per chiudere poi i battenti (non senza sorpresa) con l'ultima edizione del 2000. E se Maddalena non si dà per vinta, andando a riempire il vuoto in altro luogo e con altro nome – è proprio nello stesso anno che vara il suo secondo progetto, il triestino Maremetraggio – non possiamo negare che un po' di nostalgia per questa “festa del cinema in corto ad alta quota” nel cuore degli appassionati italiani era rimasta… L'ARABA FENICE SOTTO IL CRISTALLO E qui arriva, come in ogni thriller che si rispetti, il colpo di scena. Dopo un lungo periodo di silenzio (e una manifestazione one shot, tenutasi a marzo 2010, dal titolo "I corti tornano!"), Cortinametraggio approda infatti a un'edizione straordinaria 2011, che lasciava presagire – ma senza alcuna certezza – la possibilità di una clamorosa rinascita. Grazie al patrocinio Non c'è solo Cortina nel vulcanico mondo di Maddalena Mayneri. Anzi, se la perla delle Dolomiti rappresenta senza dubbio il primo amore, Trieste è di certo l'affetto più caro e duraturo, il matrimonio ideale. Trieste vuol dire Maremetraggio, il festival internazionale del cortometraggio e delle Opere prime, che nel 2012 si appresta a festeggiare la sua XIII edizione, di scena dal 29 giugno al 7 luglio, con iscrizioni aperte fino al 29 febbraio 2012. Due le sezioni in gara - Maremetraggio, per i corti premiati nei festival europei nel corso del 2011, e Ippocampo, per le opere prime di lungometraggio di registi italiani - cui si aggiunge il nuovo concorso SopraSottoVento, in collaborazione con Barcolana, per short movies di 15' girati con qualsiasi tecnologia di ripresa (due le categorie: amatori e professionisti) che abbiano per tema gli sport che utilizzano l'energia pulita del vento come forza propulsiva. www.maremetraggio.com Bentornato, Cortinametraggio: lo storico appuntamento con il cinema breve di Cortina d'Ampezzo torna – dopo l'edizione straordinaria dello scorso anno – con nuove idee e nuovi concorsi, nel nome della commedia all'italiana. E anche una nuova partnesrship, quella con Tutto Digitale Maremetraggio, buona la prima Corti ad alta quota: Cortinametraggio e al contributo del Comune di Cortina, della Provincia di Belluno e della Regione Veneto, va in porto un festival tutto nuovo, contraddistinto da tre giorni di cinema, proiezioni, incontri, dibattiti, workshop e un pizzico di glamour, con un gran finale: il meglio del cinema giovane con la premiazione dei Nastri d'Argento per i migliori corti italiani, di cui vedete, in basso, alcune immagini. Un ritorno in grande stile, che si avvale di preziose collaborazioni: con il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani - sempre più attento e partecipe del cinema breve con il Centro Sperimentale di Cinematografia e con SIPRA. Una formula vincente che ha garantito, anche per il prossimo anno, la presenza di Cortinametraggio (dal 21 al 25 marzo 2012), una presenza che Tutto Digitale saluta con grande gioia con una nuova partnership che, auspichiamo, possa dare ancor più pregio e visibilità a una manifestazione già di per sé ricca di storia e prestigiosa. CORTICOMEDY, LA NUOVA COMMEDIA Cortinametraggio lancia dunque a tutti i videomaker una nuova sfida: una sezione competitiva Corticomedy, ovvero corti "freschi e leggeri, dal mood spensierato e allegro", nel solco della nuova commedia all'italiana . Opere che facciano sorridere, perché al giorno d'oggi "un sorriso è merce davvero preziosa" aggiungono gli organizzatori. I minuti a vostra disposizione sono 15, la scadenza ultima è quella del 10 febbraio 2012. Al regista del miglior cortometraggio in concorso andrà il premio targato Lotus Production, la società di Marco Belardi, che conferma il suo appoggio al cinema giovane mettendo in palio 5 mila euro, ma in ogni caso Corticomedy può rappresentare per tutti una vetrina d'eccezione per farsi conoscere dal grande pubblico e gli addetti ai lavori, dato che ospiterà pure – come nell'edizione precedente - le proiezioni dei Corti d'Argento, i cortometraggi finalisti dei Nastri d'Argento. Mai così vicini L'uomo dei sogni Oggi gira così 022:026/028 10/11/11 10:39 Pagina 22
Fotocamera SLT Sony Alpha SLT-A77 Prezzo : 2.016,67 con ob. Sony DT SAM 16-50mm f/2,8 N ella vasta gamma difotocamere Sony - aziendache è impegnata con successo nell'immagine digitale da ormai tre decenni, con i primi prototipi Mavica - c'è una soluzione per tutti: dalle compatte alle reflex Alpha, passando attraverso le mirrorless, c'è davvero l'imbarazzo della scelta. E non è finita qui. Accanto alle reflex tradizionali, infatti, TEST La top di gamma SLT Sony esibisce un biglietto da visita denso di promesse, che fanno venire l'acquolina in bocca al fotografo di eventi sportivi e all'appassionato in cerca di forti emozioni. A cominciare dalla risoluzione record di 24 MP e dal mirino elettronico OLED da 2,4 MP, per finire con lo scatto ultraveloce da 12 fps e il video Full HDa 50p, c'è tutto, o quasi, quello che serve nelle diverse situazioni di ripresa. Sony ha da qualche tempo introdotto sul mercato macchine simili a queste per impostazione, ingombro e possibilità di cambiare l'ottica, ma con una differenza importante: mancano lo specchio ribaltabile e il pentaprisma in vetro ottico, e funzionano in base a quella che l'azienda giapponese definisce SLT (Single Lens Translucent, sottinteso camera) Technology, che altro non è se non quella che prevede lo specchio fisso semitrasparente già sperimentato su alcune reflex a pellicola a partire dagli anni '60 (vedi box nelle pagine successive). Nostalgia del passato? Certo che no, tutt'altro. Se mai un salto verso il futuro. Infatti, lo specchio fisso semitrasparente è più che mai d'attualità vista l'acquisita capacità delle fotocamere di riprendere anche i video. Per convincersi di tutto ciò basta tenere presente che uno dei problemi maggiori che la nuova funzionalità in fase di ripresa video pone ai progettisti è rappresentato dallo specchio, ovvero l'elemento strutturale di una reflex. Per riprendere filmati è necessario che quest'ultimo rimanga sollevato esponendo il sensore. L'operazione, però, è tutt'altro che indolore. Infatti si registra un aumento del calore all'interno della macchina, con conseguente aumento del rumore elettronico, abbinato ad un drastico calo della batteria, che limita di fatto l'autonomia. Inoltre, il prezioso mirino ottico risulta inservibile e costringe ad inquadrare dallo schermo LCD posteriore, con conseguenze disastrose in esterni con il sole alle spalle. La scelta dello specchio traslucido, quindi, è giustificata sia dal punto di vista fotografico (silenziosità allo scatto, assenza di vibrazioni, maggiore velocità di raffica) che, soprattutto, da quello video: tutti i problemi sopraelencati vengono eliminati alla radice. furious Tanti tasti a portata di dita, display LCD con retroilluminazione, microfono e slitta accessori: una vera ‘Pro'. Fast & 72 072_075:090-091 10/11/11 12:41 Pagina 72
49 Un microfono esterno migliora notevolmente la qualità audio nelle riprese video. Occhio quindi alle connessioni della macchina. Lo schema mostra la differenza di grandezza dei sensori adottati dalle case costruttrici. Le Mirrorless di Sony e Samsung hanno il formato APS-C, quelle di Olympus e Panasonic il 4/3, mentre Nikon ne adotta uno proprietario, definito CX. Il Panasonic Lumix G 12,5mm f/12 è al momento l'unico obiettivo intercambiabile per riprese stereoscopiche, compatibile solo con le mirrorless Lumix GH2 e G3, che sono in grado di eseguire il Side by side grazie al software interno. Sigma) e nuove reflex digitali caratterizzate da ingombri ridotti. Tutto ciò grazie alla taglia del sensore QuattroTerzi, quello di dimensioni più ridotte nell'ambito delle DSLR. Il nome QuattroTerzi deriva dal rapporto tra i lati del fotogramma digitale che misura 17,3x13mm; una misura ancora più ridotta del diffuso APS-C (23,6x15,8mm), a sua volta meno grande di quello del fotogramma 35 mm o Leica, che nel digitale viene normalmente indicato come Full Frame (24x36mm). La svolta che ha portato alle fotocamere Mirrorless, però, avviene nel settembre del 2008 con la presentazione alla Photokina di Colonia della Panasonic Lumix DMC G1, al tempo la prima fotocamera senza specchio reflex dotata di mirino elettronico ed obiettivi intercambiabili del nascente sistema Micro 4/3. Questo è basato sul sensore formato 4/3 (17,3x13mm) già in forza alle reflex di casa Olympus e Panasonic. Insomma, c'è ne già abbastanza per confondere anche il fotografo più smaliziato: in pratica il sensore è lo stesso ma non l'innesto degli obiettivi delle reflex, che non possono essere montati sulle ‘piccoline' delle rispettive case a meno di usare un adattatore. Il perché dell'incompatibilità si spiega in sede di progettazione del corpo macchina, che vede l'eliminazione del box specchio reflex a tutto vantaggio della compattezza e della trasportabilità. SENZA SPECCHIO È MEGLIO Una reflex prende il nome dallo specchio ribaltabile posto tra il piano pellicola/sensore e l'obiettivo. La luce in entrata viene riflessa verso il pentaprisma che provvede a raddrizzare l'immagine mettendo in condizione il fotografo d'inquadrare la scena così com'è, a seconda dell'obiettivo innestato, attraverso il mirino. In tal modo è possibile valutare l'esatta prospettiva del soggetto ripreso. Questo tipo d'impostazione è stata l'arma vincente che nel tempo ha consentito alle reflex di prevalere sulle fotocamere con mirino galileiano a telemetro come le mitiche Leica M, più perfomanti dal punto di vista ottico, ma ben più difficili da utilizzare. Il mirino di queste ultime, infatti, non fornisce altro che una cornicetta luminosa, che delimita il campo inquadrato, più o meno ampia in base all'obiettivo innestato, senza alcuna variazione prospettica. Alle fotocamere a telemetro rimane tuttavia il primato della qualità ottica dovuto proprio all'assenza del box specchio, che facilita la progettazione degli obiettivi. Eliminare lo specchio, infatti, significa non dover considerare tutto lo spazio necessario al suo ribaltamento in fase di scatto, semplificando notevolmente lo schema ottico a tutto vantaggio della qualità d'immagine. L'eterna lotta tra le fotocamere a telemetro e le reflex dell'era analogica, si ripropone nel presente ‘tutto digitale' con lo scontro tra queste ultime e le Mirrorless, ma si gioca più sul piano della praticità che su quello della qualità pura. Le case costruttrici, infatti, puntano tutto sulle ridotte dimensioni del corpo macchina e delle ottiche per far breccia nel cuore degli appassionati e trascurano, invece, i vantaggi del sistema rispetto a quello reflex tradizionale. UNA VIDEO-MARCIA IN PIÙ Perché scegliere una Mirrorless e non una reflex? Innanzitutto il peso e l'ingombro degli apparecchi è ridotto, soprattutto quello del corpo macchina ben più sottile (circa il 40% in meno) rispetto a quello di una reflex. E se è vero che il kit base con lo zoom non è tascabile, le cose cambiano se si sceglie di montare un'ottica fissa. In quest'ultimo caso le dimensioni si riducono notevolmente. Ma il fotografo esigente non si accontenta della praticità, vuole il massimo in termini di qualità d'immagine. E la scelta di eliminare il box specchio fa sì che in fase di ripresa vengano ridotte al minimo le vibrazioni, nemiche numero uno della nitidezza e responsabili del micromosso. Per rendersene conto basta effettuare qualche scatto. Al classico ‘tlotlonk!' della reflex si sostituisce il più sommesso ‘click!' di qualsiasi Mirrorless. Questo, inoltre, significa più silenziosità e discrezione in fase di ripresa, che possono tornare utili quando si fotografa a teatro o in situazioni in cui è preferibile non dare troppo nell'occhio. La vera marcia in più, che le piccole senza specchio possono vantare rispetto alle sorelle maggiori, si fa sentire utilizzando il Live View. Qui l'assenza dello specchio è davvero fondamentale per almeno un paio di ragioni. La prima è la velocità e la precisione di messa a fuoco. Nei sistemi reflex è necessario attendere che lo specchio si sollevi per dare modo all'AF di entrare in funzione, con notevole dispendio di energia e surriscaldamento dell'apparecchio. La seconda ragione è che con le reflex si è costretti ad inquadrare dallo schermo LCD in Live View, perché il mirino è oscurato dallo specchio, mentre con le mirrorless si può osservare la scena da riprendere anche attraverso il mirino elettronico, che non è il pentaprisma in vetro ottico, ma consente di cavarsela quando il sole colpisce l'LCD rendendolo inservibile. PICCOLI OBIETTIVI CRESCONO I sistemi mirrorless dei vari marchi sono da pochi anni sul mercato, eppure dispongono di un discreto numero di obiettivi, tra focali fisse e zoom. Il ventaglio di scelta non è ampio come per le cugine reflex, ma all'interno delle varie scuderie è possibile trovare autentici cavalli di razza. La limitazione principale rispetto alle reflex è sul fronte teleobiettivi per Nikon CX (13,2x8,8mm) 4/3 (17,3x13mm) APS-C (23,6x15,8mm) 048_055:026/028 10/11/11 11:18 Pagina 49
97 sfida era di cercare di sfatare il (a mio avviso) falso mito che i film comici necessitano di una luce molto diffusa e chiara, insomma non volevamo “aprire tutto”. Per ottenere questo risultato, come avete operato? All'inizio, abbiamo preso in considerazione l'idea di girare il film in pellicola 35mm. Abbiamo girato un episodio della serie, ambientato di notte nella Londra dell'800, con la Kodak Vision 2 5219 500 ASA. Il risultato visivo era buono ma il clima sul set non era lo stesso. La recitazione “spontanea” è la forza dei personaggi, che spesso esulano dalla sceneggiatura inventando esilaranti battute durante le prove. Era importante quindi non perderci nulla e non imbrigliare i personaggi in percorsi obbligati dalla luce. Abbiamo quindi deciso di proporre alla produzione di girare in digitale con due macchine. All'inizio erano scettici: Tao 2 non aveva mai fatto un film per il cinema in digitale e non volevano rischiare, ma ho insistito e ho ottenuto la possibilità di fare un test. Vista al laboratorio, in proiezione 35 mm, la comparazione tra materiale girato in pellicola e in Arri Alexa, si sono convinti. Ho scelto Arri Alexa, perché credo che non ci sia una macchina digitale che si avvicini così tanto alla pellicola, anzi per alcuni aspetti la superi. Avevo girato diverse volte con Alexa ma mai per il cinema. Dopo i test abbiamo deciso con il responsabile della post di Augustus Color, Alessandro Pelliccia, di tenere accesa la matrice del colore perché restituiva più informazioni di colore utili per il passaggio in DI. Per quanto riguarda il formato di ripresa abbiamo optato per il Pro Res e non l'Arri Raw per questioni di praticità e peso dei file per la post. Avevamo molta fretta: primo ciak 25 luglio, 7 settimane di lavorazione, 4 novembre uscita nelle sale in circa 500 copie... per questo motivo il montaggio è iniziato durante la lavorazione e sul set con il DIT già creavamo delle LUT che mi hanno Sopra e a destra, momenti di vita sul set, fra ‘macchina da presa' davvero uniche e sistemi stabilizzati pronti all'uso; si riconoscono il regista Enrico Lando (in primo piano, con la maglia bianca) e il DOP Massimo Schiavon (con cappellino e maglia rossa). In basso, il confronto al momento del controllo delle riprese. A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XIII 096_099:108 113 10/11/11 15:32 Pagina 97
70 seconda delle condizioni di ripresa. Il modulo dispone di 135 punti (73 dei quali a rilevazione di fase) commutabili in 41 punti nella modalità completamente automatica. Nelle prove sul campo abbiamo apprezzato la notevole prontezza di risposta, sia foto che, soprattutto video, dove si nota un miglioramento sensibile nella velocità di variazione del fuoco rispetto alle reflex di casa. In particolare, la V1 passa con disinvoltura dalla messa a fuoco di soggetti ravvicinati al campo lungo con trascurabili esitazioni. Merito anche di un rinnovato algoritmo di risposta del Full-time AF LiveView. Non così il giudizio sulla tracciatura di soggetti in movimento, soprattutto quando si fotografa con la raffica al massimo. L'AF tracking perde di vista il soggetto con facilità. TEORIA E PRATICA Rimane aperta la seconda domanda: come si comporta il processore e, soprattutto, il buffer della macchina? Per rispondere bisogna distinguere tra le due modalità di funzionamento dell'otturatore. Se si usa quello meccanico, la cadenza di raffica massima scende, dai 60 fps teorici, a 5 fps. In tale modalità la macchina esegue un massimo di 35 scatti in JPEG Large ogni 16 secondi circa, che salgono a 27 secondi circa in RAW. Se si sceglie l'otturatore elettronico e si imposta la modalità Hi Speed si hanno a disposizione le cadenze di 10 fps, 30 fps e 60 fps. A 10 fps la macchina esegue un massimo di 34 scatti in JPEG Fine o in RAW ogni 35 secondi circa, ma i tempi di attesa tra una raffica e l'altra si allungano notevolmente nelle restanti modalità. Inoltre l'apparecchio misura esposizione e messa a fuoco solo sul primo fotogramma, il che non aiuta se si intende eseguire il panning seguendo il soggetto durante lo scatto. Se abbandoniamo le situazioni di ripresa frenetiche e badiamo più alla sostanza delle immagini, la V1 ha grinta da vendere. La prima cosa che salta agli occhi è il livello di dettaglio delle fotografie. Noi abbiamo eseguito la prova con l'ottica fissa 1 Nikkor 10mm f/2,8, compattissima e leggera, che ci ha regalato molte soddisfazioni grazie alla nitidezza e alla qualità dello sfocato. La strategia di elaborazione del processore si riflette anche negli scatti eseguiti a sensibilità di riferimento elevate, vero banco di prova di un sensore di taglia ridotta come il CMOS formato CX (13,2x8,8mm) di Nikon. Nel complesso il livello di disturbo si mantiene basso evidenziando fenomeni di crominanza nelle zone a tonalità media, che non pregiudicano la qualità d'immagine. I particolari sono ben disegnati e leggibili anche a 1600 ISO. Un risultato che piacerà agli amanti dell'istantanea in luce ambiente senza flash. I limiti dell'accoppiata sensore/ processore si notano nella formazione del moiré e dell'aliasing (soprattutto in video), nonché del purple-fringing, aberrazione cromatica che si Nei dettagli ingranditi al 200% si notano i limiti dell'accoppiata sensore/processore di elaborazione. In particolare, il moiré è molto evidente con i soggetti ad alta frequenza spaziale, mentre il purple-fringing si manifesta nei dettagli più fini ai bordi dell'immagine. Purple-fringing Moirè 068_071:090-091 10/11/11 11:52 Pagina 70
33 ISTRUZIONI PER L'USO industriale delle lastre e il successo è immediato e durevole, almeno fino al 1935 quando cominciano ad apparire i processi chimici che poi porteranno alla stampa su carta. A grandi linee questo è quanto i Lumière hanno realizzato, contribuendo in maniera determinante alla storia della fotografia e soprattutto a quella della cinematografia. Un intero numero della rivista non basterebbe a raccogliere nei dettagli la loro creatività. Fortunatamente a Lione, in quella che fu la splendida dimora di Antoine Lumière, è possibile ripercorrere la storia di quegli anni incredibili. Quattro piani e 21 stanze aperte al pubblico offrono infatti l'opportunità di comprendere da vicino - spesso in maniera interattiva tutte le intuizioini ed invenzioni della famiglia. L'Istituto Lumière, fondato nel 1982, è presieduto da Bertrand Tavernier e diretto da Thierry Frémaux: una preziosa istituzione culturale che conserva la memoria vivente del patrimonio architettonico, industriale e artistico lasciato in eredità dalla famiglia Lumière. Oltre al museo e alla biblioteca, l'Istituto comprende anche una sala cinematografica all'interno dell'hangar del primo film (vedi box nella pagina accanto). La sala si propone come vera e propria cinemateca e offre programmazioni quotidiane di classici del cinema, retrospettive, proiezioni particolari ecc. Nella hall dell'hangar vengono poi organizzate esposizioni e mostre, a conferma del fatto che l'istituto si propone come luogo d'incontro e di scambio con l'obiettivo di fare del cinema un'arte vivente. Giorgia Vaccari In queste pagine alcune immagini de l'Institut Lumière a Lione. In apertura i due fratelli Auguste e Louis. In alto a sinistra, in questa pagina, il cinematografo utilizzato per la prima proiezione pubblica nel 1895, qui equipaggiato per la ripresa. A destra una sala del museo. Qui sotto, da sinistra, una foto della splendida villa illuminata di notte e un paio di scatti dedicati al Festival Lumière, momento in cui il giardino d'inverno della villa viene adibito ad ufficio stampa. Creato nel 2009 il festival è dedicato alla storia del cinema e destinato al grande pubblico. Si svolge su tutto il territorio della comunità urbana denominata Grand Lyon. Institut Lumière, 25 rue du Premier-Film (oppure Place Ambroise Courtois per la Villa/Museo), 69008 Lyon tel 0033(4)78781895 fax 0033(4)78781894 www.institut-lumiere.org - Orario : 11.00-18.30 chiuso il lunedì Sono possibili visite guidate del museo e del quartiere anche combinate con altri luoghi d'interesse della città. Inoltre conferenze, approfondimenti e proiezioni di documentari a tema realizzati esclusivamente per l'Institut. Informazioni pratiche ed allettanti proposte per raggiungere Lione anche solo per un weekend sono disponibili all'indirizzo www.lyon-france.com Lyon Tourisme et Congrès, Pavillon du Tourisme, Place Bellecour, 69214 Lyon tel. 0033(0)472776969 fax 0033(0)478420432 032_033:026/028 10/11/11 10:48 Pagina 33
??? ????? ?????? ?????? ??????????? ??????????????? ??? ?????????????? ? ?????? ?????????????? ?? ?????????? ?????????????? ??????? ?????????????? ????? ????? ?????? ???? ???????????? ????? ? ???????? ? gruppo b MOTOPERPETUOPRESS cerchiamo uomini* veri motoperpetuopress srl - via delle Alpi 13 - 00198 Roma - tel. 06 442 02 596 * e anche donne, naturalmente Per il potenziamento delle proprie strutture, e il lancio di nuove iniziative, il Gruppo Motoperpetuopress cerca collaboratori ambosessi. 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Si offrono compensi interessanti e proporzionati ai risultati raggiunti, un ambiente di lavoro giovane e dinamico con possibilità di sviluppare le proprie idee e gestire autonomamente linee di prodotto o servizi. Se ritieni di avere i requisiti necessari, manda subito il tuo curriculum - accompagnato da una prova di quello che sai fare: un breve testo, una fotografia, una ripresa video o un'illustrazione, un sito che hai realizzato, o quello che ritieni possa presentarti nella maniera migliore - all'indirizzo qui sotto (attenzione: solo per posta) oppure scrivi a iniziativespeciali@tuttodigitale.it In bocca al lupo! nuova edizione aggiornata ed ampliata dalla scelta della camera alle tecniche di ripresa, tutto quello che bisogna davvero sapere sull'alta definizione. Con un nuovo capitolo sull'editing HD La guida completa per appassionati e professionisti bgruppo SPECIAL E FESTA D EL CINEM A F O T O V I D E O C A R S T E R E O H O M E T H E A T E R A U D I O C O M P U T E R Accomp agnata d a inevita bili polemic he e var ianti di programma, determin ate dal c ambio della giunta ca pitolina, torna dal 22 al 26 ottob re a Rom a, la manifest azione d edicata a i fan del grand e scherm o. Technosh opping, come l'anno scorso , torna a d occupa rsi di Festa del C inema, c on quest o numero speciale. Un fasci colo nel segno de lla 7^ ar te, da go dersi in una gr ande sala buia ben attrezzata , magari in comp agnia di centina ia di spet tatori, ma anche nel comfort della pro pria casa, c on am ici e pare nti, sfruttando un impianto home th eater (cinema in casa), maga ri ad alta definizio ne (il cosi ddetto H D Cinema). In questo s enso, s enza nulla tog liere ai v ari festiv al, diciamo ch e un imp ianto dom estico perm ette una piccola festa del Cinem a ogni gi orno, a qualsiasi ora , permet tendo di scegliere pro gramma e com pagnia con il qua le condiv iderlo. Il mio H D Cinem a Del resto , mai co me ades so è diventato semplice ed econo mico rea lizzare ne l proprio salotto un HD C inema. Que sto è com posto sos tanzialme nte di tre elementi: un a sorgent e di prog rammi, un di spositivo per la vi sione delle imm agini ed uno per l'ascolto de i suoni. Un temp o, la sor gente era costuita dal la cassett a VHS, d i prestazioni modeste . Dalla m età degli ann i 90 ha a vuto gra nde diffusion e il DVD , il disco grande quant o un CD ma ca pace di ospitare segnali a udio e v ideo di qualità . Dall'anno scorso , infine, è di sponibile l'ultima evoluzione, il disco a d alta de finizione, se mpre in dimensio niCD ma c on capac ità ben s uperiore, in g rado, app unto, di o spitare segn ali audio e video HD. Inizialm ente il n uovo disco è stato pre sentato in due fo rmati diversi (HD -DVD e Blu-ray D isc o BD ) in concor renza fra loro, co sa che n e ha ine vitabilmente r allentato la diffus ione. La ‘guer ra dei fo rmati' è finita all'inizio di questo 2008, co n la vittoria d el suppor to miglio re, il Blu-ray, ed oggi i l mercato inizia ad o ffrire gi à una gr ande scelta di t itoli delle major amer icane m a anche di piccol i produttori in dipenden ti. Causa ed effetto d ella fine della lotta fra d ue con corren ti, in que sti mesi a bbiamo a nche assi stito al lancio di una g rande va rietà di BD pla yer, i lett ori dei di schi Blu-ray (co munque in grado di leggere i DVD, a vantaggio della totale c ompatibi lità fra pa ssato e futur o), oggi dis ponibili a nche a pre zzi acces sibili (si pa rte da meno di 300 e uro). Da s egnalare a nche che i Blu-ra y sono utilizz abili con la Sony P layStation 3 , e questo di certo amplia le po ssibilità d i diffusio ne. Il TV? È sic urame nte HD In quant o al disp ositivo d i visualizzaz ione, og gi il mer cato offre infi nite prop oste di tu tte le dimensio ni e prez zi di Flat TV al plasma oppure L CD, tutti (almeno a partire dai 37 p ollici, misura m inima pe r avere un ‘effetto cin ema') pred isposti p er l'alta de finizione (cioè sigl ati HD Rea dy oppu re, in ca so di qualità ‘to p', Full H D). Infine, pe r quello c he riguar da il surrou nd, che a ggiunge spettacolarità s onora alla visio ne, bisogna se gnalare c he, se da un lato sono apparsi f ormati e sistemi molto sofistica ti (anche c on audio a 7 più 1 can ali), dall'alt ro conosc ono un a sempre maggiore diffus ione le p roposte tipo ‘soundba r' (unità ‘tu tto in un o' da colloc are so tto al Fla t TV) oppure a 2 più 1 ca nali. Si tratta di soluzi oni piutt osto econo miche, c he riesco no co munque a simular e l'effetto surround in maniera abbastanz a efficace. Il mome nto giust o Insomm a, aum enta l'o fferta hardware e softw are, dim inuiscono i prezzi: non ci so no più scuse per rima ndare la trasformazione del prop rio salott o in un piccol o cinema ! Oggi si chiaman o Home applianc es, che v uole dire ‘piccoli dispositivi elettro/m eccan ici che s volgono alcune f unzioni domestiche, c ome pul ire o cuc inare'. In altre par ole, stiam o parlan do dei soliti , vecc hi, cari e lettrodom estici: co me l'asp irapolver e o il frullatore , caratte rizzati pe rò da un design m oderno e funzion ale, e sopratt utto rivis ti e corre tti in sals a hi-tech . Apparec chi che c onvivon o in casa con tele visori e impianti hi-fi, e sem pre più s pesso, an zi, dialog ano co n questi. Un esem pio bana le è quel lo del fri gorifero che integ ra uno schermo LCD o una culla pe r l'iPod - per segu ire i prog ramm i televisivi o as coltare l a mus ica ment re si è in cucina - ma le ap plicazioni so no quas i infinite, tutte da scopr ire. Per aiut arvi a s eguire questo vecchio nuov o merca to, scegl iere il pr odotto giusto (e magari anche a pensare a un fut uro sv iluppo d ella propria a bitazione in chiav e di casa domotic a), da ques to nume ro Technosh opping s i interess erà ai pro dotti più interess anti, alle soluzioni m aggiorm ente in l inea con le esigen ze del co nsuma tore di oggi e di doma ni. L'app untame nto con la prima puntata di Home Appl iances è a pag. 7. REALIZ ZATA D AGLI ES PERTI D I Canon rin nova la ga mma di fo tocamere e presenta una re flex che - fra le altre co se - regist ra video in Full HD (1920 x 1080 pix el) A PAG. 6 Per la gioi a di tutti g li appassio nati di cinema e hi-tech, ar rivano sul mercato recenti blo ckbuster e classici de lla settima arte su Blu-ray A PAG. 12 In concom itanza co n il Festiv al di Roma, ini zia la stag ione del g rande cinema. P ronti per lo spettac olo sul grande sc hermo? A PAG. 14 Hancock & compagni fra poco in B lu-ray Disc Il nuovo 00 7 e tutti i film prossim i venturi Philips se mpre più impegn ata sul fronte de i flat disp lay: arriv ano il nuovo Aurea e Flavors, il TV che si cambia d 'abito A PAG. 1 0 La Festa de l Cinema, ogni giorno ...Cinema al cinema, e cinema in casa Non solo h i-fi e HD: ne lla casa mo derna anch e gli elettro domesticibase sono h i-tech Canon, la reflex che registra vid eo Full HD Torna la Fe sta del Cine ma a Roma , occasione per una fu ll immersion nella mag ia del gran de schermo . Magia che si può repli care, ogni g iorno, a cas a propria, disponend o di un bell 'impianto H D Cinema. Ecco come Philips Fla vors, il TV camb ia l'abito Un riprod uttore B lu-ray, un impiant o surrou nd e un F lat TV o v ideoproi ettore di ultima generaz ione: il sa lotto div enta HD Cinema! LA CASA? 1 00% HIGH TECH M A N G I A R E B E R E U O M O D O N N A Un sogno lungo 10 anni Dal Carbonara Club a Mr Food & Mrs Wine Arte divivere ebenesserealla provenzale SpecialeUna nuova Guida ai Ristoranti di Roma JAMIE OLIVER LA MIA CUCINANATURALE Il film del meseEat Drink Man Woman (Mangiare bere uomo donna) Elettrodomestici Hi-tech ‘Na tazzulella ‘e cafè Una pellicola di Ang Lee del 1994, disponibile su DVD, il cui titolo ‘spiega' i contenuti di Mr. Food & Mrs. Wine, che si occupa di mangiare, bere, e quindi di uomini e di donne a pag. 12 A tavola con Obama E se la carbonara fosse americana?Il quotidiano Il Messaggero dello scorso 12 novembre 2008 ci dice che il piatto preferito di Michelle Obama, la nuova First Lady degli Stati Uniti è la carbonara, per l'esattezza gli stringozzi alla carbonara. Del resto, come si, sa probabilmente la pasta più amata dagli italiani e più diffusa nel mondo è stata inventata proprio dagli americani, o meglio è stata creata qui in Italia al tempo della Seconda Guerra Mondiale, mettendo insieme alla nostra pasta le uova e il bacon... a pag. 9 Napoletana addio? Certo, le tradizioni sono dure a morire, ma la tentazione di farsi un caffè in casa come al bar, grazie alle nuove macchine, è sempre più forte... a pag. 12 Mr Food & Mrs Wine, organo ufficiale del Carbonara Club(www.carbonaraclub.it), è un'iniziativa per riceverlo gratuitamente sulla tua casella di posta elettronica, iscriviti su www.mr-food.eu Il tutto è nato quasi per scherzo, ormai più di dieci anni fa. Un gruppo di colleghi ed amici, per spezzare una giornata di lavoro, decide di andare a pranzo. A tavola, tutti ordinano una carbonara, che si scopre essere il piatto preferito di ogni componente del gruppo... è l'atto di nascita di un club de facto, il Carbonara Club, appunto, che sarà identificato con tanto di logo registrato, qui sopra, e un'iniziativa periodica conviviale, il Carbonara Day, il giorno in cui ci si riunisce per onora re questa ricetta. (segue a pag. 10) Sì, viaggiare...itinerari pergourmet Mr Food Hostellerie Bérard & Spa OFFRE... PHILIPS!A CENA CONDAVIDE OLDANI Dall'ente turisticosvizzero un libro di itinerari gastronomici & Mrs Wine 095:004 10/11/11 12:12 Pagina 95
D a l 2 0 0 4 , l a p r i m a r i v i s t a d e d i c a t a a l l a p r o d u z i o n e , p o s t p r o d u z i o n e e p r o i e z i o n e v i d e o i n a l t a d e f i n i z i o n e AL A D FINIZION cinema &TVHD a pag XX Blu-ray Disc: 25 nuovi dischi imperdibili Dal D-Cine al C-Cinema, il Cinema secondo Canon IN DIRETTA DA HOLLYWOOD LE PRIME IMPRESSIONI D'USO SULLA EOS C300 CHE VEDREMO NEL 2012 Anteprima assoluta Sensore Mysterium-X Super-35 5120x2700, per riprendere filmati con risoluzione 4K e immagini fisse in 5K REDCODE RAW con datarate max di 440 Mbps RED Scarlet 085:117 10/11/11 12:05 Pagina 97
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I B C 2011 TUTTE LE NOVITÀ ECCO LA GAMMA CHRISTIE DI OGGI E DI DOMANI PROFESSIONE PROIETTORE CANON EOS 1D X LA PRIMA HDSLR CON COMPRESSIONE INTRA-FRAME DOLBY PRM 4200 ZOOM ARRI PL MOUNT SONY F65 BIM ES TR AL E P O ST E I TA LI A N E S .P . A . S PE DI ZI O NE IN A B B O NA M EN TO P O ST A LE - D .L . 3 53 /2 00 3 ( CO NV . IN L . 2 7/ 02 /2 00 4 N .4 6) A R T. 1 C O M M A 1 - D R CB - R O M A AL A cinema&TVHD La prima rivista dedicata alla produzione, post produzione e proiezione video in alta definizione - n° 13 - novembre 2011 - € 3,90 SAMSUNG, LO SMART TV LED D8000 DA 60 POLLICI AVC-INTRA VERSIONEPALMARE presenta PANASONIC AG-HPX250 ANTEPRIMA SUPERTEST DVB & DINTORNI HUMAX HD5700T 3D I PROBLEMIDI RIPRESA Il nuovo numero in tutte le edicole 037new:003 11/11/11 16:16 Pagina 3
SOCIAL CLUB PUOI SEGUIRE LA TUA RIVISTA PREFERITA IN TUTTE LE EDICOLE DEL MONDO. (O QUASI...). PER ESSERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOVITÀ DEL MERCATO E SULLE ATTIVITÀ DI TUTTO DIGITALE, PUOI ANCHE: - iscriverti alla newsletter gratuita settimanale - www.tuttodigitale.it/registrati.php - iscriverti al canale di Tutto Digitale su YouTube - www.youtube.com/TuttoDigitale - seguirci su Twitter - @TuttoDigitale - cliccare “mi piace” sulla nostra fan page Facebook - www.facebook/tuttodigitale - iscriverti al gruppo su Flickr - flickr.com/groups/TuttoDigitale - acquistare e leggere le riviste su computer, iPad o iPhone - www.tuttodigitale.it/edicola TUTTO DIGITALE SUPERWIDESCREEN: ASPECT RATIO 1: 8 FO TO G UI DO B IS SA TT IN I 084:026/028 10/11/11 14:59 Pagina 84
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Rapidità di scatto Ricca dotazione di funzioni avanzate Costruzione robusta AF molto veloce Mirino EVF OLED da 2,4 MP GPS integrato Sweep Panorama anche in 3D Tempi di scrittura delle raffiche Menù non sempre intuitivo Rumore elettronico Alcune limitazioni operative foto-video Slitta flash fuori standard CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE LA PAGELLA ESTETICA Il design della A77 riflette la sua personalità corsaiola con il tettuccio spiovente quasi a filo con la calotta, che ospita il mirino elettronico OLED a colori da 2,4 MP. COSTRUZIONE Il guscio in lega di magnesio e il rivestimento in plastica resistente fanno della A 77 una reflex di sostanza, che piace ai fotografi esperti. Il corpo massiccio si impugna e si maneggia bene. VERSATILITÀ Con la A77 si può fare tutto: fotografie (anche panoramiche e in 3D), e video in tutta comodità grazie allo schermo LCD orientabile che agevola l'inquadratura. La presenza del GPS integrato, della presa PC flash e di quella per il microfono esterno ampliano ulteriormente il ventaglio delle possibilità di ripresa foto-video. PRESTAZIONI Lo scatto a raffica da 12 fps e l'elevata risoluzione del sensore regalano soddisfazioni attenuate dall'insorgere del rumore elettronico alle sensibilità ISO medio-alte e da alcune limitazioni operative sia in fase di ripresa video, che in quelle fotografiche. RAPPORTO Q/P L'elevata risoluzione del sensore obbliga all'acquisto di un obiettivo ad alto potere risolvente e, quindi a preferire il kit con il 16-50mm a quello con il 18-55mm. Ciò fa impennare il prezzo rispetto alla concorrenza. Ma i risultati alle basse sensibilità ISO sono sopra la media. PRO CONTRO 73 COSTRUTTORE: Sony Corporation, Giappone DISTRIBUTORE: Sony Italia, via Galileo Galilei 40 - 20092 Cinisello Balsamo (MI) tel. 02. 61.83.81. www.sony.it FOTOCAMERA SLT SONY ALPHA SLT-A77 Sensore: CMOS 23,5 x 15,6 mm; 24 MP Obiettivo kit: Sony DT SAM 16-50 mm f/2,8 Innesto: A Mount; Compatibile Konica-Minolta e Sony Display: LCD 3” 921.000 pixel orientabile Mirino: elettronico OLED a colori da 2.400.000 pixel, copertura 100%, ingrandimento 1,09x Dimensione immagine: 6000x4000 pixel; panorama: 8192 x 1856 / Vert.: 3.872 x 2.160 Autofocus: TTL a rilevazione di fase su 19 punti Esposizione: Misurazione valutativa a 1200 zone; multisegmento, auto, spot, centrale; PASM Otturatore: da 30sec. a 1/8000sec. + posa B, sincroflash 1/250sec. Sensibilità ISO: 100 - 16000 (fino a 25600 in modalità Multishot NR mode) Filmati: 1920x1080, MPEG-4 AVCHD /H.264, 50i/60i 17/24 Mbps, 50/60p 28 Mbps, 24p/25p 17/24 Mbps ; 1440x1080 MPEG4 25p 25/30 fps; Supporto di memorizzazione: SDHC/SDXC, Memory Stick PRO Duo Connessioni: USB 2.0, miniHDMI, PC flash, MIC in, GPS integrato Dimensioni e peso: 143x104x81 mm; 653 gr (solo corpo) Altro vantaggio, la possibilità di effettuare l'inquadratura dal mirino, che non può essere ottico, ma elettronico a colori. Questo per far fronte al calo di luminosità legato all'adozione dello specchio fisso, che convoglia il 70% della luce direttamente sul sensore, riflettendo il restante 30% verso il mirino e il modulo autofocus a rilevazione di fase su 15 punti; questo rimane sempre operativo, almeno in teoria, con tutti i benefici in termini di messa a fuoco che ciò comporta. Accanto ai diversi corpi delle classiche reflex Alpha, Sony offre quindi un poker di modelli SLT, con le SLT-A65, SLT-A55, SLT-A35 e, infine A77, che costituisce la top di gamma che qui proviamo in anteprima, in contemporanea con la sua uscita sul mercato italiano. TANTA SOSTANZA La Sony SLT-A77 è una reflex di peso. Non è un gioco di parole, ma descrive nei fatti la sostanza dell'apparecchio, che ferma la bilancia a 732 grammi con scheda e batteria - e che supera abbondantemente il chilo con l'obiettivo SAM 16-50mm f/2,8 innestato, protagonista insieme alla macchina della prova attuale. Questo la dice lunga sul target di uso, che va individuato nell'amatore esigente o nel professionista, i soli in grado di sobbarcarsi il peso dell'attrezzatura. La sensazione al primo sguardo è quella di impugnare una macchina fotografica senza fronzoli, capace di regalare soddisfazioni. Il guscio è in lega di magnesio rivestito in plastica ad alta resistenza ad effetto umido, con inserti in gomma ruvida lungo i fianchi, che rendono la A77 molto maneggevole. Un appunto, forse, va fatto sui materiali adottati per il tettuccio, che ospita il flash, e per lo sportellino del vano batteria, in plastica leggera e sensibile agli urti. L'apparecchio cade bene in mano anche grazie alle dimensioni corpose e alla guancia anatomica di generose dimensioni, che offre un comodo appiglio e permette l'utilizzo anche con la sola mano destra. I comandi principali rivelano un'impostazione analogica, che facilita l'uso, e sono costituiti dalla ghiera delle modalità di ripresa, e dalla coppia di rotelle di selezione anteriore e posteriore, a portata rispettivamente di indice e di pollice. Queste ultime servono ad impostare i tempi o i diaframmi, a seconda dell'automatismo di ripresa. Naturalmente è possibile decidere per la regolazione completamente manuale. Sulla calotta si concentrano i pulsanti con le funzioni più utili in ripresa: il tasto ISO dedicato, così come quello del WB (a ridosso di quello di scatto), quello per la compensazione manuale dell'esposizione, e quello per impostare la modalità di avanzamento e l'autoscatto. Sorveglia il tutto il display LCD, che mostra praticamente tutte le regolazioni impostate. In caso di necessità è possibile retroilluminarlo di una luce color ambra. Il dorso è quasi interamente occupato dallo schermo LCD Xtra Fine TruBlack da 3,2” e 921.600 pixel, che è snodabile completamente ed anche estensibile grazie ad un meccanismo capace di posizionarlo a circa 5 cm dal corpo macchina. Una risorsa non solo quando si fotografa in LiveView, ma anche quando si riprendono video da posizioni difficili. Sul lato destro, ci sono i tasti per il blocco della memoria esposimetrica, per il passaggio veloce dalla messa a fuoco automatica a quella manuale e, cosa che farà piacere ai videomaker, per la ripresa video (MOVIE). Al centro, un piccolo joystick multifunzione permette di scegliere il punto di messa a fuoco, di spostarsi all'interno dello scatto appena catturato in fase di revisione, e di navigare all'interno dei menu. Questi ultimi soffrono di una certa complessità e di un eccessivo uso delle abbreviazioni che possono confondere l'utente meno esperto. Utile, infine, il tasto Fn che, come da tradizione Sony, permette di effettuare la maggior parte delle regolazioni via LCD posteriore risparmiando tempo prezioso. VELOCITÀ CONTROLLATA La curiosità di provare furious Il parco connessioni prevede quelle PC flash e MIC in. C'è anche il GPS. 072_075:090-091 10/11/11 11:56 Pagina 73
