ww w .fotonotiziario.i t OGNI GIORNO TA NTISSIME NOTIZIE E INFORMAZIONI SUI PRODOTTI E L E TECNOLOGIE FOTO-VIDEO-IMAG ING IL SETTIMANA LE PROFESSIONAL E DEDICATO ALL A FOTOGRAFIA TRADIZIONALE E D IGITALE AL VIDEO E AL PRINTING IL PORTALE DELLA FOTO GRAFIA Via M.Melloni, 17 - 20129 Milano tel. 02.71.83.4 1 fax 02.71.40.67 - info web@fotonotiziario.it L'AGENDA DEL FOTOG RAFO 2010 • Studiata per i soli fotogra fi professionisti • Tiratura limitata • Riservata in esclusiva ai lettori di Foto-Notiziari o NEW ISTITUZIONALE APRILE 2010.indd 1 13-04-2010 16:29:49
Filo diretto La posta del direttore TRIS DI DONNE & ABITI NUZIALI Gentile direttore, mi chiamo Claudio Gargano e sono un affezionato lettore di “Tutto Digitale” da una decina d'anni, dai tempi della rivista gemella “Videotecnica” su cui ebbi l'onore di essere citato in occasione dell'assegnazione della borsa G.B. Clemente 2001 e per CortoTrailer 2001. Nel numero 47 di giugno 2008 di “Tutto Digitale” ho avuto inoltre il privilegio e il grandissimo piacere di ricevere ampio spazio e notevole attenzione nella rubrica “Videogallery”, in relazione al mio corto “Anime nere”. Scrivo tutto questo semplicemente per sottolineare il rapporto di grande stima, spero reciproca, e di lunga fidelizzazione nei confronti di quella che reputo la più autorevole, seria e soprattutto etica rivista del settore. Aggiungerei anche “leggera” nel senso positivo della parola, per quel rapporto umano che riesce a instaurare con i propri lettori e quella vena ironica che l'ha sempre permeata. Premesso tutto ciò, non è facile per me fare questa segnalazione, ma poiché mi riguarda personalmente non posso farne a meno. Nel numero 60 (aprile 2010), nella rubrica dedicata ai DVD, nella recensione di Tris di donne & abiti nuziali viene scritto che la “sezione extra è davvero ridotta all'osso”. In veste di autore del backstage e delle interviste relative a quel film mi permetto di dissentire. Si potrà certamente discutere del risultato artistico e tecnico del backstage e delle interviste (preparate da me anche nei contenuti), ma dire sbrigativamente che gli extra sono ridotti all'osso quando invece su quel disco c'è un backstage della durata di 32' e delle interviste filmate della durata di 34', per un totale di un'ora e 6 minuti di sezione extra (quasi la durata del film!), mi sembra purtroppo il frutto di una visione del materiale quantomeno superficiale. Realizzare il backstage e le interviste di “Tris di donne” è stata per me un'esperienza importantissima e impagabile, sia dal punto di vista professionale che umano. Ho lavorato due mesi e mezzo sul set a stretto contatto con la troupe e col cast, e poi nei mesi successivi andando alle sessioni musicali di Nicola Piovani che si è occupato della colonna sonora, al doppiaggio, al montaggio e ad altre fasi della post-produzione. Il risultato è stato una quarantina di ore di girato che ho poi selezionato nel corso di altri mesi di lavoro per arrivare al montaggio definitivo che c'è sul DVD. Non ritengo affatto di dover ricevere un trattamento particolare in virtù del bellissimo rapporto che ho sempre avuto con Tutto Digitale, tanto più in uno spazio inevitabilmente ristretto come quello riservato ai contenuti speciali dei DVD, ma almeno una valutazione congrua. A questo punto vorrei fare una proposta costruttiva: perché non dedicare uno spazio della rivista ai Backstage dai set dei film? Sarebbe interessante poiché si tratta di una forma audiovisiva che in questi ultimi anni sta cominciando a vivere di vita propria e a diventare un mezzo espressivo con una sua grammatica e suoi codici (che, come tutti i canoni, sono fatti per essere messi in discussione). Tutto questo proprio grazie alla capillare diffusione dei DVD prima e dei Blu-ray adesso, e agli speciali trasmessi dalle TV. Esiste perfino un “Backstage Film Festival” organizzato dal Centro San Biagio Cinema di Cesena. Inoltre si tratta di un'esperienza, per chi la realizza, assolutamente fondamentale, poiché permette di vivere un set dall'interno, di capirne i meccanismi, di sentirne l'atmosfera, a volte anche gli odori. Ora non saprei quale forma potrebbe prendere all'interno della vostra rivista una rubrica (oppure un dossier saltuario) dedicata al backstage, però credo che l'argomento potrebbe interessare una bella fetta di videomaker che la leggono. Confidando in un riscontro, saluto lei e tutta la redazione, riconfermando la stima di sempre. Claudio Gargano - Napoli Ecco una bella lezione di simpatia, e soprattutto di stile, da una città che troppo spesso viene identificata con situazioni molto meno nobili. Ma veniamo al dunque. Finalmente, a distanza di un bel po' di tempo dalla pubblicazione sulla rivista della recensione e al ricevimento della lettera, il sottoscritto è riuscito a vedere il film (e relativi extra). In due parole, penso che Claudio abbia ragione. Un film su DVD con due extra di lunghezza totale superiore a un'ora non si può definire con una ‘sezione extra davvero ridotta all'osso'. Dato che il nostro Luigi De Angelis, che recensisce la maggior parte dei film su DVD e BD in prima persona (e comunque cerca di dare un'occhiata agli altri), è persona assai precisa, abbiamo cercato di capire cosa fosse successo. Un ‘errore di sbaglio?' Un classico refuso? Alla fine, la spiegazione è semplice, e dispiace che non ci siamo accorti prima dell'errore. In effetti, il testo originale recitava ‘e la sezione extra, pur numericamente ridotta all'osso, offre due contributi di un certo impegno, il backstage e le interviste ai protagonisti'. In sede di impaginazione ci si è accorti che il testo era troppo lungo, e un ‘giovane di belle speranze' della redazione (di cui non facciamo il nome per non gettargli addosso una croce CARI AMICI VICINI E LONTANI In questo periodo abbiamo ricevuto - via email soprattutto, ma anche con la classica posta prioritaria - una grande quantità di lettere e comunque un aumento dei contatti con il pubblico degli appassionati. Ci hanno scritto, a vario titolo, lettori di vecchia data e provata fedeltà, lettori che si professano abituali ma forse non lo sono poi tanto, ed altri che non abbiamo mai avuto il piacere di leggere. Insomma, più si diffonde Internet, e più chi ha un po' di sale sulla zucca e non cerca soluzioni del momento ma risposte un po' più responsabili e controllate - e soprattutto tiene ai rapporti personali, all'interfaccia umana, vivaddio - scrive a Tutto Digitale. E quindi iniziamo da questi ultimi, da un lettore che definire storico e fedele è poco, Gianni Patricola. Che si è scomodato a scriverci e spedire una lettera solo per ringraziare di una (minima) gentilezza di cui è stato oggetto recentemente da parte nostra. Grazie, Gianni, ma non era davvero il caso di perdere tempo, anche se dobbiamo dire che fa comunque piacere sapere che c'è ancora qualcuno che sorride se gli sorridi, che crede che la gentilezza non sia un obbligo ma una scelta, che ha il piacere di firmare con nome e cognome le sue idee, di qualsiasi genere, anziché nascondersi dietro un nickname. A proposito di lettori storici e fedeli, anzi di amici, che dire della sorpresa che ci hanno fatto Debora e Giorgio Ferrato di Battaglia Terme, che hanno approfittato di una puntata a Roma per portarci addirittura un regalo, un album con belle immagini della loro terra? Grazie di cuore, amici. E grazie di cuore anche all'autore della prossima lettera, altro lettore da sempre, Claudio Gargano, che - a dimostrazione del vecchio detto ‘la classe non è acqua', ci pone una critica precisa, con gentilezza e garbo. Gli rispondiamo qui di seguito, dunque, mentre più avanti troverete altre missive, a dire il vero, diciamo ‘diverse'. Ci scrive l'autore degli extra di questo DVD per tirarci - a ragione - le orecchie... con garbo ed educazione. 008_010:026/028 06/07/10 17:21 Pagina 8
59 standardizzare l'acquisizione da scanner negli anni '80. I ‘tag', le etichette cioè che sono inserite all'interno dei dati ne definiscono alcune proprietà, come dimensioni, l'arrangiamento dell'immagine e anche il possibile uso di compressione, mediante algoritmi lossless (LZW, ZIP), o addirittura lossy come il JPEG. Permettono anche la composizione di più immagini nello stesso file, come pure la sovrapposizione di più ‘fogli', caratteristica utile nella creazione di fax. È possibile salvare l'immagine in più spazi di colore, tra cui RGB, CMYK e scala di grigi. Se il formato non è compresso, o compresso conservativamente, è possibile editare l'immagine e salvarla varie volte in successione senza perdita di qualità. Il TIFF è per questo molto usato per l'elaborazione e l'archiviazione di immagini in alta qualità. È inoltre un formato universale, nel senso che può essere usato su varie piattaforme come Windows, Linux/Unix o Macintosh (al contrario ad esempio del BMP), ma attenzione: possono sorgere problemi di compatibilità tra versioni Windows e Mac per causa del differente ordine di alcuni bit. Per questo molti programmi offrono la possibilità di salvare in TIFF per Windows o Macintosh. TGA Il formato Targa, con le corrispondenti estensioni .TGA o .TPIC a seconda del sistema operativo, è un formato nato negli anni ‘80 ad opera della Truevision Inc. di Brad Pillow. È un formato raster in cui la profondità di colore varia da 1 a 32 bit. È usato soprattutto nell'animazione. PS Il formato PS è stato creato dalla Adobe per gestire al meglio i processi di stampa. E' capace di includere nel file da stampare sia immagini vettoriali che raster ma non è definibile come un vero e proprio formato immagine. In figura è mostrato lo scarto, pixel per pixel, tra l'immagine ‘vera' TIFF e quella ‘approssimata' mediante JPEG. Mentre in media si nota un miglioramento di circa un fattore 20, anche con il 99% di qualità l'immagine JPEG mostra dei problemi nella riproduzione dei bordi. Tale effetto diventa particolarmente fastidioso in foto architettoniche e di riproduzione, in cui la fedeltà al soggetto fotografato è fondamentale. Il JPEG2000 è stato sviluppato, tra l'altro, anche per sopperire a questa debolezza. Il formato RAW (grezzo, in inglese) consiste nella registrazione diretta delle informazioni ricevute dal sensore della fotocamera, senza (o con minimo) processamento. Infatti i dati immagazzinati nei file RAW corrispondono proprio ai dati grezzi forniti dal sensore senza interpolazioni, bilanciamenti o altre operazioni che le fotocamere spesso producono in modo automatico per generare i file JPEG o anche TIFF. E' importante conoscere e poter gestire i file RAW perché per molti aspetti possono essere considerati al pari di negativi digitali, e permettono infiniti processamenti della stessa immagine (‘sviluppi digitali'), ampliando le possibilità creative; permettono anche un miglior recupero delle zone sotto e sovra esposte. Per poter controllare al meglio la creazione di una immagine è necessario partire dal file RAW. Adobe sta cercando di imporre un formato negativo digitale universale (DNG, creato nel 2004), ma finora solo una quarantina di modelli di fotocamere digitali sono in grado di generare nativamente file DNG. Sono però disponibili una serie di programmi capaci di convertire formati RAW nativi di varie case (Nikon, Canon, Olympus...) in formato DNG. L'utilità ed il successo del formato DNG sarà ovviamente subordinata alla scelta dei principali produttori di adottarlo o meno; si vedrà nel prossimo futuro. Come sempre, c'è un ‘prezzo' da pagare; quello per l'utilizzo dei formati RAW è costituito da un grande dispendio di spazio e al tempo stesso da una minima maneggevolezza dell'immagine; tuttavia molti programmi di grafica o di trattamento delle immagini permettono di importare e gestire le immagini RAW dei marchi più diffusi. Va notato, comunque, che poiché le operazioni di interpolazione e bilanciamento vengono in questo caso prodotte nella fase di post-produzione, ogni programma produce risultati diversi! CHI BEN COMINCIA… Scegliere il formato giusto è importante per non saturare il computer con operazioni inutili senza rinunciare alla qualità che ci serve, ma il problema non finisce qui: qualsiasi utilizzo se ne faccia, quasi ogni immagine è prima o poi sottoposta ad un ridimensionamento, per adattare la valanga di punti di cui è composta alle dimensioni del dispositivo di visualizzazione (sia essa tramite schermo o per stampa), in quanto quasi mai il numero di punti che questo ha a disposizione è perfettamente uguale a quello nativo. Come si può immaginare, ciò comporta un ricampionamento dell'immagine, che costituisce un problema indipendente da quello della scelta del formato, ed altrettanto importante. Ma anche questa è un'altra storia… che affronteremo in una prossima occasione. Federico Angelini Dettaglio della foto a livello 10 e 99 di qualità JPEG. raf crw/cr2 mrw nef orf ptx arw/sr2/srf dng 3fr erf mef rw2 dcr/k25/kdc rwl Fuji Canon Minolta Nikon Olympus Pentax Sony Adobe Hasselblad Epson Mamiya Panasonic Kodak Leica GLI IDENTIFICATIVI DEI PIÙ COMUNI FORMATI RAW I FORMATI RAW 056_059:026/028 06/07/10 19:57 Pagina 59
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Portfolio Claudia Cucinelli Beata gioventù: 25 anni, tanta passione - e molta professione - per una giovane fotografa a tutto tondo, dalla ripresa alla post produzione, dalla scelta del soggetto al trucco e all'ambientazione. Una ventata di energia positiva e un sano ottimismo, insomma, che, mai come di questi tempi, fanno bene a tutti. Anche e soprattutto nel mondo della fotografia Claudia Cucinelli, 25 anni, di Avezzano, in due autoritratti sui generis, fra il serio e il faceto, che mostrano alcune delle tante anime della giovane ed eclettica fotografa abruzzese. In alto, l'immagine di una campagna particolarmente significativa, con il rugbista Dario Pallotta, uno degli ‘eroi' post terremoto de L'Aquila, protagonista assoluto del manifesto, che lancia un messaggio importante: ‘Aiutare, l'infinito del verbo Rugby'. Hi Energy 25 anni di energia pura. Claudia Cucinelli, abruzzese, fotografa e molto di più, ci ha lasciato questa impressione dopo un breve scambio di idee e la visione del suo portfolio, in occasione della sua visita al Villaggio Tutto Digitale allo scorso Photoshow. Cresciuta a latte e fotografia (l'azienda di famiglia opera da oltre 30 anni nel mondo fotografico), passata attraverso diversi anni di esperienza come modella (cosa che di certo le è tornata utile come fotografa) Claudia ha sviluppato fin da piccola un grande interesse per l'immagine a tutto tondo, cioè non solo da un punto di vista tecnico e artistico, ma anche organizzativo. Ama infatti gestire in prima persona i suoi set, magari utilizzando materiali di recupero o vintage, per creare determinate atmosfere, e si spinge sino al trucco della modella: in altre parole, ha la piena padronanza della situazione, dal dettaglio alla visione generale. Naturalmente, viste le premesse, il suo operato non si ferma alla ripresa, ma si estende alla post-produzione in genere e al fotoritocco in particolare. Nel corso della sua ancor breve carriera, si è dedicata alla fotografia di moda, di scena (cinema, teatro, musica), alla realizzazione di book personali, alla foto di eventi e cerimonie e naturalmente alla ricerca personale. Quale sia il genere, le sue immagini, spesso super colorate, esagerate, cariche di simboli, raccontano il suo carattere, la sua esuberanza, la sua determinazione: se un oggetto non esiste, ma serve alla causa, lo si crea. Il risultato è una serie di fotografie di atmosfera che mostrano, nonostante la giovane età, una cifra stilistica decisa, un carattere personale. Una fotografa - ma il termine è riduttivo - che certamente farà parlare di sé, con la naturale evoluzione personale e professionale che il tempo le accorderà se manterrà la stessa grinta e voglia di arrivare, e con una crescita organizzativa. Crescita organizzativa che già recentemente ha visto l'ampliamento dello studio di famiglia, trasformato in atelier/ showroom, e che certo non si ferma qui. Il meglio deve ancora venire, recita il motto della nostra casa editrice, e certamente lo stesso è l'augurio che porgiamo alla lettrice, certi che farà ancora parlare di sé. 42 042_043:026/028 06/07/10 19:04 Pagina 42
28 IL RISULTATO FINALE Lo diciamo subito, senza tanti giri di parole e senza entrare nei dettagli dei vari aspetti: Elogio alla solitudine ci è piaciuto tout court. Ma cosa ne pensa il suo artefice, spassionatamente? ‘Si poteva fare meglio. Mi si dirà che sempre si può fare meglio ed è vero, ma i soli 12 giorni di ripresa in Valle Maira, i tanti inconvenienti, e soprattutto la nostra poca esperienza in campo cinematografico, ci hanno fatto commettere diversi errori, di cui il cortometraggio sembra Video Gallery Emanuele Caruso I FESTIVAL La produzione non è riuscita a finire in tempo ‘Elogio alla solitudine' per il Festival di Berlino 2010, ed allora ha iscritto il corto a Cannes a una sezione minore del Festival, non competitiva, ma comunque importante: lo “Short Film Corner”. Il 17 Marzo, arriva una buona notizia: il corto è stato selezionato. Come racconta il regista ‘Per noi è stata una grande notizia, una bella vittoria. Un premio ai nostri sforzi e al nostro lavoro. Una speranza che un cinema diverso, sia possibile. Un piccolo incentivo a continuare, nonostante le molte difficoltà, in questa direzione.' Altra soddisfazione, in Italia: il Festival del Cinema di Brescello (luogo famoso perché fece da location ai film di Don Camillo e Peppone) ha assegnato una menzione speciale a ‘Elogio alla solitudine'. Il corto è stato selezionato in concorso nella sezione “Terre Alte” al 58° Trento Film Festival, occasione nella quale la proiezione ha costituito la Prima Mondiale. Speriamo che Trento e Cannes facciano da trampolino di lancio per una brillante carriera del corto; nel frattempo, la produzione vorrebbe presentare il cortometraggio anche in Valle Maira, agli abitanti della valle, per mostrare il lavoro fatto e 'vivere' insieme agli abitanti le location utilizzate. Non è stata definita ancora una data precisa, anche se l'intenzione è di creare l'evento entro quest'estate. www.cinepresa.blogspot.com risentire in alcuni punti. Sicuramente abbiamo fatto un salto enorme in avanti rispetto ai miei precedenti lavori. La troupe con cui lavoro è la stessa con cui ho iniziato a fare il primo corto. Quando siamo partiti nel 2006 eravamo in 6. Oggi siamo circa 20: il gruppo è aumentato ed è diventato davvero molto efficiente, ma le cose da imparare restano ancora molte. Il risultato finale dunque non mi soddisfa ancora. Ma la mia troupe mi dice che tanto non mi accontento mai. Quindi... pace.' Ed ora, alla prossima! Qui a sinistra, il manifesto originale di Elogio alla solitudine. In questa pagina, alcune immagini scattate nei diversi momenti delle riprese, effettuate a ritmo serrato in pochi giorni. 026_028:026/028 06/07/10 18:15 Pagina 28
43 Claudia è una fotografa a tutto tondo: per le sue immagini ama innanzitutto creare le scenografie ad hoc, magari anche adottando materiali poveri o di recupero, cercando oggetti d'epoca o anche (come nel caso dell'etichetta della bottiglia nella foto in alto) ‘costruendo' l'oggetto in sé. Inoltre, passione ed esperienza specifica per il trucco la portano anche a provvedere direttamente a questo aspetto. A sinistra, il manifesto realizzato per il triste anniversario del terremoto a L'Aquila. 042_043:026/028 06/07/10 19:10 Pagina 43
Esecutivo Sony Tassozero_TuttoDgt:Esecutivo 09/06/10 18:21 Pagina 1
I miracoli non esistono. Nemmeno nell'hi-tech Dopo tanta pioggia autunnale fuori stagione, è scoppiato il caldo anche a Roma. In compenso, sorprendentemente e piacevolmente, continuano a piovere in redazione email, lettere. Una situazione che ci fa piacere, perché una rivista per sentirsi viva deve avere un contatto costante con il proprio lettorato (si dirà così? ah, saperlo...) e perché, in linea generale, più persone scrivono per un aiuto, un parere (non una consulenza ‘meglio A o B', come ben sapete; proprio non possiamo, per motivi di tempo, per l'impossibilità nel dare un consiglio senza conoscere i mille dettagli che regolano una scelta, per la correttezza nei confronti delle aziende) più si movimenta il mercato, e, in definitiva, si vendono più apparecchi e più riviste (o viceversa, il risultato non cambia). Tante lettere, dicevamo, metà delle quali dedicate ai problemi di sempre, più o meno personali, e metà in infinite varianti dello stesso tema: il futuro della videoregistrazione. Ci spieghiamo meglio. Come sappiamo, da una parte ci sono le videocamere, da quelle da taschino e poche centinaia di euro, a quelle per il cinema digitale e 100.000 euro. Dall'altra le fotocamere, con alcune reflex che hanno iniziato a permettere la registrazione in Full HD, e, in virtù soprattutto delle dimensioni del sensore, consentono prestazioni sorprendenti in particolare sotto il profilo della gestione della profondità di campo e delle resa alle basse luci. Per completezza di informazione, giova ricordare che anche la reflex più professionale ed esclusiva costa all'incirca ‘solo' come una videocamera prosumer, ovvero 5000/6000 euro. Fra le due, sta nascendo una nuova generazione di prodotti, una via di mezzo fra i due mondi. Se ne parla tanto, noi stessi abbiamo pubblicato alcune anticipazioni nel servizio dal NAB (e ci torniamo anche in questo numero, a pagina 87) ma ancora non sono ben chiari i contorni della faccenda, le prestazioni, i costi, le opportunità di sviluppo. Quello chè è certo è che la mole di posta al riguardo pone più o meno tutta la stessa questione: se un sensore più grande offre prestazioni migliori e una fotocamera ‘video' costa meno di una videocamera anche modesta, la voce di popolo chiede che sia fatta giustizia, che vengano puniti i colpevoli (cioè le aziende produttrici di videocamere) e che si passi immediatamente ai nuovi prodotti ibridi. Antefatto: noi non abbiamo alcuna prevenzione né tecnica né pratica verso alcuna categoria di prodotti per i vari usi: ci interessa solo che ci trasmettano quella sensazione di piacere d'uso, soddisfazione dei risultati e dell'investimento effettuato. Non cerchiamo l'oro nel ferro, sappiamo che i miracoli - anche e soprattutto nell'hi-tech - non esistono, e che ogni prodotto è necessariamente frutto di un inevitabile compromesso fra infiniti aspetti. Prima riflessione. Quando cade un sassolino da una montagna, se non si ferma in qualche modo, a valle diventa una valanga. Il fenomeno ‘videoreflex', naturalmente, è nato sul web, con filmati davvero attraenti (spesso realizzati da professionisti senza problemi di budfget e troupe) che hanno fatto gridare al miracolo e di fatto messo una pulce all'orecchio di tanti fotografi e videomaker. L'effetto valanga ha fatto sì che tutti parlino di video con la reflex, ma di fatto ben pochi hanno provato questa opportunità nella pratica. Se l'avessero fatto, probabilmente si accorgerebbero anche dei limiti Tutti dicono'videoreflex HD, I love you'. Ma quanti hanno davvero girato video con una fotocamera? Quali vantaggi si ottengono e quali problemi si pongono? Attenzione ai facili entusiasmi: i miracoli, purtroppo, non esistono nemmeno nel mondo parallelo dell'hi-tech... Editoriale Stefano Belli della situazione. Sia ben chiaro: a noi piace la possibilità di sfruttare una reflex o una mirrorless, compatte ed economiche, anche in campo video, e non a caso abbiamo anche pubblicato il primo ed unico testo in italiano dedicato all'argomento. Ma come abbiamo scritto nel libro, come abbiamo ripetuto sulla rivista anche in articoli non strettamente dedicati al video reflex (ad esempio, si veda il dossier sui sensori pubblicato sullo scorso numero 61), il potenziale di queste macchine va sfruttato da operatori esperti, per la realizzazione di certi generi di riprese, a volte anche con un corredo di accessori che appesantisce il tutto (pure per quello che riguarda il portafogli), e poi ci sono da considerare gli inevitabili problemi intinseci, come in tutte le cose. Certo una reflex con sensore di grandi dimensioni ed ottica di un certo tipo, montata su un cavalletto, ad esempio, permette di registrare immagini di qualità eccezionale. Ma l'audio? Il cambio di ottica? Il montaggio dei file? Dobbiamo ricordare che sensori più grandi significano sì più sensibilità e possibilità di avere più pixel, ma anche che impongono ottiche più ingombranti e costose? Avete mai visto uno zoom fotografico con ingrandimenti paragonabili a quelli tipici delle ottiche video HD (tra l'altro, dall'azionamento morbido e silenzioso) ? Il fatto è che non c'è peggior sordo di chi non vuole ascoltare, e così la protesta contro le aziende (come se poi non fossero sempre le stesse, Sony, Panasonic, Canon, eccetera, a costruire sia le fotocamere che le videocamere) continua a montare... cosa possiamo dire per tranquillizzare i lettori sul fatto che - anche se qualche prodotto magari è più caro delle media della categoria, o qualcun altro è meno performante - di fatto il mercato seleziona sempre il ‘meglio', ovvero, attenzione!, il miglior compromesso? La verità è che non c'è - nemmeno a dirlo - una verità assoluta nella vita, e nemmeno nell'hi-tech, una soluzione universale, economica, performante, compatta e non sappiamo cosa altro. Ogni categoria di prodotto offre vantaggi e svantaggi, per una sorta di inevitabile contrappasso naturale, e, per quella famosa teoria del compromesso, è quindi difficile (per non dire impossibile) avere una Ferrari che consuma come una vecchia Fiat 500, ha la comodità di una Rolls e affronta il deserto come un Hummer. O ancora credete ai miracoli? La verità probabile, se ci perdonate dunque il gioco di parole, è che la nuova categoria ibrida possa costituire una ‘specialità' in più, da aggiungere eventualmente ad un ricco set di strumenti di ripresa, e magari anche insieme ad una videoreflex. Il regista, il DIT, l'opertore, avranno a disposizione più strumenti e più opzioni, e forse anche più problemi di gestione... del resto, inevitabilmente, una nuova categoria di reflex ibride ‘più HD' avrà qualcosa di meno sul fronte fotografico ‘puro' (o costerà e peserà di più), e così all'infinito. Dunque, godetevi la vostra attrezzatura attuale, tenendo comunque gli occhi aperti e non fidatevi troppo di chi parla più per sentito dire che per esperienza personale. A proposito della quale, meglio di tanti discorsi, potrà esservi utile la lettura del racconto ‘raw' - nel senso di nudo e crudo, proprio come lo ha scritto, con tutte le sue notazioni anche di costume - del nostro lettore di vecchia data Fabio Breccia, che ha usato una reflex per un reportage davvero sui generis. Buona lettura, e soprattutto buone riflessioni. 130 130:003 07/07/10 23:09 Pagina 130
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TEST: VIDEOCAMERA HD SAMSUNG HMX-U20 CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE PRO CONTRO Costruttore: Samsung Electronics Co., Corea Distributore: Samsung Electronics Italia, via Donat Cattin 5, 20063 Cernusco S/N (MI), tel 02921891 - www.samsung.it Formato video: Full-HD – H.264/AVC Sensore: CMOS da 1/2.3 pollici – 7.8 MP Obiettivo: zoom ottico 3X Display: LCD 2 pollici – 154k Connessioni: mini HDMI, Composito, USB Supporto di registrazione: schede di memoria SD/SDHC Dimensioni e peso: 52.5 x 104 x 15.6/103.3g ESTETICA Aspetto accattivante e buona presa ergonomica. Linea del dispositivo leggermente curvata COSTRUZIONE La scocca è in plastica rigida, ma la sensazione di base è quella di una buona solidità VERSATILITÀ Non solo videocamera che registra video in Full-HD, ma anche fotocamera da 8 megapixel. In questo ambito non si può contare sul flash, assente nella U20. Molto utile la funzione di time-lapse PRESTAZIONI In condizioni di buona illuminazione la U20 offre un'ottima qualità, sia dal punto di vista foto, sia da quello video. Quando la luce viene a mancare, la definizione delle immagini cala drasticamente. Buone le prestazioni del microfono stereo integrato RAPPORTO Q/P Due piccioni con una fava: una videocamera che fa video a risoluzione piena e una fotocamera da 8 megapixel. In più la funzione avanzata di registrazione in timelapse e le dimensioni contenute, fanno della U20 un'ottimo strumento per realizzare video creativi mordi e fuggi. Peccato solo per la mancanza di un flash integrato Modalità time-lapse Zoom ottico 3x Semplicità d'uso Pulsanti di comando non intuitivi Manca il flash integrato LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE 97 TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XIII TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D TEST: Videocamera HD Samsung HMX-U20 Il software Intelli-Studio, integrato nel camcorder, permette di scaricare foto e video sul PC e di eseguire semplici montaggi o foto-elaborazioni. In più, si possono caricare direttamente i video su Youtube o su Facebook. l'ingrandimento. In queste videocamere così compatte, infatti, è abbastanza comune che quando si mette in moto l'ottica possono udirsi nella registrazione i rumori del meccanismo di zoom. Una delle funzioni più interessanti della pocket cam Samsung, è quella di registrare video in time-lapse. Si può scegliere il periodo nel quale realizzare la registrazione (24 ore o infinito), e la frequenza con cui il camcorder registra un nuovo frame (1-5-30 secondi). In questo modo è possibile registrare il classico video del fiore che sboccia, o il veloce passaggio delle nuvole. La possibilità di mantenere il dispositivo in carica durante la registrazione, poi, permette di avere un'autonomia di ripresa praticamente infinita. Per gestire i contenuti registrati dal camcorder, inoltre, si può fare affidamento su un comodo software eseguibile, integrato nel dispositivo. In pratica, quando si collega la U20 al PC, attraverso il dongle USB, si può scegliere di lanciare l'applicativo IntelliStudio con cui gestire il trasferimento di foto e video, eseguire elaborazioni fotografiche e montaggi video, o caricare i contenuti su piattaforme di sharing online. La vera killer application di questi dispositivi, infatti, è quella di realizzare contenuti cotti e mangiati, pronti per essere caricati online senza ulteriori fasi di transcodifica. Da Intelli-Studio, ad esempio, si può accedere direttamente al proprio account di Youtube (ma anche di Flickr o Facebook) e caricare in rete i contenuti appena realizzati. TASCABILE A PORTATA DI TASCA? Ma veniamo alla resa dei conti, alla prova su strada del piccolo foto/camcorder Samsung. Per quel che riguarda i video, durante i nostri test, la HMX-U20 ci ha permesso di portare a casa un girato di qualità discreta. In presenza di buona illuminazione (luce diurna soprattutto) la cam restituisce un'ottima qualità: riprese abbastanza dettagliate, colori vividi, buon bilanciamento del bianco (automatico). Quando però la luce inizia a scarseggiare la situazione cambia drasticamente, e iniziano anche a farsi sentire maggiormente gli artefatti della compressione Mpeg4. Le prestazioni con le basse luci, però, sono relativamente buone se paragonate con quelle dei camcorder competitor. Per quel che riguarda le foto, invece, si sente decisamente la mancanza di un flash incorporato, e se si prova a realizzare un'immagine in notturna, si dovrà fare i conti con un rumore praticamente “assordante”. In diurna, invece, gli scatti sono decisamente di maggiore qualità, ma non si sollevano di molto da un livello medio. Qualche perplessità invece sulla disposizione dei principali tasti di comando. Nella U10, infatti, le frecce direzionali per navigare nei menu, erano contraddistinte da cordoli di plastica in rilievo. In questo ultimo modello, invece, i pulsanti sono integrati nella scocca e per poter essere sicuri di dove si mette il dito, si deve prestare particolare attenzione. Se poi si vuole eseguire qualche operazione con poca luce, poi, bisogna procedere con molta perizia. Ci ha leggermente spiazzato anche la configurazione della leva di zoom. Per convenzione, il più delle volte, un movimento in avanti corrisponde alla posizione tele, mentre uno all'indietro porta verso il grandangolo. Nella U20 le posizione sono invertite e, se si è abituati in maniera diversa, ci vuole un po' di tempo per adattarsi al cambiamento. Non male la qualità audio complessiva, anche se non è presente un collegamento per inserire un microfono esterno (come nella Creative Vado HD o nella Kodak Zi8 HD). Per quel che riguarda la presa – aspetto fondamentale per quel che concerne le pocket cam – siamo in presenza di una buona ergonomia che però non elimina del tutto l'effetto “telefonino al concerto”. Altri modelli compatti privilegiano l'impugnatura a pistola, come nel caso della serie Xacti della Sanyo, anche se in quest'ultimo caso stiamo parlando di un livello superiore (se non altro in termini di ingombro). In conclusione, comunque, la Samsung HMXU20 si dimostra una soluzione completa per chi vuole realizzare dei video al volo con l'obiettivo di condividerli in rete, senza ulteriori passaggi. La connessione USB e il software IntelliStudio, integrati nella cam, infatti, permettono di riversare in maniera estremamente veloce il girato sul PC e di caricarli online. La funzione di time-lapse, inoltre, permette di prendersi delle belle soddisfazioni e di tirar fuori il lato più creativo della propria esperienza video. Giampiero D'Amato. 096_097:128/130 07/07/10 22:11 Pagina 97
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XLIV BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI IL SEGRETO DI DAVID SONY PHE - THRILLER GAMER MONDO HE - AZIONE MISS FBI WARNER - COMMEDIA OVERALL: OVERALL: OVERALL: Regia: Nelson McCormick; Interpreti: P. Badgeley, S. Ward; Produzione: 2009; Durata: 102 minuti; Formato audio: DTS-HD MA 5.1 (ita, ing, fra), Dolby Digital 5.1 (altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 21.99 euro OVERALL: Regia: Richard Gabai; Interpreti: C. Lloyd, A. Gade; Produzione: 2009; Durata: 88 minuti; Formato audio: DTS-HD MA 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 19.99 euro Regia: M. Neveldine, B.Taylor; Interpreti: G. Buttler, A.Valletta Produzione: 2009; Durata: 95 minuti; Formato audio: DTS-HD MA 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 24.99 euro DANKO UNIVERSAL - AZIONE NON È IL MESSIA SONY PHE - COMMEDIA CODICE MAGNUM UNIVERSAL - AZIONE LEGION (V. noleggio) SONY PHE - FANTASY FIRE & ICE MONDO HE - FANTASY ANGEL HEART UNIVERSAL - THRILLER 128 IL RICHIAMO... MONDO HE - AVVENTURA Regia: John Pasquin; Interpreti: S. Bullock; Produzione: 2005; Durata: 115 minuti; Formato audio: Dolby Digital 5.1 (ita, spa e altri), DTS HD MA (ing); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 16.99 euro  Regia: Scott Charles Stewart; Interpreti: P. Bettany, D. Quaid; Produzione: 2010; Durata: 100 minuti; Formato audio: DTS-HD MA 5.1 (ita, ing, fra), Dolby Dig. 5.1 (altri); Formato video: 16:9/Ltbx 2.40:1; Prezzo: 24.99 euro  Regia: John Irvin; Interpreti: A.Schwarzenegger, B. Baker; Produzione: 1986; Durata: 106 minuti; Formato audio: DTS HD MA 2.0 (ita, spa, ted, rus) 5.1 (ing); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 24.99 euro  Regia: W. Hill; Interpreti: A.Schwarzenegger, J. Belushi; Produzione: 1988; Durata: 104 minuti; Formato audio: DTS HD MA 2.0 (ita, spa, ted) 5.1 (ing, rus); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 24.99 euro  Regia: Pitof; Interpreti: A. Acker, T. Wisdom; Produzione: 2008; Durata: 85 minuti; Formato audio: DTS HD MA 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.78:1; Prezzo: 19.99 euro  Regia: Alan Parker; Interpreti: R. De Niro, M. Rourke; Produzione: 1987; Durata: 113 minuti; Formato audio: DTS HD MA 2.0 (ita, ing, spa e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 24.99 euro  OVERALL: OVERALL: OVERALL: OVERALL: OVERALL: Regia: Aubrey Powell; Interpreti: T. Gilliam, T. Jones; Produzione: 2010; Durata: 91 minuti; Formato audio: DTS HD MA 5.1 (ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.78:1; Prezzo: 19.99 euro  OVERALL: 124_129:AD REC BD 07/07/10 23:07 Pagina 128
22 Annunciata una nuova sede - in via Libetta 1, nel quartiere Ostiense, uno dei più creativi della capitale - per Officine Fotografiche, con conseguente rinnovamento anche dell'offerta formativa, in funzione dei notevoli spazi a disposizione. Sarà possibile infatti ottenere una maggiore diversificazione dei singoli settori, dando così una migliore scelta a diversi livelli di approfondimento, in un ambiente polifunzionale. Un'immensa struttura di 600 metri quadri divisa su più piani: 300 mq dedicati alla formazione, con aule, sale posa, laboratori digitali ed analogici, e altri 300 indirizzati ad attività culturali: esposizioni, proiezioni, incontri e presentazioni editoriali. Officine Fotografiche ha concepito il nuovo progetto come uno spazio di più ampio respiro, dove tutti possono trovare un proprio stile fotografico. M E D I A P A R T N E R Una nuova casa per la Fotografia Tante le novità in vista per gli amici di Officine Fotografiche, l'associazione culturale romana che da dieci anni opera al servizio della fotografia di qualità. In attesa di trasferirsi nella nuova sede di via Libetta - di cui potete leggere in dettaglio qui a fianco - OF lancia un nuovo logo e presenta i suoi Corsi autunnali (da ottobre), suddivisi in tre segmenti: serale (dalle 17 alle 23) con corsi di durata quadrimestrale; professionale, con master annuali d'alta formazione (a gennaio); workshop e corsi fullimmersion nel weekend. Cinque le aree tematiche: preparazione generale, fotografia in studio, comunicazione, postproduzione digitale, sviluppo e stampa. In più avremo in autunno la 6° edizione di FotoLeggendo, manifestazione dedicata alla lettura del Portfolio: due mesi (30 settembre-30 novembre 2010) di full immersion nella fotografia, con Tutto Digitale nelle vesti di storico media partner. www.officinefotografiche.org L'associazione culturale romana Officine Fotografiche si rifà il look: nuova sede, nuovo logo e nuovi corsi, in attesa della grande kermesse autunnale di FotoLeggendo, due mesi nel nome della fotografia PIVI 201048h di set Parte l'edizione 2010 del Premio Italiano del Videoclip Indipendente, principale appuntamento nazionale per la musica che si vede Per assoluta mancanza di spazio, il reportage dai set del 48 Hour Film Project di Roma è rinviato al prossimo numero 63, in edicola a settembre. Usa il QR Code in questa pagina, per ottenere un piccolo, ma succulento, assaggio di quello che vi racconteremo e faremo vedere sul concorso di cortometraggi più adrenalinico del mondo! Sono aperte le iscrizioni per l'edizione 2010 del PIVI, il premio dedicato ai videoclip indipendenti, che raduna ogni anno il meglio della produzione di settore: lo scorso anno sono state oltre 330 le opere in concorso. La premiazione avverrà come al solito durante il MEI, il Meeting degli Indipendenti, di scena quest'anno dal 26 al 28 novembre. Il concorso è riservato a videoclip realizzati con budget non superiori a 10.000 Euro e/o che abbiano spiccati caratteri di indipendenza produttiva e/o di espressione alternativa. La scadenza è fissata al 30 settembre: quest'anno alcune novità, come ad esempio la necessità di fornire su richiesta una copia in alta definizione per quei video prodotti in HD (sempre di più, come vi abbiamo raccontato su Tutto Digitale n. 60). Bando e scheda possono essere scaricati da www.meiweb.it, dove si trovano anche le istruzioni per iscriversi al premio speciale Tutto Digitale per la tecnica. M E D I A P A R T N E R M E D I A P A R T N E R 018_024:026/028 08/07/10 13:37 Pagina 22
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66 Sensore: CMOS 5 MP 1/2.5” Ottica: f/2.8, 36 mm (48 mm in 1080p) Stabilizzatore: Elettronico Video: 1080, 720, WVGA Display: 2” Sensibilità: automatica Alimentazione: Li-ion Scheda memoria: SD, SDHC In/out: USB 2.0, AV out, HDMI tipo C Waterproof: fino a 3 m Dimensioni: 58 x 112,5 x 19,5 mm Peso: 128 gr. Estetica: Costruzione: Versatilità: Fotografie: Video: Sub: Q/P: Cool factor: PRO: Prezzo d'assalto, alimentazione a rete CONTRO: Foto non adatte alla stampa La Kodak Playsport fa parte della categoria "pocket cam HD", di cui abbiamo parlato in passato su Tutto Digitale. Si tratta di piccole videocamere con funzioni fotografiche, adatte all'uso di tutti i giorni e disponibili ad un prezzo più che abbordabile. A queste caratteristiche, la Zx3 (sigla ufficiale della Playsport) aggiunge l'impermeabilità fino a tre metri, il case colorato disponibile in blu, viola e grigio e la costruzione robusta, che permette un uso spensierato anche nelle situazioni meno comode. Il corpo non è più grande di quello di uno smartphone ed è realizzato con solide plastiche. Gli sportelli delle connessioni e del vano batteria sono serrati con guarnizioni in gomma; quello che copre l'accumulatore e lo slot SDHC va aperto con cautela, in quanto può capitare che il movimento di apertura faccia sganciare l'accumulatore. Non si tratta di un problema grave, ma meglio fare attenzione, specialmente in spiaggia. All'apparenza, dunque, siamo di fronte ad una compatta corazzata, per quanto una frase - scritta nel manuale di istruzioni - possa far pensare il contrario: "se la videocamera cade, ciò potrebbe compromettere l'impermeabilità". Dalle prove di shock effettuate nel corso del test, non sono comunque emersi particolari problemi dovuti a cadute da altezze moderate (circa 1 m), né per quanto riguarda il funzionamento, né per l'impermeabilità della macchina. L'impostazione generale prevede l'impugnatura in verticale, tra indice e pollice: quest'ultimo può agevolemente controllare i quattro pulsanti e il joystick che costituiscono la semplice interfaccia della camera. La Zx3 scatta fotografie JPEG fino a 5.3 MP e con aspect ratio 16:9; la resa non è al livello di una fotocamera, ma risulta comunque accettabile. In particolare, si nota la presenza di rumore e di piccoli artefatti di compressione e di interpolazione, visibili solo al 100%. Se non si ha la necessità di stampare oltre il 13x18, però, questi non saranno un problema; inoltre, l'utente di macchine simili tipicamente scatta e condivide sui social network, per cui la ricerca della qualità assoluta cede Prezzo: 149 euro La Playsport - un nome, un programma - è compatta, impermeabile e robusta: una pocket cam HD da tenere sempre in tasca, caratterizzata da un prezzo d'assalto e da alcune possibilità rare nella categoria. Piccola e robusta, la Playsport è "sempre in tasca e sempre pronta", per video e foto con facilità e senza pensieri. il passo alla praticità d'uso. In ripresa video, la macchina offre più risoluzioni, a partire dal WVGA, per passare al 720p a 30 e 60 fotogrammi, e finire con il 1080p a 30 fps. I file sono codificati in H.264 a circa 12 Mbit/s e salvati in file .mov. Il sensore è un CMOS da 1/2.5", dimensione più diffusa tra le fotocamere compatte che tra le videocamere. Le immagini soffrono di un po' di skew (inclinazione delle linee verticali in caso di panoramiche molto veloci) che si manifesta maggiormente in 1080p. Un po' impreciso il bilanciamento del bianco, specialmente in situazioni critiche (interni con luce mista e/o cielo nuvoloso); non c'è controllo del guadagno automatico, e l'impiego alla basse luci tradisce la natura outdoor della macchina. La resa generale dei filmati è migliore in 1080p, nonostante la ripresa a 60 frame (solo in 720p) offra una fluidità ottimizzata. Come molte delle camere della categoria, la Playsport è equipaggiata con ottica a focale fissa, equivalente in 35 mm ad un 36 mm. Se si riprende in 1080p, la lunghezza focale sale a 48 mm. La geometria delle immagini è corretta, lo zoom digitale arriva a 4x, ma introduce un degrado abbastanza evidente, per cui è meglio utilizzarlo con parsimonia. Utili, invece, lo stabilizzatore elettronico e il controllo del livello dell'audio in ingresso. Un'apposita modalità "H2O", inoltre, consente di adeguare i parametri di ripresa alle particolari condizionis subacquee. Presenti anche il riconoscimento dei volti, controllo di luminosità ed opzioni antiriflesso per il display LCD. Grazie alla connessione HDMI di tipo C e all'apposito cavo fornito in dotazione, è possibile rivedere foto e video sul grande schermo. Da segnalare, infine, che la macchina si autoalimenta via USB anche mentre riprende: un apposito adattatore - grande come una normale spina elettrica - permette di collegare la macchina a rete e di utilizzarla così per riprese molto lunghe. S.Bla. Kodak Playsport Zx3 A differenza delle altre macchine in prova, la Kodak Playsport Zx3 scatta le fotografie solo con rapporto d'aspetto 16:9. 062_067:090-091 06/07/10 20:06 Pagina 66
61 Le 12 compatte in prova: da sinistra, Panasonic Lumix FT2, Canon PowerShot D10, Fujifilm FinePix XP10, Pentax Optio W90, Kodak Playsport Zx3, Sanyo Xacti CA9, Samsung WP10, Casio Exilim G1, Nikon Coolpix S3000 con scafandro Nimar, Sony Cyber-shot TX5, Olympus µ-Tough 3000 e GoPro HD Helmet Hero Le vacanze sono uno dei momenti dell'anno in cui si scattano tante fotografie e si girano molti filmati, per passione artistica o anche solo per la voglia di conservare il ricordo e avere qualcosa da mostrare agli amici al rientro a casa. I tipici ambienti delle vacanze, come la spiaggia o la montagna, nascondono però tante insidie per l'attrezzatura foto/video: sabbia, acqua, polvere, neve (se avete scelto i ghiacciai...) possono essere nemici mortali per i componenti più delicati della compatta, della reflex o della videocamera. Da tempo, quindi, esistono in commercio dei modelli “a prova di...”, progettati per resistere a condizioni estreme di utilizzo. In questo dossier ne abbiamo raccolti 12 di altrettanti marchi, tra quelli attualmente più rappresentativi del mercato, e li abbiamo messi alla prova-vacanza. Tutti sono waterproof, e non temono quindi spruzzi e scatti a pelo d'acqua; alcuni di questi possono poi scendere a 3 o 6 metri di profondità, mentre in pochi superano i 30 metri. A quel punto, però, si parla di fotografia subacquea vera e propria, accompagnata quindi dalle attrezzature di immersione utilizzate dai sommozzatori. Oltre al mare, molte di queste macchine non temono neppure la montagna, dove è facile incontrare la neve e il ghiaccio (anche d'estate, se si scelgono le vette più alte) e le relative temperature vicine o sotto lo zero. Quasi tutte, poi, offrono vari gradi di resistenza agli urti: a parte alcuni esemplari di costruzione molto robusta ma non ufficialmente a prova d'impatto, la maggior parte è in grado di sopportare senza danni le cadute dall'altezza tipica di impugnatura (1-1.5 metri). Altra categoria è quella composta dagli apparecchi sportivi, per riprendere le imprese di una vita spericolata, dal surf al paracadutismo, al motocross, con risultati molto creativi e divertenti. Sempre nell'ottica di un impiego no-limits, da segnalare anche la possibilità - offerta però non da tutte le macchine - di impiego in ambienti polverosi e a forte rischio di impatti e graffi, come ad esempio un cantiere edile: una volta finite le vacanze, ed apprezzate le foto e i filmati con amici o parenti, si tornerà, infatti, inevitabilmente al lavoro... 1 - Controllare la chiusura degli sportelli dei vani batteria e connessioni. 2 - Studiare con attenzione i comandi, specialmente prima dell'uso subacqueo, dove il controllo generale dell'attrezzatura è meno agevole del solito. 3 - Impostare la modalità sub prima di tuffarsi: le particolari condizioni di luce possono infatti giocare brutti scherzi cromatici. 4 - Non aprire mai gli sportelli in spiaggia: la sabbia potrebbe rovinare la gomma delle guarnizioni o peggio raggiungere i contatti elettrici della batteria. 5 - Dopo il bagno in mare, una bella doccia non si nega a nessuno: nemmeno alla macchina fotografica. Il sale è un agente corrosivo, e va sciacquato via usando acqua dolce. 6 - Waterproof non vuol dire che galleggia: se le camere sfuggono di mano, affondano rapidamente. Meglio prevenire questa eventualità con un laccio al polso. 7 - Shockproof non vuol dire che rimbalza: la resistenza alle cadute è limitata ad altezze precise. Quindi in montagna è bene premunirsi, utilizzando delle cinghie con moschettone da agganciare alla cinta o allo zaino. 8 - In caso di impiego di una custodia sub con una macchina non waterproof, prima di entrare in acqua immergere lo scafandro in una bacinella, per controllare la tenuta delle guarnizioni. 9 - Attenzione ai passaggi troppo repentini tra ambienti caldi e freddi (spiaggia/acqua o interno/esterno): possono causare l'appannamento delle lenti, in particolare con lo scafandro esterno. 10 - Sott'acqua, l'impugnatura corretta della macchina fotografica è con le braccia tese di fronte al volto: 3, 2, 1, cheese! Dieci consigli per non affogare 060_061:090-091 06/07/10 20:16 Pagina 61
scattare foto, pensando che la foto sia meno invadente di una ripresa video, e le persone si coprono il volto e magari lanciano anche qualche parola che non capisco, ma immagino. Inizio a girare con lo sguardo sempre verso palazzi o tetti, fingendo di non curarmi degli abitanti, ma in realtà cerco di cogliere i loro volti. Ma è davvero difficile. Mea Shearim Poche centinaia di metri e mi imbatto nell'ingresso del vero e proprio Mea Shearim; non avevo capito di non esserne ancora all'interno. In giro non ci sono turisti, solo poche persone in generale e l'accesso è davvero suggestivo. Un vicolo piuttosto piccolo e buio all'inizio del quale campeggia un cartello che intima a grossi caratteri di non entrare in gruppo, non dar fastidio e di indossare abiti che coprano tutto il corpo e non siano però aderenti. Non mi sento in pericolo: le notizie raccolte sulla rete sono sicuramente esagerate, ma decido di entrare con discrezione. Regolo la camera sui 50p con un ragionamento semplice: potendo girare poco ed in fretta, facciamole durare il doppio queste riprese. Imposto un diaframma che mi sembra un buon compromesso, metto la 7D al collo appoggiata sul petto ed entro fingendo di tenerla spenta. Percorro l'ingresso incrociando qualcuno che non mi degna di uno sguardo e finito il vicolo, immaginando che la luce sia a quel punto eccessiva interrompo la ripresa. Il risultato è per me emozionante: lo slowmotion conferisce ai miei passi, alle persone che incrocio ed alla luce del sole che entra occasionalmente in camera, un qualcosa di magico. L'interno del quartiere in realtà non si rivelerà troppo diverso dal circondario; ho girato poco perché c'erano poche persone e perché nessuna di loro mi guardava in modo accogliente. Uscendo invece dal Mea Shearim mi imbatto in tre bambini che mi assalgono affascinati dal fatto che li riprenda, giro quasi tutto in 50p e raccolgo delle immagini davvero emozionanti. Passare dal 1080/25p al 720/50p è relativamente rapido, lasciata la voce del menu selezionata ogni volta che si va a premere il tasto “menu” si può intervenire in pochi secondi. Ma la cosa che più mi ha colpito del mio passaggio al Mea Shearim, come agli aeroporti ed in altri luoghi controllati di Gerusalemme, è stata la discrezione della Canon 7D. Avere a tracolla una reflex che invece ti permette di portare a casa girato Full HD di ottima qualità può essere un'arma in più per reporter e giornalisti. Alla fine del terzo giorno a Gerusalemme avevo già raccolto una gran quantità di materiale ed una stima precisa del mio investimento; nei giorni successivi ho continuato a girare la città e mi sono spostato anche a Tel Aviv, il viaggio è proseguito con piacere e mi sono dedicato di più alla fotografia. La Canon 7D? È davvero ok! Ma... Se dovessi riassumere la mia esperienza con la 7D in Israele non potrei che spendere buone parole a riguardo della macchina. Non sarei all'altezza di confrontarla con altre reflex, ma paragonandola invece alle videocamere prosumer di una fascia di prezzo indicativa di 3000-6000 euro non posso che parlare in modo entusiasta. La 7D è un mezzo economico, leggero e discreto, che permette ad un professionista preparato di realizzare opere fotografiche e audiovisive allo stesso tempo. Un mezzo che richiede sacrifici e spirito di adattamento, vista la forma inadatta all'uso Live View e l'assenza di un LCD orientabile che obbliga a posizioni assurde per ottenere alcune riprese più difficili. In più lo schermo traslucido rischia di compromettere una giusta messa a fuoco e esposizione dell'inquadratura. Sono consigliati uno spallotto, anche autocostruito, e soprattutto un viewfinder ad ausilio dell'LCD. L'assenza dell'autofocus video mi sembra un problema inesistente; semmai un servo zoom può essere utile, ma si tratta di un accessorio particolare che esula dalla macchina, che comunque resta una fotocamera e non una videocamera. Sensore di grande formato ed ottiche fotografiche garantiscono immagini di grande presa, con ridottissima profondità di campo e ampia latitudine di posa, al punto di ottenere immagini dal sapore davvero cinematografico. La qualità delle immagini però viene frenata dal codec eccessivamente compresso che oltre ad essere caratterizzato da una serie di artefatti fastidiosi, pur non eccessivamente intrusivi, obbliga ad una conversione a formati più facilmente editabili. Il rolling shutter può essere fastidioso per certe applicazioni, come può essere un grosso fastidio dover usare un convertitore per la connessione di microfoni professionali, a mio giudizio davvero scomodo per un uso reportage della macchina. Veramente sorprendente, invece, il piccolo microfono direzionale integrato. Ultima nota la ripresa in 50p, di una qualità davvero esaltante. Negli ultimi giorni molti amici mi hanno chiesto un consiglio sull'eventuale acquisto della camera: la mia risposta non può essere decisa e sicura. Può essere un mezzo fantastico per certi usi, ma praticamente inutilizzabile per altri. E probabilmente se si vuole utilizzare la 7D solo per le sue doti video si può direttamente risparmiare e puntare sulla nuova 550D”. Fin qui il racconto colorito e spontaneo di Fabio Breccia. Che in fondo, nelle righe finali del suo intervento, dice tutto in due parole: ‘un mezzo fantastico per certi usi, ma praticamente inutilizzabile per altri'. A ben vedere, un giudizio che vale per il 99% dei prodotti in commercio... e che deve farci ricordare che non esiste un prodotto perfetto in assoluto, ma solo un prodotto perfetto per un dato scopo, determinate esigenze, certe abitudini o gusti personali... Mi avvicinai al mondo dell'audiovisivo un po' per caso e appassionai alla regia quando ho capito che era l'unione di tante altre arti che amavo. Iniziai con la gavetta, come macchinista, assistente operatore, microfonista ed infine montatore. Una formazione creata sul campo e coadiuvata da un'appassionata lettura di tutti i testi che potessi trovare sul mercato. Mentre cominciavo a lavorare come aiuto regia in tv e pubblicità mi imbattei in un bando di concorso pubblicato sulla mia rivista preferita, Tutto Digitale, una competizione di videoclip che metteva in palio una borsa di studio per una scuola di Cinecittà. Realizzai il mio primo videoclip per partecipare e vinsi, fui ammesso al corso di regia pubblicitaria e videoclip e mi trasferii a Roma. Finita la scuola riuscii a far girare un po' dei miei videoclip e così iniziai a lavorare come regista televisivo. Oltre alla tv negli ultimi anni mi sono dedicato a documentari, pubblicità e videoclip, naturalmente. Breve autobiografia di Fabio Breccia, da lettore a professionista dell'immagine Dai primi schizzi di base, attraverso la scelta strategica dei componenti per arrivare al prodotto finito la strada è lunga: in due parole, la storia della nascita della Canon EOS 7D. A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D 95 092_095:ART EUROPEI 07/07/10 22:05 Pagina 95
27 lavorato di più. Gli abbiamo fatto crescere la barba e i capelli che a lui davano molto fastidio, ma che erano necessari per la parte che doveva interpretare. Un mese prima delle riprese siamo venuti in Valle Maira due volte con gli attori, per far conoscere loro il set e per provare direttamente qualcosa sul posto.' LE RIPRESE A PASSO DI CARICA Dal punto di vista tecnico, il corto è stato naturalmente girato in alta definizione utilizzando una Sony PMWEX1. La troupe era composta da addetti (piemontesi e non) giovani, comunque con una certa esperienza in campo audiovisivo. Gli attori coinvolti, tutti non professionisti, venivano da alcune compagnie teatrali presenti ad Alba e dintorni. Le riprese sono state effettuate ad Agosto 2009, in 16 giorni serrati (di cui gli ultimi 4 ad Alba, a girare le scene iniziali), a ritmi altissimi. A tal proposito, ecco ancora il regista: ‘La prima settimana di riprese abbiamo dormito 4 ore per notte. Purtroppo il tempo non ci ha aiutato: ha piovuto 8 giorni su 12 e nel corto gli esterni dovevano essere sempre soleggiati. Siamo però riusciti ad ottimizzare i pochi giorni di sole e il risultato alla fine non ne ha risentito. Abbiamo cercato di non lasciare nulla al caso, ma dopo una settimana eravamo tutti molto stanchi. Ci siamo fermati mezza giornata per rifiatare e recuperare alcune ore di sonno e poi abbiamo ricominciato, tirando per gli ultimi 5 giorni, riuscendo a finire addirittura con mezza giornata d'anticipo. Alla fine eravamo tutti stravolti, ma contenti per aver terminato con successo la parte più importante delle riprese. Purtroppo avevamo solo 12 giorni di riprese a disposizione e siamo stati costretti a correre più del dovuto. Giorni intensi, dove la troupe ha lavorato a pieno ritmo'. All'inizio dell'articolo abbiamo parlato del budget, 20.000 Euro: tanto? poco? Difficile dirlo a priori: è ovvio che si tratta di una cifra minima per una produzione cinematografica - anche se un corto - ‘vera', mentre è un valore enorme per un corto a budget zero o comunque ridotto. Come sia, va considerato che con questa cifra la produzione è riuscita a malapena a coprire tutti i costi vivi di vitto e alloggio, più quelli di spostamento per l'intera troupe. Continua il racconto di Emanuele. ‘Immaginate di dover spostare 20 persone dalle loro case e portarle in un posto lontano e sperduto come la Valle Maira e poi pagare loro vitto e alloggio per 16 giorni; il grosso del budget si è esaurito su questa voce. E poi il noleggio di un paio di luci, in aggiunta a quelle che già avevamo, quello della baita per le riprese e le spese di benzina hanno chiuso il circolo. Nessuno dei componenti della troupe ha percepito un compenso per il lavoro svolto. La nostra passione, e la voglia di andare avanti in questo percorso di crescita nel cinema, sono stati il vero motore del nostro lavoro'. LA POSTPRODUZIONE PART TIME Ancora, Emanuele. ‘Il lavoro di postproduzione è iniziato il 15 Settembre 2009 ed è terminato il 15 Febbraio 2010. 6 mesi per effettuare il montaggio video, il montaggio audio, per la color correction e gli effetti, per la composizione della colonna sonora (il 25 Dicembre ci siamo ritrovati con il compositore Filippo Cosentino, per chiudere la fase di scrittura) e la registrazione in studio delle musiche. Sei mesi intensi e molto lunghi, che avrebbero potuto essere di meno (la metà), se solo avessimo avuto ancora qualcosa nel budget per coinvolgere persone da occupare full time nell'opera di postproduzione.' Nelle immagini pubblicate in questa pagina altrettanti momenti del cortometraggio ‘Elogio alla solitudine'. 026_028:026/028 08/07/10 13:40 Pagina 27
In queste immagini, alcuni ‘vandalismi urbani' documentati, come in passato, dal nostro lettore Antonio Garai di Roma. Qui sopra, due esempi della ‘tempesta di cartelli' (abusivi e davvero antiestetici dal punto di vista del decoro) che stanno invadendo la capitale fra l'indifferenza generale; uno dei cartelli della foto a destra, addirittura, è la pubblcità abusiva del servizio abusivo... Sotto, tante irregolarità in una sola immagine: auto e moto in divieto di sosta, ‘vu cumprà' che vendono merce falsificata... qui a destra, infine, un vetro spaccato da qualche ‘collezionista' di roba altrui... © Frédéric P. Coustols Avete la stoffa del videomaker? Il talento del montatore? Volete un parere sulle vostre opere da parte della nostra redazione? Mandateci le vostre creazioni artistiche video su DVD, disegni e filmati in computer grafica, sceneggiature e quant'altro sia in linea con il concetto di creatività digitale. Le migliori opere verranno presentate sulla rivista e inoltre gli autori riceveranno in premio alcuni volumi scelti fra quelli pubblicati dalla casa editrice FAG, specializzata in manuali tecnici di vario tipo, come quelli pubblicati a fianco. Inviate il materiale - non per e-mail, però! - al seguente indirizzo: Tutto Digitale - Video Gallery, c/o Motoperpetuopress, via delle Alpi 13 - 00198 - Roma. Aspettiamo le vostre proposte... e in bocca al lupo a tutti! VIDEOMAKER CREATIVI, UN PREMIO PER VOI 32 Foto & Video gallery (DIGITAL) ZORRO 2009, ANZI 2010 In quanto alle fotografie, torniamo su un lettore romano, Antonio Garai, che ci aveva già inviato le sue opere di ‘denuncia', ovvero fotografie ed anche video (stavolta assenti) in quantità. Opere che gli avevano valso, da parte nostra, il soprannome di Digital Zorro, per l'appassionata difesa di alcuni ‘valori'. Sentiamo quanto ha lui stesso da dirci... ‘Cari fratelli di Tutto Digitale, vi ricordate di me? Sono quello che avete definito ‘Digital Zorro', ora in edizione 2010, da sempre lettore della vostra rivista ed anche, per la passione per il digitale a tutto tondo, sempre in giro con fotocamera e videocamera alla ricerca degli spunti e delle atmosfere cittadine in primis della mia Roma. Il che mi ha permesso di accorgermi di tante piccole cose, ma di straordinaria importanza, che possono essere definite ‘microvandalismo urbano': pensiamo alle invasioni delle auto nelle aree pedonali, ai manifesti giganti abusivi, agli adesivi attaccati ovunque, alle scritte sui muri, agli escrementi di cani di padroni maleducati, a chi blocca un posteggio per handicappati o un passo carrabile e cosi via'. Vi riscrivo per segnalarvi (attraverso le immagini che allego) lo status quo della situazione, che, a dire il vero - e lo dico con la morte nel cuore - mi sembra decisamente peggiorata a pochi mesi di distanza. Non entro nemmeno nel merito della maleducazione degli automobilisti ‘medi', come anche dei motociclisti (che, ad esempio, sembrano non accorgersi del disturbo che recano ai pedoni quando occupano il passaggio ai semafori): in questo la battaglia è senza speranza, e credo che si risolverà solo quando sepolti da una massa di carcasse - aboliremo le automobili. Però non capisco come non si riesca a vincere la battaglia con situazioni meno difficili da risolvere: ad esempio continuiamo ad essere invasi da cartelloni pubblicitari di tutte le dimensioni, cartelli, adesivi... ogni palo della città sembra essere un albero della cuccagna per le inserzioni immobiliari, ogni serranda un gigantesco album per gli adesivi, ogni muro una parete su cui sfogare le proprie frustazioni... piccoli e grandi soprusi di qualcuno contro tutti. Come in precedenza, ho tentato di documentare (stavolta solo con le immagini) la situazione, concentrandomi più sulla ‘denuncia' che sulla qualità artistica delle foto. Con la speranza che vogliate pubblicare qualche immagine . Un caro saluto a tutti.' Concludevamo la precedente puntata di segnalazioni con un ‘bravo Antonio e continua così, e magari cerca di dare più visibilità al tuo lavoro, realizzando un sito ad hoc e coinvolgendo le amministrazioni cittadine delle varie zone da te visitate. L'impresa non è facile, ma ci piace ricordare che ‘gutta cavat lapidem'... Non sappiamo se Antonio abbia seguito o meno il nostro consiglio di coinvolgere ‘chi può'; come sia, speriamo che continui la sua opera di documentazione, e che soprattutto alla fine prevalga il senso civico! 030_032:026/028 06/07/10 18:21 Pagina 32
