La Canon EOS 7D, qui mostrata senza ottica e monitor, era equipaggiata con l'AJA per convertire il segnale da HDMI a SDI e sdoppiarlo, con il Decimator per downconvertire il segnale in SD, con la batteria 12volt e la tripletta di alimentazione. Due schemi come questi realizzati da Alberto Marchiori valgono più di tante parole... Con Luigi Andrei (operatore alla macchina), Alessio Bastianelli (assistente operatore), Alberto Marchiori (aiuto operatore) e l'aiuto di Andrea Belletti della D-Vision di Roma, la Canon 7D è stata corredata con un kit della Red Rock Cinema Bundle DSLR che comprendeva canne e banco ottico, poi è stato aggiunto un AJA che sdoppiava il segnale video della camera (la Canon 7D ha una sola uscita video HDMI e appena si collega disabilita la visualizzazione del LCD interno). Il segnale andava in HD SDI al monitor 9 pollici HD per l'operatore e l'altro ad un Decimator che aveva a sua volta due uscite. Una andava in HD ad un trasmettitore video che mandava il segnale al monitor regia, l'altra convertiva il segnale in composito. Il segnale composito arriva ad un altro monitor 5 pollici Starlite per l'assistente operatore. Oltre a tutti questi cablaggi e monitor sulla Canon 7D trovavano posto anche una batteria 12v e una tripletta di alimentazione, oltre chiaramente a tutti gli accessori di una macchina da presa come matte box, follow focus, ecc…(qui a sinistra trovate lo schema realizzato da Alberto Marchiori, aiuto operatore del film, per tutti i cablaggi usati per la Canon7D e le varie monitorie). “Era diventata come una Arricam” conclude sorridendo Corticelli. .. I PROBLEMI SUL SET “Dall'esperienza di questo film posso dire che la Canon 7D è adatta a girare una cosa da solo, da filmmaker, e questo ti permette di girare anche in posti sperduti, senza avere tutti quegli accessori che aumentano il peso e l'ingombro della macchina. L'unico accessorio che reputo necessario è il viewfinder che si aggancia dietro LCD della camera, oppure anche alcuni aggiuntivi che ti permettono di vedere LCD anche non frontalmente, tipo la visione a pozzetto Hasselblad.” La soluzione avveniristica per i collegamenti della camera non ha fatto insorgere inconvenienti sul set. “Dal punto di vista tecnico grosse problematiche non ne abbiamo avute.” continua Filippo . “Avevamo tre macchine, due corredate così e una invece nuda che veniva usata nelle situazioni più scomode, come in alcune posizioni particolari per i cameracar.” Ora iniziamo a parlare di come Corticelli ha settato la Canon 7D per poter avere un esposizione e dei contrasti corretti .“ Per esporre ho fatto dei test a Cinecittà. Ho notato che il segnale della camera è molto compresso (H264, ndr) e che la macchina ha problemi sia nella alte luci che nelle basse, più gravi nelle alte luci. Sono arrivato alla conclusione che più avrei girato materiale flat e più in post produzione il colorist avrebbe avuto possibilità di intervento. I settaggi della macchina sono quindi stati cambiati per poter catturare meglio tutte le informazioni: ho portato i contrast a -4, il colore a -1 e gli sharpness a 0. Ho esposto un po' più aperto del normale di ¼ di stop per non avere problemi ad aprire dopo. Non ho usato l'esposimetro che invece uso con l'Alexa, ma ho usato il waveform del monitor. Le notti le ho girate a 800 ISO anche a diaframmi aperti e ciò mi ha permesso di usare poche ANDREA CATONI, FOTOGRAFO DI SCENA DI SE SEI COSÌ, TI DICO SÌ Nato nel 1971 a Reggio Emilia, studia fotografia diventando professionista nel 1996 e distinguendosi in particolare come fotografo di scena, vincitore anche del premio CliCiak. Nel 2011 esce, a cura di Adriano Pintaldi, il libro su Pupi Avati “Un poeta fuori dal coro”, dove la maggior parte delle immagini pubblicate sono realizzate da Catoni, oltre a un capitolo specificamente dedicato ai suoi ritratti. Docente di fotografia presso il Municipio XII di Roma, dal 2003 ad oggi organizza corsi di fotografia per principianti e di fotografia in bianco e nero e stampa presso il suo studio, dove in particolare insegna storia della fotografia, tecnica di ripresa, composizione e lettura dell'immagine. MACCHINA D. P. CANON 7D ( D-VISON ROMA) LENTI COOKE S4 DIGITAL INTERMEDIATE DA VINCI RESOLVE CINECITTÀ COLORIST RED POSITIVO KODAK VISION 2383 DA RECORDER ARRILASER OPERATORE LUIGI ANDREI ASSISTENTE OPERATORE ALESSIO BASTIANELLI EMILIANO TOPAI AIUTO OPERATORE ALBERTO MARCHIORI CAPO SQUADRA ELETTRICISTI MARCO STICCHI CAPO SQUADRA MACCHINISTI SANDRO FABRIANI SE SEI COSI... Dati Tecnici 108_113:026/028 16/09/11 16:51 Pagina 110
076_081:026/028 08/09/11 10:45 Pagina 76076_081:026/028 20/09/11 12:25 Pagina 7
menu organizzabili in schermate successive e addirittura lo sfondo personalizzabile, alla stregua di un computer o telefono di ultima generazione. La macchina è dotata di funzioni utili e creative, a partire dallo scatto di panorami e di foto in 3D. Alcune di queste rappresentano un plus utile e divertente per il fotografo amatoriale: Pose Guide, ad esempio, aiuta a comporre l'inquadratura in ritratti ed autoritratti, selezionando la posizione desiderata tra una serie di scatti. Le linee guida della posizione scelta compariranno in trasparenza sul display. Il Picture in picture, poi, permette di vedere l'immagine dentro un'altra foto, mentre Magic Frame offre 12 modelli di sfondo in cui inserire parti dell'immagine già dall'inquadratura. Funny face, invece, distorce i volti con effetto comico. Infine una funzione che sa di cinema, ovvero Storyboard maker, che permette di creare una sequenza di immagini come un vero storyboard. La MV800 riprende anche filmati in 720p con una speciale attenzione ai rumori dell'ottica, ridotti ai minimi termini. Le connessioni vedono la presenza di una USB 2.0 e di una HDMI, per la connessione al TV. Il supporto di memoria scelto, in ragione delle ridotte dimensioni del corpo, è una scheda MicroSD/SDHC. Il peso si attesta sui 121 g, escluse batteria e memory card. www.samsung.it Sottile (meno di 2 cm) e con uno schermo orientabile particolare: la MV800 (Multiview camera) è una delle ultime proposte di Samsung per la fotografia compatta. Dopo le fotocamere con il doppio display (posteriore ed anteriore), il brand coreano ha mostrato al mondo la sua personale interpretazione di “schermo orientabile”. Il display della MV800 (un LCD touch da 3”) è infatti agganciato al corpo della macchina sul lato superiore e si ribalta di 180°: in caso di autoritratto, quindi, il fotografo può agevolmente controllare l'inquadratura, visto che l'immagine e le indicazioni a schermo si ribaltano di conseguenza. Quando lo schermo è in posizione verticale, il pulsante di scatto risulta inaccessibile: niente paura, perché sul retro della macchina c'è un tasto apposito, facilmente individuabile al tatto. I materiali di realizzazione della nuova fotocamera sono di buona qualità, e le sue dimensioni veramente contenute. Nonostante la compattezza, la macchina offre un obiettivo Schneider Kreuznach grandangolare con focale minima equivalente a 26 mm, escursione 5x, doppio stabilizzatore ottico/digitale ed apertura f/3.3-5.9. Il sensore è un CCD da 16.1 MP. L'interfaccia touch dell'MV800 è molto simile a quella di uno smartphone, con le icone del 49 prime impressioni d'uso Un lettore Blu-ray Disc di Funai, compatibile con il 3D e dal design insolito ma riuscito: il caricamento dei dischi è di tipo slot-loading. È basato su un pannello organico il prototipo di schermo trasparente presentato da Haier e destinato ad applicazioni di digital signage. Musica e design si incontrano nello Yamaha Restio, un sistema compatto (9 cm di spessore) con CD, dock per iPod e tuner FM. Allo stand Sharp il prototipo di TV 8K4K: il pannello LCD ha una risoluzione di 7680 x 4320 pixel, 16 volte quella dell'HDTV. SAMSUNG MV800, COMPATTA NEXT GEN 046_051:026/028 16/09/11 14:45 Pagina 49
Le funzioni NetTV includono, oltre alle classiche Facebook, Twitter, YouTube (e le altre da scaricare dall'apposito portale) anche un browser web dedicato: non è molto rapido ed inserimento del testo e navigazione soffrono dei noti problemi dovuti al controllo tramite telecomando (e manca il supporto flash), ma si tratta di una possibilità comunque gradita ed utile. Per rendere più semplice la gestione, Philips offre una bella applicazione gratuita (per iOS ed Android al momento) che permette oltre all'inserimento del testo e al controllo di TV e BDP - di riprodurre foto dallo smartphone/tablet, a patto che entrambi i dispositivi siano collegati alla stessa rete. Da segnalare, oltre alla NetTV, la riproduzione di un ampio ventaglio di file multimediali da USB (.mkv compresi) e le funzioni PVR per la registrazione dei programmi televisivi; quest'ultima possibilità richiede il collegamento di un Hard Disk Drive o flash drive esterno da almeno 32 GB per il timeshift e 250 GB per TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XVI L a querelle tra produttori di 3D TVriguardo alla tecnologia da adottareper la riproduzione di materiale stereoscopico è ancora tutta da definire: da una parte, Samsung, Sharp, Sony e Panasonic, convinti della qualità 'pura' offerta dagli occhialini attivi; dall'altra parte della barricata, LG (che produce pannelli fra gli altri per Apple, Dell, Philips, Vizio) che adesso si schiera nettamente dal lato della polarizzazione passiva, con la comodità indubbia degli occhialini 'usa e getta' o quasi. Da qualche tempo Philips ha deciso di tirare fuori il cosiddetto uovo di Colombo: occhialini attivi per i modelli di fascia alta 3D Max (ad esempio con la nuova versione 90 del bel Cinema 21:9 58PFL9955H/12 che abbiamo provato sul numero 66 di Tutto Digitale), e 3D 'passivo' per le altre proposte - Easy 3D. Sembra una bella scelta per i consumatori. Il TV in queste pagine è un 42" della serie 7000; si tratta di un modello edge LED attrezzato di tutto punto, con le funzioni 'NetTV' tanto in voga di questi tempi, Ambilight Spectra a due canali e molto altro ancora. Il design del 42PFL7606 non si discosta molto dalle precedenti generazioni di TV dell'azienda olandese: al primo impatto si fa notare la scocca in alluminio spazzolato e la nuova base; la cornice è abbastanza ridotta mentre, nonostante l'adozione dell'illuminazione Edge LED, la profondità dello châssis è giusto un pelo sotto la media degli LCD tradizionali. Nella parte bassa dello schermo sono presenti i tasti di controllo ed un pulsante On/Off per lo spegnimento completo. Spostandosi sulla vista laterale, non si possono non notare, quando è acceso il pannello, i LED dedicati all'immancabile Ambilight, in questo modello implementato in versione a due canali; il profilo laterale tradisce inoltre la presenza del pannello connessioni, che si affianca a quello posteriore. NON TUTTO MA DI TUTTO Immancabile, alla prima accensione, l'assistente impostazioni, che permette di ottenere una prima taratura semplicemente scegliendo la 'metà' preferita delle immagini visualizzate a schermo. Menu ed interfaccia del 7606 sono pressappoco le stesse della gamma Philips dello scorso anno, dal look a nostro avviso abbastanza 'pacchiano': la navigazione è comunque semplice ed anche le funzioni NetTV sono ben organizzate. Philips, marchio storico nel mondo TV, nonché l'ultimo grande produttore europeo (ancora per poco, visto l'accordo per il passaggio del 70% della produzione della divisione alla cinese TPV), sceglie il 3D con occhialini passivi per la serie 7000 1.049,00TV Philips 42" 7000 (7606) Smart TV LED Gli occhialini Philips per l'Easy 3D: leggeri ed economici. Full optional 090_091:128/130 16/09/11 17:48 Pagina 90
34 I segreti della ripresa L'illuminazione Ripercorrere le scelte di regia ed illuminazione che stanno alla base di un corto o di un film può essere un utile esercizio per imparare le basi del mestiere. Ecco un'analisi tecnica della fotografia di The Immunology Knight. giusta è fondamentale: per “The Immunology Knight”serviva un posto dall'aspetto internazionale, poco riconoscibile ma allo stesso tempo suggestivo, evocativo. Il vicolo ideale si trovava proprio nel centro di Milano, vicino a via Torino: una bella scommessa per quanto riguarda sia la logistica che l'organizzazione delle riprese, con l'autocisterna dell'acqua per l'effetto pioggia, il camper per il trucco e il furgone delle luci da posizionare. Tuttavia, non solo Alessandro Codaglio, Gionata Zazzu e Marco Meazza di Feedback Audiovideo sono riusciti ad ottenere i permessi, ma hanno anche trovato una splendida Cadillac Seville da parcheggiare nel vicolo. L'ASPETTO VISIVO The Immunology Knight si ispira all'iconografia dei film di supereroi e dei fumetti da cui sono tratti, in particolare Batman – soprattutto nelle versioni portate sullo schermo da Tim Burton (1989, fotografia di Roger Pratt) e da Christopher Nolan (2008, fotografia di Wally Pfister). Visto il calibro dei riferimenti, non potevamo lasciare nulla al caso. Il film doveva apparire cupo, contrastato, epico, anche a discapito del realismo. Per questo motivo, in ripresa ho giocato molto con i colori delle luci – dalla dominante blu/azzurra del controluce alla luce verde corredata di obbiettivi Zeiss T 1.3. Fin dalle prime discussioni sul piano regia con Salvo D'Alia, è risultato chiaro che sarebbe stato essenziale ottenere degli effetti di slow motion di grande impatto, ben al di là dei 50 fotogrammi al secondo offerti dalla maggior parte delle videocamere HD. Tra le diverse opzioni, abbiamo infine scelto la RED ONE, in grado di filmare a 120 fps alla risoluzione di 2K. Il 2K è stata la nostra scelta di registrazione anche nelle sequenze non in slow motion, per semplificare il lavoro di montaggio (curato da Davide Molla) e di post produzione in generale. In base ai test effettuati, si è deciso di settare la macchina a 320 ISO, per ottenere un'immagine pulita, nitida e priva di grana. Questo ci ha spinto a scegliere degli obbiettivi molto luminosi, la serie T 1.3 della Zeiss: The Immunology Knight, infatti, è tutto ambientato di notte, e girare a 120 fotogrammi al secondo richiede una grande quantità di luce: da qui la necessità di disporre di lenti estremamente veloci. Abbiamo così girato il corto a diaframmi tra 1.3 e 2.8, con una profondità di campo piuttosto ridotta; una vera sfida - vinta - per l'assistente operatore Giuseppe Ceravolo. In una storia di rapinatori e super eroi, la location L o diciamo subito: The Immunology Knight èfotografato e co-diretto da chi scrive questerighe. Ci perdonerete quindi le inevitabili note autobiografiche, ma del resto, il lavoro ha presentato aspetti tecnici degni di nota, meritevoli di essere raccontati. Il cortometraggio ha vinto lo “Short Cut For Immunology Award” indetto dalla EFIS (European Federation of Immunological Societies), che ha anche finanziato il progetto. Il film è interpretato da Ettore Distasio, Alice Torriani, Karun Grasso, Daniele Cereda e Metello Faganelli, scritto da Luca Sabbioni e Sarah Pesenti Campagnoni, diretto da Salvatore D'Alia e Luca Sabbioni, prodotto dalla Feedback Audiovideo di Milano, musicato da Michele Pagnoni. Scopo del corto è spingere gli utenti di internet più giovani ad approfondire la conoscenza del proprio sistema immunitario (a proposito, consultate il sito www.immunology-info.org). Il cavaliere dell'immunologia, l'eroe che da il titolo al film, ci guida dunque in un'analisi tecnica della fotografia dell'opera. LA SCELTA DELLA MACCHINA DA PRESA “The Immunology Knight” è stato girato in formato 2K utilizzando una macchina da presa digitale RED ONE, Un corto in controluce 034_035:026/028 16/09/11 14:12 Pagina 34
57 Un indirizzo che è un vero coup de coeur, come direbbero i francesi. Perché questo piccolo castello, immerso in un'oasi verde di grande pace e tranquillità, colpisce dritto al cuore: fuori un giardino che invita alla passeggiata, alla lettura, al relax e alle scoperta tout court. All'interno 7 camere elegantemente arredate, una diversa dall'altra. La cura del particolare regna sovrana anche nelle stanze comuni: ogni angolo è accuratamente predisposto, come pronto per uno scatto fotografico insomma. Sarà che il proprietario prima di dedicarsi a questa attività si occupava di fotografia a livello professionale... Assolutamente imperdibile! Château de la Verrerie, Chambres d'Hôtes, 41800 Montrouveau tel. 0033 02 54 72 43 67 www.chateaudelaverrerie.fr Chateau de la Verrerie (Loir-et-Cher) Comité Régional de Tourisme de la Règion Centre 37 Avenue de Paris 45000 Orléans crtcentre@visaloire.com - www.visaloire.com www.castelli-loira.it www.coeur-val-de-loire.com www.loiretourisme.com www.touraineloirevalley.com www.franceguide.com www.jardins-de-france.com ATTENZIONE: alcuni dei giardini citati non sono aperti tutto l'anno. Abbiate cura di verificare giorni e orari prima di organizzare il viaggio. PER SAPERNE DI PIÙ uomini e donne, spesso di intere famiglie. Storie di gente appassionata che dedica sentimento ma soprattutto energia nella cura del proprio giardino, piccolo o grande. Ecco allora il sorriso radioso della ottuagenaria ‘dame' che infaticabile ogni mattina non rinuncia a curare la sua creatura, oppure la contessa fiera di raccontare le specie rare delle sementi che è riuscita a coltivare e ancora lo sguardo orgoglioso di chi ha trasformato un terreno coltivato a grano in un'oasi capace di ispirare anche gli animi meno inclini. Tante ghiotte occasioni, insomma, per realizzare qualche scatto capace di testimoniare la ricerca della segue da pag. 52 particolare concezione estetica del tutto. E poi c'è il festival dei giardini per eccellenza, quello organizzato a Chaumont e giunto alla ventesima edizione. Qui, tempo permettendo, con macchina fotografica e videocamera, ci si può davvero sbizzarrire. Anche di notte, utilizzando la giusta attrezzatura, quando si effettua la visita notturna con effetti speciali di luce o quando il castello viene illuminato da 2500 candele(!). Infine, vale una sosta anche il ristorante Grand Velum (nello stesso dominio di Chaumont) che grazie ai piatti sapientemente preparati - e rigorosamente ispirati al tema del festival - offre l'opportunità di scattare delle foto in tema davvero ‘stuzzicanti'. Giorgia Vaccari 052_057:026/028 16/09/11 17:43 Pagina 57
S e sei così ti dico sì è la terza collaborazione tra il regista EugenioCappuccio e l'autore della fotografia Gianfilippo Corticelli (Volevosolo dormirle addosso nel 2004 e Uno su due nel 2006). Il film, scritto da Eugenio Cappuccio e Claudio Piersanti, narra il ritorno alla ribalta delle cronache (grazie all'incontro con Talita Cortès, interpretata da Belén Rodríguez) del cantante Piero Cicala (interpretato da Emilio Solfrizzi) che, con il pezzo Io, te e il mare, aveva avuto un inaspettato successo negli anni '80 per poi ricadere subito dopo nel dimenticatoio. Il film è stato prodotto dalla DueA Film di Antonio Avati ed è uscito nelle sale il 15 aprile di quest'anno sia in proiezione DCP che su positivo 35mm con la distribuzione di Medusa. A differenza degli altri due lungometraggi fatti assieme da Corticelli e Cappuccio, Se sei così ti dico sì è stato girato in digitale per 8 settimane (dall'ottobre del 2010 tra la Puglia e Roma), ed è il primo film italiano distribuito in sala girato con Canon EOS 7D. Corticelli ha già avuto esperienze pionieristiche con il digitale; ad esempio nel 2001 con le Sony PD150 ha girato Paz! per la regia di Renato DeMaria. “L'idea di girare il film in digitale nasce da Cappuccio” ci spiega Corticelli “soprattutto come scelta ideologica di abbandonare il negativo, giudicando la pellicola ormai superata. Io ho inizialmente accettato con un po' di dubbi perché il film che dovevamo fare era una commedia, quindi con un'estetica che difficilmente può essere resa digitalmente. Io parto dal presupposto che uno non dovrebbe mai decidere a priori il supporto ma partire da un progetto, da un'idea con il regista e scegliere il mezzo più appropriato. Mi sembra sbagliato dire voglio girare con questo mezzo per un motivo di budget: capiamo prima che look vogliamo avere e poi vediamo che mezzo riesce a darci questo look”. SI PASSA ALLE PROVE Corticelli testa alcune macchine disponibili al tempo (luglio 2010) per scegliere la più adatta per il film. Nella sala provini della D-Vision di Roma passa in rassegna l'Arriflex D21, l'Alexa (vedi anche articolo su Bar Sport, Tutto Digitale n. 69, ndr), la Red, e le Sony comprese le “vecchie” HD a nastro Cinealta. Ecco le sue impressioni sulle camere. “ La D21 è un macchinario troppo pesante e ingombrante, con la scomodità di dovere girare con i cavi attaccati. L'Alexa era appena uscita e non c'era ancora un software adatto alla gestione dei file. La Red è una camera che conoscevo già, avendola usata per alcuni spot e personalmente non mi piace sia per il risultato estetico che per la complessità della gestione dei menu e del workflow. Una camera che non era ancora disponibile e che invece mi sarebbe piaciuto La Canon EOS 7D equipaggiata con un Cooke s4 27mm e i due monitor mentre Alberto Marchiori sistema gli ultimi cablaggi. Sullo sfondo la seconda Canon 7D. Filippo Corticelli, seduto e con gli occhiali, osserva un'inquadratura. In piedi, con la barba, Eugenio Cappuccio. testare durante i provini è la Panasonic AG-AF101. Quella che ergonomicamente ed esteticamente ci ha convinto subito è stata la Canon 7D. Siamo rimasti affascinati dal poter girare il film con una macchina fotografica dalla grande resa fotografica e un ingombro così piccolo. Ho fatto poi un provino a Cinecittà (su Da Vinci Resolve con il colorist Red) e la pasta venuta fuori mi sembrava interessante, specie per il nostro film che aveva anche riscontri sociali. In realtà un'altra macchina presa in considerazione per il film è stata la Canon 5D però al momento del film non poteva montare l'attacco PL (l'attacco per le ottiche cinematografiche, ndr) ed era disponibile solo con ottiche Canon fotografiche e la serie Zeiss CP che riesce a coprire il sensore più grande delle 5D (la serie Zeiss CP ha anche la possibilità di avere oltre l'attacco PL gli attacchi EF and F, ndr) ma che ha tagli di focale e diaframmi strani. NUOVE OPPORTUNITÀ, NUOVI DUBBI... Il pionierismo apre sempre nuove strade, ma anche nuovi dubbi. “ Prima di girare abbiamo avuto un sacco di ripensamenti” continua Corticelli “se avevamo fatto la scelta giusta. A volte ero io ad averli, a volte Eugenio (Cappuccio, ndr). Sul set è stato faticoso: la Canon 7D è perfetta se la usi per quello che è, ma quando l'abbiamo iniziata a corredare per le nostre esigenze sono cominciati i problemi.” La Canon 7D usata per il film è stata modificata per avere l'attacco PL: una modifica permanente della camera che si attua levando lo specchietto reflex della macchina fotografica, e disabilitando quindi la visione tramite il viewfinder ottico. “Avendo l'attacco PL ho potuto montare ottiche cinematografiche. Ho fatto un provino tra le Zeiss Ultraprime e le Cooke S4 e ho scelto quest'ultime. La pasta più morbida delle S4 si sposa meglio con il segnale molto inciso della Canon 7D. Anche lì grossi dubbi perché le Cooke hanno un peso maggiore rispetto alle Ultraprime e diventano quindi difficili da montare su una macchina fotografica ”. Oltre alla qualità delle lenti, le ottiche cinematografiche permettono di poter gestire meglio il cambio e la messa a fuoco avendo una ghiera più estesa per i fuochi. Ad esempio il passaggio che c'è tra 1 metro e 5 metri nella ghiera delle ottiche fotografiche può essere inferiore al centimetro mentre per le ottiche cinematografiche ci sono a disposizione vari centimetri. La Canon 7D è nata per la fotografia e in altri ambiti vengono fuori problemi d'uso del mezzo. “La 7D dentro un contesto di cinema professionale diventa scomoda. Infatti dopo aver fatto i provini la camera è stata accessoriata per poter essere funzionale sul set.” 109 108_113:026/028 16/09/11 16:49 Pagina 109
SONY TABLET CON ANDROID HONEYCOMB, UGUALI MA DIVERSI 4 GB di memoria: anche questo modello sarà disponibile da novembre. Abbiamo ‘giocato' un po' con le due creature di Sony: a livello software la principale differenza dalle dozzine di ‘cloni' basati su Honeycomb e chipset Tegra 2 è rappresentata dalla nuova interfaccia proprietaria, pulita e moderna, organizzata su una serie di ‘tile' (icone quadrate interattive) che permettono di organizzare ed accedere ai contenuti multimediali con un semplice tocco. Da queste caselle è possibile accedere ai servizi di digital distribution di casa Sony: Music e Video Unlimited, Playstation Suite e Reader. Un'altra applicazione per il momento esclusiva dei tablet dell'azienda giapponese è quella che permette il controllo di BD Player, TV e sistemi Hi-fi grazie al trasmettitore ad infrarossi integrato. A livello estetico/costruttivo il tablet S non ci ha particolarmente entusiasmato: comprendiamo che Sony abbia voluto di differenziarsi dalla massa, ma la plastica adottata per la scocca impallidisce non solo a confronto con l'alluminio adottato da qualche concorrente, ma anche se messa a fianco ad altri tablet in materale plastico. Il modello P ci è sembrato più riuscito sotto questo punto di vista: le sue dimensioni lo rendono perfetto per la tasca della giacca o la borsetta, ed anche a livello costruttivo, nonostante il corpo in plastica, questo caratteristico tablet ci è sembrato solido. Poco da dire a livello di prestazioni: entrambi i tablet sono in genere rapidi e reattivi (praticamente come tutti i tablet basati su Tegra 2), anche se in qualche caso abbiamo notato qualche scatto, probabilmente dovuto alla versione del software ancora non definitiva. www.sony.it 50 I due nuovi tablet Sony si chiamano S e P: entrambi gli apparecchi sono basati su processore NVIDIA Tegra 2 da 1 GHz e su sistema operativo Android Honeycomb. Il Tablet S ha un design con profilo asimmetrico, progettato per migliorare la distribuzione del peso sulla mano ed ottimizzare la posizione della superficie touch quando è appoggiato su un tavolo. Il display è da 9.4" ed il peso totale di 598 g. Il Tablet P, invece, ha due schermi e si chiude come un libro, in maniera simile a quanto accade col Nintendo DS ed incrementando la portabilità dell'apparecchio, che pesa appena 372 g. I due display sono da 5.5" e possono essere impiegati per funzioni diverse (ad esempio tastiera e schermo) oppure come unico schermo: la cornice è ben presente ma non troppo invadente. Entrambi i tablet hanno ingresso USB 2.0 micro, slot per schede (SD sull'S e microSD sul P), uscita cuffie che può funzionare anche come ingresso per microfono e due fotocamere: quella frontale da 0.3 MP e quella posteriore da 5.1 MP. Le funzioni di base degli apparecchi prevedono la visione di video, riproduzione musicale, giochi, eBook e tanto altro ancora, con possibilità di accedere all'Android Market per scegliere e scaricare le applicazioni disponibili. Il Tablet S è disponibile in tagli da 16 e 32 GB con connessione Wi-Fi, mentre da novembre è prevista una versione 3G. Il tablet P è Wi-Fi e 3G ed è dotato di prime impressioni d'uso Diagonale 58” ma in formato cinematografico: il Cinema 21:9 di Philips fa il 3D, ha l'Ambilight ed ha ora un prezzo più aggressivo che in passato. L'intera famiglia dei Roomba, i capostipite della generazione di robot autopulenti al centro dei desideri di uomini e donne superimpegnati. Il BD XL di Verbatim offre 100 GB di spazio su tre strati: lo standard è stato di recente approvato dalla BDA ed arriverà sul mercato nel 2012. Pioneer ha lanciato tre nuovi stereo portatili per gli “street dancers” come lo Steez D10T, con dock per iPod e resistente alla pioggia. 046_051:026/028 16/09/11 14:46 Pagina 50
Cronaca di due scommesse tecniche e artistiche dai molti dubbi, ma dal risultato finale sorprendente: ecco i ‘dietro le quinte' di Se sei così, ti dico sì di Eugenio Cappuccio e de La stanza dell'orco dei Manetti Bros. Intervista a Gian Filippo Corticelli L'ingegnoso cameracar che ha permesso di montare contemporaneamente tre Canon EOS 7D. Quella frontale è l'unica senza ottiche cinematografiche Voglia di sperimentare 108 108_113:026/028 16/09/11 16:50 Pagina 108
24 Scadono il 30 settembre i termini per le iscrizioni al PIVI - Premio Italiano Videoclip Indipendente, di scena il 27 novembre all'interno di MEDIMEX MEI, a Bari. Nuovo incontro organizzato da InSide, con Tutto Digitale media partner: si chiama Pad Connects ed è dedicato al mondo dei dispositivi mobile a 360°. L'appuntamento è per il 13 ottobre a Milano, per imparare a sviluppare apps, ottimizzare il web per il mobile, produrre un digital magazine e molto altro ancora M E D I A P A R T N E R Signori, si cambia: dopo il crescente successo di questi anni (oltre 400 le opere in concorso nel 2010) il PIVI 2011 si sposta a Bari, nell'ambito di Medimex-Mei, la prima edizione della fiera mercato delle musiche del Mediterraneo. Il premio è il più grande concorso italiano dedicato al videoclip indipendente, e si svolgerà il 27 novembre a partire dalle ore 15, presso Cineporto - Fiera del Levante di Bari. La partecipazione è aperta a tutte le opere realizzate con budget non superiori alla cifra di 10.000 Euro e che abbiano spiccati caratteri di indipendenza produttiva e di espressione alternativa. La scadenza per l'invio delle opere è fissata al 30 settembre: dopo questa data, la giuria - di cui fa parte anche Tutto Digitale che è storico media partner della manifestazione selezionerà i migliori videoclip, tra i quali esprimere le nomination e poi i vincitori per soggetto, montaggio, fotografia, regia e miglior video. Oltre ai premi ufficiali, la nostra rivista assegna - come ogni anno - il premio Tutto Digitale per la tecnica, dedicato al videoclip con l'uso più creativo delle attrezzature impiegate. Per iscriversi anche a questo premio è necessario scaricare, compilare ed inviare per posta una scheda di partecipazione, disponibile in download sul sito del MEI. La scheda di iscrizione al PIVI va invece spedita a “Concorso P.I.V.I." presso VideoCoop, Via Della Valle, 71, 48018 - Faenza (Ra), unitamente a 1 copia del videoclip su DVD video ed una in formato file.mov. Il videoclip, inoltre, deve essere caricato nella sua migliore definizione in una delle piattaforme di video sharing (es: Vimeo/Youtube) segnalando nella scheda di iscrizione il link per la visione. Nel caso - ormai sempre più frequente di video girati in HD, l'organizzazione potrà richiedere una copia in alta definizione per consentire la migliore qualità possibile delle proiezioni durante la giornata di premiazione. Per tutti i dettagli, consultare il bando completo sul sito del MEI, sezione download. www.meiweb.it Pad Connects è il nuovo incontro organizzato da InSide, ed il tema, come il nome suggerisce, è il mondo dei dispositivi mobile: la data è fissata per il 13 ottobre 2011, presso il Palazzo delle stelline a Milano. La giornata di incontri e workshop è dedicata ad imprenditori, designer e copywriter, web designer e web developers: docenti certificati ed ospiti internazionali condivideranno i loro segreti per sviluppare al meglio app, digital magazines, cataloghi, ebook, siti ottimizzati ed altro ancora. Pad Connects sarà composto da quattro aree tematiche con workshop dedicati a diverse figure professionali: fare business, produrre un digital magazine, sviluppare applicazioni ed ottimizzare il web per i dispositivi mobile. Fra i partner per il Digital Publishing presenti Adobe e Woodwing con le loro soluzioni per InDesign. Sarà inoltre presente una soluzione indipendente che non necessita di InDesign: iTablo, sviluppato da Altra Logica. Lo sviluppo di applicazioni tratterà soluzioni native, con il linguaggio Objective C, e soluzioni ibride create con Adobe Flash e Air. Per l'ottimizzazione del web ci si affiderà ad HTML 5 e a JQuery Mobile. Per partecipare è necessario registrarsi sul sito e versare la quota di iscrizione; fino al 10 ottobre è possibile sfruttare una tariffa scontata (150 euro). Il prezzo per gli iscritti il giorno dell'evento sarà di 200 euro. Per le iscrizioni ed il programma dettagliato dell'evento: www.padconnects.com InSide Pad Connects, sviluppare App e non solo M E D I A P A R T N E R PIVI 2011: arriva la festa del videoclip musicale Ai ut at em i K ut so Ta ke m e - T he C oo lb re ez er s Sh e i s h ap py - Ae di 024:026/028 16/09/11 13:44 Pagina 24
CAMPAGNA ABBONAMENTI 2011/2012 * At ten zio ne : g li a rg om en ti po sso no ca mb iar e p er es ige nz e r ed az ion ali ABBONAMENTO CARTACEO Per ogni anno 7 numeri di Tutto Digitale e 2 numeri di Alta Definizione spediti a casa propria e un libro tecnico omaggio* (edito da motoperpetuopress o altre aziende editoriali) - NOVITÀ! Spedizione delle copie di Tutto Digitale con servizio rapido Posta Press Per ogni anno 7 numeri di Tutto Digitale e 2 numeri di Alta Definizione in versione elettronica, con pagine sfogliabili, su computer, iPad, iPhone e un libro tecnico omaggio* (edito da motoperpetuopress o altre aziende editoriali) - Contenuti multimediali esclusivi ABBONAMENTO CARTACEO + ABBONAMENTO ELETTRONICO ABBONAMENTO ELETTRONICO per informazioni www.tuttodigitale.itAL A Oltre ai 7 + 2 (o 14 + 4) numeri cartacei ed altrettanti numeri elettronici per anno (sempre disponibili sul proprio computer, iPad, iPhone), e alla possibilità accedere a contenuti multimediali esclusivi, si riceveranno un libro tecnico* (per ogni anno), e una chiave USB. * consultare elenco su www.tuttodigitale.i t 083:026/028 16/09/11 16:24 Pagina 83
Showreel Report 51 Un lettore di Tutto Digitale tenta il grande salto, con un film "found footage" girato in inglese e viralizzato sul web: Report 51 ha già fatto drizzare le antenne degli appassionati yankee, che attendono curiosi questa storia di incontri ravvicinati non proprio amichevoli... 28 Un virale di pochisecondi e un trailer di4 minuti e mezzo; un sito, qualche foto e poche notizie sulla trama. Non trapela molto riguardo al film Report 51, un progetto di Alessio Liguori - regista e lettore di Tutto Digitale - e Giuliano Tomassacci, direttore della fotografia. Quello che si sa è che si tratta di un thriller/horror di fantascienza, con alieni minacciosi e quattro ragazzi in fuga. Il film è inoltre un found footage, cioè un'opera di finzione basata sul ritrovamento di riprese realizzate dagli stessi protagonisti e presentata dunque come storia realmente accaduta. Report 51 ha suscitato un grande interesse - soprattutto negli Stati Uniti - già nella fase di lancio virale, con il primo clip che ha superato le 30.000 visualizzazioni complessive ed il trailer che Alieni made in Italy ha popolato siti e forum di amanti del genere e di appassionati di ufologia. Il film è girato interamente in inglese. Da subito infatti i due autori hanno deciso di puntare al mercato internazionale, più esteso ed aperto alle idee fuori dagli schemi rispetto a quanto si verifica di solito in Italia: "Ci siamo chiesti se questo prodotto poteva essere recepito qui da noi e ci siamo detti che era meglio fare da soli, per avere libertà e poter sperimentare. E così siamo partiti, anche perché i costi del progetto lo permettevano". Il film - un classico "no budget" - è realizzato con il metodo della caratura (la compartecipazione agli utili delle maestranze) ed ha visto una decina di giorni di riprese tra l'Umbria e il Belgio, dove la troupe è stata accolta con grande disponibilità e sostegno da parte dell'amministrazione pubblica. "Per rispettare al massimo l'estetica del found footage, l'intero film è girato in piani sequenza, con le riprese fatte dagli attori ed ogni accensione della videocamera giustificata dalla sceneggiatura" ci dice Liguori "Gli attori hanno fatto un lavoro notevole, con tripla responsabilità: recitare, farlo in inglese e riprendere a turno, rispettando le indicazioni di regia e fotografia. Erano stati istruiti prima, anche dal punto di vista tecnico, su inquadrature, movimenti ed esposizione, con necessità di effettuare più cambi di diaframma nello stesso piano sequenza. Abbiamo fatto molte prove, per arrivare sul set ben preparati. Non avevamo monitor, ma rivedevamo le scene dopo averle girate." Il film è ambientato in inverno con tante scene in esterno notte, e quindi la fatica e il freddo devono aver complicato l'opera: "È un'operazione difficile" prosegue Tomassacci "ma se ti prepari come se organizzassi una sorta di coreografia, poi gli attori riescono a mettere qualcosa in più, dal punto di vista attoriale ed anche di ripresa. Alcune inquadrature, ad esempio, ci hanno stupito per la loro composizione ottimale... La fotografia è tutta fatta in macchina, con la luce disponibile nell'ambiente e l'aggiunta di un faretto. Tranne due scene girate in green screen, abbiamo usato solo torce e candele, tutti elementi diegetici". Le riprese sono state realizzate con una Sony EX1, videocamera adeguata alle necessità di sceneggiatura, dotata di controlli automatici efficaci ed in grado di assicurare la qualità per un progetto che vuole sbarcare in sala. Dalle immagini che abbiamo potuto osservare, la macchina rende bene nelle molte scene notturne, e la grana che emerge in alcune circostanze è perfettamente in sintonia con il genere del found footage. "Rispetto ai tradizionali film di questo genere, lo sviluppo narrativo è più complesso" ci rivela Liguori. In effetti dopo The Blair Witch Project - il successo del 1999 che ha rilanciato questo particolare genere in tutto il mondo - gli spettatori sono più smaliziati e chiedono qualcosa in più: la minaccia, insomma, dopo essere intuita e percepita nel fuori campo farà la sua comparsa sulla scena, con effetti visivi degni del grande schermo che, già dal trailer, lasciano intuire le potenzialità di tutto il lavoro. Budget zero, ma idee chiare e forza di volontà per il giovane duo romano che - creatività alla mano - ha deciso di provarci aguzzando l'ingegno e gettando il cuore oltre l'ostacolo. S.Blasi Alcune immagini di Report 51. In alto la locandina. 028:026/028 16/09/11 13:50 Pagina 28
Maste Ovunqu Con la nuo r Quality adae tu v G-HPX250a Av a nel pVC-IntrAV indipendeneghier3 con esriprdisituazioneogni andgrottica nuova na U con10bita azioneegistrr èAG-HPX250nuovaLa sanecessario piùè Non almo della tua mano uoco.Fe ZoomIris, per ti lessibilitàfmassimalaeoffrea consent22x zoomcon eangolar ullFsensoridie aC-IntrVAcodec compattealmarPP2acameruna delevorfain qualità laeicarcrif ollocontrdi e estirgdi e HD. didotataa mobilità. la essiofor PrBuilt f onals w eer l'P oadcast.it.panasonic-brwww atteristiche visitalenco completo delle car : 076_081:026/028 20/09/11 12:15 Pagina 76
Qualità dell'immagine Obiettivo nitido e corretto Rumore contenuto agli alti ISO Ergonomia AF poco reattivo Scarsa capacità del buffer COSTRUTTORE: Fujifilm Co. - Giappone DISTRIBUTORE: Fujifilm Italia S.p.A., S.S. 11 Padana Superiore 2/B 20063 Cernusco Sul Naviglio (MI) -tel. 02.929741- www.fujifilm.it Sensore: Cmos APS-C (23,6x15,8mm) da 12.3MP Obiettivo: Super EBC Fujinon 23 mm f/2 (focale equivalente nel formato Full Frame 35mm) non intercambiabile. Lamelle al diaframma 9 Display: LCD 2,8”, 480.000 pixel, copertura 100%, angolo di visione 170° Mirino: A telemetro ibrido opto-elettronico. Mirino ottico: di tipo galileiano con cornicetta elettronica di delimitazione del campo inquadrato, ingrandimento 0,5x, copertura 90%. Mirino elettronico: LCD a colori da 0,47”, 1.440.000 pixel, copertura 100%. Correzione diottrica da -2 a +1 diottrie. Autofocus: TTL a rilevazione del contrasto su 49 punti Otturatore: da 1/4sec. a 1/4.000, posa B (fino a 60min.), autoscatto da 2 a 10 secondi Esposimetro: TTL multizona su 256 segmenti Modi di esposizione: Multizona, media a prevalenza centrale, spot Sensibilità ISO: da 200 a 6400 ISO (100 e 12.800 ISO in modalità estesa) Bilanciamento del bianco: Auto, manuale con 8 modalità, Custom Raffica di scatto: fino a 5fps Modi di scatto: P, A, S, M Dimensione max dell'imm.: 4228x2848 pixel, Panoramica 180°: 7680x1440 pixel Filmati: .MOV H.264, Audio PCM lineare, 1280x720p 24fps Supporto di memorizzazione: SDHC/SDXC Connessioni: USB 2.0, miniHDMI Alimentazione: accumulatore ricaricabile al litio tipo NP-95 Dimensioni: 126,5x74,4x53,9 mm Peso: 445 g (con batteria e scheda di memoria) FOTOCAMERA FUJIFILM FINEPIX X100 CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE LA PAGELLA ESTETICA Fujifilm punta sulla linea rétro che ricorda quella elegante delle Leica M a pellicola. COSTRUZIONE Sopra la media per l'impiego dei materiali anche se alcune finiture sono migliorabili. VERSATILITÀ L'obiettivo a focale fissa è uno strumento per esperti. Chi è abituato allo zoom potrebbe rimanere deluso. PRESTAZIONI FOTO La qualità dell'immagine è ai massimi livelli e surclassa la resa di una reflex entry level. PRESTAZIONI VIDEO Non ha il Full HD ma l'ampia apertura relativa dell'obiettivo permette di riprendere in situazioni di luce molto difficile. Troppo aliasing. RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO Mille euro non sono pochi in assoluto, ma in questo caso risultano perfettamente proporzionati all'alta qualità delle immagini. CONTRO 65 PRO riavvolgimento). Il vantaggio dal punto di vista operativo rispetto ad un mirino a telemetro standard è notevole sia in modalità fotografica che, soprattutto in quella video. Infatti si possono riprendere filmati con risoluzione HD 720p inquadrando dal mirino opportunamente commutato in elettronico alla stregua di una videocamera, e inoltre si può usufruire dell'autofocus continuo senza attendere il ribaltamento dello specchio come avviene con le reflex. Peccato che la scelta dell'apertura di diaframma vada effettuata prima delle riprese (una volta che si è iniziato a girare non c'è possibilità di modificarla). Naturalmente si può riprendere anche inquadrando dallo schermo LCD posteriore come si fa con le compatte, ma in questo caso l'ergonomia dell'apparecchio diventa ancora più limitante che con le reflex. Primo perché lo schermo LCD non è orientabile. Secondo perché le dimensioni del corpo macchina e l'impugnabilità non proprio eccelsa aumentano il tremolio. Ma la X100 è pensata più per il fotografo che per il videomaker. Se la scelta del mirino a telemetro non basta è sufficiente guardare alla disposizione dei comandi principali per convincersi. Sulla calotta c'è la ghiera delle modalità di ripresa con i tempi di scatto e l'automatismo a priorità dei diaframmi. A fianco, la ghiera per la staratura manuale dell'esposizione che si effettua in un intervallo di +/-2EV a passi di 1/3 di stop. In posizione avanzata troviamo il piccolo pulsante Fn al quale è possibile assegnare una funzione a piacere. E dal momento che non c'è il tasto dedicato alla sensibilità ISO noi abbiamo scelto proprio questa. Sul dorso si trova un joystick con rotella di selezione incorporata con il quale è possibile regolare le funzioni principali come si fa con le fotocamere compatte tascabili. Poco sopra, il tasto per il blocco simultaneo dell'AF e della memoria esposimetrica, mentre più in basso quello dedicato allo scatto in RAW, utile perché evita di farci entrare nel Menu digitale. Quest'ultimo si compone di una serie di sottomenu - che abbiamo trovato un po' farraginosi e molto spartani, con un errore di traduzione (Spazio colore è tradotto Espacios Color): da correggere assolutamente visto il target e il prezzo dell'apparecchio. CALMA E GESSO Prima di iniziare a scattare fotografie è consigliabile eseguire una facile operazione: attivare la modalità Avvio rapido. Se si tiene spenta, la X100 impiega circa 3 secondi per essere pronta a scattare subito dopo l'accensione e il riavvio. L'operazione fa sì che vengano dimezzati anche i tempi di attesa tra uno scatto e l'altro. Abbiamo trovato limitanti, invece, i circa 14 secondi di sosta forzata tra una raffica da 10 scatti (a 5fps) e l'altra necessari per digerire i file JPEG Fine. L'attesa raggiunge i 22 secondi se intendiamo scattare in RAW (la sequenza massima scende a 8 scatti). Anche il modulo AF non è proprio quello che si dice un fulmine di guerra. È necessario circa un secondo per prefocheggiare il soggetto. Inoltre il modulo a 49 aree fatica a centrare il bersaglio nelle situazioni di scarsa luminosità anche con la luce LED di assistenza AF. Non certo un buon risultato per una fotocamera con mirino a telemetro, che dovrebbe essere la regina dell'istantanea colta al volo in luce ambiente. Per fortuna la qualità d'immagine riporta in equilibrio il piatto della bilancia. Osservando i risultati, infatti, ci si dimentica delle limitazioni messe in evidenza e si rimane impressionati soprattutto dalla tenuta alle elevate sensibilità ISO. Perfino a 3200 ISO i dettagli sono ben disegnati e leggibili e il rumore elettronico è contenuto. Le fotografie colpiscono per la resa tridimensionale dei soggetti ripresi, per la nitidezza e per la qualità della riproduzione dei colori, campo quest'ultimo in cui Fujifilm è da sempre una garanzia. La calotta sembra quella di una fotocamera a pellicola degli anni ‘70 se non fosse per l'automatismo a priorità di diaframmi sulla ghiera dei tempi. 064_067:090-091 16/09/11 15:23 Pagina 65
la rivista degli autori della fotografia cinematografica AIC cinematographeritalian Il reportage della consegna dei premi di quest'anno alla Casa del Cinema di Roma Premio A.I.C. II edizione Suspense e relax : La stanza dell'orco Manetti Bros. Intervista con il DOP Gian Filippo Corticelli Voglia di sperimentare La soluzione Technicolor ‘all in one' Digital Dailies Un robot do-it-yourself? Il fratello minore di C3PO e R2-D2? Una costruzione di Meccano next gen? No, semplicemente una fotocamera Canon EOS 7D trasformata nel cuore di una ‘macchina da presa' leggera per il cinema digitale e arricchita di accessori ad hoc, utilizzata - per la prima volta in Italia - per il film Se sei così, ti dico sì. Tutti i dettagli all'interno. ® 105:026/028 16/09/11 17:50 Pagina 123
63 alla focale massima, impostando una sensibilità di 3200 ISO). Meglio puntare sulla versatilità utilizzando uno zoom 70-200mm (34°-12°) luminoso (f/2,8 o f/4) magari stabilizzato, che consente di scattare con un tempo sufficientemente breve. In alternativa si può sempre giocare con effetti di mosso per mettere in evidenza un gesto o una situazione particolari. Da qualche anno a questa parte le case costruttrici hanno in listino una serie di obiettivi progettati per raggiungere il rapporto di riproduzione pari a 1:1 senza ricorrere ad accessori come soffietti o tubi di prolunga. Ciò significa che, alla minima distanza di messa a fuoco, l'immagine del soggetto catturato dal sensore avrà le stesse dimensioni di quelle reali. Non esiste una lunghezza focale migliore di un'altra in assoluto; dipende dal tipo di ripresa che si deve effettuare. Per riprodurre documenti o piccoli oggetti, un 50mm (46°) o un 60mm (39°) macro è più comodo. Se si intende fotografare i fiori e gli insetti ci si può rivolgere ai mediotele macro da 100mm (24°) o 105mm (23°), in modo da non infastidire i soggetti nelle loro attività. Chi non ha problemi di portafoglio e punta alla massima versatilità può scegliere tra i 180mm e (13°) i 200mm (12°) macro, che creano meno problemi anche per quanto riguarda il posizionamento delle luci flash. Di buono c'è che tutti gli obiettivi citati sono nitidi e dettagliati dalla minima distanza di messa a fuoco all'infinito. Da qualche tempo, inoltre, anche alcuni obiettivi macro (ad esempio il Canon EF 100mm f/2,8 USM IS Macro e il Micro Nikkor AFS 100mm f/2,8 ED VR), dispongono di stabilizzatore ottico per contenere le vibrazioni al momento dello scatto. Ma se si vuole ottenere la massima nitidezza è sempre consigliabile il treppiedi. Enrico Fontolan Sopra a destra, uno scatto catturato a Roma all'interno del Pantheon, valorizzato dall'utilizzo di un obiettivo Fish-Eye con la caratteristica resa prospettica e l'ampio angolo di campo. A fianco, per mettere in evidenza il soggetto basta curare la messa a fuoco di precisione e aprire molto il diaframma dell'obiettivo. Lo sfocato sarà tanto più gradevole quante più lamelle conterà il diaframma dell'obiettivo (sopra). ...LA MACRO 058_063:026/028 16/09/11 15:22 Pagina 63