gli appuntamenti del momento Prosegue la nona edizione della rassegna itinerante sulla fotografia creativa contemporanea Confini (www.confini.eu), organizzata da PhotoGallery e MassenzioArte: le prossime tappe espositive sono in programma a Roma (fino al 20 novembre), Milano (16 gennaio-3 febbraio 2010), Genova (23 febbraio-8 marzo) e infine a Trieste (18 aprile-11 maggio). Ricordiamo anche che fino al 29 gennaio 2012 sono in cartellone a Modena, presso lo spazio Sant'Agostino, le personali La Natura è il mio regno dedicata ad Ansel Adams e quella dell'artista tedesco Axel Hütte, costituita da una ventina di fotografie inedite in Italia, di medio e grande formato, di recente produzione (www.fondazionefotografia.it). 28 Diva, donna e cittadina di Roma: questo il succo dell'omaggio fotografico che la Capitale dedica ad Audrey Hepburn - nella foto di Pierluigi Praturlon, 1960 (' Reporters Associati) - attraverso la mostra Audrey a Roma. Esterno giorno (a sostegno dell'UNICEF, di cui era ambasciatrice), ospitata dal Museo dell'Ara Pacis fino al 4 dicembre (www.arapacis.it). In esposizione foto e video inediti, memorabilia come il copione e la Vespa originali di Vacanze romane, più vestiti e altri oggetti personali appartenuti a quella che viene unanimemente considerata come una delle più grandi icone del nostro tempo. Tra i contributi più importanti, un video esclusivo montato da Pier Paolo Verga e prodotto da Luchino Visconti che rivelerà momenti della sua vita privata lontana dalle scene . Anche la Casa del Cinema di Villa Borghese renderà omaggio all'indimenticabile Audrey - fino al 18 dicembre con la proiezione serale delle sue pellicole più famose (www.casadelcinema.it). MOSTRE CONCORSI Roma nel nome di Milton Gendel: sono due le personali programmate in onore del fotografo e critico d'arte americano, ma romano d'adozione a partire dal 1949. La prima è Portraits, di scena fino al 30 novembre presso l'American Academy in Rome, la seconda è una retrospettiva dal titolo Milton Gendel: una vita surreale, in cartellone fino all'8 gennaio 2012 al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese (www.museocarlobilotti.it). Divisa in 4 sezioni, la mostra scandisce il percorso di Gendel tra Roma, New York e Shanghai, dagli esordi surrealisti alle esperienze italiane, in un vasto repertorio d'autore, fatto di 85 foto, più documenti, disegni e oggetti provenienti dal suo archivio personale. EVENTI IN CARTELLONE mostre e concorsi Foto Filo conduttore di questa 11° edizione è l'immaginazione, la fotografia come frutto della genialità, dell'introspezione e della creatività. In cartellone mostre, seminari e workshop. Fino all'8 gennaio 2012 presso la Fondazione Stelline di Milano (www.stelline.it) è possibile visitare la personale di Leonard Freed Io amo l'Italia, cento immagini del fotografo americano dell'agenzia Magnum in oltre quarant'anni di reportage nel nostro paese. Tre nuove mostre al Museo del Novecento di Milano (www.museodelnovecento. org), tra cui spicca “Conversations”, 80 fotografie dalla prestigiosa Bank of America Merrill Lynch Collection (fino al 15 gennaio). È il belga Carsten Höller il vincitore dell'Enel Contemporanea Award 2011 (enelcontemporanea.com) che prevede ogni anno opere sul tema dell'energia da parte di artisti internazionali. Al Macro di Roma fino al 26 febbraio 2012. Si concluderà l'8 gennaio 2012 la retrospettiva multimediale che la Fondazione Ragghianti di Lucca dedica a Luigi Veronesi, pittore, fotografo, autore cinematografico, tra i maggiori protagonisti dell'astrattismo italiano. Dal 9 dicembre al 20 gennaio 2012 la galleria del Gruppo fotografico Le Gru di Valverde (CT) la personale di Santo Mongioì dal titolo “Universo Donna”. Prosegue invece, fino al 2 dicembre, “Tra loro”, di Aris Moscatelli, viaggio dell'autore tra la Sicilia e il Medio Oriente, l'Africa e l'India alla ricerca di una realtà da vedere da un punto di vista differente. Fino all'11 dicembre presso la Fabbrica del Vapore di Milano la mostra dedicata ad Anish Kapoor, con una selezione di opere recenti, una serie di progetti architettonici e un'installazione “site-specific” ideata dall'artista per questa esposizione. Conclusa a Trieste, presso il Circolo Fincantieri-Wärtsilä, la X edizione del Trieste Photo Festival, che ha consegnato il “Premio Città di Trieste al Reportage”, assegnato ogni anno a un grande fotoreporter italiano. Il vincitore del 2011 è Giovanni Marrozzini, di cui sono stati proiettati i lavori più significativi degli ultimi anni. Inaugurata una mostra a lui dedicata, “Echi”, sul tema degli emigranti in Argentina. Attiva nel centro storico di Bassano del Grappa (VI), fino al 6 gennaio 2012, la rassegna fotografica Bassano Fotografia (www.bassanofotografia.com). RICORDANDO AUDREY Milton Gendel, Autoritratto sulla via Appia. Carsten Hoeller è il vincitore di Enel Contemporanea Award 2011. “Tra loro” di Aris Moscatelli, (Galleria Le Gru). Chiuse di recente le iscrizioniper il contest photo promosso da Lomography e Istituto Italiano di Fotografia, con una Borsa di studio di 8000 euro messa in palio per un corso presso la scuola (istitutoitalianodi fotografia.it). Il concorso aveva per tema immagini ispirate a un sogno: nel prossimo numero la proclamazione dei vincitori. L'agenzia fotografica di Varese GM Photoes ha indetto un concorso internazionale a scopo benefico in favore dell'AIL-Associazione Italiana contro la Leucemia. Il premio, intitolato Arte dell'immagine, scade il 15 febbraio 2012., artedellimmagine.altervista.org. 028:026/028 10/11/11 10:44 Pagina 28
postproduzione Mac Pro con Final Cut Pro 7. Sentiamolo: “anche quest'anno vi invio del materiale. Per “Yuri e Katia” ho montato una struttura rossa fonoassorbente stile Grande Fratello con le interviste a parenti e amici, per permettere di ridere o far piangere poi di commozione. “Silvia e Valerio” è in Blu-ray (authoring con Adobe Encore), girato per la prima volta in 720p nativo, con il supporto di un divecam per le riprese ascensionali in chiesa e steadycam Glidecam 2000 con annesso servozoom. Mi piace molto potermi spostare fluidamente nello spazio con la steadycam, andando poi a cambiare la prospettiva del quadro e la profondità di campo con il servozoom”. Un lavoro double face quello del nostro Diego: da una parte di stampo tradizionale e un po' prolisso (nelle passate edizioni gli avevamo rimproverato anche un eccesso di romanticismo e retorica); dall'altra sicuramente innovativo e sperimentale, per via dei contributi – tra il lazzo e la lacrima nel confessionale del Grande Fratello, compresi bloopers fuori onda, e l'intervista doppia agli sposi stile Le Iene… Insomma, si vede lo sforzo e questo ci piace. Promosso, con qualche piccola riserva. DANTE FURLANO, AL SERVIZIO DEGLI SPOSI Una new entry per il nostro contest, Dante Furlano di Torano Castello (CS), che dapprima lavorava con Panasonic AG-DVC200E poi con Canon XF300, “scelta alla luce delle vostre recensioni”. Dante ha vinto la timidezza che sin qui lo aveva frenato dal partecipare (“non mi sento mai pronto a platee prestigiose come la vostra”) nonostante “otto anni come photographer designer, cameraman, grafico, realizzatore di siti, ideatore e finanziatore di qualche documentario, amministratore di web tv…”. Ecco allora “Elena e Giuseppe” ed “Elvira e Osvaldo”, montati con Premiere Pro CS5 in workstation Dell Precision T7400. Furlano mette le mani avanti, quasi a scusarsi, dicendo “sono lavori un po' datati, in cui bisogna seguire le direttive degli sposi”. Eh già, il fatto è che a seguire troppo le direttive degli sposi viene un po' meno il lavoro dell'autore e quindi i video di Dante, per quanto ben fatti e degni di entrare in finale, sono stati sotto questo aspetto un po' penalizzati... ma sappiamo che i prossimi saranno migliori! DOMENICO GIORGIO, QUESTO È QUANTO New entry anche per Domenico Giorgio di Chiavari (GE), che ci ha inviato il suo wedding video di “Antonello e Gisella“, sposi a Campobasso, che è il luogo di origine del nostro regista. © G. Antuono-A. Grande© Giovann i M. Mondelli © G. Antuono & A. Grande 038_044wedding:026/028 10/11/11 11:11 Pagina 42
50 evidenti ragioni ergonomiche e strutturali. Le piccole fotocamere senza specchio, infatti, mal si sposano con i teleobiettivi con lunghezza focale oltre i 200mm e luminosità pari a f/2,8. Il peso e l'ingombro di questi ultimi rischierebbe di danneggiare seriamente il corpo macchina di qualsiasi mirrorless. Anche gli zoom più spinti, pur in catalogo di molte case costruttrici, si presentano sovradimensionati e di difficile gestione sul campo. Basta vedere, ad esempio il 18-200mm di Sony, o il 50-200mm di Samsung, o, infine del 100-300mm di Panasonic per rendersi conto del problema. Senza contare che, con uno di questi obiettivi montati, la tascabilità del sistema svanisce come un sogno. Una delle critiche maggiori mosse alle mirrorless, infatti, è proprio la solo apparente compattezza rispetto alle reflex. Se è vero che il corpo macchina è ben più sottile e leggero, non si può dire lo stesso una volta che s'innesta lo zoom in kit. A questo ha cercato di rispondere per prima Panasonic presentando all'IFA di Berlino di quest'anno lo zoom Lumix G X Vario PZ 14-42mm f/3,5-5,6 ASPH Power O.I.S. dalla costruzione completamente retrattile (simile a quella adottata nelle compatte), che ha una lunghezza di 26.8 mm, Non è una mirrorless. Non è una EVIL. È semplicemente una compatta che però, a differenza di tutte le altre, offre la possibilità di cambiare gli obiettivi. Si chiama Pentax Q ed è stata sviluppata intorno ad un sensore retroilluminato da 1/2,3" con risoluzione pari a 12.4 MP, dotato di stabilizzatore d'immagine SR (Shake Reduction). La macchina punta tutto sull'estrema compattezza e leggerezza, condite con una dote di prim'ordine come la possibilità di scattare in RAW (a 12 bit): un Q, COMPATTA O MIRRORLESS? connubio che dovrebbere convincere gli amanti della qualità d'immagine a lasciare a casa la loro amata reflex. Il corpo macchina ha uno châssis in lega di magnesio ed esibisce una linea rétro con finiture molto curate che faranno la felicità dei puristi. Ma la tecnologia digitale aiuta non poco la piccolina ad essere competitiva: all'interno del menu si trovano infatti funzioni come il controllo della sfocatura (Bokeh), l'elaborazione HDR e una nutrita serie di filtri digitali creativi. Dal punto di vista operativo si segnala l'autofocus con sistema di rilevamento del contrasto su 25 punti, lo scatto continuo da 5 fps, la possibilità di scegliere il rapporto d'aspetto degli scatti e, infine, l'intervallometro che consente di effettuare il time lapse. Naturalmente è possibile girare video in Full HD 1080p a 30 fps con compressione .H264, anche in modalità Smart Effect per risultati tutti da provare. La Pentax Q fa parte di un 'sistema' che comprende diversi obiettivi intercambiabili (Q-mount) caratterizzati dalle dimensioni e dal peso ridotti, la cui equivalenza nel formato 35 mm va calcolata moltiplicando la focale per 5,5 volte circa. Per ora sono disponibili 5 obiettivi (4 a focale fissa e uno zoom), adatti alle varie esigenze di ripresa. Si parte dal normale, un 8,5mm f/1,9 dal peso di soli 37g, e si finisce con il teleobiettivo Toy 18mm f/8, quest'ultimo appositamente progettato per ottenere fotografie simili a quelle di una Holga o di una Lomo a pellicola, con vignettatura e aberrazioni cromatiche accentuate. Il piatto forte è lo zoom 515mm f/2,8-4,5 che concentra in meno di 5cm di lunghezza e 96g di peso tutta la comodità di un'ottica a focale variabile. A sinistra e sotto, due nuove mirrorless di Samsung e Nikon, in cui si può notare l'assenza dello specchio. Smontato l'obiettivo, si è al cospetto del sensore, più esposto di quello delle reflex agli attacchi della polvere. Con il sistema Nikon 1, la casa giallonera ha fatto il suo ingresso nel segmento Mirrorless. Il sensore CMOS adottato è il più piccolo della categoria, così come il corpo macchina e gli obiettivi. Per ricavare la focale equivalente nel formato Full Frame è necessario calcolare un fattore di moltiplicazione di 2,7x. 048_055:026/028 10/11/11 11:18 Pagina 50
CAMPAGNA ABBONAMENTI 2011/2012 * At ten zio ne : g li a rg om en ti po sso no ca mb iar e p er es ige nz e r ed az ion ali ABBONAMENTO CARTACEO Per ogni anno 7 numeri di Tutto Digitale e 2 numeri di Alta Definizione spediti a casa propria e un libro tecnico omaggio* (edito da motoperpetuopress o altre aziende editoriali) - NOVITÀ! Spedizione delle copie di Tutto Digitale con servizio rapido Posta Press Per ogni anno 7 numeri di Tutto Digitale e 2 numeri di Alta Definizione in versione elettronica, con pagine sfogliabili, su computer, iPad, iPhone e un libro tecnico omaggio* (edito da motoperpetuopress o altre aziende editoriali) - Contenuti multimediali esclusivi ABBONAMENTO CARTACEO + ABBONAMENTO ELETTRONICO ABBONAMENTO ELETTRONICO per informazioni www.tuttodigitale.itAL A Oltre ai 7 + 2 (o 14 + 4) numeri cartacei ed altrettanti numeri elettronici per anno (sempre disponibili sul proprio computer, iPad, iPhone), e alla possibilità accedere a contenuti multimediali esclusivi, si riceveranno un libro tecnico* (per ogni anno), e una chiave USB. * consultare elenco su www.tuttodigitale.it/abbonamenti.ph p 079:026/028 10/11/11 14:31 Pagina 66
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D 102 il macro, i fish-eye e quelle a decentramento...) per dare ai filmmaker ampia scelta. La macchina può montare le lenti in catalogo (anche le EF-S, ma queste ultime possono dare qualche problema di vignettatura...) con il compromesso di un crop factor di circa 1.5x. L'azienda introdurrà una serie di ottiche per cinema con innesto EF: due zoom (uno wide e l'altro tele, disponibili anche con innesto PL) e tre prime da 24, 50 e 85 mm, con diaframma a 11 lamelle e velocità di T1.3 e T1.5. Si tratta di ottiche compatibili con risoluzioni 4K, e pensate appositamente per il cinema digitale. Insomma, il modello con innesto EF è pensato per chi già possiede un parco obiettivi e per le produzioni che vogliano impiegare ottiche poco costose, per mille ragioni... Oltre alla versione con innesto EF, disponibile da gennaio, arriverà a fine marzo 2012 una seconda macchina con PL mount: il prezzo orientativo per l'Europa è ipotizzato al momento in cui scriviamo a 12.000 euro più IVA, ma l'ufficialità ancora non c'è. È tanto? È poco? A seguito dell'annuncio, il dibattito si è acceso in particolare su questo punto. Se si pensa al costo delle macchine da presa, la cifra non è proibitiva, ma chi si aspettava un costo paragonabile a quello delle reflex è rimasto certamente deluso. Per esprimere però un giudizio equilibrato, è necessario parlare delle altre caratteristiche della EOS C300: cominciamo dal sensore, che rappresenta una notevole novità. Il dispositivo è infatti un CMOS in formato Super 35mm, di risoluzione pari a 8.29 MP (ovvero 4K). Di solito i sensori offrono lo stesso numero di pixel dell'immagine finale: tramite un filtro Bayer (presente sulle macchine monochip), ogni pixel riceve una sola delle componenti colore RGB ed in seguito alla cattura, un calcolo del processore (algoritmo di debayerizzazione) restituisce per ogni pixel il valore complessivo. Nel caso del sensore della Canon, invece, la tecnica di lettura del gran numero di fotodiodi consente di far uscire dal CMOS quattro componenti colore a piena banda, due per il verde ed una ciascuna per il rosso e il blu, che l'elettronica di bordo poi combinerà in un‘unica immagine. Unita alla dimensioni dei recettori, questa nuova tecnica di lettura produce una sensibilità nativa dichiarata di 850 ISO se si usa il Canon Log, rapporto S/N di 54 dB, gamma dinamica di 12 stop e possibilità di alzare il guadagno elettronico senza eccedere in grana. A quanto abbiamo potuto osservare dai filmati proiettati durante la presentazione nel cinema ufficiale della Paramount, al massimo livello di sensibilità (20.000 ISO) il rumore è presente, ma ha un aspetto meno elettronico del previsto. Fino a 16.000 ISO, le immagini sono accettabili: questo si traduce nella possibilità - ad esempio - di girare in notturna senza illuminazione artificiale o con solo qualche rinforzo per i primi piani. L'architettura del sensore consente una lettura molto rapida a 120 Hz che permette di ridurre lo skew alla quasi totale assenza: nessuno dei quattro cortometraggi presentati ad Hollywood ne soffre, fatta eccezione per un leggero skew in una scena su un tram che corre veloce per la città. Questa sembra una novità molto interessante, insieme alla Con impugnatura laterale, maniglia superiore, ed unità display, la C300 ha una configurazione d'assalto, perfetta per la macchina a mano. Il peso complessivo è di 2.5 Kg (più l'ottica), un valore elevato per una videocamera, ma molto contenuto per una macchina da presa. Le dimensioni compatte e la presenza di una presa di sincronizzazione, aprono all'impiego del solo corpo (1.4 Kg) su mirror rig o crane, o qualsiasi altra situazione dove le dimensioni contino. Grazie all'innesto EF, la EOS C300 può montare le lenti fotografiche: questo vuol dire una scelta vastissima tra oltre 60 ottiche della casa (senza dimenticare gli obiettivi di costruttori terzi...), incluse quelle più creative, dal macro al fish-eye, passando per gli obiettivi a decentramento ottico. Le possibilità creative, dunque, si moltiplicano, ad un costo più basso di quanto accade per le ottiche da cinema. Inoltre, dopo tre anni di HDSLR, in Canon sono sicuri che molti videomaker abbiano già in casa più di qualche obiettivo della famiglia... 100_103:128/130 14/11/11 12:06 Pagina 102
Osservare, ascoltare, imparare: torna l'appuntamento con il Villaggio Tutto Digitale in una nuova, specialissima edizione, a Fotografica 2011, la settimana Canon della fotografia e del video! @ il Villaggio Tutto Digitale@Fotografica 2011 è a Milano (c/o Torneria, via Tortona 32) dal 30 novembre al 4 dicembre 024_027:003 10/11/11 17:10 Pagina 34
53 NIKON J1 Prezzo: 599 con ob. 10-30mm Sensore: Cmos CX (13,2x8,8mm) da 10.1 MP Innesto obiettivi: Nikon 1 Display: LCD 3", 460.000 pixel Mirino: no Autofocus: Hybrid AF (a contrasto e a fase) su 135 punti Sensibilità ISO: 100-3200 (6400 ISO estesa) Video: .MOV H.264, 1920x1080 60i/30fps, audio AAC Scheda di memoria: SD/SDHC/SDXC Connessioni: USB 2.0, HDMI Alimentazione: accumulatore Li-ion (EN-EL20) Dimensioni: 106x61x30mm Peso: 277g. (solo corpo) NIKON V1 Prezzo: 899 con ob. 10-30mm Pro: Design compatto e tascabile, qualità immagine Contro: Ergonomia, manca il mirino Uno dei bocconi più amari che i fotografi nati con la pellicola hanno dovuto ingoiare nel momento del passaggio al digitale è stato quello di doversi disfare dei loro amati obiettivi, diventati improvvisamente inutili perché incompatibili con i nuovi apparecchi. In molti si sono trovati a dismettere interi set, svendendoli sul mercato dell'usato, in cambio di un corpo macchina digitale con il suo zoom in kit. Chi si è sudato il corredo negli anni sa che cosa significa tutto ciò e spesso rinuncia al cambio preferendo tenere le ottiche a prendere polvere in un cassetto. Per fortuna esiste un rimedio, l'anello adattatore, un semplice dispositivo meccanico che consente di montare le vecchie ottiche sulle moderne fotocamere (con le dovute limitazioni). Nel caso delle mirrorless è possibile sperimentare gli accoppiamenti più impensabili con risultati tutti da provare e di UN ANELLO PER DOMARLI (QUASI) TUTTI sicuro interesse. Naturalmente la messa a fuoco automatica e gli automatismi di esposizione vanno a farsi friggere, ma i più esperti non possono che apprezzare. I fotografi più curiosi possono visitare il sito della Novoflex (www.novoflex.com), che propone il ventaglio più ampio sul mercato in termini di adattabilità e prezzi. Naturalmente ogni casa costruttrice ha in catalogo anelli per adattare gli obiettivi del proprio sistema reflex su quello mirrorless. E in alcuni casi è possibile mantenere la compatibilità di messa a fuoco (AF) e di esposizione in automatismo. QUALE MIRRORLESS? Il mercato delle Mirrorless è in fase di crescita. Benchè sia molto giovane, propone modelli arrivati alla terza generazione, con caratteristiche e offerta foto-video già mature. Orientarsi nella scelta non è così difficile come per le reflex o, peggio, le compatte, presenti in centinaia di modelli con decine di versioni specifiche a seconda della destinazione d'uso: dalle terrestri antiurto fono alle subacquee tuttofare. La partita si gioca tra poche case costruttrici, tutte giapponesi se si esclude la coreana Samsung, che propongono ognuna il proprio sistema fatto di obiettivi intercambiabili ed accessori, tra cui flash dedicati, borse per il trasporto, ed anelli adattatori per montare anche le ottiche delle reflex. In quest'ultimo caso c'è da dire che, a volte, il risultato lascia spazio a perplessità, soprattutto per quanto riguarda l'ergonomia del sistema fotocamera/obiettivo. Il corpo macchina sottile delle mirrorless è progettato per funzionare con ottiche molto leggere, ed alcuni obiettivi pensati per le reflex mal si adattano all'uso con le piccole senza specchio. In particolare, lo squilibrio dei pesi in gioco rischia di compromettere l'uso sul campo, per via della scarsa impugnabilità e maneggevolezza. Meglio quindi puntare sulle ottiche specifiche sviluppate ad hoc. Qui di seguito troverete una guida mercato che espone in vetrina tutti i modelli attualmente disponibili, corredati da caratteristiche tecniche e da un breve commento per trovare la bussola e non sbagliare. Buon acquisto! Enrico Fontolan Sensore: Cmos CX (13,2x8,8mm) da 10.1 MP Innesto obiettivi: Nikon 1 Display: LCD 3", 920.000 pixel Mirino: EVF a colori, 1.440K pixel, cop. 100% Autofocus: Hybrid AF (a contrasto e a fase) su 135 punti Sensibilità ISO: 100-3200 (6400 ISO estesa) Video: .MOV H.264, 1920x1080 60i/30fps, audio AAC Scheda di memoria: SD/SDHC/SDXC Connessioni: USB 2.0, HDMI Alimentazione: accumulatore Li-ion (EN-EL15) Dimensioni: 113x76x44mm Peso: 294g. (solo corpo) Pro: Compattezza, immagini dettagliate, mirino Contro: Design 'originale', video interlacciato 048_055:026/028 14/11/11 12:23 Pagina 53
installare il display in molte diverse posizioni, il che agevola il bilanciamento dell'apparecchio o il suo impiego sui diversi supporti di ripresa in uso nella produzione cinematografica. Infine, visto che il collegamento del display alla camera avviene tramite due cavi, si possono ipotizzare anche installazioni più ardite, con il monitor non direttamente attaccato alla macchina. Nonostante la compattezza, il corpo camera accoglie molti pulsanti e due ghiere cliccabili. Il selettore di accensione consente anche di inibire tutti i pulsanti, per evitare che pressioni accidentali possano variare inavvertitamente le impostazioni. La cura realizzativa si vede dai dettagli, e due in particolare ci hanno colpito: il primo è la base della macchina, leggermente allungata per meglio distribuire il peso dell'ottica sullo stativo. Il secondo è la vite di battuta del fuoco, che serve al focus puller per misurare l'esatta distanza del sensore dal soggetto: siccome non si può mai TEST: 101 TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D U na C su un quadrato rosso: se vioccupate di cinema o diproduzione audiovisiva di qualità, farete bene a familiarizzare con questo logo, perché alla fine - ultima in ordine di tempo, ma non certo per importanza - Canon ha fatto il suo ingresso nel mondo della settima arte, presentando ad Hollywood la nuova C300, la prima macchina da presa del sistema Cinema EOS. NOT THE FIRST, BUT THE BEST? Canon è un'azienda che non cede al fascino della primizia a tutti i costi, e come filosofia cerca di lanciare i prodotti solo quando è in grado di realizzarli al meglio delle possibilità offerte dalla tecnologia del momento. In campo professionale ciò si è già verificato con il DV, con l'HDV, con i sensori CMOS e con la registrazione su schede, per non parlare poi della registrazione video con le reflex, la cui primogenitura appartiene all'eterna rivale Nikon. Arrivare secondi, però, spesso consente di consegnare al mercato un prodotto vincente, come testimonia il monopolio pressoché totale delle HDSLR Canon tra i videomaker. Forte del successo delle videoreflex, e carica delle molte osservazioni e critiche ricevute dai professionisti della ripresa, al termine di quasi tre anni di sviluppo, ecco finalmente la EOS C300. Si tratta di un apparecchio molto compatto, le cui dimensioni sono diverse da quelle di una reflex e molto più contenute di altre macchine per il cinema. Il peso di 2.5 KG (ottica esclusa) permette di operare a mano e su cavalletto, oltreché su steadycam o su dolly, crane, mirror rig per il 3D e bracci remotati. Il design è molto curato e poco spigoloso: la macchina è bella, il che non è propriamente una regola nel settore professionale. Il concetto alla base dell'apparecchio è la modularità: l'impugnatura ricorda quella delle reflex e può essere installata o rimossa dall'utente, che può anche orientarla nella posizione desiderata a passi di 15°. Per svolgere questa operazione non è disponibile un tasto (come quello sulla Sony PMW-EX1, tanto per intenderci...) ma bisogna svitare completamente la corona filettata che serra l'impugnatura al corpo. Da un lato, ciò complica un po' la vita, ma dall'altro impedisce cambi accidentali e tutto sommato visto il tipo di uso previsto per l'apparecchio - non rappresenta un grosso problema. Sull'impugnatura sono presenti anche un tasto start/stop, una ghiera ed un pulsante magnify per l'assistenza alla messa a fuoco. Se si opera su cavalletto o rig, l'impugnatura non è necessaria e può essere rimossa; la corona filettata va coperta con l'apposito tappo in dotazione. Anche la maniglia superiore - in dotazione - è di tipo rimovibile. Il corpo camera è dotato di mirino EVF da 0.52” e 1.55 MP, che offre una risposta molto positiva in dettaglio e comfort operativo. Sul retro, la C300 ospita anche un display a cristalli liquidi dove sono visualizzati i parametri di ripresa. Si tratta di una soluzione già vista su altre macchine da presa digitali, e che ricorda intensamente il secondo display delle reflex. L'unità monitor vera e propria è di tipo rimovibile e comprende il display LCD da 4" e 1.23 MP completamente orientabile, i due ingressi audio XLR, i potenziometri per il controllo dell'audio, tasti di navigazione nel menu ed altri pulsanti dal waveform monitor ad un ulteriore start/stop. L'unità display si installa direttamente sulla slitta accessori oppure su una delle due slitte presenti sulla maniglia superiore: nei fatti, è possibile La EOS C300 in coppia con il poderoso zoom CN-E 30-300 mm T2.95-3.7: il nuovo obiettivo è disponibile anche con innesto PL . Il collare rosso è un semplice tocco di design davvero ben riuscito A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D Il sensore della EOS C300 è un CMOS Super 35mm: leggermente più grande dell'APS-C, il formato è equivalente alle dimensioni del fotogramma della pellicola cinematografica. sapere in che modo verrà installata la macchina, e quale dei due lati sarà accessibile (tra cavi, registratori, monior aggiuntivi, follow focus, batterie e tutto il resto...), la C300 è dotata di due alloggiamenti per la vite, uno a destra e l'altro a sinistra. Sarà un dettaglio, certo, ma dimostra l'attenzione del costruttore alle mille variabili che sono il solo standard di tutti i set. CINEMA E NON SOLO... La EOS C300 che abbiamo potuto vedere presso gli studios Paramount - location dell'evento di lancio - aveva l'innesto per lenti EF: in questo modo Canon fa forza sul suo vasto parco obiettivi (attualmente a listino ce ne sono più di 60, ed includono ottiche creative come 100_103:128/130 14/11/11 12:07 Pagina 101
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D VII 91 caso i proiettori D-Cinema potranno limitarsi ad un doppio lampeggiamento per portare la frequenza da 48 a 96 fps per canale, pari ad 192 fps stereoscopici: un valore già sufficientemente alto per eliminare i rischi di flickering ma non così diverso dall'attuale. I programmi ripresi in 60fps, verranno proiettati con una frequenza complessiva pari addirittura a 240 fps in stereoscopia. A questi frame rate, il flickering è inesistente, mentre la qualità di riproduzione dei movimenti risulterà superiore grazie alla maggiore risoluzione temporale del materiale di partenza, che sarà così privo della scattosità tipica dei film attuali. La componente di videoprocessamento, però, dovrà necessariamente essere aggiornata per la compatibilità con questi formati che, assieme alla aumentata qualità e fluidità dei movimenti, di contro necessiteranno di una mole di dati più che doppia. Per i suoi proiettori D-Cinema della serie Solaria, Christie ha in serbo interessanti novità in chiave 3D Gli attuali proiettori D-Cinema usano la tecnica del triplo lampeggiamento per mostrare i contenuti originariamente 24fps ad una frequenza di 72fps. Nel caso del 3D questo corrisponde ad un frame rate complessivo di 144fps: un valore sufficiente per eliminare lo sfarfallio. La scattosità intrinseca del materiale di partenza 24fps, invece, non viene eliminata. Utilizzando un frame rate di partenza di 48 fps per canale ed applicando la tecnica del doppio lampeggiamento, è possibile ottenere al cinema una velocità di scansione di 192 fps eliminando completamente lo sfarfallio e rendendo la riproduzione dei movimenti fluida. Tutto questo dovrebbe rendere la qualità del 3D meno affaticante e più efficace. HFR. Innanzitutto con un upgrade firmware dell'apparecchio, possibile caricando semplicemente il nuovo software (Solaria 2.2) attraverso una chiavetta USB, è possibile rendere i proiettori Solaria compatibili con i formati HFR, questo a dimostrazione di quanto gli attuali proiettori DCI siano già inerentemente compatibili con questo tipo di formati 3D. Per quanto riguarda l'elaborazione video, invece, Christie ha sviluppato un modulo aggiuntivo, da installare in uno degli slot liberi dei proiettori Solaria. Il modulo si chiama Integrated Media Block e offre una nuova concezione per l'elaborazione video del Digital Cinema. Anziché essere esterno e richiedere una connettività HD-SDI verso il proiettore, l'IMB si integra direttamente con l'apparecchio, eliminando ogni necessità di interfacce di trasferimento dei dati decriptati e decompressi. Si tratta di un passaggio obbligato legato alle limitazioni dell'interfaccia HDSDI inadatta a trasportare i formati 3D HFR ad alta risoluzione. Il modulo sarà disponibile all'inizio del 2012 per avviare l'upgrade delle sale D-Cinema prima della disponibilità dei primi programmi in questo formato. All'IBC 2011 Christie ha effettuato delle dimostrazioni del sistema 3D HFR utilizzando un proiettore Solaria CP2230 aggiornato con il nuovo firmware e l'IMB. FRIEND OR FOE? I detrattori dei formati ad alta velocità di scansione, criticano l'effetto “Soap opera” che si viene a generare con questi programmi ad alto frame rate in cui l'assenza completa di scattosità può essere interpretata dall'occhio, abituato invece alla scattosità dei film, come un elemento negativo, che evoca reminiscenze delle produzioni video destinate alla TV. Del resto noi siamo spesso i primi a criticare questo tipo di effetto facilmente ottenibile con un moderno televisore dotato di funzioni di motion interpolation che, guarda caso, proprio si occupano di elevare il frame rate del materiale riprodotto a valori ben superiori ai 100 fps. In questo caso, però, i fotogrammi aggiunti sono il frutto di interpolazioni matematiche, e non rappresentano una accurata riproduzione della realtà. Le riprese native in 48 fps o più offriranno in modo naturale una migliore qualità dei movimenti, ma va da sé che l'effetto “fluido” non potrà non essere notato da chi è abituato alla scattosità dei film al cinema. I fautori dell'HFR, invece, giudicano questo un passo avanti importante soprattutto per il 3D e i film ad alta spettacolarità. Non a caso James Cameron ha annunciato di aver optato per il formato 3D HFR per la produzione dei due sequel del suo più recente successo, vale a dire Avatar 2 e 3. Ma un altro film attualmente in produzione e che vedrà la luce in 3D HFR sarà anche The Hobbit. Ad oggi non è stato ancora definito uno standard comune ed ufficiale per il 3D High Frame Rate ed è possibile che film diversi, prodotti da diversi registi, finiranno per essere realizzati con frame rate differenti. Presto, quindi, sarà necessario che vengano estesi gli standard del digital cinema per evitare una proliferazione di formati. Massimo Basile 090_091:ART EUROPEI 10/11/11 15:04 Pagina 91
Un reportage lungo (45 minuti) e descrittivo, sicuramente professionale, ma che nulla aggiunge e nulla toglie: semplicemente racconta e lo fa con autorevolezza e competenza - tanto da aver superato la prima selezione - ma non ha quelle doti di “originalità e personalità” di cui si parlava, come criteri fondamentali e distintivi, a inizio dossier. D'altronde Domenico è pur sempre alla prima partecipazione e già ha centrato un risultato importante: nulla vieta di riprovarci il prossimo anno e chissà che... VALERIO LORENZET, PASSIONE VIDEO Un altro absolute beginner, questa volta proveniente da Conegliano (TV), Valerio Lorenzet che si definisce un videoamatore: riprendere è il suo hobby, oltre al jogging. Ha lavorato, con l'aiuto di due amici, con Sony FX 1E. Edius 5, Movie Factory 7, realizzando il BD di “Il nostro sì”, e conclude la sua presentazione cpm un modesto “spero di non sfigurare!”. Sfigurare certo no, perché il nostro amico è riuscito a entrare nel lotto dei finalisti, però qualche appunto c'è. Il filmato di Valerio è troppo descrittivo e troppo lungo nella narrazione (eppure l'avevi detto tu: “mi piace correre!”); ci sono – è vero - alcune inquadrature belle e originali, pregevoli nella composizione dell'immagine, ma rischiano di perdersi nel mare magno dell'opera nella sua interezza. A Valerio – al quale comunque vanno i nostri complimenti - consigliamo dunque di riprovare per trovare il giusto ritmo, tenuto conto di quanto lui stesso ha ammesso: “in un filmato di matrimonio, dopo 10 minuti si perde già d'interesse”… 43 © Em anuele Bellan © Giovanni M. Mondelli © Emanuele Bellan 038_044wedding:026/028 10/11/11 12:15 Pagina 43