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XLI BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI APOCALYPSE HOW CINEHOLLYWOOD - DOCUMENTARIO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Qualcuno ha avuto un colpo al cuore vedendo la copertina del BD e pensando si trattasse del capolavoro di Francis Ford Coppola. Si tratta, invece, di un documentario prodotto da Discovery Channel che investiga le possibili cause di una apocalisse ventura. Esattamente come nel film 2012, del quale il documentario cavalca l'onda. Certo, non c'è di che stare allegri, ma alcune ipotesi sono interessanti e spingono alla riflessione nonostante l'impostazione chiaramente fantastica del tutto. Poco da dire sulla resa tecnica del disco, generalmente molto buona, specialmente nei numerosi inserti in computer grafica utilizzati per ricreare i vari scenari. (L.D.A.) Produzione: 2008; Durata: 94 minuti; Formato audio: Dolby TrueHD 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.78:1; Prezzo: 19.99 euro CHE FINE HANNO FATTO I MORGAN? (V. nol.) SONY PHE - COMMEDIA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Trama un po' scontata e già vista per questa ennesima commedia di cassetta, ma il ritmo è veloce, gli interpreti bravi e in parte e la visione scorre piacevole pur senza grandi sorprese. Come da tradizione Sony il riversamento in HD è essenzialmente privo di pecche e restituisce immagini di assoluta fedeltà al girato. Abbiamo così momenti mozzafiato, in particolare tutti quelli in esterni accanto ad altri in cui è visibile un calo di definizione. Audio coinvolgente, specialmente nei brevi momenti in cui vengono chiamati in causa tutti i diffusori come nella concitata scena finale, extra completi. (L.D.A.) Regia: Marc Lawrence; Interpreti: Hugh Grant, Sarah Jessica Parker; Durata: 103 minuti; Produzione: 2010; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita, ing, spagn); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 22.00 euro DIAMOND 13 MONDO HE - THRILLER FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Il genere è quello sempre più gettonato del thriller francese a tinte fosche, con Depardieu nel ruolo del detective integerrimo ed Asia Argento in quello della dark lady di turno. Tutto sommato godibile, anche se qualche stereotipo di troppo e qualche dettaglio fuori posto non ne fanno un capolavoro di sceneggiatura. La resa video del disco varia: è ottima in alcune scene e solo discreta in altre. Il dettaglio è presente, ma qualche immagine dalla fotografia scura fa risaltare rumore e incertezze dell'encoder. Molto buona la traccia audio, che sottolinea in maniera più che dignitosa i momenti da cardiopalma. Solo il trailer come extra. (A.B.) Regia: Gilles Béat; Interpreti: Gérard Depardieu, Asia Argento; Durata: 102 minuti; Produzione: 2009; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita, fra); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 19.99 euro 125 DOVE OSANO LE AQUILE WARNER - FANTASY FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Nonostante Clint sia soltanto uno degli interpeti (il film è diretto da Brian G. Hutton), questo film è stato inserito di diritto nella “Clint Eastwood Collection” lanciata da Warner. Si tratta, tecnicamente parlando, di uno dei migliori BD della serie. Dopo un avvio dubbioso, con immagini leggermente sgranate e poco convincenti, la resa visiva ha una improvvisa impennata qualitativa e ci restituisce un quadro di assoluto godimento sino alla fine. L'audio italiano è originale dell'epoca; non male ma soccombe inevitabilmente al confronto con l'originale in HD. Discreto il making of negli extra. (L.D.A.) Regia: Brian G. Hutton; Interpreti: Clint Eastwood, Richard Burton; Durata: 155 minuti; Produzione: 1968; Formato audio: Dolby Digital 2.0 (ita e altri) DTS-HD Master Audio 5.1 (ing); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 19.99 euro NEL PAESE DELLE CREATURE SELVAGGE WARNER - FANTASTICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Nuova prova di bravura dal visionario Spike Jonze che adatta per lo schermo un celebre libro per ragazzi di Maurice Sendak con il suo consueto stile spiazzante e fantasioso. Un film da vedere con l'animo giusto, magari conoscendo i precedenti lavori del regista, altrimenti si rischia di deludere grandi e piccini. La fotografia del film è tendenzialmente morbida e il BD la restituisce senza aggiungere o togliere nulla per un risultato finale filologicamente corretto. Delude invece l'audio italiano, povero di verve e spinta dinamica specialmente se paragonato all'originale inglese. Vasto il comparto extra. (L.D.A.) Regia: Spike Jonze; Interpreti: Max Records, Pepita Emmerichs; Durata: 101 minuti; Produzione: 2009; Formato audio: Dolby Digital 5.1 (ita e altri), DTS-HD Master Audio (ing); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 25.99 euro 124_129:AD REC BD 07/07/10 23:05 Pagina 125
il valore in metri del budget stereoscopico. Il primo controllo (immagine destra) è importante per prevenire eventuali disturbi causati dalla presenza di oggetti in una sola delle due immagini (vedi pagina a fianco). Altro errore da evitare è il cosiddetto windows violation, un effetto che si genera quando un oggetto in evidente parallasse negativa (che esce cioè dallo schermo) risulta tagliato dal bordo dell'inquadratura. Lo spettatore, quindi, vedrebbe un oggetto molto vicino a lui oscurato dal bordo dello schermo. Quest'ultimo, però, coincide col piano di parallasse, cioé è virtualmente più lontano dell'oggetto che sta nascondendo. Questa situazione rappresenta un assurdo visivo, che il cervello non è in grado di decodificare correttamente, ed è pertanto da evitare. PRESTAZIONI 3D Per visionare le immagini stereoscopiche realizzate con la macchina in prova abbiamo usato il monitor Panasonic LCD BT-3DL2550 e il Plasma Panasonic TXP50VT20. Il primo dispositivo è di tipo professionale e si collega alla camera grazie alle due uscite SDI. Il sistema di visione stereo è basato su filtri polarizzati Xpol ed occhialini passivi. L'esemplare in prova - anch'esso di preserie - restituiva immagini 3D corrette solo se osservato perfettamente in asse. Il plasma, invece, ha offerto una riproduzione nel complesso migliore e meno soggetta alla posizione dell'osservatore: collegato alla camera in HDMI 1.4, è basato su visione frame sequential ed occhiali attivi. Le immagini girate seguendo le indicazioni di budget sono risultate molto profonde e spettacolari. Come previsto, i soggetti in movimento veloce verso il punto di ripresa mostrano qualche problema una volta superato il piano di parallasse e in prossimità del limite del budget; per quello che riguarda invece i soggetti compresi nel budget, il risultato non delude certo le aspettative. Anche in produzione, dunque, il 3D è una missione possibile. Alla luce di quanto scritto, è evidente che la AG-3DA1 non possa essere considerata una camera definitiva per la ripresa stereoscopica: le costose soluzioni su stereo rig offrono ancora dei vantaggi innegabili, tra cui la regolazione dell'interasse e la possibilità di registrare in formati meno compressi dell'AVCHD. Anche sui set più rinomati, tuttavia, la piccola Panasonic potrebbe aver qualcosa da dire, ad esempio installata su bracci o impiegata per riprese in spazi molto angusti. Cinema a parte, però, il vero terreno di caccia per la AG-3DA1 - tuttora senza concorrenti diretti - è quello della produzione di spot per le sale 3D, di filmati per aziendali, di documentari, di riprese live di concerti musicali o di eventi sportivi. Un vasto settore di mercato privo dei budget in stile Avatar, ma che a breve aumenterà considerevolmente le sue dimensioni. E che non aspetta altro che nuovi fornitori di contenuti stereo 3D. A buon intenditor... Stefano Blasi TEST: videocamera HD3D Panasonic AG-3DA1 AG-3DA1: TROVA LE DIFFERENZE Nella lunga attesa tra il primo annuncio dello sviluppo del camcorder 3D e l'effettiva disponibilità di campioni di preserie funzionanti, Panasonic ha diffuso molte diverse immagini ufficiali della AG3DA1 e dei campioni dimostrativi precedenti: come sempre succede nell'elettronica, le fotografie dei prodotti in versione beta non corrispondono mai al prodotto definitivo. A quanto abbiamo potuto ricostruire, sono addirittura quattro le differenti rappresentazioni in circolazione, dai primi mock-up (sample non funzionati) agli esemplari di preserie. In questo box ne abbiamo pubblicate due, rilasciate dalla casa in momenti successivi. Nessuna delle due è perfettamente uguale all'altra né all'esemplare che abbiamo provato. Tutte le fotografie pubblicate in questa prova sono state realizzate dai nostri fotografi, e ritraggono l'esemplare che è transitato dai laboratori di Tutto Digitale per la realizzazione del test. Invitiamo i lettori a individuare tutte le differenze e a scriverle in una mail, da inviare entro il 27 agosto a: iniziativespeciali@tuttodigitale.it unitamente ai nome, cognome e indirizzo completo. Il primo lettore che individuerà correttamente tutte le differenze. a insindacabile giudizio della redazione, riceverà un esclusivo gadget fuori commercio. La soluzione sarà pubblicata sul prossimo numero 63, in edicola a metà settembre. curato da Massimo Basile, è la prima ed unica guida italiana al 3D. Il nuovo titolo della Tutto Digitale Collection, Per info ed acquisti www.tuttodigitale.it /libri MOTOPERPETUOPRESS 106_113:128/130 07/07/10 22:44 Pagina 113
62 Prezzo: 299 euro Una macchina per molti versi unica, dal design accattivante e super robusta: una scelta azzeccata. Sensore: CCD 12.1 MP 1/2.3” Ottica: f/3.9, 3x 38 - 114 mm eq. Stabilizzatore: No Video: WVGA, VGA, QVGA Display: 2.5”, 230.000 pixel Sensibilità: 64 - 3200 ISO Alimentazione: Li-ion Scheda memoria: MicroSDHC In/out: USB 2.0/AV proprietario Waterproof: fino a 3m Dimensioni: 103 x 64 x 20 mm Peso: 154 gr. Estetica: Costruzione: Versatilità: Fotografie: Video: Sub: Q/P: Cool factor: PRO: Costruzione, opzioni di scatto CONTRO: Ottica poco versatile La serie di fotocamere ‘rinforzate' Casio Exilim G ci piace, e non solo per la diretta discendenza dagli storici orologi G-Shock dell'azienda giapponese, sinonimo di avventura e resistenza. Inevitabilmente, quindi, la G1 è resistente alla polvere, alle cadute fino a 2.13 metri di altezza ed impermeabile fino a 3 metri di profondità. Il look della EX-G1 ricorda vagamente i celebri cronografi digitali, ed a partire dal momento dell'apertura della scatola si ha l'impressione di avere a che fare con una fotocamera solida ed alla moda. La scocca (disponibile in nero o rosso) è realizzata da un mix di materiale plastico con diversi inserti metallici; è possibile unire al corpo un piccolo ‘paraurti' da fissare con due viti, per migliorare la resistenza alle cadute. L'obiettivo (un 3x con equivalenza in 35mm ad un 38 - 114mm) è di tipo interno, meno delicato di quello a scorrimento, ed è evidenziato da un anello di rinforzo. La piccola rotella metallica integrata a lato della macchina è utile per raggiungere l'alloggiamento per il connettore per ricarica e connessione al PC o al TV e per la scheda prevista per il funzionamento (una MicroSD; scelta, forse dettata dall'indirizzo della macchina ad un pubblico ‘giovane' e più a suo agio con le minuscole schede nate per i cellulari, che non ci ha esaltato). Sulla base della macchina trova posto la vite per cavalletto, in posizione decentrata, e lo slot per la batteria. Per aprire lo sportellino è fornita in dotazione una ‘chiavetta/linguetta', da agganciare al lacciuolo in dotazione; una soluzione non praticissima, ma probabilmente necessaria per la tenuta stagna del compartimento. Con un po' di allenamento si riesce anche ad aprirlo aiutandosi Casio Exilim G1 Tascabile e dal look ‘cattivo', la proposta per la serie resistente agli urti ed alle cadute ‘Exilim G'di Casio non rinuncia a dotazioni di buon livello, come il sensore da 12 MP e ben 25 modi scena per tutte le condizioni. compatt dall'estetica particolare - ma riuscita - e dalla costruzio e solida. con un oggetto sottile (o con unghie lunghe). Sul retro ecco lo schermo da 2.5” abbastanza definito e luminoso e i diversi tasti, inclusi quelli per il controllo dello zoom, per la navigazione nei menu e per la ripresa video, purtroppo non in HD ma fino al WVGA a 848x480. Tutti i tasti sono ben spaziati e pensati per favorire un controllo agevole anche sott'acqua. I menu sono colorati, molto ricchi di informazioni e di funzioni e per questo possono risultare un po' ostici nei primi momenti: è consigliabile leggere il manuale per conoscere al meglio le possibilità della G1. Nonostante questo, la macchina risulta adatta anche ai principianti, che apprezzeranno il pulsante dedicato ‘BS' posto a fianco al tasto di scatto, con un menu ricco di immagini e di spiegazioni, dal quale scegliere rapidamente il modo scena più azzeccato. Tra le opzioni non manca un Full Auto abbastanza intelligente, che riconosce il modo adatto e permette di cavarsela nella gran parte delle situazioni con un semplice click. Presenti anche diversi modi creativi interessanti, come le Dynamic Photo già viste nelle altre Exilim o il multiscatto che combina più istantanee nella stessa immagine. Gli oltre venti modi di scatto includono una funzione per immagini ‘sub'. Tra le funzioni che faranno piacere ai più esperti, presenti quattro modi AF (auto, spot, multi e tracking), compensazione dell'esposizione ed impostazione ISO tra 64 e 3200 (è consigliabile non spingersi oltre gli 800). Probabilmente il punto più debole della G1 (e di molte altre concorrenti della categoria) è l'ottica 3x, poco luminosa e non versatilissima; la costruzione interna di quest'ultima concede qualcosa alla qualità d'immagine, con una deformazione a barilotto appena accennata ma comunque presente a praticamente tutte le focali; la resa dei colori risente anche di qualche sbavatura di troppo nelle aree più contrastate, ma siamo comunque a livelli più che accettabili. In ogni caso, il sensore da 12 MP, il rapido autofocus e la costruzione generale consentono di scattare buone immagini in tutte le condizioni: proprio quello che ci si aspetta da una compagna di avventure pensata per resistere a maltrattamenti di diverso tipo. Il prezzo non è esagerato, vista la realizzazione ottima e la resa interessante: una macchina da tenere d'occhio se siamo in cerca di una tuttofare da avere sempre in tasca, sia nella giacca che nel costume da bagno. A.B. 062_067:090-091 06/07/10 20:02 Pagina 62
18 Cinema digitale e 3D appuntamento a Teramo IFA 2010, tutta l'elettronica di consumo in mostra a Berlino Arriva, con la 6° edizione del festival Cineramnia, il primo evento italiano dedicato al cinema digitale e al 3D stereoscopico, di cui Tutto Digitale è Media Partner. In gara film, corti, documentari e trailer La prossima edizione dell'IFA (Internationale FunkAusstellung), storico appuntamento berlinese dedicato all'elettronica di consumo, si svolgerà nei locali dell'ICC dal 3 all'8 settembre. M E D I A P A R T N E R Cineramnia... no, non è un errore, ma un gioco di parole che nasce dalla contrazione di Cinema e dal nome latino di Teramo, Interamnia. Il nome di un festival, giunto oggi alla sesta edizione, come evoluzione del Cineforum di Teramo. E a proposito di evoluzione del Cineforum, da citare prima l'avventura della produzione indipendente del filmrivelazione dell'anno (L'uomo fiammifero di Marco Chiarini, candidato a due David di Donatello e distribuito con la formula della Social Distribution) ed ora al Cineramnia 3D, il primo festival italiano dedicato al cinema digitale e al 3D stereoscopico, di cui Tutto Digitale è Media Partner. Organizzato in collaborazione con la Scuola di Cinema e TV NUCT e gli amici di AV Magazine, Cineramnia 3D sarà di scena dal 19 al 31 luglio. Cinque le sezioni: Lungometraggi 3D, Documentari 3D, Corti 3D, Trailer 3D e Digitale indipendente HD, per tutte le produzioni cinematografiche del circuito indipendente nazionale. Previsto un premio per ogni sezione del concorso - assegnato da una giuria tecnica di professionisti, più una di ragazzi delle scuole che assegnerà uno speciale award al miglior film in 3D - e un ulteriore riconoscimento per il miglior lavoro indipendente in digitale, consistente in una copia gratuita del proprio film in DCP del valore di 8 mila euro. I film selezionati verranno distribuiti, con formula Social Distribution, nelle sale digitali della Regione Abruzzo e in quelle nazionali convenzionate. Infine, nel periodo del festival, come è tradizione di Cineramnia, verrà realizzato un corto - quest'anno in 3D che verrà proiettato a chiusura della manifestazione: la città si trasformerà in un set e, grazie ad esperti e professionisti del cinema, (disponibili anche per incontri didattici nella sezione formativa e divulgativa Cineramnia Lab) gli abitanti saranno gli attori. Appuntamento a Teramo dal 19 al 31 luglio, dunque: ci saremo anche noi di Tutto Digitale, che abbiamo scelto questo appuntamento per il lancio ufficiale del nuovo libro della collana Tutto Digitale Collection, ovvero ‘3D Cinema & TV - dalla ripresa alla visione'. www.cineramnia.it Per capire l'importanza dell'IFA Internationale FunkAusstellung, storico appuntamento berlinese dedicato all'elettronica di consumo nata nel 1924 e giunta nel 2010 alla 50esima edizione (dopo uno stop dovuto alla seconda guerra mondiale ed a diversi cambi di sede) basta ricordare come la rassegna sia stata palco della nascita di molte delle maggiori svolte tecnologiche nei tempi recenti: la prima trasmissione TV, la prima autoradio, la prima televisione a colori, il primo CD player, la codifica MP3, i primi 3DTV e molto altro ancora hanno visto la presentazione a pubblico ed addetti ai lavori in occasione dell'appuntamento tedesco. La scorsa edizione 2009 ha fatto registrare un flusso di oltre 224.000 visitatori, con un significante incremento rispetto all'edizione precedente, e per il 2010 le previsioni lasciano intendere un successo ancora in crescita. A settembre (dal 3 all'8) i padiglioni della fiera di Berlino, 121.000 m2 condivisi fra 1.164 aziende da 46 nazioni, si animeranno di nuovo con la crème della tecnologia. Per assecondare l'andamento del mercato, oltre alle tradizionali aree dedicate a Home Entertainment, Audio, Home Appliances, Portable Media, Public Media, Communications e Technology & Components, l'esibizione 2010 potrà contare su due nuovi hub espositivi: iZone sarà dedicata al pianeta Macintosh ed alle App, mentre la eLibrary è dedicata agli sviluppi degli eBook e dei tablet PC. A corollario dell'IFA non mancano come di consueto incontri e spettacoli: il concerto dei Kooks, band indie-pop inglese, aprirà l'evento il 2 settembre al Summer Garden della fiera di Berlino. www.ifa-berlin.com www.gfu.de M E D I A P A R T N E R ???????????????? ????????????????? ??????????????????????????????????????????? ????????????????? ? ?????????????????????? ????????????????? ??????????????????? ???????????????? ????????????????? cineramnia3D FESTIVAL DEL CINEMA DIGITALE E STEREOSCOPICO ???????????????????????? ???????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????? ???????????????????? ?????????????????????????? ??????????????????????????????? ??????????????????????? ????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????? ?????????????????? ?????????????????? ????????????? ????????????????????? ??????????? ??????????????????? ????????????????????????????? ??????????????????????? ?? ???? ??????????????? ?????? ?? ???????? ?? ???? ??????? ??????? ?? ?????????? ???????????? ???????????????? ? ?????????????????? ??? ? ? ???????????????????? ???????????????????? ?? ???????? ???? ????? ?? ???????? ????? ??? ?? ?????? ???????????????? ?????????? ???? ????????????? ????????????????? ???????? ??? 018_024:026/028 06/07/10 18:32 Pagina 18
parse esaltanti. Il nero non riesce ad essere particolarmente profondo e la luminosità residua è visibile nelle scene più buie. Lo schermo, poi, nel caso dell'esemplare in esame, mostrava anche alcune macchie dovute ad una non perfetta distribuzione della luce, situazione che abbiamo notato ormai presentarsi sempre più di frequente con la riduzione forzata delle dimensioni in profondità di questi TV, segno che qualche compromesso è inevitabile. È solo attivando il dimming che i risultati cambiano radicalmente. Gli algoritmi di controllo della luminosità dei 2160 LED utilizzati da LG funzionano generalmente piuttosto bene, ed il risultato sono immagini molto dinamiche con neri impossibilmente profondi per un LCD privo di tali funzioni. Alla fine le prestazioni appaiono molto buone, con immagini contrastate, colori molto ricchi e naturali e neri profondi. In qualche misura, volendo fare un paragone tecnicamente un po' forzato, i risultati ricordano in qualche caso le caratteristiche dei plasma che, nel caso di scene molto luminose, perdono parte della profondità dei neri e del contrasto, per motivi ovviamente completamente differenti. Se però nei plasma le immagini molto luminose mettono in crisi la brillantezza complessiva dello schermo, oltre a provocare un aumento del livello del nero, nel caso del “full” LED la brillantezza non risente minimamente del raggiungimento del picco di performance, ovviamente, ma il livello del nero sale in modo analogo rendendo le immagini un po' meno incisive. Nel complesso, però, queste sono anche le condizioni in cui è più difficile accorgersi della riduzione del contrasto dello schermo, ed il risultato è che, nel complesso, la qualità delle immagini appare molto buona. Il local dimming è generalmente piuttosto veloce nell'adattarsi ai cambiamenti dell'immagine e raramente abbiamo notato difficoltà nel caso di scene con movimenti veloci e sbalzi rapidi di luminosità, sebbene negli stacchi qualche leggera sensazione di persistenza sia possibile; tutto diverso con i segnali test che, invece, mettono in crisi questo tipo di tecnologia, ma in modo ben difficilmente percepibile con normali programmi. Per quanto concerne l'uniformità del comportamento dei LED lungo la superficie dello schermo, invece, abbiamo notato alcuni problemi, anche in questo caso piuttosto evidenti con i segnali test (oggetti bianchi in movimento su sfondo nero), meno percepibili nell'uso normale: seguendo oggetti molto chiari in movimento su sfondo scuro, infatti, è possibile percepire lo stacco fra i diversi segmenti dei LED che compongono una sorta di “griglia” di illuminazione posteriore. Se con immagini normali la visibilità della griglia è decisamente minimale, l'effetto secondario dell'insorgenza di “aloni” attorno agli oggetti luminosi può invece risultare visibile, seppure in modo occasionale. I più evidenti sono gli aloni attorno alle bande nere, ben visibili, o in casi particolari come i titoli di coda o scritte molto brillanti. Tutto questo, va detto, non pregiudica affatto la qualità della visione complessiva, ed i benefici sulla ricchezza dei colori e la dinamica delle immagini introdotti dal local dimming superano di gran lunga gli effetti di tali artefatti. Meno positivo, infine, il giudizio sulla qualità delle immagini da visione angolata: spostandosi dall'asse perpendicolare allo schermo (soprattutto in verticale, ma anche in orizzontale), infatti, il rapporto di contrasto e la qualità dei colori peggiorano piuttosto rapidamente e, allo stesso tempo, tutti i difetti del local dimming diventano più visibili, come gli aloni e la visibilità della griglia. Con questo tipo di TV, quindi, l'ampiezza dell'angolo di visione ci è parsa significativamente ridotta rispetto ai normali TV LCD anche edge LED, il che impone di prestare un po' più di attenzione nel collocare lo schermo di fronte all'area di visione, ed in particolar modo ad una distanza corretta (fatto che tornerà fondamentale anche per la qualità del 3D), di almeno 2 metri. TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXXII 116 LG TV LCD 3D 47” 47LX9800 - BD Player 3D BX580 BD PLAYER 3D LG BX580 CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE PRO CONTRO Costruttore: LG Electronics Inc., Corea Distributore: LG Electronics Inc., via dell'Unione Europea 6, 20097 San Donato Milanese MI, tel. 02518011, www.lge.it Segnale video: PAL/NTSC Dischi riproducibili: BD-ROM, BD-R, BD-RE, DVD, DVD+RW/+R, DVD-RW/R, CD-R/-RW, AUDIO-CD Extra: Profilo 2.0 BD-Live Formati audio supportati: Dolby Digital Plus, Dolby TrueHD, DTS-HD, LPCM fino a 7.1 canali. Connessioni: 1x USB, 1x Ethernet, 1x HDMI 1.3a, 1x Component, 1x A/V, 1x Y/Pb/Pr, Audio digitale ottico e coassiale, Wi-fi 802.11 b/g/n Consumo: 22 W Dimensioni: 43 x 44 x 2 cm Peso: 2.2 Kg ESTETICA Non molto da dire sulle linee di questo BD, piuttosto squadrate e semplici. Piace comunque l'apparenza molto slim. COSTRUZIONE La maturità è arrivata anche per i BD player che, così, diventano sempre più leggeri e plasticosi. Un prodotto completo ma semplice ed essenziale. VERSATILITÀ La compatibilità 3D a la lettura tramite USB di file multimediali, compresi i DiVX HD, unita all'accesso ad internet anche Wireless ci piacciono. Mancano il decoder multicanale (poco male) ma soprattutto il doppio connettore HDMI per assicurare la connessione simultanea a TV 3D e ad un ampli AV HDMI non abilitato al bypass dei segnali 3D. PRESTAZIONI Le prestazioni di questo lettore Blu-ray si sono rivelate buone per quanto concerne la qualità di immagine ed anche il deinterlacer si comporta bene sul banco di prova. Avremmo gradito una maggiore rapidità. RAPPORTO Q/P Il prezzo dei lettori BD oggi è più conveniente, considerando le funzionalità offerte da questi apparecchi. Da considerare comunque che si tratta di un modello privo di decoder multicanale. Dotazione molto completa Ampia compatibilità anche MKV Prestazioni deinterlacer Non molto rapido LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE 114_117:128/130 07/07/10 22:38 Pagina 116
44 CliCiak XIII edizione 100.000 fotografie. Per documentare il cinema 1.500 foto scattate sui set delle più importanti produzioni cinematografiche e televisive, ad arricchire un archivio che conta già oltre 100.000 foto di scena: il concorso nazionale per fotografi di scena ha ottenuto quest'anno un record di adesioni. Ecco alcune immagini interessanti S uccesso annunciato per la 13ª edizione diCliCiak, il concorso nazionale per fotografi discena nato dall'interesse che il Centro Cinema Città di Cesena e l'Assessorato alla Cultura del Comune di Cesena dedicano da tempo alla fotografia di scena. CliCiak è un concorso affermato anche a livello internazionale (come dimostrano le selezioni dei materiali inviati da New York, San Francisco, Annecy, Villerupt, Marsiglia, Parigi, Mosca) e di fatto, vista la mole di foto sottoposte ogni anno al giudizio della giuria, documenta tutte le principali produzioni cinetelevisive italiane delle ultime stagioni. Come accennato nell'introduzione, quest'anno le immagini pervenute sono state 1.500, e sono andate ad arricchire un archivio con la bellezza di oltre 100.000 fotografie di scena. Delle scelte della giuria per i premiati vi abbiamo già riferito nella pagina dedicata ai concorsi ed eventi foto; qui pubblichiamo una selezione di immagini che abbiamo ritenuto valide, oltre a ricordare che l'intero lotto di foto partecipanti è visibile presso la Galleria del Centro Culturale San Biagio (via Aldini 24). A corredo della mostra sarà pubblicato un catalogo a cura di Antonio Maraldi. Ancora, segnaliamo che in questo periodo nella cittadina romagnola si sono svolte altre due mostre di CliCiak, la retrospettiva dedicata al fotografo di scena Roberto Biciocchi (Galleria Comunale Ex Pescheria), e la mostra speciale dedicata al film La Prima Cosa bella (Foyer Teatro Comunale Alessandro Bonci), con foto di scena scattate sul set da una fotografa d'eccezione, l'attrice co-protagonista Claudia Pandolfi (tre immagini significative sono pubblicate all'estrema destra nella pagina a fronte). Centro Cinema Città di Cesena Via Aldini, 24 Cesena Tel. 0547/355712 – 355718 – 355725 www.sanbiagiocesena.itRomanzo Criminale - Emanuela Scarpa Baarìa - Fabrizio Marchesi 044_045:026/028 06/07/10 19:14 Pagina 44
87 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D III Il successo delle reflex che registrano video in alta definizione è innegabile e sotto gli occhi di tutti: fin dal lancio della prima macchina fotografica Full HD, molti appassionati, videomaker e professionisti hanno sperimentato il nuovo modo di girare, approfittando di alcune caratteristiche molto seducenti delle immagini così realizzate. Controllo accurato della profondità di campo, con sfocati morbidi, ottiche intercambiabili, resa cromatica,, sono alcuni degli aspetti positivi delle riprese ottenute con le macchine fotografiche. Tra i contro, l'ergonomia non ottimizzata per la ripresa video, la mancanza di autofocus, la necessità di accessori opzionali (viewfinder, follow focus) e la difficoltà nella gestione dell'audio, per non parlare della mancanza di connessioni audio/video professionali. Insomma, una fotocamera fa immagini bellissime, ma non è una videocamera. Ad unire le due famiglie di apparecchi ci ha pensato Panasonic, con la AG-AF101, che arriverà sul mercato entro la fine dell'anno. Si tratta di una videocamera vera e propria, basata sul sensore MOS in standard Micro Quattro Terzi, fin qui usato dalla casa giapponese nelle macchine mirrorless, come la GH1 e successive. L'idea, dunque, è quella di portare i vantaggi del sensore fotografico (anche se ancora ‘piccolo') dentro un corpo di impostazione video. Il CMOS Micro Quattro Terzi misura 17.3 x 13 mm. L'area sensibile è più piccola di quella di un Quattro Terzi: in questo modo è possibile realizzare ottiche più compatte e leggere. Oltre agli obiettivi fotografici Micro Quattro Terzi, la camera può montare, tramite un adattatore, anche quelli cinematografici, con un aumento della focale per ora non dichiarato. La macchina integra filtro ND, mirino elettronico e display LCD orientabile e registra su schede SD/SDHC/SDXC, con due slot a disposizione, per estendere la capacità di registrazione fino a 12 ore. Il codec per la compressione dei filmati è l'AVCHD in modalità PH, vale a dire con bitrate pari a 21 Mbps: si tratta dello stesso algoritmo utilizzato nelle altre camere della gamma AVCCAM di cui l'AG-AF101 farà parte. La macchina potrà lavorare a 1080 59.94i, 50i, 29.97p, 25p, 23.98p ed in 720 a 29.94p, 50p, 29.97p, 25p e 23.98p ed offrirà anche il frame rate variabile per la registrazione in slow e quick motion in 720p. Tra le connessioni trovano posto due ingressi audio XLR, i terminali per il controllo remoto e le uscite HDMI ed HD-SDI, per la connessione ad apparecchiature professionali di regia o registrazione. Con questi presupposti, si può ipotizzare un buon successo sempre che il prezzo sia ‘giusto' per un apparecchio che rappresenta il primo punto di contatto tra i mondi delle reflex/mirrorless e dei camcorder. S. Blasi www.panasonic-broadcast.it Panasonic ha annunciato la prossima introduzione di una videocamera basata su sensore Micro Quattro Terzi, lo stesso usato per le fotocamere dell'azienda che registrano video in Full HD. Ecco le prime indiscrezioni e le immagini ufficiali. Da sinistra, un sensore CCD da 2/3”, un fotogramma 35 mm e un CMOS da 4/3” (attenzione, più grande del Micro Quattro Terzi montato sulla AG-AF101). Le rispettive aeree sensibili sono indicate con un bordino bianco. Punto di contatto 086_087:008_010 06/07/10 21:41 Pagina 87
a pagina III D a l 2 0 0 4 , l a p r i m a r i v i s t a d e d i c a t a a l l a p r o d u z i o n e , p o s t p r o d u z i o n e e p r o i e z i o n e v i d e o i n a l t a d e f i n i z i o n e AL A D FINIZION cinema &TVHD pag. XIV pag. XXII pag. XXX pag. XXXIV TEST: Canon XF 305 TEST: Panasonic AG-3DA1 TEST: LG 47LX9800 + BDP BX580 TEST: Sony Bravia KDL-46HX900 + BDP-S470 Videocamere e videoreflex l'ora della convergenza ? Blu-ray Disc: le recensioni di tanti nuovi titoli di ieri e di oggi da pagina XL “Piacere, sono il Signor 3D“: scopri chi è il DoS, il Director of Stereography, nuova professione del cinema da pagina IV 085:117 06/07/10 21:37 Pagina 85
71 Sensore: CCD 12.2 MP 1/2.3” Ottica: f/3.6, 5x 35 - 175 mm Stabilizzatore: Digitale Video: 720, VGA, QVGA Display: 2.7”, 230.000 pixel Sensibilità: 80 - 3200 ISO Alimentazione: Li-ion, 740 mAh Scheda memoria: SD, SDHC In/out: USB 2.0/AV proprietario Waterproof: fino a 3m Dimensioni: 94 x 61 x 18 mm Peso: 121 gr. Estetica: Costruzione: Versatilità: Fotografie: Video: Sub: Q/P: Cool factor: PRO: Economica e semplice da usare CONTRO: Corpo completamente in plastica Samsung si sta gettando a capofitto nel mercato della fotografia, ed a conferma della continua espansione della sempre più variegata line-up, presenta la compatta waterprooof WP10. La WP10 è una compatta tascabile, disponibile in giallo o celeste, dal look abbastanza tradizionale: il corpo è impermeabile fino a -3 metri, e leggermente inclinato all'indietro, soluzione che facilita gli scatti (e gli autoscatti) quando la macchina è poggiata su un piano. Il levigato frontale mostra l'ottica 5x a costruzione interna, realizzata da Samsung, che equivale ad un 35-175 nel formato 35mm; accanto a questa presenti flash e luce per la messa a fuoco. Il corpo integra poi display da 2.7", connettore per cavo proprietario, compartimento stagno per scheda SDHC e batteria in dotazione (ricaricabile anche via USB) e filettatura per cavalletto (in plastica, purtroppo). Esclusi i tasti per scatto ed accensione, tutti i comandi sono integrati nel pannello posteriore; ovviamente, lo zoom è comandato tramite bilanciere dedicato: ci è capitato qualche volta che la carrellata si inceppasse per qualche istante. Tutto il corpo è realizzato in plastica dura, ma ci è sembrato un po' leggerino rispetto alle shockproof in prova in queste pagine: la WP10 non è rinforzata contro gli urti, ma nonostante questo la macchina è comunque solida e ben costruita, e portarla nella tasca del costume - anche con qualche maltrattamento più forte del solito - non dovrebbe avere ripercussioni. Il sensore è un CCD da 1/2.33" da 12 MP, valore più che sufficiente per la maggioranza delle stampe di dimensioni 'casalinghe'; la fotocamera ha anche funzioni di ripresa in HD (1280x720 a 30 fps, in H.264). Samsung sta entrando sempre più prepotentemente nel mercato della fotografia digitale, con fotocamere di ogni genere e costo: poteva mancare nella line-up 2010 la compatta per scatti ‘sub'? Una compatta semplice e senza troppe pretese, dal prezzo di listino invitante e dal look ‘giovane'. All'accensione, la WP10 è attiva dopo meno di un secondo; i menu ci sono piaciuti molto, per look e funzionalità: premendo il tasto Fn, si accede ad una sorta di 'croce' che permette a colpo d'occhio di modificare ciò che più ci interessa. Tra queste scelte sono presenti anche due 'effetti lenti', pinhole e fisheye, ben riusciti e divertenti per scattare immagini diverse dal solito; non mancano poi 10 stili per i colori, compresi B/N ed un modo personalizzato. I modi di scatto sono quelli da compatta classica: Smart auto con riconoscimento delle scene, Programma, Scena (14) e Filmato. Per i ritratti sono utili i sistemi automatizzati Face-Smile-Blink Detection, che ottimizzano i volti. Inoltre, è possibile attivare il DIS, stabilizzatore digitale, che funziona discretamente, ma non fa certamente miracoli. Il modo Smart Auto è il più adatto per i principanti - che saranno poi la maggioranza degli acquirenti di questa macchina: la WP10 riconosce la scena inquadrata e scatta con le impostazioni più adatte. È presente anche la scena Sub, che ottimizza i colori negli scatti sotto il livello dell'acqua per non offrire dominanti bluastre. Il punto di messa a fuoco può essere scelto tra centrale, multiplo e tracking, e la velocità dell'AF è un po' lenta in casi limite, come del resto accade spesso per le macchine di questa categoria. La resa della WP10, per quanto riguarda le fotografie, e considerando al categoria di prezzo, è in linea con le aspettative: un po' di definizione si perde agli angoli dell'ottica soprattutto in grandangolo, ed i colori sono a volte fin troppo carichi; buoni comunque dettaglio e assenza quasi totale del rumore, che non è non particolarmente invadente in condizioni di adeguata luminosità. Attenzione agli scatti in condizioni difficili, per i quali non è consigliabile spingersi oltre i 400 ISO. I video in HD sono fluidi, ma non troppo definiti, con evidente compressione; in compenso il modo Smart Auto c'è anche in ripresa. Riassumendo: la WP10 è simpatica, colorata, semplice ed economica, adatta a tutte le occasioni ma ideale soprattutto per i principianti che questa estate vogliono divertirsi sotto il sole e sotto l'acqua. A.B. Samsung WP10 Prezzo: 199 euro 068_073:090-091 06/07/10 20:52 Pagina 71
TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXII Vedere film in 3D - a casa come nelle sale - è ormai una missione possibile. Secondo gli ultimi dati diffusi a gennaio da Media Salles (progetto del Programma MEDIA dell 'UE), in Italia i cinema attrezzati per proiettare in stereoscopia sono 284: nelle città principali sono pertanto disponibili un buon numero di schermi (428 in totale) per godersi cinema o eventi (sportivi, musicali ecc...) in questa vecchia/nuova modalità. I biglietti costano qualcosa in più del normale, ma il surplus di spettacolo non manca di certo. La discreta varietà di titoli - a dire il vero non tutti del livello di Avatar - concede il lusso della scelta del film da guardare inforcando gli occhialini. 16.800 + ivaVideocamera HD3D Panasonic AG-3DA1 106 Anche tra le mura di casa il 3D diventa sempre più una realtà, grazie all'arrivo sul mercato dei primi TV e Blu-ray Disc player appositamente attrezzati: i lettori più fedeli hanno potuto leggere i test degli schermi Samsung e Panasonic sugli ultimi numeri di Alta Definizione Cinema & TV HD e Tutto Digitale, mentre su questo fascicolo è possibile analizzare nel dettaglio le prime proposte di LG e Sony, cui seguiranno i prodotti degli altri costruttori dell'elettronica di consumo. Parallelamente ai dispositivi per l'home cinema in 3D, parte la diffusione dei titoli in BD appositamente realizzati per questi sistemi domestici: il primo ad arrivare sugli scaffali è stato di recente Il 3D: tutti lo vogliono, ma in pochi lo fanno. Gli alti costi e le difficoltà di gestione sono una barriera per videomaker e piccole produzioni indipendenti. Ecco, in anteprima europea, il test della Panasonic AG-3DA1, la prima macchina con doppia ottica, che apre a tutti (o quasi) il fantastico mondo della ripresa stereo 3D. gli occhi A me 106_113:128/130 07/07/10 22:27 Pagina 106

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Filo diretto La posta del direttore troppo grande per la sua età) ha pensato bene di chiudere la riga sintetizzando - nel modo sbagliato, il va sans dire - quanto espresso dall'autore. Il quale (quando il diavolo ci mette lo zampino...) in genere rilegge l'impaginato prima della preparazione dei PDF per la stampa, ma in questa occasione, non ha partecipato per un problema all'ultimo minuto. Dunque, diamo a Cesare quel che è di Cesare, e a Claudio quel che è di Claudio. Al quale lanciamo una proposta: perché non ci vieni a trovare in redazione? Abbiamo sempre creduto al valore del backstage ed in generale e tutto il ‘contorno' di un film, al punto che, diversi anni, al tempo del nostro concorso per videomaker ‘La grande occasione' offrimmo la possibilità di partecipare alle riprese dei backstage di un film diretto dal duo Genovese & Miniero, affermati registi e lettori di vecchia data. Ci piacerebbe riprendere ed approfondire il discorso, magari con il tuo aiuto di persona ‘informata dei fatti', che vive dall'interno problemi e soluzioni di questo particolarissimo genere di film. Aspettiamo una tua telefonata per un appuntamento! Concludiamo con due lettere (anzi, una più una per tredici volte) davvero sui generis... QUANTO COSTANO LE RIVISTE Sono un Vs. lettore e siccome sono interessato alla fotocamera in oggetto, gradirei un Vs. parere e sopratutto se nel n°60 della Vs. rivista l'avevata testata nella "Maxi prova di macchine fotografiche reflex, compatte e bridge". Visto che a quanto costano le riviste, purtroppo non si possono acquistare tutte! Gradirei sapere inoltre quanto video può registrare senza interruzioni, visto che un "esperto" della FujiFilm mi ha detto che si devono attenere a delle regole imposte dal nostro paese e che nel modello precedente S2000HD era di 15 minuti. Per esempio la Canon SZ20iS non ha limiti fino ad esaurimento della memoria. Essendo in Italia, tutto è possibile! Grazie e complimenti per la rivista. Salvatore Bianco - via email Essendo in Italia, tutto è possibile! Anche che ci siano appassionati in grado di spendere qualche centinaia di euro per una compatta digitale, ma non un pugno di dollari, o meglio 5 euro, per una rivista, ‘Visto che a quanto costano le riviste, purtroppo non si possono acquistare tutte'! Il fatto che si possa operare una selezione, evidentemente, non è preso in minima considerazione... per fortuna c'è Internet, che fornisce in un batter d'occhio tante (troppe) risposte, più o meno corrette, ma soprattutto gratuite! HO FATTO 13! buongiorno, sono Tavano Flavio un vostro lettore, dopo aver letto la prova del Samsung ps-50c6500 sul numero 61 di tutto digitale, volevo sapere quale firmware aveva il tv al momento della prova, l'ultimo o quello della casa? e poi vorrei avere una vostra opinione: meglio il plasma Samsung ps-50c6500 o il plasma Panasonic tx-p50g20. la ringrazio e la saluto. 2) buongiorno, sono Tavano Flavio un vostro lettore, dopo aver letto la prova del Samsung ps-50c6500 sul numero 61 di tutto digitale, volevo sapere quale firmware aveva il tv al momento della prova, l'ultimo o quello della casa? e poi vorrei avere una vostra opinione: meglio il plasma Samsung ps-50c6500 o il plasma Panasonic tx-p50g20. la ringrazio e la saluto. 3) buongiorno, sono Tavano Flavio un vostro lettore, dopo aver letto la prova del Samsung ps-50c6500 sul numero 61 di tutto digitale, volevo sapere quale firmware aveva il tv al momento della prova, l'ultimo o quello della casa? e poi vorrei avere una vostra opinione: meglio il plasma Samsung ps-50c6500 o il plasma Panasonic tx-p50g20. la ringrazio e la saluto. 4) buongiorno, sono Tavano Flavio un vostro lettore, dopo aver letto la prova del Samsung ps50c6500 sul numero 61 di tutto digitale, volevo sapere quale firmware aveva il tv al momento della prova, l'ultimo o quello della casa? e poi vorrei avere una vostra opinione: meglio il plasma Samsung ps-50c6500 o il plasma Panasonic tx-p50g20. la ringrazio e la saluto. 5) buongiorno, sono Tavano Flavio un vostro lettore, dopo aver letto la prova del Samsung ps50c6500 sul numero 61 di tutto digitale, volevo sapere quale firmware aveva il tv al momento della prova, l'ultimo o quello della casa? e poi vorrei avere una vostra opinione: meglio il plasma Samsung ps-50c6500 o il plasma Panasonic tx-p50g20. la ringrazio e la saluto. 6) buongiorno, sono Tavano Flavio un vostro lettore, dopo aver letto la prova del Samsung ps50c6500 sul numero 61 di tutto digitale, volevo sapere quale firmware aveva il tv al momento della prova, l'ultimo o quello della casa? e poi vorrei avere una vostra opinione: meglio il plasma Samsung ps-50c6500 o il plasma Panasonic tx-p50g20. la ringrazio e la saluto. 7) buongiorno, sono Tavano Flavio un vostro lettore, dopo aver letto la prova del Samsung ps50c6500 sul numero 61 di tutto digitale, volevo sapere quale firmware aveva il tv al momento della prova, l'ultimo o quello della casa? e poi vorrei avere una vostra opinione: meglio il plasma Samsung ps-50c6500 o il plasma Panasonic tx-p50g20. la ringrazio e la saluto. 8) buongiorno, sono Tavano Flavio un vostro lettore, dopo aver letto la prova del Samsung ps-50c6500 sul numero 61 di tutto digitale, volevo sapere quale firmware aveva il tv al momento della prova, l'ultimo o quello della casa? e poi vorrei avere una vostra opinione: meglio il plasma Samsung ps-50c6500 o il plasma Panasonic tx-p50g20. la ringrazio e la saluto. 9) buongiorno, sono Tavano Flavio un vostro lettore, dopo aver letto la prova del Samsung ps-50c6500 sul numero 61 di tutto digitale, volevo sapere quale firmware aveva il tv al momento della prova, l'ultimo o quello della casa? e poi vorrei avere una vostra opinione: meglio il plasma Samsung ps-50c6500 o il plasma Panasonic tx-p50g20. la ringrazio e la saluto. 10) buongiorno, sono Tavano Flavio un vostro lettore, dopo aver letto la prova del Samsung ps-50c6500 sul numero 61 di tutto digitale, volevo sapere quale firmware aveva il tv al momento della prova, l'ultimo o quello della casa? e poi vorrei avere una vostra opinione: meglio il plasma Samsung ps-50c6500 o il plasma Panasonic tx-p50g20. la ringrazio e la saluto. 11) buongiorno, sono Tavano Flavio un vostro lettore, dopo aver letto la prova del Samsung ps-50c6500 sul numero 61 di tutto digitale, volevo sapere quale firmware aveva il tv al momento della prova, l'ultimo o quello della casa? e poi vorrei avere una vostra opinione: meglio il plasma Samsung ps-50c6500 o il plasma Panasonic tx-p50g20. la ringrazio e la saluto. 10 12) buongiorno, sono Tavano Flavio un vostro lettore, dopo aver letto la prova del Samsung ps50c6500 sul numero 61 di tutto digitale, volevo sapere quale firmware aveva il tv al momento della prova, l'ultimo o quello della casa? e poi vorrei avere una vostra opinione: meglio il plasma Samsung ps-50c6500 o il plasma Panasonic tx-p50g20. la ringrazio e la saluto. 13) buongiorno, sono Tavano Flavio un vostro lettore, dopo aver letto la prova del Samsung ps50c6500 sul numero 61 di tutto digitale, volevo sapere quale firmware aveva il tv al momento della prova, l'ultimo o quello della casa? e poi vorrei avere una vostra opinione: meglio il plasma Samsung ps-50c6500 o il plasma Panasonic tx-p50g20. la ringrazio e la saluto. Buongiorno, sono Belli Stefano, responsabile di queste righe. Dopo aver letto per 13 (tredici!! nuovo record assoluto) volte la stessa email inviata alla redazione, volevo sapere come l'autore possa pensare - fra le centinaia di email che riceviamo ogni giorno - di essere il preferito, facendosi notare per l'eccessiva esuberanza, diciamo così. Autore che pone una domanda alla quale la risposta è ovvia, ed un'altra che ogni vero lettore sa di non poter formulare, per chiari motivi ripetuti su queste pagine sino allo sfinimento. In ogni caso, la ringrazio e la saluto. IN CHIUSURA DI NUMERO, CI È ARRIVATA UNA LETTERA MOLTO LUNGA - E CHE PONE UN'INFINITÀ DI DOMANDE, DA UN ALTRO FEDELE LETTORE, GIACOMO MARCHET. CERCHEREMO DI RISPONDERE A QUALCUNA DELLE DOMANDE SUL PROSSIMO NUMERO! 008_010:026/028 08/07/10 13:34 Pagina 10
34 Digital Market Ma chi l'ha detto che il cinema di qualità va in letargo con la bella stagione? Anche nelle sere d'estate potrete divertirvi con gli amici e con i buoni titoli Blu-ray e DVD... Ad esempio Sony, che ha tre proposte che soddisfano un po' tutti i gusti: la commedia (Che fine hanno fatto i Morgan?, BD/DVD), il film d'azione (Armored-Blindato, BD/DVD) e l'horror (The Last Vampire-Creature nel buio, solo in DVD), con in più il thriller fantareligioso Legion previsto in BD per agosto, di cui trovate la recensione (in anteprima, insieme a tante altre citate in queste note) nelle pagine più avanti... Da 20th Century Fox arrivano Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo (Blu-ray e DVD) e un doppio omaggio HD alla saga di Predator, la Predator Hunter Edition - con nuovi contenuti speciali interattivi - e un box BD con entrambi i capitoli della serie. Ad agosto invece troviamo Rocky in alta definizione (gli episodi dal 2 al 5), The Fantastic Mr Fox, il film d'animazione in stop motion diretto da Wes Anderson in Blu-ray e DVD, e - solo in DVD - American Dad e Amelia (la vera storia di Amelia Earhart, pioniera dell'aviazione). Un titolo su tutti per Universal: Wolfman, l'horror con Anthony Hopkins e Benicio del Toro, in versione SD e HD extended edition Director's Cut, con 16 minuti inediti e oltre un'ora di extra per il Blu-ray. Da non dimenticare anche i BD di Ti odio, ti lascio, ti..., L'amore non va in vacanza, La mia Africa, Angel Heart e tre Schwarzenegger (Codice Magnum, Danko e Yado), più il DVD di Cliffhanger. Annunciato per il 25 agosto il BD di Psycho, in edizione speciale per il 50° anniversario: i fan di Hitchcock sono avvisati... Da Warner - che tiene in serbo per settembre Scontro tra titani in BD - ecco Appuntamento con l'amore e il documentario Elvis on tour (BD/DVD), mentre il catalogo 01 Distribution prevede Codice Genesi (BD/DVD), il Blu-ray di History of violence e i DVD di Gatti persiani e Gli amori folli di Alain Resnais. Mondo HE - che annuncia anche From Paris With Love - propone l'action-thriller Gamer in Blu-ray con oltre 4 ore di extra, tutti in alta definizione, e in special edition a doppio DVD, più tre titoli SD, Ragazze da sballo, L'uomo senza sonno e Crimen Perfecto. Medusa presenta La prima cosa bella di Paolo Virzì in DVD, Videa-CDE e Dall'Angelo Pictures la commedia Spysitter, con Jackie Chan, Istituto Luce il documentario di Folco Quilici L'ultimo volo, sulla misteriosa morte di Italo Balbo, mentre Cecchi Gori lancia Cinekult, collana dedicata ai film di genere anni 60 e 70, in versione integrale. I primi titoli sono Chi sei?, Satanik, The Diabolikal Super-Kriminal, Keoma, 11 Days 11 Nights e Il delitto del diavolo. BD e DVD, un disco per l'estate Legion, in arrivo in BD per SPHE, e, in alto, Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo (Blu-ray e DVD). Un riprodutto xxx Quando si fotografa, soprattutto in ambito professionale, non ci si può permettere di perdere gli scatti o l'attimo perché la macchina sta ancora salvando immagini precedenti a causa di una scheda poco rapida. Soprattutto con le ultime reflex, che scattano raffiche veloci e registrano video in alta definizione, ma anche con le fotocamere compatte, una scheda veloce non deve mancare nel kit di un buon fotografo; senza contare il tempo che viene risparmiato nel salvataggio e nel backup di immagini e video sul PC. Lexar, marchio specializzato nel settore, distribuito in Italia da Nital, offre schede CF UDMA con velocità di scrittura fino a 600x (un minimo garantito di 90 Mb/s), e lettori di schede rapidi, grazie alle porte Firewire 800 o ExpressCard, anche da disporre in configurazione in parallelo 'a torre', utili per sfruttare al massimo la velocità offerta dalle schede di ultima generazione. Oltre alle schede dedicate ai professionisti, Lexar ha in catalogo poi diverse proposte, divise in serie, pensate appositamente per diversi scopi ed apparecchi: SD, SDHC, MicroSD, ExpressCard e via dicendo dal gaming alla ripresa video, passando per applicazioni mobile, gli smartphone ed altro ancora. Ampia anche la scelta di flash drive USB: tra le novità, oltre alla serie ‘consumer' JumpDrive Retrax e Jumpdrive TwistTurn, interessanti i Jumpdrive Secure II Plus. Questi flash drive USB integrano infatti un indicatore di capienza, che indica lo spazio occupato tramite un display monocromatico integrato sul dorso. Il software di sicurezza Lexar Secure II fornito in dotazione permette poi di impostare aree protette da password AES a 256 bit, all'interno delle quali trasferire i file. Inoltre, il software include funzioni per l'eliminazione definitiva dei dati, che vengono così resi irrecuperabili dai software di ripristino. v www.nital.it Lexar, la carica dei 600 (x) 034_040:026/028 06/07/10 18:46 Pagina 34
gli appuntamenti del momento Ricordiamo i tanti appuntamenti dell'estate targati TopVideo, la certificazione di qualità rilasciata da Tutto Digitale. Dal 28 luglio al primo agosto a Lenola (LT) 13° edizione di Inventa un film, concorso internazionale per corti a tema (www.inventaunfilm.it). Agosto vede anche il terzo Margherita Short Movies Fest (www.margheritafest.it) di Margherita di Savoia (FG) - dal 18 al 21 del mese - e, sul finire (27- 29 agosto) l'Acquedolci Independent Film Festival (www.psycholand.it) di Acquedolci (ME), premio internazionale per corti indipendenti, anch'esso alla sua terza ribalta. Il 3 e 4 settembre infine tutti a Chianciano Terme (SI) per il decimo concorso nazionale di corti Corto Fiction, (www.cortofiction.it). 50 Un concorso diverso dal solito, a partire dal titolo e dal tema: è Corti sul lettino - Cinema e Psicoanalisi, che si svolgerà a Napoli nel corso del festival del cinema all'aperto Accordi @ Disaccordi. Dopo il successo della prima edizione, con il regista Roberto Faenza come presidente della giuria, Corti sul lettino torna a far parlare di sé, sotto la direzione di Ignazio Senatore, psichiatra e critico cinematografico. La competizione è rivolta sia a film-maker italiani che stranieri, con l'intento di valorizzare, promuovere e divulgare il corto come forma espressiva valida a livello sociale e culturale, offrendo visibilità ai giovani registi emergenti. La Giuria attribuirà i seguenti premi: migliore cortometraggio, regista, sceneggiatore, attore protagonista, attrice protagonista, documentario e colonna sonora. www.cinemaepsicoanalisi.com CONCORSI I video e film-maker italiani si fanno onore: Il solitario di Francesco Campanini ha preso parte al Phoenix Film Festival in Arizona e al WorldFest di Houston, in Texas. Hair India di Raffaele Brunetti e Marco Leopardi ha ricevuto il premio spagnolo Ondas come miglior documentario internazionale. Alza la testa di Alessandro Angelini, con Sergio Castellitto protagonista, ha vinto il Grand Prix al Festival du Cinema Mediterraneen di Tetouan, in Marocco. ll ticinese Erik Bernasconi con l'opera prima Sinestesia si è aggiudicato tre nomination a premio del cinema svizzero Quartz 2010. Grande successo infine per il RIFF On Tour, ovvero i corti del Roma Independent Film Festival (www.riff.it ), che hanno fatto tappa in oltre 15 festival internazionali, europei e non (Budapest, Vienna, Nasce a Milano il premio Movies & TV Corti a tema libero (scadenza 5 luglio, durata massima 30'), di scena dal 28 ottobre al 2 novembre, che intende dare visibilità internazionale a giovani registi alle prese con le “forme brevi” fiction, documentario, animazione, sperimentale (www.sportmoviestv.com) Un concorso che promuove “la nuova linfa del cinema italiano”: è il Clorofilla Film Festival (www. festambiente.it), per corti a tema libero - ma con un occhio ai temi sociali e ambientali - che si svolgerà dal 6 luglio al 15 agosto in provincia di Grosseto Il 40° festival internazionale del cinema per ragazzi Giffoni Film Fest (www.giffoniff.it) aprirà i battenti a Giffoni Valle Piana (SA) dal 18 al 31 luglio: in lizza film e corti a tema, in diverse categorie e sezioni competitive Il 23 e il 24 luglio sono le date della rassegna internazionale Corto Acquario di Santa Marinella (Roma), per corti, documentari e inchieste legate al mare in tutti i suoi aspetti (www.cortoacquario.com) Dal 23 luglio al primo agosto in Giappone andrà in scena il 7° Skip City (www.skipcity-dcf.jp), festival internazionale di DCinema, sponsorizzato da Sony: in gara corti e film 3D A Milano dal 10 al 19 settembre 15° Milano Film Festival, che presenta la sezione speciale on line Visioni d'autore, sponsorizzata da Fastweb (www.milanofilmfestival.it) UN'ESTATE AL TOP Bratislava, Cracovia, Nuova Delhi, Città del Guatemala...). Tra gli short movies più apprezzati L'ultima volta di Andrea Costantini, Maradona baby di Nino Sabella e il documentario Nero apparente di Giuseppe Pizzo. In my pocket del regista americano David Lisle Johnson ha vinto la 13° edizione del Terra di Siena Film Festival (www.sienafilmfestival.it ), grazie al voto del pubblico. Il premio della critica è andato invece a Il compleanno di Marco Filiberti, mentre il premio Music Feel è stato assegnato a Zoè di Giuseppe Varlotta, che vede Francesco Baccini nel ruolo di attore. Concluso il sesto Novara Cine Festival (www.novara cinefestival.it ), con il seguente verdetto: sezione Scenari orizzontali vittoria di Ona di Pau Camarasa (Spagna), con miglior fotografia a Suzie Lavelle per Lowland Fell di Michael Kinirons e miglior colonna sonora originale a Nicholas Seymour per The German di Nick Ryan; sezione Altri territori L'amore non esiste di Massimiliano Camaiti. La sezione Panorama ha visto la vittoria di Fuori porta di Giuseppe Dilonardo, sezione Laboratorio Home di Francesco Filippi, sezione Animazione Man is the only bird that carries his own cage di Claude Weiss, sezione Scuole Marco di Evgenia Golubeva, miglior film di architettura Nijuman no borei di Jean Gabriel Peirot. Infine il premio per la miglior regia under 30, andato a Il mio ultimo giorno di guerra, regia di Matteo Tondini. PREMI LE ANIME DEL CORTO mostre e concorsi Video TOP VIDEO TOP VIDEO Iscrizioni fino al 30 luglio per il concorso Io, intorno a me a Trieste rivolto a ragazzi sotto i 21 anni: in gara opere di 30' sul tema dell'adolescenza (www.cinemaconigiovani.it), C'è tempo fino al 10 settembre per partecipare al 6° Retrosys (retrospettivasys.blogspot.com), indetto dall'associazione culturale Glenn Gould di Castelbuono (PA). Una rassegna di cinema breve sul connubio immagine-musica, con accostamenti innovativi tra linguaggi, luoghi, suoni e narrazione. Non solo videoclip, dunque; in palio buoni da spendere in prodotti culturali. 050_051:026/028 06/07/10 19:42 Pagina 50
110 fisso vuol dire meno flessibilità d'utilizzo, con la rinuncia a riprese di oggetti molto vicini alla macchina: la distanza minima è infatti pari a 1,2 metri. In riproduzione, ciò si traduce nell'impossibilità di rappresentare correttamente in 3D gli oggetti che escono fuori dallo schermo in direzione dello spettatore. La lunghezza focale equivalente in 35 mm non è dichiarata: tuttavia dai test risulta un valore minimo di poco superiore ai 40 mm. In termini di geometria, le ottiche restituscono immagini prive di distorsioni evidenti e con presenza limitata di aberrazioni cromatiche. Oltre alla doppia ottica e alla doppia scheda, il camcorder monta due gruppi da 3 sensori CMOS ciascuno, e due processori per il trattamento dei segnali. I sensori sono da 1/4.1" con risoluzione effettiva di 2.07 MP, e permettono la cattura nativa di immagini Full HD. PRESTAZIONI 2D È corretto giudicare le prestazioni di un apparecchio in grado di realizzare riprese stereoscopiche, utilizzando le stesse categorie della camere 2D? Ha senso parlare del livello di dettaglio, della luminosità, delle prestazioni dell'encoder e della colorimetria negli stessi termini in cui di solito si fa per le altre videocamere? Probabilmente no. Dopo aver visto le immagini stereo della AG-3DA1, ci sembra che l'importanza di simili aspetti di valutazione debba essere almeno ridimensionata. Tuttavia ci sembra giusto offrire ai lettori un punto di paragone con camere già provate e conosciute, pur nella consapevolezza che siamo di fronte ad un prodotto di categoria completamente nuova, progettato per fare qualcosa che nessun altro apparecchio può ad oggi fare. Le immagini registrate offrono un livello di dettaglio apprezzabile, che deriva in parte dai sensori a risoluzione Full HD nativa ed in parte dalla qualità delle ottiche che, per quanto di costruzione compatta, non inficiano la definizione reale delle riprese. I colori sono in genere più saturi del dovuto, anche se le regolazioni di immagine presenti nel menu permettono di intervenire su un'ampia serie di parametri, fino a trovare la resa desiderata. Tra questi segnaliamo il detail level, vertical detail level, detail coring, chroma level e chroma phase, correzione fine del WB manuale, master pedestal, knee, tre posizioni per il matrix e sei curve del gamma (HD norm, low, high, B.Press, cine-like D e cine-like V). La macchina lavora in frequenze PAL ed NTSC. A 1080 può essere quindi impostata su interlacciato a 60 e 50 semiquadri al secondo, o in progressivo a 30, 25 e 24 immagini al secondo; a 720, invece, solo progressivo a 60p e 50p. I Sulla maniglia superiore, sono presenti una leva per lo zoom a velocità fissa (3 velocità con selettore dedicato) e tasto start/stop, per le riprese dal basso. Sotto, l'alloggiamento della batteria con l'accumulatore in dotazione installato. Si tratta di un ricaricabile Li-ion da 5400 mAh. superficie di proiezione. Tutto ciò che nello spazio fisico ripreso si trova dietro a questo piano avrà parallasse positiva, e risulterà visivamente più lontano; viceversa, gli oggetti in parallasse negativa, posti cioé tra la parallasse e la macchina da presa, usciranno dallo schermo. Per ora non si conoscono ulteriori dettagli sul funzionamento di questo dispositivo che a quanto ci risulta dovrebbe essere di natura ottica. Il sistema permette di variare agevolmente la convergenza, anche se durante le carrellate ottiche, le progressive correzioni di convergenza possono essere notate dall'utente sotto forma di "pulsazioni" visibili in modalità mix sul display LCD o nel viewfinder. Inoltre, il punto di convergenza fissato con lo zoom in tele non viene conservato correttamente se si porta l'ottica in wide e si ritorna poi in tele. La distanza tra le due ottiche (detta interasse) è simile a quella che intercorre tra gli occhi dell'essere umano, ovvero circa 6.5 cm. Nel caso della AG-3DA1 questa distanza non è modificabile, al contrario di quanto avviene con i sistemi basati su rig. Interasse 106_113:128/130 07/07/10 22:44 Pagina 110
Compact Flash da 32 GB può registrare fino a 80 minuti. MPEG-2, PER NON SBAGLIARE Canon dunque ha scelto l'MPEG-2 per sviluppare il proprio codec XF. Si tratta di un formato molto simile all'HDV o all'XDCAM, ma a differenza di questi ultimi due è possibile lavorare non solo a 25 e 35 Mbit/s, ma anche a 50 Mbit/s, con campionamento 4:2:2 anziché 4:2:0. I formati 4:2:2, lo ricordiamo, hanno una risoluzione cromatica doppia rispetto ai formati 4:2:0; si tratta di una differenza quasi impercettibile quando si rivede un girato, ma che diventa molto evidente quando in fase di montaggio si interviene con effetti di color correction o di chroma-key. L'elevato bitrate di 50 Mbit/s, scelto da Canon, permette inoltre di ridurre al minimo gli artefatti di compressione. Tra i formati oggi in uso nel mondo video HD, in termini di qualità del segnale, il codec Canon XF si colloca dunque sopra all'AVCHD, all'HDV, all'XDCAM e leggermente sotto l'AVC-Intra 100. Molto simile, invece, appare l'XDCAM HD422 (MPEG-2, 4:2:2, 50 Mbit/s), che tuttavia è utilizzato da Sony solo su alcune telecamere broadcast di fascia alta e non sulle prosumer compatte. La scelta della codifica MPEG-2 può sembrare anacronistica, visto che i più recenti formati video HD si basano invece sul più efficiente algoritmo MPEG-4 AVC. Tuttavia non è sempre vero che l'MPEG-4 offre una qualità migliore dell'MPEG-2; questo accade soprattutto a bassi bitrate, sotto i 15 Mbit/s, ma con un flusso dati di 50 Mbit/s i risultati offerti dai due codec appaiono molto simili. In compenso l'MPEG-2 è più facile da gestire in post-produzione, in quanto la minore complessità dell'algoritmo permette di utilizzare anche computer meno potenti. I file, inoltre, sono di tipo MXF (Material eXchange Format), un formato 'contenitore' standardizzato dalla SMPTE e utilizzato in ambito professionale già da molti anni. Insieme al camcorder, viene fornita un'applicazione che permette di gestire i dati registrati su Compact Flash ed eseguirne un backup. Come nel caso TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XX 104 Oltre alle regolazioni manuali, l'XF305 offre anche ottimi automatismi, come l'Instant AF e il Face Detection; quest'ultimo permette di calibrare la messa a fuoco sui volti dei soggetti inquadrati. Il display LCD da 4", che offre la risoluzione record di 1.23 MPixel, mostra anche funzioni avanzate di focus assist e strumenti di misurazione del segnale, come l'oscilloscopio RGB qui in foto. 098_105:128/130 07/07/10 22:22 Pagina 104
