67 Nikon D300s Prezzo: 1.590 euro (corpo e CF 4 GB) Sensore: CMOS 12.3 MP, 23,6 x 15,8 mm Ottica: Nikon F Stabilizzatore: Secondo ottica Video HD: 1280x720 Esposizione: P, A, S, M. Mirino: Pentaprisma Display: 3”, 920.000 pixel Sensibilità: 200 - 3200 (100 - 6400 estesa) Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDHC e CF Connessioni: USB 2.0, uscita video, miniHDMI, telecomando/synchro, ingresso microfono stereo Dimensioni: 147 x 114 x 74 mm Peso: 910 gr. Costruzione ineccepibile e prestazioni all'altezza per una reflex in formato DX attrezzata di tutto punto. La D300s porta diverse migliorie alla D300 senza stravolgerne la qualità originaria: funzione video, velocità della raffica a 7 fps e doppio slot SDHC/CF. Disponibile dallo scorso autunno, la Nikon D300s è una reflex di gamma alta con sensore APS-C da 12.3 MP, racchiuso in uno châssis in lega di magnesio che lascia piacevolmente colpiti fin dal primo impatto. Altro elemento che rimarca la vocazione professionale di questa DSLR è il mirino a pentaprisma con copertura del 100% dell'inquadratura, affiancato ad un definito schermo da 3” sul quale godere appieno delle funzioni Live View e video (1280x720, a 24 fps). L'AF utilizza 51 collimatori con misurazione della luce per 1005 zone, e si distingue per rapidità e precisione; lo scatto continuo tocca quota 7 fps, mentre la sensibilità può essere impostata (in modo espanso) tra i 100 ed i 6400 ISO eq.Versatile il doppio slot per schede SDHC e CF: è possibile ad esempio salvare video e foto su schede distinte. Per quello che riguarda la resa delle immagini, diciamo solo che siamo al top della classe ‘12 MP'. I nikonisti esigenti legati all'APS-C sono serviti. Nikon D3x Prezzo: 7.190 euro (corpo e CF 4 GB) Sensore: CMOS 24.5 MP, 24 x 36 mm Ottica: Nikon F Stabilizzatore: Secondo ottica Video HD: No Esposizione: P, A, S, M, Personalizzati. Mirino: Pentaprisma Display: 3”, 920.000 pixel Sensibilità: 100 - 1600 (50 - 6400 estesa) Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: 2 x CF Connessioni: USB 2.0, uscita video, miniHDMI, telecomando/synchro Dimensioni: 160 x 157 x 88 mm Peso: 1390 gr. La reflex per professionisti senza problemi di budget in cerca della massima qualità e file davvero grandi. Arma preferita dei fotografi senza problemi di budget e professionisti, la D3x è una Full Frame senza compromessi. La reflex per eccellenza... Una macchina al top per dotazione tecnica e costruzione: la D3x va usata da mani esperte in cerca della massima definizione e file davvero ‘pesanti' (studio, moda, pubblicità...). Il pesante corpo - firmato Giugiaro integra il CMOS FX (Full Frame) sviluppato da Sony, da 24.5 MP; l'unico appunto che ci sentiamo di fare è la mancanza di un qualsiasi sistema antipolvere, che sarebbe stato gradito visto l'esborso economico richiesto per la D3x. Ciononostante, non ci si può lamentare del resto del bagaglio tecnico: mirino con copertura del 100%, LCD da 3” definito con Live View, AF a 51 punti, ampie possibilità di personalizzazione, due slot per schede CF e molto altro ancora... Viste le dimensioni del sensore, la raffica si ferma a quota 5 fps; per chi desiderasse maggior velocità c'è la D3s. Per il resto, la resa è più o meno allo stato dell'arte delle reflex. Mancano funzioni di ripresa video, ma probabilmente chi è interessato alla D3x non ne sentirà la mancanza. TEST COMPLETO su TD n.52 060_068:090-091 15/03/10 12:30 Pagina 67
64 L'aspetto della D5000 è assai gradevole, pur se non particolarmente originale, ma perfettamente in linea con il family look di casa Nikon: una vera 'baby reflex', di ingombro e peso ridotti. Come prevedibile, vista la categoria, la D5000 mostra una realizzazione tendente al massimo rapporto qualità/prezzo e dunque adotta una struttura piuttosto leggera ma comunque robusta, con scocca in policarbonato dotata di rinforzi metallici. Interessante il monitor, dalle caratteristiche nella media (2.7” per 230mila pixel), ma di tipo orientabile: una scelta poco diffusa sulle DSLR, ma utile in diverse situazioni. TRADIZIONALE MA INNOVATIVA Il sensore di immagine scelto da Nikon è un CMOS in formato DX da 12,3 MP, mentre a livello di comandi la D5000 sembra derivata dalla filosofia di alcune bridge e compatte, impostate per le modalità dedicate; utilizzare uno dei modi PSAM in una delle possibilità classiche, ad esempio, costringe a passare quasi sempre per 'i' e poi usare il controllo di navigazione. I menu sono assai ricchi, forse troppo per la categoria del potenziale utente della macchina; si nota comunque il tentativo di semplificazione in alcuni dettagli, come in altre realizzazioni ‘consumer' di Nikon (ad esempio, il rapporto relativo all'esposizione è rappresentato graficamente, con la riproduzione di un diaframma che si apre alle varie aperture circondato da un disco esterno che visualizza il tempo di esposizione). Il barilotto di impostazione superiore ospita innanzitutto le modalità classiche PSAM, più una Full Auto e la stessa senza intervento del flash (utile, ad esempio, nei musei). Poi, quelle scene, costituite da ritratto, paesaggio, bambini, sport, macro close up, ritratto notturno e altre raggruppate in una posizione sotto il nome di 'scene' (alimenti, profilo in controluce, alta tonalità, bassa tonalità ecc...) attivabili tramite la rotella orizzontale posteriore; la ripresa video viene abilitata attraverso il pulsante Lv sul retro. Tra le funzioni da tenere d'occhio, da segnalare l'ottimo D-Lighting per recuperare dettaglio sulle porzioni sottoesposte delle immagini. TANTA RESA, POCA SPESA La D5000 permette di effettuare la misura della luce in maniera completa, con la scelta fra multizone matrix, ponderata centrale e spot. Alla prova dei fatti la macchina ha dimostrato un'ottima precisione in tutte le condizioni, anche se nel complesso tende ad una leggera sottoesposizione (-1/3 EV). Il rapido sistema autofocus della 5000D dispone di 11 punti con selezione auto o manuale, con possibilità di scegliere fra i modi spot/singolo, auto o continuo. La D5000 presenta la sensibilità ISO (auto) fra 100 e 1600, con regolazione manuale fino a 6400 eq. Nella pratica, per dettaglio, assenza di rumore, resa cromatica - le foto ottenibili anche in full auto, sono di qualità sorprendente, a livelli impensabili anche solo 5 anni fa. In altre parole, un appassionato, anche evoluto, sarà sicuramente soddisfatto. E il video, in HD (1280x720, a 24 fps) rappresenta la ciliegina sulla torta: non siamo davanti ad una videocamera top-level, ma la buona resa e le possibilità offerte dalle ottiche foto potranno trarvi d'impaccio in più di qualche situazione... Sensore: CMOS 12.3 MP, 23,6 x 15,8 mm Ottica: Nikon F Stabilizzatore: Secondo ottica Video HD: 1280x720 Esposizione: P, A, S, M, Modi scena. Mirino: Pentaspecchio Display: 2,7”, 230.000 pixel Sensibilità: 100- 6400 Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDHC Connessioni: USB 2.0, uscita video, HDMI mini Dimensioni: 127 x 104 x 80 mm Peso: 610 gr. Una baby-Nikon equilibrata, macchina ben riuscita che non dispiacerà a diverse tipologie di utenti. Nikon D5000 Prezzo: 650 euro (corpo e CF 4 GB) Macchina consumer di casa Nikon, la D5000 si pone un gradino più in alto rispetto alla D3000 e si candida come macchina per principianti ma non solo, date alcune caratteristiche che fanno gola anche agli utenti più avanzati. Due su tutte, il monitor ‘swivel' e la ripresa video HD. TEST COMPLETO su TD n.55 060_068:090-091 15/03/10 12:30 Pagina 64
83 Sensore:CCD 12.1 MP, 1/2.5” Ottica: 5x, 28 - 140 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: SDHC Mir./Display: No/2.7” Sensib.: 80 -1600 ISO Dim.: 98 x 55 x 24 mm Peso:145 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CMOS 12.2 MP, 17.3 x 13 mm Ottica: Attacco Micro 4/3 Stabilizz: Sec. Ott. Memoria: SDHC Mir./Display: Opz./2.7” Sensib.: 100 - 6400 ISO Dim.: 115 x 72 x 41 mm Peso:296 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CCD 12.1 MP, 1/2.3” Ottica: 4x, 27.5 - 110 mm eq. Stabilizz: No Memoria: SDHC Mir./Display: No/2.7” Sensib.: 64 -6400 ISO Dim.: 97 x 54 x 21 mm Peso:120 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CMOS 12.1 MP, 17.3 x 13 mm Ottica: Attacco Micro 4/3 Stabilizz: Sec. Ott. Memoria: SDHC Mir./Display: Opz./3” Sensib.: 100 -3200 ISO Dim.: 119 x 71 x 36 mm Peso:285 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Una slim abbastanza economica con il corpo in metallo, ottica Leica 5x stabilizzata e controlli semplici adatti a tutti. Abbiamo apprezzato molto la fluidità dello zoom e le performance dell'autofocus, rapido anche in condizioni abbastanza critiche. La qualità d'immagine è molto buona anche in Auto; più che discreta la modalità video a 720p. Panasonic Lum. FS10 Prezzo: 149 euro Altro modello Micro Quattro Terzi, sempre più in voga: questa Olympus ‘Pen' offre 12 MP, video 720p, buona ergonomia, stabilizzatore e diversi modi creativi interessanti. Mancano flash e mirino, da aggiungere alla slitta accessori superiore. Le prestazioni ci hanno soddisfatto, anche se visto il prezzo di listino ci saremmo aspettati qualcosa di meglio, soprattutto dall'AF. Olympus E-P2 Prezzo: 999 euro (14-42mm EVF) Una compatta dal look abbastanza rifinito con risoluzione di 12 MP, grandangolo 4x e possibilità di riprendere clip 720p. La resa delle immagini è discreta, ma bisogna scattare in buone condizioni di luce visto il rumore anche ai bassi valori ISO. Un po' lenta l'operazione tra uno scatto e l'altro: abbiamo atteso fino a tre secondi. Pentax Optio P80 Prezzo: n.d. Micro Quattro Terzi ad ottiche intercambiabili, la GF1 promette prestazioni (anche video a 720p) e versatilità da reflex in un corpo compatto praticamente ‘tascabile'. La costruzione è di ottimo livello e la qualità d'immagine irreprensibile. Nota dolente è il prezzo, ma la GF1 permette di levarsi più di qualche soddisfazione. Panasonic Lum. GF1 Prezzo: 799 euro (con 14-45mm) Un'ottica molto interessante (18x 27-486 mm eq.) accoppiata ad un corpo ergonomico e ben realizzato e a diverse caratteristiche apprezzabili (O.I.S, video 720p, controlli manuali). Una macchina adatta per chi comincia come per un utente più smaliziato. La resa è buona a patto di non spingersi troppo in là con gli ISO, versatilità e rapporto q/p sono decisamente interessanti. Panasonic Lum. FZ38 Prezzo: 379 euro Compatta avventurosa dal look particolare ma non sgradevole, impermeabile fino a 5m, questa Optio W80 non rinuncia ad una dotazione ricca, con i suoi 12 MP, l'ottica 5x grandangolare e la ripresa video HD. Le prestazioni sono in linea con la categoria, con le immagini però un po'piatte e rumorose in condizioni di luce difficile. Pentax Optio W80 Prezzo: 299 euro Completamente in metallo, con un definito (920.000 pixel) ed ampio (3”) LCD, ed una versatile ottica10.7x 28-300 mm, la Ricoh CX2 è facile da usare ma adatta anche ai più esperti; offre diverse funzioni creative (anche il fake tilt-shift). Le immagini sono in linea con il prezzo, anche se non sempre dalla resa naturale. In qualche caso manca un po' di dettaglio ai bordi; video solo VGA. Ricoh CX2 Prezzo: 349 euro 12 MP per questa compatta della gamma Olympus mju, una fotocamera versatile con controlli semplici e poche impostazioni tra le quali perdersi. Definito e ben visibile lo schermo; la mancanza della lampada d'assistenza rende un po' macchinosa la messa a fuoco in condizioni difficili. Negligibili le distorsioni dell'ottica e discrete le immagini fino a 400 ISO. Olympus mju 9000 Prezzo: 329 euro Sensore:CCD 12.1 MP, 1/2.3” Ottica: 4x, 28 - 140 mm eq. Stabilizz: No Memoria: SDHC Mir./Display: No/2.5” Sensib.: 64 -1600 (3200 - 6400) ISO Dim.: 99 x 56 x 24 mm Peso:150 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CMOS 9.3 MP, 1/2.3” Ottica: 10.7x, 28 - 300 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: SDHC Mir./Display: No/3” Sensib.: 80 -1600 ISO Dim.: 101 x 58 x 29 mm Peso:185 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CCD 12.1 MP, 17.3 x 13 mm Ottica: 16x, 27 - 436 mm Stabilizz: Si Memoria: SDHC Mir./Display: Si/2.7” Sensib.: 80 -1600 (6400) ISO Dim.: 118 x 76 x 89 mm Peso:367 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CMOS 12.1 MP, 1/2.3” Ottica: 10x, 28 - 280 mm Stabilizz: Si Memoria: xD Picture C. Mir./Display: No/2.7” Sensib.: 64 -1600 ISO Dim.:96 x 60 x 31 mm Peso:185 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: 076_083:090-091 15/03/10 13:12 Pagina 83
…anche codifica H.264 ultra-veloce! Input, output, monitoring ed encoding in un unico strumento da portare sempre con sé - in studio, sul set e sul campo. Utilizzabile con laptop o desktop, Mac o PC, funziona idealmente con tutti i tipi di videocamera, codec, monitor o deck. Semplifica al meglio l'editing con le principali applicazioni, come Final Cut Pro, Adobe Premiere Pro, Photoshop e molte altre. Avvalendosi dell'esclusiva tecnologia Matrox MAX, la codifica H.264 mette il turbo con Apple Compressor, Telestream Episode e Adobe Media Encoder. Creare file per Blu-ray, web e dispositivi mobili non è mai stato così veloce! Chi desidera il massimo della qualità, convenienza e flessibilità, trova nei box esterni MXO2 Mini, MXO2 LE, MXO2, MXO2 Rack la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Molto di più di un semplice dispositivo I/O Matrox è un marchio registrato; Matrox MXO, Matrox MAX sono marchi registrati di Matrox Electronic Systems Ltd. Si riconoscono tutti i marchi registrati ai rispettivi proprietari. Per informazioni sui prodotti e sui rivenditori specializzati più vicini, visitare il sito www.matrox.com/video/it 3G Electronics – Via Boncompagni, 3B – 20139 Milano Tel: + 39 02 525301, Fax: + 39 02 5253045, Email: 3gelectronics@treg.it, www.3gelectronics.it TuttoDigitale_MXO2_familly_IT_1109.indd 1 11/12/2009 12:22:30 PM