18 M E D I A P A R T N E R Archiviata con successo anche questa XI edizione dal 29 settembre al 2 ottobre 2011, alla nuova Fiera di Roma, di ROMICS, il grande festival internazionale sul fumetto, l'animazione e i games, organizzato dalla Fiera di Roma e da I Castelli Animati – Festival Internazionale del Cinema di Animazione. Come sempre, questa manifestazione .una vera e propria kermesse del fumetto e dell'animazione di respiro internazionale - è stata ricca, ricchissima, non solo dal punto di vista merceologico, ma anche di presentazioni, eventi, premiazioni e così via. PREMIO I CASTELLI ANIMATI/ TUTTO DIGITALE Fra i tanti eventi, non possiamo dimenticare un'iniziativa che fin dall'inizio ci vede a fianco di Romics/Castelli Animati, ovvero il Premio/Castelli Animati/Tutto Digitale, per la migliore produzione di animazione su DVD/BD. La Giuria di quest'anno, come sempre, ha visto in giuria anche due lettori di Tutto Digitale, scelti in base alle richieste pervenute al ‘call for entries' pubblicato su www.facebook.com/ tuttodigitale. NOVITÀ E CONFERME Alla selezione finale hanno partecipato i filmati - divisi nelle varie categorie - pubblicati nell'elenco a destra. La scelta dei vinciotri ha coinvolto tutti i giurati che sono giunti alla determinazione dei prescelti all'unanimità: l'elenco è nello spazio apposito in basso nella pagina. Da segnalare che Rango si è di fatto aggiudicato i premi più importanti, ovvero il Gran Premio Romics e quello di Tutto Digitale per la migliore realizzazione tecnica. Ma questa, per i nostri lettori, non è una sorpresa, visto gli altissimi voti tecnici ed artistici che Rango aveva ottenuto nella recensione su un passato numero di Tutto Digitale. Premiati a Romics 2011 i vincitori della XI edizione del l'Oscar dell'animazione home video su DVD/BD Premio ‘I Castelli Animati/Tutto Digitale' Nel corso della XI edizione di Romics, dal 29 settembre al 2 ottobre 2011 alla Nuova Fiera di Roma, fra i tanti eventi e incontri una parte importante è stata la premiazione dei DVD e BD selezionati per il Premio Castelli Animati/Tutto Digitale, destinato a premiare i migliori prodotti di animazione su supporto home video. L'unico premio riconoscimento che premia l'animazione in home video, in qualche modo l'Oscar del settore, che quest'anno ha visto trionfare.... PREMIO CASTELLI ANIMATI/ TUTTO DIGITALE FINALISTI EDIZIONE 2011 - A Christmas Carol, Walt Disney Home Entertainment - Adele e l' enigma del faraone, Medusa Film - Akira, Dynit - Animals United, Mondo Home Entertainment - Cani e gatti e la vendetta di Kitty, Warner Home Video - Coraline 3D, Universal Pictures - Disney Junior festeggia con noi, Walt Disney Home Entertainment - Evangelion 2.22, Dynit - Hop, Universal Pictures - I Griffin: Star Wars trilogy, 20th Century Fox - I Griffin presentano: it's a trap, 20 th Century Fox - Il Flauto Magico, Carlo Gallucci Editore - La bella e la bestia, Walt Disney Home Entertainment - Lanterne verde – i cavalieri di smeraldo, Warner Home Video - Le cronache di Narnia – il viaggio del vento, 20 th Century Fox - L'Orso Yoghi 3D, Warner Home Video - Omaggio a Rossini, Carlo Gallucci Editore - Professor Balthazar, DVD Lab - Pom Poko, Lucky Red - Porco Rosso, Lucky Red - Rango, Universal Pictures - Scott Pilgrim vs the world, Universal Pictures - Toy story 3, Walt Disney Home Entertainment - Trilli e il grande salvataggio, Walt Disney Home Entertainment - Winx Club 2 - magica avventura, Medusa Film Gran Premio Romics: Rango Miglior DVD: Porco Rosso Miglior OAV: Evangelion 2:22 - you can (not) advance Miglior BluRay 3D: A Christmas Carol Miglior Serie TV: Professor Balthazar Miglior Raccolta di cortometraggi: Omaggio a Rossini Premio Tutto Digitale per la miglior realizzazione tecnica: Rango Migliori Extra: Toy Story 3 (DVD) Menzione Speciale: Scott Pilgrim "Per aver accorciato la distanza tra la pagina disegnata e il grande schermo" PREMIO CASTELLI ANIMATI/ TUTTO DIGITALE VINCITORI EDIZIONE 2011 018:026/028 10/11/11 10:35 Pagina 18
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D Nei giorni scorsi è uscita invideoteca la prima stagionedella serie I soliti idioti, seguita a breve scadenza dal lancio del film nella sale cinematografiche. Due prodotti uguali ma diversi, con gli stessi protagonisti e lo stesso cast tecnico. Due facce dello stesso mondo, che hanno imposto precise scelte tecniche ed artistiche. Ne parliamo con un osservatore privilegiato, o meglio un artefice assoluto, il nostro lettore Massimo Schiavon, direttore della fotografia in entrambi i progetti. I Soliti Idioti è una serie televisiva di MTV - irriverente e politically uncorrect - arrivata alla terza stagione - che ha avuto un inatteso successo soprattutto grazie al web. Un progetto che ha avuto ampio consenso di pubblico (e per la verità ben minore entusiasmo dalla critica). In questa sede, in ogni caso, non entriamo nei meriti artistici della serie e/o del film, limitandoci all'aspetto tecnico di un progetto italiano comunque importante. Come si è arrivati al film? Quest'anno il produttore Pietro Valsecchi di Tao 2, dopo il successo con Checco Zalone, ha notato il talento dei protagonisti Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli e ha deciso di portare I Soliti Idioti al cinema. Fabrizio e Francesco hanno proposto al produttore di mantenere la squadra con la quale hanno lavorato da tre anni sulla serie, a partire dal regista Enrico Lando, ai truccatori Paola Breda e Roberto Mastroni, al coautore Martino Ferro, al Direttore della fotografia Massimo Schiavon. E proprio a quest'ultimo, professionista dell'immagine con una lunga esperienza di televisione e cinema, fra corti e lungometraggi - e nostro lettore - abbiamo chiesto di raccontarci le scelte tecniche ed artistiche del nuovo progetto, uguale e diverso dal precedente. Prima di entrare nei dettagli tecnici, ci puoi dire qualcosa dell'idea di base del progetto, del punto di partenza e di quello di arrivo? Lavoro con Enrico (Lando) e con Francesco e Fabrizio da 3 anni con un ottimo rapporto, e quindi insieme abbiamo sempre deciso che look dare alle diverse scene tenendo conto delle esigenze autoriali e registiche. La cura per il trucco, la luce, i movimenti di macchina, in generale l'aspetto visivo hanno caratterizzato il programma, ma per il film volevamo qualche cosa in più. LaXII 96 I soliti idioti In questa pagina Francesco Mandelli, quasi irriconoscibile per il trucco, mentre regge il ciak; a sinistra, una simpatica immagine del regista Enrico Lando (in primo piano, con la maglia verde) con il DOP Massimo Schiavon (con cappellino e maglia bianca). Dietro le quinte de I soliti idioti, film appena approdato al cinema, derivato da un serie televisiva di culto per i giovani. Ne parliamo con il direttore della fotografia di entrambi i progetti, Massimo Schiavon, nostro affezionato lettore digitale Il cinema visto dall'in terno 096_099:108 113 10/11/11 15:13 Pagina 96
Opera prima di Pippo Mezzapesa, tratto dal romanzo di Mario Desiati, Il paese delle spose infelici è un film impegnativo, presentato in concorso al Festival del film di Roma 2011 e uscito nelle sale l'11 novembre scorso. Michele D'Attanasio - AIC ha firmato la fotografia e ci racconta le scelte effettuate per rendere l'atmosfera desiderata L 'idea fotografica del film, prodotto da Fandango e giratointeramente a Massafra (TA) tra marzo e maggio del 2011, eradi restituire una Puglia che non fosse né con i toni edulcorati da cartolina del sud, né dai toni troppo forti tipici delle ambientazioni degradate. Volevamo però realizzare delle immagini non anonime, cercando di creare una nuova estetica che mescolasse i due elementi citati prima per formarne uno nuovo. Dopo un primo viaggio in Puglia a novembre del 2010 abbiamo trovato nel paese di Massafra un contenitore dove i due elementi di cui sopra convivono in modo spontaneo e con un elegante iper realismo. Abbiamo fissato alcune atmosfere che potevano rappresentare il nostro film e nel frattempo abbiamo post prodotto alcuni scatti realizzati durante i sopralluoghi, cercando di imprimere in quei frame un primo approccio al look del film. Ci hanno affascinato gli esterni e i cieli di Fish Tank (2009, regia di Andrea Arnold, fotografia Robbie Ryan), oltre al realismo estetizzante della provincia americana fotografata da Stephen Shore e dai primi scatti di Gregory Crewdson. Abbiamo cercato di creare dei paesaggi con il cielo non esattamente blu, ma levandogli sia un po' di blu che del rosso, oltre a tenere un tono desaturato ma con degli incarnati vivi. A dicembre del 2010 ho quindi testato tre supporti (1 negativo, 2 digitali) per scegliere quello che poteva rappresentare meglio la Dietro le quinte di un film Il paese delle spose infelici nostra idea estetica. Nello specifico ho provato una Fuji Vivid250D (appena uscita in Italia), un Arri Alexa girando su schede SxS in LogC e registrando in Apple Pro Res 4444 e una Red con il nuovo sensore Mysterium X girando a 4K. Essendo il film ambientato quasi tutto in esterni giorno ho realizzato un provino comparativo girando due inquadrature in esterni (con un 25mm e un 50mm) su un soggetto con un taglio di luce solare a sinistra fotogramma. Per ogni inquadratura ho realizzato tre take esponendo una volta per le alte luci, una per le ombre e una facendo una media. Ho poi visto il materiale a 2K su Lustre con il colorist Christian Gazzi nei laboratori romani della De Luxe. La prima constatazione abbastanza evidente era la grande capacità di lettura nei sottotoni delle due camere digitali, cosa di cui avevo già parlato con Dante Spinotti (AIC, ASC) durante l'intervista per Le Cronache di Narnia “…il digitale legge meglio le ombre perché non avendo una curva nelle ombre in basso…” (vedi Tutto Digitale n.66). La pellicola tende a soffrire un po' proprio per il velo che si alza nelle sottoesposizioni estreme, anche se è risultata quella con la latitudine di posa più estesa. Nelle alte luci l'Alexa è un gradino sotto il negativo (all'incirca un diaframma) mentre la Red soffre parecchio (circa tre diaframmi). A livello colorimetrico la pellicola è quella che ha ancora più sfumature, quella meno satura è l'Alexa, mentre la Red si pone tra le 110 In apertura, un paio di immagini scattate a novembre del 2010, con l'applicazione di un ipotetico look del film. 110_113:026/028 10/11/11 15:43 Pagina 110
77 Les Yeux de sa mère Ex giornalista di cinema, il regista Thierry Klifa ritrova ancora una volta Catherine Deneuve per Les Yeux de sa mère. E ancora una volta con lui gli attori riescono a dare il meglio in questo dramma familiare stravolto da un giornalista investigativo che non rivela la sua identità. Notevole e commovente. DVD – 2.35 Widescreen – 16/9 – VF in 5.1 e stereo – Sottotitoli in francese per non udenti – Nota tecnica : 3/5. Disponibile anche in Bluray. La Règle du jeu Questo grande classico firmato Jean Renoir si concede un vero e proprio ringiovanimento in questa edizione Blu-ray che, oltre ad un eccellente restauro, offre una interattività eccezionale con numerosi extra inediti come il documentario ricco di interviste recenti e documenti di backstage. Imperdibile. Blu-ray – 1.33 – VF in mono 2.0 e 5.1 DTS HD MA – Sottotitoli in francese – Nota tecnica : 8/10. Le Gamin au vélo Il Grand Prix della Giuria dell'ultimo Festival di Cannes, attribuito ai fratelli Dardenne, esce in DVD. Tra gli extra di questo dramma una lezione di ripresa cinematografica dei due fratelli a mo' di making-of sui generis DVD – 1.85 – 16/9 – VF in 5.1 e stereo – Traccia audiovisva francese in stereo - Sottotitoli in francese per non udenti – Note tecnica : 5/5. Avant l'aube Una suspense degna di un giallo accompagnata da una dimensione umana. Un film straziante eppure passato inosservato. DVD – 2.35 Widescreen – 16/9 – versione francese in 5.1 e stereo Dolby surround – Sottotitoli in francese per non udenti – Nota tecnica : 4/5. Disponibile anche in Bluray. La Conquête Una rievocazione dell'ascesa al potere del Presidente Nicolas Sarkozy che potrà interessare coloro che non hanno seguito giorno per giorno questa ricerca di potere. Da notare la sorprendente interpretazione di Denis Podalydès. DVD - 2.35 Widescreen – 16/9 – versione francese in 5.1 e stereo – Traccia audiovisva francese in mono 2.0 – Sottotitoli in francese e inglese per non udenti – Nota tecnica : 4/5. Ugualmente disponibile in Blu-ray. ICI PARIS Les Années Laser N°180 – Novembre 2011 Un numero per scoprire tutto quello che la stagione autunno/inverno riserva in DVD e Blu-ray! Mirrorless e 3D... La prima novità si chiama Lumix DMC GX1, nuova mirrorless del sistema MicroQuattroterzi che sfrutta il collaudato sensore LiveMos formato 4/3 (17,3x13mm) con 16MP coadiuvato dal processore d'immagine Venus Engine FHD adottato sulla G3. La novità principale risiede nel modulo AF su 23 aree, che dispone della modalità AF-F (AF Flexible). Basta premere il pulsante di scatto a metà corsa per agganciare il soggetto che sarà seguito nel suo movimento all'interno dell'inquadratura. Panasonic dichiara una velocità di messa a fuoco di appena 0,009 secondi. Il sistema funziona anche via LCD posteriore grazie all'interfaccia Touch, che permette di scegliere l'area di messa a fuoco con le dita. Completano la dotazione il flash incorporato a scomparsa e la funzionalità video Full HD (con compressione AVCHD), che dispone del pulsante dedicato sulla calotta. Il tutto in un corpo macchina dalle dimensioni molto ridotte (l'ingombro è simile a quello della Lumix LX5, la compatta top level di casa), e davvero tascabili in accoppiata allo zoom retrattile Lumix G X Vario PZ 14-42mm. La Lumix DMC-GX1 è disponibile al prezzo di 899 euro in kit con l'obiettivo Lumix G X Vario PZ 14-42mm f/3,5-5,6 ASPH Power OIS. La seconda novità è la DMC3D1, la prima compatta di casa Panasonic a disporre di un doppio obiettivo zoom con escursione 4x e focale grandangolare equivalente a 25mm, capace di scattare foto e riprendere video sia in 2D che in 3D simultaneamente sfruttando il doppio sensore d'immagine High Sensitivity MOS da 12MP. Il tutto viene eseguito alla massima risoluzione in modalità 2D, mentre si scende a 8MP quando si decide per la ripresa in 3D. In quest'ultima modalità, il processore d'immagine Venus Engine esegue il side by side direttamente in macchina. Lo schermo LCD da 3,5" è del tipo Touch. La DMC-3D1 sarà disponibile a 499 euro. www.panasonic.it Panasonic lancia due fotocamere destinate ad utenti molto diversi, ma accomunati dalla dotazione foto e video al top, anche in 3D 076_078:026/028 10/11/11 15:41 Pagina 77
GIOVANNI MONDELLI, TESTA ED ANIMA Giovanni Marco Mondelli dello studio fotografico Fine Art di Santa Maria di Castellabate, in provincia di Salerno, ci scrive: “eccoci qua, in piena stagione degli amori a raccontare attraverso le immagini del Wedding Contest le emozioni che provano i nostri sposi e a cercare di farle rivivere nell'animo dello spettatore”. In queste brevi e semplici parole Giovanni ha già colto il succo del mestiere di video matrimonialista, che – se vogliamo – deve essere qualcosa a metà tra uno psicologo, un cronista e un poeta: deve saper cogliere al volo le sensazioni, tradurle per immagini e, attraverso il montaggio, far sì che possano arrivare a tutti nella loro pienezza e interezza. Tecnica ci vuole dunque, ma anche tanta testa e tanta anima. Ed è un problema di alchimie, quindi quasi impenetrabile nelle sue logiche e difficile da definire: a volte scattano, a volte no… Ma sentiamo ancora GMM: “sono stato finalista dell'edizione 2010, che tanto ci ha dato in termini di confronto e di crescita professionale. Appassionati cronici come e più di un anno fa, ci tuffiamo in questa nuova edizione per condividere insieme a voi il nostro più grande amore”. E chissà se nel frattempo Giovanni – che come al solito ha lavorato insieme alla moglie Vincenza - è riuscito realizzare il suo sogno (nulla ci scrive al riguardo in questa nuova lettera), cioè quello di poter lavorare con la Canon XF305 conosciuta sulle pagine di Tutto Digitale e Alta Definizione… Veniamo allora al video di Rossella (sposa dagli occhi magnetici: complimenti!) e Mimmo, che è ben fatto, con un montaggio rapido e bilanciato, con giochi di colori, una sezione blob fuori onda e altri contenuti extra (meno significativi questi ultimi, per la verità). Che dire? Giovanni e Vincenza l'anno scorso sono stati finalisti sia nella sezione foto che in quella video e quest'anno ripetono l'exploit in entrambe le sezioni: qualcosa vorrà dire, no? E se poi scatta l'alchimia di cui parlavamo sopra e il video racconta, diverte, commuove anche degli estranei come noi… Vero, forse manca quel “quid”, quel qualcosa di indefinibile che segna il confine tra l'ottimo e il molto buono, o fra il molto buono e l'ecellente, ma la Fine Art ancora una volta – si conferma fedele al suo nome… MICHELE MUNAFÒ, AMICI MIEI SUL GARDA Avevamo lasciato il bresciano Michele Munafò (che si autodefinisce "un veterano del Wedding Contest") e la sua Emmedi Studio con l'augurio “ti aspettiamo in finale anche la prossima edizione” e così è stato. Due i video: il primo vede protagonisti “Imma e Luca”, due sposi molto carini e disponibili, sullo sfondo di Salò e del lago di Garda; il secondo “Nicola e Gretel”, un'atmosfera magica con la neve di Natale, sposi disponibili ma limitati dal freddo”. Veniamo alla disamina tecnica e artistica, che non può prescindere dal carattere del tutto particolare del primo reportage: un'atmosfera a dir poco scanzonata, con scherzi goliardici a profusione © Emanuele Bellan © Emanuele Bellan © Emanuele Bellan 038_044wedding:026/028 10/11/11 11:12 Pagina 44
52 Come accade ormai su tutte le fotocamere, dalla compatta di primo prezzo alla reflex professionale, anche con le mirrorless ad ottiche intercambiabili si possono registrare filmati. Ecco una descrizione dei più interessanti dal punto di vista delle funzioni video. Partiamo da casa Samsung, con la nuova NX200. La macchina registra in Full HD con compressione h.264 e file .MP4, con possibilità di scegliere tra due livelli di compressione; lavora a 30p e se impostata sul 720 riesce a registrare anche 60 frame al secondo (il che è positivo per avere in post produzione dei ralenti fluidi). Il controllo dell'esposizione in video prevede le quattro modalità programma, shutter, aperture e manual: un classico della fotografia, che però in ripresa video non va mai dato per scontato, specialmente con le fotocamere di questa categoria. L'apparecchio precedente della stessa gamma, la NX100, aveva solo il program e la priorità d'apertura, oltre a registrare solo in 720p. Per accontentare gli utenti più creativi - specialmente in ambito consumer - la macchina offre alcuni filtri applicabili ai video, possibilità di ralenti 0.5x a 720p e 0.25x in VGA e tre modalità di assistenza per la messa a fuoco. Altra macchina interessante (ora disponibile a prezzi street molto interessanti) è la Sony NEX-5, che offre esposizione manuale e registrazione in 1080 50p a 28 Mbit/s e formato di file a scelta tra AVCHD ed .MP4 (risoluzione1440x1080, 12 Mbit), per editing e condivisione più facili. Le immagini offrono un buon dettaglio, con moiré sulle trame più fini ed una colorimetria nel complesso fredda. Si tratta di una delle macchine più compatte e sottili della categoria, ma la scelta delle ottiche è limitata dall'innesto E-mount. Certo, con un adattatore è possibile installare anche gli obiettivi progettati per le reflex Alpha, ma l'ingombro, il peso e la praticità di utilizzo non rendono questa operazione desiderabile. Inoltre, un obiettivo comodo da usare è importante se si vuole girare video con la macchina: viceversa si rischia l'incompatibilità con la piastra del cavalletto, oppure di sforzare oltremodo l'innesto. La NEX-5 offre il controllo dell'esposizione in modalità auto (con transizioni dolci in caso di cambi di luminosità) o a priorità di apertura. La resa del microfono integrato è deludente in termini assoluti, per quanto non sia la peggiore della categoria, mentre il monitor orientabile consente di aggiustare la visione nelle inquadrature dal basso. Recentemente, l'azienda ha introdotto una evoluzione della macchina, siglata NEX-5N che offre esposizione manuale e registrazione in 1080 50p a 28 Mbit/s, oltre alla conferma del pulsante dedicato all'avvio della registrazione. In casa Olympus, la PEN E-PM registra in Full HD AVCHD e 720p in Motion JPEG, con controllo dell'esposizione PASM e sei filtri artistici applicabili al video. Durante la registrazione, però, non sarà possibile modificare i valori dell'esposizione impostati, per cui è necessario decidere tutti i valori prima di iniziare la ripresa. La macchina offre uno stabilizzatore elettronico, con un leggero zoom sull'immagine. Di recente introduzione, la Nikon V1 produce - al pari delle reflex della casa - file video .MOV, con video compresso sempre in h.264, ed offre uno degli autofocus più efficaci della categoria. Tra le macchine citate in queste righe è quella con il sensore più piccolo e pertanto il controllo della profondità di campo non arriva al livello della concorrenza. A dispetto di quanto si possa credere di primo acchito, le dimensioni più contenute della superficie sensibile aiutano non poco la gestione corretta del fuoco durante la ripresa video. La V1 lavora in 1080 60i o 30p, 720 60p, può riprendere anche a velocità elevata (fino ai 1200 fps con risoluzione 320x120) ed offre tra le connessioni un ingresso mini jack per il microfono esterno. La protagonista in video tra le macchine senza specchio ad ottiche intercambiabili è però senza dubbio la Panasonic Lumix GH2, da un lato per l'insieme delle caratteristiche che andremo ad elencare, e dall'altro per la presenza in rete di firmware non ufficiali che estendono le capacità delle macchina ben oltre quanto progettato (e garantito per un corretto funzionamento) dalla casa madre. Basata sul sistema Micro QuattroTerzi, la macchina è una delle scelte più accreditate dai videomaker nel caso si debba disporre di un sistema più compatto rispetto a reflex e obiettivi. La GH2 registra in 1920x1080 24p con codifica AVCHD fino ai 24 Mbit/s, oppure in 50i con 17 Mbit/s: segnaliamo che, a differenza delle altre EVIL della casa, il sensore della GH2 lavora a 50/60p. A disposizione dell'utente anche la codifica in Motion JPEG, ma solo fino al 720p. La GH2 ha un monitor orientabile ed offre un pulsante dedicato per il video, che attiva la registrazione a prescindere dalla posizione della ghiera delle modalità. Se si vuole però controllare al massimo la registrazione, è opportuno ruotare la ghiera delle modalità fino ad attivare quella dedicata ai filmati: una volta fatto questo, attraverso i menu è possibile gestire un'ampia lista di impostazioni, partendo dalla modalità di esposizione, passando per l'autofocus - tra i migliori della categoria, forse l'unico davvero utilizzabile - e per ben 13 scene (incluse due personalizzabili ed una dedicata al cinema) fino al wind cut e al livello dell'audio... Inoltre la macchina permette di visualizzare l'istogramma a schermo e di attivare un sistema di evidenziazione delle aree sovraesposte, il che aiuta non poco nelle operazioni di ripresa. Infine, la GH2 offre un microfono stereo integrato ed un ingresso minijack per unità esterna, un plus indispensabile per una mirrorless che abbia ambizioni più spinte della semplice registrazione video occasionale. Se dunque tutte le mirrorless sono oggi capaci di registrare i video anche in Full HD, è chiaro che non tutte lo fanno nello stesso modo: a nostro avviso nella maggior parte dei casi, la registrazione di filmati è un accessorio in più offerto al consumatore, che potrà contare comunque su una resa di buon livello in video come in foto. Se guardiamo alle mirrorless con l'occhio del videomaker, ecco che la scelta si riduce a due/tre modelli, la cui resa qualitativa andremo ad approfondire in un prossimo articolo. S. Blasi VIDEO MIRRORLESS: OLTRE LA FOTO C'È DI PIÙ! Tra le attuali mirrorless, la Panasonic Lumix GH2 è quella che meglio risponde alla vocazione per il video. 048_055:026/028 10/11/11 11:19 Pagina 52
Il PC all-in-one secondo Asus si chiama ET2410: una soluzione completa caratterizzata da un LCD LED da 23.6" - multitouch fino a 10 punti contemporaneamente - con risoluzione Full HD, compatta e dal design moderno. Fra le caratteristiche tecniche, da segnalare il processore Intel G620 a 2.6 Ghz, con GPU Nvidia GT 540M da 1 GB e memoria RAM fino a 8 GB. L'hard disk può arrivare fino a 2 TB e il drive ottico permette anche la masterizzazione di Blu-ray Disc. Interessante il reparto connessioni: oltre al wi-fi integrato, troviamo lettore di schede, ingresso ed uscita HDMI, cinque connettori USB 3.0 (due laterali ed uno posteriore) ed opzione 'TV tuner'. La sezione audio non è da meno, con la possibilità di affiancare all'ET2410 un sub compatto 'da scrivania', per sfruttare al massimo la tecnologia di trattamento dei segnali SonicMaster studiata da Asus per incrementare la fedeltà del suono; a questa si aggiunge la certificazione DTS Surround Sensation Ultra PC. Il sistema operativo è ovviamente Windows 7, in versione Home Premium o Professional; in dotazione tastiera e mouse. Asus ET2410 è disponibile a partire da 839 euro IVA inclusa. www.asus.it Atteso ed annunciato da almeno tre anni, finalmente RED ha ufficialmente presentato il suo terzo sistema di ripresa, chiamato ScarletX, che promette qualità senza compromessi sia nella ripresa video che nello scatto fotografico. Abbandonate le idee iniziali di un sistema a piccolo sensore destinato al video, RED ha dato vita a qualcosa di completamente diverso... in pratica ad una EPIC a prezzo più contenuto! Scarlet, come la chiameremo per brevità, si sviluppa infatti attorno a molte delle tecnologie della EPIC, il modello top di gamma RED. Si tratta di una ibrida (foto-videocamera) ad obiettivi intercambiabili basata su un sensore Super-35 5120x2700 siglato Mysterium-X, in grado di riprendere filmati con risoluzione 4K e catturare immagini fisse in formato 5K REDCODE RAW con datarate massimo di 440 Mbps. Con una velocità di 12 fps in 5K full frame (still) e ben 30 fps in 4K QHD (Quad HD, video), i numeri della Scarlet la dicono lunga sulle potenzialità del prodotto, in grado di offrire una grandissima flessibilità per il motion capture, oltre che per la fotografia professionale. La gamma di possibilità è poi estesa ad ulteriori opzioni, come la registrazione in 3K a doppia velocità 48fps, 2K a 60fps ed anche in formato 1K a bassa risoluzione ma con velocità di ben 120fps. Sul lato ottico la Scarlet viene proposta con attacco PL o Canon EF, scambiabili, ma è compatibile anche con obiettivi Panavision, anamorfici e Nikon, mentre guardando all'elettronica la funzione HDRx permette di espandere la gamma dinamica dai 13.5 stop standard fino a ben 18 stop (dimezzando la velocità di cattura in fps), memorizzando così ogni dettaglio in luci ed ombre. La registrazione può avvenire su schede SSD oggi disponibili nei formati a 64, 128 e 256 GB, mentre le caratteristiche di connettività sono speculari a quelle della EPIC, con HDSDI, HDMI 1080p 4:2:2, 720p 4:2:2, SMPTE Timecode e Metadata Hanc oltre che audio 24 bit a 48 kHz. Scarlet-X viene venduta in versione solo corpo, con attacco Canon e alloggiamento SSD ad un prezzo di 9.750 USD. Per realizzare un prodotto completo e funzionante è necessario però aggiungere rig, maniglie ed obiettivi, il display LCD e le batterie, a scelta fra l'ampio parco di accessori del sistema RED, il che porterà il livello di spesa a superare i 13.000 USD, un livello comunque contenuto per le prestazioni che Scarlet-X promette. Maggiori dettagli ed approfondimenti su questa nuova creatura li potete trovare nel prossimo numero 72 di Tutto Digitale. www.red.com Sono diverse le promozioni di Samsung in questo periodo e spaziano, come del resto il catalogo dell'azienda, in diversi settori della tecnologia. Si parte con il Samsung Galaxy Next, smartphone con OS Android, che fino al 5 dicembre può essere ricevuto in abbinata con l'acquisto di una delle lavatrici WF1802XEC, WF1702WSV, WF0704W7V, WF1802WPC, WF0804Y8E e WF1124ZAC. Per chi si sente un po' regista, ecco la promozione sulle videocamere Full HD della serie HMX: S16, S15, M20, H204, H203, H200, T10, H303, H320, Q100 nella foto: fino al 31 dicembre, l'acquirente riceverà sei Blu-ray Disc (Wall Street, L'era glaciale, Australia, The day after tomorrow e Minority Report). Per finire, ecco la ‘doppia promo' sugli Smart TV LED: acquistando uno dei modelli delle serie D7000 e D8000 (fino al 31/12/2011), sarà possibile ricevere 6 mesi di Parla & Naviga Fastweb in regalo (per usufruire dei quali è necessario sottoscrivere un contratto di 12 mesi). Infine, è valida fino al 30 novembre l'offerta per ottenere, con l'acquisto di uno Smart TV D7000 o D8000, un TV da 19 o 22 pollici in abbinata. www.samsung.it 87 Questa volta è vero... arriva RED Scarlet! A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D III Samsung in offerta speciale Asus ET2410 all in one tuttofare 086_087:008_010 10/11/11 12:07 Pagina 87
BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI 105 BLUES BROTHERS IL MITO CONTINUA UNIVERSAL - COMMEDIA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Ci vuole un bel coraggio per fare un sequel, a distanza di quasi venti anni, di un film leggendario o quasi, ed a questo si aggiunge la scomparsa di John Belushi sostituito da un comunque bravo John Goodman. Nonostante le premesse, il film scorre in maniera piacevole, pur senza sfiorare neanche lontanamente le vette raggiunte con il primo capitolo. Il disco appare meno curato rispetto a quello del predecessore: mancano infatti extra e ‘copia digitale'. La pellicola è abbastanza recente, e la trasposizione non presenta difetti, con video fedele all'originale e audio che, nonostante il DTS ‘lossy', permette di apprezzare al meglio la colonna sonora. (A.B.) Regia: John Landis; Interpreti: John Goodman. Dan Aykroyd; Produzione: 1998; Durata: 123 minuti; Formato audio: DTS 5.1 (ita, fra, ted), DTS 2.0 (spa, jap e altri), DTS-HD MA 5.1 (ing), DTS mono 2.0 (rus); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 14.99 euro X-MEN L'INIZIO 20th CENTURY FOX - FANTASY FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Nuova direzione per la celebre saga di supereroi, che reinventa, in un prequel, l'inizio del conflitto fra i personaggi del Dr. Xavier e di Magneto. Nonostante la storia sia differente da quanto letto nei fumetti, il film è stato apprezzato anche dai fan più integralisti. La resa del BD non lascia spazio a critiche: il video è a tratti ‘soft' e quasi sempre ricoperto da una sottile grana, per precise scelte di fotografia; ‘esplosiva' la traccia audio in DTS, anche se, vista la recente produzione, sarebbe stata auspicabile l'adozione della compressione lossless. Buoni anche gli extra, che includono funzioni ‘cerebro' interattive per le schede dei personaggi. Copia digitale e DVD allegate.(A.B.) Regia: Matthew Vaughn; Interpreti: James McAvoy, Michael Fassbender; Produzione: 2011; Durata: 131 minuti; Formato audio: DTS HD MA 5.1 (ing), DTS 5.1 (ita, spa e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 19.99 euro RIO 3D 20th CENTURY FOX - ANIMAZIONE FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Lungometraggio di animazione in CG dai creatori di L'era Glaciale, nato per i bambini ma godibile anche per i genitori. Un film divertente e piacevole, ma che sa un po' di già visto. Poco male, perché, come accade spesso con i film in CG, la pulizia delle immagini e lo spettacolo visivo sono a livelli di assoluta eccellenza, complici anche i colorati protagonisti e gli scenari esotici. Lo spettacolo raddoppia in 3D, e far togliere gli occhialini ai più piccoli sarà un'impresa. A un reparto visivo al top, si aggiunge un audio a ritmo di samba ottimo in italiano (fra i doppiatori Fabio De Luigi e Victoria Cabello) ed ancora migliore in originale. Niente extra, ma inclusi DVD e Digital Copy. (A.B.) Un film di culto per gli appassionati della commedia demenziale, con un grande cast in cui brilla come protagonista il compianto John Belushi. Peccato per l'edizione Blu-ray Disc: innanzitutto, va segnalato l'utilizzo di filtri per l'edge enhancement e la riduzione del rumore, che tendono ad appiattire il quadro e snaturare la fotografia originale, già di per sé non ‘patinata'. Sul versante audio, il papocchio è causato da un problema di diritti su alcuni brani della colonna sonora, che costrinse la produzione a ridoppiare le scene incriminate in un secondo tempo, con risultati che vi lasciamo immaginare. Discreti gli extra.(A.B.) Regia: Carlos Saldanha; Produzione: 2011; Durata: 95 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), DTS 5.1 (ita), Dolby Digital 5.1 (ing, sve e altri) ; Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 19.99 euro ANIMAL HOUSE UNIVERSAL - COMMEDIA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Regia: John Landis; Interpreti: John Belushi, Donald Sutherland; Produzione: 1978; Durata: 108 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), DTS Mono 2.0 (ita, ing, fra e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 16.99 euro ESSERE JOHN MALKOVICH UNIVERSAL - FANTASTICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Catalogare questo surreale esperimento di Spike Jonze è difficile: in parte commedia, fantastico ma anche drammatico, Essere John Malkovic è senza dubbio un film da vedere se si cerca qualcosa di diverso. La resa del Blu-ray Disc è buona ma non eccellente, complice la fotografia spesso volutamente cupa e ricca di grana. In qualche caso, i più attenti possono notare l'utilizzo di filtri digitali, comunque non particolarmente invasivi. Poco da segnalare per quanto riguarda l'audio, che non mostra i muscoli visto anche il genere di film. Buoni gli extra, con documentari e intervista al regista. (A.B.) Regia: Spike Jonze; Interpreti: John Cusack, John Malkovich; Produzione: 1999; Durata: 113 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), DTS 5.1 (ita, fra e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 14.99 euro A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XVII 104_108:AD REC BD 14/11/11 12:29 Pagina 105
IL DILEMMA UNIVERSAL - COMMEDIA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Una commedia ‘sentimentale ma non troppo' abbastanza scontata nonostante la firma di Ron Howard (A Beautiful Mind, American Graffiti), comunque valida per passare un paio di ore spensierate. Se il film non è un granché, ci si può consolare con l'ottima resa, specialmente per quello che riguarda il video, tagliente e dalla grande pulizia anche nelle scene più scure. Buono anche l'audio, complice anche una bella colonna sonora blues e qualche inatteso exploit del canale LFE, ancora migliore nella versione lossless in lingua originale. Povero il comparto extra; solo qualche scena tagliata. (A.B.) Regia: Ron Howard; Interpreti: Vince Vaughn, Kevin James; Produzione: 2011; Durata: 111 minuti; Formato audio: DTS 5.1 (ita, fra e altri), DTS HD Master Audio 5.1 (ing); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 19.99 euro DRIVE ANGRY WARNER - AZIONE FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Non-morti in cerca di vendetta, auto e belle ragazze: questo è Drive Angry, film talmente sopra le righe da risultare addirittura riuscito. Insomma, basta aggiungere i pop-corn, alzare il volume dell'impianto Home Theater e spegnere il cervello ed ecco la ricetta per una serata perfetta. Dal punto di vista tecnico, questo è un Blu-ray demo o quasi: la resa video è fra le migliori in circolazione, con colori riprodotti fedelmente che non risultano mai ‘sparati' o innaturali, e per la pulizia e il dettaglio fine eccellenti. Allo spettacolo si aggiunge la buona traccia audio ‘caciarona' - solo un gradino inferiore rispetto alla versione inglese DTS HD. Fra gli extra documentari e scene inedite. (A.B.) Regia: Patrick Lussier; Interpreti: Nicholas Cage, Amber Heard; Produzione: 2011; Durata: 104 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital 5.1 (ita, ted e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 22.99 euro IL NOME DELLA ROSA WARNER - THRILLER FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: La versione cinematografica del romanzo fiume di Umberto Eco è da sempre meta ambita per gli appassionati di home-video. Fino ad ora, infatti, le numerose edizioni disponibili nel mondo, peccavano tutte per una resa video non sempre all'altezza delle aspettative. A colmare il vuoto ci pensa Warner con questa pregevole edizione BD che pur non esente da (piccoli) difetti rappresenta un deciso e notevole salto in avanti sul piano della resa visiva. Immagine porosa, molto cinematografica con fine grana da pellicola e buon dettaglio generale. Buoni gli extra ma come spesso accade (purtroppo) con Warner mancano i sottotitoli italiani al commento audio. (L.D.A.) Regia: Jean-Jacques Annaud; Interpreti: Sean Connery, F. Murray Abraham; Produzione: 1986; Durata: 131 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital 2.0 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 19.00 euro LIBERA USCITA WARNER - COMMEDIA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Non crediate di trovarvi di fronte alla solita commedia, magari un po' scollacciata, creata a tavolino per riempire i cinema d'estate. Basterebbe la micidiale sequenza della vasca idromassaggio (con dettagliati primi piani “comici” di micro e macro peni in bella mostra), per realizzare che siamo di fronte ad un film dei “famigerati” fratelli Farrelly (Tutti pazzi per Mary). Qui non tutto funziona, si passa dall'eccessivo e imprevedibile allo scontato, ma alla fine ci si diverte. Ottima resa video, priva di sbavature. La versione integrale aggiunge poco o nulla. Divertente negli extra la scena inedita (che avrebbero benissimo potuto lasciare nel final cut). (L.D.A.) Regia: Bobby & Peter Farrelly; Interpreti: Owen Wilson, Jason Sudeikis; Durata: 105 minuti; Produzione: 2011; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 19.00 euro HALLOWEEN THE BEGINNING KEYFILMS - HORROR FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Sfortunato reboot del cult movie di John Carpenter ad opera di Rob Zombie. Gli attori ci sono (imperdibile Malcom McDowell nel ruolo del Dr. Loomis), le idee non mancano ma lo stile del regista non si presta ad un'operazione del genere e il risultato è una sorta di maionese impazzita, con tanta carne al fuoco ma alla fine poco in tavola. Girato con fotografia volutamente cupa e sporca, il film in BD restituisce un'immagine fedele alle intenzioni fotografiche originali mancando un po' di appeal per gli amanti del dettaglio razor e della fotografia lucida e pulita. Buono l'audio ma talvolta piatto nel mix originale. Ottimi gli extra. (D.C.) Regia: Rob Zombie; Interpreti: Malcom McDowell, Brad Dourif; Produzione: 2007; Durata: 110 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 7.1 (ita), Dolby Digital 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.78:1; Prezzo: 19.99 euro BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XVIII 106 104_108:AD REC BD 10/11/11 15:37 Pagina 106