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XLII BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI GUNNY WARNER - GUERRA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Uno dei film più anomali e personali del regista, spesso snobbato dai fan di prima data perché palesemente non rispondente all'immagine che si ha dell'attore. Surreale, elegantemente volgare e iperrealistico e, all'epoca, tremendamente attuale. Film da recuperare in questa versione HD che seppur non brilli particolarmente come definizione e contrasto generali, al consueto confronto con la normale edizione DVD non ha lasciato dubbio alcuno sulla superiorità del formato BD, l'unica scelta ovvia per l'appassionato esigente. Audio italiano in mono 1.0, non ridoppiato, deludente rispetto all'originale rimasterizzato in DTS HD Master Audio. Solo un trailer come extra. (L.D.A.) Regia: Clint Eastwood; Interpreti: Clint Eastwood, Marsha Mason; Durata: 130 minuti; Produzione: 1986; Formato Audio: Dolby Digital 1.0 (ita e altri) DTS-HD Master Audio 5.1 (ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 19.99 euro I GUERRIERI WARNER - GUERRA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Secondo film che vede il regista Brian G. Hutton dirigere il grande Clint Eastwood, anche questo inserito di diritto nella collana dedicata al regista e attore americano. Storia avvincente, sicuramente datata per i gusti e i ritmi del cinema attuale ma ancora godibile una volta entrati nello spirito. Notevole e indimenticabile il cast di all-stars. Ottima resa video, che, ad un veloce confronto con la vecchia edizione su DVD, rivela un miglioramento globale superiore al 50%. Purtroppo l'audio italiano è in semplice mono, pur se non ridoppiato, e nel disco non ci sono extra a parte il trailer. Non si può avere tutto dalla vita!(L.D.A.) Regia: Brian G. Hutton; Interpreti: Clint Eastwood, Telly Savalas; Durata: 143 minuti; Produzione: 1970; Formato audio: Dolby Digital 1.0 (ita e altri) DTS-HD Master Audio 5.1 (ing); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 19.99 euro IO, LORO E LARA WARNER - COMMEDIA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: L'ultimo film di Verdone, il primo ad uscire in formato HD in Home Video, è profondamente diverso dai suoi lavori precedenti, per certi versi spiazzante. Il messaggio è semplice ma non scontato, il cast affiatato ma non tutto funziona: la storia si inceppa, è incompleta e certi siparietti sono tirati un po' troppo alle lunghe. Eccellente il video: dettaglio e luminosità al top per quello che si candida tecnicamente come primo disco demo di un film italiano. Audio in doppio formato HD (DTS MA e PCM) anche se i momenti per apprezzarlo sono pochi. Sezione extra ricca e interattiva. (L.D.A.) Regia: Carlo Verdone; Interpreti: Carlo Verdone, Laura Chiatti; Produzione: 2009; Durata: 118 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1, PCM 5.1 (ita); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 22.99 euro LA RECLUTA WARNER - POLIZIESCO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Non è proprio nelle corde di Eastwood un poliziesco “fracassone” e sopra le righe, ma il film si lascia ugualmente vedere nonostante diverse ingenuità. Delude Charlie Sheen, dall'espressione perennemente imbambolata, ma rimane memorabile la sensuale Sonia Braga nel ruolo della cattiva. Non male la resa video, con maggior dettaglio rispetto ad altri titoli della Eastwood Collection. Peccato per l'audio italiano, semplice Dolby Surround: offre momenti piacevoli ma non è assolutamente confrontabile all'originale inglese in DTS-HD Master audio. Anche questo titolo non ha, purtroppo, nessun extra a corredo. (L.D.A.) Regia: Clint Eastwood; Interpreti: Clint Eastwood, Charlie Sheen; Durata: 120 minuti; Produzione: 1991; Formato audio: Dolby Digital 2.0 (ita e altri) DTS-HD Master Audio 5.1 (ing); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 19.99 euro 126 BAD BOYS SONY PHE - AZIONE FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Fracassone e sopra le righe, Bad Boys è ormai un classico del ‘buddy-movie', nonché il primo lungometraggio di Michael Bay, regista del momento sinonimo di spettacolo ad alto contenuto esplosivo: proprio il film adatto ad una serata di svago. Finalmente in HD, il BD non mostra la qualità scintillante di alcuni dei blockbuster più recenti, ma risulta un netto passo avanti rispetto al DVD: il dettaglio è discontinuo, e si passa da inquadrature ‘razor' a qualche scena meno esaltante. Ottima la traccia audio DTS-HD MA, ancora migliore in originale, che mette a dura prova subwoofer e coronarie. Commento del regista, documentario e video musicali fra gli extra. (A.B.) Regia: Michael Bay; Interpreti: Will Smith, Martin Lawrence; Produzione: 1995 Durata: 119 minuti; Formato Audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita, ing. spa), Dolby Digital 5.1 (rus, pol e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 19.99 euro 124_129:AD REC BD 07/07/10 23:06 Pagina 126
19 Torna la Maratona Fotografica FNAC, 5^edizione della gara più cool dell'anno: il miglior modo per festeggiare l'apertura dell'8° punto vendita e i primi 10 anni del gruppo francese in Italia. Con Tutto Digitale, come sempre, entusiasta media partner. M E D I A P A R T N E R Paolo Panaro (GE)Roberta Maria Farina (RM) Non c'è certo bisogno di presentare ai nostri lettori FNAC - la nota catena di distribuzione, ma il termine è certamente riduttivo - né di conseguenza, quella che abbiamo sempre definito ‘la competizione più divertente ed eccitante che ci sia', ovvero la Maratona Fotografica. un appuntamento ormai classico, giunto quest'anno alla V edizione, sempre con Tutto Digitale come entusiasta, lo diciamo con il cuore media partner esclusivo. Questa quinta edizione ricalca l'impostazione delle precedenti, ma costituirà anche l'occasione per due festeggiamenti, uno per l'ottavo punto vendita italiano, aperto lo scorso 15 aprile presso il Centro Commerciale I Gigli Via San Quirico 165, Campi Bisenzio a Firenze (tel. 055.90.40.100), e il secondo per il primo decennale di Fnac in Italia. La maratona, nel 2010, si svolgerà il 3 ottobre, e batterà il record di partecipanti, a conferma del crescente successo: sono previsti infatti ben 300 partecipanti per ogni negozio Fnac (Milano, Genova, Torino, Grugliasco, Verona, Napoli, Roma e, appunto, Firenze), il che significa la bellezza - se la matematica non è un'opinione - di 2400 concorrenti... chi la spunterà? Le iscrizioni, come sempre, saranno aperte in tutti i negozi Fnac, dal 1 al 30 settembre, e si chiuderanno al raggiungimento del 300mo partecipante. Come sempre, sono previsti fantastici premi in palio per i vincitori; l'elenco completo, insieme ad altre informazioni utili, verrà pubblicato sul prossimo numero di Tutto Digitale e sul sito www.tuttodigitale.it. Nel frattempo, possiamo anticipare che ai primi tre classificati di ogni città, oltre agli altri premi, andranno altrettanti abbonamenti annuali a Tutto Digitale; in più, vista l'estrema attualità dell'argomento, ogni vincitore assoluto di ogni città, si aggiudicherà anche una copia del libro Video HD con la fotocamera digitale, il primo dedicato al boom della videoregistrazione con la reflex o mirrorless. Appuntamento dunque al prossimo numero per conoscere tutti i dettagli. www.fnac.it Fnac dà i numeri:5, 8 e 10! 018_024:026/028 06/07/10 18:02 Pagina 19
Mentre si sta lavorando alacremente alla prossima edizione della Guida dei ristoranti consigliati dal Carbonara Club, è disponibile sul sito - oppure direttamente dal codice QR qui sotto riportato - l'aggiornamento gratuito. Da questo numero la vostra rivista preferita allarga i suoi orizzonti, con un nuovo passo avanti nel continuo sviluppo in chiave multimediale: ecco i codici QR! Carbonara Club News Tutto Digitale diventa più interattivo grazie ai QR code Come abbiamo scritto tante volte, nulla è più mutevole del panorama della ristorazione, e la piazza romana non fa certo eccezione. In attesa della prossima edizione della Guida ai Ristoranti, prevista per l'autunno, abbiamo preparato intanto un aggiornamento di tutti i dati dei locali citati, scaricabile liberamente dal sito www.carbonaraclub.it oppure attraverso il QR code qui a sinistra. Buon appetito! Guida ai Ristoranti, pronto l'aggiornamento gratuito I codici a barre li conosciamo tutti. Una successione di linee nere separate da spazi bianchi permettono di codificare numeri e testo che possono essere letti con l'utilizzo di uno scanner ottico. Il loro impiego spazia dal commercio, alla catalogazione, e non sono rari i casi in cui il “barcode” diventa un tatuaggio permanente, uno strumento per ricordare a tutti la propria data di nascita, o il nome della persona amata. Il vecchio codice a barre, però, permette di archiviare un numero limitato di dati, e negli ultimi tempi si è diffuso l'utilizzo di sistemi bi-dimensionali che rendono possibile la presenza di una notevole mole di informazioni in un piccolo spazio. In questo modo nascono i codici QR (“Quick Response”, cioè a risposta rapida), che mandano in pensione il vecchio codice a barre mono-dimensionale. All'interno di un codice QR, infatti, è possibile codificare molti dati (7089 caratteri in modalità numerica, 4296 in alfanumerica), che trasformano un semplice sistema di catalogazione in uno strumento avanzato. In questo senso è possibile codificare testi complessi, interi articoli, ma soprattutto collegamenti a pagine internet. La domanda, a questo punto, sarà “come decifrare i codici”? La risposta è semplice e probabilmente l'avete sotto il naso proprio in questo momento. Per “leggere” i QR, infatti, è sufficiente un cellulare dotato di fotocamera, un software apposito (o in alternativa un PC dotato di webcam) e una connessione dati. Dove troverete il QR code Useremo il sistema su Tutto Digitale, prima rivista hi-tech ad utilizzare questa opportunità, per mostrare filmati e fotografie realizzate con le macchine in prova, per presentare la rivista e per regalare contenuti speciali. In questo modo l'esperienza di lettura sarà ancora più coinvolgente, e grazie all'interattività potremo offrirvi un servizio più completo. Parlando di una videocamera, ad esempio, sarà più facile evidenziarne i pregi e i difetti attraverso l'uso di un filmato che si potrà richiamare direttamente dalla pagina del test. Come funziona Per iniziare a utilizzare i codici QR che troverete in questo numero del giornale, e in quelli successivi, sono necessari alcuni strumenti fondamentali. Innanzitutto uno smartphone dotato di fotocamera, che permetta l'installazione di software dedicato (non sono utili allo scopo i cellulari che, seppur forniti di fotocamera, non permettono l'aggiunta di programmi). In secondo luogo è necessario l'utilizzo di un applicativo che permetta di decifrare il codice fotografato. I software La rete offre molteplici soluzioni che permettono di decifrare i codici QR, la maggior parte delle quali sono totalmente freeware. Per scegliere al meglio il software, però, è fondamentale sapere quale sia il tipo di sistema operativo (Android, Windows Mobile, iOs), che gira sul vostro smartphone. Tra i software più diffusi segnaliamo BeeTag, i-nigma, o Google Zxing che sono disponibili in versioni differenti, a seconda del sistema sul quale verranno installati. Vastissima la scelta per gli utenti che possiedono un iPhone. Dall'App Store si potranno scaricare Barcodes, NeoReader, ScanLife, Optiscan (uno dei migliori, ma a pagamento - € 3,99). Se non si possiede un cellulare dotato di fotocamera, o è impossibile installare uno dei software dedicati, si può sempre fare affidamento sulla webcam eventualmente installata nel PC. In questo modo è sufficiente inquadrare il codice con la webcam e utilizzare un software (ad esempio bcWebCam), per decifrare il QR. Come si utilizza Se avete tutti gli strumenti per decifrare il codice QR siete pronti per vivere in maniera ancora più interattiva la fruizione del giornale. Quando trovate un codice in una delle pagine di Tutto Digitale, imbracciate il vostro “scanner ottico” (il cellulare con fotocamera, o la webcam), eseguite il software scelto, e mirate al quadrato del QR. Non è necessario che la foto comprenda il codice in maniera esclusiva. In altre parole se nella foto scattata, o nell'immagine catturata dalla webcam, saranno presenti anche altre porzioni di testo, o immagini dell'articolo o del test di turno, non sarà un problema. Gli applicativi che si occupano di decifrare il codice, infatti, ne riconoscono i confini escludendo il resto. A questo punto vi verrà chiesto di aprire il browser per eseguire il collegamento internet codificato all'interno del codice. Tutto qui! Il meglio deve ancora venire Questo nuovo servizio offerto da Tutto Digitale ai suoi lettori è solo il primo passo di un intero pacchetto di sviluppo in chiave realmente multimediale che stiamo sviluppando ad integrazione delle pubblicazioni (libri e riviste) del gruppo Motoperpetuopress. Non resta che avere ancora un po' di pazienza... come recita il motto dell'azienda, infatti, ‘il meglio deve ancora venire'! G.D.A. Novità 008_010:026/028 06/07/10 17:23 Pagina 9
TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XVIII 102 Una novità interessante riguarda poi la possibilità di ruotare il display da 4" sia a sinistra che a destra del camcorder: anche in questo caso la Canon XF 305 non ha eguali sul mercato, in quanto è l'unica videocamera che può lavorare con il display aperto sulla destra della macchina. Questa versatilità, unita alle prestazioni dell'LCD, permette di lavorare con grande sicurezza anche in mancanza di un monitor esterno per la video assistenza. Un'altra funzione utilissima permette di visualizzare in sovrimpressione sul display vari strumenti di misura del segnale video. È possibile attivare l'oscilloscopio, il vettorscopio oppure il cosiddetto Edge Scope. Mentre i primi due strumenti servono a controllare la luminanza del segnale (per evitare, ad esempio, bianchi bruciati o neri troppo compressi) e il corretto bilanciamento dei colori, quando si attiva l'Edge Scope compare una forma d'onda rossa e verde sulla parte inferiore dello schermo, insieme a tre rettangoli al centro dell'inquadratura; la forma d'onda verde mostra la messa a fuoco generale dell'immagine, mentre i picchi di colore rosso permettono di verificare la messa a fuoco relativa ai tre rettangoli. Si tratta insomma di un sofisticato ed ulteriore sistema di focus assist dinamico, che permette di regolare la messa a fuoco con estrema precisione. CHI FA DA SÉ… Abbiamo visto fin qui due punti di eccellenza della nuova Canon XF305, l'ottica e il sistema di monitoraggio. Ma sappiamo che le prestazioni video dipendono molto anche dalla sezione elettronica. Oltre ad un nuovo processore di immagine, chiamato Digic DV III, che promette di gestire un gamma più ampia di sfumature, Canon abbandona i CCD utilizzati nei modelli HDV per adottare tre nuovi CMOS da 1/3", con risoluzione 1920x1080. Sul confronto tra le due diverse tecnologie, CCD e CMOS, abbiamo disquisito molte volte sulle pagine di Tutto Digitale e spesso ci siamo confrontati, su questo punto, anche con tecnici ed esperti del settore. Vogliamo qui citare un episodio: un paio di anni fa - quando probabilmente l'XF305 non era ancora in cantiere - avevamo intervistato alcuni ingegneri giapponesi di Canon. Alla domanda se fosse meglio utilizzare i CCD o i CMOS per le videocamere professionali, uno di loro rispose così: "un CMOS progettato da noi è sicuramente meglio di un CCD che dobbiamo acquistare da qualcun altro". I camcorder HDV della serie XH e XL, infatti, hanno finora utilizzato CCD prodotti da aziende terze; questa volta, invece, Canon ha voluto sviluppare in casa i propri sensori d'immagine e, vista l'esperienza nel campo delle reflex digitali, la scelta è ricaduta inevitabilmente sui CMOS. Come spesso accade, quando un'azienda produce tutto in casa, riuscendo ad ottimizzare i vari componenti, i risultati si toccano con mano, anzi... si vedono con gli occhi: il livello di rumore dei sensori dell'XF305 è davvero molto contenuto, anche in condizioni di luce scarsa. Le immagini appaiono estremamente pulite non solo utilizzando un guadagno negativo (-3 o -6 dB), ma anche ricorrendo – quando serve - a un guadagno di +6 dB o +12 dB. La definizione dei dettagli è tra le migliori riscontrate fino ad oggi, grazie alla risoluzione Full HD nativa dei sensori, e anche la resa cromatica è fedele, con colori brillanti, leggermente più saturi rispetto ai modelli HDV della serie XH. Per ottenere un livello di dettaglio così elevato, la XF305 paga qualcosa in termini di sensibilità alle basse luci, anche se le prestazioni in questo ambito sono comunque in linea con gli altri camcorder da 1/3”. Per ottenere una sensibilità maggiore sarebbe stato necessario adottare sensori più grandi, da 1/2" o da 2/3”, ma in questo caso il costo sarebbe lievitato. In compenso i nuovi CMOS Canon (anche grazie all'ausilio dei filtri ND) riescono a gestire in modo eccellente le alte luci, in modo da evitare bianchi sparati ed avere un'esposizione sempre perfettamente bilanciata. Grazie a questa caratteristica risulta più semplice lavorare in esterno giorno, riuscendo ad esempio a girare un soggetto in primo piano ben illuminato, senza bruciare il cielo alle sue spalle. Ma la vera novità della XF305 sta nella gestione di un annoso problema che affligge i sensori CMOS e che gli La sezione audio prevede due ingressi XLR switchabili line/mic e varie opzioni per il controllo del volume e l'attenuazione del segnale. 098_105:128/130 07/07/10 22:19 Pagina 102
Mr.3D A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D Eccoci di nuovo qui: dopo unabreve pausa americana, ancoracarichi delle novità del NAB 2010, torniamo alla nostra rubrica sul cinema digitale. L'evoluzione della cinematografia del pixel, lo dicevamo nei numeri precedenti, ha portato alla nascita di nuove professioni. Dopo il DiT, il Digital Information Technician, parliamo stavolta del DoS, Director of Stereography, lord incontrastato delle riprese tridimensionali. L'avvento del cinema 3D, va detto, non è un fatto propriamente digitale. Esiste da anni, prima ancora che il pixel si impadronisse delle moviole, dei laboratori di VFX, dei cinema e dei set. L'irrefrenabile sviluppo di questi ultimi mesi, questo si, deve però dire grazie al digitale: le lavorazioni, sia in fase di ripresa che di post produzione, risultano infatti molto più semplici sfruttando immagini elettroniche. La tecnica stereografica è un'arte complessa, fatta di infiniti calcoli, di strette collaborazioni tra reparti e di una necessaria, lunga esperienza. Gianluca Dentici e Gianluca De Pasquale sono due giovani DoS preparati, talentuosi e molto attenti alle tecniche 3D. In questa intervista ci siamo concentrati sulla professione del DoS, partendo dalle conoscenze che deve possedere, per finire alle mansioni ed alle responsabilità che ha sul set. Tutto Digitale: La nascita di nuovi professionisti è forse l'argomento più caldo, quando si parla di rivoluzione digitale cinematografica. Una delle piú innovative professioni digitali è quella del DoS, director of stereography: chi è e cosa fa? Gianluca Dentici: Ogni evoluzione tecnica provoca la nascita di nuove professioni a servizio della tecnologia stessa, e questo se da una parte non rende particolarmente felice il portafogli delle produzioni, che vedono crescere il personale attorno alla macchina da presa, dall'altra è diventata una conditio sine qua non. Infatti, per la riuscita di un prodotto realizzato con tecniche stereografiche, è fondamentale che ci sia un tecnico, appunto lo stereografo o direttore della stereografia, in grado di tenere sotto controllo tutto il procedimento di ripresa. Per prima cosa è fondamentale il suo rapporto con il direttore della fotografia e con il DIT, in quanto il formato di ripresa, le dimensioni del sensore, le ottiche impiegate, così come la distanza degli attori influenzano la resa tridimensionale della ripresa. Lo stereografo deve interpretare questi dati per poter impostare le distanze interassiali tra le macchine e la convergenza delle stesse. La giornata di ripresa tipica di un DOS può essere, quindi, riassunta così: si accerta del montaggio delle macchine da presa e degli obiettivi su rig, insieme agli assistenti operatori, e ne controlla l'identica distanza, inclinazione, altezza; interagisce con il DIT per impostare le modalità di ripresa e la sincronia shutter, con un generatore di genlock esterno; collega l'output delle due macchine al monitor stereoscopico, per verificare sia la perfetta sincronia shutter dei due flussi che la collimazione degli Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle nuove professioni del cinema digitale: dopo il DiT, ecco il DoS, ovvero il Direttore della Stereografia. Una figura chiave per le produzioni 3D, tanto importante quanto - per ora - poco conosciuta terza punta ta Il cinema visto dall'in ternodigitale Lo stereo rig (in foto, un modello mirror della tedesca P+S Technik) è il pane quotidiano del DoS. Piacere, IV 88 088_091:ART EUROPEI 08/07/10 13:49 Pagina 88
Prezzo: 299 euro Sensore: CCD 12.1 MP, 1/2.3” Ottica: f/3.9, 3x 38 - 114 mm eq. Video: WVGA, VGA, QVGA Scheda memoria: MicroSDHC Waterproof: 3 m Una macchina dall'estetica particolare - ma riuscita - e dalla costruzione solida. Casio Exilim EX-G1 Prezzo: 297 euro Sensore: CCD 12.1 MP 1/2.3” Ottica: f/2.8, 3x 35 - 105 mm eq. Video: VGA, QVGA Scheda memoria: SD/SDHC Waterproof: 10 m Tutte le curve al posto giusto per la corazzata Canon, che dice la sua al mare e nel deserto. Canon PowerShot D10 Prezzo: 199 euro Sensore: CCD 12.2 MP 1/2.3” Ottica: f/4, 5x, 36 - 180 mm Video: 720, VGA, QVGA Scheda memoria: SD/SDHC Waterproof: 3 m Tascabile, economica e perfetta per chi è alle prime armi e vuole scattare anche sott'acqua. Fujifilm FinePix XP10 Prezzo: 349 euro Sensore: CMOS 5 MP 1/2.5" Ottica: f/2.8, angolo di campo 170° Video: 1080, 720, 960, WVGA Scheda memoria: SD/SDHC Waterproof: 60 m Dall'alto dei cieli al fondo dei mari, una piccoletta “tosta”, per togliersi qualche soddisfazione. GoPro HD Helmet Hero Wide Prezzo: 149 euro Sensore: CMOS 5 MP 1/2.5” Ottica: f/2.8, 36 mm (48 mm in 1080p) Video: 1080, 720, WVGA Scheda memoria: SD/SDHC Waterproof: 3 m La Playsport è "sempre in tasca e sempre pronta", per video e foto con facilità e senza pensieri. Kodak Playsport Zx3 Prezzo: 239 euro Sensore: CCD 12 MP 1/2.3” Ottica: f/3.2, 4x 27-108mm Video: VGA, QVGA Scheda memoria: SD/SDHC Waterproof: 40 m Scelta economica ed azzeccata per chi non si accontenta delle tradizionali compatte ‘outdoor'. Nikon CoolPix S3000 Nimar NIS3000 Prezzo: 189 euro Sensore: CCD 12 MP 1/2.33” Ottica: f/3.5, 3.6x 28 - 102 mm eq. Video: 720, VGA, QVGA Scheda mem.: SD/SDHC, 1GB int. Waterproof: 3 m Per chi ama la vita (un po') spericolata, senza rinunce allo stile, in spiaggia o ad una festa. Olympus µ TOUGH 3000 Prezzo: 399 euro Sensore: CCD 14.1 MP 1/2.33” Ottica: f/3.3, 4.6x 28 - 128 mm Video: 720, WVGA, VGA, QVGA Scheda memoria: SDXC Waterproof: 10 m Ben costruita e semplice da usare, la FT2 è una scelta sicura sopra e sotto il livello del mare. Panasonic Lumix DMC-FT2 Prezzo: 299 euro Sensore: CCD 12.1 MP 1/2.3” Ottica: f/3.5, 5x, 28 - 140 mm eq. Video: 72p, VGA, QVGA Scheda memoria: SD/SDHC Waterproof: 6 m Subacquea, corazzata e molto sportiva, aiuta a divertirsi e - in qualche caso - anche a lavorare. Pentax Optio W90 Prezzo: 199 euro Sensore: CCD 12.2 MP 1/2.3” Ottica: f/3.6, 5x 35 - 175 mm Video: 720, VGA, QVGA Scheda memoria: SD/SDHC Waterproof: 3 m Una compatta semplice e senza troppe pretese, dal prezzo invitante e dal look ‘giovane'. Samsung WP10 Prezzo: 449 euro Sensore: CMOS 9MP 1/2.5" Ottica: f/3.5, 4x F 38-190 mm eq. Video: 720, VGA Scheda memoria: SD/SDHC Waterproof: 1.5 m Dual camera con zoom 5x e impermeabilità 1.5 m, per foto e video in spiaggia e a pelo d'acqua. Sanyo Xacti CA9 Prezzo: 359 euro Sensore: CMOS 10.2 MP 1/2.4” Ottica: f/3.5, 4x 25 - 100 mm eq. Video: 720, VGA Scheda memoria: Ms Pro Duo/SDXC Waterproof: 3 m Una macchina dall'indole fashion e tecnologica, che non disdegna schizzi e immersioni. Sony Cyber-shot TX5 74 I 1 2 s fid an ti a co lp o d 'o cc hi o 074:090-091 06/07/10 20:58 Pagina 74
In queste pagine alcune immagini ‘rubate' - è davvero il caso di dirlo - dal nostro lettore Fabio Breccia a Gerusalemme, ove si è recato con la sua Canon EOS 7D per realizzare un (video) documentario. L'uso di una fotocamera anziché una più evidente videocamera ha permesso di cogliere momenti altrimenti non catturabili. A prezzo, però, di diverse difficoltà pratiche... per il clima quasi estivo anche a febbraio, un po' per una mia suggestione a riguardo. La partenza è fissata quattro giorni dopo, quindi devo affrettarmi a preparare il necessario: fotocamera, 2 batterie, una scheda veloce da 32GB, un laptop Apple con hard disk esterno FireWire800 autoalimentato, uno zaino tecnico che possa trasportare tutto, panni per le ottiche e cavo USB. Più un trolley con i cambi per i giorni di permanenza. L'unico oggetto che non sono riuscito a comprare è un filtro ND che sarebbe stato utile per evitare di girare alla luce del sole con velocità dell'otturatore eccessive. Importante perché dando per scontato che avrei girato sempre a diaframma molto aperto per godere della ridotta profondità di campo avrei rischiato di riprendere con shutter troppo veloce, avendo in dono un'immagine troppo algida e nitida. Altro gadget importante del quale ho deciso di privarmi per la fretta è stato un viewfinder da applicare all'LCD della 7D; questo, traslucido e non orientabile, sicuramente avrebbe creato problemi di visibilità in ripresa. Prima della partenza, mi informo sulla personalizzazione dei picture style da parte di noti DOP che si sono misurati con la reflex Canon. Elemento comune la riduzione della nitidezza al minimo, per conferire alle immagini il massimo del sapore cinematografico, ma per la mia prima prova decido di girare flat. Pronti? Si parte! La mattina della partenza mi presento due ore prima del decollo a Fiumicino, con un trolley appunto ed uno zaino tecnico colmo di vari gioiellini. Vengo bloccato appena messo in fila al check up della linea aerea israeliana, e forse, visto che viaggiavo da solo e che sono alto e tatuato, gli agenti della sicurezza decidono di dedicarmi un'attenzione particolare. Ogni singolo cavo in mio possesso viene fatto passare al controllo antiesplosivi e mi vengono fatte domande di ogni tipo sulle mie amicizie, sul mio lavoro e sulla mia vita. L'aereo parte in ritardo per colpa mia, ma in compenso una delle agenti prima di salutarmi mi passa un biglietto col suo numero di telefono! Arrivo all'aeroporto di Tel Aviv, prendo un minibus e dopo un'ora sono in hotel a Gerusalemme. Rimango colpito dalla modernità della città e dalla piena libertà dei costumi, e decido di lanciarmi subito all'opera. Riprendendo folle di persone che accalcano i marciapiedi mi rendo conto di aver sottovalutato i problemi della ripresa in Live View: il monitor traslucido e non orientabile non mi permette di star sicuro né sulla messa a fuoco né sulla corretta esposizione. Sarebbe bastato un qualsiasi viewfinder appositamente ideato presente in commercio. La questione “autofocus in live view” a mio modestissimo parere mi appare immediatamente una sciocchezza. Quando decido di passare dalla modalità “foto” a quella “video” disattivo l'autofocus e agisco manualmente, come qualsiasi operatore o videomaker farebbe. L'autofocus in fase di ripresa mi sembra utile solo per un tipo di mercato e pubblico che non si interesserebbe comunque alla Canon 7D. Semmai, davvero scomoda per un uso come il mio, è la disposizione dei comandi dello stabilizzatore e dell'AF sull'ottica; il primo è disinseribile con facilità anche mentre si tiene l'occhio nel mirino, l'altro invece è scomodo e si raggiunge solo abbandonando l'inquadratura. Per un solo uso video sarebbe comodo avere i due comandi invertiti. In ogni caso già queste prime riprese di familiarizzazione col mezzo riescono a trasmettermi una certa emozione, per i soggetti e la città così affascinanti, ma anche per la resa visiva che mostra l'LCD della macchina. La ridottissima profondità di campo è sicuramente la prima cosa che balza all'occhio. La prima tappa obbligatoria naturalmente è stata il Muro del pianto, cioè il muro occidentale, parte del più antico tempio ebraico di Gerusalemme. Come la maggior parte dei luoghi pubblici e sacri, il muro è controllato da guardie armate e da metal detector. In tutta Gerusalemme in effetti si respira un'aria abbastanza serena, quasi da città europea; le uniche cose che ti ricordano di essere in un luogo martoriato da conflitti antichissimi sono la costante presenza di militari e di controlli. Anche fare semplici foto a volte può essere difficile. A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D IX 93 092_095:ART EUROPEI 07/07/10 22:01 Pagina 93
83 D atato thriller con Kevin Bacon (1987), inedito nelle sale da recuperare in DVD per tutti i fan dell'attore. Qualità nel complesso sufficiente, video un po' scuro e si sente in negativo il peso di un audio italiano in semplice 1.0. Manca il comparto extra. (L.D.A) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Una gita pericolosa Thriller - di Jeff Bleckner; con Kevin Bacon, Sean Astin; 1987; 86 minuti; Sony; Dolby Digital 1.0 mono (ita e altri), 4.0 (ing); 16:9/Letterbox 2.35:1 14,99 P rodotto televisivo abbastanza prevedibile, nobilitato dalla presenza di qualche grande nomi nel cast. Nel complesso il film si vede con piacere, complice una qualità A\V del DVD di tutto rispetto. C'è anche un contenuto extra, per chi ne sentisse il bisogno. (L.D.A) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Hardwired Thriller - di Ernie Barbarsh; con Val Kilmer, Cuba Gooding Jr.; 2009; 90 minuti; Sony; Dolby Digital 5.1 (ita, ing e altri); 16:9/Letterbox 1.78:1 16,99 P erde qualche colpo durante la visione questa commedia un po' datata (nonostante la giovane età), ma nel complesso si segue piacevolmente. Niente male la resa tecnica, con dettaglio sempre convincente nonostante qualche accenno di compressione. (L.D.A) U na Magnani sopra le righe e vagamente greve in una commedia francese dai buoni presupposti, ma dalla realizzazione finale non priva di ombre e superficialità. Ottima la resa video in un nitido bianco e nero, per una pellicola di 50 anni fa. Extra risicati. (L.D.A) Film Wow Audio Video Extra Box Overall La pila della Peppa Commedia - di Claude AutantLara, con Anna Magnani, Bourvil; 1963; 86 minuti; Medusa; Dolby Digital 1.0 e 5.1 (ita); 16:9/ Letterbox 2.35:1 14,99 Film Wow Audio Video Extra Box Overall Tandem Commedia - di Lucio Pellegrini, con Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu; 2000; 106 minuti; Medusa; Dolby Digital 5.1 (ita); 16:9/Letterbox 1.85:1 14,99 16:9/LTBX 1.78:1 Serie TV - di Autori vari; con Thomas Gibson, Matthew Gray Gubler; 2010; 17 ore; ABC Studios; Dolby Digital 5.1 (ing) 2.0 Stereo (ita, spagn); Letterbox/16:9 1.78:1 37,99 Film Wow Audio Video Extra Box Overall Criminal Minds Stagione 4 C he la televisione,ormai, abbia, se non soppiantato, integrato l'esperienza cinematografica è cosa ben nota. Grazie ad ingenti investimenti produttivi e all'impiego di notevoli talenti nella scrittura, le serie TV sono da anni diventate un qualcosa che ricorda il cinema ma in molti casi lo supera nei confini religiosamente circoscritti dei vari generi. Serie come Criminal Minds, qui alla quarta stagione, ne sono la conferma. Episodi ben scritti ed interpretati, serratissimi, che non annoiano e lasciano la voglia di continuare nella visione ad oltranza. Cofanetto a cura di Buena Vista non molto curato esteticamente, con i 26 episodi della stagione su sei dischi più un settimo dedicato esclusivamente agli extra racchiusi in una amaray oversized che rende a volte difficoltosa l'estrazione dei singoli dischi. Ottima qualità video ma l'audio italiano, come spesso accade, è in un semplice seppur godibile Dolby stereo 2.0 che sfigura al confronto con l'originale in 5.1. (L.D.A.) DOLBY DIG 2.0 ITA 16:9/LTBX 2.40:1 Romantico - di Tony Goldwin; con Zach Braff, Jacinda Barrett; 2008; 100 minuti; 01; Dolby Digital 5.1 (ita, ing); Letterbox/16:9 2.40:1 16,99 Film Wow Audio Video Extra Box Overall The Last Kiss B rutta cosa, la moda. Adun certo punto, in America, hanno deciso che il regista italiano Gabriele Muccino era “di moda”. Dopo avergli affidato un paio di progetti a grande budget (fra l'altro piacevolmente riusciti) hanno deciso di fare un remake del suo Ultimo Bacio. Il film di Muccino non aveva assolutamente bisogno di un remake e il restyling imposto dalla produzione USA ha deturpato quel (poco) di buono che c'era nell'originale per consegnarci un film di una banalità incredibile, prevedibile sin dal primo fotogramma. Si rimane stupiti nel constatare che dietro la misera sceneggiatura c'è niente di meno che Paul Haggis che ricordiamo per il capolavoro Million Dollar Baby. Da un film così recente è lecito attendersi una buona resa tecnica in DVD e infatti la visione tecnicamente non delude mai restituendo senza sbavature la fotografia morbida e un po' “flou” dell'opera. Discreto l'audio, ma limitato dalla trama stessa. Cast di e per teenagers in gran spolvero. Nessun extra. (L.D.A.) DOLBY DIG 5.1 ITA Film Wow Audio Video Le sorprese dell'amore Commedia; di L. Comencini; con W. Chiari, S. Koscina; 1959; 105 minuti; Medusa 16,90 Film Wow Audio Video Beato tra le donne Commedia; di S. Korber; con L. De Funès; 1970; 82 minuti; Medusa 14,99 C ommedia anni ‘60 con un cast d'eccezione, ma non troppo riuscita. Film Wow Audio Video Il mondo dei miracoli Commedia; di L. Capuano; con V. Lisi, V. De Sica; 1959; 91 minuti; Medusa 16,90 Film Wow Audio Video Boccaccio ‘70 Commedia; di AA. VV.; con P. De Filippo, S. Loren, D. Petre; 1962; 225 minuti; Medusa 19,99 Vittorio De Sica e Virna Lisi per una commedia che non lascia il segno. G arbata commedia degli equivoci, con De Funés in gran forma. I maestri del cinema italiano per una satira boccaccesca d'autore in 4 episodi. S i respira aria d'altri tempi in questo film datato 1946, impreziosito dalla recitazione compiaciuta di un carismatico Amedeo Nazzari. Datato, ma molto gradevole. Qualche lieve defaillance del video, perdonabile data l'età della pellicola. Extra all'osso. Film Wow Audio Video Extra Box Overall I mariti (Tempesta d'anime) Dramma - di Camillo Mastrocinque con Amedeo Nazzari, Clara Calamai; 1941; 75 minuti; Medusa; Dolby Digital 1.0 e 5.1 (ita); tuttoschermo 1.33:1 14,99 D al Giffoni Film Festival, un lungometraggio di animazione digitale realizzato in Norvegia. Alti e bassi, qualche siparietto vagamente irritante, ma il risultato c'è. Ottima resa tecnica del DVD. Extra trascurabili, più che altro celebrativi di Giffoni. Film Wow Audio Video Extra Box Overall L'incredibile avventura... Animazione - di Espen Fyksen e Lise Osvoll; 2007; 76 minuti; Medusa; Dolby Digital 2.0 Stereo (ita, norv); 16:9/Letterbox 1.78:1 3,99 082_083:Layout 1 06/07/10 21:22 Pagina 83
Solo per i tuoi occhi. O quasi La cosa è stata quasi casuale, ma alla fine ci siamo accorti, senza volerlo, che questo numero è a tutti gli effetti uno ‘speciale anteprime', con i test degli apparecchi del momento e, in qualche caso, anche di un momento più avanti nel tempo. Fra prodotti in arrivo in questi giorni nei negozi, ed altri che saranno reperibili addirittura a settembre inoltrato, c'è davvero da scegliere quale test leggere per primo: ecco il Flat TV Sony al top per il 3D, il Bravia 46HX900, finalmente in arrivo nei negozi. Sempre per restare in casa Sony, siamo riusciti per miracolo a testare anche l'attualissima e chiacchieratissima fotocamera ‘mirrorless' NEX-5, e fare in tempo anche a dotarla dell'ultimo firmware per la realizzazione facile facile di immagini 3D. E che dire di una macchina che, sotto sotto, senza clamore, già sta creando un nuovo mercato, la Samsung U20, una videocamera Full HD da tenere sempre in tasca, pronta a documentare qualsiasi evento e a mandarlo in un lampo e senza complicazioni all over the world, grazie al web? Da una macchina tascabile, per ragazzi, studenti, o videomaker studenti, ad un'altra attesissima videocamera, questa volta destinata ai professionisti o almeno a chi si sente tale nell'animo. Stiamo parlando della rivoluzionaria (rispetto alla tradizione della casa) Canon XF 305: una prosumer/professionale che ha stabilito il record di richieste dei lettori per un test, gradualmente in distribuzione in questi giorni. L'anteprima par excellence, in ogni caso, è per la prima videocamera 3D ‘2-in-1' dell'èra moderna, la Panasonic AG-3DA1: i professionisti della stereografia che vorranno utilizzarla per le produzioni leggere, in appoggio o in sostituzione dei classici sistemi ‘stereo rig', dovranno aspettare settembre inoltrato per poterla avere, anche se possono - e questa la dice lunga sull'interesse per il prodotto - ordinarla fin d'ora. Tante anteprime ‘vere', insomma (a proposito, guardatevi anche i video sul nostro sito ww.tuttodigitale.it e utilizzate la novità del QR code, già che ci siete, primo passo di una serie di novità che vedranno la luce entro l'anno), ma, mentre stiamo per andare in stampa, un'azienda ci chiama per dire ‘solo per i vostri occhi, da non pubblicare ma solo per darvi un'idea della macchina definitiva, dopo i rumors degli ultimi mesi, vi mandiamo i data sheet e le immagini della nuova super Xcr-bomba 34257'. Ben contenti, ci riuniamo qualche minuto ‘da appassionati' per commentare questa grande novità. Finché il più giovane, più web dipendente di noi vecchietti dell'hi-tech, se ne esce con candore. Ah sì, hanno pubblicato la notizia. Non ci credo. Verifichiamo subito. In effetti, diversi siti, nello stesso giorno, hanno messo on line la notizia del prodotto, con le stesse foto, e copiato lo stesso testo. Anzi no; a ben guardare, l'apparecchio non è siglato Xcr-bomba 34257, ma Xcr-bomba 34256. Sembra uguale, ma mentre Xcr-bomba 34257 è effettivamente quello prossimamente in vendita, Xcr-bomba 34256 è solo quella che era una probabile idea... Tutto sommato, ci teniamo per noi l'informazione riservata, e non ci mettiamo nella bagarre del ‘finto'; foto e catalogo le abbiamo anche noi, ma che senso ha dare una finta anteprima di un finto prodotto? Immediatamente ci viene in mente di nuovo il camcorder Panasonic 3D AG-3DA1; in tanti millantano notizie, anteprime, e così via, ma (quasi) nessuno ci ha messo effettivamente le mani per vedere come va. Addirittura, ma molti non lo sanno o forse fingono di non saperlo, Anteprime come se piovesse, in questo numero estivo. E di apparecchi importanti, che abbiamo avuto la possibilità di testare dal vivo, a fondo. Il che ci fa scoprire tante stranezze che invece strillano dal web, prese come oro colato da ingenui ed eterni fiduciosi 3 Editoriale Stefano Belli quella effettivamente provata da Tutto Digitale è la terza versione della macchina, la prima ‘vera'. Panasonic ha distribuito in origine le immagini con l'ottica dotata di due lenti perfettamente circolari, quindi una variante con, diciamo ‘le palpebre' (della quale esiste una brochure) ed infine quella che abbiamo provato, per la quale - al momento in cui scriviamo queste note, a conferma della vera anteprima - non ci sono ancora foto stampa ufficiali né brochure. Andate alle pagine del test, e scoprirete che abbiamo lanciato un miniconcorso ‘spot the difference' a tal riguardo. Insomma, con buona pace dei siti di tutto il mondo, in Italia, e probabilmente in Europa, nessuno ha avuto la fortuna di mettere le mani su questa macchina per un vero test. L' unica occasione ufficiale in cui l'abbiamo osservata dal vivo, - guardata a vista da ingegneri giapponesi con il fisico da guardie del corpo - è stato durante la presentazione in quel di Bologna presso Adcom, occasione che ci ha permesso non solo di effettuare una visita di cortesia - sempre piacevole - ad amici di vecchia data, in un tempio del video a 360°, ma anche di scoprire qualche segreto della macchina dalla viva voce degli ingegneri di cui sopra. Fra parentesi, il Panasonic AG-3DA1 ha un concorrente di cui non ha parlato approfonditamente alcun sito internet, né, ci sembra, ancora alcuna rivista, perlomeno italiana. Era esposto alla fiera del 3D di Parigi di cui siamo media partner, appuntamento imperdibile al quale, a meno di errori , non vediamo mai alcun rappresentante della nostra stampa. Anche in tempi di internet, crediamo che un giornalista le notizie debba andarsele a cercare, non aspettare che gli arrivino i comunicati e poi copiarli... no? In ogni caso vedete l'apparecchio a pagina 106, e avrete altri dettagli sul prossimo numero. Morale della favola. Nonostante gli scoop di questo numero, continuiamo a ritenere che - al di là di una soddisfazione teorica - il concetto di anteprima sia abbastanza superato. Tutto quello di cui si parla sulle riviste è già on line da tempo, magari sui siti delle riviste stesse. Ma questa frenesia della notizia dell'ultima ora provoca una confusione di mercato, ed invece che dare risposte sicure al consumatore, soprattutto in caso di informazioni parziali, errate, copiate, non fa che aumentarne i dubbi. Non sarà un caso se più tempo passa, più persone ci scrivono per un parere ‘vero', nel senso un parere magari anche imperfetto (sbagliare è umano) ma comunque vissuto. La forza di internet, quella che una voce gettata nel mucchio, se raccolta è amplificata da altri, cresce a dismisura e diventa ‘realtà', è poi smentita dai fatti, quando il consumatore paga con la sua insoddisfazione l'informazione errata di base, che si è trasformata in una valanga di bubbole, di passaggio in passaggio... La nostra politica è semplice. Cercheremo di dare notizie tempestive - ma soprattutto ‘vere' sui nostri siti e attraverso le newsletter. Approfondiremo test di prodotto ed altro sulle riviste. Continueremo a pubblicare libri ‘primi ed unici', per chi volesse saperne di più a qualsiasi livello (a proposito, ora avete a disposizione anche un volume sul 3D...). Ed utilizzeremo sempre di più internet alla nostra maniera, cioè per approfondimenti in particolare non utilizzabili su carta (ad esempio, video di prova). Abbiamo iniziato in questo numero con un giochino simpatico, il QR code, e presto vedrete altre idee... PS - A proposito del web, e delle reflex HD, date un'occhiata all'editoriale-bis a pag. 130. Editorialebis a pagina 13 0 003:003 06/07/10 17:09 Pagina 3
WOLFMAN (V. nol.) UNIVERSAL - THRILLER FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Remake di un thriller/horror di altri tempi, questa volta ispirato a L'Uomo Lupo del 1941 con Lon Chaney Jr., Wolfman è né più né meno di quello che ci si aspetta: gli estimatori dell'originale probabilmente resteranno delusi, e siamo davanti ad un classico film da gustare senza troppa aspettativa e con una bella ciotola di pop-corn accanto. La versione home video aggiunge 16 minuti inediti. Decisamente buona la resa video, che riproduce in maniera fedele e dettagliata la difficile fotografia notturna con un pizzico di grana: solo qualche problema sulle sfumature più scure, ma si tratta di casi isolati. Diversi momenti di spicco per l'audio, ancora meglio in originale. Ricchi extra. (A.B.) Regia: Joe Johnston; Interpreti: Benicio Del Toro, Antohny Hopkins; Durata: 103/119 minuti; Produzione: 2010; Formato audio: DTS 5.1 (ita, fra, spa, jap), DTS-HD Master Audio 5.1 (ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: n.d. A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XLV BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI LA MIA AFRICA UNIVERSAL - DRAMMATICO IL DOTTOR ZIVAGO WARNER - DRAMMATICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Robert Redford e Meryl Streep nel capolavoro di Pollack, vincitore di 7 Oscar nel 1985, che sbarca in HD: un film che fa venire voglia di Africa ad ogni visione e che non può mancare nella collezione di ogni appassionato che si rispetti. Tecnicamente, il disco non farà gridare al miracolo: l'abbondante uso di filtri e algoritmi per levigare il master di partenza finisce per snaturare e introdurre qualche artefatto di troppo a diverse scene. Nonostante questo, il salto qualitativo con la versione DVD è notevole, particolarmente per quello compressione e resa cromatica. Colonna sonora DTS buona; documentario, commento e altro ancora tra gli extra. (A.B.) FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Due DVD (extra e copia del film) più un Blu-ray per festeggiare il quarantacinquesimo anniversario di questa classica e toccante storia d'amore diretta da David Lean ed ambientata nell'epoca della rivoluzione russa. Eccellente la trasposizione in BD: ogni scena è stata riprodotta senza l'ausilio di filtri digitali, e nonostante l'età della pellicola i colori e la brillantezza del quadro sono ad ottimi livelli. Non c'è ovviamente da attendersi il dettaglio tagliente dei recenti blockbuster, vista anche la grana, frutto del materiale originario e comunque del tutto ‘cine-like'. L'audio è presente in un discreto 5.1: migliore l'originale inglese in DTS-HD MA. Ricchi extra, purtroppo in SD. (A.B.) Regia: Sydney Pollack; Interpreti: Robert Redford, Meryl Streep; Durata: 161 minuti; Produzione: 1985; Formato audio: DTS 5.1 (ita, fra, spa e altri), DTS-HD Master Audio 2.0 (ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 24.99 euro INVICTUS WARNER - BIOGRAFICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: L'ultima fatica di Clint Eastwood come regista è la bella e intensa storia di sport e speranza ispirata a quanto realmente accaduto. Mandela fresco di elezione, interpetato dal sempre bravo Morgan Freeman, sogna di riunire il Sudafrica del dopo-apartheid tramite la nazionale di rugby: da vedere. La resa del Blu-ray è del tutto simile a quanto visto al cinema: il quadro è definito anche se è spesso presente un sottile strato di grana, mentre la fotografia soffice e calda è resa al meglio senza imperfezioni di sorta. Manca l'audio HD in italiano, ma i dialoghi, e soprattutto l'ambiente e gli scontri durante le partite sono di grande impatto anche in semplice DD. A corredo, diversi extra ed il voucher per la copia digitale. (A.B.) Regia: Clint Eastwood; Interpreti: Morgan Freeman, Matt Damon; Durata: 133 minuti; Produzione: 2009; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital 5.1 (ita, spa, ted e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 27.99 euro Regia: David Lean; Interpreti: Julie Christie, Omar Sharif; Durata: 200 minuti; Produzione: 1965; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ing), Dolby Digital 5.1 (ita, spa, fra e altri), Dolby Digital 2.0 (por); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 27.99 euro 129 AN EDUCATION SONY PHE - FANTASY FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Scritto da Nick Hornby, osannato dalla critica e candidato agli Oscar in tre categorie (tra le quali ‘miglior attrice' per la deliziosa Carey Mulligan), An Education è un delicato film inglese che racconta il passaggio alla maturità di una adolescente degli anni ‘60 che si innamora di un uomo più grande di età. Il film si concede qualche cliché, ma risulta infine piacevole. Altalenante la resa video del disco, che spazia da scene sbalorditive per pulizia e colori a qualche ripresa un po' troppo rumorosa e confusa, comunque sempre fedele al materiale di partenza. Buoni audio in alta definizione e reparto extra. (A.B.) Regia: Lone Scherfig; Interpreti: Peter Sarsgaard, Carey Mulligan; Durata: 100 minuti; Produzione: 2009; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 21.99 euro 124_129:AD REC BD 07/07/10 23:08 Pagina 129
comprendono zebra pattern (con due posizioni personalizzabili via menu), waveform monitor e vettorscopio. In caso di necessità è poi disponibile il synchro scan, per riprendere TV o monitor riducendo lo sfarfallio. I due preset per il bilanciamento del bianco (5600 K e 3200 K) si possono richiamare con la pressione del pulsante sotto la ghiera dello zoom, mentre è possibile impostare due ulteriori posizioni di WB personalizzato. L'esemplare in prova ha mostrato un comportamento curioso nell'utilizzo del preset, assegnando a ciascun canale una temperatura colore diversa. Pertanto, nel corso della prova abbiamo fatto ricorso alla calibrazione manuale del WB, che ha funzionato correttamente. Un indicatore numerico sul display aiuta a tenere i riferimenti delle posizioni di fuoco; lo stesso sistema è impiegato per lo zoom e per la convergenza. Tutti i dispositivi di assistenza sono visualizzabili soltanto sull'immagine di riferimento, che è quella sinistra. Prima di impostare la convergenza, dunque, è consigliabile settare con precisione tutti gli altri parametri. Anche l'audio è registrato insieme alle immagini del canale sinistro. La camera permette di registrare fino a due canali, con possibilità di miscelare i segnali del microfono integrato con quello di dispositivi esterni connessi agli ingressi XLR. Ovviamente è possibile gestire il livello di ingresso grazie ai potenziometri dedicati, e sfruttare l'alimentazione phantom. IL BUDGET STEREOSCOPICO Fatta l'inquadratura e impostata l'esposizione, è il momento di passare alla convergenza, che può essere regolata tramite la rotella dedicata. La stessa serve anche ad agire sull'iris, con un selettore apposito per passare da una funzione all'altra. La rotella può essere personalizzata via menu, variando il verso di funzionamento. Sul display è possibile controllare lo spostamento del piano di parallasse grazie alla sovrapposizione delle due immagini: il punto di convergenza sarà quello dove le due inquadrature coincidono perfettamente, mentre tutto il resto del quadro sarà caratterizzato da doppi bordi. La convergenza, così come il fuoco/iris e lo zoom/rec, può essere controllata in remoto: tra le connessioni, infatti, figurano tre jack per la gestione a distanza di questi parametri. La AG-3DA1 ha l'interasse tra le ottiche non modificabile: le stesse sono integrate nel case e non possono essere spostate. Questa è la principale limitazione della camera in termini di ripresa 3D: per riprendere correttamente gli oggetti molto vicini alla camera (e realizzare gli effetti di pop up degli oggetti) sarebbe infatti necessario ridurre la distanza tra le ottiche, mentre per offrire un risultato spettacolare su panorami si dovrebbe procedere all'allontanamento dei due punti di vista. A quale distanza dunque si deve posizionare la camera affinché la resa stereo sia corretta? L'unico dato certo sono i 120 cm di distanza minima; per il resto non esiste un valore univoco, ma piuttosto un intervallo di distanze all'interno delle quali comprendere tutta l'inquadratura. Questo intervallo si chiama budget stereoscopico ed è influenzato dai parametri di ripresa e dalla convergenza di volta in volta impostati. Per rendere la vita più semplice agli utenti, la macchina offre il calcolo in tempo reale del budget stereoscopico, in due modalità legate alle dimensioni della proiezione. Se si gira un inquadratura destinata ad un prodotto per la TV, il budget sarà più esteso rispetto alla stessa inquadratura da vedere sul grande schermo, dove tutti gli effetti 3D risultano amplificati. Insomma, il metro a rotella, impiegato sui set per misurare la distanza dei punti di fuoco, si rivela un accessorio importante anche nella produzione di immagini 3D. Per assistere l'operatore nelle impostazioni stereo, l'AG-3DA1 offre tre pulsanti (user 1, 2 e 3): il primo è dedicato alla visualizzazione sul display e nel mirino dell'immagine del canale destro; il secondo attiva il mix delle due immagini L ed R; il terzo, infine, mostra TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXVIII 112 Dall'alto, una statua equestre ripresa da dietro una cancellata (immagine sinistra, destra e il mix) presenta un evidente problema legato alla presenza di oggetti diversi in ciascun canale. L'ultima immagine (mix L/R) è girata correttamente, con convergenza sul muso del cavallo e zoccolo in parallasse negativa. 106_113:128/130 07/07/10 22:31 Pagina 112
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luminosità residua comunque non troppo elevata, le prestazioni del TV non decadono in modo percettibile in corrispondenza di immagini molto luminose, in cui il dimming non può essere attivato, ed il rapporto di contrasto è affidato esclusivamente alla bontà del sistema LCD. Il risultato è una visione piacevole di immagini molto brillanti, dinamiche, che ricordano la profondità del nero ed il contrasto dei plasma, ma con quella nitidezza e precisione tipica degli schermi a cristalli liquidi. L'algoritmo di dimming implementato da Sony si è rivelato, inoltre, piuttosto efficace nel ridurre la visibilità e l'insorgenza degli aloni attorno ad oggetti luminosi su sfondo scuro. L'algoritmo, infatti, tende a ridurre in modo estremamente graduale la luminosità dei LED attorno ad oggetti luminosi in modo da evitare, con oggetti in movimento, che si possano intravedere le griglie dei LED stessi (o si possa intravederne la loro accensione e spegnimento), ma anche rendendo molto poco visibili gli aloni stessi. Nella modalità Low, il sistema poi è abbastanza veloce da non entrare in crisi nelle variazioni repentine di luminosità e nel complesso il funzionamento ci ha molto positivamente impressionato. Una implementazione del local dimming efficace e precisa, capace di produrre un nero profondo senza introdurre artefatti distraenti. Questo, ovviamente, va anche a vantaggio della qualità dei colori che si mantiene sugli ottimi livelli ormai raggiunti dai TV LCD con illuminazione LED, con una buona tenuta ai diversi livelli di luminosità ed un'ottima separazione e gradualità delle sfumature. IL MOTIONFLOW SALE A 400 Altra novità implementata nell'HX900 è il MotionFlow Pro, capace di lavorare fino alla frequenza di 400 Hz. Dobbiamo dire che abbiamo approcciato questa funzione con molto scetticismo, attendendoci la solita implementazione del motion interpolation, forse ancora più eccessiva. Con sorpresa, abbiamo scoperto che non è affatto così. Il nuovo MotionFlow Pro, infatti, introduce la tecnica del Black Frame Insertion, di cui abbiamo già in passato discusso più volte. In pratica la frequenza così elevata di 400 Hz dichiarata da Sony (e da altri costruttori che stanno introducendo questo tipo di varianti), viene raggiunta non tanto aumentando la frequenza di refresh dello schermo, che non supera i 200 Hz, ma inserendo fra un'immagine e l'altra uno schermo completamente nero, a simulare l'otturatore ottico che, al cinema, ha il compito di ridurre l'effetto di sfarfallio. Con l'inserimento di uno schermo nero fra un'immagine e l'altra, infatti, si accelera l'eliminazione dell'effetto di persistenza sul nostro sistema visivo ottenendo diversi benefici fra cui quello di ridurre la percezione di scattosità e minimizzare l'insorgenza dell'effetto scia. Ecco, quindi, che ora il MotionFlow può essere attivato sia nelle modalità classiche che ora vengono chiamate Standard, Fluido e più Fluido, in cui interviene il motion interpolation ad introdurre quella odiosa “gommosità” di cui non riusciremo mai a concepire l'utilità o la bellezza, che in due nuove modalità chiamate Nitido e Più Nitido. In queste il motion interpolation viene sostituito con il Black Frame Insertion, ottenuto mediante lampeggiamento dello schermo. Se la retroilluminazione era stata impostata sui livelli massimi, o comunque superiori a metà scala, attivando queste modalità già nella impostazione Nitido, si può chiaramente percepire una riduzione evidente della luminosità delle immagini che, invece, risulta minimale nel caso in cui le impostazioni di retroilluminazione base sono a metà scala o inferiori, ma comunque evidente al livello Più Nitido. In ambienti bui, quindi, in cui ben difficilmente si necessita di una forte retro illuminazione, la TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXXVI 120 BD PLAYER 3D SONY BDP-S470 CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE CONTRO Costruttore: Sony Co., Giappone Distributore: Sony Italia, V. Galilei 40, Cinisello Balsamo (MI), tel. 02/618381, www.sony.it Segnale video: PAL/NTSC Dischi riproducibili: BD-ROM, BD-R, BD-RE, DVD, DVD+RW/+R, DVD-RW/R, CD-R/-RW, AUDIO-CD, SACD, AVCHD Extra: Profilo 2.0 BD-Live Formati audio supportati: Dolby Digital Plus, Dolby TrueHD, DTS-HD, LPCM fino a 7.1 canali. Connessioni: 1x USB, 1x Ethernet, 1x HDMI, 1x A/V, 1x Y/Pb/Pr, Audio digitale ottico e coassiale, Wi-fi 802.11 b/g/n Consumo: 13 W Dimensioni: 43 x 44 x 20 cm Peso: 2 Kg ESTETICA Nulla da dire, salvo che ci piace molto la compattezza dell'apparecchio. La basetta sporgente può essere carina ma destinata a raccogliere un bel po' di polvere... COSTRUZIONE Un player semplice e costruito secondo ormai i dettami della categoria, senza troppi fronzoli. Il telecomando, semplificato, ci è parso un po' economico. VERSATILITÀ Non si può chiedere di più ad un player privo di decoder multicanale (per chi non ne ha bisogno). Perdoniamo l'assenza della doppia porta HDMI ma per questa non possiamo dare il 10. PRESTAZIONI Velocissimo, con un deinterlacer molto preciso in SD e HD, capace di riprodurre contenuti multimediali disparati senza problemi. Un ottimo esemplare. RAPPORTO Q/P Ottimo il rapporto qualità/prezzo, e destinato, magari, a migliorare grazie a qualche sconto... Molto veloce Dotazione completa Deinterlacer molto efficace Wi-fi integrato Una sola uscita HDMI Upscaling morbido LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE PRO T 118_122:128/130 08/07/10 13:50 Pagina 120
57 contiene una certa ridondanza di dati, che permette di trasmettere meno informazioni senza alterare il senso del messaggio stesso. A sua volta, la compressione può avvenire senza perdita di informazioni (lossless compression), ovvero con una certa perdita (lossy compression). La compressione senza perdita, ovviamente, sarebbe preferibile in via teorica, ma d'altra parte, come è comprensibile, è in generale meno efficiente. Tralasciando i dettagli delle varie tecniche, che ci porterebbero fuori strada (oltre a richiedere una pesante trattazione di teoria dell'informazione), analizzeremo solo alcuni dei loro effetti ai fini della fotografia digitale. Per fare ciò occorre introdurre un'altra distinzione tra vari tipi di immagine: quelle indicizzate e quelle non indicizzate. Le immagini indicizzate consistono in una matrice di dati in cui i dati di colore sono espressi mediante tavolozza predefinita (palette), ogni elemento della quale è associato in maniera biunivoca ad un colore (indice). Ad esempio il formato GIF opera proprio in questo modo, utilizzando una tavolozza di 256 colori. Le immagini non indicizzate, invece, forniscono punto per punto i valori nello spazio di colore, a prescindere da qualsiasi tavolozza si possa scegliere (questo modo di definire il colore è detto truecolor). Il modo più utilizzato per fare ciò è fornire i valori delle tre componenti RGB. In questo contesto, spesso al verde sono dedicate più attenzioni che agli altri due, poiché l'occhio umano ha la massima sensibilità proprio in questa regione, che è quindi importante riprodurre il più fedelmente possibile. Ma quella degli spazi di colore è un'altra storia, e la racconteremo presto… BMP Il formato BMP, che sta per bitmap, è uno dei più semplici e in qualche modo primitivi. Nato con Windows 3.0 nel 1990, è utilizzato esclusivamente in ambiente windows, e contiene la mappatura di colore dell'immagine pixel per pixel. Uno dei vantaggi principali del formato risiede proprio nella semplicità della formattazione dei dati, che permettono tempi veloci di lettura e scrittura, in quanto non sono necessari calcoli di nessun genere. Per questo motivo le immagini bitmap sono utilizzate quando occorre salvare spesso un'immagine durante l'elaborazione, senza impegnare troppe risorse per i calcoli e senza perdere informazioni. Per altri usi, come lo scambio, la stampa o l'archiviazione, formati come il TIFF sono migliori anche perché più universali. I colori disponibili possono variare da 2 a oltre 16 milioni, visto che i bit associati al colore variano da 1 a 32. Per 1 bit si hanno immagini in bianco e nero a 2 soli toni (bianco-nero), poi 4 toni di grigio, 256 colori o toni di grigio, fino a 256 livelli per canale che producono il solito insieme di 224 ovvero 16.777.216 colori. Fino a 256 colori l'immagine è indicizzata, e all'interno del file viene inclusa la tavolozza utilizzata, mentre per dinamiche superiori si usano i valori RGB direttamente. La compressione senza perdita permette di ricostruire una sequenza esattamente come era, dopo un ciclo compressione-decompressione. Ad esempio, per la compressione di un testo, si possono associare dei codici alle parole più ricorrenti e risparmiare spazio sostituendoli a queste ad ogni occorrenza. E' un po' come il pazzo che numerava le barzellette, così che per raccontarle doveva solo enunciare i numeri a cui erano associate. Per comprimere immagini si ricorre a metodi diversi, in genere, comunque, tutti basati sullo stesso principio: dapprima si procede ad un'analisi statistica della sequenza da comprimere, poi si costruiscono i codici in grado di rappresentare la stessa sequenza con il minor numero possibile di dati. In generale, quindi, i metodi di compressione si avvalgono di due algoritmi che operano in sequenza, il primo per l'analisi statistica, il secondo per la creazione dei codici. Esistono metodi generici più o meno per tutte le sequenze di dati, mentre altri sono ottimizzati per compiti mirati (formati specifici per compressione di immagini, musica, video). Ovviamente quelli specifici funzionano in genere meglio degli universali per lo scopo per cui sono stati fatti. Gli algoritmi più usati per la compressione dati: - Trasformata di Barrows-Wheeler, che consiste in un riordinamento di blocchi di dati per ottenere una compressione più efficiente; - Gli algoritmi LZ77 e LZ78, e la successiva variante LZW, basati sulla sostituzione di alcuni blocchi ricorrenti con altri associati e più brevi (ad esempio costruendone una lista numerata); - La codifica di Huffman, basata sulla frequenza con cui si presentano varie successioni. I sistemi di compressione con perdita, in generale, non permettono di ricostruire esattamente l'informazione dopo una sequenza compressione-decompressione, come accade nel caso precedente. Si ottiene, piuttosto, un prodotto ‘ragionevolmente simile' all'originale, che però in nessun caso può essere ricostruito perfettamente a partire dal dato compresso. Queste tecniche vengono utilizzate per lo più nel campo della telefonia e dei flussi video, in cui la qualità è subordinata alla possibilità di trasmettere a tempi e costi accettabili. Il principale vantaggio rispetto ai metodi senza perdita, che sono anche chiamati conservativi, è una compressione molto maggiore, e quindi file più piccoli a parità di immagine. Il rapporto tra le dimensioni del file originale e del file compresso può arrivare anche a 300:1. Il diffuso formato JPEG, ad esempio, è un tipico esempio di compressione lossy, con il vantaggio di poter scegliere il livello di perdita di informazione. Il fatto che il file compresso risulti differente dall'originale, una volta decompresso, fa sì che dopo vari processi di compressionedecompressione si abbia una notevole perdita di informazioni ed un inevitabile decadimento della qualità. È quindi importante evitare sequenze di questo tipo, ad esempio dopo elaborazioni multiple. Nei passaggi intermedi è bene salvare in formati non compressi o con compressione conservativa. COMPRESSIONE LOSSY O LOSSLESS? LOSSY LOSSLESS Andamento dello scarto quadratico medio in funzione della dimensione del file prodotto: tanto migliore è la qualità scelta, tanto minore è l'errore del JPEG, a scapito ovviamente della dimensione del file prodotto. RAW La scheda visualizza la curva del numero di immagini che è possibile salvare in formato JPEG (nel caso di una risoluzione di 12 Megapixel su scheda da 1 Gigabyte) in funzione della qualità impostata. NELLA GIUNGLA DEI FORMATI 056_059:026/028 06/07/10 19:56 Pagina 57