Codex ha in catalogo unità desktop ed onboard per la produzione in ProRes e ARRIRaw. In particolare, l'Onboard recorder può essere abbinato a macchine da presa digitali (come l'Alexa, nella foto) per effettuare la registrazione non compressa o compressa wavelet di un'ampia varietà di formati. L'unità è compatibile con il 1920x1080 PsF a 8 o 10 bit 4:2:2 oppure ad 8 o 10 bit RGB 4:4:4 ai frame rate di 23.98, 24, 25, 29.97 e 30 fps, mentre nei frame rate 47.96, 48, 50, 59.94 e 60 fps in Dual Link è possibile registrare in formato 1920x1080 ad 8 o 10 bit 4:2:2 oppure in 1280x720 ad 8/10 bit 4:4:4 RGB o 4:2:2. Il registratore supporta anche i formati ARRIRaw a 12 e 14 bit. La registrazione audio può avvenire a 16 o 24 bit a 48 kHz. Il Codex è dotato di doppi ingressi 4:2:2 e 4:4:4, porta Ethernet, ingressi audio AES/EBU e stereo analogici, controller genlock, LTC timecode, GPI record trigger, cui si aggiungono due uscite 4:2:2 ed una uscita 4:4:4. L'unità è piuttosto leggera (2.5 Kg) e facilmente affiancabile ai sistemi di ripresa digitale sul campo. Per la post, Codex ha sviluppato la stazione di trasferimento Desktop Transfer, che offre la piena compatibilità con tutti i formati video descritti compressi e non compressi con file type AVID MXF, DPX, QuickTime e ARRIRaw, e permette di registrare su datapack utilizzando un file system virtuale per l'accesso rapido e semplice da diverse piattaforme, con supporto SAN. L'unità effettua anche la conversione in tempo reale fra vari formati, incluso resize, conversione di spazio colore e delle LUT. codexdigital.com 77 P+S Technik ha mostrato al pubblico durante l'IBC la PS-Cam X35, una macchina da presa per il cinema digitale che offre le caratteristiche di una normale cinepresa insieme alla possibilità di girare con frame rate da 1 a 450 fps e di realizzare rampe e time lapse. La frequenza di registrazione, più alta di quello che si può ottenere senza passare ad apparecchiature dedicate solo ai ralenti, rende la macchina adatta a molti impieghi - e budget - diversi: la ripresa ad alta velocità è ormai molto diffusa e richiesta in quasi tutti i generi, dalla pubblicità al videoclip, dal documentario al cinema e allo sport. Il cuore della PS-Cam X35 è un sensore CMOS in formato S35mm, mentre la baionetta è di tipo IMS. La macchina lavora a 1920x1080 e 1280x720 (con sensore finestrato), con il 2K previsto per un futuro upgrade; la gamma dinamica è dichiarata in 11 T-stop, mentre la sensibilità - sempre stando ai dati diffusi dal costruttore - è pari a 640 ASA. La sezione di registrazione prevede la possibilità di lavorare in 4:2:2 a 10 bit non compresso, con aggiornamenti futuri che aggiungeranno il 4:4:4 a 10 bit o il RAW a 12 bit non compresso. All'interno, si segnala la presenza di una memoria di 18 GB (40 secondi a 150 fps alla massima qualità), espandibili in futuro a 36; la doppia uscita HD-SDI 1.5 o 3 G, consente il collegamento a dispositivi esterni di registrazione con ampia compatibilità anche futura. Il prezzo? Adeguato ad una cinecamera hi-end, ovvero a partire da 58.000 euro. www.pstechnik.de Arriva sul mercato la PS-Cam X35 di P+S Technik, una macchina da presa digitale con interessanti caratteristiche per le riprese a frame rate variabile. Registrare l'ARRIRAW con il Codex Onboard riprese ad alta velocità made in P+S Technik PS-Cam X35 076_077:008_010 16/09/11 16:00 Pagina 77
XXXXX Dopo le notizie e i video dei prodotti più importanti pubblicati in tempo reale con lo svolgimento dell'IFA sul nostro sito www.tuttodigitale.it, torniamo sulla massima rassegna hi-tech continentale con le prime impressioni d'uso degli apparecchi più interessanti (Samsung, Sony, Panasonic, Toshiba, Philips, Epson, JVC...) in mostra e una selezione di novità che non avevamo presentato sul web. In anteprima da Berlino l'hi-tech di domani prime impressioni d'uso 040_045:026/028 16/09/11 14:35 Pagina 41
Sensore in formato cinematografico, innesto per obiettivi PL, registrazione su schede SxS, uscita non compressa via HD-SDI, personalizzazione completa delle funzioni e del look di immagine ed infine opzioni per 3D, RGB 4:4:4 ed S-LOG. Ecco le frecce nell'arco della PMW-F3, l'ultima macchina da cinema della famiglia Sony Cinealta. TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XVIII impegnato in matrimoni, eventi e reportage, hanno una marcia in più e molti etti in meno. Il corpo della F3 pesa 2.4 Kg, ai quali si aggiungono una o due schede SxS, la batteria, la torretta per ottiche PL, l'oculare e il microfono esterno in dotazione, visto che la macchina non ha un microfono integrato nella carrozzeria: il valore a pieno carico sale dunque a 3.5 Videocamera Sony PMW-F3K 92 È un camcorder o una macchina dapresa? È questa la primadomanda che sorge osservando la Sony PMW-F3, la Cinealta per tutti o quasi. Maniglia superiore, impugnatura con leva dello zoom e dispositivo di registrazione integrato sono infatti caratteristiche di una videocamera, mentre sensore in formato Super35mm, ottiche intercambiabili ed uscite ad alta qualità per la connessione di registratori esterni sono elementi tipici delle ben più costose macchine da presa per il cinema digitale. La risposta ve la anticipiamo subito: la F3 è un mix di entrambe le categorie, versatile, con pochi compromessi in termini di qualità di immagine e con alta integrazione nella filiera produttiva tipica del cinema digitale. HO FATTO QUATTRO KG E NOVE: LASCIO? Prendendo in mano la macchina, si capisce subito che la F3 è destinata al cavalletto: nonostante la maniglia superiore e l'impugnatura con cinghia di serraggio possano far pensare ad un uso a mano libera, il peso e le particolari dimensioni dell'insieme scoraggiano un utilizzo del tutto privo di supporti e prolungato nel tempo. In questo le tradizionali macchine prosumer, progettate con un occhio di riguardo alla fatica dell'operatore Kg, senza contare il peso dell'ottica di volta in volta impiegata. Con le tre lenti fornite nel kit in prova, il valore complessivo oscilla tra i 4.9 Kg con il 35 mm e i 4.75 Kg con l'85 mm. Se si guarda al settore della produzione cinematografica, ecco che il peso della F3 diventa improvvisamente molto meno problematico, visto che le altre macchine da presa attrezzate di tutto punto possono totalizzare valori anche molto 20.255,00 + iva (versione senza ottiche 14.224 + iva) la signora F3del cinema 092_098:128/130 16/09/11 16:09 Pagina 92
16 Domenica 2 ottobre appuntamento in tutte le sedi italiane di FNAC per la 6^ edizione della competizione fotografica più cool dell'anno, ricca di premi per i più bravi. Una gara imperdibile, con Tutto Digitale - come sempre - entusiasta media partner M E D I A P A R T N E R SCOPRI LA TUA CITTÀ IN MIGLIAIA DI POSE. Domenica 2 ottobre partecipa alla 6° Maratona Fotograca Digitale e cattura con i tuoi scatti gli inniti scorci della tua città. Iscrizioni allo Spazio Soci Fnac dal 1° al 30 settembre 2011. Informazioni e regolamento su fnac.itegolamento Informazioni e e 2011° al 30 settembdal Iscrizioni allo Spazio Soci Fn su ac Non c'è bisogno di presentare ai nostri lettori FNAC - la nota catena di distribuzione di prodotti hi-tech, oggi presente con otto sedi in Italia - né, di conseguenza, quella che abbiamo sempre definito ‘la competizione più divertente ed eccitante che ci sia', ovvero la Maratona Fotografica. Un appuntamento ormai classico, giunto quest'anno alla VI edizione, e per la sesta volta con Tutto Digitale come esclusivo (ed entusiasta!) media partner. L'edizione 2011, fedeli al motto ‘squadra che vince non si cambia', ricalca l'impostazione delle precedenti. La maratona si svolgerà il 2 ottobre, e batterà il record di partecipanti, a conferma del crescente successo: sono previsti infatti ben 300 partecipanti per ogni negozio FNAC (Milano, Genova, Torino, Grugliasco, Verona, Napoli, Roma e Firenze), il che significa - se la matematica non è un'opinione 2400 concorrenti... chi la spunterà? Le iscrizioni sono aperte nello Spazio Soci presente in tutti i negozi Fnac, fino al 30 settembre, e si chiuderanno comunque al raggiungimento del 300mo partecipante. Per partecipare - anche in caso di maltempo - basterà disporre di una fotocamera digitale per fotografare a volontà, nell'arco della giornata nella propria città e nel rispetto dei temi assegnati; al termine della prova si dovranno consegnare gli scatti (al massimo 4 scatti, a colori o in b/n). La partecipazione è aperta ai soci FNAC e la quota di iscrizione è di 8 euro (gratutita per gli adulti over 65). Regolamento completo disponibile nei negozi FNAC e su fnac.it. Una copia sarà consegnata all'iscrizione. Info su www.facebook.com/fnacitalia Fotografa la tua città con la maratona Fnac! PRIMO PREMIO PER OGNI SEDE - Nikon FNAC Pack D5100 - Treppiedi Manfrotto Serie 290 con testa a sfera in alluminio (MK293A4-A0RC2) - 5 volumi della Tutto Digitale Collection SECONDO PREMIO PER OGNI SEDE - Nikon Coolpix L120 - Cofanetto regalo What a gift “Soggiorni suggestivi” - 5 volumi della Tutto Digitale Collection TERZO PREMIO PER OGNI SEDE - Nikon FNAC Pack S6100 - 5 volumi della Tutto Digitale Collection PREMIO SPECIALE ALLO SCATTO PIÙ VOTATO - 1 BlackBerry 9800 Le Gallerie Fotografiche FNAC ospiteranno i 30 migliori scatti di ciascuna città - Tutto Digitale offrirà inoltre a tutti i partecipanti un premio speciale. TUTTI I PREMI 016:026/028 20/09/11 16:00 Pagina 16
Estate, ora di pranzo. Siamo nelle vicinanze di Roma, fa caldo, e la moto arranca su una salita, tra le villette dell'area residenziale dove i Manetti Bros hanno stabilito la location del loro film: è un horror ed è girato in 3D. “Venite quando volete”, ci ha scritto per sms Antonio, uno dei due fratelli rock del cinema italiano. Al nostro arrivo, la troupe è in pausa pranzo. Si festeggia un compleanno, mentre qualcuno si rinfresca nella piscina che - ci tengono a precisare - è prevista dalla sceneggiatura. Il gruppo è all'ultima settimana di riprese, e l'atmosfera è rilassata, al punto che per un attimo pensiamo di aver sbagliato indirizzo, ricordando visite su set molto più tesi e concitati. L'arrivo di Antonio fuga ogni dubbio: siamo nel posto giusto. "Il film è un horror dal titolo La stanza dell'orco" ci racconta accogliendoci: "tre ragazzi trovano le chiavi di casa di un signore molto ricco, e visto che lui non c'è, decidono di entrare per divertirsi. Uno di loro scopre però uno scantinato dove è rinchiusa una ragazza...". Mentre parliamo, passeggiando nei locali della villa, ecco che i componenti della troupe raggiungono il set. Non sono moltissimi, segno di una programmazione attenta delle risorse: tenere il budget basso è una garanzia di maggiore libertà, riduce il rischio del produttore e consente di realizzare il film. Certo l'idea di girare in 3D deve aver complicato un po' le cose: "Fare un film così è un po' un rischio, però il rischio fa parte del nostro modo di fare, dello ‘stile Manetti'.” Uno stile che li ha portati qualche tempo fa a scegliere una reflex per “L'arrivo di Wang”, film di fantascienza appena presentato a Venezia, nella sezione Controcampo Italiano. Sperimentatori, dunque, anche nell'affrontare le questioni che inevitabilmente sorgono quando si usa un mezzo nuovo: ”Per risolvere il problema delle quinte (che possono finire fuori dai range di convergenza della macchina o dare luogo a fenomeni di window violation, ndr) abbiamo fatto un esperimento, con l'innesto in post di un elemento ripetuto uguale su entrambi i due canali." La macchina scelta per questo lavoro è la Panasonic AG-3DA1, per la sua compattezza, il suo costo e la semplicità operativa rispetto ai sistemi con rig e doppia camera. "La macchina è molto scura - ci dice Marco Manetti, che nel frattempo ci ha raggiunto - e non si può avvicinare ai soggetti. Per cui per alcune scene molto strette abbiamo usato una reflex Canon lavorando in 2D." Seduti davanti al monitor 3D dove inforcati gli occhialetti - osservano le immagini, i due registi ci confessano di aver rotto gli indugi sulla scelta della macchina da usare dopo aver letto il test sul numero 62 di Tutto Digitale. "Per il montaggio useremo Premiere: ci sembra più adatto, poi è più leggero e questo aiuta visto che il materiale è pesante". La troupe nel frattempo ha predisposto tutto il necessario per girare la prossima scena. C'è tempo per un'altra domanda: impressioni generali, dopo un mese di riprese stereo. Ci risponde Marco: "Le prime due settimane ho detto "mai più!", poi però ti diverti... Penso che il 3D sarà il futuro e alla lunga il 2D sparirà: in questo momento capisco che non tutto possa essere in 3D, ma visto che il 3D è profondità in più, non vedo perché no..." S. Blasi In alto, i Manetti Bros (Antonio a sinistra, Marco a destra) ripresi a fianco alla Panasonic AG-3DA1, di fronte al monitor 3D e nel mezzo di una discussione sulle convergenze nella stereoscopia. Qui sopra, l'assistente operatore Alberto Marchiori controlla la macchina; a fianco uno dei kinoflo presenti sul set. Sotto, un dettaglio degli aggiuntivi Zunov, il ciak e un totale della macchina, priva del frontale in plastica. Il 3D sarà il futuro, parola di Manetti Bros 108_113:026/028 16/09/11 16:53 Pagina 112
8 CANON 1/ MA QUANTO COSTANO LE RIPARAZIONI? Seguo da anni la vostra rivista e sono molto soddisfatto per la qualità degli articoli e per le indicazioni tecniche da voi fornite. Complimenti! Tra i parametri di valutazione che voi fornite mi permetto di suggerire di inserire, non solo quelli qualitativi, tecnici e di confronto fra le varie aziende, ma anche quelli relativi ai confronti sui costi di mantenimento delle apparecchiature, delle spese di riparazione e dei costi dei pezzi di ricambio: forse fuori da una logica di mercato "equilibrata". Infatti, penso che un eventuale acquirente debba essere informato anche su questi parametri. Fare le sue valutazioni, prima di trovarsi in difficoltà. Eventualmente, potrebbe essere inserita periodicamente anche una pagina relativa all'argomento. La mia richiesta/segnalazione è conseguente ad una vicenda che mia ha visto interessato nei confronti della Canon. A seguito dello sbilanciamento del cavalletto, la mia videocamera Legria HV 40 ha riportato il danno del monitor, ragione per la quale ho provveduto a farla inviare presso il Centro assistenza Camera Service di Roma. Da profano, considerato che: - la videocamera, all'atto della caduta ha continuato a registrare; - che le indicazioni nel mirino erano (649,00 Euro) nuova per avere comunque il sistema riprese su 3 videocamere; - l'acquisto della nuova videocamera si è reso necessario, poiché il mio sistema è basato su Canon: 1 videocamera XH-A1S e 2 videocamere (muletto) Legria HV 40; al momento la 3^ camera mi necessita per un'esigenza personale di una certa importanza; - a seguito delle indicazioni da voi fornite, avevo una mezza voglia di rinnovare le macchine e mi ero orientato per l'acquisto di una XF 300 ed una XF 100 e convertire il mio sistema fotografico (2 macchine a formato pieno, il sistema obiettivi (f/2,8): 1424mm, 24-70mm, 70-200mm, 3 flash) da quello di una "nota casa" a Canon. Quanto dico può essere verificato, ma a questo punto, pur conscio della qualità dei prodotti Canon, me ne asterrò e con buona probabilità venderò il tutto per orientarmi su altre marche. Grazie per l'attenzione. Ove ritenuto opportuno, autorizzo la pubblicazione della presente. E di nuovo complimenti per la rivista. Distinti saluti, Nicola Gentile Monte Romano (VT) Innanzitutto grazie per i complimenti: fa sempre piacere sapere che qualcuno apprezza il nostro lavoro, mai come oggi irto di difficoltà! Per venire al problema citato dal lettore, segnaliamo che per prima cosa abbiamo provveduto ad inviare la sua lettera alla Canon. Nell'attesa presenti; - che non vi erano danni evidenti alla meccanica; pensavo, comunque, che la spesa per la riparazione sarebbe stata elevata, ma non immaginavo poi di trovare la sorpresa. Per un valore complessivo della videocamera di €. 670.00, mi è stato notificato un preventivo (allegato) di € 350.00. Si possono fare tutte le considerazioni legate alla logica di mercato, al costo dei pezzi di ricambio, ..., ma c'è qualcosa che non va. Avendo aperto un reclamo con Canon Italia, il funzionario che mi ha contattato, tra le varie possibili giustificazioni, ha anche detto che il prezzo di vendita della videocamera è di molto inferiore al valore della stessa. A parole si può dire tutto, di fatto, il cliente non deve essere un pollo da spennare. Ad oggi: - ho rinunciato alla riparazione (l'importo è un'offesa per il cliente). - se per ipotesi: la videocamera mi fosse stata prestata da un amico o avesse avuto un danno maggiore, per onorare la riparazione avrei dovuto fare un prestito in banca? Grazie Canon! Alcune informazioni supplementari: - sono un video amatore; - sono stato costretto, per situazioni contigenti, contestualmente alla rinuncia alla riparazione, ad acquistare una Legria HV-40 di una eventuale risposta della casa giapponese, diretta, proviamo ad esprimere un parere sulla questione, peraltro difficilmente giudicabile a distanza, e senza aver visto i danni alla macchina. Premesso che, soprattutto nel campo delle videocamere consumer e prosumer, Canon è un nome di assoluto richiamo, se non il nome per eccellenza, e che i suoi prodotti sono molto apprezzati e diffusi anche per la qualità costruttiva che garantisce una notevole affidabilità, prima ancora di analizzare il caso in oggetto dobbiamo pubblicare un'altra premessa (sorry!). In questi ultimi anni l'avvento dell'elettronica in generale e dei circuiti digitali in particolare in maniera massiccia ha prodotto sostanzialmente vari effetti per il consumatore, alcuni positivi ed altri negativi. Fra gli effetti positivi, quello di poter offrire una maggior varietà di modelli di ogni tipologia di prodotto, e a prezzi assolutamente concorrenziali sotto il profilo del rapporto qualità/prezzo con quelli di generazioni precedenti. Fra gli svantaggi, l'impossibilità, in sede di eventuali riparazioni, di effettuare come un tempo interventi manuali sulla meccanica, con la necessità molto spesso di sostituire interi blocchi anziché cercare di ripararli. Questo è talmente vero che, per alcune categorie di prodotto le aziende provvedono alla sostituzione dell'apparecchio intero anziché alla riparazione, che risulterebbe addirittura più costosa della sostituzione. Quanto suggerito dal lettore, una sorta di rubrica per il controllo dei componenti e dei costi di riparazione, certamente potrebbe essere interessante, ma crediamo che sarebbe obiettivamente impossibile da gestire da parte di qualsiasi rivista: provate a considerare quanti pezzi ci sono per ogni macchina, e quante macchine per ogni azienda, e quanti nuovi modelli escono ogni anno, e capirete che diventerebbe impossibile seguire tutti gli sviluppi... E veniamo al caso del lettore (che peraltro, fra la documentazione inviata, non ci ha indicato né dove né quando ha acquistato la macchina) che si lamenta di un costo di riparazione per il danno causato, da quanto ci sembra di capire, non da problemi della macchina ma da caduta dal cavalletto. Il preventivo (a dire il vero, non troppo dettagliato) fornito al lettore parla di una somma di 350 euro - certo un importo non così bassa - a fronte di un prezzo di 670 euro dichiarato dal lettore per la macchina nuova. A dire il vero, secondo l'ultimo listino Canon in nostro possesso, targato 8/2011, il prezzo al pubblico della macchina in oggetto è pari esattamente a 1.114,29 euro. Prezzo che è rimasto inalterato fin dal tempo della sua prima apparizione (sempre secondo il nostro archivio-listino, da maggio 2009), e che certamente nella pratica sarà più contenuto all'atto effettivo dell'acquisto, con il cosiddetto 'street price'). Un ricerca da noi effettuata in questi giorni, rileva che la Le riparazioni in casa Canon, e in particolare sulla HV 40, sono troppo costose, secondo un nostro lettore. La posta del direttore 008_:026/028 16/09/11 13:11 Pagina 8
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61 Il problema della compatibilità è diventato oggi più che mai di stringente attualità viste le numerose possibilità di accoppiamento tra corpo macchina e obiettivo (anche a mezzo di anelli adattatori). La domanda più frequente che ci viene rivolta dai nostri lettori è la seguente: “È possibile innestare gli obiettivi per il formato APS-C (23,6x15,8mm) sulle reflex Full Frame (24x36mm)? E cosa succede se si vuole fare il contrario?” Generalmente l'accoppiamento obiettivo APS-C/reflex Full Frame non è possibile per via del limitato cerchio di copertura dell'ottica destinata al formato ridotto che dà come risultato quello di osservare una scena dallo spioncino di una porta, con un cerchio nero intorno all'immagine. Pur tuttavia alcune reflex alto di gamma di casa Nikon (la D700 e la serie D3), accettano anche le ottiche con cerchio di copertura ridotto con le quali mantengono la piena compatibilità di esposizione e di messa a fuoco. Al momento dell'innesto, l'immagine nel mirino si adegua a quella coperta dall'obiettivo, ma il prezzo da pagare è quello di vedere dimezzata la risoluzione degli scatti. L'operazione contraria è sempre possibile (con alcune limitazioni) ma si deve tenere conto che l'angolo di campo dell'obiettivo si ridurrà in ragione delle dimensioni del sensore APS-C. Così il classico 50mm (angolo di campo di 46° nel formato Full Frame) si comporterà come un 7580mm (angolo di campo di 30° circa) trasformandosi in un mediotele da ritratto. Un altro problema è quello che si presenta se si desidera montare un obiettivo (magari ad ottica fissa) di qualche anno fa su una reflex digitale di ultima generazione. SIAMO COMPATIBILI? OBIETTIVO NIKKOR AI NIKKOR AIS NIKKOR AF NIKKOR AFD NIKKOR AFS Manuale Manuale Auto, Manuale (3) Auto, Manuale Auto, Manuale M P,A,S,M (1) P,A,S,M P,A,S,M P,A,S,M Lettura media a prev. centrale, spot Matrix, media a prev. centrale, spot (2) Matrix, media a prev. centrale, spot Matrix 3D, media a prev. centrale, spot Matrix 3D, media a prev. centrale, spot Stop Down (reale apertura di lavoro) Lettura media a prev. centrale, spot Multizona, media a prev. centrale, spot Multizona, media a prev. centrale, spot Manuale Manuale Auto, Manuale Auto, Manuale M (4) A,M (5) P,A,S,M P,A,S,M PENTAX KM PENTAX KA PENTAX KAF PENTAX KAF2 MESSA A FUOCO ESPOSIZIONE ESPOSIMETRO P=Program A=Automatismo a priorità di diaframmi S=Automatismo a priorità di tempi M=Manuale (1) Con D3x, D3s, D300s, D700, D7000. Con D5100 e D3100 solo M. (2) Solo con D3x, D3s, D300s, D700, D7000. Specificare il tipo di obiettivo nel menu della fotocamera. (3) Con D5100 e D3100 solo messa a fuoco manuale. (4) Specificare il tipo di obiettivo nel menu della fotocamera. (5) Per usufruire dell'automatismo a priorità di diaframmi, portare la ghiera dell'obiettivo su A. La questione, per la verità, riguarda solo alcune case costruttrici, che hanno mantenuto identico l'innesto nel corso dei decenni. Se si esclude Canon, che ha abbandonato il sistema FD nel 1987 al momento del passaggio al sistema EOS autofocus, Nikon e Pentax (ognuna con le proprie peculiarità) offrono un ventaglio di scelta vastissimo tra obiettivi a messa a fuoco automatica e manuale. L'innesto a baionetta Nikon F è, forse, il più conosciuto al mondo fin dal suo lancio nel marzo del 1959, quando fu presentata la Nikon F. E da quel giorno è cambiato pochissimo passando indenne perfino la rivoluzione digitale. Questo significa che, con alcune ovvie limitazioni, è possibile utilizzare con soddisfazione un obiettivo di trent'anni fa sull'ultima reflex digitale. Un'operazione di questo genere implica la misurazione dell'esposizione e la messa a fuoco rigorosamente in manuale. Il discorso è praticamente identico per quanto riguarda Pentax la cui baionetta K ha conosciuto una fortuna straordinaria nel corso degli anni '70-'80 tanto da essere adottata da molte case costruttrici oggi sconosciute ai più (ad esempio Chinon, Praktica, ecc.). Infine, il caso di Sony è legato al recentissimo passato. Nel 2007 il colosso giapponese ha acquistato la Konica-Minolta di cui ha mantenuto l'innesto ottiche sulle reflex digitali del nuovo corso, che mantengono la piena compatibilità di messa a fuoco automatica ed esposizione. 058_063:026/028 16/09/11 15:21 Pagina 61
22 M E D I A P A R T N E R Con un programma molto ricco di appuntamenti, torna a Roma FotoLeggendo, con la VIII edizione che si snoda su undici location nella Capitale (Museo di Roma in Trastevere, Casa del Cinema, Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Intergrata (ISFCI), Officine Fotografiche, b>gallery, Label201, CameraOscura, il circolo Rising Love, Area10, ars–imago e 10b Photography) . Dal 15 settembre trenta autori, diversi vincitori del World Press Photo e di altri prestigiosi contest, a partire da Vanessa Winship, premio alla carriera Henri Cartier-Bresson 2011. Novità di questa edizione, una retrospettiva dedicata ai documentari d'inchiesta di Nina Rosenblum, regista statunitense che presenterà in anteprima mondiale il suo ultimo film. In programma altre incursioni video, con un ricco cartellone di proiezioni. Nel percorso espositivo l'obiettivo è puntato sul mondo e la società, ma anche sull'intimità e l'introspezione. Due mesi costellati di visioni, storie e creatività per ascoltare e vivere la fotografia in tutte le sue declinazioni. Tutte le informazioni sul programma all'indirizzo www.officinefotografiche.org Torna, come ogni autunno, FotoLeggendo, importante evento romano interamente dedicato alla fotografia d'autore Ci siamo quasi: dal 2 a 7 settembre prossimo si svolgerà a Berlino l'edizione 2011 dell'IFA, la fiera di riferimento nel mercato dell'elettronica di cui Tutto Digitale è media partner. È tempo quindi di prenotare. Sul sito www.ifa-berlin.com sono disponibili convenienti offerte combinate A partire da quest'anno presso Officine Fotografiche saranno attivati anche percorsi di alta formazione con Master, completi e articolati, per una comprensione a 360 gradi delle tecniche e dei materiali fotografici. I corsi, seguiti da professionisti del settore, sono a numero chiuso; le iscrizioni proseguiranno fino ad esaurimento posti. Per informazioni, iscrizioni e colloqui informativi, contattare la segreteria di Officine Fotografiche dal lunedì al venerdì, dalle 11:00 alle 19:00, al numero 06-5125019 o a of@officinefotografiche.org. www.officinefotografiche.org IMPARA E SCATTA! Rullo di tamburi... Ecco a voi il vincitore dell'iniziativa promossa da Tutto Digitale, Fedic e Corte Tripoli Cinematografica, che vedeva in palio la partecipazione ad uno stage di sceneggiatura con Giacomo Scarpelli. Gira un corto e vai allo stage: com'è andata a finire... Uno stage di sceneggiatura cinematografica con Giacomo Scarpelli della durata di cinque giorni: era questo il (bel) premio dell'edizione 2011 di "Gira un corto e vai allo stage", iniziativa promossa da Tutto Digitale e Corte Tripoli Cinematografica, in occasione dell'evento di formazione annuale promosso dalla FEDIC - Federazione Italiana dei Cineclub. Cinque sceneggiature a disposizione dei lettori e la possibilità di ci entarsi nella messa in scena di un cortometraggio che, com'è noto, è una delle palestre fondamentali per imparare il linguaggio del cinema e per sperimentarsi nella produzione, mestiere cardine del dietro le quinte. Andrea Olindo Bizzari, lettore di Ciampino che abbiamo già avuto modo di apprezzare per le sue partecipazioni al concorso Città di Ciampino, ha inviato il corto scelto dalla giuria. L'opera, dal titolo "Un passerotto non fa differenza" (un fotogramma in questa apagina), propone alcuni quadri in cui un particolare all'apparenza insignificante come un piccolo volatile, assume invece un grande valore emotivo. Realizzato con una reflex, questo corto ci ha colpito anche per la capacità di raccontare in modo diretto ed immediato, oltre per l'indubbia bravura organizzativa che ha permesso di coinvolgere un buon numero di attori e comparse. Menzione speciale, poi, per Antonio Mascoli, il nostro giovane amico di Rimini non ancora maggiorenne: animato da una sincera passione per il mondo audiovisivo, Antonio ha colto l'occasione per cimentarsi nel suo primo corto. La sceneggiatura scelta è "Il lupo perde il pelo" ed ha visto il coinvolgimento di amici e familiari del regista. Sul prossimo numero, tutti i dettagli, incluso il racconto di Andrea Olindo Bizzarri, di ritorno dallo stage Fedic. M E D I A P A R T N E R © O LI VE R R O LL ER “F IG UR ES D U P O UV O IR ” © O LI VE R R O LL ER “F IG UR ES D U P O UV O IR ” Torna FotoLeggendo, tra passione e professione 022:026/028 16/09/11 13:43 Pagina 22
46 Diamo a Cesare quello che è di Cesare: Panasonic è stata la prima azienda a commercializzare un camcorder professionale con doppia ottica, l'AG-3DA1, per riprendere in 3D senza impazzire nella configurazione dei complicati rig a doppia camera. Sulla scia di questo primato tecnologico, ecco una nuova macchina 3D, simile ma diversa. L'HDC-Z10000 è un dispositivo compatto, con alcune caratteristiche professionali che convivono con altre di origine consumer. Il doppio obiettivo, innanzitutto, offre un'apertura massima di f/1.5 in wide ed f/2.8 in tele e consente di riprendere in 3D alla distanza minima di 45 cm (2.5 m in tele); la lunghezza Panasonic inaugura la serie di obiettivi Lumix X con lo zoom Lumix G X Vario PZ 14-42mm f/3.5-5.6. La struttura completamente rientrante rende il sistema camera/obiettivo più tascabile che in passato: l'ottica misura infatti solo 2,7cm in profondità (a camera spenta, foto a destra) ed ha un peso di appena 95 g. L'obiettivo ha lo zoom motorizzato, che si comanda con una leva posta sul barilotto. Anche la messa a fuoco ha un motore interno ed un leva dedicata, ma ad una prima prova questo secondo controllo risulta meno agevole del primo. Lo schema ottico (9 lenti in 8 gruppi) comprende 4 elementi asferici e 2 ED a bassa dispersione, con il trattamento antiriflessi Nano Surface Coating che promette di contenere la formazione dei riflessi. Completano il quadro lo stabilizzatore Power OIS ed il logo HD, che indica una progettazione ottimizzata per il video. Altro nuovo obiettivo della serie è il VARIO PZ 45175mm f/4.0-5.6, che però ha il controllo del fuoco demandato ad una ghiera. www.panasonic.it 10.000 BUONI MOTIVI PER IL 3D PANASONIC PANASONIC POWER ZOOM, FOTO IN TASCA prime impressioni d'uso Waterproof, shockproof, dustproof: la piccola Samsung W200 è una pocket cam HD pronta per le avventure più rischiose.... Si chiama PT-AE5000 ed è il nuovo proiettore 3D di Panasonic, azienda che ha rivisto in maniera radicale il design rispetto ai precedenti. Prototipo di videocamera 4K di JVC Kenwood, apparecchio palmare dal costo simile a quello di una macchina prosumer. Il sistema dLAN home di devolo sfrutta la linea elettrica per creare una piccola rete locale, dedicata all'intrattenimento domestico. 046_051:026/028 16/09/11 14:42 Pagina 46
international every day find breaking news on www.tuttodigitale.it/international goes 029:026/028 19/09/11 15:42 Pagina 29
SANCTUM 3D EAGLE - AVVENTURA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Prodotto e fortemente voluto dal nuovo paladino del 3D James Cameron, questo è un classico film di avventura di ambientazione claustrofobica. Il regista è alle prime armi, con qualche pecca di esperienza (e si vede) ma il risultato, nel complesso, è godibile. Affascinante e estremamente coinvolgente la resa del 3D, formato nativo del film. Visto in semplice 2D perde gran parte dell'attrattiva e se ne consiglia pertanto la visione nel formato stereoscopico che risulta, fra l'altro, ottimamente realizzato grazie all'expertise di Cameron. Di buon livello l'audio HD. Bella la slipcover in cartoncino e complessivamente discreti gli extra. (L.D.A.) Regia: Alister Grierson; Interpreti: Rhys Wakefield, Alice Parkinson; Produzione: 2010; Durata: 108 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 27.99 euro MACHETE KEYFILMS - AZIONE FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Dalla mente bizzarra (e un po' perversa) di Rodriguez, un film nato dall'idea di un finto trailer girato dal regista per Grindhouse, delirante film in coppia con Tarantino. Simile per esagerazioni e contenuto splatter al suo Planet Terror, va visto per quello che è: un omaggio sentito e senza freni al più oscuro cinema bis degli anni '70. Cast da stracult che affianca De Niro a Steven Seagal. Per gli amanti del weird è imperdibile. Ottima resa video, fedele al girato che è volutamente disseminato di imperfezioni e esagerazioni cromatiche. Ottimo anche l'audio, ma peccato per l'assenza della codifica HD in inglese. Extra sotto tono. (L.D.A.) Regia: Robert Rodriguez; Interpreti: Danny Trejo, Steven Seagal; Produzione: 2010; Durata: 105 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ita), Dolby Digital 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 22.99 euro RESTREPO INFERNO... CINEHOLLYWOOD - DOCUMENTARIO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Candidato agli Oscar 2011 come miglior documentario e già vincitore del gran premio della giuria al Sundance Festival, Restrepo è un lucido resoconto di un anno in Afghanistan in un plotone composto da 15 soldati in uno degli avamposti più rischiosi. Veramente impressionante il senso di pericolo, la paura tangibile e l'angoscia che riescono a trasmettere le immagini. Tecnicamente il BD restituisce il film in maniera fedele al girato che, per necessità ambientali e logistiche, non è ovviamente sempre impeccabile. L'audio è in un ottimo TrueHD 5.1 e non in semplice 2.0 come erroneamente indicato in copertina. Nessun extra. (L.D.A.) Regia: Sabastian Junger & Tim Hetherington; Produzione: 2010; Durata: 94 minuti; Formato audio: Dolby TrueHD 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 19.99 euro BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXX 104 127 ORE FOX - DRAMMATICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Grande ritorno di Boyle (The Millionaire, Trainspotting) con la storia vera di Aron Ralston, escursionista rimasto intrappolato per 127 ore in un Canyon, solo e isolato dal mondo. L'eccezionale stile di regia e sceneggiatura rende veloce e ricca di suspance una trama solo apparentemente statica. Da vedere e rivedere. Tecnicamente siamo di fronte ad uno dei migliori BD pubblicati sino ad oggi. La fotografia curatissima e molto satura del film esplode letteralmente in questo disco dalla resa realmente sensazionale. Di altissimo livello anche l'audio, specialmente in originale. Preziosi gli extra e bella la confezione con slip-cover. (L.D.A.) Regia: Danny Boyle; Interpreti: James Franco, Amber Tamblyn; Produzione: 2011; Durata: 93 minuti; Formato Audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), DTS 5.1 (ita, altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 26.99 euro IL CIGNO NERO FOX - DRAMMATICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Sfiora il capolavoro quest'ultima opera di Aronofsky e di certo lascia un segno molto forte nell'immaginario dello spettatore. Amalgama perfetto di generi e sensazioni, recitato magnificamente da Natalie Portman. Girato con telecamere 16mm in abbinamento ad altre in HD, il film ha un look fotografico volutamente sporco e ricco di grana, con una resa molto soft del dettaglio. Il BD è ottimo nel restituire le intenzioni originali della fotografia senza snaturarne gli intenti. Di alto livello anche l'audio che, in alcune parti dell'opera, gioca un ruolo fondamentale. Extra eccellenti e bella la confezione con slip-cover in cartoncino. (L.D.A.) Regia: Darren Aronofsky; Interpreti: Natalie Portman, Vincent Cassel; Produzione: 2011; Durata: 108 minuti; Formato Audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), DTS 5.1 (ita, altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 26.99 euro 100_104:AD REC BD 16/09/11 16:41 Pagina 104
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53 Le foto di questa pagina raccontano meglio di mille parole l'atmosfera che si respira in un solo, stupefacente ettaro di terra che confina con il fiume Loire. Sono più di 450 le varietà di rose che sapientemente si mescolano a cespugli di delphinium, coloratissimi gerani, iris, differenti specie di salvia e quant'altro, dando origine al tipico giardino inglese. Nulla è lasciato al caso in questo piccolo paradiso capace di appagare l'occhio (soprattutto quello di un fotografo) ma anche l'animo dell'ospite. Il tutto è stato voluto e creato dal proprietario (Stéphane Chassine) che ha rilevato questa vecchia fattoria circondata di campi di grano trasformandola in un capolavoro fiorito . Les Jardins de Roquelin, 45130 Meung-sur-Loire tel. 0033 06 70 95 37 70 www.lesjardinsderoquelin.com Les Jardins de Roquelin (Loiret) Quando ci si trova in location molto suggestive il rischio è quello di scattare un numero esorbitante di fotografie che, una volta tornati a casa, saremo costretti a selezionare per lungo tempo di fronte allo schermo del PC. Un consiglio, quindi, è quello di selezionare il momento dello scatto concentrandosi sui particolari essenziali che raccontano, meglio di altri, la natura del luogo.hints & tips 052_057:026/028 16/09/11 15:03 Pagina 53
Arriva da JVC una macchina ibrida foto/video con caratteristiche tecniche di primo piano su entrambi i fronti ed un design che ne conferma la natura di strumento a due volti: il frontale e l'obiettivo somigliano a quelli di un camcorder, mentre il posteriore è chiaramente quello di una macchina fotografica molto sottile, che ospita il display orientabile, un LCD touch screen da 3” e 230.000 pixel. La GC-PX10 può essere impugnata ed JVC: FOTO VIDEO HIGH-SPEED, ANCHE IN 4K Un nuovo protagonista di Star Trek? No, uno spettatore che indossa il nuovo ‘casco' di Sony per la visione individuale del 3D... Da Samsung, ecco due masterizzatori Blu-ray esterni per PC e Mac, disponibili in nero o bianco per un miglior accoppiamento estetico. Simpatico il sistema scelto da Panasonic per illustrare alcune situazioni di ripresa video, che riproduceva veri set in miniatura. Sorpresa! Il primo mini test dall'IFA riguarda... una speciale scopa elettrica! Del resto, mai come quest'anno la rassegna tedesca ha offerto tante novità nel settore degli elettrodomestici hi-tech. Da Philips, che ha da anni una grande tradizione di prodotti per la casa, arriva AquaTrio, una scopa elettrica che - come indica in qualche modo il nome - svolge tre funzioni, ovvero aspira, lava e asciuga in un unico passaggio. Una soluzione che, sulla carta, aiuta a guadagnare tempo, per dedicarsi ad altre attività. E non è finita qui. Philips infatti dichiara che la macchina oltre a ridurre i tempi per le pulizie, è molto efficiente in fatto di consumo di acqua. Durante la visita allo stand, abbiamo approfittato dell'occasione per richiedere una demo personalizzata (se state sfogliando l'edizione elettronica, la trovate fra i contenti nultimediali), durante la quale l'AquaTrio è stato alle prese con un pavimento davvero molto sporco. La macchina appare con un design tradizionale rispetto a questo tipo di oggetti, ed una costruzione che sembra suffficientemente robusta. La livrea scura è poi ingentilita da elementi quasi fluo. Nella pratica il nuovo prodotto dispone di due serbatoi, uno per l'acqua pulita e uno per quella sporca. La parte inferiore si apre facilmente e permette di pulire l'interno con la massima facilità. Ci sono due spazzole in microfibra che ruotano velocemente, in modo da raccogliere e pulire contemporaneamente. Si può aggiungere anche il detersivo e le spazzole possono essere pulite facendole girare in un'apposito recipiente con dell'acqua pulita. Nella pratica, il risultato è valido, anche se come del resto dichiara onestamente Philips toccando con la mano dopo il passaggio si percepisce un po' umido; non contando gli altri vantaggi, i tempi di asciugatura sono comunque nell'ordine del 50% in meno del solito, e scusate se è poco! AquaTrio arriverà anche in Italia nei prossimi mesi, a 499 euro. www.philips.it prime impressioni d'uso utilizzata come una normale macchina fotografica oppure in modo più adatto alla ripresa, adagiando sul palmo della mano il lungo alloggiamento dell'ottica: la ghiera dei programmi di scatto (PASM ed Intelligent Auto) e il controllo manuale di esposizione e fuoco sono posizionati a lato dell'ottica, e facilitano la gestione anche in modalità video. Nella pratica, dopo qualche istante di perplessità di fronte ad un oggetto tutto sommato di forma poco comune, ci si riesce ad adattare senza problemi. A proposito delle riprese, la PX10 lavora a 1920x1080 a 50p, e registra in H.264 con bitrate massimo di 36 Mbps, il tutto incapsulato in file ASPIRALAVASCIUGAPHILIPS AQUA TRIO Molto interessante - pur privo del DVD - il mini sistema integrato hi-fi di Sony. Purtroppo, però, sembra improbabile la distribuzione in Italia. 040_045:026/028 16/09/11 14:36 Pagina 42
???????????????? ???????????? ????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????? 076_081:026/028 20/09/11 12:30 Pagina 76
.MP4. A questo dato - già superiore come ampiezza di banda a quello delle migliori camere consumer ad oggi sul mercato - JVC ha deciso di affiancare lo scatto a 8.3 MP a 50 fps e con limite a 130 scatti consecutivi: tale risoluzione fotografica, unita alla frequenza di registrazione, si può tradurre in linguaggio caro ai videomaker con le parole “slow motion in 4K”, e visto il tipo di prodotto ci si potrebbe anche accontentare... La raffica si può fare anche a 12 MP, ma solo a 25 fps per 100 scatti. Sempre in campo di riprese ad alta velocità, la macchina può girare a 250 fps anche per due ore (avete letto bene, 120 minuti) consecutive: la risoluzione è di 640x360, ma non possiamo che sottolineare il salto nell'indice di grandezza in fatto di ralenti, sinora limitati a pochi secondi sulle macchine consumer. L'azienda attribuisce il merito di queste particolari caratteristiche al nuovo processore Falconbrid, che insieme al sensore CMOS retroilluminato da 12 MP e 1/2.3” rappresenta il cuore della PX10. Il gruppo ottico è un Konica Minolta 10x, con dati di targa non esaltanti: l'apertura massima è un f/2.8 e Il più ‘particolare' fra gli smartphone e tablet di Samsung presentati all'IFA è senza dubbio il Galaxy Note. Particolare più che altro per le dimensioni: lo schermo è infatti un Super AMOLED da 5.3 pollici con risoluzione di ben 1280x800 pixel: questo inserisce di fatto il Note in una categoria intermedia fra lo smartphone ed il tablet (un po' come lo sfortunato Dell Streak da 5” della scorsa stagione). Le caratteristiche sono quelle da smartphone di ultima generazione: processore dual core da 1.4 GHz, doppia fotocamera da 8/2 MP con possibilità di ripresa 1080p, wi-fi a/b/g/n, GPS e sistema operativo Google Android 2.3 Gingerbread. Il Note può poi contare su un asso nella manica: nonostante il touchscreen sia di tipo capacitivo (come la stragrande maggioranza degli smartphone e tablet di fascia alta), integra infatti un sistema per il riconoscimento del pennino in dotazione. La dotazione software include quindi diverse applicazioni ottimizzate per l'uso con il pennino, e Samsung offrirà un SDK agli sviluppatori che vorranno rendere le loro applicazioni compatibli con il suddetto. Il Galaxy Note sarà disponibile in versione da 16 e 32 GB, espandibili tramite slot MicroSD. Durante il nostro ‘hands on', siamo rimasti piacevolmente colpiti dal ridotto spessore dello châssis e dalla resa dello schermo, senza dubbio il migliore che abbiamo mai incontrato su un dispositivo tascabile. Le dimensioni permettono di infilarlo comodamente in tasca della giacca o in un paio di pantaloni (magari non troppo ‘skinny'). Spessore e leggerezza del dispositivo, realizzato in un mix di materiale plastico, ci hanno però restituito un'apparente impressione di fragilità. Molto buona la reattività al tocco e la velocità operativa, specialmente se si tiene in conto che la versione del software in mostra all'IFA sarà probabilmente ottimizzata ulteriormente nel tempo. La ‘scrittura' con il pennino richiede un periodo di apprendimento: lo schermo in vetro non restituisce un gran feedback tattile e ci ha causato qualche difficoltà agli inizi; probabilmente chi è abituato a lavorare con tavolette grafiche o simili avrà meno problemi. In definitiva il Note ci è piaciuto: si tratta di un device che racchiude al suo interno il massimo della tecnologia attuale; tutto sta nel capire come il mercato reagirà alle grandi dimensioni, che potrebbero decretarne il successo ma anche costituire un'arma a doppio taglio - troppo grande per uno smartphone, troppo piccolo per un tablet? www.samsung.it 43 SAMSUNG NOTE, TELEFONO E TABLET primeimpressioni d'uso la minima focale equivalente si attesta sui 43 mm in ripresa video, 37.4 mm in scatto fotografico, dunque poco ‘wide'. Presenti uno stabilizzatore ottico, e 32 GB di memoria flash integrata, espandibile con scheda SD/SDHC/SDXC. Le connessioni sono posizionate in una basetta sotto l'obiettivo e comprendono una uscita HDMI di tipo C, uscita AV e cuffie ed un ingresso per microfono minijack; sulla parte superiore si trovano infine il microfono ed una slitta accessori, mentre il flash è a fianco all'ottica. Il tutto pesa 520 g con la batteria. Un apparecchio ibrido, dunque, indicato per chi non sa o non vuole scegliere tra macchina compatta e videocamera. Con in più le potenzialità di ripresa ad altissima velocità, indicata per l'analisi di movimenti velocissimi o magari solo per aggiungere enfasi al filmato delle vacanze, con un bel ralenti al momento giusto. www.jvcitalia.it prime impressioni d'uso 040_045:026/028 16/09/11 14:37 Pagina 43
Se si vogliono eseguire ritratti a mezzobusto il mediotele da 85mm (angolo di campo di 28°) è la focale che fa per noi. Consente di restituire le proporzioni della figura umana senza alterazioni prospettiche. Inoltre, grazie all'ampia apertura relativa (in genere pari a f/1,8) è in grado di sfocare lo sfondo mettendo in risalto il soggetto principale. Utilizzato a distanze medie, può tornare utile per ritratti a figura intera dalla resa molto naturale. Il soggetto ritratto, infatti, non si sente braccato dal fotografo ma è libero di assumere pose spontanee, senza forzature. Se ci si vuole avvicinare di più mettendo in risalto il volto e lo sguardo della ragazza dei sogni (come nella fotografia a fianco), è meglio innestare un teleobiettivo da 135mm (18°). Quest'ultimo garantisce le giuste proporzioni tra il naso e gli occhi senza schiacciare troppo i piani come avviene con i supertele da 200mm (12°) in su. Un consiglio. Contate le lamelle che compongono il diaframma dell'obiettivo: maggiore è il numero di lamelle, migliore sarà la resa dello sfocato. I fotoreporter devono essere in grado di affrontare qualunque condizione di luce. Per ragioni di discrezione e di creatività non utilizzano il flash e sono costretti a scattare in luce ambiente. Così devono avere a disposizione ottiche molto luminose. In questo caso gli obiettivi a focale fissa risultano vincenti rispetto agli zoom. La maggiore versatilità dei secondi si paga in termini di luminosità: se uno zoom 16-35mm (108°-63°) arriva fino a f/2,8, un'ottica fissa da 24mm (84°) 28mm (74°) o 35mm (62°) può raggiungere f/1,4. Il che significa catturare immagini quasi al buio a mano libera. Per le situazioni e le scene congeniali ai fotoreporter il grandangolo è lo strumento principe. Grazie alla maggiore tolleranza alle vibrazioni con i lunghi tempi di esposizione, il grandangolare risulta più versatile del teleobiettivo. Un obiettivo grandangolare, inoltre, dà all'osservatore la sensazione di trovarsi all'interno della scena ripresa, rendendo immediato l'effetto presenza indispensabile alla riuscita delle fotografie di reportage. Il luogo comune fotografico vuole che gli obiettivi grandangolari svolgano meglio degli altri il ruolo di paesaggisti. Ciò in virtù dell'ampio angolo di campo abbracciato. In molti casi questo è vero, specialmente quando si vuole mettere in evidenza un primo piano interessante immerso nel suo ambiente naturale. Pensiamo, ad esempio, a delle rocce o a dei particolari cespugli utilizzati come quinta. Ma non si deve fare l'errore di montare un 20mm (94°) per fotografare un paesaggio di montagna. In questo caso si ottiene una fotografia con molto prato, altrettanto cielo e vette innevate piccole e lontane. Meglio utilizzare lunghezze focali comprese tra 28mm (74°) e 35mm (62°), capaci di raccontare il paesaggio senza forzature dovute alla 59 ...IL RITRATTO ...IL REPORTAGE ...IL PAESAGGIO 058_063:026/028 16/09/11 15:20 Pagina 59
BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI 103 IN THE ELECTRIC MIST CECCHI GORI - DRAMMATICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Atto d'amore del regista francese Tavernier nei confronti della Louisiana, che già aveva celebrato nel documentario Mississippi Blues del 1983. La storia è quella, classica, del poliziotto (il sempre ottimo Tommy Lee Jones) sulle tracce di un pericoloso serial killer, ma lo sguardo d'insieme è decisamente europeo a tutto giovamento della freschezza del film. La resa video del BD ha rappresentato una piacevole sorpresa grazie ad un dettaglio fine molto buono che esalta la bella fotografia e gli splendidi paesaggi della Louisiana. L'audio ha una resa più convenzionale, ma non per questo meno intrigante. Nessun extra. (L.D.A.) Regia: Bertrand Tavernier; Interpreti: Tommy Lee Jones, John Goodman; Produzione: 2009; Durata: 117 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ita, ing), Dolby Digital 5.1 (ita, ing), Dolby Digital 2.0 (ita); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 22.00 euro L'ORSO YOGHI 3D WARNER - COMMEDIA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Contrariamente a quanto potrebbe suggerire la copertina, questa versione cinematografica del celebre personaggio di Hanna & Barbera non è un cartone animato, ma un live-action in cui solo l'orso protagonista e il suo piccolo amico sono realizzati al computer e interagiscono con gli attori. La storia è decisamente orientata ad un pubblico di giovanissimi, ma l'effetto 3D, perfettamente reso da questo BD - in ‘vero' 3D, è semplicemente straordinario. Ne consigliamo la visione esclusivamente in questo formato, per convincere anche i più scettici della spettacolarità del 3D. Divertenti gli extra, con ulteriori filmati 3D. (D.C.) Regia: Eric Brevig; Interpreti: Dan Aykroyd, Justin Timberlake; Produzione: 2011; Durata: 80 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital 5.1 (ita, altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 31.00 euro IL DISCORSO DEL RE EAGLE PICTURES - DRAMMATICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: La storia vera, ma inevitabilmente, romanzata, dell'ascesa al trono di Inghilterra di Giorgio VI, tutta incentrata sulla sua fobia del parlare in pubblico a causa di una balbuzie apparentemente invincibile. Gradevole, ottimamente recitato e con un aplomb d'altri tempi. Gran trionfo agli Oscar. Il BD ha una resa visiva altalenante, dovuta principalmente ai cambi repentini di fotografia. Nelle scene poco illuminate affiora un po' di grana e si perde consistenza nel dettaglio. Buono l'audio, ma questo è un film da seguire obbligatoriamente in originale e, purtroppo, per l'inglese dobbiamo accontentarci di un semplice Dolby Digital. (L.D.A.) Immaginifica e surreale semi-biografia del “Divo” Giulio Andreotti, firmata dal talentuoso Sorrentino. Film inaspettatamente misurato e discreto, grande tecnica, un po' scostante ma indubbiamente di notevole interesse culturale e cinematografico. Delude in parte la resa del BD a causa di una fitta grana, frutto di scelte fotografiche ma anche di compressione video, che irrompe in alcune inquadrature in modo invadente e fastidioso. Nulla da eccepire invece sulla resa audio, limitatamente al tipo di film, grazie anche all'efficace codifica DTS-HD Master Audio. Buoni gli extra ma in SD e uguali a quelli dell'edizione su due DVD. (L.D.A.) Regia: Tom Hooper; Interpreti: Geoffrey Rush, Colin Firth; Produzione: 2010; Durata: 118 minuti; Formato audio: Dolby TrueHD 5.1 (ita), DTS-HD Master Audio 5.1 (ita), Dolby Digital 5.1 (ing); Formato video: 1080p 1.85:1; Prezzo: 21.99 euro IL DIVO LUCKY RED - DRAMMATICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Regia: Paolo Sorrentino; Interpreti: Toni Servillo, Anna Bonaiuto; Produzione: 2008; Durata: 118 minuti; Formato audio: Dolby Digital 5.1, DTS-HD Master Audio 5.1 (ita); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 19.99 euro STREET DANCE 3D EAGLE - COMMEDIA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Risposta british ai numerosi film “danzerecci” made in USA. Inaspettatamente coinvolgente e misurato, con una trama che pone giustamente al centro della narrazione le bellissime coreografie di ballo ma che non annoia mai e riesce ad essere leggera senza sembrare stupidotta (come spesso accade). Nel cast anche Charlotte Rampling. Il 3D è ottimamente realizzato, senza esagerazioni da luna-park e offre un reale valore aggiunto alla visione. Ottima la resa del disco che contiene entrambe le versioni 2D e 3D anche se la nostra preferenza è per la visione stereoscopica. Audio potente e coinvolgente. Extra discreti. (L.D.A.) Regia: Jimmy Hayward; Interpreti: Josh Brolin, John Malkovich; Produzione: 2010; Durata: 82 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 17.99 euro A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXIX 100_104:AD REC BD 16/09/11 16:38 Pagina 103
MACCHINA D. P. PANASONIC AG-3DA1 + CANON 5D PER DETTAGLI PANALIGHT LENTI DI SERIE + AGGIUNTIVO GRANDANGOLARE ZUNOW WDA-06P OPERATORE ANTONIO MANETTI ASSISTENTE OPERATORE ALBERTO MARCHIORI OPERATORE STEADYCAM STEFANO BEN CAPO SQUADRA ELETTRICISTI FABIO ROVOLETTO CAPO SQUADRA MACCHINISTI LUIGI ANDREI CAPO SQUADRA MACCHINISTI DANIELE GALDINO Il film è stato girato per 5 settimane tra maggio e giugno del 2011 a Roma con la Panasonic AG-3DA1 che permette di realizzare un 3D senza l'aggiunta di rig e doppia camera ma semplicemente ha due lenti incorporate affiancate una all'altra. “ Il film è nato in 3D perché i finanziatori del film avevano posto come clausola la realizzazione in 3D” racconta Corticelli “ visto il budget ristretto ho fatto dei provini in Panalight con la Panasonic AG-3DA1 che poi ho visto negli studi di post produzione di Cinecittà. La pasta della camera mi è piaciuta, la trovo molto particolare.” “Un problema della camera è la sua poca escursione focale - Filippo ci racconta le sue sensazioni avute sul set - paragonandola al 35mm cinematografico è come avere un 35-70mm. Abbiamo quindi trovato un aggiuntivo grandangolare proprio per il nostro modello di camera: lo Zunow WDA-06P kit. Un altro problema è la scarsa luminosità, all'incirca 160 ISO. Per guadagnare luminosità ho provato a lavorare con il gain che ho portato fino a 20db. Se vedendo con un singolo canale il rumore prodotto è fastidioso, la visione in 3D lo annulla quasi. Questa impostazione mi ha permesso di girare anche in questo caso con poca luce, il pezzo più grande che avevo è stato un 1200w a scarica, per il resto ho usato Lite Panel e kinoflo”. ATTENZIONE ALLE CONVERGENZE! “Bisogna stare accorti soprattutto per le convergenze perché sono obbligate” ci racconta Alberto Marchiori, assistente operatore del film che ha anche sostituito Corticelli negli ultimi giorni di shooting, “mentre con il 3D professionale con lo stereografo puoi scegliere delle convergenze mirate per quell'inquadratura. Qui invece (con la Panasonic AG-3DA1, ndr) era tutto obbligato. La macchina ti dà un gap: una convergenza minima e una massima a seconda di che taglio usi dello zoom. Se ad esempio il soggetto è a 3 metri, la convergenza che ti dà è da 1 metro e 30 fino a 16 metri. Quindi tu dovresti avere un fondo che non va oltre i 16 metri perché se hai dei lampioni che stanno a 40-50 metri quelli sdoppiano l'immagine. Le convergenze vengono assegnate su una rotellina che è diversa da quella del fuoco che può essere cambiata anche in corso d'opera. Se ad esempio sei con macchina a mano o hai gli attori che hanno escursioni maggiori puoi usarla ma non si può remotare, quindi può dare fastidio all'operatore e bisogna stare attenti, anche alla convergenza minima perché se l'attore doveva stare ad esempio a 1,20 mt e colpire verso macchina con un coltello, anche quest'ultimo non può andare oltre il metro e 20 sennò sdoppia”. Per visualizzare il 3D in diretta la camera usciva con due bnc (uno per l'immagine sinistra e l'altro per la destra) che andavano ad un monitor Panasonic 3D che bisogna vedere con gli occhialini 3D. “Quando si usava la steadycam vedevamo tutto in 2D” continua Marchiori “ perché non si riusciva a mandare il segnale in 3D. Quindi Filippo Corticelli vedeva in 2D poi si stoppava e per controllare le convergenze si rivedeva il playback. “ a cura di Michele D'Attanasio BARBARA OIZMUD, FOTOGRAFA DI SCENA DE LA STANZA DELL'ORCO LA STANZA DELL'ORCO Dati Tecnici Altre immagini dal set della “Stanza dell'orco”: il film dei fratelli Manetti - di cui vedete pubblicata nella pagina a fianco un'intervista di backstage effettuata sul set negli ultimi giorni di ripresa dovrebbe uscire nelle sale nel 2012. Fotografa, illustratrice, con una laurea in scenografia. L'esperienza maturata nel cartone animato è riscontrabile nel taglio stilistico, nel quale sono presenti contaminazioni illustrative e, più in generale, quelle del cartoon, della street art del Pop Surrealismo. L'interpretazione ritrattistica di Barbara spazia dalla fotografia di scena cinematografica al campo della moda, come nel caso della firma degli ultimi due cataloghi della Kruder. Sono frequenti le pubblicazioni con testate del calibro di Wired, Vanity Fair, XL Repubblica, Fefé, Max, Next-exit, Plus 81 (www.oizmud.com) 108_113:026/028 16/09/11 16:53 Pagina 113
Scandalosa e censuratissima (almeno in home-video e in televisione) escursione erotico-politica del Maestro Bellocchio. La nuova edizione in DVD è perfettamente integrale e offre numerosi extra. Peccato per una resa video non sempre ottimale. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Diavolo in corpo Erotico - di Marco Bellocchio; con Marushka Detmers, Federico Pitzalis; 1986; 110 minuti; Medusa; Dolby Digital 2.0 (ita); 16:9/ Letterbox 1.85:1 14,99 Commedia con spunti realistici e divertenti ma anche molte forzature pseudo-intellettuali, che si salva infine anche per la simpatia della protagonista Mira Sorvino. Discreto il DVD, con audio mono come quasi tutte le opere di Allen. Nessun extra. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall La dea dell'amore Commedia - di Woody Allen; con Woody Allen, Mira Sorvino; 1995; 91 minuti; Medusa; Dolby Digital 2.0 Mono (ita, ing); 16:9/ Letterbox 1.78:1 14,99 Il desiderio di maternità di tre donne è il tema al centro di questo delicato film firmato dallo specialista in genere “femminile” Rodrigo Garcìa (Le cose che so di lei) e interpretato da due indubbie big. I maschietti, probabilmente, ne staranno alla larga. Discreto il DVD. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Mother and Child Drammatico - di Rodrigo Garcìa; con Naomi Watts, Annette Bening; 2009; 125 minuti; DNC; Dolby Digital 5.1 (ita, ing); 16:9 Letterbox 1.77:1 14,99 Curatissima edizione doppio disco con la rara versione integrale del celebre film di Farina ispirato alla Valentina di Crepax. Imperdibile per collezionisti e appassionati, soprattutto per l'incredibile mole di contenuti extra, fra cui numerosi cortometraggi. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Baba Yaga Fantasy/Erotico - di Corrado Farina; con Isabelle De Funés, Carroll Baker; 1973; 86 minuti; Sinister Cecchi Gori; Dolby Digital Mono (ita); 16:9/ Letterbox 1.85:1 14,99 Con tutto l'affetto che nutriamo per il simpatico Castellari ci riesce impossibile salvare questa sua ultima opera, realizzata in fretta e furia dopo lo sdoganamento operato da Tarantino. La resa tecnica si dimostra in linea con la povertà dell'operazione. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Caribbean basterds Thriller - di Enzo G. Castellari; con Vick C. Ryan, Eleonora Albrecht; 2010; 95 minuti; Medusa; Dolby Digital 5.1 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 1.78:1 13,00 Video dalla resa abbastanza soft, con qualche segno abbastanza evidente di compressione MPEG2 e un leggero rumore che affiora in alcune scene. L'audio è funzionale alla vicenda, senza particolari pretese. Solo un trailer come extra. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Carissima me Commedia - di Yann Samuel; con Sophie Marceau, Marton Csokas; 2010; 93 minuti; CDE; Dolby Digital 5.1 (ita, fran); 16:9 Letterbox 2.35:1 16,99 DVD & Libri Le recensioni dei titoli del momento Non solo immagini: pensiamo che sia molto importante per tutti - e soprattutto per chi tra di voi ambisca a fare il giornalista o lo sceneggiatore - saper usare la lingua italiana così come si maneggia una foto e videocamera. Ecco allora che questo ottimo manuale diventa assolutamente strategico, dato che ci insegna a parlare e scrivere nel modo migliore. E se poi non riuscirete a entrare nello star system, almeno sarete apprezzati per il vostro perfetto italiano! (V.F.) Overall Dizionario di M. Beltramo e M.T. Nesci Zanichelli 1314 pagine, 15 x 22 cm euro 29,00 Ecco a voi l'ultimissima pubblicazione firmata motoperpetuopress, ovvero la prima guida all'uso della reflex digitale per riprese nella Natura. Un libro snello e ricco di spunti per l'appassionato e per il professionista, che hanno l'occasione di studiare su un manuale scritto da un “campione del mondo” come Guido Bissattini, fotonaturalista vincitore di tante, prestigiose competizioni internazionali. Più unico che raro... (V.F.) Overall S.V. Manuale di foto naturalistica Manuale tecnico di Guido Bissattini Motoperpetuopress 100 pagine, 17 x 23,5 cm euro 20,00 Si può dire che abbiamo “tenuto a battesimo” il giovane autore di questa sceneggiatura, vincitrice del premio Malerba. Moliterni, già da ragazzino appassionato videomaker, ci inviava i suoi corti ed è un piacere ritrovarlo oggi, sull'orlo dei 30 anni, ancora con la stessa passione e, ovviamente, con più mature e rampanti ambizioni. Questo suo script è un concentrato di temi e suggestioni che ci hanno ricordato il buon cinema italiano, quello di una volta. Da tenere a mente. (V.F.) Overall In prima classe Sceneggiatura di Roberto Moliterni Edizioni MUP 176 pagine, 14 x 21 cm euro 18,00 I fratelli Joel ed Ethan Coen hanno segnato, lungo l'arco di quasi trent'anni (da Blood Simple, 1984, al recente Il Grinta) un percorso artistico molto personale che ne fa - con la loro ironia e versatilità - tra gli interpreti migliori del cinema contemporaneo. Moviement ne ripercorre in chiave critica la carriera, secondo la formula collaudata di tutta la collana: contributi a più mani e grafica minimalista, dove la parola prevale sull'immagine. (V.F.) Overall Coen Brothers Critica cinematografica di AA. VV. Moviement 98 pagine, 21 x 29 cm euro 12,00 Dizionario di stile e scrittura 74 072_074:Layout 1 16/09/11 15:53 Pagina 74
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D In un placido mattino di lugliola redazione di Tutto Digitale èstata accompagnata da Sony Broadcast dalle parti di Ivrea, dove Dario Argento e la sua troupe erano intenti a girare il nuovo film del maestro del brivido: una rivisitazione in chiave 3D del mito nato dalla penna di Bram Stoker, l'arcinota storia del nobile vampiro della Transilvania alle prese con l'amore e la sopravvivenza. La Transilvania in Piemonte? In effetti eravamo curiosi di vedere come fossero stati ricreati i luoghi del conte e siamo rimasti piacevolmente stupiti: tra Ricetto di Candelo e Montalto Dora, Giovanni Paolucci, produttore della Multimedia Film, ci ha raccontato come abbiano preferito queste zone a quelle “originali” che ormai, preda della modernità, hanno perso tutto il fascino di un tempo. Una produzione di levatura importante, una scommessa che Paolucci e Roberto Di Girolamo hanno fatto circondandosi di molti professionisti e veri e propri maestri (quali il direttore della fotografia Luciano Tovoli o il creatore di effetti speciali per antonomasia Sergio Stivaletti, collaboratore di vecchia data di Argento sin dai tempi di Phenomena - 1983) ma soprattutto di validi collaboratori tecnici per la sfida-3D; afferma Paolucci: “Abbiamo preso con noi John Attard del reparto 3D della 20th Century Fox, che ci fa da supervisore, la DBW con JeanAntoine Delille, stereografo francese, abbiamo testato tutto sulla nostra pelle e posso dire dopo due anni che siamo molto contenti X 84 Una giornata sul set di Dracula, il nuovo film in 3D del maestro Dario Argento, previsto per le sale nel 2012. Protagonista dell'impresa la Sony CineAlta PMW-F3, macchina da presa digitale in prova su queste stesse pagine. digitale Il cinema visto dall'in terno di come abbiamo fatto le cose, delle persone e della strada che abbiamo scelto”. Dracula 3D è il primo film italiano a utilizzare la nuova Sony CineAlta PMW-F3 per la ripresa stereoscopica in 3D in configurazione steadicam. Un prodotto recentissimo, ed infatti la troupe non ha avuto molto tempo per effettuare test: le macchine sono state consegnate il giorno prima del primo ciak! La videocamera, che ricordiamo essere la più piccola macchina da presa a fregiarsi del logo dorato CineAlta, è provvista di un sensore CMOS in formato Super35mm e di innesto per ottiche PL, uno standard nel mondo del cinema. Sul set, la PMW-F3 è stata utilizzata con il registratore esterno Aja Ki-Pro Mini, collegato in HD-SDI per raccogliere il segnale in 4:2:2, assicurando la qualità massima disponibile al momento dell'inizio delle riprese, proprio come ci racconta Delille nel contributo video (incluso negli ‘extra' dell'edizione elettronica). Ad oggi, in effetti (cosa che la crew di Dario Argento non ha potuto sfruttare), tramite un upgrade opzionale del firmware della F3 è possibile abilitare l'uscita RGB 4:4:4 e l'S-LOG, oltre ad espandere considerevolmente la gamma di sensibilità della macchina, aggiungendo 4 LUT preimpostate e 5 LUT configurabili dall'utente. Per dovere di cronaca dobbiamo segnalare che le due Sony sono affiancate da una Arri Alexa, macchina che ormai ha sostituito la RED nel cuore di molti cineasti oltre la III dimensione Anteprima: con la Sony Cinealta sul set di Dracula 3D Brividi 084_085:108 113 16/09/11 16:04 Pagina 84
86 Dopo il successo di Improvvisamente l'inverno scorso che ha ottenuto una menzione speciale all'edizione 2008 del Festival di Berlino Gustav Hofer e Luca Ragazzi tornano sulle pagine di Tutto Digitale a raccontare il loro nuovo lavoro dal titolo Italy: love it or leave it, realizzato girando l'Italia in lungo e in largo con una Fiat 500 e una Panasonic AF 101 digitale Il cinema visto dall'in terno F ebbraio 2008, Tutto Digitale n.45; fra i vari articoli, al tempo,presentammo un'opera prima dal titolo Improvvisamente l'Inverno Scorso. Con orgoglio, se permettete, ricordiamo che per primi segnalammo quell'opera, un documentario apparentemente come tanti che si girano nel nostro paese e che difficilmente hanno un grande riscontro. Invece, Improvvisamente l'Inverno Scorso ci apparve come qualcosa di diverso, e ci piace pensare di avergli portato fortuna perché dopo il nostro articolo ne seguirono tanti altri in tutto il mondo. Anzi, il film andò al festival di Berlino (dove si aggiudicò la menzione speciale della giuria) e vinse il nastro d'argento come miglior documentario. A tre anni di distanza, arriva la nuova opera dei due registi, il romano Luca Ragazzi e l'altoatesino Gustav Hofer; dal titolo Italy: Love it or Leave it, è stata girata con la Panasonic AF 101. Volete raccontare ai lettori di Tutto Digitale di cosa tratta il vostro nuovo lavoro? LR: se nel nostro primo film avevamo messo in luce degli aspetti poco edificanti del nostro paese (l'omofobia crescente, l'ingerenza del Vaticano nelle decisioni politiche, la responsabilità dei media nel tenere all'oscuro il paese su molte tematiche) questa volta volevamo in un qualche modo risarcirlo. Il film comincia con il nostro trasloco; dopo sei anni nella nostra casa veniamo sfrattati e 086_087:108 113 16/09/11 16:26 Pagina 86
D a l 2 0 0 4 , l a p r i m a r i v i s t a d e d i c a t a a l l a p r o d u z i o n e , p o s t p r o d u z i o n e e p r o i e z i o n e v i d e o i n a l t a d e f i n i z i o n e AL A D FINIZION cinema &TVHD pag. XVIII pag. XVI TEST: Sony CineAlta PMW-F3 TEST: Philips 42PFL7606 Il VPR DLP Christie CP2230 Solaria viene aggiornato a 4K con un kit dedicato. Per un quadro completo sulle novità in 4K ed oltre, direttamente dall'IBC, non perdete il prossimo numero di Alta Definizione in edicola ad ottobre Animazione in 3D, thriller da Oscar, western d'autore, splatter horror celebri e molto altro ancora: le recensioni di tutte le novità del momento in alta definizione su Blu-ray Disc Blu-ray Disc le ultime uscite imperdibili a pagina XXVI il kit a 4k Christie series 2 075:117 16/09/11 17:47 Pagina 97
10 Filo diretto La posta del direttore la proposta del tappo lo è già di per sè. Mi piacerebbe, in un paese tanto litigioso, non dovermi rivolgere all'avvocato magari con una "class action" che qualcuno che con la camera ci lavora ha suggerito. Grazie per l'attenzione e saluti cordiali. 2/Gentile Redazione, faccio seguito alla mia precedente riguardante il difetto del view-finder della Canon XF-300. La Canon Italia, da me contattata, per avere informazioni sull'entità del problema delle "bruciature" in caso di luce forte incidente, mi ha confermato che il difetto è stato segnalato, anche se non hanno ancora una statistica precisa sulla sua incidenza, che sembra anche relativa all'aggiustamento diottrico impostato. Mi hanno spedito un tappo da utilizzare nelle condizioni più critiche. Da un lato devo dare atto di aver trovato in Canon Italia una gentilezza ed efficienza particolari. Spero solo che la casa madre si attivi per una soluzione del difetto che non sia solo palliativa. Altrimenti il consiglio di applicare il tappo è analogo a quello di consigliare all'acquirente di un automobile con il difetto di non frenare oltre i 100 km orari di non superare quella velocità. Per una videocamera professionale non mi sembra una soluzione accettabile. Grazie per l'attenzione 3/Come scritto nella seconda mail ho ricevuto il "famigerato" tappo dalla Canon italia. Spero che la Canon non consideri questa come soluzione definitiva al serio problema di una videocamera professionale che, lo ricordo, costa quanto una piccola autovettura. Grazie per l'attenzione. 4/Quarta mail sulla Canon XF300: Tolto il tappo del Viewfinder, che la Canon Italia mi ha gentilmente inviato, e solo per pochi secondi in una ripresa con il sole alle spalle, giusto quanto necessario per spostare di un metro il tripod per una migliore inquadratura, e sono apparse due macchie di colore giallo-vivo. È chiaro che il sistema ottico è stato mal studiato dato che il ViewFinder serve proprio con il sole alle spalle! Possibile che Canon non abbia nulla da dire sul problema e che non abbia trovato una soluzione da proporre a chi ha acquistato un prodotto da 7.500 euro? La camera (acquistata a marzo) è in garanzia. Spedirla per una riparazione/sostituzione non risolverà di certo il problema, dato che si tratta, che lo vogliano ammettere o no, di un errore di progettazione. Ed è un peccato perché, lo ripeto, le immagini sono eccezionali se comparate con camere simili. Cordiali saluti, Fabio Ferro - Roma abbiamo mai attivato un forum. Ciò premesso, sin da bambini sappiamo che una lente al sole può incendiare un bosco, anche se forse ce ne siamo dimenticati (almeno sino a quando, all'epoca degli scout, non abbiamo dovuto accendere un fuoco!). Se abitualmente i fotografi tenessero il mirino o l'obiettivo al sole, soprattutto ora con il live view, farebbero sciogliere la propria fotocamera in pochi secondi. Tutto questo per dire che puntare il mirino in direzione di una fonte di forte illuminazione è un comportamento sempre da evitare, come indicato anche nel manuale d'uso: la lente che permette di aggiustare la messa a fuoco del mirino può infatti concentrare la luce - in particolare quella solare - su alcuni punti, producendo bruciature di pixel o danneggiando interamente il viewfinder LCD. Si tratta di un problema non così raro, di cui conosciamo casi accaduti anche su macchine Sony e Panasonic (alcuni casi, non milioni di casi!). Addirittura, sul mirino di tutte le macchine professionali o broadcast - per non parlare dei monitor esterni, molto costosi - c'è addirittura un chiaro disegno (in genere, il simbolo del sole al quale è sovrapposta una grande ‘x') che invita a non orientare il mirino verso il sole. Dunque, il problema non deriva dal costo del prodotto (anzi, per certi versi aumenta all'aumentare del livello della macchina), ma è insito nel concetto stesso di fonte luminosa che entra in macchina: molti operatori di vecchia data ricorderanno le bruciature dei tubi nelle macchine che inquadravano direttamente il sole, un problema inverso a quello di cui parliamo qui, ma complementare... La XF300, in ogni caso, potrebbe (il condizionale è d'obbligo) avere un mirino particolarmente delicato (o forse una lente di messa a fuoco troppo potente) - anche se quella pubblicata è l'unica lamentata ricevuta sull'argomento - ed è forse per questa ragione che Canon ha messo in commercio un piccolo tappo di copertura da utilizzare quando non si ha bisogno di guardare nel mirino. In caso di guasto la garanzia copre sempre i difetti di fabbricazione, non eventuale uso incauto; come abbiamo detto, il manuale della macchina avvisa espressamente l'utente di non puntare il mirino verso fonti di illuminazione. Non siamo esperti di leggi & dintorni, ma crediamo che se, in caso di guasto, se si decidesse di procedere per vie legali contro l'azienda produttrice, non è escluso che il giudice possa attribuire eventuali danni all'incuria degli utenti. Invitiamo anche in questo caso Canon ad intervenire, se lo desidera. Secondo alcune fonti web, il problema lamentato dal lettore è relativamente diffuso, mentre secondo quanto risulta da altri, le XF300 (in particolare gli esemplari venduti di recente) non dovrebbero presentare particolari problemi al viewfinder. Per la verità - con poche eccezioni - non siamo molto propensi a considerare chat, blog, forum, come attendibili fonti di informazioni. Nella norma, quando capita un problema a qualcuno da qualche parte del mondo (cioè su un parco macchine installato di milioni di macchine) il popolo di internet - o meglio, quello che ama gettare benzina sul fuoco ‘a prescindere' - ne parla come se fosse successo a tutti, se si trattassse di un cataclisma cosmico. Al punto che spesso si lamenta perfino chi la macchina difettosa non la possiede, e chi invece ce l'ha, ma non il problema, e ‘scopre' improvvisamente di averlo... Per questo motivo, per non fare da cassa di risonanza ad una quantità di parole incontrollate, gettate al vento da persone che si divertono a criticare per il puro gusto di criticare (per non dire di peggio), nell'impossibilità evidente di controllare le fonti non 008_:026/028 16/09/11 13:13 Pagina 10
Renato Orsini con Gruppo di famiglia-Quartieri spagnoli ha vinto il Meltin Zone Shot Il quotidiano di Lia Giunta, presentata alla Galleria FIAF Le Gru d Valverde (CT) C-Curve di Anish Kapoor, in esposizione a Milano in due diverse location Elliott Erwitt, Marilyn Monroe 1956 (Merano Arte, fino al 25 settembre) Tutto Digitale è una pubblicazione bMOTOPERPETUOPRESS motoperpetuopress srl - via delle Alpi 13 - 00198 Roma - tel. 06 442 02 596 tuttodigitale.it Il tuo appuntamento quotidiano con il mondo digitale è su www. www.tuttodigitale.it - Le novità del giorno - Tutti i video di TDTV, la web television di Tutto Digitale - Le recensioni dei DVD, Blu-ray e libri più interessanti - La galleria di Tutto Digitale, con le immagini dei lettori - I sondaggi: dì la tua sull'hi-tech - Corsi & concorsi, eventi e fiere, aggiornati in tempo reale - Il mercatino dell'usato hi-tech più qualificato del web - Abbonati gratis ai feed RSS di Tutto Digitale - La foto del giorno scelta fra quelle inviate dai lettori - A portata di clic, abbonamenti, arretrati e libri della Tutto Digitale Collection ! - La newsletter gratuita settimanale di Tutto Digitale - La rivista in versione sfogliabile Tutto Digitale International, breaking news in lingua inglese 030_031:026/028 16/09/11 14:09 Pagina 31
Come in ogni horror che si rispetti, le atmosfere giuste sono fondamentali e per questo motivo le luci giocano un ruolo determinante. La stanza dell'orco è il sesto film firmato dai Manetti Bros, che hanno alle spalle diversi corti, fiction tv e videoclip d'autore. Tutte le foto dal set sono opera di Barbara Oizmud. Horror? Meglio in 3D: in effetti il film di Marco e Antonio Manetti è nato in 3D per una precisa scelta dei suoi finanziatori. luci. Avevo un gruppetto da 20 kw con due elettricisti e due macchinisti e spesso capitava di attaccarsi a rete.” “Abbiamo fatto una proiezione del film a qualità compressa”: Filippo ci parla della postproduzione e soprattutto della compressione “senza scampo” dell' H264. “L'immagine risultava molto morbida e affascinante. Quando abbiamo fatto la color correction, lavorando quindi ad alta qualità, mi è venuto un colpo perché c'era una LUT applicata che simulava la copia positiva in 35mm. Praticamente passava da lineare (che è il segnale della Canon 7D) a logaritmico (restituisce i contrasti del positivo 35mm) e generava una compressione dell'immagine mostruosa, i neri si chiudevano, un macello. Il tentativo è stato quello di tornare a quello che era stato il girato senza forzare troppo l'immagine. Ritornando ad un risultato tecnico migliore c'è stata in noi la voglia di caratterizzare nuovamente le immagini e quindi abbiamo ripreso a lavorare sulla luminosità, i contrasti e il croma. Ma ogni aggiunta che facevamo andava ad intaccare troppo l'immagine. Alla fine abbiamo tenuto per buona la prima passata che abbiamo fatto”. “Il problema principale della 7D è che genera dei quick time in H264 a 8bit” ci spiega Red, il colorist del film “ e per poterla lavorare in color senza perdite né qualitative né di timecode abbiamo esportato tutto il filmato da Final Cut alla massima qualità possibile: cioè ad una qualità superiore di quello che era l'h264. Nel caso specifico abbiamo lavorato in Apple Pro Res 444. Ho convertito gli Apple Pro Res 444 in DPX a 10bit e poi ho lavorato su Da Vinci Resolve. “Il problema vero è il colore, l'8 bit che genera l'h264” continua Red. “ Se tu hai impostato una scena con una certa temperatura colore, calda oppure fredda, non la puoi completamente invertire come si fa normalmente con un altro supporto con una maggiore profondità colore. Quindi se tu hai impostato una scena calda, così te la tieni, si può raffreddare o riscaldare leggermente, ma non si possono fare grandi interventi. Non regge proprio il materiale e anche in questo caso tira fuori del rumore. Il lavoro più delicato è stato quello di convertire i file nello spazio colore per poter essere messo in pellicola quindi LIN to LOG (passaggio da lineare a logaritmico, ndr) e poi fare una color che rispetti il materiale in tutti i modi senza aggiungere ulteriori problemi a quello che già di suo è un ingrandimento: per un H264 HD è piuttosto pesante.” La conversione LIN to LOG l'ho fatta in color, nel senso che io mi sono customizzato le curve all'interno del Da Vinci Resolve, mentre quando fai una color da materiale HD lineare affidi il passaggio logaritmico al recorder (che nel caso del laboratorio di Cinecittà è l'Arrilaser, ndr) che applica una lut LIN to LOG e poi la converte e registra (su internegativo 35mm, ndr). Io invece preferisco farlo in macchina perché controlli meglio la resa finale, perché se io metto un rosso, un blu, un arancione me lo trovo esattamente di quel colore in proiezione. Red ci spiega meglio questa sua impostazione: “si potrebbe convertire tutto il materiale HD lineare in logaritmico per poi lavorarlo in Da Vinci: tanti software che lo fanno. Ma io preferisco partire dalla base lineare e applicare su un livello una curva logaritmica. Questo mio modo migliora l'efficienza del render perché sul materiale che ha subito un sacco di lavorazioni riceve un solo unico render e quindi introduce meno artifici digitali”. Anche se le problematiche dell'H264 sono state alla fine risolte, Filippo è dispiaciuto per una scelta obbligata. “Per problemi di visti non siamo riusciti ad andare a New York per girare alcune scene, e quindi, oltre ad un interno girato a Roma con comparse americane, per gli esterni giorno abbiamo dovuto girare i piani sugli attori in blue back. Cappuccio è andato in seguito a New York con una palmare Sony a riprendere gli sfondi. Il risultato non è stato dei migliori”. Lasciandoci dietro il mondo della Canon 7D continuiamo a parlare con Filippo di un altro film da lui girato con tecnologie di ripresa semi professionali. Il film in questione è La stanza dell'orco per la regia dei Manetti Bros. La trama vede protagonisti tre ragazzi della periferia romana, interpretati da Lorenzo Pedrotti, Domenico Diele e Claudio Di Biagio, alle prese con il proprietario di una villa interpretato da Peppe Servillo. LA STANZA DELL'ORCO: DA 7 A 3... D Peppe Servillo è protagonista della Stanza dell'orco, al fianco di Lorenzo Pedrotti, Domenico Diele e Claudio Di Biagio. 111 108_113:026/028 16/09/11 16:52 Pagina 111
69 Paris brûle-t-il ? Incredibile ma vero, questa super produzione dal cast stellare (nel vero senso della parola, visto che anche i ruoli minori sono interpretati da celebrità internazionali) non era ancora mai uscita in Francia. Paramount spiegava proprio sul numero scorso di Les Années Laser, che aveva avuto bisogno di un lungo periodo per chiarire il contratto punto per punto ma anche per realizzare un'interattività di tutto rispetto. Il DVD è ora disponibile (non il Blu-ray per problemi legati ai diritti del master), ben 67 anni dopo i carri di Charles De Gaulle. Gli extra (quasi 3 ore) sono interamente costruiti intorno a interviste, foto di backstage e di archivi storici. Sul prossimo numero di Les années Laser la recensione completa. DVD - 2.35 Widescreen – 16/9 compatibile 4/3 – Versione Francese mono 2.0; Versione inglese stereo. Rien à déclarer Dopo il successo di Bienvenue chez les Ch'tis (diventato Giù al Nord nella versione italiana), il regista Dany Boon fa nuovamente boom al box-office (8 millioni di spettatori!). Criticata dalla stampa e, in parte anche dal pubblico, questa commedia è tuttavia riuscita a convincere la nostra redazione che ne ha apprezzato "il divertimento intelligente e ritmato". A buon intenditor... Blu-ray – 2.35 Cinémascope – Versione originale francese in 5.1 DTS HD Master Audio – Sottotitoli in inglese e francese per non udenti – Nota tecnica : 9/10. Ugualmente disponibile in DVD. L'Assaut Nel dicembre 1994, un gruppo islamista algerino prendeva in ostaggio i passeggeri di un volo tra l'Algeria e la Francia. Deviato sull'aeroporto di Marignane, l'aereo era stato oggetto di un assalto da parte di una squadra d'intervento (GIGN). Il film è costituito, di fatto, dalla recita ultra documentata di questa missione. Blu-ray – 1.85 – Versione francese in 5.1 DTS HD Master Audio – Sottotitoli in francese e francese per non udenti. Nota tecnica : 10/10. Ugualmente disponibile in DVD. Largo Winch II Ispirato al personaggio di un fumetto di successo, ecco un lussuoso spettacolo senza pretese che incanterà tutti gli amanti delle avventure esotiche. Blu-ray – 2.35 Widescreen – Versione francese e originale multilingue in 5.1 DTS HD Master Audio – Sottotitoli in francese nei passaggi stranieri e francese per non udenti – Nota tecnica : 10/10. Ugualmente disponibile in DVD. ICI PARIS Les Années Laser numero doppio estivo Un numero per scoprire tutto quello che la stagione autunno/inverno riserva in DVD e Blu-ray! Humax HD-5700T, il decoder per l'on demand L'acquisto di film 'on demand' è da tempo realtà anche nel nostro paese, ed uno dei metodi che si sta diffondendo sempre più grazie all'avvento del digitale terrestre è il servizio Mediaset Premium Net TV, che permette di acquistare e guardare contenuti video dal PC o direttamente da un decoder DVB-T compatibile. Uno degli esponenti di quest'ultima categoria è lo Humax HD-5700T, un decoder digitale terrestre con tutte le carte in regola per diventare il centro multimediale del salotto. Oltre alla compatibilità con le suddette funzioni Net TV ed alle più tradizionali possibilità offerte da un decoder DVB-T con lettore di smart card (certificato con il bollino dgtvi gold), supporto al teletext ed all'interattività mhp, il 5700T offre infatti la possibilità di riprodurre materiale dalla porta USB (Mp3, JPEG e DivX), e di registrare i programmi (con timer e funzioni timeshift); per finire, da segnalare il supporto allo streaming di rete locale con il protocollo dlna. Il 5700T integra uscita audio digitale, doppia presa scart (TV/VCR), porta USB, uscite RCA A/V, porta Ethernet RJ45 e uscita HDMI; quest'ultima permette la visione dei canali in HD e l'upscaling a 1080 del materiale in SD. La macchina sarà in prova prossimamente. www.humaxdigital.com/italy 068_071:026/028 16/09/11 15:30 Pagina 69
76 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D II news Direttamente dall'IBC, ecco alcune novità Datavideo. La prima è una regia mobile HD/SD dedicata alle produzioni che impiegano più di tre camere: il mixer video SE-2800 è composto da una superficie di controllo (nella foto in basso) e da un processore separato montabile a rack. I 12 ingressi SDI della macchina possono essere utilizzati in HD o in SD, oppure 6 CVBS o 3 HDMI. In uscita la macchina dispone di 3 connettori BNC SDI e 2 HDMI per il monitoraggio multiscreen, che può operare in tre distinte modalità. Due canali DSK, uscite HD e SD simultanee, sei opzioni Wipe, orologio sul monitor, countdown sul multiscreen, due display Picture in Picture e controllo remoto da PC completano le caratteristiche operative di questo apparecchio. Sempre della categoria dei mixer fa parte l'HS-600 (foto a destra), una regia portatile SD, compatta e semplice da trasportare (si chiude come una valigetta), dotata di 6 ingressi composito e due DVI-D, con schermo LCD integrato da 17.3" ed otto ingressi per l'intercom. Per quanto riguarda i dispositivi di registrazione, tre nuovi apparecchi arricchiscono il catalogo dell'azienda, distribuita in Italia da Panatronics. Il primo è il rack HDR500, con funzione di codifica in 4:2:2 a 100 Mbit i-Frame only: il disco estraibile è in formato NTFS, mentre i file MXF agevolano l'integrazione con i programmi di montaggio come AVID, Final Cut Pro e Vegas. Sempre con design a rack, l'HDR-55 registra in HD ed SD ed offre una scelta di formati di registrazione in MPEG-2 compresi 1080i, 720p, 576i e 480i, con opzione IBP o Intraframe (iframe). Caratteristiche molto simili, ma design portatile, infine per l'HDR-45. www.panatronics.eu Arriva su PlayStation 3 il terzo capitolo della fortunata serie FPS (First Person Shooter) sviluppata da Insomniac in esclusiva per la console Sony. La serie Resistance è una serie atipica, che sfugge alla regola del sequel e sembra migliorare di capitolo in capitolo. La storia riprende i trascorsi dei precedenti Resistance, con la terra oramai quasi completamente invasa dagli alieni Chimera, ed il nuovo protagonista Joseph Capelli come uno dei pochi sopravvissuti, in viaggio verso New York per sventare la minaccia. Come tradizione del genere non mancano colpi di scena, scontri con boss giganteschi e nuove armi; una nuova meccanica permette di potenziare queste ultime in base all'uso. Per il multiplayer, da segnalare la possibilità di giocare la campagna in due, un nuovo genere di deathmatch ad obiettivi e la possibilità di guadagnare punti esperienza per potenziare il proprio personaggio. Sul versante tecnico, da segnalare un comparto grafico ben realizzato e ricco di effetti anche se dall'impatto forse ancora un pelo sotto titoli più blasonati, la possibilità di giocare in 3D ed il supporto al controller di movimento PlayStation Move. Grafica Audio Gameplay Overall Il più popolare formato di registrazione video in alta definizione si aggiorna agli ultimi sviluppi tecnologici: l'AVCHD - standard promosso da Sony e Panasonic ed adottato da larga parte dei costruttori di camcorder - ha varato nuove specifiche per accogliere alcune delle novità di mercato, a partire dalla registrazione stereoscopica. I nuovi profili sono due, e sono contraddistinti da nuovi loghi e definizioni: il primo è l'AVCHD 3D, ed indica i dispositivi che registrano video stereoscopico in MPEG-4 MVC/H.264, a 1080 60i/50i/24p oppure 720 60p/50p. Il secondo invece si chiama AVCHD Progressive e prevede la registrazione a 1080 60p/50p, da qualche tempo presente sui camcorder consumer di fascia alta di Sony, Panasonic ed altri. Entrambi i nuovi standard - che possono anche coesistere nella sigla AVCHD 3D/Progressive - prevedono un massimo bit rate di 28 Mbps. www.avchd-info.org Resistance 3 PlayStation 3 Parte Sky 3D Parte il 3D di Sky, con il ‘Full 3D' (con immagini native e non convertite dal materiale 2D) visibile sul canale 150 della celebre piattaforma satellitare Pay per View. I contenuti sono gratuiti per tutti gli abbonati fino al 30 settembre, dopo il quale sembra verrà richiesta una piccola aggiunta monetaria per chi possiede solo uno dei canali Sky Pack. La programmazione spazierà dallo sport (calcio e tennis in primis) al cinema, passando per documentari, concerti ed eventi live. Samsung, che dovrebbe ufficializzare a breve diverse iniziative, è partner tecnico. www.sky.it L'AVCHD è 2.0, ma il web non c'entra nulla... Le ultime notizie dal mondo dell'alta definizione Multicamera, HD o portatile: le nuove regie di Datavideo 076_077:008_010 16/09/11 15:59 Pagina 76
12 UN ANELLO NON BASTA? Mi chiamo Lorenzo e sono da poco a conoscenza della vostra rivista. Ho acquistato e letto il numero 65 e ne sono rimasto entusiasta. Complimenti per come esponete gli argomenti e informate noi lettori. Sono un principiante e inesperto su molte cose. Volevo acquistare la mia prima videocamera e sono indirizzato verso la nuova Canon XF 105 ma sono perplesso su almeno due cose e vorrei gentilmente il vostro aiuto. Ho visto che l'apertura del diaframma, zoom e fuoco sono funzioni regolate tutte da una sola ghiera. Pensate che limiti molto la praticità dell'uso di tale videocamera? Inoltre ho letto che il tipo di sensore è un CMOS. La tecnologia CMOS è inferiore rispetto alla CCD? La qualità delle immagini prodotte dalla Canon XF 105 non sarà molto buona? Io non posso spendere più di 3500 euro per una videocamera. Per tale somma mi consigliate forse di cercare un modello con sensore a 3CCD? Se potete rispondermi mi fate un grande piacere, intanto vi ringrazio anticipatamente Lorenzo Di Falco Castelfiorentino (FI) Ricordiamo che la resa complessiva della macchina è influenzata da molti fattori, dall'obiettivo, al sensore, all'elettronica per finire con il codec di registrazione: nel caso della XF105, il risultato è molto buono, quasi ottimo se considerato in rapporto alle dimensioni e al peso. A differenza poi di altre macchine di prezzo compatibile con il budget del nostro lettore, la serie XF registra in 4:2:2 a 50 Mbit/s, con una qualità di immagine ed una semplicità di editing molto elevate. (S.Bla) UN SOGNO CHIAMATO VIDEO Salve, conosco solo da un paio di mesi la vostra rivista, ma sono già sicura che farò un abbonamento, perché mi è piaciuta davvero molto! Navigando sul vostro sito ho notato che c'è una sezione dedicata ai corsi e alle scuole e vorrei sapere se potete darmi delle informazioni. Vorrei capire quali sbocchi lavorativi mi può dare l'Accademia delle Belle Arti di Carrara. Il mio sogno sarebbe quello di diventare un tecnico montatore audio-video, ma l'indirizzo di "Nuove Tecnologie dell'Arte" dell'Accademia può farmi avvicinare a quel mondo o è solo uno spreco di tempo? In tal caso è meglio un corso privato? Elisa Salatti - Livorno Trasformare la propria passione nella principale occupazione della vita è il sogno di molti, e quando diventa realtà non c'è cosa più bella. Coronare il sogno di una vita, però, non è cosa facile. Ci vogliono tanta tenacia, una buona dose di fortuna e, soprattutto, un'adeguata preparazione, ingrediente quanto mai indispensabile in un mondo che La Canon XF 105 (e come lei la sorella XF100, uguale in tutto ma priva di uscite HD-SDI, time code e genlock) offre una sola ghiera sul barilotto per gestire uno tra fuoco, zoom o apertura. Per un operatore professionista la presenza di un solo anello può rappresentare una limitazione, che ha però come rovescio della medaglia la grande portabilità del camcorder. La macchina è dotata di leva a bilanciere per il controllo dello zoom e di una piccola ghiera a cui può essere assegnato il controllo dell'iris: a conti fatti, dunque, è possibile gestire abbastanza facilmente tutti e tre i parametri, assegnando all'anello sull'obiettivo il controllo della messa a fuoco. Ovviamente la configurazione dipende dal tipo di ripresa da effettuare; segnaliamo che l'anello intorno all'obiettivo è di tipo servoassistito e pertanto poco adatto alle zoommate a schiaffo. CMOS e CCD offrono diverse caratteristiche, con pregi e difetti rispettivi: con il CMOS ad esempio si soffrono gli effetti del rolling shutter (abbastanza limitato sulla XF105/XF100), ma si possono inquadrare luci in campo senza temere lo smear e via dicendo. vede la categoria degli improvvisati in forte crescita in ogni settore. Lo studio sistematico e approfondito diventa, allora, l'antidoto contro il qualunquismo e la politica del "tanto che ce vo' ", che per chi non ha confidenza con l'idioma capitolino potrebbe essere tradotto con "è così facile che possono farlo tutti", una sorta di virus molto diffuso. La nostra lettrice aspira a diventare montatore video, un anello importante della catena di competenze messe in campo nella creazione cinematografica a 360°, che si tratti di un corto di pochi minuti o un film proiettato nelle sale. Per acquisire tale professionalità è indispensabile la conoscenza dei software di editing video (e Tutto Digitale in questo è sempre in prima fila, come dimostra l'ultimo n. 69, ad esempio, con i test di Magic Video Deluxe e di Final Cut Pro X), cosa che si può ottenere iscrivendosi ad una scuola o un corso ad hoc, con un pacchetto di ore dedicato a tale fine. Tale esperienza, però non basta per essere in perfetta sintonia con le indicazioni registiche. Ed ecco che lo studio della storia dell'arte, della fotografia e delle nuove tecnologie legate ai media può fare la differenza. Nel caso particolare, la lettrice ci chiede lumi sui possibili sbocchi professionali offerti dall'indirizzo Nuove tecnologie dell'Arte dell'Accademia delle Belle Arti di Carrara. Premettiamo che frequentare questo o quel corso non garantisce automaticamente di trovare un lavoro, specialmente in un settore così complesso come quello dell'audiovisivo. Inoltre la nostra rivista non ha avuto finora un contatto diretto con la scuola in questione e pertanto non può esprimere un giudizio di qualità, come invece accade per altri istituti o organizzazioni di cui potete leggere sulle nostre pagine. Dando un'occhiata al testo di presentazione del Triennio di questa scuola, che porta al conseguimento del diploma di primo livello in Arti multimediali, vengono suggeriti alcuni possibili sbocchi professionali tra i quali quello di Audiovisivi interattivi e Foto e Video editing, molto vicini alle aspirazioni della nostra lettrice. Scorrendo il piano di studio si notano discipline fondamentali quali: Fotografia (100 ore), Storia dell'Arte contemporanea (150 ore), Programmazione di software interattivi (80 ore), Tecniche di ripresa e montaggio video (180 ore), ecc. Tutte importanti per una formazione solida e articolata di un operatore professionale consapevole e sensibile ai mutamenti innescati dalla rivoluzione digitale. Per decidere tranquillamente, suggeriamo alla lettrice di fare una visita alla scuola, osservare spazi ed attrezzature (camere, luci, workstation, software...) e di chiedere di partecipare ad una lezione di prova, per avere un'impressione personale sulla qualità dei corsi proposti. (E.F.) Posta tecnica Il montatore è uno dei mestieri tradizionali del cinema, che va però oggi aggiornato con competenze in fatto di color correction e 3D; nella foto una stazione di lavoro IRIDAS di Speedgrade. La Canon XF100 ha un solo anello sull'obiettivo, mentre altre macchine più grandi ne offrono due o tre: è un problema grave al punto di sconsigliarne l'acquisto? 012_014_:026/028 16/09/11 13:14 Pagina 12