Si chiama BCS-HF818 ed è un nuovo sistema home-theater-in-abox di Pioneer. Stiamo parlando di un sistema 'chiavi in mano' composto dall'unità lettore Bluray Disc/ricevitore con decoder, due speaker compatti ed il subwoofer. Il lettore Blu-ray Disc include il supporto per la riproduzione dei dischi 3D, funzioni di upscaling a 1080p per il materiale a definizione standard, riproduzione ‘HD Digital Film Direct 24p' e decodifica dei formati audio lossless Dolby True HD e DTS HD MA Essential. Nella dotazione non mancano poi il sintonizzatore FM e la compatibilità con diversi file multimediali, compresi DivX (anche in alta definizione), WMV ed MKV, che possono essere riprodotti tramite chiavette o hard disk collegati alla porta USB integrata. La porta USB può anche essere usata per ‘rippare' file MP3 su una memoria esterna direttamente dai CD musicali. A queste funzioni si affiancano inoltre diverse opzioni ‘smart', da sfruttare anche grazie al ricevitore wi-fi integrato: sono lo streaming su rete locale con il protocollo DLNA ed il collegamento ad Internet per la visione di video da YouTube, foto da Picasa o previsioni del tempo da AccuWeather. Da segnalare anche la connessione per iPod ed la doppia connessione HDMI. Infine il design particolare delle casse, che Pioneer chiama 'Sound Wing', promette, a detta dell'azienda, una riproduzione in grado di simulare l'effetto surround a 360° a prescindere dal posizionamento delle stesse nell'ambiente. Il Pioneer BCS-HF818 è disponibile a un prezzo al pubblico di 799 euro. www.pioneer.it 86 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D II news Con la HD HERO2 GoPro raddoppia rispetto alla versione precedente. Non è un gioco di parole ma una realtà. Il sensore infatti sfodera una risoluzione di 11MP (la prima versione si fermava a 5MP) e il processore d'immagine dimezza i tempi di elaborazione. La camera, che ha spopolato tra i videomaker amanti delle riprese in soggettiva di eventi sportivi e di azione, mantiene la sua costruzione compatta e leggera, ma molto resistente, tale da essere montata su un casco o, addirittura sulla fusoliera di un aereoplano. La HD HERO2 dispone di un'ottica fissa fish-eye con copertura pari a 170°, che trasmette la sensazione di essere dentro la scena, comunicando una scarica di adrenalina ad ogni sequenza. Inoltre, la macchina conserva la compatibilità con gli accessori per il fissaggio del modello precedente. Oltre ad offrire il video in Full HD 1080p, la GoPro 2 dispone di una modalità Time Lapse, che consente di scattare foto ad 11 MP ogni 1/2 secondo, di un ingresso minijack da 3,5mm per un microfono stereo esterno e, soprattutto, degli accessori WiFi BacPac e WiFi Remote che permettono di azionare più videocamere a distanza, nonché di inviare senza fili foto e video sul proprio Smartphone o Tablet e in streaming sul web. Tra le altre migliorie segnaliamo un display di più facile lettura e la presenza di ben 4 LED di funzionamento sui diversi lati dell'apparecchio, oltre alla presenza di una presa mini HDMI. Le altre risoluzioni di lavoro prevedono il 60 fps 720p, 48 fps 960p, 30 fps 1080p. A differenza del primo modello, la macchina offre campo visivo di 170° anche in 1080p. Peccato solamente che in Italia questo gioiellino costi quasi il doppio rispetto agli USA (349 euro il prezzo ufficiale, contro i 299 dollari, che al cambio attuale fanno poco più di 215 euro, tasse escluse). Sul prossimo numero di Tutto Digitale il test della macchina. www.evocamera.it Grande successo per l'openhouse organizzato da Panatronics in collaborazione con Sony Professional Solutions che si è svolto nei giorni del 20 e 21 ottobre a Milano. L'evento ha dato ai molti visitatori l'opportunità di toccare con mano le nuove proposte e le tecnologie più interessanti nel settore del video, con un particolare occhio di riguardo a due ‘prime' per i videomaker ‘low budget': si tratta delle due macchine Super35mm per il cinema digitale di casa Sony, la CineAlta PMW-F3 (test sullo scorso numero di Tutto Digitale) e la NEX-FS100. Accanto ai camcorder non potevano mancare le ottiche, con le nuove serie di Zeiss ed Angenieux, e tutti gli accessori indispensabili abbracciati dal catalogo di distribuzione Panatronics: mixer, regie mobili, hard disk recorder, spallacci e tanti altri ancora. www.panatronics.com La videocamera per riprese spericolate (S)35mm per Panatronics Le ultime notizie dal mondo dell'alta definizione Pioneer BCS-HF818 Suono a 360° con il 2.1 GoPro HD HERO2 086_087:008_010 10/11/11 12:06 Pagina 86
81 Benvenuti nel regno del burlesque, insolito e sensuale, pazzo e scandaloso, e molto trendy per di più. Sulla scorta di un rampante fenomeno di costume, ecco un musical che vi catturerà con le sue magie e le sue atmosfere, in una valida edizione, ricca per di più di extra di gran pregio. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Burlesque Musical - di Steven Antin; con Cher, Christina Aguilera; 2010; 114 minuti; Sony PHE; Dolby Digital 5.1 (ita, ing, fra, spa); 16:9/ Letterbox 2.40:1 16,99 Anche qui un inedito da Sony PHE, questa volta sul versante anime: la storia del giovane Jun e del suo viaggio nel tempo, tra mostri, draghi e poteri occulti. Diretto da un regista esperto come Kawasaki, già animatore per Akira, Metropolis e Naruto, un titolo che non deluderà gli appassionati. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall The Legend of the Millennium... Anime - di Hirotsugu Kawasaki; 2011; 94 minuti; Sony PHE; Dolby Digital 5.1 (ita, giap, ing, fra, spa, ted); 16:9/ Letterbox 2.35:1 14,99 Azione, intrigo e mistero nella Shanghai degli anni '30, per un noir che viene dalla Cina ed è prodotto niente di meno che da John Woo... Per non parlare delle influenze dei western di Sergio Leone e Sam Peckinpah, cui il regista Alexi Tan (qui al suo debutto) apertamente si rifà. Extra discreti. Da vedere. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Blood Brothers Azione - di Alexi Tan; con Daniel Wu, Ye Liu, Qi Shu; 2007; 95 minuti; Medusa; Dolby Digital 5.1 (ita, cin); 16:9 Letterbox 2.35:1 14,99 Dal romanzo di Brancati, uno spaccato di una Sicilia pigra e ossessionata dal sesso, vista attraverso le pene d'amore di un moderno dongiovanni. Incredibile a dirsi, il film nel 1967 venne vietato ai minori di 18 anni! Edizione nella collana “I classici del cinema italiano”, solo il trailer come extra. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Don Giovanni in Sicilia Commedia - di Alberto Lattuada; con Lando Buzzanca, Stefania Careddu; 1967; 96 minuti; Medusa; Dolby Digital 5.1 e mono 2.0 (ita); 16:9/ Letterbox 2.35:1 14,99 Horror inedito, di derivazione televisiva, che rivisita un classico del genere catastrofico: un virus letale che trasforma gli umani in mostri assetati di sangue. ll bello è che qui tutto accade al chiuso di un aereo... Film claustrofobico che regala onesta tensione e altrettanto onesta qualità audiovideo. Nessun extra. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Quarantena 2 Virus ad alta... Horror - di John Pogue; con Josh Cooke, Mercedes Mason; 2011; 83 minuti; Sony PHE; Dolby Digital 5.1 (ita, ing, fra, spa, ted); 16:9/ Letterbox 1.78:1 16,99 Commedia assai dolce-amara, diretta e interpretata da Sordi nel 1982, al fianco di Monica Vitti. Il tema è inusuale e interessante, svolto in modo efficace, tanto da consigliare la visione di questo DVD. Il trailer e una featurette di presentazione come contenuti aggiuntivi. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Io so che tu sai che io so Commedia - di Alberto Sordi; con Alberto Sordi, Monica Vitti; 1982; 112 minuti; Medusa; Dolby Digital mono 2.0 (ita); 16:9/ Letterbox 1.85:1 14,99 Anche a distanza di anni questo scanzonato spy-movie con un cast decisamente stellare rimane piacevole. L'edizione DVD non brilla sotto il profilo tecnico ma si lascia guardare senza rilevare grosse pecche. Audio solo stereo in entrambe le lingue, nessun extra. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall I signori della truffa Thriller - di Phil Alden Robinson; con Robert Redford, Dan Aykroyd; 1992; 126 minuti; Dall'Angelo; Dolby Digital 2.0 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 2.35:1 10,00 Curioso film horror ad episodi, con un cast all black e diretto dalla regista Stacy Title, già vincitrice di un premio Oscar. Per cinefili alla ricerca del bizzarro. Qualità tecnica sufficiente, immagine con leggero rumore video. Solo un trailer come extra. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Snoop Dogg's Hood of Horror Horror - di Stacy Title; con Snoop Dog, Billy Dee Williams; 2006; 86 minuti; DNC; Dolby Digital 5.1 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 1.85:1 10,00 Film tratto dalla famosa serie tv nata nel 2007, nota in Italia anche come Sfondamento dei cieli. Pregevole, come al solito, l'edizione a due dischi, arricchita di extra ottimi e abbondanti, come la replica del Program Book (24 pagine) distribuito nei cinema giapponesi e molto altro ancora. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Gurren Lagann Childhood's End Anime - di Hiroyuki Imaishi; 2010; 112 minuti; Terminal Video/Dynit; Dolby Digital 5.1 (ita. giap); 16:9/ Letterbox 1.78:1 25,00 Nulla di particolarmente nuovo in questa commedia inedita nelle sale, ma una confezione gradevole per una serata spensierata. Come al solito, ottima la qualità del DVD edito da Sony Pictures, grazie anche ad un master immacolato. Discreti i contenuti extra. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Jumping the broom Commedia - di Salim Akil; con Angela Bassett, Paula Patton; 2011; 108 minuti; Sony Pictures HE; Dolby Digital 5.1 (ita, ing e altri); 16:9/ Letterbox 1.78:1 14,99 Amara commedia del Maestro Fellini sulla cultura del consumismo e delle TV private, raccontate in modo surreale attraverso la storia di due vecchie glorie del varietà. Buono cromaticamente il DVD, con qualche spuntinatura di troppo. Nessun extra. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Ginger e Fred Commedia - di Federico Fellini; con Marcello Mastroianni, Giulietta Masina; 1986; 122 minuti; Dall'Angelo; Dolby Digital Mono (ita); Tutto Schermo 4:3 13,00 È sempre un piacere vedere un nuovo film del “ragazzaccio” Adam Sandler, per di più qui accompagnato da Jennifer Aniston, anche se questa commedia è un po' scontata. Il DVD, d'altro canto, offre una impeccabile qualità visiva e tonnellate di extra. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Mia moglie per finta Commedia - di Dennis Dugan; Con: Adam Sandler, Jennifer Aniston; 2011; 112 minuti; Sony Pictures; Dolby Digital 5.1 (ita, ing e altri); 16:9/ Letterbox 1.85:1 16,99 080_081:Layout 1 10/11/11 12:02 Pagina 81
Annunciata da Sony Pictures l'uscita-boom di inizio 2012: il 4 gennaio sarà il gran giorno dei Puffi che - dopo il successo al botteghino saranno disponibili in triplice versione, DVD, Blu-ray Disc e Combo (Blu-ray 3D e DVD). Nell'attesa divertitevi con Bad Teacher, una cattiva maestra, irriverente commedia con Cameron Diaz in BD Special Edition e DVD, e il film di arti marziali Never Back Down 2, con i suoi spettacolari combattimenti (solo DVD). Natale in casa Disney vuol dire soprattutto Il re leone in 3D (titolo che si annuncia già come una sicura strenna), mentre 20th Century Fox, dopo la recente uscita di XMen:l'inizio, rilancia con i BD di Diario di una schiappa, Lego Star Wars: la minaccia di Padawan, la 14° stagione de I Simpson e i 13 episodi di Spartacus: sangue e sabbia. Universal Pictures risponde con il nuovo omaggio a Michael Jackson, il film Life of an Icon (BD/DVD) più altre novità (In viaggio con una rockstar, Beginners, Honey 2), diversi titoli di animazione e soprattutto grandi titoli di catalogo per la serie "New to Blu-ray", come Colazione da Tiffany, Cape Fear-Il promontorio della paura, Candyman, Videodrome e la la trilogia di Jurassic Park in Blu-ray. 01 Distribution lancia la collana Oui, je suis Alain Delon! in DVD, con sei noir inediti in home video dalla library Titanus, più London Boulevard ed Elephant White (BD/DVD), e i Blu-ray di 21 grammi, Mongol, I padroni della notte, Il concerto, Brokeback Mountain. Fandango ha in uscita il DVD del thriller The Housemaid, mentre Mondo Home Entertainment presenta a fine mese il DVD de Il Paradiso può attendere, cartone animato tratto da una storia scritta da 40 bambini di 9 anni e interpretato da voci note del mondo dello spettacolo, e a dicembre Box Office (DVD/BD e BD 3D), commedia scritta, diretta e interpretata da Ezio Greggio. Ancora in versione tridimensionale abbiamo SawCapitolo finale e Animals United, mentre completa l'offerta Mondo il documentario L'ultima cena di Leonardo da Vinci, in box a tre dischi con libro. L'home video punta sui cartoni animati in 3D per Natale e non solo: a gennaio avremo i Puffi, ma prima ancora arrivano Il re leone, le Lego Star Wars, i Simpson e molto altro ancora! Animazione on the rocks 76 Digital Market One For All, marchio specializzato nel settore dei telecomandi e degli accessori per TV, lancia una linea di prodotti dal nome che è tutto un programma: 'Semplice & Robusto' è infatti una nuova gamma di telecomandi economici pensati per gli ambienti casalinghi più ricchi di sollecitazioni (alzi la mano chi non ha mai fatto cadere il telecomando). Realizzati in plastica con inserti in gomma, i telecomandi hanno un design ergonomico e integrano funzioni di commutazione automatica dei codici per gli apparecchi dei produttori più comuni; inoltre, grazie alla funzione 'Copy', possono essere aggiornati con gli apparecchi futuri. I modelli della gamma sono due: Semplice & Robusto TV (URC 6410, prezzo 14.99 euro) e Semplice & Robusto 2-in-1, che include la doppia funzione per il controllo di TV e decoder (URC 6420, 19.99 euro, nella foto). I telecomandi sono alimentati da due batterie AAA (non incluse nella confezione) che garantiscono, a detta dell'azienda, oltre 12 mesi di autonomia. www.oneforall.com Telecomandi semplici e robusti, questo il credo della nuova gamma One For All, che lancia due proposte pensate per i più sbadati... One For All Star Wars 3D Bad TeacherIl Re Leone 3D 076_078:026/028 10/11/11 15:40 Pagina 76
questa lettera, abbiamo così risposto direttamente (che fa rima con eccezionalmente): Gentile Riccardo, capiamo il suo sfogo, e per tale motivo abbiamo interpellato i responsabili di FNAC per una risposta ufficiale. D'altro canto, è vero che quasi tutte le iniziative-concorso, se non tutte, sono generalmente interdette ai minorenni... Complimenti in ogni caso per la sua iniziativa pro-fotografia e pro-sana crescita... Se permette, vorremmo comunque pubblicare la sua lettera come esempio di uso creativo in ambito familiare dell'hi-tech. A tal proposito, se lo desidera, può inviarci immagini delle situazioni in cui la sua famiglia si ritrova a 'giocare' con la fotografia, che utilizzeremo a corredo del testo. Cordiali saluti' Dopo la nostra risposta, abbiamo ricevuto le (gioiose, vivaddio!) immagini dei giovani componenti della famiglia PAROLE IN LIBERTÀ Il bello (?!) di Internet è che tutti possono dire quello che vogliono, scrivere le cose più incredibili, forse anche compiere le azioni più efferate, nella certezza o quasi di restare impuniti e di vivere comunque il proprio momento di gloria (se così si può chiamare). A Tutto Digitale, ad esempio, riceviamo una quantità infinita di lettere diciamo così, creative cioè spam puro e semplice - e (guardandoci bene da cliccare su eventuali link, ovviamente) le archiviamo nella cartella ‘i nuovi mostri'... Eccone alcuni esempi, che certamente susciteranno le vostre risate! (i testi sono lasciati così come li abbiamo ricevuti; leggeteli attentamente!) CRONOMETRI SUPREMI 1 Fare una dichiarazione con i nostri cronometri supremi. Le spese ridotte, ma la gente da sempre piu rispetto alle persone con orologi della classe superiore sui loro polsi. Comperate il orologio d'eccellente-marchio al prezzo eccellente-basso. Cronometri di fama mondiale a prezzi molto bassa. CRONOMETRI SUPREMI 2 Migliori offerte per cronometri ‘made in Switzerland'. Questo settembre dieci replica degli orologi Svizzeri sono sulla svendita. Potete portare il vostro orologio del marchio perfino domani con la consegna notturna che noi spediamo. e pagano soltanto 100 dollari per un pezzo. Non lasciare il prezzo per cronografi di marca squattrinarvi. Comprare imitazioni perfetti online EL GORDO Siamo felici di informarla di questa liberazione dell'anno dell'EL GORDO il CONCORSO spagnolo PROGRAMMA DI LOTTERIA INTERNAZIONALE, tenuto sul AUGUST 20,2010. Dovuto alla miscela su di numeri e di nomi, i risultati erano dopo rilasciati sul diciannovesimo 20 OCT, 2010. Il indirizzo e-mail ? stato entrato come un numero alternativo ha attaccato per fare riferimento al Numero:PRCH10/65456009/ESP con, il numero di Lotto: ES/1983022/EU S ha disegnato i numeri fortunato 47-29-11-64-2-1, che ha vinto di conseguenza la lotteria nella categoria terza. Lei ? stato quindi approvato un pagamento di somma globale di ?815, 810.00(OTTOCENTO E QUINDICI MILA OTTOCENTO E DIECI EURO) in contanti. Questo ? da un premiototale in contanti di ?13.868.770,00 diviso fra il (diciassett vincitori internazionali nelle categorie di defferent). VOI STATE TRASFORMATE'? Ciao mi chiamo Rev Moorn. Io sono un creditore privato che dare in prestito agli individui privati e aziendali. Voi state trasformate dalle tante banche? Avete bisogno di finanziamenti per stabilire il vostro business? Avete bisogno di finanziamenti per l'espansione del business si? Oppure avete bisogno di un prestito personale? Nostre gamme di prestito da personale di prestito di affari. 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When Memory Matters ?? ?????????????????????? ??? ???????????????????????? ?? ??????????? ?????????? ????????????????????????????? ??????????????????????????????? ???????????????????????????? ?? ?????????????? ???????? ? ?? ?????????????????????????????????????? Professional Secure Digital SDXC 133X Progettata per i professionisti dell'immagine e della ripresa video SDHC Professional 133x ?????????????????????????????????????? ? ? ??? ????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????? ????????????? ??????? ?? ????????????????????????????????????? SDHC Premium ?? ???????????????????????????????? ??????? ??????????? ?? ???????? ? ? ???????????????????????????????? ?????????? ?? ???????????????????????????????????? SDHC Video Full-HD ??????????????????????????????????? ?????????????????????????????? ??????????????????????????????????? ?????????? ??????????????????????????????????????? Petrone impegnata nell'arte fotografica - che pubblichiamo in queste pagine insieme ad un paio di risultati (sono le immagini in bianco e nero). Non c'è molto da aggiungere, se non che quello degli amici napoletani è di certo un esempio da imitare, un modo intelligente per passare il tempo in famiglia e soprattutto per aiutare i figli a crescere. 008_009:026/028 10/11/11 10:29 Pagina 9
La Panasonic G3 circondata dai gioielli di famiglia, gli obiettivi serie G, che costituiscono il corredo di ottiche molto compatte e leggere. Tra le tante spiccano il Lumix G 3D 12,5mm f/12 e il DG Macro Elmarit 45mm f/2,8 Asph. mega OIS, sviluppato in collaborazione con Leica. ESTETICA Il design è sobrio ed elegante con i comandi a portata di mano e ben leggibili. COSTRUZIONE Il corpo macchina è in prevalenza in policarbonato e non è adatto al duro lavoro sul campo. La G3 si trova a suo agio a passeggio per la città o in vacanza. VERSATILITÀ La doppia anima da fotocamera e da videocamera mette in condizione l'apparecchio di soddisfare sia il fotografo esigente, che il videomaker all'inizio della carriera. PRESTAZIONI FOTO La qualità delle fotografie è elevata. Spiccano la resa dei dettagli e il contenimento del disturbo alle elevate sensibilità ISO. PRESTAZIONI VIDEO Le regolazioni possono essere gestite in manuale e il tasto dedicato alle riprese velocizza molto le operazioni. Nel complesso la qualità video è buona con qualche fenomeno di sharpening ed aliasing sui dettagli più fini. La compressione è eccessiva. RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO Il prezzo di acquisto mette la G3 in concorrenza con le reflex entry-level, ma vista la dotazione foto-video e la qualità dei risultati non ci si può lamentare. la disposizione generale dei comandi. Di primo acchito gli apparecchi sono indistinguibili, ma ad una più attenta analisi si notano alcune piccole-grandi differenze. La prima è di ordine ergonomico. La G3 perde la guancia anatomica surdimensionata che consentiva un'ottima impugnabilità alla G2 e cede alla compattezza con un timido accenno di rigonfiamento sotto il quale sono alloggiate la scheda SD e la batteria. Sul dorso si nota l'assenza della coppia di pulsanti per la previsualizzazione della profondità di campo e per il blocco simultaneo della memoria esposimetrica e dell'AF (ma è possibile configurare i tasti Fn1 e Fn2 in maniera separata). Il mirino non ha l'Eye-sensor che rileva l'occhio del fotografo e spegne il monitor LCD per risparmiare preziosa energia, ma se si perde da una parte si guadagna dall'altra. Infatti la G3 dispone del pulsante dedicato alla ripresa video, che fa bella mostra di sé a fianco di quello per la revisione degli scatti, a portata di pollice. Quest'ultimo comando la dice lunga sulla vera vocazione della G3 e delle fotocamere mirrorless in generale e sembra incarnare l'idea della convergenza digitale, secondo la quale un apparecchio concentra in sé funzionalità appannaggio di apparecchi diversi. E se convergenza deve essere che per lo meno sia comoda. In particolare, le fotocamere senza specchio portano a compimento la tendenza a girare video inaugurata dalle reflex, costrette ad aggirare l'ingombrante ostacolo per essere operative. Ed ecco un'altra risposta alla domanda iniziale, che può far pendere l'ago della bilancia verso le piccole mirrorless: sono più pratiche delle cugine per girare video. Peccato che la G3 non abbia la connessione per un microfono esterno come la top di gamma GH2. La cattura dell'audio è affidata ad un microfono stereo integrato sul tettuccio con funzione anti vento impostabile via menu. UN TOCCO DI CLASSE Da quando Apple ha lanciato l'iPhone il mondo degli smartphone non è stato più lo stesso. L'interfaccia tattile è diventata un must al quale nessuno è disposto a rinunciare. E tanto per rimanere in ambito di convergenza digitale, anche alcune fotocamere hanno sposato l'idea dei comandi touch; prima le compatte poi anche alcune fotocamere come la G3, che dispone di un display LCD da 3” sensibile al tocco, con il quale è possibile impostare praticamente tutte le funzioni. Il monitor, inoltre, è completamente orientabile ed aiuta ad effettuare l'inquadratura soprattutto quando si girano i video, ma anche quando si sperimentano inquadrature fotografiche insolite o in posizioni di ripresa difficili. I fotografi più esigenti apprezzeranno il mirino elettronico a colori che poco ha a che vedere con quelli delle passate generazioni, pieni di sfarfallii e lenti nell'adeguarsi alla luminosità della scena. LCD orientabile Prestazioni foto-video agli alti ISO Gamma dinamica un po' ristretta Manca ingresso per mic. esterno COSTRUTTORE: Panasonic Co. Giappone DISTRIBUTORE: Panasonic Italia S.p.A., Viale dell'Innovazione 3 20126 Milano, tel 026788523, www.panasonic.it Sensore: CMOS (LiveMOS) 4/3 (17,3x13mm) da 15,8MP Innesto obiettivo: Micro 4/3 Display: LCD 3” orientabile, 460.000 pixel, copertura 100%, angolo visione 170° Mirino: elettronico a colori con 1.440.000 pixel, copertura 100% , ingrandimento 1,4x Autofocus: TTL su 23 aree con Focus Tracking, Touch AF, Pin Point AF Otturatore: da 60 sec. a 1/4000 sec.+posa B. Sincroflash 1/160 sec. Esposimetro: TTL con cellula al silicio su 256 zone Modi di esposizione: multizona, media a prevalenza centrale, spot Sensibilità ISO: da 160 a 6400 ISO Bilanciamento del Bianco: Auto, Luce solare, Ombra, Nuvoloso, Tungsteno, Fluorescente, Flash, Custom. Correzione fine Raffica di scatto: fino a 4 fps Modi scatto: P,A,S,M, Intelligent Auto Dimensione max immagine: 4592x3448 pixel Filmati: AVCHD 1920x1080, 50i 30fps, 1280x720, 50p 30fps, Motion Jpeg 1280x720 30fps Audio PCM lineare. Supporto di memorizzazione: SDHC/SDXC Connessioni: USB 2.0, Uscita Video PAL/NTSC integrata, uscita mini HDMI Alimentazione: accumulatore ricaricabile al litio tipo LP-E8 Dimensioni: 115x84x47mm Peso: 336g (solo corpo escluse scheda SD e batteria) FOTOCAMERA MIRRORLESS PANASONIC LUMIX DMC G3 CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE LA PAGELLA CONTRO 65 PRO 064_067:090-091 10/11/11 11:46 Pagina 65
La preparazione del primo piano di Annalisa mentre si butta dal tetto della chiesa. 111 due, anche se risulta essere quella con una colorimetria meno bilanciata. Dopo questa prima visione abbiamo iniziato a lavorare analiticamente sui fotogrammi di ogni singolo supporto. Cercando di ricreare il look delle foto di riferimento sono riuscito a focalizzare meglio alcuni aspetti tecnici. Ad esempio il contrappasso dell'estrema latitudine di posa dell'Alexa è un'immagine che non raccoglie tutte le sfumature delle altre due. Sui cieli non si riuscivano a fare delle chiavi così precise come sugli altri due supporti; inoltre la macchina è risultata essere quella con meno carattere. La scelta definitiva del supporto è stata quando ho rivisto i provini comparativi su positivo 35mm anamorfizzato. I forti contrasti della Red, la pulizia nei sottotoni e la possibilità di far uscire fuori i cieli l'hanno fatta vincere rispetto agli altri due supporti. Addirittura il negativo scansionato e riportato su positivo mi dava quasi un effetto vintage da S16mm, paragonato alle immagini ottenute con la Red. Chiaramente la mia scelta era rischiosa perché se non fossi riuscito a impressionare bene i cieli e in generale le alte luci avrei avuto delle immagini irrecuperabili con il bianco sparato tipico delle camere digitali. In parole povere o riuscivo a catturare tutto oppure niente, senza vie di mezzo. Dopo la scelta del supporto a febbraio del 2011 ho fatto dei test per la scelta delle ottiche. Mi servivano lenti che riuscissero a tenere i contrasti al meglio, soprattutto per il range minimo che mi dava la Red. Ho quindi provato le ottiche in situazioni dai forti contrasti: ho inquadrato la luce di una candela e la luce di una pila. Tra le Zeiss Ultra Prime, le Cooke S4 e le Zeiss 1.3, quelle che restituivano meglio i contorni della fiamma e della luce senza “spappolare” i contorni sono state le Ultra Prime. Dopo questa scelta con il DIT Marco Ferri abbiamo impostato un workflow per la lavorazione del film (nelle pagine seguenti, sul workflow del film scritto da Marco Ferri). La mia idea era di non avere un “ingombro importante” sul set delle apparecchiature per la color, il backup e la down conversion del girato. Non volevo cavi e cablaggi complicati, ma rifarci alla semplicità delle riprese in pellicola dove l'unico cavo è il bnc che collega il monitor per la regia. Con un portatile Apple Mac Book Pro, potenziato a dovere e indipendente dagli altri strumenti del set, il girato veniva controllato, copiato e soprattutto color corretto su RedCineX. La color realizzata su RedCineX creava dei veri e propri giornalieri ai quali il DIT applicava il look del film. Il tutto veniva down convertito per il montaggio off line del film ed era quindi disponibile già poche ore dopo il set. Oltre alla praticità di poter montare quasi in diretta, questo workflow ha permesso al regista, al montatore e a tutti quelli che dovevano visionare il materiale, di poter montare in qualità HD con un look molto simile al risultato finale del film. Per poter realizzare la mia idea fotografica sono stato molto attento all'esposizione sul set . Dopo aver fatto dei test di latitudine di posa su incarnato in interni, in esterno giorno e con gray card, ho settato l' esposimetro a 640ISO, cercando di esporre per le alte luci. Il range in cui mi sono mosso è stato tra 1,5 stop sopra e 2 stop sotto. Nelle scene con maggior contrasto sono arrivato ad avere le alte luci a +3 e le ombre a -3. Per evitare di avere dei bianchi clippati, che come detto prima è una delle cose per me più fastidiose del digitale, oltre a controllare sul waveform del monitor che non fossero mai sopra i 100IRE, ho usato la modalità zebra della Red. Solitamente tenevo la zebra a 95 IRE, ma nelle scene più contrastate la portavo fino a Un robincrane con testa remotata, nella gru sullo sfondo c'è un 10 kw Frensel di controluce, a sinistra un 5 kw ribattuto su Grid Cloth. 110_113:026/028 10/11/11 15:44 Pagina 111
DVD & Libri Le recensioni dei titoli del momento Anche qui abbiamo una limited edition numerata (2000 esemplari), che si segnala per i suoi extra da sogno (simili a quelli del titolo precedente) per i fan dell'anime e della saga del “robot mobile corazzato” in particolare. Un boxset da collezione, senza alcun dubbio! (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Mobile Suit Gundam F91 Anime - di Yoshiyuki Tomino; 1991; 120 minuti; Terminal Video/Dynit; Dolby Digital 5.1 (ita), Dolby Digital surround 2.0 (giap); 16:9/ Letterbox 1.78:1 29,99 Ecco, in edizione a tiratura limitata, il film di Gundam, dal titolo L'ultima scintilla di Zeon. Ottima l'edizione di Dynit, che si pregia non solo di sequenze inedite, ma anche di gadget imperdibili, come i digipack con illustrazioni originali, i disegni al tratto, una enciclopedia e molto altro ancora. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Mobile Suit Gundam 0083 Anime - di Yoshiyuki Tomino; 1992; 119 minuti; Terminal Video/Dynit; Dolby Digital 5.1 (ita), Dolby Digital surround 2.0 (giap); tuttoschermo 1.33:1 28,00 Stagione uno (12 episodi, 4 DVD) per il medical drama che si è conquistato una notevole schiera di sostenitori anche in Italia. Il motivo è presto detto: la bravura della protagonista, il personaggio azzeccato (spesso paragonato al Dr. House), i toni da commedia nera delle storie... Buona l'edizione, con vari extra. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Nurse Jackie Terapia d'urto Serie tv - di Steve Buscemi e altri; con Edie Falco, Eve Best; 2009; 355 minuti; DNC; Dolby Digital 2.0 (ita, ing); tuttoschermo 1.33:1 14,99 Arriva “l'anime più atteso”, a detta della Casa madre e arriva, anche questo, in un'edizione doc, con totale dovizia di extra: un booklet di 48 pagine, le special clip sottotitolate in italiano, sigle di testa e di coda, spot promozionali... Ottimo e abbondante, peccato per il prezzo un po' sostenuto... (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Soul Eater box 01 Anime - di Takuya Igarashi; 2008; 425 minuti; Terminal Video/Dynit; Dolby Digital 5.1 (ita), Dolby Digital 2.0 (giap); 16:9/ Letterbox 1.78:1 49,99 La saga di Gundam offerta in DVD da Terminal Video e Dynit vede anche questo Endless Waltz in edizione speciale, che conclude la serie tv. Inutile dire che la proposta è sempre da collezione, con gli stessi, sontuosi extra dei precedenti titoli, per di più con un costo alla portata di tutti. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Gundam Wing Endless Waltz Anime - di Yasunao Aoki; 2000; 90 minuti; Terminal Video/Dynit; Dolby Digital 5.1 (ita), Dolby Digital surround 2.0 (giap); tuttoschermo 1.33:1 28,00 Serial di classe - basta scorrere i nomi del cast - per questa serie drammatica di ABC Studios, che ha per sottotitolo Segreti di famiglia. La terza serie si compone di sei DVD cui si aggiungono diversi extra, tra cui i commenti audio, Errori e fuoriscena e altri ancora. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Brothers and Sisters - serie 3 Serie TV – di AA.VV.; con Rob Lowe, Calista Flockhart; 2008; 960 minuti; ABC/Disney; Dolby Digital 5.1 (ita, ing, spa); 16:9/ Letterbox 1.78:1 24,99 I 102 minuti sono un ovvio riferimento all'11 settembre 2001 e ai suoi tragici eventi, che rivivono in questo pluripremiato documentario. Una testimonianza cruda e senza retorica di uno dei momenti cruciali della nostra Storia, con l'ausilio di interviste extra e di un booklet. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall 102 minuti che hanno sconvolto... Documentario - di AA.VV.; 2011; 116 minuti; History Channel/ Cinehollywood; Dolby Digital 2.0 stereo (ita); tuttoschermo 1.33:1 14,99 DVD Le recensioni Se siete appassionati di moto di grossa cilindrata, non potrete non apprezzare questo DVD how-to che vi illustrerà grazie all'esperienza e alla collaborazione di K5 Racing Team - le operazioni fondamentali per mantenerla sempre in efficienza e allungarle la vita. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Brico Strada Manuale tecnico - di AA.VV.; 2010; 52 minuti; Mondocorse/ Cinehollywood; Dolby Digital 2.0 stereo (ita); 16:9/ Letterbox 1.78:1 14,99 In contemporanea o quasi con il debutto al cinema, I soliti idioti vero fenomeno di costume tra i giovani - arrivano in home video. Il box a tre dischi raccoglie i dieci episodi della prima stagione, più un gadget a tiratura limitata e un buono sconto per acquisti presso lo store on line di MTV. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall I soliti idioti prima stagione Serie TV - di AA.VV.; con Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli; 2009; 220 minuti; MTV/Dall'Angelo; Dolby Digital 2.0 stereo (ita); 16:9/ Letterbox 1.78:1 19,99 Classica parodia dell'Esorcista, secondo i dettami della commedia anni '70 e le usanze del celebre duo (qui ridotto al solo Ciccio, che però ne cura anche la regia). Non un capolavoro, ma imperdibile per gli amanti del genere, che certo apprezzeranno anche un Lino Banfi in gran forma. (V.F.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall L'Esorciccio Commedia - di Ciccio Ingrassia; con Ciccio Ingrassia, Lino Banfi, Didi Perego; 1975; 90 minuti; Medusa; Dolby Digital mono 2.0 (ita); 16:9/ Letterbox 1.78:1 10,00 80 080_081:Layout 1 10/11/11 12:00 Pagina 80