® B IM ES TR A LE SP EC IA LE E ST AT E 20 10 A NN O 13 - N. 6 2 - 5 EU R O PO ST E I TA LI A N E S PA S PE D. IN A B B . P O ST A LE - D .L . 3 53 /2 00 3 ( CO NV . IN L . 2 7. 02 .2 00 4 N . 4 6) A R T. 1 C O M M A 1 D R CB - R O M A E ST ER O : F R A N CI A 11 = C , S VI ZZ ER A F S 2 0, G ER M AN IA 11 = C , G RA N B RE TA G NA L ST 9 .5 0, U SA $ 1 4 fotocamere e videocamere per le vacanze 13 ANTEPRIMA ASSOLUTA - CAMCORDER 4:2:2 CANON XF 305 - CAMCORDER 3D PANASONIC AG-3DA1 - COMPATTA MIRRORLESS SONY NEX-5 - POCKET CAM SAMSUNG U20 FULL HD TESTATI TUTTI I MODELLI DEL MOMENTO - LG TV 47LX9800 + BDP BX580 - SONY TV 46HX900+BDP-S470 3D LEGGI IL QR CODE: VEDI IL TEST DEL 3D! SUPERTEST N. 62 - 5 EURO ANTEPRIMA: LA PRIMA VIDEOCAMERA NEXT-GEN? CAMCORDER PANASONIC AG-AF101 CON CMOS MICRO 4/3 Icop_TD62:TD38 COP 06/07/10 16:58 Pagina 1
di impostazione dell'azienda. Molto buona anche l'uniformità della luminosità dello schermo che, nell'esemplare in prova, non mostrava aloni o macchie particolari come, invece, abbiamo purtroppo avuto occasione di trovare in praticamente tutti i modelli ultrapiatti (Sony e non), a dimostrazione che l'eccessiva riduzione delle dimensioni richiede importanti compromessi (o, se preferite, che non può esserci alcun record di un parametro senza che questo condizioni gli altri). Il livello del nero in questo TV è invece uniforme e non si notano macchie o variazioni significative dell'illuminazione fra bordi e centro. Abbiamo messo sul banco di prova anche il deinterlacer che ha rivelato un comportamento accettabile, riconoscendo e gestendo correttamente i segnali interlacciati con cadenza 2:2 (sistemi a 50 Hz) e 2:3:2:3 (sistemi a 60 Hz) sia nel caso HD, dove il riconoscimento è preciso ed immediato, che in SD dove però, soprattutto nel caso 2:2, il sistema è più lento e fa più fatica ad agganciare la cadenza (il che si rifletterà direttamente nella precisione di deinterlacing dei film ricevuti dalla TV tradizionale). Tutte le cadenze anomale, invece, non vengono riconosciute così come i segnali con edit difficili. Preciso invece il deinterlacing in caso di segnali misti (mix/video). Completata la taratura, abbiamo analizzato, sempre con i segnali test, le caratteristiche di funzionamento del local dimming. Questo è attivabile su due livelli di intervento, Basso e Standard, che agiscono in modo differente. La prima modalità attiva il dimming locale con spegnimento o attenuazione dei LED in corrispondenza delle zone scure, ma in presenza di immagini molto scure non forza il raggiungimento di neri profondissimi, a scapito della intellegibilità dei primi livelli del nero, come avviene con l'impostazione Standard. La prima modalità, quindi, ci è sembrata già sufficientemente efficace per ridurre completamente il residuo di luminosità sul nero e, nella visione di immagini molto scure, contribuire a generare una impressione di profondità del nero veramente abissale. Grazie ad una TEST: TV LCD 3D SONY BRAVIA KDL-46HX900 CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE PRO CONTRO Costruttore: Sony Co., Giappone Distributore: Sony Italia, V. Galilei 40, Cinisello Balsamo (MI), tel. 02/618381, www.sony.it Dimensioni dello schermo: 46" (117 cm) Tecnologia: LCD Full LED Risoluzione: 1920 x 1080 Scansione: MotionFlow Pro 400 Hz Sintonizzatore: DVB-T, MPEG4 H.264 Connessioni: 4x HDMI, 1x PC, 1x component, 1x composito A/V, 1x Scart, 1x RF, 1x Ethernet, 1x USB, CI+ Potenza di uscita audio: 20 W (10 W x 2) Consumo: 0.2 W (stand-by) Dimensioni (L x A x P) senza stand: 112,4 x 69,5 x 6,7 cm Peso senza stand: 30.2 kg ESTETICA Elegante e rifinito: è al top della gamma e si vede. COSTRUZIONE Un prodotto solido, molto ben costruito. Lo schermo è uniforme, senza aloni e macchie. Il sistema audio è di buon livello. VERSATILITÀ C'è tutto il desiderabile per un moderno TV, compreso l'accesso ad Internet, il 3D e la visione di contenuti multimediali; mancano solo le funzioni PVR. WiFi e 3D richiedono però accessori opzionali. PRESTAZIONI La resa delle immagini è notevole. Colori ricchi e saturi, sfumature correttamente ricostruite e neri profondi grazie al local dimming che non introduce artefatti visibili. Promosso il MotionFlow Pro, se proprio non sopportate la scattosità dei film. PRESTAZIONI 3D La separazione è buona, ma richiede una corretta posizione verticale della testa a causa dell'eccessiva sensibilità degli occhiali all'inclinazione. Sfarfallio in 24p evidente. RAPPORTO Q/P Il costo non è indifferente, ma per un direct LED con local dimming ed una qualità di immagine di questo livello si può fare lo sforzo. Il 3D richiede un acquisto a parte (200 euro per il kit) e questo si poteva evitare. Neri molto profondi Luminosità residua bassa e uniforme Dimming senza artefatti Trasmettitore 3D esterno Angolo di visione ridotto Upscaling morbido LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE 119 TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXXV TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D TEST: Flat TV LCD 3D Sony Bravia KDL-46HX900 - Blu-ray Player 3D BDP-S470 immagini, durante il setup dell'apparecchio, abbiamo avuto modo di rilevare una dinamica complessiva ed un rapporto di contrasto veramente buoni. L'impostazione del TV non richiede troppo sforzo. Il menu, ormai realizzato secondo la classica media bar XMB derivata dalla PS3, permette di navigare senza praticamente alcun fronzolo fra le non tantissime opzioni di messa a punto, limitate ai soliti controlli di punto del bianco e del nero, colore e nitidezza, temperatura di colore e taratura fine del punto del bianco RGB. Sono presenti le funzioni di espansione del nero e di ottimizzazione automatica del contrasto, il riduttore di rumore MPEG e gli esaltatori dei contorni e dei dettagli, nonché l'ampliamento del gamut, tutte funzioni che abbiamo accuratamente disabilitato. Come in tutti i direct LED che si rispettino, infine, il TV implementa le funzionalità di local dimming che spengono o riducono la luminosità dei LED in corrispondenza delle zone più scure delle immagine. Per effettuare la messa a punto abbiamo ovviamente disabilitato questa funzionalità, per raggiungere prestazioni di base ottimali sulle quali far poi lavorare il local dimming ad esaltare la profondità e la pulizia dei neri. La taratura è stata piuttosto rapida, grazie alla buona risposta del sistema agli interventi sul punto del bianco (che forse avremmo gradito più fini) e del nero, con cui abbiamo rilevato una buona gradualità delle sfumature sul grigio che rivelano scalettature decisamente contenute, un'ottima separazione dei livelli più elevati del bianco (ottenibile però a patto di non raggiungere con il controllo del contrasto il valore 60) ed un livello del nero non eccelso, ma comunque buono, confrontabile con quello di un normale TV LCD di un paio di generazioni fa e con una accettabile separazione dei primi livelli del nero. Lo schermo è molto brillante e luminoso, e quindi non abbiamo trovato la necessità di portare la retroilluminazione oltre metà scala, il che lascia ampio margine per l'impiego in ambienti fortemente illuminati con ottimi risultati. L'impostazione della temperatura colore su Warm 2 è quella che più avvicina le prestazioni a quanto richiesto per la visione corretta di film (6500K): tutto ormai molto simile a quanto da anni ci riservano i menu 118_122:128/130 07/07/10 22:52 Pagina 119
63 Sensore: CCD 12.1 MP 1/2.3” Ottica: f/2.8, 3x 35 - 105 mm eq. Stabilizzatore: si, ottico Video: VGA, QVGA Display: 2.5", 230.000 pixel Sensibilità: 80 - 1600 ISO Alimentazione: Li-ion, 1000 mAh Scheda memoria: SD/SDHC In/out: USB 2.0/AV proprietario Waterproof: fino a 10 m Dimensioni: 103,6 x 66,9 x 48,8 mm Peso: 190 gr. Estetica: Costruzione: Versatilità: Fotografie: Video: Sub: Q/P: Cool factor: PRO costruzione, qualità di immagine CONTRO: no filmati HD, smear verticale sui video Inutile girarci intorno: guardando la Canon PowerShot D10, ciò che salta immediatamente agli occhi è la particolare forma tutta curve, davvero insolita per una compatta. Per il corpo corazzato della sua unica fotocamera no-limits, Canon ha dunque scelto una soluzione originale, il cui look può essere personalizzato, grazie alle cover colorate intercambiabili opzionali. La D10 non manca certo di personalità, con la sua ottica aggettante sul frontale e protetta da un oblò in metallo, con quattro muscolose viti di serraggio: si tratta di uno zoom 3x equivalente ad un 35-105 mm, con luminosità massima di f 2.8. L'escursione delle lenti è tutta interna al corpo, ma a differenza di altre soluzioni più compatte, non prevede l'utilizzo di prismi per deviare l'immagine. Altra particolarità è la presenza di un flash molto evidente e di quattro attacchi a vite agli angoli del case, per attaccare il cinturino da polso in dotazione, oppure agganciare la cinghia da spalla e collo o quella con moschettone, entrambe opzionali. In questo modo, in ogni situazione d'impiego l'utente può scegliere come assicurare la macchina per evitare di perderla. La PowerShot D10 resiste all'acqua fino a 10 metri di profondità ealla polvere e al gelo fino a -10° C, e può sopportare cadute fino a 1.22 metri. I dati tecnici dichiarati confermano dunque l'impressione di solidità trasmessa dai materiali di rivestimento: siamo di fronte ad un apparecchio che non teme le sabbie del deserto, le immersioni e le gite sulla neve, e che può essere "maltrattato" senza troppi patemi d'animo. Robustezza, dunque, che si accompagna al livello qualitativo tipico della casa giapponese. Il sensore CCD cattura immagini da 12 MP con colori corretti, buon dettaglio e rumore contenuto; in presenza di sorgenti luminose molto forti, e specialmente in ripresa video, si manifesta lo smear verticale. In wide, la distorsione a barilotto è più evidente della media, ma si attenua Compatta e tutta curve, la PowerShot D10 è una macchina di grande personalità, con un corpo resistente a cadute fino a 1.2 metri, immersioni a 10 metri di profondità e temperature di 10 gradi sottozero: mare o montagna, che differenza fa? Tutte le curve al posto giusto per la corazzata di casa Canon, che dice la sua dal mare al deserto del Sahara. Prezzo: 297 euro lungo l'escursione dello zoom fino a sparire a circa metà corsa. L'obiettivo integra uno stabilizzatore ottico che può lavorare in modo continuo, a scatto singolo, oppure in modalità panning. La gestione della macchina è agevole, e demandata ai controlli che circondano su due lati il display LCD: il classico set di quattro pulsanti a croce è dedicato a compensazione dell'AE (+/- 2 a passi di 1/3), flash, modalità di messa a fuoco e autoscatto, mentre uno dei tre sopra il display commuta da foto a video e imposta il menu scena. La D10 ne offre 18, tra cui uno per le foto sott'acqua, uno per quelle agli acquari e due per le foto panoramiche. Gli altri programmi sono scambio colore, risalto colore, ISO 3200, neve, fogliame, spiaggia, blocco otturatore (per scatti con tempi lunghi), fuochi d'artificio, tramonto, interno, bambini e animali, foto notturna, paesaggio e ritratto. La funzione smart auto demanda alla camera la scelta del menu scena più indicato alla situazione. In modalità Program, l'utente può impostare il valore ISO, il bilanciamento del bianco (con una specifica posizione per le foto sott'acqua) e il metodo per l'esposizione (valutativa, media pesata al centro e spot). Meno immediata l'azione sullo zoom, che vede l'impiego di due pulsanti distinti al posto di una più intuitiva leva. Tra le modalità di messa a fuoco c'è anche quella Face Detection, per agganciare fino a 9 visi presenti nell'inquadratura. Se la sezione ‘foto' è molto completa, non si può dire lo stesso per quella video: la D10 non riprende in HD, ma al massimo in 640x480. I filmati sono di buona qualità, ma con impostazioni piuttosto limitate: anche lo zoom è solo digitale, con un degrado evidente della qualità delle riprese. Un unico connettore USB 2.0/AV permette di collegare la macchina al computer o al televisore, per rivedere gli scatti e i filmati. Sezione video a parte, la PowerShot D10 è un'ottima scelta per accompagnare degnamente il relax al mare, in montagna o - perché no - nel deserto del Sahara (e se aprite Tutto Digitale n. 59 a pagina 26...) S.Bla. Canon PowerShot D10 062_067:090-091 06/07/10 20:03 Pagina 63
TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XIV Dopo 15 anni di onorata carriera, inastri MiniDV sono ormai vicinialla pensione. Ancora oggi le videocamere DV offrono un rapporto prezzo/prestazioni imbattibile e anche la loro variante ad alta definizione - l'HDV si difende benissimo in termini di qualità d'immagine. Eppure, nonostante il successo che negli anni hanno riscosso le piccole videocassette digitali, il mercato ha già emesso la sua sentenza: il futuro, anzi il presente è tape-less. I sistemi di registrazione basati su hard disk o su memory card, in effetti, offrono molti vantaggi: registrazione e riproduzione istantanea delle scene, 8.834,29 98 minori problemi di manutenzione per gli apparecchi, maggiore durata delle batterie, maggiore flessibilità nei formati di ripresa e soprattutto riduzione dei tempi di acquisizione in fase di editing. Alcune aziende, Panasonic e Sony in testa, hanno creduto subito nelle potenzialità dei sistemi tape-less e hanno anticipato i tempi, introducendo, già da qualche anno, i formati P2 e XDCAM. Canon, invece, ha voluto aspettare. Per quale ragione? SFIDA TRA MEMORY CARD Quando Panasonic ha introdotto la prima videocamera P2, nel 2006, la scheda di Canon arriva per ultima sul mercato dei camcorder tape-less pro, ma il suo è un debutto in grande stile: la serie XF si candida come nuovo punto di riferimento grazie ad un'eccellente sezione ottica, ad un display LCD da primato e a un nuovo formato di registrazione ultra-versatile. In anteprima assoluta ecco la prova sul campo del nuovo gioiello by Canon Gli ultimi saranno i primi Videocamera HD Canon XF305 098_105:128/130 07/07/10 22:16 Pagina 98
58 Ovviamente per trattare fotografie i formati utilizzabili sono quelli a 24 e 32 bit, corrispondenti a 8 bit per canale. I bitmap a 32 bit permettono, oltre alla risoluzione di 224 colori, la specificazione di un ulteriore proprietà a 256 livelli, il cosiddetto canale alpha: esso definisce la trasparenza di ogni pixel, con 256 livelli. Ovviamente per archiviare fotografie il canale di trasparenza può essere generalmente omesso, e risparmiare così 1 byte ( 8 bit) per pixel, che corrisponde a ben 5 Megabyte su un'immagine da 5 Megapixel! Il formato bitmap si presta alla compressione, con programmi tipo Winzip, in quanto contiene molte informazioni ridondanti. In alcune occasioni, come l'archiviazione, può convenire salvare un bitmap compresso autonomamente, che è generato da un processo conservativo, piuttosto che un JPEG, che invece non permette di mantenere appieno la qualità originale. È da ricordare infine che il formato bitmap non è coperto da brevetti che ne restringono l'uso. JPEG e JPEG2000 JPEG indica in realtà una procedura di compressione creata dal Joint Photographic Experts Group, gruppo di lavoro dell'Organizzazione Internazionale degli Standard (ISO) costituito nel 1986. Dopo questa procedura, è possibile organizzare i dati da salvare in più formati; il più comune è denominato JPEG/JFIF, dato che, in realtà, con jpeg si intende spesso direttamente il formato jpeg/jfif più che il metodo di compressione. Questo formato è uno dei più utilizzati nell'archiviazione di foto digitali, per l'elevato rapporto di compressione e la buona qualità ottenibile; si riescono ad ottenere file 10 volte meno ingombranti del bitmap a 24 bit corrispondente senza evidente perdita di qualità. Al formato JPEG sono in realtà associate più estensioni, come jpeg, jpg, jfif, JPG, JPE, ma la più comune è JPG. I file JPEG supportano 8 bit per colore, con una profondità risultante di 24 bit (i soliti 16 milioni di colori). Il formato JPEG è il più utilizzato per l'archiviazione e lo scambio di fotografie digitali, anche se la qualità non è sempre eccellente; come detto, per archiviare e trattare foto con la migliore qualità possibile, ovviamente a scapito della dimensione, sono disponibili altri formati. Il JPEG2000 è stato creato per superare molti problemi della compressione JPG (vedi box), ma i problemi connessi al suo utilizzo sono dovuti alla presenza di molti brevetti sugli algoritmi e alla grande potenza di calcolo necessaria alla gestione, così che questo formato, creato per sostituire nel tempo il JPEG, non sia ancora diffuso, anche se è prevedibile che lo sarà in futuro. GIF e PNG I formati GIF e PNG sono basati su algoritmi conservativi, per cui la perdita di qualità è nulla. Il formato GIF, comunque, utilizza al massimo 256 colori, per cui immagini più complesse vengono comunque ridotte a 256 colori. Inoltre il formato GIF, che utilizza la compressione LZW, venne coperto da brevetto della UNISYS, che richiedeva diritti qualora si sviluppassero programmi per generare e visualizzare file GIF. È comunque da dire che ormai i principali brevetti connessi al formato sono scaduti. Tutto ciò ha favorito la nascita e lo sviluppo del formato PNG, molto simile al GIF ma di libero uso, in quanto basato sull'algoritmo di compressione lossless DEFLATE, che utilizza a sua volta l'algoritmo LZ77 e la codifica di Huffman, di libero uso in quanto non coperti da brevetto. Questa tecnica, sviluppata da Philip Katz negli anni ‘80 e usata nei famosi software di compressione universali PKzip, viene utilizzata anche per le immagini PNG, concettualmente molto simili alle GIF, ma il loro uso è esente da licenze. Le immagini GIF sono inoltre più complete dal punto di vista del colore, visto che rende possibile la gestione di 16 milioni di colori e non si perdono, quindi, informazioni rispetto ad una immagine raster truecolor. Tra i due è dunque preferibile usare il formato PNG, sebbene non permetta la creazione di immagini animate. Il principale problema di questo formato è che, per immagini fotografiche tipiche, la dimensione dei file resta molto maggiore che per il formato JPEG, anche a causa dell'utilizzo di algoritmi universali. Ciò fa sì che il formato PNG sia utilissimo e molto usato per immagini con campiture uniformi e transizioni nette, come loghi, grafica digitale e testi, ma poco utile nella fotografia. TIFF Il formato TIFF, associato alle estensioni .TIF o .TIFF, è molto versatile ma per questo a volte poco maneggevole: richiede la gestione di molti parametri. Creato dalla Aldus (poi acquisita da Adobe, che ne detiene ora il marchio), il formato TIFF è nato per La procedura JPEG si basa sulla applicazione di tre trasformazioni in sequenza. La prima consiste nella trasformazione dell'immagine RGB in una diversa rappresentazione, la cosiddetta YCbCr, in cui Y indica la luminanza, cioè l'intensità, mentre la coppia Cb, Cr costituisce la crominanza, cioè la distanza dal rosso e dal blu, rispettivamente. Dopo di ciò, ogni componente è scomposta in blocchetti di 8x8 pixel, e per ognuno di questi ogni componente viene analizzata tramite una Trasformata Discreta di Coseni (DCT), e poi codificato con una variante dei codici di Huffman. Poiché l'occhio umano è molto più sensibile alla variazione di luminanza che di crominanza, è prestata maggiore attenzione all'accuratezza della codifica della prima che della seconda. Il risultato di tutto ciò è una immagine simile a quella di partenza, ma ottenuta con molte meno informazioni. I problemi principali che derivano dall'utilizzo delle trasformate DCT sono l'insorgere di quadrettature all'interno dell'immagine, di oscillazioni di luminosità o colore attorno ai bordi (a causa del cosiddetto fenomeno di Gibbs) e sfocatura. Tali effetti (detti artefatti) sono sempre più marcati quanto maggiore è la compressione scelta. Lo standard JPEG 2000 è stato creato per superare molti dei problemi della compressione jpeg, come il quadrettamento e la sfocatura, utilizzando un tipo diverso di trasformata, detta wavelet o ‘a ondine', al posto di quella del coseno discreto. La perdita di qualità causata dal JPEG 2000 è molto minore di quella causata dal jpeg normale, e permette rapporti di compressione più alti (fino ad 1/20) senza evidenti artefatti. LA PROCEDURA JPEG Loghi e grafici, testi File molto piccoli, nessuna perdita di qualità Pubblicazione su web File molto piccoli, perdita di qualità non visibile Cataloghi File piccoli, ma con qualità accettabile per stampe di piccole dimensioni Visualizzazione su schermo o TV gli schermi HD hanno meno di 2 Mpixel! Stampe fino a 12x18 Gli artefatti del JPG sono scarsamente visibili Stampe grandi, poster Gli artefatti del JPG iniziano ad essere visibili, serve perfezione nei dettagli Scambio e diffusione Evitare i formati BMP o proprietari Processamento post-produzione Occorre conservare la massima qualità possibile L'IMMAGINE MI SERVE PER… … E CHIEDO: PNG o GIF JPEG a bassa qualità JPEG bassa/media qualità JPEG a bassa/media qualità JPEG a bassa/media qualità JPEG ad alta qualità, TIFF, TIFF senza perdita JPG, TIFF, PNG TIFF, RAW ALLORA USO: 056_059:026/028 08/07/10 13:47 Pagina 58
79 lento e incerto; ricordiamo però che se da un lato chi registra video apprezza il funzionamento ‘auto' dei camcorder, dall'altro i lavori professionali si basano sul fuoco manuale ed accessori ad hoc (Follow focus di precisione, ormai disponibile per diverse videoreflex, ancora non per la NEX5), dunque.. La resa di questo zoom, una volta tanto, appare superiore a quella del fisso (pancake), almeno per valori di diaframma piuttosto elevati. Nel complesso, almeno in questa prima prova, la differenza di resa in termini di definizione e resa cromatica rispetto a quella tipica una compatta top level è avvertibile, ma non è cosi marcata come ci si poteva aspettare. C'è da dire che i risultati sarebbero sicuramente migliori con ottiche Sony serie G o meglio ancora con quelle Zeiss, certo a prezzo della rinuncia all'AF, ma non abbiamo potuto effettuare questa prova non disponendo dell'anello adattatore (che comunque costa oltre 200 euro). tali valutazioni, attenzione, valgono a valori ‘normali' di sensibilità ovvero sino a 400, forse anche 800 ISO; a valori superiori la taglia del sensore, evidentemente, gioca il suo ruolo, e i risultati - non solo in termine di rumore - a 1600 e addirittura 3200 ISO sono ben superiori a quelli della media delle ‘compatte top level'. Anche la resa video, ovviamente anche in questo caso influenzata dalle ottiche utilizzate, è risultata molto interessante. In AVCHD abbiamo dovuto usare per il montaggio un computer assai potente dell'ultima generazione, mentre con l'MPEG 4 non abbiamo avuto problemi nemmeno con le macchine più vecchie, e la riproduzione (a 1440 x 1080, dunque a risoluzione teorica leggermente inferiore) è sempre stata fluida e definita; dell'AF in video si è già detto, mentre aggiungiamo che le fessure-microfono, tutto sommato, funzionano bene, anche se hanno la tendenza inevitabile a captare i suoni parassiti della macchina. FUORI-CLASSE In conclusione, non ci sentiamo di mettere la parola ‘fine' all'esperienza con questa fotocamera, tanto è forte il senso di rottura con il mondo esistente, e quindi torneremo a parlarne il prossimo numero confrontando in dettaglio similitudini e differenze teoriche e pratiche rispetto ai due mondi equidistanti delle compatte e delle reflex. Nel frattempo non possiamo che congratularci con Sony per il coraggio della scelta e l'abilità nel realizzare un prodotto davvero cool e di prestazioni interessanti. Forse, rinunciando a un pizzico di design in favore di comandi più meccanici, inserendo un classico mini flash integrato anziché un dispositivo elegante ma macchinoso, e adottando un bocchettone identico (con aumento dell'ingombro complessivo) delle reflex Alpha per usare le stesse ottiche, avremmo avuto la macchina quasi perfetta, almeno per certe categorie di fotografi. Ma forse avremmo anche avuto la copia di una reflex, priva solo di mirino ottico e specchio... In ogni caso, à suivre... S.B. 87mm, da grandangolo a medio tele, di uso quindi quasi universale). La prima cosa che notiamo ora è un leggero sbilanciamento verso sinistra, estetico ma anche funzionale; anche per la forma inedita, del corpo macchina, sarà il caso di trovare il giusto bilanciamento in mano: questa non è una compatta, né una reflex... Il movimento di rotazione dello zoom è molto fluido, anche se l'anello è forse troppo vicino al corpo macchina e chi è abituato con la maggior parte delle reflex qui potrebbe ‘sbattere' con la mano. La resa dell'ottica è sembrata più che corretta, e, (magari, da parte dei meno esperti, utilizzando anche il comando di ‘sfocatura' disponibile per la posizione ‘auto intelligente'), alla massima estensione si riesce già ad ottenere un minimo ‘effetto bokeh' (come lo chiamano i fotografi americani mutuandolo dal gergo giapponese ed in onore del famoso filtro elettronico), o ‘cinema like', (nell'accezione invece dei ‘cinematographers'). Qualche difficoltà in più, in questo caso, nella resa dell'autofocus, in condizioni critiche, mentre nessun problema si è manifestato nel normale uso. Piuttosto, passando alla funzione video, l'AF è piuttosto Particolari di due immagini scattate originariamente in orizzontale, con il 16mm (eq. 24 mm) e lo zoom in posizione 28 mm (corrispondente a un 42 mm). Come si può notare, l'effetto di sfocato, pur senza interventi possibili dalle regolazioni della NEX-5, si ottiene facilmente anche con il grandangolare in piena luce. Ovviamente diversi fattori concorrono al risultato finale (focale, apertura diaframma, distanza dal soggetto), ma un sensore di questa taglia di certo aiuta... 075_079:090-091 06/07/10 21:08 Pagina 79
24 mm. Previsti anche due interessanti aggiuntivi wide (uno decisamente fish-eye) oltre ad un adattatore speciale (LA-EA1) che permette l'uso (con qualche limite) di tutte le numerose ottiche del sistema reflex Sony Alpha (Sony G, Minolta e Zeiss) sui modelli in formato NEX. Certo, la versatilità sarebbe stata massima con un attacco 100% ‘Alpha', senza adattatore, ma tant'è... Per il nostro test abbiamo avuto a disposizione, come accennato, un corpo NEX-5 e due ottiche delle tre, ovvero lo zoom stabilizzato 18-55 F3,5-5,6, e il ‘pancake', 16mm F2,8. UNA VERA SCOPERTA Non senza curiosità, dopo i minitest effettuati il mese scorso insieme ai colleghi della stampa europea di settore alla presentazione ufficiale di Spalato, abbiamo aperto l'imballaggio di fortuna con cui ci è stato recapitato il materiale. Non c'è ancora un libretto di istruzioni, e così passiamo direttamente alla scoperta dei comandi e delle funzioni disponibili. Prima, osserviamo con calma la macchina, costituita in sostanza da un parallepipedo con una protuberanza-impugnatura anteriore. A dire il vero, il tutto appare un po' più ingombrante e pesante di quanto non possa sembrare in foto, anche se allo stesso tempo bisogna fare complimenti a Sony per il lavoro di miniaturizzazione, considerando l'ingombro di sensore ed attacco ottiche; diciamo che con il pancake si riesce ad infilare la macchina, se non in tasca, quantomeno nel tascone di un giubbotto, mentre anche con lo zoom più compatto serve una custodia ad hoc. In ogni caso, parliamo di qualcosa di ben più compatto di una reflex; le ottiche, di grande diametro in conseguenza della taglia del sensore, superano l'altezza della macchina in alto e in basso, a vantaggio perlomeno del fattore ‘scena' (nel senso di ‘cool'). Semmai, qualcuno sostiene che non sia del tutto riuscito il contrasto fra il corpo nero, dal sapore professionale, e le ottiche (peraltro di costruzione rimarchevole), argentate. Le due macchine, in ogni caso, sono disponibili anche con corpo ‘silver'. video) è arrivata buon ultima su questo speciale mercato, ma almeno a giudicare dalle prime impressioni - sembra entrata con il piede giusto. Per il momento, per la gamma NEX sono previste due macchine piuttosto compatte e di ingombro ridotto, la NEX-3 (disponibile in colore argento, nero, rosso) e la NEX-5 (solo argento e nero); quest'ultima, anche se in versione di preserie (‘not for sale or lease', recitano piccoli adesivi sul fondello e sull'ottica), è quella che proviamo in anteprima su questo numero. Sia la NEX-3 che la NEX-5 vantano un aggiornato sensore di tipo CMOS Exmor HD, da 14 megapixel (4592 x 3056 pixel), utilizzato tipicamente sulle reflex consumer come l'Alpha450 e in formato APS-C (23,4 x 15,6 mm), dunque di taglia superiore a quello di compatte e sistemi Micro Quattro Terzi, gestito da un processore Bionz; la sensibilità va da 200 a 12800 ISO, il monitor LCD parzialmente orientabile - è da 3”e 921.600 pixel. Le immagini possono essere registrate in JPEG, RAW, oppure JPEG+RAW. Per quanto riguarda le differenze fra i due modelli NEX da segnalare innanzitutto una diversa fattura e rifinitura del corpo macchina, mentre, dal punto di vista tecnico, bisogna segnalare principalmente la capacità di effettuare la raffica di immagini (2,3 fps max per la NEX-5; 7, in modo Speed priority, per la NEX-3) e il modo di ripresa video, AVCHD in Full HD (oppure MP4 a 1440 x 1080) per la NEX-5 e MP4 e 720p (1280 x 720) per la NEX-3. L'attacco a baionetta, siglato Emount, è inedito, e permette di utilizzare direttamente le ottiche del sistema NEX. Sono previsti, per il momento, due zoom (stabilizzati otticamente), un 1855 F3,5-5,6, e un 18200 mm F3,5-6,3, oltre al solito (per le macchine mirrorless) ‘pancake', che questa volta è un 16mm F2,8, dunque equivalente a un Sopra e qui a fianco, le viste superiore, inferiore e laterale della NEX-5 senza ottica. La macchina, di design lineare, è compatta e leggera, di ingombro pari a quello di una ‘compattona'. In basso, la fotocamera con il flash (che fa parte del corredo di base) montato sul piano superiore e in posizione di ‘pronto'; la soluzione è certamente elegante, ma poco pratica (per la necessità di montare il dispositivo, il che esclude la possibilità di usare altri accessori) e dall'aria - almeno apparentemente non troppo resistente agli usi ed inevitabili abusi... 76 075_079:090-091 06/07/10 21:12 Pagina 76
38 Digital Market Friends è una sitcom prodotta da Warner Bros e ha debuttato ufficialmente in USA sul canale NBC il 22 settembre 1994. Il suo successo è stato immediato e duraturo, coronato da vari premi, (un Golden Globe e addirittura nove Emmy Awards, di cui ben tre vinti da Jennifer Aniston). In particolare l'VIII stagione (2001/02) è risultata quella di massima audience, ma ogni annata è sempre stata nella top ten TV USA, risultato mai raggiunto da serie tv. Ambientata al Greenwich Village di New York, Friends narra - in chiave comica - la vita di sei amici: Rachel (Jennifer Aniston), Monica (Courteney Cox), Phoebe (Lisa Kudrow), Joey (Matt LeBlanc), Chandler (Matthew Perry) e Ross (David Schwimmer). Il cast di Friends è impreziosito da una serie di personaggi collaterali interpretati da attori di fama - Elliot Gould, Tom Selleck, Giovanni Ribisi... - ma anche dalla presenza, nei vari episodi, di guest star del calibro di Bruce Willis, Brad Pitt, Robin Williams, Winona Ryder, Jean-Claude Van Damme, Sean Penn, Julia Roberts e molti altri ancora. Nuova edizione, nuovi plus Sono tanti i punti di forza della nuova edizione in boxset di Friends, a partire dal fatto che in ogni cofanetto troviamo per la prima volta alcuni episodi in versione "estesa", cioè con scene inedite mai viste da noi. (nella programmazione italiana il minutaggio è stato sempre di 20 minuti, mentre nella versione originale alcuni episodi hanno una durata superiore, e quindi da noi sono stati tagliati e ridotti). Senza contare poi una valanga di extra - featurette, mappe interattive, giochi, bloopers, trailer - e un altro indubbio plus, quello di poter ascoltare l'audio originale inglese in Dolby Digital 2.0 (quello italiano è in 1.0). Potrete scoprire così curiosità spesso perse nella traduzione e nella versione doppiata: vezzi linguistici, frasi ricorrenti entrate nello slang quotidiano e dialoghi nella nostra lingua - compresi pittoreschi insulti vari, ascoltare per credere! - tra ‘gli amici'. Vi accorgerete poi che nella serie originale ci sono personaggi italo-americani o italiani, che nell'adattamento per il nostro mercato sono diventati spagnoli , e così via... Insomma, una nuova versione tutta da scoprire! D'accordo, non dice esattamente così il proverbio, ma la sostanza resta. Soprattutto se parliamo della famosa serie tv nella sua nuova edizione in DVD: 10 box - tanti quante le stagioni del serial, dal settembre 1994 al maggio 2004 (ma in Italia è arrivato per la prima volta nel 1997) - per complessivi 49 dischi e 236 episodi... una full immersion per veri fan! Chi trova Friends, trova un tesoro ICI PARIS Les Années Laser N°165 in regalo: la Guida dei DVD e Blu-ray con sottotitoli in francese per non udenti Fantômas in Blu-ray L'immagine in HD è molto convincente e gli extra - seppure in SD - soddisfano. Per riscoprire l'intrepido giornalista (J. Marais) ed il goffo commissario (Louis de Funès). 2.35 Widescreen – VF mono 2.0 DTS HD Master Audio – sott fr. per non udenti – Nota tecnica: 8/10. Incluso un 1 Blu-ray Regioni Multiple e 1 DVD di extra. Les Mohicans de Paris Adattamento romanzato (26 episodi da 13 minuti) di un'opera di Dumas, deliziosamente trasgressivo, tiene il fiato sospeso fino alle rivelazioni successive. Un'opera di prim'ordine che ci immerge in pieno nell'atmosfera ombrosa dei primi del XIX secolo, fra aristocratici bonapartisti e guardiani della monarchia momentaneamente restaurata. 2 DVD – 1.33–4/3 – versione francese mono 2.0 – Nota tecnica: 2/5. Le Rouge et le noir in BD Restiamo nella stessa epoca per questo dramma passionale di Claude Autant-Lara, in due parti. Il film del 1954, con Gérard Philipe, Danielle Darrieux e Antonella Lualdi, ha beneficiato di un restauro notevole; gli extra contengono preziose interviste recenti. 1.33 – VF mono 2.0 DTS HD MA – sott. fr per non udenti Nota tecnica: 7/10. La Poison in Blu-ray Memorabile incontro fra un comico prodigioso (Michel Simon) ed un autore eccezionale (Sacha Guitry), La Poison si presenta di primo acchito come un film sovversivo dai dialoghi giubilanti di cattiveria, di giustizia e d'ironia che deride con grande eleganza gli ingranaggi di una giustizia arbitraria. Per quel che riguarda l'apporto HD, è evidente che non si può fare meglio di così per questo film in b/n del 1951. 1.33 – VF mono 2.0 DTS HD MA – sottotitoli francesi per non udenti Nota tecnica: 7/10. Le uscite francesi del momento a cura di Les Années Laser 034_040:026/028 06/07/10 18:55 Pagina 38
I l mercato della fotografia digitale,in questi ultimi anni, è uno dei piùprolifici del pianeta hi-tech, con ‘invenzioni' - o almeno intuizioni quasi quotidiane. Nel campo della fotografia, ad esempio, oltre ad una straordinaria varietà di macchine compatte e bridge per tutti gli usi e tutte le tasche, oltre a vari sistemi reflex proposti da tutti i marchi storici della fotografia e qualche nome ‘elettronico', si è creata nel tempo una nuova categoria di prodotti fra consumer e prosumer. Una categoria formata da macchine che prendono dal mondo delle compatte le dimensioni del corpo e la semplicità d'uso e da quello delle reflex la taglia del sensore (generalmente, APS-C, e dunque, di notevoli potenzialità), e la possibilità di cambiare l'ottica. ‘The next big thing', per dirla come gli inglesi, l'evento del momento, l boom prossimo venturo. Naturalmente, i miracoli non esistono, anche nel mondo hi-tech, e bisogna sempre ragionare in termini di compromesso (o, se preferite, di ottimizzazione). Il prezzo da pagare per la riduzione delle dimensioni è, in primis, l'assenza dello specchio (che ha bisogno di un certo spazio per muoversi), tipico dei sistemi con visione reflex. Alcune macchine sono prive di mirino, altre lo hanno elettronico; in mancanza di denominazioni migliori, noi definiamo le fotocamere di questa nuova categoria ‘mirrorless' (senza specchio): si accettano suggerimenti per altre definizioni meno criptiche! I primi a credere nel nuovo mercato sono stati i marchi del pool Micro Quattro Terzi, ovvero Olympus e Panasonic, che negli ultimi anni hanno presentato varie macchine con diversi obiettivi. Successivamente, è arrivato nei negozi il sistema Samsung NX, per ora composto da un corpo (NX 10), tre ottiche dedicate e un flash. Infine, disponibile nei prossimi giorni, c'è ora anche il sistema NEX (New Emount eXperience) di Sony, prima incursione del costruttore giapponese nel mondo ‘mirroless' ed anche in quello delle fotocamere capaci di registrare in HD (in questo caso, almeno in attesa delle annunciate reflex di prossima generazione). A proposito di quest'ultimo aspetto, è da notare che Sony, curiosamente (considerando la sua tradizione di azienda-cavia, e l' esperienza nel campo della ripresa Prezzo : vedi box a pag. 78 TEST In prova in anteprima, e in questi giorni nei negozi, la macchina più chiacchierata e desiderata del momento: non è una reflex, ma ha un sensore delle stesse dimensioni e la possibilità di cambiare ottica. Signori, diamo il benvenuto alla nuova Sony NEX-5 75 Fotocamera Sony NEX-5 The NEX(t) big thing 075_079:090-091 06/07/10 21:01 Pagina 75
DUE OBIETTIVI IN UN CORPO SOLO La doppia lente è l'elemento che più si fa notare e che incuriosisce maggiormente l'osservatore, poiché costituisce la assoluta novità per il settore. Le due lenti hanno un diametro piuttosto contenuto, simile a quello visto su camcorder consumer di fascia alta della stessa Panasonic. La particolarità dei gruppi ottici montati sulla AG-3DA1 è tuttavia nel controllo della convergenza degli assi. La struttura del doppio gruppo ottico è per ora avvolta dal mistero: all'interno della copertura - di forma svasata e talmente insolita da apparire già un cult è infatti celato il meccanismo "made in Panasonic" che permette di variare la convergenza delle due ottiche. La convergenza è uno degli aspetti fondamentali della ripresa in stereo 3D: variando l'angolo tra i due assi di ripresa si riesce infatti a determinare la parallasse, ovvero il piano spaziale che in riproduzione - coinciderà con la A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D 109 TEST: videocamera HD3D Panasonic AG-3DA1 L'alloggiamento del display LCD accoglie i pulsanti per il controllo dello shutter, barre colore e dispositivi di assistenza. In basso le manopole per i livelli dell'audio. In alto a destra le due schede negli alloggiamenti. Le connessioni comprendono due uscite SDI, una HDMI, controlli remoti e cuffie. Il layout del lato sinistro è più semplice rispetto a quello di una camera prosumer 2D, con meno pulsanti ad affollare il corpo macchina. In alto i tasti di navigazione nel menu. Come si può intuire da quest'immagine, forma e dimensioni sono simili alla AG-HVX200, macchina a schede P2, se si esclude naturalmente l'alloggiamento delle due ottiche sul frontale. XXV 106_113:128/130 07/07/10 22:30 Pagina 109
F abio Breccia è un nostro lettore di vecchia data, anzi di più: è stato il primoad aggiudicarsi, quasi 10 anni fa (!) la nostra Borsa di Studio dedicata aGiovanni B. Clemente. Da allora molta strada è passata sotto i punti, Fabio è entrato nel mondo del lavoro, e di recente ci è venuto a trovare per presentarci il suo ultimo lavoro, un video reportage sui generis realizzato - nemmeno a dirlo con una fotocamera. Visto l'interesse di tutti per il mondo videoreflex, gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua espereinza. Ecco il suo racconto. “Ho lavorato come videomaker, ma non è la mia aspirazione professionale e non ho mai sentito l'esigenza di acquistare una macchina. Invece la fotografia mi ha sempre appassionato come sfogo creativo e come esercizio di linguaggio, ma mi sono sempre limitato a vecchie reflex analogiche e piccole digitali. Ho poi deciso, pensando alle reflex digitali Canon, che avrei potuto acquistare una fotocamera costosa cercando di ammortizzare la spesa usandola anche come videocamera. Dall'esperienza di amici e dagli articoli sulle riviste avevo già una mia idea sui pro ed i contro della nuova 7D: un sensore CMOS molto più grande di qualsiasi camera prosumer e le ottiche fotografiche. In soldoni, ridottissima profondità di campo e latitudine di posa. In più la possibilità di usare grandangoli strepitosi a discapito però dei teleobiettivi. E qui appunto i contro: viste le dimensioni del sensore (nonostante non sia neanche FF) per ottenere riprese in tele paragonabili ad una videocamera media servono ottiche costose ed ingombranti. Ma ancor prima il fatto che la macchina è e resta una fotocamera, assolutamente anti-ergonomica per un uso video, con molti comandi inutili per le riprese, un codec eccessivamente compresso che riduce i vantaggi già citati, senza connessioni AV professionali ed infine con il famigerato rolling shutter che compromette certe riprese. Di certo la reflex HD è uno strumento rivoluzionario per riprese che richiedano immagini dalla pasta cinematografica senza problemi di fretta in fase di produzione e post produzione (su tutti videoclip e corti), ma che difficilmente sarà usata in reportage e tv per l'assenza di ingressi audio professionali, pessima ergonomia e codec che obbliga a conversioni e perdite di tempo pre montaggio. La storia della mia esperienza è semplice. Sto cercando finanziamenti per il mio primo corto “serio”. La 7D sarebbe perfetta per la riprese, ma i tempi non sembrano brevi e non avrei potuto giustificare a me stesso la spesa dovendo aspettare ancora a lungo. Poi l'idea! Unire la mia passione per i viaggi alle doti della macchina, che in effetti mi è parsa subito ideale per la realizzazione di documentari e reportage turistici. Innovativa perché una sola persona con la giusta formazione ed esperienza potrebbe realizzare un documentario ed un reportage fotografico in un'unica soluzione. Con un unico strumento. Detto fatto ho acquistato la Canon 7D con il solo zoom a corredo, il 18-135mm. Un'ottica poco nitida e poco luminosa per un fotografo, ma molto prestante se paragonata a quelle delle videocamere prosumer sul mercato. Tempo un pomeriggio per metterla a confronto con ottiche ben più costose e performanti, coadiuvato da un amico fotoprofessionista, e mi sono subito reso conto che la mia umile ottica “base” non era poi un fondo di bottiglia. Se pur poco luminosa avrei potuto rimandare di qualche settimana l'acquisto di lenti più prestigiose e intanto avrei potuto esercitarmi con la mia nuova reflex-videocamera. Il giorno successivo il colpo di testa: chiamo l'agenzia di viaggi e decido di partire per Gerusalemme. Un po' per caso, un po' per il valore culturale della città, un po' HDSLR live test: Canon EOS7D MISSION IMPOSSIBLE: GERUSALEMME Pregi e difetti della reflex digitale Canon EOS 7D provata sul campo, in condizioni difficili, nel racconto di un reportage video a Gerusalemme realizzato da un lettore-professionista. A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D 92 VIII 092_095:ART EUROPEI 07/07/10 22:00 Pagina 92
16 DA MAC A PC? Dopo 4 anni di costante e impegnato funzionamento. il mio Macbook Pro ha scelto la via della pensione arrendendosi nei suoi componenti principali. Ho una videocamera che registra in DVCPRO HD e tutto il software per l'editing di Apple. Per questi motivi sono vincolato alla casa di Cupertino. Non con dispiacere, sia inteso. Alla ricerca di un sostituto non posso che rimanere sorpreso dal costo di accesso ai nuovi prodotti Apple. Per rimpiazzare degnamente il mio Macbook Pro non riesco a scendere sotto i 1600/1700 euro. Invasi come siamo dai volantini pubblicitari scopro che una comune marca su un notebook con Windows, con processore Core i7, viene venduto sotto i 1000 euro. Caspita, passi la devozione per Apple, il raro codec usato e pure la pigrizia personale ad abbracciare un nuovo software di editing. Ma in tempi di contrazione economica risparmiare mille euro non è cosa da poco. Vi chiedo però quale software scegliere in ambiente Win? Il solo Edius supporta P2 card e DVCPRO HD? Altri consigliabili? Tanto vale ricominciare da capo e passare ad una reflex video AVCHD, gestibile anche con software meno costosi e impegnativi? Grazie! Edi Livi - Firenze È vero: i computer Apple sono tendenzialmente più costosi dei PC, ma bisogna tener presente che non è possibile paragonare un MacBook Pro con un notebook Win commerciale; il MacBook Pro, infatti, è una workstation professionale portatile ed equivalenti in ambito PC, come ad esempio la serie EliteBook di HP, sono altrettanto costosi. In effetti, questa è la prima lettera arrivata sull'ipotesi di migrare da Mac a Pc; in genere riceviamo richieste al contrario, ovvero suggerimenti per passare da PC a Mac, anche e soprattutto per usi creativi ed editing in particolare, tenendo conto del tutt'altro che trascurabile vantaggio di avere un unico produttore hardware e software, con i due elementi che dialogano alla perfezione, senza problemi di crash e compatibilità che fanno spesso la gioia (?!) del mondo PC... Per quanto riguarda il DVCPRO HD, non si tratta di un codec 'raro', ma al contrario di uno dei formati video HD più diffusi e più facili da gestire. Sul mercato da anni, il DVCPRO HD è anche uno dei formati meglio supportati da tutti i software di editing professionale. In ambito PC, la scelta è fra Sony Vegas, Adobe Premiere Pro, Grass Valley Edius, Avid Media Composer ed altri. Inoltre, il DVCPRO HD, proprio in virtù dell'algoritmo di compressione usato, può essere gestito facilmente non solo da computer di vecchia generazione, ma anche da notebook di fascia bassa; dunque il nostro lettore, se vuole restare un utente Apple, potrà optare per un più economico MacBook Pro da 13" (anche un MacBook come prestazioni andrebbe bene , ma l'ultima serie è sprovvista di FireWire per il collegamento al camcorder DVCPRO HD). Passando ad una AVCHD, sarà necessario un computer molto più potente, in quando tale codec utilizza un algoritmo di compressione di gran lunga più complesso e difficile da gestire. Per risparmiare, si potrà acquistare un notebook PC commerciale e cambiare software, oppure un portatile Mac di fascia media (anche un usato del 2008 può andare bene). Al contrario, se si vuole cambiare sistema di ripresa, oltre all'acquisto del camcorder o della videoreflex, bisognerà spendere qualcosa in più anche sul computer; quest'ultima scelta, dunque, si rivela più costosa. (M.Z.) RIPRESE NOTTURNE Ciao a tutti. Periodo di bei tramonti ed eventi serali. Con la mia Panasonic HPX-171 inizio a girare. Con me un caro amico con la sua reflex full frame. Sagre, feste, fuochi d'artificio e chi più ne ha più ne metta. Il mio camcorder è cieco. Guardo nel mirino della reflex (che non fa video) del mio amico ed è pari alla mia vista. Non è che illumini ciò che è buio ma almeno è fedele alla realtà. Io devo giocare di sponda sulle luci della strada. Le parti poco illuminate sono buie, nero assoluto. Il mio amico, con meno esborso del mio, si è comprato detta reflex e tre ottimi obiettivi. Cosa mi sono aggiudicato con oltre 4.000 euro? E per quel che ho visto in rete sono in buona compagnia. Eccezione sembrerebbe farla la serie XDCAM Ex di Sony con sensori Full HD nativi. Vi risulta? Chiedo infine comprando una HDSLR foto/video otterrei pari risultati in condizione di scarsa luce, come quelle fotografiche del mio amico? Grazie. Marco Croxatto - Roma In linea di massima, la sensibilità alle bassi luci è direttamente proporzionale alle dimensioni del sensore e inversamente al numero di pixel: più grandi sono i sensori e maggiori sono la sensibilità e la risoluzione e minore è la sensibilità. Ciò che conta, infatti, è la superficie esposta alla luce di ogni singolo pixel. Un articolo approfondito sui sensori e le relazioni con la risoluzione, la sensibilità, eccetera, è apparso sullo scorso numero di Tutto Digitale. L'HPX-171 ha sensori con una diagonale di 1/3 di pollice, pari a 8.4 mm, mentre una reflex full frame ha un sensore da 24x36 mm, con una diagonale di oltre 43 mm, cioè 5 volte maggiore rispetto a un dispositivo da 1/3". Ovviamente il sensore di una fotocamera ha una definizione ben maggiore, di oltre 10 MP, mentre il camcorder Panasonic ha 3 CCD da circa 0.5 MP (la risoluzione finale Full HD è ottenuta con il Pixel Shift, un sistema di interpolazione tra i tre sensori). Inoltre, quando si scatta una foto è possibile dilatare il tempo di posa per aumentare la quantità di luce da inviare al sensore che ha più ‘tempo' per catturare la poca luce presente in una scena Il Macbook Pro costa troppo per realizzare una workstation di editing video? Dipende... notturna; con un'ottica stabilizzata, a mano libera si riescono a scattare immagini nitide fino a 1/15 o anche a 1/10 di secondo. Al contrario, registrando un filmato, non si può scendere sotto a 1/50 di secondo, a meno di non usare la funzione slow-shutter della fotocamera, che però comporta il classico effetto scia ed una perdita di fluidità. Dunque, tenendo presente questi fattori, il rapporto in termini di prestazioni tra una reflex full frame e una camera da 1/3" non è certo 5 a 1. Tuttavia, le reflex ‘video' offrono in effetti una sensibilità alle basse luci ben superiore alle videocamere tradizionali ed è proprio questa una delle ragioni del loro successo. Ovviamente, un camcorder nato per il video ha molti altri punti di forza rispetto a una fotocamera e in certe condizioni di ripresa una reflex non potrà mai sostituire una camera video. Se dunque si vuole ottenere una maggiore sensibilità alle basse luci senza voler ricorrere a una macchina fotografica, bisogna necessariamente optare per camcorder con sensori più grandi, da 1/2" (è questo il caso dei modelli XDCAM EX di Sony) o addirittura da 2/3". Oppure, utilizzare un'illuminazione artificiale adeguata. Per concludere, segnaliamo che sul mondo delle videoreflex, ai vantaggi e agli svantaggi di questa soluzione, abbiamo recentemente pubblicato un libro, che può essere ordinato su www.tuttodigitale.it/libri (M.Z.) Posta tecnica Due sensori full frame e 1/3” (all'interno, qui in basso), in dimensioni reali. 016_017new:026/028 06/07/10 17:37 Pagina 16
Opera surreale di Roger Corman, divisa fra l'horror e la commedia. Sullo schermo appare brevemente un giovanissimo Jack Nicholson ai suoi esordi cinematografici. Ennesima edizione che sfrutta un master con troppi difetti di partenza. (L.D.A) Film Wow Audio Video Extra Box Overall La piccola bottega degli... Commedia - di Roger Corman; con Jack Nicholson, Jonathan Haze; 1960; 72 minuti; Pulp Video; Dolby Digital 5.1 (ita) 1.0 (ita, ing); Tuttoschermo 4:3 14,99 La teoria sull'evoluzione di Darwin approfondita e rielaborata in questo documentario di Discovery Channel, basato sullo studio di “Ardi” una femmina di Ardipithecus ramidus vissuta oltre 4 milioni di anni fa e ora ricreata al computer. Resa tecnica corretta. (L.D.A) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Ardi l'anello mancante Documentario - di Rod Paul; 2010; 90 minuti; CineHollywood; Dolby Digital 2.0 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 1.85:1 n.d. P aola Cortellesi è la voce narrante di questo documentario che racconta, attraverso suggestive immagini naturalistiche, l'affascinante viaggio di una tartaruga per raggiungere le calde acque del sud. Buono il DVD, discreti gli extra (trailer e backstage). (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall L'incredibile viaggio della... Documentario - di Nick Stringer; con Paola Cortellesi (voce); 2009; 76 minuti; Cecchi Gori; Dolby Digital 2.0 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 1.78:1 14,99 N ella serie dedicata ai gialli di Patricia Cornwell, un nuovo capitolo interpretato sempre dalla brava Andie McDowell. Pesa un po' il taglio televisivo, ma nel complesso il film è godibile come il DVD, dalla buona resa tecnica su entrambi i piani audio e video. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall A rischio Thriller - di Tom McLoughlin; con Daniel Sunjata, Andie McDowell; 2010; 90 minuti; Dall'Angelo; Dolby Digital 5 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 1.78:1 13,00 D a un libro della celebre giallista Patricia Cornwell arriva in DVD un film destinato ai circuiti televisivi e home-video, comunque realizzato con discreta cura. Poco da eccepire sull'edizione DVD che non presenta nessun rilevante difetto di authoring. (L.D.A) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Al buio Thriller - di Tom McLoughlin; con Daniel Sunjata, Andie McDowell; 2010; 90 minuti; Dall'Angelo; Dolby Digital 5.1 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 1.78:1 13,00 P requel di un onesto horror che, a sua volta, era il remake di un film orientale. Idee scontate ma talvolta efficaci per qualche brivido a buon mercato in una calda serata estiva. DVD dalla buona resa tecnica, con traccia audio incisiva. (D.C.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall Messengers 2 Horror - di Martin Barnewitz; con Norman Reedus, Heather Stephens; 2009; 91 minuti; 01; Dolby Digital 5.1 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 1.85:1 13,00 D elirante, surreale e incredibilmente (e volontariamente) kitsch, il film di Arbore ha guadagnato suo malgrado lo status di cult fra gli amanti della cinematografia più bizzarra. Efficace Benigni sopra le righe. DVD solo discreto, non male il documentario extra. (L.D.A) Film Wow Audio Video Extra Box Overall il Pap'occhio Commedia - di Renzo Arbore; con Renzo Arbore, Roberto Benigni; 1980; 92 minuti; 01; Dolby Digital 2.0 (ita); Tuttoschermo 4:3 14,99 82 DVD Le recensioni A pprezzabile tentativo di resuscitare atmosfere di un cinema di genere italiano ormai sempre più rare sugli schermi cinematografici. Piccola produzione, non priva di pecche, ma onesta e intensa prova di tutto il cast. Non male tecnicamente il DVD, ricco di extra. (L.D.A.) Film Wow Audio Video Extra Box Overall La banda del brasiliano Poliziesco - di John Snellinberg; con Carlo Monni, Luke Tahiti; 2009; 90 minuti; Cecchi Gori; Dolby Digital 2.0 (ita); 16:9/ Letterbox 1.78:1 14,99 16:9/LTBX 2.35:1 Fantasy - di Chris Nahon; con Gianna Jun, Allison Miller; 2009; 85 minuti; Sony; Dolby Digital 5.1 (ita, ing, spagn); 16:9 Letterbox 2.35:1 14,99 Film Wow Audio Video Extra Box Overall The Last Vampire P er chi ama il cinemafantastico, eccessivo e visivamente sorprendente di molta filmografia orientale, questo Last Vampire potrebbe rappresentare una gioia e una delusione allo stesso tempo. Gioia, perché il film è infarcito di iconografia fumettara stile manga, eccessi visivi ad alto tasso di improbabilità e una trama veloce e scoppiettante. Delusione perché l'animo “orientaleggiante” è inevitabilmente punito da una produzione internazionale che ha razionalizzato la messa in scena e la sceneggiatura per adattarle ai gusti occidentali. Nel complesso siamo di fronte ad un ottimo b-movie, con qualche approssimazione (gli effetti in CG sono a tratti eccessivamente cheap) ma con un impatto visivo globale pienamente appagante che spinge a rivedere più volte alcune sequenze. Ottima la versione su DVD, sia nell'audio incredibilmente dinamico e ben distribuito sia nel video nitido e scintillante. La bella fotografia meriterebbe un trattamento HD. La versione recensita è quella per il noleggio. (L.D.A.) DOLBY DIG 5.1 ITA 16:9/LTBX 1.85:1 Fantascienza - di Roger Corman; con Ray Milland, Diana Van Der Vlis; 1963; 75 minuti; Sinister Film; Dolby Digital 2.0 Dual Mono (ita, ing); 16:9/Letterbox 1.85:1 14,99 Film Wow Audio Video Extra Box Overall L'uomo dagli occhi a raggi x D al Maestro del b-moviefantascientifico un film ormai divenuto un classico. La storia racconta di una scoperta incredibile: la possibilità di poter guardare attraverso gli oggetti, attraversando qualsiasi ostacolo. Tutto qui. Capirete che un film del genere, al giorno d'oggi, non verrebbe mai realizzato. L'ingenuità di fondo lo rende anche estremamente datato e francamente improponibile ad un pubblico cresciuto con i ritmi forsennati del moderno cinema. La semplicità è proprio la bellezza del film (e di molti altri dell'epoca), che merita di essere salvata e preservata con trattamenti video di prim'ordine, come questo realizzato dalla benemerita Sinister Film. Considerando l'età della pellicola e l'inevitabile stato di degrado dei materiali originali, riteniamo ottimo il risultato finale sul fronte della qualità visiva, con immagini ben definite e prive di evidenti difetti di compressione. Non male anche il comparto extra con la consueta presentazione del regista Luigi Cozzi (curatore anche della collana) e alcune chicche per collezionisti. (L.D.A) D. DUAL MON ITA 082_083:Layout 1 06/07/10 21:21 Pagina 82
17 ASPETTANDO (TECNO) GODOT Immaginate di dover sostituire la vs auto e scoprire che un giorno la scelta migliore sia per una ibrida, il successivo per una ad idrogeno, poi una a gpl... Voi stessi, leggo, consigliate spesso di optare per uno strumento che sia in quel momento più consono alle esigenze. Ma tra un camcorder tapeless con codec di proprietà ed una reflex video in AVCHD c'è una bella differenza: i software non contemplano tutti i formati importabili, i risultati video sono differenti. Una valanga di soluzioni pari passo con una linea mai tracciata ove convergere. Scelte del momento, frivole voluttuarie, estemporanee, come per i cellulari, che ben si sposerebbero con investimenti economici di poco rilievo. Se con una reflex video la scelta inidonea agli scopi può essere ammortizzata relativamente dal costo, non è lo stesso per chi ha speso dai 5000 agli 8000 euro per un camcorder. Sembra di giocare con accessori della moda estiva, qualche vezzo, come un tempo lo sono stati braccialetti da bancarelle od orologini da rivista (o che altro). Qualcosa che già l'anno dopo non si ricorda più. Qui è lo stesso. Sul retro di questi preziosi strumenti tecnologici andrebbe posta una scadenza, probabilmente pari a quella del latte. Infatti comprato un nuovo televisore, il giorno dopo si scopre che è già stato superato da un nuovo modello. C'era l'HD ready poi il Full HD. Si è aumentata la come dire - pago io, mentre loro (i costruttori) sperimentano. Marzio Pitto - Branco (UD) L'immagine finale evocata dal lettore è degna di uno spettacolo teatrale: un uomo davati alla cassa di un grande negozio di elettronica seduto su una sedia, in attesa di qualcosa (o di qualcuno, come nella celebre opera di Samuel Beckett) che non arriverà mai. Il settore dell'hi-tech è uno dei più vivi di tutti, forse il più dinamico, come del resto è ovvio vista la materia trattata: i continui lanci di tecnologie e prodotti sono una diretta conseguenza dei continui sviluppi tecnici e della serrata concorrenza tra le aziende e aprono - in molti casi - opportunità nuove per i consumatori, quasi sempre anche a prezzi più contenuti che in precedenza: questo si chiama progresso (a patto, naturalmente, di non cedere ad eccessivo consumismo, di correre dietro a ‘finte' invenzioni). Al di là della confusione che si diffonde al lancio di nuovi sistemi, per colpa soprattutto della disinformazione tecnica che non è al passo della tecnica tout court (come dimenticare i celebri “dischi ottici ad alta risonanza”, ovvero i Blu-ray Disc, nella definizione di un quotidiano nazionale?), crediamo che sia un bene poter disporre di soluzioni sempre nuove per realizzare i propri obiettivi (professionali o di svago): è necessario, certo, conoscere la materia, per non affogare nella “grande onda” citata dal lettore, e non guardare solo il prezzo sul ‘volantone'. Peraltro, una fotocamera che esce sul mercato con un po' di risoluzione in più, non rende la frequenza, ora puoi vedere internet, new entry il 3D. Ma il mio tv LCD Full HD non ha nemmeno un anno...! Voglio passare ai video in alta definzione. C'era l'HDV ma ha il nastro, poi meglio (?) quelle tape-less, ora un invasione di video reflex. Già però il micro 4/3 è ancora meglio, oops, c'è un nuovo sensore APS-C che pare ancor meglio. Cosa faccio: mi porto una sedia alla cassa di un centro commerciale e aspetto seduto un paio d'anni, in attesa di stabilità e raziocinio strategico-commerciale, oppure mi butto a pesce in questa grande onda? Tanto macchina comprata ieri improvvisamente un relitto. E ancora, se la qualità di un TV Full HD (al contrario di quanto asserisce il lettore, lanciato in contemporanea a quello HD ready, con una chiara ed inevitabile distinzione di prezzi) di meno di un anno fa era giusta al momento dell'aquisto, lo sarà probabilmente ancora oggi. Insomma, ci sembra importante non cadere nell'errore del proverbio “l'erba del vicino è sempre più verde”, quanto piuttosto godersi ciò che si è acquistato. Se la scelta è fatta bene sarà valida per molto tempo. Infine una nota sulla battuta finale: le aziende investono (spendono) in ricerca per innovare le loro proposte. A volte questo sforzo si traduce in un nulla di fatto, mentre in altre occasioni finisce per offrire ai consumatori nuove opportunità: è il caso ad esempio delle videocamere tapeless, che sostituiranno quelle HDV (lanciate nel 2004, come evoluzione della cassetta DV, addirittura del 1995.... quasi un'eternità nell'elettronica!), o della registrazione video con le reflex, nata come accessorio e finita sulla bocca di tutti. Dagli esperimenti dei costruttori, dunque, ogni tanto esce anche qualche “regalo” inaspettato... ma attenzione: come non ci stanchiamo di ripetere in vari articoli e libri, in base a quanto verifichiamo nella pratica, anche le macchine tapeless , le videoreflex (e pure l'apparecchio che verrà inventato stanotte) hanno i loro limiti. L'oggetto perfetto NON esiste in nessun settore e non esisterà mai, perché i miracoli non esistono nemmeno nel mondo hi-tech, come scrive il nostro direttore nell'editorialebis (che vi invitiamo a leggere) a pagina 130. Non è materialmente possibile realizzare l'apparecchio che sia al tempo stesso il più economico e il più performante, il più compatto e il più ricco di funzioni... Come dice in apertura della sua epistola il lettore, citandoci, consigliamo sempre di ‘optare per uno strumento che sia in quel momento più consono alle esigenze‘, che vuole dire all'uso previsto per il prodotto e al risultato ottenibile, alle caratteristiche di chi lo utilizzerà, alla disponibilità economica e anche alla propensione personale a spendere in quella determinata tipologia di prodotto (al sottoscritto, ad esempio, non sembra logico investire grosse cifre su un telefonino supertecnologico rigorosamente ultimo modello...) e così via. (S.Bla) Il quinto è sempre il primo. E l'unico. a pagina 46 L'evoluzione delle tecnologie è un fenomeno costante. In queste foto, tre recenti camcorder basati su differenti formati e supporti di registrazione: la Canon XF305, la Panasonic AG-AF101 e la Sony HVR-Z5. 016_017new:026/028 06/07/10 17:39 Pagina 17
Nella pagina a sinistra, la facciata della cattedrale con una delle tante animazioni visibili; subito sotto, un esempio della varietà degli effetti ottenibili, con tre viste posteriori dellla stessa cattedrale. In questa pagina, in alto e qui sopra a sinistra, due diversi allestimenti della muraglia che cinge ancora parte della città; a destra, un particolare di un allestimento che raffigura un Banquet, un banchetto. In basso, infine, il disegno a sinistra illustra le aree coperte dagli otto videoproiettori Christie per realizzare l'effetto-decoro degli Angeli, visibile nella foto al centro qui sotto. disponibili sul mercato, gestendo la messa a fuoco direttamente dal software in sincronia con l'eventuale controllo RS 422, SMPTE, MIDI o DMX512, e sono disponibili in diverse versioni di luminosità fra i 2,5 e gli 8 KW, capace di una potenza luminosa superiore a 120.000 ANSI lumen (probabilmente un valore record, la macchina da proiezione più potente sul mercato). I 6 proiettori di Le Mans, ripartiti in tre cabine, sono pilotati e controllati da un computer e sono equipaggiati con lampade HMI da 5 kw. Per il concerto degli angeli (proiettato sulla facciata della Cattedrale) per raggiungere una potenza sufficiente è stato disposto un mosaico di 8 piccoli proiettori da 3000 lumen, montati in verticale, che ricompongono un'unica immagine. Il mosaico è completato da una grande immagine (una pellicola fotografica ektachrome) per il decoro, proiettata con un apparecchio Pigi, come sulla muraglia. Sulle mura romane di Saint-Hilaire sono stati utilizzati 2 Pigi per le torri e un videoproiettore Christie da 25000 lumen, senza contare il resto delle attrezzature (contenute in speciali 'cabine di proiezione' collocate frontalmente ai monumenti-schermo) in altre installazioni da scoprire, come quella del banchetto, del 'Fantôme de la Reine Bérangère' su uno schermo d'acqua, la nascita delle Chimere sulla scalinata del Jet d'eau... S.B./G.V. ATOUT FRANCE Ente per lo sviluppo del turismo francese Via Tiziano 32, 20145 Milano info.it@franceguide.com www.franceguide.com OT LE MANS Rue de l'Etoile, 72000 Le Mans www.lemanstourisme.com SEM REGIONALE DES PAYS DE LA LOIRE 1, Place de la Galarne, BP 80221–44202 Nantes www.enpaysdelaloire.com INFO UTILI 052_055:026/028 06/07/10 19:52 Pagina 55