acquisto, tuttavia, è veramente difficile ottenere di meglio. Se la F3 vuole essere un prodotto adatto al cinema (che si basa sul noleggio dei materiali) ed anche alla produzione indipendente (dove l'acquisto diretto delle attrezzature è più frequente), la possibilità di scegliere fra macchina nuda e kit con obiettivi di buona qualità e costo relativamente contenuto, ci sembra una scelta indovinata. Grazie ad adattatori di terze parti (come il P+S Technik PS-IMS-F3), la F3 può essere utilizzata anche con obiettivi fotografici di altri costruttori, esigenza particolarmente sentita nelle produzioni low budget. Durante la nostra prova non abbiamo però potuto sperimentare alcun abbinamento e pertanto rimandiamo il giudizio in merito ad altra occasione. Segnaliamo la presenza sul frontale di una vite di correzione del flange back, poco accessibile ma molto utile per regolare di fino la distanza dal sensore, in caso ciò si renda necessario. SI SCRIVE SUPER35, SI LEGGE CINEMA Oltre all'innesto PL, l'elemento notevole della F3 è senza dubbio il sensore CMOS Exmor. Si tratta di un dispositivo a piena risoluzione HD e delle dimensioni di un fotogramma di pellicola Super35 mm, standard di produzione cinematografica. Una simile superficie sensibile consente una precisa gestione della profondità di campo, con gli effetti di sfocato che tanta importanza hanno nell'aspetto cinematografico delle immagini. Il sensore grande quanto un fotogramma permette inoltre di impiegare le ottiche da cinema senza problemi: in caso di dispositivo più grande (come il 24x36 fotografico) le ottiche tarate per illuminare una superficie più piccola produrrebbero infatti vignettatura e crollo di definizione ai bordi. Le dimensioni, tuttavia, sono solo uno degli aspetti di interesse del sensore della F3, capace di un output a 60 Hz. Grazie all'architettura a colonne con convertitore A/D integrato e alla conseguente velocità di lettura, il dispositivo riesce a minimizzare gli effetti di distorsione delle immagini legati al rolling shutter, con lo skew, ad esempio, TEST: TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D TEST: Videocamera Sony PMW-F3K Una macchina da cinema provata da chi fa cinema La Sony PMW-F3 è una macchina pensata per fare il cinema (e non solo...), e va quindi valutata anche in rapporto agli altri apparecchi in uso in quel settore. Ma il cinema, si sa, non è fatto solo di strumenti: è consuetudini, parole in gergo, abitudini... in una parola: persone. Per questo motivo, abbiamo coinvolto in una "prova volante" alcuni professionisti del cinema che conoscono Tutto Digitale e con cui, a vario titolo, siamo entrati in contatto per iniziative di diverso genere negli ultimi mesi. Quello che ci interessava era conoscere la loro impressione nuda e cruda sull'ultima macchina della gamma CineAlta: li abbiamo lasciati liberi di esprimersi senza peli sulla lingua, nel rispetto delle opinioni di ognuno (non necessariamente coincidenti con le nostre). Naturalmente invitiamo altri professionisti che abbiano provato la macchina a farci conoscere la loro opinione, anche aprendo un dibattito su www.facebook.com/tuttodigitale EUGENIO CAPPUCCIO - REGISTA La nuova F3 è sicuramente una macchina interessante, dalle caratteristiche tecniche di prima qualità, anche se alcune di queste, vedi il flusso a 35 Mbps, ce le saremmo aspettate diverse e con uno sguardo un po' più generoso verso una fascia di mercato che credo - oscilli tra il consumer ed il prosumer e che però, visto il prezzo non basso di questo apparecchio, meriterebbe qualche cosa in più. Inutile dire che il sensore a pieno formato S35 è l'attrattiva principale e decisamente performante, anche con le discrete (per chi non ha super-pretese...) ottiche con attacco PL, fornite in kit. La macchina con tali obbiettivi - immaginiamo con un Cooke... - non è particolarmente adatta agli esercizi garibaldini di un videomaker lightweight, ma questo è inevitabile con qualsivoglia ottica di qualità attaccata al corpo. Corpo ben strutturato con buona loupe e gran bel display; se avete usato una EX-1 imparerete a gestire questa videocamera in 5 minuti. Mi ha lasciato un po' deluso la risposta dei fondi nelle panoramiche, sfarfallamento da pseudo-otturatore meccanico, e certe aberrazioni - minime, va detto - sulle sorgenti luminose puntiformi, ma trattasi di perversioni da regista... Cari filmaker buon divertimento con la rivoluzione digitale, e, per chi può permetterselo, con questa nuova Sony Cinealta... (segue a pagina successiva) Sul lato sinistro del camcorder è localizzata la maggior parte dei comandi, inclusa la ghiera per il frame rate variabile ed un gran numero di pulsanti assegnabili. La F3 è dotata anche di doppio filtro ND. 95 092_098:128/130 16/09/11 16:12 Pagina 95
44 SAMSUNG NX200, MIRRORLESS COMPATTA OVER THE TOP Stile e semplicità d'uso, uniti alla qualità del sensore “largo” da 20.3 MP sono le carte della Samsung NX200, la nuova macchina fotografica ad ottiche intercambiabili della casa coreana che spinge ancora l'acceleratore sul fronte della fotografia mirrorless. Abbandonate le curve sinuose - ma poco pratiche per l'impugnatura con una sola mano - del modello precedente NX100, la NX200 offre un disegno dagli accenni rétro e più spigoloso: dal punto di vista ergonomico, la presa è salda e confortevole. Il feeling dei materiali è molto buono, con abbondanza di metallo e grip antiscivolo solo dove serve (ad esempio, sotto il pollice...), ed una cura del dettaglio davvero niente male. Sotto la scocca, alberga il nuovo sensore CMOS in formato APS-C, migliorato per risoluzione e per alcuni dettagli costruttivi, come il convertitore AD integrato e la struttura delle microlenti che riduce il gap fra un diodo e l'altro. Fuor di tecnicismi, la macchina promette una resa ottimizzata in fatto di rumore video, con un range di velocità ISO compreso tra 100 e 12.800. Anche la velocità di accensione è stata migliorata, con un tempo di avvio dell'apparecchio praticamente istantaneo. Il valore massimo per la raffica di scatti si attesta su un ottimo 7 fps, grazie all'otturatore meccanico ridisegnato. La fotocamera lavora con gli obiettivi del sistema NX, da montare sulla baionetta leggermente sporgente rispetto al corpo. Le nuove lenti sono quattro: 16mm, 60mm, 85mm e 18-200mm f/3.5-5.6, quest'ultimo ottimizzato per la ripresa video e dotato di un autofocus molto silenzioso. Come potrete immaginare, l'ambiente di prova allo stand dell'azienda era molto rumoroso, per cui su questa caratteristica non possiamo sbilanciarci. Un giudizio positivo lo possiamo invece esprimere sull'iFunction 2.0: questo è il nome dato dall'azienda alla particolare soluzione per il controllo facilitato dei parametri di scatto. Il sistema consente di selezionare la durata dell'esposizione, il bilanciamento, la sensibilità ISO e altri parametri con la pressione di un unico tasto posizionato sul barilotto dell'obiettivo installato. In questa versione rinnovata, il sistema controlla anche l'applicazione di 6 dei 10 Smart Filter (vignettatura, miniatura, fish eye, schizzo, defog ed halftone dot) facilmente utilizzabili per realizzare foto simpatiche, e l'intelli-Zoom a 1.2x, 1.4x, 1.7x, 2.0x lavorando in Lens Priority Mode. Una schermata di riepilogo offre poi prime impressioni d'uso un colpo d'occhio generale sui parametri adottati, con possibilità di variarli al volo. Per incrementare le possibilità creative, 13 tipi di cornici possono essere applicate alle immagini. Altre interessanti possibilità sono quelle offerte dallo scatto in modalità panoramica (fino a 180° di campo visivo) oppure all'elaborazione di scatti 3D. La NX200, come tutte le macchina di qualsiasi categoria con ambizioni di un certo tipo, permette di scattare in RAW oltre che in JPEG e registra filmati con audio stereo, in H.264 incapsulati in file .MP4: la risoluzione è 1920x1080 a 30 fps o 1280x720 anche a 60 fps oppure in VGA o 320x240. Tra le connessioni segnaliamo una uscita HDMI 1.3 di tipo C, la porta USB 2.0 e l'uscita AV; il peso del corpo macchina si attesta sui 224 grammi (esclusa batteria e scheda SD/SDHC o SDXC) Last but not least - direbbero gli inglesi - parliamo del display che occupa buona parte del retro della fotocamera (che è priva di mirino): un bellissimo AMOLED da 3 pollici e 614.000 pixel di risoluzione, che impreziosisce la NX200 di un altro importante dispositivo tecnologico all'utlimo grido (oltre che di un dispositivo utile per la perfetta visualizzazione delle immagini). Prezzi al pubblico e disponibilità per l'Italia di questa macchina davvero interessante ancora non sono stati comunicati ufficialmente. www.samsung.it 040_045:026/028 16/09/11 14:38 Pagina 44
M E D I A P A R T N E R Arriva a Torino, dal 25 al 28 ottobre, la View Conference, dodicesima edizione del festival dedicato all'immagine digitale e alla computer grafica. Come di consueto per questo festival, di cui Tutto Digitale è media partner, un ricchissimo programma attende i partecipanti. La filosofia alla base è quella di creare un'occasione di incontro e di scambio di competenze, scelte tra le più alte in giro per il mondo in tema di visioni digitali. Quest'anno, ad esempio, quattro pluripremiati professionisti del settore animeranno i keynote speech. Si tratta del direttore della fotografia di Cars 2, Sharon Calahan, storica professionista Pixar, che ha partecipato in vari ruoli ai maggiori lavori dello studio sin dai tempi del primo Toy Story; del sound desinger Randy Thom, due volte premio Oscar e impegnato nel recente Rio; di Tom Wujec, guru del "visual thinking"; e di Cory Doctorow, scrittore, che studia i rapporti fra arti, imprese creative ed internet. Questi incontri sono una delle proposte della Conference, che vede anche alcuni workshop su luce e colore, sound design, innovazione e design ed altri temi all'ordine del giorno nel processo creativo. Ma il parterre di relatori non si ferma certo qui, e comprende anche artisti dei più celebri studi internazionali, impegnati in recenti opere di successo: Scott Farrar, della ILM, supervisore degli effetti speciali per Transformers: The Dark of the moon (Transformers 3); Roger Guyett, sempre di ILM, supervisore VFX per Cowboys & Aliens; Peter Nofz di Accompagnato da un programma che gronda opportunità da tutti i pori, a grandi passi si avvicina l'incontro con ViewConference, l'appuntamento dell'anno per gli appassionati ed i professionsti dell'immagine digitale, dall'animazione in CGI allo stereo 3D Visione, arte e futuro... tutto digitale ViewConference 2011 Sony Pictures Imageworks, supervisore effetti digitali di Green Lantern; Gavin Graham, impegnato in Captain America come co-direttore del 3D. Ed ancora, Adriano Rinaldi e Daniele Bigi di Moving Picture Company coinvolti in X-Men: First Class. Infine Lucia Modesto, character technical director supervisor in PDI/DreamWorks per Kung Fu Panda 2. Altri incontri vedranno coinvolti Glenn Entis (un curriculum di tutto rispetto tra PDI, DreamWorks Interactive, Electronic Arts) che stimolerà la riflessione sull'impatto dei videogiochi nell'immaginario; Kris Piotrowski, cofondatore e direttore creativo di CAPY, che parlerà delle sfide creative nel disegno di Superbrothers: Sword and Sworcery EP. In tema stereo 3D, gli interventi di David S. Cohen (Variety) e Joshua Grow (stereo coordinator e visual effects artist, nonché Direttore del SIGGRAPH Computer Animation Festival 2011). Inoltre, Daniel Shapiro, direttore della divisione automotive di Nvidia, illustrerà lo stato dell'arte della computer grafica nel design e nella visualizzazione industriale applicata ai veicoli. Sempre sul lato applicativo, ma stavolta di tipo medicale, Luc Soler, ricercatore in robotica, illustrerà i progressi del settore applicati alla medicina. Un programma davvero ricco, dunque, quello della View Conference, che si terrà dal 25 al 28 ottobre a Torino, presso il Centro Congressi Torinoincontra, in Via Nino Costa 8. Nei giorni precedenti, per la precisione dal 21 al 23 ottobre, avrà luogo il ViewFest, festival del cinema digitale organizzato dalla View Conference: le proiezioni si terranno al Cinema Massimo. In calendario l'anteprima del nuovo corto realizzato da Pixar La Luna, con il regista Enrico Casarosa presente alla proiezione, accanto ad alcuni dei titoli più importanti dell'anno, come Rango e Cars 2 (con gli artisti digitali coinvolti presenti in sala) nonché dei corti di Animation Show of Shows. Per festeggiare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, oltre alle tradizionali sezioni ItalianMix e ViewAward, ecco l'assaggio in anteprima di Fratellini d'Italia, ultima creazione della Lanterna Magica. Chi ama le immagini e le visioni innovative, non può dunque mancare all'appuntamento con la ViewConference, una settimana fullimmersion nello stato dell'arte del digitale, anzi davvero all'insegna del ‘tutto digitale'... viewconference.it 25 Transformers (courtesy of Paramount Pictures) La Luna, © Disney/Pixar 025:026/028 16/09/11 13:45 Pagina 25
RUBRICHE ATTUALITÀ TEST FOTOCAMERA Fujifilm FinePix X100 Enrico Fontolan 64 n ° 70 In questo numero: ampio spazio per le novità presentate all'IFA di Berlino con le impressioni d'uso degli apparecchi più interessanti. Uno speciale dedicato alla scelta dell'obiettivo giusto per ogni occasione. La nuova Fujifilm FinePix X100 è un mix di design rétro e tecnologia tutta digitale. so m m a rio REALIZZARE LO SPOT DI TDTVWow, ed è subito TDTV Federico Taticchi 36IFA 2011 L'hi-tech di domani AA.VV. 40 LA SCELTA DELL'OTTICA DI RIPRESA L'obiettivo giusto Enrico Fontolan 58 DIGITAL MARKET Nikon Coolpix a quota otto La Redazione 68 NEWS DVD&BD: le novità del momento La Redazione 70 EDITORIALE Il mestiere più bello del mondo Stefano Belli 3 FILO DIRETTO La posta del direttore Stefano Belli 8 POSTA TECNICA Gli esperti rispondono AA.VV. 12 MOSTRE E CONCORSI FOTO Appuntamenti del momento La Redazione 30 MOSTRE E CONCORSI VIDEO Appuntamenti del momento La Redazione 32 I SEGRETI DELLA RIPRESA Un corto in controluce Luca Sabbioni 34 FOTO E VIDEO IN VIAGGIO Un amour de jardin Giorgia Vaccari 52 - Nuova sigla di TDTV - Il vincitore di ‘Gira un corto e vai allo stage' - La Sony F3 in video - Interviste dal set di Dracula 3D, di Dario Argento - I trailer dei film dei nostri lettori, raccontati in questo numero - I filmati della Fujifilm X100 - La scopa tre-in-uno di Philips - Le novità dall'IFA di Berlino, in presa diretta - I film prossimamente in sala e tanto altro ancora... TANTI EXTRA MULTIMEDIALI www.tuttodigitale.it/edicola VISIBILI GRATIS IN VERSIONE DIGITALE online L'obiettivo giusto per l'occasione giusta è il primo passo per foto perfette. a p.58 42 34 36 004_005:006-007 16/09/11 13:06 Pagina 4
La citazione cinematografica nel titolo è d'obbligo per un festival che è l'unico al mondo dedicato alle opere per la valorizzazione delle location e la loro identità culturale: l'Ischia Film Festival. Con Tutto Digitale, come sempre, a fianco dell'organizzazione in veste di media partner, si è chiusa la IX edizione caratterizzata da un grande successo ‘di critica e di pubblico' Appuntamento a Ischia M ai stati sull'isola flegrea durante l'IschiaFilm Festival? Se la risposta è no, cidispiace per voi: avete perso un'occasione per vivere un periodo, come si dice da queste parti, ‘n grazia di Dio'... Mai come quest'anno, per iniziare, ci siamo sentiti avvolti dall'atmosfera magica che permea il Castello Aragonese (parzialmente visibile nella foto qui sotto, scattata prima del tramonto) durante l'evento. Sarà perché questa volta abbiamo avuto la fortuna di alloggiare nell'albergo sito proprio nel castello (lo segnaliamo - anche se ci piacerebbe non divulgare l'indirizzo di questo paradiso affinché restasse tale: Il Monastero, luogo incantevole e perfetto per distaccarsi dal resto del mondo, www.albergoilmonastero.it). L'IFF è uno di quei festival che ti fa sentire parte dell'evento, ‘dentro' la manifestazione. A iniziare dall'accredito che dà diritto al badge, permette di assistere a tutte le proiezioni e usufruire di una serie di agevolazioni economiche presso esercizi commerciali ed attrazioni turistiche. Poi c'è l'accredito professionale, quello per gli addetti ai lavori', per i professionisti del cinema e del turismo, che, oltre alle proiezioni, permette di assistere ai convegni, ai cocktail (momenti d'incontro serale al castello) e ad altre iniziative del festival. Eh si, perché l'IFF non è solo spettacolo ma anche momento d'incontro ideale per restare aggiornati sul fenomeno cineturismo. E se oggi lo si può chiamare ‘fenomeno' bisogna anche riconoscere i meriti degli organizzatori dell'IFF (Michelangelo Messina e Enny Mazzella, rispettivamente ideatore/direttore artistico e presidente di Art Movie & Music, l'ente promotore) che nel corso di questi anni si sono prodigati nell'affrontare l'argomento in tutti suoi aspetti. I convegni raccolgono infatti le testimonianze nazionali ed internazionali di docenti universitari, rappresentanti di film commission ed enti del turismo italiani e stranieri, giornalisti specializzati, registi, professionisti del cinema, esperti in materia legale strettamente legata all'argomento, a dimostrazione del fatto che il cinema è un nuovo modo per movimentare il turismo. Tanto per dare un'idea quest'anno, tra i numerosissimi relatori, sono intervenuti anche Olivier-René Veillon (Direttore dell'Ile de France Film Commission), Christine Berg (Direttice DFFF - Fondo Nazionale Tedesco per il Cinema), Eugeni Osàcar (Direttore di Ricerca/Cett Turismo e accoglienza - Università di Barcellona), Pierre Tolcini (Manager di Visit Sweden in Francia e Spagna), Marc Bossaerts (Bureau d'Accueil de Tournage Cinéma di Mons), 020_021 ISCHIA:026/028 19/09/11 15:36 Pagina 20
A guardare con attenzione tutta la posta ricevuta quotidianamente, si capisce che la nostra rivista abbraccia lettori - principalmente uomini, ma il gentil sesso è ben presente ed attivo - distribuiti in un vasto arco di età, dai giovanisimi 15/16 enni, che scrivono spesso nel linguaggio sintetico degli SMS, a persone ben più agées, che ancora hanno il piacere di prendere carta e penna per dedicarsi ai manoscritti. Dicevamo, un arco molto vasto di età, con una ampiezza ancor maggiore per quello che riguarda i temi trattati. E se nella maggior parte dei casi si tratta di problemi tecnici di accoppiamento prodotti, scelta filosofica di standard o formati, problemi di funzionamento, un discreto numero di lettere invece - nel 99% dei casi firmate da giovani e giovanissimi - sostanzialmente chiede consigli per prepararsi a dovere, informazioni per poter mettere a frutto la propria passione per la regia o la fotografia, suggerimenti su come trovare sbocchi professionali futuri. In altre parole, c'è voglia di apprendere, e di valorizzare quanto appreso per costruirsi una carriera, una professione. Questa constatazione, in un periodo buio come l'attuale, per noi ha l'effetto di una ventata di ottimismo, di una spinta ad impegnarsi di più per aiutare i ragazzi a trovare una propria strada anche attarverso i nostri consigli o in generale quello che pubblichiamo tout court. Se finché c'è vita c'è speranza, finché ci sono i giovani di buona volontà il mondo continuerà a girare! In quanto a ‘cosa', ‘dove', ‘come' studiare, la risposta non è facile e non è certo assoluta, visti i parameri che entrano in gioco in ogni scelta - e le naturali differenze fra persone che non consentono di adattare un'unica risposta a tutti. Di certo, qualche buon consiglio - anche extra-tecnica - lo ha fornito il nostro Enrico Fontolan nella pagina della posta tecnica in risposta ad una giovane lettrice che vorrebbe crearsi un futuro di montatrice. Per chi inizia una professione hi-tech di certo un po' di pratica come apprendista presso uno studio fotografico o di post-produzione, o come aiuto dell'aiuto regista di un corto ‘serio', sarebbero buoni punti di partenza, nelle diverse situazioni, ma chiudersi nel proprio settore, anche con il massimo dell'impegno, può non essere sufficiente. Importante, pur nella specializzazione tipica dei nostri tempi e dei mestieri hi-tech (compreso il regista di oggi, che deve sapere qualcosa anche di... macchine reflex!), è invece la capacità di guardare oltre il giardino, al di là del muro. Di assorbire sensazioni diverse da tutte le persone e tutto il mondo, di aprirsi anche all'ignoto, per renderlo noto. Come i lettori più assidui ben sanno, da qualche tempo abbiamo avviato una proficua collaborazione con un'associazione di straordinario valore per il made in Italy artistico, e il cinema in particolare, l'AIC, che raccoglie i cinematographers italiani, ovvero gli autori della fotografia cinematografica. Persone che hanno un occhio particolare, diciamo così, per le inquadrature, e per le luci; professionisti del cinema, un po' artigiani (per la necessità, a volte, di realizzare strumenti o soluzioni do it yourself), un po' artisti (perché devono rendere unico, ricco di contenuti estetici, il set) , che creano le atmosfere ad hoc per ogni prodotto audiovisivo. L'AIC esiste da oltre mezzo secolo, e molti associati hanno davvero fatto la storia del Cinema; persone comprensibilmente legate alle pellicola e forse anche intimorite dal digitale, dall'alta definzione, dall'Hi-Vision e quant'altro le menti degli ingegneri partoriranno in futuro per la massima qualità dell'immagine. Eppure, con piacere questi signori hanno scelto di legarsi ad una rivista che nasce dove la pellicola finisce, ‘Tutto Digitale'. Perché sanno - e chi meglio di loro, artigiani ed 3 Editoriale Stefano Belli artisti, abituati a studiare le nuances, a sperimentare nuove soluzioni - che per andare avanti, ad un certo punto, serve la capacità di guardare oltre il giardino, al di là del muro. Di aprirsi all'ignoto per renderlo noto. Rileggiamo ad esempio quanto dichiarato dal presidente AIC, Alessio Gelsini Torrisi, in occasione della consegna dei premi AIC (vedi pagina 104) alla carriera due ‘mostri sacri' come Marcello Gatti e Franco Di Giacomo. Nel primo caso, Gelsini sintetizza il valore dell'opera di Gatti per il cinema italiano e mondiale con un commento sulla fotografia de La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo. ‘(...) Uno dei bianco-neri più importanti della storia del cinema, i bianchi sparati, i neri profondi, la grana viva, la macchina da presa in continuo movimento, l'illuminazione dei volti, la meravigliosa passione per l'arte fotografica e la passione politica che traspare da quelle immagini resteranno per sempre indelebili nella memoria di tutti quelli che hanno visto o che vedranno questo capolavoro.” In queste parole - che hanno ricordato ai presenti anche la figura di Pontecorvo, con il quale il sottoscritto ha avuto la fortuna di condividere in vari anni molte riunioni di giuria per il Cinecittà Internet Film Festival - c'è l'essenza del lavoro del cinematographer, e si percepisce tutto l'entusiasmo di un professionista ‘appassionato' che descrive il lavoro di un collega, con “(...)i bianchi sparati, i neri profondi, la grana viva (...)”. Successivamente, parlando di Franco Di Giacomo - che, a conferma di un legame Tutto Digitale/AIC vivo da sempre, è stato giurato nel nostro contest Videomaker 2001, che consacrò vincitori due registi oggi affermati come Luca Genovese e Paolo Miniero Gelsini racconta “(...) Sono stato suo aiuto, suo assistente e suo operatore di macchina e mai scuola fu più importante: vedere la semplicità con cui risolveva problemi complessi ancora oggi è un bagaglio che mi porto dietro quando mi trovo a lavorare. (...).” Gelsini chiude la presentazione di Di Giacomo citando alcuni registi” che gli hanno consentito di non stare fermo mai, di stare continuamente con un esposimetro in mano a misurare la luce, sorridere con complicità a tutti i membri della troupe per la felicità di fare il lavoro più bello del mondo.” Forse questo è davvero il mestiere più bello del mondo, se Paolo Carnera, insignito del premio AIC per Romanzo Criminale (serie TV), vuole dividere il merito del lavoro realizzato con tutta l'equipe tecnica “che mi ha accompagnato in questa avventura di un film lunghissimo, lungo più di venti ore, di notte, spesso, al freddo o sotto il sole, o sotto una pioggia battente, sopportando la fatica con ineccepibile competenza professionale, ma soprattutto con una grandissima passione.” E aggiunge, “se una cosa mi ha insegnato Romanzo Criminale è che si può fare televisione come se fosse cinema, che c'è anche in Italia un pubblico curioso e aperto a linguaggi ed esperienze visive più aspre e moderne, che si può rischiare, che si possono lanciare sfide visive difficili senza intaccare il successo commerciale del nostro lavoro, anzi stimolandolo o addirittura favorendolo.” Carnera conclude con un messaggio che sembra quanto mai d'attualità non solo per i cinematographer aspiranti o effettivi, ma - mutatis mutandis - per gli italiani, in quest'epoca, appunto, buia: “Infine un augurio: sarebbe bello che questo premio diventasse sempre più prestigioso allargando lo sguardo a tutto il cinema italiano, premiando lì dove si scopre la ricerca o il talento, indipendentemente dall'età anagrafica, o dall'appartenenza associativa. Sono convinto che se cerchiamo la qualità e la creatività anche al di fuori di noi, e le premiamo, poi saremo molto più forti anche noi, come AIC, e daremo un segnale fortissimo proprio ora in un momento in cui il nostro cinema e più in generale il nostro Paese, cresceranno solo se si saprà premiare la qualità professionale al di sopra e al di là di ogni appartenenza.” Il mestiere più bello del mondo In margine ad un incontro di categoria, riflessioni utili per aspiranti fotografi, videomaker, registi, cinematographer, e italiani in genere 003:003 16/09/11 14:40 Pagina 3
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gli appuntamenti del momento Ricordami per sempre è il titolo della mostra sperimentale di scena al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo nel mese di ottobre: un “fotoromanzo d'autore” su testi di Giulio Mozzi e foto di Marco Signorini (www.mufoco.org). Continua, fino al 25 settembre, la personale che la galleria Merano Arte di Merano (BZ) dedica a Elliott Erwitt, intitolata Icons (www.kunstmeranoarte.org). Ultimi giorni per la mostra All'altare di Dio, omaggio che il noto fotografo Vittoriano Rastelli ha dedicato a Giovanni Paolo II: 150 immagini, di scena fino al 25 settembre ai Musei Capitolini di Roma. 30 Inaugurata a Modena presso lo spazio Sant'Agostino la mostra Ansel Adams-La Natura è il mio regno, promossa da Fondazione Fotografia,aperta fino al 29 gennaio 2012. In esposizione – per la prima volta in Italia - 80 fotografie (tutte stampe vintage originali, realizzate dallo stesso Adams) con i paesaggi dei parchi nazionali americani realizzate del maestro, considerato uno dei pilastri della fotografia mondiale (nella foto Mt. Williamson, Sierra Nevada, from Manzanar, California). Sempre presso il centro Sant'Agostino – e ancora su tematiche naturalistiche - Fondazione Fotografia dedica una personale all'artista tedesco Axel Hütte, costituita da una ventina di fotografie inedite in Italia, di medio e grande formato, e di recentissima produzione. Cielo, terra, foreste e acqua sono gli ingredienti dell'opera di Hütte, che nelle sue immagini, strutturate come tableaux vivants, mette in scena la sottile differenza tra natura - intesa come il mondo fisico che ci circonda - e paesaggio, ovvero interpretazione della natura da parte di un osservatore. www.fondazionefotografia.it MOSTRE CONCORSI A Villa Pamphilj di Roma terza edizione della manifestazione Cascina Farsetti Art Fotografia (17-25 settembre): l'evento proporrà al suo interno mostre personali e collettive, giornate dedicate alla tecnica fotografica, conferenze e seminari, incontri con gli autori, nonché il reportage del gruppo Terra Project e una mostra di Amnesty International (www.cascinafarsettiart.it) Non una, ma ben due le sedi espositive che Milano riserva al famoso fotografo indiano Anish Kapoor per le sue personali, la Rotonda di via Besana (fino al 9 ottobre) e la Fabbrica del Vapore (www.fabbricadelvapore.org) che ospiterà la mostra fino all'11 dicembre. Di scena una selezione di opere recenti, una serie di progetti architettonici e installazioni ambientali e un'installazione “sitespecific” ideata dall'artista appositamente per questa esposizione Due attività espositive messe in atto dal Gruppo fotografico Le Gru di Valverde (CT): la Collettiva dei Soci sul tema dei 150 anni dell'Unità d'Italia (fino al 7 ottobre) e la personale di Giancarlo Torresani e Luciana Orofino dal titolo “Sempre conficcata è la freccia nel fianco” (chiusura il 4 novembre). Si tratta, in questo caso, di una mostra ispirata ai Nativi americani: 34 foto b/n e 6 pannelli che richiamano alla mente le immagini di Ansel EVENTI IN CARTELLONE mostre e concorsi Foto Orsini con la foto Gruppo di famiglia-Quartieri spagnoli; il secondo premio è andato a Marco Menduri con la foto Florent-Napoli, con Mauro Pagnano e il suo Salvio e Jie sposi-Maschio Angioino al terzo posto e le menzioni per Francesca Luisa De Caro, Ugo Di Fenza e Nino Gravino Un gioco di parole per un concorso innovativo, che riunisce in sé la passione per l'immagine e quella per la grappa di qualità. D-Still Life - ideato dallo storico marchio Maschio, è proprio questo: D-Still come foto digitali di oggetti “messi in posa”, ma D-Still anche come abbreviazione di distillato, spirito di vita. E il tema del concorso - a libera interpretazione - è proprio questo, "l'essenza della vita, lo spirito vitale, la vita in tutte le sue forme", con lo scopo di ricercare e premiare immagini capaci di emozionare. Per partecipare è necessario registrarsi al sito www.dstilllife.com, compilare l'apposito form e inviare i propri scatti (fino ad un massimo di due). Tutte le fotografie pervenute al 18 ottobre 2011 concorreranno all'assegnazione, da parte di una giuria specializzata, di una Easy Gift card MediaWorld del valore di euro 2.000, oppure se la foto sarà la piùvotata dal pubblico - una Easy Gift card MediaWorld del valore di euro 1.000. Attenzione, si vince anche votando: tra tutti i votanti verranno infatti messe in palio a sorteggio due macchine fotografiche Nikon Coolpix S5100. Adams ed Edward Curtis e raccontano le impressioni di un viaggio di scoperta compiuto dagli autori Nona edizione per la rassegna sulla fotografia creativa contemporanea Confini (www.confini.eu): le mostre, che hanno carattere itinerante, avranno luogo in varie città d'Italia, in un periodo compreso fra settembre 2011 e aprile 2012. Questi i primo appuntamenti, con le date esatte: Torino 1530 settembre, Firenze 10-22 ottobre, Roma 10-20 novembre; a seguire Milano, Genova e Trieste L'Istituto Italiano di Fotografia di Milano presenta il concorso fotografico Anche tu Fotoreporter, organizzato dall'agenzia no profit per il reportage sociale Photoaid (www.photoaid.eu). Presidente della giuria è Paolo Pellegrin dell'Agenzia Magnum; iscrizioni aperte fino al 18 settembre 2011 Laura Locatelli con l'opera Tracce di passaggi è stata proclamata vincitrice del premio Riccardo Prina Fotografia e Parola, rivolto a giovani dai 20 ai 35 anni professionisti e non - e coordinato dall'associazione Amici di Piero Chiara Melting Zone Shot, il concorso fotografico promosso da Pigrecoemme, ha raccolto una messe notevole di "narrazioni" sul tema della presenza degli stranieri nel territorio campano. A vincere il primo premio è stato Renato LA NATURA IN PRIMO PIANO 030_031:026/028 16/09/11 14:06 Pagina 30
076_081:026/028 20/09/11 12:09 Pagina 76
52 Questa volta vi portiamo in una parte della Francia che, nell'immaginario comune, è legata ai castelli - la Valle della Loira - e che invece scopriremo attraverso l'affascinante mondo dei giardini. Da quelli più intimi a quelli più stravaganti, tutti oggetto di un reportage fotografico nel segno del verde o quasi Foto e video in viaggio Fra tutti di certo è il giardino più stravagante: sembra uscito dalle pagine di un libro delle favole. Acquistato nel 1992 da Éric e Patricia Laigneau, vanta un passato di nomi illustri tra i quali Giovanna d'Arco e Rabelais. Dopo un lungo restauro oggi il castello si compone di 14 giardini (tutti creati dalla padrona di casa) che offrono un percorso ludico davvero unico nel suo genere e ispirato all'immaginario delle leggende medievali. Numerose le installazioni di altrettanti artisti che di certo non passano inosservate come Invendues-Bottes (2008), i giganteschi stivali in gomma di Lilian Bourgeat, qui accanto, o La forêt qui court (1999) di Basserode, in alto a destra. Château du Riveau - 37120 Le Coudray, Lemeré Tel. 0033 02 47 95 77 47 - www.chateauduriveau.com Château du Riveau (Indre-et-Loire) Un amour de jardin L a Valle della Loira evoca senza dubbiol'immagine dei famosi castelli. E, aggiungiamonoi, a ragion veduta, visto che ne conta qualcosa come trecento. In queste pagine però, pur non potendo fare a meno di citarne qualcuno, abbiamo scelto un tema diverso per il nostro viaggio: siamo andati a curiosare tra i giardini. Ognuno con un'anima diversa ma tutti ugualmente suggestivi e in grado di attrarre l'obiettivo della nostra macchina. Due giardini nel dipartimento dell'Indre-etLoire, due nel Loiret e quattro nel Loir-et-Cher. Quelle che accompagnono questi luoghi sono storie di segue a pag. 57 052_057:026/028 16/09/11 15:01 Pagina 52
La tua rivista preferita in edicola, sul tuo computer, sul tuo iPad, sul tuo iPhone, 100% sfogliabile. A portata di clic & touch, con extra multimediali esclusivi e la possibilità di ricerche in tutto l'archivio Nuovo! La versione digitale è disponibile anche per FRA PASSIONE E PROFESSIONE ALTA DEFINIZIONE I LIBRI DI TUTTO DIGITALE. I PRIMI ED UNICI PUBBLICATI IN ITALIA 100% DEDICATI ALL'ALTA DEFINIZIONE PER INFORMAZIONI ED ACQUISTI: WWW.TUTTODIGITALE.IT/LIBRI è tutto in digitale arretrati - copie singole - abbonamenti su www.tuttodigitale.it 089:026/028 19/09/11 16:03 Pagina 89
TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXIII 97 1080 25p e guadagno a 0 dB - abbiamo riscontrato una sensibilità effettiva della macchina pari a 320 ISO. Nelle specifiche tecniche, l'azienda ha fornito il solo valore di 800 ISO misurato in 1080/59.94i. Per quanto riguarda la latitudine di posa, con gli stessi parametri di cui sopra il dato da noi osservato è pari a 6.5 stop, buono ma lontano da quanto dichiarato dalla Sony che, nelle presentazioni ha sempre indicato in 13 stop la gamma della macchina. Per motivi contingenti non abbiamo potuto verificare gli stessi parametri utilizzando le uscite non compresse, che potrebbero restituire un valore più elevato. Abbiamo interpellato l'azienda in merito a questi due argomenti, e siamo in attesa di una risposta prima di procedere ad ulteriori test, di cui vi daremo conto. Un sistema di otturatore lento con accumulo dei frame (da 2 a 8) estende le possibilità di ripresa in luce scarsa, ma introduce un effetto scia che può essere tollerato solo in presenza di particolari fini creativi. COMODITÀ O QUALITÀ? TUTTE E DUE! La F3 è dotata di due slot per schede SxS, il supporto scelto da Sony per le sue macchine professionali come la EX1 e la EX3, con cui la nuova macchina da presa condivide anche il formato di registrazione, ovvero l'XDCAM EX. Le riprese sono dunque codificate in MPEG-2 long GOP, con bitrate fino a 35 Mbps e compressione colore 4:2:0. Le prestazioni dell'encoder integrato sono di alto livello, con immagini pulite e prive di artefatti evidenti. I file così prodotti sono pronti per essere editati e offrono un flusso di lavoro veloce e consolidato nel tempo. La camera può lavorare a 1920x1080 (59.94i, 50i, 29.97P, 25P, 23.98P), 1440x1080 (59.94i, 50i, 29.97P, 25P, 23.98P), 1280x720 (59.94P, 50P, 29.97P, 25P, 23.98P) a 35 Mbit/s, oppure in modalità compatibile con l'HDV a 1440x1080 (59.94i, 50i) e 25 Mbit/s. Infine, la F3 registra anche in DVCAM in standard definition a 720x480 (59.94i, 29.97P) o 720x576 (50i, 25P). L'XDCAM EX è da anni uno standard nel settore broadcast, ma il taglio sulla componente colore e il bitrate contenuto fanno storcere il naso a più di un purista del cinema: in questo settore, infatti, si è soliti lavorare con immagini di gran lunga meno compresse, in particolare in previsione di lavorazioni di post impegnative. A questo proposito, la macchina è dotata di due uscite HD-SDI che veicolano due segnali non compressi a 10 bit in 4:2:2, per collegare registratori esterni. Il funzionamento contemporaneo di entrambe le uscite (o dell'HDMI ed una sola HD-SDI per abbinare ad esempio un monitor HD economico ed un registratore esterno) è abilitato nel firmware 1.10. Le due uscite possono Il set di connessioni è molto ricco, ed include le due HD-SDI per l'utilizzo della F3 in abbinamento a registratori e/o monitor esterni. L'asse dei due connettori è inclinato per non impedire l'uso del mirino. La costruzione della F3 è tale da permettere una facile integrazione con gli strumenti tipici dei set, a cominciare da MatteBox, bandiere, cannette e follow focus. E. Cappuccio e O. Corsetti limitato alle panoramiche a schiaffo. Come accennato in precedenza, la risoluzione nativa del dispositivo è inferiore a quella delle HDSLR, con meno elementi recettori più grandi: l'azienda ha dichiarato che ogni singolo elemento recettore è di dimensioni circa quattro volte maggiori di quelle dei fotodiodi delle reflex. Ciò si manifesta nella sensibilità della macchina e nella pressoché totale assenza di moiré anche sui pattern critici. Anche l'aliasing è molto contenuto: si tratta di due artefatti piuttosto comuni nei video delle macchine reflex e causati dall'eccesso di informazione dovuto alla risoluzione dei sensori. Nella registrazione in progressivo abbiamo invece notato un po' di effetto di trascinamento tra un frame e l'altro, troppo presente quando si lavora a velocità di shutter basse (1/50). La vera marcia in più del sensore e dell'elettronica di bordo è però nella pulizia delle immagini alle basse luci, con risultati stupefacenti anche impostando valori di guadagno molto elevati. BELLA DI NOTTE Attraverso il menu, del tutto simile a quello della EX1 ed EX3, è possibile impostare il guadagno della macchina da -3 dB a +18 dB, assegnando di volta in volta tre valori alle posizioni del selettore del gain presente sul corpo macchina. In situazioni di luce scarsa, l'operatore può contare su una risposta eccellente della F3, che riesce a mantenersi molto pulita anche al massimo del guadagno. Per intenderci, nessuno degli altri dispositivi sin qui provati dalla nostra rivista offre migliori prestazioni sotto questo punto di vista. Sempre da menu, l'utente può decidere di visualizzare il guadagno in dB oppure in ISO, con valori compresi tra i 280 e i 3200 se si gira in progressivo e i 560 e i 6400 quando si lavora in interlacciato. Lo stesso valore di guadagno produce dunque due diverse risposte della macchina (più luminosa in interlacciato e meno in progressivo), verificate empiricamente. Durante le nostre prove svolte con registrazione su schede SxS a 092_098:128/130 16/09/11 17:16 Pagina 97
36 La realizzazione della nuova sigla di TD TV, Tutto Digitale Television, nella descrizione appassionata e tecnica allo stesso tempo del suo autore, Federico Taticchi, ‘nato con le nostre riviste' e oggi apprezzato professionista nel mondo della postproduzione. La nuova sigla è un omaggio alla Sci-fi, a La guerra dei Mondi in particolare, ed ha come protagonista un simpatico alieno, che abbiamo chiamato WOW (da War Of the Worlds, titolo originale del film) e che sarà protagonista di futuri episodi! aliene non si vedevano quasi mai distintamente per buona parte del film, per accrescere la suspense e la paura dell'ignoto nello spettatore: un ottimo espediente per ottimizzare costi e resa. Ed in fondo, anche nel remake - di ben altro budget - è quel che succede per i primi dieci minuti... Per il gusto nelle sfide, come spesso mi càpita, non sono andato a rivedermi le famose pellicole per stabilire cosa avrei creato: ho evitato di copiare per ottenere un risultato visuale di sapore unico, nel bene e nel male. È bello immaginare (o ricordare) qualcosa e poi vedere la forma che il tuo pensiero ha materializzato, sempre diversa dalla matrice sorgente ma molto più... originale. Altrimenti non sarei un video artist ma una fotocopiatrice! PRONTI? SI PARTE! Ed ora cominciamo: come organizzare il lavoro? In questo caso il primo step è fare le riprese. Come le riprese, direte voi?! Eh sì, se avete le idee chiare nella testa di quel che vi serve, in questo tipo di progetto la prima cosa da fare è proprio quella. Certo, uno script ed uno storyboard aiuteranno ulteriormente ma, sfida per sfida, questa volta mi son attenuto a quanto sosteneva il vecchio Chaplin, e cioè che "il vero lavoro è pensare, solo pensare". Sapevo come avrei diretto il filmato: per uno che ha fatto tanto montaggio in macchina - il montaggio già in fase di ripresa, quando tutte queste comodità digitali non esistevano - era quasi naturale mettersi alla prova a cominciare da qui. Dal momento che qualsiasi elemento da creare andava inserito sulle scene girate a vuoto, queste dovevano Q uando il Direttore mi ha lanciato l'input direalizzare un nuovo stacchetto per la web tvdi Tutto Digitale, TDTV per l'appunto, ho sentito subito uno stimolo a fare qualcosa di diverso dal precedente e soprattutto più... di fantasia. Dal momento che gli amici di TD (Tutto Digitale, in sintesi) si occupano di un mondo davvero vasto, che raccoglie e riunisce appassionati fotografi e videomaker, entusiasti dell'Home Entertainment e cultori del cinema a tutto tondo, ivi compresa la fantascienza, ho pensato di proporre un progetto del genere Sci-fi, che peraltro ha dato i natali professionalmente anche al sottoscritto. Volevo che la sigla fosse una parodia di un film piuttosto che un progetto completamente grafico, quindi sarebbe servito l'uso di tutte le più recenti innovazioni tecnologiche nella post & VFX. In più, come valore aggiunto, desideravo raggiungere un risultato accettabile senza avere i mezzi di James Cameron... L'ispirazione nasce da un classico della sci-fi, La Guerra dei Mondi, di cui avevo amato l'originale e discretamente accettato il remake con Tom Cruise: ho pensato che ben si sposasse a rendere tributo al cinema delle stelle. Quello che più mi affascinava in La Guerra dei Mondi è che, con incredibile intuizione (per l'epoca dell'originale), le forze WOW, ed è subito TDTV! TD TV: DIETRO LE QUINTE DELLA NUOVA SIGLA 036_039:026/028 16/09/11 14:13 Pagina 36
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D VI 80 interamente la realizzazione. Per l'evento del primo maggio, Sony ha provveduto altresì all'upgrade tecnologico del mezzo, assemblando su 4 stereo rig P+S Technik (a loro volta supportati da teste fluide e treppiedi Vinten) altrettante coppie di telecamere HDC-1400. La prima coppia - configurata in side-by-side - agiva dall'alto del colonnato del Bernini (letteralmente stipato di reporter), mentre le altre tre coppie, sorrette da rig mirror di tipo ortogonale (in grado, cioè, di tenere gli assi delle due camere in angolazione di 90° tra loro), lavoravano in punti salienti di Piazza San Pietro. Per ottenere una maggiore agilità di ripresa, due delle tre configurazioni mirror-ortogonali utilizzavano in verticale il solo gruppo ottico/CCD della HDC-1400, staccato dalla rimanente sezione camera, e collegato a questa tramite l'apposita interfaccia Block Extension Adaptor HKC-T1500//U. Ma gli up-grade di Sony non si sono limitati a questi; dobbiamo infatti segnalare: - 4 processori stereo live automatici MPE-200 (ciascuno interfacciato a una coppia di camere), equipaggiati con la versione 1.3 - presentata al NAB 2011 - del software operativo SIP MPES-3D01 (che ora, oltre a controllare e correggere le immagini tridimensionali, gestisce in maniera meccanica, da remoto, i servo D opo Sky Italia, Rai,Mediaset e La7, anche ilCTV, Centro Televisivo Vaticano, ha esordito nell'universo a tre dimensioni, realizzando il primo maggio scorso, in linea sperimentale, le riprese stereo della cerimonia di beatificazione (durata circa 4 ore) di Giovanni Paolo II, un Papa molto amato dai popoli di tutto il mondo, a cominciare dagli abitanti dell'Urbe. Le riprese video 3D sono state gestite a bordo del nuovo, sofisticato OB-Van Full HD/3D compliant del CTV (a 16 camere HDC-1400, in alta definizione, estendibili a 24), reso disponibile da Sony Professional lo scorso novembre, dopo averne curato Il Vaticano Il CTV, Centro Televisivo Vaticano, debutta in campo stereoscopico con le riprese della cerimonia di beatificazione di Giovanni Paolo II, con Sony Professional come partner strategico dell'impresa. Ecco la cronaca dell'evento, che Tutto Digitale ha seguito in esclusiva passo dopo passo... IN ESCLUSIVA, STEP-BY-STEP, L'ESORDIO STEREO DEL CTV motori dei rig); - 4 data-server Sony VIVO (Video Input/Video Output), delegati a immagazzinare separatamente su hard-disk (a 50 Mbps, in formato di interscambio MXF) i rispettivi 4 segnali stereo provenienti sempre dai 4 tandem di telecamere; - un recorder Sony SRW-5800/2, in formato HDCAM SR, abilitato a registrare su videocassetta il program tridimensionale in uscita dal mixer; - alcuni monitor 3D da 46” (uno dei quali abilitato anche alla funzione multiviewer), in grado di restituire, tramite occhiali a tecnologia di polarizzazione passiva, le sequenze caratterizzate dall'effetto di rilievo e di profondità spaziale. si fa in tre (D)Foto di:Robert MartelMichele Arca 080_082:ART EUROPEI 16/09/11 16:02 Pagina 80
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D VII 81 3 1 - Sistemazione, alla vigilia dell'evento, delle coppie di telecamere in punti strategici di Piazza San Pietro. 2 - Uno dei 4 comandi interfacciati ad altrettanti processori 3D Sony MPE-200. 3 - La sala regia video del CTV. In primo piano, alcuni speciali monitor per il controllo in tempo reale di stereo rig e assetti vari di ripresa. 4 - Per ottenere una maggiore maneggevolezza in ripresa, questo rig ortogonale sostiene in verticale il solo gruppo ottica/CCD, interfacciato tramite apposito cavo alla restante sezione della camera. 5 - Il recorder Sony SRW-5800/2, in formato HDCAM SR, abilitato a registrare su nastro il programma tridimensionale in uscita dal mixer. 1 2 4 5 080_082:ART EUROPEI 16/09/11 16:02 Pagina 81