dobbiamo cercare le chiavi della macchina, aprire la portiera, sederci, chiudere la portiera, inserire la chiave nel cruscotto, allacciare la cintura di sicurezza, accendere il motore, ingranare la marcia e finalmente accelerare, facendo attenzione a uscire dal parcheggio senza tamponare qualcuno. Provate a cronometrare questi gesti: serviranno almeno 30 secondi o forse di più. In un film ne basteranno 5 o 6, per un totale di tre o quattro inquadrature: il dettaglio della mano che apre lo sportello, il guidatore già seduto che chiude la portiera e il totale dell'auto da dietro che parte e si allontana. Questa vera e propria compressione del tempo (definita ellissi, come la tecnica narrativa che in una frase si realizza omettendo una o più parole facilmente intuibili), che prevede l'eliminazione di molti gesti ritenuti superflui, apparirà del tutto naturale agli occhi dello spettatore. Spesso i video amatoriali (filmini delle vacanze o di occasioni speciali) risultano noiosi, agli occhi di amici e parenti che vengono invitati a vederli, proprio perché non adottano questa continua ellissi, ma riproducono fedelmente le azioni alla velocità con cui si sono svolte nella vita reale. Per dare ritmo al racconto bisogna invece operare tagli continui, eliminare le inquadrature che non aggiungono nuovi elementi alla narrazione e accorciare al minimo le scene selezionate, rosicchiando i secondi o addirittura i fotogrammi superflui in testa e in coda, fino ad isolare solamente un gesto o un movimento particolarmente significativo. Una stessa inquadratura, in genere, non dovrebbe mai essere tenuta per più di 2-4 secondi, ma è ovvio che la durata giusta dipende molto dall'azione ripresa, dal movimento di macchina, dalla musica di sottofondo e da molti altri fattori. La durata delle inquadrature e la frequenza degli stacchi determinano il ritmo del montaggio, ma se è vero che bisogna accorciare il più possibile le clip è anche vero che non bisogna esagerare al contrario: un ritmo troppo elevato può apparire schizofrenico o comunque fastidioso per lo spettatore, un'inquadratura troppo breve, sotto al secondo, può apparire come una macchia di colore improvvisa e incomprensibile. Bisogna cioè lasciare allo spettatore il giusto tempo di lettura, specie in presenza di scene complesse e ricche di dettagli. Al cinema, di tanto in tanto, si utilizzano anche inquadrature molto lunghe, della durata di decine di secondi o anche minuti: sono i piani sequenza, unità narrative che si svolgono all'interno di un'unica inquadratura. Per tenere alto il ritmo, il piano sequenza è sempre accompagnato da movimenti di macchina spettacolari ed anche i movimenti degli attori e delle comparse vengono pianificati al millimetro, in modo da risultare perfettamente sincronizzati ed inquadrati in modo corretto (per quanto lo svolgersi dell'azione possa apparire allo spettatore del tutto casuale). In questo caso, anche se A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XI 109 Spesso, vengono introdotti dalle parole fuori campo dell'attore («mi ricordo quella volta...») o da una dissolvenza incrociata. In alcuni casi, invece, il flashback è ulteriormente sottolineato da un effetto di sfocatura o di colori falsati, che lo distingue dalle altre scene, mentre in altri casi non viene dichiarato in nessun modo e può essere riconosciuto dallo spettatore solo attraverso la comprensione del racconto. TAGLIARE, TAGLIARE E ANCORA TAGLIARE Una delle regole fondamentali del montaggio audiovisivo, valida in tutti i casi, ad eccezione della diretta televisiva, è la contrazione del tempo: un film che dura 2 ore non racconta mai una storia cominciata e conclusa in 120 minuti. Non solo: anche all'interno di una stessa sequenza temporale l'azione si svolge in modo molto più veloce che nella vita reale. Facciamo un esempio: nella vita quotidiana, per salire a bordo di un'automobile, I primi 12 minuti di Omicidio in Diretta di Brian de Palma (1998) appaiono come un unico piano sequenza: la camera, montata su steadicam, segue i personaggi e lo svolgersi dell'azione senza pause e senza stacchi. Si tratta di uno dei rari esempi in cui il tempo filmico e il tempo reale coincidono. L'ultimo fotogramma qui riportato è il primo dell'inquadratura successiva, legato al piano sequenza attraverso un raccordo di sguardo. C'è chi pensa - e noi con loro che i film di De Palma vadano obbligatoriamente proiettati in tutte le scuole di cinema, perché come muove la macchina zio Brian...! Qui il maestro dà davvero il meglio di sé e non è certo accademia: questo thriller è tutto da vedere e da godere. Di questo notevole film di De Palma esiste, al momento in cui scriviamo, una sola versione su DVD, purtroppo non molto riuscita dal punto di vista della tecnica audio e video, e del tutto priva di contenuti extra. di Brian DePalma, con Nicolas Cage e Gary Sinise disponibile in DVD Buena Vista Home Entertainment OMICIDIO IN DIRETTA I capolavori da studiare in video: Da possedere comunque, magari aspettando una futura e auspicabile edizione in BD... 1 3 5 7 2 4 6 8 © Buena Vista H. E. © Buena Vista H. E. © Buena Vista H. E. © Buena Vista H. E. © Buena Vista H. E. © Buena Vista H. E. © Buena Vista H. E. © Buena Vista H. E. 108_114:ART EUROPEI 15/03/10 20:11 Pagina 109
ALTA DEFINIZIONE CINEMA & TV HD IL PROSSIMO NUMERO 10 DI ALTA DEFINIZIONE CINEMA & TV HD SARÀ IN EDICOLA A FINE APRILE RECENSIONI DVD Gli ultimi titoli AA.VV. 94 LIBRI La scelta di Tutto Digitale La Redazione 96 NEWS Le ultime novità dal mondo dell'HD AA.VV. 100 FINALMENTE IL TRIDIMENSIONALE IN TV! Sky & Co. in HD-3D Samuel Daker 102 D-CINEMA DIT: Digital Imaging Technician Francesco Luigi Giardiello 104 SPECIALE EDITING - SECONDA PARTE Editing fra arte e tecnica Marco Zamparelli 108 VIDEOCAMERA AVCHD Sony HXR-NX5E Stefano Blasi 116 HDD PORTATILE PER BACKUP VIDEO Nexto NVS2500 Giampiero D'Amato 120 HARDWARE DI INPUT/OUTPUT HD/SD Matrox MXO2 LE Stefano Blasi 122 VIDEOPROIETTORE LCD Epson EH-TW5500 Luigi De Angelis 124 BLU-RAY Le recensioni AA. VV. 128 REFLEX Canon EOS 5D Mk II 60 Canon EOS 1D Mk IV 61 Canon EOS 1Ds Mk III 61 Canon EOS 550D 62 Canon EOS 7D 63 Canon EOS 1000D 63 Leica M9 69 Nikon D5000 64 Nikon D3000 65 Nikon D90 65 Nikon D700 66 Nikon D300s 67 Nikon D3x 67 Nikon D3s 68 Olympus E-30 69 Olympus E-620 70 Pentax K-x 70 Pentax K-7 71 Sony Alpha 900/850 72 Sony Alpha 500 73 Sony Alpha 330 73 Sony Alpha 380 74 Sony Alpha 550 75 Sony Alpha 230 75 COMPATTE E BRIDGE Canon PowerShot A480 76 Canon PowerShot A1100IS76 Canon PowerShot G11 76 Canon Digital Ixus 100 IS 76 Canon PowerShot D10 76 Casio EX-G1 77 Fujifilm Finepix F70EXR 81 Fujifilm Finepix Z33WP 81 Fujifilm Finepix S200 EXR 81 Kodak M530 81 Kodak Z915 81 Nikon Coolpix L20 78 Nikon Coolpix P100 78 Nikon Coolpix S1000pj 78 Nikon Coolpix S230 78 Nikon Coolpix S70 78 Olympus mju 9000 83 Olympus E-P2 83 Panasonic Lumix Gh1 82 Panasonic Lumix FS10 83 Panasonic Lumix GF1 83 Panasonic Lumix FZ38 83 Pentax Optio P80 83 Pentax Optio W80 83 Ricoh CX2 83 Samsung PL51 79 TESTATTUALITÀ RIPRESA SONORA Alla ricerca del suono perduto Marco Galloni 46 DOSSIER 3D - QUARTA PARTE Scontro fra titani La Redazione 50 ANTEPRIMA ASSOLUTA Samsung: ecco il 3D! Massimo Basile 54 MAXI TEST FOTOCAMERE Fra le 59+2 prove del dossier, la nuovissima Canon 550 D, uno dei modelli del momento. In alto, l'Epson EH-TW5500, in prova a pagina 124. FOTOCAMERA 3D + CORNICE Fujifilm FinePix Real 3D W1 + 3DV1 Salvatore Coppola 84 FOTOCAMERA Samsung NX 10 Massimo Basile 88 SOFTWARE DI IMPAGINAZIONE FOTO SPC ClickAlbum 2.0 Andrea Giovannone 92 Samsung WB550 79 Samsung ST550 79 Samsung WB5000 79 Samsung WB1000 79 Sony Cyber-shot HX1 80 Sony Cyber-shot HX5 80 Sony Cyber-shot WX1 80 Sony Cyber-shot W290 80 Sony Cyber-shot TX1 80 004_005:006-007 15/03/10 19:54 Pagina 7
G rande rentrée per la bellissima Michelle Pfeiffer con una rilettura di Colette ad opera del fido Stephen Frears (già con la Pfeiffer nel celebre Le Relazioni pericolose). Consigliato soprattutto a signore e signorine, un ottimo DVD. E fficace, anche se a tratti didascalica, rilettura storica degli eventi cruciali dal '43 al '45 in Italia. Massacrato dalla critica, da recuperare e rivalutare in DVD. Resa tecnica buona, compressione poco invasiva, audio coinvolgente. P assato in sordina nelle sale, il film è gustoso e da recuperare, se non altro per la soddisfazione di vedere Samuel Jackson nei panni di un divo del Soul. Non male l'edizione DVD, col giusto accento sulla parte audio dato il tipo di film. S toria agrodolce costruita intorno allo straordinario Castellitto, con i tempi e i modi della classica commedia all'italiana. Gradevole, da riscoprire. Non delude la resa tecnica del DVD ma la sezione extra è davvero ridotta all'osso. E dizione su due dischi per il classico horror del 1941, nei negozi in concomitanza con l'uscita al cinema del remake con Benicio del Toro. Il master è lo stesso (ottimo) della precedente edizione restaurata, ma si aggiungono preziosi extra. F ra thriller, commedia e dramma grottesco, un film tanto assurdo quanto veritiero: è ispirato alla vera storia di un informatore mitomane. Non male la resa tecnica del disco nonostante qualche accenno di compressione video. Film Wow Audio Video Extra Box Overall Cheri Commedia - di Stephen Frears; con Michelle Pfeiffer, Kathy Bates; 2009; 01; 90 minuti; Dolby Digital 5.1 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 2.35:11 16,99 Film Wow Audio Video Extra Box Overall The informant Commedia - di Steven Soderbergh; con Matt Damon, Scott Bakula; 2009; 104 minuti; Warner; Dolby Digital 5.1 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 1.78:1 16,00 Film Wow Audio Video Extra Box Overall L'uomo lupo Horror - di Gorge Waggner; Con: Claude Rains, Warren William; 1941; 67 minuti; Universal; Dolby Digital 2.0 Mono (ita, ing, spagn); Tutto Schermo 4:3 13,99 Film Wow Audio Video Extra Box Overall Tris di donne e abiti nuziali Commedia - di Vincenzo Terracciano; con Sergio Castellitto, Martina Gedeck; 2009; 104 minuti; 01; Dolby Digital 5.1 e 2.0 (ita); 16:9/ Letterbox 2.35:1 16,99 Film Wow Audio Video Extra Box Overall Soul Men Commedia - di Malcom D. Lee; con Samuel L. Jackson, Bernie Mac; 2008; 01; 99 minuti; Dolby Digital 5.1 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 2.35:1 14,99 Film Wow Audio Video Extra Box Overall Il sangue dei vinti Guerra - di M. Soavi; con Michele Placido, Barbora Bobulova; 2009; 117 minuti; 01; Dolby Digital 5.1 (ita); 16:9/ Letterbox 2.35:1 16,99 95 Celebrati, in chiave letteraria, da Paolo Giordano, i numeri primi vivono un momento di grande interesse e questo bel documentario, realizzato da un famoso matematico, ne scandaglia i misteri, in un viaggio affascinante tra i segreti delle leggi di Natura. Film Wow Audio Video Extra Box Overall L'enigma dei numeri primi Documentario - di Marcos du Sautoy; 2010; 78 minuti; BBC/ Cinehollywood; Dolby Digital 2.0 (ita); 16:9/ Letterbox 1.78:1 15,00 Baja 1000 è il più famoso raid motociclistico d'America, e Travis Pastrana - non a caso soprannominato wonder boy - è il suo profeta. Un film per raccontare tutte le emozioni, i pericoli e le gioie di una corsa estenuante, per un DVD che farà gola agli appassionati. Film Wow Audio Video Extra Box Overall Baja 1000 il film Documentario - di AA.VV.; 2008; 61 minuti; Mondocorse / Cinehollywood; Dolby Digital 2.0 (ita); Tutto Schermo 4:3 15,00 In corsa per l'Oscar, questo pamphlet stile-Moore va alla carica delle multinazionali del cibo, svelando retroscena e altarini che - dicono le note - vi faranno vedere in modo diverso il cibo quotidiano... Interessante e ben documentato: un DVD da vedere, con un booklet come extra. Film Wow Audio Video Extra Box Overall Food, Inc. Documentario - di Robert Kenner; 2008; 95 minuti; Cinehollywood; Dolby Digital 2.0 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 1.85:1 15,00 S ei episodi della prima stagione TV del cartone animato realizzato in computer grafica e ispirato alle vicende di Star Wars. L'operazione, a dirla tutta, ci sembra troppo commerciale e rimane poco della magia originale. DVD discreto. Film Wow Audio Video Extra Box Overall The Clone Wars St.1 Vol.4 Animazione - di Autori Vari; 2009; Warner; 129 minuti; Dolby Digital 5.1 (ita, ing e altri); 16:9/ Letterbox 2.35:1 13,00 U no dei più apprezzati film del cinese Johnnie To in un'edizione curata secondo gli (ottimi) standard della Ripley's Home Video. Più che discreta la resa tecnica di audio e video ma dagli extra ci saremo aspettati qualcosa in più. D alla graphic novel omonima un film di ambientazione suggestiva ma troppo fiacco nei colpi di scena e dalla suspense incerta. Non male l'edizione DVD, soprattutto sul lato audio dove lo spettacolo è garantito. Extra scarni. Film Wow Audio Video Extra Box Overall Whiteout - Incubo bianco Thriller - di Dominic Sena; con Kate Beckinsale, Gabriel Macht; 2009; 97 minuti; Warner; Dolby Digital 5.1 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 2.40:1 16,00 Film Wow Audio Video Extra Box Overall Exiled Poliziesco - di Johnnie To; Con: Anthony Wong, Chau-Sang; 2006; 105 minuti; RHV; Dolby Digital 5.1 (ita, cant); 16:9/ Letterbox 2.35:1 14,99 094_095:Layout 1 15/03/10 19:56 Pagina 95
UNA CLASSICA COMPATTA Le funzioni-base sono quelle tipiche di una compatta moderna di medio-buon livello, con la quale un fotografo mediamente esperto può padroneggiare la maggior parte delle situazioni di ripresa senza problemi. Se pensiamo al flash, ad esempio, vediamo che il dispositivo integrato fra i due ‘obiettivi' (che la Fujifilm definisce Super Intelligent Flash) offre le modalità Full Auto e Auto con riduzione degli occhi rossi, ma anche fill flash, slow sync e slow sync con riduzione degli occhi rossi; insomma, c'è da soddisfare più di un appassionato. In quanto al resto, citiamo a memoria la possibilità di scegliere fra 12 modi scena, di impostare manualmente l'esposizione (oltre che in modalità auto, programma e priorità di diaframma) ed altro ancora. La messa a fuoco è selezionabile fra centro, multi e face detection, in funzionamento 2D, e solo al centro in modo 3D. Il massimo divertimento, in ogni caso, è garantito dalle possibilità creative offerte dalla presenza di una macchina doppia in una sola carrozzeria, sia in 2D che in 3D: oltre alle diverse opzioni per l'uso 3D, fra le quali una indispensabile taratura della parallasse, semplice ed efficace, è possibile ad esempio ottenere contemporaneamente un'immagine wide e una tele, oppure due immagini con differenti opzioni cromatiche o anche con valori ISO diversi (con la fotocamera di sinistra fra 100 e 400, con quella di destra fra 100 e 1600). Ma non è finita qui. La macchina consente anche di registare video, in 2D (in formato Motion JPEG e inutile dirlo - anche in 3D (!). In quest'ultimo caso, Fujifilm ha esteso il formato generico Motion JPEG per creare un file format AVI Movie che supporta il 3D. Questi filmati 3D hanno un'estensione ‘*.AVI' e possono essere visualizzati in 3D attraverso il monitor della macchina, con suono stereo. È anche possibile la visualizzazione via Windows Media Player, ma in tal caso verranno mostrate solo le immagini registrate dalla sezione di sinistra. Video e fotografie possono essere memorizzate sulla memoria interna, da 42MB, oppure su una classica scheda SD, anche nella più recente versione SDHC. OCCHIO AL DITO NELL'OCCHIO (DELLA CAMERA)! Nell'uso pratico bisogna innanzitutto prestare attenzione all'impugnatura; la presenza di due ottiche quasi alle estremità del frontale, infatti, impone una presa arretrata della macchina (di ingombro oltretutto, non proprio microscopico) per evitare il rischio di trovarsi con l'ombra di un dito nella foto risultante... Nell'uso pratico ci è sembrata limitante l'adozione di un interruttore generale asservito al pannellone anteriore; l'operazione infatti diventa un po' lenta e macchinosa quando si effettua con una certa frequenza. Le immagini catturate, in ogni caso, sono apparse nel complesso sempre di buona - se non ottima qualità, in 2 come in 3D. La definizione forse non è da record, ma addirittura esuberante per le stampe di medie dimensioni, mentre la resa cromatica è molto corretta, e anche il rumore è tenuto abbastanza sotto controllo, come del resto è tradizione di lunga data dei prodotti di questa azienda. Le immagini in 3D hanno tutto un sapore particolare, difficile da spiegare a parole. La resa finale, fra l'altro, è parzialmente condizionata comunque dalle regolazioni e da quello che si inquadra (e a che distanza). Un po' di pratica sarà indispensabile per ottenere i migliori risultati. Il vantaggio di scattare foto o riprendere video in 3D, e visualizzarli senza necessità di occhiali, ha un rovescio della medaglia: il file memorizzato, visto su un display tradizionale, torna bidimensionale (o meglio, viene visualizzata solo un'immagine o una ripresa delle due registrate). Dunque, bisogna utilizzare il piccolo In questa pagina, vista frontale (in alto) e posteriore (qui sotto) del Digital Viewer V1, importante accessorio del sistema Finepix Real 3D per la visualizzazione tridimensionale di fotografie ed anche filmati video. Nell'immagine qui sopra, il compatto telecomado a corredo, mentre nell'altra pagine ecco una vista frontale e una del retro della fotocamera compatta Fujifilm W1 . 86 084_087:090-091 15/03/10 13:17 Pagina 86