Sim2, azienda italiana che progetta e realizza videoproiettori, ha annunciato il suo nuovo testimonial: sarà Francis Ford Coppola, il noto regista, vincitore di 5 Academy Awards anche come sceneggiatore e produttore, e dietro alla macchina da presa in capolavori del cinema come Il Padrino, Apocalypse Now e molto altro ancora. Cercando un proiettore per il suo studio American Zoetrope, Coppola ha conosciuto Sim2; è così nata una proficua collaborazione, con Coppola che ha anche richiesto e ritirato personalmente un proiettore hi-end HT5000 per il proprio studio personale, da utilizzare nelle fasi di montaggio del film Tetro. Coppola ha dichiarato: "Ho avuto molti proiettori nella mia vita: uso ora Sim2 sia nei miei studios che a casa”. Nell'ottica di perseguire una crescita anche in Italia, l'azienda è attualmente impegnata nella ottimizzazione delle strategie commerciali e distributive. Punterà a sviluppare un “rapporto di partnership” con 20-25 distributori selezionati sul territorio nazionale, compresi tra specialisti in home cinema, system integration e domotica che si rivolgono a un target di fascia alta e sviluppatori immobiliari di prestigio. www.sim2.it Le ultime notizie dal mondo dell'alta definizione news 86 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D II Come sempre in prima fila per le novità più interessanti, Adcom non poteva mancare all'appuntamento con il 3D: l'azienda bolognese ha infatti ospitato la prima uscita pubblica italiana della Panasonic AG-3DA1, la camera stereoscopica in prova su questo numero. Nei locali dell'azienda, guardata a vista da due ingegneri giapponesi e da un rappresentante della filiale italiana, la macchina si è concessa brevemente ai numerosi intervenuti. Come al solito, da parte dello staff grande competenza e cortesia nell'accogliere i visitatori, ed accompagnarli alla scoperta del terza dimensione. www.adcom.it Sim2 e Coppola, coppia di cinema Trasforma la PS3 in 3D Annunciato da tempo, è ora disponibile l'aggiornamento che rende la PlayStation 3 compatibile con i giochi 3D stereoscopici. Accoppiando la PS3 ad un TV capace di visualizzare materiale tridimensionale, sarà possibile godere fin da subito dei benefici del 3D: i titoli acquistabili dal PlayStation Store che al momento supportano la funzione stereoscopica sono i best-seller Wipeout HD, Pain e Super Stardust HD: per tutti coloro che li hanno comprati in precedenza sarà possibile un aggiornamento tramite una patch gratuita. Inoltre, Sony ha lanciato un ‘bundle digitale': La Collezione 3D stereoscopica, da acquistare tramite il PlayStation Store al prezzo di 29.90 euro, che include i tre giochi più una esclusiva demo 3D di MotorStorm: Pacific Rift; il bundle sarà anche incluso in una confezione speciale abbinata ai TV LCD Sony Bravia 3D. In attesa dell'aggiornamento per il supporto dei film su Blu-ray 3D, che dovrebbe arrivare entro l'anno, l'azienda giapponese ha mostrato lo sviluppo di diversi titoli che sfrutteranno la nuova tecnologia stereoscopica: tra questi, la nuova versione del simulatore di guida Gran Turismo 5 e lo sparatutto in prima persona Killzone 3. Un gran numero di publisher ha poi annunciato il supporto 3D per i prossimi titoli PS3; solo per citarne alcuni, EA con Crysis 2 e Disney con Tron Evolution the Video Game. it.playstation.com Obiettivi prime di un marchio storico del cinema, concepiti con un occhio di riguardo per le reflex: le Zeiss Compact Prime CP.2 per il cinema sono ottimizzate per l'uso con i sensori full frame 24x36. Grazie all'innesto PL, EF, o F tramite adattatore, possono essere impiegate con macchine da presa o videoreflex. Le sette ottiche della gamma coprono un range dai 18 agli 85 mm, hanno apertura massima a partire da T 2.1, diaframma a 14 lamelle e sono costruite con i canoni di robustezza ed ergonomia tipici degli apparecchi cinematografici. La nuova serie di obiettivi è distribuita in Italia da Panatronics, azienda di Milano specializzata in prodotti per il broadcast e il video professionale, che ha così aggiunto al suo portfolio un altro importante marchio del mondo dell'ottica. www.panatronics.it ADCOM 3D Day Panatronics & Zeiss cinema & videoreflex 086_087:008_010 06/07/10 21:40 Pagina 86
64 Sensore: CCD 12.2 MP 1/2.3” Ottica: f/4, 5x, 36 - 180 mm Stabilizzatore: Digitale Video: 720, VGA, QVGA Display: 2.7”, 230.000 pixel Sensibilità: 100 - 1600 ISO Alimentazione: Li-ion, 740 mAh Scheda memoria: SD/SDHC In/out: USB 2.0/AV proprietario Waterproof: fino a 3 m Dimensioni: 196 x 64 x 23 mm Peso: 135 gr. Estetica: Costruzione: Versatilità: Fotografie: Video: Sub: Q/P: Cool factor: PRO: Cool, piccola e rinforzata CONTRO: Resa alle basse luci Minute e colorate, le fotocamere impermeabili serie Z WP (ora ribattezzata XP) di casa Fujifilm si sono sempre distinte per il look particolare e divertente e per il prezzo non esagerato. La FinePix XP10 è waterproof (fino a 3m sotto il livello del mare) shockproof (cadute fino ad un metro), resiste al freddo (fino a -10° centigradi) ed alla polvere. All'interno della piccola compatta dal corpo colorato (disponibile in rosa, verde, nero, grigio o blu come l'esemplare in nostro possesso) realizzato quasi per la totalità in metallo, gli ingegneri dell'azienda giapponese hanno racchiuso un CCD da ben 12 MP per 1/2.3"; l'ottica, a costruzione interna, è ovviamente firmata Fujinon, un versatile 5x 36-180 mm nel formato 35 mm - avremmo preferito un grandangolo maggiore. Sul retro della scocca ecco lo schermo, un LCD da 2.7" e 230.000 pixel - non particolarmente leggibile in condizioni di luce piena - ed i tasti: in gomma quelli dedicati a zoom, playback, video e display, affiancati da un crocino in plastica, leggermente 'incassato' e di piccole dimensioni, un po' scomodo da manovrare. Poche sorprese per il resto del corpo che mostra flash, coperchio in plastica per scheda, connettore e batteria, filettatura per cavalletto. Presa in mano, la macchina non sembra un 'carro armato', ma il corpo metallico (e metallizzato) dona comunque una ottima sensazione di solidità, con il peso che si fa sentire, ma non risulta esagerato. Dopo un paio di secondi richiesti per l'accensione la XP10 mostra sull'LCD il classico menu di casa Fujifilm, sicuramente leggibile e ben organizzato (che è poi quel che conta), ma che, dopo aver visto le raffinate interfacce di alcune Simpatica e colorata, questa FinePix fa venire voglia di ‘outdoor' solo a guardarla: una macchina adatta a chi è alle prime armi e vuole divertirsi, in spiaggia come in montagna, senza preoccuparsi troppo di impostazioni e modalità di scatto. Tascabile ed economica, è una macchina perfetta per chi è alle prime armi e vuole scattare anche sott'acqua. fotocamere concorrenti, inizia a mostrare un po' i segni del tempo in quanto ad impatto estetico; poco male. Da qui è possibile accedere al selettore per i modi di scatto, improntati all'automatismo e alla semplicità: oltre al P, presenti 16 modi scena compreso quello sub (funzionante anche con i video), un modo full auto ed il modo SR Auto che seleziona in maniera autonoma le scene più adatte; ovviamente chi vuole sbizzarrirsi con tempi, diaframmi, bracketing e via dicendo dovrà indirizzarsi su una fotocamera di tutt'altro genere. Un tasto dedicato permette di riprendere video, anche in HD a 1280x720 30p, con audio mono e possibilità di agire sullo zoom. Avremmo preferito una maggiore reattivtà dell'AF, sia nel video che nella messa a fuoco delle fotografie, che vengono scattate con un pelo di ritardo, anche se nella media della categoria. La resa globale degli scatti è buona, anche se bisogna far attenzione al rumore, che diventa un problema inevitabile in condizioni di luce scarsa. Il flash è potente, ma è preferibile fare attenzione, visto che un abuso si traduce in immagini poco nitide e con colori slavati. Ciononostante, visto il tipo particolare di macchina ed il prezzo non esagerato, siamo comunque rimasti soddisfatti dalla resa degli scatti e dei video: le immagini hanno una resa più che sufficiente, a patto di non fotografare in condizioni di luce difficile, in quanto il rumore è molto evidente anche a ISO non elevati (la macchina raggiunge i 1600 eq., ma consigliamo di non spingersi oltre i 400 eq.); l'adozione di un'ottica a costruzione interna non luminosissima, e soprattutto di un CCD da 12 MP, è forse esagerata, e probabilmente sarebbe stato preferibile optare per un minor numero di fotodiodi, ma di dimensioni maggiori e quindi più ricettivi. Una qualità evidenziata dalla FinePix XP10 è l'ottima riproduzione dei colori: nonostante manchino le interessanti funzioni di simulazione della pellicola presenti sulle Fujifilm di gamma più alta, la resa degli scatti svela colori fedeli e brillanti, da apprezzare al massimo nella fotografia sotto il pelo dell'acqua. Tirando le somme: una compatta veramente tascabile, cool, semplice da usare, dal prezzo non esagerato e che non disdegna qualche tuffo. Insomma, una perfetta compagna da tenere sotto l'ombrellone. A.B. Fujifilm FinePix XP10 Prezzo: 199 euro 062_067:090-091 06/07/10 20:05 Pagina 64
LA SARTHE, TERRA DI RIPRESE Un'estate all'insegna del cinema: il dipartimento de La Sarthe ospita una serie di eventi imperdibili per offrire la possibilità di ‘vivere' i luoghi usati nelle produzioni cinematografiche e televisive. Come ogni anno, il Consiglio Generale de La Sarthe ha scelto un tema di riferimento attraverso il quale esaltare luoghi e personaggi di questo bel dipartimento, il cui centro Le Mans è ad appena un'ora di TGV da Parigi e un paio d'ore in auto. Quella per il 2010 è un'operazione destinata a mettere in risalto il legame film/luoghi e valorizzare il patrimonio storico/culturale dell'area. A cominciare dal 1932 (con il film Direct au Coeur), fino a produzioni più recenti (come La Maschera di Ferro di cui parleremo in dettaglio in una prossima puntata di On Location), la Sarthe è stata scelta infatti da numerosi registi come palcoscenico per film e serie televisive. Il programma ‘La Sartre, terre de tournages (disponibile sul sito www.sarthe.com), è assai ricco, e prevede proiezioni gratuite all'aperto nei luoghi usati per le riprese con passeggiate guidate, incontri con il cast (attori, registi, tecnici, comparse...) e visite interattive, come quelle previste nella città di Le Mans sulle location cinematografiche. E poi ancora esposizioni itineranti dedicate alle sale, alle donne nel cinema, ai manifesti della settima arte.... Fra le rassegne, da segnalare in particolare quella dedicata al tema del cinema e la religione, con una mostra dedicata a Martin Scorsese (seminarista, poi divenuto il celebre regista che tutti conosciamo) e il suo rapporto con la religione. Chiudiamo infine con la citazione di una bella iniziativa, concepita e prodotta da AlloCiné (sito internet francese di riferimento per le produzioni cine-tv) e sostenuta dal Dipartimento della Cultura: una serie di pannelli interattivi dedicati ai luoghi di ripresa, con filmati e commenti sonori. G.V. ricca di simpatici negozi e ristoranti, o magari lanciarsi nel mercato dell'antiquariato e di quello di frutta e verdura (nella Place des Jacobins, il mercoledì, il venerdì e la domenica), o ancora visitare i dintorni. A questo proposito, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Si può optare per l'abbazia cistercense di L'Epau, a Yvré l'Evêque, costruzione del XIII secolo perfettamente conservata, immersa nel verde. Oppure, per restare in tema di natura, si può visitare il Jardin du Petit Bordeaux, un'area realizzata dal nulla, nel corso di 25 anni di appassionato (è davvero il caso di dirlo) lavoro di Michel Berrou, che ha trasformato un'area qualunque in un paradiso terrestre, anzi in un giardino d'atmosfera - come ama definirlo lui stesso - in un luogo da favola nel quale convivono senza soluzione di continuità, quasi sovrapposti l'uno all'altro, 3800 specie di alberi, piante, fiori… (www.jardindupetitbordeaux.fr). Tanto verde, pur se con un'impostazione più geometrica, più rigorosa, anche nei giardini che circondano il bel Donjon de Ballon, nell'omonimo villaggio, altro luogo assolutamente consigliabile per il viaggiatore in cerca della 'forza tranquilla' (www.donjondeballon.com). Dintorni, comunque, non significa solo passato molto lontano, ma anche ieri o l'altroieri. Un'altra bella escursione da Le Mans, ad esempio, è quella che conduce alla Cidrerie du Moulin Neuf, a Souligné sous Ballon, nei pressi di Montbizot. Il biglietto da visita di questo vero esempio di architettura industriale salvato dalla distruzione e dall'oblio recita ‘Boutique-deco e Salon de Thé', ma il termine è limitativo: nei locali della vecchia fabbrica di sidro, con la ruota del mulino che gira nel torrente, prendono posto infatti un laboratorio creativo, un'esposizione di oggetti di design aperta al pubblico e, nella terrazza appunto sul torrente, una sala da tè sui generis. Presto poi saranno disponibili alcune camere, per un soggiorno davvero fuori dal mondo… Insomma, l'avrete capito da queste brevi note. Un soggiorno da queste parti può essere molto utile, istruttivo e rilassante. Naturalmente, in compagnia delle vostre foto e videocamere … S.B. segue a pag. 54 In alto e qui a sinistra, alcune immagini di Le Mans. La città de La Sarthe è stata scelta per varie produzioni cinetelevisive; in particolare, il centro storico perfettamente conservato, ha costituito la scenografia per molte pellicole, come Le Bossu interpretato da Daniel Auteuil, in questa foto. Sopra, alcuni DVD di film del tutto o parzialmente girati a Le Mans. 53 © A rc hi ve s d e l a Vi lle d u M an s 052_055:026/028 06/07/10 19:50 Pagina 53
perdita di luminosità determinata dal MotionFlow Pro non sarà quindi troppo evidente o comunque problematica. Il risultato è sicuramente quello di rendere le immagini meno scattose, più nitide nelle parti in movimento veloce, ma senza introdurre quell'artefatta fluidità legata al motion interpolation. La soluzione ci sembra finalmente efficace e non dannosa, anche se onestamente continuamo a non sentirne la necessità in quanto, ma questo è molto legato al gusto di chi scrive, non siamo infastiditi dalla scattosità dei film e del 24p. Comunque, se questa rappresenta per voi un problema, il MotionFlow Pro propone finalmente una soluzione che, a nostro avviso, seppure ancora perfettibile va comunque nella giusta direzione. Ottimo! Complessivamente, fra local dimming, MotionFlow, e complici le prestazioni molto buone dello schermo, questo HX900 rivela molte ed interessanti sorprese che, nel complesso, contribuiscono a rendere l'esperienza di visione veramente buona e spettacolare, con importanti miglioramenti rispetto alle generazioni precedenti di TV LCD ed al momento, sul mercato, ai vertici dell'offerta. SOTTILE MA POTENTE Il BDP-S470 è il nuovo Blu-ray Disc player Sony abilitato alla riproduzione di contenuti 3D. Si tratta di un apparecchio sottilissimo che, ripercorrendo con una rapidità incredibile il cammino dei DVD player, si presenta già con un design minimalista ed una integrazione incredibile, segno del rapido raggiungimento della maturità anche per questa tecnologia. Nel complesso il player è molto simile ad altri modelli Sony che abbiamo avuto modo di analizzare, con tutte le classiche possibilità di setup cui si aggiungono poche migliorie ed ovviamente le funzioni dedicate al 3D. Fra le impostazioni per la scelta della risoluzione uscente, segnaliamo la presenza dell'opzione “risoluzione originale” che finalmente permette di far uscire dal player il segnale così come registrato sul disco, senza forzare un livello di risoluzione di immagine fisso come avveniva nei modelli precedenti. L'apparecchio è completo ma semplice. Non è dotato di decoder audio multicanale, ma ovviamente è compatibile con tutti i formati audio. Sul pannello posteriore troviamo, oltre alle classiche uscite video analogiche anche component, un solo connettore HDMI con buona pace di chi teme di non poter far passare i segnali 3D attraverso un vecchio ampli con porte HDMI di generazione precedente. Due le porte USB di cui una sul pannello anteriore, dalle quali riprodurre foto, musica ed anche contenuti multimediali che il BDP è stato in grado di gestire anche nei formati DivX HD e MKV senza problemi (il TV, per inciso, ci ha dato problemi con il DivX HD, comunque riprodotto, e non riconosce l'MKV). La porta Ethernet garantisce l'accesso cablato alla rete, ma il player è anche dotato di WiFi integrata, per una dotazione nel complesso veramente completa. Anche il BDP-S470 ci ha riservato interessanti sorprese, e queste riguardano la velocità. Anche disattivando le opzioni di avvio veloce, dall'accensione all'espulsione del cassettino TEST: TEST: Flat TV LCD 3D Sony Bravia KDL-46HX900 - Blu-ray Player 3D BDP-S470 Sul pannello posteriore è presente il connettore per il trasmettitore IR per gli occhialini 3D. L'unica porta USB, sul pannello laterale, è una scelta obbligata se si acquista l'adattatore wi-fi. passano appena 5”. La maggior parte dei BD che abbiamo provato, inclusi alcuni con menu Java, è stata caricata in meno di 30”, con tempi maggiori mostrati solo con i dischi più evoluti, con menu e grafica più pesante, ma nel complesso le attese sono state drasticamente ridotte da Sony. Veramente ottime anche le performance del deinterlacer integrato che ha superato tutti i test, race car (normali filmati interlacciati) e Edition T Di i l IFA I l 222 138 i i dd 1 22 04 2010 09 05 22I 22 13 20101 118_122:128/130 07/07/10 23:02 Pagina 121
65 Sensore: CMOS 5 MP 1/2.5" Ottica: f/2.8, angolo di campo 170° Stabilizzatore: No Video: 1080, 720, 960, WVGA Display: No Sensibilità: >1.4 V/lux-sec Alimentazione: Li-ion, 1100 mAh Scheda memoria: SD/SDHC In/out: USB 2, AV, Component Waterproof: fino a 60 m Dimensioni: 42 x 60 x 30 mm Peso: 179 gr. (esc. disp. di fissaggio) Estetica: Costruzione: Versatilità: Fotografie: Video: Sub: Q/P: Cool factor: PRO: riprese no limits, sub 60 m, installazione CONTRO: no display per immagini, nitidezza La GoPro Hero è una delle più conosciute camere "indossabili", ormai un cult tra appassionati di surf e motociclisti e ‘sportivi creativi' vari. Il piccolo apparecchio, infatti, permette di realizzare immagini di grande impatto in situazioni particolari: grazie alle diverse configurazioni disponibili, e ai molti accessori per il fissaggio inclusi in ciascuna di queste, la camera può essere installata sul casco della moto (sulla sommità o a lato) per ottenere riprese in soggettiva, oppure sulla tavola da surf, per autoimmortalarsi durante le acrobazie acquatiche nella "camera verde". Le possibilità di utilizzo spaziano dall'automobilismo, al volo libero, allo sci e ad ogni altra attività no-limits. Tra queste, non può mancare l'immersione subacquea, visto che lo scafandro di protezione è in grado di scendere fino a 60 metri di profondità, e di restarci senza danni anche per 180 minuti, almeno a quanto dichiarato dall'azienda. L'apparecchio è composto essenzialmente da 3 parti: il corpo, lo scafandro impermeabile e resistente e i dispositivi di aggancio ed installazione. La camera vera e propria è molto piccola: il corpo in plastica non sembra di qualità eccelsa, ma la protezione del dispositivo è tutta delegata allo custodia in policarbonato trasparente, complemento indispensabile dell'apparecchio. All'interno, un sensore CMOS da 1/2.5" permette di realizzare scatti da 5 MP e riprese in WVGA 60p, 720 30 e 60p e 1080 30p. La camera offre anche un'insolita modalità di ripresa 4:3, 1280x960 a 30p, per immagini con un maggior angolo di campo verticale. L'ottica è a focale fissa ed è ultragrandangolare, con un campo visivo di ben 170 gradi (127° in 1080p): le immagini presentano la classica distorsione delle ottiche wide più estreme, con un effetto simile a quello dei fish-eye. Se si riprende in spazi angusti o in interni, i soggetti presenteranno inevitabili i segni della distorsione geometrica, mentre nell'uso outdoor questa caratteristica - comunque evidente - non disturberà più di tanto: se infatti si sta riprendendo in soggettiva un lancio col paracadute, l'enfasi della curvatura dell'orizzonte sarà solo un ulteriore motivo di spettacolarità delle riprese. La qualità complessiva della lente, Una corazzata della categoria “camere indossabili”, vero e proprio cult fra gli sportivi: sul casco o sulla tavola da surf, sul rollbar o sul manubrio della motocicletta, non c'è posto dove la GoPro HD Hero non possa essere installata Dall'alto dei cieli al profondo dei mari, ecco una piccoletta di quelle toste, per togliersi qualche soddisfazione. invece, lascia un po' a desiderare, con un evidente calo della nitidezza nelle aree laterali: da un dispositivo così piccolo, però, non era lecito attendersi nulla di più sotto questo profilo. Dove invece la GoPro ci ha sorpreso è nelle riprese con luce non ai massimi livelli. Se una camera studiata per l'uso all'aria aperta non fosse molto sensibile, non sarebbe certo un dramma: la macchina, invece, ha mostrato una resa sopra le aspettative. Il livello di dettaglio dell'immagine non è al massimo, con qualche seghettatura visibile sulle linee e sugli spigoli. Il controllo di tutti i parametri è affidato a due soli pulsanti, replicati sullo scafandro: la camera offre un piccolo display a cristalli liquidi dove visualizzare le informazioni principali, che è però impossibile da controllare in molte delle situazioni di ripresa. Per operare correttamente, sarà dunque necessario imparare la successione giusta dei comandi. In ogni caso, i parametri possono essere impostati prima dell'installazione. Oltre ai video, GoPro scatta foto singole o in sequenza di tre, offre l'autoscatto e il timelapse con intervallo di 2, 5, 10, 30 o 60 secondi. I controlli di immagine contemplano solo due posizioni per l'esposizione automatica (media pesata al centro o spot) e il ribaltamento dell'immagine (tramite un update gratuito del firmware) in caso di installazione rovesciata. Manca, lo ricordiamo, un vero mirino/monitor, e dunque l'inquadratura va fatta ad occhio; non è un problema in caso di soggettiva, mentre è un po' più complicato, nonostante l'ottica super wide, per il resto. Ampio il corredo di accessori per fissare la camera ai più diversi supporti dal cofano dell'auto al casco: nel kit in prova (HD Wide Helmet Hero) una fascia elastica per il casco, supporti adesivi (due curvi e due piatti), un supporto con cinghie ed un braccio orientabile su tre assi, complementare agli altri supporti. Di serie anche cavi component, composito ed USB, che serve anche a ricaricare la batteria direttamente dal computer. La dotazione si completa con un secondo sportello non waterproof, per ottimizzare l'audio, ma solo se il vento è a velocità non superiore alle 100 miglia all'ora... Buon divertimento! S.Bla. GoPro HD Helmet Hero Wide Prezzo: 349 euro 062_067:090-091 06/07/10 20:05 Pagina 65
SECONDILE ISTRUZIONI PER L'USO DI TUTTO DIGITALE6FUORI IN 6 www.tuttodigitale.it ISSN 1128-496X Mediaspazio srl - via M. Melloni 17 - 20129 Milano Tel. 02.71.83.41 - Fax 02.71.40.67 www.fotonotiziario.it Diffusione: CDM srl, v.le Don Pasquino Borghi, 172 - 00144 Roma tel. 06.52.91.419 - fax 06.52.91.425 www.cdmitalia.it Gestione rete di vendita e logistica: Press-Dì via Cassanese 224 - 20090 Segrate (MI) Prepress: motoperpetuopress srl Stampa: Arti Grafiche Boccia, Via T. C. Felice, 7 - 84131 Salerno tel: +39 089 303311 - fax +39 089 771017 - www.artigraficheboccia.it Finito di stampare nel mese di luglio 2010. Direttore responsabile: Stefano Belli Testata registrata al Tribunale di Roma (N° 493/98 del 26/10/98) La responsabilità dei testi è imputabile ai soli autori. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. È vietata la riproduzione anche parziale di testi, documenti e fotografie. ' Copyright 2010 Motoperpetuopress. Direttore responsabile STEFANO BELLI Direttore tecnico: MASSIMO BASILE Responsabile di redazione: GIORGIA VACCARI Videocreativo & editing: MARCO ZAMPARELLI Home Video & DVD: GIACOMO PUMA Home Theater: LUIGI DE ANGELIS TD Television: STEFANO BLASI Gadget hi-tech: ALESSANDRO BELLI Concorsi e scuole: VALERIO FERRARIS Videoimpaginazione: ANDREA GIOVANNONE Photo & Visual Design: MOTOPERPETUOPRESS Web/Multimedia: MARIO RAMA Hanno collaborato a questo numero: FEDERICO ANGELINI, GIANNI CASERTA, MARCO CASERTA, ROSSELLA CAVANIGLIA, SALVATORE COPPOLA, DARIO CORVINO, JEAN P. COUTEAU, GIAMPIERO D'AMATO, SAMUEL DAKER, ROBERTO DESIDERATI, FRANCESCO LUIGI GIARDIELLO, FILIPPO MANDETTA, RODOLPHE MOREL, LINO PALENA, HELENE QUELLET, In esclusiva ' per l'Italia LES TECHNONAUTES - PARIGI TUTTO DIGITALE, TUTTO DIGITALE COLLECTION, TUTTO DVDetc, ALTA DEFINIZIONE cinema & TV HD sono pubblicazioni MOTOPERPETUOPRESS AL A D FINIZION cinema &TVHD collection b MOTOPERPETUOPRESSb MOTOPERPETUOPRESS srl Via delle Alpi 13, 00198 ROMA Tel. 06.442.02.596 -Tel/Fax 06.442.544.26 PUBBLICITÀ: Motoperpetuopress srl - Via delle Alpi 13 - 00198 Roma Tel. 06.442.02.596 - Tel/Fax 06.442.54.426 www.motoperpetuopress.com - www.tuttodigitale.it 62ANNO XIII Per sapere a chi e dove inviare una lettera o un'e-mail. Per conoscere prezzo e modalità di vendita degli arretrati. Per utilizzare i servizi del mercatino, dello spazio dei lettori. Per sfruttare al meglio la vostra rivista preferita, insomma, vi chiediamo di perdere solo 60 secondi e dare un'occhiata a queste avvertenze, alle ‘Istruzioni per l'uso di Tutto Digitale' CORRISPONDENZA Tutto Digitale riceve con piacere tutti i contributi di qualsiasi genere dai lettori, e dunque richieste, commenti, complimenti e critiche. Tutta la posta è letta dal direttore Stefano Belli, ma, data la grande quantità di arrivi giornalieri, possiamo rispondere solo a quesiti di interesse generale, direttamente sulla rivista. Come si può comprendere, non ci è possibile rispondere privatamente, né per lettera, né per e-mail, né tantomeno per telefono. Per ovvî motivi di correttezza, inoltre, non possiamo fornire indicazioni sulla scelta di un modello rispetto ad un altro. Suggeriamo a quanti desiderino risposte tecniche - solo a quesiti di interesse generale - di indirizzare le richieste a: Tutto Digitale - Posta Tecnica - via delle Alpi 13, 00198 Roma o inviare una e-mail a: redazione@tuttodigitale.it. Le risposte verranno fornite dai vari redattori specializzati. Per tutti i temi relativi ad aspetti editoriali o legati al mercato video in genere, come anche per polemiche, critiche e proposte di qualsiasi tipo, si può contattare direttamente il direttore Stefano Belli scrivendo a: Tutto Digitale - Filo Diretto - via delle Alpi 13, 00198 Roma, oppure inviare un'e-mail a: stefanobelli@tuttodigitale.it Tutto Digitale si riserva il diritto di condensare lettere di lunghezza eccessiva. Il materiale inviato si intende autorizzato alla pubblicazione e, in ogni caso, non verrà restituito. 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VIDEOCONCORSI Tutto Digitalesegue le manifestazioni organizzate in Italia, pubblicando su ogni numero le informazioni relative ai diversi concorsi; la mappa completa di tutti gli appuntamenti si trova generalmente nello Speciale Videomaker di inizio anno. Gli organizzatori delle manifestazioni possono contattarci scrivendo a Tutto Digitale - Agenda Videomaker - via delle Alpi 13, 00198 Roma, oppure a videomaker@tuttodigitale.it. TUTTO DIGITALE ON LINE Tutto Digitale web è all'indirizzo www.tuttodigitale.it. Nel sito troverete il sommario e una sintesi dell'ultimo numero, le ultime novità in tempo reale, il mercatino dell'usato, la possibilità di iscriversi alla newsletter, la presentazioni di iniziative speciali, e altro ancora. 006:008 06/07/10 17:19 Pagina 6

68 Sensore: CCD 12 MP 1/2.33” Ottica: f/3.5, 3.6x 28 - 102 mm eq. Stabilizzatore: Sì Video: 720p, VGA, QVGA Display: 2.7”, 230.000 pixel Sensibilità: 64 - 1600 ISO Alimentazione: Li-ion, 740 mAh Scheda mem.: SD/SDHC, 1GB int. In/out: HDMI tipo C, USB 2.0/AV Waterproof: fino a 3 m Dimensioni: 95,9 x 65,0 x 23,4 mm Peso: 159 gr. Estetica: Costruzione: Versatilità: Fotografie: Video: Sub: Q/P: Cool factor: PRO: guida in camera, memoria interna CONTRO: rumore a ISO alti, filmati HD non al top Tough, ovvero duro, resistente: è questo il nome delle fotocamere Olympus capaci di scendere sott'acqua, andare sulla neve e sopportare urti, graffi e cadute, senza per questo rinunciare al design delle compatte µ (mju). Insomma, l'Olympus µ Tough-3000 è una "dura" con molto stile, da usare in vacanza come ad una cena di gala: la macchina è disponibile in rosso e turchese, e sfoggia sul frontale un inserto in plastica gradevole. Il bell'aspetto non tragga però in inganno: la µ resiste a cadute da 1.5 m, lavora a 10 gradi sottozero e va sott'acqua fino a 3 metri. All'interno, uno zoom ottico 3.6x di tipo "folded" offre un minimo di versatilità nella composizine dell'inquadratura, a partire dai 28 mm equivalenti fino ai 102 mm di massima estensione. In posizione wide si nota il classico effetto barilotto, che è quasi una regola nelle macchine più compatte. In questo caso, la deformazione è a livelli accettabili, inferiore a quanto riscontrato su altri modelli di categoria simile. Il sensore da 12 MP è un CCD da 1/2.33". In termini di sensibilità, il dispositivo Olympus µ Tough 3000 Prezzo: 189 euro Lo stile c'è, la resistenza agli urti anche; sott'acqua e sottozero fa il suo dovere e, all'occorrenza, non sfigura ad una cena o ad una festa. Bella e tosta, la µ Tough-3000 offre tanto con poco. Per chi vuole una vita (moderatamente) spericolata, senza rinunciare allo stile, in spiaggia come ad una festa. non fa miracoli: le immagini sono abbastanza pulite, ma oltre gli 800 ISO o in la modalità HighISO, il rumore si fa evidente. Il retro della camera è occupato dal display LCD da 2.7" e dai pulsanti di controllo, tutti coperti da un unico strato di gomma. Oltre ai comandi principali (zoom, joystick per il menu, revisione delle immagini), fanno parte del set un bottone dedicato alla ripresa video, ed uno per la guida allo scatto integrata nella fotocamera: con il primo si può avviare la registrazione di filmati fino a 720p. La qualità dei video (AVC in file MP4) lascia a desiderare, in particolare alle basse luci; il microfono integrato, poi, cattura ed amplifica i rumori prodotti dalla dita sul corpo macchina, con un effetto fastidioso. Foto e filmati possono essere salvati sulla memoria interna (1 GB, 600 MB circa disponibili) o su scheda SD o SDHC, inserita nell'apposito slot. Oltre ai filmati, la mju Tough-3000 offre alcune modalità di scatto per adeguarsi rapidamente alle situazioni più diverse: tra queste, ritratti, cuccioli, snapshot (nome curioso per la modalità subacquea), spiaggia/neve, documenti, gastronomia, fuochi d'artificio, tramonto, autoritratto, candela, interni, sport, ritratto notturno, notturno e paesaggio. In modalità iAuto, la fotocamera sceglie automaticamente il programma di scatto più indicato. Tre opzioni ulteriori ampliano le possibilità creative: Magic offre quattro effetti (pop art, foro stenopeico, fish eye, disegno) per personalizzare gli scatti; con beauty è possibile applicare un filtro per ammorbidire l'incarnato e ridurre le imperfezioni del viso; con panorama, infine, si uniscono tre foto in una sola, approfittando dell'assistenza all'allineamento disponibile sul display LCD. Oltre a programmi di scatto e filtri creativi, la µ Tough-3000 dispone di face detection, di AF tracking e di stabilizzatore. Alcuni parametri (WB e AE) possono poi essere gestiti o compensati manualmente: per agevolare l'impostazione è possibile confrontare in tempo reale l'inquadratura con le correzioni applicate, per scegliere quella che più soddisfa. Il pulsante per l'aiuto integrato permette di aprire la guida all'uso, precaricata nella memoria, con possibilità di cercare gli argomenti per scopo o per parola chiave. I contenuti sono ben organizzati e facilmente accessibili anche per l'utente alle prime armi, che potrà approfittare dei suggerimenti senza staccare gli occhi dal display. Per quanto riguarda le connessioni, segnaliamo una porta HDMI tipo C ed una USB 2.0, che funziona anche come AV out, con l'apposito cavo in dotazione. Anche la ricarica della batteria avviene attraverso la porta USB, collegata al computer o connessa alla rete elettrica attraverso un trasformatore fornito di serie. Il look, le opzioni di scatto, il corpo robusto e impermeabile: per documentare le vacanze non manca niente. S.Bla. 068_073:090-091 06/07/10 20:50 Pagina 68
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T orna il classico spazio dedicato alle opere(fotografie o video) inviateci da chi leggeTutto Digitale, la rubrica Foto&Video Gallery, dopo una sosta di qualche numero, determinata dalla necessità di dare spazio ad altre iniziative ‘creative', come la galleria fotografica dei lettori e il Wedding Contest. Questa volta, ci occupiamo di due opere di altrettanti lettori, ovvero un video documentaristico e di un reportage fotografico sui generis, costituito da una raccolta di immagini su situazioni urbane diciamo poco piacevoli, come vediamo in queste pagine. Ma andiamo con ordine. DA LEGNO A CARBONE VEGETALE Il video ci arriva dal profondo sud, da Nicotera, Vibo Valentia, ad opera di Antonio Francesco Campisi, titolare dello studio di produzione e post produzione AC Video (vogliamo indovinare... Antonio Campisi Video?). Se la memoria non ci inganna, il lettore ci ha inviato già altre volte il frutto del suo impegno; in ogni caso, stavolta il materiale inviato è un documentario dal titolo ‘Da legno a carbone vegetale' ed è firmato Ac Video in collaborazione con l'Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia - Assessorato all'agricoltura. Torniamo ad occuparci delle foto e dei video dei lettori, delle loro opere. Questa volta, vi presentiamo un documentario e le ultime imprese di (digital) Zorro, il fotografo videomaker che è già stato ospitato su queste pagine Legno, carbone e il ritorno di(digital) Zorro Foto & video gallery le proposte dei lettori 30 Qui sopra e a destra, il DVD e la relativa copertina del documentario Da Legno a Carbone Vegetale, realizzato dal nostro lettore Antonio Campisi di Nicotera in collaborazione con l'Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia - Assessorato all'Agricoltura. Il lettore ci chiede di conoscere le nostre opinioni, aggiungendo che il filmato è stato finalista del Tropea Film Festival... del 2007. Ben volentieri, come sempre, diamo un'occhiata al materiale, anche se a dire il vero non sappiamo quanto possa essere utile al lettore oggi un parere spassionato... sulle sue capacità di tre anni fa. A distanza di un tale periodo di tempo, probabilmente, il lettore sarà cambiato, come tutti, e magari dal punto di vista tecnico ed artistico si sarà anche evoluto... In ogni caso il documentario si presenta con una copertina dal sapore professionale, e una serigrafia sul disco altretanto curata. Semplice e curato anche il menu, che offre la scelta fra 8 capitoli che consentono di muoversi agevolmente per il programma (della durata di poco superiore alla mezzora). Dopo una partenza con titolazione precisa ma un po' banale, entriamo nel vivo della faccenda. Il video è nel complesso più che corretto, anche se avremmo limitato un po' l'uso dello zoom (troppe zoomate consecutive da stretto a largo) ed utilizzato talvolta incisi più brevi; alcune riprese sembrano un po' ridondanti e forse si poteva ridurre la lunghezza del tutto in favore di un migliore senso del ritmo. È pur vero che il tema sviluppato è un po' ostico, e le condizioni di illuminazione e i luoghi di ripresa, per quanto è stato possibile vedere, abbastanza complicati da gestire. In generale il documentario sembra migliorare con il passare dei minuti, quando la narrazione entra nel vivo, nella seconda parte; simpatico l'uso dell'effetto fantasma al momento della costruzione della catasta. Insomma, nel complesso, un prodotto valido ma con qualche piccolo neo. Siamo certi però che dal 2007 ad oggi il nostro lettore avrà certamente effettuato un salto di qualità. 030_032:026/028 08/07/10 13:43 Pagina 30
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risoluzione è davvero eccellente - i primi test parlano di 1000 linee TV, anche a diaframma aperto, un vero record per la categoria. La nuova ottica, poi, riesce a contenere al minimo le aberrazioni cromatiche, restituendo immagini estremamente nitide e senza sbavature in tutte le condizioni di ripresa, anche in presenza di forti contrasti luminosi. Per ottenere questi risultati Canon ha utilizzato un elemento in vetro ad alto indice di rifrazione e bassissima dispersione (Hi-UD), cioè un tipo di lente utilizzato fino ad oggi solo nelle migliori ottiche HD di fascia broadcast. Questa lente Hi-UD si combina con altre lenti a bassissima dispersione (UD), un elemento asferico ad elevatissimo indice di rifrazione (UA) e due elementi asferici su due lati, che permettono di ottenere immagini molto nitide. Anche le aberrazioni geometriche sono più che accettabili: in posizione di massimo grandangolo, l'effetto a barilotto è molto contenuto. L'ottica offre uno zoom 18x, che parte da un discreto grandangolo, equivalente a un 29 mm in formato 35 mm, fino ad un tele piuttosto spinto (oltre 500 mm): un range perfetto in ogni situazione di ripresa, che renderà superfluo l'uso di aggiuntivi ottici (anche se in catalogo è previsto un convertitore 0.8x). La qualità delle ottiche è sempre stata un punto di forza delle videocamere prosumer Canon, ma questa volta siamo di fronte a un capolavoro, anche per quanto riguarda le regolazioni manuali di ripresa. In passato molti utenti hanno lamentato la mancanza di controlli completamente meccanici sulle videocamere XL e XH; finalmente la nuova ottica serie L offre un anello completamente meccanico per la messa a fuoco e anche la ghiera dello zoom ha un TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XVI 100 Per la sua prima videocamera tapeless, Canon ha scelto le memorie di tipo Compact Flash, che offrono prestazioni sempre più elevate a prezzi molto competitivi. L'XF305 offre un set di connessioni tra i più completi, con uscite HD-SDI, HDMI, Component HD e composito SD su connettore BNC. Sotto all'impugnatura si trova anche uno slot SDHC: queste memory card possono essere utilizzate per scattare foto o per salvare impostazioni di ripresa personalizzate. Videocamera HD Canon XF305 098_105:128/130 07/07/10 22:17 Pagina 100
73 Sensore: CMOS 10.2 MP 1/2.4” Ottica: f/3.5, 4x 25 - 100 mm eq. Stabilizzatore: Ottico Video: 720, VGA Display: 3”, 230.000 pixel Sensibilità: 125 - 3200 ISO Alimentazione: Li-ion, 640 mAh Scheda memoria: Ms Pro Duo/SDXC In/out: USB 2.0/AV Waterproof: fino a 3m Dimensioni: 94 x 57 x 18 mm Peso: 128/144 gr. Estetica: Costruzione: Versatilità: Fotografie: Video: Resa sub: Q/P: Cool factor: PRO: Look e costruzione, resa a tutto tondo CONTRO: Prezzo non economico Design trendy e impermeabilità fino a 3m per la Sony Cyber-shot TX5, compatta sottile e moderna adatta alla tasca del costume come al taschino della giacca elegante. A differenza di altri modelli che lasciano intendere l'indole waterproof già dal primo impatto, questa TX5 sembra una classica fotocamera fashion della casa giapponese; è disponibile anche in diversi colori. Il design è molto ben riuscito, moderno e discreto, con lo sportello che scorre, utile per proteggere la piccola ottica, da manovrare tramite il minuto bilanciere sulla parte superiore del corpo. Sul lato posteriore, praticamente tutto lo spazio è occupato dall'ampio touch screen da 3". La parte inferiore integra oltre alla filettatura per cavalletto, uno sportello che rivela vano batteria, slot per schede (compatibile anche con schede SDHC ed SDXC oltre alle Memory Stick) e connettore proprietario per il collegamento a computer o flat TV. Sotto il piano della costruzione la macchina si dimostra solida e ben studiata, come è lecito aspettarsi anche visto il prezzo di listino. Il sensore adottato è un CMOS Exmor R di ultima generazione e 10.2 MP di risoluzione. Abbiamo già apprezzato i nuovi Exmor nelle ultime videocamere e fotocamere firmate Sony, specialmente per quello che riguarda la sensibilità. Il motivo è semplice: questo sensore, accoppiato al processore Bionz, presenta varie caratteristiche di richiamo fra cui lo scatto continuo a 10 fps (a piena risoluzione, valore da reflex 'pro') e la ripresa in HD 720p. L'ottica, a costruzione interna, è un 4x wide (equivalente ad un 25-100 mm.) con luminosità in linea con la categoria, e con un efficace stabilizzatore ottico. Il menu 'tutto touch' è improntato alla massima semplicità e leggibilità, molto semplice e ricco di spiegazioni: chi non ha esperienza impiegherà pochi minuti A prima vista non sembra una fotocamera waterproof, ma una macchina alla moda con tutti i fronzoli: corpo sottile in metallo, ampio schermo touchscreen, sensore Exmor R, ripresa video in HD. Ma, a volte, l'apparenza inganna... Una macchina dall'indole fashion e supertecnologica che non disdegna schizzi e immersioni (non troppo profonde). per capire come far funzionare a dovere la TX5. Le modalità di scatto sono poche ma buone: scene intelligenti (Intelligent Auto), P, Sweep Panorama, Anti blur, Twilight HDR, Scene e Filmato. La prima, consigliabile per la gran parte delle occasioni in cui sia presente una buona quantità di luce, funziona molto bene; la macchina è abbastanza rapida sia in fase di accensione e di scatto che nella messa a fuoco (effettuabile anche toccando il punto sullo schermo). Interessante la funzione Sweep Panorama, che, seppur spesso con qualche limite evidente, registra in maniera semplice e rapida un'immagine panoramica. La resa delle foto ci ha colpito per dettaglio e colori: in buone situazioni di luce le immagini presentano una ottima definizione e gradazioni di colori naturali. Lusinghieri anche i risultati in condizioni di luce difficile, con la modalità Twilight che ottimizza lo scatto in condizioni, appunto, di luci crepuscolari, e riesce a restituire immagini luminose al punto giusto, senza la necessità di usare il flash e di arrivare a valori ISO elevati, e soprattutto, con livelli di rumore davvero contenuti per la categoria. Buono l''Anti blur', che scatta foto in sequenza e le fonde in un'immagine unica per diminuire il mosso: non fa miracoli, ma risulta utile in qualche caso. Qualche aberrazione dell'ottica si evidenzia soprattutto in tele, ma siamo a livelli contenuti: visti diametro e tipo di costruzione dell'obiettivo ci aspettavamo di peggio. I video in HD vengono ripresi in maniera fluida, ma risultano troppo compressi e dal dettaglio che non fa gridare al miracolo. Insomma, non è il caso di mettere da parte la videocamera, ma forse ci aspettavamo troppo. Il 'fattore di impermeabilità', fino a 3m, non fa della TX5 una macchina sub vera e propria, ma comunque è presente un modo scena adatto sia per le foto che per i video che ottimizza il bilanciamento del bianco e permette di ottenere scatti subacquei discreti, sia al mare che in piscina. Unica nota dolente il prezzo, un po' alto, ma se cerchiamo una macchina alla moda, che non disdegna però qualche escursione estiva, la TX5 è la candidata ideale, viste le caratteristiche di prim'ordine e la resa di tutto rispetto. A.B. Sony Cyber-shot DSC-TX5 Prezzo: 359 euro 068_073:090-091 06/07/10 20:54 Pagina 73
Una delle attrazioni più originali di LeMans è costituita dal caratteristico spettacolo di suoni e luci 'La Nuit des chimères', vera gioia soprattutto per gli occhi. In queste pagine pubblichiamo alcune immagini che potranno dare un'idea di cosa si tratta; al momento in cui scriviamo, lo staff di Skertzò (www.skertzo.com), società che ha progettato le proiezioni, sta mettendo a punto i calcoli delle animazioni per la nuova installazione di quest'anno, prevista sull'abside della cattedrale (foto in basso a sinistra nell'altra pagina). Questa, una costruzione gotica con archi rampanti e dimensioni notevoli, pone alcuni problemi per la gestione dello spettacolo. Problemi infine risolti grazie ad un sistema di 9 videoproiettori disposti a mosaico, prodotti da Christie e capaci di generare immagini da 20000 lumen, collegati ad altrettanti computer, oltre ad uno principale, dedicato alla sincronizzazione dei 9 film del programma. Bisogna tenere presente che la gestione delle animazioni non è poi così ovvia considerata la grandezza delle immagini (circa 3000x4000 pixel). In ogni caso, visti i precedenti, non abbiamo dubbi che lo spettacolo previsto sarà mozzafiato. Tutte le altre installazioni sparse nella Cité Plantagenète, l'antica area centrale di Le Mans, sono invece basate su un 'matrimonio di interessi', ovvero dall'unione di sistemi video e proiettori d'immagine su pellicola. Per esempio, sulla cinta romana, lavorano 6 proiettori altissima potenza “Pigi”, costruiti dalla francese E\T\C Audiovisuel che proiettano lunghi spezzoni di pellicola. I proiettori “Pigi” utilizzano pellicole di tipo fotografico, montate su due sistemi sovrapposti scorrevoli, a loro volta posti su un supporto rotante servoassistito, capace di ruotare di 360 gradi tramite software a precisione millimetrica. Le due pellicole sovrapposte misurano una ventina di centimetri di larghezza, sono lunghe circa 30 metri, e sono mosse singolarmente da un software in grado di gestire posizione dei film, velocità di scorrimento, inclinazione, rotazione e luminosità. Tali pellicole contengono una il programma “immagine” e l'altra quello ‘maschera' (costituito da una pellicola trasparente con sagome nere); è facile capire come questo accorgimento permetta una grande varietà di effetti. I proiettori Pigi, fra l'altro, possono utilizzare tutte le ottiche professionali Alcune spettacolari immagini delle installazioni relizzate dalla parigina Skertzò proiettando immagini in pellicola a grande formato e video (tutte le immagini di queste pagine sono ' una creazione Skertzò per la ville Du Mans). La Nuit des Chimères: cinema e video oggi sposi 052_055:026/028 06/07/10 19:51 Pagina 54
72 Sensore: CMOS 9MP 1/2.5" Ottica: f/3.5, 4x F 38-190 mm eq. Stabilizzatore: elettronico Video: 720p, VGA Display: 2", 150.000 pixel Sensibilità: 50 - 1600 ISO Alimentazione: Li-ion, 720 mAh Scheda memoria: SD/SDHC In/out: USB 2.0/AV Waterproof: 1.5 m Dimensioni: 70,4 x 40,5 x 111,4 Peso: 230/249 g. Estetica: Costruzione: Versatilità: Fotografie: Video: Sub: Q/P: Cool factor: PRO: Zoom 5x, opzioni foto e controlli PASM CONTRO: Rolling shutter, risposta pulsanti La Xacti CA9 sfoggia il classico design delle Dual Camera di Sanyo, riproposto però in chiave waterproof. L'impugnatura a pistola con tutti i comandi a portata di pollice è il tratto distintivo delle fotovideocamere della gamma, che da sempre uniscono portabilità e qualità, senza rinunciare a zoom ottico e ripresa in HD 720p. La costruzione appare solida: per quanto non sia dichiarata una resistenza agli urti, la CA9 si presta all'uso marittimo e sportivo, sulla spiaggia come sugli sci. L'impermeabilità dichiarata si attesta su 1.5 metri, valore che consente riprese sul bagnasciuga o in piscina, a pelo d'acqua o poco al di sotto: difficile pensare a qualcosa di più impegnativo dello snorkeling, ma del resto la maggioranza degli utenti con maschera e pinne non si spinge molto al di là. Ad accompagnare la macchina, una pratica custodia offerta in dotazione. I comandi principali sono sul retro della macchina, in corrispondenza del pollice: agire precisamente sul joystick o sui pulsanti per lo scatto o la ripresa (due separati) non è però facilissimo, e sovente si corre il rischio di schiacciare il bottone sbagliato. Con un po' di allenamento, si può limitare questo piccolo inconveniente. All'interno del case si trova un sensore CMOS da 9 MP, accoppiato ad un'ottica zoom 5x, un valore importante su una camera di questa classe. Le prestazioni dell'ottica sono discrete, con un barilotto evidente in posizione wide (38 mm eq.). In tele (190 mm eq.) si manifestano gli effetti del rolling shutter anche su movimenti abbastanza lenti. Lo stabilizzatore, di tipo elettronico, non è particolarmente efficace nel ridurre le vibrazioni al massimo dello zoom, anche se disattivandolo si nota la differenza. La macchina può scattare immagini JPEG fino a 12 MP (interpolati), con risoluzione massima nativa di 3456x2592 pixel, pari a 9 MP. La ripresa video, Sanyo Xacti CA9 Prezzo: 449 euro Fotografie fino a 12 MP, video in 720p e zoom 5x sono i principali argomenti della Xacti CA9: fedele alla linea del marchio, è una sportiva adatta alla vita da spiaggia e allo snorkeling, senza temere in altre stagioni - l'uso sulla neve. Dual camera versatile, con zoom 5x e impermeabilità 1.5 m, per foto e video in spiaggia o a pelo d'acqua. invece, contempla tra i formati il 720p a 30 fps e il VGA a 30 e 60p; i file registrati sono .MP4, con codec H.264 e 9 Mbps di bitrate. Presente anche una funzione per la registrazione della sola traccia audio. I video sono corretti, con qualche piccolo artefatto di compressione in 720p. La doppia natura di videocamera e fotocamera è particolarmente evidente nella presenza di due dispositivi, il monitor orientabile e il flash, tipici delle due diverse categorie di apparecchi. Il display da 2.5" si può ruotare di 285 gradi, in modo da offrire sempre la migliore visuale in caso di inquadrature da diverse angolazioni: l'angolo visuale non è eccellente, ma questo non costituisce certo un problema. Il flash, invece, è posizionato a lato dell'obiettivo, e può essere impostato su auto, forzato o spento. Oltre al flash, la Xacti CA9 offre tante altre funzioni fotografiche, a partire dall'autoscatto e dai 9 programmi di ripresa (auto, lampada, fuochi d'artificio, neve&spiaggia, ritratto notte, paesaggio, ritratto, sport e sott'acqua), dal controllo della sensibilità, all'AE (multi, centro e spot). L'autofocus a contrasto può essere basato su 9 punti oppure impostato sullo spot centrale. Il fuoco si può commutare in manuale e in macro, con distanza minima 1 cm, mentre le 6 modalità di bilanciamento del bianco permettono di adeguare la camera alle diverse temperature di luce. Per gli utenti più smaliziati è disponibile il controllo manuale, a priorità di diaframmi o di tempi, per impostare l'esposizione in maniera creativa. Completano il quadro il riconoscimento dei volti e una modalità di scatto ad alta sensibilità, che introduce però molto rumore. Infine, per agevolare gli utenti meno esperti, la Xacti CA9 offre anche una versione "easy" del menu, con solo tre voci (dimensione, messa fuoco e flash). In fase di playback, la CA9 può mostrare scatti e filmati in una slideshow, magari collegata ad un TV esterno grazie al cavo proprietario in dotazione. Non sarà forse l'ultimo grido assoluto, ma questa "dual camera" disponibile in nero, rosso e verde - vale sempre un pensierino, se non altro perché offre ripresa e scatti dalla resa più che sufficiente all'uso spensierato e vacanziero. S.Bla. 068_073:090-091 06/07/10 20:53 Pagina 72
definitiva da questa fetta di mercato? Forse no, e il merito è della nuova Panasonic AG-3DA1, la prima macchina compatta dotata di due ottiche integrate e capace di riprendere in HD 3D. ON, REC Il suo aspetto sarà probabilmente noto a tutti: la AG-3DA1, infatti, è stata annunciata più di un anno fa ed arriverà sul mercato in autunno. Attualmente è possibile prenotarne l'acquisto, versando all'azienda una caparra che sarà poi scontata dal prezzo di listino. Tutto Digitale ha avuto a disposizione per 10 giorni uno dei due esemplari di preserie circolanti in Italia e, in anteprima tra le riviste europee, presenta ai suoi lettori i risultati dei test. La filosofia alla base del camcorder è molto semplice: offrire a tutti uno strumento abbastanza economico e facile da usare, per realizzare contenuti in 3D. Rispetto ad un sistema a doppia camera, i costi non sono nemmeno paragonabili: il prezzo di listino si attesta infatti sui 16.800 euro più iva, cifra con cui è difficile portare a casa anche il solo stereo rig. Ovviamente, il confronto tra una coppia di macchine da presa per il DCinema (dal costo di svariate decine di migliaia di euro) e questa soluzione compatta non è possibile, per ovvie ragioni tecnologiche ed economiche. Il punto importante, però, è che la AG3DA1 consente ad un parco di utenti molto ampio di girare in stereoscopia; con qualche limite, come vedremo più avanti, ma anche con tante possibilità. Quello che colpisce immediatamente è la straordinaria facilità di allestimento della macchina (sempre considerata in rapporto ai sistemi finora utilizzati per ripresa in stereo 3D), che può iniziare a riprendere senza bisogno di particolari competenze specifiche o operazioni preliminari, a parte aprire la cerniera della borsa di trasporto, estrarre la camera e ruotarne il selettore di accensione. STEREOSCOPIA A PORTATA DI MANO Il case ricorda lontanamente quello inconfondibile - della AG-HVX200, una camera Panasonic di grandissimo TEST: VIDEOCAMERA HD3D PANASONIC AG-3DA1 CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE PRO CONTRO Costruttore: Panasonic Co., Giappone Distributore: Panasonic Italia, via Lucini 19, 20125 Milano, tel. 02/67881 www.panasonic-broadcast.it Sensore di immagine: 2 dispositivi 3MOS da 1/4.1" e 2.07 MP x3 Ottica: 2 obiettivi; lunghezza focale, diametro e luminosità non dichiarate Supporto di registrazione: 2 schede SD o SDHC Formato di registrazione video: 1080/60i, 50i, 30p, 25p e 24p (nativo); 720/60p e 50p; AVCHD (MPEG-4 AVC / H.264) fino a 21 Mbps (VBR) Formato di registrazione audio: Dolby Digital 2 ch, 48kHz, 16 bit, 384 kbps Guadagno: da 0 a + 24 dB a passi di +1 dB Bilanciamento del bianco: 2 preset (5600 K/3200 K) e 2 posizioni personalizz. Monitor: LCD 3.2" 921 Kpixel Mirino: LCD 0.45" 1.226 Kpixel Microfono integrato: stereo Connessioni: uscite HDMI 1.4 (frame e field sequential), 2 HD-SDI (L, R), cuffie, 2 XLR, controlli remoti per fuoco/iris (minijack 3.5mm) zoom s/s (superminijack 2.5mm) e convergenza (superminijack 2.5mm) Accumulatore in dotazione: 5400 mAh Consumo: 19 W o meno (in registrazione) Dimensioni: 158 x 187 x 474 mm (escluse parti sporgenti) Peso: 2.8 Kg (3.2 Kg con batteria, microfono opz. e 2 SD card) ESTETICA La forma del corpo è molto particolare, e l'alloggiamento della doppia ottica sembra a prima vista aggiunto al resto del camcorder. Nessuna concessione al design, come tradizione dei prodotti pro della casa. COSTRUZIONE Voto alto per la riuscita integrazione di "due di tutto" (ottiche, sensori, processori, schede) all'interno di un case compatto e non troppo pesante. Realizzazione generale solida, con qualche plastica di troppo. VERSATILITÀ Un apparecchio pensato per un impiego ben preciso, il 3D, che offre al suo utente leggerezza e semplicità d'uso. PRESTAZIONI Non eccelle alle basse luci, ma ha nel 3D il suo punto di forza: la ripresa stereo sovrasta tutte le altre valutazioni sulle performance, comunque di buon livello. Da ottimizzare l'encoder. RAPPORTO Q/P s.v. 16.800 euro + iva sono tanti o sono pochi? L'assenza di concorrenti impedisce una valutazione oggettiva, per una camera che, comunque, fa da sola e con semplicità quello che fino a ieri costava cifre molto più impegnative. ripresa stereo 3D dispositivi di assistenza facilità di utilizzo schede SDHC display e mirino risoluti encoder non al massimo interasse fisso LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE 107 TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXIII TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D TEST: videocamera HD3D Panasonic AG-3DA1 Piovono Polpette, il divertente cartoon Sony Pictures, di cui potete leggere su queste pagine la recensione. Insomma, dal lato della fruizione "il dado è tratto": sul versante della produzione, invece, cosa sta accadendo? 3D, GIOIE E DOLORI La produzione cinematografica è un'attività molto complessa. Il 3D aggiunge alcune difficoltà, legate alla doppia ripresa simultanea di ogni inquadratura. La stereoscopia ha infatti bisogno di due punti di vista, perfettamente sincronizzati tra loro eppure leggermente diversi, così come diverse sono le immagini raccolte da ciascuno dei nostri occhi. In termini generali, i due punti di vista - ovvero le due macchine da presa, telecamere o camcorder - devono essere distanziati, e poi gestiti da personale apposito (lo stereografo o direttore della stereografia). Nella pratica, le due macchine da presa sono montate su rig side by side o mirror e devono essere messe a punto, in modo da garantire il loro corretto posizionamento e l'identità di tutti i parametri di ripresa. Prima di iniziare a girare, dunque, sarà necessario installare le camere sul rig, posizionarle con lo stesso allineamento verticale (o ortogonale, nel caso del mirror rig) ed occuparsi della sincronizzazione, dell'interasse e della convergenza. Questo comporta tempi di setup abbastanza lunghi, oltre a dimensioni e peso complessivi decisamente importanti. Per non parlare, poi, dei costi di simili attrezzature, che possono far lievitare le voci di spesa di una produzione fino a livelli molto elevati. Le grandi major si stanno facendo carico di simili investimenti, grazie al maggior rendimento dei film proiettati in stereoscopia (fino a 3 volte maggiore rispetto a quelli in 2D). Le piccole o medie realtà sembrano, invece, non avere spazio in questo segmento di mercato: la casa di produzione italiana o quella indipendente, i videomaker, le agenzie di pubblicità non potrebbero certo affrontare simili spese di acquisto o noleggio e di personale. Sono dunque tutti tagliati fuori in via 106_113:128/130 07/07/10 22:28 Pagina 107
Ecco una selezione delle migliori opere premiate nei maggiori festival internazionali. 1- Sinestesia di Erik Bernasconi, nomination ai premi svizzeri Quartz; 2- Alza la testa, primo premio al Festival del cinema mediterraneo (Marocco); 3- Il compleanno, premio della critica al Terra di Siena Film Festival; 4- Man is the only bird that carries his own cage, primo premio sezione Animazione al Novara Cine Festival; 5- Hair India, documentario vincitore del premio spagnolo Ondas; 6- L'amore non esiste, premiato sempre al Novara Cine Festival; 7- Il solitario, presentato con successo negli Stati Uniti, nei festival di Phoenix e Houston. 4- Man is the only bird that carries his own cage 51 3- Il compleanno 2- Alza la testa 7 - Il solitario 6 - L'amore non esiste 5 - Hair India 1 - Sinestesia 050_051:026/028 06/07/10 19:44 Pagina 51
L'uomo nero - Filippo Silvestris Giulia non esce la sera - Donatello Biagioni Ce n'è per tutti - Simone Weihs 044_045:026/028 06/07/10 19:16 Pagina 45
successo. La grande differenza sta nel frontale, dominato dal doppio gruppo ottico, che allunga la camera oltre le dimensioni solite nella classe di macchine prosumer a ottica singola. Assente un copriobiettivo integrato, con un poco pratico tappo nero in plastica da posizionare e rimuovere manualmente. Il layout dei comandi è più semplice rispetto a quello delle macchine prosumer, con meno pulsanti e selettori disseminati sul corpo. La costruzione appare abbastanza solida, con qualche plastica di troppo nella sezione delle ottiche. Il display LCD, a differenza di quanto visto sulle altre camere della gamma AVCCAM, offre una risoluzione di 921.000 pixel in 3.2" di diagonale. Il viewfinder (attivo anche in contemporanea con il display e dotato di correzione delle diottrie) misura 0.45" ed offre 1.22 MP di risoluzione. Nell'esemplare in nostro possesso, il monitor e il viewfinder hanno mostrato un difetto di visualizzazione durante le panoramiche, con il terzo inferiore delle inquadrature leggermente disallineato rispetto alla parte superiore: nessuna traccia di questo fenomeno si è però trasferita alle immagini registrate. Il camcorder è ben bilanciato nonostante il frontale sporgente, con il baricentro appena spostato sulla sinistra; il peso di 2.8 Kg (3.2 Kg in modalità operativa) appare decisamente contenuto, se consideriamo che la macchina ha il doppio dei componenti di un normale camcorder. In ogni caso, stiamo parlando di un dispositivo più adatto alle riprese su supporto che non a quelle a mano libera: peso a parte, filmati in 3D ballerini o molto movimentati possono infatti risultare fastidiosi per lo spettatore. Meglio optare quindi per un cavalletto, e per una situazione di ripresa dove ci sia il tempo sufficiente per settare con calma tutti i parametri, prima di iniziare a girare. Che la macchina non sia pensata per la ripresa istantanea di eventi inattesi lo si capisce fin dall'accensione: dall'azione sul selettore alla possibilità di registrare passano circa 20 secondi: un tempo elevato in una macchina mono ottica, ma quasi marginale se si pensa alle situazioni di impiego di questo apparecchio. Anche l'inizio della registrazione è leggermente postposto rispetto alla pressione del tasto rec: trattandosi di un esemplare di pre-serie, però, è possibile che la velocità operativa riscontrata non corrisponda a quella delle macchine che saranno immesse sul mercato. Come per tutti i modelli della gamma AVCCAM, la AG-3DA1 usa come supporto di registrazione le schede SD o SDHC. I due slot posti sopra il vano batteria accolgono la coppia di card, per registrare i video relativi al canale sinistro e a quello destro. Uno sportello in plastica rigida copre l'alloggiamento delle schede e previene eventuali rimozioni accidentali: per aprire lo sportello (che sembra a dire il vero un po' troppo fragile) è necessario alzare il viewfinder e agire su una leva di sblocco. Due led ai lati degli slot segnalano lampeggiando le fasi di accesso alle card. TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXIV 108 Nella prima immagine in alto si notano i margini di sicurezza, gli indicatori numerici per fuoco (MF), zoom (Z) e convergenza (C) e la focus bar, nella parte inferiore. La seconda è invece la visione mix dei due canali L/R, necessaria per impostare la convergenza delle ottiche. La terza e quarta immagine mostrano il vettorscopio e il monitor di forma d'onda; da notare anche l'indicazione del budget stereoscopico, espressa da due valori metrici dopo la sigla 3D, che è di colore verde quando i valori sono riferiti allo schermo cinematografico. Altri strumenti di assistenza sono due livelli personalizzabili di zebra pattern, visione del canale destro e esaltazione dei dettagli. 106_113:128/130 07/07/10 22:29 Pagina 108