sullo sfondo, dal rosso dei fari da cantiere al giallo/arancione dei fari della Cadillac. La macchina da presa doveva essere in continuo movimento: lente carrellate per scoprire la scena, character dolly sui protagonisti per enfatizzare le emozioni, macchina a mano per la sequenza di lotta. I movimenti del Peewe sono stati gestiti con perizia dal capo macchinista Davide Botturi e da Piermaria Agostini, mentre Fabrizio Digiovinazzo, CEO della BRUCEfilm, ha creato la coreografia della scena di combattimento ed ha istruito gli attori. I CORPI ILLUMINANTI E IL PIAZZATO LUCI L'allestimento del set e del piazzato luci è stato influenzato principalmente da due fattori: 1. La pioggia, uno degli elementi visivi e narrativi fondamentali de The Immunology Knight, a cui abbiamo pensato di aggiungere anche il fumo 2. Il tempo: visti gli alti costi degli strumenti utilizzati, la peculiarità della location e il numero delle persone coinvolte, il tempo a disposizione per le riprese non poteva in alcun modo superare quello di una notte. Per rendere ben visibile la pioggia ed il fumo in macchina, ho scelto di utilizzare il controluce. Viste le dimensioni della location, abbiamo utilizzato un HMI da 2500 Watt, posizionato in alto, su un balcone, alla fine del vicolo. Per ottenere il colore blu senza perdere neanche un Watt di potenza, non abbiamo usato gelatine sul corpo illuminante (che ha una temperatura colore di 5600° K) ma semplicemente settato la RED ONE a 3200° K. Il poco tempo a disposizione per le riprese ha richiesto, invece, di elaborare un piazzato luci unico, a cui potevano essere fatti solo pochi, semplici ritocchi tra un'inquadratura e la successiva. Oltre al già menzionato controluce, ho lavorato molto con le practicals (le luci di scena a vista), piazzando sia delle lampade da cantiere di colore rosso sugli sfondi, che dei vecchi neon sulle pareti del vicolo. Il fumo, prodotto dalle macchine Rosco, è stato invece colorato dalla luce di alcuni proiettori Fresnel da 650 W, schermati di volta in volta con gelatine CTB o STRAW. Infine, due Fresnel da 2000 W illuminavano di taglio le grosse ventole sullo sfondo del vicolo, mentre un terzo proiettore Fresnel da 2000 Watt illuminava lo sfondo opposto, all'ingresso del vicolo. Per rischiarare i volti degli attori e ammorbidire le ombre troppo marcate nei primi piani, ho utilizzato infine due fluorescenti Kinoflo a tubo singolo, spostati di volta in volta in base alle esigenze. L'allestimento è stato curato dal capo elettricista Jacopo Loiodice assieme a Roberto De Simone e Armando Avallone, che non solo hanno dovuto montare tutto in brevissimo tempo sotto un lieve ma fastidioso nevischio, ma anche assicurare ogni presa e ogni attacco contro le inondazioni che ciclicamente la macchina della pioggia riversava loro addosso. Il risultato di tutto queste breve ma intenso impegno? Giudicatevoli voi stessi! Luca Sabbioni In apertura, in alto in questa pagina e qui sotto tre fotogrammi di Immunology Knight, in cui si possono osservare gli effetti dei processi descritti nell'articolo. Le due immagini più piccole mostrano il set prima e durante le riprese, con evidenti trasformazioni impresse dal lavoro del dop. Lo schema disegnato dal dop, infine, illustra il complesso posizionamento dei corpi illuminanti su tutta la scena. GUARDA IL CORTO : WWW.TUTTODIGITALE.TV BUONA VISIONE! 034_035:026/028 16/09/11 14:12 Pagina 35
dobbiamo decidere se restare a Roma o approfittarne per trasferirci a Berlino. Soprattutto Gustav è quello più propenso a partire, stanco dell'immobilismo in cui sembra affondare l'Italia di oggi. Così lo convinco a intraprendere un viaggio su e giù per lo stivale alla ricerca di buoni motivi per restare in Italia nonostante tutti i problemi evidenti. Un invito a guardare il bicchiere mezzo pieno e smettere di lamentarsi ma, anzi, cambiare atteggiamento e cercare noi tutti di migliorare le cose. Il vostro film precedente ha riscosso molto successo all'estero (è uscito in DVD in molti paesi e andato in onda su diverse emittenti televisive, ha partecipato a più di 200 festival). Per questo secondo lavoro avete cercato i finanziamenti fuori dall'Italia? GH: i produttori di maggioranza di Italy: Love it or leave it sono la televisione pubblica tedesca e quella francese ma poi sono entrati in produzione anche paesi più piccoli come l'Israele e l'Estonia. Infine la Rai ha fatto un pre-acquisto; non a caso il documentario, nella sua versione più breve di 52' e con il titolo Cercasi Italia Disperatamente è previsto in onda il 21 settembre su Rai 3. Tra le differenze più evidenti rispetto alla vostra opera prima, c'è l'impiego di mezzi più ambiziosi. Ce ne volete parlare? LR: Ci sentivamo un po' colpevoli del successo totalmente non preventivato del nostro primo film e così abbiamo deciso di metterci alla prova partecipando ad un programma europeo di sviluppo del documentario che si chiama Documentary Campus e che ogni anno seleziona sulla carta 15 progetti da tutto il mondo ed aiuta a realizzarli. E così ci hanno insegnato a gestire un film con un vero budget e pertanto con l'impiego di professionisti. Dal production manager (la persona preposta a 87 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XIII gestire il budget), al commercialista che si occupa dei contratti e le buste paga, al montatore sonoro, il colorist per la color correction e, soprattutto, la novità per noi, di avere un operatore-direttore della fotografia, dal momento che nel film precedente avevamo fatto tutto da soli con una Sony HVR-A1E con il fuoco automatico e con il treppiede. Così ci siamo rivolti a Michele Paradisi, direttore della fotografia (tra l'altro nominato al nastro d'Argento per la fotografia di Tatanka n.d.r.) senza il quale non avremmo potuto garantire la qualità raggiunta. Il film però non è girato tutto in alta definizione… LR: No, infatti mescola vari linguaggi. Come spesso accade nel documentario anche qui c'è molto repertorio: vecchi filmati in super 8 per raccontare come è cambiato il nostro paese negli ultimi 40 anni, stralci di trasmissioni televisive, poi ci sono i nostri repertori personali, immagini riprese con altre telecamere magari PAL o Mini DV. Infine, e questa è una delle cose di cui andiamo più fieri, ci sono delle animazioni molto originali opera di tre artisti che si firmano Studio Tesla. Che distribuzione avrà? In altre parole, come potremo vederlo? GH: a parte la messa in onda televisiva su Rai 3, e la prima mondiale al Festival di Milano il 15 settembre, confidiamo molto sui festival soprattutto stranieri (al momento di andare in stampa sappiamo che il film sarà ospitato ai festival di Zurigo, Annecy, Rio de Janeiro e Lipsia n.d.r.), e poi su un circuito di distribuzione indipendente che si chiama Zalab. Inoltre stiamo pensando alla creazione di una application per gli Smart Phone che dovrebbe fare da tramite fra il film e il pubblico permettendo la visione in streaming (maggiori informazioni sul sito del film www.italyloveitorleave.it) Siete soddisfatti della videocamera Panasonic AF 101 che avete usato? In questa pagina, alcune immagini del film e di backstage durante le riprese di Italy: Love it or leave it di Gustav Hofer e Luca Ragazzi. Qui a destra si riconosce Michele Paradisi, DoP del film, con la Panasonic AF 101. Nella pagina a fianco alcune immagini che mostrano le originali animazioni utilizzate nel documentario firmate dallo Studio Tesla. 086_087:108 113 16/09/11 16:27 Pagina 87
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D lavorare anche in Dual-link sommando le rispettive larghezze di banda, con possibilità di uscire in 4:2:2 a 10 bit e 50/59.94p oppure in RGB 4:4:4 a 10 bit in 1080 24/25/30p. La prima opzione consente, collegando un registratore HDCAM SR, di ottenere slow motion fluidi e a piena risoluzione, espandendo le opzioni on board. La F3 prevede infatti la registrazione a frame rate varibile (modalità S&Q), con rotella di selezione dedicata e velocità che vanno da 1 a 30 fps in 1080p e da 1 a 60 fps in 720p. La registrazione in RGB 4:4:4 attraverso le uscite HD-SDI è legata all'acquisto di un'opzione aggiuntiva, che comprende anche l'S-LOG di cui parleremo più avanti, e alla disponibilità di un registratore esterno compatibile, come ad esempio l'SRW-1 della stessa Sony. L'apparecchio in nostro possesso non era dotato di questa opzione, e pertanto non abbiamo potuto verificarne gli effetti sulle prestazioni: in base all'esperienza su F23 ed F35 possiamo però dire che la registrazione in S-LOG estende notevolmente la gamma dinamica ed innalza la sensibilità della macchina. Infatti la registrazione video chiude tutta la dinamica del sensore dentro un volt di ampiezza, mentre invece il sensore può produrre un segnale più ampio, raccolto nella sua interezza dall'S-LOG. Una serie di quattro LUT incluse nell'upgrade opzionale consentono di monitorare la registrazione evitando il tipico aspetto flat delle immagini in S-LOG. La registrazione esterna e quella su schede possono anche avvenire in simultanea, così da avere una versione proxy (anche se si fatica a definire così un codec di elevate prestazioni come l'XDCAM EX...) del girato pronta per l'editing offline. Come è facile intuire, il sistema implementato da Sony su questo apparecchio consente di scegliere il modo di registrazione più adatto ad ogni lavoro, dalla praticità dell'XDCAM EX, alla piena qualità del non compresso con proxy al seguito. IL MASSIMO DELLA PERSONALIZZAZIONE Per adeguare al meglio la resa delle immagini, il loro aspetto complessivo, alle varie situazioni o esigenze fotografiche, la Sony F3 offre un set di regolazioni incredibilmente completo, con decine di parametri le cui configurazioni possono essere salvate in 10 Picture Profile o caricate su schede per l'utilizzo su altre camere. Ai Picture Profile è dedicato un pulsante subito sopra l'alloggiamento della batteria. Le opzioni da modulare sono moltissime: matrix, multi matrix, temperatura (a passi di 100 tra 2100 e 10000 K) ed offset del bilanciamento del bianco, dettaglio in HD e in SD, Skin tone, Knee, Apertura, Gamma, black gamma, master black e low key saturation. A proposito delle curve del gamma, segnaliamo la presenza di una REC 709 già vista sull F35 e di quattro cine tone, ciascuno con una sua particolarità: Cine 1 rappresenta al meglio le alte luci, anche oltre il 100% del segnale con conseguente necessità di correggere in post; Cine 2 ha una curva simile al Cine 1, con compressione del segnale all'interno dello standard video ed immagini direttamente editabili senza passaggi di color. Cine 3 migliora la rappresentazione dell'area centrale ed è indicato per le situazioni con alte e basse luci, mentre Cine 4 valorizza le aree scure ed è quindi migliore per le scene notturne. Oltre alle personalizzazioni dell'immagine, la macchina offre una serie di opzioni operative, a partire dalla misurazione dello shutter in tempi o angoli, alla già citata espressione del guadagno in dB o ISO. Il display e il viewfinder possono essere attivati anche in contemporanea, il secondo anche in b/n: la risoluzione di entrambi è adeguata all'impiego, a prezzo di un leggero effetto rainbow nell'oculare. L'utente può decidere nel dettaglio quali informazioni visualizzare, inclusi i marcatori per diversi rapporti d'aspetto. La F3 mette a disposizione diversi dispositivi di assistenza, tra cui segnaliamo lo zebra per il controllo delle aree sovraesposte, il peaking - molto efficace nell'ausilio della messa a fuoco manuale - e l'expanded focus, che magnifica la parte centrale dell'inquadratura. La F3 offre anche ulteriori opzioni per la registrazione creativa, come la registrazione ad intervalli per il time lapse, il frame rec (un certo numero di fotogrammi è registrato ad ogni pressione del tasto rec, utile per lo stop motion) e il picture cache, che registra in continuazione tra i 2 e i 15 secondi di video da aggiungere in testa alla clip al momento dell'avvio della registrazione. Altra opzione aggiuntiva, infine, è il 3D link, un aggiornamento del software per la ripresa stereoscopica, che permette di sincronizzare due esemplari di F3, collegati con un apposito cavo. Una videocamera o una macchina da presa, ci eravamo chiesti all'inizio di queste righe, a segnalare la particolare natura di macchina nel mezzo di due territori: la Sony PMW-F3 si rivela dunque l'apparecchio centrale di un sistema che può essere modulato in diverse applicazioni per ottenere immagini di alto livello, dal set di un film a quello di una produzione indipendente. Stefano Blasi La Sony F3 con il recorder esterno SRR1, basato su memoria a stato solido: in dual link, questo apparecchio può registrare l'RGB 4:4:4 oppure due macchine contemporaneamente. Videocamera Sony PMW-F3K 98 092_098:128/130 16/09/11 16:29 Pagina 98
68 Coolpix a quota otto Cascata di novità per Nikon, che presenta ben otto nuove fotocamere compatte Coolpix. Si parte con due 'superzoom' della serie S (Style), siglate S6200 (10x) e S8200 (a): entrambe adottano un sensore da 16 MP CCD per la S6200 e CMOS retroilluminato per la S8200 e riprendono video in alta definizione a 720p e 1080p rispettivamente. Sempre per la gamma S, annunciate le S4150 ed S6150, entrambe caratterizzate dal display touchscreen da 3": le differenze riguardano sensore (rispettivamente 14 e 16 MP) e zoom (5x e 7x); le due macchine riprendono video con risoluzione 720p. Chiudono le novità per la serie S la rinnovata S1200pj - con sensore da 14.1 MP, ottica 5x, schermo LCD da 3" e soprattutto, proiettore integrato - e la 'modaiola' S100, sottile ed elegante, caratterizzata dal sensore CMOS da 16 MP, dall'ottica 5x, dal touchscreen OLED (3.5”) e dalla possibilità di scattare immagini 3D con la combinazione di due scatti da diversi punti di vista. Ecco arrivato il momento di presentare due macchine 'sui generis': innanzitutto la Coolpix AW100 (foto in alto), la prima fotocamera dell'azienda giapponese espressamente pensata per l'uso outdoor (serie All Weather). La nuova macchina è caratterizzata da un corpo impermeabile fino a 10 m, antiurto fino a cadute da 1,5 m e resistente alle temperature fino a -10 C°; fra le caratteristiche tecniche figurano: il sensore CMOS retroilluminato da 16 Megapixel, l'ottica grandangolare 5x, lo stabilizzatore VR, la ripresa di video Full HD e, ciliegina sulla torta, il GPS con mappa del mondo e bussola. L'altra fotocamera 'sui generis' è l'ultima nata nella serie P (performance): è siglata Coolpix P7100 (foto a sinistra) ed è l'erede della fortunata P7000; si tratta di una di quelle fotocamere dedicate ai fotografi più smaliziati o addirittura ai professionisti in cerca di un corpo macchina tascabile o quasi. La P7100 conta su un sensore CCD da 1/1,7" da 10.1 MP accoppiato ad uno zoom grandangolare 7,1x (28-200 mm eq. in formato 35 mm); debutta sulla macchina uno schermo ruotabile, per il massimo della versatilità nello scatto da angolazioni particolari. www.nikon.it Ben otto nuove fotocamere compatte sono state recentemente lanciate da Nikon: dai modelli stylish ultrasottili alla ‘professional' P7100, passando per la S1200pj (con il proiettore integrato) e finendo con la ‘All Weather' AW100 (pensata per l'uso spinto all'aria aperta), non manca proprio nulla... Digital Market Tante novità imminenti in casa SmartSystem. L'azienda italiana che progetta e produce accessori e supporti per il cinema ed il broadcast inaugura un sito completamente rinnovato nel design e nei contenuti: potenziata in particolare l'area dedicata al servizio clienti che ora vede la Live Chat, ed un nuovo Forum, creato non solo per approfondire argomenti e informazioni relativi ai prodotti SmartSystem, ma anche per fornire ai professionisti del settore un valido strumento di scambio e di condivisione di opinioni e suggerimenti su problematiche che riguardano a tutto tondo il mondo dei videomaker. Tra i nuovi prodotti, sono già disponibili gli Outrigger Feet per Smart Slider Pro, per livellare in modo ancora più veloce lo slider. Il catalogo vede la presenza di diversi stabilizzatori di ripresa, sempre più utilizzati nel settore: un sistema SmartCAM, tanto per fare un esempio, è stato di recente impiegato nella realizzazione di alcuni video di backstage del concerto-evento di Luciano Ligabue, Campovolo 2.0. Uno di questi video è sul sito dell'azienda, ed è incluso nei contenuti speciali della versione digitale della rivista che avete per le mani. www.smartsystem.it SmartSystem, autunno caldo di novità Do you remember Orlando Johnson? Se avete 50 anni o giù di lì, pensiamo proprio di sì perché il nostro Orlando - che poi non è altri che il fratello di Wess, lo sapevate? - ebbe un periodo di grosso successo tra il 1980 (quando partecipò a Sanremo con II sole canta), poi sull'onda del genere "dance music" con Turn the music on per arrivare poi nel '90 a hit come I say yeah e Keep on jammin. Dopo anni di silenzio - in cui si è dedicato principalmente al gospel - Orlando torna alle luci della ribalta con il film Manuale d'amore, che presenta la sua canzone Anymore nei titoli di coda. Eccolo quindi oggi con un nuovo CD dal titolo Funky Time (Antibemusic), che rivisita quel particolare sound che caratterizza le produzioni dell'etichetta Full Time. Da ascoltare. Orlando Johnson, it's funky time! 068_071:026/028 16/09/11 15:28 Pagina 68
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56 Si respira aria di grande creatività e si torna sempre con molto piacere a Chaumont. D'altronde si tratta del primo Centro d'Arte e Natura specificamente dedicato al ‘rapporto tra la cultura e la natura, la creazione artistica e l'estro paesaggistico, il patrimonio culturale e la contemporaneità'. Ogni anno a Chaumont viene organizzato uno straordinario festival dedicato ai giardini che coinvolge artisti/paesaggisti di tutto il mondo. Il tema di quest'anno (c'è tempo fino al 16 ottobre per visitare il festival) è dedicato ai giardini dell'avvenire (o l'arte della biodiversità gioiosa). Interessanti le installazioni presenti, alcune delle quali si riconoscono nelle foto accanto. Domaine de Chaumont-sur-Loire tel. 0033 02 54 20 99 22 www.domaine-chaumont.fr Chaumont-sur-Loire (Loir-et-Cher) Questo castello è stato uno dei primi in Francia ad aprire le porte al pubblico nel lontano 1922. Gli interni sono molto famosi per la ricchezza dei decori e anche per aver ispirato Hergé nella creazione di Moulinsart, il più famoso castello nella storia dei fumetti. Stiamo parlando del creatore TinTin. Dal 2001 una straordinaria esposizione permanente accoglie i numerosissimi fan per far rivivere scena per scena le avventure del famoso personaggio all'interno del castello. All'esterno, tigli, sequoie e cedri lungo i 500 metri di viale davanti alla facciata principale creano un'imponente prospettiva dell'edificio. La facciata posteriore del castello (nella foto a destra) si affaccia invece sul ‘Jardin des Apprentis' , un giardino contemporaneo curato da 10 apprendisti, curiosa espressione di forme e colori. Infine il Jardin Potager (l'orto-giardino), colorato da mille e un fiore in mezzo ad altrettanti ortaggi. Château de Cheverny, 41700 Cheverny, www.chateau-cheverny.com, www.tintin.com Cheverny (Loir-et-Cher) 052_057:026/028 16/09/11 15:17 Pagina 56
18 M E D I A P A R T N E R Dal 29 settembre al 2 ottobre 2011, alla nuova Fiera di Roma, torna l'appuntamento con ROMICS, il grande festival internazionale sul fumetto, l'animazione e i games, organizzato dalla Fiera di Roma e da I Castelli Animati – Festival Internazionale del Cinema di Animazione. Novità e conferme Per l'edizione 2011 da segnalare innanzitutto una grande sala per eventi e proiezioni completamente rinnovata (il Pala BCC), con 3000 posti a sedere, un grande palco e attrezzature per la proiezione di film, i concerti e gli spettacoli. Al solito ricchissimo il programma, con 4 giorni di kermesse di eventi, spettacoli, proiezioni per tutti i gusti. Ad iniziare dai Romics d'Oro: grandi maestri del fumetto internazionale partecipano ogni anno a Romics e vengono insigniti con il Romics D'Oro. Uno dei Romics d'Oro sarà assegnato a Ivo Milazzo, uno dei più grandi fumettisti italiani, autore di Ken Parker. Sette grandi firme del fumetto italiano si alterneranno sul palco di Romics per raccontare la loro straordinaria carriera artistica e terranno diversi workshop in cui mostreranno le basi tecniche e teoriche delle loro creazioni. Le 7 “teste coronate” di Romics 2011 (rigorosamente in ordine alfabetico): Francesco Artibani, Lorenzo Bartoli, Giacomo Bevilacqua, Stefano Caselli, Renato Polese, Vauro, Silvia Ziche. A questi ‘re' vanno aggiunti gli ospiti speciali, fra cui C.B. Cebulski, sceneggiatore, supervisore e talent scout Marvel. Realizzata in collaborazione con alcune delle maggiori Università italiane, l'Università del fumetto 2011 si aprirà quest'anno con il convegno ‘C'era una volta l'eroe dei fumetti, come sta cambiando l'editoria dei personaggi disegnati'. Tra i relatori Mauro Marcheselli, Jean-Luc Istin, Gauthier Van Meerbeeck, C.B. Cebulski, Francesco Artibani, Giacomo Bevilacqua, Pierdomenico Baccalario, Takamasa Sakurai, Renato Pallavicini. E inoltre: gli imperdibili workshop e gli incontri con i Romics D'Oro e i 7 Re di Romics! Grande novità dell'edizione 2011 di Romics, poi, un'area dedicata a tutti gli artisti e i professionisti italiani che avranno la possibilità di presentare le loro proposte a un parterre selezionato di talent scout internazionali e italiani. E ancora, come ogni anno, tornano gli imperdibili appuntamenti dedicati al colorato mondo del Cosplay (il contest in cui gli appassionati creano e indossano il vestito del loro personaggio preferito, l'evento annuale del settore, che richiama migliaia di giovani da tutta Italia) e Il Gran Gala del doppiaggio, con la X edizione del Premio Romics Dd assegnato ogni anno alle migliori voci del doppiaggio italiano. Non è finita. Fra gli eventi speciali, il ritorno a Romics della cantante giapponese Yu Kimura che sarà protagonista di una performance dal vivo sul palco, la festa per i 25 anni di Dylan Dog con il coinvolgimento dei disegnatori del mitico personaggio che incontreranno i fan, lo spettacolo Lemuri il Visionario, rivisitazione di quell'opera musicale che a partire dagli anni 70' viene definita come Opera Rock. E ancora, La festa dei Puffi, nell'anno di uscita del lungometraggio in 3D dei celebri personaggi creati dalla fantasia di Peyo, ed altro ancora. Premio I Castelli Animati/Tutto Digitale Senza dimenticare la XI edizione del PremioICastelli Animati/Tutto Digitale, per la migliore produzione di animazione su DVD/BD. La Giuria di quest'anno, come tradizione, vedrà la partecipazione anche di alcuni lettori di Tutto Digitale, scelti in base alle richieste pervenute al ‘call for entries' pubblicato nei giorni scorsi su www.facebook.com/tuttodigitale. Insomma, come al solito tantissima carne al fuoco per un evento davvero unico ed imperdibile nel panorama italiano, da vivere intensamente dal vivo. Ci vediamo a Romics! Qui sotto, alcuni Blu-ray e DVD premiati nelle scorse edizioni. Arrivano Romics 2011 e la XI edizione del Premio ‘I Castelli Animati/Tutto Digitale', l'Oscar dell'animazione home video su DVD/BD Tutto è pronto per la Undicesima edizione di Romics, dal 29 settembre al 2 ottobre 2011 alla Nuova Fiera di Roma. Un'edizione da record, per la quale sono attesi oltre 100.000 visitatori, che ospiterà al suo interno, come al solito, il Premio Castelli Animati/Tutto Digitale, destinato a premiare i migliori prodotti di animazione su supporto home video 018:026/028 19/09/11 15:49 Pagina 18
tutt'altro che indolore. In ogni caso, prima di preoccuparmi di qualsiasi altro aspetto, sapevo che dovevo uscire vincente da questo step. Se non fossi riuscito ad ottenere delle camere virtuali perfette nulla avrebbe funzionato, significava che sarei dovuto tornare a girare! Grazie a Dio, con un pò di ‘tigna' ed altrettanta perizia sono riuscito nell'intento, persino in una scena in cui - oltre al movimento piuttosto mosso in tele spinto avevo usato anche una zoomata veloce per il tracker 3D, una delle cose più impegnative da interpretare. ARRIVA WOW, IL NOSTRO AMICO UFO Finalmente avevo le camere. Potevo ora pensare a cosa metterci. I giorni successivi ho spento AE e mi sono dedicato esclusivamente al design dell'UFO in C4D. Per la modellazione una mezza giornata è bastata ma il nostro alieno si sarebbe anche dovuto muovere e visto che il medusone metallico è dotato, ovviamente, di tentacoli, dovevo dotarlo di rigs che mi permettessero di muoverli in maniera convincente. Anche il design dei materiali e delle textures e la loro sperimentazione ha portato via un po' di tempo. Finito questo lavoro, mi sono potuto dedicare all'illuminazione essere la prima cosa da realizzare. Avevo in mente che la fotografia dovesse essere contrastata, quasi bruciata, quindi ho fatto le riprese in una giornata assolata nella capitale tra l'una e le tre del pomeriggio, fondamentale per la luce e le ombre drammatiche a piombo che si creavano tra le vie. La camera utilizzata è stata la Sony NEX-VG10, con l'ottica zoom standard 18-200mm. Una gran macchina, che tuttavia richiede molta perizia nell'uso. È una camera dai controlli manuali, zoom compreso, e si può faticare parecchio per ottenere del buon girato, ma quando impari ad usarla regala bellissime immagini. Il suo formato di output, 1080i (25fps), è - ahimé ‘sadicamente' interlacciato, tuttavia non mi ha impedito di produrre un master a scansione progressiva. IL TRACKING 3D Per poter inserire elementi generati in CG che sembrino davvero far parte dell'inquadratura oggi si usano software di tracking 3D, cioè applicazioni in grado di analizzare una ripresa e restituire i dati della camera che l'ha generata, permettendo così di creare una camera virtuale nel software di compositing e nel software 3D che consenta di "attaccare" coerentemente i dati elementi. Per il compositing ho usato After Effects CS5.5 e Cinema 4D R11.5 Broadcast Edition per il 3D mentre ho fatto il tracking con The Foundry Camera Tracker per AE. Proprio il plug-in di The Foundry è stato decisivo per la qualità del risultato, e ne ero così sicuro che ho scelto di girare molto mosse le scene che mi servivano. La facilità con cui mi ha permesso di trasportare le camere da AE a C4D e viceversa ha fatto sì che potessi confrontare i risultati in qualsiasi momento ed apportare modifiche dove fosse necessario. DA FINAL CUT PRO A PREMIERE Normalmente per il montaggio uso Final Cut Pro di Apple, programma completo ed affidabile in qualsiasi situazione, ma per questa occasione ho optato per Premiere Pro di Adobe; la sua gestione nativa dei file .MTS (AVCHD) che la Sony VG10 genera ne è stata la causa. Inoltre da Premiere è possibile passare il montaggio ad AE (anch'esso gestore nativo delll'AVCHD) senza rendering alcuno, una comodità impagabile anche pensando ad ulteriori aggiustamenti in fase di online. Premiere ha anche un setup completo degli shortcuts (abbreviazioni) di tastiera di FCP, quindi è stato praticamente un passaggio indolore. Una volta definito il montaggio e passata la sequenza ad AE ho cominciato a "traccare" le immagini. Nel rivederle, ho pensato diverse volte che avrei messo il Camera Tracker in seria difficoltà, e così è stato. Tra interlacciamento, mosso voluto e rolling shutter (quell'effetto indesiderato tipico delle camere a sensore Cmos che a causa del lento refresh di scansione tendono a distorcere le linee quando si fanno movimenti veloci) il processo di 3D tracking è stato 37 Alcuni screenshoot della nuova sigla di TD TV, realizzata da Federico Taticchi in stile Sci-fi, omaggio all'epoca d'oro di questo genere di cinematografia. La storia è semplice: nella città arriva un alieno, che abbiamo chiamato WOW - a seminare il terrore... ma in realtà è solo uno strumento pubblicitario inedito! 036_039:026/028 16/09/11 14:32 Pagina 37
digitali ma che ha comunque un ingombro ed un peso maggiori della macchina di Sony che, ad esempio, tramite l'opzione 3DLink permette la gestione delle due macchine da un unico controllo remoto, mantenendo i controlli della camera, genlock e timecode: una funzione necessaria soprattutto nel caso di questo Dracula, dove le camere Sony sono utilizzate in configurazione steadicam e quindi “si muovono in coppia”. Del cast artistico, quando siamo arrivati al Castello di Montalto Dora, subito dopo pranzo, non c'era nessuno... non ci abbiamo messo molto a capire il perché: è Dracula! Si gira a partire dall'imbrunire per tutta la notte e, spaventati dall'ipotesi di rimanere nel castello circondati dai vampiri non abbiamo potuto incontrare Rutger Hauer (il replicante biondo di Blade Runner o se preferite, il compagno di Michelle Pfeiffer in LadyHawke, altro film girato tra castelli italiani), nel ruolo del cacciatore Van Helsing, Thomas Kretschmann in quello del vampiro, la giovane Marta Gastini, vista recentemente nella serie tv I Borgia, nei panni della bella Mina, e Asia Argento in quelli dell'amica che si metterà nei guai, Lucy. Non avremo forse incontrato nessuno degli attori, ma in compenso lo scenografo Massimo Antonello Geleng ci ha accompagnati in un piacevole e lungo tour per le stanze del castello, raccontandoci con gentilezza più di un aneddoto sulla produzione e non solo, e permettendoci di scattare le foto degli interni che vedete pubblicate in queste pagine. Insomma un cast tecnico e artistico davvero interessante per un film diretto da un veterano del genere che speriamo porti anche qualche beneficio al botteghino, magari forte dell'interesse verso il 3D o dell'intramontabile fascino spietato e romantico - del conte della Transilvania. Lino Palena A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XI In queste fotografie, alcune immagini scattate sul set dell'ultimo film di Dario Argento, girato in 3D. Nella foto della pagina a fianco, una evidente testimonianza del clima disteso sul set... 084_085:108 113 16/09/11 16:06 Pagina 85
SECONDILE ISTRUZIONI PER L'USO DI TUTTO DIGITALE6FUORI IN 6 www.tuttodigitale.it ISSN 1128-496X Diffusione: CDM srl, v.le Don Pasquino Borghi, 172 - 00144 Roma tel. 06.52.91.419 - fax 06.52.91.425 www.cdmitalia.it Gestione rete di vendita e logistica: Press-Dì via Cassanese 224 - 20090 Segrate (MI) *Prepress: motoperpetuopress srl Stampa: Arti Grafiche Boccia, Via T. C. Felice, 7 - 84131 Salerno tel: +39 089 303311 - fax +39 089 771017 - www.artigraficheboccia.it Finito di stampare nel mese di Settembre 2011. Direttore responsabile: Stefano Belli Testata registrata al Tribunale di Roma (N° 493/98 del 26/10/98) La responsabilità dei testi è imputabile ai soli autori. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. È vietata la riproduzione anche parziale di testi, documenti e fotografie. ' Copyright 2011 Motoperpetuopress. Direttore responsabile STEFANO BELLI Direttore tecnico: MASSIMO BASILE Responsabile di redazione: GIORGIA VACCARI Videocreativo & editing: MARCO ZAMPARELLI Home Video & DVD: GIACOMO PUMA Home Theater: LUIGI DE ANGELIS TD Television: STEFANO BLASI Gadget hi-tech: ALESSANDRO BELLI Concorsi e scuole: VALERIO FERRARIS Videoimpaginazione: EDOARDO VIVADIO Photo & Visual Design: MOTOPERPETUOPRESS Web/Multimedia: MARIO RAMA Hanno collaborato a questo numero: GIANNI CASERTA, MARCO CASERTA, ROSSELLA CAVANIGLIA, SALVATORE COPPOLA, GIANCARLO CORSI, DARIO CORVINO, JEAN P. COUTEAU, MICHELE D'ATTANASIO, GIAMPIERO D'AMATO, SAMUEL DAKER, ROBERTO DESIDERATI, ENRICO FONTOLAN, FILIPPO MANDETTA, FRANCESCO MAZZOCCHI, RODOLPHE MOREL, LINO PALENA, HELENE QUELLET, LUCA SABBIONI, FEDERICO TATICCHI In esclusiva ' per l'Italia LES TECHNONAUTES - PARIGI TUTTO DIGITALE, TUTTO DIGITALE COLLECTION, TUTTO DVDetc, ALTA DEFINIZIONE cinema & TV HD sono pubblicazioni MOTOPERPETUOPRESS b MOTOPERPETUOPRESSb MOTOPERPETUOPRESS srl Via delle Alpi 13, 00198 ROMA Tel. 06.442.02.596 -Tel/Fax 06.442.544.26 PUBBLICITÀ: Motoperpetuopress srl - Via delle Alpi 13 - 00198 Roma Tel. 06.442.02.596 - Tel/Fax 06.442.54.426 www.motoperpetuopress.com - www.tuttodigitale.it 70ANNO XIV Per sapere a chi e dove inviare una lettera o un'e-mail. Per conoscere prezzo e modalità di vendita degli arretrati. Per utilizzare i servizi del mercatino, dello spazio dei lettori. Per sfruttare al meglio la vostra rivista preferita, insomma, vi chiediamo di perdere solo 60 secondi e dare un'occhiata a queste avvertenze, alle ‘Istruzioni per l'uso di Tutto Digitale' CORRISPONDENZA Tutto Digitale riceve con piacere tutti i contributi di qualsiasi genere dai lettori (richieste, commenti, critiche...). Tutta la posta è letta dal direttore Stefano Belli, ma, data la grande quantità di arrivi giornalieri, possiamo rispondere solo a quesiti di interesse generale, direttamente sulla rivista. Come si può comprendere, non ci è possibile rispondere privatamente, né per lettera, né per e-mail, né tantomeno per telefono. Per ovvî motivi di correttezza, inoltre, non possiamo fornire indicazioni sulla scelta di un modello rispetto ad un altro. Suggeriamo a quanti desiderino risposte tecniche - solo a quesiti di interesse generale - di indirizzare le richieste a: Tutto Digitale - Posta Tecnica - via delle Alpi 13, 00198 Roma o inviare una e-mail a: redazione@tuttodigitale.it. Le risposte verranno fornite dai vari redattori specializzati. Per tutti i temi relativi ad aspetti editoriali o legati al mercato video in genere, come anche per polemiche, critiche e proposte di qualsiasi tipo, si può contattare direttamente il direttore Stefano Belli scrivendo a: Tutto Digitale - Filo Diretto - via delle Alpi 13, 00198 Roma, oppure inviare un'e-mail a: stefanobelli@tuttodigitale.it Tutto Digitale si riserva il diritto di condensare lettere di lunghezza eccessiva. Il materiale inviato si intende autorizzato alla pubblicazione e, in ogni caso, non verrà restituito. Attenzione: per aver diritto ad un'eventuale risposta, le lettere anche via e-mail - devono riportare le generalità complete del mittente; lettere prive di tali indicazioni verranno cestinate. 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Vorrei così condividere il merito del lavoro realizzato con tutta l'equipe tecnica che mi ha accompagnato in questa avventura di un film lunghissimo (più di venti ore, di notte, spesso al freddo o sotto il sole, o sotto una pioggia battente), sopportando la fatica con ineccepibile competenza professionale, ma soprattutto con una grandissima passione. E poi vorrei condividere con tutti voi la mia esperienza, perché se una cosa mi ha insegnato Romanzo Criminale è che si può fare televisione come se fosse cinema, che c'è anche in Italia un pubblico curioso e aperto a linguaggi ed esperienze visive più aspre e moderne, che si può rischiare, che si possono lanciare sfide visive difficili senza intaccare il successo commerciale del nostro lavoro, anzi stimolandolo o addirittura favorendolo (la serie è stata venduta a moltissimi paesi europei e nel mondo, ed è una delle poche acquistate da HBO negli Stati Uniti). Infine un augurio: sarebbe bello che questo premio diventasse sempre più prestigioso allargando lo sguardo a tutto il cinema italiano, premiando lì dove si scopre la ricerca o il talento, indipendentemente dall'età anagrafica, o dall'appartenenza associativa. Sono convinto che se cerchiamo la qualità e la creatività anche al di fuori di noi, e le premiamo poi saremo molto più forti anche noi, come AIC, e daremo un segnale fortissimo proprio ora in un momento in cui il nostro cinema e più in generale il nostro Paese cresceranno solo se si saprà premiare la qualità professionale al di sopra e al di là di ogni appartenenza.” Da un premiato di oggi siamo poi passati ai premi alla carriera, assegnati a Marcello Gatti e Franco Di Giacomo. “Caro Marcello, tanti sono i titoli che sono lì a raccontare quello che tu hai fatto per il cinema italiano e mondiale” è sempre Gelsini che parla “ma uno resta per me il più significativo: La battaglia di Algeri del grande Gillo Pontecorvo. Uno dei bianco-neri più importanti della storia del cinema, i bianchi sparati, i neri profondi, la grana viva, la macchina da presa in continuo movimento, l'illuminazione dei volti, la meravigliosa passione per l'arte fotografica e la passione politica che traspare da quelle immagini, resteranno per sempre indelebili nella memoria di quelli che hanno visto o vedranno questo capolavoro.” “Ora devo parlare di Franco Di Giacomo” continua Gelsini “e se l'anno scorso la mia commozione per il premio dato a Giuseppe Rotunno sono riuscito a nasconderla temo proprio che questa volta mi sarà impossibile. Sono stato suo aiuto, suo assistente e suo operatore di macchina e mai scuola fu più importante: vedere la semplicità con cui risolveva problemi complessi ancora oggi è un bagaglio che mi porto dietro quando mi trovo a lavorare. Nikita Michalkov, Ettore Scola, Nanni Moretti, Marco Bellocchio, i fratelli Taviani, Dario Argento, Mario Monicelli, Daniele Luchetti, Mauro Bolognini sono alcuni dei registi con i quali Franco Di Giacomo ha collaborato e basterebbe questa lista per giustificare il premio, ma sono sicuro che per lui sono stati altrettanto importanti Salvatore Samperi, Michele Lupo, Pasquale Festa Campanile, Tonino Cervi, Steno e tutti quelli che gli hanno consentito di non stare fermo mai, di stare continuamente con un esposimetro in mano a misurare la luce, sorridere con complicità a tutti i membri della troupe per la felicità di fare il lavoro più bello del mondo.” Dopo un doveroso saluto anche ai soci e amici che quest'anno ci hanno lasciato (Alvaro Mancori, Giuseppe Berardini, Mario Bertagnin, Franco Bruni e Roberto Brega), la serata si è conclusa con la presentazione ufficiale da parte del presidente Gelsini dell'iniziativa Italian Cinematographer, con la chiamata sul palco del nostro direttore Stefano Belli. Che, nel ringraziare per la fiducia accordata, ha promesso un costante e crescente impegno per le attività dell'associazione. Quasi tutte le moderne macchine da prese digitali (Alexa, Red, D21 ecc…) producono file con immagini logaritmiche che contengono molte informazioni (dalle alte luci, ai toni medi e ai neri), che hanno quindi bisogno di un interpretazione del colore e dei contrasti per poter essere viste nel modo corretto in fase di montaggio. Affidarsi al file logaritmico nella fase off line, oltre a rallentare la velocità del software di editing, costringe a vedere in montaggio immagini slavate, senza contrasti e colore, senza carattere, senza avere le impostazioni pensate dall'autore della fotografia. Anche i programmi che effettuano veloci conversioni logaritmico/lineari non tengono conto dei parametri con cui sono state girate le scene, e rischiano di mostrare un lavoro fotografico diverso da quello pensato, da quello che poi si vedrà in proiezione. Per mantenere le immagini destinate al montaggio il più fedeli possibile a quella che sarà la copia definitiva, Technicolor ha ideato il Digital Dailies Lab, un completo sistema integrato che è stato introdotto dal Direttore Generale Antonio D'Arienzo, e poi da Giampaolo Giusti (Responsabile Digital Operation) e Marco Ridolfi (Responsabile Commerciale). Analizzando i provini realizzati in loco da Daniele Nannuzzi (AIC) sono state illustrate le potenzialità del DD Lab che permette, di creare giornalieri, con LUT preimpostate, in vari supporti (DVD, Blu-ray, e tutti i dispositivi multimediali H.264 tipo IPad, Iphone ecc…) in contemporanea e direttamente sul set, ed anche la creazione dei file offline per Avid (DNXHD) e per Final Cut (MOV), pure contemporaneamente. Sempre con il Digital Dailies Lab si crea il back up del girato originale in contemporanea sia su RAID 5 che su LTO4 e la sincronizzazione automatica dei giornalieri sonori. Il tutto supportato da un monitor calibrato e dalle LUT proprietarie Technicolor, e con la garanzia di sicurezza di gestione della casa americana. Ne riparleremo. Qui sotto, una delle primissime unità di Digital Dailies Lab prodotte da Technicolor per la gestione efficace, in tutta semplicità e rapidità, dei giornalieri. La presentazione ha riscosso grande interesse fra gli addetti ai lavori presenti (principalmente direttori della fotografia). Dalla nota azienda americana, ecco una soluzione ‘all'in one' per la gestione efficace dei giornalieri 107 Digital Dailies by Technicolor la rivista degli autori della fotografia cinematografica AIC cinematographeritalian news 106_107:026/028 16/09/11 16:47 Pagina 107
Non poteva mancare all'IFA la nuova versione del 3DTV senza occhiali di Toshiba, che dopo i primi modelli commercializzati in Giappone e la versione rinnovata mostrata alla stampa vista a Roma, presenta per la prima volta il 3D TV lenticolare da 55”. In bella mostra in quella che era forse l'area demo più frequentata della fiera (nonostante il badge Press&Media abbiamo dovuto lottare con le unghie e con i denti per riuscire a passare qualche minuto davanti allo schermo), lo ZL2 (questa la sigla per il nuovo 55”) è caratterizzato da una scocca con cornice sottile e spessore ridotto e, soprattutto, un pannello LCD LED dalla spaventosa risoluzione di 3840x2160 (quattro volte il Full HD). Il cuore è l'ultima versione del processore d'immagine CEVO, che, sfruttando il film lenticolare ed un sofisticato sistema di eye tracking, riesce a calcolare fino a 9 diverse zone dalle quali ottenere una visione 3D convincente. Nonostante il breve tempo speso con il ZL2, abbiamo notato una resa delle immagini 3D senza dubbio migliorata rispetto alle scorse versioni, anche se è ancora evidente l'effetto ‘cartolina 3D'; inoltre, per godere dell'effetto 3D bisogna essere fermi in angolazioni ben precise: in altre parole, per il 3D ‘definitivo' senza occhiali c'è ancora tempo... Le caratteristiche tecniche del TV permettono poi la riproduzione di materiale 2D Quad Full HD con funzioni di upscaling Resolution+, sistema di calibrazione automatica, Smart TV, funzioni USB con riproduzione di materiale multimediale, registrazione dei programmi TV e controllo tramite iPhone. La commercializzazione è prevista per dicembre in Germania, a ben 7.999 euro; una primizia tecnologia per pochi, che però fa ben sperare per un futuro (meglio tardi che mai) senza occhiali... www.toshiba.it PS VITA: LA MINI PS3 Come tradizione, una parte dello stand Sony era dedicata alle novità della divisione Computer Entertainment (SCEE): quest'anno PS Vita la faceva da padrone, nonostante sembri che la data del rilascio della nuova console portatile dell'azienda in occidente sia fissata per i primi mesi del 2012. La prima cosa a cui si fa caso, soprattutto confrontando la Vita con la ‘vecchia' PSP, è il ridotto peso della console. Molto colorato lo schermo OLED da 5” e assolutamente di primo piano la grafica: abbiamo giocato ad Uncharted, uno dei titoli più avanzati in sviluppo per PS Vita, e dobbiamo dire che le differenze con la controparte per PlayStation 3, ovviamente presenti, ci sono sembrate veramente ridotte. Ottima l'ergonomia complessiva, che migliora la formula della PSP originaria con l'introduzione del secondo stick analogico da comandare con il pollice destro. Poco sfruttati da Uncharted i comandi ‘touch', presenti sia sul touchscreen che sul pannello posteriore della console: ovviamente ogni software ha un sistema di controllo dedicato, e siamo certi che i titoli che utilizzano il tocco come elemento di interazione principale non tarderanno ad arrivare. In definitiva, la PS Vita si candida opzione regina per il gioco in mobilità, in un mercato che sembra sempre più orientato verso i ‘giochini' touch per smartphone. it.playstation.com TOSHIBA 3D NO GLASSES PT.3 Lo Slate PC di Samsung non è un tablet, ma un vero e proprio computer touch ultraportatile con CPU Intel Core i5 e sistema operativo Windows 7. Particolare il VPR 720p MG-850HD (699 euro) di Epson: integra altoparlanti e docking station iPhone/iPad, per riprodurre i contenuti ‘liquidi'. Massiccia più che mai la presenza di costruttori provenienti da Cina, Hong Kong e Taiwan. Ecco il logo per le Smart TV Hisense: ricorda qualcosa? tra prime impressioni d'uso prime impressioni d'uso LG ha mostrato fra le altre cose il 72” LCD Full LED LZ9900, un imponente TV 3D che sfrutta occhialini con tecnologia passiva. 040_045:026/028 19/09/11 15:51 Pagina 45
106 Il 4 luglio alla Casa del Cinema di Roma nella sala Deluxe si è tenuta la seconda edizione del premio AIC per la migliore cinematografia destinata alle sale e alla televisione. La particolarità del premio è che la giura è composta dagli autori della fotografia facenti parte dell'AIC. Chi quindi, meglio di loro, può valutare il lavoro dei propri colleghi? L'evento si è aperto con una presentazione tecnica dei prodotti Deluxe, Kodak e Fuji, poi la parola è passata al presidente AIC Alessio Gelsini Torresi, che così ha esordito: “E' il secondo anno che diamo vita a questa manifestazione e, lasciatemi dire, all'avvicinarsi della fine del mio mandato di presidente, che è una delle cose fatte di cui vado più fiero. Ancora non tutto è perfetto, ancora scarsa se non inesistente l'attenzione mediatica, ma non importa: sono sicuro che ogni anno andrà meglio e che questo diventerà il premio più ambito da tutti gli autori della fotografia. Abbiamo già in mente per il prossimo anno di dare un premio al miglior autore della fotografia straniero. Insomma questo è il premio che ci diamo tra di noi, a testimonianza di una categoria fatta di persone che - pur nelle diverse storie professionali ed umane - si ritrovano qui a celebrare l'importanza sostanziale del loro apporto creativo all'opera cinematografica. Cosa che diamo per scontata e che invece, ogni volta, dobbiamo ribadire con forza; il premio AIC, da me fortemente voluto, ha proprio in questa necessità la sua ragione d'essere. Sono poi molto contento che la scelta del vincitore nelle varie categorie avvenga in piena libertà d'opinione; noi non ci facciamo condizionare dal nome altisonante o dal successo del film e meno che mai riceviamo pressioni da chicchessia, perciò ogni volta la valutazione va solo ed esclusivamente al merito dell'opera. Non ci sono calcoli o alchimie politiche da rispettare, tutto avviene con grande semplicità e alla luce del sole.” Quindi Alessio Gelsini Torresi ha annunciato il vincitore per la categoria cinematografica, Ugo Menegatti per il film Un giorno della vita per la regia di Giuseppe Papasso. “Voglio ringraziare tutti i soci AIC per il premio assegnatomi” sono state le parole di Menegatti “questo è un premio molto importante per me, perché scavalca alcuni criteri di valutazione di un'opera (incasso, salotti, nomi importanti…) ma viene assegnato solamente da altri colleghi e quindi si valuta la professionalità e l'amore che si dedica al proprio lavoro. Non esistono film o filmetti come spesso si usa dire: siamo noi che facciamo in modo che un “filmetto” diventi un film, al di fuori degli incassi e dei nomi, cercando comunque di arrivare ad una buona qualità. Ringrazio anche tutti gli altri soci che negli anni hanno fatto grande il cinema italiano, e vedendo le loro opere ci è stata trasmessa una grande scuola riconosciuta in tutto il mondo. Ringrazio infine Alessio Gelsini Torresi per le ottime iniziative prese e Paolo Rossato per aver dato il cuore per l'associazione.” Il premio per la migliore fotografia in ambito televisivo è stato assegnato, per la serie Romanzo Criminale (vedi articolo su Tutto Digitale n. 67), a Paolo Carnera. Questi, impegnato su un set milanese, ha inviato un messaggio a tutta la platea presente alla Casa del Cinema “ Caro Presidente, cari colleghi, vi ringrazio tutti, tantissimo, per questo premio sinceramente inaspettato, che mi rende felice soprattutto perché è assegnato da una platea di giurati innegabilmente competente, e questo lo rende particolarmente prestigioso. Alla Casa del Cinema la premiazione dei migliori autori della fotografia, fra momenti di commozione per le glorie passate e grande entusiasmo per progetti futuri Qui sopra a sinistra, un momento dell'evento organizzato alla Casa del cinema di Roma per la consegna dei premi AIC; al centro dell'immagine il presidente AIC, Alessio Gelsini Torresi. A destra, il trofeo AIC: una magnifica riproduzione artigianale di una cinepresa 35 mm Technicolor Three Strips. Nelle foto a sinistra, Paolo Carnera, premiato per la serie tv Romanzo Criminale (foto Emanuela Scarpa) e Ugo Menegatti, vincitore del premio destinato ai film per le sale cinematografiche (con Un giorno della vita di G. Papasso). Premio AIC, II edizione la rivista degli autori della fotografia cinematografica AIC cinematographeritalian news 106_107:026/028 16/09/11 16:47 Pagina 106