SECONDILE ISTRUZIONI PER L'USO DI TUTTO DIGITALE6FUORI IN 6 www.tuttodigitale.it ISSN 1128-496X Diffusione: CDM srl, v.le Don Pasquino Borghi, 172 - 00144 Roma tel. 06.52.91.419 - fax 06.52.91.425 www.cdmitalia.it Gestione rete di vendita e logistica: Press-Dì via Cassanese 224 - 20090 Segrate (MI) Prepress: motoperpetuopress srl Stampa: Arti Grafiche Boccia, Via T. C. Felice, 7 - 84131 Salerno tel: +39 089 303311 - fax +39 089 771017 - www.artigraficheboccia.it Finito di stampare nel mese di Novembre 2011. Direttore responsabile: Stefano Belli Testata registrata al Tribunale di Roma (N° 493/98 del 26/10/98) La responsabilità dei testi è imputabile ai soli autori. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. È vietata la riproduzione anche parziale di testi, documenti e fotografie. ' Copyright 2011 Motoperpetuopress. 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COUTEAU, MICHELE D'ATTANASIO, GIAMPIERO D'AMATO, SAMUEL DAKER, ROBERTO DESIDERATI, ENRICO FONTOLAN, FRANCESCO MAZZOCCHI, RODOLPHE MOREL, LINO PALENA, HELENE QUELLET, LUCA SABBIONI In esclusiva ' per l'Italia LES TECHNONAUTES - PARIGI TUTTO DIGITALE, TUTTO DIGITALE COLLECTION, TUTTO DVDetc, ALTA DEFINIZIONE cinema & TV HD sono pubblicazioni MOTOPERPETUOPRESS b MOTOPERPETUOPRESSb MOTOPERPETUOPRESS srl Via delle Alpi 13, 00198 ROMA Tel. 06.442.02.596 -Tel/Fax 06.442.544.26 PUBBLICITÀ: Motoperpetuopress srl - Via delle Alpi 13 - 00198 Roma Tel. 06.442.02.596 - Tel/Fax 06.442.54.426 www.motoperpetuopress.com - www.tuttodigitale.it 71ANNO XIV Per sapere a chi e dove inviare una lettera o un'e-mail. Per conoscere prezzo e modalità di vendita degli arretrati. Per utilizzare i servizi del mercatino, dello spazio dei lettori. Per sfruttare al meglio la vostra rivista preferita, insomma, vi chiediamo di perdere solo 60 secondi e dare un'occhiata a queste avvertenze, alle ‘Istruzioni per l'uso di Tutto Digitale' CORRISPONDENZA Tutto Digitale riceve con piacere tutti i contributi di qualsiasi genere dai lettori (richieste, commenti, critiche...). Tutta la posta è letta dal direttore Stefano Belli, ma, data la grande quantità di arrivi giornalieri, possiamo rispondere solo a quesiti di interesse generale, direttamente sulla rivista. Come si può comprendere, non ci è possibile rispondere privatamente, né per lettera, né per e-mail, né tantomeno per telefono. Per ovvî motivi di correttezza, inoltre, non possiamo fornire indicazioni sulla scelta di un modello rispetto ad un altro. Suggeriamo a quanti desiderino risposte tecniche - solo a quesiti di interesse generale - di indirizzare le richieste a: Tutto Digitale - Posta Tecnica - via delle Alpi 13, 00198 Roma o inviare una e-mail a: redazione@tuttodigitale.it. Le risposte verranno fornite dai vari redattori specializzati. Per tutti i temi relativi ad aspetti editoriali o legati al mercato video in genere, come anche per polemiche, critiche e proposte di qualsiasi tipo, si può contattare direttamente il direttore Stefano Belli scrivendo a: Tutto Digitale - Filo Diretto - via delle Alpi 13, 00198 Roma, oppure inviare un'e-mail a: stefanobelli@tuttodigitale.it Tutto Digitale si riserva il diritto di condensare lettere di lunghezza eccessiva. Il materiale inviato si intende autorizzato alla pubblicazione e, in ogni caso, non verrà restituito. Attenzione: per aver diritto ad un'eventuale risposta, le lettere anche via e-mail - devono riportare le generalità complete del mittente; lettere prive di tali indicazioni verranno cestinate. 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A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D scomparsa di aliasing e moiré: a conti fatti, la scelta di privilegiare la qualità dell'immagine prodotta dalla macchina anziché la sua risoluzione (che è Full HD e non 4K come è la Scarlet-X prodotta da Red Digital Cinema), sembra una scelta azzeccata, anche se - ovviamente - ci riserviamo un giudizio completo e definitivo per la prova della EOS C300, che pubblicheremo quanto prima. A BORDO E FUORI BORDO Come ipotizzato, la EOS C300 registra su due schede CF utilizzando la compressione MPEG2 a 50 Mbit già vista sulle videocamere della serie XF: si tratta dunque di un codec Long-GOP ad alta qualità, con compressione colore 4:2:2, quantizzazione a 8 bit ed incapsulamento in MXF. L'uscita HD-SDI non compressa in 4:2:2 a 10 bit permette il collegamento a registratori esterni: questa è la configurazione più indicata per le produzioni cinematografiche, anche se quello che abbiamo osservato negli USA ci è apparso già molto interessante, seppure realizzato con macchine di pre-serie e con registrazione su schede. Tra i vantaggi della scelta di questo codec c'è senza dubbio l'immediata compatibilità con tutti i software di editing; inoltre la compressione colore 4:2:2 è sufficiente per applicazioni di chroma key e per color correction, anche se meno versatile (e molto meno pesante da gestire) rispetto ad un Raw. Tra le altre connessioni di cui è dotata la macchina, ci sono un'uscita HDMI con lo stesso output dell'HD-SDI, time code in/out, genlock, uscita Sync e presa per il controllo remoto. Come si vede, dunque, la nuova EOS è pronta per l'uso televisivo, anche in multicamera. La C300 offre inoltre tre filtri ND meccanici a 2, 4 e 6 stop, dotati anche di capacità di riduzione degli IR. Per quanto riguarda la scelta dei frame rate, in 1920x1080 la macchina può lavorare in 24p (quello vero, importantissimo per il cinema), 23.98p, 25p, 29.97p, 59.94i/50i, mentre in 720p si aggiungono 59.94p e 50p. A disposizione anche la registrazione 1440x1080, compatibile con l'HDV ed il frame rate variabile fino a 30 fps in 1080p e fino a 60 in 720p. Su questo ultimo punto, forse, si sarebbe potuto fare di più: lo slow motion in Full HD, infatti, è disponibile di serie sulla Panasonic AG-AF101 e sulla Scarlet-X e tramite registratore esterno anche sulla Sony PMW-F3... Assenti anche l'AF e le modalità di esposizione automatica. Tra le funzioni più interessanti - il menu ricorda quello della XF300 - segnaliamo il waveform con RGB parade, vectorscopio, due assistenze per il fuoco, registrazione audio in PCM, uscita cuffie e (con adattatore opzionale WFT-E6A) In questa immagine presa da un catalogo ufficiale, una rappresentazione grafica dello schema di lettura a quattro canali del sensore CMOS da 8.3 MP. Sul lato sinistro della C300 si trovano i principali controlli di ripresa, mentre il posteriore accoglie il vano batteria, le schede e il display di servizio. possibilità di controllo remoto tramite un tablet o un computer: se implementato, questo sistema consente l'inserimento di metadata, lo streaming del live view fino a circa 50 metri ed il controllo di WB, gain, fuoco ed apertura (su lenti EF) attraverso interfaccia web. L'insieme di ergonomia, qualità, prestazioni e versatilità della nuova Canon Cinema EOS C300 sembra dunque un mix ben riuscito, e in attesa di un test approfondito - che pubblicheremo come sempre non appena avremo un esemplare per un giusto numero di giorni - non possiamo che dare disco verde all'ultimo strumento che il marchio giapponese mette nelle mani di chi lavora con le immagini. Per consentire, ancora una volta, che ogni storia possa vedere la luce. Stefano Blasi 100_103:128/130 14/11/11 12:07 Pagina 103
ACCOPPIATA VINCENTE Nell'articolo dedicato alle fotocamere mirrorless a pag. 48 abbiamo fatto notare la possibilità di innestare, tramite anello adattatore, i vecchi obiettivi pensati per le reflex o le fotocamere a telemetro del sistema Leica M a pellicola sulle fotocamere del sistema Micro-Quattroterzi. E in sede di test sul campo non abbiamo potuto tenere a freno la curiosità di saggiare l'accoppiata in termini di resa qualitativa. Così abbiamo montato uno Zuiko 50mm f/1,8 del glorioso sistema reflex Olympus (acquistato usato per la bellezza di 30 euro) sulla Panasonic G3. I risultati li potete vedere in questa pagina. Colpisce il livello di dettaglio sia con diaframma molto chiuso che a tutta apertura, unito alla 'pasta' vintage, che piace anche ai videomaker, e alla resa tridimensionale dei soggetti ripresi. Naturalmente messa a fuoco ed esposizione sono stati effettuati in manuale. Lo Zuiko 50mm f/1,8 innestato sulla Panasonic G3 tramite un anello adattatore, regala belle sorprese al fotografo esperto, sia con il diaframma a tutta apertura (sopra), che a brevi distanze (sotto) con il diaframma chiuso a f/16. spostata più verso le ombre, con le alte luci che tendono a perdere dettaglio se si fotografa in situazioni in cui la differenza in termini di EV tra le une e le altre è sensibile. Ma la piccola si riscatta quando la luce si fa scarsa e la sensibilità ISO sale. Una bella sorpresa, infatti, è stata la capacità di contenere il rumore elettronico quando s'impostano sensibilità pari a 800 ISO o 1600 ISO, risultato di un efficace filtro per il JPEG, un campo in cui la concorrenza delle cugine con lo specchio è davvero agguerrita. Le cose non cambiano quando si utilizza la macchina in modalità video. Dal punto di vista operativo, infatti, abbiamo la possibilità di regolare l'apparecchio sia in totale automatismo, che in modo manuale impostando la sensibilità ISO e, soprattutto, l'apertura del diaframma per giocare con la profondità di campo. L'AF in video non è un fulmine di guerra e, come sempre accade con le fotocamere, è altamente consigliabile la messa a fuoco manuale. Sul fronte qualità, abbiamo notato un'ottima tenuta alle elevate sensibilità ISO con un rumore contenuto, anche nelle riprese in notturna. Meno bene per quel che riguarda la compressione e la resa dei dettagli più fini dove si notano fenomeni di sharpening ed aliasing. Per dovere di cronaca diciamo che non siamo ai livelli, ad esempio, di una Nikon D7000 o di una Canon EOS 60D, ma è pur vero che il prezzo di acquisto della G3 è più basso. CONCLUSIONI La Panasonic G3 è un apparecchio riuscito. Fa bene il suo dovere sia in veste di fotocamera che di videocamera e passa con disinvoltura dall'una all'altra modalità grazie al pulsante dedicato sul dorso. Sfoggia una costruzione in linea con le concorrenti e offre un'interfaccia touch con la quale si entra subito in confidenza. Si può utilizzare come una compatta in completo automatismo oppure da utenti esperti sfruttando le numerose regolazioni manuali. La risoluzione dei file è molto elevata così come la qualità d'immagine. Certo la macchina non è priva di difetti. Alcuni particolari costruttivi (vedi il flash incorporato e lo sportellino di alloggiamento della batteria) sono in plastica leggera, la gamma dinamica è un po' ristretta e l'autonomia della batteria non è da record, ma in definitiva si tratta di normale amministrazione. Se però si sta cercando una fotocamera con spiccate doti di dinamismo e capacità video Full HD racchiuse in un corpo compatto e leggero, che offre l'intercambiabilità degli obiettivi, possiamo dire ai potenziali acquirenti ancora in dubbio che le reflex entry-level hanno da oggi una concorrente senza specchio in più. Enrico Fontolan Si ringrazia per la collaborazione Nando Romani del Centro Fotografico Romani, Via Guido De Ruggiero 46, Roma - tel. 065408291 Lo schermo orientabile è indispensabile per operare comodamente in modalità video. 67 064_067:090-091 10/11/11 12:53 Pagina 67
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D 100 Cinema EOS C300 Dopo mesi di attesa ed un lancio in grande stile, Canon toglie il velo alla EOS C300 e mette nel mirino cinema, documentari e produzioni TV di fiction e programmi con immagini cine-like. Le prime impressioni d'uso, raccolte durante l'evento di Hollywood, fanno ben sperare... la macchina da presa secondo Canon Vieni a vederla in anteprima al Villaggio Tutto Digitale @ Fotografica! 100_103:128/130 14/11/11 12:06 Pagina 100
63 Uno scatto in Supermacro che mette in evidenza le qualità dell'obiettivo Fujinon. Lo zoom è in posizione grandangolare ad appena 1 cm dal soggetto. Il dettaglio a fianco è al 100%. Sopra, la modalità Adv in multiscatto riduce il rumore in maniera efficace. Sotto, a confronto due delle tante opzioni di simulazione film, che conservano i nomi delle pellicole Fujifilm: Provia, dalla resa più neutra e Velvia con colori più saturi e brillanti. qualità, ed anche gli scatti a 3200 ISO mantengono una pulizia notevole se paragonati a quelli ottenuti con le compatte della stessa categoria. D'altronde la legge non scritta secondo cui più grande è il sensore (e, di conseguenza i fotodiodi), minore è il rumore trova nuovamente conferma. Quello che non ci spieghiamo è perché si continui ad offrire la possibilità di scattare fino a 12.800 ISO, per di più a risoluzione minima, con risultati scadenti. Forse si vuole fare breccia nel cuore dei paparazzi appostati nottetempo fuori alla discoteca in attesa del vip di turno. Ma tant'è. IL VIDEO PERÒ... La Fujifilm X10 offre la possibilità di riprendere video in Full HD 1080p a 30fps, un plus rispetto alla concorrenza Canon (Powershot G12) e Nikon (Coolpix P7100) che si ferma a 720p. I risultati però non sono allineati con quelli fotografici. Iniziamo dall'AF, che dispone di due modalità: continuo e fisso sul punto centrale. Nella prima modalità il sistema lavora con una continua correzione che risulta così fastidiosa (come nella maggior parte delle fotocamere prestate al video), che obbliga ad utilizzare la prima. Durante le riprese in esterna abbiamo notato qualche incertezza nell'esposizione automatica, mentre la codifica dei filmati è priva di difetti evidenti, a parte un leggero aliasing sui dettagli più fini. Segnaliamo infine una buona capacità macro anche in video. D'altra parte l'assenza di regolazioni manuali relative a sensibilità ISO, messa a fuoco ed esposizione (è presente solo la compensazione pari a +/-2 stop), lasciano intuire che il video è più un accessorio a disposizione del fotografo, che una caratteristica fondamentale della macchina. Ma, come abbiamo messo in evidenza nel test, la X10 è più tagliata sulle esigenze del fotografo che del videomaker. Lo dimostrano anche lo schermo fisso e l'impossibilità di regolare manualmente l'apertura in modalità videocamera. Se però si sta cercando una fotocamera da portare sempre in tasca con la quale passare con disinvoltura da un'inquadratura in supermacro ad una di paesaggio, possiamo dire di aver fatto centro. Tutto ciò, unito alla costruzione sopra la media, all'impostazione razionale dei comandi e alla possibiltà di montare i flash esterni, possono mettere in difficoltà più di una mirrorless, magari più dotata dal punto di vista della qualità pura, ma sicuramente meno compatta e versatile. Dulcis in fundo, da segnalare il comportamento del flash incorporato a scomparsa, che brilla per portata (fino a 7m) ed efficienza, ed è capace di risolvere in modo molto naturale anche le situazioni di controluce più difficili. Il prezzo, infine, pur elevato per una compatta, è in linea con le alternative di mercato. E. Fontolan Supermacro 1 cm Adv Mode 1600 ISO Attivo Disattivato ProviaVelvia 060_063:090-091 10/11/11 11:43 Pagina 63
Il rivestimento è resistente ai graffi e dona all'apparecchio un tocco professionale in stile Nikon, con la finitura nera satinata che gli aficionados del marchio hanno imparato ad apprezzare sulle reflex e gli obiettivi destinati ai pro. Sotto la pelle, c'è tutta la sostanza di un guscio in pressofusione di magnesio e allumino, che promette lunghi anni di onorato servizio. Se il design minimal passa a pieni voti la prova dello stile, non è così per quanto riguarda l'ergonomia, che risente dell'impostazione molto digitale e poco analogica dei comandi. L'impugnabilità non è il massimo e le impostazioni di ripresa vanno effettuate tassativamente via menu. Sulla calotta ci sono solo il pulsante di accensione, quello di scatto e quello dedicato per le riprese video, mentre il vero e proprio ponte di comando è sul dorso a fianco dello schermo LCD da 3”. Qui troviamo la ghiera delle modalità di ripresa altamente semplificata, che prevede una funzionalità cosiddetta intelligente (con la quale la macchina funziona in pieno automatismo a seconda della scena da riprendere), una videocamera, e una, contraddistinta da un simbolo verde, che permette di scegliere l'automatismo desiderato o il funzionamento manuale, che va effettuato sempre entrando nel menu digitale con notevole dispendio di tempo. Infine, è possibile impostare anche una nuova modalità chiamata Motion SnapShot con la quale la macchina esegue un filmato a rallentatore di alcuni secondi, seguito da un'immagine ferma con tanto di musica di accompagnamento. Una funzione speciale, dedicata ai fotografi matrimonialisti o ai romantici inguaribili. Completa la dotazione di comandi il pulsante a quattro vie con rotella incorporata con il quale impostare nell'ordine: il blocco simultaneo dell'AF e della memoria esposimetrica, la compensazione manuale dell'esposizione, la modalità AF e l'autoscatto. Costruzione Rumore contenuto AF veloce Ergonomia di alcuni comandi LCD fisso Moiré e fringing evidenti COSTRUTTORE: Nikon - Giappone DISTRIBUTORE: Nital spa, via Tabacchi 33, 10132 Torino. tel. 01181444 - www.nital.it Sensore: CMOS CX (13,2x8,8mm) da 10.1MP (fattore di crop 2,7x) Innesto obiettivo: baionetta Nikon 1 Display: LCD 3” 921.000 pixel, copertura 100%, angolo di visione 170° Mirino: EVF TFT LCD a colori 0,47”, 1.440.000 pixel, copertura 100%, correz. diottrica Autofocus: AF ibrido a rilevazione di fase e del contrasto con 135 punti Otturatore: meccanico da 30 sec. a 1/4000 sec. + posa B. Sincroflash 1/200 sec. elettronico da 30 sec. a 1/16.000 sec. Sincroflash 1/60 sec. Esposimetro: TTL attraverso il sensore d'immagine Modi di esposizione: multizona, media pesata al centro (75%), spot (2,5%) Sensibilità ISO: da 100 a 3200 ISO (6400 ISO in modalità estesa) Raffica di scatto: fino a 5 fps Dimensione max immagine: 3872x2592 pixel Filmati: .MOV H.264, Audio PCM lineare, 1920x1080 60i 30/15 fps, 1280x720p 30/15 fps Supporto di memorizzazione: SDHC/SDXC Connessioni: USB 2.0, uscita Video PAL/NTSC, uscita HDMI, GPS opzionale Alimentazione: accumulatore ricaricabile al litio tipo EN-EL15 Dimensioni: 113x76x44 mm Peso: 294g (solo corpo escluse scheda SD e batteria) FOTOCAMERA MIRRORLESS NIKON V1 CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE LA PAGELLA CONTROPRO LA PICCOLA VA IN PISTA Lo scatto ad alta velocità ha contagiato tutti i produttori come un virus, ed ormai non ci si può distrarre un attimo, che subito un nuovo record bussa alla porta. Il caso della V1 è lampante. Infatti è la Nikon più veloce mai costruita grazie alla capacità di raffica pari a 60 fps (alla massima risoluzione), ovvero 6 volte più veloce della super-reflex Nikon D3s. Com'è possibile? Innanzitutto, come ormai sappiamo, l'assenza dello specchio reflex facilita notevolmente le cose, poi, nel caso specifico della V1 c'è da tenere in considerazione un altro elemento strutturale, ovvero il doppio otturatore elettronico e meccanico. Quest'ultimo è la classica unità a lamelle metalliche a scorrimento verticale sul piano focale e raggiunge il tempo minimo di 1/4000sec. Il primo, invece è sul sensore (o, meglio, è il sensore CMOS stesso che funge da otturatore), ed è in grado di quadruplicare la velocità di otturazione, superando abbondantemente il diecimillesimo di secondo, per la precisione 1/16.000sec. Ed ecco arrivato un altro record. In questo modo si elimina ogni residuo di parte meccanica in movimento (il ribaltamento dello specchio reflex, e l'inerzia delle lamelle dell'otturatore) causa primaria del ritardo nell'effettiva cattura dell'immagine. E la possibilità di cattura veloce delle immagini, come su un circuito, almeno sulla carta, è servita. Infatti, tanta grazia merita un modulo AF capace di tenere il passo, oltre ad un processore ultraveloce nell'elaborare una mole enorme di informazioni nell'unità di tempo. Alla prima esigenza la V1 risponde con l'AF ibrido, che adotta sia il sistema a rilevazione del contrasto che quello a rilevazione di fase, demandando alla macchina la facoltà di scegliere il migliore a Il dorso è quasi interamente occupato dallo schermo LCD da 3”. I comandi si impostano via Menu. 69 ESTETICA Il design è lineare e minimalista e concede poco agli abbellimenti. Si ama o si odia. COSTRUZIONE È uno dei punti di forza dell'apparecchio, che si distingue per il guscio in magnesio e alluminio ad alta resistenza. Il rivestimento è in policarbonato di qualità. VERSATILITÀ Il corpo macchina compatto e tascabile è ideale per non dare nell'occhio senza rinunciare alle prestazioni fotografiche ad alta velocità e al video Full HD. PRESTAZIONI FOTO Le immagini sono ricche di dettaglio e prive di rumore elettronico almeno fino ad 800 ISO. Qualche problema sul fronte artefatti come il moiré e l'aliasing. PRESTAZIONI VIDEO Nel complesso buone senza picchi in alto o in basso, a parte fenomeni visibili di aliasing. RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO La V1 è una delle mirrorless più costose sul mercato. La velocità e la qualità si pagano. one 068_071:090-091 10/11/11 11:51 Pagina 69
Speciale Wedding Contest 2011 - Video edizione 2011 Just Married Tutto Digitale Wedding Contest, edizione 2011: torna, come di consueto, la nostra sfida rivolta ai matrimonialisti italiani, sia sul versante video (che qui esamineremo) che foto (sul prossimo numero). Una sfida che si rivela, anno dopo anno, sempre più valida e ambita, con molte conferme e qualche sorpresa… 38 038_044wedding:026/028 10/11/11 10:55 Pagina 38
113 contrasti su quell'inquadratura. Una volta finito il film devo dire che non abbiamo avuto sorprese in color correction, soprattutto per la cura che c'è stata sul set sull'esposizione del fotogramma, e quindi ho ritrovato tutti i cieli e le alte luci che abbiamo impressionato. La color è avvenuta nei laboratori romani della Technicolor ed è stata realizzata a 2k su Lustre con il colorist Nazzareno Neri. Ci siamo concentrati sulle tonalità che avevano deciso in precedenza, e abbiamo a volte lavorato con power e chiavi per far uscire meglio gli sfondi, i cieli o per contrastare meglio il fotogramma. Nella fase del film recording abbiamo testato varie emulsioni e alla fine quella che ci è piaciuta di più è stata la combinazione internegativo Kodak con positivo Kodak 2383. La macchina per il film recording è stata il Cinevector e dopo alcuni test comparativi abbiamo deciso di mettere in off la funzione Criss che aggiunge dettaglio e viene usata quasi sempre per il film che partono da negativo. Ma il Criss attivo con file provenienti da camere digitali produce immagini con troppo rumore, mentre senza ritrovano una pasta più affascinante. L'ultima lavorazione che abbiamo fatto è stato il master in HDcam SR con il quale verranno poi realizzati tutti i supporti per la distribuzione home video (Blu-ray, DVD ecc…) oltre alla trasmissione in televisione. In questo caso ho sempre trovato il digitale troppo definito e quindi ho pensato di aggiungere grana in over all su tutto il film. Abbiamo testato il Relativity dell'Arri che solitamente viene usato per l'operazione contraria: ovvero ridurre il rumore dalle immagini girate su negativo, specie a formato ridotto. Il risultato, facendo alcune prove di intensità e dimensioni della grana, è stato sorprendente ed ha dato più tridimensionalità all'immagine senza aggiungere quel rumore posticcio tipico di alcuni software che aggiungono un look cinema. Con il DaVinci 2k abbiamo convertito i file logaritmici ed abbiamo così chiuso definitivamente il film. L'impegno di aver realizzato questo film è stato ampiamente ripagato dalla soddisfazione per il risultato che abbiamo ottenuto. Dopo aver visto la stampa della prima copia definitiva ho capito che le scelte fatte erano state giuste. Michele D'Attanasio Un'inquadratura con due macchine da presa da sinistra verso destra si riconoscono Simone Scarozza (Assistente Operatore), Guido Michelotti (Operatore), Michele D'attanasio (Fotografia), Danilo Galante (Macchinista), Luca Pagliara Capo Squadra Macchinisti) , Marco Ferri (Dit), Giorgio Giannoccaro (Aiuto Operatore). MEDIA: Come supporto per la registrazione abbiamo preferito generalmente utilizzare le Compact Flash Card da 16GB (6 in tutto sul set) avendo comunque anche a disposizione 2 hard disk da 320Gb (Red drive). Le card permettono un ritmo più simile alla pellicola dando “libertà” di girare fino a 7 minuti circa. Questo dà la possibilità di scaricare il materiale più spesso verificandone la qualità sia fotografica che di integrità di file. Un altro vantaggio delle schede si nota nella maggiore affidabilità di scrittura, soprattutto in scene a spalla o camera car, non essendoci parti meccaniche in movimento al momento della registrazione. Hard disk a stato solito (SSD) erano stati presi in considerazione ma non disponibili al momento dell' inizio produzione. WORKFLOW: Una volta arrivato il magazzino digitale viene subito effettuato un backup su due hard disk autoalimentati. La copia viene eseguita mediante il software R3D data manager, che controlla l'integrità sia sulla sorgente che una volta arrivati a destinazione. Usando tale software i tempi si allungano di 1:3 circa rispetto il classico copia e incolla da sistema operativo. Il materiale viene poi controllato e color corretto. In seguito, a chiusura giornata, vengono effettuati ulteriori due backup. Uno viene consegnato alla produzione come master e uno viene spedito al laboratorio, in questo caso Technicolor, dove viene copiato nel server principale ottenendo così un terzo backup del girato. Effettuata la terza copia, il materiale presente sui due hard disk autoalimentati usati sul set può essere eliminato. La trascodifica viene fatta all'ultimo, non essendo riuscito ad ottenere una scheda grafica dedicata alla lavorazione dei file .r3d (red rocket) e quindi avere tempi di export 1:1, la lavorazione dell'encoding prende un rapporto 1:4. (quattro ore di export per un ora di girato). Gli export vengono copiati su due hard disk. Uno per i giornalieri del regista e uno per l'offline del montaggio. Concordato precedentemente con l'assistente al montaggio, il codec usato all'interno del contenitore .mov, è stato il DnxHD 36bit, risoluzione 1920x1080. Così facendo il programma di montaggio avrebbe potuto importare direttamente i file senza la necessità di un'ulteriore codifica. Come software di intervento sui file ho usato Redcine-x, il programma proprietario Red. All'epoca ho sentito la mancanza di un waveform interno al programma (integrato in qualche release più recente), il che mi ha obbligato ad utilizzare una seconda applicazione per il controllo della luminanza (Storm, che in quel periodo risultava troppo instabile per essere valutato come unico software di lavorazione). Durante la giornata, inserita tra un operazione “obbligata” e l'altra, ho trovato di grande aiuto catturare le still del materiale con il pre-grading per poi poter riprendere con facilità le cromie date alle immagini anche in un momento della lavorazione avanzato. Ciò consente di verificare a colpo d' occhio la continuità fotografica. IL WORKFLOW DEL FILM (di Marco Ferri, DIT del film) 110_113:026/028 10/11/11 15:46 Pagina 113
71 La curva del rumore ha un andamento poco progressivo. Alle basse sensibilità di riferimento il disturbo è assente e si inizia a percepire intorno agli 800 ISO, per impennarsi improvvisamente una volta superata tale soglia. In ogni caso il rumore è contenuto, se si tiene conto delle dimensioni estremamente ridotte del sensore, 13,2x8,8mm, il cosiddetto formato CX . verifica in prossimità dei bordi dell'immagine in maniera più o meno marcata a seconda del sensore della fotocamera e dell'obiettivo innestato. Quest'ultimo fenomeno, a dir la verità, ci ha lasciato perplessi vista la ormai acquisita capacità dei processori Nikon di eliminare il problema alla radice. Forse il nuovo parco ottiche necessita di una correzione ad hoc via software interno. PER NUOVI FOTOGRAFI Il sistema Nikon 1 è pensato per i nuovi fotografi e la V1 ne è l'esempio. Se la descrizione dei comandi non è bastata a rendere l'idea, è sufficiente aggiungere che per impostazioni base come la sensibilità ISO o il bilanciamento del bianco, manca un pulsante o una ghiera dedicata e vanno eseguite tassativamente via menu, un'interfaccia tutta digitale con la quale il fotografo esperto ha sicuramente meno confidenza del giovane appassionato. Ciò nonostante la fotocamera offre una grande versatilità di ripresa grazie alle numerose funzioni disponibili. E se lo schermo LCD fisso appare una scelta condivisibile per diminuire gli ingombri, ciò non attira le simpatie dei videomaker, che acclamano a gran voce il monitor orientabile quale strumento indispensabile alla composizione dell'inquadratura. D'altra parte la presenza del mirino elettronico farà la felicità dei fotografi, mettendoli in condizione di scattare anche in situazioni d'illuminazione scarsa (o, al Sopra, lo châssis della V1 è una pressofusione di magnesio e alluminio, molto robusta e leggera. A fianco, l'anello adattatore a baionetta F- mount consente di innestare tutti gli obiettivi Nikkor destinati alle reflex. Con quelli della serie AF-S e AF-I è garantita la compatibilità dell'AF. contrario, in piena luce). Frangente in cui la V1 regala immagini ricche di dettaglio e con basso rumore elettronico. Se a tutto questo si aggiunge l'estrema compattezza del corpo macchina, sembra che la fotocamera perfetta sia finalmente arrivata. E, per certi versi, l'affermazione può essere condivisibile. Peccato che il prezzo sia elevato e ponga la V1 in concorrenza con macchine con sensore più grande e parco accessori più ampio e strutturato. Se quasi 900 euro con lo zoom 10-30 mm sono troppi, ci si può sempre rivolgere alla J1, ancora più compatta, che offre simile qualità ad un prezzo inferiore (699 euro), riportando la bilancia in equilibrio. Enrico Fontolan Prova rumore 1600 ISO 100 ISO Si ringrazia per la collaborazione Fabrizio Tudini - Fotoforniture Sabatini Via Germanico, 168 00192 Roma -tel. 06 /36003966 068_071:090-091 10/11/11 11:53 Pagina 71
Il mirino a colori della G3 ha una risoluzione di 1.440.000 pixel ed è un degno sostituto del pentaprisma in vetro ottico; dispone della copertura integrale e di un ingrandimento pari a 1,4x. Ed ora che l'occhio è comodo si passa all'azione. La G3 risponde molto velocemente alle richieste del fotografo sia in fase di accensione, che in quelle di ripresa sul campo. Bastano pochi istanti dal momento della pressione del tasto di accensione per focheggiare il soggetto. Il modulo AF a 23 aree è uno dei punti di forza dell'apparecchio, è dotato di Face Detection ma, soprattutto, dell'AF Tracking e delle modalità Touch AF e Pinpoint AF, attivabile anche utilizzando lo schermo LCD. Basta scegliere con le dita un punto sul quale eseguire la messa a fuoco e il sistema aggancia il soggetto seguendolo all'interno dell'inquadratura. La precisione è notevole ma nelle situazioni concitate l'uso dello schermo LCD come interfaccia fotografica rischia di rallentare le operazioni. Meglio quindi utilizzare il mirino. La macchina soffre solo con soggetti poco contrastati che mettono in crisi il modulo AF. In questi casi si passa con disinvoltura alla modalità manuale. L'esposimetro se la cava bene in ogni situazione con una certa tendenza a sottoesporre nelle scene con forti contrasti. Se fosse stata una macchina a pellicola avremmo detto che la G3 è stata tarata per diapositive sature. Ma basta fare qualche prova per agire sulla compensazione manuale dell'esposizione. Da segnalare la capacità del flash incorporato di eseguire perfettamente il fill-in automatico, con una resa molto naturale del primo piano e dello sfondo. LA PROVA DEL FUOCO Se si ragiona in termini di qualità, le fotocamere come la G3 hanno una marcia in più rispetto alle reflex. La mancanza dello specchio comporta una serie di vantaggi in fase di ripresa che influenzano direttamente il risultato finale. Il più vistoso è sicuramente il primato ottico rispetto alle cugine, che devono lasciare lo spazio necessario al ribaltamento dello specchio tra il piano pellicola/sensore e la lente posteriore dell'obiettivo. Questo significa complicare gli schemi ottici, soprattutto dei grandangolari, che sono costretti ad adottare architetture retrofocus con un gran numero di lenti. Con le mirrorless tutto ciò non avviene. Gli schemi ottici sono semplici e gli obiettivi sono non solo nitidi e taglienti come rasoi, ma molto compatti e leggeri. Cosa significa tutto questo? Che con la Panasonic G3 si ottengono immagini di alta qualità caratterizzate, inoltre, da una resa molto fotografica e poco digitale. Osservando le fotografie si nota una piacevole resa del colore sempre credibile e mai strillata come avviene, al contrario, con alcune reflex entry-level. Merito anche del processore di elaborazione che traduce efficacemente il messaggio digitale in immagine finale. Se mai la G3 esibisce una gamma dinamica non molto estesa e Uno scatto catturato in interni in luce mista alla sensibilità di 1600 ISO, che mette in evidenza le qualità della G3. Nel dettaglio a fianco (con ingrandimento pari al 100%), si nota il perfetto bilanciamento del bianco in automatico e, soprattutto, il contenimento del rumore elettronico. 66 In alto, con il diaframma a tutta apertura si ottiene l'effetto sfocato che piace soprattutto ai videomaker. Qui sopra, abbiamo scattato una fotografia con il Leica Macro Elmarit 45mm alla minima distanza di messa a fuoco (rapporto di riproduzione 1:1) con un livello di dettaglio molto elevato. 064_067:090-091 10/11/11 11:47 Pagina 66
Experience Masterclass di Sony Professional Sfrutta l'eccezionale opportunità di provare di persona i nuovi prodotti di Sony e approfondire le tue conoscenze parlando con i migliori esperti indipendenti del settore. Ogni Experience Masterclass di Sony è appositamente pensata per le specifi che esigenze dei professionisti e ti offre l'opportunità di ampliare le tue conoscenze, acquisire una preziosa esperienza e farti un'idea dei nuovi prodotti di Sony. Vuoi provare le nuove telecamere e aggiungere valore alla tua attività? Scopri maggiori informazioni e tutti i vantaggi delle Experience Masterclass di Sony su www.pro.sony.emtd Prova le nuove telecamere e aggiungi valore alla tua attività. X PDF:026/028 14/11/11 12:14 Pagina 76
THE NIGHTMARE BEFORE ... 3D DISNEY - ANIMAZIONE FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Nuova edizione per il capolavoro di animazione prodotto da Tim Burton e diretto da Henry Selick. La confezione comprende il BD 2D del film in versione rimasterizzata, uguale a quello già uscito tempo fa in versione singola e un secondo BD con il film in versione Real 3D. Si tratta di una conversione postuma in 3D, a memoria una delle prime ad essere realizzate, ma l'effetto è assolutamente convincente. Certo, non ci sono molti effetti pop-out ma nel complesso la profondità aggiunta è notevole. Qualità video ai massimi livelli, audio eccellente in originale, buono in italiano. Extra superlativi. Imperdibile. (D.C.) Regia: Henry Selick; Interpreti: Renato Zero (voce italiana); Produzione: 1994; Durata: 76 minuti; Formato audio: Dolby TrueHD 7.1 (ing), DTS 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 34.99 euro ULTIMO TANGO A PARIGI DALL'ANGELO - DRAMMATICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Attesa e rimandata più volte, questa nuova edizione rimasterizzata del celebre cult movie di Bernardo Bertolucci ha decisamente deluso le aspettative dei numerosi appassionati. Dire che si poteva fare di più è riduttivo: la resa video è purtroppo funestata da numerose imperfezioni e definitivamente affossata dall'utilizzo indiscriminato di vari filtri digitali. Certo, rispetto a precedenti edizioni su semplice DVD c'è un miglioramento complessivo, ma rimane comunque forte la delusione globale. Due dischi; sul secondo, che da solo vale l'acquisto, quasi due ore di extra con una lunga intervista a Bertolucci e un articolato documentario sul film. (L.D.A.) Regia: Bernardo Bertolucci; Interpreti: Maria Schneider, Marlon Brando; Produzione: 1972; Durata: 129 minuti; Formato audio: Dolby Digital 5.1 (ita), Mono (ita); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 25.00 euro PRIEST 3D SONY - FANTASY FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Dal regista di Legion, un nuovo film che mescola religione, fantasy e horror. Il protagonista Paul Bettany ha rinunciato al ruolo principale de Il discorso del Re, scritto appositamente per lui, per girare questo Priest 3D. Se ne sarà pentito? Per gli amanti del genere una piacevole visione, spettacolare e fracassona al punto giusto. Eccellente, come da tradizione Sony, la resa video con dettaglio elevato, neri profondi e una spiccata tridimensionalità. L'effetto 3D, aggiunto in post produzione, si fa valere in qualche frangente ma nel complesso aggiunge poco. Ottimo l'audio italiano HD. Extra nutriti e sfiziosi. (L.D.A.) Regia: Scott Charles Stewart; Interpreti: Paul Bettany, Karl Urban; Produzione: 2011; Durata: 87 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ita, ted), Dolby Digital 5.1 (ing); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 29.99 euro PIANETA ROSSO WARNER - FANTASCIENZA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Ecco un onesto b-movie, non particolarmente apprezzato ai tempi della sua uscita cinematografica, ma da rivalutare con attenzione. Gli elementi del genere ci sono tutti, il ritmo è elevato e la confezione, nel suo insieme, più che dignitosa. Edizione di catalogo per Warner che stupisce per l'incredibile qualità del master, frutto probabile di uno nuovo scan HD. La resa cromatica e il dettaglio sono semplicemente perfetti per una visione entusiasmante. Non male anche l'audio che in originale, grazie anche alla codifica HD, è quasi da demo. Trailer e scene inedite come extra. (L.D.A.) Regia: Antony Hoffman; Interpreti: Val Kilmer, Carrie-Anne Moss; Produzione: 2001; Durata: 106 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 16.00 euro THE BLUES BROTHERS UNIVERSAL - COMMEDIA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Sono in missione per conto di Dio, e si sono fatti attendere in Blu-ray, ma i fan possono contare su un bel disco da aggiungere alla loro collezione. Gli esilaranti Blues Brothers sbarcano però in alta definizione solo in versione ‘theatrical', priva dei 15 minuti ‘extra' che erano presenti sulla versione ‘25° anniversario' di qualche tempo fa. La resa video tradisce i 30 anni di età ma il bel lavoro effettuato da Universal offre un quadro sempre gradevole e privo di difetti introdotti ‘digitalmente'; è buona ma non esaltante la traccia DTS, anche per merito della straordinara colonna sonora. Discreti gli extra: making of e documentari, che si aggiungono alla Digital Copy. (A.B.) Regia: John Landis; Interpreti: John Belushi, Dan Aykroyd; Produzione: 1980; Durata: 133 minuti; Formato audio: DTS 5.1 (ita, ing e altri), Dolby Digital 5.1 (rus), DTS-HD MA 2.0 (pol); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 19.99 euro BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XVI 104 104_108:AD REC BD 14/11/11 12:28 Pagina 104