GD: Anche noi, nel nostro iniziale processo di studio della stereografia e delle tecnologie dedicate, abbiamo avuto una forte paura delle ripercussioni sulla tradizionale metodologia di ripresa e soprattutto sulle tempistiche. Mesi di applicazione e soluzione di problemi tecnici, simulando reali condizioni di ripresa ed interrogandoci su tutti i possibili imprevisti, sono serviti però ad ottimizzare tutti i tempi di lavoro. Il banco di prova è stato quello del corto 3D che abbiamo realizzato insieme, che ci ha dato la possibilità di applicare tutto il nostro studio in una produzione reale, devo dire con ottimo successo sia dal punto di vista stereografico che delle tempistiche: la produzione aveva infatti considerato un piccolo script e dilatato i tempi di produzione a 3 giorni, proprio in considerazione della ripresa non convenzionale, ma siamo riusciti a terminare il prodotto in un giorno e mezzo. Tecnicamente parlando, la fase più delicata è ovviamente quella del cambio dell'obiettivo, prima di tutto perché le lenti sono due e, in base alla collimazione che è stata fatta ed alla loro marcatura, devono essere montate sulla macchina corrispondente; secondo, perché in caso di impiego di mirror rig, lo specchio necessiterà di una nuova taratura dell'inclinazione, veloce da fare ma necessaria. Normalmente questa operazione non ha mai superato il tempo di riorganizzazione generale del set o degli attori, quindi l'abbiamo sempre vissuta come una fase abbastanza “indolore”. Ad oggi abbiamo affrontato anche riprese dentro alcune grotte con mirror rig, o su crane in modalità side by side anche sotto la pioggia, o su elicottero e grazie ai risultati ottenuti ci sentiamo di aver acquisito un notevole bagaglio di esperienza nel settore della ripresa stereografica e siamo pronti per altre sfide. Ad oggi, manca all'appello soltanto la ripresa sottomarina… TD: I Mondiali di calcio sono stati trasmessi in tre dimensioni; BskyB (SKY britannica) e Espn (il più importante canale di sport americano) hanno annunciato entro l'estate l'apertura di un canale dedicato al 3D. Prima lo sport, poi il cinema, infine l'intrattenimento quotidiano (concerti, programmi tv, etc.). Quanto impiegherà, secondo voi, il 3D ad arrivare nelle case di tutti? Riuscirà ad imporsi come standard? GDP: Questi fatti e questi annunci stanno a testimoniare che si è abbondantemente usciti dalla fase sperimentale della tecnologia. Considerato che grandi colossi del calibro di Sony, Panasonic e Samsung stanno già introducendo sul mercato i TV 3D, mi sembra evidente che la stereoscopia non tarderà ad imporsi come standard di fruizione. Anche perchè, una volta entrata nelle case, non credo che gli utenti rinunceranno facilmente a questo modo più coinvolgente di fruizione. Come effetto, al cinema verrà chiesto sempre più di produrre contenuti di questo tipo. A mio parere, il 50% delle famiglie possederà un TV 3D entro i prossimi 4-5 anni. GD: Avvaloro l'ipotesi della tempistica, aggiungendo che tutto quello che sta avvenendo deve però essere ancora metabolizzato e non tanto da noi che lavoriamo nel settore, ma quanto più dall'utente medio, lo spettatore, che nell'arco di poco tempo si è trovato ad investire su schermi HD, poi sul digitale terrestre e ora fa capolino il 3D. Inoltre, il 3D richiede una dedizione completa durante la visione, molto più impegnativa di quella della TV attuale: pertanto mal si adatta a situazioni familiari dove il "piccolo schermo" ha anche un ruolo di compagnia. La casalinga di Voghera dovrà forse indossare gli occhialini per vedere le immagini, mentre sgrassa il fondo delle pentole e tiene la TV accesa? Ironia a parte, è ovvio che ancora alcuni interrogativi sulla fruizione domestica devono ricevere risposte concrete. Nel frattempo, siamo andati al cinema a vedere i mondiali in 3D, un po' come si faceva ai tempi dei cinegiornali... TD: Per concludere una piccola indiscrezione: su che progetto 3D state lavorando adesso? GD: Abbiamo da poco terminato di realizzare le riprese di uno spot 3D per un filmato che parteciperà a Shangai 2010, in rappresentanza di una regione del nostro paese e per cui ci siamo cimentati con riprese complesse, in condizioni che hanno messo davvero alla prova organizzazione ed attrezzatura. Alcune produzioni ed agenzie pubblicitarie hanno cominciato ad interessarsi all'argomento, perché vedono nella proiezione 3D, e soprattutto nelle potenzialità derivanti dal coinvolgimento dello spettatore, un mezzo per conferire maggiore efficacia ed appeal al brand che reclamizzano. Per quanto riguarda il cinema, ci sono molte produzioni e registi, tra cui anche grandi nomi, che ci hanno contattato per fare dei test mirati a comprendere la reale fattibilità di un prodotto stereografico, e valutare se esista un reale valore aggiunto a servizio della loro narrazione filmica. Continueremo a realizzare anche prodotti interni per perfezionarci e cimentarci in riprese sempre più complesse, rocambolesche e con effetti visivi, mentre restiamo in attesa di comprendere se la nostra cinematografia - crisi a parte - sarà in grado di osare in questa direzione e provare a raccontare storie con caratteri e scritture innovative. Francesco Luigi Giardiello 91 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D VII Un altro sistema side by side "classico", montato su una testata "Vintage": con questa configurazione non è possibile ridurre l'interasse oltre un certo limite, dato dal contatto tra i corpi dellle camere. Le foto “live” di questo articolo sono state scattate durante la lavorazione dello spot che rappresenterà la Regione Marche a Shangai. 088_091:ART EUROPEI 06/07/10 21:51 Pagina 91
IL BLU-RAY Ed arriviamo alla sorgente 3D HD che ha accompagnato, per il test, il bel TV LG. Il nuovo Blu-ray Disc player è siglato BX580 e si colloca al vertice della gamma LG 2010 composta da una pletora di BD e DVD player anche combinati con registratore HDD. Il BX580 è l'unico al momento dotato di compatibilità con il formato BD 3D ed implementa anche tutte le più recenti innovazioni introdotte in questo tipo di macchine. Oltre infatti alla lettura di tutti i formati BD, DVD e CD, troviamo anche la possibilità di riprodurre file DiVX (anche HD) e MKV, anche mediante memorie di massa o HDD da collegare alla porta USB anteriore. Il lettore è dotato di connettività alla rete sfruttando sia una porta Ethernet posteriore che il WiFi integrato. In questo modo è sia possibile sfruttare il BD-live con dischi così codificati, che accedere a contenuti in rete tramite le funzioni Netcast, con accesso diretto a Youtube, Picasa e Accuweather, secondo una impostazione ormai quasi “classica” fra tutti i nuovi BD player in commercio. La connettività è buona grazie alla presenza di uscite analogiche component affiancate dall'uscita HDMI (una sola) ed il connettore ottico digitale. Il lettore non è dotato di decoder audio multicanale, quindi troviamo solo il set di uscite analogiche audio stereo. Nulla quindi di particolarmente evoluto, dunque, ma avremmo sicuramente gradito uno sdoppiamento HDMI, per permettere il collegamento simultaneo del BDP al TV 3D e ad ampli AV non dotati di compatibilità 3D. Sul banco di prova questo apparecchio si è comportato piuttosto bene. La velocità non rappresenta un punto di forza particolare, ma la sezione video ci ha piacevolmente impressionato. Le prestazioni del deinterlacer sono eccellenti, e l'unità è stata in grado di superare praticamente tutti i test con segnali nei formati più e meno diffusi (dal 2:2 al 3:2:3:2:2), il che garantisce prestazioni ottimali nella riproduzione di DVD e di contenuti video (come concerti). L'apparecchio è relativamente semplice da impostare ed usare, ed anche il 3D non presenta particolari complicazioni. Segnaliamo però che, a differenza di quanto avviene con prodotti concorrenti, il menu non si adatta al funzionamento in 3D, nel senso che rimane un normale menu bidimensionale. Durante la riproduzione di materiale codificato secondo il metodo Left/Right (doppia immagine) anziché BD 3D, il menu inoltre risultava funzionare in modo anomalo divenendo visibile solamente da uno dei due occhi. Va detto che questo tipo di contenuti sarà sicuramente rarissimo da trovare su disco, pertanto il problema ci sembra praticamente irrilevante. Rispetto infine ad altri abbinamenti concorrenti, la commutazione automatica alla modalità 3D non è altrettanto immediata, e spesso è richiesto all'utente di intervenire, tramite telecomando, su TV o BDplayer per l'apposita abilitazione. Nulla di troppo complicato, grazie agli appositi tasti, ma c'è margine di miglioramento. ECCO IL 3D Per il test in stereoscopia del TV avevamo a disposizione il titolo Piovono Polpette ed alcuni dischi dimostrativi, compreso uno consegnato dalla stessa LG. Anche LG per il 3D ha implementato la tecnologia ad occhiali attivi ed assieme all'LX9800 vengono offerte due paia di occhiali. A differenza degli occhialetti provati in precedenza con i TV Panasonic e Samsung, in questo caso gli occhialetti sono dotati di batterie ricaricabili tramite un alimentatore USB. Caricato il BD, attivato il TV ed indossati gli occhialini, è sufficiente premere il tastino posto sull'occhialino stesso per avviare la sincronizzazione con le immagini, che avviene pressoché istantaneamente. Come già notato per altri prodotti, con l'attivazione del 3D la luminosità delle immagini percepita si riduce ma in questo caso, e a differenza di da quanto ad esempio notato con il Plasma Panasonic, la riduzione non è particolarmente importante e le immagini rimangono comunque molto brillanti. Una peculiarità del funzionamento 3D di questo direct LED, invece, è legata al fatto che il local dimming nella visione stereoscopica viene disattivato, con il conseguente peggioramento del rapporto di contrasto che scende al livello “normale” del televisore. Complice la diversità della visione stereoscopica e la combinazione con gli occhialini, però, dobbiamo dire che questo fenomeno non ci è parso significativamente impattante nella qualità della visione, con le immagini che mantengono comunque una resa piuttosto elevata. È vero che in stereoscopia la percezione cambia, e problemi che in 2D possono essere immediatamente percepibili, in 3D possono passare in secondo piano, e questo ci è sembrato il caso del minor rapporto di contrasto. Fondamentale per una buona visione stereoscopica, invece, è la precisione della separazione dei canali L/R affidata ad una complessa interazione di diversi meccanismi: la bontà della sincronizzazione fra TV ed occhialetti, la velocità di risposta del TV e la qualità dell'otturatore degli occhialetti stessi. Tutto deve funzionare al meglio per impedire che le immagini destinate ad un occhio risultino visibili anche all'altro, infrangendo l'illusione. Nel caso di questo LG, tale separazione non è però risultata così perfetta ed anzi i fenomeni di doppio bordo non erano affatto sporadici. L'effetto è visibile negli oggetti posizionati lontano dal piano dello schermo, ed era predominante in quelli con parallasse positiva (ovvero posizionati in profondità), ma visibile anche negli altri casi. Purtroppo il fenomeno rende anche un po' più difficile abituarsi alla visione 3D. Abbiamo trovato giovamento nell'allontanarci dallo schermo, per rendere meno faticosa la visione e più semplice l'adattamento, ma il problema ovviamente permane. Non abbiamo ancora informazioni da LG circa la possibilità di futuri aggiornamenti firmware del prodotto, che possano migliorare la qualità della separazione; vi terremo informati. Come tutte le nuove tecnologie, è chiaro che anche il 3D richiederà un certo periodo di rodaggio per raggiungere una resa ottimale. Ciò nonostante possiamo dire che la qualità di questi LG, indipendentemente dalla visione ‘stereo', già oggi è molto elevata. Il TV ci colpisce per la ricchezza cromatica e la dinamica delle immagini, che vi stupirà piacevolmente, mentre il lettore BD si rivela uno strumento completo, adatto a chi dispone di un sistema AV multicanale (ma attenzione alla compatibilità 3D dell'HDMI), semplice e comodo da usare. Massimo Basile TEST: TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXXIII 117 Il tasto ‘3D' sul telecomando del flat TV mostra una schermata del curato menu: questa permette di adattare rapidamente il tipo di segnale riprodotto al materiale di partenza, a sceltra fra top/bottom, side-by-side e field o frame sequential. Nonostante la profondità ridotta, l'LX9800 offre un vasto parco connessioni su doppio pannello. 114_117:128/130 07/07/10 22:46 Pagina 117
invece, si può contare su una risoluzione di 7.8 Megapixel che può essere spinta fino a 10 (interpolati). Per mantenere contenuto il peso dei file generati dalla ripresa in alta definizione, la Samsung ha scelto di utilizzare un formato .mp4 con codifica H.264, che ormai è una delle strade più percorse, soprattutto quando si parla di pocket cam. Se si vuole registrare un'ora di video a piena risoluzione, però, si deve fare affidamento quantomeno su di una scheda SDHC da 8 GB. Per quel che riguarda l'obiettivo, la U20 fornisce un ingrandimento di 3X (zoom ottico), ed un ulteriore zoom digitale di 3.6X. A differenza della U10 che aveva in dotazione solo uno zoom digitale da 4X, l'inserimento di un meccanismo ottico è forse uno dei punti più degni di nota dell'U20. Resta invece digitale lo stabilizzatore di immagini che aiuta a rendere più stabili le riprese, ma che mostra tutti i suoi limiti nelle situazioni più estreme. Con la Samsung HMX-U20 si può scegliere sia di eseguire riprese, sia di scattare foto, ma anche di fare entrambe le cose in contemporanea. Il camcorder, infatti, supporta la registrazione di snapshot mentre si sta realizzando un video, senza interruzioni. In questo caso, però, la foto non avrà le dimensioni massime (3264x2448 a 8MP), ma si limiterà alle dimensioni del formato video scelto. Durante le riprese si può anche scegliere di disattivare la registrazione dell'audio quando si interviene sulla levetta che regola TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XII Videocamera HD Samsung HMX-U20 96 somiglianza, ai lati dell'obiettivo, sono i forellini del microfono stereo con cui catturare l'audio durante le riprese. Nella parte posteriore del dispositivo incontriamo in alto l'unico strumento di controllo delle operazioni, ovvero lo schermo LCD da 2 pollici (154.000 pixel), e i principali tasti di comando (registrazione video/foto, leva zoom). Nella parte bassa trovano posto i pulsanti (più che altro aree sensibili sulla scocca) per navigare nei menu e accedere alla modalità di riproduzione. Il parco connessioni dell' U20 è nascosto da uno sportellino di plastica rigida su uno dei lati, e comprende un'uscita A/V dedicata (cavo fornito nel kit), un alloggio mini HDMI, e l'ingresso per l'alimentatore. Per ricaricare la batteria agli ioni di litio si può fare anche affidamento su un pratico dongle USB, presente sullo stesso lato, che consente anche di scaricare i file presenti nel camcorder su un PC. Infine nella parte inferiore dell' U20 è presente sia il doppio alloggio per batteria e scheda di memoria (SD e SDHC), sia l'attacco per l'utilizzo di un treppiede. Il camcorder non si distacca molto dalla logica dell' ‘aim & shoot' (mira e spara), e per iniziare a eseguire riprese o scattare foto non è necessario eseguire delle operazioni preliminari. Non sono infatti presenti comandi manuali e l'unica scelta iniziale è quella che riguarda il formato di video e immagini. Come affermato in precedenza, la U20 consente di registrare video in formato FullHD (1080/25p), ma anche in formati a definizione inferiore (720/50p), e standard (576/50p). Per quel che riguarda le foto, L'alta definizione? L 'universo del video in altadefinizione evoca generalmente unconcetto di grandezza: da quella del formato panoramico in Full-HD, a quella dei televisori o dei monitor utilizzati per godere al meglio della risoluzione dei filmati. Per ottenere questo risultato, però, non è necessario mantenere le stesse dimensioni anche in fase di ripresa e, soprattutto negli ultimi tempi, si può fare affidamento su soluzioni pocket, tascabili nel vero senso della parola. In questa recensione andremo alla scoperta proprio di uno di questi camcorder compatti che promettono di offrire video in alta definizione, e non superano in grandezza un pacchetto di sigarette. Samsung HMX-U20 consente di realizzare video in Full-HD e di scattare foto grazie al sensore CMOS da 7.8 Megapixel. La camera tascabile raccoglie l'eredità della U10 con cui la multinazionale coreana era entrata nel mondo delle ultra-compatte a definizione piena. Il camcorder si fa notare subito per la sua linea accattivante, leggermente curva. I materiali con cui è composta la scocca sono esclusivamente plastici, ma la sensazione di base è quella di una buona rigidità. Nella parte frontale, al posto del piccolo obiettivo decentrato della U10, è presente un grande “oblò” centrale, che richiama alla mente il corpo ottico delle vecchie fotocamere compatte analogiche. A rompere la La nuova Pocket Cam di Samsung, compatta e colorata, non rinuncia ad uno zoom ottico 3X ed altre interessanti caratteristiche Va in tasca Il sensore CMOS da 1/2.3 pollici consente di registrare foto di qualità accettabile. Il dettaglio delle immagini, però, non è sconvolgente, come si può notare dai due ingrandimenti di questa fotografia. Guarda il time-lapse della HMX-U20 199 096_097:128/130 07/07/10 22:11 Pagina 96
35 Il 3D apre nuovi mercati anche nel mondo professionale: è quanto crede NEC, che ha recentemente presentato nuovi prodotti business. Per i proiettori, due le serie inedite: la prima comprende tre modelli - NP115, NP210 e NP216 - capaci di riprodurre contenuti in 3D. Le nuove macchine sono piuttosto compatte, hanno matrice DLP con risoluzione di 800x600 (NP115) e 1024x768 (NP210 e NP216) e lavorano a 120 Hz, proiettando alternativamente i frame per l'occhio destro e sinistro: grazie alla tecnologia DLP Link (che sfrutta il segmento bianco della ruota colore per regolare il refresh delle lenti), gli occhialini attivi si sincronizzano senza bisogno di ulteriori dispositivi (trasmettitori IR o silver Digital Market non solo cinema Il cinema e l'home entertainment non sono gli unici campi di applicazione del 3D: i vantaggi della visione stereoscopica, infatti, possono essere estesi anche al settore business, con effetti - comunque - spettacolari 3D, screen). I proiettori richiedono dunque ridotte procedure di installazione e offrono facilità d'uso, caratteristiche sempre molto richieste. In modalità eco, la lampada ha una durata dichiarata di 5000 ore, per un'ulteriore riduzione dei costi di esercizio. Popolari i prezzi: dai 415 euro per l'NP115 3D (2500 Ansi lumen), ai 538 per l'NP210 3D (2200 Ansi lumen) e 586 per l'NP216 3D (2500 Ansi Lumen). A partire da 139 euro, è poi disponibile il 3D Starter Kit con occhiali attivi, player software 3D e contenuti dimostrativi 3D. Il secondo gruppo di proiettori è invece dedicato alle installazioni fisse e basato su tecnologia 3LCD: i modelli NP1250, NP2250, NP3250 e NP3250W offrono connettività LAN e WLAN ed elevata luminosità (fino a 5000 ansi lumen per i NP3250) e possono essere usati in combinazione tra loro. La tecnica dello stacking permette di incrementare la luminosità totale, con i vari apparecchi che proiettano la stessa immagine. Una microcamera USB ed un software ad hoc facilitano la calibrazione dei proiettori che, dotati di filtri polarizzati, occhiali passivi ed un PC attrezzato, restituiscono anche immagini Stereo 3D. I prezzi: 2.156 euro (NP1250), 2.438 euro (NP2250), 3.188 euro (NP3250) e 3.000 euro (NP3250W), con in dotazione telecomando IR, modulo WLAN e software di supporto (incluso un programma per il setup della funzione stacking). Proseguendo con le novità, ecco il curioso display X431BT “BarType”, qui sopra: 43 pollici di diagonale per uno schermo lungo 106 cm ed alto 26.5 cm, con aspect ratio di 4:1. Un monitor davvero d'impatto, progettato per applicazioni di digital signage e public display, per spazi a cui lo sviluppo orizzontale ben si adatta. Risoluzione 1920x480 pixel, luminosità e contrasto dichiarati sui 700 cd/mq e 3.000:1 rispettivamente. Le connessioni comprendono ingressi HDMI, DVI-D, Display port, ethernet, porta seriale in/out, S-video, composito e component (BNC x 5) ed uscite Composito, RGBHV e Component. Infine, è possibile ampliare le funzioni del dispositivo (che costa 4.366 euro), inserendo nel case il built-in PC o il Media Player Nec, altra novità dell'azienda in arrivo a novembre prossimo. L'apparecchio in questione è un player compatto capace di gestire layout e programmi di video, immagini e testi. È disponibile in due versioni (slot-in per l'inserimento negli schermi o stand-alone), ed è adatto per installazioni digital signage medio-piccole (bar, ristoranti o agenzie di viaggio). Media Player è dotato di slot per schede SD, porta USB e presa LAN per ricevere i contenuti da remoto: tramite un singolo computer è inoltre possibile gestire fino a 20 Media Player in rete, per controllare altrettanti monitor con contenuti uguali o diversi. Il Media Player costa 694 euro (IVA inclusa, come tutti i prodotti citati). www.nec-displaysolutions.com Maxell, tris di cuffie Gli auricolari forniti in dotazione con lettori multimediali portatili e smartphone sono spesso di qualità scadente: gli audiofili, e in generale chi tiene alle sue orecchie, hanno come abitudine quella di sostituire immediatamente le cuffie in dotazione con dispositivi più adatti. Maxell, marchio storico del settore, ha commercializzato tre diversi modelli di tipo in-ear pensati per adattarsi alle più svariate esigenze. Le Colour Canalz, economiche e create per l'uso all'aria aperta - adottano infatti un cavo da un metro e venti - sono disponibili in 5 colorazioni: saranno apprezzate da un pubblico giovane. Le Velvet, disponibili in bianco e nero, sono ideali da indossare per lunghi periodi di tempo e offrono un suono delicato. Per i più scatenati, ecco invece gli auricolari DrumSoundz (nella foto): a detta dell'azienda, si caratterizzano per un suono '3D', che enfatizza i bassi ed i passaggi più intensi. Tutti gli auricolari adottano un jack standard da 3.5mm: per Velvet e DrumSoundz il jack è placcato in metallo; questi due modelli offrono in dotazione una prolunga che aggiunge 0.7 m ai 0.5 m del cavo di base. www.maxell.eu 034_040:026/028 06/07/10 18:49 Pagina 35
La 24 ore è un evento che riesce sempre acatalizzare l'interesse degli appassionati di tutto ilmondo, che prendono possesso, magari con le proprie tende, dell'area intorno al grande circuito (parzialmente ricavato, come sappiamo, dalle normali strade della periferia cittadina). Un corsa indubbiamente di grande fascino - che ha come prologo una parata dei partecipanti con auto storiche, altrettanto interessante per i patiti delle quattro ruote - ma che, come vedremo, non è l'unico motivo per recarsi in questa bella città del dipartimento de La Sarthe. Qui, infatti, si può passare un bel po' di tempo ad esempio nella città vecchia, fra abitazioni ' a colombier' e strade di sampietrini: il nucleo originale è uno di quelli meglio conservati al mondo, talmente ‘vero' da esser stato utilizzato in tanti film in costume (a tal proposito si veda il box pubblicato in queste stesse pagine). Una sorta di scenografia naturale, insomma... che si traforma, di sera, grazie allo spettacolo di 'suoni e luci' de La Nuit des Chimères. Uno spettacolo realizzato con una grandiosa proiezione di immagini sulle facciate di alcuni monumenti cittadini, accompagnata da musica ad hoc, che si replica tutte le sere, gratuitamente. Uno spettacolo che si snoda, in qualche modo, lungo alcuni luoghi della città, che costituisce una (imperdibile) passeggiata sui generis... qualche dettaglio nel box. Ma Le Mans 'vale il viaggio', ad esempio, anche solo per visitare i vari musei, fra i quali consigliamo almeno il Carré Plantagenêt (nella rue Claude Blondeau) dedicato all'archeologia e alla storia, che da poco ha superato il primo anno di vita e che offre una mirabile simbiosi fra la modernità dell'allestimento - con postazioni interattive ed altro - e l'antichità dei reperti esposti, oppure proprio quello della 24 ore, nei pressi dell'ingresso principale del circuito, che ospita macchine e cimeli della corsa e che è stato recentemente rinnovato. Oppure, oltre al centro storico della Cité Plantagenète (la definizione si riferisce alla dinastia dei Plantageneti, casata reale del Medioevo, di cui fu capostipite Goffredo V che scelse come simbolo araldico il fiore di ginestra e fu soprannominato plantageneta, dal latino planta-genet ovvero ramo di ginestra), si può visitare l'area centrale Davvero, basta la parola: Le Mans si traduce come '24 ore', la corsa automobilistica di durata più famosa di sempre. Ma pensare a questa bella città del dipartimento de La Sarthe solo come sede della competizione è limitativo: ecco perché LE MANS basta la parola Foto & video in viaggio 52 1 In questa pagine, alcune immagini relative all'edizione appena conclusa della classica corsa automobilistica 24 ore di Le Mans (': dall'alto, in senso orario, Philippe Chemin/AcoNikon, Stefano Belli, foto Ville du Mans, Christian Vignon/AcoNikon, Stefano Belli) 052_055:026/028 06/07/10 19:48 Pagina 52
Impara l'arte (del cinema) e non metterla mai da parte. Così avevamo esordito per lanciare una delle iniziative che periodicamente coinvolgono la community dei nostri lettori: il contest a tema - una piccola arena creativa virtuale - prevedeva la realizzazione di un breve spot per la nostra rivista. Partner dell'operazione è l'Associazione Corte Tripoli Cinematografica, un gruppo di appassionati di cinema della provincia di Pisa, che - tra le molte attività di promozione della settima arte organizza lo stage nazionale della FEDIC, la Federazione Italiana dei Cineclub. Per partecipare, i lettori dovevano realizzare una breve pubblicità per Tutto Digitale, da caricare su YouTube come video di risposta a quello di lancio. Per avviare la competizione, i componenti della redazione sono usciti dal "dietro le quinte" e hanno preso parte ad un simpatico filmato dal tono autoironico (1). La risposta dei lettori non si è fatta attendere, con cinque video pubblicati in tempo utile. Il primo è prodotto da Francesco Maffei (2), dalla provincia di Latina: molto semplice il soggetto e la realizzazione (inquadratura che segue una lunga e sinuosa fila di numeri della rivista, a partire dal 44), con grafica animata alla fine. Nel momento del bisogno (3), di Angelo Giorgi da Napoli, riporta l'attenzione in uno dei luoghi di lettura per antonomasia, in cui non è ammesso nessuno sbaglio: inquadratura fissa e montaggio 20 Gira lo spot, vai allo stage... Si è conclusa l'iniziativa di Tutto Digitale e Corte Tripoli Cinematografica, l'associazione toscana di appassionati di cinema che organizza l'8° Stage Nazionale FEDIC. Un lettore parteciperà gratuitamente all'evento: scoprite perché e - soprattutto - chi è... M E D I A P A R T N E R volutamente fuori dalle regole sono lo stile scelto per questo breve racconto, forse un po' troppo semplice. Viene invece da Roma Giulio Lavecchia, autore di Dottor Kuraskji (4), un breve mockumentary (finto documentario) in cui uno scienziato tortura una copia della rivista, senza riuscire però ad infliggerle nessun danno: regia, grafiche e rispetto del genere sono gli aspetti migliori di questo spot, che poggia comunque su un buon soggetto. Antonio Mascoli, giovanissimo lettore di Rimini che ad appena 16 anni gestisce già una sua web tv, ha coinvolto (5) un amico ancora più giovane come protagonista: il filmato è spontaneo e leggero, e strappa un sorriso sul finale. Attenzione, però, agli scavalcamenti di campo nei dialoghi! Infine un'altra "vecchia" conoscenza di queste pagine, ovvero Alessio Liguori da Roma: il suo lavoro (6) è ben recitato e mostra una fattura tecnica ineccepibile, sotto tutti i punti di vista, dalla regia, alla fotografia, al montaggio. La giuria, a suo insindacabile giudizio, ha decretato lo spot più bello, il cui autore parteciperà allo stage nazionale della FEDIC, dal 2 al 6 settembre a Càscina (PI). Questa possibilità va a Giulio Lavecchia, che con il suo Dottor Kuraskji ha saputo convincere per il giusto mix di soggetto, regia e postproduzione. Complementi a tutti i partecipanti, che riceveranno a breve un segno tangibile di ringraziamento. 1 2 3 4 5 6 018_024:026/028 06/07/10 17:51 Pagina 20
PANASONIC TM700 E IL RUMORE DI FONDO Buongiorno, redazione di Tutto Digitale, voglio innanzitutto ringraziarVi ancora per aver così preziosamente esaudito le mie richieste trasmesseVi nella mia precedente E-mail in data 02 maggio 2009, relative al Vostro test sulla videocamera Panasonic HDC-TM300. Effettivamente era il mio agognato oggetto del desiderio, mi ero ripromesso di acquistarla, ma purtroppo per motivi familiari (spese impreviste) e di salute, non me la sono permessa. Ora ho nuovamente la possibilità di un acquisto e visto il proporsi del nuovo modello Panasonic HDC-TM700, tra l'altro (ancor prima della sua commercializzazione in Italia), in giro se ne parla molto bene, ma... c'è un “ma” che mi preoccupa alquanto. Sembra infatti che l'unico difetto sia da imputare ad un disturbo nell'audio registrato: una sorta di “crepitio” di sottofondo! Che sia la ventola di raffreddamento? Ecco quindi la mia nuova supplica: per favore quando eseguirete il test della TM700 (spero tanto che farete il test), potete prestare particolare attenzione a questo fantomatico difetto? Tengo a precisare che sono un vecchio lettore di questa Vostra (direi con orgoglio: Nostra) bellissima rivista che mi ha accompagnato nei miei tanti anni di età, fin dal primo numero! Vi ringrazio anticipatamente anche se non esaudirete la mia richiesta, (sono certo che lo farete, Vi conosco troppo bene ormai) conoscendo la vostra serietà nell'esporre i vostri test: per niente influenzabili, (anche se esiste una lacuna lo avete sempre scritto). Congratulazioni! Distintamente e con molta ammirazione, saluto. Virginio Bicchierai Treviglio (BG) Grazie al nostro affezionato lettore per i complimenti, che speriamo di meritare ancora a lungo. Dal ricevimento della lettera ad oggi è passato un bel po' , e nel frattempo, sullo scorso numero, abbiamo pubblicato il test dalla Panasonic HDCSD700, macchina della stessa serie della TM700, con cui condivide le specifiche tecniche (all'infuori dei 32 GB di memoria integrata disponibili sulla seconda). Il difetto ipotizzato da alcuni utenti - verosimilmente in qualche forum su internet - e riportato dal sig. Bicchierai non è presente sulla macchina in prova, che offre una sezione audio tra le più complete ed efficienti della categoria. In condizioni ottimali - macchina su cavalletto e ambiente silenzioso - non abbiamo riscontrato crepitii o difetti di sorta nella registrazione. Il rumore della ventola è invece presente, ma a livelli molto bassi: come specificato nel test, si tratta di un disturbo non avvertibile nella maggior parte delle situazioni di ripresa. Come su tutte le camere molto compatte, è facile però che i movimenti delle dita sul corpo macchina vengano registrati, così come il rumore dello zoom ottico: questo è un limite intrinseco della categoria, e non imputabile a questo o quel prodotto. Vista la condivisione pressoché totale delle caratteristiche tecniche, riteniamo che le valutazioni espresse in merito nel test della SD700 possano essere estese anche alla TM700. Ovviamente, nel caso qualche lettore abbia evidenza del contrario, lo invitiamo a contattare la redazione. (S.Bla.) RIPRESE IN TIME-LAPSE Salve a tutti, scrivo da Napoli. Dal nuovo balcone di casa ho una vista bellissima e ho riscoperto la funzione di registrazione ad intervalli della mia videocamera. Tutto bene se riprendo per qualche ora ed a pari condizioni di luce, ma se riprendo un tramonto o ancor peggio l'alba, i filtri ND settati su 0 o al massimo, condizionano pesantemente le riprese. Partendo dalla notte, con la luce dopo l'alba mi si bruciano, diversamente dal 1/64 del giorno, ottengo scuro esagerato. Perché nessuno ha mai pensato a renderne automatico l'intervento? Così antipatico anche in ripresa normale, sempre da regolare con l'indicatore lampeggiante sul display. O sono disinformato ed esistono videocamere con questa funzione? Dimenticavo la mia è una Panasonic HPX171. Mi aiutate? Aspetto risposta in splendida vs rivista Ottorino Paglialunga - Napoli La gestione automatica del filtro ND è presente solo su alcune videocamere amatoriali; nelle videocamere prosumer e professionali, infatti, il filtro ND è uno di quei parametri che l'operatore deve controllare personalmente, in quanto permette di operare delle precise scelte di fotografia: infatti, per ottenere una corretta esposizione in condizioni di forte illuminazione, si può scegliere di chiudere il diaframma ed utilizzare velocità di shutter elevate, e questo è in effetti ciò che fanno i controlli automatici dell'esposizione. L'operatore può invece optare per l'utilizzo del filtro ND solo quando ha bisogno di mantenere aperto il diaframma anche in piena luce, senza per questo incorrere in problemi di sovraesposizione. Ma veniamo ora alla ripresa ad intervalli, eseguita al fine di ottenere delle riprese velocizzate (time-lapse): se si lascia che la camera lavori in Full Auto è probabile che si otterrà una corretta esposizione anche senza l'ausilio del filtro ND (a meno che non si stia girando nelle ore centrali di una giornata di luglio o in un ambiente con molto riverbero spiaggia, montagna innevata ecc.). Ovviamente la camera compenserà le variazioni di luce solare attraverso la coppia otturatore/diaframma. Tuttavia in campo professionale si preferisce utilizzare la camera in manuale, impostare un'esposizione iniziale e non toccare diaframma e shutter fino al termine della ripresa; in questo modo si ottengono timelapse più fluidi e visivamente più efficaci. Se infatti il passaggio dal giorno alla notte, o dall'alba al sole pieno fosse compensato da una variazione di esposizione (automatica o manuale che sia), si perderebbe la percezione dello scorrere del tempo data proprio dai cambiamenti di luce - che poi è lo scopo stesso di un timelapse. Dunque il nostro consiglio è quello di tarare l'esposizione sull'immagine di partenza, cercando ovviamente di diminuire o aumentare leggermente il diaframma in previsione delle condizioni di illuminazione che si avranno alla fine della ripresa. Dopodiché sarà meglio non toccare le impostazioni e aspettare di rivedere la ripresa in montaggio, per un eventuale color correction. (M.Z.) 13 La nuova Panasonic HDC-TM700 è una camera compatta dedicata agli utenti esperti: integra un obiettivo con focale minima equivalente a 35 mm, un sensore 3CMOS da 1/4,1", 32 GB di memoria integrata ed offre una sezione audio molto completa. La Panasonic AGHPX171 offre (come ormai quasi tutte le camere tapeless) la registrazione a intervalli, per realizzare effetti di Time Lapse. Come comportarsi, però, con forti variazioni di luce? 012_014:026/028 06/07/10 17:32 Pagina 13
con segnali wedge. Tutte le cadenze dal 2:2 al 2:3:3:2 a quelle meno diffuse incluso il 6:4, il 5:5 etc, sono correttamente riconosciute e deinterlacciate dal sistema che, quindi, consigliamo assolutamente di utilizzare in luogo del deinterlacer del TV. Le ottime prestazioni anche in SD assicurano una precisa riproduzione dei DVD in progressivo, così come di contenuti SD di varia natura. Molto bene! Abilitare il 3D è molto semplice ed è sufficiente intervenire su un paio di voci nel menu - una per inserire le dimensioni in pollici dello schermo TV per ottimizzare la qualità della visione. Non ci sono altri fronzoli, il funzionamento è semplice, rapido e fluido, ed anche nell'accesso ai contenuti multimediali, così come al BD-Live ed ai contenuti via internet, non ci sono difficoltà. Il BDP-S470, grazie anche ad un prezzo che tutto sommato si preannuncia contenuto, rappresenta un valido player sia ovviamente come primo accesso al mondo dell'alta definizione che in sostituzione di un modello di BD appartenente alle prime generazioni, rispetto al quale troverete giovamento grazie alla velocità ed alla multimedialità. IL 3D SECONDO SONY Ed arriviamo al test in stereoscopia. Cominciamo subito con alcune “stranezze” del TV : un modello top di gamma di certo non economico, ma che è solo “3D ready”. Per entrare in questo mondo è necessario acquistare sia gli occhiali che il trasmettitore IR per il segnale di sincronizzazione. Al di là della scelta commerciale che comprendiamo poco, anche quella tecnica ci lascia un po' perplessi. Il bel design monolitico del TV dovrà essere interrotto dall'applicazione della torretta di emissione IR che può sì essere posizionata altrove, purché in visibilità con gli occhialetti, ma rappresenta sicuramente un “impiccio” in più da collocare nei pressi del TV. Nulla di grave per chi non fosse interessato al 3D e vuole attendere futuri sviluppi, ma integrare un emettitore infrarossi direttamente nel corpo del TV non ci sembrava cosa così complicata. Tant'è... colleghiamo la torretta, indossiamo gli occhialetti di cui apprezziamo l'ampia area di visione e carichiamo l'unico disco ufficiale oggi in commercio, il solito Piovono Polpette che, se non verrà rapidamente sostituito con altri titoli, con le visioni ripetute intenterà alla salute mentale dei poveri redattori di Tutto Digitale. Il TV riconosce automaticamente il segnale 3D proveniente dal BD e commuta nella modalità stereoscopica. La sincronizzazione con gli occhialetti non ha mostrato problemi e quasi immediatamente abbiamo percepito la diminuzione di brillantezza che denota l'attivazione del 3D. A differenza di quanto riscontrato nel corso degli altri test con schermi LCD, ed in modo più simile rispetto a quanto capitato nella prova del plasma Panasonic, abbiamo riscontrato un tempo di adattamento alla visione stereoscopica minore con una sensazione di fatica più contenuta. Complice l'ampia dimensione degli occhialetti ma anche una separazione delle immagini molto precisa, la qualità della visione ci è parsa subito piuttosto buona. Il film non offre troppi momenti di 3D particolarmente “spinto”, ma nel complesso la visione è proseguita poco disturbata. Con altri contenuti test, più difficili sotto il profilo 3D, abbiamo nuovamente percepito quelle difficoltà di adattamento, anche se in modo leggermente inferiore e comunque molto dipendenti dal soggetto. Differentemente da quanto accaduto in precedenza, però, la visibilità dello sfarfallio con questi occhialetti Sony ci è sembrata molto più accentuata. Al confronto, nei test con i modelli Samsung ed LG non abbiamo praticamente percepito alcun problema legato allo sfarfallio, percepibile invece - ma non fastidioso - con il Plasma Panasonic. In questo caso lo sfarfallio è evidente: ci si abitua, come sempre, ma quando le immagini diventano molto brillanti, nel caso peggiore in presenza di sfondi bianchi o comunque luminosi, lo sfarfallio ritorna evidente e questo ci è sembrato il limite principale dell'implementazione Sony in questo TV. La separazione, ripetiamo, è molto precisa e la visibilità di doppi contorni è decisamente occasionale ma, e questo ci ha un po' stupito, molto dipende dalla posizione della testa. L'otturatore degli occhialetti attivi, infatti, si rivela sensibile all'inclinazione orizzontale degli stessi rispetto al TV, poiché lavora anche in polarizzazione. È sufficiente inclinare la testa di pochi gradi rispetto al TV per ridurre immediatamente la qualità dell'otturazione e quindi della separazione, con la conseguenza di rendere visibile la doppia immagine e vedere anche virare rapidamente la tonalità dei colori. In questo caso il limite ci sembra da imputare al sistema di cristalli liquidi implementato negli occhialetti che è troppo direzionale con la conseguenza che l'esperienza di visione è molto simile a quella dei sistemi cinematografici con polarizzazione lineare. Nel complesso, dobbiamo dirlo, il 3D di Sony ci è comunque parso al momento ben implementato, visto che la separazione al massimo livello è molto buona - ma la testa deve essere verticale (!) - le immagini sono brillanti nonostante la perdita di luminosità conseguente al sistema di occhialetti attivi e nel complesso la riproduzione stereoscopica appare efficace. Nella visione di segnali 24p, che saranno la stragrande maggioranza se la sorgente è il Blu-ray, lo sfarfallio è purtroppo evidente, mentre scompare quando si visualizzano contenuti 50p o 60p. Nel complesso, 3D a parte, promuoviamo a pieni voti sia il televisore che il BD player, in quanto capaci di offrire complessivamente una qualità molto elevata. Neri profondi, immagini dinamiche, ricche e contrastate con il bel direct LED, rapidità di risposta e completezza di dotazioni con il Blu-ray, possono poi essere arricchiti con l'esperienza del 3D acquistando gli appositi accessori, trasmettitore ed occhialetti. Giudichiamo la qualità della stereoscopia ‘buona' ma non priva di difetti di gioventù che, siamo sicuri, Sony - come tutti i top player del mercato, del resto - sarà in grado di perfezionare con il tempo. Massimo Basile TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXXVIII 122 Il 3D Sync (TMR-BR100) e gli occhialini (TDG-BR100 o TDG-BR50 per la versione ridotta) vanno acquistati separatamente: il costo del kit (Sync + 2 paia di occhiali) è di 200 euro: la soluzione del trasmettitore esterno non è il massimo dell'eleganza. I flat TV 3D di casa Sony permettono anche di trasformare in 3D il materiale originariamente 2D; come nel caso dei modelli di altri marchi però, il risultato è del tutto inadeguato in confronto al materiale 3D nativo. Comunque, una scelta in più. 118_122:128/130 07/07/10 22:54 Pagina 122
Anche limitandoci ad utilizzare le modalità avanzate abbiamo ottenuto buoni risultati. Punto del nero e del bianco possono essere impostati semplicemente raggiungendo prestazioni, in termini di dinamica (minimo e massimo livello visibile) molto buone. Con l'aumento del contrasto, la temperatura di colore tende a virare ed anche i livelli dei tre colori rosso, blu e verde mostrano, nell'ordine, fenomeni di clipping. Per questo motivo abbiamo trovato un buon equilibrio impostando il contrasto su valori non di molto superiori a metà scala, ai quali abbiamo raggiunto anche ottime prestazioni di linearità nella scala dei grigi. Il TV, poi, come è lecito attendersi da un buon direct LED, è dotato di funzioni di local dimming che possono essere attivate e disattivate mediante l'apposita opzione del menu. L'uso o meno di tale opzione cambia radicalmente le prestazioni del TV, pertanto abbiamo prima perfezionato la calibrazione con il dimming disattivato, per assicurarci resa di base ottimale, e quindi abbiamo analizzato l'eventuale beneficio dell'attivazione di questa funzione non più con i segnali test, ma questa volta godendoci qualche bel BD. DIMMING O NON DIMMING Le prestazioni del TV a dimming spento ed acceso cambiano radicalmente. Disattivando il local dimming il livello medio del nero sale notevolmente e l'impressione di profondità e contrasto è assolutamente differente, in funzione del tipo di scena visualizzata. Il local dimming per sua natura risulta efficace con immagini particolarmente contrastate in cui le zone d'ombra e quelle di luce siano fisicamente ben separate sullo schermo. I casi più eclatanti sono gli schermi neri con scritte in movimento o le scene notturne dove il local dimming può rendere i neri virtualmente perfetti (o quasi) spegnendo i LED in corrispondenza delle zone scure. Con immagini mediamente illuminate, come nelle scene di giorno con poche ombre, il dimming non può funzionare ed il rapporto di contrasto è affidato alle pure performance dello schermo LCD che, quindi, è importante che siano ottimali anche senza il local dimming. Le prestazioni normali di questo TV, a dimming spento, in realità non ci sono TEST: TV LCD 3D 47” LG 47LX9800 CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE PRO CONTRO Costruttore: LG Electronics Inc., Corea Distributore: LG Electronics Inc., via dell'Unione Europea 6, 20097 San Donato Milanese MI, tel. 02518011, www.lge.it Dimensioni dello schermo: 47" (119 cm) Tecnologia: LCD Full LED Risoluzione: 1920 x 1080 Formati video: 1080i50, 1080i60, 1080p24, 1080p50, 1080p60, 720p50, 720p60, 480i60, 480p60, 576i50, 576p50 Scansione: TruMotion 400 Hz Sintonizzatore: DVB-T, MPEG4 H.264 Connessioni: 4xHDMI, 1xPC, 2x component, 1x composito A/V, 1x Scart, 1x RF, 1x Ethernet, 2x USB, 1x RS-232C, CI+ Potenza di uscita audio: 25W, 5 diffusori a 3 vie Consumo: n.d. Dimensioni (L x A x P) senza stand: 108,6 x 65,4 x 3,2 cm Peso senza stand: 22.1 kg ESTETICA Un apparecchio indubbiamente molto elegante ed interessante, dal design moderno e pulito, con profondità ridotta e cornice sottile. Niente di rivoluzionario per il design della base. COSTRUZIONE Un prodotto molto ben realizzato e completo. Il cristallo aggiunge un tocco di eleganza, ma è anche incline a sporcarsi rapidamente (attenzione alle ditate!) e crea riflessi. VERSATILITÀ L'ampia dotazione di ingressi e la possibilità di accedere alla rete allineano le caratteristiche di questo TV alla media dei migliori prodotti in commercio. Peccato per il WiFi kit opzionale. PRESTAZIONI La qualità delle immagini appare subito impressionante per ricchezza dei colori e profondità dei neri grazie al local dimming. Ad un esame più attento emerge qualche minimo artefatto. PRESTAZIONI 3D La resa della visione 3D di questo LG è appena sufficiente, vista la separazione stereoscopica non perfetta e la visibilità dei doppi bordi è frequente. Di contro non si notano sfarfallii. Magari, un futuro firmware... RAPPORTO Q/P Il prezzo di questo bel Full LED è allineato al mercato considerando la categoria del prodotto, le funzioni accessorie (web, telecomando supplementare ed altro ancora), le dimensioni e la dotazione degli occhialini attivi. Molto luminoso Neri molto profondi con il local dimming Ampi parametri di calibrazione Riflessi ambientali sullo schermo Separazione 3D non esaltante Aloni con il local dimming LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE 115 TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXXI TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D abbiamo avuto alcuna difficoltà a trovare e memorizzare anche le trasmissioni dei pochi canali HD al momento a disposizione, come RAI HD e Canale 5 HD. L'operazione è stata precisa ma non possiamo dire rapida, visto che nel complesso il TV ha impiegato ben 4 minuti e 15 secondi per il completamento. Effettuata la sintonizzazione, siamo passati alla messa a punto scoprendo alcune caratteristiche piuttosto interessanti. Anticipiamo subito che questo LG si presenta con uno dei più completi menu di setup che abbiamo avuto occasione di analizzare in un moderno Flat TV. È possibile lavorare con una delle modalità predefinite, personalizzare una modalità utente con una lista di funzioni piuttosto completa, oppure selezionare una modalità “Expert” ISF grazie alla quale è possibile calibrare professionalmente il TV secondo i dettami dell'Imaging Science Foundation, operazione da effettuarsi con l'apposita competenza e strumentazione. Con l'espansione dei gradi di libertà offerti all'utente per l'ottimizzazione dei risultati aumenta, come è lecito aspettarsi, anche la complicazione d'uso e gestione delle opzioni: suggeriamo caldamente agli utenti - anche smaliziati, ma privi della strumentazione, di evitare assolutamente di addentrarsi nelle modalità ISF per limitarsi, al più, alla gestione delle opzioni “avanzate” offerte dalla modalità User customizzabile, già piuttosto articolate. Qui troviamo infatti una quantità ricchissima di parametri di cui vi diamo un rapido cenno. Le opzioni disponibili comprendono la selezione della temperatura colore, le funzioni di contrasto dinamico e colore dinamico, l'opzione clear white per aumentare la brillantezza dei bianchi (e virarne la temperatura su toni più freddi), una funzione per l'ottimizzazione della qualità dell'incarnato (!), i soliti riduttori di rumore digitale ed analogico, la scelta della curva di gamma, una opzione per la riduzione della brillantezza massima (“eyecare”) ed il consueto controllo per l'espansione (artificiale) del gamut. Le opzioni aggiuntive ISF includono in particolare un controllo più preciso dei riduttori di rumore e la possibilità di impostare la temperatura colore intervenendo in modo puntuale sulla calibrazione dei colori primari e secondari. 2.999 (TV) - 299 (BDP) 114_117:128/130 07/07/10 22:38 Pagina 115
obiettivi, controbilanciando eventuali discrepanze tra loro. A questo punto, in base alle indicazioni di regia o dello script, imposta la stereografia, facendo eventualmente uso di un calcolatore stereo, ma soprattutto basandosi sul monitor di visione stereoscopica e sull'esperienza visiva acquisita. È fondamentale che lo stereografo sia anche a conoscenza del tipo di destinazione finale del prodotto che si intende realizzare: l'effetto di tridimensionalità, infatti, varia in funzione della proiezione in una sala con schermo di grandi o piccole dimensioni, oppure su televisore 3D. L'importanza di questa informazione non è trascurabile, in quanto il rischio può essere quello di girare immagini che possono creare fastidio allo spettatore: nel peggiore dei casi, l'eccessivo scostamento tra i due flussi potrebbe infatti costringere chi guarda a divergere gli occhi, cosa umanamente impossibile. Per non parlare poi di quello che può accadere ai bambini, che subiscono l'effetto 3D in maniera più amplificata poiché hanno una distanza interoculare inferiore a quella di un adulto: è questo il motivo per cui non è raro che si stressino più velocemente, nel vedere una proiezione 3D al cinema. Il DoS non deve essere considerato solo una figura da set: crediamo, infatti, che il suo coinvolgimento anche nelle fasi di pre-produzione sia importante, per comprendere e studiare le esigenze registiche, suggerire idee visive dal maggior impatto, definire il fabbisogno di ripresa, scegliere un rig piuttosto che un altro e individuare la tipologia di macchine da presa, in accordo con il DIT. In generale, il DoS partecipa all'intera pianificazione della produzione. Infine, c'è un aspetto, relativo alla classificazione ed identificazione di questa nuova categoria tecnica, che sta creando un po' di disappunto tra le varie associazioni di tecnici dello spettacolo. In sostanza, non si è ancora deciso se il DOS debba essere una figura che si colloca tra autore della fotografia ed operatori o se, per via della sua importanza ed interlocuzione con la regia, non possa essere considerata alla stregua di un autore della fotografia. Personalmente credo che non sia considerabile né l'una né l'altra ipotesi, ed al tempo stesso potrebbero essere giuste entrambe. L'autore della fotografia è di certo una figura tecnico-artistica, che imposta il look estetico del film con la sua arte, ma al tempo stesso anche lo stereografo contribuisce per un aspetto forse di tipo più “linguistico”, quindi anch'esso funzionale alla narrazione filmica. In realtà, allo stato attuale credo che di cinema con “linguaggio stereoscopico” non si possa ancora dire molto, vista la relativa gioventù di questa modalità espressiva: le sue possibilità visive devono ancora essere esplorate, e siamo in attesa di sceneggiature adatte che facciano davvero un uso più profondo (e non solo di puro entertainment visivo) della tecnica stereografica. Solo giunti a questo punto, sarà possibile capire se questa “arte” abbia una tale impronta su un'opera filmica, da poter dire che non sarebbe stato possibile raccontarla in maniera differente. Di conseguenza, il DoS assumerebbe un'importanza radicalmente differente. TD: Che formazione deve avere un DOS? G. De Pasquale: La stereografia è concettualmente facile, ma presenta una serie di implicazioni che influenzano, oltre alla ripresa sul set vera e propria, la sceneggiatura, il montaggio, la regia, la fotografia, l'audio, gli effetti visivi... Credo pertanto che la formazione di un DOS sia anzitutto quella ottenibile in una scuola di cinema, da ampliare successivamente con corsi rivolti esclusivamente alle tecniche stereoscopiche per il set e per la post produzione. Il tutto va naturalmente supportato da un bagaglio di esperienza pratica, imprescindibile in qualsiasi percorso formativo, ed in particolare in questo. GD: La conoscenza della cinematografia, dal punto di vista semantico, del linguaggio filmico e della tecnica a servizio della narrazione, è fondamentale. Credo che questo aspetto sia alla base di tutto il lavoro: sul campo, gli interlocutori del DOS si aspettano di relazionarsi con un professionista che non solo conosca il lato artistico e tecnico, ma che sappia anche suggerire alternative - visive e creative - funzionali alla storia che si sta raccontando. È altresì importante che questa figura venga affiancata non solo da quella di un DIT (Digital Imaging Technician), ma anche da assistenti ed operatori alla macchina da presa con precedenti esperienze di cinema 3D. A questo proposito, insieme alla Nuct abbiamo progettato dei corsi sulla stereografia, tra i primi in Italia: siamo convinti che questo modo di fare cinema non potrà mai decollare nel nostro paese, se prima non si formeranno non solo stereografi, ma anche nuovi tecnici di ripresa, o se prima non si aggiorneranno quelli già affermati. Infatti, al di là degli scetticismi dovuti all'utilità ed applicabilità della stereoscopia alla narrazione cinematografica nostrana, credo che l'ignoranza tecnica costituisca un serio ostacolo alla diffusione del 3D. A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D V 89 Gianluca Dentici, DoS, monta (prima volta in Italia) un side by side su un elicottero, con testata speciale per ammortizzare le vibrazioni del velivolo. Sempre Gianluca Dentici, alle prese con un side by side montato su un supertechnocrane, un braccio remotato espandibile fino a 15 m di lunghezza. 088_091:ART EUROPEI 25/10/10 14:07 Pagina 89
TEST FOTOCAMERA Casio Exilim G1 Alessandro Belli 62 FOTOCAMERA Canon PowerShot D10 Stefano Blasi 63 FOTOCAMERA Fujifilm FinePix XP10 Alessandro Belli 64 FOTOCAMERA GoPro HD Helmet Hero Stefano Blasi 65 FOTOCAMERA Kodak Playsport Zx3 Stefano Blasi 66 FOTOCAMERA Nikon Coolpix S3000 con Nimar NIS3000 Alessandro Belli 67 EDITORIALE Solo per i tuoi occhi. O quasi Stefano Belli 3 FILO DIRETTO La posta del direttore Stefano Belli 8 POSTA TECNICA Le nostre risposte ai lettori AA. VV. 16 VIDEOGALLERY Elogio alla solitudine La Redazione 26 FOTO & VIDEOGALLERY Legno, carbone e il ritorno di (digital) Zorro La Redazione 30 PORTFOLIO - CLAUDIA CUCINELLI Hi Energy La Redazione 42 CLICIAK - XIII EDIZIONE 100.000 foto. Per documentare il cinema La Redazione 44 GLI APPUNTAMENTI DEL MOMENTO Mostre e concorsi foto & video Valerio Ferraris 48 FOTO & VIDEO IN VIAGGIO Le Mans, basta la parola Stefano Belli e Giorgia Vaccari 52 L'ALTRO EDITORIALE I miracoli non esistono Stefano Belli 130 FOTOCAMERA Olympus µ-Tough 3000 Stefano Blasi 68 FOTOCAMERA Panasonic Lumix FT2 Alessandro Belli 69 FOTOCAMERA Pentax Optio W90 Stefano Blasi 70 FOTOCAMERA Samsung WP10 Alessandro Belli 71 FOTOCAMERA Sanyo Xacti CA9 Stefano Blasi 72 FOTOCAMERA Sony Cyber-shot DSC-TX5 Alessandro Belli 73 RUBRICHE n°sommario 62 Dodici fotocamere speciali, perfette per l'estate, in prova da pagina 62 004_005:006-007 06/07/10 17:15 Pagina 4
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XLIII BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI POTERE ASSOLUTO WARNER - THRILLER FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Tratto dal romanzo di David Baldacci, Potere Assoluto è un elegante lezione di cinema impartita da Clint Eastwood nei doppi panni di attore e regista, assolutamente debitore della scuola minimalista di Sergio Leone. Fresco e avvincente, tremendamente attuale nonostante gli oltre dieci anni, è un film da rivedere periodicamente con piacere. Il Blu-ray ci restituisce un'immagine assolutamente fedele allo stile classico di Eastwood, senza eccessivo dettaglio o contrasto esagerato ma molto “film-like” e godibile. Audio italiano come al solito decisamente inferiore rispetto all'originale rimasterizzato in HD. Extra assenti. (L.D.A.) Regia: Clint Eastwood; Interpreti: Clint Eastwood, Gene Hackman; Durata: 121 minuti; Produzione: 1997; Formato audio: Dolby Digital 5.1 (ita e altri) DTS-HD Master Audio 5.1 (ing); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 19.99 euro TODAY YOU DIE MONDO HE - AZIONE/POLIZIESCO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Lo ammettiamo: proviamo tenerezza e simpatia per Steven Seagal. Si, perché ci vuole coraggio a riproporre periodicamente dei film assurdi come questo, costruiti a tavolino montando spezzoni vari (anche da altri film precedenti), con sceneggiature deliranti e scene d'azione imbarazzanti in cui il nostro si limita a muovere goffamente le mani doppiato da evidenti e improbabili controfigure. Pessimo, ma adorabile per gli amanti del b-movie. Poco da dire sul BD: riproduzione fedele di un master dalla qualità discontinua di base. Meglio l'audio in DTS-HD MA anche per l'italiano. C'è un making of negli extra! (L.D.A.) Regia: Don E. Fauntleroy; Interpreti: Steven Seagal, Anthony “Treach” Chriss; Durata: 91 minuti; Produzione: 2010; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 19.99 euro PIOVONO POLPETTE 3D SONY PHE - ANIMAZIONE FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: E così, nel giro di poco tempo, sull'onda del successo dei film stereoscopici 3D sul grande schermo, la terza dimensione approda nel salotto di casa. In attesa delle prime regolari trasmissioni televisive, il migliore e anche l'unico mezzo per una visione efficace e di alta spettacolarità è sempre su Blu-ray, nella nuova versione ‘Blu-ray 3D'. Si tratta di un disco del tutto simile ai BD attuali, leggibile - per la visione 3D - però solo attraverso i BD player di nuova generazione o meglio i nuovi Blu-ray 3D player, collegati ad un televisore ‘3D ready' e dopo aver indosssato i famosi occhialetti. Specifichiamo in ogni caso che il disco è perfettamente compatibile con i normali lettori Blu-ray, dove si potrà godere della semplice versione 2D. Il mercato dell'elettronica sta sfornando a ciclo continui nuovi BDP e Flat TV per il 3D, mentre il mondo del software è ancora agli albori. Primo titolo in assoluto ad uscire sul mercato home-video con la codifica 3D nativa è questo Piovono polpette, che - essendo ancora, al momento in cui scriviamo, l'unico titolo in normale commercio, è diventato il nostro ‘disco test' per eccellenza per la prova di tutti i sistemi 3D. Alla prova dei fatti, il risultato non delude le aspettative, e, pur con le lievi differenze mostrate dai tre sistemi (due LCD e un plasma) diversi con cui abbiamo visionato il disco, la visione è decisamente spettacolare (anche se il formato panoramico 2.35:1, con le sue bande nere orizzontali, “spezza” un pochino l'effetto di profondità). Probabilmente con schermi più grandi (magari in videoproiezione) l'effetto sarà ancora più sorprendente, ma la tecnologia 3D in questo disco ci ha convinti appieno. Simpatica la copertina, con un effetto 3D determinato da piani sfalsati, e qualche extra, per un disco, come sia, nella storia dell'hi-tech (L.D.A.) Regia: Phil  Lord e Chris Miller; Produzione: 2009; Durata: 90 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita, ing e altri); Formato video: 1:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 29.99 euro 127 UN AMERICANO A ROMA RHV - COMMEDIA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Ci sembra giusto chiamare la Ripley's Home Video la Criterion italiana. Tanta è l'attenzione la cura e il sincero amore che ripongono nei loro trasferimenti video che da cinefili accaniti non possiamo che rimanere commossi e grati per il loro lavoro. Il cult dei cult della commedia italiana con il grande Alberto Sordi è presentato in una versione restaurata che aggiunge dettaglio fine e luminosità al quadro per un risultato veramente ottimo. Non mancano alcuni cali dovuti essenzialmente a difetti fisici della pellicola originale, ma nel complesso siamo di fronte ad un disco ottimo. Extra in SD uguali al DVD e, curiosità, custodia trasparente con il logo BD. (L.D.A.) Regia: Steno; Interpreti: Alberto Sordi, Maria Pia Casilio; Durata: 90 minuti; Produzione: 1954;Formato audio: DTS-HD Master Audio e PCM Mono (ita); Formato video: 4:3 “pillarbox”; Prezzo: 22.99 euro 3D 124_129:AD REC BD 07/07/10 23:06 Pagina 127
78 TEST impostiamo il programma P; sisceglie l'icona ‘modo di ripresa'muovendo con la rotella oppure spingendo ai punti cardinali, quindi si preme il tasto di assenso al centro. A questo punto, di nuovo girando la rotella oppure spingendo in corrispondenza dei punti cardinali si arriva alla posizione desiderata, che viene effettivamente abilitata con il pulsante centrale. Mettiamo ora, per ipotesi, che la sensibilità sia regolata a 200 ISO, e che si voglia passare a 400: bisogna tornare al menu principale. A noi verrebbe istintivo selezionare il tasto [controlli della] ‘fotocamera', ma il menu ISO si trova invece alla voce ‘luminosità/colore' (?!). Entrati qui, spingendo ai punti cardinali oppure ruotando la ghiera, si arriva a ‘ISO', quindi si entra in quest'ultimo con la pressione del tasto centrale e ancora si sceglie il valore via rotella esterna, sempre a scelta fra la rotazione e la pressione ai quattro lati. Nel mentre, l'attimo è fuggito... e magari anche la foto del momento, purtroppo! In generale, comunque, la NEX-5 offre funzioni davvero molto estese, degne di una macchina davvero aggiornata, in alcuni casi addirittura esclusive (ad esempio, è possibile realizzare foto panoramiche in 3D in tutta semplicità, come abbiamo potuto sperimentare dopo aver scaricato un firmware ad hoc; l'opzione probabilmente sarà di serie sui modelli prossimamente in vendita). In sostanza, la dotazione di funzioni è davvero ampia, ed in grado di soddisfare ogni esigenza o quasi, al punto che per entare nei dettagli ci vorrebbe quasi un libro. Purtroppo, però, tutto va gestito attraverso la logica del menu, senza comandi diretti, e questo limita gran parte delle opzioni ad una scelta ‘a priori', con evidente difficoltà invece a effettuare cambi ‘on the fly'. In altre parole, per un fotografo professionista - che potrebbe essere molto attratto da una versione ‘leggera' della sua reflex, in accompagnamento al suo sistema principale - magari Sony - o in caso di usi meno impegnativi) questa macchina è poco immediata, non utilizzabile ‘al buio'. Del resto, crediamo che Sony l'abbia creata per un appassionato esigente ma tranquillo, per un utente in cerca di grandi prestazioni senza necessità di eccessivo ingombro e costo. Un utente che magari apprezza la presenza di certe funzioni, ma scatta sostanzialmente foto classiche, in situazioni non troppo dinamiche. Già, a proposito, come risponde la macchina dal punto di vista delle prestazioni? Abbiamo previsto per il prossimo numero un superconfronto ‘definitivo', fra una NEX-5 in normale commercio, una supercompatta top level e una reflex con sensore paragonabile a quello della nuova mirrorless Sony. Nell'attesa, vi riportiamo nel frattempo le prime impressioni, con l'avvertenza che qualcosa - anche se, crediamo, non in maniera drastica - possa cambiare con una macchina di normale produzione. IL TEST, PARTE PRIMA Prendiamo in mano la NEX-5, sulla quale abbiamo montato il 16 mm, davvero compatto e ultraleggero, di focale corrispondente a quella di un vero grandangolare (24 mm). La prima notazione positiva è quella relativa alla luminosità: una apertura massima F/2 significa che ci si può spingere più a fondo nella ricerca di foto impossibili in condizioni di luce critica, considerando anche che la macchina permette di raggiungere 12800 ISO, valore un tempo alla portata solo delle reflex ‘pro'. L'ottica offre naturalmente una grande profondità di campo, e facilita il lavoro dell'AF; la resa è più che buona, ma, a dire il vero, forse ci aspettavamo qualcosina di più da un'ottica fissa, tipologia di obiettivo che permette di ottimizzare la resa delle diverse lenti. Piuttosto, i primi scatti ci ricordano una realtà ineluttabile (non pensate che l'assenza di specchio e la vicinanza al mondo delle compatte abbiano reso possibile il miracolo): un rumore avvertibile accompagna ogni scatto. Cambiamo obiettivo ed innestiamo dunque l'altro a disposizione, il 1855mm (ovvero all'incirca un 27Il retro è dominato da un bel monitor LCD da 3 pollici e buona resa complessiva. Nonostante la possibilità di orientarlo parzialmente, vista anche l'assenza del mirino ottico (disponibile come optional per l'ottica 16 mm), può esserci qualche difficoltà di ripresa in pieno sole. NEX-5 +18-200 mm F3.5-6.3 € 1.150,00 NEX-5 + 18-55 mm F3.5-5.6 € 680,00 NEX-5 + 16mm F2.8 € 630,00 NEX-3 +18-55 mm F3.5-5.6 € 580,00 NEX-3 + 16mm F2.8 € 530,00 Zoom 18-200 mm F3.5-6.3 € 850,00 Zoom 18-55 mm F3.5-5.6 € 320,00 Grandangolare 16 mm F2.8 € 270,00 Mirino ottico FDA-SV1 SV1 € 180,00 Mic. stereo ECM-SST1 € 135,00 Adattatore wide VCL-ECU1 € 145,00 Adattatore fisheye VCL-ECF1 € 165,00 Adattatore Alpha LA-EA1 € 220,00 CORPI, OBIETTIVI ED ACCESSORI: TUTTI I PREZZI 075_079:090-091 06/07/10 21:54 Pagina 78