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D VIII 82 4 5 1 - La sala controllo camere dell'OB-Van del Centro Televisivo Vaticano. 2- Coppie di macchine Sony configurate in assetto ortogonale su stereo rig di tipo “mirror”. 3 - Siamo al giorno della beatificazione. Ecco il tandem di camere in side-by-side situato sulla sommità del colonnato del Bernini... Inoltre, grazie ad un'apposita implementazione software, il mixer video MVS-8000 - fulcro dell'OBVan Full HD del CTV - era stato reso “trasparente” alla lavorazione 3D, mentre anche le ottiche HD Canon HJ17ex7.6 B-IASE - montate a bordo delle quattro coppie di HDC1400 - erano aggiornate con il software 3D Assist, per gestire un allineamento assolutamente ‘al micron' tra gli zoom di ciascuna coppia. Ma non basta. Sony Professional ha contribuito a questa importante lavorazione anche con un nutrito e competente staff tecnologico, appositamente giunto dalla sede europea di Basingstoke, in Inghilterra. Lo staff includeva innanzitutto uno stereografo, che agiva in stretta simbiosi tanto con il regista del programma, quanto con quattro ‘convergence puller/3D rig technical'. Ovvero, addetti al controllo in real time (tramite monitor particolari) di convergenze, parallassi e assetti rig, ottimizzando, all'occorrenza, persino i parametri determinati automaticamente dai processori MPE-200. Quanto prima, sia CTV (che detiene i diritti delle riprese tridimensionali dell'evento), sia Sony - autorizzata a utilizzare queste riprese a scopo promozionale - effettueranno uno screening approfondito sui risultati della lavorazione, così da poter decidere come, quando e dove sarà possibile per il pubblico visualizzare una sintesi del girato a tre dimensioni. Nel frattempo, ci complimentiamo con i responsabili del Centro Televisivo Vaticano per essersi fatti in quattro, anzi... in tre (D), insieme a Sony, nella messa a punto di questa interessante realizzazione. Ringraziandoli, inoltre, per aver consentito al nostro giornale di seguire in esclusiva, step-by-step (in luoghi e in tempi talvolta interdetti persino alla stampa specializzata), tutte la fasi del lavoro. Samuel Daker 1 2 080_082:ART EUROPEI 16/09/11 16:03 Pagina 82
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38 della scena. Ho usato innanzitutto la luce "Sky" di C4D per ottenere delle ombre coerenti con le immagini girate. Il motivo principale è che con questa luce si può impostare facilmente la corrispondente illuminazione del giorno in cui le ho fatte, compresi l'anno, il mese e le ore. Successivamente ho studiato la scena ed ho creato altre luci che funzionassero come riverberi della luce che si rifletteva nei palazzi tra i quali l'UFO passava, e qualcun'altra a rafforzare quel contrasto che stavo cercando per la fotografia. Poi c'era da realizzare il logo di TDTV. Avendo l'originale in formato vettoriale (file di Illustrator) è stato semplice estrudere le splines per ottenere un marchio... massiccio. Avevo in mente che nel finale, dallo stesso uscissero un paio di camere vincolate da bracci meccanici che si guardassero intorno, per spezzare la tensione con un po' d'ironia; d'altronde si tratta pur sempre di una parodia! I due oggetti sono stati trovati in alcune librerie gratuite di modelli 3D sul web; a questi ho apportato solo alcune modifiche, come togliere il marchio o, nel caso della telecamerina, aggiungere la scritta "tuttodigitale cam". Anche nel loro caso, i due elementi sono stati dotati di rigs per l'animazione. Infine c'era da costruire lo striscione pubblicitario che il medusone si trascina via nell'ultima inquadratura. Facile a dirsi, ed anche a farsi. Ho disegnato la spline direttamente in C4D che ho estruso sottilmente per dare un minimo di spessore al...telo. Poi ho renderizzato un fotogramma in B/N della vista frontale e l'ho aperto in Photoshop. Sopra vi ho posizionato i loghi di TDTV e Tutto Digitale e salvato come texture da applicare allo striscione. In C4D gli ho applicato il Wind deformer, comodissimo, per dargli l'effetto vento in animazione. Il passaggio successivo è stato importare le camere virtuali in C4D e cominciare a posizionare l'UFO nelle scene. Per importare camere da AE c'è disponibile un comodo ed efficiente plug-in gratuito su internet che potrete facilmente trovare con Google digitando "AE to C4D". Il plug-in funziona molto bene ma non riporta i dati della camera riguardanti lunghezza focale ed apertura, e vanno inseriti a mano: un piccolo prezzo da pagare per questa utility davvero grandiosa. Ho quindi creato un background object aggiungendogli un materiale con le clip delle singole scene come texture, per poter vedere direttamente quello che facevo sul girato. WOW SI MUOVE! MA ANCORA NON PARLA... Per l'animazione ho usato la classica tecnica di keyframming, per l'ondeggiamento e spostamento dell'UFO ed il movimento dei tentacoli e dei suoi artigli. Ero tentato da un'altra sfida, quella di usare animazione procedurale, senza keyframes, ponendo cioè condizioni che obbligassero gli elementi al movimento laddove si scontrassero con esse, ma... non avevo abbastanza tempo per mettermi a sperimentare qualcosa in cui non ho ancora tutta questa dimestichezza e c'era ancora un sacco di lavoro da fare... Sarà per la prossima volta! Soddisfatto del risultato, ho potuto avviare i rendering del 3D per poterli finalmente vedere inseriti nelle scene in AE. Nelle opzioni di rendering ho scelto di creare delle sequenze d'immagini in formato Photoshop a 32 bit, per la massima profondità colore, ed esportare separatamente le luci, i canali alpha dei vari elementi, ed il canale di motion vectors (che spiegherò più avanti a cosa serve). Avrei potuto scomporre ulteriormente i livelli del rendering, ma, senza il modulo Advanced Render di C4D (od un motore di rendering esterno come Vray, Cineman o Maxwell Renderer) che ne migliora infinitamente la qualità, sapevo che quanto in mio potere per aggiustare l'immagine avrei dovuto farlo comunque in AE e quelli mi sarebbero bastati. C4D nell'esportazione crea anche un progetto con una Composition per AE, nella quale, dopo averla importata ed aperta, ritroverete già pronti tutti i passaggi, comprese le luci usate in 3D. Dal momento che nelle inquadrature iniziali e finali, l'alieno passa dietro ad alcuni elementi come palazzi, lampioni e colonne, un ulteriore passaggio di tracking è stato necessario. Questa volta però, anzichè usare The Foundry Camera Tracker, ho usato l'ottimo tracker Mocha per AE in bundle gratuito con il software. Motivo della scelta è che in Mocha si possono creare delle shapes trasportabili direttamente in AE una volta traccate, ed inoltre Mocha è un fantastico tracker 2.5D. Per fare un esempio, nell'inquadratura finale l'UFO arriva da dietro una colonna. In Mocha ho importato quindi la clip, ho scontornato quella colonna creando la sua shape, l'ho traccata ed importata con un semplice copia/incolla da software a software su un livello duplicato dello sfondo. Geniale, grazie Mocha. Con la stessa tecnica ho ripulito il background della scena dove si vede il logo di TDTV dalle persone che c'erano e dagli scooter parcheggiati a sinistra, sostituiti con immagini sempre di scooter, ma... incidentati. UN PLUG-IN ‘STUPENDO' Okay, ora che tutto funzionava egregiamente era il momento di aggiungere dei bei riflessi di lenti. Ho cominciato ad animare il classico lens flare di AE, dopo averlo reso un po' più complesso ed articolato, usando una semplice espressione che gli permettesse di seguire il movimento della camera, ma ne volevo mettere un bel po' ed ho trovato il processo piuttosto laborioso nel personalizzarli, così ho acquistato lo stupendo plug-in Optical Lens Flare dal sito di Videocopilot.net e ho dato una bella accelerata all'intera questione. Ho creato quindi un po' di fumo con CC Particle World che andasse ad enfatizzare il caos che lo schianto del logo aveva creato ed usato i livelli di motion vectors che ho citato poc'anzi per restituire un po' di effetto motion blur (movimento sfocato) al mio rendering 3D. Il livello di Motion Vectors è un rendering dell'immagine in una mappatura di colore, dal verde al rosso, che permette a programmi come AE di interpretarne la velocità e, applicando la funzione di "vector blur" sfuocare l'oggetto in maniera realistica. Avrei potuto usare il Motion Blur di The Foundry per lo stesso scopo ma richiede tempi molto lunghi di calcolo 036_039:026/028 16/09/11 14:32 Pagina 38
nave uno spot 3D. Ma non ci fermeremo qui, visto che abbiamo al decollo altri progetti, basati su un uso innovativo delle immagini tridimensionali. Per esempio, in partnership con l'Università di Genova, stiamo per lanciare E-MMD (E-Motion Mobile Dome), uno spazio/modulo immersivo (facilmente installabile ovunque, in aree sia all'aperto che al chiuso), dove gli spettatori possono assaporare le emozioni di alcune nostre top-release 3D di tipo culturale, storico e informativo, proposte con video ed audio ai massimi livelli”. Una prima realizzazione del genere, già pronta ad essere immessa in E-MMD, è “Dante interattivo 3D”, un'opera... favolosa, quasi come la nuova ammiraglia di Costa. (S.Daker) 1 - Un primo piano delle Red Epic e dello stereo rig Atom, di produzione Element Technica. 2 - L'operatore Red, Corrado Caputo, mentre si accinge a girare una scena con il tandem di Epic. 3 - Elaborazione dello spot Costa Crociere, effettuata da Corrado Silveri sulla piattaforma Quantel Pablo 3D con Neo Panel, disponibile nella sofisticata sala di postproduzione della E-Motion. 4 - Coppia di camere Red Epic (montate su rig stereo “mirror” Atom, a sua volta sorretto da sopporto Steady) in azione a bordo della nave-ammiraglia Costa “Favolosa”. L'applicazione “Dante interattivo 3D” riguarda un Sommo Poeta che in virtù appunto della terza dimensione - si materializza nello spazio con effetto volumetrico, mentre, grazie a un complesso sistema di Intelligenza Artificiale, il Poeta medesimo è in grado di dialogare addirittura con interlocutori. Il sistema A.I. ricava dalle domande fatte a microfono - nel caso specifico, dal pubblico dello spazio/modulo EMMD - una serie di parole-chiave, in base alle quali trova la risposta (in terzine dantesche) più consona da fornire, utilizzando performanti algoritmi di “discernimento”, che vanno a gestire qualcosa come 6.000 clip 3D preregistrate. La realizzazione di queste clip - ciascuna di 30/60 secondi - ha richiesto giorni e giorni di riprese, effettuate con una coppia di classiche Red Camera, mentre un lasso di tempo altrettanto consistente è occorso ai programmatori informatici di E-motion (gestiti dal DIST di Genova) per mettere a punto l'interfaccia tra le stesse clip e il sistema computerizzato. 1 2 3 4 IL PUBBLICO CHIEDE E IL SOMMO POETA RISPONDE... A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D V 79 078_079:ART EUROPEI 16/09/11 16:01 Pagina 79
ISCHIA FILM FESTIVAL 2011 ECCO I VINCITORI GIURIA Edoardo Winspeare (regista), Anna Pavignano (sceneggiatrice), Boris Sollazzo (giornalista), Lorenzo Baraldi (scenografo). PREMIO ISCHIA MIGLIOR DOCUMENTARIO PARADISO di Alessandro Negrini Irlanda del Nord 2010 - Location: Derry, Irlanda del Nord MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA LE WHITE di Simona Risi Italia 2010 - Location: Milano Rogoredo PREMIO ISCHIA MIGLIOR CORTOMETRAGGIO GARAGOUZ di Abdenour Zahzah Francia 2011 - Location: Tipaza, Algeria PREMIO ISCHIA MIGLIOR CORTOMETRAGGIO LOOSE CHANGE di Philip Botti USA 2011 - Location: Brooklyn, New York LOCATION NEGATA APRILIS SUSKHI di Tomike Bziava Georgia 2010 - Location: Tblisi, Georgia MENZIONE SPECIALE LOCATION NEGATA LE WHITE di Simona Risi Italia 2010 - Location: Milano Rogoredo MENZIONE SPECIALE AGEROLAND di Carlotta Cerquetti Italia 2011 - Location: Agerola MENZIONE SPECIALE LE WHITE di Simona Risi Italia 2010 - Location: Milano Rogoredo Altri riconoscimenti sono andati a Eugenio Cappuccio, nella foto qui sotto, Premio Castello Aragonese per la regia di Se sei così ti dico sì, Carlo Varini (Premio Epomeo per la fotografia di Hitler a Hollywood), Alice Rohrwacher (premio Opera prima per Corpo Celeste) e Roberto De Angelis (Premio Aenaria per la scenografia di La vita facile). Nella foto in basso nella pagina, Pupi Avati riceve il premio alla carriera (Ciak di Corallo) da Michelangelo Messina, ideatore e direttore artistico dell'IFF. 21 Nella foto grande, in queste due pagine, si riconosce il profilo del Castello Aragonese a Ischia Ponte. In alto, da sinistra a destra, le location del festival al castello fotografate prima dell'inizio degli spettacoli: Piazzale delle Armi (visitabile esclusivamente durante la settimana dell'IFF e chiuso al pubblico durante il resto dell'anno), utilizzato per le proiezioni in ‘primo piano'. C'è poi la suggestiva Cattedrale dell'Assunta, dove si svolgono anche gli ‘incontri di cinema'. A seguire, il Terrazzo del Convento e il Giardino delle Clarisse. Su questi schermi vengono proiettati i corti e i documentari in concorso. Infine, la Casa del Sole, che ospita corti, documentari e proiezioni speciali del festival. Più a destra, in uno scatto di Cinzia Campana, la vista mozzafiato che si ha dal castello ‘by night.' A centro pagina, due esempi della numerosa cartellonistica dell'IFF che posizionata ad hoc, racconta le differenti location utilizzate nei numerosissimi film girati sull'isola. Qui sopra, un angolo della mostra fotografica allestita al Castello Aragonese. Una serie di immagini scattate sui set del cinema italiano tra il 1960 e il 1989, dal titolo ‘Viaggi in Italia 2' e curata dagli amici del Centro Cinema del Comune di Cesena. A destra un momento dei convegni dedicati al cineturismo. © C in zia C am pa na © C in zia C am pa na © C in zia C am pa na Francesco di Cesare (docente di Marketing del Turismo presso l'Università Ca' Foscari), Iuliana Aluas (Policy Officer dell'Unità Sviluppo per le Politiche del Turismo), Alessandra Tavernese (Coordinatore Tecnico Commissione Cultura Regioni), Maurizio Gemma (Presidente del Coordinamento Nazionale delle Film Commission Italiane), Maurizio Sciarra (regista), Marco Valerio Pugini (Presidente Associazione dei Produttori Esecutivi), Davide Bellotti (Assessore al Turismo della Provincia di Ferrara), Andrea Piqué (Docente di legislazione cinetelevisiva presso l'Università di Roma Tre). Onore al merito e complimenti dunque agli organizzatori ed al loro incessante impegno affinché l'audiovisivo diventi anche uno strumento di comunicazione capace di attivare il turista in prima persona. Un Festival positivo, insomma, che costituisce anche un invito diretto ad amministrazioni di comuni e provincie perché investano sul cinema creando un legame più stretto fra la settima arte e il territorio. Giorgia Vaccari M E D I A P A R T N E R 020_021 ISCHIA:026/028 19/09/11 15:38 Pagina 21
70 Digital Market Ci sono tutti gli ingredienti giusti nei nuovi titoli di Sony Pictures Home Entertainment dramma, attualità, azione, western, sentimento… - in Blu-ray e DVD. Si comincia con Inside Job, film verità che racconta l'attuale crisi finanziaria globale, per proseguire con il travolgente thriller Faster, l'action movie (ambientato nel selvaggio West) The Warrior's Way (nella foto in alto) per arrivare poi a un film come Country Strong, definito “una storia di sentimento, passione e sfida”. Il 2 novembre è il giorno prescelto per il grande lancio della trilogia di Jurassic Park (Jurassic Park, Il mondo perduto, Jurassic Park 3, nella foto in basso a destra) in Bluray, distribuita da Universal in un cofanetto da brivido con nuove immagini mozzafiato in alta definizione, audio rimasterizzato e oltre due ore di straordinari contenuti speciali inediti, tra cui un documentario in sei parti dal titolo “Ritorno a Jurassic Park”. La Jurassic Park Ultimate Trilogy è disponibile anche in una speciale Limited Edition Gift Set e in DVD. Ancora Universal propone i Blu-ray di Fast & Furious 5 (disponibile anche il boxset con tutti e cinque i titoli della serie), Thor (anche in versione 3D), Blues Brothers e Blues Brothers 2000, Animal House, Scarface in un'edizione speciale a due dischi ricca di contenuti inediti ed esclusivi, la Rambo Trilogy Ultimate Edition (tre BD), Blue Crush, Il patto dei lupi, Colazione da Tiffany special edition - un cult della library Paramount rivisitato in alta definizione – e il cartone animato Hop. 20th Century Fox, fresca della release-monstre del cofanetto a 9 Blu-ray Disc dell'intera saga di Star Wars, propone a ottobre il film di animazione Rio (foto in basso a sinistra) in Blu-ray Disc e DVD, mentre l'offerta di 01 Distribution vede in BD Piranha 3D (sia in versione Active che Anaglyph), Boris-Il film, The Ward-Il reparto di John Carpenter, la fortunata commedia Nessuno mi può giudicare, Blitz e in DVD L'altra verità di Ken Loach, la commedia all'italiana Tutti al mare e Lo stravagante mondo di Greenberg con Ben Stiller. Infine DNC presenta in DVD il film drammatico Mother & Child con Naomi Watts e Annette Bening e Cinehollywood World War II Gli archivi ritrovati della Seconda Guerra Mondiale, ovvero la guerra - in alta definizione e a colori - in cofanetto a quattro dischi, mentre in DVD troviamo – nella collana History Channel – la biografia di Osama Bin Laden e 102 minuti che hanno sconvolto l'America, documentario sui tragici eventi dell'11 settembre. Azione, brividi, emozioni: non ci sarà certo da annoiarsi nell'autunno che viene, ricco di grandi film in Blu-ray, per di più in edizione da collezione, cofanetti-strenna, versioni 3D e quant'altro serve per il vostro home entertainment... Impressioni di settembre L'aspetto è quello di una compatta a pellicola anni '80, con il mirino ottico e i comandi principali formati da ghiere e selettori. Invece si tratta dell'ultima novità di Fujifilm fra le compatte digitali. Si chiama FinePix X10 e deriva in parte dall'apprezzata X100, la top di gamma con il mirino ibrido optoelettronico, l'ottica fissa e il sensore APS-C (in prova su questo numero). La X10 sfoggia un look vintage simile a quello della sorella maggiore, con tanta versatilità in più grazie allo zoom 28-112 mm f/2-2,8 che promette una qualità ottica sopra la media in virtù di una lente asferica e quattro lenti ad alto indice di rifrazione. L'elemento sensibile di tipo Cmos EXR, grazie alla particolare disposizione dei pixel, è in grado di restituire una gamma cromatica fedele e una qualità d'immagine senza compromessi. Tutto ciò in abbinamento al processore EXR, che consente di gestire al meglio la modalità di ripresa in base a tre opzioni predefinite: SN mode, DR, Mode e HR mode. La prima ottimizza l'immagine con elevate sensibilità ISO, la seconda estende la gamma dinamica fino al 1600%, la terza sfrutta l'elevata risoluzione del sensore per riprodurre i dettagli con la massima qualità. Infine, la X10 è in grado di scattare in Raw non compresso e di riprendere video HD 720p H.264 in formato .MOV. www.fujifilm.it Con una mossa pensata per accelerare lo sviluppo e l'introduzione della prossima generazione di cinema digitali 3D, Christie e Lightstorm Entertainment Inc. di James Cameron hanno firmato un accordo quinquennale. Tale accordo prevede una stretta collaborazione nella ricerca, nei test, nello sviluppo e assistenza tecnica relativa alle più nuove ed interessanti tecnologie del settore. La collaborazione tra le due big di Hollywood, fra le aziende più attive nel mondo del cinema digitale, preannuncia un significativo cambiamento nel modo in cui i film saranno realizzati e proiettati nelle sale. Se son rose... Accordo Christie/Lightstorm Entertainment per accelerare lo sviluppo della prossima generazione di cinema 3D Fujifilm FinePix X10, hi-tech in look vintage 068_071:026/028 16/09/11 15:30 Pagina 70
71 Formazione professionale cinematografica con i corsi per DOP, DIT e Shoting. A prezzo speciale fino al 30 settembre! Entrare nel mondo del cinema professionale non è facile, e di certo praticamente impossibile per chi non abbia una preparazione di base adeguata. Shot, il noto centro di formazione romano apre le iscrizioni per l'anno accademico 2011/2012, che inizierà venerdì 21 ottobre 2011 con i corsi DOP, DIT e Shooting. Il primo, DOP (sigla inglese per Direttore della Fotografia), è un corso di ripresa cinematografica strutturato in cinque workshop, di cui quattro dedicati ad una figura tipica del reparto fotografia cinematografica (Video Assit, Focus Puller, Camera Operator e Cinematographer) e il quinto al mestiere del Colorist. Il corso dedicato al Digital Imaging Technician serve a formare una figura professionale trasversale (dal set alla post produzione) che abbia le competenze necessarie per supportare il lavoro del DOP, del montatore e del colorist. Infine, Shooting, corso di ripresa cinematografica e televisiva particolarmente indicato, oltre a chi vuole intraprendere la carriera professionale, a chi vuole approfondire la funzione espressiva e produttiva della ripresa. Diviso in tre fasi (teoria, training, on set), ha una durata di 130 ore, di cui 30 di stage in azienda. Importante: chi si iscrive entro il 30 settembre 2011 usufruirà di uno sconto dell'8% su uno qualsiasi dei workshop. In altre parole... un'occasione da non perdere! È disponibile la versione 9.1 di Quark Xpress, che si aggiorna con l'App Studio, un set di strumenti che permette a designer e sviluppatori di creare e pubblicare applicazioni per iPad. Il software integra una serie di modelli predefiniti, e grazie a questo lo sviluppo delle applicazioni può essere effettuato a tutti i livelli, dal designer che vuole solo personalizzare il template dell'App senza lanciare Xcode, al programmatore che vuole effettuare cambiamenti nel framework per il massimo della flessibilità; comunque sia, bisogna possedere un Apple Developer ID. Oltre alla 'Factory' da cui sviluppare l'applicazione, App Studio offre uno strumento di anteprima ed un Publishing Portal per la gestione di feature avanzate, come gli acquisti e gli abbonamenti in-app, grazie ad un portale online dedicato. Per la pubblicazione di App con App Studio, è richiesto l'acquisto di una licenza per il 'template' dell'applicazione e di un pacchetto con licenza per le uscite; oltre a questi, ed ovviamente al costo per l'Apple Developer ID, Quark non chiede altri pagamenti. Il prezzo di QuarkXpress 9.1 è lo stesso del precedente QuarkXpress 8, ovvero 399 euro per la versione aggiornamento e 1349 euro per la versione completa. Quark offre sul proprio sito la possibilità di scaricare una prova gratuita di QuarkXpress 9.1 della durata di 30 giorni; è valida anche per gli utenti che hanno già completato il periodo di prova di QuarkXpress 9, permettendo così di valutare App Studio. www.quark.com SHOT, ripartono i corsi Quark rilascia Xpress 9.1 I Puffi in 3D... che è meglio! Sono passati più di 50 anni da quel lontano giorno in cui - in modo quasi del tutto casuale - il belga Peyo, in vacanza al mare con un amico, ebbe l'idea di disegnare storie di buffi omini blu che vivono in una foresta medievale e parlano un ancor più buffo linguaggio. Da allora il successo dei Puffi non ha avuto fine e continua ad allevare al sorriso generazioni di bambini in tutto il mondo. E dal momento che un fama di così lunga durata non può certo prescindere da un'evoluzione tecnologica, ecco allora che oggi i Puffi entrano nella realtà tridimensionale, con una nuova pellicola intitolata I Puffi 3D, che in questi giorni ha debuttato nelle sale italiane e che dovrebbe essere - stando ai “si dice” - il primo di una nuova trilogia. Si tratta di un film a tecnica mista, quella cioè che unisce insieme personaggi d'animazione ad attori in carne e ossa. Non a caso a dirigerlo è stato chiamato un regista esperto in questo settore come Raja Gosnell, che già aveva mixato insieme in passato le due avventure di Scooby Doo nel mondo degli umani, per non parlare di Beverly Hills Chihuahua. Eppure, nonostante la bontà dell'idea e l'indubbio appeal del marchio-Puffi, la lavorazione del film ha subito diversi intoppi produttivi. Il primo progetto risale addirittura al 2002, ad opera di Paramount, poi nel 2008 - a riprese iniziate - sono subentrate Columbia Pictures e Sony Pictures Animation, dietro sollecitazioni, così sembra, del presidente di Sony Lynton, grande fan degli omini blu. Come che sia, ecco a voi finalmente i Puffi in 3D! Debutta nella sale il film dei Puffi, il primo in 3D. Un simpatico spettacolo per famiglie firmato Sony Pictures 068_071:026/028 16/09/11 15:31 Pagina 71
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più elevati. Inoltre, nella produzione cinematografica la macchina a mano si usa ben di meno rispetto a quanto accade nel lavoro del videomaker: in ogni caso, i ciak di una scena sono solitamente di breve durata per cui è possibile affrontare l'impresa senza eccessivi timori legati all'affaticamento. L'impugnatura sul lato destro soffre di qualche economia costruttiva, con la copertura in plastica che produce alcuni scricchiolii, decisamente stonati per una macchina di questo livello: d'accordo, sarà impiegata così in minima parte, ma non è questa una ragione per offrire agli utenti un feedback imperfetto. Sull'impugnatura sono posizionati il pulsante di rec start/stop a portata di pollice e controllabili con le altre dita della mano l'expanded focus (molto comodo per verificare la corretta messa a fuoco), il rec review, uno degli 8 pulsanti assegnabili ed una leva a bilanciere per il controllo dello zoom motorizzato, che interesserà alcune delle ottiche previste nei prossimi anni nella roadmap dell'azienda. A fianco all'impugnatura si trovano le connessioni audio, con i due ingressi XLR (con alimentazione phantom selezionabile) e subito sotto le due uscite RCA divise per canale. Il posteriore della camera presenta un layout piuttosto affollato, con al centro l'alloggiamento per l'accumulatore. Oltre al terminale per l'alimentazione a rete e al selettore di accensione, sono qui posizionate tutte le connessioni video e di servizio e i due slot per le schede di memoria, coperti da uno sportello in plastica rigida e semi trasparente. I connettori sul lato destro sono invece protetti da singoli tappi di gomma uniti tra loro in un unico elemento: a seconda delle necessità si possono scoprire solo i collegamenti necessari, anche se la rimozione di tutto l'elemento in gomma è più pratica. Sotto il viewfinder si trovano le due uscite HD-SDI, con l'asse inclinato verso destra: grazie a questa semplice soluzione costruttiva, i cavi di collegamento non danno fastidio quando l'operatore guarda nel mirino. Il lato sinistro ospita la rotella per il frame rate variabile, i potenziometri del livello dei due canali, i tasti per il volume cuffie/speaker integrato e 4 pulsanti assegnabili. Sulla parte inferiore, si trovano i selettori a tre posizioni per guadagno e bilanciamento del bianco, i tasti per lo zebra e il peaking, un selettore per la gestione automatica o manuale della velocità dell'otturatore, un pulsante CC 5600 che attiva un filtro elettronico per il WB in temperatura daylight e la leva del filtro ND integrato: quest'ultimo è in vetro a scorrimento verticale ed ha tre posizioni (off, 1/8 e 1/64). La maniglia superiore - eredità dei camcorder compatti prosumer - è dotata di attacchi per una cinghia a tracolla ed ospita una slitta e tre innesti per vite filettata: insieme agli altri due sul corpo della macchina, questi aumentano le possibilità di installazione di accessori. Sempre sulla maniglia si trovano due pulsanti assegnabile ed un secondo pulsante rec, che può essere coperto con un blocco scorrevole, per evitare interruzioni o partenze accidentali Subito sotto, i pulsanti thumbnail e controllo playback permettono di passare alla modalità riproduzione, oppure di generare le barre colore. Il frontale della macchina è ovviamente tutto occupato dall'innesto delle ottiche, che presenta una particolarità, o meglio due. SI SCRIVE PL, SI LEGGE CINEMA La Sony F3 è equipaggiata con un innesto proprietario, che ricorda quello della EX3. Al momento in cui scriviamo, questo innesto è privo di ottiche compatibili: l'azienda ha però annunciato il prossimo rilascio di tre ottiche zoom: un 18270mm T3.5-6.3 a controllo manuale (autunno 2011), un 18-270mm T3.5-6.3 con controllo automatico di iris e fuoco (2012) e un 17-50mm T2.8, sempre con controllo automatico di iris e fuoco (2012). La presenza della leva di controllo dello zoom lascia supporre che alcune di queste lenti future potranno disporre di zoom motorizzato. VIDEOCAMERA SONY PMW-F3 PRO CONTRO Costruttore: Sony Co., Giappone Distributore: Sony Europe Ltd, sede secondaria italiana, via G. Galilei 40, Cinisello Balsamo (MI), tel. 02/618381, www.sony.it Compressione video: HQ mode: MPEG-2 MP@HL, 35 Mbps VBR, 1920x1080 e 1440x1080 a 59.94i, 50i, 29.97p, 25p, 23.98p; 1280x720 a 59.94p, 50p, 29.97p, 25p, 23.98p. SP mode: MPEG-2 MP@H-14, 25 Mbps CBR, 1440x1080 a 59.94i, 50i (23.98p convertito in 59.94i in 2-3 pulldown). DVCAM: 720x480 a 59.94i, 29.97p; 720x576 a 50i, 25p. Formato di registrazione audio: Stereo LPCM, 16 bit, 48 kHz Supporti di registrazione: Schede SxS (2 slot) Sensore di immagine: CMOS in formato Super35mm Innesto obiettivo: Innesto proprietario, adattatore per ottiche PL in dotazione. Filtro ND: Off, 1/8 e 1/64 Otturatore: 1/32-1/2000 sec, slow shutter da 2 a 8 frame. Slow motion: 720p 1-60 fps; 1080p 1-30 fps. Ingressi: Audio CH1/CH2 (2 XLR), Genlock (BNC), TC (BNC), DC IN (XLR 4pin) Uscite: Audio OUT CH1/CH2 (2 RCA), cuffie (stereo minijack), TC OUT (BNC) HD-SDI A/B (2 BNC), HDMI tipo A, SDI (BNC), Video (BNC) In/Out: iLink (HDV/DV) 4 pin, remote, USB (mini, USB 2.0), Option (USB), Spare. Display: LCD 3.5" 640x3x460 Mirino: EVF 0.45" 852x480 Consumo: Circa 18 W (HD-SDI dual link off, VF on, LCD monitor off) Dimensioni: 151x189x210 mm Peso: 2.4 Kg solo corpo Accessori in dotazione: innesto PL, microfono stereo con antivento, telecomando, cavo USB, cinghia da spalla. SCL-P35T20: F 35mm, T 2.0-close, Ø 95 mm, messa a fuoco minima 35 cm. SCL-P50T20: F 50mm, T 2.0-close, Ø 95 mm, messa a fuoco minima 50 cm. SCL-P85T20: F 85mm, T 2.0-close, Ø 95 mm, messa a fuoco minima 85 cm. ESTETICA Classica impostazione da videocamera pro, la F3 non esprime alcun guizzo estetico, per quanto nel settore una certa austerità non sia disprezzata. COSTRUZIONE Qualche economia costruttiva della scocca abbassa un punteggio altrimenti più generoso, a fronte di così tante caratteristiche interessanti racchiuse nel corpo della macchina da presa, dal sensore super 35mm, ai filtri ND in vetro, fino ai particolari curati, come le uscite HD-SDI con asse inclinato. VERSATILITÀ Dalla ripresa in XDCAM EX fino a workflow molto più strutturati, la F3 è una macchina che può crescere con il suo utilizzatore, ed offrire diverse soluzioni utili nella produzione video hi-end e cinematografica. PRESTAZIONI Sensibilità senza paragoni e gamma dinamica ampia si accompagnano con i vantaggi del sensore largo, delle uscite video non compresse e delle molte personalizzazioni di immagine. Il risultato sono immagini cinematografiche al punto giusto, senza dimenticare che c'è anche l'S-LOG opzionale... RAPPORTO Q/P La qualità si paga, ma si vede tutta; le ottiche in kit meritano il massimo dei voti. Sensore super 35mm Sensibilità Versatilità Ottiche in kit Economie costruttive Ralenti on board solo 720p Peso complessivo LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XIX TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D OTTICHE IN DOTAZIONE (CON PMW-F3K) CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE 93 092_098:128/130 16/09/11 16:10 Pagina 93
BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI 101 GNOMEO E GIULIETTA WALT DISNEY - ANIMAZIONE FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: La musica di Elton John accompagna questa ennesima rivisitazione dell'opera di Shakespeare, stavolta dissacrata in favore di un pubblico infantile. Ottima realizzazione tecnica, animazione al top e qualche spunto potenzialmente interessante ma abbandonato dagli autori per favorire unicamente il pubblico dei più piccini. Presentato nelle sale in 3D, il film è l'ennesima trasposizione solo 2D in Bluray, perdendo così un motivo di interesse in home-video. Resa tecnica senza sbavature, conforme alle migliori trasposizioni HD di prodotti realizzati in CG. Audio dignitoso, con codifica ad alta risoluzione anche in italiano. Buoni gli extra. (D.C.) Regia: Kelly Asbury; Produzione: 2010; Durata: 84 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), DTS HR 5.1 (ita); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 28.99 euro RANGO UNIVERSAL - ANIMAZIONE FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Come considerare questo film? Sicuramente è una sorta di scheggia impazzita nel panorama ormai vasto dell'animazione digitale. Tutto è particolare, a cominciare dal regista, un poliedrico autore capace di passare da film per famiglie al remake di The Ring passando per I Pirati dei Caraibi. Il risultato è stupefacente per emozione tecnica (siamo a livelli elevatissimi) e narrativa, grazie ad una storia finalmente originale e con un po' di verve. La resa visiva del BD raggiunge, a nostro parere, la perfezione assoluta permessa dal formato HD. Non si può descrivere: basta una sola sequenza, a caso, per rimanere senza parole. Extra nutritissimi. (D.C.) Regia: Gore Verbinski; Produzione: 2011; Durata: 107 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 26.99 euro SHELTER MONDO HE - HORROR FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Alcuni film rimangono ingiustamente inediti nelle sale. È il caso di questo Shelter, sicuramente non un capolavoro del genere, ma anche un horror ottimamente interpretato dalla bravissima Julianne Moore e con qualche freccia al suo arco per quanto concerne l'originalità della trama. Farà discutere gli appassionati, ma ne consigliamo la visione. Di buon livello l'edizione BD, soprattutto sul versante audio dove, complice la codifica HD anche per la nostra lingua, non mancano momenti di rilievo. Discreta la resa video, molto discontinua per via di una fotografia che predilige immagini spesso rumorose. Assente il comparto extra. (D.C.) Per la serie “anche i grandi sbagliano”, ecco il peggior film dell'altrimenti apprezzato Ridley Scott (quello di Blade Runner, qualora non fosse chiaro). Un mortale pasticcio con Demi Moore aspirante soldatessa alle prese con un mondo di maschiacci misogini. Alcune battute, irripetibili, sono da vero manuale del trash involontario. La versione Blu-ray è abbastanza dimessa, con nessun extra a parte il trailer e un master non in perfette condizioni. La compressione del disco è abbastanza elevata e ciò favorisce un andamento altalenante con alcune sequenze molto sfocate e povere di dettaglio. Discreto l'audio italiano, presente anche in HD. (L.D.A.) Regia: Marlind & Stein; Interpreti: Julianne Moore, Jonathan Rhys Meyers; Produzione: 2009; Durata: 113 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 19.99 euro SOLDATO JANE CECCHI GORI - DRAMMATICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Regia: Ridley Scott; Interpreti: Demi Moore, Viggo Mortensen; Produzione: 1997; Durata: 125 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ita, ing), Dolby Digital 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 22.00 euro JONAH HEX WARNER - WESTERN FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Da un fumetto di culto scritto dal noto romanziere americano Joe Lansdale, un film che aveva tutte le carte in regola per divertire e sfondare al botteghino ma si è rivelato un sonoro flop. Peccato: di materiale narrativo ce n'era in quantità, grazie alla miscela di western e fantastico, gli attori sono bravissimi e di grande appeal (stupenda e perfettamente in parte Megan Fox), ma la sceneggiatura è veramente troppo frettolosa e semplicistica. Ottima la resa video, con alcuni cali insiti nel girato originale e molto convincente la traccia audio italiana, anche se l'originale in HD ha realmente una marcia in più. Nutrito ed esauriente il comparto extra. (L.D.A.) Regia: Jimmy Hayward; Interpreti: Josh Brolin, John Malkovich; Produzione: 2010; Durata: 82 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 17.99 euro A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXVII 100_104:AD REC BD 16/09/11 16:37 Pagina 101
macchina - lanciata sul mercato due anni e mezzo fa, un'eternità in elettronica, e nel formato HDV ormai superato da quelli a scheda - oggi è difficilmente reperibile in commercio, e, quando si trova, è a prezzo di affare; il negozio di La Placa, a Roma, ad esempio, visitato in data odierna (8/9/2011), la offre a 899 euro (cioè a prezzo di saldo). Tutto questo per dire che forse il nostro lettore, per pagare la HV 40 appena 670 euro qualche tempo fa, si è forse rivolto ad una organizzazione di vendita via internet, magari anche fuori della CEE. In tal caso, come è prassi di tutte le aziende, è possibile che il preventivo della riparazione abbia risentito di questo fattore. Ma naturalmente si tratta solo di un'ipotesi, ed invitiamo il lettore a fornirci dettagli sulla questione, se lo desidera, mentre aspettiamo il parere di Canon ed altri lettori alle prese con problemi simili. CANON 2/ UN MIRINO TROPPO DELICATO 1/Sorvolo sui complimenti alla vostra rivista dicendovi soltanto che è ormai l'unica che aquisto. Unico aspetto negativo... escono pochi numeri! Sono un chirurgo pediatra, da poco in pensione, che da sempre coltiva l'hobby della fotografia subacquea (ex collaboratore di Mondo Sommerso, tanti concorsi vinti in giro per il mondo). Dopo una vacanza alle Galapagos funestata dall'acqua sporca ho potuto constatare che gli amici che erano passati al video avevano comunque ottenuto qualcosa di decente. Con la mia reflex e gli indispensabili flashes...nebbia. Così, prima una PD170 in custodia Gates per 6 anni (ottima soprattutto con poca luce), e di recente una Canon 7D in custodia Sea&Sea. Con quest'ultima e il Tokina 1017 ho ottenuto di recente in Patagonia risultati straordinari anche con acqua non proprio cristallina. Per il "sopra" prima una non proprio esaltante Sony HVR-V1E e, da due mesi una Canon XF300. Nulla da dire sulle qualità dell'immagine di questa camera, straordinaria sotto ogni punto di vista. Vorrei da voi un chiarimento sul problema del finder, di cui si parla (malissimo) sui diversi forum dedicati. Considerando che la utilizzo all'aperto, e se possibile in posti pieni di sole, potete immaginare la preoccupazione di vedere andare in fumo il prezioso oggetto per un maligno raggio solare amplificato dall'ottica del finder. Ho chiesto telefonicamente chiarimenti a La Placa, da cui l'ho acquistata, e informazioni sull'ormai famoso "tappo" che la Canon distribuisce. Nessuna risposta. Ho letto, pochi giorni fa, che una famosa casa automobilistica giapponese ha dovuto ritirare negli USA oltre centomila vetture per un difetto accertato. La XF300 costa poco meno di un'automobile e, se pure non ci sono problemi di sicurezza, credo che gli acquirenti "regolari" dovrebbero essere contattati ufficialmente dalla Canon Italia e che, nelle more di una soluzione più radicale, dovrebbero almeno ricevere a casa il tappo, magari con le scuse. Forse sarebbe un'ammissione del difetto. Ma www.lexar.it ©2010. Lexar Media, Inc. Tutti i diritti riservati. Le informazioni posso variare senza preavviso. Lexar, il logo Lexar, e When Memory Matters sono marchi di Lexar Media, Inc. Tutti gli altri marchi o brand sono di proprietà dei rispettivi possessori. Lexar Media, Inc. è una subsidiary di Micron Technology, Inc. When Memory Matters ?? ?????????????????????? ??? ???????????????????????? ?? ??????????? ?????????? ????????????????????????????? ??????????????????????????????? ???????????????????????????? ?? ?????????????? ???????? ? ?? ?????????????????????????????????????? Professional Secure Digital SDXC 133X Progettata per i professionisti dell'immagine e della ripresa video SDHC Professional 133x ?????????????????????????????????????? ? ? ??? ????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????? ????????????? ??????? ?? ????????????????????????????????????? SDHC Premium ?? ???????????????????????????????? ??????? ??????????? ?? ???????? ? ? ???????????????????????????????? ?????????? ?? ???????????????????????????????????? SDHC Video Full-HD ??????????????????????????????????? ?????????????????????????????? ??????????????????????????????????? ?????????? ??????????????????????????????????????? L'eccellente Canon XF 300 ha un tallone d'Achille? Forse che sì, forse che no... 008_:026/028 16/09/11 13:13 Pagina 9
GH: al momento non abbiamo ancora avuto la possibilità di vedere il film proiettato su un grande schermo, per cui non sappiamo dire di preciso ma ci sembra che la resa sia veramente buona. Ma questo, va detto, grazie anche agli obiettivi Leica che abbiamo noleggiato. A livello ergonomico forse la macchina non è eccezionale, perché questo design squadrato, che la fa somigliare ad un televisore (sic!) non è il massimo, ma per le questioni più tecniche lasciamo la parola al D.O.P. In alcune scene che ci avete mostrato guidate una vecchia Fiat 500 che cambia colore in continuazione. Come mai? LR: Il documentario parte dal nostro passato glorioso per mostrare quello che è rimasto delle immagini oleografiche del Belpaese, così come lo percepiscono all'estero, ovvero caffè espresso, Sophia Loren, torre di Pisa, pizza e Vespa Piaggio. Così, giocando con queste icone del “Italian way of life” è nata l'idea di intraprendere il viaggio a bordo di una vecchia Fiat 500, (che, va detto, è tanto carina ma non è comodissima) ma non sapevamo deciderci se era più bella A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XIV 88 Perché è stata scelta una AF 101 invece di una più economica reflex con funzioni di registrazione video HD? Dopo aver effettuato test su AF 101 e Canon 5D e 7D ed aver apprezzato inevitabilmente le caratteristiche di un ampio sensore come quello della 5D, riscontrabile soprattutto in un'ampia latitudine di posa, in una ridottissima profondità di campo e in uno sfuocato sorprendente, insieme ai registi abbiamo comunque optato per la Panasonic AF 101. L'abbiamo considerata più pratica, veloce nel settaggio, con ingressi microfonici professionali, con un schermo LCD inclinabile e diverse impugnature che permettono la preparazione della macchina per la realizzazione di qualsiasi tipo di ripresa nel più breve tempo possibile. Che tipo di ottiche sono state impiegate durante le riprese? Ottiche Leica fotografiche Serie R (meravigliose!) dal 19 al 180mm passando per un bellissimo 28mm T2.8 che è poi diventata “la lente” del film ed è stata quella che ho maggiormente impiegato... un obiettivo che ha una lunghezza focale vicina alla diagonale del sensore. Una lente che come rapporto mi ricorda molto il 50mm che uso normalmente su una macchina da presa 35mm. Qualcuno, da qualche parte, se non ricordo male, ha scritto che è la lente dello sguardo umano, la più vicina alla percezione dello sguardo di un individuo, o forse era il 40mm...non ricordo bene. Un aiuto indispensabile l'ho avuto anche dai rapidissimi 35,50 ed 80mm T1.4, tutte le scene in interni e in esterni notte sono state girate con queste lenti, sfruttando le condizioni di luce che ho trovato sul posto, senza nessuna aggiunta. Trovo fondamentale per la fotografia di un documentario, ma in generale per il mio modo di vedere le cose, la possibilità di lavorare con la semplicità e la verità della luce che trovi sul posto. Sono state riscontrate criticità particolari di qualsiasi genere nella gestione della macchina? Bisogna prestare attenzione al fatto che un ampio sensore, se da un lato permette di avere immagini con una limitata profondità di campo e con uno sfuocato molto attraente, dall'altro costringe ad un'estrema cura nella messa a fuoco da parte dell'operatore. rossa, bianca, gialla, turchese o celeste. Infatti chiunque direbbe che la “classica” 500 è quella bianca, ma tecnicamente dava dei problemi perché sotto il sole, si sa, il bianco “spara” e così, ci siamo divertiti ad usarla di tutti i colori. Ma la cosa più bella era quando il DoP montava ogni volta una ventosa con la telecamera sul cofano della macchina, per riprendere noi all'interno intenti a parlare. Andavamo in giro così risvegliando la curiosità dei passanti. In giro per l'Italia con una Fiat 500 che cambia colore; la curiosità cresce… LR: ci fa piacere (ride) e ci tenevamo che questi “beauty shot” rendessero al meglio la bellezza del nostro paese, ma il film gioca con i contrasti e così tra le colline della Toscana e il Lago di Como, abbiamo anche infilato la “munnezza” di Napoli o la speculazione edilizia della Calabria. Non ci siamo fatti mancare proprio niente… La Redazione Inoltre sin dai test fotografici effettuati, adottando prima un attacco PL con obiettivi cinematografici Zeiss T2.1 e poi lenti fotografiche Leica (che sono alla fine diventate quelle del film), la macchina sembrava essere molto sbilanciata in avanti a causa del peso della lente. Usata a mano occorreva quindi ancorare saldamente il dorso all'impugnatura e sostenere la lente da sotto con l' altra mano. Una posizione decisamente scomoda all'inizio, ma poi ci si abitua. A conti fatti la consiglieresti? Necessaria per il vero filmmaker che vuole girare documentari “da solo”, o con pochi. Per un'impianto produttivo aggressivo, “da battaglia”, che però non vuole rinunciare alla qualità creativa delle immagini. Come noi che siamo partiti in tre, io e i due registi, Luca e Gustav, che sono pure gli interpreti del 'viaggio', e che quindi stanno prevalentemente davanti alla macchina. Cuffie alle orecchie, mani sui livelli dei canali audio e occhi sulla scena, pronti a reagire con la massima velocità ed efficienza... Quella freschezza che i ragazzi sono riusciti a portare sullo schermo. Michele Paradisi (nella foto sopra) vanta una lunga esperienza dietro la macchina da presa. Dapprima come aiuto operatore (Il papa buono, serie TV, La mia vita a stelle e strisce, Io no, Segui le ombre, Manuale d'amore, Concorso di colpa, Roma serie TV, Romanzo Criminale, Il caimano, Manuale d'amore 2, Mio fratello è figlio unico, Come tu mi vuoi, Jumper senza confini) poi come operatore (Italians, Feisbum, Genitori & Figli:) - Agitare bene prima dell'uso, Il Padre e lo straniero) e infine come direttore della fotografia ne La vera leggenda di Tony Vilar e Tatanka, entrambi diretti da Giuseppe Gagliardi. E poi Five Stanza Ballad e La Patente. Con Tatanka ha ottenuto una nomination ai Nastri d'Argento di quest'anno. MICHELE PARADISI DOP DEL FILM 086_087:108 113 16/09/11 16:28 Pagina 88
MIRRORLESS NEXT GENERATION SPECCHIO DELLE MIE BRAME, CHI È LA PIÙ BELLA - SENZA SPECCHIO - DEL REAME? BI M ES TR AL E - O TT O BR E 2 01 1 - A NN O 1 4 - N . 7 0 - 5 E UR O - PO ST E IT AL IA NE S PA SP ED IZ IO NE IN A BB O NA M EN TO P O ST AL E - D .L . 3 53 /2 00 3 (C ON V. IN L . 2 7/ 02 /2 00 4 N. 4 6) AR T. 1, C O M M A 1, A UT : 14 4/ CB PA SU D/ SA FR AN CI A 11 = C , S VI ZZ ER A FS 2 0, G ER M AN IA 11 = C , U .K L ST 9 .5 0, U SA $ 1 4 SONY PMW-F3 CINEALTA PANASONIC HDC-Z10000 LUCI ED OMBRE SULLA CAMERA DEL MOMENTO CON I COMMENTI DI REGISTI E DIRETTORI DELLA FOTOGRAFIA TEST VERITÀ IN ANTEPRIMA IFA 2011 BERLINO ® ARRIVA WOW L'ALIENO DI TD TV - SONY TABLET P + TABLET S - SAMSUNG GALAXY NOTE - SONY VS SAMSUNG: MIRRORLESS NEXT GEN - TOSHIBA, ECCO IL MAXI TV 3D SENZA OCCHIALI. MA... - PANASONIC, LO ZOOM SERIE X SI È MESSO A DIETA - JVC, IL RITORNO DELLA FOTOVIDEOCAMERA HI-SPEED - SONY VG20, L'EVOLUZIONE È PROGRESSIVA - E MOLTO ALTRO ANCORA... PANASONIC L'EDITING 3D È SERVITO PRIME IMPRESSIONI D'USO SULLE NOVITÀ DAVVERO COOL 3+3 CMOS X 3D 3D I PUFFI AL CINEMA ARRIVANO A.14 N.70 5 EPSON LANCIA IL 3D all' interno AL A cinema&TVHD cinematographeritalianXI EDIZIONE DEL PREMIO HOME VIDEO (DVD+BD) CASTELLI ANIMATI/ TUTTO DIGITALE: CI VEDIAMO A ROMICS! SPECIALE Icop_TD70:TD38 COP 19/09/11 15:33 Pagina 1
L'obiettivo Guida - La scelta dell'ottica di ripresa Un bel ritratto. Una raffica di immagini sportive. Un paesaggio davvero panoramico. Altrettante occasioni di ripresa, fra le tante possibili, per realizzare foto indimenticabili. A patto, naturalmente, di scegliere l'ottica giusta in ogni situazione... 58 giusto per... N ella borsa dei ‘nuovi fotografi' ci sono ingenere al massimo un paio di zoom, magariforniti con il kit-base, e spesso lo zoom è uno solo tanto da rendere superflua la borsa. Basta attaccare la tracolla alla reflex e via... pronti per fotografare. Si viaggia comodi, leggeri e non si cambia mai obiettivo, anche perché la polvere crea più di un problema ai sensori, in barba ai sistemi elettronici di rimozione. Dopo qualche scatto rubato per la strada, però, ci si accorge che quel gabbiano che volteggia nel cielo terso d'estate è troppo lontano per riempire l'inquadratura. Il ritratto a luce ambiente della fidanzata è mosso e confuso perché non abbiamo potuto aprire il diaframma più di f/3,5 abbreviando il tempo di scatto e sfocando lo sfondo. Quel palazzo così alto dai riflessi metallici sembra una piramide. Il motivo di tutto questo è troppo spesso da ricercare nella pigrizia di chi punta su un unico obiettivo, lo zoom 18-55 mm fornito in kit con la reflex, pensando che con quello può cavarsela in ogni circostanza. Ma lo zoom in questione soffre di molte limitazioni sia costruttive che ottiche. Inoltre è sempre bene scegliere la focale più adatta al genere di ripresa che si deve affrontare. Fare un primo piano con il grandangolo alla ragazza dei nostri sogni può provocare danni inimmaginabili una volta che il viso dilatato e rotondo si visualizzerà sullo schermo LCD della reflex. Scattare fotografie rubate per strada con il tele significa ritrovarsi spesso con immagini di scie luminose e soggetti indistinguibili a causa di mosso e fuori fuoco. Per ovviare a tutto ciò è meglio conoscere gli effetti dell'obiettivo sul soggetto, le caratteristiche di ciascuna lunghezza focale, e in che modo utilizzarle per ottenere il massimo in ogni condizione di ripresa. Una volta accumulata una buona dose d'esperienza, si potrà procedere alle sperimentazioni più divertenti, e magari volgere a nostro vantaggio gli stessi difetti ottici che caratterizzano gli obiettivi. E allora: quale obiettivo usare per...? 058_063:026/028 16/09/11 15:20 Pagina 58