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXXI BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI FINAL DESTINATION MONDO HE - HORROR FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Angosciante, originale e ben realizzato, il film ha divertito milioni di spettatori generando ben due sequel (l'ultimo, inedito in Italia, in 3D) e un vero e proprio culto fra gli appassionati del genere horror. Il Blu-ray presenta un transfer di buona qualità in cui è facile scorgere il maggior dettaglio dell'Alta Definizione sin dai primi fotogrammi. Una resa leggermente incostante del rapporto contrasto luminosità, probabilmente insita nella fotografia stessa del film, genera qualche calo, ma nulla di preoccupante. Buono l'audio ma, come spesso accade, “spento” nel centrale rispetto ai canali effetti. Extra discreti, ma uguali al DVD. (L.D.A.) Regia: James Wong; Interpreti: Devon Sawa, Ali Larter; Produzione: 2000; Durata: 105 minuti; Formato audio: Dolby TrueHD 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 19.99 euro GIOVANI STREGHE SONY PHE - HORROR FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Mediocre teen-horror che ha sempre, inspiegabilmente, riscosso un discreto successo nelle sue edizioni home-video. I fan non si faranno certo scappare questa nuova edizione Blu-ray che pur non raggiungendo i livelli qualitativi di produzioni più recenti, segna uno stacco decisamente netto rispetto al DVD. L'immagine è tendenzialmente morbida anche se non manca qualche istantanea dal dettaglio molto elevato. Buona resa dell'audio DTS-HD MA italiano, complessivamente limitato da un mix poco dinamico ma comunque ben distribuito sui vari canali. Extra esaurienti ma identici a quelli della versione DVD. (L.D.A.) Regia: Andrew Fleming; Interpreti: Fairuza Balk, Robin Tunney; Produzione: 1996; Durata: 100 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita, ing, spagn); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 19.99 euro SESSO, BUGIE E VIDEOTAPE SONY PHE - DRAMMATICO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Lungometraggio d'esordio per Steven Soderbergh e meritata palma d'oro al Festival del cinema di Cannes 1989 per James Spader come miglior attore. Nuova edizione che parte da un master restaurato e rimasterizzato in HD per l'occasione. La resa è quanto più fedele possibile alla pellicola originale e ciò include una certa rumorosità diffusa nella maggior parte delle scene dovuta a bassa esposizione fotografica o a particolari effetti di luce. Audio limpido ma, come prevedibile data la natura prevalentemente dialogata del film, povero in dinamica e separazione dei canali. Ricco e gustoso il comparto extra, con chicche da non perdere. (D.C.) Regia: Steven Soderbergh; Interpreti: James Spader, Andie MacDowell; Produzione: 1989; Durata: 96 minuti; Formato audio: Dolby TrueHD 5.1 (ita, ing, spagn); Formato video: 16:9/ Letterbox 1.85:1; Prezzo: 19.99 euro THE SKY CRAWLERS DALL'ANGELO - ANIMAZIONE FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Dall'originale Mamoru Oshii, che ricordiamo per Ghost in the shell e il controverso Avalon, un piccolo gioiello di animazione che unisce le tecniche 3D al classico disegno bidimensionale. La narrazione è lenta e a tratti impegnativa come da stile del regista e il risultato convince per la bellezza estetica e formale. Strepitosa la resa video del BD, senza il minimo accenno di flessione durante la visione. Ottimo l'audio italiano, presente in ben due codifiche HD (la migliore è la DTS-HD Master Audio) e superiore, per una volta, all'originale giapponese. Appagante il comparto extra ma privo di funzionalità multimediali avanzate. (D.C.) Regia: Mamoru Oshii; Produzione: 2008; Durata: 122 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita), Dolby TrueHD 5.1 (ita), Dolby Digital 5.1 (giap); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 24.99 euro 129 STREETS OF BLOOD MONDO HE - POLIZIESCO FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Sullo sfondo di una New Orleans devastata dall'uragano Kathrina, si snoda questo thriller poliziesco con più di un punto in comune col celebre Training Day. Il risultato, purtroppo, è di una noia mortale e il cast tutto, nonostante i grandi nomi, offre una prova svogliata e assolutamente poco credibile. La resa video è condizionata da una fotografia che predilige il dettaglio elevato e la pulizia negli esterni diurni ma copre lo schermo di fitta grana nelle sequenze più scure o in interni, rendendo la qualità di visione poco costante. Audio discreto ma il mix originale non sfrutta a dovere le potenzialità della codifica HD. (L.D.A.) Regia: Charles Winkler; Interpreti: Val Kilmer, Sharon Stone; Produzione: 2009; Durata: 95 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.85:1; Prezzo: 25.00 euro 128_130:AD REC BD 15/03/10 21:08 Pagina 129
80 Sensore:CMOS 9 MP, 1/2.4” Ottica: 20x, 28 - 560 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: MS Duo Mir./Display: Si/3” Sensib.: 100 -3200 ISO Dim.: 114 x 83 x 92 mm Peso:453 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CCD 12 MP, 1/2.3” Ottica: 5x, 28 - 140 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: MS Duo Mir./Display: No/3” Sensib.: 80 -3200 ISO Dim.: 98 x 57 x 23 mm Peso:145 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CMOS 10 MP, 1/2.4” Ottica: 4x, 35 - 140 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: Ms Duo Mir./Display: No/3” Sensib.: 160 -3200 ISO Dim.: 94 x 58 x 17 mm Peso:170 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CMOS 10 MP, 1/2.4” Ottica: 10x, 25 - 250 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: SDHC/MsDuo Mir./Display: No/3” Sensib.: 125 -3200 ISO Dim.: 103 x 58 x 25 mm Peso:170 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore: CMOS 10.2 MP, 1/2.4” Ottica: 5x, 24 - 120 mm Stabilizzatore: Si Video HD: Si, 720p Mirino: No Display: 2.7”, 230.000 pixel Sensibilità: 160 - 3200 ISO Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: MS Pro Duo Connessioni: USB 2.0, HD/AV proprietario Dimensioni: 90 x 52 x 20 mm Peso: 149 gr. Ben costruita, versatile e dalla resa fotografica ottima: tutto ciò che serve in una compatta davvero ‘compatta'. Sony Cybershot WX1 Prezzo: 319 euro Vincitrice del Cool Award, il premio assegnato dai lettori di Tutto Digitale, per la categoria, la Cyber-shot DSCWX1 è una tascabile ben rifinita; che si distingue per Il sensore CMOS Exmor R da 10.2 MP sviluppato per fornire prestazioni interessanti in condizioni di luce difficle. Oltre a questo la WX1 integra un bell'obiettivo wide 5x (24 - 120 mm eq.) Sony G versatile, abbastanza luminoso. Altre caratteristiche interessanti sono un display da 2.7” visibile senza problemi anche in condizioni di luce piena e la possibilità di riprendere video in HD 720p. Nell'uso comune, siamo rimasti molto soddisfatti della riuscita ergonomia che piacerà ai principianti, dalla rapidità della macchina e dalla precisione dell'AF. Ottima la modalità raffica, che arriva a quota 10 i/s.Come già accennato, l'ottica è decisamente versatile, le aberrazioni sono contenute e lo stabilizzatore svolge bene il suo dovere. Non mancano le modalità ‘Sweep Panorama' ‘Crepuscolo' (comune a tutte le compatte Exmor R) che permette di spingersi a valori ISO elevati (fino a 3200) senza degradare troppo l'immagine. In generale, il pregio maggiore della macchina è proprio la resa in condizioni difficili, con rumore sempre ben contento. Buona la resa video, fluidi e definiti, in linea con la categoria. Buona l'autonomia della batteria, che ci ha portato ad eseguire circa 350 scatti con una sola carica. Meno spettacolare invece il Macro, che mette a fuoco a partire da 5 cm. Insomma: costruzione, ergonomia e ottima resa, per una macchina a chi guarda poco alla forma e molto alla sostanza. Una scelta sicura per fotografi in cerca di prestazioni e versatilità in una supercompatta. Prezzo non esagerato. Ottima bridge ‘tuttofare' da Sony, che non spicca per MP ma si distingue comunque per lo schermo ruotabile, il video 1080p, lo zoom 28-560 mm eq. e la riuscita la funzione Sweep Panorama. Molto buona la resa generale, con immagini dettagliate prive di evidenti aberrazioni e con colori forse anche troppo saturi; migliorabile la reattività dell'AF. Un prodotto davvero onesto. Sony Cybershot HX1 Prezzo: 499 euro Prezzo ‘giusto', 12 Megapixel, schermo ampio, ottica grandangolare firmata Zeiss e video HD ready per una macchina non recentissima ma ancora attuale, da cercare ad uno street price conveniente. Migliorabile la resa in condizioni di luce difficile, mentre la semplicità d'uso e la reattività ne fanno una buona scelta per i principianti. Sony Cybershot W290 Prezzo: 240 euro Look alla moda, schermo in vetro da 3”, CMOS Exmor R da 10 MP zoom 4x firmato Zeiss e ripresa video 1280x720. Un biglietto da visita notevole per una ‘slim & fashion' adatta al principiante che non vuole rinunciare ad una dotazione tecnica di alto livello. Un po' di aberrazioni dell'ottica ai bordi e sottotono la durata della batteria; in compenso la resa globale è ottima. Sony CybershotTX1 Prezzo: 359 euro Nuova macchina di gamma alta con il già apprezzato sensore CMOS Exmor R da 10.2 MP, sensibile e decisamente a suo agio alle basse luci. A questo si aggiunge una bella ottica 'G'grandangolare (25-250 mm) uno schermo da 3”, registrazione video Full HD, GPS ed altro ancora. La resa è ai vertici della categoria: purtroppo la qualità si paga. Sony Cybershot HX5 Prezzo: 380 euro 076_083:090-091 15/03/10 13:10 Pagina 80

gli appuntamenti del momento Scadenza 30 aprile per partecipare all'ottavo Ischia Film Festival, evento internazionale per film, documentari e cortometraggi ispirati alle location cinematografiche di cui Tutto Digitale è Media Partner, di scena nell'isola dal 4 al 10 luglio 2010 (www.ischiafilmfestival.it). In arrivo anche il terzo Acquedolci Independent Film Festival di Acquedolci (ME), concorso internazionale per corti indipendenti a tema libero (fiction, animazione, musicale, documentario, sperimentale) di massimo 15' con scadenza di iscrizione e di invio fissata al primo giugno 2010. Il festival, certificato TopVideo, è in programma dal 27 al 29 agosto (www.psycholand.it). 40 Aperte le iscrizioni - con termine ultimo 15 aprile - per il 13° Genova Film Festival, spazio competitivo dedicato ai talenti emergenti italiani da sempre certificato TopVideo, in programma a Genova dal 28 giugno al 4 luglio 2010. In gara oltre 500 opere - corti di fiction e documentari, di durata massima rispettivamente 45 e 60 minuti - per un evento che, nel corso degli anni, è diventato un importante osservatorio sulle nuove tendenze del nostro cinema (nella foto Fuori uso di Francesco Crispo, vincitore tra i corti dell'edizione 2009). I finalisti saranno giudicati da giurie professionali, che assegneranno vari premi - contributi di produzione, pellicola, sviluppo e stampa - offerti da sponsor tecnici come Kodak e Augustus Color. Il documentario primo classificato poi parteciperà di diritto all'edizione 2011 di Documentary in Europe, importante incontro internazionale di settore. Da notare anche il premio Obiettivo Liguria, destinato ai talenti del territorio, e il nuovo award Genova-Liguria Film Commission, per autori e produttori liguri. www.genovafilmfestival.org CONCORSI (www.trentofestival.it); dal 7 al 9 maggio il 12° concorso nazionale Immagini a confronto di Villa San Giovanni (RC); dal 19 al 23 maggio all'Auditorium Parco della Musica di Roma il 7° Festival internazionale audiovisivo della Biodiversità (www.mediatecadelleterre.it). Queste le menzioni speciali di EcoVision 2009 (www.eco visionfestival.com): The End di Eduardo Chapero Jackson (corti di fiction), MustangJourney of Transformation di Will Parrinello, China is far away-Antonioni and China di Haiping Liu (documentario), Eco-Crimes: Tibet Connection di Heinz Greuling e Thomas Weidenbach (inchiesta). Infine le segnalazioni: Blackrainbow di Jisuk Jung, O clube dos sem teto di Claudia Brenlla, Global Focus di Cesare Fragnelli, Tu seras homme di Olivier Dujols, Il sindaco di Gianluca Baldari, Green di Moez, La marche de Reena di Fiorella Castanotto e Heikbalt di Udo Maurer. Il festival è stato impreziosito dall'anteprima di Il giorno dopo la pace, con Angelina Jolie, Annie Lennox e il Dalai Lama. Il 27° Torino Film Festival ha assegnato il Mouse d'oro a La bocca del lupo di Pietro Marcello e il Mouse d'argento a Le Refuge di François Ozon. Tra i documentari, miglior opera italiana Valentina Postika in attesa di partire di Caterina Carone, premi speciali per Corde di Marcello Sannino, The Cambodian Room di Tommaso Lusena e Giuseppe Schillaci, menzione per Je suis Simone di Fabrizio Ferraro (www.torinofilmfest.org). Scadenza primo aprile 2010 per Digitalia, concorso di arte digitale, nuovi linguaggi e nuovi media (animazioni 2/3D; effetti speciali di postproduzione; montaggio di immagini di computer graphics; veejaying su piattaforma digitale; progetti interattivi on line e offline) di Padova, riservato ad artisti di età massima 36 anni. I primi tre classificati parteciperanno il 15 maggio al laboratorio condotto da Paolo Rosa di Studio Azzurro (www.progettogiovani.pd.it) Aperte le selezioni - con scadenza 30 aprile- per il terzo Amarcort Film Festival di Rimini, concorso internazionale per corti di fiction e d'animazione di massimo 17' (sezione Amarcort) e cortissimi di 4' (sezione Gradisca), più nuova categoria Fulgor, dedicata agli autori romagnoli (www.amarcort.it). Tante - e tutte interessanti - le rassegne del mese. Segnaliamo nell'ordine: a Roma dal 16 al 18 aprile premiazione dei corti vincitori del concorso 2020: Olimpiadi a Roma (www.comitatoperroma2020.it); a Ravenna dal 19 al 24 aprile appuntamento con il cinema di qualità con il quarto Mosaico d'Europa Film Fest (www.mosaicofilmfest.it); dal 20 al 24 aprile a Imperia il quinto Video Festival del cinema digitale, con nuova categoria internazionale Explorer per documentari di turismo e natura (www.videofestivalimperia.org); il 58° Trento Film Festival (29 aprile-9 maggio), il più antico evento di film di montagna CONCORSI D'AUTORE La rassegna romana Cinema & Ambiente ha presentato Profondo blu di Andy Byatt e Alastair Fothergill, La ragazza delle balene di Niki Caro, La volpe e la bambina di Luc Jacquet, Earth di Alastair Fothergill e Mark Linfield, La marcia dei pinguini ancora di Luc Jacquet, La terra degli uomini rossi di Marco Bechis e Genesis di Marie Pérennou e Claude Nuridsany. Defamation di Yoav Shamir è il documentario vincitore del 50° Festival dei popoli di Firenze. Questi gli altri premi: miglior corto Arsy-Versy di Miro Remo; miglior regia: To shoot an elephant di Alberto Arce e Mohameed Rujailah; miglior film etno-antropologico: Depuis Tel Aviv di Naruna Kaplan De Macedo; premio UCCA: The land of Jerry Cans di Paola Piacenza; premio distribuzione: Petropolis di Peter Mettler. Il pubblico ha premiato il film In Purgatorio di Giovanni Cioni, il corto Upè di Rimantas Gruodis e Julija Grudiene, e, per la sezione Stile libero, Human Terrain di James Der Derian, David e Michael Udris. La palma di miglior film (e miglior fotografia) del 16° Capalbio Cinema (www. capalbiocinema.com ), è andata a Slavar di David Aronowitsch e Hanna Heilborn, mentre miglior regista è risultato Ralph Winckler per Ralph. Tre le menzioni speciali: Paul Rondin est Paul Rondin di Frederick Vin, A film from my parish-Six farms di Tony Donoghue e Spider di Nash Edgerton. Infine nuovo premio Stella di Capalbio assegnato all' attrice Michela Cescon. RASSEGNE PREMI I TALENTI DI GENOVA mostre e concorsi Video TOP VIDEO TOP VIDEO 040_041:026/028 15/03/10 12:03 Pagina 40
1 e 2 - La Persia Qajar, in mostra a Roma fino al 5 aprile; 3 - Stephen Shore, Second Street, Ashland, Wisconsin, 1973; qui sotto, uno scatto di Robert Mapplethorpe. La mostra è al Museo d'Arte di Lugano, fino al 13 giugno. © Robert Mapplethorpe Foundation 1- La Persia Qajar 2- La Persia Qajar 3 - Stephen Shore Tutto Digitale è una pubblicazione bMOTOPERPETUOPRESS tuttodigitale.it motoperpetuopress srl - via delle Alpi 13 - 00198 Roma - tel. 06 442 02 596 Il tuo appuntamento quotidiano con il mondo digitale è su www. Tutte le novità del giorno I video di TDTV, la web television di Tutto Digitale Le recensioni dei DVD, Blu-ray e libri più interessanti La galleria di Tutto Digitale, con le immagini dei lettori I sondaggi: dì la tua sull'hi-tech Corsi & concorsi, eventi e fiere, aggiornati in tempo reale Il mercatino dell'usato hi-tech più qualificato del web Abbonati gratis ai feed RSS di Tutto Digitale La foto del giorno scelta fra quelle inviate dai lettori Abbonamenti e arretrati a portata di clic! La newsletter settimanale di Tutto Digitale In anteprima le iniziative speciali e gli appuntamenti imperdibili www.tuttodigitale.it Il tuo quotidiano digitale on line 038_039:026/028 15/03/10 11:45 Pagina 39