40MB/s, si può spendere anche meno di 100 euro per una memoria da 32 GB. Inoltre, proprio come nel caso delle P2, anche le Compact Flash già offrono tagli da 64 GB e potranno presto arrivare fino a 128 GB. Anche il trasferimento delle immagini su un sistema di editing diventa più semplice: utilizzando le Compact Flash basta un lettore USB da pochi euro, mentre nel caso di schede P2 o SxS bisogna acquistare dispositivi proprietari ben più costosi. Dunque la soluzione proposta da Canon offre un primo importante vantaggio rispetto agli altri sistemi e cioè il costo più basso dei supporti di registrazione. Ma può bastare questo elemento da solo a insidiare una concorrenza già ben radicata sul mercato? No. E infatti Canon ha altri assi nella manica. L'OTTICA CHE FA LA DIFFERENZA Le prime videocamere tape-less prosumer prodotte da Canon sono la XF300 e la XF305, qui in prova; si tratta di due camere gemelle a ottica fissa, che si differenziano solo per la presenza o meno delle connessioni broadcast HDSDI, Genlock e Timecode. Il design delle due macchine assomiglia molto a quello dei modelli XH A1 e XH G1, ma i componenti (ottica, elettronica, sistema di registrazione, processore di segnale ecc.) sono del tutto nuovi. Rispetto ai camcorder HDV della serie XH, i modelli della serie XF hanno un ingombro quasi identico, ma pesano oltre mezzo chilo in più. Ciò, tuttavia, non penalizza il bilanciamento della macchina: l'impugnatura risulta più comoda rispetto a quanto riscontrato sulla serie XH, forse proprio per l'assenza della meccanica di trascinamento del nastro, che nelle camere HDV della casa è sotto all'impugnatura. La differenza di peso è giustificata dalla nuova ottica HD serie L, di dimensioni decisamente importanti e con un diametro filtri da ben 82 mm: tra le prosumer compatte, l'XF305 è probabilmente quella dotata dell'ottica più robusta e voluminosa. Ma al di là delle dimensioni, ciò che impressiona di questo obiettivo sono le prestazioni: la TEST: VIDEOCAMERA HD CANON XF305 CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE PRO CONTRO Costruttore: Canon Co., Giappone Distributore: Canon Italia, via Milano 8 - San Donato Milanese (MI) tel. 02/82481 - www.canon.it Formato di registrazione: MPEG-2 Long GOP 50, 35 o 25 Mbps, 1920x1080/50i, 25p; 1280x720/50p, 25p Supporti di registrazione: schede CF Tipo 1 UDMA, schede SD (solo foto) Sensore di immagine: 3 CMOS da 1/3 di pollice, 2.07 Megapixel effettivi Risoluzione foto: 1920x1080 o 1280x720 pixel Connessioni: uscita monitor BNC (risoluzione SD), audio/video RCA stereo su cavo esploso, uscite Component HD, 2 ingressi audio XLR, timecode, Genlock, uscita HD-SDI, HDMI, uscita cuffie mini-jack, presa remote, porta USB Ottica: zoom 18x f/1.6-22, equivalente nel formato 35 mm ad un 29,3-527,4 mm, diametro filtri 82mm Velocità otturatore: da 1/3 a 1/2000 di secondo Apertura diaframma: da F1.6 a F22 Guadagno: da -6 a +33 dB Filtro ND: 1/4, 1/16 e 1/64 Consumo: 9 W Display: LCD a colori 4", 1.2 Megapixel Mirino: LCD a colori 0.52", 1.55 Megapixel Dimensioni e peso: 180 x 192 x 394 mm, 2.7 Kg ESTETICA Il design riprende quello delle HDV di vecchia generazione, con l'ottica più ingombrante e il display spostato in avanti. La linea è elegante e aggessiva. COSTRUZIONE La qualità dell'ottica varrebbe da sola il punteggio pieno, ma ogni singolo dettaglio della XF305 è stato progettato con attenzione, a cominciare dal display e dal mirino, che offrono una definizione eccezionale. VERSATILITÀ La XF305 si distingue per le connessioni di fascia broadcast, ottime regolazioni manuali e funzioni audio estremamente professionali. Le opzioni di correzione digitale dell'immagine sono superiori a qualsiasi prodotto concorrente. PRESTAZIONI Il nuovo camcorder Canon rappresenta un punto di riferimento tra le prosumer compatte, le migliori prestazioni tra le macchine dotate di sensori da 1/3". RAPPORTO Q/P Il prezzo di lancio è un po' alto, ma la XF305 rappresenta una vera novità. Le connessioni broadcast influiscono sul costo, ma per chi vuole rinunciare alle uscite HD-SDI può optare per la XF300 (1000 euro in meno). L'uso delle comuni Compact Flash al posto di soluzioni proprietarie abbassa i costi di gestione. Qualità dell'ottica Display e mirino hi-res Formato 4:2:2 a 50 Mb/s Stabilizzatore ottico efficiente Registrazione su schede CF Connessioni HDMI e HD-SDI Vano batteria interno 30 e 60 fps solo su richiesta LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE 99 TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XV TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D TEST: Videocamera HD Canon XF305 memoria più capiente, da 8 GB, poteva contenere solo 8 minuti di video HD ad un costo di circa 1500 euro, praticamente 180 euro per minuto di registrazione. Un costo altissimo, soprattutto se rapportato a quello dell'HDV: oltre 60 minuti di video HD in una cassetta da 5 euro, praticamente meno di 10 centesimi di euro a minuto. Proprio il costo dei supporti di registrazione ha frenato, inizialmente, la diffusione dei camcorder tape-less in ambito professionale, ma negli ultimi tempi la situazione è cambiata, grazie a memorie più capienti offerte a prezzi sempre più bassi: oggi è possibile acquistare una P2 da 64 GB a circa 700 euro (circa 11 euro/min in DVCPRO HD e 5 euro/min in AVC-Intra 50), mentre una scheda Sony SxS da 32 GB può registrare circa 100 minuti in XDCAM EX ad un costo di 500 euro (5 euro/min). Il costo per minuto, come si vede, è ancora piuttosto elevato rispetto alle soluzioni su nastro e per tale ragione Sony e Panasonic hanno introdotto sul mercato anche prodotti semi-professionali di fascia inferiore siglati NXCAM e AVCCAM - in grado di registrare in AVCHD su memory card commerciali quali le Memory Stick o le SDHC. Canon, invece, ha operato una scelta completamente diversa: non è voluta scendere a compromessi in termini di qualità (l'AVCHD, lo ricordiamo, è un formato video nato per applicazioni amatoriali), né ha voluto sviluppare costose memory card specifiche per il video professionale. Semplicemente ha atteso che il mercato offrisse schede di memoria commerciali ad alta capacità e ad altissime prestazioni. E le Compact Flash di ultima generazione, già ampiamente utilizzate dalle reflex digitali, hanno offerto la risposta giusta; ovviamente per lavorare con il video HD è necessario scegliere schede di fascia alta, come ad esempio le Sandisk Extreme Pro: il modello da 32 GB offre una velocità record di 90 MB/s, può contenere 80 minuti di video HD a 50 Mbit/s ed è già reperibile ad un prezzo inferiore ai 300 euro. Il che significa un costo/minuto di euro 3.75. Ma scegliendo modelli un po' meno performanti, da 60 MB/s o 098_105:128/130 07/07/10 22:17 Pagina 99
70 Sensore: CCD 12.1 MP 1/2.3” Ottica: f/3.5, 5x, 28 - 140 mm eq. Stabilizzatore: digitale Video: 720p, VGA, QVGA Display: 2.7”, 230.000 pixel Sensibilità: 80-6400 ISO Alimentazione: Li-ion, 740 mAh Scheda memoria: SD, SDHC In/out: HDMI tipo D, USB 2.0, PC/AV Waterproof: fino a 6m Dimensioni: 59 x 107,5 x 25 mm Peso: 144/161 gr. Estetica: Costruzione: Versatilità: Fotografie: Video: Sub: Q/P: Cool factor: PRO: shockproof, 24 programmi di scatto CONTRO: rumore sopra i 400 ISO Resiste all'acqua, alla polvere, alle cadute e al gelo: la Pentax Optio W90 è una compatta pronta alle avventure estreme. La costruzione vede l'impiego di gomma protettiva sui bordi, di solide plastiche e di alluminio spazzolato per il frontale. La forma allungata, insolita per la categoria, è di facile impugnatura anche con una sola mano. Sul lato destro è presente una barra di metallo, cui attaccare la cinghia di sicurezza corredata da un moschettone. Secondo i dati dicharati, la W90 resiste alle cadute fino a 1.2 metri: in caso di free-climbing spericolato, conviene agganciarla all'imbracatura. La temperatura minima di funzionamento è di -10° C, per cui è adatta anche alle vacanze invernali. Grazie alla costruzione a prova d'acqua, di sabbia e di polvere, la macchina può scendere sino ai 6 metri di profondità e resistervi per 2 ore, oppure affrontare senza danni gli ambienti più polverosi e a rischioimpatto, come - ad esempio - un cantiere edile. Insomma, già dall'aspetto per altro molto gradevole e disponibile nei colori nero, verde o arancione la W90 si annuncia come una soluzione che non teme le sfide impossibili. La dotazione tecnica è modellata per queste aspettative, a partire dall'ottica 5x ad escursione interna. La lunghezza focale equivalente parte dai 28 mm ed arriva ai 140, per coprire tutto il range dal grandangolo al medio tele. Lo zoom intelligente, poi, porta l'escursione totale a 6.5 x (foto a 7 MP) e 31.3 x (a 640x480), con un degrado dell'immagine progressivo, per quanto inferiore a quello di un tradizionale zoom digitale. Una ghiera leggermente sporgente offre un minimo di protezione per il vetro che copre l'obiettivo, ed accoglie tre led illuminatori, utili nelle fotografie in macro: queste sono possibili fino ad 1 cm di distanza dal Pentax Optio W90 Prezzo: 299 euro Utile per le vacanze avventurose come per i lavori impolverati (geometra o capo cantiere, ad esempio), la Optio W90 offre un'ottima versatilità, unita alla sfrontatezza di un design alquanto insolito: e sotto il vestito... Fotocamera subacquea, corazzata e molto sportiva, che aiuta a divertirsi e - in qualche caso - anche a lavorare. soggetto e permettono di cogliere i dettagli più minuti; in caso di utilizzo dei led, si può però riscontrare un'illuminazione non omogenea. Il sensore è un CCD da 1/2.3" con 12.1 MP effettivi di risoluzione, che produce immagini pulite in condizioni di luce ottimale. In situazioni di illuminazione scarsa, la macchina può spingersi fino ai 6400 ISO equivalenti (foto da 5 MP), al prezzo di un notevole aumento del rumore. Le prestazioni geometriche sono buone, con distorsioni praticamente assenti. Su questo parametro interviene un'apposita correzione di immagine, successiva allo scatto: sul display LCD si vedranno le immagini con barilotto evidente in wide, di cui però non si troverà traccia nel file. Il livello di rumore in ripresa video è leggermente più elevato, ma con risultati comunque accettabili. La risoluzione fotografica va dai 12 MP ai 640x480, mentre per i filmati si parte dal QVGA per arrivare al 720p. La macchina offre uno stabilizzatore di immagine digitale (anche in ripresa) composto da vari dispositivi, che ha una resa di discreto livello. La fotocamera offre ben 24 programmi di scatto e di ripresa video, tra cui foto e video sub, microscopio digitale per riprese macro, wide per unire due immagini in una più grandangolare, panorama, ritratti, spiaggia/neve, animali domestici, bambini, cibo, lume di candela e report: quest'ultima (l'icona è un omino con caschetto, tanto per restare in tema-cantiere edile) realizza scatti a 1280x960, più leggeri e facili da spedire per mail. La macchina offre anche la ripresa in time lapse, con intervalli (1 minuto-1 ora), tempo massimo e ritardo di inizio tutti e tre impostabili dall'utente. Una funzione simile è prevista anche in modalità fotografica, con intervalli anche più brevi e creazione però di un file separato per ogni scatto. La W90 offre anche l'ormai immancabile funzione di face detection, con opzione anti occhi chiusi e cattura dei sorrisi, attivabile in foto e filmati. Per quanto riguarda le connessioni, segnaliamo una HDMI 1.4 di tipo D e di una USB 2.0 che consente anche il collegamento AV in video composito. Dal mare alla neve, per finire al cantiere, la W90 rappresenta una soluzione robusta e affidabile, con tutte le opzioni fotografiche che si convengono ad una compatta a marchio Pentax. S.Bla. 068_073:090-091 06/07/10 20:52 Pagina 70
della macchine fotografiche, le singole scene contengono informazioni testuali sulle impostazioni utilizzate in ripresa (diaframma, otturatore, guadagno, filtro ND, fattore di zoom ecc.); in questo modo il montatore, sapendo come è stata girata la scena, può eseguire interventi più mirati. A corredo con la videocamera viene anche fornito un plug-in per Final Cut Pro, che permette di aprire i file XF direttamente all'interno di un progetto HD o di importarli attraverso la finestra Log&Transfer, con conversione in formato Apple ProRes. I file Canon XF sono supportati nativamente anche da Avid Media Composer 5 e da Adobe Premiere CS5, mentre altri software di montaggio saranno compatibili nei prossimi mesi. Durante la nostra prova abbiamo provato a montare le riprese con Final Cut Pro su un MacBook del 2008 e, nonostante la scarsa potenza del sistema, l'editing e il playback delle scene è risultato fluido. Lo stesso sistema, per intenderci, fa fatica a lavorare con file AVCHD. CONNESSIONI: C'È PROPRIO TUTTO La XF305, come abbiamo detto in apertura, è caratterizzata dalla presenza di connessioni broadcast Timecode, Genlock e HD-SDI. Queste uscite ne permettono dunque un utilizzo anche in studio e l'output di un segnale HD non compresso. Un ulteriore connettore BNC consente il collegamento di monitor a definizione standard, con varie opzioni di adattamento del formato 16:9 in 4:3 (anamorfico, letterbox, pan&scan). Per fortuna, nonostante la presenza di uscite HD-SDI e Component HD, non manca anche una porta HDMI, per facilitare il collegamento diretto ai flat tv commerciali Molto completa risulta anche la sezione audio, con gli immancabili ingressi XLR con alimentazione +48V e le varie opzioni di gestione del segnale (attenuatore, limitatore e controlli volume indipendenti per i due canali). Come sulle camere broadcast, inoltre, quando si utilizza un microfono opzionale mono si può comunque continuare a registrare il segnale del microfono integrato sul secondo canale, in modo da catturare anche l'audio ambiente. Il nuovo camcorder Canon, dunque, appare un apparecchio versatile sotto tutti i punti di vista. Sotto molti aspetti, l'XF305 fissa nuovi standard tra le professionali compatte, segnando diversi record e introducendo caratteristiche innovative che, al momento, non hanno uguali sul mercato. Ma al di là di tutto, tenendo in mano l'XF305 si ha proprio la sensazione che chi ha progettato questa macchina abbia tenuto conto finalmente - delle reali esigenze degli utenti, senza tralasciare il minimo dettaglio. Trovare qualche difetto all'XF305 è difficile; forse le opzioni di slow-motion sono più limitate rispetto ad altre camere a frame-rate variabile, ma si tratta comunque di funzioni secondarie. Un piccolo appunto può riguardare il vano batteria che, come nel caso dei camcorder serie XH, è chiuso da uno sportelletto; ciò rende un po' più scomoda la sostituzione dell'accumulatore e soprattutto impedisce di usare la funzione DC Out di certe batterie commerciali, in grado di alimentare direttamente i faretti portatili. In compenso c'è da segnalare positivamente l'introduzione da parte di Canon di un nuovo tipo di batterie, che forniscono al camcorder informazioni più precise sull'autonomia. Questi accumulatori, inoltre, integrano dei led, per indicare il livello di carica anche a macchina spenta. Ma la buona notizia è che, nonostante l'introduzione di questo nuovo modello, l'XF305 è comunque compatibile con le batterie della serie BP-900: chi già possiede questo tipo di accumulatori o chi vuole acquistare batterie più economiche, potrà dunque optare per questa soluzione. Ancora una conferma, dunque, di come Canon abbia saputo rispondere ai bisogni reali dei filmmaker e di tutti i professionisti del video. Marco Zamparelli A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXI 105 A corredo con la videocamera c'è il software di gestione Canon XF Utility per organizzare il materiale girato e trasferirlo su Mac o PC. Grazie al plug-in fornito da Canon, Final Cut Pro può importare direttamente il file MPEG-2 registrati con le nuove videocamere XF. Sul lato sinistro del camcorder si trovano tutti i principali comandi dedicati, insieme a un piccolo display LCD monocromatico, che riporta le indicazioni relative a timecode, carica della batteria e livelli audio. TEST: Videocamera HD Canon XF305 098_105:128/130 07/07/10 22:23 Pagina 105
40 Digital Market Casio, laser (& LED) revolution Casio è un'azienda impegnata su diversi fronti, che in Italia ha conquistato una buona fama soprattutto per il settore della fotografia digitale, ove è impegnata con una gamma completa di macchine, fra le quali alcune uniche o quasi (come i modelli high speed o quelli ‘heavy duty') nel panorama di mercato. Non è solo la fotografia, però, il settore ove l'azienda giapponese riesce ad esprimere il meglio di sé; diversi sono anche i prodotti interessanti sia per utilizzazioni professionali che possono costituire una buona soluzione anche per alcune applicazioni home (theater) e di gaming, come vedremo. Clear & Green è il concetto di Casio per i videoproiettori di prossima generazione, ispirato ad un futuro ‘verde'. L'azienda giapponese, ben sapendo che per ottenere alti valori di luminosità (dai 2000 ANSI lumen) con i videoproiettori è spesso necessario adottare lampade ai vapori di mercurio pressurizzati (materiale tossico e dalla vita ridotta), ha sviluppato una gamma di modelli business che adotta una sorgente luminosa di nuova concezione, precedentemente utilizzata per proiettori di piccole dimensioni. In questi modelli, le lampade sono sostituite da una sorgente a semiconduttori che combina i colori rosso originato da un LED, blu, originato da un laser, e verde, ottenuto convertendo il laser blu con un fosforo, per raggiungere valori di luminosità elevati, durata della sorgente dichiarata di 20.000 ore, consumo ridotto (190 W in uso con modo Eco e meno di 1 W in stand-by) ed un minore impatto ambientale. Inoltre, la nuova tecnologia permette di raggiungere la luminosità massima già ad 8 secondi dall'accensione, e non è necessario alcun tempo di raffreddamento dopo l'uso. La nuova gamma di vpr Casio per l'utenza business è composta da 8 modelli, siglati XJ-A130, XJ-A135, XJ-A140, XJ-A145, XJ-A230, XJ-A235, XJ-A240 e XJA245. La tecnologia di retroilluminazione ibrida ha permesso di ridurre le dimensioni dello châssis, tanto da permettere di infilarlo comodamente in una valigia 24 ore: lo spessore è di 43 mm, le dimensioni sono circa quelle di un foglio A4 (297 x 43 x 210 mm, parti sporgenti escluse), mentre il peso non raggiunge i due chilogrammi e mezzo. Questa caratteristica, evidentemente, va a vantaggio della massima portabilità, ed apre la strada non solo ad utilizzazioni mobili professionali ma anche al mondo dell'entertainment, con la possibilità di realizzare dei ‘mini cinema in casa' itineranti, senza troppe complicazioni. La matrice è di tipo DLP, da 0.55" con risoluzione XGA (1024x768) per i modelli fino all'A155 compreso, e da 0.65" per i VPR di classe superiore, che hanno risoluzione WXGA (1280x800). La luminosità è pari a 2.000 Ansi Lumen pe gli XJ-A130, A135, A230, A235 ed arriva a 2.500 sugli XJ-A140, A145, A240 e A245. L'ottica, con messa a fuoco manuale, è uno zoom 2x con correzione del keystone automatica di 30 gradi e manuale di +/- 30 gradi; nel corpo è integrato anche uno speaker, mono, con potenza di 1W. Tutti i modelli sono dotati di ingressi VGA, AV ed HDMI; gli apparecchi con numero di sigla che termina per 5 spiccano per la presenza di una porta USB, per collegare un adattatore Wi-fi (e connettere fino a 4 computer contemporaneamente) e soprattutto per presentazioni senza la necessità del PC (con supporto di file Excel, Word, Powerpoint, PDF, JPEG, BMP, MJpeg ed AVI): una funzione evidentemente molto utile per chi avesse necessità di spostarsi spesso per mostare del materiale. Infine, segnaliamo che Casio cerca system integrator per ampliare la propria distribuzione in Italia. Per informazioni: infoitalia@casio.it casio-projectors.eu Design, ecologia ed economia: questi i tre punti cardine per la nuova linea di proiettori business di Casio, che integra lampade a lunga durata prive di mercurio, realizzate con una nuova tecnologia ibrida LED/laser. Studiati per il business, in virtù della estrema compattezza possono essere ottime soluzioni per sistemi home theater portatili... Come ben evidenziano le immagini, la nuova gamma di videoproiettori Casio si basa su modelli di ingombro davvero ridotto, fondamentale per l'uso business ma molto utile anche per realizzare sistemi itineranti, facilmente trasportabili in vacanza, a casa di amici e così via. 034_040:026/028 06/07/10 18:57 Pagina 40
Overall Un manuale tecnico che è un ponderoso compendio (quasi 700 pagine) di tutto quello che c'è da sapere su Final Cut Pro 7, in particolare le configurazioni hardware ideali e le possibilità per gestire al meglio progetti complessi e ottenere risultati professionali. Ma non pensiate che questo della “ponderosità” sia un giudizio di demerito, tutt'altro. lnfatti il libro fa parte di una collana non a caso denominata “Quick Pro”, composta di guide che fanno dell'apprendimento veloce - ma ugualmente organico ed efficace - il loro vanto. Il punto di forza di questa impostazione sta in un approccio essenzialmente visivo all'argomento: tante immagini (schermate, diagrammi, schemi operativi) seppur in b/n, testi brevi e concisi che vanno direttamente al sodo. E visto che il programma è (come viene definito dal libro) “potente, versatile e intuitivo”, va da sé che - una volta trovata la giusta chiave di accesso - i risultati non potranno tardare a venire... L'autrice è Lisa Brenneis, che è scrittrice, attrice e produttrice cinematografica, esperta di media interattivi, documentari, fumetti e animazioni. Un'indubbia garanzia di competenza e professionalità, insomma. (V.F.) Manuale tecnico; di Lisa Brenneis, Hops/Tecniche Nuove - pag. 654; 13 x 24 cm euro 49,90 Final Cut Pro per Mac OS X Un'idea tanto semplice quanto intrigante: distillare 100 anni in 1000 momenti topici, quelli che per critica e pubblico sono la crema del cinema. Chris Fujiwara ha chiesto a un gruppo di 63 esperti di tutto il mondo di individuare, in piena libertà, i loro“best of”: scene memorabili, battute, personaggi, artifici di regia. Tutti tasselli significativi - di alto valore artistico, profondi, essenziali, illuminanti - scelti secondo criteri soggettivi, ma supportati da una rigorosa riflessione critica e precisione storica (e quasi 300 foto). Ne è nato un libro imponente che rappresenta una sorta di “immaginario collettivo” sul cinema, dato che ognuno vi troverà i propri momenti cult: l'osso che vola nel cielo di 2001 Odissea nello spazio, le tensioni erotiche di Ultimo tango a Parigi, il finale di Casablanca, i monologhi di Pulp Fiction, le pallottole al rallentatore di Matrix. Un invito a riguardare i film - ognuno corredato da una breve scheda - con occhi diversi, a scoprire dettagli sconosciuti o dimenticati, coincidenze bizzarre o rivelazioni impreviste, e per questo ancor più emozionanti. (V.F.) Overall Cinema: i 1000 momenti... Libro di critica cinematografica; a cura di Chris Fujiwara, Il Castoro Cinema - pag. 800; 18 x 20 cm euro 29,90 Una “guida all'uso” secondo i consueti parametri della collana Digital LifeStyle: semplice ed efficace, di impostazione pratica e con tutorial completamente a colori, per conoscere in tutte le sue potenzialità Artlantis, il software dedicato alla realizzazione di immagini e animazioni basate su modelli tridimensionali. Un manuale completo e adatto a tutti, che si rivolge ai neofiti, ma tratta anche argomenti di utilizzo avanzato. (V.F.) Overall Artlantis 3 Render e Studio Manuale tecnico; di Cecchi, Corona, Spampatti Edizioni FAG 240 pagine, 17 x 24 cm euro 29,90 Una nuova guida su Parigi? Sì, e non a caso: se da un lato infatti la Ville Lumière muta e si evolve in continuazione - e quindi necessita di una trattazione sempre aggiornata - dall'altra questa terza edizione italiana, ricca e davvero coloratissima, si giova di tutta l'esperienza del gruppo britannico Time Out, specializzato da 40 anni a questa parte in un'informazione completa e molto trendy, adatta soprattutto ai giovani, d'età ma anche di spirito. (V.F.) Overall TimeOut Parigi Guida turistica; di AA.VV., Tecniche Nuove 394 pagine, 13 x 20 cm euro 25,90 Arguto e simpatico pamphlet, a metà tra indagine clinica, saggio massmediologico e diario personale. L'ipotesi sostenuta dall'autore, e supportata da autorevoli opinioni - come quella di Fassbinder, “I film liberano la testa ”- è che di immagini si possa vivere (bene) così come morire (dentro), ammalarsi come guarire. Ecco allora il bisogno di una guida ragionata a cosa vedere, e perché vederlo. Frizzante, anomalo, intelligente: da leggere e meditare. (V.F.) Overall Cinema & Video Terapia Dopo i manuali su iPhone e iPod (sempre per Tecniche Nuove), le cui recensioni sono state pubblicate su queste pagine, Bragagnolo dedica un instant book anche al fenomeno del momento, l'iPad. Un'agile guida alle virtù di questo rivoluzionario prodotto, senza per questo tacere sulle diatribe di carattere tecnico che ne hanno accompagnato l'uscita. Se dunque avete in previsione l'acquisto di un iPad, questo libro ne sarà un ottimo corollario. (V.F.) Overall Tutti pazzi per iPad Manuale tecnico di Lucio Bragagnolo; Tecniche Nuove 168 pagine, 11 x 18 cm euro 7,90 Non poteva certo mancare mister Tarantino alla collana di analisi critica a più mani edita da Moviement, giovane e dinamica casa editrice pugliese. In questo saggio troverete infatti vari contributi a firma di più autori, tutti intenti a scandagliare l'universo creativo del regista nei suoi vari aspetti, anche quelli più reconditi, tale che la lettura di certo saprà fornirvi nuovi itinerari di studio e di visione per gustare al meglio l'opera tarantiniana. (V.F.) Overall Quentin Tarantino Saggio critico di AA.VV.; Moviement 98 pagine, 21 x 29,5 cm euro 12,00 Specializzato in reportage di viaggio, architettura e arte orientale, Freeman è la persona giusta - con i suoi 20 libri di fotografia alle spalle - a introdurvi a tutti i segreti dell'esposizione, momento-clou per eccellenza della cattura di immagini. La sua disamina verte in particolare sui recenti sviluppi delle tecnologie digitali e le loro implicazioni sul concetto di esposizione e relativa gestione creativa. Un vero libro di testo per tutti i fotografi. (V.F.) Overall L'esposizione fotografica Manuale tecnico di Michael Freeman; Logos 194 pagine, 24 x 26 cm euro 19,95 Agile e veloce, ecco una guida per ottenere il meglio da Apple Keynote, definito “software rivelazione” per la sua capacità di realizzare presentazioni ricche di effetti visivi di grande impatto. Zurli vi condurrà allora tra trucchi e segreti, secondo l'impostazione consueta della collana Digital LifeStyle Pro di FAG: una informazione essenziale, ma completa, raccolta direttamente sul campo e portata al grande pubblico da esperti di didattica applicata alla tecnologia. (V.F.) Overall Apple Keynote Guida all'uso Manuale tecnico di Gian Guido Zurli; Edizioni FAG 194 pagine, 17 x cm euro 19,90 Saggio critico di Miro Silvera; Salani 98 pagine, 15 x 17 cm euro 10,00 Bello a vedersi e utile a leggersi: ecco la migliore definizione per questo manuale, traduzione inglese dell'analogo testo edito da O'Reilly. I plus che saltano subito all'occhio infatti sono non solo l'accuratezza grafica e l'impatto visivo delle tante immagini a colori, quanto anche il valore dei testi, che sono semplici e divertenti, ricchi di consigli e trucchi. Perché - dice l'autore - fare una foto digitale è molto facile, ma scattare una bella foto non è da tutti... (V.F.) Overall La fotografia digitale Manuale tecnico di David Pogue; Hops/Tecniche Nuove 298 pagine, 15 x 23 cm euro 39,90 81 080_081:Layout 1 06/07/10 21:17 Pagina 81
56 La prima distinzione che si può fare riguardo ai formati di file immagine è quella tra formati che sfruttano la grafica vettoriale e quelli che si basano sulla grafica a punti (o, con termine inglese, raster). Le immagini vettoriali sono indicate per creare oggetti composti di figure geometriche composte di combinazioni di cerchi, segmenti, ellissi ed altre figure facilmente descrivibili in termini matematici, che quindi vengono calcolate ogni volta che si ricompone l'immagine, permettendo per loro stessa natura l'ingrandimento indefinito o addirittura la rotazione, inclinazione e la creazione di immagini in tre dimensioni, senza mai “sgranare”. È comprensibile, quindi, che, per questo motivo, siano molto utilizzate in campo architettonico e di computer grafica (inclusi i fotomontaggi video), ma poco utili nel trattamento delle fotografie digitali. Il formato raster, invece, prevede una mappa di bit (e perciò anche detto bitmap) che associa ad ogni punto dell'immagine un colore. È evidente che l'immagine acquisita da un sensore (CCD o CMOS che si voglia) è per sua natura in formato raster, ed è quindi su questa tipologia che concentreremo l'attenzione. Il problema che a questo punto si pone è: come salvare le informazioni raccolte nel modo più efficiente per riprodurre su schermo, o su stampa, l'immagine acquisita? Ciò può essere fatto utilizzando differenti formati con caratteristiche differenti tra loro, di cui i più comuni sono: TIFF, JPEG, JPEG2000, GIF, PNG, PSD, RAW. Un'altra distinzione che si può fare all'interno delle immagini raster è quella tra immagini compresse e non compresse, a seconda se le informazioni siano scritte tutte esplicitamente, oppure se, in qualche modo, ve ne siano di sottintese. Poiché tutta l'informazione è trattata in maniera numerica (da cui la parola digitale, che i lettori della nostra rivista ben conoscono), occorre considerare l'immagine come una sequenza di numeri (detta dagli addetti ai lavori anche informazione o segnale), disposti in un certo ordine. La questione è: quanto si può risparmiare nel trascrivere la sequenza, senza perdere informazioni nel passaggio? La compressione consiste proprio in questo, ed è possibile in quanto, generalmente, qualsiasi messaggio E adesso… UNA DISTINZIONE DI BASE LA COMPRESSIONE: IL FILE A DIETA Una breve guida nella selva dei diversi formati immagine Dopo aver acquistato - magari a caro prezzo - una fotocamera di buone prestazioni, un bell'obiettivo stabilizzato, dopo aver scattato più immagini in bracketing per non sbagliare l'esposizione, non è certo il caso di vanificare tutti gli sforzi usando impropriamente i formati immagine esistenti. Vediamo un po' quale formato scegliere, senza sprecare risorse né rinunciare alla qualità che ci serve. come li salvo? RAW 056_059:026/028 06/07/10 19:55 Pagina 56
americani chiamano "skew & wobble": a causa della particolare scansione a tendina dei pixel (rolling shutter), nelle panoramiche a schiaffo le linee verticali appaiano oblique. Questo difetto si riscontra su tutte le videocamere che adottano i CMOS e in modo ancora più evidente sulle fotocamere reflex con funzioni di ripresa video. Canon ha implementato un sistema di scansione del sensore il doppio più veloce rispetto ai normali CMOS: in questo modo il fenomeno è praticamente assente operando in grandangolo. In tele, invece, il fenomeno si manifesta solo in panoramiche di velocità maggiori di quelle normalmente accettabili in questo genere di movimento di macchina. IMMAGINI PERSONALIZZATE Per modificare la resa a proprio piacimento, la XF305 offre un numero quasi esagerato di parametri di correzione digitale dell'immagine: curva gamma, knee point, varie regolazioni del nero (Master Pedestal, Master Black, Black Gamma, Setup Level), della nitidezza dei contorni (sharpness, frequenza dettaglio orizzontale, bilanciamento dettaglio orizzontale/verticale, coring), del colore (fase, matrice e guadagno, applicabili all'intera componente chroma o ai singoli canali RGB). In totale si può intervenire su circa 80 parametri diversi, alcuni dei quali prevedono calibrazioni estremamente accurate, con una scala da -50 a + 50. Le regolazioni possono essere salvate in un Custom Picture File, sia nella memoria interna del camcorder, sia su scheda SD, per scambiare le impostazioni con altre macchine. I parametri Gamma e Color Matrix comprendono inoltre impostazioni specifiche per imitare il look della pellicola, che abbinate alla ripresa in modalità 25p possono offrire uno stile davvero cinematografico. Se non si vuole smanettare con la miriade di parametri a disposizione, la camera ha di fabbrica due Custom Picture File già impostati per le riprese in stile cinema. La XF305 può infatti lavorare in diversi formati: 1080/50i, 1080/25p, 720/50p e 720/25p. Purtroppo non sono disponibili di serie le frequenze dell'area NTSC (24p, 30p, 60i), ma tale funzionalità può essere ottenuta in via opzionale attraverso il servizio di assistenza Canon. Non mancano comunque funzioni di under-cranking e over-cranking, per lavorare cioè a un frame-rate differente da quello previsto: in modalità 1080p si può girare a una velocità compresa tra i 12 e i 25 fotogrammi al secondo, mentre in modalità 720p si può salire fino a 50 fotogrammi al secondo, per ottenere così effetti di fast-motion e slow-motion estremamente fluidi. Come in tutte i camcorder tape-less professionali, non manca la funzione di Interval Recording, che permette di girare pochi fotogrammi di riprese a cadenze prestabilite di tempo; in questo è possibile ottenere effetti di time-lapse (il classico fiore che sboccia o le nuvole che corrono). Grazie al Frame Recording, invece, si possono realizzare film in stopmotion. Infine è possibile tenere in memoria i 3 secondi precedenti all'avvio della registrazione grazie alla funzione di Pre-Rec, così anche l'operatore più distratto non perderà l'attimo giusto. Per registrazioni di lunga durata, invece, basterà cambiare le memorie necessarie: grazie al doppio slot è possibile inserire 2 Compact Flash alla volta, così quando una memoria si esaurisce la registrazione video continua senza interruzioni sulla seconda scheda. La serie XF adotta un nuovo formato MPEG-2 sviluppato da Canon, che prevede tre livelli di compressione: come abbiamo detto all'inizio, alla massima qualità una TEST: TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XIX 103 TEST: Videocamera HD Canon XF305 Questa complessa tabella riporta tutte le possibili impostazioni digitali della resa d'immagine. L'XF305 offre un numero record di parametri di regolazione. 098_105:128/130 07/07/10 22:21 Pagina 103
video sono compressi in 4:2:0 e codificati in AVCHD ad un unico bitrate pari a 21 Mbps VBR: in questa modalità chiamata PH mode - si possono comunque intravedere alcuni artefatti di compressione tipici del codec H.264. Si tratta essenzialmente di microblocchi sui pattern uniformi che, nella visione 3D sono praticamente invisibili; analizzando invece le immagini dei flussi singoli, risultano individuabili con più facilità rispetto a quanto visto su altre macchine della serie AVCCAM. Per quanto riguarda la sensibilità, le dimensioni dei sensori influenzano le prestazioni della camera che non è certo tra le migliori per resa alle basse luci. Del resto è questo il prezzo da pagare per integrare due gruppi di CMOS in un case di dimensioni così compatte. L'adozione di CMOS da 1/3" o addirittura da 1/2" avrebbe infatti fatto aumentare le dimensioni della camera, e il suo costo. In ogni caso per ottimizzare le immagini in situazioni di scarsa luminosità, è possibile controllare l'apertura del diaframma e - una volta aperto fino al limite massimo impostare il livello di guadagno, che va da 0 a + 24 dB con passi di 1 dB. Al massimo livello di amplificazione del segnale, l'immagine è fortemente disturbata, per quanto intellegibile. Fino a +9 dB la quantità di rumore è tollerabile, mentre a 0 dB l'immagine risulta molto pulita. La questione della resa alle basse luci è ovviamente di grande interesse per una certa categoria di utenti, ad esempio i matrimonialisti, mentre è meno cruciale per altre tipologie di utilizzo. In una produzione di spot o di film 3D, ad esempio, la giusta attenzione alla fotografia, e l'impiego di lampade per illuminare correttamente la scena, fanno passare in secondo piano questo aspetto. Anche la ripresa di eventi live (concerti o spettacoli teatrali) può essere affrontata senza particolari remore, vista la presenza di sistemi di luci di scena, più che sufficienti per girare senza esagerare con il gain. I sensori della Panasonic soffrono come spesso accade per questa tecnologia - di skew, ovvero l'inclinazione delle linee verticali in caso di panoramiche veloci o di oggetti in movimento rapido nell'inquadratura: una caratteristica causata dalla scansione di tipo rolling shutter e finora riscontrabile su praticamente tutte le macchine basate su CMOS. I sensori da 1/4.1” non offrono un controllo della profondità di campo molto agevole. Nel cinema tradizionale, la messa a fuoco selettiva (e la conseguente sfocatura degli sfondi) è uno degli elementi fondamentali dell'estetica e del linguaggio: mostrare infatti un personaggio a fuoco e uno fuori fuoco ha una precisa valenza, e serve a dirigere lo sguardo dello spettatore verso la parte più importante dell'inquadratura. La ripresa stereoscopica, invece, non richiede questo espediente, in quanto la profondità dell'immagine e l'attenzione dello spettatore sono determinate da altri fattori, in primis dalla gestione della parallasse. Insomma, un'immagine cinematografica senza sfocati manca di qualcosa di molto importante, mentre una in stereo 3D può tranquillamente farne a meno. Le dimensioni non enormi dei sensori montati sulla AG-3DA1 sarebbero quindi un limite nella ripresa tradizionale, mentre non hanno la stessa importanza ai fini della ripresa stereoscopica. FULL MANUAL La AG-3DA1 lavora totalmente in manuale: niente autofocus, programmi di ripresa, esposizione o bilanciamento del bianco automatici, presenti di norma sui camcorder prosumer. Assente anche lo stabilizzatore ottico, molto utile nelle riprese a mano libera. Come detto in precedenza, per girare in 3D sarà meglio utilizzare un cavalletto o un sistema di stabilizzazione. Con questa camera, le riprese a mano sono sconsigliate: da un lato perché l'assenza di stabilizzatore (ottico o elettronico) fa sì che le immagini risentano delle vibrazioni anche a focali molto basse; dall'altro, perché la visione stereoscopica e le immagini molto instabili non vanno d'accordo. Inoltre, controllare in manuale il fuoco, lo zoom, l'esposizione e il WB mentre si riprende a mano libera non è un'operazione agevole se non si dispone di una camera a spalla di tipo broadcast. A ciò si aggiunge la regolazione della convergenza e la composizione dell'inquadratura che, come vedremo più avanti, richiedono un minimo di attenzione in più. Lo zoom può essere controllato in tre modi: attraverso il tradizionale bilanciere sull'impugnatura (velocità variabile), tramite la leva sulla maniglia superiore (tre velocità costanti da impostare con l'apposito selettore) e con la ghiera sul barilotto: quest'ultima è di tipo servoassistito e presenta un lieve ritardo nella risposta ai movimenti impartiti. Accanto alla leva a bilanciere si trova un pratico pulsante Rec Check, per rivedere gli ultimi secondi dell'ultima clip registrata. Anche la messa a fuoco può essere gestita tramite una ghiera dedicata, mentre due pulsanti sul lato sinistro della macchina permettono di fare il fuoco automatico al centro del quadro (push auto) o di impostarlo all'infinito. Nel focheggio manuale, inoltre, si fa notare la nuova focus bar, migliorata rispetto alle precedenti versioni. Si tratta di una linea bianca che si allunga verso destra e che permette di individuare correttamente il punto di fuoco, in corrispondenza della massima estensione della barra stessa. La focus bar - di uso più agevole che in passato è attivabile con un pulsante dedicato, vicino agli altri due dedicati alla messa a fuoco. Assente un sistema di magnifying dell'immagine, mentre si può contare sull'esaltazione dei dettagli sul monitor, per aumentare la nitidezza dei bordi e agevolare il focheggio. Per quanto riguarda il controllo dell'esposizione, sul corpo macchina sono presenti una ghiera per l'iris (che serve anche a regolare la convergenza) e tre pulsanti per impostare la velocità dell'otturatore. I dispositivi di assistenza TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXVII 111 Per controllare la resa stereo delle riprese, è indispensabile avere sul set un monitor 3D. L'LCD BT-3DL2550, ideale per la AG3DA1, è un 25.5” con risoluzione 1920x1080 e si collega al camcorder in HD-SDI (due ingressi, uno per ogni canale). È basato su filtri Xpol e necessita, quindi, di appositi occhialini passivi, forniti in dotazione. Può gestire anche segnali side-by-side o line-by-line via HD-SDI singola o DVI-D, collegando ad esempio un computer con scheda grafica 3D. Prezzo 8.800 euro + iva. TEST: videocamera HD3D Panasonic AG-3DA1 106_113:128/130 07/07/10 22:31 Pagina 111
La più importante manifestazione italiana specializzata con centinaia di marche e migliaia di prodotti Audio | Hi-End | AudioVideo | Home Automation CD | DVD | Blu-ray | Vinile | Edizioni tecniche Oltre cento sale dimostrative Concerti live gratuiti Tante iniziative speciali chi non si accontenta... gode di più. 16 - 19 Settembre 2010 Milano Atahotel Quark Ingresso gratuito 9.30 - 19 | domenica 9.30 - 18 Per info e registrazione on-line www.topaudio.it Con il patrocinio 134_topaudio_pgp_10_tdg.qxp:- 11-06-2010 9:41 Pagina 1
In generale, l'impressione è quella di un prodotto che offre un buon livello costruttivo; del resto, parliamo di una fotocamera con il prezzo più vicino al mondo reflex che a quello delle compatte. Il frontale è occupato quasi del tutto dall'attacco E-mount, metallico e con il necessario ‘punto' (in questo caso bianco) per l'allineamento dell'ottica nella posizione giusta, e dal tasto di sblocco dell'ottica. Senza obiettivo, si è immediatamente al cospetto del sensore, en plein air: vista la possibile intrusione di polvere durante i cambi di ottica, la macchina è dotata di sistema di pulizia, del tipo con onde ad alta frequenza. Molto semplice anche il piano superiore, che ospita, sopra l'obiettivo, il sistema di aggancio (normalmente protetto da uno sportelletto) per il flash in dotazione. Questo è un minidispositivo che si monta in posizione quando necessario e che si attiva quando viene sollevato. Si tratta di un esemplare superleggero, con NG 7 a 100 ISO; il funzionamento è parso più che adeguato alla situazione (con varie opzioni di funzionamento), ma il sistema di fissaggio sembra un po' precario. Da segnalare anche che con l'ottica 18-200 mm è necessario montare una prolunga per evitare la vignettatura dell'immagine; un'ulteriore, piccola complicazione. Ai lati del vano flash, ecco due minuscole fessure che permettono al suono di arrivare ai canali sinistro e destro. Dalla parte opposta, sulla protuberanza, troviamo il pulsante di scatto e l'interruttore generale, adeguatamente solido, e il tasto di riproduzione e di avvio della registrazione video. Il retro ospita un bel monitor da 3 pollici e ben 921.000 pixel, che può essere parzialmente estratto ed orientato verso l'alto e verso il basso; non proprio uno schermo davvero 100% orientabile, quindi, ma in ogni caso la soluzione adottata permette di aumentare la versatilità delle inquadrature in ripresa. In più, spostare il display in orizzontale, magari approfittando della possibilità di fare ombra con il corpo della macchina, si può ottenere una migliore visione. O meglio, una visione altrimenti quasi impossibile in certe situazioni di piena luce... Come ormai sempre più spesso accade su macchine con monitor LCD di grandi dimensioni, qui manca del tutto un mirino ottico; sarà però disponibile un modello esterno, da usare con il 16 mm, da installare al posto del flash. Lo stesso incavo può ospitare un vero microfono stereo esterno, utile in caso di riprese video di un certo livello. Come è possibile intuire, è possibile scegliere una sola delle opzioni fra mirino ottico, flash e microfono... Torniamo sul retro. All'estrema destra, una ruota multifunzione con pulsante centrale ed altri due tasti per varie funzioni. Sul lato sinistro, ben dissimulati, due connettori (USB e Mini HDMI). Infine, il fondello, che ospita una robusta filettatura per il cavalletto e, in corrispondenza dell'impugnatura, il vano per l'accumuatore ricaricabile e quello per la scheda di memoria. Che può essere naturalmente una Memory Stick (Pro Duo/Pro HG Duo) di Sony, ma anche - wow - una più diffusa SD, anche nelle versioni SDHC/SDXC. Un dettaglio, questo, che dimostra la volontà di Sony di non chiudersi verso il suo pur vasto pubblico di fan, ma di aprirsi ad altri mondi. In sostanza, il controllo di tutte le funzioni viene effettuato manovrando la manopola di controllo (con la corona esterna che può essere spinta in corrispondenza dei punti cardinali oppure ruotata, e il pulsante centrale di assenso) e il tasto superiore multifunzione in base alle indicazioni presenti sul display, che offre un menu generale ad icone; la scelta di una di queste (in italiano abbiamo ‘modo ripresa', fotocamera', ‘dimensione immagine', luminosità/colore' ‘riproduzione', ‘impostazione') apre menu a tendina, con voci utilizzabili in funzione delle caratteristiche di ripresa scelta. A dire il vero, nonostante il look gradevole delle icone e nel complesso l'apparenza user friendly, abbiamo avuto un po' di difficoltà ad ambientarci fra le varie voci ed ad agire rapidamente. Ad esempio, 77 Sensore taglia APS-C Resa video interessante Foto e video ad alti valori ISO Versatilità Gestione dei menu poco intuitiva Ottiche non eccezionali Accessori opzionali (adattatore, eccetera) costosi COSTRUTTORE: Sony Co. Giappone DISTRIBUTORE: Sony Italia, via G. Galilei 40, Cinisello Balsamo (MI), tel. 02.61.83.81 FOTOCAMERA SONY NEX 5 CARATTERISTICHE DICHIARATE LA PAGELLA ESTETICA Una macchina sui generis sotto ogni punto di vista, anche nell'estetica, essenziale, vagamente understatement, comunque cool. COSTRUZIONE Certamente una realizzazione ben curata, con qualche elemento (vedi il sistema macchinoso di montaggio di flash e accessori) sacrificato sull'altare del design. VERSATILITÀ A vederla non si direbbe, ma la NEX-5 offre possibilità davvero notevoli sotto tutti i punti di vista (peraltro poco sfruttabili per l'impostazione molto - troppo - menu oriented). Può utilizzare le ottiche Alpha (Sony, Minolta, Zeiss), senza AF e con necessità di adattatore. PRESTAZIONI Sensore APS-C in corpo compatto = grandi risultati teorici, ed in effetti la resa delle immagini è molto buona, e probabilmente sarebbe di alto livello con ottiche più performanti di quelle provate. Resa eccellente, in ogni caso, ad alti valori ISO. AF nella media, autonomia piuttosto elevata, buona reattività, scatto un po' rumoroso. RAPPORTO Q/P Difficile giudicare il rapporto Q/P di una macchina che è unica o quasi della categoria. Diciamo che il prezzo è giusto, e che ci piacerebbe scoprire nei negozi che è conveniente. PRO CONTRO Sensore: Exmor APS HD CMOS (23.4x15.6mm) Numero Pixel effettivi: 14.2 megapixel Sistema pulizia: Rivestimento antistatico su filtro passa-basso e meccanismo di vibrazione elettromagnetica Attacco obiettivo: Sony E-Mount. Può utilizzare tutti i tipi di obiettivi α Sony (con adattatore; solo messa a fuoco manuale, eccetto teleobiettivi) e gli obiettivi Minolta e Konica Minolta α/MAXXUM/DYNAX (con adattatore, solo messa a fuoco manuale, eccetto alcuni modelli) Fattore moltiplicativo: 1 Otturatore: A controllo elettronico, a traslazione verticale, su piano focale da 1/4000 a 1/30 e posa; sincronizzazione flash 1/160 Messa a fuoco: Sistema AF a contrasto; area selezionabile fra multipunto (25 punti), con prevalenza al centro, spot flessibile. Modalità AF: Modalità AF: continuo, scatto singolo, messa a fuoco manuale diretta, messa a fuoco manuale Misurazione della luce: Multilight metering a 49 segmenti, con prevalenza al centro, spot Esposizione: Esposizione: automatica programma, iAUTO, priorità otturatore, priorità diaframma, Manuale, Scene Correzione Esposizione: +/-2 EV a passi di 1/3 EV Bracketing: Con incrementi 1/3 EV / 2/3 EV, 3 fotogrammi Sensibilità: 200-12800 ISO Mirino: no Monitor: display LCD TruBlack da 2,5 pollici (circa 7,5 centimetri) Risoluzione display: 921,600 Formato registrazione immagini: JPEG, RAW (formato ARW 2.1), RAW+JPEG Risoluzione immagini: 4592x3056 (14 M), 3344x2224 (7,4 M), 2288x1520 (3,5 M); panorama: angolo max in gradi (lunghezza focale 16/18 mm) 12.416x1.856 (226°/201°)/ 8.192x1.856 (149°/133°) / 5.536x2.160 (151°/135°) / 3.872x2.160 (106°/94°) Formato registrazione video: AVCHD: max. 1920 x 1080i, 17Mbps; MP4: max. 1440 x 1080i, 12Mbps Velocità di avanzamento continuo: 7 fps in mod. continua con priorità alla velocità Funzioni di ripresa: Face Detection; Smile Shutter; Sweep Panorama (3D ready); iAUTO; Auto HDR; Anti Motion Blur Mode; Hand-held Night Shot Memoria: Memory Stick PRO Duo, Memory Stick PRO-HG Duo, o SD, SDHC, SDXC Connessioni: Mini connettore HDMI (tipo C), BRAVIA Sync (menu Sync), PhotoTV HD USB 2.0 Hi-Speed Dimensioni: 110,8 x 58,8 x 38,2 mm Peso: circa 229 grammi (s.c) 075_079:090-091 06/07/10 21:30 Pagina 77
Libri Le recensioni 80 Libri & DVD Le recensioni dei titoli del momento Overall The brave may live not forever - but the cautious did not live at all!, ovvero, più o meno, “i coraggiosi non vivranno forse per sempre, ma i cauti, i pavidi, non vivono davvero”! La frase è attribuita a Richard Branson, enfant prodige dell'imprenditoria, fondatore e monarca assoluto dell'impero Virgin e di mille altre iniziative, che ha fatto della sfida (agli avversari, ma soprattutto a se stesso) la ragion di vita. Non a caso Branson si è impegnato in prima persona in mille avventure, ed ancora non sembra sazio dei risultati ottenuti. In questo libro, il magnate inglese racconta la sua storia, fra lucide visioni del futuro e curiosi aneddoti del passato. Una storia senza fine, che potrebbe servire da sprone ai lettori. Tutto, in oltre 300 pagine che si leggono tutte d'un fiato e che offrono infiniti spunti di riflessione sulle idee e le scelte di un ‘imprenditore globale', come recita il sottotitolo, ovvero un uomo capace di mettersi in gioco in tante diverse attività e venirne fuori, quasi sempre da trionfatore. Una lettura interessante, insomma, anzi addirittura istruttiva, non solo per imprenditori o aspiranti tali... (S.C.) Saggio critico; di Richard Branson, Tecniche Nuove - pag. 384; 15 x 21 cm euro 19,90 Il business senza segreti Overall Dal 1996, anno della prima edizione di questo manuale dedicato alla fotografia subacquea, al 2010, e alla quarta edizione del volume, tanta acqua è passata sotto i ponti, se ci perdonate la battuta... In effetti, in questi quasi tre lustri siamo passati dal dominio dell'immagine chimica, a pellicola, ai primi esperimenti, anche subacquei, con i prodotti digitali in grande serie. Per arrivare, negli ultimi anni, ad una situazione ribaltata, con il 99,9% degli utenti dotato di fotocamera digitale. Che ormai, anche sott'acqua, offre vantaggi innegabili. Bene ha fatto dunque Martin Edge, per i tipi della benemerita Focal Press, a pubblicare questa quarta edizione: un vero tomo, ricco di oltre 500 pagine e un'infinità di foto a colori, che costituisce al tempo stesso un manuale di fotografia sui generis e una guida passo passo alla tecnica specifica della ripresa fotografica sotto il livello del mare. Insomma, come praticamente sempre quando si tratta di un manuale Focal Press, un testo davvero importante, consigliato senza riserve a quanti mastichino almeno un po' di inglese. (S.C.) Manuale tecnico in lingua inglese; di Martin Edge, Focal Press - pag. 516; 18,7 x 24,6 cm $ 24,95 The underwater photographer Overall Fotografare, come insegnano in tutte le scuole di fotografia e cinematografia, significa ‘scrivere con la luce', e questo basta a far capire quanto possa essere importante conoscere proprietà e caratteristiche delle sorgenti di luce naturale ed artificiale. Realizzato da Focal Press con la consueta cura, in un formato orizzontale e di grandi dimensioni che permette di mostrare esempi molto interessanti, ecco dunque, il notevole libro di Brian e Janet Stoppee, che già nel titolo dice tutto: Photography & Light - What Digital Photographers, Illustrators, and Creative Professionals Must Know. Se non avete bisogno della traduzione, e siete creativi a tutto tondo, ecco un libro che potrà aiutarvi a migliorare il vostro sapere e quindi, in definitiva, le vostre immagini. (S.C.) Manuale tecnico in lingua inglese; di Brian e Janet Stoppee, Focal Press - pag. 504; 23,5 x 19 cm $ 34,95 Photography and Light Overall S.V. La collana Tutto Digitale Collection si segnala per comprendere libri in 'prima assoluta' sui diversi aspetti dell'hi-tech, che peraltro restano unici nel panorama italiano. Nel 2007 è stato pubblicato 'HD Video Alta Definizione - La prima guida completa', il primo testo pubblicato in italiano sull'argomento; poi sono arrivati 'HD Videomaker - la guida completa per appassionati e professionisti', primo testo dedicato alla ripresa in HD, giunto alla seconda edizione (la terza è prevista per l'autunno 2010), quindi 'Editing HD - fra arte e tecnica, primo testo dedicato all'editing HD, e di recente 'Video HD con la fotocamera digitale', la prima guida all'uso di reflex e compatte per riprese video HD. Viste le premesse, e i tanti articoli di Tutto Digitale sul mondo del 3D, poteva mancare ora il primo libro sulla terza dimensione? Ecco quindi, firmato dal nostro direttore tecnico Massimo Basile, ‘3D cinema & TV - dalla ripresa alla visione', primo ed unico testo in italiano, che offre un panorama completo sul fenomeno del momento, dalla teoria della visione stereo alla scelta del sistema home 3D, attraverso ripresa, trasmissione, proiezione. Può essere ordinato, come gli altri libri della collana, su www.tuttodigitale.it/libri (S.C.) Manuale tecnico; di Massimo Basile, Motoperpetuopress pag. 100; 16,5 x 23 cm euro 20,00 3D Cinema & TV, dalla ripresa... Overall Dance Music Manual ‘Dance Music Manual': detto così, sembra niente, ma stiamo parlando di un pesante (oltre 500 pagine) volume di Focal Press, giunto alla seconda edizione, che ha l'ambizione di costituire una vera summa per chi voglia entrare a vario titolo nel mondo della musica dance, magari come produttore. Un manuale dunque a tutto tondo, che prende in esame ogni aspetto della produzione musicale, dalla teoria del suono al sound design, dai metodi di compressione ai sistemi di missaggio, masterizzazione e stampa, arrivando sino ad occuparsi dell'aspetto della promozione. Un manuale davvero utile a chi voglia studiare seriamente la materia, anche se, a dire la verità, risulta poco attraente graficamente, e per di più stampato in bianco nero. In compenso, con il libro viene anche fornito un prezioso DVD, che offre ‘tools, toys, techniques', ovvero esempi, campioni, e spiegazioni vocali (in inglese, come tutto il libro, del resto). Un disco davvero importante, insomma, per un libro che - a patto di conoscere anche discretamente la lingua della terra di Albione - può cambiare la vita di chi ama davvero la musica dance. (S.C.) Manuale tecnico in lingua inglese; di Rick Snoman, Focal Press - pag. 530; 19 x 23,5 cm $ 39,95 080_081:Layout 1 06/07/10 21:16 Pagina 80
Tre immagini per illustrare i principali eventi fotografici del mese. In alto Roslyn Chapel, una foto di Gayle Chong Kwan: fino al 23 luglio a Milano, presso la galleria Uno+Uno, è di scena la sua personale - la prima in Italia - intitolata Sensorial Universe. Al centro l'istantanea di Pietro Masturzo che ha vinto la 53° edizione dell'ambito premio internazionale World Press Photo: l'immagine è stata colta a Teheran nella notte del 24 giugno 2009, durante le manifestazioni di piazza contro il regime iraniano. Qui in basso una foto onirica di Karen Knorr, in esposizione al Museo di Fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo (MI) con la mostra The Music Room. Tutto Digitale è una pubblicazione bMOTOPERPETUOPRESS tuttodigitale.it motoperpetuopress srl - via delle Alpi 13 - 00198 Roma - tel. 06 442 02 596 Il tuo appuntamento quotidiano con il mondo digitale è su www. Tutte le novità del giorno I video di TDTV, la web television di Tutto Digitale Le recensioni dei DVD, Blu-ray e libri più interessanti La galleria di Tutto Digitale, con le immagini dei lettori I sondaggi: dì la tua sull'hi-tech Corsi & concorsi, eventi e fiere, aggiornati in tempo reale Il mercatino dell'usato hi-tech più qualificato del web Abbonati gratis ai feed RSS di Tutto Digitale La foto del giorno scelta fra quelle inviate dai lettori Abbonamenti e arretrati a portata di clic! La newsletter settimanale di Tutto Digitale In anteprima le iniziative speciali e gli appuntamenti imperdibili www.tuttodigitale.it Il tuo quotidiano digitale on line 048_049:026/028 06/07/10 19:31 Pagina 49
blocco di fine corsa, proprio come accade sulle ottiche broadcast. Tuttavia, chi vuole può continuare a utilizzare l'anello di messa a fuoco in modalità servoassistita, mentre nel caso dello zoom ci si può ovviamente affidare ai classici controlli a bilanciere, quello a velocità variabile vicino all'impugnatura e quello a velocità fissa, disponibile sulla maniglia superiore. Quest'ultimo può essere impostato su due diverse velocità (high e low) tramite un piccolo selettore, sempre collocato sulla maniglia; all'interno del menu, invece, si potrà scegliere quale valore associare alle due posizioni, in una scala da 1 a 16: per andare dal grandangolo al tele si impiega da un minimo di circa 3 secondi fino a 3 minuti, per una zoomata quasi impercettibile! Tornando ai controlli manuali presenti sull'ottica, non manca ovviamente anche un'ampia ghiera per il controllo del diaframma, mentre poco più indietro c'è il comando per inserire il filtro ND. Quest'ultimo prevede non due ma ben tre posizioni: 1/4, 1/16 e 1/64, per utilizzare il diaframma aperto in qualsiasi condizione di luce. Altra novità della sezione ottica è lo stabilizzatore, che per la prima volta offre tre diverse modalità di funzionamento: Standard – per ottenere la massima compensazione di tutte le vibrazioni; Dynamic - la riduzione delle vibrazioni cambia in funzione della lunghezza focale, per attenuare soprattutto gli ondeggiamenti durante le camminate in posizione di grandangolo; Powered - l'attenuazione delle vibrazioni è specifica per ottenere immagini stabili in posizione di massimo tele, mentre non è adatta alle panoramiche. Nessun altro camcorder in commercio offre uno stabilizzatore così complesso e versatile. Lo stabilizzatore si può inserire o disattivare attraverso un tasto rapido, poco dietro ai controlli del filtro ND, insieme a una serie di altri pulsanti, tra cui il Push AF, lo zebra pattern, la funzione di peaking del display e la visualizzazione dell'oscilloscopio, su cui torneremo più tardi. Per quanto riguarda infine la messa a fuoco, oltre all'ottimo sistema automatico Canon Instant AF - una delle soluzioni autofocus più rapide e precise che si possano avere - l'XF305 offre anche la funzione Face Detection, per calibrare il fuoco sui soggetti inquadrati. Questa funzione, molto popolare sulle fotocamere consumer, può essere utile anche in ambito video, anche se ovviamente i professionisti preferiranno sempre agire in manuale. E per non commettere errori, la funzione di peaking (accentuazione dei dettagli sul display) può essere impostata su vari livelli di tolleranza e mostrare i contorni del soggetto messo a fuoco con vari colori; un'opzione molto simile, dunque, al sistema Focus Assist introdotto qualche anno fa da JVC, che ora anche Canon ha deciso di integrare. UNA DISPLAY HD, FINALMENTE Per ottenere una corretta messa a fuoco, specie quando si lavora in Full HD, è fondamentale avere un display e un mirino ad alta risoluzione e di dimensioni adeguate. Proprio il display, invece, rappresentava uno dei (pochi) punti deboli dei camcorder HDV della serie XH. Siamo felici che Canon abbia saputo accogliere le critiche degli utenti e delle riviste specializzate come la nostra, per non commettere lo stesso errore anche con la nuova gamma XF. Ma Canon ha fatto di più, ha equipaggiato la XF305 con il display più grande e più definito attualmente in commercio: 4" di diagonale (oltre 10 cm) e ben 1.23 Megapixel, con il 100% di copertura dell'inquadratura. Ancora più impressionante è la risoluzione del mirino, che con 1.55 Megapixel straccia qualsiasi soluzione concorrente e risulta addirittura migliore di molti viewfinder presenti sulle telecamere broadcast. TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XVII 101 La nuova ottica serie L offre un anello di messa a fuoco completamente meccanico, una ghiera per la zoomata con blocco a fine corsa e un terzo anello per l'apertura del diaframma. L'XF305 offre un'ottica di qualità eccellente, con una risoluzione elevatissima, aberrazioni cromatiche impercettibili, controlli manuali avanzati e uno stabilizzatore molto efficiente. 098_105:128/130 07/07/10 22:18 Pagina 101