SONY NEX-VG20, CIAK SI GIRA IN PROGRESSIVO 51 Alcune piccole - ma importanti - migliorie ergonomiche, un sensore più risoluto e la registrazione in 1080 25p e 50p sono le principali novità della Sony NEX-VG20: la videocamera a sensore largo ed ottiche intercambiabili è sostanzialmente una conferma della filosofia della versione precedente, migliorata in alcuni dettagli. Innanzitutto, la VG20 si fregia ora del logo AVCHD Progressive, nuovo standard che indica i dispositivi in grado di registrare anche oltre il 1080i, con bitrate massimo di 28 Mbps. La registrazione in progressivo era una delle richieste più pressanti della comunità di videomaker, accolta dalla casa giapponese in questo secondo modello. Altra novità è il nuovo disegno ergonomico dell'impugnatura, che in effetti è ora più confortevole come abbiamo potuto riscontrare di persona nella nostra prova durante l'IFA. Sull'impugnatura, inoltre sono ora presenti un secondo tasto di avvio della registrazione (comodo quando si inquadra dal basso utilizzando la maniglia superiore) e quello dell'expanded focus, quantomai importante utilizzando una macchina a sensore largo come questa. Ricordiamo, infatti, che la principale qualità di questa macchina è proprio quella di produrre il look cinematografico con ridotta profondità di campo e giochi di messa a fuoco, che richiedono però un controllo preciso anche lavorando in manuale. La sezione elettronica vede l'impiego di un CMOS Exmor da 16.1 MP, coadiuvato dal processore Bionz. L'innesto E-mount costringe l'utente ad impiegare le ottiche di Sony (18-200 mm quello in dotazione, equivalente ad un 29-322 mm) del sistema NEX, mentre uno speciale adattatore per obiettivi Alpha amplia il parco ottiche ed aggiunge uno specchio semitrasparente, con sensore dedicato all'autofocus a rilevazione di fase: questo è un buon upgrade da considerare se si ricercano prestazioni migliori di quelle garantite dall'AF a contrasto, di serie sulla macchina. In commercio stanno arrivando anche adattatori di terze parti per obiettivi di altri marchi, di cui vi daremo conto nel prossimo numero di Alta Definizione Cinema & TV HD, nello speciale IBC da Amsterdam. Come si conviene ad una videocamera progettata per gli amatori evoluti e che strizza l'occhio ai professionisti, la VG20 offre un set completo di controlli manuali, la cui ghiera di controllo è ora accessibile anche a display chiuso: questa ghiera può essere assegnata al controllo della compensazione dell'AE, guadagno, apertura, velocità e bilanciamento del bianco. prime impressioni d'uso La sezione audio vede piccoli aggiornamenti con l'ottimo microfono Quad capsule, già visto sulla VG10, ora capace di registrare il 5.1, ed un ingresso minijack per microfono esterno. Sul versante delle connessioni, sono presenti una HDMI, un'uscita video component su connettore proprietario, una porta USB 2.0 e l'uscita cuffie, mentre il supporto di registrazione è sempre lo stesso (schede di tipo SD/SDHC/SDXC e Memory Stick), nello slot due-inuno già visto sulla VG10. Il display da 3 pollici è touch ed offre una risoluzione di 921.000 pixel; il viewfinder dispone di risoluzione di 1.15 MP. Maggiore qualità, dunque, per le riprese progressive con la VG20: una macchina che certamente attirerà l'attenzione dei videomaker indipendenti, che avremo presto in prova sulle pagine di Tutto Digitale, e che arriverà sul nostro mercato a partire dal prossimo novembre, anche in versione solo corpo. www.sony.it 046_051:026/028 16/09/11 14:46 Pagina 51
TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXII 3 ALESSIO LIGUORI - REGISTA GIULIANO TOMASSACCI - DOP Vista l'impossibilità di sottoporre la macchina ai provini di laboratorio, possiamo solo limitarci ad esprimere sensazioni ed impressioni riscontrate ad un primo approccio generico - e di puro carattere perlustrativo – con il camcorder. La F3 ricorda per molti aspetti e funzioni la EX1 anche se l'accesso ad alcuni parametri dal menu risulta più ostico. LCD e viewfinder sono in linea con gli altri modelli XDCAM EX, il corpo macchina risulta invece più ingombrante e pesante, oltre ad essere sbilanciato in avanti quando sono montate le ottiche in kit. La maniglia laterale di plastica sembra apparentemente non reggere il peso dell'intera macchina, una sensazione confermata dagli scricchiolii emessi dalla scocca, trasferendo un senso di instabilità e precarietà che potrebbero minare la sicurezza del camcorder. Le immagini risultano molto definite, con un livello di dettaglio elevato. La profondità di campo minima ottenibile dona alle immagini una resa molto cinematografica, per quanto, da un primo approccio generale e senza utilizzare l'S-LOG, la F3 non soddisfa le aspettative in termini di range dinamico. La difficile gestione della gamma zonale in situazioni di contrasto particolarmente esigenti segnala una apprezzabile difficoltà nella restituzione delle alte luci, cui si aggiunge un fastidioso effetto flicker e crispening sui dettagli più fitti. La forte incisione delle lenti di serie (di cui si segnala una resa cromatica imprevedibilmente piatta) potrebbe aver acutizzato l'effetto; una caratteristica delle ottiche enfatizzata anche da un leggero edge-shaping, soprattutto nelle focali mediolunghe. Tuttavia per una resa cromatica ed estetica differente, la macchina andrebbe provata con ottiche differenti da quelle fornite di serie dalla Sony. Presente l'aliasing ed il moirè sulle trame fitte, come ringhiere e panchine nei campi larghi o nei totali e i tessuti nei dettagli. Infine, sotto sforzo, il camcorder sembra restituire anche un leggero artefatto di posterizzazione. Le riprese sono state effettuate in diurna all'interno di un parco e in definitiva il passaggio dalle alte alle basse luci sembra far fare un passo indietro alla F3 rispetto alla EX1. In postproduzione il codec XDCAM EX messo sotto sforzo con complesse color correction rende e regge sicuramente meglio rispetto all'H.264 o all'AVCHD, e può essere tranquillamente lavorato con computer non di fascia altissima. Nel complesso la F3 è una macchina interessante ma, in rapporto al costo, sarebbe stata rivoluzionaria ed appetibile se immessa sul mercato qualche anno fa. Il costo della F3 rispetto alle prestazioni e a ciò che c'è oggi sul mercato, la rende a nostro avviso un prodotto anomalo e di difficile collocazione. La differenza di prezzo rispetto a macchine con sensori di pari dimensioni ma dal costo molto, molto più basso, a nostro avviso non è giustificata da un corrispettivo beneficio in termini di resa finale, a meno di non utilizzare registratori esterni che alzano però ulteriormente la spesa complessiva. OLIVIERO CORSETTI - REGISTA La prima impressione non posso dire sia stata delle migliori: a livello costruttivo si nota troppo spesso l'utilizzo di materiali di qualità dozzinale, e se si considera il prezzo non proprio da macchina consumer, ci si aspetta sicuramente di meglio. Il serraggio per l'ottica non è il massimo e dà l'impressione che indugiare con la pressione possa essere fatale. Al filmaker da combattimento, però, quello che interessa è ben altro: il sensore. Le sue dimensioni suggeriscono performance straordinarie ed in parte è così. Abbiamo avuto la possibilità di testare in modo empirico sia la dinamica che la sensibilità (in XDCAM EX, 1080 25p, gain 0 dB, ndr) ed abbiamo appurato un ottimo rapporto segnale rumore: quest'ultimo impiega 4 stop sotto prima di manifestarsi. Anche le alte luci sono ben tollerate con azzardi fino a due stop e 1/2 sopra. La sensibilità da noi rilevata è di 320 ISO, non troppo distante da quella dichiarata. Quello che veramente non riesco a digerire è che una macchina con un potenziale simile sia “avvilita” da un codec XDCAM EX che ne strozza le performance in un modesto 35 Mb in 4:2:0. Considerando però le due uscite HD-SDI e l'upgrade al logaritmico, le cose per questa macchina ed i suoi fortunati utilizzatori potrebbero mettersi molto bene. Ultimo dettaglio sulle ottiche in dotazione opzionale. Niente da eccepire, buona velocità, buon dettaglio e questa volta ottima qualità costruttiva. MATTEO SCARANELLO - DOP In linea generale le prestazioni della Sony F3 sono di tutto rispetto. I test condotti erano orientati prevalentemente a valutare la macchina in termini di sensibilità e dinamica. Il sensore in condizioni normali di utilizzo (XDCAM EX, 1080 25p, gain 0 dB, ndr) ha rivelato una velocità leggermente al di sotto di quella dichiarata, compresa cioè tra i 250 e i 320 ASA. Di tutto rispetto la gamma dinamica di 6 STOP e 1/2, che risulta però decisamente sbilanciata verso il basso (4 STOP) in caso di esposizione a 320 ASA. Ottimo il rapporto segnale rumore e in generale la lettura delle basse luci, mentre proprio non ci si capacita sulla scelta di “castrare” questi risultati in un 4:2:0. Giudizio decisamente negativo per i materiali e la qualità costruttiva, che non solo non si addicono ad un utilizzo “aggressivo” della macchina, ma non trasmettono tranquillità neanche durante semplici operazioni come il serraggio delle ottiche. Queste ultime, si sono rivelate molto buone in termini di prestazioni e qualità: ottima velocità e ridotto effetto di vignettatura all'analisi strumentale. Inspiegabili le dimensioni: decisamente ingombranti e molto al di sopra della media. In conclusione la Sony F3 da l'impressione di voler sbaragliare con le prestazioni del sensore e la qualità delle ottiche le concorrenti di fascia alta prosumer, ma resta, a mio avviso, ancora indietro rispetto a macchine con aspirazioni decisamente più cinematografiche. La stessa impugnatura e la predisposizione per il controllo motorizzato dello zoom lasciano pensare ad un mezzo più votato al broadcast che al cinema. O. Corsetti e M. ScaranelloA. Liguori e G. Tomassacci Una macchina da cinema provata da chi fa cinema segue da pagina precedente 96 092_098:128/130 16/09/11 17:16 Pagina 96
NOWHERE BOY 01 - COMMEDIA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Sorta di biografia apocrifa e immaginaria di John Lennon, o meglio della sua infanzia e del periodo dell'adolescenza nella Liverpool del 1955. Abbastanza riuscito, il film non deluderà gli ammiratori di Lennon e rappresenta comunque un discreto intrattenimento per qualsiasi tipo di pubblico. Molto buona la qualità video del disco BD, di eccellente pulizia e dettaglio generale. Il livello del nero non è sempre perfettamente costante e inficia lievemente il contrasto, ma ciò dipende sicuramente dalla fotografia originale che l'encoding ha restituito senza alterazioni. Buono l'audio ma senza particolari picchi qualitativi. Discreti gli extra. (L.D.A.) Regia: Sam Taylor-Wood; Interpreti: Aaron Johnson, Anne-Marie Duff; Produzione: 2009; Durata: 98 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 22.99 euro QUALUNQUEMENTE 01 - COMMEDIA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Sarebbe un errore considerare questa esilarante commedia del bravo Albanese come una semplice propaggine cinematografica del suo celebre personaggio televisivo. Il film diretto da Giulio Manfredonia è più articolato, ben realizzato tecnicamente e con una galleria di caratteristi spassosa. Da vedere, per una serata senza pensieri. Ottima resa video, grazie anche alla fotografia luminosa e ben definita. L'audio, proposto in versione HD, ha i suoi momenti ma per le caratteristiche stesse del film raramente coinvolge a tutto tondo. Buoni gli extra, con l'aggiunta di alcuni gadget come finte spille elettorali e pubblicità inclusi nella confezione. (L.D.A.) Regia: Giulio Manfredonia; Interpreti: Antonio Albanese, Lorenza Indovina; Produzione: 2011; Durata: 97 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ita); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 22.99 euro NIGHT OF THE LIVING DEAD... RARO VIDEO - HORROR FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Seconda edizione in Blu-ray, in un breve lasso di tempo e per una diversa etichetta, del celeberrimo cult movie firmato da George Romero. Qui il video è proposto nel corretto formato 1080 24p, con le proporzioni originali di 4:3. In aggiunta un succulento documentario sulla realizzazione del film datato 1983 e qualche altro extra. La resa video (in bianco e nero per il film) è ovviamente condizionata dai materiali originali, dei quali rispecchia ed esalta la naturale imperfezione. Un restauro sul negativo avrebbe permesso di ottenere risultati migliori ma nel complesso gli estimatori della pellicola possono ritenersi soddisfatti del risultato. (D.C.) Regia: George Romero; Interpreti: Duane Jones, Judith O'Dea; Produzione: 1968; Durata: 96+55 minuti; Formato audio: Dolby Digital 2.0 Mono (ita, ing); Formato video: Tutto Schermo 4:3; Prezzo: 19,99 BIUTIFUL UNIVERSAL - DRAMMATICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Al suo quarto film il regista messicano Inarritu abbandona la classica narrazione circolare che lo contraddistingue, per una storia a svolgimento lineare e con un solo protagonista. Memorabile l'interpretazione intensa e sofferta di Javier Bardem, che gli è valsa una giusta candidatura agli Oscar come miglior attore. Storia drammatica, talvolta dura, di sofferenza e rassegnazione ma anche di un'inguaribile gioia e voglia di vivere. Resa video condizionata da una fotografia spesso sporca, lievemente sottoesposta e dai colori lividi e spenti. Audio funzionale alla storia. Discreto il video diario sulla lavorazione del film. (L.D.A.) Regia: Alejandro Gonzalez Inarritu; Interpreti: Javier Bardem, Maricel Alvarez; Produzione: 2010; Durata: 142 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), DTS 5.1 (ita); Formato video: 16:9/Letterbox 1.78:1; Prezzo: 21.99 euro IL GRINTA PARAMOUNT - WESTERN FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Remake del celebre film con John Wayne, che valse al Duca l'unico Oscar della sua carriera. I fratelli Coen, garanzia assoluta di qualità tecnica, riescono a dare nuova vita al “vecchio” personaggio, costruendo un film semplice ma di sicuro impatto. Immenso Jeff Bridges. Resa video superlativa, vicina ai massimi risultati del formato. Solo nelle scene più scure si nota una lieve e trascurabile flessione del dettaglio che rimane per tutto il film di abbacinante perfezione. L'audio italiano, al contrario, è spento in dinamica e in genere povero d'ambienza. Meglio l'originale inglese in HD. Ottimi extra. (L.D.A.) Regia: Joel & Ethan Coen; Interpreti: Jeff Bridges, Matt Damon; Produzione: 2010; Durata: 110 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 27.99 euro BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXVI 100 100_104:AD REC BD 16/09/11 16:36 Pagina 100
M A N G I A R E B E R E V I A G G I A R E ? U O M O ? D O N N A Mr Food& Mrs Wine ® www.mr-food.it M A N G I A R E B E R E V I A G G I A R E ? U O M O ? D O N N A Mr Food& Mrs Wine ®® Un viaggio affascinante alla scoperta di uno dei piatti-simbolo della nostra cucina, interpretato in 13 modi diversi da altrettanti chef: classica, innovativa, trasgressiva... comunque sempre ottima Carbonara! Mr Food vi accompagna dietro le quinte della ristorazione, alla scoperta dei segreti della cucina di 13 chef impegnati ad illustrare la loro personalissima versione del piatto italiano più amato nel mondo, la carbonara! Mr Food & Mrs Wine come racconta il nome e precisa il sottotitolo - mangiare bere viaggiare uomo donna - è un progetto ad ampio spettro nel mondo enogastronomico, che si sviluppa con realizzazioni multimediali (il primo DVD prodotto è Passione Carbonara, qui sotto), un sito aggiornato quotidianamante (www.mr-food.it) e un free press mensile, distribuito gratuitamente e scaricabile dal sito DVD in vendita a 9,90 su www. carbonara club.it ® ® ® ® mi piace seguici su www.facebook.com/ carbonaraclub corretta:026/028 20/09/11 16:18 Pagina 76
impostazioni della camera inclusi i picture profile di cui parleremo più avanti - che possono essere salvate su una card e trasferite da una macchina all'altra. In kit con la F3 sono disponibili tre ottiche PL della stessa Sony: si tratta di un 35, di un 50 e di un 85 mm, offerti ad un costo molto interessante in relazione alle prestazioni ottenute. Racchiuse in un design tipico delle ottiche di cinema, con il case che ricorda le Cooke, hanno iris meccanico ad 8 lamelle, con velocità massima pari a T2. Sulle ghiere dentate degne compagne di follow focus e simili - sono riportati i valori di diaframma e la distanza in metri dal soggetto a fuoco. La costruzione appare robusta, anche se la risposta dei due anelli appare fin troppo morbida, specialmente nell'uso a mano libera. Installando le ottiche, stupisce la mancanza di un punto di fede marcato sulla carrozzeria: il piccolo perno dentro l'innesto guida nel corretto posizionamento dell'insieme, a prezzo di qualche incertezza iniziale. Il comportamento delle tre lenti in kit è molto buono, con riproduzioni corrette dal punto di vista geometrico e delle aberrazioni cromatiche, bokeh morbido (in particolare nell'85 mm) ed immagini profonde e ben dettagliate. Certo, esistono sul mercato ottiche più veloci, magari da noleggiare: a questo prezzo di TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D 94 Nel frattempo, in dotazione con la macchina c'è un adattatore per l'innesto PL, che permette di installare ottiche cinematografiche Zeiss, Angenieux, Fujinon, Cooke e molte altre ancora. La torretta presenta anche due serie di contatti, in posizioni compatibili con quelli degli obiettivi Cooke /i (in alto) e ARRI LDS (a destra): quando si usano queste serie di lenti, la macchina acquisisce i metadata relativi ad esempio ad apertura e messa a fuoco. Sempre per quanto riguarda l'uso di ottiche, la F3 può compensare flare, bilanciamento del bianco e sfumatura del bianco, con possibilità di salvare fino a 32 diverse correzioni relative agli obiettivi utilizzati. La stessa possibilità è estesa a tutte le XX Il fianco destro del camcorder è dedicato all'impugnatura, che offre anche una leva a bilanciere per il controllo futuro di ottiche motorizzate. A fianco all'impugnatura, gli ingressi audio XLR per collegare microfoni esterni opzionali; la F3 non dispone di un microfono integrato. Close-up sul sensore e sul particolare innesto proprietario: grazie all'anello adattatore, la macchina monta lenti PL. I tre obiettivi Sony in dotazione con il kit hanno un alloggiamento che ricorda i Cooke, apertura massima T2.0 e focali di 35, 50 ed 85 mm. 092_098:128/130 16/09/11 16:12 Pagina 94
Samsung lo ha presentato all'IFA, ma è stata costretta a rimuoverlo dallo stand frettolosamente a causa dell'ingiunzione della Corte tedesca, secondo cui sarebbe troppo simile all'iPad: stiamo parlando del Galaxy Tab 7.7. RECENSIONI DVD Gli ultimi titoli AA.VV. 72 LIBRI Gli ultimi titoli AA.VV 74 IL CINEMA DIGITALE VISTO DALL'INTERNO Brividi oltre la 3^ dimensione Lino Palena 84 IL CINEMA DIGITALE VISTO DALL'INTERNO Italy: love it or leave it Intervista con gli autori 86 SMART TV LED Philips 42”7000 (7606) Alessandro Belli 90 VIDEOCAMERA Sony PMW-F3 Stefano Blasi 92 BLU-RAY Le recensioni AA.VV. 100 ALTA DEFINIZIONE CINEMA & TV HD ITALIANCINEMATOGRAPHER IC NEWS Premio AIC e Digital Dailies Lab M. D'Attanasio 106 INTERVISTA A GIAN FILIPPO CORTICELLI Voglia di sperimentare a cura di M. D'Attanasio 108 Il racconto passo passo della nuova sigla di TDTV e poi l'intervista esclusiva agli autori di un docu-film girato a bordo di una vecchia Fiat 500. E ancora i retroscena di uno spot in 3D, le recensioni degli ultimi titoli BD e l'esclusivo test dedicato alla Sony Cinealta PMW-F3. Torna Romics, il festival dedicato a fumetti, animazione e games e con lui il premio Castelli Animati/Tutto Digitale Pag. 18 Una competizione fotografica per i Campionati Mondiali per Nazioni di Pesca al Drifting A pag. 26 Scade il 30 settembre il termine ultimo per le iscrizioni al PIVI, Premio Italiano Videoclip Indipendente Pag. 24 Siamo in dirittura d'arrivo con la maratona fotografica FNAC la più originale dell'anno Pag. 16 Nella capitale riapre Fotoleggendo, la manifestazione dedicata alla fotografia d'autore Pag. 22 Dall'iniziativa promossa da Tutto Digitale, Fedic e Corte Tripoli Cinematografica ecco il nome del vincitore dello stage di sceneggiatura Pag. 22 M E D I A P A R T N E R la rivista degli autori della fotografia cinematografica AIC cinematographeritalian Il reportage della consegna dei premi di quest'anno alla Casa del Cinema di Roma Premio A.I.C. II edizione Suspence e relax sul set de L'orco 3D Manetti Bros. Intervista con il DOP Gian Filippo Corticelli Voglia di sperimentare La soluzione Technicolor ‘all in one' Digital Dailies Un robot do-it-yourself? Il fratello minore di C-3PO e R2-D2? Una costruzione di Meccano next gen? No, semplicemente una comune fotocamera Canon Eos 7D trasformata nel cuore di una ‘macchina da presa' leggera per il cinema digitale e arricchita di accessori ad hoc, utilizzata - per la prima volta in Italia - per il film Se sei così, ti dico sì. Tutti i dettagli all'interno. ® SCOPRI SUBITO LE INIZIATIVE DEL MOMENTO IN COLLABORAZIONE CON I NOSTRI PARTNER! Si avvicina ViewConference, l'appuntamento torinese per gli appassionati dell'immagine digitale Pag. 25 Nuovo incontro organizzato da InSide: si chiama Pad Connects ed è dedicato ai dispositivi mobile Pag. 24 86 78 100 74 NEWS Le ultime notizie dal mondo dell'alta definizione AA.VV. 76 STORIA DI UNO SPOT Il 3D va in crociera Samuel Daker 78 L'ESORDIO STEREO DEL CTV Il Vaticano si fa in 3 (D) Samuel Daker 80 004_005:006-007 16/09/11 13:06 Pagina 5
in SD: tutto considerato, anche visto il prezzo di listino non esagerato e la dotazione 'extra' di tutto rispetto (ambilight, Net TV, dlna PVR, riproduzione di file multimediali...), non ci si può comunque lamentare. Ancora migliore la riproduzione di materiale HD, nitido e dettagliato nella stragrande maggioranza dei casi; da segnalare solo qualche sporadico 'scalino' visibile nella riproduzione delle sfumature più complesse e qualche apparizione di rumore indesiderato in casi limite, specialmente su fondi contrastati. Molto interessante l'adozione per il 3D di occhialini passivi polarizzati: con questo metodo, durante la visione di materiale stereoscopico, la risoluzione delle immagini è dimezzata (ad esempio un Blu-ray 3D si vedrà a 720p), ma gli occhialini passivi sono senza dubbio più pratici ed economici rispetto alle controparti attive, spesso pesanti, delicate e scomode. La resa 3D quindi, non è comparabile alle soluzioni più avanzate, ma considerando la presenza del 3D più alla stregua di un gradito extra che come un 'selling point'; possiamo infine ritenerci soddisfatti e passare sopra a qualche problema di crosstalk (doppi bordi spesso evidenti) di troppo. In conclusione: un apparecchio dal prezzo non esagerato, con ricche possibilità di regolazione, funzioni multimediali e di rete avanzate e 3D semplice; un bel biglietto da visita, insomma, per un pacchetto globale ben riuscito. Alessandro Belli 91 TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XVII TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D la registrazione vera e propria. Molto ricche le possibilità di regolazione d'immagine: oltre a diversi preset (cinema, gioco, foto ecc,), il menu permette di variare tutti i parametri che influiscono sulla qualità d'immagine, a cominciare dai classici contrasto, nitidezza e luminosità passando per una sezione dedicata a gamma e bianco per finire con le impostazioni del processore Pixel Precise HD. Il TV offre anche funzioni di refresh a 100 Hz, pensate per ovviare al problema dei 'microscatti' nella visione 24p; ai livelli medio e massimo la fluidità è elevata ma è palese l'introduzione di artefatti alle immagini. È consigliabile quindi disattivare la funzione o perlomeno scegliere il livello 'minimo' per il miglior rapporto fluidità/resa visiva. LED PER TUTTI Il pannello vero è proprio è caratterizzato dall'illuminazione Edge LED: si tratta di una delle configurazioni ad oggi più comuni, che offre un buon rapporto tra consumi, spessore del pannello e costo di produzione; l'altra faccia della medaglia mostra però propensione alla disuniformità dell'illuminazione (che abbiamo notato anche in questo esemplare, specie agli angoli della schermata e nella parte superiore) e livello del nero non eccelso, almeno a confronto con plasma e soluzioni LED più raffinate. La resa 'pura' è solo discreta con il materiale CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE PRO CONTRO Pannello: 16:9, 107 cm/42", 1920x1080 pixel Tecnologia di retroilluminazione: Edge LED Connettività: SCART (RGB/CVBS), Component Y Pb Pr, mini jack 3.5 mm, Ethernet RJ-45, Audio out ottico, 4 x HDMI, VGA, coassiale 75 ohm, Common Interface, SD, 2 x USB TV digitale: DVB-T, MPEG-4 File multimediali: video avi., .mkv, .asf, .vmw, .mp4, .mpg, .mpeg, .vob, .ts, audio aac, ac3, mp3, lpcm 3D: occhialini polarizzati passivi, 2 in dotaz. Dimensioni (senza piedistallo): 601.8 x 992 x 38 mm Peso: 13 Kg Consumo energetico in standby: < 0,15 W Prezzo corretto Funzioni web e multimediali 3D Resa in SD Disuniformità del pannello ESTETICA Il look Philips è sostanzialmente invariato da diverso tempo, ma rimane moderno e piacevole; la cornice abbastanza ridotta ed il nuovo design della base contribuiscono a far sembrare i modelli di questa serie 7000 più piccoli di quanto non suggeriscano in realtà le dimensioni del pannello. COSTRUZIONE La scocca è un riuscito mix di alluminio spazzolato (il frontale) e plastica dura (il retro): non è un TV 'sottiletta' ma la profondità della scocca è comunque ridotta. A differenza della moda che si sta diffondendo sempre più, il pannello non è ricoperto da vetro riflettente. Qualche riserva sul sistema di rotazione, che è integrato nel retro della scocca del pannello mentre la base rimane fissa. VERSATILITÀ Sebbene non possiamo definirlo un top di gamma, fatichiamo a trovare mancanze nel ventaglio di possibilità offerte: Ambilight, regolazioni d'immagine a iosa, funzioni web con browser, riproduzione multimediale, 3D e chi più ne ha più ne metta; a voler esser proprio pignoli manca il wi-fi (presente comunque con un dongle opzionale). PRESTAZIONI Un pannello poco uniforme (comunque una caratteristica condivisa con quasi tutti i TV LED provati), qualche rara incertezza nelle sfumature di colore e una resa in SD non spettacolare; comunque più che buono per la stragrande maggioranza delle situazioni. PRESTAZIONI 3D Diciamo subito che chi cerca il top del 3D dovrà rivolgersi su altri fronti, ma l'Easy 3D, con la comodità degli occhialini passivi, può comunque considerarsi come un altra freccia all'arco di questo TV. RAPPORTO Q/P Il prezzo non è esagerato, anche considerata la presenza di diversi 'gadget', non essenziali ma quantomeno gradevoli. LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE Costruttore: Philips, Olanda Distributore: Philips, via G. Casati 23/25, 23052 Monza (MI) tel. 039.20.31 - www.philips.it Una delle schermate NetTV: video on demand, social, radio, news; c'è un po' di tutto. Se non basta, è presente anche un web browser. PHILIPS 42" 7000 (7606) SMART TV LED TEST: TV Philips 42" 7000 (7606) Smart TV LED 090_091:128/130 16/09/11 17:49 Pagina 91
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la prima guida per tutti all'uso della reflex digitale per riprese nella natura per informazioni ed acquisti presenta Finalmente b MOTOPERPETUOPRESS un campo di applicazione professionale,anche in termini di costi.A parte le condizioni di luce scarsa, il flashelettronico ci puo venire in aiuto anche inpiena luce, e piu ancora nei controluce.Esattamente come si fa nei ritratti, la tecnicadel fill-in paga anche in campo naturalistico etra l'altro, al contrario che nel ritratto, èanche l'unica possibile. Se è vero che ci si puòavvicinare ad una modella con un pannelloriflettente tipo Lastolite o Photoflex, econvogliare adeguatamente la luce riflessa delsole, con gli animali selvatici questa tecnica eimpossibile (salvo che in alcuni casi dimacro), quindi non resta che il lampoartificiale. Un altro campo di applicazione è il caso degliuccelli in volo. In tale condizione, gli uccellispesso presentano il problema di avere il soleche li colpisce dal di sopra, con l'inevitabileconseguenza che la parte inferiore del corpo edelle ali resta in ombra. Teoricamente,sarebbe sufficiente sovraesporre di quel tantoche basta, ma con un rovescio della medaglia:il cielo, sovraesposto di un paio di stopalmeno, da blu diventerebbe azzurro pallido, e se, peggio ancora, fosse gia azzurro pallidodi suo, così sovraesposto diventerebbebianco, effetto poco desiderabile. Mantenere l'esposizione per il cielo blu, anzimagari sottoesporre ancora di un mezzo stopper saturarlo maggiormente, e schiarire laparte inferiore col flash risolve ancora unavolta il problema, riequilibrando la scena. Chi volesse insistere a fare il “purista” edaffermare che un'immagine così è falsa, nondovrebbe dimenticare che la latitudine di posadell'occhio umano è superiore a quella diqualsiasi sensore. Il nostro occhio è in gradodi guardare una scena con dei bianchi e deineri e distinguerà contemporaneamente gliuni e gli altri. Se si deve fare la stessa cosa infotografia è già piu difficile, e si dovràscegliere di esporre per le alte o le basse luci,oppure riequilibrare il tutto in postproduzione coi software di HDR. E allora, nonè meglio un colpettino di flash all'origine? Nel caso dell'immagine del cavaliere d'Italianella pagina a destra, ripreso con e senza latecnica del flash in fill-in, le differenze sonoevidenti, a tutto vantaggio dell'immaginescattata col flash. 62 63 FLASH OFF FLASH ON 82 83 Occhio ai ‘big five' La cosa peggiore che potrà capitarvi, in un safari “generico” non strutturato per la foto, a parte gli orari inadatti, sarà di avere un driver fissato con i “big five”, ovvero teso a farvi ottenere la ‘cattura' (cioè l'avvistamento) dei cinque ‘grandi' animali della savana (leone, leopardo, rinoceronte, elefante e bufalo); gli americani ci tengono, e se l'autista riesce nell'impresa, piovono dollari di mancia. Dovrete quindi prenderlo a martellate per convincerlo a fermarsi dove volete voi: lui vorrà sempre correre in cerca del bufalo o dell'elefante che vi manca per completare gli avvistamenti e poter comprare a pieno titolo la t-shirt ricordo (e se non ci credete andate sul web, digitate “t-shirt big five” e vedete cosa esce!). Le ore della luce Nei miei workshop africani, spesso la specie che si fotografa va in secondo piano rispetto alla luce con la quale si scatta. Ovvio, se con una bella e calda luce di un'alba africana possiamo scegliere di trovarci nel mirino, perfettamente illuminato, un leone anziché una iena, sceglieremo il leone, ma tra un leone sbiadito all'ombra e una iena ben illuminata… beh, allora iena tutta la vita! Le ore giornaliere in Africa in cui varrebbe davvero la pena di dedicarsi alla fotografia, ammesso che non ci sia maltempo, sono al massimo tre, forse quattro, al giorno, col picco tra le sette e le otto e trenta del mattino e tra le diciassette e trenta e le diciotto e trenta la sera. Questo almeno in teoria. In effetti, nella maggior parte dei casi poi va a finire che si sta in giro tutto il giorno e inevitabilmente si scatta senza pietà anche a mezzogiorno o alle due, altrimenti come faremmo al ritorno ad avere migliaia di foto da buttare? La saggezza popolare si basa su concetti facilmente condivisibili. E così, è facile essere d'accordo con il proverb io ‘l'abito non fa il monaco', e di consegue nza, per estensione, che l'attrezzatura fotografica non fa necessariamente il foto grafo. Come abbiamo scritto nell'inqua dratura qui sopra, infatti, per essere u n buon fotografo quello che conta è l' anima, la personalità del soggetto, la sua capacità di cogliere sfumature e impressioni, di raccontare una storia. Quello ch e, per usare un termine gergale in us o anche in altri settori, si indica come ‘manico' . Essere portati per la fotografia, però, non è sufficiente per ottenere buon i risultati: la sensibilità del fotografo, in pa rticolare in un'attività specifica come quella della fotografia naturalistica, deve a ndare a braccetto con la tecnica. Una buona immagine - come del resto ogni opera creativa di rilievo - è frut to dell'incontro fra arte e tecnica. Se la prima, appunto, è una questione individuale , derivata dalla propria sensibilità, dalla propria esperienza, dal proprio talento - e poi dalla disci plina, dalla ricerca interiore, dall'ambizion e - la seconda prevede l'uso di appositi strum enti (pennello L'abito non fa il monaco, l'att rezzatura non fa il fotografo: quello che conta è l'anima, e la capacità di valorizza re le proprie idee attraverso gl i strumenti giusti. Però, con un sistema re flex adatto alle esigenze del f otonaturalista le operazioni sono più intuitive, e i risultati, alla fine, sono m igliori... Scegliere l'attrezzatura giusta 20 e tavolozza dei colori per il pittore, fotocamera ed accessori per il fotografo) utilizzati con sapienza. In generale, la fotografia si im para giorno dopo giorno, studiando la mat eria dal punto di vista teorico e poi applicandosi con attenzione e con pazienza nella pratica. Chi si dedica alla foto naturali stica, nella maggior parte dei casi, arriva a questa particolare specialità dopo aver appreso almeno i rudimenti della cattu ra delle immagini, che, con il tempo, a pplicherà direttamente. A questo punto, per dedicarsi alla foto naturalistica, basta 21 L'attrezzatura-base di ogni fotografo naturalista non può non compr endere ottiche tele molto spinte, adatte a catturare soggetti anche assai distanti (vedi l'immagin e a pagina 18/19). Qui sopra, dall'alto, un Canon EF 800 mm f/5,6 L IS USM; a fianco uno zoo m Canon EF 200-400 mm f/4 L IS USM. In b asso, un supertele Nikon AF-S 600 mm f/4 VR G ED . scegliere la location adatta, la compagnia giusta e naturalmente l'attrezzatura ad hoc. Come avrete letto, abbiamo scritto ‘attrezzatura ad hoc', non ‘migliore attrezzatura'. Per due ragioni: il ‘migliore in assoluto' di fatto non esiste, dato che la perfezione non è di questo mondo e di conseguenza nessu n prodotto è asssolutamente perfetto sotto ogni punto di vista. Più facile pensare a un p rodotto ‘praticamente' perfetto per una determinata categoria, per un determinato uso, entro una determinata classe di prezzo, e così via. In tal senso, qual è il prodotto pr aticamente perfetto per il fotografo natur alista? La possibilità di muovere l'obiettivo con rapidità in tutte le direzioni con una sola leva di blocco sblocco rende una testa per treppiedi molto versatile, ma faticosa da maneggia re in quanto, specialmente in caso di t eleobiettivi pesanti, occorre sempre prestare attenzione perché non cada di lato. Da qualche anno a farla da padrone sono le teste cosiddette a bilanciere (‘gimbal' in inglese). Per inseguire soggetti in volo sono il non plus ultra, e soprattutto hanno la caratteristica, lavorando sul baricentro dell'attrezzatura, di annullarne il peso, consentendo di muovere il tutto senza fatica con la spinta di un dito. Tra l'altro, oggi per una testa simile non è più necessario guardare oltreoceano: fra le altre proposte sul mercato, anch e nostrane, ci piace citare Photoseiki, azienda italiana di primo piano nel settore dei suppo rti per fotografia naturalistica, che offre fra le migliori teste a bilanciere del pano rama mondiale. Realizzate in Ergal (la migliore lega d'alluminio sul mercato), queste teste sono praticamente indistruttibili, e promet tono anni di fedele servizio; senza con tare che la costruzione “made in Italy”, ne f acilita l'assistenza, nel raro caso in cui si dovessero danneggiare. Tutte le teste Photoseiki, dotate di slitta ad innesto rapido universale tipo “A rca Swiss”, consentono di collocare l'attrezzatu ra in posizione neutra; disponendo di più piastre, stabilmente montate su ogni obietti vo, il cambio ottica è un'operazione rapidissima, che aiuta a ‘cogliere l'attimo' cos ì importante nella foto naturalistica.. . Possedendo già un'attrezzatura consolida ta, che per un bel po' non verrà agg iornata, converrà scegliere la testa in funzione del materiale esistente, ma potrebbe anche capitare che il corredo sia in fase di evoluzione. Magari al momento si possiede uno zoom o un tele compatto ma si hanno ambizioni di crescita. In questo caso, si puo optare pe r la soluzione proposta dal “kit” com ponibile 56 Questione di testa che parte da una testa col movimento “a cavallo a dondolo ”, frizionata, ideale per l'uso col monopiede. Questa, grazie all'aggiunta di una base girevole, diventa una vera testa utilizzabile su treppiedi che, con l'aggiunta di un ulteriore braccetto denominato “sidekick” , la trasforma in una testa a bilancie re perfettamente in grado di opera re con teleobiettivi di lunga focale e grande luminosità (cioè ingombranti e pesanti). La stessa “sidekick” sarà perfetta per chi già possiede una testa a sfera, dato che permette di trasformarla di f atto in una testa a bilanciere senza a ffrontare il costo da zero. 57 In questa pagina alcuni esempi d'impiego di una testa a bilanciere dell'azienda italiana Photoseiki. La particolare struttura e la costruzione molto solida permettono a chiunque di manovrare con facilità anche i pesanti supertele luminosi come i 400 mm f/2,8 o i 600 mm f/4. www.tuttodigitale/libri 28 La prima regola da seguire quando si de cide di affrontare la ripresa in campo naturalistico è rispettare g li animali e il loro habitat , quindi cellulari spenti, poco rumore e lotta ai rifi uti. La seconda è la stabilità de l sistema foto camera/ obiettivo. Con i lunghi teleobiettivi , infatti, il rischio di mosso e micromosso è sempre in agguato e sa rebbe deludente v anificare lun ghe ore di attesa con un nulla di fatto. Quin di bisogna attrezzarsi con un robusto treppiedi, u na testa ad hoc ed affidarsi qualche volt a ai rimedi fai d a te. Sempre più vicino 29 114:026/028 16/09/11 16:54 Pagina 114
47 Qualche tempo fa, Epson aveva dichiarato: “non produrremo videoproiettori 3D finché i produttori di contenuti non ci daranno un segnale di forte impegno”; eccoci, ad un anno circa di distanza, alla presentazione dei primi VPR 3D dell'azienda giapponese... Siglati EH-TW5900, EH-TW6000 ed EH-TW9000, i proiettori sono basati sul pannello 3LCD Full HD, e vantano rapporto di contrasto dichiarato di 20.000:1 (TW5900) 40.000:1 (TW6000) e 200.000:1 (TW9000). La tecnologia 3D sfrutta occhialini attivi (1 paio in dotazione con TW6000 e 2 paia con TW9000) e un nuovo sistema di refresh a 480 Hz progettato per ridurre al minimo l'insorgenza dei fenomeni di crosstalk; il top di gamma 9000 integra inoltre funzioni di motion interpolation e conversione 2D>3D. I modelli 6000 e 9000 saranno disponibili anche in versione ‘W', ovvero con HDMI wireless e box esterno. Aggressivi i prezzi, che partono da 1.149 euro per il TW5900 ed arrivano a 3.199 euro per il TW9000W. In occasione dell'IFA abbiamo assistito ad una demo dal vivo con protagonista L'EH-TW9000, e siamo rimasti piacevolmente colpiti soprattutto per quanto riguarda l'effettiva luminosità e l'apparente fedeltà della resa cromatica, anche considerate le condizioni della demo non propriamente ottimali (schermo da 160 pollici, taratura ed illuminazione...), come altre volte ci è capitato con questo marchio. Interessante anche la resa del materiale in 3D: con le attenuanti del caso, siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla visione complessiva - per quanto abbiamo notato qualche leggero accenno di crosstalk. Vedremo se le impressioni positive generali saranno confermermate in occasione di un prossimo test approfondito in redazione, da effettuare in condizioni controllate. www.epson.it EPSON TW5900, TW6000 E TW9000, VPR 3D ANCHE SENZA FILI focale equivalente è pari a 32-320 mm in 3D e 29.8-368.8 mm in 2D. Entrambi questi dati migliorano quanto offerto dalla videocamera pro AG-3DA1. L'elettronica vede l'impiego di due gruppi da 3MOS da 1/4” e del nuovo processore Crystal Engine Pro II. La macchina è equipaggiata con tre ghiere sull'obiettivo per il controllo manuale di fuoco, diaframma e zoom, più una rotella per gestire la convergenza; sul fronte dell'audio, oltre al microfono integrato (stereo e 5.1) la dotazione comprende due ingressi XLR, per il collegamento di microfoni esterni. Per quanto riguarda la sezione di registrazione, la HDC-Z10000 offre due slot per schede di memoria SD/SDHC/SDXC ed adotta il nuovo standard AVCHD 3D/Progressive. Questo vuol dire che può lavorare in 1080 50p a 28 Mbps, mentre per il 3D il formato scelto è l'MVC (Multi View Coding) con i due canali Full HD incapsulati nello stesso file, sempre con bitrate massimo di 28 Mbps. Alla prima prova di impugnatura, la macchina risulta leggera e maneggevole, anche se la sensazione trasmessa dai materiali impiegati nella carrozzeria non è quella di una macchina robusta ed adatta agli usi più burrascosi. Originale la soluzione scelta per proteggere il display LCD, che può essere inserito in un alloggiamento perpendicolare alla maniglia, liberando spazio sul lato sinistro per meglio disporre i pulsanti di controllo. Il display LCD da 3.48” autostereoscopico ha una risoluzione di 1.15 MP, mentre il mirino elettronico (2D) è un pannello da 0.45” e 1.22 MP. La HDC-Z10000 scatta anche immagini 3D 1920x1080 in formato MPO ed offre un'uscita HDMI ed un connettore per le cuffie. In attesa di una prova qualitativa sul campo, segnaliamo con soddisfazione che la macchina offre una notevole manovrabilità con accesso piuttosto intuitivo alla maggior parte delle funzioni, e una confortevole gestione dello zoom. Disponibilità e prezzo al pubblico ancora non comunicati, ma si parla di fine anno e una quotazione compresa fra i 3000 e i 4000 euro. www.panasonic.it prime impressioni d'uso prime impressioni d'uso 046_051:026/028 16/09/11 14:44 Pagina 47
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D IV 78 settimana. Durante la quale sono state girate svariate sequenze 3D, privilegiando una serie di suggestive inquadrature sia della vita di bordo, sia delle incredibili strutture architettoniche di cui dispone la nave. Le riprese sfruttavano, per la prima volta in Italia, una coppia delle tanto attese camere Red Epic, a risoluzione 5K, interfacciate a un totale di 8 SSD (Solid State Disk) estraibili, ciascuno da 128 GB. Le due Epic erano posizionate su un rig stereo “mirror” Atom, di Element Technica, che sorreggeva le macchine in ortogonale: cioè, con i rispettivi obiettivi posizionati a 90° tra loro. La prerogativa dell'Atom è quella di avere peso e ingombro alquanto contenuti, così da permettere di montare il rig con le relative camere anche su un supporto Steady. Ulteriori soluzioni hardware utilizzate per questa lavorazione riguardavano poi: un ricco doppio set di “prime lenses” Zeiss, con lunghezze focali comprese tra i 14 e i 100 mm; svariate luci a scarica della Arri; un braccio Jimmy Jib da 8 metri; un monitor professionale HD stereo Samsung da 46”. La squadra tecnica delegata alla realizzazione dello spot includeva una quindicina di professionisti di altissimo livello, tra cui il regista Giorgio Bergami, lo stereografo Andrea Siri, l'operatore Red Corrado Caputo, nonché Ketch Rossi, un esperto “stereographer” americano, grazie al quale E-motion ha potuto E bbene sì, dopo un intensoperiodo di attività, svolto negliultimi tempi in Cinema e in TV, il 3D si è presa una vacanza... di lavoro, andando in crociera su “Favolosa”, la nuovissima nave ammiraglia della flotta Costa Crociere. L'occasione è stata creata dalla Emotion di Genova, che ha proposto di pubblicizzare con uno spot appunto stereoscopico le caratteristiche e l'atmosfera da sogno di questa straordinaria “città galleggiante”, inaugurata il 2 luglio scorso nel porto di Trieste. Ottenuto il consenso, E-motion si è trasferita armi e bagagli - ovvero, hardware, attori, regista, tecnici e personale di produzione - su Costa “Favolosa”, permanendovi per una 3D In esclusiva, ecco note tecniche ed immagini dello spot 3D girato dalla genovese E-motion per Costa Crociere, a bordo della nuovissima naveammiraglia Costa “Favolosa”. La produzione ha utilizzato, per la prima volta in Italia, le tanto attese camere Red Epic, a risoluzione 5K... LA RED EPIC IN 3D PER VIAGGI COSTA usufruire delle Epic in anteprima nazionale. Lo spot (della durata di 3,5 minuti, e in uscita proprio in questo periodo di settembre su circuiti “stand alone”) ha poi richiesto un'elaborazione, durata quattro giorni, curata da Corrado Silveri ed effettuata con Quantel Pablo 3D con Neo Panel, disponibile presso la sala di post-produzione della stessa azienda di Genova. “La nostra società - si è entusiasmato Nello Brancaccio, Presidente E-motion - ha oggi tagliato in assoluto due traguardi: è stata la prima in Italia a lavorare con lo stupefacente sistema movie cam Red Epic, supportato anche da stereo rig Atom, ed è stata sempre la prima (credo, a livello mondiale) a realizzare a bordo di una Il va in crociera 078_079:ART EUROPEI 16/09/11 16:00 Pagina 78