sono delle memorie a stato solido da installare direttamente sul dorso della camera. I fotogrammi al secondo saranno 25 e lo spot è internazionale (quindi girerà tutte le TV del mondo). Andrà anche nei cinema, in pellicola. Scopro, poi, che sebbene le riprese saranno a Roma, il montaggio verrà confezionato in uno studio a Londra e la post produzione (la color correction e tutto l'intervento di CGI) la faranno a Sydney. Quindi? Quindi il materiale inciso sulle memorie in una sequenza di fotogrammi digitali .dpx (come delle immagini .tiff, ma per il cinema) dovrà essere riversato, in doppia copia (una per Londra, l'altra per Sydney) su nastri, sicuramente più resistenti, versatili e comodi per il trasporto. A questo punto, ho tutto quello che mi serve e mi ritiro a deliberare. UNA SOLUZIONE PER VOLTA I nodi da sciogliere sono tanti: abbiamo detto che il nostro formato di registrazione sarà un 1080p a 25fps con un campionamento colore pari a 4:4:4 (è una scala di misura che indica la compressione del colore rispetto al rapporto tra quello che il sensore della Foto di backstage dallo spot di Angel's Friends. In alto a sinistra, il regista Andrea Marini e il DoP Simone Trecca controllano la giusta composizione dell'inquadratura. Angel's Friends è stato il primo prodotto ufficiale girato in Italia con i nuovi magazzini digitali della D-21. Sviluppati dalla S.TWO, specializzata nei supporti digitali per il cinema, i magazzini SSD si stanno man mano affermando come lo standard per la cinematografia digitale. macchina da presa cattura e quello che il supporto di registrazione incide: 4:4:4 indica l'assenza di compressione colore). Questo formato sarà registrato su un SSD (Hard Disk a stato solido), in una sequenza di fotogrammi .dpx a 10bit colore (maggiore sono i bit, maggiori le sfumature di colore). La Genesis genera un segnale video logaritmico: è una caratteristica che la rende molto più sensibile alla luce rispetto alle altre camere, ma produce un'immagine apparentemente grigiastra, quasi nebbiosa, se non filtrata da un apposito strumento, il generatore di LUT. Quindi, prendo carta e penna e comincio a disegnare il mio diagramma: RECORD FORMAT: 1080p 25fps 4:4:4 10bit LOG su SSD .dpx seq. files. L'inizio del mio workflow è stabilito. Dall'altro lato del foglio, la fine: abbiamo detto che il tutto deve partire da Roma su nastro a 25fps, poi la società di post produzione penserà a 'sfornare' i formati per l'America e per il cinema (24fps). La scelta di girare a 25 è ovvia: a togliere un fotogramma al secondo si fa sempre in tempo, è metterlo in più che è un problema. L'unico nastro al mondo in grado di supportare il formato scelto è il Sony HDCAM SR. L'OCCHIO (DEL REGISTA) VUOLE LA SUA PARTE Poi, penso, va risolta la questione legata al segnale logaritmico: l'immagine grigia al montaggio a Londra proprio non piacerà. Saremo costretti a fare due copie diverse, una logaritmica per Sydney, l'altra lineare (che è il tipo di segnale classico, che vediamo noi tutti sui nostri monitor, sulle nostre TV e sui nostri computer) per il montaggio. Ecco definito un altro dei punti chiave: x Post.Prod. HD CAM SR 4:4:4 10bit LOG; x Editing HD CAM SR 4:4:4 10bit LIN. Bene, il passaggio come lo faccio? Tramite un registratore dual link HDCAM SR. Come? Prendo il disco SSD, lo inserisco in un apposito dock e lo collego tramite due cavi video SDI Dual link al registratore. Rec da un lato, play dall'altro e trasformo il materiale da file .DPX a un flusso video su nastro magnetico digitale. Pensate ad un iPod che viene messo in un dock per collegarlo ad uno stereo che registra su cassette; il concetto è praticamente lo stesso, solo che in questo caso dobbiamo gestire la complessa mole di variabili che comprende formati, codifiche, time code e molti altri settaggi. A questo punto, si può passare alla nota di materiale tecnico: 2 recorder HDCAM SR; una docking station per SSD con collegamento SDI Dual link. Ritorno al workflow e tiro la mia prima linea. È diretta, va dal record format su SSD al nastro HDCAM SR LOG. Ad ogni magazzino digitale girato, penso, riverserò tutto il materiale su un nastro, così da avere tanti nastri quanti i dischi usati. Costerà un po', ma è certamente più ordinato. Il logaritmico è risolto. Il lineare deve invece subire una trasformazione. Per fortuna, il regista ha chiesto di vedere tutto il materiale ‘color corretto': per questo, dovrò necessariamente linearizzarlo, quindi con lo stesso processo con cui trasformerò il segnale sul set, lavorerò anche per la seconda copia su nastro. Per trasformare il logaritmico in lineare si usa uno strumento chiamato LUTbox. LUT è l'acronimo di Look-up table: un filtro, in pratica, una curva di correzione A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D VII 105 104_107:ART EUROPEI 15/03/10 20:10 Pagina 105
71 Con l'introduzione della K-7 di Pentax, ecco materializzarsi le nostre previsioni circa l'evoluzione della “specie” DSLR: distolto il focus dalla conta dei megapixel, gli accorgimenti realizzativi e le funzionalità aggiuntive si trasformano nel principale segno di innovazione. Nella fattispecie la K-7 di Pentax va a sostituire la K-20 con un elenco di novità molto nutrito, in cui colpisce l'assenza del parametro di risoluzione, identica per entrambi i modelli e pari a 14.1 Megapixel (seppure ora ottenuti con CMOS più veloce a quattro canali di lettura, che non ci ha stupito nelle prove agli alti ISO). Cambiano le dimensioni, più compatte per la nuova arrivata, ma non viene meno la tropicalizzazione, un plus gradito e distintivo Pentax per chi usa l'apparecchio in situazioni ambientali meno controllate, in un corpo ora realizzato in lega di magnesio, più leggero e robusto. UN MARE DI FUNZIONI Rimandando l'approfondimento al test completo sul prossimo numero, ci limitiamo a segnalare le principali impressioni. Si parte con il sistema di Menu, completamente rinnovato e che, vista la ricchezza di funzioni, seppur razionale richiede un certo apprendimento. In scatto, il grande e bel display da 3” da oltre 900 kpixel mostra un menu di informazioni (programma, sensibilità, esposizione, bilanciamento e messa a fuoco) purtroppo non interattivo, a svantaggio dell'immediatezza di interazione. Di contro basta premere il tasto Info per accedere alle impostazioni più importanti con una schermata differente. È pur vero che la K-7 facilita non poco l'accesso diretto alle funzioni principali grazie ai tasti dedicati per gli ISO, tra l'altro sempre accuratamente segnalati nel mirino ottico, il bilanciamento del bianco, la messa a fuoco, il blocco dell'esposizione ed il controllo dei parametri di sviluppo. Sotto il profilo della velocità meccanica ed elettronica, la K-7 non sorprende ma offre prestazioni comunque interessanti. Capace di uno scatto continuo di circa 5 fotogrammi al secondo, è sempre pronta e rapida alla cattura, con una latenza pressoché impercettibile e, fatto ancora più interessante, una schiacciante silenziosità del gruppo opto/meccanico, che sorprende per l'approccio lussuosamente professionale. Così come professionali possiamo considerare le opzioni di scatto. Si parte con il bracketing avanzato, disponibile per bilanciamento, saturazione, tinta, contrasto, alte/basse luminosità e nitidezza oltre che l'esposizione. Sono presenti svariati simulatori di filtri ottici personalizzabili. Il controllo della gamma dinamica è possibile sia sui toni scuri (3 livelli) che sulle luci (on/off), e compare per la prima volta una funzione HDR integrata che fonde tre scatti ad esposizione crescente. La funzione non corregge movimenti, quindi è utilizzabile solo con un treppiedi, consapevoli tra l'altro che terrà bloccata la fotocamera per quasi 20 secondi! Divertente, ma riteniamo ben più utile la postelaborazione a computer dei file RAW. A proposito, la K-7 utilizza il formato DNG (digital negative) oltre al JPEG a 4 livelli di compressione. Altra novità è la correzione elettronica delle aberrazioni ottiche e la distorsione geometrica dell'obiettivo, la seconda efficace, ma entrambe causa di un ritardo piuttosto limitante di circa 2-3 secondi nel review. Altro tocco professionale è la correzione della composizione e dell'orizzonte, che sfruttano la possibilità di spostare fisicamente il sensore. La K-7 naturalmente è dotata di Live View, che nulla toglie o aggiunge ad implementazioni già viste, ed è anche una videcamera HD. Registra in HD 720p oppure in un formato “anomalo” 3:2 a 1.6 Megapixel 1536x1024 pixel in Motion JPEG avido di bit. È visibile l'effetto di skewing nelle panoramiche veloci, come in pressoché tutti i CMOS delle DSLR, ma per il resto la qualità delle immagini è notevole. Apertura, sensibilità e otturatore sono impostati automaticamente ed in modo fluido, producendo immagini di qualità molto elevata e con buone prestazioni ai cambi di illuminazione. L'uso su treppiede rimane il più indicato, come sembra essere la destinazione principale per tutte le HDvideo. A meno di riprese davvero ‘creative'... Sensore: CMOS 14.6 MP, 23.4 x 15.6 mm Ottica: Pentax K Stabilizzatore: Integrato Video HD: 1280 x 720 Esposizione: P, Av, Tv, Sv, TAv, M, Auto, personalizzato Mirino: Pentaprisma Display: 3”, 920.000 pixel Sensibilità: 100 - 6400 ISO Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDHC Connessioni: USB 2.0, uscita video, HDMI, synchro, ing. microfono e telec. Dimensioni: 130 x 97 x 73 mm Peso: 750 gr. Una reflex per amatori ‘veri', ben costruita, dalla dotazione interessante e la resa molto valida. Pentax K-7 Prezzo: 1.249 euro (solo corpo) Per la gioia degli appassionati del marchio Pentax, e non solo, una DSLR di fascia medio alta che si distingue per una ricchezza di dotazioni esemplare e che strizza l'occhio al professionista. TEST COMPLETO su TD n.61 069_075:090-091 15/03/10 12:43 Pagina 71
gli appuntamenti del momento Questi i vincitori del 15° premio europeo di fotografia Riccardo Pezza di Milano, intitolato Il racconto di un luogo e rivolto a giovani che abbiano condotto studi di fotografia dopo il diploma. La manifestazione è nata per sottolineare l'importanza di una formazione adeguata alla complessità della cultura contemporanea. Il primo premio è andato a Bernd Kleinheisterkamp per un suo personale percorso per immagini nella città di Roma, definito “una sorta di grand tour autocritico e carico di ironia. Il secondo premio è stato assegnato a Noemie Goudal per The Island, con menzione d'onore ad Annette Jonak per Left Stage. www.cfpbauer.it 38 Scadenza 2 aprile 2010 per Delta in focus, il concorso di foto naturalistica di Comacchio (FE), in occasione della Fiera internazionale del Birdwatching (30 aprile-2 maggio 2010, www.podeltabirdfair.it). Due le sezioni: Avifauna del Parco Delta del Po e Avifauna del mondo, in palio attrezzature fotografiche e 1000 euro per il primo classificato. Sempre nella stessa occasione avrà luogo anche un altro concorso fotografico, Digiscoping nel Delta, organizzato da EBN Italia e dedicato all'utilizzo della tecnica del digiscoping, ovvero della fotografia mediante fotocamera digitale reflex o compatta collegata al cannocchiale (nella foto un kit di digiscoping Leica). Le categorie competitive sono tre: Uccelli del Delta del Po; Mammiferi; Piani sequenza. Non sono ammesse immagini raffiguranti animali in cattività, al nido o all'interno del loro sito riproduttivo. La scadenza - un po' più agevole del precedente concorso, ma pur sempre prossima - è fissata al 15 aprile. Affrettatevi! www.ebnitalia.it EVENTI CONCORSI Corbis ha annunciato la presentazione esclusiva della collezione di immagini realizzate in Egitto dal fotografo Sandro Vannini, raccolte in un'edizione a tiratura limitata dal titolo A Secret Voyage. Il tema della raccolta è quello archeologico, con proposizione di immagini digitali definite “di qualità eccezionale” come i paesaggi della Valle dei re e le tombe nobili e private di Tebe (www.corbis.com). Piergiorgio Branzi ha ricevuto il primo Premio Ferroni 2010, intitolato alla memoria del fotografo senigalliese Ferruccio Ferroni. Con questa manifestazione - e con le molte altre attività programmate - la città marchigiana intende avanzare la sua candidatura come “capitale italiana della fotografia”(www.senigalliacit tadellafotografia.it) Pochi lo sanno, ma in anni molto remoti ci fu un gruppo di fotografi italiani che operò a lungo in Persia, sotto il regno dello shah Nâseroddin, della dinastia Qajar. Per ricordare la loro attività l'Istituto Nazionale per la Grafica di Roma ha organizzato, fino al 5 aprile 2010, la mostra La Persia Qajar-Fotografi italiani in Iran 1848-1864, che è importante testimonianza di un complesso periodo storico (città, siti archeologici, luoghi sacri...), ancor più preziosa PREMIO PEZZA, I VINCITORI mostre e concorsi Foto 13 giugno), tutta dedicata al genio di Robert Mapplethorpe, uno degli autori più innovativi e significativi del dopoguerra. Un repertorio di oltre 90 scatti che illustrano la costante ricerca di un'ideale perfezione plastica, che ha avvicinato il fotografo americano ai grandi maestri del Rinascimento, come Michelangelo, Pontormo e Giambologna. Un evento accompagnato da uno straordinario concerto di Patti Smith, che fu sua musa ispiratrice e compagna d'arte, in programma il 31 marzo al Palazzo dei Congressi di Lugano (www.mdam.ch). MOSTRE C'è tempo fino al 27 aprile per il 15° concorso fotografico nazionale Città Morciano di Romagna per foto digitali o digitalizzate a tema libero e non (Vita degli animali e/o fenomeni climatici, Architetture moderne e/o storiche, Foto subacquee). La quota d'iscrizione è di 12 euro (10 per gli iscritti FIAF) e di 6 euro per i concorrenti under 29. Per informazioni, e-mail: giancarlopari@libero.it. Rimini, Fellini, i paparazzi: nuova sezione Paparazzo, dedicata alla fotografia, per il terzo concorso internazionale Amarcort (luglio 2010). Il tema è appunto La dolce vita, senza limitare il campo d'azione al film o al concetto di catturare le foto dei vip, ma con tutte le possibili interpretazioni aperte alla creatività degli autori. La scadenza è fissata al 30 aprile (www.amarcort.it). viste le poche fonti disponibili all'epoca (www.grafica. arti.beniculturali.it). Aperta fino al 16 aprile la mostra presso il Gruppo fotografico Le Gru di Valverde (CT) dal titolo Lu Signuri di li fasci, con immagini dei fotografi calabresi Daniela Sidari e Pietro Vilasi (www.fotoclublegru.it). Fino al 18 aprile a Villa d'Este di Tivoli (Roma) è di scena Il paesaggio descritto, la più grande mostra fotografica mai realizzata sui 44 luoghi italiani che costituiscono il patrimonio Unesco del nostro paese. Oltre 450 immagini, realizzate dal fotografo professionista Luca Capuano, per condurre il visitatore in un percorso tra la storia, l'arte, la natura d'Italia, in un'esposizione dai “contenuti molto forti, con un linguaggio e una grammatica a metà tra la filologia documentativa e la sua interpretazione nel contemporaneo” (www.beniculturali.it) Fino al 25 aprile, al Museo di Roma in Trastevere, 164 fotografie di Stephen Shore - autore proveniente dalla Factory di Andy Warhol - raccontano i Luoghi insoliti dell'America dell'Ovest, da New York fino al Texas, negli anni ‘70. Paesaggi che richiamano alla mente l'arte concettuale, dove forte è anche l'influenza della cultura pop (www.museodi romaintrastevere.it) Grande mostra presso il Museo d'Arte di Lugano (La perfezione nella forma, fino al DIGISCOPING A CONCORSO NEL DELTA 038_039:026/028 15/03/10 11:44 Pagina 38