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XL BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI JULIE & JULIA SONY PHE - COMMEDIA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Una storia a sfondo gastronomico, tutta al femminile, diretta dalla specialista Nora Ephron e tratta da una storia vera. Film gradevole, un po' lezioso, impreziosito dalla recitazione delle due magnifiche interpreti ma, come un piatto non perfetto, non sempre sapido al punto giusto. Fotografia pulitissima e ben bilanciata che il BD restituisce senza togliere o aggiungere nulla, per una massima fedeltà all'originale. Audio diligente anche se i presupposti stessi della storia concedono poco o nulla alla spettacolarità. Vasto e interessante il comparto extra ma il BD-Live, al momento della prova, non aggiungeva nulla. (L.D.A.) Regia: Nora Ephron; Interpreti: Meryl Streep, Amy Adams; Produzione: 2009; Durata: 121 minuti; Formato Audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita, ing. spagn); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 24.99 euro IL MALEDETTO UNITED (V. nol.) SONY PHE - BIOGRAFICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Film ispirato alla storia di Brian Clough, ‘mister' che portò alla ribalta diverse squadre di calcio di seconda categoria nell'Inghiliterra degli anni ‘70 e della sua sfida personale con Don Revie, allenatore del Leeds United e della nazionale. Un'ora e mezza interessante per sportivi e cinefili. A livello tecnico poco da eccepire: il video appare spesso definito, ma in qualche caso rumoroso o ipersaturo, per scelte di fotografia volte a ricreare il look della TV di qualche decennio fa. L'audio fa egregiamente il suo dovere, e nei brevi spezzoni ‘in campo', dona l'impressione di trovarsi tra gli spalti. Ben fornita la sezione Extra. (A.B.) Regia: Tom Hooper; Interpreti: Michael Sheen, Timothy Spall; Produzione: 2009; Durata: 98 minuti; Formato audio: Dolby True HD 5.1 (ita, ing, spa); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 24.99 euro EVANGELION 1.11 DYNIT - ANIME FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Versione in alta definizione per il progetto ‘Rebuild of Evangelion', remake della serie originale Neon Genesis Evangelion, composta da 4 OAV realizzati sfruttando disegni affiancati dalle nuove tecniche in CG. Sebbene i fan più ‘hardcore' siano spaccati tra detrattori e sostenitori, si tratta indubbiamente di un modo più accessibile rispetto alla serie originale per conoscere il capolavoro della Gainax. Il BD è realizzato con una cura sopraffina, con video dettagliatissimo e sfumature perfette: un anime di riferimento. Audio ottimo: colonna DTS-HD 6.1 pulita e di impatto, presente anche in originale. Ricchi extra per un disco imperdibile per gli appassionati. (A.B.) Regia: Masayuki, Kazuya Tsurumaki; Produzione: 2009; Durata: 101 minuti; Formato audio: DTS-HD ES 6.1 (ita, jap); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 29.99 euro  MINORITY REPORT FOX - FANTASCIENZA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Ad oggi uno dei film più belli, coinvolgenti e “maturi” di Spielberg, con un ottimo Tom Cruise in una storia tratta da Philip Dick. Per volere del regista la fotografia del film è “sporca”, ruvida, con accenni frequenti di grana da sottoesposizione. Questa edizione BD ha compiuto il miracolo: pur mantenendo l'aspetto originale del film, essenziale al ritmo narrativo voluto dal regista, la sensazione è quella di vera alta definizione senza ricorrere ai distruttivi filtri digitali di riduzione del rumore. Ottimo anche l'audio che in originale è di assoluto riferimento. Extra completi e copia DVD allegata. Insomma: il disco non deve mancare in una collezione che si rispetti. (L.D.A.) Regia: Steven Spielberg; Interpreti: Tom Cruise, Colin Farrell; Durata: 144 minuti; Produzione: 2002; Formato audio: DTS 5.1 (ita, spagn), DTS-HD Master Audio 5.1 (ing); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 26.99 euro ALICE IN WONDERLAND DISNEY - FANTASY FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: L'unico appunto che possiamo muovere a questa coloratissima versione di Alice è che c'è troppa Disney e troppo poco Burton nel mix finale, per un film visivamente sorprendente, nel complesso affascinante ma meno “adulto” di quanto ci si aspettava. Il Blu-ray sfoggia una meravigliosa e variegata palette cromatica, con immagini di assoluta definizione e ottima pulizia per un notevole risultato finale. L'audio italiano, un onesto DTS, svolge bene il proprio compito, ma soccombe al confronto diretto con l'originale HD per spazialità, dinamica e dislocazione degli effetti. Extra abbastanza prevedibili. Bella la sovracopertina in cartone. (L.D.A.) Regia: Tim Burton; Interpreti: Johnny Depp, Mia Wasikowska; Produzione: 2010; Durata: 108 minuti; Formato audio: DTS 5.1 (ita e altri), DTS-HD Master Audio 5.1 (ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.78:1; Prezzo: 24.99 euro 124 124_129:AD REC BD 07/07/10 23:04 Pagina 124
14 Posta tecnica Supererà definitivamente i limiti cronici dei camcorder prosumer di questo decennio (sampling 4:4:4, risoluzione fino al 4k, Apple Prores QT, tapeless su schede CF o SD)? Grazie. Attilio Lucone - Sezze (LT) Le fotocamere reflex con funzioni video rappresentano una soluzione innovativa e molto intressante, grazie a una qualità d'immagine davvero molto elevata e a prezzi decisamente contenuti. Il successo che le video-reflex stanno avendo sicuramente apre la strada ad ulteriori sviluppi: tuttavia, allo stato attuale, aumentare la risoluzione video oltre il FullHD comporta alcuni problemi tecnici di difficile soluzione: se è vero che i sensori delle DSRL offrono una definizione oltre i 10 Megapixel, il problema è far lavorare tali sensori con una velocità di scansione sufficiente per catturare 25 o 50 fotogrammi al secondo, mantenendo la massima risoluzione. Altro problema riguarda i supporti di memoria: le attuali memory card commerciali (Compact Flash o SDHC) non offrono ancora la capacità e la velocità di scrittura necessarie per registrare flussi video di risoluzione superiori al 4K. Ovviamente questi limiti tecnici saranno superati in futuro, quando però anche i camcorder video saranno in grado di spingersi oltre l'HD. E anche allora, le videoreflex non RIPRESE OLTRE IL FULL-HD Carissimi buongiorno! Da lettore affezionato di Tutto Digitale voglio porvi una domanda. In epoca di "esplosione" delle macchine HDSLR per l'innovativo video mode, la loro risoluzione resta ridimensionata rispetto alle potenzialità di sensori, 1280x720 o 1920x1080. Mi riferisco a fotocamere reflex full-frame o di poco inferiori (Canon 5D-7D-550D ecc...). Poiché RED da alcuni anni ha anticipato i tempi con soluzioni apparentemente simili alle HDSLR, ma in grado di raggiungere risoluzioni molto più ampie (fino a 4k). Memore di un vs articolo nel dietro le quinte di una produzione italiana per film digitale con RED, dove il peso dei metadata generati non sembrava affaticare eccessivamente l'hardware dei sistemi NLE, vi chiedo: "è possibile vedere a breve un'evoluzione di queste macchine che consenta di spingersi oltre l'HD"? In ultimo, girano in rete (blog, siti video sharing) informazioni di un prototipo Sony per videocamera con sensore 35mm presentato all'ultimo NAB. Non si conoscono dettagli: quali codec adottato, risoluzione massima ecc... Avete informazioni in merito? Sarà questa la soluzione definitiva per chi non vuole cedere al compromesso fotovideocamera delle DSLR? con frame rate variabile da 24p a 50p e grazie ad alcuni moduli opzionali il segnale potrà essere registrato in HDCAM SR. Dunque il sensore da 35 mm non è stato adottato da Sony per aumentare la risoluzione, ma per migliorare le prestazioni in termini di range dinamico e di sensibilità. Una scelta molto diversa da quella fatta da RED. Impossibile, comunque, mettere a confronto macchine come la Sony SRW-9000PL con le video-reflex: queste ultime sono apparecchi da poche migliaia (a volta centinaia) di euro, da utilizzare prevalentemente per la fotografia, ma aperte ad un utilizzo video, pur se limitato ad alcune situazioni per la natura stessa della macchina; la nuova Sony, invece, è destinata alle produzioni cinematografiche di fascia alta, e non a caso il costo supererà abbondantemente i 100.000 euro, ottiche e registratore esclusi. Se invece il lettore si riferiva al mock-up mostrato in una conferenza stampa durante la rassegna di Las Vegas, le uniche informazioni ufficiali parlano di lancio entro il NAB 2011. Le indiscrezioni (informazioni ufficiose reperibili qua e là sulla rete, e come al solito prive di reale affidabilità) parlano di sensore di largo formato (probabilmente super35mm) e della possibilità di installare ottiche cine, il tutto in un corpo camera compatto, simile per dimensioni a quello dell'HVRZ7. Maggiori dettagli sui prossimi numeri di Tutto Digitale. (M.Z.) potranno sostituire del tutto le videocamere, principalmente per la diversa impostazione ergonomica che ne limita l'uso in molte situazioni di ripresa. Per approfondire pregi e difetti delle video-reflex, rimandiamo al nostro nuovo libro Video HD con la fotocamera, della serie Tutto Digitale Collection. Per quanto riguarda la cinepresa digitale presentata da Sony allo scorso NAB, non si tratta di un prototipo ma di un prodotto ufficiale che sarà disponibile dal prossimo autunno. Si tratta della camera SRW-9000PL, evoluzione dell'HDCAM SRW-9000, che sarà la nuova punta di diamante della gamma Sony Cinealta. Secondo le informazioni ufficiali di Sony, la nuova macchina sarà dotata di un unico sensore CCD da 35 mm e utilizzerà ottiche con attacco PL (lo stesso adottato già da Arri, RED e dalla stessa Sony, con la F35). La SRW9000PL potrà lavorare in formato Full HD 4:2:2 o 4:4:4, Tutto Digitale riceve con piacere tutti i contributi dai lettori, richieste, commenti, complimenti e critiche. Tutta la posta è letta dal direttore Stefano Belli, ma, data la grande quantità di arrivi giornalieri, possiamo rispondere solo a quesiti di interesse generale, direttamente sulla rivista. Come si può comprendere, non ci è possibile rispondere privatamente, né per lettera, né per e-mail, né tantomeno per telefono. Per ovvî motivi di correttezza, inoltre, non possiamo fornire indicazioni sulla scelta di un modello rispetto ad un altro. Suggeriamo a quanti desiderino risposte tecniche - a quesiti di interesse generale - di scrivere a: Tutto Digitale - Posta Tecnica - via delle Alpi 13, 00198 Roma, oppure inviare una email a: redazione@tuttodigitale.it. Le risposte verranno fornite dai vari redattori specializzati. Per temi relativi ad aspetti editoriali o legati al mercato video, come anche per polemiche, critiche e proposte di qualsiasi tipo, si può contattare il direttore Stefano Belli scrivendo a: Tutto Digitale - Filo Diretto - via delle Alpi 13, 00198 Roma, oppure inviare un'e-mail a: stefanobelli@tuttodigitale.it Tutto Digitale si riserva il diritto di condensare lettere di lunghezza eccessiva. Il materiale inviato si intende autorizzato alla pubblicazione e non verrà restituito. Attenzione: per aver diritto ad un'eventuale risposta, e non essere cestinate, le lettere - anche via e-mail - devono riportare le generalità complete del mittente. In ogni caso, le generalità non verranno pubblicate sulla rivista (le lettere saranno firmate solo con nome, cognome e città dell'autore) e tutti i dati verranno trattati nel pieno rispetto della privacy, secondo quanto illustrato nella seguente Informativa. Ai sensi del decreto legislativo n.196 del 30/6/2003 (Codice Privacy) i dati personali comunicati verranno trattati ed archiviati elettronicamente dalla motoperpetuopress srl, via delle Alpi 13, 00198 Roma, titolare del trattamento, per scopi marketing, partecipazione a gare e concorsi, gestione rapporti contrattuali ed obblighi di legge. Ai sensi dell'art. 13 del suddetto D.L. gli interessati hanno diritto in ogni momento di ottenere rettifica, integrazione o cancellazione dei dati. SCRIVERE A TUTTO DIGITALE: ISTRUZIONI PER L'USO La Red One, qui a sinistra, è una macchina da presa per il cinema digitale, con sensore super35 mm da 12 MP e registrazione in 4K, ovvero un formato superiore all'HD. Il sensore della 5D Mark II (a destra) è più grande (24x36 mm) e più risoluto (21 MP): per quale motivo, allora, la registrazione video sulle reflex è “limitata” al Full HD? 012_014:026/028 06/07/10 17:33 Pagina 14
24 Dimension 3, lo showcase europeo del 3D Grande successo per l'edizione 2010 di Dimension 3, con il triplo dei visitatori del 2009 Dimension3 - l'appuntamento principe in Europa per il 3D stereoscopico, del quale Tutto Digitale è unico media partner italiano - si è confermato appuntamento di eccellenza per i professionisti della stereoscopia: l'edizione 2010 ha registrato ben 3.500 visitatori qualificati, provenienti da 30 nazioni, con un aumento del 200 % rispetto all'edizione 2009. Forum di riferimento nel mondo dello ‘Stereoscopic 3D' e delle nuove immagini, Dimension 3 quest'anno si è spostato nei famosi locali del Pullman Dock a La Plaine Saint Denis, alle porte di Parigi, nell'area dei magazzini generali, oggi recuperata e trasformata in un luogo vivo e pulsante di attività. A Dimension 3 hanno partecipato tutte le aziende chiave dell'industria stereoscopica, oltre 50 e 120 relatori provenienti da tutto il mondo, che hanno avuto a disposizione una grande sala conferenze ed una sala più piccola per i convegni, oltre ad un'altra sala per dimostrazioni e workshop. Un posto ove scambiare idee, insomma, ove dividere esperienze e risultati delle ricerche, in un contesto 3D a tutto tondo, arricchito anche dal campus del festival, di cui abbiamo parlato sui numeri precedenti. L'esposizione ha riservato non poche sorprese, con dimostrazioni e proposte a volte davvero molto interessanti. Sul prossimo numero di Tutto Digitale pubblicheremo un ampio reportage delle novità, fra le quali una camera, allin-one che presentiamo in queste pagine. Appuntamento quindi con il numero 63, e con le notizie sul sito www.tuttodigitale.it. Dimension 3 è un evento organizzato dagli amici di Avance Rapide Communication insieme a Seine-Saint-Denis Avenir, sponsorizzato dal consiglio generale di Seine-Saint-Denis. www.dimension3expo.com A sinistra, una delle tante novità interessanti viste a Parigi, una camera due-in-uno. Sul prossimo numero il reportage completo sull'evento. M E D I A P A R T N E R 018_024:026/028 06/07/10 17:56 Pagina 24
60 Cominciava così una vecchia canzone estiva, che incitava a raggiungere le spiagge e a conquistare una tintarella da invidia, il tutto intervallato da tuffi fra le onde del mare. L'estate è arrivata e, in previsione di qualche giorno di relax, o magari di un viaggio verso mete esotiche, è giusto pensare a quale macchina portare con sé. Per aiutarvi nella scelta, abbiamo provato per voi 12 modelli waterproof dei principali marchi del settore: apparecchi in grado di sopportare le ferie più movimentate come quelle votate al relax assoluto... Ombrellone, sdraio, bibita, la vostra rivista preferita e la compatta giusta per immortalare senza preoccupazioni i ricordi delle vacanze Tutti al mare! SPECIALE: IN PROVA 12 FOTOCAMERE PER LE VACANZE IL TEST È A PAGINA... Casio Exilim G1 62 Canon PowerShot D10 63 Fujifilm FinePix XP10 64 GoPro HD Helmet Hero 65 Kodak Playsport Zx3 66 Nikon Coolpix S3000 + Nimar 67 Olympus µ-Tough 3000 68 Panasonic Lumix FT2 69 Pentax Optio W90 70 Samsung WP10 71 Sanyo Xacti CA9 72 Sony Cyber-shot TX5 73 060_061:090-091 06/07/10 20:15 Pagina 60
TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXX 114 L a serie LX9800 si compone di 2modelli di TV LCD realizzati secondola tecnologia a retroilluminazione LED (chiamata Full LED da LG), ovvero con l'impiego di LED in sostituzione delle classiche lampade fluorescenti, ma collocati immediatamente dietro lo schermo a cristalli liquidi e non ai lati, come negli ancora più sottili edge LED. Questa tecnica della retroilluminazione non permette di raggiungere certi incredibili spessori di alcuni modelli edge LED, ma questo LX9800 ci stupisce per una profondità comunque degna di nota: poco più di 3 centimetri! L'apparecchio si presenta con un design piuttosto semplice ma elegante, secondo l'approccio “borderless” tanto pubblicizzato dall'azienda: in pratica a TV spento non è possibile virtualmente distinguere lo schermo dal bordo laterale che, oltre ad essere comunque molto ridotto, è mascherato dal cristallo che ricopre la superficie Continua ad aumentare l'offerta di prodotti realizzati sull'onda della moda del 3D. Questa volta la nostra sala prove ha ospitato l'accoppiata LG composta dal primo TV a retroilluminazione LED con funzionalità 3D che ci sia capitato di provare, l'47LX9800, ed il Blu-ray Disc player BX580. anteriore. Il tutto poggia su una base squadrata, a dire il vero non particolarmente innovativa nel design. La scelta di applicare un cristallo di fronte allo schermo rende certamente più affascinante ed elegante il prodotto e conferisce una maggiore brillantezza alle immagini ma aumenta il rischio che riflessioni ambientali possano risultare visibili sullo schermo, eventualità affatto trascurabile nella visione di scene scure in ambienti non perfettamente bui, come abbiamo avuto modo di riscontrare durante le prove d'uso. Il pannello posteriore ospita una HDMI, 1 Scart con compatibilità RGB per le sorgenti tradizionali, un ingresso component ed una uscita audio ottica oltre all'ingresso Ethernet per il collegamento alla rete. Poco distanti, ma in posizione orientata per il collegamento laterale, troviamo un ulteriore ingresso HDMI, due ingressi USB, ed un altro ingresso component. MENU RICCHISSIMO Una volta acceso l'apparecchio, il Menu guida attraverso le innumerevoli possibilità offerte da questo TV che, come è ormai prassi per i modelli più recenti, non si limita a ricevere e visualizzare le tramissioni (digitali ed analogiche) o le classiche sorgenti domestiche, ma può accedere alla rete per scaricare contenuti in real time e riprodurre fotografie e filmati da memorie di massa USB. Con l'LX9800 è fornita, oltre ad un classico telecomando retroilluminato, una ‘Magic Wand': un telecomando con sensore di movimento, che, un po' come accade con le console tipo Nintendo Wii, permette di utilizzare il TV muovendo il puntatore in un menu ad hoc. Utile per le funzioni web ed i giochini inclusi, ma per l'uso tradizionale preferiamo il telecomando ‘base'. Il menu ‘classico' permette di accedere alle corrispondenti modalità d'uso e, come sempre, abbiamo avviato la nostra prova passando alla sezione TV ed azionando la sintonizzazione automatica dei canali per verificarne la precisione e la rapidità. Il tuner integrato nell'LX9800 riceve sia i segnali SD MPEG-2 che i canali HD in MPEG4 (tra l'altro lo slot per moduli CAM è compatibile CI+, quindi comprensivo della decodifica di segnali HD criptati) e non LG, il 3D in LG TV LCD 3D 47” 47LX9800 - BD Player 3D BX580 114_117:128/130 07/07/10 22:37 Pagina 114
Cattura ogni istante in un batter d'occhio Punta di diamante della Serie Lexar Professional la velocissima memory card CompactFlash 600X, con velocità MINIMA garantita di 90MB/s*, porta al massimo la velocità di scatto liberando immediatamente il buffer della camera, per rendere possibili anche quegli scatti che proprio non possono aspettare www.lexar.it *Quando utilizzata con un lettore e/o fotocamera compatibile con il sistema UDMA. La velocità di 600x è certificata e testata da TestMetrix CFA con sistema UDMA 6. ©2010. Lexar Media, Inc. Tutti i diritti riservati. Le informazioni posso variare senza preavviso. Lexar, il logo Lexar, e When Memory Matters sono marchi di Lexar Media, Inc. Tutti gli altri marchi o brand sono di proprietà dei rispettivi possessori. Lexar Media, Inc. è una subsidiary di Micron Technology, Inc. pro222x285.indd 1 01/06/10 16.31
Digital Market xxxxx La sala cinematografica, storicamente, ha sempre rappresentato il luogo d'incontro ‘fuori casa', il posto ove famiglie ed amici si riunivano per vedere lo spettacolo della settima arte. Con il passare degli anni, cambia la società, cambiano le abitudini, e la classica sala di quartiere deve adeguarsi , trasformandosi in piccola multisala, oppure, più spesso, è costretta a chiudere. La morte di un cinematografo cittadino è la triste testimonianza di un tempo che non c'è più, di un mondo ormai passato che vive solo nei ricordi e, qualche volta, fortunatamente, anche nelle forme e nelle architetture originali. Talvolta, infatti, come nel caso che presentiamo in Andare al ristorante e sentirsi chiedere 'platea o galleria? Potrebbe capitarvi al Cinema Alexander Ristorante, a Ravenna La cena? Platea o galleria? queste pagine, si riesce a salvare quantomeno l'anima del vecchio esercizio, adattandolo a nuove funzioni. È questo il caso del Cinema Alexander Ristorante, di Ravenna, nato dalla ristrutturazione di uno storico cinematografo degli anni '30, che dopo diversi cambi di nome è diventato nel 2006 uno dei più caratteristici ristoranti del capoluogo emiliano. La progettista degli interni e comproprietaria del ristorante ha curato il restauro (2006) nel rispetto della storia, mantenendo l'atmosfera liberty originaria. Le prime informazioni risalgono al 1840 quando l'edificio veniva usato come residenza e quindi come trattoria, fino a diventare, negli anni'30, appunto, un ‘cinematografo'. Il restauro effettuato ha permesso di ricavare sessanta coperti nella platea ed altri quaranta nella galleria. Il patron Sante Milandri, nel campo della ristorazione dal 1982, con diverse esperienze importanti alle spalle, ha puntato insieme al giovane executive chef Davide Zanetti su un menu tradizionale, semplice e schietto, pensato per valorizzare la freschezza delle materie prime. Come dichiarano i due ‘Un modo moderno di intendere la cucina che è quello di dare ai cibi il gusto che hanno'. Completa l'offerta del locale un servizio cortese e professionale e l'organizzazione di eventi, anche con serate a tema ed accompagnamento musicale dal vivo. Cinema Alexander Ristorante Via Bassa del Pignataro, 8 (Borgo San Rocco) - 48100 Ravenna (RA) Tel. 0544.212967 Aperto pranzo e cena - chiuso il lunedì - chiusura estiva domenica - www.ristorante cinemaalexander.it Utili soprattutto in viaggio, viste anche le prossime vacanze, ecco tre periferiche di Conceptronic. La prima è un Card Reader USB multi-formato, compatto ed essenziale nel design, che accoglie diverse schede (SD, SDHC, CF, MS, xD), grazie agli slot disposti su tre dei quattro lati. Lo Stylish Combo USB Hub/Card Reader, questo il nome, si autoalimenta attraverso il cavo di collegamento ed è compatibile con XP, Vista, 7 e Mac OS X 10.x. La seconda proposta è un piccolo mouse ottico, dotato di cavo USB estensibile. L'Optical Micro Mouse, disponibile in quattro colori, è studiato sia per l'uso con la mano sinistra che con la destra; il sensore ottico offre sensibilità e precisione, campionando i movimenti ad 800dpi. Connessione USB 1.1 e 2.0, compatibilità dichiarata solo sotto sistemi operativi Microsoft (XP, Vista e 7), anche se l'esemplare in nostro possesso funziona senza problemi anche con Mac OS X e successivi. Infine, ecco una soluzione per l'ascolto in libertà con il notebook: stiamo parlando di un 'tubo sonoro' (Portable USB Tube speakers, nella denominazione dell'azienda), ovvero di una coppia di diffusori (da 2+2 watt RMS dichiarati) che in posizione di trasporto si innestano facilmente l'uno sull'altro, con il minimo ingombro grazie ad un funzionale sistema di ancoraggio "click and turn". Alimentate dal cavo USB e compatibili con XP, Vista, 7, Mac OS X 10.x e Linux, queste unità sono dotate di tasti di volume e Mute. Disponibili in nero o bianco www.conceptronic.net Conceptronic, il mobile computing si fa in tre 034_040:026/028 06/07/10 18:51 Pagina 36
IN ITALIA SI PUBBLICANO OGNI ANNO QUASI 50.000 TITOLI questo è il primo e l'unico dedicato all'HD con la fotocamera questo è il primo e l'unico dedicato al videomaking HD questo è il primo e l'unico dedicato al montaggio video HD questo è il primo e l'unico dedicato all'HD home & consumer 1 2 3 4 046_047:117 06/07/10 20:43 Pagina 46
Video Gallery Emanuele Caruso alla solitudine Elogio alla solitudine è il terzo corto realizzato da un lettore che fa sul serio, Emanuele Caruso. Un lavoro a budget ridotto, ma molto interessante, che è stato selezionato per lo Short Film Corner del Festival di Cannes... Storia di una bella storia Elogio 26 ‘Ci sono modi e modi di fare cinema. Per me il cinema è una forma di comunicazione e quello che mi piace fare quando racconto una storia, è proporre al pubblico una riflessione. Non mi appartiene la cultura dei “cinepanettoni” o del cinema “commerciale”. Penso invece che il cinema sia un'arte con cui si può trasmettere qualcosa di importante alle persone e con cui si possono affrontare domande e temi importanti, magari spesso ignorati.' Sono le parole di un giovane lettore piemontese, Emanuele Caruso, nato ad Alba, il giorno di Ferragosto di 25 anni fa. Giovane, ma con una buona esperienza alle spalle, teorica e pratica: dopo aver studiato presso l'Accademia Nazionale del Cinema di Bologna “regia e produzione video”, ha girato un corto (‘Una scelta di vita') e un lungometraggio (‘Piove'). Dicevamo giovane ma con una buona esperienza, e, di certo, con idee chiare non solo dal punto di vista puramente artistico. Per la sua ultima e più importante produzione, ‘Elogio alla solitudine', ha coinvolto anche Rai Cinema, che ha creduto molto nel progetto e che ha coprodotto il cortometraggio, costato 20.000 Euro. Inoltre, come mostra la ricchezza di materiale che pubblichiamo, l'opera è accompagnata da una serie di ‘accessori' (backstage, foto di scena, note di regia eccetera) che permettono di approfondirne la conoscenza e amplificarne la ‘voce'. Un approccio a 360°, da film ‘vero', quindi, a conferma delle ambizioni del giovane artefice. Ma torniamo proprio al corto, ad ‘Elogio', nelle parole del regista che riprendono i concetti espressi in apertura di articolo. ‘Elogio alla solitudine' non è un cortometraggio fine a se stesso, ma una storia che vuole proporre una riflessione, che vuole lasciare qualcosa al pubblico che la guarda.' LA VALLE MAIRA, COMPAGNA DI VITA Il corto è stato interamente girato in un luogo incantevole, la Valle Maira. ‘E' una valle che conosco da sempre e che mi ha sempre affascinato e in cui, negli anni, sono sempre tornato. In inverno, come in estate. Fra l'altro, questa valle è già stata set dell'opera prima di Giorgio Diritti ‘Il vento fa il suo giro'. Ho sempre considerato la Valle Maira un po' come una seconda casa, quasi un posto ancora incontaminato dall'uomo. Un posto vivo, dove potevo davvero riposarmi . A volte penso a quella valle non tanto come un luogo, ma come a una persona, a una compagna di vita. Mi ero sempre detto che mi sarebbe piaciuto girare qualcosa di mio in questa Valle. E con ‘Elogio' sono riuscito ad esaudire questo mio desiderio, trovando la location perfetta ai Chiotti sotto il Monte Chersogno, a 2000 metri d'altezza.' LA PREPRODUZIONE E IL BUDGET Come è logico per una produzione breve ma comunque impegnativa, fra l'idea ed il prodotto finito è passato necessarimente un bel po' di tempo. Ancora Caruso: ‘Abbiamo iniziato a pensare a ‘Elogio' nell'agosto del 2008. A Febbraio 2009 è stato firmato il contratto con RAI Cinema per la coproduzione e a Marzo 2009 abbiamo iniziato a fare prove di recitazione con gli attori. Il protagonista, Corrado Druetta, è stato quello su cui abbiamo In alto a sinistra, il regista del corto ‘Elogio alla solitudine', Emanuele Caruso; nelle altre immagini, alcuni momenti delle riprese del cortometraggio. 026_028:026/028 06/07/10 18:07 Pagina 26

TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXXIV 118 C he il ‘LED' sia la moda del momentoper i Flat TV non ci sono dubbi. Chequesta tecnologia di illuminazione sia capace di offrire prestazioni sempre superiori rispetto a quella tradizionale, non è affatto scontato. Sony ha creduto fin da subito all'impiego dei LED per migliorare la resa delle immagini dei pannelli LCD nell'arricchire la gamma cromatica (con LED RGB oppure LED bianchi ad ampio gamut) e rendere i neri ancora più profondi. Nel tempo la casa giapponese ha insistito in modo costante nello sviluppo di questo sistema per la produzione di TV nell'implementazione “direct” LED, ovvero a retroilluminazione o illuminazione diretta. Ultimamente i LED hanno acquistato notorietà con una vertiginosa espansione della diffusione grazie alla sapiente e furba implementazione edge LED da parte di diversi costruttori: su tratta in effetti di una tecnologia molto diversa, adottata peraltro dalla stessa Sony, che ha permesso di ottenere quei “non-spessori” impossibili che rendono così affascinanti e trendy i TV ultrapiatti. Le due varianti dei LED - offerte da quasi tutti i maggiori costruttori mondiali, che lasciano quindi al consumatore la scelta Dopo Samsung, Panasonic, ed LG (in questo stesso numero) non poteva mancare Sony nel nostro percorso di test fra i nuovi sistemi per la visione 3D ‘home'. Anche in questo caso, l'accoppiata in anteprima TV e BD è composta dal modello top della gamma di flat TV dell'azienda, appartenente alla serie HX900, e da un lettore di nuova generazione dotato della compatibilità con il nuovo formato, siglato BDP-S470. Entrambi gli apparecchi ci hanno riservato interessanti sorprese... fra spessore record e prestazioni esasperate - sono assolutamente differenti per prestazioni e caratteristiche. La forza di questo HX900 Sony tutta nella schiacciante dimostrazione delle superiorità del direct LED (dynamic LED secondo la nomenclatura Sony) nei confronti degli equivalenti modelli ‘edge' della stessa azienda. L'apparecchio si presenta con un design decisamente curato, sobrio e molto elegante. Il frontale è completamente ricoperto dal cristallo di protezione dello schermo che, però, è comunque incastonato all'interno di uno châssis plastico con una cornice laterale praticamente invisibile. Il TV può essere poggiato su una base squadrata agganciandolo ad una cerniera che ne permette sia la rotazione in orizzontale che l'inclinazione verticale, secondo una tendenza recentemente introdotta dalla stessa azienda con il suo nuovo design monolitico. Lo spessore dell'apparecchio è minimo, circa 6 cm, anche se non così ridotto rispetto ai concorrenti edge ed anche altri modelli direct LED in commercio; in compenso, questo ‘spessore' contribuisce a conferire una buona sensazione di solidità. Il retro ospita una completa dotazione di ingressi che comprende due Scart (di cui una RGB), un composito per compatibilità con vecchie sorgenti, un component analogico, due HDMI ed una uscita audio ottica; a lato altre due HDMI, una USB e lo slot per il modulo CAM di decodifica dei segnali criptati. Sempre sul retro c'è un piccolo connettore tripolare destinato al collegamento del trasmettitore IR per il funzionamento 3D, cui ci dedicheremo più avanti. Il telecomando in dotazione è molto solido, con il posteriore in plastica lucida ‘puntinata', che richiama lo status elevato di questo apparecchio e ripropone l'impostazione classica già vista in tutti i TV Sony degli ultimi anni; è anche retroilluminato. NERO ABISSALE Diciamo subito che la qualità di immagine mostrata da questo HX900 si colloca senza alcun dubbio ai vertici di quanto abbiamo potuto rilevare negli ultimi anni nei TV in tecnologia LCD. Fin dalla visione delle prime Flat TV LCD 3D Sony Bravia KDL-46HX900 - Blu-ray Player 3D BDP-S470 Nero esplosivo 3.000(TV), 239 (BDP) 118_122:128/130 07/07/10 22:52 Pagina 118
69 Sensore: CCD 14.1 MP 1/2.33” Ottica: f/3.3, 4.6x 28 - 128 mm Stabilizzatore: Ottico Video: 720, WVGA, VGA, QVGA Display: 2.7”, 230.000 pixel Sensibilità: 80 - 1600 ISO (6400) Alimentazione: Li-ion, 940 mAh Scheda memoria: SDXC In/out: USB 2.0/AV, HDMI tipo C Waterproof: fino a 10 m Dimensioni: 99 x 63 x 24 mm Peso: 188 gr. Estetica: Costruzione: Versatilità: Fotografie: Video: Sub: Q/P: Cool factor: PRO: -10 metri di profondità, video AVCHD CONTRO: Prezzo Proposta per la categoria 'outdoor' di casa Panasonic, la Lumix DMC-FT2 è una compatta digitale dal look particolare, colorato e indubbiamente 'cool'; il corpo a tenuta stagna in metallo le permette di arrivare ad un massimo di 10m di profondità e di resistere alle cadute fino a 2m; non mancano poi resistenza al freddo (fino a -10°) ed alla polvere. All'interno, un CCD da ben 14 MP ed un'ottica firmata Leica DC da 4.6 ingrandimenti, con grandangolo equivalente a 28mm (nel formato 35mm) sono solo due delle caratteristiche di richiamo. Al primo impatto, la FT2 dona una ottima sensazione di solidità: i pannelli anteriore e posteriore sono realizzati in acciaio, con quattro viti agli angoli che li uniscono alla scocca in plastica: una sorta di sandwich tascabile e tecnologico senza dubbio ben riuscito. Il frontale include poi l'ottica, un flash ed un piccolo illuminatore a LED, utile come luce dell'AF o per i video: non è potentissimo ma può risultare comodo nella videoripresa, specie sotto il pelo dell'acqua. Il retro della macchina è caratterizzato ovviamente dal display, un LCD da 2.7" e 230.000 punti, che non brilla per contrasto e resa, ma risulta adeguato in tutte le situazioni. Accanto all'LCD troviamo una croce comandi, una ghiera per i modi di scatto e quattro tasti dedicati (video, review, display e eliminazione). Completano il quadro i tasti integrati sul ponte superiore: on/off, tasto per lo scatto e bilanciere per lo zoom, piccolo e dal feeling un po' 'spugnoso' e quindi scomodo da manovrare con precisione. Sul lato inferiore trova spazio il compartimento stagno per batteria e scheda (per SD, SDHC e le nuove SDXC), ed infine sul lato è presente lo slot con le connessioni: una presa AV/USB proprietaria ed un connettore HDMI tipo C. La macchina integra lo stabilizzatore Power O.I.S., ultima versione della tecnologia di casa Panasonic per ridurre le immagini mosse. Il dispositivo funziona bene: non fa miracoli, ma permette di risparmiare un paio di stop circa. Altra tecnologia interessante è lo zoom ottico esteso (EZ): con i 14 MP del CCD, è possibile 'finestrare' il sensore per ottenere un tele più spinto (fino ad un 6x senza degradazione della resa), ovviamente riducendo il conteggio dei MP a 10, valore comunque sufficiente per stampe di dimensioni non enormi (un A3). Look particolare e corpo in metallo per la Lumix DMC-FT2, compatta di casa Panasonic. Arriva 10 metri sotto il pelo dell'acqua, riprende video in AVCHD a 720p e integra un CCD da 14 MP: un biglietto da visita di tutto rispetto. Ben costruita e semplice da utilizzare, la Lumix DMC-FT2 è una scelta sicura per foto sopra e sotto il livello del mare. Tra i modi di scatto, raggiungibili dalla ghiera posteriore, presenti l'Intelligent Auto, che regola i parametri in base alla scena inquadrata, un Full Auto 'classico', e diverse modalità scena: oltre alle più classiche Ritratto, Panorama, Notturno e via dicendo, presenti quelle dedicate a immagini subacquee e alla neve, ed ancora diversi modi particolari (due modi Bambini, Animali, Cibo), modi 'artistici' (Stenoscopio, Sabbiatura, Cornice, Trasforma) ed altro ancora: in totale siamo a ben 26 opzioni. La resa delle immagini varia di molto con le condizioni di scatto, come spesso accade con macchine di questo genere; sebbene in condizioni di luce piena dettaglio e colori siano a buoni livelli, con le aberrazioni dell'ottica appena accennate in tele, il rumore appare inclemente da 400 ISO in su nei casi limite. La messa a fuoco è sufficientemente rapida e precisa, ed anche per un principiante è possibile scattare belle immagini grazie agli efficaci automatismi. Per accedere alla ripresa video, è sufficiente premere il tasto dedicato: è possibile riprendere in MJPEG, o, com'è preferibile, in AVCHD Lite (a 1280x720), standard che prevede un bitrate massimo di 17 Mbps. La resa video non è da cinepresa digitale, e le limitazioni a livello di AF e esposizione sono evidenti, ma siamo rimasti piacevolmente sorpresi: considerata la categoria, i video risultano non troppo compressi, fluidi e definiti. La Lumix DMC-FT2 è ben costruita, semplice da utilizzare e con pochi difetti; il prezzo non è propriamente economico, ma va ricordato che la macchina arriva a -10m (molte concorrenti si fermano a -3). Chi è in cerca di una compatta tuttofare, ed è disposto a spendere qualcosina in più per andare più in profondità, troverà in questa Panasonic la candidata adatta. A.B. Panasonic Lumix DMC-FT2 Prezzo: 399 euro 068_073:090-091 06/07/10 20:51 Pagina 69
12 Posta tecnica PASSAGGIO ALL'HD Da anni uso una videocamera Canon XL1s, ora eseguo i montaggi con un PC con processore Intel Core 2 Quad 2,66 Ghz, scheda Matrox RTX100 e software Adobe Premiere Pro 2.0. Posso conservare la scheda di acquisizione Matrox passando dal formato DV al formato FullHD? Come software posso ancora utilizzare Adobe Premiere? Per finire posso usare una videocamera con schede di memoria invece della cassetta MiniDV? Grazie per l'attenzione. Angelo Rinaudo - Besozzo (VA) La scheda di acquisizione Matrox RT.X100 supporta solo il formato DV, dunque potrà essere conservata ma risulterà superflua in un flusso di lavoro HD. Per montare in alta definizione un computer dotato di processore Quad Core potrebbe essere sufficiente, ma consigliamo comunque di aggiornare Adobe Premiere Pro ad una release più recente, quale la CS4 o la CS5. La versione CS5, in particolare, supporta tutti i nuovi formati HD come l'AVCCAM e l'AVC-Intra, i formati video delle fotocamere reflex Canon e Nikon, l'XDCAM EX e l'XDCAM HD, oltre ai classici HDV e AVCHD. Per quanto riguarda infine l'acquisto di una videocamera tape-less, si tratta sicuramente di una scelta in linea con le tendenze del mercato, che però va pensata attentamente: esistono infatti soluzioni molto diverse, che adottano formati e supporti di memoria differenti. Tutto dipende, ovviamente, dalle proprie esigenze di lavoro e dal budget a disposizione. Le videocamere AVCHD, ad esempio, sono più economiche, ma offrono qualità inferiore rispetto a dispositivi XDCAM EX o AVCIntra. Per una guida completa alla scelta del camcorder rimandiamo al libro HD Videomaker, della collana Tutto Digitale Collection, in cui abbiamo messo a confronto le soluzioni sul mercato. (M.Z.) MEGLIO LA COMPATIBILITÀ Vi ringrazio ancora per la bella mail e l'attestato di partecipazione al contest Canon Sahara Professional. Ora ho bisogno di un consiglio: il mese scorso è definitivamente defunta la mia camera digitale Sony TRV7; in occasione di questo triste evento ho deciso di farmi un regalo e acquistare una camera HD, e qui nasce il problema, cosa compero? Il mio primo pensiero è stato indirizzato verso una HDV e più precisamente verso la Sony HDR-HC9E o la Canon HV 40. Entrambe usano come supporto i nastri MiniDV, alla fine tra le due avevo deciso per la Canon. Il motivo della scelta per una HDV è legato al tipo di supporto (nastro) che mi permette di avere un solo supporto per tutte le telecamere (una Canon XM2 e una Panasonic NV-GS400) e di poter utilizzare la Canon HV 40 anche per riprese in SD (quando riprendo spettacoli con telecamere multiple) e continuare ad utilizzare la suite di Adobe CS2, senza dover cambiare i PC e continuare a salvare il montato da archiviare sempre su nastro (i nastri registrati con la vecchia Sony dopo 13 anni sono ancora perfetti), mentre se cambio formato devo cambiare i computer (2), non ho la compatibilità di supporto con le altre videcamere e i supporti di memoria allo stato solido sono ancora molto costosi, io sono abituato a conservare tutti i girati che faccio e devo per forza cambiare i programmi che utilizzo e passare alla Adobe CS5. Ora, vi domanderete dopo avervi detto tutto questo, cosa voglio sapere? Secondo voi è un ragionamento valido quello che ho fatto, oppure passereste armi e bagagli ad altro tipo di formato ("AVCHD") visto che non si sa per quanti anni ancora si troveranno le cassette miniDV? Tenete conto che ho quasi settantanni e non so per quanti anni ancora continuerò a fare video. Se mi vorrete rispondere ve ne sarò grato, un cordiale saluto. Primo Calanchini - Bellinzago Lombardo (Mi) Con una macchina HDV come la Canon Legria HV40, in questa foto, si può riprendere in alta definzione senza bisogno di un computer potente e di ultima generazione. Una guida alla scelta del formato e del camcorder giusto, e molto di più, è la guida HDVideomaker - nuova edizione. Per informazioni sull'acquisto, www.tuttodigitale.it/libri.php Il ragionamento fatto dal nostro amico lettore non fa una piega e dimostra la saggezza di un videomaker esperto. Perché cambiare il proprio workflow quando negli anni si è messo a punto un sistema ben collaudato? L'unica ragione per aggiornare il proprio sistema sarebbe l'acquisto di apparecchi di livello superiore, come ad esempio una videocamera prosumer da oltre 5000 euro o un sistema di editing più potente, predisposto per l'HD in tempo reale. Ma se, invece, si vuole restare su prodotti di fascia più economica, un camcorder HDV come la Canon HV40 non ha nulla da invidiare ai concorrenti AVCHD. Anzi, in molte condizioni di ripresa, offre prestazioni video superiori, oltre a richiedere computer meno potenti per l'editing, a garantire la piena compatibilità con il formato DV e ad offrire una soluzione più pratica per l'archiviazione del girato (nel caso dell'AVCHD, infatti, sarebbe necessario effettuare dei backup su hard disk, mentre invece con le cassette è tutto più semplice). L'unico vero vantaggio dell'AVCHD sarebbe la maggiore risoluzione del formato, 1920x1080 pixel contro i 1440x1080 dell'HDV; tuttavia, anche in questo caso, sappiamo bene che la definizione reale dell'immagine non dipende soltanto dal formato di ripresa, ma anche dalla qualità dell'ottica e dei sensori; dunque solo le videocamere AVCHD di fascia alta offrono una definizione realmente superiore alle equivalenti macchine in standard HDV. In conclusione, condividiamo pienamente la scelta del nostro lettore, rassicurandolo sul fatto che i nastri MiniDV saranno reperibili in commercio ancora per molti anni. (M.Z.) nuova edizione aggiornata ed ampliata dalla scelta della camera alle tecniche di ripresa, tutto quello che bisogna davvero sapere sull'alta definizione. Con un nuovo capitolo sull'editing HD La guida completa per appassionati e professionisti bgruppo 012_014:026/028 06/07/10 17:29 Pagina 12
“Sony”, “BRAVIA” e “make.believe” e i relativi loghi sono marchi registrati di Sony Corporation. Yahoo! e il logo Yahoo! sono marchi registrati di Yahoo Inc. YouTube e il logo YouTube sono marchi registrarti di Google Inc. Tutti gli altri marchi registrati sono di proprietà dei rispettivi titolari. sony internet tv Immagina di vivere in un'era che unisce internet e TV per regalare esperienze nuove e coinvolgenti. Immagina una visione Motionfl ow 200hz con immagini più fl uide e nitide nelle sequenze rapide e una riduzione delle sfocature. Immagina uno schermo Deep Black Panel, progettato per ridurre i rifl essi in ambienti luminosi che garantisce un elevato contrasto, intensi livelli di nero e immagini più vivide. Immagina l'eleganza pulita ed essenziale del monolithic design, 6° di inclinazione per una visione perfetta, anche a televisore spento. Sony internet TV. Ora puoi scegliere. immagina di scegliere www.sony.it KAKA_TuttoDigitale222x285.indd 1KAKA_TuttoDigitale222x285.indd 24/03/10 15:4524/03/10 15:4
gli appuntamenti del momento Doppio evento fotografico nel nome di Fellini: mentre continua, fino al 25 luglio, presso il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, la mostra Fellini-Dall'Italia alla luna (200 foto, 50 disegni, 12 video e molto altro ancora), Rimini dedica al suo figlio più noto una sezione specifica del terzo festival internazionale di corti Amarcort, il 30 e 31 luglio. La nuova sezione si intitola “Paparazzo” ed è dedicata appunto alla foto sul tema La dolce vita, senza - recita il bando - limitare il campo d'azione al film o al concetto di catturare le foto dei vip, ma con tutte le interpretazioni aperte alla creatività degli autori (www.amarcort.it). 48 Grande successo per l'Italia al 53° World Press Photo 2010; “Foto dell'anno” è risultata infatti quella scattata a Teheran da Pietro Masturzo, che testimonia - attraverso l'immagine di alcune donne che, nella notte, gridano dal tetto di un edificio la protesta contro il regime in seguito alle elezioni presidenziali. “Ho cercato di essere un testimone discreto ha detto il giovane reporter napoletano - che preferisce raccontare quello che vede senza distrarre l'osservatore con inquadrature virtuosistiche o prospettive esasperate”. Buoni risultati anche nelle altre categorie, con Stefano De Luigi (sua la foto in alto) secondo nella sezione Contemporary Issues, Alessandro Imbriaco e Tommaso Ausili premiati nella sezione Stories, Marco Vernaschi (primo in General News), Michele Borzoni (primo in People in the News), Paolo Patrizi, terzo nella sezione Nature, Luca Santese, terzo in Daily Life e infine Francesco Giusti, secondo in Arts & Entertainment. EVENTI CONCORSI NEL SEGNO DI FELLINI mostre e concorsi Foto MOSTRE - La ricorrenza dei 150 anni dall'Unità d'Italia merita certamente una serie di celebrazioni d'eccezione. Questo il motivo che ha spinto SEAT Pagine Gialle, con il patrocinio del Comitato Italia 150 e la collaborazione di Epson, FIAF e Nital, a bandire Passione Italia, competizione fotografica nazionale per promuovere l'identità italiana attraverso lo sguardo creativo dei talenti presenti nelle sue diverse realtà territoriali. L'iniziativa in realtà si articola in tre diversi concorsi on line - a Balsamo (MI) prsegue la mostra The Music Room di Karen Knorr, tratta dalla serie Favole, 20042007, dove l'autrice mescola a perfezione fotografia analogica e trattamento digitale. In mostra 18 immagini e un video, realizzati negli ambienti di musei e dimore storiche, per un suggestivo dialogo muto tra natura e cultura che ha come interpreti gli animali - Ai Mercati di Traiano di Roma (www.mercatiditraiano.it) fino al 26 settembre è di scena il fotografo francese Yann ArthusBertrand con l'esposizione multimediale 6 miliardi di Altri, realizzata in quattro anni di lavoro in tutto il mondo - Polifemo-Fabbrica del Vapore (www.polifemo.org) ha inaugurato il ciclo di mostre fotografiche “Mobilità Movimento Velocità Tempo” con Metropolis di Stefano David. Gli scatti, multiesposizioni in ripresa, rappresentano la città fatta a pezzi e poi rimontata a piacimento, in un “groviglio della modernità” WPP 2010, VINCE L'ITALIA - Al Complesso del Vittoriano di Roma dal 9 luglio al 5 settembre ecco la mostra Nino Migliori - Il passato è un mosaico da incontrare, che vuole esplorare l'Italia degli anni '50 attraverso l'obiettivo dell'artista bolognese, particolarmente interessato alla realtà sociale. Saranno esposte circa 100 fotografie, tra cui vari inediti, del periodo denominato “neorealista” - La Fondazione Capri (www.fondazione capri.org) organizza, per il secondo anno, una mostra dedicata ai grandi artisti della fotografia. Questa volta è di scena - in collaborazione con il Museo di Fotografia contemporanea Mimmo Jodice con Figure del mare, alla Certosa di San Giacomo, a Capri, dal 10 luglio al 4 settembre 2010 - Alla galleria Uno+Uno di Milano fino al 23 luglio in cartellone la mostra Sensorial Universe di Gayle Chong Kwan - Dal 5 al 29 agosto al Museo d'Arte moderna di Muggia (TS) mostra fotografica dedicata al fotografo istriano Branko Lenart (www.photoimago.com) - Dall'8 al 12 settembre torna a Diamante (CS) il Peperoncino Festival, che ospita il concorso Rosso Piccante promosso dall'Accademia italiana del Peperoncino per la promozione della fotografia come espressione della cultura piccante (ww.peperoncino.org) - Fino al 12 settembre al Museo di Fotografia contemporanea (www.mufoco.org) di Cinisello Nasce l'associazione Amici del Museo di Fotografia contemporanea, unica istituzione pubblica in Italia dedicata allo studio, alla conservazione e alla diffusione della fotografia contemporanea. L'Associazione mira a sostenere il Museo, il suo patrimonio culturale, le attività espositive, educative e di studio. Iscriversi significa entrare a far parte di una comunità di persone appassionate di fotografia e arte contemporanea che sostengono e condividono le attività svolte dal Museo. L'associazione è aperta a tutti. Gli iscritti potranno beneficiare di sconti su pubblicazioni, seminari, corsi di formazione, partecipazione gratuita a visite guidate e laboratori per famiglie, e viaggi culturali. Per informazioni: amici@mufoco.org. partecipazione gratuita, con scadenza 17 settembre 2010 differenti per temi, target e premi, i cui nomi sono Incontri Italiani, Articolo Uno e NovaPolis. Tutte le informazioni al sito www.passioneitalia.it - Decimo anno per il concorso L'inedito anziano di Modigliana (FC), nato con l'intento di rappresentare un tributo, un omaggio alle generazioni che hanno traghettato la nostra cultura e i nostri valori nel nuovo millennio. Le opere dovranno pervenire entro il 31 luglio, con premiazione il 2 ottobre 2010 (www.ineditoanziano.it) 048_049:026/028 06/07/10 19:29 Pagina 48
© 2009 Twentieth Century Fox Film Corporation and Dune Entertainment LLC. All Rights Reserved. © 2010 Twentieth Century Fox Home Entertainment LLC. All Rights Reserved. TWENTIETH CENTURY FOX, FOX and associated logos are trademarks of Twentieth Century Fox Film Corporation and its related entities. www.panasonic.it*Sub-Field Drive Avatar, il film dal maggior successo mondiale di tutti i tempi, ti offre un'esperienza al di là dell'immaginazione. Con i nuovi TV Panasonic Viera NeoPDP con tecnologia 600Hz, puoi godere di questo mondo affascinante fatto di colori e d'immagini emozionanti, con scene in movimento sempre straordinariamente perfette. Grazie a più di due milioni di pixel auto illuminanti con tempi di risposta velocissimi, mai più nessun dettaglio andrà perso. Perché un'immagine perfetta conta. TUTTO CONTA VIVI L'ESPERIENZA DI PERFETTE IMMAGINI IN MOVIMENTO CON I TV VIERA NeoPDP
NEWS Le ultime notizie dall'alta definizione La Redazione 86 TRA REFLEX E CAMCORDER AG-AF101: punto di contatto Stefano Blasi 87 IL CINEMA DIGITALE VISTO DALL'INTERNO Piacere, Mr. 3D Francesco Luigi Giardiello 88 HDSLR LIVE TEST Canon EOS7D La Redazione 92 VIDEOCAMERA Samsung HMX U20 Giampiero D'Amato 96 VIDEOCAMERA Canon XF 305 Marco Zamparelli 98 VIDEOCAMERA HD 3D Panasonic AG-3DA1 Stefano Blasi 106 TV 3D/LETTORE BLU-RAY LG 47LX9800/BX580 Massimo Basile 114 TV 3D/LETTORE BLU-RAY Sony Bravia KDL-46HX900/BDP-470 Massimo Basile 118 BLU-RAY Le recensioni AA. VV. 124 DIGITAL MARKET RECENSIONI ALTA DEFINIZIONE CINEMA & TV HD M E D I A P A R T N E R SCOPRI SUBITO LE INIZIATIVE DEL MOMENTO CON I NOSTRI PARTNER! Torna a settembre, a Berlino, il massimo show europeo. Pag. 18 Il primo Festival dedicato alle cine location: www.tuttodigitale.it Maratona Fotografica FNAC, V edizione con 2400 partecipanti in 8 città! Pag. 19 Si avvicina a grandi passi la nuova edizione della kermesse fotografica romana. Pag. 22 Il massimo contest mondiale per cortometraggi estemporanei. Pag. 22 PIVI, il massimo concorso italiano per videoclip indipendenti. Pag. 22 Xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx Sarà questa la forma delle videocamere del futuro prossimo? A pagina 87 NEWS Friends, chi trova un amico trova un tesoro La Redazione 38 NEWS Casio, laser (& LED) revolution La Redazione 40 LIBRI La scelta di Tutto Digitale AA.VV. 80 DVD/SOFTWARE - RECENSIONI/ANTICIPAZIONI Gli ultimi titoli AA.VV. 82 Teramo, anche il 3D a Cineramnia 2010. Pag. 18 Grande successo di critica e di pubblico per l'edizione 2010 dell'International S-3D & New Images Forum. Pag. 24 Continuano su Tutto Digitale i test dei nuovi sistemi 3D HD: dopo aver presentato le soluzioni Samsung e Panasonic, provate nei fascicoli scorsi (60 e 61), è la volta, su questo numero 62, delle combinazioni flat TV+ BD player proposte di LG e Sony (nella foto qui riprodotta, lo ‘schermo volante', ovvero il nuovo Sony Bravia 46HX900, in prova in anteprima - a pag 118 - come numerosi altri apparecchi testati su questo stesso numero). FOTOCAMERA Sony Alpha NEX-5 Stefano Belli 75 Sony NEX-5, the next big thing? A pagina 75 004_005:006-007 06/07/10 17:17 Pagina 5
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D VI diminuire, amplificare o semplicemente correggere l'effetto stereoscopico; altresì, insieme al DIT si occuperà di bilanciare la differenza cromatica dei due canali in vista della correzione colore finale. Queste fasi si svolgeranno negli stabilimenti di post produzione, dove si effettuerà anche la correzione colore finale e la creazione del master DCP di proiezione digitale. Per quanto riguarda il montaggio, crediamo che non sia nemmeno lontanamente ipotizzabile costringere un operatore a passare l'intera giornata lavorativa con gli occhialini per montare un film in 3D, ma al tempo stesso deve comunque avere la possibilità tecnica di poterlo fare con periodicità: alcune scelte di editing potrebbero non essere funzionali al tipo di fruizione o, ad esempio, l'alternanza di alcune inquadrature potrebbe infastidire lo spettatore ecc. TD: La paura che maggiormente colpisce gli aiuto registi (responsabili di mantenere i tempi sul set) e gli organizzatori di ogni film da girare in 3D, sono i tempi di preparazione che ci sono dietro il setup stereografico di ogni inquadratura. Che succede in quel momento? Quante e quali sono le variabili che dovete considerare? Quanto tempo in media occorre per impostare tutto? TD: Dividiamo la produzione in tre fasi: pre-produzione (dalla nascita dell'idea, alla formazione della troupe, fino all'ultimo giorno di preparazione), produzione (le riprese) e post-produzione (la chiusura dei lavori, il montaggio e la finalizzazione). Come si potrebbe riassumere il ruolo di un DOS in ognuna di queste? GDP: Il DOS è prima di tutto un consulente per tutti i reparti di una produzione, e come tale, possiede le competenze per dialogare costruttivamente con tutti e per compatibilità con la piattaforma di montaggio che sarà scelta per l'editing del film, poiché la prima fase sarà proprio quella dell'ingest del materiale: questo va fatto riducendo al minimo eventuali operazioni di conversione e trasformazione dei file. Naturalmente bisogna decidere se il montatore avrà a disposizione un sistema per visionare il lavoro anche in 3D. Noi abbiamo deciso di avvalerci di questa possibilità ed abbiamo pertanto impiegato il costoso plugin Neo3D che permette di acquisire il materiale, nel nostro caso RED, e convertirlo in formato Cineform (con tutti i metadata) per visualizzarlo successivamente su un monitor stereoscopico attraverso una scheda Aja. Questa fase può essere bypassata impiegando sistemi di ripresa in grado di generare flussi video direttamente in formato Cineform, come ad esempio fanno le Si-2K della Silicon Imaging: un bel risparmio di tempo. Una volta convertiti ed accoppiati i flussi (operazioni che non richiedono poco tempo), il DOS può controllarli alterando, come già detto, i dati di convergenza per eventualmente guidare il regista nelle scelte più giuste per ottenere il “suo” film. In fase di preparazione, attraverso una revisione con lo sceneggiatore, può contribuire a dare un'impostazione alle scene più adatta alla fruizione 3D. Poi, insieme al regista può impostare il workflow per riprese e postproduzione, la scelta di camere, mezzi tecnici... Durante la produzione vera e propria, ha un ruolo fondamentale nel decidere ed impostare i parametri di ripresa stereoscopica: alcune scelte fatte sul set, infatti, non possono essere corrette o modificate in post. Per la fase di chiusura del film, assiste o esegue l'allineamento dei flussi e la preparazione dei contributi per l'editing finale in 3D e la correzione colore. GD: È molto importante impostare la post già nella fase pre-produttiva, in tandem con il DIT, la produzione ma anche con il montatore. La prima cosa da valutare è, infatti, il tipo di formato di ripresa e la sua In queste immagini (Courtesy of Sony), alcuni esempi degli errori di allineamento delle camere: problemi di altezza (1), di inclinazione (2), di convergenza (3) e di rotazione (4). Settare con accuratezza il posizionamento delle macchine sul rig è uno dei compiti del DoS sul set. 90 1 2 3 4 Anche in post produzione lo stereografo può svolgere un ruolo molto importante. Nell'immagine qui a fianco, una workstation Quantel per il 3D. 088_091:ART EUROPEI 06/07/10 21:50 Pagina 90
Il muro è un luogo nel quale si respira una forte sacralità, e all'inizio non si sa bene come muoversi e quanto essere invadenti. In una giornata piuttosto soleggiata e calda, il colore molto chiaro della struttura e gli abiti scuri degli uomini intenti a pregare creavano un contrasto così forte da poter pregiudicare le riprese, ma anche di enfatizzarle. La camera ha retto bene, ma l'LCD colpito dal sole mi ha aiutato poco. Parte del materiale è sovraesposta ed ho trovato difficoltà di messa a fuoco. A grandi linee ho usato due punti macchina, una frontale ed una infilata. Nelle riprese frontali mi muovevo con panoramiche per tutta l'estensione del muro o spostandomi da un soggetto A ad uno B. Obbligato a girare con una velocità d'otturatore elevata mi sono subito reso conto che le panoramiche “a spalla” non riuscivano a sembrare fluide e pulite senza l'ausilio dello stabilizzatore. Inserito quest'ultimo invece affioravano i difetti della sua origine “fotografica”: lavora ottimamente per foto e per riprese fisse, ma nelle panoramiche interviene in modo un po' grezzo creando sequenze di scatti o strappi. Risultato discreto, riprese utilizzabili, ma non eccelse. Nelle riprese infilate mi andavo ad appoggiare con una spalla al muro per infilare appunto il muro ed i profili dei fedeli in preghiera. Quindi approfittando della ridotta profondità di campo accarezzavo la superficie rocciosa descrivendola centimetro per centimetro o passavo da un soggetto A ad uno B composti nella stessa inquadratura con bellissimi cambi di fuoco. Il risultato? Entusiasmante. Il bello del 50p Ho voluto in questa occasione anche provare a girare con il 50p, che a discapito della riduzione della risoluzione, regala dei rallenty “in camera” davvero affascinanti: fluidi e ben definiti. Nota positiva il fatto che l'audio venga comunque catturato e a sua volta rallentato del 50%, cosa che non accade nelle telecamere prosumer che offrono la stessa modalità di ripresa. Me ne vado dal ‘muro del pianto' soddisfatto, probabilmente entusiasta. Mi muovo per la città vecchia con la macchina fotografica a tracolla e nelle tasche una batteria di riserva, portafogli, passaporto, una mappa turistica, telefono e sigarette. Sembro davvero un turista qualsiasi. Mi imbatto quasi casualmente nella basilica del Santo Sepolcro, cioè una chiesa che secondo la religione cristiana ingloba sia il luogo della crocifissione che della sepoltura di Cristo. È una chiesa: inutile dire quanto possa essere buia; senza luci ausiliarie sarà ben difficile girare. Imposto la sensibilità a ben 3200 ISO per gli angoli più bui e 1600 per quelli più ariosi. Il luogo è colmo di fedeli ed è difficile muoversi ed ottenere punti macchina decenti, ma soprattutto mi accorgo poi la sera alla visione su Final Cut che a 3200 ISO il materiale è inutilizzabile, a meno che si accetti una presenza di rumore video elevatissima. Non ho avuto modo di provare software dedicati alla riduzione del problema, ma non credo si possa ottenere un risultato soddisfacente. Il giorno successivo continuo il ‘cammino di Cristo', anzi lo riprendo dal luogo della sua flagellazione per percorrere la “via Dolorosa” che è il percorso che ha compiuto per arrivare fino alla collina del Golgota, cioè l'attuale Santo Sepolcro. Attraversa il quartiere musulmano ed è difficilmente individuabile; agli occhi del turista comune è una via come le altre. Ne approfitto per riprendere mercati e persone, sia semicoperti che alla piena luce del sole. Mi imbatto sistematicamente nelle stesse bancarelle che vendono esattamente le stesse cose, ma riesco a portare a casa immagini molto belle. Il pomeriggio mi reco al Mea Shearim, uno dei quartieri più antichi della città, oggi abitato da ebrei ortodossi, definito “probably the most reluctant tourist attraction in the world” e “sconsigliato dalle guide turistiche, evitato accuratamente dagli stessi israeliani”. Ho invece deciso di avvicinarmi e annusare la situazione. Forse suggestionato dalle letture online ho colto una certa avversione già nelle risposte degli israeliani ai quali chiedevo indicazioni. Mi avvicino al quartiere e scopro una delle parti più povere e meno curate della città, con palazzi semi abbandonati e strade sporche, e non incontro più un singolo cittadino che non indossi kippah o abiti tradizionalmente ebraici. Comincio a girare fingendo di Guarda il video su www.tuttodigitale.it/news3975 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D X 94 092_095:ART EUROPEI 07/07/10 22:03 Pagina 94
67 Sensore: CCD 12 MP 1/2.3” Ottica: f/3.2, 4x 27-108mm Stabilizzatore: Elettronico Video: VGA, QVGA Display: 2.7”, 230.000 pixel Sensibilità: 80 - 3200 ISO Alimentazione: Li-ion, 740 mAh Scheda memoria: SD/SDHC In/out: USB 2.0 Waterproof: fino a 40 m (NIS3000) Dimensioni: 94 x 56 x 19 mm Peso: 116 gr. Estetica: Costruzione: Versatilità: Fotografie: Video: Sub: Q/P: Cool factor: PRO: Leggera e tascabile, rapporto q/p CONTRO: Custodia esterna Non potevamo escludere da una rassegna sulle fotocamere per l'estate Nikon, un marchio che non ha bisogno di presentazioni. L'azienda giapponese non ha in catalogo una fotocamera outdoor o waterproof, ma sceglie la filosofia della custodia. Con un esborso monetario complessivo tutto sommato contenuto, ci si può portare a casa una compatta da far arrivare fino a -40 m, con la massima versatilità fuori e dentro l'acqua. La compatta in questione è la Coolpix S3000, recente aggiunta alla gamma Style; la custodia, siglata NIS3000, è realizzata in Italia da Nimar, azienda emiliana specializzata, distribuita da Nital. Andiamo per ordine: la Coolpix S3000 è una classica ‘point and shoot'; disponibile in ben 7 colori e realizzata in metallo, ha il corpo sottile e davvero leggero, pur integrando uno zoom 4x wide Nikkor (un 27-108 mm in 35 mm) e un sensore CCD da 12 MP. Il resto delle caratteristiche da menzionare includono il display da 2.7", lo slot per schede SD/SDHC e il processore Expeed, che, oltre al resto, gestisce anche i diversi automatismi, come la riduzione digitale delle vibrazioni e la selezione automatica delle scene. L'analisi esterna della macchina, molto compatta e leggera, rivela poche sorprese: interessante la possibilità di caricare la batteria da computer via USB; il display è ampio e sufficientemente definito e leggibile, anche se con un angolo di visione non eccelso. Appare un po' poco curato il comando zoom/tasto di scatto, che evidenziava nel modello in nostro possesso un 'gioco' eccessivo, comunque non troppo preoccupante. L'accensione della macchina richiede poco più di un secondo, giusto il tempo necessario all'ottica per spuntare dal sottile guscio e si è pronti per fotografare. I menu sono lineari e semplificati; un principiante si troverà a proprio agio. I modi di scatto si spiegano da soli: Full Auto, Scene (anche con rilevazione automatica), video (a 640x480, con zoom digitale), Ritratto Intelligente e Per chi non si accontenta del solo snorkeling, Nikon, in coppia con Nimar, vi fa portare la fotocamera compatta a 40 metri di profondità. La macchina in questione, sottile, colorata ed economica, è la CoolPix S3000. Una scelta economica ed azzeccata per chi non si accontenta delle tradizionali compatte ‘outdoor'. Inseguimento del soggetto; è possibile impostare da menu la sensibilità tra 80 e 3200 ISO, scegliere un range fisso per i modi automatici (80-400, 80-800), e il bilanciamento del bianco (anche manuale) e i preset per i colori (bianco e nero, seppia e via dicendo). Disponibili poi il modo macro, la compensazione dell'esposizione (tra +- 2 EV, in step di 0.3), il flash e l'autoscatto; tutto qui. Questa CoolPix S3000 sembra proprio la compatta entry level per definizione: è tascabile, semplice da usare, versatile ed economica. L'ottica è sufficientemente luminosa e le immagini sono definite, anche se si evidenzia a volte una minima perdita di dettaglio ai bordi dell'ottica; valido il modo macro, per mettere a fuoco da 8 cm ed ottenere close-up di grande impatto. I colori sono saturi al punto giusto e le sfumature non presentano artefatti evidenti. Un po' di rumore appare nei casi limite, ma è comunque a livelli accettabili. I video non fanno gridare al miracolo - sono in SD e dalla resa sufficiente - ma non confrontabili a quelli di una videocamera, anche molto economica. L'arma segreta' per portarsi al mare questa CoolPix è la Nimar NIS3000: una custodia subacquea in policarbonato, leggera e resistente, che racchiude la macchina come un guscio e riproduce tutti i comandi (tramite tasti in ottone nichelato). L'ingombro aumenta, ma chi non si accontenta dello snorkeling e dei limiti che mostrano in genere le compatte waterproof potrebbe trovare in questa soluzione l'uovo di Colombo. È caldamente consigliato 'fare il bianco' manualmente sott'acqua in quanto la macchina non prevede modi di scatto ad-hoc: comunque la custodia non incide negativamente sulla buona resa delle immagini offerta dalla CoolPix S3000. Per chi vuol fare sul serio, è possibile espandere lo scafandro con diversi accessori, da montare su braccia tramite l'attacco a vite sul fondo della custodia. Flash esterni, illuminatori supplementari per la messa a fuoco, aggiuntivi ottici e filtri sono solo alcune delle opzioni, che piaceranno ai più temerari viste le difficoltà che si incontrano scattando sott'acqua, con particelle in sospensione e condizioni di luce difficile. Ciò detto, per utilizzare la custodia basta sapere usare la macchina, ed anche chi si diletta di snorkeling o effettua solo 'riprese della domenica' apprezzerà l'affidabilità dello scafandro, al prezzo di un ingombro maggiorato. A.B. Nikon Coolpix S3000 - Nimar NIS3000 Prezzo: 140 euro (macchina) 239 (macchina e scafandro) 062_067:090-091 06/07/10 20:08 Pagina 67
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