Posta Tecnica SPECCHIO FISSO, ISO AUTO Mi chiamo Piero Roccaforte, ho 47 anni e da più di 20 mi dedico alle produzioni video amatoriali da quando, con la mia prima videocamerina (allora pubblicizzata come la più piccola al mondo) una video8 Sony TR45, ho riversato su videocassetta un'incredibile pellicola super8 di famiglia (a colori!) del 1957, prodotta da una cinepresa americana portata in Sicilia da un mio parente. In questi anni, vivendo le evoluzioni dei sistemi di registrazioni video, passando quindi per l'Hi8, per il mini DV e per l'avvento dell'HD, mi sono evoluto anche nel settore dell'editing, settore che impressiona per sviluppo tecnologico guardando con l'occhio del videomaker di soli 10 anni fa. Essendo pure un fotoamatore, non potevo che rivolgere l'attenzione ai nuovi sistemi video reflex, con i pregi e i difetti che li caratterizzano; attenzione che rivolgo grazie agli insegnamenti e ai continui aggiornamenti del nostro pregevole Tutto Digitale che mi tiene informato da 10 anni. Pertanto, dopo la lettura delle vostre recensioni, a partire dalla prima video reflex, la Nikon D90, pochi mesi fa mi sono trovato ad un bivio: Canon EOS 550D – Sony Alpha SLT-A33. La scelta è ricaduta sulla Sony dopo la lettura della vostra prova della Alpha A55 (diversa solo per numero di pixel e per l'adozione del sistema satellitare che manca nella A33), perché, oltre ad avere delle buone caratteristiche fotografiche come velocità di scatto, sensore stabilizzato e poco rumoroso alle alte sensibilità, adozione dell'HDR etc., ha qualcosa in più per l'utilizzo come videocamera: autofocus continuo, migliore possibilità d'uso di ottiche manuali grazie all'adozione del mirino elettronico resa possibile dall'ormai noto sistema con lo specchio traslucido, immagini stabili con tutte le ottiche grazie al sensore stabilizzato ed altro ancora. Sono rimasto però deluso dall'impossibilità di gestire gli ISO nelle registrazioni video, possibile non soltanto nelle videocamere professionali con la gestione del gain, ma addirittura anche nella mia piccola Sanyo HD2000. Appreso poi che diverse video reflex come la Canon EOS 550D, offrono questa possibilità, utilissima soprattutto con l'utilizzo alle basse luci di ottiche con luminosità inferiore ad f/2.8, ho segnalato il mio disappunto al sito della SONY due volte senza ottenere alcuna risposta. La mia speranza era rivolta al firmware v.2.00 rilasciato dalla casa il 21 giugno scorso ma, nulla da fare, soltanto alcune funzioni aggiuntive e migliorative del menu con l'aggiunta di alcuni effetti video e foto facilmente ottenibili in post produzione con Edius e Photoshop. Credo che la funzione aggiuntiva da me agognata sia molto gradita dagli utilizzatori video della bellissima SONY ALPHA33, anche in considerazione del fatto che una percentuale di luce che giunge al sensore viene riflessa al sistema autofocus. Vi scrivo ringraziando per la vostra competenza e serietà con la speranza che, chissà, per” intercessione” di Tutto Digitale, la Sony non faccia questo ultimo sforzo! Piero Roccaforte, Agrigento Come correttamente indicato dal nostro lettore, la Sony Alpha A33 non consente di controllare manualmente gli ISO durante la ripresa video, a differenza di quanto accade sulle nuove Alpha A77 ed A65, annunciate di recente dal costruttore giapponese. Il progressivo arricchimento delle funzioni con il passare del tempo, con implementazioni sulle macchine di generazioni successive, è una caratteristica comune ai prodotti del nostro settore, in particolare per quelli che introducono novità di un certo rilievo. È questo il caso ad esempio della Sony Alpha A33, la prima a montare lo specchio traslucido. Allo stesso modo, la prima reflex Canon con ripresa video Full HD - la Canon EOS 5D MKII al lancio riprendeva solo in 30p e non consentiva il controllo manuale dell'esposizione in video; rimanendo sempre in casa Canon, poi, la EOS 500D fu criticata per la mancanza di controllo dell'apertura in ripresa. Cambiando marca, c'è da dire che qualcuno infine si lamenta ancora oggi con Nikon perché con la D7000 non si può variare il diaframma una volta avviato il live view... Secondo le politiche delle aziende e la ‘vocazione' delle macchine, alcune caratteristiche vengono corrette (vedi quelle della 5D MKII, una fotocamera progettata per restare sul mercato qualche anno), altre invece restano così come sono, magari corrette in un modello successivo. A quanto ci risulta, e dopo aver sentito nel merito la Sony, è questo il destino del controllo degli ISO sulla Alpha A33, che sconta dunque questa piccola limitazione nell'uso video, pur offrendo alcuni vantaggi legati alla costruzione con specchio fisso semitrasparente. Vi riportiamo di seguito la dichiarazione della filiale italiana dell'azienda, da noi interpellata al proposito: “Nonostante in Sony lo sforzo degli ingegneri sia rivolto continuamente alla creazione del "prodotto ideale", siamo consapevoli che, il "prodotto perfetto" difficilmente possa esistere. Nell'esatto istante in cui viene definito il pacchetto delle caratteristiche di un prodotto, è possibile che una funzione specifica possa non essere contemplata e per questo motivo si rischi di scontentare il consumatore. In alcuni casi questa lacuna può non essere colmabile neanche tramite l'upgrade del firmware. Accogliamo in ogni caso di buon grado la segnalazione che trasferiremo alla casa madre nella speranza di un riscontro positivo.” (S.Bla) L'Alpha A33 è fra le prime Sony a montare lo specchio traslucido fisso (in alto un dettaglio) al posto di quello ribaltabile, tipico delle reflex. In modalità video, questo vuol dire un autofocus dalle migliori prestazioni, basato sul modulo a fase usato anche per le fotografie. La macchina, però, non gestisce gli ISO in manuale, e questo può costituire un limite, come ci racconta il nostro lettore. 012_014_:026/028 16/09/11 13:16 Pagina 14
26 Lo scorso 4 settembre sono stati proclamati i vincitori del concorso fotografico - di cui Tutto Digitale è media partner - promosso nell'ambito dei Campionati Mondiali di Pesca al Drifting M E D I A P A R T N E R Un concorso per mettere alla prova i giovani talenti della fotografia è un'occasione ghiotta per tutti gli appassionati, che possono confrontarsi per migliorare la tecnica e l'espressività. Se poi il contest si svolge nell'ambito del Campionato Mondiale per Nazioni di Pesca al Drifting, l'occasione diventa doppiamente ghiotta perché gli spunti creativi sono sempre dietro l'angolo. L'iniziativa, che ha visto la partecipazione di numerosi fotografi desiderosi di promuovere la loro arte, è stata di Martina Banchetti, organizzatrice dell'evento e art director del concorso. "Ho pensato che la competizione internazionale (vinta tra l'altro dall'Italia), si sposasse bene con quella fotografica. Gli ingredienti per scattare immagini di grande impatto ci sono tutti: le onde, le barche, i momenti concitati della cattura e quelli della pesatura del tonno, o quelli di riposo che seguono, fino al ritorno a riva quando il cielo si tinge di un tramonto infuocato." E in effetti le fotografie pullulano di momenti decisivi. "Abbiamo fatto in modo che i fotografi seguissero direttamente le fasi del Campionato a bordo delle barche assegnate alle varie squadre Nazioni - ci racconta Martina - per rendere più autentici gli scatti e aumentare il divertimento dei partecipanti". E a giudicare dai risultati l'idea è stata vincente. Osservando i nomi degli autori, abbiamo notato con piacere un numero di quote rosa alla pari con quelle maschili, segno che la fotografia digitale riesce a portare sempre più in equilibrio il piatto della bilancia sia sotto il profilo tecnico, che sotto quello della creatività. Il primo posto è stato conquistato da Roberto Savo, che ha convinto la giuria con i suoi scatti tecnicamente ineccepibili e curati nell'esposizione e nella scelta dell'attimo irripetibile. Il secondo posto, per un pugno di voti, è andato a Fulvia Bernacca capace meglio dei suoi colleghi di raccontare una storia per immagini dimostrando notevole coerenza espressiva e padronanza del mezzo tecnico. La terza posizione, invece, se l'è aggiudicata Pasquale Carfora che ha trasferito nelle sue fotografie una passione autentica, in un sapiente cocktail fatto di ricerca del momento decisivo e amore per il colore. Una menzione d'onore va sicuramente alla piccola Alessia, la mascotte del concorso che, dall'alto dei suoi 14 anni, è riuscita a piazzarsi tra le primissime posizioni subito a ridosso del podio. Un talento ‘tutto digitale' emergente in ogni senso. L'uomo e il mare !"#!$"% &''!& ('!&")'*'+,&!!"+!+!.,'*!)"/'!,'(&'" ('*"%+')&(')&,''' )0&''!""),"&''!&&) 12. 3 &)&')')''&2 3)0,% ,+&")*&&+$$)('',"! "*!+'+!&""'"4+'.))"'&",","*&)+')&&23& "+5)"','6 '") '('1' -7# - 89:7;8 1$')0"<=0- );9-> 7?9 @;9-> 7# 9 . &(')&,'' #A;??B Simone Savo Martina Banchetti, art director del concorso, circondata dalle fotografie dei giovani talenti. Ai fotografi è stato messo a disposizione anche uno spazio in cui allestire una mostra con scatti del portfolio personale, per promuovere direttamente la propria arte. Fulvia Bernacca Pasquale Carfora 026:026/028 16/09/11 13:47 Pagina 26
gli appuntamenti del momento Dal 23 al 25 settembre ecco il 4° Margherita Short Movies Fest (www.margheritafest.it) di Margherita di Savoia, evento targato TopVideo 2011, mentre sempre in Puglia la new entry TopVideo - il Wordless Film Festival di Acquaviva delle Fonti (BA) - è in cartellone dal 16 al 18 settembre (www.comune.acquaviva.ba.it). Ad Argenta (FE) è di scena dal 22 al 23 ottobre la 7° edizione di ZeroTrenta Cortofestival (www.zerotrenta.net). Infine nei prossimi numeri daremo comunicazione dei verdetti di Inventa un film, Acquedolci Independent Film Festival e Corti sul lettino. 32 Ottanta corti, otto opere prime, tre lungometraggi ed eventi speciali (Tatanka di Giuseppe Gagliardi, Il backstage ritrovato-Dolce vita mambo! di Antonello Sarno, Mestieri difficili di Manuel Fanni Canelles): queste le cifre della 12° edizione del festival triestino Maremetraggio. Ed ecco i principali premi consegnati: premio Enel per il miglior corto assoluto ex aequo a Je pourrais etre votre grand-mere di Bernard Tanguy e 41 di Massimo Cappelli (nella foto), che ha vinto anche il premio Belardi-Lotus Production e per il miglior montaggio (Fabio Nunziata); miglior corto d'attualità Caffè Capo di Andrea Zaccariello, premio del pubblico ad Habibi di Davide Del Degan, miglior corto votato dal web Te Vas? di Cristina Molino, miglior corto d'animazione Fard di Luis Briceno e David Alapont.Nella sezione Ippocampo vittorie di L'estate di Martino di Massimo Natale (premio del pubblico miglior opera prima e Officine artistiche), Nauta di Guido Pappadà (premio Barcolana), Elisabetta Rocchetti per 18 anni–Il mondo ai miei piedi, premio Fondazione Antonveneta a Sulla strada di casa di Emiliano Corapi e a Gianfelice Imparato per la sua interpretazione in Into Paradiso. Infine Et in terra pax di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini si è aggiudicato il premio della critica opere prime e per la miglior attrice (Ughetta D'Onorascenzo). www.maremetraggio.com PREMI Le giurie del 14° Genova Film Festival - evento certificato TopVideo 2011 - hanno proclamato i vincitori dei due concorsi nazionali riservati a Cortometraggi e Documentari: in entrambe le sezioni competitive si è imposto il cinema al femminile, già affermatosi con forte presenza nelle selezioni. Tra i corti vittoria di Linea nigra di Anna Gigante, con menzione speciale a Pizzangrillo di Marco Gianfreda e premio per la miglior colonna sonora a Lorenzo Esposito Fornasari per le musiche di Cose naturali di Germano Maccioni. Nella categoria documentari affermazione di Lettere dal deserto (Elogio della lentezza) di Michela Occhipinti, menzione speciale a Le White di Simona Risi e Loro della munnizza di Marco Battaglia, Laura Schimmenti, Gianluca Donati, Andrea Zulini. Questi i premi della critica: primo premio a Loro della munnizza e segnalazioni per Il cane di Andrea Zaccariello e Tre ore di Annarita Zambrano, premio Daunbailò, assegnato dall'organizzazione del festival, al corto Reset di Nicolangelo Gelormini, premio Avanti! al documentario Le White di Simona Risi. In chiusura i riconoscimenti regionali: premio Obiettivo Liguria a Il compleanno di Sofia di Annika Strøhm, Saba Salvemini e Luca Franco, menzioni per Pescoi de utriArtigiani del mare di Stefania Tugliani e Lorenzo Martellacci, e per Quello che rimane di Marco Longo e Giorgio Montolivo, che si è aggiudicato anche il premio del pubblico (www.genovafilmfestival.it ) TOPVIDEO NEWS La novità 2011 è la nuova sezione “Il tuo corto sportivo”: tutte le vostre imprese sportive a qualsiasi livello - potranno trovare visibilità sul sito della manifestazione attraverso video inediti di massimo 5', girati con una webcam, telecamera o videofonino, che saranno votati dal popolo della rete e valutati dalla Giuria internazionale del festival. I cinque migliori corti saranno proiettati a Milano nel corso di Sport Movies & TV (www.sportmoviestv.com) Frammenti di “altro” cinema, piccole storie che raccontano i contorni, i chiaroscuri, le contraddizioni, le prospettive inedite della realtà, anche in chiave grottesca e surreale. Giunge alla seconda edizione Non è mai troppo corto, il festival internazionale dei corti underground di Gravina (CT), che vedrà in gara dal 7 al 9 ottobre opere sperimentali, visionarie, nuove, fuori dall'ordinario. Il concorso è aperto a cortometraggi di qualsiasi genere (fiction, documentari, animazione…) con durata non superiore ai 30 minuti, da inviare entro il 20 settembre 2011. Prevista anche una sezione “fuori concorso” per lungometraggi e corti di durata superiore a quella prevista dal bando (www.comune.gravinadi-catania.ct.it) Scadenza 10 novembre per il 4° concorso Corto corto mon amour di Cinisi (PA), festival di cortometraggi a tema libero di massimo 15'; ammessi tutti i generi, ogni autore può partecipare con una sola opera. Premiazione il 24 novembre (www.comune.cinisi.pa.it) CONCORSI TUTTI I NUMERI DI MAREMETRAGGIO mostre e concorsi Video TOP VIDEO Distribuiti nei cinema i tre vincitori di Talenti in corto, concorso rivolto a sceneggiatori e registi emergenti organizzato dal Premio Solinas (www.premiosolinas.org): si tratta di Sotto casa di Alessio Lauria, Il numero di Sharon di Roberto Gagnor e Black Out di Daniele Riccioni. Il premio vuole scoprire e sostenere la creatività e il talento di nuovi autori, stimolando la sperimentazione di nuovi linguaggi attraverso l'uso del digitale e l'innovazione nella forma del cortometraggio breve (www.talentiincorto.it) Presentato a Bologna, nell'ambito della rassegna Sotto le stelle del cinema il nuovo spettacolo di Giorgio Diritti Gli occhi, gli alberi, le foglie, interpretato da Ivano Marescotti e Mirella Mastronardi (www.cinetecadibologna.it) Aperte fino al 24 settembre le iscrizioni per l'VIII edizione del Film Lab Festival, dal 19 al 23 ottobre a Brescia: in gara corti a tema libero, di durata max 15 minuti (www.filmlabfestival.it) Scadenza di partecipazione prorogata per tutte le sezioni competitive del 29° Sport Movies & TV (Giochi olimpici; Documentari; Trasmissioni tv e Nuove tecnologie; Movies; Movies & TV Football; Sport & Società; Sport & Pubblicità), kermesse internazionale di cinema, tv, comunicazione e cultura sportiva organizzata dalla FICTS (Fédération Internationale Cinéma Télévision Sportifs), di scena a Milano dal 28 ottobre al 2 novembre. 032_033:026/028 16/09/11 14:10 Pagina 32
39 e ho preferito ottimizzare il processo così. AE CS5.5 ha inoltre un plug-in in versione limited della suite di Magic Bullet Looks denominato Quick Looks, che mi ha permesso facilmente di dare alle immagini il mood che cercavo. Dal momento che nella versione limited non è possibile modificare gli effetti preimpostati a disposizione e che quello che avevo scelto agisce sulla luminanza delle scene le ho precomposte ed anteposto ad esso dei controlli sui livelli e la saturazione per gradare la correzione colore di Quick Looks. Farò rabbrividire un colorist (ed anche un po' me stesso...) ma in questo caso sono riuscito a fare esattamente la fotografia che avevo in mente. ANCHE L'ORECCHIO VUOLE LA SUA PARTE Una volta renderizzate tutte le scene è stato il momento del sound design. Ho cominciato la ricerca dei suoni che avrei usato nei tempi di attesa tra un rendering ed un altro, e per questo ho usato Soundtrack Pro di Apple. La sua notevole libreria di suoni è stata fondamentale per la ricerca; avevo provato anche ad usare Audition di Adobe ma la sua libreria è online e cercare i suoni adatti prende troppo tempo. Audition, comunque, per quel che l'ho testato, è davvero potente e mi riservo di approfondirlo prossimamente. A proposito dell'audio, in verità volevo provare anche un'altra tecnica che ancora non ho mai sperimentato, per la quale entra di nuovo in gioco il 3D. In C4D infatti, è possibile collocare degli speakers virtuali nella scena, assegnando a ciascuno il suono scelto, dotare la camera di microfoni altrettanto virtuali e renderizzare il suono (anche in formato surround multicanale) che viene captato. Il vantaggio di questo metodo è che la stereofonia simula coerentemente come il suono si muove e si propaga nella scena, un oggetto che si avvicina alla camera si sentirà effettivamente da lontano avvicinarsi e così via. Però questo lavoro non era davvero indispensabile, in fondo l'alieno è sempre relativamente vicino alla camera ed ho eseguito i panning manualmente in Soundtrack Pro, ma rimane un metodo molto affascinante che sperimenterò in futuro di sicuro. Questo è più o meno quanto è stato fatto, in dieci giorni circa (ma non lavorandoci otto ore al giorno ad esser precisi) per avere il risultato finale: era il tempo che avevo a disposizione e, anche se c'era spazio per ulteriori raffinamenti ed arricchimenti, spero il risultato sia abbastanza gradevole. Una sigla che è sostanzialmente un piccolo tributo agli amici di Tutto Digitale e delle altre riviste che hanno realizzato in oltre due decenni, e che mi hanno accompagnato prima nella mia passione e poi nella mia professione. E un tributo anche alla fantascienza che ho sempre amato, della quale mood e tecniche di realizzazione sono applicabili a qualsiasi tipo di progetto abbiate in mente: oggi, come mai prima d'ora, l'unico limite che ci si pone davanti è la nostra fantasia! F. Taticchi In questa pagina, due immagini di WOW con e senza occhiali da sole, e, in basso, una realizzazione grafica coerente con il personaggio e la storia. Nell'altra pagina, la ‘vecchia' sigla, che è ancora in uso, sempre realizzata da Federico Taticchi. 036_039:026/028 16/09/11 14:33 Pagina 39
La storia di questi giardini comincia nel 1991 quando il maniero con i suoi sei ettari di terra circostante viene acquistato dagli attuali proprietari. Cominciano così i lavori nei giardini con l'intenzione di ricrearli nello spirito dell'epoca originale, permettendo alle persone di viverci in modo autosufficiente con un frutteto, un orto e un giardino di piacere. Sono stati creati differenti giardini ognuno con una propria personalità ma uniti da un unico filo conduttore. L'intenzione dei proprietari era quella di accompagnare la passeggiata del visitatore con il mormorio dell'acqua delle fontane nei vari giardini e dalle fragranze delle numerosissime specie di fiori. Il risultato non ha deluso le loro aspettative. Manoir du Grand Courtoiseau, 45220 Triguères tel. 0033 06 80 24 10 83 - www.grand-courtoiseau.fr Grand Courtoiseau (Loiret) Il castello in verità non c'è più: è andato distrutto in un incendio nel 1948. Al suo posto, una fitta siepe di tasso che simula le mura con tanto di balaustre originali di ferro battuto nelle aperture delle porte finestre. L'edificio che si vede nella foto a destra è Le Petit Valmer, dove oggi risiedono i proprietari della tenuta (i conti di Saint Venant) appassionati di giardinaggio e vino. Valmer vanta infatti dei giardini sospesi d'ispirazione italiana che risalgono al Rinascimento ma soprattutto quello che viene chiamato il ‘potager conservatoire' (letteralmente orto conservatore) che ospita tantissime specie di piante, fiori, frutti e legumi insoliti e soprattutto antichi. Prodotti e imbottigliati a Valmer sono anche i vini (Vouvray AOC e Touraine rosé) che si possono degustare e acquistare in loco (come anche il libro delle ricette con i prodotti dell'orto della contessa!). Château de Valmer, 37210 Chançay Vouvray - tel. 0033 02 47 52 93 12 www.chateaudevalmer.com Château de Valmer (Indre-et-Loire) 54 052_057:026/028 19/09/11 15:53 Pagina 54
cinema &TVAL A D FINIZION HD prossimamamente su in edicola nella seconda metà di ottobre - Christie, professione videoproiettore - DCP fai da te: dal corto al grande schermo in 10 passi facili - Speciale IBC 2011: da Amsterdam tutte le novità - Focus su Christie, Arri, P+S Tecnik, Blackmagic, Sony - Riprese in 3D, i difetti da evitare - Sony NEX FS100 + Panasonic AG - HPX 250, test esclusivo delle due macchine studiate per il videomaking indipendente - Dossier: registrare l'audio con le HDSLR - Montare online con YouTube: sogno o realtà? mi piace www.facebook.com/tuttodigitale partecipa al contest Io leggo Tutto Digitale su Facebook: in palio ogni mese un set professionale per la fotografia Lexar attenzione: gli argomenti possono cambiare per esigenze redazionali 073:026/028 19/09/11 15:57 Pagina 73
074_079:090 091 05/12/10 15:41 Pagina 74076_081:026/028 20/09/11 12:26 Pagina 76
62 Nel mirino della reflex si ha l'esatta percezione della scena inquadrata a seconda dell'obiettivo innestato. Così è possibile osservare direttamente il cambiamento di prospettiva e di angolo di campo al variare della focale. Per ottenere l'effetto desiderato è utile sapere che un grandangolo tende ad ingrandire e distorcere i soggetti in primo piano facendo apparire piccoli quelli sullo sfondo. Un teleobiettivo, al contrario, provoca uno schiacciamento dei piani dando l'illusione che il soggetto e lo sfondo si trovino sullo stesso piano. Per convenzione la focale definita normale nel formato Leica o Full Frame (24x36mm) è il 50mm, che abbraccia un angolo di campo di circa 46° e restituisce una prospettiva simile a quella dell'occhio umano. Gli obiettivi con focale al di sotto del 50mm sono considerati grandangolari. Quelli con focale superiore a 50mm sono considerati teleobiettivi. Ecco una serie d'immagini del medesimo soggetto catturate utilizzando obiettivi di diversa lunghezza focale. In questo modo si può apprezzare l'effetto del cambiamento di prospettiva sul soggetto principale. L'EFFETTO DELLA FOCALE IN PRATICA Qui sopra, ecco cosa succede quando s'innesta un obiettivo Full Frame su una reflex APS-C. Il suo angolo di campo si riduce e, in un certo senso, la sua focale si allunga di un fattore pari a 1,5x (Nikon, Pentax, Sony) e 1,6x (Canon). Sopra a destra, il rinvio meccanico del diaframma è l'elemento strutturale che consente l'automatismo a priorità di diaframmi con un'ottica a fuoco manuale, se innestata su una moderna reflex digitale Nikon o Pentax. Sotto, si vede la presa di forza per il motore AF di una reflex digitale Nikon. Tale dispositivo è indispensabile per avere la compatibilità di messa a fuoco automatica con gli obiettivi Nikkor serie AF. 28 mm 50 mm 100 mm 200 mm APS-C FULL FRAME 058_063:026/028 16/09/11 15:21 Pagina 62
Fotocamera Fujifilm FinePix X100 Prezzo : 999,00TEST Il mirino a telemetro ibrido e l'obiettivo a focale fissa sono i piatti forti di una fotocamera che racchiude nello chassis di alluminio tanta qualità e un discreto numero di contraddizioni. La cronaca del test di durata di una macchina venuta direttamente dagli anni '70, ma con un cuore ‘tutto digitale' del secondo millennio. I n un mercato che sforna novitàa getto continuo, in cuil'invecchiamento precoce degli apparecchi è all'ordine del giorno, Fujifilm sembra aver trovato una formula magica che mette tutti d'accordo. Prendere una compatta a pellicola degli anni '70 con l'obiettivo a focale fissa non intercambiabile e il mirino a telemetro, incastonare sul dorso uno schermo LCD, sostituire il rullino con un sensore CMOS da 12MP e voilà: ecco la X100, che prende il meglio dei due mondi, analogico e digitale, e li concilia alla perfezione. E in effetti la prima impressione è proprio questa. Appena si apre la bella scatola (in perfetto stile Apple...) si ritrovano emozioni che sembravano perdute. Si estrae il cofanetto foderato di seta nera nel quale è adagiata la fotocamera con le sue cromature scintillanti, e ci si ritrova catapultati indietro nel tempo nell'istante in cui il nonno ci mostrava orgoglioso la sua nuova sudatissima Canonet QL. ll tempo della nostalgia dura solo un attimo: quanto basta per accorgersi che, per fotografare, bisogna inserire un accumulatore al litio e una scheda SDXC. Quindi eccoci alle prese con la solita questione: come classificare una macchina del genere? È una reflex? Certamente no. È una mirrorless? Sì perché non ha lo specchio, però non ha gli obiettivi intercambiabili. È una compatta? Non strettamente perché, pur avendo l'obiettivo fisso, non è davvero tascabile ed ha il sensore formato APS-C mentre quello delle compatte è al massimo da 1/1,7”. A rigore non può essere la concorrente della Leica X1, che ha il medesimo formato di sensore ma è priva di mirino. Non c'è via d'uscita. Con la X100 bisogna tornare a raggruppare le fotocamere a seconda dell'apparato di mira come si faceva in era analogica ed in definitiva la macchina che più le somiglia è la Leica M9 per via del mirino a telemetro con cornicette luminose che delimitano il campo inquadrato. DOPPIA VISTA Se il principio che regola l'apparato di mira è il medesimo della Leica M9, pur tuttavia quello della FinePix X100 mostra notevoli differenze che fanno categoria a sé. Infatti si tratta di un dispositivo di tipo ibrido che consente di passare dalla modalità ottica a quella elettronica a seconda delle esigenze del fotografo. Basta agire sullo switch posto sul fronte dell'apparecchio (quello che una volta serviva a liberare la coda del rullino per avviare il 64 Digital Vintage 064_067:090-091 16/09/11 15:23 Pagina 64
FAI COME TI PARE WARNER - AVVENTURA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Film minore nella filmografia di Clint Eastwood, qui alle prese con una spalla decisamente inusuale (l'ingombrante gorilla Clyde), diretto dall'amico Buddy Van Horn. Commedia d'azione piacevole, anche se un po' datata, da consigliare solo ai fanatici dell'attore/regista americano. Edizione standard della Warner per un film di catalogo al quale non è stata dedicata molta attenzione. Resa tecnica piacevole, fedele ai materiali originali senza particolari picchi qualitativi. Audio italiano monofonico scarsamente coinvolgente e decisamente inferiore al remastering multicanale HD della traccia originale. Extra assenti. (L.D.A.) Regia: Buddy Van Horn; Interpreti: Clint Eastwood, Sondra Locke; Produzione: 1980; Durata: 116 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital Mono (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 16.00 euro FIREFOX - VOLPE DI FUOCO 01 - COMMEDIA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Anche se a vederlo oggi risulta irrimediabilmente datato nei temi e nel ritmo, Firefox rimane un indiscutibile successo nel ricco carnet di Eatswood regista e rappresenta ottimamente il suo stile di regia pacato e ispirato ai maestri italiani come Sergio Leone. L'edizione BD nella “Clint Eastwood Collection” incorpora il solito trailer e un documentario d'epoca su Clint regista che farà la gioia di fan e collezionisti. Per il resto il disco offre una discreta resa tecnica sul fronte video, ma l'audio italiano in Dolby Digital monofonico risulta nettamente inferiore rispetto all'originale multicanale e in DTS-HD Master audio. (L.D.A.) Regia: Clint Eastwood; Interpreti: Clint Eastwood, Freddie Jones; Produzione: 1982; Durata: 125 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital Mono (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 16.00 euro LOLITA WARNER - DRAMMATICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Per alcuni il miglior film di Kubrick, per altri un interessante esercizio di stile, Lolita, tratto dall'omonimo romanzo di Nabokov, rappresenta in ogni caso un caposaldo imprescindibile nella storia del cinema, che ogni cinefilo è tenuto a conoscere, studiare, possedere e, perché no, amare visceralmente. Resa video di alto livello, bianco e nero nitido e dal dettaglio perfetto, per un disco assolutamente da consigliare, nonostante l'assenza di extra. Seguendo la classica, becera, politica commerciale ben nota, è stata annunciata una nuova edizione per il 2012 ricca di extra e con un possibile remastering. Ce la farete ad aspettare? (L.D.A.) Regia: Stanley Kubrick; Interpreti: James Mason, Shelley Winters; Produzione: 1961; Durata: 153 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital Mono (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 16.00 euro TRE ALL'IMPROVVISO COMMEDIA - WARNER FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Classica commedia sentimentale con prevedibile scontro fra i sessi ma inevitabile lieto fine. La bella e sobria Katherine Heigl, ormai specializzatasi nel ruolo dopo 27 volte in bianco e La dura verità, dona una ragione di esistere al film che, dati per scontati o già visti i presupposti narrativi, ha qualche guizzo nella seconda parte che ne fa consigliare la visione. Video caratterizzato da una fotografia abbastanza morbida e dalla grana fine, che il BD restituisce senza incertezze o cedimenti nell'encoder. Audio funzionale alla vicenda narrata, senza guizzi. Ricco e in fin dei conti interessante il comparto extra. (L.D.A.) Regia: Greg Berlanti; Interpreti: Katherine Heigl, Josh Duhamel; Produzione: 2010; Durata: 114 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital 5.1 (ita, altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 17.99 euro HARSH TIMES - I GIORNI DELL'ODIO CECCHI GORI - DRAMMATICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Film antimilitarista dall'autore del celebre Training Day, che condanna l'assolutismo dei fanatici in divisa raccontando una storia di disperazione e redenzione con al centro un reduce americano dal medioriente. Ottima l'interpretazione di Christian Bale, attore sempre più poliedrico e interessante, nel ruolo del bad guy frutto del fanatismo militare. Il BD restituisce un quadro fedele del girato, caratterizzato da una fotografia spesso “sporca” e ricca di grana più o meno fine. Molto buona la resa dell'audio, presente in doppia versione Dolby Digital e DTS-HD Master audio. Fra gli extra, interessante il commento audio del regista. (L.D.A.) Regia: David Ayer; Interpreti: Christian Bale, Freddy Rodriguez; Produzione: 2005; Durata: 116 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ita, ing), Dolby Digital 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 22.00 euro BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXVIII 102 100_104:AD REC BD 16/09/11 16:37 Pagina 102
33 1 - Sur la planche di Leila Kilani ha trionfato al 57° Taormina Film Fest, vincendo il Tauro d'oro per il miglior film, miglior regia e miglior cast 2 - Fard di Luis Briceno e David Alapont si è aggiudicato il premio come miglior corto d'animazione alla 12° edizione del festival triestino Maremetraggio 3 - I tre vincitori del concorso Talenti in corto, organizzato dal Premio Solinas, insieme a Rita Rusic 4 - Parking Lot Movie di Meghan Eckmank, menzione speciale al Biografilm Festival 2011 di Bologna 5 - Ivano Marescotti e Mirella Mastronardi protagonisti di Gli occhi, gli alberi, le foglie di Giorgio Diritti, presentato nella rassegna Sotto le stelle del cinema 6- L'estate di Martino di Massimo Natale, premio del pubblico miglior opera prima e premio Officine artistiche a Maremetraggio 7 - Linea nigra di Anna Gigante ha vinto il primo premio tra i cortometraggi al 14° Genova Film Festival 1 2 3 4 5 6 7 032_033:026/028 16/09/11 14:11 Pagina 33
60 prospettiva esasperata dei grandangoli spinti, conservando le giuste proporzioni tra gli elementi in primo piano e quelli sullo sfondo. È senza dubbio il regno dei lunghi teleobiettivi. La ragione è semplice. Grazie al ristretto angolo di campo abbracciato consentono di isolare l'atleta di turno (o l'auto da corsa...) dall'ambiente circostante facendo concentrare l'osservatore sul gesto tecnico. In questo genere di riprese spesso il fotografo è costretto a lavorare ad una certa distanza dal campo di gioco o dalla pista, così è obbligato ad utilizzare lunghezze focali comprese tra 200mm (12°) e 400mm (6°), che gli consentono di riempire l'inquadratura. Anche in questo caso l'apertura relativa (che varia tra f/4 e f/2,8 per i più costosi) gioca un ruolo fondamentale: aprendo il diaframma si può utilizzare un breve tempo di scatto tale da congelare il momento decisivo. I sistemi di stabilizzazione incorporati, inoltre, consentono di guadagnare fino a tre stop sui tempi di sicurezza a mano libera riducendo al minimo il rischio di mosso. Non sono molti i fotografi ai quali è permesso salire sul palco per fotografare le performance degli attori o dei cantanti. L'unico modo per superare la distanza che li separa da questi ultimi è sfruttare gli obiettivi di lunga focale. Le situazioni di ripresa nelle quali ci si ritrova in questi casi sono le peggiori possibili. Luci miste e contrasti esasperati, rapidi gesti da bloccare, personaggi singoli o gruppi da fotografare in folgorante successione. Per fortuna le nuove reflex digitali se la cavano bene alle elevate sensibilità ISO (la fotografia qui a fianco, ad esempio, è stata scattata a mano libera con uno zoom 24-70mm f/2,8 28 mm 50 mm 100 mm La tendenza del mercato delle reflex formato APS-C (dalle entry level fino alle prosumer) è quella di offrire dei kit corpo macchina/zoom che mettono subito chiunque in condizione di aprire la scatola e fotografare. L'obiettivo standard attuale è uno zoom 18-55mm (equivalente ad un 27-77,5mm nel formato 24x36mm), sempre più spesso dotato di stabilizzatore, che dà l'impressione di essere l'ottica capace di risolvere la maggior parte delle situazioni di ripresa con un tasso molto alto di comodità. Dopo alcune decine di scatti però, ci si accorge dei limiti costruttivi e dei compromessi ottici ai quali le case costruttrici sono state costrette a scendere in sede di progettazione. Ce ne facciamo già un'idea dal peso e dall'ingombro estremamente ridotti, il che denota una costruzione del barilotto che privilegia la plastica al posto del magnesio destinato alle ottiche professionali. In policarbonato è anche la flangia d'innesto. Ciò nell'immediato non dà luogo a problemi, ma potrebbe crearne con l'uso. L'utilizzo della plastica si estende anche ad alcune lenti che compongono lo schema ottico, e questo può portare in un breve volgere d'anni ad uno scadimento di qualità dell'immagine. La plastica, infatti, ha una resistenza agli sbalzi termici inferiore a quella del vetro e con il tempo le successive dilatazioni e contrazioni possono provocare piccole deformazioni che incidono sulle prestazioni ottiche. Gli zoom in kit, inoltre, sono poco luminosi (l'apertura relativa è variabile e generalmente compresa tra f/3,5 e f/5,6), e questo limita molto le riprese. Infine, la resa ottica è ottimizzata per diaframmi medio-chiusi (f/8f/11). Se si vuole aprire il diaframma s'incorre nella caduta di luce ai bordi e nell'abbassamento del contrasto. LO ZOOM IN KIT, CROCE O DELIZIA? ...LO SPORT ...IL PALCOSCENICO 058_063:026/028 16/09/11 15:20 Pagina 60
DVD & Libri Le recensioni dei titoli del momento Commedia di ambientazione esotica e dai ritmi televisivi, ma non per questo motivo priva di alcuni momenti divertenti. Istrionico e sopra le righe l'interprete Enrico Brignano. Più che sufficiente la resa tecnica del disco. Extra carenti. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Faccio un salto all'Avana Commedia - di Dario Baldi; con Enrico Brignano, Francesco Pannofino; 2011; 90 minuti; Medusa; Dolby Digital 5.1 (ita); 16:9/ Letterbox 1.85:1 14,99 Interpreti simpatici, storia frizzante e sceneggiatura che riesce con disinvoltura a passare dalla commedia pura al melodramma sentimentale. Consigliato. Ottima resa video, nei limiti dello standard DVD. Audio discreto e comparto extra nutritissimo, con scene tagliate e featurette. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Amore & altri rimedi Commedia - di Edward Zwick; con Jake Gyllenhaal, Anne Hathaway; 2010; 108 minuti; Medusa; Dolby Digital 5.1 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 1.85:1 14,99 Sull'abusato scenario di una pista da ballo si consuma questa commedia semplice e prevedibile, sorretta però da interpreti bellocci e carismatici al punto giusto. Ottima resa video, audio più che dignitoso, specialmente nelle scene di ballo. Extra scarsi. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Love n' Dancing Commedia - di Robert Iscove; con Amy Smart, Tom Malloy; 2009; 89 minuti; DNC; Dolby Digital 5.1 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 1.85:1 14,99 Per i nostalgici degli anni '50 ecco un musicarello dalla trama praticamente inesistente ma ricco di varie apparizioni di grandi (e meno) dell'epoca. Complessivamente più che discreta la resa visiva, buono l'audio in doppia versione. Extra deludenti. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Jukebox Urli d'amore Commedia - di Mauro Morassi; con Mario Carotenuto, Marisa Merlini; 1959; 86 minuti; Medusa; Dolby Digital 5.1 e 1.0 (ita); 16:9/ Letterbox 1.66:1 13,00 Grandi nomi in campo per una pellicola che parte facile e intraprende un percorso sicuramente un po' scontato ma si rivela, nonostante tutto, efficace. Complessivamente molto buona la resa video, nei limiti del formato DVD. Ottimo il comparto extra. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall La vita facile Commedia - di Lucio Pellegrini; Con: Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi; 2011; 102 minuti; Medusa; Dolby Digital 5.1 (ita); 16:9/ Letterbox 2.35:1 14,99 Stanco sequel di un film nato con intenti prettamente commerciali. Variegato e in fondo simpatico il cast, reduce dalle commedie anni '80. Edizione a tutto schermo, resa video sufficiente e comparto extra completamente assente. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Abbronzatissimi 2 - Un anno dopo Commedia - di Bruno Gaburro; con Jerry Calà, Eva Grimaldi; 1993; 99 minuti; Medusa; Dolby Digital 2.0 (ita); Tutto Schermo 4:3 13,00 Un gruppo di sopravvissuti in un mondo di zombies, per una serie tv accolta tiepidamente dagli appassionati di horror puro, ma con notevole entusiasmo dagli spettatori occasionali. Ottima resa tecnica, eccellenti gli extra. Peccato per l'audio solo stereo anche in originale. (D.C.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall The Walking Dead - St. 1 Serie TV – di Frank Darabont e altri; con Andrew Lincoln, Sarah Wayne Callies; 2011; 292 minuti; One Movie; Dolby Digital 2.0 stereo (ita, ing); 16:9/Letterbox 1.78:1 32,99 DVD Le recensioni La strana coppia formata da Madonna e Sean Penn (allora, nella vita come nella finzione), non riesce a salvare questo film che si ricorda solo per il maldestro tentativo della cantante di sfondare anche sul grande schermo. Sufficiente la resa sul piano audio/video. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Shangai Surprise Commedia - di Jim Goddard; con Madonna, Sean Penn; 1986; 92 minuti; Pulp Video; Dolby Digital 5.1 (ita), 2.0 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 1.85:1 15,99 Nella collana I Classici Ritrovati della pregevole Sinister FIlms è possibile trovare anche chicche come questo raro film di Stanley Donen interpretato da due leggende del cinema. Buona la resa tecnica ma la sezione extra lascia a desiderare. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Indiscreto Commedia - di Stanley Donen; con Cary Grant, Ingrid Bergman; 1958; 96 minuti; Sinister Films; Dolby Digital Mono (ita, ing); 16:9/ Letterbox 1.85:1 14,99 L'esordio cinematografico di Marlon Brando non sarà un capolavoro indimenticabile, ma rimane un'opera da conoscere e valutare attentamente da parte del cinefilo e dello studioso. Buona resa video e una rara intervista a Brando negli extra. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Il mio corpo ti appartiene Drammatico - di Fred Zinnemann; con Marlon Brando, Teresa Wright; 1950; 84 minuti; Sinister Films; Dolby Digital Mono (ita, ing); Tutto Schermo 4:3 14,99 72 072_074:Layout 1 16/09/11 15:51 Pagina 72
67 IL CONFRONTO IMPOSSIBILE: FUJIFILM X100 VS REFLEX REFLEX + 18-55 mm REFLEX + 18-55 mm FUJIFILM X100 FUJIFILM X100 Il rosso è un colore che mette in difficoltà l'accoppiata sensore/obiettivo. Spesso succede che venga riprodotto piatto e privo di sfumature, con una tonalità scarsamente fedele all'originale. Negli scatti si notano le profonde differenze di resa cromatica tra gli apparecchi. Abbiamo messo a confronto una reflex entry-level da 16MP dotata di zoom in kit 18-55 mm con la Fujifilm X100. Nei dettagli qui sopra balza agli occhi la superiorità di quest'ultima sia per quanto riguarda la nitidezza, che la resa dei particolari più fini come la ringhiera del palazzo. Se si imposta la funzione Motion Panorama è possibile scattare fotografie con angolo di rotazione pari a 120° o 180°, a scelta. Il risultato è senza dubbio scenografico, ma l'operazione a mano libera è impossibile. Per far in modo che la macchina monti correttamente gli scatti è necessario il treppiedi. 064_067:090-091 16/09/11 15:26 Pagina 67
55 Quella del giardino della tenuta di Sasnières è una storia tutta al femminile. Rosamée Henrion eredita la tenuta nel 1960, insieme alla passione per il giardinaggio e la botanica che le ha trasmesso la madre. Decide quindi di restaurare il giardino mettendo a frutto le esperienze acquisite viaggiando tutto il mondo, e - donna inarrestabile - ancora oggi, la si incontra sui campi, a sistemare la sua creatura (che si estende su 3,5 ettari). Ricco di raffinatezza e precisione, questo giardino nel corso degli anni è diventato ‘una perfetta combinazione tra bellezza, scienza e competenza, dove il fascino s'impone dolcemente, dove la poesia si materializza senza sforzo'. Jardin du Plessis Sasnières, Le Château, 41310 Sasnières tel. 0033 02 54 829234 www.jardin-plessis-sasnieres.fr Plessis Sasnières (Loir-et-Cher) Per avere tutto a fuoco, dal primo piano allo sfondo, è sufficiente chiudere il diaframma a f/8 -11 (se abbiamo una compatta basta f/5,6). In esterni: impostiamo la fotocamera con la sensibilità ISO più bassa e il bilanciamento del bianco in automatico. In interni: se non vogliamo usare il flash, impostiamo la fotocamera con la sensibilità ISO a 800-1600 e il bilanciamento del bianco a seconda del tipo d'illuminazione presente sulla scena (tungsteno, fluorescente, ecc.); se la macchina lo consente attiviamo lo stabilizzatore, che ci consentirà di evitare fotografie mosse. Una quinta colorata come il cespuglio di fiori, nella foto in alto a sinistra, conferisce profondità alla scena. hints & tips 052_057:026/028 16/09/11 15:14 Pagina 55
CONTRADDIZIONI IRRISOLTE La Fujifilm FinePix X100 è una macchina affascinante per chi è cresciuto con la pellicola ed ha ancora in mente la sua Leica M, ma forse risulta difficile per i nuovi fotografi. Il mirino a telemetro ibrido, pur geniale nella sua concezione, necessita di una notevole esperienza per essere sfruttato fino in fondo. Il modulo AF è lento ed impreciso e la modalità di messa a fuoco manuale macchinosa. Infine il video soffre di troppe limitazioni a livello operativo. D'altra parte è pur vero 66 I fotografi esperti ricorderanno la rimpianta S5 pro, la reflex di casa uscita troppo presto di produzione, che aveva proprio nella fedeltà cromatica e nel contenimento del disturbo i suoi piatti forti. All'alto livello dei risultati concorre certamente il gioiello di famiglia incastonato sul fronte della X100, l'obiettivo Super EBC Fujinon 23 mm f/2, che ha dimostrato una resa senza compromessi in termini di contenimento dei riflessi indesiderati, della distorsione e delle aberrazioni cromatiche. che la qualità d'immagine è ai massimi livelli, che l'obiettivo è molto luminoso e dall'ottima resa, e che l'estetica rétro si sposa perfettamente con una costruzione curata. C'è da chiedersi se questa macchina decisamente originale potrà trovare spazio sul mercato tra le agguerritissime mirrorless di ultima generazione (basta leggere l'articolo sulle novità dell'IFA di Berlino da pag. 40), oppure tra le compatte extralusso. Ma forse la X100 - anche per il prezzo che la pone fuori categoria - è destinata a rimanere un unicum nel panorama della fotografia digitale: il primo passo verso la macchina del futuro che sogna ogni appassionato. Enrico Fontolan Sopra, lo schema di funzionamento del mirino ibrido opto-elettronico. L'elemento distintivo è l'otturatore (una sorta di saracinesca) che permette di passare da una modalità all'altra...in un batter d'occhio. La X100 fotografa quasi al buio (autofocus permettendo), con una resa alle alte sensibilità ISO garantita. Lo scatto al lume di candela è stato effettuato a tutta apertura (f/2) con un tempo di 1/125 sec. a mano libera. SUPER EBC FUJINON 23 MM F/2: GIOIELLO DI FAMIGLIA Il piatto forte della Fujifilm FinePix X100 è senza dubbio l'obiettivo a focale fissa incastonato come un gioiello sul fronte dell'apparecchio. Il grande vantaggio rispetto ad uno zoom è la resa ottica favorita da uno schema semplice (8 lenti raccolte in 6 gruppi), che racchiude al suo interno anche 1 elemento asferico e 3 a basso indice di rifrazione. Il cocktail è vincente sotto il profilo del contenimento della distorsione (praticamente invisibile), e della resa cromatica. In controluce il trattamento antiriflessi Super EBC (Electro Beam Coated), riesce a minimizzare la formazione di flare e riflessi indesiderati. Con il diaframma a tutta apertura, infine, non si nota la caduta di luce ai bordi dell'immagine, che affligge la maggior parte degli zoom. DISTORSIONE CADUTA DI LUCE CONTROLUCE 1600 ISO 064_067:090-091 16/09/11 15:24 Pagina 66
48 Allo stand Sony abbiamo potuto toccare con mano i progressi della fortunata gamma mirrorless dell'azienda giapponese: con la neonata Alpha NEX7 Sony ha risposto a consigli e critiche aggiornando, con un occhio ai fotografi più esperti, qualche punto debole della NEX-5 - mancanza del mirino ed ergonomia non felicissima prima di tutti. Potremmo definire la NEX-7 come la prima vera ‘mirrorless professionale': sul corpo macchina, più compatto rispetto al passato ma dal feeling solido, sono apparse due ghiere con funzione personalizzabile e, soprattutto, un mirino OLED, molto definito e luminoso, simile a quello già visto sulle ultime SLT della casa. Al mirino si affianca un monitor LCD da 3” orientabile sull'asse orizzontale (90°/45°). Un'altra modifica che verrà apprezzata non solo dai professionisti è l'integrazione nel corpo di un piccolo flash di tipo pop-up; accanto a questo compare la slitta porta-accessori. Il cuore della mirrorless è il sensore CMOS Exmor APS-C da ben 24.3 MP, che, abbinato all'ultima SONY NEX-7, SPECCHIO NO, MIRINO SÌ versione del processore d'immagine Bionz, permette di effettuare raffiche a 10 fps in modalità di scatto ‘speed'; il valore ISO eq. massimo impostabile raggiunge i 16000. La macchina continua ovviamente ad adottare la gamma di ottiche E-Mount ed è compatibile con le ottiche Alpha grazie al nuovo anello LA-EA2, che permette anche di utilizzare l'AF a rilevazione di fase in foto e video grazie al modulo AF nascosto nella ‘base' dello stesso. Insieme alla NEX-7, Sony ha reso disponibili anche tre nuovi obiettivi che ampliano il corredo. Si tratta di due ottiche fisse Sony Carl Zeiss Sonnar T* E 24mm f/1.8 ZA e Sony E 50mm f/1.8 OSS e di uno zoom Sony E 55-210mm f/4.5-6.3 OSS. Le prime sono destinate ai fotografi esperti, mentre l'ultimo si rivolge ad un pubblico amatoriale. Ricca la sezione per la ripresa video: la macchina registra in MP4 AVCHD 2.0 a 1920x1080 (fino a 50p a 28 Mbps) e può sfruttare il nuovo AF Object Tracking per la messa a fuoco degli oggetti in movimento; rinnovato anche il microfono stereo integrato. Per finire, da segnalare altre funzioni ‘accessorie': vari Picture Effect, Auto HDR, 3D Sweep Panorama. Abbiamo scattato qualche foto e girato qualche video in occasione della fiera, e dobbiamo dire di essere subito rimasti colpiti dall'ergonomia della macchina: l'impugnatura è ricoperta con una finitura gommata che le conferisce un gradevole feeling ‘professional'. Le due ghiere poste sul retro sono facili da azionare con il pollice destro e lo schermo orientabile è luminoso e definito; peccato per il vetro molto lucido che siamo quasi certi non faciliterà la visione in pieno sole. In compenso, il viewfinder elettronico OLED è molto definito e luminoso e si rivela veramente utile. La macchina è apparsa molto reattiva, con shutter lag praticamente assente: in condizioni di buona illuminazione (il miniset allestito allo stand Sony); anche l'autofocus si è dimostrato rapido ed efficace. Le immagini (riviste sullo schermo LCD) ci sono sembrate di buon impatto, anche se ovviamente viste le condizioni della prova non ci possiamo sbilanciare più di tanto. In particolare siamo curiosi di approfondire la resa in condizioni di luce difficile, visto il gran numero di MP stipati nel sensore APS-C. Buona la ripresa video, fluida e con la possibiità di regolare manualmente diversi parametri (fuoco, tempi e diaframmi) anche durante la ripresa. La NEX-7 si candida insomma come scelta sicura per i fotografi più smaliziati o addirittura per i professionisti in cerca di una ‘quasi reflex' da tasca o poco più. Proprio in chiusura di numero siamo venuti in possesso del listino prezzi ufficiale, che vede la NEX-7 assestarsi a 1.400 euro in kit con l'ottica SEL 18-55mm f/3.5-5.6 OSS: un prezzo certamente non popolare. In sede di test saremo in grado di saperne di più, per vedere se le buone prime impressioni saranno confermate ed il prezzo giustificato. www.sony.it prime impressioni d'uso 046_051:026/028 16/09/11 14:44 Pagina 48
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