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D VIII della fotografia. Proprio con il DoP cerca di capire come settare la camera rispetto alle sue esigenze artistiche, consigliandolo inoltre nella scelta delle ottiche e qualche filtro speciale di cui bisogna munirsi usando una macchina rispetto che un'altra (la Red One ha bisogno di filtri che eliminano gli UltraVioletti, la Sony F35 di filtri di conversione colore quando si gira in esterni, etc.). Sempre il DIT si occupa di tarare tutti i monitor, e si assicura che tutti si vedano secondo la filiera da lui stesso progettata. Infine, si assicura che il suo workflow di registrazione, conversione e trasferimento funzioni correttamente. Nel nostro caso non dobbiamo fare una copia su Hard Disk, ma se avessimo dovuto fare un lavoro solo con Hard Disk, ci saremmo dovuti preoccupare di quali e quanti dischi scegliere per la copia del girato (5400 rpm? 7200? o 10000? e che marca? quale modello?, in che configurazione RAID strutturarli ?). Siamo a cinque giorni dalle riprese. Tutto pare funzionare. Una breve riunione con i tecnici della post produzione e il direttore della fotografia permette di chiarire i dubbi e si testa tutto un'ultima volta per assicurarsi che non ci siano problemi. Si prepara tutto il materiale per il trasporto e si aspetta il lunedì. SUL SET Per questi lavori grossi in teatro, sul set si arriva un giorno prima delle riprese. Le squadre di macchinisti ed elettricisti stanno già lavorando da giorni per allestire il tutto nel migliore dei modi. Sono stati ordinati 820 KW di luce dal DoP: proiettori di ogni tipo e potenza di gamma così come potreste trovarla in Photoshop. Il logaritmico ha i neri grigiastri e i bianchi contenuti? La LUT rende i neri effettivamente neri e i bianchi ben più presenti. Dà contrasto all'immagine, cosa che il logaritmico elimina. Ritorno al mio workflow e tiro un'altra linea: da Record format arrivo a centro pagina e scrivo LUTbox, poi continuando la mia linea, mi ricollego al fanalino di coda che avevo lasciato scoperto, “x Editing HD CAM SR 4:4:4 10bit LIN”. A questo punto il girato è a posto. Tutti hanno tutto ciò che serve. Ma sul set? La gioia di aver chiuso un primo capitolo del mio workflow aveva allontanato dalla mia mente l'altro grande problema: la difficile richiesta del nostro regista di vedere tutto in doppia versione, con la versione "bucata" in tempo reale. Un piccolo passo avanti l'abbiamo già fatto: dalla camera viene fuori un segnale logaritmico che, grazie al LUTbox, siamo già in grado di linearizzare. Chiamo la post produzione, che sarà presente sul set con una piccola ambasciata di tecnici, e chiedo come vogliono color correggere il video. Mi dicono che possiedono un sistema di color correction in tempo reale (adatto questo ci sono dei registratori usati dai video assist (professionisti che si occupano di questo sul set). Purtroppo, il cinema italiano non è attrezzato ancora ad una registrazione in Full HD comoda e leggera. Mi collego ad internet e trovo quello che fa al caso mio: un piccolo registratore Panasonic AG-HMR10, che tramite cavo SDI riesce a registrare il 1080i in una piccola e comoda scheda SD. Ne aggiungo due alla mia lista. I due SDI che escono dalla post-produzione finiranno direttamente in questi registratori e, a cascata, andranno ai monitor del regista, ai monitor del DoP e ai monitor dell'agenzia. Facciamo un rapido calcolo. Due monitor alla post produzione, due al regista, due al DoP (che userò anch'io per fare il mio lavoro sul set), due all'agenzia pubblicitaria, per un totale di otto monitor. Aggiungo alla lista e mando tutto alla produzione. QUANDO IL GIOCO SI FA DURO... Finito il workflow, cominciamo a fare sul serio. Lo schema è perfetto, sulla carta, ma va testato a fondo. Un DIT innanzi tutto deve organizzare un flusso di lavoro, abbiamo visto come e con quali problematiche. Poi, però, collabora con gli assistenti del direttore della fotografia (chiamati assistenti operatore), che nei giorni precedenti all'inizio delle riprese 'provinano' la macchina da presa con tutti gli accessori. Il compito del DIT, dal momento che si gira in digitale, è quello di riazzerare e reimpostare i parametri della camera secondo le necessità e le richieste degli assistenti, dell'operatore e, in primis, del direttore A sinistra, il momento in cui si batte il ciak è il punto massimo di concentrazione di tutta la troupe: dietro le quinte dello spot di Gioco Digitale, regista Andrea Marini, DoP Timoty Aliprandi. Sopra, un registratore Sony HDCAM SR, capace di registrare e riprodurre segnali HD 4:4:4. proprio al set), ma che possono ospitare solo segnali video con una compressione colore pari a 4:2:2. Rispetto al nostro 4:4:4 è esattamente la metà. Riprendo il mio elenco di richiesta di attrezzature tecniche ed aggiungo: 1x convertitore da HD-SDI 4:4:4 a HD-SDI 4:2:2. Quello che ho chiesto, in particolare, si attacca al dorso della macchina, insieme con il magazzino digitale. Grazie a questo convertitore uscirò dalla macchina da presa in 4:2.2 logatirmico, per poi andare nel mio LUTbox, finendo poi alla color correction. I tecnici della post produzione mi rassicurano: avranno un computer in grado di sostituire in tempo reale il verde con gli sfondi (che hanno già pronti). Perfetto! Ricapitoliamo: dalla macchina da presa viene fuori un cavo, ne linearizzo il segnale e lo passo alla post. Loro mi riconsegnano due cavi, uno con un segnale identico a come gliel'ho passo io, l'altro color corretto e lavorato in CGI. Ora devo pensare alla registrazione per il playback: mentre si gira, nel cinema ed in pubblicità soprattutto, i registi chiedono spesso di rivedere le scene girate precedentemente (per controllare il ciak migliore, l'interpretazione di un attore, etc.); per Il primo magazzino digitale progettato per essere equipaggiato sulle Panavision Genesis con la rispettiva dock station, capace di riprodurre il contenuto del disco tramite due cavi HDSDI dual link. 106 104_107:ART EUROPEI 15/03/10 20:10 Pagina 106
tempo il menu si rivela troppo frammentato nella disposizione di alcune funzioni chiave. Nel complesso c'è un corretto equilibrio fra le opzioni per la personalizzazione e la taratura, che non sono poche, e la semplicità d'uso, ma anche dopo un certo utilizzo le difficoltà di adattamento non scompaiono completamente. Meno positive le impressioni sul telecomando: una unità sì elegante, con la sua colorazione grigia alluminio, ma completamente piatta, quasi del tutto priva di elementi di riconoscimento al tatto, non fosse per alcuni divisori orizzontali ed il profilo delle frecce di navigazione sagomati in rilievo. Non essendo i tasti fisicamente separati, le possibilità di confusione sono notevoli. Fortunatamente il tutto è retroilluminato, e almeno l'esperienza al buio è salva... Una volta acceso l'apparecchio, la sintonizzazione dei canali digitali è stata relativamente veloce (3' 40”) e precisa; il tuner è compatibile con il formato HD MPEG-4/H-264 utilizzato per il nostro digitale terrestre ad alta definizione, ed abbiamo correttamente trovato memorizzati i canali Mediaset HD e RAI HD. Segnaliamo che il tuner è anche compatibile mhp, e permette quindi di visualizzare i contenuti interattivi offerti da alcune emittenti. Il TV lavora con frequenza di aggiornamento di 200 Hz, grazie all'impiego di un pannello nominalmente in grado di raggiungere un tempo di risposta di poco più di 1 millisecondo. Come nei modelli della serie B del 2009, anche in questo caso il funzionamento del Motion Plus 200 Hz può essere personalizzato grazie ai due parametri per motion interpolation (judder) e sfocatura (blur). Il primo, in particolare, è il responsabile di quella sensazione di “artificiosità” che più volte abbiamo riscontrato nei TV a 100 e 200 Hz, il secondo è destinato a migliorare l'intellegibilità delle immagini cercando di eliminare i fenomeni di sfocatura delle riprese in movimento. Nella modalità Custom, i due parametri possono essere regolati in una scala da 1 a 10: con motion interpolation già al livello 1 compare immediatamente l'effetto “soap opera”, soprattutto con i film Schermo luminoso Performance deinterlacer Immagini naturali Compatibile 3D Uniformità migliorabile Telecomando complicato PRODUTTORE: Samsung Electronics Co., Corea DISTRIBUTORE: Samsung Electronics Italia, via Donat Cattin 5, 20063 Cernusco S/N (MI), tel. 02.92.18.91 - www.samsung.it SAMSUNG TV 3D+BDP 3D SAMSUNG 46C7000 + BD-C6900 CARATTERISTICHE DICHIARATE LA PAGELLA ESTETICA L'aspetto di entrambi gli apparecchi è moderno e gradevole. Molta plastica ma anche soluzioni ricercate, come la nuova base a quattro piedi color alluminio del TV e le varie illuminazione del BD player. COSTRUZIONE Improntata ad un contenimento dei costi, ma solida e con rifiniture ben realizzate. Il BD è un po' rumoroso, mentre ci aspettavamo qualcosa di più dai telecomandi. VERSATILITÀ Con il supporto del formato 3D, la connettività ad Internet migliorata, il WiFi nel BD player, le funzioni di videoregistrazione su USB e le buone doti di personalizzazione, entrambi gli apparecchi meritano un'ottima votazione. In dotazione con il TV verrà dato un paio di occhialetti per il 3D. PRESTAZIONI E RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO SENZA VOTO Visto il poco software a disposizione e qualche problema di sincronizzazione (dovuto probabilmente sia alla ‘vita vissuta' dell'esemplare in prova che alla finalizzazione dei dettagli ancora in progress) preferiamo rimandare il giudizio definitivo ad una prova successiva. Nei momenti di funzionamento corretto, effetto 3D molto spettacolare che piacerà al grande pubblico. In 2D nessun problema: ottima accoppiata TV/BDP, player veloce. Il prezzo orientativo annunciato di entrambi gli apparecchi, al momento in cui scriviamo, considerando l'unicità della proposta non sembra esagerato, come tradizione Samsung, e questo aiuterà una più agevole diffusione del 3D home. PRO CONTRO Caricamento veloce Compatibile 3D Internet@TV Un po' rumoroso Telecomando complicato PRO CONTRO 24p, mentre superato il livello 4 arrivano gli artefatti, palesi al livello massimo. La funzione di blur reduction è meno invasiva ed aiuta a rendere intellegibili le scritte senza causare particolari artefatti. Sotto il profilo della qualità dei movimenti, le prestazioni di questo C7000 appaiono più che soddisfacenti. Sia con programmi 24p che con normali programmi video, le immagini sono ben restituite e la perdita di risoluzione con il movimento è ridotta, ma bisogna fare attenzione a disattivare i filtri anti rumore per evitare l'insorgere di effetti scia. La scattosità del 24p, con il motion interpolation disattivato, è visibile ma accettabile e nel complesso la qualità della visione è piacevole. Le immagini appaiono ben restituite e dettagliate, con i colori ricchi ma naturali già nelle impostazioni base. Per quanto riguarda i parametri di dinamica di immagine, abbiamo effettuato una taratura con i segnali test e siamo riusciti ad ottenere prestazioni molto buone eliminando tutte le funzioni accessorie (Black Tone, Dynamic Contrast) destinate ad aumentare il contrasto apparente, ed impostando i soli parametri di punto del nero e del bianco. È possibile ottenere una buona restituzione dei dettagli nelle luci e nelle ombre mantenendo le immagini sufficientemente dinamiche e contrastate. Per quanto riguarda la nitidezza, è presente la classica funzione di Sharpness che, però, inizia ad introdurre effetti di aliasing intorno al valore 30, livello al quale abbiamo limitato l'intervento. Da notare che per la visione nativa pixel per pixel dei segnali HDMI è necessario scegliere la modalità dal nome poco felice “screen fit”, anziché 16:9 nella quale invece il segnale viene riscalato, introducendo i conseguenti e visibili artefatti nei segnali test appositi, sebbene difficilmente percepibili con materiale reale. Per saggiare le prestazioni sul campo, abbiamo messo alla prova il TV con segnali HD ed SD, progressivi ed interlacciati fino al 1080p24. Dobbiamo subito segnalare le ottime prestazioni del sistema di TV Pannello: LCD Edge LED, 16:9, 45.6”, 1920x1080. Contrasto dinamico: 6.000.000:1 Refresh: fino a 200 Hz Connessioni: 4x HDMI, AV, Digital audio, D-sub, Component Y/Pb/Pr, Ethernet, RF In, 2x USB 2.0, Common Interface+ Sintonizzatore: DVB-T MPEG4, mhp Speaker: 2x15W Dimensioni: 109 x 65 x 2.6 cm Peso (senza stand): 16.8 Kg BD PLAYER Supporti: BD, DVD, CD, USB Formati: VC-1, AVCHD, DVXHD, MPEG2, 3GPP, WMV7, MKV Upscaling: Fino a 1080p Audio: Dolby Digital, DTS, Dolby TrueHD, DTS HD. Connessioni: HDMI CEC 1.4, 2x USB 2.0, Ethernet, Wi-fi Composito, Component Y/Pb/Pr, Digital audio out, Uscite analogiche 7.1. Extra: Profilo 2.0 BD-live, PIP. Dimensioni: 42 x 22 x 4.3 cm Peso: 1.7 Kg 55 deinterlacing che si comporta egregiamente con praticamente qualsiasi tipo di cadenza, dalle più diffuse 2:2, 2:3:2:3, alle più anomale (5:5, 2:2:2:4 etc). Nei tagli, va detto che la cadenza viene spesso persa ma il recupero è veloce e nel complesso possiamo considerare i risultati con i test Race molto buoni. Meno buone le performance con segnali misti (video e progressive), che creano qualche difficoltà. Il rescaling da segnali SD tende a produrre generalmente immagini un po' morbide ma nel complesso gradevoli. 054_058:090-091 19/03/10 13:10 Pagina 55
davvero tanti, per tutte le esigenze. Scegliendo la voce Testo è poi possible inserire titoli, didascalie, commenti sulle pagine, in accoppiata con lo strumento testo nella barra degli strumenti. Una volta definita l'area, si può immettere il testo e scegliere gli attributi (font, dimensione, stile) desiderati. In Sfondo si può inoltre scegliere il riempimento texture, per riprodurre superfici, tessuti, effetti grafici, oppure definire un colore personalizzato dalla palette omonima. Alla destra di questi strumenti sono posizionate le minature delle pagine che compongono l'album; con gli strumenti alla sinistra di questo riquadro è possibile spostarle avanti e indietro, per ordinarle a piacimento. Al centro dello spazio di lavoro abbiamo la pagina vera e propria, ed alla sua sinistra gli strumenti di editing. Dall'alto verso il basso troviamo raggruppati prima quelli per selezionare, inserire foto, scrivere il testo, riquadrare e ruotare, in ultimo quello degli effetti dove si possono effettuare regolazioni di colore o applicare viraggi e ombreggiature. Sotto questi strumenti seguono quelli di riflessione e spostamento; infine, ultimo ma molto importante se si vuole ottenere una disposizione precisa ed ordinata, lo strumento per allineare foto ed oggetti Personalizzazione dei layout Grande automazione Per Mac e PC Manca possibilità di stampare PRODUTTORE: SPC International DISTRIBUTORE: SPC International, via G.B. Della Salle 2, 80136 Napoli tel. 081/5447792 - www.spc-international.it WINDOWS Sistema oerativo: Windows 2000 Service Pack 4 o superiore Processore: Pentium 4 o superiore (raccomandato) Memoria: 1 GB (2 GB raccomandato) Video: SVGA 1024x768 , 24 bit Quicktime 7.1.6 o superiore Hard disk: 2 GB (SATA 7200 RPM raccomandato) MACINTOSH Sistema oerativo: Mac OS X 10.3.9 o superiore Processore: PowerPC G5 o Intel Core (raccomandato) Memoria: 1 GB (2 GB raccomandato) Video: SVGA 1024x768 , 24 bit Hard disk: 2 GB (SATA 7200 RPM raccomandato) SOFTWARE DI IMPAGINAZIONE FOTO SPC CLICK ALBUM 2 REQUISITI DI SISTEMA LA PAGELLA ESTETICA L'interfaccia grafica è semplice e ben progettata così come la disposizione degli strumenti e dei comandi. COSTRUZIONE Le finestre interessate al flusso di lavoro sono pochissime (3-4), oltre quella principale nella quale si effettuano le operazioni di impaginazione ed editing. VERSATILITÀ Creazione di album fino al 20x30 (orizzontale o verticale) e mini album, più che accettabili per stampe personali. PRESTAZIONI Il software non richiede grosse risorse: il flusso di lavoro è sempre ottimale. Qualche piccolo rallentamento se si lavora con molte foto, ridotto comunque rispetto alla precedente versione. RAPPORTO Q/P Qualche utente potrebbe trovare leggermente alto il costo del prodotto, ma tutti vengono ripagati sicuramente dalla semplicità d'uso e dalla velocità di produzione degli album. PRO CONTRO 93 contraddistinto da un righello. Per finire, nella parte bassa ecco le miniature delle foto in uso, contraddistinte da un simbolo rosso che le evidenzia quando sono importate. Quando si lavora ad un mini album, ritroviamo la stessa interfaccia e gli stessi strumenti. Riguardo questi ultimi, rispetto alla precedente versione il nuovo Click Album 2.0 presenta in più alcuni nuovi modelli, il Mini album grande ed il Mini album cuore piccolo o grande. Anche qui si può comunque usufruire di tutte le altre opzioni (cornici, maschere, oggetti...) disponibili. Una volta terminato il lavoro sulle immagini, si procede con l'esportazione delle pagine in pdf o in uno dei formati immagine (jpg, tiff, psd, bmp, png, pict): peccato, però, che non si possa stampare direttamente dall'interno del programma. ClickAlbum 2.0 rappresenta un programma a basso costo, ma efficace, per tutti gli utenti che non vogliono perdere troppo tempo davanti al computer o che non hanno grosse competenze informatiche, ma che mirano comunque a fare bella figura ed ottenere risultati d'impatto. Sfiziosa anche la possibilità di produrre album in versione davvero ‘mini', da portare con sé o da regalare come ricordo. A.G. Oltre alla possibilità di scegliere maschere che permettono ad esempio di sfumare creativamente le fotografie, è possibile scegliere texture per gli sfondi oppure un colore personalizzato, attraverso il selettore colore (nella foto qui sopra, sulla sinistra). Click Album presenta una serie di layout all'interno dei quali il software sistema automaticamente le foto scelte (contrassegnate da un ‘visto' nella parte bassa della finestra). L'impostazione è razionale: in alto le pagine che compongono l'album, a sinistra gli strumenti ed al centro l'area di lavoro principale. 092_093:090-091 15/03/10 13:28 Pagina 93