Fotocamera mirrorlessPanasonic Lumix DMC G3 Prezzo : 699,00 con ob. Lumix G Vario 14-42mm f/3,5-4,5 Mega OISTEST Arrivata alla terza generazione, la famiglia di fotocamere mirrorless di Panasonic affila le armi per battere la concorrenza e punta sulla compattezza del corpo macchina e sulla dotazione foto-video al top della categoria. Il sensore formato 4/3 sfiora i 16 MP, lo schermo LCD da 3” orientabile è di tipo touch e il video è Full HD 1080 60p con compressione AVCHD. Le reflex entry sono avvisate! L e fotocamere mirrorlesssono molto giovani ma sonocostrette a crescere in fretta vista la concorrenza agguerrita che le incalza su più fronti. Da un lato, infatti, ci sono le reflex, ben ferme nella mente dei fotografi e, sempre più, anche dei videomaker, grazie alla possibilità di girare video in Full HD (con grandi capacità modulari in ambito cinema), e dall'altro le compatte, che sfoggiano capacità e funzioni sempre più performanti racchiuse in corpi molto compatti e leggeri. Il rischio è quello di rimanere in mezzo al guado con l'acqua che sale pericolosamente senza trovare una via di scampo. Abbiamo cercato di circoscrivere l'ambito della questione nell'articolo a pag. 48, e così non vogliamo tediarvi con ulteriori approfondimenti. Magari un'idea ve la siete già fatta. Rimane però la domanda: perché acquistare una mirrorless, che costa come una reflex entrylevel, se non si può mettere in tasca come una compatta? Una prima risposta l'ha già data Panasonic presentando alla recente IFA di Berlino l'obiettivo che rende la G3 (e tutte le fotocamere del sistema MicroQuattroterzi) davvero compatta. L'uovo di Colombo si chiama Panasonic Lumix G X Vario PZ 1442mm f/3,5-5,6 ASPH Power OIS ed è uno zoom con meccanismo completamente retrattile, che promette grandi cose sul fronte della qualità ottica. Le ulteriori risposte proviamo a darle noi con la prova su strada, per usare un gergo automobilistico, l'unica che possa far vedere cosa la macchina è in grado di fare senza trucchi e senza inganni. E chissà che, al volante, non salti fuori qualche bella sorpresa. COSÌ SIMILI, COSÌ DIVERSE Con la G3 Panasonic arriva alla terza generazione del segmento mirrorless e dimostra di avere le idee molto più chiare rispetto alla G1, che condivideva molte soluzioni tecniche con la reflex di casa, tanto da apparire come una versione in miniatura della L10. La G3 si presenta come un apparecchio nuovo e molto più simile alla GF3, la sorella minore del sistema Micro-Quattroterzi con il medesimo sensore e il corpo macchina semplificato e privo di mirino elettronico. Il design sobrio ed elegante è per molti versi simile a quello della precedente G2 della quale la G3 adotta la costruzione e Ricomincio da (G) tre 064_067:090-091 10/11/11 11:46 Pagina 64
Posta Tecnica ALPHA 55, UNA FOTOCAMERA HOT! Sono in possesso da circa due mesi della fotocamera Sony Alpha a 55, e vi scrivo perché altri non cadano nel tranello a me capitato. La fotocamera dopo 5 minuti con lo stabilizzatore inserito, si surriscalda e si spegne. Non un difetto della mia fotocamera, ma una cosa normale per la Sony. È uno scandalo, non esiste nessuna fotocamera che fa video che dopo 5 minuti si spegne, manco quelle che costano un terzo del prezzo della Sony. Ma come fa la Sony, azienda seria, a mettere in commercio tale apparecchio. La cosa più assurda è che nelle caratteristiche riportate dalla Sony nel loro sito, non si accenna minimamente a tale difetto, solo il libretto di istruzioni per l'uso, lo spiega. Va bene quando ormai sei fregato e non puoi più rivendere la fotocamera, ma siamo seri chi la acquista una fotocamera morta. Il bello che si vantano pure che fa i video con autofocus continuo e preciso, tanto per invogliare ad acquistarla per fare video. Dico che come fotocamera per fare foto è ottima, anche per il video va bene (autofocus continuo e veloce), ma se poi dopo 5 minuti si spegne, non puoi più fare né foto né video.....addio. Ora dicono che con la nuova a77 abbiano risolto il problema, ma questa a55, non era manco da metterla in commercio. Anche noi ci fidiamo di voi quando fate i test, ma manco voi vi siete accorti di tale difetto. Vi ringrazio. Giovanni Maria Piras - Orosei (NU) L' SLT Alpha 55 - presentata alla Photokina del settembre 2010 - è la prima macchina fotografica digitale ad ottiche intercambiabili con specchio fisso traslucido: una novità che riprende alcuni esperimenti dell'epoca analogica e li inserisce in un contesto - tecnologico e di mercato - completamente diverso. Come tutte le primizie tecnologiche, anche questa fotocamera non è perfetta, avendo - come tutte - qualche difetto. Del resto, ogni appassionato sa bene che di prodotti perfetti dal punto di vista di tutti gli usi possibili ne esistono ben... zero. Come abbiamo ripetuto sino alla nausea in passato, la perfezione non è di questo mondo e un qualsiasi prodotto di qualsiasi categoria di qualsiasi settore sarà sempre e comunque il risultato di un compromesso (anzi, di più compromessi, rispetto allo stato dell'arte della tecnica, al mercato, e così via). Come giustamente ha riportato il nostro lettore, accanto a performance rilevanti su raffica ed autofocus, la Alpha A55 soffre di surriscaldamento eccessivo del sensore in ripresa video: il sensore CMOS in formato APS-C è infatti costantemente al lavoro e la particolare conformazione dell'interno dell'apparecchio rende difficile dissipare il calore prodotto. Una caratteristica, per la verità, condivisa praticamente da tutte le HD reflex di prima generazione che, chi più, chi meno, sono caratterizzate da interruzione nel funzionamento dopo un breve periodo di ripresa video. Come sia, Sony ed altre aziende hanno preso provvedimenti: la SLT Alpha A77 (in prova su questo numero) non presenta il problema, al punto che durante il test abbiamo registrato per 29 minuti e 50 secondi continui senza interruzioni, anche con lo stabilizzatore e il full time AF attivati. Segnaliamo infine allo stesso lettore che di norma molti costruttori, tra cui la stessa Sony, mettono a disposizione sui loro siti i manuali di istruzione dei prodotti, e quindi è possibile leggerli manuali anche prima di comprare questa o quella macchina. È vero che Sony non ha pubblicizzato il limite della A55, come nessuna delle altre aziende con macchine simili, ma è anche altrettanto vero che non ha nemmeno lanciato a mille la funzione di video registrazione. E la spiegazione di entrambe le situazioni è probabilmente perché all'inizio del boom della registrazione video con la reflex le stesse case sembrano essere state prese dal successo dell'idea più di quanto prevedessero. La loro idea era quella di offrire fotocamere che, come uno dei tanti ‘plus' permettessero anche la registrazione video, e solo oggi sembrano aver capito che invece ci sono consumatori che, per vari motivi, acquistano la videoreflex solo per utilizzarla come ‘surrogato' della videocamera... Non a caso ricordiamo che alla presentazione stampa della prima reflex della storia capace di registrare video, la Nikon D90, i responsabili dell'azienda non hanno spinto sulla questione, né i colleghi hanno chiesto informazioni dettagliate. Siamo stati solo noi ad alzare la mano e chiedere ‘perché 720 p e non Full HD?' Infine, la critica finale del lettore è rivolta alla nostra testata che, a suo dire non si sarebbe accorta dell'errore per segnalare il problema. Abbiamo rapidamente controllato quanto pubblicato nell'ultimo anno e - salvo errori ed omissioni - il risultato è qui riportato. Dell'Alpha A55 abbiamo parlato tre volte: il primo test è stato pubblicato sul numero 64, all'interno di uno speciale fotografico sulle macchine della Photokina 2010 (da pagina 78), ed in effetti di questo problema non si fa menzione: per quale motivo? La prova è avvenuta in autunno inoltrato ed è quindi probabile che la temperatura esterna abbia ritardato il riscaldamento del sensore oltre la soglia di uso dell'apparecchio, impedendo al redattore - il nostro direttore tecnico Massimo Basile - di prendere coscienza del problema. Peraltro, a quell'epoca la ridotta autonomia video delle HDSLR era comune praticamente a tutte le macchine in commercio, ed il video era considerato un ‘plus' più che una caratteristica determinante. Nella seconda occasione (Relazioni Pericolose, n. 66, pagina 57 e 59), all'interno di un articolo-confronto fra quattro macchine Sony per il video HD, ecco segnalato il surriscaldamento a chiare lettere: "C'è un punto di attenzione con la SLT-A55 in ripresa: la macchina infatti può scaldarsi se utilizzata per lungo tempo arrivando a bloccarsi per protezione". La terza occasione, ancora rivolta ai fotografi, è sul numero 67, dove per la ristrettezza dello spazio non ci siamo dilungati più di tanto sulle caratteristiche video. A conti fatti, dunque, un lettore che segua la rivista con assiduità avrà ricevuto l'informazione necessaria anche per quanto riguarda il problema del surriscaldamento del sensore della A55. Detto ciò, ha fatto bene Sony a mettere in commercio questa macchina fotografica anche in presenza del surriscaldamento che si manifesta se la si usa come una videocamera per riprese continuative? Secondo noi sì, considerando il fatto che il suo uso primario - dove offre tra l'altro qualcosa di interessante - è proprio quello fotografico. E poi, se le aziende non rischiassero mai proponendo prodotti di nuova concezione anche non al top delle loro potenzialità, si fermerebbe l'innovazione tecnologica che ci ha regalato la registrazione elettronica, quella digitale, l'alta definizione, le videoreflex, eccetera eccetera eccetera... (S.Bla) La Sony Alpha A55 è una macchina fotografica con specchio traslucido fisso: in ripresa video soffre di eccessivo surriscaldamento del sensore. 010_014:026/028 10/11/11 10:30 Pagina 12
Anteprima Consumer Electronic & Photo Expo 2012 Il 12 ottobre scorso nella capitale russa si è svolta la conferenza per la presentazione del Consumer Electronics & Photo Expo previsto per la prossima primavera a Mosca. Ecco il resoconto dell'evento al quale Tutto Digitale è stata l'unica rivista italiana invitata 16 Si è recentementesvolta, a Mosca, laconferenza di presentazione del Consumer Electronics & Photo Expo che si terrà dal 12 al 15 aprile prossimi nella capitale russa. Di fronte ad una vasta platea composta da esponenti della stampa nazionale ed internazionale, aziende di settore e rivenditori, Midexpo (ente organizzativo fieristico) e Ratek (Association of Trading Companies and Manufacturers of Consumer Electronic and Computer Appuntamento al Crocus di Mosca Equipment) hanno illustrato nel dettaglio l'evento che si propone come il più importante del settore nell'est europeo. In primavera prossima, negli spazi del Crocus Expo ICC, saranno previsti spazi dedicati come Photophorum, Mobile & Digital, Audio Video, Premium Hi-fi e Home Theater, iZone specializzata negli accessori Apple e due nuovissime divisioni, una intitolata Showprint e l'altra tutta dedicata alle Home Appliances. Così come ha ricordato Irina Nedumova (direttore di Midexpo), questa fiera nasce nel 2008 da una precisa esigenza di creare sul territorio un evento dedicato all'elettronica di consumo. Nel 2011 la fiera ha contato 150.000 visitatori e nel 2012 si estenderà su una superficie di 30.000 mq. Per quel che riguarda la nuova sezione dedicata alle Home Appliances sono previsti progetti interattivi e spettacoli condotti da personaggi televisivi e famosi chef in grado di coinvolgere il pubblico attraverso l'utilizzo di elettrodomestici e accessori da cucina. La sezione Show Print accoglierà invece tutto ciò che gira intorno al mondo della stampa digitale e laser, dal printing on demand alle soluzioni aziendali. Grandi novità anche per quello che riguarda le facilitazioni d'accesso e di fruibilità della fiera. È disponibile infatti un'applicazione creata specificamente per il CEPExpo che permette di scaricare piantine dei padiglioni, informazioni su espositori, manifestazioni, eventi e quant'altro. Già attiva durante l'ultima edizione, sarà ancora più evoluta nel 2012 e in grado di offire informazioni più dettagliate agli utenti in possesso di smart phone e tablet. L'applicazione è gratuita e scaricabile per sistemi operativi iOS e Android. L'appuntamento è dal 12 al 15 aprile 2012 presso il Crocus Expo di Mosca. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito della manifestazione www.cep-expo.ru. Giorgia Vaccari Nelle tre foto più in alto, alcuni momenti della conferenza organizzata a Mosca, il 12 ottobre scorso, per la presentazione del Consumer Electronics & Photo Expo. Nelle tre immagini qui sopra il taglio del nastro dell'edizione 2011 e alcune immagini della fiera. 016:026/028 10/11/11 10:36 Pagina 16
30/11-4/12/20011 La Torneria via Tortona 32 Milano I Manetti Bros (Zora la vampira, Piano 17, L'arrivo di Wang, presto al cinema, L'ispettore Coliandro, Crimini in tv, e un numero infinito di clip), intenti nella loro lettura preferita. A Fotografica parleranno delle loro esperienze dalla pellicola al digitale all'HDSLR, per produzioni televisive e cinematografiche Michele D'Attanasio - AIC (Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica) ha firmato la fotografia di vari corti, clip, spot e film (dell'ultimo, Il paese delle spose infelici, appena uscito al cinema per Fandango, ne parliamo in altre pagine). Al villaggio parlerà della fotografia cinematografica in funzione dell'evoluzione della tecnologia. Pericolo Verticale è una fiction televisiva di prossima uscita interamente filmata con reflex Canon. La regia è di Simone Gandolfo, con direzione della fotografia di Ezio Gamba. Fra gli interpreti, Luca Argentero, Fabio Troiano, Giuseppe Lo Console, Miriam Catania. A Fotografica alcuni membri della troupe tecnica racconteranno questa esperienza MERCOLEDÌ 30 NOVEMBRE 20.00 - Principi di illuminazione cinematografica: il set up luci GIOVEDÌ 1 DICEMBRE 18.30 - Canon EOS C300: in anteprima italiana, le mani sulla macchina del momento 20.00 - Il compositing e gli effetti speciali VENERDÌ 2 DICEMBRE 18.30 - Principi di ripresa: le inquadrature 20.00 - The freaks: basta una videoreflex per creare un fenomeno web di successo? SABATO 3 DICEMBRE 10.30 - Principi di ripresa: i movimenti di macchina 12.00 - Il ruolo della luce nel cinema che cambia: incontro con Michele D'Attanasio - AIC 14.30 - Sensori e messa a fuoco 16.00 - Dalla cinepresa alla videocamera alla reflex HD: incontro con i Manetti Bros 18.00 - AVCHD, XF, 4:2:2 ed altri formati video per la ripresa ed il montaggio 20.00 - Canon Eos 1D X, la (video) reflex del futuro DOMENICA 4 DICEMBRE 10.30 - Camcorder vs Reflex, un anno dopo 12.00 - Documentario e dintorni: esperienze, trucchi e buone pratiche con Massimo Schiavon (Dop de I soliti Idioti) 14.00 - HDSLR no limits: la storia di Pericolo Verticale. Incontro con il regista Simone Gandolfo e alcuni membri della troupe 16.00 - HD, 3D e 4K: presente e futuro dell'alta definizione in ripresa, montaggio e visualizzazione 19.00 - Cellulare, reflex, videocamera, macchina da presa: la color correction Soggetto a variazioni di tipologia ed orario. Programma definitivo su www.tuttodigitale.it PROGRAMMA ORIENTATIVO Foto: S. Martinetto 024_027:003 10/11/11 17:16 Pagina 36
Uno dei piatti forti della Sony SLT A 77 è la gamma dinamica estesa e gestibile. In particolare, quando ci si trova di fronte ad una scena dai forti contrasti come quella nella foto sopra, è possibile impostare le funzioni DRO (in un intervallo compreso tra 0 e 5 step), e HDR, che mantengono la leggibilità dei dettagli nelle ombre e nelle alte luci. Il menu delle funzioni avanzate consente di correggere via menu i difetti dell'ottica in uso. Qui sopra si vedono gli effetti positivi dell'intervento ad hoc sull'aberrazione cromatica denominata purple fringing che, altrimenti, risulta molto vistosa. Il difetto si manifesta tipicamente con colorazioni blu-violacee in corrispondenza dei bordi della foto. L'obiettivo Sony DT SAM 16-50mm f/2,8 presenta una forte distorsione a barilotto alla focale grandangolare prontamente corretta dal software interno della macchina, una volta impostata la funzione corrispondente. Nei dettagli sopra si nota l'effetto del rumore elettronico, che risulta molto vistoso non appena si alza la sensibilità su valori superiori a 800 ISO. 75 medio-bassi, a tutto vantaggio della qualità d'immagine. In condizioni di luce favorevoli, le cose cambiano e le doti dell'apparecchio vengono fuori senza riserve. In particolare, abbiamo apprezzato la resa cromatica ricca di sfumature con una restituzione molto naturale dell'incarnato e del cielo, molto simile a quella della mitica pellicola Kodakrome, con nuvole ben disegnate e credibili e un livello di saturazione piacevole. Inoltre, la gamma dinamica estesa e gestibile via menu consente di scattare anche in presenza di forti contrasti, garantendo leggibilità nelle ombre e nelle alteluci. Qualche riserva, invece sul comportamento dell'esposimetro multisegmento a 1200 zone, che evidenzia una decisa tendenza alla sottoesposizione. CONCLUSIONI PROVVISORIE Considerata dal punto di vista prettamente fotografico, la Sony SLT A77 è una reflex che offre molto, ma che deve essere conosciuta a fondo per dare il meglio di sé. È capace di stupire anche il fotografo purista grazie al mirino elettronico OLED a colori da 2,4 MP, che non fa rimpiangere il pentaprisma in vetro ottico, ma può spaventare per via delle numerosi funzioni che spaziano dalla foto panoramica alla ripresa in 3D. D'altra parte il menu delle funzioni avanzate, che comprende la correzione automatica dell'aberrazione cromatica, della vignettatura e della distorsione degli obiettivi, unite alla microregolazione dell'AF, si rivolge prettamente ad un pubblico fotografico semi-pro o professionale, che vede nella reflex uno strumento di piacere, ma anche di lavoro. E sotto quest'ultimo profilo la macchina soffre di qualche limitazione di troppo legata sia all'elevata risoluzione in rapporto alle dimensioni del sensore, sia alla tecnologia Translucent, che è ancora in fase di perfezionamento ma che, comunque, mostra grandi potenzialità. Infine segnaliamo un miglioramento netto rispetto alla sorella minore SLT A 55, che aveva denunciato durante l'uso problemi di surriscaldamento. Con la A 77 non si corre questo rischio. Enrico Fontolan - Segue sul prossimo numero DR OFF DRO LIV.5 HDR HDRDRO LIV.5DR OFF PURPLE FRINGING GAMMA DINAMICA Correzione distorsione OFF Correz. aberraz. cromatica ON Correz. aberraz. cromatica OFF 50 ISO 1600 ISO Correzione distorsione ON Prova rumore 072_075:090-091 10/11/11 11:58 Pagina 75
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78 Digital Market Duracell ricarica stilo, ministilo e dispositivi portatili Duracell lancia due nuovi caricabatterie: uno è adatto alla ricarica delle classiche stilo e ministilo, mentre il secondo è dotato di porta USB per fornire una dose di energia supplementare a smartphone, fotocamere ed altro ancora. Il modello per la ricarica delle AA ed AAA si chiama Speedy: come suggerisce il nome, è rapido (è in grado infatti di ricaricare in un'ora due batterie e in due ore quattro batterie) e dal design compatto. Il caricatore USB portatile (nella foto) è invece un dispositivo tascabile, che si alimenta da una tradizionale presa di corrente attraverso uno spinotto; al suo interno, una batteria agli ioni di litio da 1800 mAh può alimentare, grazie a due prese USB, dispositivi portatili come lettori di musica digitale, smartphone, fotocamere ed altro ancora. www.duracell.it Drive SSD SATA 3.0 da Kingston Il KC100, la nuova unità SSD presentata da Kingston, è disponibile in tagli da 120GB, 240GB e 480GB, sia in versione stand-alone sia in kit di upgrade, ed utilizza i controller SandForce: grazie alla tecnologia DuraClass questi dischi - anche se il termine è improprio visto che si tratta di memorie di massa basate su dispositivi a stato solido senza parti meccaniche in movimento offrono un livello avanzato di protezione contro l'usura. Gli SSDNow KC100 sono compatibili con lo S.M.A.R.T., lo standard che permette di monitorare le statistiche di utilizzo e la durata dei dischi, per ottimizzare le prestazioni e prevenire qualsiasi malfunzionamento, aumentando così l'affidabilità del sistema. Inoltre questi SSD dispongono di funzioni di crittografia automatica basata su hardware AES-128 e AES-256 e sono retrocompatibili anche con i sistemi SATA Rev. 2.0 preesistenti. Per quanto riguarda le prestazioni dichiarate, se collegati in SATA Rev. 3.0 le unità da 120 e 240 GB arrivano a 555 MB/s in lettura, mentre quelle da 480 GB toccano i 540 MB/s. Se installati invece in un sistema SATA rev. 2.0, tutti e tre si fermano (se così si può dire...) a 280 MB/s. I nuovi SSD possono lavorare con temperature fra 0° e 70° C, tollerano vibrazioni fino a 2.17G mentre sono in uso (20G non in uso) e resistono agli urti fino a 1500G. Il fattore di forma è quello di un disco rigido da 2.5" e i consumi si limitano a 0.455 W quando l'unità non è attiva, 1.6 W in lettura e 2.05 W in scrittura. SSDNow KC100 ha infine una garanzia di 5 anni. www.kingston.com Kingston ha presentato SSDNow KC100, un drive SSD dedicato alle aziende e dotato di interfaccia SATA Rev. 3.0 a 6Gb/s. Avevamo già parlato della Lytro Camera - la rivoluzionaria fotocamera che permette di variare in qualsiasi momento la messa a fuoco dopo lo scatto qualche tempo fa, ma la macchina era ancora allo stadio primordiale. Recentemente, la californiana Lytro ha rivelato aggiornamenti interessanti, mostrato la scocca definitiva della macchina e aperto le possibilità di preordine ai residenti degli USA. La Lytro Camera cattura, grazie ad un sensore di nuova concezione, il colore, l'intensità e la direzione della luce: è priva di motore autofocus e per questo non soffre di shutter lag. Il corpo macchina è diverso da quello di una reflex o di una compatta: si tratta di un parallelepipedo dalle dimensioni simili a quelle di una webcam, in alluminio anodizzato e gomma; il lato opposto dell'ottica (uno zoom 8x f/2) integra un display touchscreen da 1.5", mentre i comandi sono ridotti al tasto di accensione, ad uno slider per lo zoom ed al tasto di scatto. La macchina scatta immagini in formato .lfp, da importare nel software in dotazione (solo per Mac) che provvede a trasformarle in 'living pictures' in Flash o HTML5, compatibili anche con Facebook e twitter. La macchina sarà disponibile in due versioni, con memoria integrata da 8 GB - che permette di memorizzare fino a 350 immagini, in colorazione Grafite o Blu Elettrico - o con memoria da 16 GB e corpo Rosso. Le Lytro Camera sono proposte al prezzo di 399 e 499 dollari statunitensi. Per capire meglio il risultato finale è consigliabile un salto sul nostro sito, e cercare la notizia relativa a Lytro: cliccando su diverse porzioni dell'immagine pubblicata è possibile variare la messa a fuoco. www.lytro.com Lytro Light Field Camera, prezzi e nuovi dettagli 076_078:026/028 10/11/11 15:41 Pagina 78
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D VI 90 limitazione dell'attuale formato DCI considerata necessaria a valle di attente analisi dei contenuti 3D di film ripresi in normale 24 fps per canale. In questi si può constatare che, soprattutto nel caso di sequenze ricche di movimenti veloci, la risoluzione temporale risulta troppo bassa per permettere una accurata riproduzione delle piccole differenze fra i canali di ripresa destro e sinistro, differenze che sono alla base della qualità della percezione stereoscopica. Il risultato è una perdita dell'effetto 3D e, eventualmente, una maggiore difficoltà a mantenere la concentrazione “stereoscopica” da parte dell'utente soprattutto nel caso di sequenze con movimenti veloci, tipiche dei film più spettacolari. Inoltre si può constatare come la scattosità che caratterizza il 24fps risulti accentuata nella riproduzione 3D: questo perché il nostro occhio fa più fatica ad inseguire i movimenti veloci nella visione stereoscopica. La combinazione di questi effetti rende, a detta di alcuni, il formato 24fps non ideale per la riproduzione stereoscopica soprattutto su grande schermo. I fautori dei formati ad alta velocità di scansione, come James Cameron, sostengono che raddoppiando (almeno) il frame rate del video 3D, passando quindi da 24fps a 48fps o più per canale, le immagini acquistano una maggiore nitidezza e l'effetto stereoscopico diviene meno faticoso da mantenere e più efficace. Ed ecco nascere il 3D HFR. DESTINATO AL CINEMA DIGITALE Nei cinema digitali la proiezione dei programmi 24fps viene effettuata, al pari di quanto avveniva con i classici proiettori a pellicola, con il N el ricercare la sempremigliore qualità dellariproduzione di contenuti 3D, l'ultimo grido tecnologico prende il nome di 3D High Frame Rate o 3D HFR. Si tratta di uno sviluppo per il Digital Cinema che prevede l'utilizzo di una frequenza di quadro aumentata per la riproduzione di contenuti stereoscopici. Anziché utilizzare il classico formato 24p (o 24fps), con il 3D HFR la frequenza di quadro viene elevata almeno a 48 fotogrammi al secondo (48fps) se non a 60fps per canale allo scopo di rendere più efficace la produzione dell'effetto tridimensionale. Oggi le specifiche per il Digital Cinema (DCI) prevedono l'uso dei frame rate 24fps e 48 fps per il normale video 2D ma queste, adattate al 3D, limitano la produzione a 24fps per canale. Il 3D HFR nasce per superare questa Il prossimo passo per l'evoluzione del cinema 3D sembra essere l'alta velocità. Si tratta di aumentare il frame rate delle riprese cinematografiche abbandonando lo “storico” 24fps a favore di formati a frequenza almeno doppia, di 48fps o anche 60fps, per eliminare la scattosità e rendere l'esperienza 3D più efficace. Sono in arrivo i sequel di Avatar e The Hobbit in questo formato, dimostrato da Christie all'ultimo IBC xxxxxxxx sistema dei flash multipli: la stessa immagine viene fatta lampeggiare 3 volte in sequenza, elevando il frame rate da 24 ad almeno 72 fps. Nel caso del 3D questa tecnica viene applicata separatamente ad entrambi i canali, producendo così una sequenza di 144 fps stereoscopica. A queste velocità i fenomeni di flickering diventano invisibili e la riproduzione dei movimenti viene effettuata al meglio delle possibilità con questo tipo di contenuti. Ne consegue che i proiettori destinati al D-Cinema dovrebbero essere già compatibili con frequenze di quadro così elevate, sebbene questo non sia quasi mai vero per la parte elettronica di processamento video, oggi limitata al funzionamento in 24fps. Nel caso di materiale prodotto in 3D HFR, si partirà da una frequenza di 48fps per ciascun canale. In questo HFR: la rivoluzione del 3D 090_091:ART EUROPEI 10/11/11 15:03 Pagina 90
Dopo il successo delle precedenti edizioni (PhotoShow 2010 a Roma, PhotoShow 2011 a Milano, Fotografica 2010 a Milano), il Villaggio Tutto Digitale torna a Milano, via Tortona 32, per una nuova edizione davvero speciale, unica, all'interno di Fotografica 2011 - La settimana Canon della Fotografia e del Video. Il Villaggio Tutto Digitale è il luogo d'elezione per appassionati e professionisti del digitale, il luogo ove si incontrano idee ed applicazioni rese possibili dalla tecnologia numerica, con un'area ad hoc, per osservare, ascoltare, imparare. Fotografica è un evento creato da Canon Italia, da anni appuntamento imperdibile dedicato a chi ama la fotografia e il video. È un luogo di incontro, di scambio di idee e di informazioni: non solamente prodotti ma soprattutto immagini, tendenze, stili, cultura e arte. Fotografi, fotoamatori, appassionati di video, studenti o semplici curiosi avranno libero accesso a tutte le iniziative che si svolgeranno in occasione dell'evento, Villaggio Tutto Digitale compreso. Il Villaggio Tutto Digitale @ Fotografica 2011 sarà ospitato in un'area ad hoc dove si svolgeranno eventi unici, come: - proiezioni di showreel e filmati spettacolari; - incontri con registi, operatori, tecnici, che illustreranno metodi ed esperienze; - approfondimenti su questioni tecniche; - dibattiti su temi di grande attualità tecnica e pratica; - showcase di autori emergenti; - rassegna di corti raccolti e preparati ad hoc per questo evento; - 'lettura del video', ovvero analisi critica delle opere di autori prenotati. Al Villaggio Tutto Digitale anche una qualificata offerta formativa, dedicata alla ripresa video e cinematografica digitale; sono previste vere lezioni, con live set professionali, fruibili gratuitamente dai visitatori. Tutto questo, ed altro ancora, al Villaggio Tutto Digitale @ Fotografica 2011! Villaggio Tutto Digitale @ Fotografica 2011, un appuntamento imperdibile CINQUE GIORNI DI PACE, AMORE E HI-TECH IN CASA CANON, IN COMPAGNIA DELLA REDAZIONE DI TUTTO DIGITALE - E DI REGISTI, DIRETTORI DELLA FOTOGRAFIA, MONTATORI & CO. - FRA SEMINARI, INCONTRI TECNICI, PROIEZIONI HD, WORKSHOP... 30/11-4/12/2011 La Torneria via Tortona 32 Milano 024_027:003 10/11/11 17:11 Pagina 35
'Villaggio Tutto Digitale@Fotografica 2011: osservare, ascoltare, imparare' è un'iniziativa del Gruppo Motoperpetuopress (Tutto Digitale, Tutto Digitale Collection, Alta Definizione Cinema & TV HD, Technoshopping) in collaborazione con Canon Italia VI ASPETTIAMO AL DAL 30 NOVEMBRE AL 4 DICEMBRE 2011 @ PRESSO LA TORNERIA, VIA TORTONA 32 MILANO 024_027:003 10/11/11 17:17 Pagina 37
55 Sensore: Cmos EXMOR HD APS-C (23,5x15,6mm) da 24.3 MP Innesto obiettivi: Sony E-mount Display: LCD TruBlack 3" inclinabile, 921.600 pixel Mirino: EVF OLED a colori 1,09x, copertura 100% Autofocus: A contrasto su 25 punti Sensibilità ISO: 100-16000 Video: AVCHD 1920x1080 50/60p, 50/60i, 24/25p, Dolby Digital AC3 - MP4 1080x1440 25fps, AAC Scheda di memoria: SD/SDHC/SDXC, MS Pro Duo Connessioni: USB 2.0, miniHDMI Alimentazione: accumulatore Li-ion (NPFW50) Dimensioni: 119,9x66,9x42,6mm Peso: 350g. (solo corpo) SONY NEX 7 Prezzo: € 1411,67 con ob. 18-55mm Sensore: Cmos EXMOR HD APS-C (23,4x15,6mm) da 16.2 MP Innesto obiettivi: Sony E-mount Display: LCD TruBlack da 3" inclinabile, 921.600 pixel Mirino: no Autofocus: A contrasto su 25 punti Sensibilità ISO: 200-12.800 Video: MP4 1280x720p 30fps, audio AAC Scheda di memoria: SD/SDHC/SDXC, MS Pro Duo Connessioni: USB 2.0, miniHDMI Alimentazione: accumulatore Li-ion (NPFH50) Dimensioni: 110x60x33mm Peso: 225g. (solo corpo) SONY NEX C3 Prezzo: € 635,25 con ob. 18-55mm Sensore: Cmos APS-C (23,5x15,7mm) da 20.3 MP Innesto obiettivi: baionetta NX Display: AMOLED 3", 614.000 pixel Mirino: no Autofocus: A contrasto su 15 aree Sensibilità ISO: 100-12.800 Video: H.264 MP4 1920x1080/30p 30fps, 1280x720/60p 60fps, audio AAC Scheda di memoria: SD/SDHC/SDXC Connessioni: USB 2.0, HDMI Alimentazione: accumulatore Li-ion (BC1030) Dimensioni: 117x63x36mm Peso: 220g. (solo corpo) SAMSUNG NX200 Prezzo: € 849 con ob. 18-55mm Sensore: Cmos APS-C (23,4x15,6mm) da 14.6 MP Innesto obiettivi: baionetta NX Display: AMOLED 3", 614.000 pixel Mirino: EVF a colori 921.000 pixel, ingrandimento 0,86x, copertura 100% Autofocus: A contrasto su 15 aree Sensibilità ISO: 100-3200 Video: H.264 MP4 1280x720 30fps, audio AAC Scheda di memoria: SD/SDHC/SDXC Connessioni: USB 2.0, HDMI Alimentazione: accumulatore Li-ion (BP1) Dimensioni: 123x87x39,8mm Peso: 353g. (solo corpo) SAMSUNG NX11 Prezzo: € 549 con ob. 18-55mm Sensore: Cmos APS-C (23,4x15,6mm) da 14.6 MP Innesto obiettivi: baionetta NX Display: AMOLED 3", 614.000 pixel Mirino: no Autofocus: A contrasto su 15 aree Sensibilità ISO: 100-6400 Video: H.264 MP4 1280x720/30p 30fps, audio AAC Scheda di memoria: SD/SDHC/SDXC Connessioni: USB 2.0, HDMI Alimentazione: accumulatore Li-ion (BP1310) Dimensioni: 120,5x71x34,5mm Peso: 282g. (solo corpo) SAMSUNG NX100 Prezzo: € 499 con ob. 18-55mm Sensore: Cmos EXMOR HD APS-C (23,5x15,6mm) da 16.1 MP Innesto obiettivi: Sony E-mount Display: LCD TruBlack da 3" inclinabile, 921.600 pixel Mirino: no Autofocus: A contrasto su 25 punti Sensibilità ISO: 100-25.600 Video: AVCHD 1920x1080 50/60p, 50/60i, 24/25p, Dolby Digital AC3 - MP4 1080x1440 30fps, AAC Scheda di memoria: SD/SDHC/SDXC, MS Pro Duo Connessioni: USB 2.0, miniHDMI Alimentazione: accumulatore Li-ion (NPFH50) Dimensioni: 110,8x62,2x38,2mm Peso: 269g. (solo corpo) SONY NEX 5N Prezzo: € 736,03 con ob. 18-55mm Pro: Qualità fotografica, rumore elettronico contenuto, schermo AMOLED Contro: Mirino EVF da migliorare, operatività e qualità video non eccezionali Pro: Guscio in magnesio, schermo AMOLED nitido, compat. con gli obiettivi Samsung iFn Contro: Assenza del mirino, rumore elettronico agli alti ISO, ergonomia generale Pro : Schermo AMOLED nitido e dettagliato, compatibilità con gli obiettivi Samsung iFn Contro: Assenza del mirino, ergonomia del corpo e dei comandi, video solo 720p Pro: Costruzione, mirino nitido, AF veloce, ripresa foto-video anche in Panorama 3D Contro: Rumore elettronico, assenza MIC Pro : Costruzione, gamma dinamica estesa, qualità fotografica, rumore contenuto Contro: Ergonomia, manca il tasto ISO Pro: Compattezza, prestazioni agli alti ISO, ampia gamma di funzioni avanzate Contro: Ergonomia, no mirino, video solo 720p 048_055:026/028 10/11/11 11:21 Pagina 55
Maste Ovunqu Con la nuo r Quality adae tu v G-HPX250a Av a nel pVC-IntrAV indipendeneghier3 con esriprdisituazioneogni andgrottica nuova na U con10bita azioneegistrr èAG-HPX250nuovaLa sanecessario piùè Non almo della tua mano uoco.Fe ZoomIris, per ti lessibilitàfmassimalaeoffrea consent22x zoomcon eangolar ullFsensoridie aC-IntrVAcodec compattealmarPP2acameruna delevorfain qualità laeicarcrif ollocontrdi e estirgdi e HD. didotataa mobilità. la essiofor PrBuilt f onals w eer l'P oadcast.it.panasonic-brwww atteristiche visitalenco completo delle car : X PDF:026/028 14/11/11 12:19 Pagina 76
Fotocamera Fujifilm FinePix X10 Prezzo : 529,00TEST Dopo il successo della X100, la fotocamera dal gusto vintage che ha sbancato al botteghino, Fujifilm ci riprova presentando una compatta dal design rétro e dalla costruzione solida, con un sensore CMOS EXR da 12 MP e uno zoom luminoso che promettono grandi cose. L'abbiamo provata in anteprima esclusiva. Q ual è la formula dellafelicità nel mondo dellafotografia digitale? Alla domanda le case costruttrici provano a rispondere, ognuna a suo modo. C'è chi punta sull'estrema compattezza degli apparecchi e degli obiettivi, chi spinge sull'acceleratore dei megapixel per accaparrarsi l'utente poco navigato, chi sforna nuovi modelli a ciclo continuo e chi punta sulla ripresa video in Full HD. Fujifilm ha scelto la strada della fotografia. Non a caso è l'unica ad aver mantenuto la pellicola nel nome. Per capire meglio quella che sembra un'affermazione criptica, basta guardare cosa è successo nei mesi immediatamente successivi alla presentazione della X100, la compatta con mirino a telemetro optoelettronico e l'ottica fissa, che ha spopolato tra i fotografi di tutto il mondo superando le più rosee aspettative del costruttore. Se ci si collega a Flickr - a proposito, abbiamo appena aperto il nostro spazio: visitateci su www.flickr.com/groups/tuttodigitale - il noto social network per la condivisione delle fotografie, si scopre che esistono decine di gruppi di discussione sulla macchina in questione, con migliaia di fotografie postate dagli utenti. Tutto questo per dire che, evidentemente, caratteristiche e qualità prettamente fotografiche della macchina sono piaciute. A partire proprio dallo stile vintage che sta diventando sempre di più il family-feeling della casa biancoverde, se anche la nuova X10 adotta soluzioni analogiche sotto le quali pulsa un cuore tutto digitale. PONTE DI COMANDO Come la X100, la X10 somiglia molto alle macchine fotografiche di una volta e se non avesse l'LCD sul dorso passerebbe tranquillamente per una di quelle. Il corpo, infatti, è tutto in metallo ed ha un design squadrato, rifinito da una livrea nera con effetto umido che aumenta la sensazione di solidità. Una guaina di plastica gommata, che riproduce la vulkanite delle Leica anni '30, avvolge l'apparecchio e favorisce l'impugnabilità, per la verità non molto confortevole vista la piccola guancia anatomica che ospita l'accumulatore al litio e la scheda di tipo SD. L'impostazione dei comandi è razionale e mette chiunque in 60 Lo schermo LCD ha un taglio di 2,8” ed una risoluzione di 460.000 pixel. The factorX 060_063:090-091 10/11/11 11:39 Pagina 60