Software di impaginazione foto SPC ClickAlbum 2.0 Prezzo : 250,00 Dopo aver aquistato lafotocamera, ed essereandati in giro a realizzare un bel po' di immagini, è importante fare il passo successivo, cioè passare dallo scatto alla stampa, e magari alla creazione di un vero e proprio album fotografico. A questo ha pensato SPC, una piccola ma attivissima azienda napoletana, che è ormai punto di riferimento per i prodotti di impaginazione fotografica, amatoriali e professionali. ClickAlbum 2.0, questo il nome del software oggetto del nostro test, è un programma versatile, rivolto principalmente all'appassionato, ma con alcuni accorgimenti che strizzano l'occhio al 92 TEST Per stampare, o forse è il caso di dire, farsi in casa un vero album fotografico, potete rivolgervi a ClickAlbum (giunto alla versione 2.0), un software che in pochi passi permette di ottenere risultati molto accattivanti. professionista. All'interno della confezione si trova tutto l'occorrente per la stampa, compresi album, fogli A4 fronte retro, e minialbum. Diciamo subito che il programma, come vedremo, guida l'utente in maniera davvero semplice attraverso tutti gli step: si può lavorare in maniera completamente automatizzata o scegliere di impaginare manualmente gli album. Lanciando il programma, la prima scelta da compiere è relativa al formato, fino al 20x30 o Mini; poi c'è la possibilità di utilizzare uno dei 7 stili preimpostati (Natale, Matrimonio, Vacanze, Bambino, Bambina...) oppure quello Personale. Scelto il modello, si possono caricare le foto. Anche qui il tutto avviene molto semplicemente, con scelta tra modalità automatica o manuale. Click Album sistemerà automaticamente le pagine e mostrerà l'anteprima dell'album. A questo punto si entra nel vivo della fase creativa, pronti ad effettuare gli interventi nell'interfaccia di lavoro. TUTTO IN UNA FINESTRA Nella parte alta della finestra a sinistra si trovano le varie voci con cui andare a personalizzare le pagine. Selezionando vediamo l'anteprima, nel riquadro sottostante ecco apparire i vari modelli a seconda dell'evento o del soggetto, e differenti cornici con cui rifinire le fotografie, anche qui suddivise per genere. Basterà selezionare l'immagine che interessa e poi effettuare un doppio click sul tipo di cornice. Interessante è l'uso delle maschere, che permette di creare con un paio di click effetti fotografici che, con programmi più sofisticati, richiederebbero ben più tempo e passaggi. Qui la scelta è tra maschere di tipo dissolvenza, dipinto e pellicola. Se poi si desidera abbellire le pagine con degli oggetti - come ad esempio un mazzo di rose o un paio di fedi, nel caso di un album matrimoniale, oppure personaggi di cartoni animati, nel caso di album per bambini - basterà fare clic su oggetti: ce ne sono Questo piccolo grande album Click Album offre una vasta scelta tra i vari template e formati; oltre a quelli proposti c'è un'opzione “Personale” per lavorare in maniera libera. La versione 2.0 prevede un nuovo template a forma di cuore per i modelli del mini album, suddivisi in formato piccolo e grande a seconda del numero di foto. 092_093:090-091 15/03/10 13:28 Pagina 92
Blu-ray Disc: le recensioni di tanti nuovi titoli da pagina XXX Il montaggio, fra arte e tecnica. Parte seconda da pagina X D a l 2 0 0 4 , l a p r i m a r i v i s t a d e d i c a t a a l l a p r o d u z i o n e , p o s t p r o d u z i o n e e p r o i e z i o n e v i d e o i n a l t a d e f i n i z i o n e AL A D FINIZION cinema &TVHD pag. XVIII pag. XXII pag. XXIV pag. XXVI TEST: Sony HXR-NX5E TEST: Nexto NVS2500 TEST: Matrox MX02 LE TEST: Epson EH-TW5500 SPECIALE EDITING fra arte e tecnica Visita alla Artech pagina III 099:117 15/03/10 20:01 Pagina 99

Prezzo : 2.499,00 (46C7000+Active Glasses) - 399,00 (BD-C6900) 54 TEST È opinione comune (o forse speranza) fra i grandi dell'elettronica e del cinema che il 2010 sarà l'anno del 3D. Se in ambito cinematografico le aspettative sono tante, rafforzate dopo il successo colossale di Avatar, per l'home-entertainment i commenti sono però generalmente più cauti. Nessuno si aspetta un boom del 3D home a breve, se non altro per la scarsità di contenuti iniziale, ma c'è molta attesa nel comprendere l'effettiva reazione dei consumatori di fronte alla significativa quantità di offerte di prodotti per il 3D in arrivo nei prossimi mesi. Samsung è fra i costruttori che più fermamente credono in questa nuova tecnologia ed intende veicolare nel 2010 un'offerta omnicomprensiva. Come già abbiamo esaurientemente affrontato nel numero scorso, il 50% dei TV Samsung della gamma 2010 sarà compatibile con il 3D e questo la dice lunga. Nelle intenzioni dell'azienda, non dobbiamo ancora aspettare a lungo per la comparsa nei negozi dei primi prodotti: si tratta di pazientare ancora per poco. In assoluta anteprima, però, Samsung ci ha dato modo di provare un sistema completo per il 3D, giunto nella nostra redazione “scortato” da esperti dell'azienda, appena in tempo per un inserimento in extremis nel numero che state sfogliando, e composto da un TV da 46” della serie C7000 e dal Blu-ray Disc player BD-C6900. Precisiamo che si tratta di modelli in preserie (tra l'altro il BD player è un Region A), ancora in fase di sviluppo e disponibili in pochissime unità nel mondo, per questo motivo i test non possono essere rappresentativi della qualità finale dei prodotti commerciali, che ripeteremo in futuro. SOTTILE MA 3D La gamma 2010 di TV Samsung LED presenta alcune importanti modifiche già sotto il profilo estetico. La base squadrata, innanzitutto, è stata sostituita da quattro piedi color alluminio che rappresenteranno un immediato segno distintivo dei nuovi prodotti. Complice l'incredibile sottigliezza del TV, l'impressione complessiva è di modernità e grazie al ridottissimo spazio “sprecato” nella cornice laterale, a prima vista questo 46”, almeno da spento, sembra quasi più piccolo... All'accensione, il TV mostra un sistema grafico migliorato ma non trasformato, con sostanzialmente un maggior numero di sfumature di colore e la possibilità di accedere all'interfaccia di navigazione animata. L'accesso alle diverse funzioni è relativamente intuitivo, anche se con il TV 3D+BDP 3D Samsung 46C7000 + BD-C6900 In assoluta anteprima per il lettori di Tutto Digitale, ecco il TV Samsung 3D da 46” della serie C7000 ed il player BD-C6900 compatibile con il nuovo formato BD 3D, giunti in redazione per fornirci un assaggio della tanto sospirata stereoscopia, pronta ad entrare anche fra le mura domestiche! Ecco il3D! 054_058:090-091 19/03/10 13:10 Pagina 54
1 - Je suis Simon 6 - La bocca del lupo Ecco alcune immagini dai maggiori festival di cinema indipendente: 1- Je suis Simon di Fabrizio Ferraro, menzione speciale al Torino Film Festival; 2- Angelina Jolie nel Giorno dopo la pace, presentato a EcoVision di Palermo; 3- Le refuge di François Ozon, Mouse d'argento al Torino Film Festival; 4- La terra degli uomini rossi di Marco Bechis, presentato a Cinema & Ambiente di Roma; 5- il vincitore del Festival dei Popoli di Firenze, Defamation di Yoav Shamir; 6- La bocca del lupo di Pietro Marcello, Mouse d'oro al Torino Film Festival; 7- Cambodian Room di Lusena-Schillaci, premiato sempre a Torino. 5 - Defamation 4 - La terra degli uomini rossi 3 - Le refuge 2 - Il giorno dopo la pace 7 - Cambodian Room 41 040_041:026/028 15/03/10 12:04 Pagina 41
sommario n.60 EDITORIALE Fratelli d'Italia Stefano Belli 3 FILO DIRETTO La posta del direttore Stefano Belli 8 POSTA TECNICA Le nostre risposte ai lettori AA.VV. 12 DIGITAL MARKET Le novità in vetrina AA.VV. 20 RUBRICHE Megan Fox, protagonista di Jennifer's Body, in uscita il 21 aprile su DVD e BD di 20th Century Fox H.E. In alto, nascosto fra le lettere della testata, un personaggio di Planet 51, su DVD e BD Moviemax. S3D CAMPUS A Parigi, a scuola di 3D La Redazione 28 MEI - MEETING DEGLI INDIPENDENTI Pianeta videoclip Stefano Blasi 30 SPECIALE WEDDING CONTEST 2010 Scene da un matrimonio La Redazione 34 GLI APPUNTAMENTI DEL MOMENTO Mostre e concorsi foto e video La redazione 38 ON LOCATION - SUI LUOGHI DEL CINEMA Alcatraz. L'isola che c'è Giorgia Vaccari 42 Fra le novità Philips, una docking station per iPhone. 004_005:006-007 15/03/10 19:53 Pagina 6
66 Basta prenderla in mano per qualche secondo per rendersene conto: la D700 è costruita ‘quasi' come un carro armato e poche concessioni sono state fatte in nome del risparmio; si tratta di una vera e propria ‘mini D3', pensata per il professionista e per il (facoltoso) amatore evoluto. COMPROMESSO STORICO Insomma la D700 rappresenta un compromesso, nel senso migliore del termine. Il corpo, in effetti, è decisamente più maneggevole di quello - impressionante per mole e sensazione di solidità delle D3. Qui siamo in una realizzazione nettamente più compatta e leggera (il ‘solo corpo' pesa intorno al chilogrammo), comunque impeccabile sotto il profilo della costruzione, con ampia adozione di accorgimenti studiati per migliorare l'affidabilità e comunque l'uso intenso. Lo stesso discorso vale per l'interno, ad iniziare dal sensore di immagine CMOS 24 x 36 mm (formato che Nikon definisce ‘FX' e misura esattamente 36 x 23,9 mm) da oltre 12 megapixel, valore tuttora più che sufficiente per gran parte degli usi. La reflex Nikon dispone di una vasta serie di opzioni per la gestione della sensibilità ISO, da 200 a 6400 (in step di 1/3, 1/2 o 1 EV) e può essere impostata su 0,3, 0,5, 0,7 e 1 EV (equivalente a ISO 100) inferiori al minimo valore standard (200 ISO) come anche a 0,3, 0,5, 0,7, 1 EV (equivalente a 12800 ISO) e a 2 EV (equivalente a ben 25600 ISO) oltre i 6400 ISO massimi. Il tutto, con un'eccellente gestione del rumore anche per valori piuttosto elevati, che si traduce in immagini praticamente prive di disturbo, e con ottimi risultati anche in condizioni di illuminazione variabili, grazie alla funzione ISO Auto. Altro punto di forza della D700 è il display posteriore da 3 pollici di diagonale e 920.000 punti, con funzione Live View. Se il monitor è allo stato dell'arte, non altrettanto può dirsi per il classico mirino a pentaprisma; la copertura è di circa 95%, l'ingrandimento circa 0,72x. A parlare di monitor e mirino, cioè di inquadrature, viene voglia di pensare all'autofocus; questo è basato sul sistema AF TTL a rilevazione di fase, con 51 punti AF (15 sensori a croce) selezionabile o configurabile singolarmente con impostazioni di copertura a 9, 21 e 51 punti. A livello di velocità, la D700 offre l'opportunità scattare fino a 5 fps, valore adeguto a tante situazioni. PRO CON FLASH Magari la cosa farà storcere il naso ai puristi, che vedono una macchina professionale rigorosamente priva di flash, ma la D700 è invece dotata di illuminatore i-TTL con sollevamento automatico, a nostro avviso una soluzione sempre utile, anche se le applicazioni sono limitate dalla potenza ridotta. Ci sarebbe ancora tanto da scrivere, per le tante funzioni accessorie (D-Lighting, le funzioni di ritocco on camera, la scelta dello spazio colore), ma lo spazio è tiranno. All'atto pratico, si notano innanzitutto i veloci tempi di accensione, la rapidità e precisione dell'autofocus, la grande accuratezza dell'esposizione e la resa delle immagini, davvero impeccabile. Con uno street price in caduta libera (o meglio, con l'offerta di un flash SB-900 omaggio sino a fine aprile), e in attesa di una D700s (con video HD?) o di una D700x (con CMOS più risoluto?), non c'è niente di meglio in casa Nikon a parte le D3... Sensore: CMOS 12.1 MP, 23,9 x 36 mm Ottica: Nikon F Stabilizzatore: Secondo ottica Video HD: no Esposizione: P, A, S, M, Personalizzato. Mirino: Pentaprisma Display: 3”, 920.000 pixel Sensibilità: 200 - 6400 (estesa 100 25600) Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: CF Connessioni: USB 2.0, uscita video, HDMI mini, ingressi telecomando/synchro Dimensioni: 147 x 123 x 77 mm Peso: 1075 gr. Una D3 in versione ridotta, con soluzioni e prestazioni non molto lontane, ad un prezzo ‘umano'. Nikon D700 Prezzo: 2.490 euro (corpo e CF 4 GB) L'anello di congiunzione fra il professionista e l'amatore evoluto si chiama D700: una macchina full frame polivalente dal prezzo non proibitivo, costruita con attenzione ai particolari e un sensore ancora attualissimo. TEST COMPLETO su TD n.49 060_068:090-091 15/03/10 12:30 Pagina 66

77 Sensore: CCD 12.4 MP 1/2.3” Ottica: 3x, 38 - 114 mm Stabilizzatore: No Video HD: No Mirino: No Display: 2.5”, 230.000 pixel Sensibilità: 64 - 3200 ISO Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: MicroSDHC Connessioni: USB 2.0/AV proprietario Dimensioni: 103 x 64 x 20 mm Peso: 154 gr. Una macchina per molti versi unica, dal design accattivante e super robusta: una scelta azzeccata. La serie di fotocamere ‘rinforzate' Casio Exilim G ci è sempre piaciuta, soprattutto data la discendenza dagli storici orologi G-Shock dell'azienda giapponese, sinonimo di avventura e resistenza. Inevitabilmente, quindi, la G1 è resistente alla polvere, alle cadute fino a 2.13 metri di altezza ed impermeabile fino a 3 metri di profondità. Il look della EX-G1 ricorda vagamente i celebri cronografi digitali, ed a partire dal momento dell'apertura della scatola si ha l'impressione di avere a che fare con una fotocamera solida ed alla moda. La scocca (disponibile in nero o rosso) è realizzata da un mix di materiale plastico con diversi inserti metallici; è possibile unire al corpo un piccolo ‘paraurti' da fissare tramite due viti, per migliorare la resistenza in caso di cadute. L'ottica (un classico 3x con equivalenza in 35mm ad un 38 - 114mm) è di tipo interno, meno delicata di quella a scorrimento, ed è evidenziata da un anello costruito per rinforzarla. La piccola rotella metallica integrata a lato della macchina è utile per raggiungere l'alloggiamento per il connettore per ricarica e connessione al PC o al TV e per la scheda prevista per il funzionamento (una MicroSD, scelta che non ci ha esaltato, forse dettata dall'indirizzo della macchina ad un pubblico ‘giovane' e più a suo agio con le minuscole schede nate per i cellulari). Sulla base della macchina trova posto la vite per cavalletto, in posizione decentrata, e lo slot per la batteria. Per aprire lo sportellino è fornita in dotazione una ‘chiavetta/linguetta', da agganciare al lacciuolo in dotazione; una soluzione non praticissima, ma probabilmente necessaria per la tenuta stagna del compartimento. Con un po' di allenamento si riesce anche ad aprirlo aiutandosi con un oggetto sottile (o con unghie lunghe). Sul retro ecco lo schermo da 2.5” abbastanza definito e luminoso e i diversi tasti, inclusi quelli per il controllo dello zoom, per la navigazione nei menu e per la ripresa video, purtroppo non in HD ma fino al WVGA a 848x480. Tutti i tasti sono ben spaziati e pensati per favorire un controllo agevole anche attraverso i guanti. L'analisi esterna evidenzia quindi una macchina ben costruita, e soprattutto, robusta e con i tasti ben disposti e semplici da operare in condizioni difficili. SHOCKPROOF FOR EVERYONE I menu sono colorati, molto ricchi di informazioni e di funzioni e per questo possono risultare un po' ostici nei primi momenti: è consigliabile leggere il manuale per conoscere al meglio gli utilizzi della G1. Nonostante questo, la macchina risulta adatta anche ai principianti, che apprezzeranno il pulsante dedicato ‘BS' posto a fianco al tasto di scatto, con un menu ricco di immagini e di spiegazioni, dal quale scegliere rapidamente il modo scena più azzeccato. Tra le opzioni non manca un Full Auto abbastanza intelligente, che riconosce il modo adatto e permette di cavarsela nella gran parte delle situazioni con un semplice click. Presenti anche diversi modi creativi interessanti, come le Dynamic Photo già viste nelle altre Exilim o il multiscatto che combina più istantanee nella stessa immagine. Tra le funzioni che faranno piacere ai più esperti, presenti quattro modi AF (auto, spot, multi e tracking), compensazione dell'esposizione ed impostazione ISO tra 64 e 3200 (è consigliabile non spingersi oltre gli 800). Probabilmente il punto più debole della G1 (e di molte altre concorrenti della categoria) è l'ottica 3x, poco luminosa e non versatilissima; la costruzione interna di quest'ultima concede qualcosa alla qualità d'immagine, con una deformazione a barilotto appena accennata ma comunque presente a praticamente tutte le focali; la resa dei colori risente anche di qualche sbavatura di troppo nelle aree più contrastate, ma siamo comunque a livelli accettabili. Ciononostante, il sensore da 12 MP, il rapido autofocus e la costruzione generale consentono di scattare buone immagini in tutte le condizioni: proprio quello che ci si aspetta da una compagna di avventure pensata per resistere a maltrattamenti di diverso tipo. Il prezzo non è esagerato, la realizzazione ottima e la resa interessante: una macchina da tenere d'occhio se siamo in cerca di una tuttofare da avere sempre in tasca, sia nella giacca che nel costume o nei pantaloni da sci. Casio EX-G1 Prezzo: 299 euro Tascabile e dal look ‘cattivo', la proposta per la serie resistente agli urti ed alle cadute ‘Exilim G'di Casio non rinuncia a dotazioni di buon livello, come il sensore da 12 MP e ben 25 modi scena per tutte le condizioni. 076_083:090-091 15/03/10 13:09 Pagina 77
2010, L'ANNO DEL CONTATTO CON IL 3D IN CASA? 50 Do ss ie r 3 D SCONTRO FRA al cinem a TITANI 050_053:026/028 15/03/10 12:15 Pagina 50
tempo di attesa misurato è stato di poco più di 10 secondi, mentre con dischi contenenti funzioni interattive il tempo si è attestato su valori anche inferiori a 40”, un risultato senza dubbio interessante rispetto al passato. Da notare anche che arrestando completamente la riproduzione di un BD per poi riprenderla (senza aver espulso il disco), il lettore non deve ricaricare tutto il programma ed il riavvio è ancora più rapido. Per la prova in 3D ci sono stati forniti due dischi test BD, entrambi contenenti una versione tridimensionalizzata di Monster vs Aliens, uno dei quali ha richiesto molto più tempo per il caricamento e con il quale abbiamo anche notato qualche incertezza e baco nei Menu. Non possiamo sapere se fosse un problema di authoring del disco o di maggiore difficoltà nel caricamento del materiale 3D: per questo dovremo aspettare i test su software e dischi definitivi. Da notare invece una certa rumorosità del lettore nell'eseguire le operazioni di caricamento. L'interfaccia grafica del Blu-ray si presenta con grandi icone di navigazione con cui accedere alle funzioni video, internet e foto, nonché il setup. Quest'ultimo apre l'accesso alle numerose funzioni di personalizzazione, innestate in sottomenu che permettono un controllo buono anche se piuttosto “classico” del lettore. Da segnalare la funzione BD Wise che, con TV Samsung compatibili, dovrebbe semplificare le impostazioni delle uscite HDMI, ma che cambia anche completamente il comportamento dell'apparecchio con i diversi segnali. Quando infatti il video viene impostato su un formato di uscita predefinito, fra SD e HD 1080p con e BLU, VELOCE E 3D Come anticipato, assieme al TV abbiamo ricevuto anche il nuovo player di punta Samsung, siglato BDC6900. L'unità appare come un piccolo monolite nero, un po' plasticoso ma dal look assai gradevole, con una bella finitura lucida e del tutto privo di tasti. L'accensione avviene sfiorando l'angolo superiore destro (il che impone di lasciare l'unità al top della pila di apparecchi, senza nulla sopra) che cambia un po' le cose. Il pannello frontale mostra un piccolo display, a scomparsa, contenente poche informazioni sullo stato di riproduzione, mentre sulla parte superiore appaiono altri tasti luminosi a sfioramento per espulsione, riproduzione e arresto del disco. All'accensione si illuminano simultaneamente l'invadente e tutto sommato non troppo elegante logo BD 3D (preferiamo di gran lunga quello del Blu-ray classico), nonché l'interno del cassettino che una porzione traslucida del top del lettore permette di sbirciare per vedere il disco in rotazione, illuminato da una luce bianca fredda pulsante. Il tutto è disattivabile, per tornare ad un aspetto meno vivace. L'apparecchio è piuttosto rapido all'accensione ed all'espulsione del cassettino, funzioni verso le quali Samsung si è spesa particolarmente per limitare le attese che la tecnologia Blu-ray ha portato rispetto al DVD, ed anche il caricamento stesso dei dischi è più veloce. Con BD privi di menu elaborati Java, il 56 CONTRASTO APPARENTE Nella visione al buio, ma anche visualizzando un'immagine nera in una stanza illuminata, lo schermo dell'esemplare in esame (ricordiamo, un modello di preserie molto 'vissuto') mostrava chiari limiti in termini di uniformità con aloni talvolta visibili. I responsabili Samsung che hanno accompagnato gli apparecchi hanno tenuto a sottolineare come le prestazioni riscontrate durante la prova non fossero di livello abituale sotto questo profilo, e quindi ci riserviamo un giudizio finale di questo aspetto sui futuri esemplari commerciali. Nella visione di fronte al TV, o comunque entro un angolo di circa +/-40°, i risultati rimangono molto buoni e le immagini appaiono naturali e ben contrastate. Allontanandosi dalla perpendicolare, sia in orizzontale che in altezza, si nota una leggera perdita di contrasto. Per quanto riguarda l'audio segnaliamo un miglioramento rispetto ai LED TV della gamma 2009, ma ancora la resa è ben lontana da quella possibile con un sistema home theater anche di base. Del resto questi TV sono talmente piatti che gli altoparlanti devono sfidare le leggi dell'acustica: in così poco spazio è un miracolo che Samsung abbia trovato dell'aria da muovere per far uscire un po' di voce. L'uso con un buon impianto home-theater è altamente consigliato. Il collegamento alla rete Internet è stato relativamente facile. Il TV nel nostro caso non è riuscito ad acquisire automaticamente le impostazioni dal modem/router, ma l'impostazione manuale è semplicissima ed una volta inseriti indirizzo IP, Gateway e DNS siamo immediatamente entrati in rete. Il TV ha subito scaricato degli aggiornamenti e, dopo una breve attesa, ci ha mostrato la schermata delle applicazioni e della connessione al Samsung Apps. Da qui abbiamo potuto scaricare ed installare le funzioni per l'accesso a YouTube, Picasa, AccuWeather e Skype senza alcun problema. Cercare e riprodurre video da YouTube è molto semplice, grazie anche al sistema di immissione di testo intelligente: i filmati sono visibili come riquadro, con testo descrittivo a fianco, oppure a tutto schermo e con risultati tutto sommato buoni, in base ovviamente alla qualità nativa. Si può anche applicare il 3D! Con l'aumentare auspicabile di applicativi disponibili, è ovvio che l'Internet@TV si potrà trasformare in un plus non indifferente per rendere la TV un vero e proprio punto di accesso ai contenuti in rete. Comoda infine - per lo meno per l'uso casuale - la funzione di registrazione su USB, per mandare letteramente in pensione il vecchio videoregistratore. TEST Nella dotazione del Blu-ray player da notare una presa sempre più comune, quella ethernet, per il collegamento ad Internet ed ai suoi servizi. 054_058:090-091 19/03/10 13:39 Pagina 56
32 ottenere particolari effetti, in un caso in combinazione addirittura - con un adattatore 35mm per ottiche Nikon. Da segnalare anche l'impiego della cinepresa Super8 in 4 clip, dalla fotografia decisamente vintage. Un trend molto interessante è quello che riguarda le videoreflex, con la Canon Eos 5D Mark II scelta in ben 6 produzioni. Visti gli ultimi lanci di altre videoreflex (il concorso scadeva a fine settembre 2009), è lecito attendersi un aumento di questo tipo di macchine nella prossima edizione. Stesso discorso per la Red One, cinepresa digitale impiegata in 8 videoclip. Alcuni video sono stati realizzati sempre con reflex digitali, utilizzando le fotografie per comporre time lapse o stop motion. In produzione sono stati poi impiegati anche molti tipi di accessori tra cui set di corpi illuminanti in varie configurazioni (50), adattatori per ottiche cinematografiche o fotografiche (21), carrelli (14), supporti di stabilizzazione di tipo steadicam (12), crane (4), oltre a proiettori video, custodie per riprese sub, dolly e minijib. In postproduzione, infine, il software più impiegato è Apple Final Cut (50), seguito da Adobe Premiere (30), con gli altri marchi su numeri molto più ristretti, come è possibile vedere nella tabella in questa pagina. After Effects, pur non apparendo nei dati a fianco, è stato usato in un gran numero di produzioni. Stefano Blasi RISOLUZIONI HD 64 SD 30 animazione 9 pellicola 4 fotografia (passo uno) 3 web resolution 2 FORMATI E CODEC miniDV 25 HDV 21 DVCPRO HD 20 H.264 9 4K R3D 7 XDCAM EX 4 Super8 4 JPEG 2 DVCPRO 50 2 2K R3D 1 TGA 1 MPEG2 1 AVCHD 1 MACCHINE DA PRESA Canon EOS 5D Mark II (video) 6 Canon Reflex 4 Canon XH A1 5 Canon XM1 2 Canon XL H1 1 Canon consumer 4 Cinepresa Super8 4 IDT Redlake Y5 1 JVC consumer 1 JVC GY-HD201 5 JVC GY-HD100 5 Nikon Reflex 2 Olympus Reflex 1 Panasonic AG HVX200 14 Panasonic AG DVX100 8 Panasonic AG HVX201 5 Panasonic AG HPX171 2 Panasonic AG HMX151 1 Panasonic AG HVX500 1 Panasonic consumer 4 Red One 8 Samsung consumer 1 Sanyo Xacti HD1010 2 Sony consumer 8 Sony DCR-VX2000 1 Sony DSR-400 1 Sony DSR-PD170 2 Sony HDR-FX1 3 Sony HVR-A1 1 Sony HVR-V1 2 Sony HVR-Z1 5 Sony HVR-Z7 1 Sony PMW-EX1 4 web-cam 1 ACCESSORI set illuminatori 48 carrelli 14 adattatori ed ottiche 21 steadicam 12 crane 4 faretti 2 minijib 2 proiettore video 2 ottiche 1 dolly 1 custodia subacquea 1 POSTPRODUZIONE Apple Final Cut Studio 50 Adobe Premiere 30 Avid Media Composer 4 Grass Valley Edius 4 Apple iMovie 3 Sony Vegas 3 Avid DS Nitris 1 Windows Movie Maker 1 Pinnacle Studio 1 Apple 53 Adobe 30 Avid 5 Grass Valley 4 Altri 5 Panasonic 35 Sony 28 Canon 22 JVC 11 Red 8 Altri 12 111 video (su 324 iscritti al PIVI) TUTTI I NUMERI DEL PREMIO TUTTO DIGITALE PER LA TECNICA NB: eventuali differenze nei totali sono dovute a lacune o imprecisioni nelle schede, oppure all'uso contemporaneo di più tecniche o apparecchi nello stesso videoclip. MACCHINE DA PRESA POSTPRODUZIONE La Panasonic AG-HVX200 è la camera più usata secondo i dati raccolti da Tutto Digitale in occasione del PIVI. In questa immagine di Nicola Tonellotto (autore dello scatto in apertura e di quello in alto in questa pagina), la macchina con adattatore per ottiche 35mm, durante la lavorazione del videoclip The Gamer dei Phinx.Roberto Cinardi, sorretto dai suoi assistenti (in alto), realizza l'inquadratura in plongée qui sopra. Speciale videoclip 030_032:026/028 15/03/10 11:39 Pagina 32
22 Digital Market Le Concert (Il concerto) L'ultima realizzazione francese del regista rumeno Radu Mihaileanu (Vai e vivrai) è fresca di due César, Miglior Suono e Migliore Musica scritta per un film. Il perché si capisce dopo averlo visto: questo film lascia senza fiato e si ha voglia di tornare indietro e rivedere una seconda volta il finale assolutamente stupefacente. Un finale in forma di Concerto per violoncello e orchestra di Tchaikovsky trasceso da un montaggio miracoloso di abilità ed eleganza, e un'interpretazione che sfiora il momento di pura magia tra Mélanie Laurent (indubbiamente degna delle più forti emozioni dopo lo splendido Je vais bien, ne t'en fais pas di Philippe Lioret) e il russo Aleksei Guskov maestro d'orchesta destituito del suo posto al Bolshoi per aver fatto suonare degli ebrei. Un grande momento tutto da godere. DVD : 2.35 Widescreen – 16/9 compatibile 4/3 – versione francese e versione originale francorussa in 5.1 e stereo – sottotitoli in francese e francese per non udenti – Nota tecnica : 5/5. À l'origine Incredibile! Nel 1997, un abile imbroglione riusciva a truffare una regione sinistrata rilanciando un cantiere autostradale abbandonato. Il regista Xavier Giannoli si è impadronito di questo fatto di cronaca e ha proposto un magnifico ruolo a François Cluzet: quello di un imbroglione certo, ma anche quello di un uomo ‘della provvidenza' che attraverso la sua frode riesce a dare speranza e risollevare gli animi degli abitanti scoraggiati. Sorprendente e avvincente. Blu-ray : 2.35 Widescreen – versione francese in 5.1 DTS HD Master Audio – senza sottotitoli – Nota tecnica : 8/10. Disponibile anche in DVD Rapt Ispirato ad un fatto di cronaca (il rapimento del Barone Empain nel 1979), ecco un poliziesco carico di suspense ad altissimo livello che, grazie all'interpretazione d'Yvan Attal, provoca un lungo brivido. Blu-ray : 2.35 Widescreen – versione francese in 5.1 DTS HD Master Audio e stereo DTS – senza sottotitoli – Nota tecnica: 7/10. Disponibile anche in DVD ICI PARIS le uscite francesi del momento a cura di Les Années Laser Les Années Laser N°162 Un numero ricchissimo! L'Affaire Farewell Ispirato a fatti realmente accaduti (il colonnello del KGB Sergei Gregoriev, nome in codice Farewell è stato realmente responsabile del crollo del blocco sovietico), il soggetto permette al regista Christian Carion (Joyeux Noël) di orchestrare una spy story di alto livello anche se la sceneggiatura è un po' semplicistica. Blu-ray : 1.85 – Versione francese (con dialoghi russi e americani sottotitoli in francese per non udenti) in 5.1 e stereo DTS HD Master Audio – sottotitoli in francese per non udenti – Nota tecnica: 9/10. Disponibile anche in DVD E ancora : in DVD e Bluray : Micmacs à tire-larigot (Jean-Pierre Jeunet), Lucky Luke (James Huth), Mademoiselle Chambon (Stéphane Brizé), Le Ruban blanc (Michael Haneke) In DVD : L'Enfer d'HenriGeorges Clouzot (Serge Bromberg), 36 vues du Pic St-Loup (Jacques Rivette). Canon EOS 5D mk II, arrivano i 24 e 25p È arrivato a metà marzo l'atteso aggiornamento del firmware (a quota 2.03) per la Canon EOS 5D Mark II, che migliora la versatilità della ripresa HD, aggiungendo la possibilità di girare filmati a 24 e 25 fps, cadenza adatta alle immagini cinematografiche o alle riprese televisive in area PAL. Altre interessanti aggiunte al software della macchina sono la possibilità di visualizzare gli istogrammi in sovrimpressione durante la ripresa in manuale, l'inserimento di un fonometro a schermo (con la frequenza di campionamento audio aumentata da 44.1 kHz a 48 kHz), e soprattutto, con la possibilità di esporre le riprese con le modalità a priorità di tempi (Tv) e diaframmi (Av). 020_026:026/028 15/03/10 20:54 Pagina 22