Pratici, tascabili, completi: da Zanichelli arrivano - in collaborazione con l'editor bolognese Scribedit - quattro frasari, ovvero vocabolari turistici (inglese, francese, spagnolo e tedesco, ma potrebbero essere ancora disponibili in commercio analoghe proposte anche per il russo e il portoghese, edite qualche anno fa) che vogliono essere ideale complemento di ogni viaggiatore, con parole-chiave e situazioni-tipo da risolvere in punta di lingua. Ad esempio cosa ordinare al ristorante oppure anche come orizzantarvi nei vostri acquisti di consumer electronics... Uno strumento davvero utile e interessante, organizzato in modo completo e razionale - ci sono anche, in ogni libro 40 box di approfondimento tematico, con curiosità e particolarità locali, e dieci tavole llustrate - reso ancor più efficace dalla possibilità di usufruire pure di ulteriori contenuti on line, disponibili sul sito di Zanichelli. (V.F.) Parole per viaggiare Guide linguistiche a cura di Scribedit Zanichelli 218 pagine, 11,5 x 16 cm euro 9,90 l'uno Overall Il lessicografo altri non è che colui che pone mano alla realizzazione di un vocabolario. Impresa non facile, certo, soprattutto in un mondo che cambia rapidamente i suoi linguaggi, per via dell'influenza dei nuovi media e del melting pot sociale che ormai è presente anche da noi. Ma, visto che non c'è dubbio - lessicografi si diventa e non si nasce, perché non pensare a questa nuova professione? Il come e il perché ve lo racconta questo libro... (G.P.) Overall Lessicografo Manuale tecnico di Mario Cannella Zanichelli 146 pagine, 11,5 x 17,5 cm euro 10,40 Il turismo cinematografico è ormai un fenomeno di costume, nonché una realtà commerciale in espansione, ed anche in Italia iniziano ad esere pubblicate guide come questa, destinati ai ‘turisti cinefili & routard', se ci perdonate l'espressione. Il libro si presenta ricco di stimoli, segnalando location in tutto il mondo di film noti e meno noti. Rispetto ad alcuni testi stranieri manca però profondità sullo location vere e proprie, e la veste grafica è un po' dimessa. (G.P.) Overall I magnifici set Cineturismo di Giovanni Todaro Edizioni Polaris 254 pagine, 15 x 21 cm euro 17,00 Un'indagine fotografica sull'adolescenza, o meglio sugli adolescenti - 34 ragazzi umbri, ripresi nei loro spazi vitali, che sono anche specchio della loro personalità - concetto molto più reale e definibile di un'età (quella dell'adolescenza, appunto) che a detta di Giogli “non esiste”. Un progetto ambizioso, che rilascia un'immagine dei nostri figli che forse stupirà più di un adulto. Allo psicologo Paolo Crepet il compito di tirare le somme nella sua analisi critica in prefazione. (V.F.) Overall L'unico eri tu Libro fotografico di Stefano Giogli Postcart 88 pagine, 23 x 23 cm euro 25,00 Regista e sceneggiatore, Chiesa ha alle spalle una lunga gavetta da assistente di vari big (Cimino, Roeg, Jarmusch...) e quindi conosce il set e il suo background come le sue tasche. In questo libro, ricco di esempi pratici, narra con un taglio assai realistico e a volte corrosivo il lavoro del regista in tutti i suoi annessi e connessi, anche i meno conosciuti. Ne viene fuori un manuale di vita (on stage e non) oltre che di regia, da consigliare a tutti gli aspiranti. (G.P.) Overall Manuale di regia cinematografica Manuale tecnico di Guido Chiesa Edizioni UTET 318 pagine, 14 x 20,5 cm euro 25,00 Qualcosa di nuovo. a metà tra la comune agenda e la guida turistica piena di dritte per la dolce vita: ecco le Agende della notte edite da Iacobelli, vale a dire le “guide alla città che non dorme”. Roma e Milano - con qualche sprazzo anche nei dintorni - le mete nel mirino dei nostri infaticabili viveur, un vademecum notturno che, giorno per giorno, vi accompagnerà nella ricerca di tutto quello di cui potreste avere desiderio o bisogno: dalle farmacie alle cornetterie, dalle lavanderie 24/24 alle librerie... Una vera manna per il popolo dei nottambuli, qualunque sia la loro richiesta di vita by night, in edizione riveduta, ampliata e corretta per il 2012: 365 indirizzi sicuri e garantiti, da tenere sempre a portata di mano. Il pezzo forte è certamente la parte riservata ai locali - pub, birrerie, discoteche, ristoranti... - che sono stati tutti visitati personalmente (spesso in forma anonima) e prescelti per le loro peculiarità, la qualità del servizio, l'originalità. (V.F.) L'Agenda della notte: Milano 2012 Roma 2012 Agende/Guide turistiche a cura di Metropolino.com Iacobelli Editore 398 pagine, 12 x 17 cm euro 10,00 l'una Overall Nuovi media, nuove opportunità... ma anche nuove competenze. Se i social network hanno rivoluzionato il concetto di comunicazione, altrettanto stanno facendo con quello di marketing, riscrivendone canoni e regole. Che siate imprenditori o PR, studiosi dei media o semplici osservatori della realtà che vi circonda, se non volete essere impreparati di fronte a questi scenari, non avete altra scelta che informarvi e questo manuale farà certo al caso vostro. (G.P.) Overall Manuale tecnico di Dan e Alison Zarrella Hops Libri/Tecniche Nuove 275 pagine, 17 x 23,5 cm euro 21,90 Un “mostro sacro” di vocabolario, il non plus ultra dell'ingleseitaliano. Difficile trovare parole nuove per recensirlo, eppure questa summa della tradizione ogni anno rinasce e cambia, adattandosi all'evoluzione della lingua, mutuando termini dal gergo tecnico e informatico.... Insomma, un indispensabile compagno di viaggio, dall'alto delle sue 400mila voci, offerto in varie versioni, comprensive pure di DVD-Rom, licenze on line e applicazioni iPad e iPhone. (G.P.) Overall Il Ragazzini 2012 Dizionario a cura di Giuseppe Ragazzini Zanichelli 2784 pagine, 18 x 24 cm euro 65,90 (versione base) Un focus su quel che viene definito come il più diffuso sistema per la creazione e gestione di blog. Lo ha scritto Francesco Caccavella, secondo l'impostazione tipica dei manuali di FAG, con una trattazione essenziale ma completa, semplice ma appropriata. Ragione per cui qui troverete tutte le nozioni utili per installare, configurare e personalizzare WordPress 3, in un testo che vi seguirà passo passo e si giova di numerose foto a colori. (V.F.) Overall WordPress 3 Guida all'uso Manuale tecnico di Francesco Caccavella Edizioni FAG 290 pagine, 17 x 24 cm euro 32,00 E che dire allora dello Zingarelli? Se il Ragazzini era, nel suo settore, il riferimento assoluto, altrettanto lo è questo classico testo per la lingua italiana. La versione 2012 - anch'essa con DVD-Rom, licenze on line e app varie - si presenta arricchita di 1500 (!) nuove parole - roba come cloud computing o barcamp, per intenderci - e ci offre una chiave di lettura preziosa per un mondo che cambia e per chi voglia, giustamente, esserne protagonista. (G.P.) Overall Lo Zingarelli 2012 Dizionario a cura di Nicola Zingarelli Zanichelli 2720 pagine, 18 x 24 cm euro 83,80 (con DVD-Rom) Il Marketing con facebook 83 082_083:Layout 1 10/11/11 16:02 Pagina 83
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Un caso limite di questo tipo di scelta è rappresentato dal film “Sin City” di Robert Rodriguez, in cui i colori simbolici emergono addirittura dal bianco e nero. 2. Il rosso è anche il colore del sangue. Per aumentare l'impatto di una scena drammatica in cui si vede una ferita sanguinante, possiamo fare in modo di eliminare dall'inquadratura qualunque altro elemento rosso, di modo che la macchia di sangue risalti al massimo. 3. Ancora, il rosso, con tutti i suoi significati emotivi e simbolici, può essere associato ad un ambiente chiave della storia: si può scegliere di arricchire questa location con diversi elementi rossi e privare di tale tinta gli altri ambienti. 4. Senza andare su casi così estremi, si può scegliere una determinata paletta di colori per dare un certo aspetto al nostro lavoro: una prevalenza di colori caldi (giallo, arancione, rosso) darà una sensazione di solarità, allegria, passione, adatta alle commedie e a film leggeri in generale. Una prevalenza di colori freddi (blu, verde) è associata alla riflessione, alla calma, alla solitudine, e si addice pertanto maggiormente a film drammatici ed intimistici. Colori chiari e prevalenza di bianchi ci riportano alla spiritualità e allo splendore, ma anche a pulizia e freddezza – può pertanto essere indicato sia per storie di fantascienza che di ricerca spirituale come ad esempio il capolavoro di Stanley Kubrick “2001. Odissea nello Spazio”, fotografato da Geoffrey Unsworth. All'opposto, colori scuri e prevalenza di neri sono simbolo di morte, solitudine, introspezione, e si prestano meglio per soggetti drammatici. 5. Anche la saturazione del colore è particolarmente importante: colori più accesi e sgargianti si sposano bene con la commedia, ma anche con film ispirati al mondo della fantasia e del fumetto. Colori più tenui e ‘pastellosi' si addicono invece a storie d'amore e commedie romantiche, colori cupi e desaturati ci riportano al noir e al dramma. Il lavoro sulla saturazione, già predisposto dai diversi reparti in fase di ripresa, può essere completato dalla corretta impostazione del menù della videocamera – andando appunto a modificare i valori della saturazione. Naturalmente, prima di fare scelte marcate in fase di ripresa, è bene effettuare qualche piccolo test, per essere sicuri di ottenere il risultato che si desidera. Infine, in fase di color correction, si può incidere ulteriormente su questo parametro fino ad ottenere l'effetto desiderato per raccontare la nostra storia. Tutte queste scelte devono essere condivise dall'intero staff tecnico del progetto e declinate nei colori delle location se si gira in ambienti reali, nelle tonalità della scenografia se si lavora in studio. La scelta della corretta gamma di colori determina anche la scelta della stagione per le riprese in esterni: l'autunno con le sue mille sfumature anziché il verde rigoglioso della primavera, i colori tenui e pacati dell'inverno invece che la luce abbagliante e violenta dell'estate. La scelta della paletta di colori deve riflettersi, infine, nella ricerca di oggetti e accessori adatti, nella selezione dei 35 In questa immagine, la sorgente luminosa è posizionata di taglio, mentre una forte luce di riempimento va ad attenuare le ombre e di conseguenza il rapporto di contrasto. Anche in questo fotogramma la sorgente luminosa è di taglio, ma questa volta non c'è alcuna luce di riempimento e la saturazione dei colori è stata tenuta un po' accentuata in post-produzione. Questa immagine è stata realizzata con luce frontale posizionata ad altezza occhi. Con luce frontale ma proveniente dal basso si creano sul volto dell'attrice ombre poco naturali. DOMINARE LA LUCE 034_036 NEW:026/028 10/11/11 10:52 Pagina 35
Canon a Hollywood non ha parlato solo di videocamere: ecco il prototipo della reflex per riprese in 4K, ancora in sviluppo. Il ‘brain' della nuova RED Scarlet-X, 4K ed oltre... RECENSIONI DVD Gli ultimi titoli AA.VV. 80 LIBRI Gli ultimi titoli AA.VV 82 IMPRESSIONI D'USO Canon EOS Cine C300 Stefano Blasi 100 BLU-RAY Le recensioni AA.VV. 104 ALTA DEFINIZIONE CINEMA & TV HD ITALIANCINEMATOGRAPHER DIETRO LE QUINTE DI UN FILM Il paese delle spose infelici a cura di M. D'Attanasio 110 Ecco i vincitori del Premio Castelli Animati/Tutto Digitale 2011, i DVD e BD che si sono aggiudicati il massimo premio per l'animazione home video Pag. 18 Si svolgerà il 27 novembre a Bari il PIVI, nell'ambito del MEI Medimex: quale sarà il miglior video clip indipendente del 2011? Chi si aggiudicherà il premio Tutto Digitale? Pag. 23 La giuria si è riunita per decretare i vincitori della Maratona fotografica 2011, il contest più cool dell'anno. Sul prossimo numero le foto premiate Torna a marzo Cortina metraggio, con importanti novità Pag. 22 Di ritorno dallo stage FEDIC, ecco le impressioni del nostro lettore, che ha guadagnato sul campo - con un cortometraggio - la partecipazione gratuita all'iniziativa. Pag. 20 M E D I A P A R T N E R SCOPRI SUBITO LE INIZIATIVE DEL MOMENTO IN COLLABORAZIONE CON I NOSTRI PARTNER! 96 82 10438 NEWS Le ultime notizie dal mondo dell'alta definizione AA.VV. 86 ANTEPRIMA CANON EOS 1D X Due EOS in una... in HD super! Stefano Blasi 88 VETRINA HFR: la rivoluzione del 3D Massimo Basile 90 S3D A BORDO CAMPO Steroscopic three dimensional Samuel Daker 92 IL CINEMA DIGITALE DALL'INTERNO I soliti idioti La Redazione 96 SOCIAL CLUB newsletter gratuita settimanale www.tuttodigitale.it/registrati.php canale di Tutto Digitale di YouTube www.youtube.com/TuttoDigitale Twitter - @TuttoDigitale fan page Facebook www.facebook/tuttodigitale gruppo su Flickr flickr.com/groups/TuttoDigitale leggere TD su PC-Mac iPad o iPhone www.tuttodigitale.it/edicola 004_005:006-007 10/11/11 15:50 Pagina 5
Nel quartiere Monplaisir, a Lione, c'è un posto consacrato al cinema. Nel luogo ove un tempo sorgevano le officine Lumière, oggi è possibile riscoprire gli esordi della cinematografia e celebrare la settima arte attraverso un museo, una cinemateca, un centro di documentazione e un festival. Signore e signori, benvenuti a casa Lumière I luoghi del cinema Occupandoci di location cinematografiche siamo abituati anche a lunghe e meticolose ricerche per trovare il luogo giusto. Questa volta, invece, non abbiamo faticato molto. È indicata, conosciuta, celebrata e soprattutto autentica. Stiamo parlando della ‘prima' location utilizzata per il ‘primo' film della storia del cinema intitolato Sortie des ouvriers et ouvrières de l'usine Lumières e girato dai fratelli Lumière nel 1895. Siamo davanti a quello che un tempo era il 25 di rue Saint Victor, nel quartiere Monplaisir, a Lione, e quello che vedete nell'immagine sotto, a sinistra, è l'Hangar du Premier Film, come appare oggi. Un tempo era l'ingresso degli operai dello stabilimento Lumière, più facilmente riconoscibile nel particolare del modellino (qui sotto, esposto all'interno del museo) che riproduce la fabbrica in quell'epoca con l'aggiunta dello schermo per far comprendere meglio al visitatore. Il 19 marzo 1995, in occasione del centenario del cinema, l'hangar è stato classificato come ‘monumento storico' .Oggi ospita una sala da 269 posti ed uno spazio espositivo per mostre e retrospettive. Davanti all'entrata una lastra gigante che riproduce una scena del film. L'Institut Lumière a Lione HANGAR DU PREMIER FILM CINEMA N el febbraio del 1895 i fratelli Lumièredepositano il brevetto di un apparecchiocapace di proiettare le immagini. È l'inizio di una nuova era, anzi di una nuova arte. E cinema fu. Quello delle immagini, del resto, è sempre stato un vizio di famiglia. Sì perché fu Antoine Lumière, padre di Auguste e Louis, ad occuparsi per primo di fotografia, come ritrattista, e a trasferire poi questa passione ai figli. Egli comprese in anticipo che la fotografia dal mondo professionale si stava aprendo verso quello amatoriale. Trasferitosi con la famiglia a Lione nel 1870, Antoine fece studiare i due figli alla scuola tecnica più rinomata della città e loro non tardarono a mettere in pratica la teoria. Nel 1881, a soli 17 anni, Louis Lumière mette a punto un'innovativa emulsione, con un'ottima resa in termini di rapidità di posa e di resa fotografica. Da qui in poi l'avvenire dei Lumière è in ascesa. Nel 1882 padre e figli fondano, nel quartiere di Monplaisir, una prima manifattura che nell'arco di dieci anni si trasformerà in un'azienda di prodotti fotografici (dalla ‘Etiquette Bleue', la lastra istantanea pronta all'uso, alle carte sensibili, ai prodotti di sviluppo) estesa su quattro ettari e presto conosciuta a livello mondiale. Quando poi nel 1894 il kinetoscopio di Thomas Edison appare in Francia, Lumière padre vuole che i figli si dedichino alle immagini in movimento. E così Louis comincia a lavorare ad una macchina capace di riprendere le immagini e poi proiettarle. Il 28 dicembre del 1895 vengono proiettati nel Salon Indien del Grand Café del Boulevard des Capucines a Parigi, a un pubblico pagante, alcuni filmati dei fratelli Lumière. Il primo è Sortie d'usine, che quindi verrà considerato il ‘primo' film della storia del cinema. Come è logico immaginare, la risonanza dell'accaduto è straordinaria, e il ‘Cinematographe Lumière' presto si diffonde in tutto il mondo. Gli operatori dello stabilimento Lumière, tra il 1896 e il 1906, realizzano un catalogo di 1400 film da 50 secondi l'uno girati in 31 paesi diversi, primo esempio di produzione cinematografica mondiale. I Lumière non si fermano. Il 17 dicembre del 1903 viene depositato un altro brevetto, questa volta per una lastra battezzata “autochrome” in grado di ‘auto'colorare le foto. Nel giugno 1907 Louis Lumière riesce a perfezionare la complessa produzione 32 032_033:026/028 10/11/11 10:47 Pagina 32
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A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D VIII 92 Stefano Rebechi - AD e 3D Supervisor di DBW - ci hanno costantemente guidati alla scoperta del backstage tecnologico di questa lavorazione, che abbiamo potuto seguire in posizione strategica, passo dopo passo, sin dalle fasi di montaggio e collaudo dei vari sistemi dislocati nell'arena. Tra questi sistemi, figuravano 4 coppie di telecamere Sony HDC1500 (modificate per lavorazioni tridimensionali), ciascuna coppia posta su uno stereo rig di tipo ortogonale/mirror; 2 coppie sempre di HDC-1500 (dedicate alle inquadrature in campo lungo, effettuate dall'alto delle gradinate), montate invece in parallelo su rig “side by side”; una Steadicam 3D equipaggiata con due camcorder Sony PMW-F3, posizionati sul nuovo mini “mirror” rig Freestyle Evolution della P+S Technik, strutturato in leggerissima e resistente lega in fibra di carbonio. I due PMW-F3 utilizzavano ottiche Zeiss Compact Prime 2, mentre le altre 6 coppie di macchine montavano obiettivi Canon HD Digital E-Drive, dotati dell'esclusivo upgrade firmware Canon 3D, che permette la D opo aver lanciato Sky 3D, ilprimo canale stereoscopiconazionale, Sky Italia, il 18 ottobre scorso, ha esordito anche nel campo della specifica produzione, organizzando per lo stesso nuovo canale le riprese a tre dimensioni dell'incontro di UEFA Champions League Napoli-Bayern, svoltosi allo stadio San Paolo del capoluogo campano. Riprese (distribuite anche a Sky Germania e BSkyB) firmate dal regista Angelo Carosi e affidate alle società di servizio SBP e DBW Communication. E proprio Sergio Nuvoloni, Direttore Tecnico SBP, e Stereoscopic L'incontro di Champions Napoli-Bayern ha segnato l'esordio di Sky Italia nella produzione S3D, Stereoscopic Three Dimensional, con i mezzi tecnici del tandem SBP-DBW Communication. Il nostro inviato speciale era in pole position per carpire step by step il “dietro le quinte” dell'evento... L'S3D a bordo campo trasmissione dei metadata nonché la realizzazione di vari settaggi dei parametri Zoom/Fuoco/Iris direttamente sul drive digitale della lente, e garantisce - in combinazione con gli encoder ottici di serie - un perfetto allineamento di ciascun binomio di “occhi”. Tutte le camere erano collegate via fibra ottica al mezzo mobile S3DHD Control Unit 2, pensato da SBP e DBW con criteri assolutamente unici a livello europeo, a cominciare dalla stessa dicitura S3D (Stereoscopic Three Dimensional), più esplicita della three dimensional 092_094:ART EUROPEI 10/11/11 15:06 Pagina 92
Fotocamera Mirrorless Nikon V1 Prezzo: 899 con ob. 1 Nikkor 10-30mm f/3,5-5,6 VRTEST Nikon lancia il suo sistema Mirrorless con un sensore tutto nuovo formato CX, e due fotocamere molto compatte dotate di obiettivi intercambiabili e un ricco corredo di funzioni. Abbiamo provato in anteprima la top di gamma Nikon V1, che vanta una risoluzione di 10.1 MP, uno scatto a raffica fino a 60 fps grazie all'otturatore ibrido, e il video Full HD L e notizie di un interesse diNikon verso le piccolefotocamere senza specchio rimbalzavano ormai da mesi nel cyberspazio, con le solite previsioni più o meno favolistiche condite con rumors di ogni tipo su prestazioni, dimensioni del sensore, parco ottiche e via discorrendo. Poi, a fine settembre, il lancio ufficiale, con la presentazione del nuovo sistema chiamato Nikon 1, fatto (per ora) di due fotocamere e quattro obiettivi. Gli apparecchi condividono molte caratteristiche, a partire dal sensore CMOS formato CX (13,2x8,8mm) da 10.1 MP (per ottenere la focale equivalente nel formato 35mm bisogna calcolare un fattore di moltiplicazione pari a 2,7x), coadiuvato dal processore Expeed 3, passando per lo scatto a raffica fino a 60 fps, per finire con il video Full HD 1080 60i/30p. La fotocamera entry-level si chiama J1, mentre la top di gamma V1. Rispetto alla sorella minore, quest'ultima può contare su una costruzione più robusta, un otturatore elettro-meccanico (la J1 ha solo quello elettronico), uno schermo LCD più definito (921.000 pixel contro 460.000 pixel), un mirino elettronico a colori TFT LCD da 0,47”con 1.440.000 pixel, una slitta portaccessori (compresi due piccoli flash esterni progettati appositamente), ed infine un più ampio parco connessioni che comprende anche quella per il GPS opzionale. Insomma, si tratta di una sorta di microcosmo chiuso, con due fotocamere destinate ad un utente più giovane e spensierato (la J1, che forse sta per Junior 1), e uno più esperto e smaliziato (la V1, che forse sta per Veteran 1). Macchine molto compatte e leggere e, a differenza delle concorrenti, quasi tascabili, almeno nella configurazione con ottica fissa. Entrambe si propongono di dare battaglia in un settore che, per la prima volta, vede il rivale di sempre, Canon, come spettatore, più interessato alla messa a punto del nuovo sistema Cinema EOS di cui stiamo seguendo in esclusiva la presentazione hollywoodiana al momento della stesura di questo articolo. PICCOLA, MA SOLIDA La Nikon V1 è una di quelle macchine fotografiche dal design originale che si odiano o si amano. Non ci sono mezze misure. Ad un primo sguardo la fotocamera comunica qualcosa di misterioso, e sembra provenire da un altro pianeta, come il monolito nero di 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. Il corpo, infatti, ha un ingombro molto ridotto e privo di fronzoli (soprattutto nella parte frontale), che la fa assomigliare ad un piccolo mattone alla sommità del quale si delinea la forma del mirino, altrettanto squadrata e rocciosa. You're the 68 Sulla calotta della Nikon V1 spicca il pulsante per le riprese video (in rosso). ne 068_071:090-091 10/11/11 11:51 Pagina 68
58 rispetto alle più moderne 'App'. L'accesso al PlayStation Store è una delle esclusive del tablet S, che lo differenzia dai restanti dispositivi sul mercato. La personalizzazione di Sony non si ferma però agli 'store': una interfaccia dedicata, raggiungibile dal menu applicazioni o dalla home, permette infatti di accedere ad una sorta di reader per Facebook e Twitter (simile ad una via di mezzo fra le diffuse App tipo Flipboard e Pulse); inoltre, Sony ha personalizzato un po' di componenti secondari, ad esempio il client email e la tastiera a schermo. Un altro extra piacevole, è l'applicazione 'telecomando universale', che sfrutta il trasmettitore ad infrarossi posto nella parte alta della scocca: l'App è ben fatta e semplice da usare, e funziona egregiamente con TV e componenti di diversi produttori (abbiamo testato Sony, LG, Panasonic e Samsung, ma la lista dei modelli compatibili comprende anche marchi meno comuni). Oltre a queste modifiche, l'interfaccia del tablet è quella di Android Honeycomb: ben leggibile, futuristica, dalla grande versatilità e possibilità di personalizzazione e di grande impatto grafico. Forse è leggermente meno intuitivo rispetto ad iOS, ma si tratta di un sistema operativo indubbiamente ben realizzato. Per chi non lo conoscesse, Honeycomb è la versione di Android nata e pensata per i Tablet, priva di funzioni telefoniche e per il momento 'closed source' (contrariamente all'open source adottato per l'iterazione smartphone, con la quale 'cuochi' e sviluppatori si sbizzarriscono a modificare aspetto e funzionalità): l'OS integra ovviamente grande interattività con i servizi di Google (a partire da Gmail fino a Maps, Google+, Latitude e chi più ne ha più ne metta). Il browser merita poi una menzione a sé, perché è veramente ben fatto e soprattutto rapido (almeno alla pari con un iPad 2), permette la navigazione a I servizi di Sony per lo streaming e l'acquisto di musica e video: per la musica l'abbonamento ‘flat' (per tutte le funzioni) costa 9.99 € per 30 giorni, mentre i prezzi dei film passano dai 15 euro circa per l'acquisto di ‘prime visioni' in HD a 2.99 per offerte e film di catalogo ‘a noleggio'. Lo store dedicato ai giochi di casa Sony è un'esclusiva di tablet e smartphone dell'azienda: per ora comprende qualche titolo nato su PlayStation di prima generazione (a 4.99 euro l'uno); i giochi sono sorprendentemente giocabili nonostante i tasti riprodotti su touchscreen. Music/Video Unlimited PlayStation Store Video Unlimited 056_059:090-091 10/11/11 11:36 Pagina 58
82 Ancora un titolo della collana “Focus On”, ancora un testo a firma Corey Hilz, definito anche lui un guru della fotografia. Dopo le grazie professionali di Aperture, questa volta Hilz va davvero al succo dell'esperienza di elaborazione foto con il focus su Photoshop, che beneficia di tutti i plus di Focal che abbiamo precedentemente descritto: competenza, semplicità, ricchezza, veste grafica accattivante... un manuale d'autore. (V.F.) Overall Focus on Adobe Photoshop Manuale tecnico in inglese di Corey Hilz Focal Press 224 pagine, 19 x 21 cm dollari 19,95 Tutto a colori, molto elegante nella parte grafica e sintetico al punto giusto nell'esposizione... Studiare sui libri di Focal - lo abbiamo detto spesso, ma giova ripetersi - è un vero piacere. Se si riesce a oltrepassare la barriera linguistica dell'inglese che, nonostante la ricerca della semplicità operata dagli autori, purtroppo esiste - ebbene avrete a vostra disposizione un ottimo strumento per apprendere Aperture nei suoi fondamentali. (V.F.) Overall Focus on Apple Aperture Manuale tecnico in inglese di Corey Hilz Focal Press 224 pagine, 19 x 21 cm dollari 19,95 La collana “Focus On” di Focal Press presenta, con il consueto stile e l'eleganza che contraddistingue i suoi manuali, testi di approfondimento su argomenti specifici - che siano programmi o tecniche di base, come in questo caso - legate all'immagine. Gli autori - definiti nelle note “two lighting gurus” - vi introdurranno qui, in inglese, a tutti i segreti della giusta illuminazione per fotografie sempre perfette. (V.F.) Overall Focus on Lighting Photos Manuale tecnico in inglese di F. Hunter e R. Reid Focal Press 204 pagine, 19 x 21 cm dollari 19,95 Nella collana “Missing Manual” di O'Reilly (che Tecniche Nuove propone in esclusiva per l'Italia) ecco una guida completa all'utilizzo dell'iPad 2 (valida anche per la versione precedente) in tutte le sue funzionalità, dalle più semplici a quelle più evolute. Un bel libro divulgativo, semplice, tutto a colori e di piacevole aspetto estetico, come si conviene a un oggetto che ha fatto del lifestyle la sua bandiera. (V.F.) Overall iPad 2 Manuale tecnico di J.D. Biersdorfer Hops Libri/Tecniche Nuove 357 pagine, 15 x 23 cm euro 29,90 Libri Le recensioni Nuova edizione - la terza, dopo quelle del 2001 e del 2004 interamente riveduta e aggiornata, per il manuale di Sofia Postai, nota web designer italiana. Un aggiornamento necessario, anzi indispensabile, considerando la velocità con cui tutto si svolge nel cyberspazio. Qui Sofia ci guida in tutte le problematiche connesse all'usabilità di un sito e al suo posizionamento, anche nei confronti di un pubblico di utenti e alle loro user experience. (V.F.) Overall Siti che funzionano 3.0 Manuale tecnico di Sofia Postai Hops Libri/Tecniche Nuove 242 pagine, 15 x 21 cm euro 22,90 Overall Presentato come il primo libro stereoscopico italiano a contenere esclusivamente foto scattate direttamente in 3D, Adonis In High Heels - opera di due professionisti del set - gioca abilmente sulle illusioni ottiche che l'immagine tridimensionale dà al nostro cervello, appaiandole alle commistioni di genere che sono tipiche dei nostri anni. Realizzando, in questo modo, una doppia finestra sulla realtà, tra il sociale e la tecnologia. (V.F.) Overall Adonis in High Heels 3D Libro fotografico di P. Antonello e S. Montesi Fausto Lupetti Editore 87 pagine, 24 x 28,5 cm euro 39,00 Da visitatore ad acquirente: questo il turning point affrontato dal libro (anch'esso nato in casa O'Reilly), scritto da rinomati esperti internazionali di settore. In buona sostanza si tratta di un testo che, associando nozioni di marketing e di design, servirà a chiunque voglia lanciarsi nell'ecommerce, che abbia un megasito o una piccola impresa on line. Ce n'è per tutti dunque e la chiave del successo - dicono gli autori - è più vicina di quel che pensiate... (G.P.) Overall e-commerce: da visitatore a... Manuale tecnico di K. Saleh e A. Shukairy Hops Libri/Tecniche Nuove 254 pagine, 17 x 23,5 cm euro 24,90 Costruire sistemi per la reputazione web è il titolo per esteso di questo manuale, che viene dall'esperienza concreta della casa editrice americana O'Reilly. Il succo del discorso è tutto qui: riuscire a dare al proprio sito la migliore reputazione, tanto da poter gestire al meglio un grande flusso di contributi e raggiungere quote rilevanti di successo e di business. Il tutto scritto da esperti che hanno progettato le community di Yahoo... (V.F.) Overall Reputazione Web Manuale tecnico di F.R. Farmer e B. Glass Hops Libri/Tecniche Nuove 322 pagine, 17 x 23,5 cm euro 39,90 Ponderoso e tutto a colori - e questo giustifica il prezzo un po' più elevato rispetto allo standard della collana “Digital Lifestyle Pro” di FAG - arriva il manuale d Andreucci riservato a Google Maps e alle sue applicazioni su dispositivi iOS (iPhone e iPad) e Android. Una guida completa per una delle utilities più gettonate al momento - come è appunto Maps - eppure ancora passibile di tante migliorie e nuove implementazioni. Che, leggendo questo libro... (V.F.) Overall Applicazioni iOS e Android... Manuale tecnico di Giacomo Andreucci Edizioni FAG 350 pagine, 17 x 24 cm euro 35,00 Salvaggio fa il bis, questa volta con l'how to riservato a uno dei CMS più popolari, ovvero Joomla, definito “semplice, potente e flessibile”. Nato nel 2005, Joomla ha conosciuto una rapida espansione e uno sviluppo tecnico che l'ha portato, sei anni dopo, alla versione 1.7, quella che troverete spiegata in dettaglio nel manuale, che riserva un apposito capitolo anche al fondamentale problema dell'ottimizzazione per i motori di ricerca. (V.F.) Overall Joomla 1.7 Guida all'uso Manuale tecnico di Alessandra Salvaggio Edizioni FAG 336 pagine, 17 x 24 cm euro 29,90 Final Cut Pro X Guida all'uso Manuale tecnico di Gian Guido Zurli Edizioni FAG 280 pagine, 17 x 24 cm euro 32,00 Tutto a colori il nuovo manuale di Zurli, presentato nella collana “Digital Lifestyle Pro” di FAG e dedicato alla nuova versione del celeberrimo software. Versione che - come è noto - ha un po' disorientato (per via delle numerose innovazioni) il pubblico degli utenti, che pertanto si gioverà non poco di un testo come questo. La sua classica impostazione passopasso è infatti buona premessa di successo, così come la ricca appendice e altro ancora. (V.F.) Fotografia come “arte del vero”? In molti casi sì, ma spesso è dimostrabile anche il contrario. La Storia è piena di falsi fotografici, usati a scopo politico, commerciale, sociale o semplicemente goliardico. Come giustamente dice l'autore che dal 1954 si occupa del settore - “la componente mistificatoria dello strumento fotografico, oggi palesata dalla tecnologia digitale, è in verità parte costitutiva del medium”. Interessante, curioso, istruttivo. (G.P.) Overall Libro fotografico di Italo Zannier Editrice Quinlan 136 pagine, 21 x 30 cm euro 32,00 Sembianze 082_083:Layout 1 10/11/11 16:00 Pagina 82
Due mirrorless ed una Single Lens Translucent, per tre sistemi simili ma diversi: nell'ordine Nikon ‘One', Panasonic Lumix e Sony Alpha. Se pensavate che il mondo della fotografia digitale si fosse fermato allo specchio reflex ribaltabile, ecco un tris di prove sul campo che - forse - vi farà cambiare idea. RUBRICHE ATTUALITÀ TEST TABLET Sony Tablet S Wi-fi 16 GB Alessandro Belli 56 FOTOCAMERA Fujifilm FinePix X10 Enrico Fontolan 60 FOTOCAMERA MIRRORLESS Panasonic Lumix DMC-G3 Enrico Fontolan 64 FOTOCAMERA MIRRORLESS Nikon V1 Enrico Fontolan 68 FOTOCAMERA SLT Sony Alpha SLT-A77 Enrico Fontolan 72 n ° 71 so m m a rio SPECIALE WEDDING CONTEST 2011Just married/videoLa Redazione 38GUIDA ALL'ACQUISTOFotocamere mirrorlessEnrico Fontolan 48EDITORIALEIl rosso vinceStefano Belli 3FILO DIRETTOLa posta del direttoreStefano Belli 8 POSTA TECNICA Gli esperti rispondono AA.VV. 10 INIZIATIVE SPECIALI VillaggioTD@Fotografica 2011 La Redazione 24 MOSTRE E CONCORSI FOTO Appuntamenti del momento La Redazione 28 MOSTRE E CONCORSI VIDEO Appuntamenti del momento La Redazione 30 I LUOGHI DEL CINEMA L'Institut Lumière a Lione Giorgia Vaccari 32 I SEGRETI DELLA RIPRESA Fotografia e generi cinematografici Luca Sabbioni 34 - 9° Stage FEDIC: il vincitore Foto e filmati con: - Panasonic Lumix DMC-G3 - Fujifilm FinePix X10 - Nikon V1 - Sony Aplha SLT-A77 Hands on: - Canon EOS Cine C300 - Canon EOS 1D-X - Sony Tablet S e tanto altro ancora... TANTI EXTRA MULTIMEDIALI www.tuttodigitale.it/edicola VISIBILI GRATIS IN VERSIONE DIGITALE online 3223 34 004_005:006-007 10/11/11 15:50 Pagina 4
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10 CANON EOS 5D MKII E EOS 7D: VALE LA PENA? Buongiorno, mi chiamo Francesco e mi diletto nella mia passione, il videomaker ed aspirante cinemaker. Ho letto con interesse gli articoli presenti alle pagine 22 e 90 della rivista Tutto Digitale n. 69. Ho notato che alcuni utilizzavano la EOS 5D per riprendere cortometraggi mentre la EOS 7D veniva addirittura utilizzata per un lungometraggio. Ultimamente ho chiesto informazioni su tali macchine ad un esperto di ADCOM il quale mi sconsigliava l'acquisto in quanto volutamente, per termini commerciali, tenute ad una qualità d'uscita del segnale HDMI più bassa di quanto ci si possa aspettare. Mi potete dare una risposta cortometraggio, per finire qualche volta anche sul piccolo o addirittura sul grande schermo. Questo per via del basso (relativamente al settore d'impiego) costo e del look delle riprese, che somigliano moltissimo a quanto siamo abituati a considerare "cinema". Di contro, le videoreflex soffrono ancora di alcuni limiti, di cui abbiamo più volte parlato sulle pagine delle nostre riviste. Oltre ai possibili problemi di natura ergonomica e di versatilità, uno di questi riguarda l'assenza di uscite video con segnale non compresso, che invece sono presenti in molte videocamere o macchine da presa digitali - come ad esempio la Sony CineAlta PMW-F3 che abbiamo provato sul numero 70 di Tutto Digitale. L'uscita HDMI di serie sulle chiarificatrice, prima che mi esponga in acquisti incauti? Vi ringrazio dell'attenzione e vi porgo distinti saluti. Francesco D'Auria Tempio Pausania (OT) Il nostro lettore si riferisce a due articoli a tema cinema: il primo è il reportage dai set dei cortometraggi della scorsa edizione del 48 Hour Film Project - Roma, mentre il secondo è un'intervista ad Eugenio Cappuccio, regista del primo lungometraggio italiano girato con la videoreflex Canon EOS 7D: Se sei così ti dico si. I due articoli raccontano ciò che è ormai evidente a tutti: le HDSLR sono usate in misura crescente in ogni sorta di produzione, dal videoclip al documentario al reflex non può essere considerata alla stregua di una HD-SDI, né utilizzata per registrare su un dispositivo esterno: si tratta semplicemente di un'uscita di monitoraggio con ‘embeddati' gli indicatori a schermo (area di messa a fuoco, indicatore di registrazione, stato della batteria ed altri dati, che rimarrebbero quindi impressi nella registrazione...) e come tale va usata, per osservare le inquadrature su un display esterno più grande e definito di quello di serie sulle macchine. Anche questa operazione prevede diversi passi a seconda della reflex utilizzata, ma la descrizione andrebbe al di là dello spazio di questa risposta e la rimandiamo pertanto ad un prossimo articolo. Ma allora per quale motivo le case costruttrici di reflex non dotano le macchine fotografiche di uscite non compresse? Innanzitutto perché questo aumenterebbe il costo degli apparecchi e richiederebbe un corpo più grande e più pesante e poi perché alla maggior parte degli acquirenti (che sono e restano comunque i fotografi) le stesse non servirebbero... Per concludere, segnaliamo al lettore che in tutti i casi che abbiamo avuto modo di osservare (inclusi quelli degli articoli da lui segnalati) la registrazione con le videoreflex avveniva attraverso il salvataggio dei dati sulle schede di memoria Compact Flash o SDHC, senza per questo impedire la realizzazione di opere di buona (ed anche ottima) qualità. Certo il codec è molto compresso e poco docile in color correction, ma si sa: non c'è rosa senza spine. (S.Bla) Posta tecnica L'uscita mini HDMI di serie sulle reflex è meno robusta di quanto lo sia un connettore BNC montato su una videocamera professionale, ma c'è una soluzione. La Lock Circle produce il LockPort5, un accessorio che si installa sul corpo della Canon EOS 5D MKII e semplifica l'inserimento del cavo HDMI. 010_014:026/028 10/11/11 10:30 Pagina 10
dovrebbe essere più pratica ed ergonomica rispetto ad un tablet 'tradizionale', ricordando un libro o una rivista ripiegata su se stessa. Inoltre, la forma a cuneo dovrebbe favorire la scrittura con il tablet in orientamento 'landscape'. Inizialmente, abituati agli altri tablet, siamo rimasti un po' scettici sulla particolare forma, ma una volta fatta l'abitudine, dobbiamo dire di essere rimasti piacevolmente colpiti: sarà la novità, ma il design, unito ad un corpo obiettivamente leggero, sembrano in effetti migliorare di un pelo maneggevolezza e comodità d'uso. Il resto del corpo, dal feeling piacevole al tocco nonostante la scocca in plastica, integra tasti per volume ed accensione, ingresso per auricolari, slot per scheda SD/SDHC e connettore microUSB per la connessione al PC. Presenti anche dei LED colorati nascosti, utili per le notifiche e per funzioni quali lo stato della ricarica e della batteria. NON SOLO PLAYSTATION L'accensione del tablet, con l'esclusione del primo 'boot', è rapida e caratterizzata da una bella animazione 'raggi di luce', un tema ricorrente fin dalla scatola, per la home e diverse schermate. Lo schermo - un pannello IPS - è luminoso, con colori saturi e abbastanza ben visibile anche da posizioni angolate, anche se il livello del nero non è paragonabile ad un OLED. È altamente consigliato l'aggiornamento del sistema alla prima occasione: Sony ha infatti rilasciato un update che porta Honeycomb alla versione 3.2, che permette il download delle App pensate per smartphone e migliora stabilità e rapidità. Al primo setup è possibile creare un account Google o associarne uno, necessario per l'utilizzo del Market, di Gmail e della gran parte Connettore proprietario per la ricarica Durata batteria migliorabile CARATTERISTICHE DICHIARATE LA PAGELLA ESTETICA Bel design: si differenzia dalla massa ed è anche ergonomico. COSTRUZIONE Nonostante il corpo sia leggero ed in plastica, il tablet S sembra un oggetto solido e ben concepito; processore, monitor e componentistica interna sono in linea con la concorrenza. VERSATILITÀ La versatilità 'top' di un tablet Android unita a qualche personalizzazione interessante; peccato per il market ancora 'giovane'. PRESTAZIONI Rapido in tutte le occasioni, paga un po' lo scotto per la durata della batteria non da record. RAPPORTO Q/P Visti marchio e design, componenti, funzioni esclusive, merita di essere un pelo più costoso di altri concorrenti Made in Taiwan. 57 COSTRUTTORE: Sony Corporation, Giappone DISTRIBUTORE: Sony Italia, via Galileo Galilei 40 - 20092 Cinisello Balsamo (MI) tel. 02. 61.83.81. www.sony.it SONY TABLET S WI-FI 16 GB Sistema operativo: Google Android Honeycomb 3.1 (aggiornabile a 3.2) Processore: NVIDIA Tegra 2 1 GHz Memoria integrata: 16 GB (espandibile con SD/SDHC) Schermo: LCD TFT LED a colori Dimensioni display 23,8 cm Dimensioni display 9,4", risoluzione WXGA 1280 x 800 Connessioni: microUSB Hi-Speed (USB 2.0) connettore A/B micro (supporto host/client), Jack cuffie, Slot per scheda di memoria SD. Connessioni senza fili: wireless IEEE 802.11b/g/n, Bluetooth Ver. 2.1 + EDR, GPS, trasmettitore IR Sensori: Accelerometro a 3 assi, Giroscopio, Bussola digitale, Sensore luce ambiente Fotocamera: Anteriore 0.3 MP, Posteriore 5 MP Codec e formati: AAC, MP3, WAV, WMA, WMA Pro, FLAC, MIDI, Ogg Vorbis; H.263, H.264/AVC, MPEG-4, WMV; JPEG, GIF, PNG, BMP, WBMP Batteria: Li-ion BPS24 Dimensioni: 17,4 cm x 1 cm x 24,1 cm Peso: 598 g PRO CONTRO Lo châssis del Tablet S è realizzato in materiale plastico: il retro è ricoperto con una finitura ‘puntinata' che favorisce la presa. Al centro è presente la fotocamera da 5 MP, un extra più che una necessità. delle App di Google. Per 'sbloccare' tutte le possibilità offerte dal tablet S, è però necessario un secondo account, quello dedicato ai servizi Sony: chi possiede una PlayStation (PS3 o PSP), un Vaio, un TV o uno smartphone dell'azienda può importare lo stesso, altrimenti è possibile crearne uno ad-hoc. Questo account permette di accedere quindi ai servizi Music Unlimited, Video Unlimited 'on demand' per musica, video o giochi (oltre che all'eBook Reader Store). Questi servizi rappresentano al momento l'unica alternativa concreta e completa ad iTunes - almeno per l'Italia per lo streaming e l'acquisto di film e musica su dispositivi portatili. Il prezzo dei film è senza dubbio elevato (15 euro circa per l'acquisto di una 'prima visione', appena uscita in home video), ma fra offerte e titoli di catalogo si può vedere qualcosa - noleggiata - anche a 2.99 euro. A queste opzioni, si affianca il PS Store: il tablet è infatti PlayStation Certified, e permette di accedere ad uno store virtuale PlayStation esclusivo, che comprende per il momento una decina di giochi, 'porting' di titoli per PlayStation di prima generazione come Twisted Metal, Medievil o Destruction Derby. I giochi sono sorprendentemente giocabili in tranquillità anche con i comandi 'in sovrimpressione'; la risoluzione e l'impatto grafico degli stessi non stupisce al giorno d'oggi, ma i più nostalgici avranno pane per i loro denti, con titoli che in quanto a contenuti e divertimento ben poco hanno da invidiare Design riuscito Rapidità operativa PlayStation Store esclusivo 056_059:090-091 10/11/11 11:35 Pagina 57
Prezzo : 479,00 Q uello dei tablet è forse,assieme a quello deglismartphone, il settore in maggior fermento: lo scontro fra Google ed Apple è 'sanguinoso' come non mai, a partire dalla filosofia passando per keynote più o meno spaziali per finire nelle aule dei tribunali. Da una parte la TEST tradizione Apple, notoriamente legata all'esclusività (forse anche troppo), dall'altra il mondo colorato del 're mida' Google. Sony - non potendo fare altrimenti direbbero i più maliziosi - ha presentato due tablet che provano a differenziarsi dalla massa, puntando sul design e sui propri servizi di 'video, music e gaming' on demand. Quello in prova in queste pagine è il tablet S, più 'tradizionale' del modello P a conchiglia, ma non per questo meno interessante. Si tratta di un tablet con touchscreen capacitivo da 9.4 pollici (1280x800) e sistema operativo Android Honeycomb (aggiornabile alla versione 3.2 nel momento in cui scriviamo, in attesa di buone notizie da Sony per il supporto di Ice Cream Sandwich 4.0); sotto la scocca in plastica, batte un processore Nvidia Tegra 2, un Dual Core da 1 Ghz con GPU Geforce. A questo si aggiungono memoria integrata da 16 o 32 GB (con possibilità di espansione tramite SD/SDHC), doppia fotocamera da 5 e 0.3 MP e variante con supporto 3G. Ancora, da segnalare GPS, giroscopio, bussola, accelerometro a 3 assi e sensore IR. Le caratteristiche elencate sono molto simili - se non identiche - ai tablet di almeno altri cinque produttori, ma questo non è un male: del resto il grande successo dell'iPad è dovuto anche alla collaudata sinergia fra hardware e software ed all'uniformità del 'parco macchine'. Sull'altro lato della medaglia, dispiace un po' constatare come Sony non abbia deciso di differenziarsi molto dalla massa, propinando l'ennesimo clone con un makeup differente; comunque restando in casa Sony, per chi cerca un po' di pepe in più, c'è sempre il Tablet P. Come dicevamo in precedenza, la principale differenza dagli altri tablet è rappresentata dal design della scocca, che a detta di Sony Il settore dei tablet è in subbuglio, e mentre Apple riposa sugli allori, gli altri produttori, uniti sotto l'egida del comunque ottimo Android, si spartiscono le briciole. Ecco il Sony-pensiero. Sony Tablet S Wi-fi 16 GB S come Style 56 056_059:090-091 10/11/11 12:54 Pagina 56
88 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D IV la vetrina Gli aficionados di Canon sierano posti la domanda:perché la Mark IV ha un sensore APS-H, che sta a metà tra l'APS-C e il Full Frame? Tanto più che si possono montare solo gli obiettivi per il formato 35mm con l'inconveniente non da poco di vedere un super grandangolare da 14mm trasformarsi in un più tranquillo 21mm, per via del fattore di moltiplicazione della focale di 1,3x? Non è meglio fare una sola reflex Full Frame, magari con una risoluzione più bassa rispetto alla EOS 1Ds, ma pronta a correre come la 1D MK IV? La risposta si è fatta attendere ma, a giudicare dal biglietto da visita, ne valeva la pena. E per festeggiare la decima generazionedel sistema EOS, Canon aggiunge una X dopo la sigla della sua top di gamma, oltre ad introdurre molte novità. NUOVA DENTRO...E FUORI La EOS 1D X è pensata per lo studio come per il circuito automobilistico, grazie al sensore CMOS Full Frame (24x36mm) da 18 MP unito alla rapidità della raffica (12 fps). La 1D X è dotata di un corpo robusto in lega di magnesio, rivisitato rispetto alla scorsa generazione, con pulsanti più grandi (in particolare quelli sul fronte dell'apparecchio disposti in modo da facilitare l'uso quando si inquadra in verticale), ghiera di controllo sensibile al tocco, mirino a pentaprisma con copertura inegrale (100%) e schermo da 3.2" con risoluzione di oltre un milione di punti. Rinnovato anche il meccanismo antipolvere. All'interno, il nuovo doppio processore Digic 5+, che promette Con l'annuncio della nuova ammiraglia, la casa bianco-rossa rivoluziona i piani alti della propria scuderia e fonde le potenzialità del sensore Full frame della EOS 1Ds, con quelle velocistiche della EOS 1D MK IV. Il cocktail esplosivo si chiama EOS 1D X, che vanta uno CMOS Full Frame tutto nuovo da 18MP, un autofocus più veloce, uno scatto a raffica da 12fps e, dulcis in fundo, ripresa video Full HD 1080p con codifica intraframe. Primo piano sui modelli del momento Due EOS in una... in HD super! Anteprima Canon EOS 1D X 088_089:008_010 10/11/11 15:29 Pagina 88
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D IX 93 semplice sigla 3D, che può riferirsi anche a lavorazioni grafiche bidimensionali. Inoltre, il Control Unit 2 offre un'altissima densità tecnologica in uno spazio relativamente contenuto, ed è in grado di interfacciarsi con qualsiasi regia mobile in Alta Definizione di SBP (OB-6, OB-20, OB-21, OB-24, ecc.), oggi rese tutte “3D Ready”. Tale configurazione variabile si dimostra capace di gestire indifferentemente produzioni stereoscopiche grandi, medie o piccole, in quest'ultimo caso sfruttando magari il Control Unit 1, più compatto del suo nuovo “fratello” e utile anche qualora SBP e DBW debbano realizzare in contemporanea le riprese di due differenti eventi specifici. Il Control Unit 2, poi, dispone a bordo di una miriade di sofisticati processori stereo, quali, per esempio, 6 Sony MPE-200, un BLT S3D (specificatamente progettato dall'italiana Bartelletti), un “host” SIP 2100 della 3Ality Technica. STAFF IN PROGRESS Più ancora un ricco staff operativo (peraltro in progress) che, in occasione di Napoli-Bayern, includeva 8 stereografi, figure professionali destinate sempre più a specializzarsi, dando vita a un organigramma capeggiato da un DOS (Director Of Stereography). Sono previsti poi: i “3D Rig Technicals”, delegati all'assemblaggio appunto dei rig; i “Convergence Pullers” (uno per ciascun processore stereo), che tramite joystick, da remoto e in tempo reale - fanno muovere ciascuna coppia di camere in modo simile a quello che momento per momento potrebbe essere l'attento sguardo dello spettatore, e contemporaneamente controllano la qualità stereo delle riprese; il “3D Data Manager”, il cui compito è di verificare i vari dati di informazione, lavorando a stretto contatto con i “Convergence Pullers”; il “3D 1- In primo piano, il regista Angelo Carosi - all'interno dell'OB-6 di SBP - intento a dirigere le riprese S3D di NapoliBayern. 2- Rack altamente tecnologico, all'interno del mezzo mobile S3DHD Control Unit 2. 3- Steadicam 3D equipaggiata con due camcorder Sony PMW-F3, posizionati sul nuovo mini “mirror” rig Freestyle Evolution della P+S Technik. 4- Area di visualizzazione, controllo immagini stereo e gestione remota rig, situata sempre nel Control Unit 2. 1 2 3 4 092_094:ART EUROPEI 10/11/11 15:06 Pagina 93
DEMOLITION MAN WARNER - FANTASCIENZA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Gli appassionati dell'action movie fantascientifico ricordano con affetto e tenerezza questa pellicola dell'italiano Marco Brambilla con l'allora Re del botteghino Stallone. Lontano dall'essere un film memorabile, Demolition Man offre una miscela di azione muscolare, trash più o meno involontario e fantascienza sociologica spicciola irresistibile per gli amanti del b-movie. L'edizione BD sfoggia un video sorprendentemente nitido e dettagliato, con un livello del nero eccezionale e il relativo contrasto da disco demo. L'audio originale è da manuale per la dislocazione degli effetti surround, mentre l'italiano perde decisamente al confronto. (L.D.A.) Regia: Marco Brambilla; Interpreti: Sylvester Stallone, Wesley Snipes; Produzione: 1994; Durata: 115 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digial 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Lettterbox 1.85:1; Prezzo: 16.00 euro LO SPECIALISTA WARNER - THRILLER FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Un film che segnò l'inizio del declino per la super star Sylvester Stallone. La presenza dell'icona sexy Sharon Stone, allora garanzia di successo al botteghino, non servì a recuperare una sceneggiatura lenta e indecisa su quale strada prendere. Ad un'opera francamente mediocre corrisponde un'edizione BD a cinque stelle sul versante della qualità tecnica. La fotografia molto satura e ricca è riprodotta alla perfezione da un encoding pressoché perfetto, senza la nefasta presenze di filtri ad alterare il quadro originale. Non male anche l'audio, specialmente in versione originale con codifica DTS HD MA. Extra assenti, a parte un trailer. (L.D.A.) Regia: Luis Llosa; Interpreti: Sylvester Stallone, Sharon Stone; Produzione: 1994; Durata: 110 minuti; Foto audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digial 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 16.00 euro COBRA WARNER - AZIONE FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Con la celebre battuta “tu sei il male, io sono la cura”, il film di George P. Cosmatos ha segnato un'era nel campo degli action più tamarri e sopra le righe degli anni '80. Stallone, perfetto nella parte che richiede non più di due espressioni facciali, impone alla produzione la statuaria Brigitte Nielsen, allora in procinto di diventare sua moglie. Ennesimo trasferimento ottimo da Warner per un film di catalogo di importanza minore. La fotografia originale non è scintillante e pulita come in altri titoli con protagonista Stallone, ma l'encoding restituisce tutto alla perfezione. Audio originale iper trofico, con effetti molto accentuati. Italiano in un triste Dolby Digital 2.0. (L.D.A.) Confessiamo di aver avuto sempre un debole per questo film con lo scultoreo Stallone. Non fosse altro per la regia del veterano Richard Donner, che sa sicuramente come infondere ritmo e piazzare colpi di scena al momento giusto. Il BD continua con l'ottimo trattamento riservato dalla Warner ai titoli “storici” di Stallone. Eccezionale resa visiva, dettaglio elevatissimo e immagine estremamente porosa e cinematografica, senza l'aggiunta di filtri deleteri. Ottimo anche l'encoding audio HD per l'inglese, mentre l'italiano si deve accontentare di un sufficiente Dolby Digital che impallidisce al confronto diretto. Peccato per la carenza di extra. (L.D.A.) Regia: George P. Cosmatos; Interpreti: Sylvester Stallone, Brigitte Nielsen; Produzione: 1986; Durata: 87 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital 2.0 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 16.00 euro ASSASSINS WARNER - AZIONE FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Regia: Richard Donner; Interpreti: Sylvester Stallone, Antonio Banderas; 133 minuti; Produzione: 1995; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digial 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 16.00 euro I CANNONI DI NAVARONE SONY PHE - GUERRA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Ad essere sinceri questo celebratissimo film di guerra di J.Lee Thompson non è invecchiato molto bene. Certo, il carisma dei suoi straordinari interpreti è sempre motivo di una piacevole visione, ma su tutto gravita una patina di antico aggravata dalla lunga durata dell'opera. Ad ogni modo si tratta senza dubbio di un classico e la Sony gli ha riservato l'usuale lussuoso trattamento che destina ai suoi migliori film di catalogo. Extra a non finire, tutti molto interessanti e una trasposizione su disco perfetta e rispettosa dell'ottima fotografia originale. L'audio italiano in semplice Dolby Digital è un mix poco convincente rispetto l'originale in HD. (L.D.A.) Regia: J. Lee Thompson; Interpreti: Gregory Peck, David Niven; Durata: 156 minuti; Produzione: 1961; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 19.99 euro A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XIX BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI 107 104_108:AD REC BD 10/11/11 15:37 Pagina 107
Grande successo per l'Acquedolci Independent Film Festival 2011, concorso per corti indipendenti certificato TopVideo, che in soli 4 anni ha raggiunto una consolidata popolarità internazionale, con 333 opere da 26 Paesi. Veniamo ai verdetti. La colpa di Francesco Prisco, interpretato da Gianmarco Tognazzi (nella foto), si è aggiudicato il Premio per il miglior corto, mentre l'irlandese Her mother's daughters di Oonagh Kearney (premio anche per la coreografia) e Dulce dello spagnolo Iván Ruiz Flores si sono classificati al 2° e 3° posto. Pluripremiato il regista siciliano Ivano Fachin: Premio GooWai 2011 per la fotografia a Tempus e PsychoLand-Visions of elsewhere a Vodka Tonic, mentre nella sezione Doc vittoria di Torre 8 di Leonardo Ferraro, che ha prevalso su Formol di Noelia Rodríguez Deza. Ancora riconoscimenti: a Rudy Di Giacomo (Premio Giuria popolare a Una fortuna da ricordare), Giacomo Rebuzzi (menzione a Cinzia Mascoli per Te la ricordi Francesca Lupo?), Fabio Mollo (scenografia di Un'offerta per la festa) e Fabio Bianchini (Premio Clip per Where what is within), Annarita Cocca (Premio Scuola per TuttiGiùPerTerra), Chiara Andrich e Valentina Pellitteri (Premio Sicilia per Himera/Christian Rainer), Enrique García e Rubén Salazar (Premio Anime per Daisy Cutter) e menzione speciale per il miglior soggetto a Stand by me di Giuseppe M. Albano. ACQUEDOLCI 2011, LA CARICA DEI 333 TOP VIDEO 1 - Cielo senza terra di Giovanni Maderna e Sara Pozzoli è entrato nella selezione finale del Doc/it Professional Award 2 - Imminente la proclamazione del Mouse d'oro 2011, riconoscimento che nella stagione scorsa è andato a Kill me please, diretto da Olias Barco 3 - The dark side of the sun di Carlo Shalom Hintermann è stato presentato al sesto Festival del cinema di Roma 4 - Satanism for dummies - qui vedete il cast al completo - è una web series realizzata dagli studenti dei corsi di cinema della scuolla Pigrecoemme di Napoli 5 - Il castello di Massimo D'Anolfi e Sabina Parenti è anch'esso in lizza per l'ambito premio al miglior documentario indetto da Doc.it 6 - La penna di Hemingway di Renzo Carbonera, con Cosimo Cinieri, Christiane Filangieri e Sergio Rubini 7 - Il corto italiano The Cricket di Stefano Lorenzi ha raccolto notevoli consensi al festival del cinema di Pechino 7 030_031:026/028 11/11/11 17:14 Pagina 31
sul campo la raffica della A77 non ci ha fatto stare nella pelle. Non capita tutti i giorni di avere per le mani una reflex capace di scattare 12 foto al secondo: il test velocità è stato quindi uno dei primi ad essere effettuato. Prestazioni del genere pongono la macchina in diretta concorrenza con reflex professionali destinate all'uso a bordo pista o a bordo campo come la Nikon D3s (9 fps in AF-C), la nuova Canon EOS 1D X (12fps in AF-C) o la uscente EOS 1D MK IV (10 fps in AFC), ben più costose ed impegnative, ma capaci di eseguire raffiche analoghe o addirittura più lente. In realtà il confronto è impossibile, ma torna utile per spiegare la differenza di prezzo e mettere alla prova le attuali capacità della tecnologia Translucent. Infatti, una cosa è progettare una reflex con lo specchio capace di ribaltarsi a velocità supersonica nell'intervallo di tempo (migliaia di volte durante la vita dell'apparecchio), una cosa è dotare 74 una reflex di specchio fisso. Il costo in termini di meccanismi di ammortizzazione e resistenza dei materiali è ben più alto. Poi entrano in gioco le potenzialità della A77, che spingono al limite i vantaggi teorici derivanti dallo specchio traslucido. Il primo è, senza dubbio l'assenza quasi totale di vibrazioni al momento dello scatto. Qui non ci sono dubbi: se lo specchio è fermo il micromosso è inesistente. Il secondo è la prontezza di risposta nella cattura di soggetti in movimento ed è legato a doppio filo con il modulo AF. Quello della A77 è del tipo a rilevazione di fase su 19 punti e, proprio grazie allo specchio fisso, può funzionare in modo continuo nelle riprese video. Una comodità riservata alle SLT. Il punto è che se si vuole impostare manualmente l'apertura di diaframma, sfruttando l'AF continuo in video, l'operazione è impossibile proprio a causa della natura dello specchio traslucido, che impedisce all'unità AF di ricevere la luce necessaria per funzionare con aperture inferiori a f/5,6. Così, se vogliamo utilizzare il Full time AF LiveView, siamo costretti a girare in modalità programmata, che ci permette di impostare solo la sensibilità ISO e l'ampiezza dell'area AF. In alternativa dobbiamo passare alla messa a fuoco manuale. Se la limitazione può essere facilmente superata in video, non è così semplice la questione quando si scattano fotografie. Infatti, se decidiamo di scattare nella modalità denominata Continuos Advance Priority AE da 12 fps (prevista come programma di scatto sulla ghiera delle modalità di ripresa), la macchina imposterà un diaframma non più chiuso di f/3,5. L'unico modo di usufruire della regolazione manuale del diaframma è impostare l'AF singolo il che significa, nella sostanza, rinunciare alle riprese di soggetti in rapido avvicinamento, che necessitano dell'AF continuo per essere sempre a fuoco. E se per aggirare questo problema basta scegliere tra gli altri automatismi di ripresa (P,A,S,M), con i quali è possibile impostare manualmente l'apertura, poco si può fare per superarne un altro, la lentezza nello svuotamento del buffer. La camera impiega 14 secondi per digerire una raffica di 13 scatti in Jpeg Extra Fine, La tecnologia SLT non è una novità nel mondo della fotografia, ma viene direttamente dagli anni '60, epoca in cui vedeva la luce la Canon Pellix, una reflex compatta, che adottava lo specchio fisso semitrasparente al posto del classico specchio reflex ribaltabile. Fu molto apprezzata per i vantaggi in fase di ripresa, anche se lo specchio presentava numerosi problemi legati proprio alla speciale pellicola (dalla quale prendeva il nome la macchina) di cui era costituito che, con l'uso, tendeva a deteriorarsi. Pur tuttavia l'idea piacque soprattutto per le potenzialità in termini di ripresa ad alta velocità. L'assenza del ribaltamento dello specchio, infatti, permetteva una velocità di raffica sensibilmente più rapida, minori vibrazioni al momento dello scatto e uno shutter lag infinitesimale. Non a caso lo specchio fisso semitrasparente, nell'era analogica, è diventato il cavallo di battaglia delle reflex destinate ai fotografi di eventi sportivi, che potevano contare, prima, sulla Canon F1 HiSpeed (1972) con messa a fuoco manuale, poi sulla Canon EOS RT (1989), infine sulla EOS 1n RS (1997) ammiraglia autofocus da 10 fps, capace di divorare un rullino da 36 pose in meno di 4 secondi. Anche Nikon ha adottato tale tecnologia in alcune sue reflex, (F, F2 e F3) versione High Speed, per poi abbandonarla definitivamente quando l'autofocus è diventato uno standard. SLT, la tecnologia che viene da lontano Sul dorso spicca lo schermo LCD da 3,2” con 921.600 pixel completamente orientabile. L'ergonomia generale del corpo e dei comandi è ottima. Utile il tasto MOVIE dedicato. che salgono a 18 secondi per una serie di 12 scatti in Raw. In pratica si può effettuare una sola raffica da 12 fps in media ogni 15 secondi. Tanto per farsi un'idea, la Canon EOS 7D esegue una sequenza illimitata di file Jpeg alla massima risoluzione, e una di 24 Raw (entrambe alla cadenza di 8 fps), con un tempo di svuotamento del buffer pari a 9 secondi. Il tutto con il suo specchio reflex che si alza e si abbassa. LUCI E OMBRE Il piatto forte della A 77 è il sensore CMOS EXMOR HD formato APS-C (23,6x15,8mm) da 24 MP, un record della categoria. Come abbiamo imparato, però, l'alta concentrazione di pixel in uno spazio ridotto costituisce un problema per quanto riguarda il contenimento del disturbo all'aumentare della sensibilità di riferimento. Tanto più che la A77 offre la possibilità di scattare fino a 16000 ISO. Nelle prove, abbiamo notato l'insorgere del fenomeno a partire da 400 ISO con un aumento considerevole della grana digitale già ad 800 ISO. Un comportamento che sconsiglia l'uso nelle riprese a teatro o in interni in luce scarsa. C'è da dire, d'altra parte, che lo stabilizzatore Steady Shot Inside permette di guadagnare circa 3 stop sui tempi di sicurezza negli scatti a mano libera, facendo sì che la sensibilità ISO possa essere mantenuta su valori 072_075:090-091 10/11/11 11:57 Pagina 74
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A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XIV aiutato a velocizzare la post; la color di tutto il film è stata fatta in 4 giorni. Restiamo sulla Alexa. Con quali ottiche ed accessori le avete corredate? Abbiamo girato quasi tutto il film con 2 macchine, proprio per catturare le battute, le espressioni e le spontaneità degli attori, salvaguardando la continuità della sequenza. Naturalmente questa è una grande risorsa, ma a volte un grosso impedimento. Spesso non avevo la possibilità di illuminare i totali per poi aggiustare la luce sui primi piani perché spesso si giravano contemporaneamente, quindi, negli interni, ho usato molto la luce proveniente dalle finestre o lampade di scenografia in campo; in questo ho raggiunto un'ottima affinità di gusti con la scenografa Francesca Fezzi. Un altro motivo per essere veloci è il trucco. Il personaggio principale del film (21 pose su 38) aveva 5 ore di trucco, quindi Francesco (Mandelli) arrivava sul set con alle spalle già 5 ore di lavoro. Dovevamo sfruttare al meglio le ore in cui la maschera era perfetta. Per questo, contrariamente da quello che si fa di solito, iniziavamo il programma dai primi piani, vedendo bene il viso, e continuavamo con i totali. Naturalmente questo creava dei problemi di continuità di luce, soprattutto in esterni con la luce che cambia in continuazione. Le 2 macchine erano corredate con un Angenieux Optimo 24/290 e una serie di Cook S4. Con Enrico abbiamo deciso di usare in una macchina lo zoom e di tenerla quasi sempre su Peewe per essere più veloci a cambiare punto di vista; l'altra macchina invece l'abbiamo corredata light con fox e trasmettitore video, pronta per saltare dalla steady al dolly al bazooka. Abbiamo usato le lenti Cook s4 e non Zeiss perché davano una pasta più simile all'Optimo. Parlando di ripresa, come ti sei regolato per l'esposizione? E, per concludere con le curiosità tecniche, che ci dici della post produzione e della color in particolare? Un altro motivo per cui ho scelto Alexa è per non dover illuminare i notturni. Non mi sono mai piaciuti i finti controluce dei lampioni nelle strade di notte, o la luna improbabile nel bosco. Grazie all'ottima latitudine e agli 800 ASA dell'Alexa sono riuscito a fare dei notturni illuminando pochissimo, a volte addirittura senza nessuna luce se non quelle già presenti. Spesso misuravo l'esposizione e l'esposimetro mi dava errore, mentre Alexa “vedeva”. Ho deciso di esporre tutto il film a 800 ASA, a mio avviso il giusto compromesso tra luminosità e grana fine, quindi in esterno giorno dovevo caricare i porta filtri ND accompagnati dal fondamentale IR per ridurre la fastidiosa dominante rossa sui neri. Questo è forse uno dei pochi lati negativi di Alexa, e del digitale in genere (anche con Red mi è capitato spesso). Se vogliamo trovare un difetto di Alexa è sulle sovraesposizioni delle luci rosse. Fortunatamente mi è capitato in fase di test di sovraesporre un semaforo rosso di notte. Ci siamo accorti che crea un buco bianco di rumore se si sale oltre i 3 stop. Durante tutto il film quindi il mio nemico erano le luci rosse troppo intense, di notte mettevo addirittura le gelatine ND 9 sugli stop delle auto o sui semafori. Dopo appena 4 giorni di color correction il film era pronto. Abbiamo fatto dei test di stampa con pellicola Fuji e abbiamo scoperto di aver raggiunto il risultato che volevamo. La cosa che più mi ha colpito è stata l'assenza quasi totale della grana, anche nelle notti. Sempre per problemi di velocità abbiamo stampato le quasi 400 copie di positivo 35 in due laboratori, Augustus Color e Cinecittà, dovendo rifare test di calibratura cromatica per avvicinare il risultato della Fuji ottenuta in Augustus con quello della Kodak di Cinecittà. Fortunatamente il risultato del DCP delle altre copie non dipende da emulsioni o film scan ma è sempre uguale a se stesso. 98 Altri momenti della vita sul set de I soliti Idioti. Nell'immagine qui sopra, il sistema utilizzato dal capo macchinista per permettere alla mdp di passare sul tavolo imbandito senza toccare le vettovaglie. 096_099:108 113 10/11/11 15:13 Pagina 98
59 schede e supporta Adobe Flash: se si escludono i notebook, si tratta probabilmente del miglior modo per navigare 'in mobilità'. Android permette di collegare accessori grazie alla porta microUSB (tastiere, gamepad e simili), dispone di diversi 'file explorer' per visualizzare i file sulla scheda di memoria o sulla flash interna. Il 'Market', come l'App Store di Apple, è pensato per la distribuzione di applicazioni adatte ai più disparati scopi, anche se, in confronto alla sterminata scelta della controparte made in Cupertino, il Market di App per Honeycomb non è ancora molto ricco (ma siamo certi che non impiegherà molto a popolarsi) . UNO DEI TANTI? Il sistema è rapido e reattivo anche durante applicazioni che gravano particolarmente sulla CPU, come i giochi o la navigazione su siti particolarmente pesanti. Il merito è della CPU Nvidia Tegra 2, che, in attesa del quad core Ka-El Tegra, in arrivo fra poco con i tablet di prossima generazione, svolge più che dignitosamente il suo compito. Le fotocamere (5 e 0.3 MP) non sono nulla di speciale, ma francamente non lo calcoliamo nemmeno come punto a sfavore, vista la scarsa utilità su dispositivi del genere. La durata della batteria è invece da migliorare. Con un uso normale, senza giochi o applicazioni 3D intensive, si assesta sulle 5 ore; è un valore comunque sufficiente, ma siamo convinti che si possa fare qualcosa in più. Purtroppo per la ricarica è richiesto un connettore proprietario (la porta microUSB non ricarica la batteria). Il Sony Tablet S può considerarsi comunque una ottima scelta: l'accoppiata HW/SW è collaudata, il design è riuscito e le modifiche di Sony non sono invasive e contribuiscono all'esperienza finale. Tutto considerato, anche il prezzo, forse un po' superiore a quello di altre proposte del mercato, è corretto. Alessandro Belli Il Reader Store non è ancora disponibile per il nostro paese, ma il tablet permette comunque di leggere senza problemi ebook con una applicazione dedicata. Una particolarità del Tablet S è il trasmettitore ad infrarossi sul frontale, che permette di trasformare il tablet in un telecomando hi-tech. Inoltre, non manca il supporto allo streaming su rete locale grazie al protocollo DLNA. Reader Bravia Link Link 056_059:090-091 10/11/11 11:37 Pagina 59
Verrà assegnato anche quest'anno, nell'ambito del MEI - il Meeting degli Indipendenti, in programma all'interno di Medimex domenica 27 novembre presso la Fiera del Levante di Bari - il Premio Italiano del Videoclip Indipendente. È stata rinnovata, come accade da cinque anni a questa parte, la partnership con Tutto Digitale, che proporrà l'ambito premio per la tecnica, nato per incoronare il miglior uso creativo delle soluzioni tecniche adottate. Giunto alla IX edizione, il PIVI si riconferma come il più importante riconoscimento per le videoproduzioni indie in Italia (la partecipazione è aperta alle opere realizzate con budget non superiori alla cifra di 10.000 Euro e che abbiano spiccati caratteri di indipendenza produttiva e di espressione alternativa): nell'edizione 2010, sono stati sottoposti alla giuria oltre 400 videoclip da tutta Italia e sono stati premiate circa una decina di clip, alla presenza e con l'intervento di personalità della musica e dello spettacolo (Litfiba, Dario Vergassola) e di tanti altri ospiti. Quest'anno si ripeterà l'evento, con l'assegnazione di premi speciali e le proiezioni dei numerosi festival, TV e web TV partner del PIVI e di VideoCoop, l'associazione che promuove la diffusione e la promozione delle opere video indipendenti. Tutto questo, senza ovviamente dimenticare la musica, con gli eventi MEI (live, seminari, proiezioni ed incontri). Quest'anno, il numero degli iscritti al PIVI tocca quota 450, ed oltre ai premi ‘tradizionali' (Miglior Videoclip, Regia, Montaggio, Fotografia e Soggetto originale), assegnati dalla Giuria del Premio composta fra gli altri del ‘nostro' Stefano Blasi, ed oltre al già citato premio ‘Tutto Digitale', si segnalano altre quattro interessanti iniziative: il premio ‘Musicanimata' per il miglior clip di animazione (a cura degli amici di Castelli Animati), il premio per il miglior videoclip Hip-hop di (a cura di Mousemen TV), il premio per il videoclip più ‘cliccato' (in collaborazione con Dailymotion), il premio per il video più divertente di artisti emergenti (assegnato da FlopTV) ed il premio (Di)vagando... Territori in Musica (da Tafter, per la valorizzazione del territorio). Per conoscere subito tutti i vincitori, tenete d'occhio tuttodigitale.it Torna il PIVI, la festa del videoclip 23 Transformers (courtesy of Paramount Pictures) La Luna, © Disney/Pixar M E D I A P A R T N E R DAL 30 NOVEMBRE AL 4 DICEMBRE 2011 A MILANO - PRESSO LA TORNERIA, VIA TORTONA 32 TORNA... NON PRE NDE TE IMP EGN I Quota 450 opere inviate: basta questonumero per incoronare il PIVI comemanifestazione-regina per quello cheriguarda i videoclip musicali indipendenti... 023:026/028 11/11/11 17:18 Pagina 23
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D X 94 1- Team di stereografi al lavoro durante lo svolgimento della gara di Champions League. 2- Da sinistra, Marco Brighel (di TAV, fornitrice delle ottiche Canon), Sergio Nuvoloni (di SBP) e Jean-Antoine Delille (stereografo di DBW) controllano una delle postazioni di ripresa stereo “side-by-side” situate sulle gradinate dell'arena partenopea. 3- Coppie di telecamere Sony HDC-1500, su rig ortogonale/mirror, dislocate a bordocampo durante l'incontro Napoli-Bayern. Technical Manager”, che agisce in simbiosi con il capotecnico della regia mobile HD, per verificare che tutti i segnali vengano gestiti in modo coerente. L'IMPORTANZA DEL SOFTWARE A brevissimo, nell'S3D Control Unit 2 verrà inserito anche un'ulteriore piattaforma Sony MPE-200, equipaggiata con un particolare software - reso disponibile sempre dalla multinazionale giapponese finalizzato a certificare l'effettiva qualità del 3D richiesta dal broadcaster committente. Intanto, tra i vari software Sony già in dotazione ai processori MPE200, troviamo sia l'MPES-3D01/01 (che, oltre a poter manipolare e correggere in digitale le immagini tridimensionali, ha anche la capacità di controllare meccanicamente da remoto, via fibra ottica, i servo motori dei rig), sia l'MPES-2D3D1, utile per virtualizzazioni stereo di sequenze bidimensionali. Virtualizzazioni peraltro rese possibili altresì tramite il mixer video HD Snell “Kahuna” (di cui risultano dotati tutti i principali OB-Van SBP), implementato con opzione S3D e in grado di contribuire alla buona riuscita finale delle riprese. In chiusura, ricordiamo che Vincenzo Flores, responsabile di Produzione dei canali Sky Sport (attivo al San Paolo insieme a Robin Broomfield, 3D Development Manager Sky Sports UK), si è detto molto soddisfatto per il lavoro compiuto dalle due aziende in service, che hanno seguito tutte le specifiche e le indicazioni fornite dalla Pay italiana, la quale - peraltro intende ancora proseguire sulla strada, non solo sportiva, della produzione 3D. Anzi, per essere più precisi, S3D, nuovissimo acronimo internazionale (promulgato dalla SMPTE), che in questo caso potrebbe senz'altro significare anche... Sky 3D. Samuel Daker 1 2 3 092_094:ART EUROPEI 10/11/11 15:07 Pagina 94
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