I primi a introdurre lo jump cut, alla fine degli anni 50, furono i registi della Nouvelle Vague, in particolare Godard, ma non mancano esempi famosi anche nel cinema classico, come la celebre scena dell'omicidio nella doccia nel film di Psycho, diretto da Alfred Hitchcock, che contiene ben 35 stacchi in 22 secondi (!). Oggi lo jump cut è utilizzato soprattutto nei videoclip musicali, dove le immagini sono subordinate alla musica: in questo caso gli stacchi non devono essere invisibili, ma devono anzi marcare il ritmo musicale, per cui appare normale che i cantanti si trovino da un'inquadratura all'altra in situazioni completamente diverse, senza alcuna continuità narrativa. I videoclip, insieme con gli spot pubblicitari, rappresentano oggi la zona franca del linguaggio audiovisivo, dove è possibile sperimentare nuovi stili e nuove soluzioni narrative, al di là di ogni schema tradizionale. Ma se pensate che i registi di videoclip siano dei rivoluzionari, in realtà le avanguardie cinematografiche hanno sperimentato quasi tutto già 50 anni fa... DAL SET AL MONTAGGIO Siamo quasi arrivati alla fine di questo mini viaggio di esplorazione nel mondo del montaggio. Come si intuisce da quanto detto fino ad ora, in fase di editing non si possono fare miracoli se non si parte da un buon girato e, soprattutto, se la fase di ripresa non è stata pianificata attentamente sulla carta, pensando già in anticipo alle possibili scelte di montaggio. In poche parole bisogna partire dalla scrittura di una sceneggiatura, di un copione o almeno di alcuni appunti, sia che si voglia realizzare un film vero e proprio (lungometraggio o anche corto), un documentario, un videoclip o un programma TV di qualsiasi genere. E se a livello professionale esistono figure specializzate per ogni fase della produzione (autori, sceneggiatori, registi, direttori della fotografia, montatori e via dicendo, per non parlare delle ‘nuove professioni' nate con il digitale e l'alta definizione, come quella del DIT, Digital Imaging Technician, o del DOS, Director of Stereoscopy, nel caso di produzioni 3D), gli appassionati e i videomaker indipendenti si trovano invece a dover ricoprire più ruoli, se non a gestire direttamente l'intero flusso di lavoro. Questa 'solitudine creativa', se da un lato rappresenta una sfida e un impegno ancora più grande, d'altra parte aiuta a stabilire un rapporto più stretto tra le riprese e il montaggio, a capire i minimi problemi e a trovare il modo per risolverli brillantemente. In fondo, la necessità aguzza l'ingegno... In ogni caso, anche il miglior montaggio - effettuato con i moderni software di editing che offrono incredibili strumenti di manipolazione delle immagini - non potrà correggere movimenti di macchina tremolanti e sconnessi, riprese da angolazioni sbagliate, inquadrature sfuocate o male illuminate e così via. E se poi in post-produzione si vogliono aggiungere particolari effetti speciali, usando ad esempio la tecnica del chroma-key, la preparazione del set di ripresa dovrà essere ancora più meticolosa, senza improvvisazioni... che fa rima con ‘cocenti delusioni'. ... E ANCORA SUL SET Ma soprattutto il montaggio non potrà guidare il racconto senza gli elementi necessari a costruirlo: campi, controcampi, dettagli, totali e primi piani, tecniche di ripresa che dovranno alternarsi in modo equilibrato e armonico nella composizione di ogni sequenza. Per questo motivo la peggiore inquadratura è sempre quella che non è stata girata (e a volte la migliore è quella che si è deciso di girare al momento, anche se non prevista dalla sceneggiatura). La conclusione è quasi scontata: girare bene, e girare molto, insomma: forse è questo il vero segreto... di un buon montaggio! A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XVI 114 I mondi del cinema e della televisione (qui Skai TV di Atene), anche dal punto di vista del montaggio, sono caratterizzati da grandi similitudini (ma anche da notevoli differenze...) 108_114:ART EUROPEI 15/03/10 20:12 Pagina 114
tipicamente nelle DSLR, ecco il tasto di scatto circondato dal selettore di accensione ed affiancato da una rotella per la selezione delle funzioni, la ghiera per la scelta della modalità operativa e due tastini multifunzione, per la selezione della modalità di scatto oppure lo zoom delle immagini, o anche l'impostazione del punto di taglio dei filmati. Per quanto riguarda le modalità operative, la dotazione è standard. Presenti un modo ‘full auto', chiamato SmartAuto, il Program AE, nonché le modalità a priorità apertura e tempi, quella manuale affiancata da tre programmi predefiniti, il modo Scene e, dulcis in fundo, la videoripresa. Il pannello posteriore è dominato dal bellissimo display da 3” AMOLED che affascina per chiarezza, luminosità e qualità dei colori, come già in passato abbiamo avuto modo di riscontrare in questo tipo di dispositivi da tempo usati in Samsung. Alla sua sinistra sono presenti i controlli per l'accesso diretto alle funzioni principali di scatto (ISO, WB, fuoco ed esposizione), nonché alle funzioni veloci (tasto Fn), la modalità del display, la cancellazione del file e le impostazioni di sviluppo, la correzione dell'esposizione ed il blocco di esposizione e messa a fuoco. Si tratta di una dotazione assolutamente tradizionale nella disposizione e nella quantità, che assicura una gestione facile e rapida dell'apparecchio. Il mirino elettronico si attiva automaticamente quando si avvicina la fotocamera al volto. Non ci sono tasti specifici per la disattivazione del display o del mirino, quindi tutto è affidato all'automatismo. Questo normalmente non creerà problemi, anche se in qualche caso avremmo preferito poter forzare la fotocamera a comportarsi secondo i nostri desideri... Il mirino elettronico è di buona qualità ma, ahinoi, non può certo considerarsi un valido sostituto di un mirino ottico. Questo, come vedremo più avanti, è probabilmente l'unico elemento di disturbo davvero importante che un utente abituale di reflex difficilmente perdonerà alla NX10, così come alle sue concorrenti microQuattroTerzi. Del resto la scelta della reflex nasce, da sempre, per garantire la massima qualità di controllo attraverso il mirino. Un tempo il problema era l'asse ottico, Peso contenuto Display Amoled eccellente Semplice da usare Mirino elettronico poco dinamico AutoFocus a volte poco preciso PRODUTTORE: Samsung Electronics Co., Corea DISTRIBUTORE: Samsung Electronics Italia, via Donat Cattin 5, 20063 Cernusco S/N (MI), tel. 02.92.18.91 - www.samsung.it FOTOCAMERA CARATTERISTICHE DICHIARATE LA PAGELLA ESTETICA Curata ed elegante, ricorda in tutto e per tutto una reflex di buon livello, ma è molto, molto più compatta. COSTRUZIONE Molta plastica in un prodotto comunque robusto e ben realizzato. Veramente bello il display Amoled che rappresenta, forse, la punta di diamante della NX10. VERSATILITÀ C'è tutto il desiderabile per il fotografo amatore, compresa una buona implementazione del video. Il livello funzionale è buono, seppur semplice. Limitata a 3 modelli la scelta di obiettivi ed accessori che solo col tempo potrà migliorareil voto di versatilità. PRESTAZIONI Complessivamente siamo piacevolmente impressionati da questa NX10. Sufficientemente rapida, anche se non pronta come una DSLR, può dare ottime soddisfazioni nella foto ed anche nel video. Avremmo gradito qualcosa di più agli alti ISO. RAPPORTO Q/P Samsung offre la NX10 in bundle con l'obiettivo zoom 18-55 mm ad un prezzo competitivo tenendo conto delle caratteristiche funzionali dell'apparecchio. Nel confronto con le DSLR economiche va pesato che si tratta di un sistema nuovo per il quale, necessariamente, la scelta di accessori, altri obiettivi in primis, è molto limitata. Nel confronto con le microQuattroTerzi darà del filo da torcere... PRO CONTRO che nelle fotocamere prive di pentaprisma era causa di una diversa prospettiva e composizione di immagine fra quanto appariva nel mirino e quanto catturato dalla pellicola. Con il digitale il problema della composizione è risolto, ma il mirino ottico mantiene comunque quel vantaggio innegabile di offrire, in qualunque condizione di luce, una rappresentazione fedele della realtà, nonché di garantire un controllo perfetto del fuoco, compatibilmente con le doti visive del fotografo e, ovviamente, con le dimensioni del mirino stesso (sufficientemente grandi nelle fotocamere APS-C o, meglio ancora, Full Frame). Il mirino elettronico ha il vantaggio, rispetto al display, di rimanere ben visibile anche in condizioni di forte illuminazione, quando il pannello potrebbe diventare poco leggibile. Ma ha lo svantaggio, rispetto ad uno ottico, di essere poco contrastato, meno definito (seppure sfoderi 921kpixel), di offrire una dinamica molto compressa anche rispetto al bel display AMOLED. Insomma, nel poco tempo avuto per la preview, possiamo dire che il mirino elettronico ha lo svantaggio di far passare la voglia di usarlo... per concentrarsi sul display che sarà lo strumento principale di scatto in cui trionfa il LiveView. PIÙ FACILE DI COSÌ... Fin dal primo uso la NX10 appare come un prodotto accessibile e semplice. Il Menu, complice anche una dotazione di funzioni e di personalizzazioni non troppo sviluppata, è razionale, intuitivo e di facile navigazione. Le opzioni disponibili sono divise in tre semplici cartelle di impostazioni di scatto, tre di impostazioni di base ed una per alcune funzioni più evolute. La possibilità di confondersi, grazie anche alle spiegazioni chiare, è nulla per chi ha un minimo di dimestichezza o competenza fotografica. Il display in fase di scatto è a sua volta ricco di informazioni e garantisce un controllo immediato di tutte le funzioni importanti. Ai tre lati vengono visualizzate tutte le impostazioni chiave, dalla risoluzione al Sensore: CMOS 23.4 x 15.6mm - pixel effettivi 14.6 milioni Innesto: Samsung NX Stabilizzatore: nell'obiettivo Eliminazione della polvere: sistema ad ultrasuoni Display: AMOLED 3” VGA 614kpixel Mirino: elettronico VGA 921kpixel Autofocus: Contrast AF, 1 punto, 15 punti, 35 punti, riconoscimento volti Otturatore: 30 sec – 1/4000 sec Esposizione: TTL a 247 segmenti, compensazione +/-3EV ISO: 100 – 3200 equivalente Scatto: singolo, continuo, burst (30fps), bracket Flash: TTL, numero guida 11 Formato immagine: 3:2, 16:9 Dimensioni immagine: 4592x3056, 3872x2592, 3008x2000, 1920x1280 pixel Formato File: JPEG, RAW 14 Megapixel (SRW) Spazio colore: sRGB, Adobe RGB Filmati: MP4 H264, 1280x720, 640x480, 320x240 30 fps Uscite: USB 2.0, HDMI 1.3 (1080i), video NTSC/PAL Batteria: 1300 mAh BP1310 Dimensioni e peso corpo: 123x87x39.8mm e 353 g Per il sistema NX di cui la NX10 è capostipite, Samsung offre ad oggi tre obiettivi: un normale 30mm sottilissimo e luminoso (‘pancake'), e gli zoom 18-55 e 50-200 mm. 89 088_091:090-091 15/03/10 13:24 Pagina 89
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XV 113 semplice riproduzione della realtà vista con l'ottica di una videocamera. Allo stesso modo, all'inizio di un video matrimoniale si può ricorrere alla tecnica cinematografica del montaggio alternato. Ecco una sequenza tipo: lo sposo è a casa e si comincia a vestire, la sposa è a casa propria e si sta facendo acconciare, lo sposo si aggiusta la cravatta, la sposa comincia a indossare l'abito, lo sposo esce di casa, la sposa è ancora a casa con il fotografo e i parenti, lo sposo è già davanti alla chiesa che aspetta e saluta gli invitati, la sposa esce di casa e sale in macchina, primo piano dello sposo che guarda, arriva la macchina della sposa, i due si incontrano. Una sequenza costruita in questo modo dà l'impressione che le azioni dei protagonisti si siano svolte in contemporanea, accrescendo nello spettatore l'attesa per il momento decisivo dell'incontro. In realtà è possibile che le riprese siano state effettuate da un unico operatore che si è recato prima a casa dello sposo, poi a casa della sposa e infine ha preceduto di qualche minuto l'auto della sposa, riuscendo a cogliere qualche immagine dello sposo sul sagrato della chiesa. Anche in questo caso il tempo reale non coincide con il tempo filmico, ma non importa: ciò che conta è aver trasmesso il senso di emozionante attesa che i due sposi hanno sicuramente vissuto. IL MONTAGGIO INVISIBILE Come abbiamo già anticipato, lo stile di montaggio del cinema classico americano è ancora molto diffuso e resta quello più efficace in molti casi. Lo scopo è quello di nascondere il più possibile il lavoro che c'è dietro alla costruzione di un film e di creare l'impressione della continuità che si ha nella vita reale. Ma come si fa a rendere poco evidenti o quasi invisibili gli stacchi di montaggio? Per assicurare la continuità narrativa il cinema classico ha codificato tutta una serie di figure di montaggio, vale a dire i raccordi: - Raccordo di sguardo: in un'inquadratura un personaggio guarda qualcosa, in quella successiva si mostra l'oggetto dello sguardo - Raccordo di movimento: un gesto iniziato in un'inquadratura si conclude nella seconda - Raccordo sull'asse: a un'inquadratura ne segue una più stretta o più larga sulla stessa asse immaginaria - nella pratica il cavalletto è stato tenuto sulla stessa posizione e si è agito sullo zoom - Raccordo sonoro: una battuta di dialogo, un rumore o una musica si sovrappone a due inquadrature legandole fra loro Un altro aspetto tipico del cinema classico è lo spazio a 180°, di cui l'esempio più tipico è la scena di dialogo campo e controcampo, inframmezzata da inquadrature d'insieme. In questo modo si dà l'impressione che i due personaggi si guardino reciprocamente. Se la macchina si posiziona al di là della linea dei 180° si ha invece lo scavalcamento di campo, che crea disorientamento nello spettatore e va dunque evitato. L'uso dello spazio a 180° determina altri 3 raccordi: - Raccordo di posizione: i personaggi devono mantenere la stessa posizione tra un'inquadratura e l'altra - Raccordo di direzione: un personaggio che esce di campo a destra di un'inquadratura dovrà rientrare a sinistra in quella successiva - Raccordo di direzione di sguardi: nel campo-controcampo i personaggi ripresi singolarmente sembra che si guardino reciprocamente Tutte queste regole di montaggio vanno in realtà pianificate in fase di ripresa, attraverso la stesura di una sceneggiatura che preveda in dettaglio ogni singola inquadratura. In ambito televisivo, come è ovvio, non è possibile rispettare regole così strette ed anche il pubblico si è abituato col tempo a scavalcamenti di campo, stacchi leggermente fuori asse e uscite di scena 'dalla parte sbagliata'. Tuttavia nella produzione di documentari, servizi giornalistici e trasmissioni in differita (che subiscono un vero e proprio montaggio, pur offrendo l'impressione di una diretta) i raccordi di movimento e i raccordi sonori sono molto utili quando c'è qualche taglio da nascondere. Per collegare due stralci di un'intervista, ad esempio, l'inserto visivo descritto poc'anzi è sempre accompagnato da un raccordo sonoro: in poche parole si fa in modo che l'inserto copra l'ultima parola di una frase e almeno la prima di quella successiva, dando così l'impressione che l'intervistato abbia fatto un discorso continuo, senza interruzioni. Se invece la testa o la coda dell'immagine di copertura coincidesse con l'in o l'out di una delle due frasi, il taglio operato sull'intervista sarebbe evidente e sgradevole. Anche i raccordi di movimento possono mascherare dei tagli indesiderati. Quando si ha la necessità di attaccare due inquadrature diverse di un soggetto, girate nello stesso contesto ma in momenti differenti, si può far cadere lo stacco su un semplice gesto come una mano che si gratta la testa o anche un leggero movimento del capo. Con un po' di fortuna, se tale gesto è stato ripetuto successivamente, anche in modo non del tutto uguale, ma abbastanza simile, si può creare l'illusione di una continuità temporale tra le due scene. Questi espedienti vengono utilizzati, appunto, quando si vuole dare maggiore fluidità all'azione. Chi al contrario, per ragioni estetiche o narrative, vuole trasmettere un senso di frammentarietà e invece di puntare all'immedesimazione dello spettatore vuole ottenere un effetto straniante, potrà ricorrere al cosiddetto jump cut o falso raccordo. Si tratta di uno stacco netto che spezza l'azione in più inquadrature, anche molto simili tra loro, contravvenendo così alla regola hollywoodiana che imporrebbe una differenza di angolazione di almeno 30 gradi tra due riprese dello stesso soggetto. Nell'immagine una workstation Grass Valley Edius con doppio monitor di lavoro e preview separata. 108_114:ART EUROPEI 15/03/10 20:12 Pagina 113
I AM D90 Sono D90, la prima refl ex digitale in grado di realizzare fi lmati in HD. Sono una fotocamera completa di tutto ciò che vorreste trovare in una refl ex Nikon di nuova generazione. Ho una fantastica qualità d'immagine grazie al sensore CMOS formato DX da 12,3 megapixel con sistema di riduzione dalla polvere integrato, il sistema di elaborazione delle immagini EXPEED, la funzione Live View con autofocus sul monitor LCD da 3 pollici e 920.000 punti con angolo di visione di 170° e il D-Lighting. E ancora: il sistema di riconoscimento scena e rilevamento volti, le funzioni di ritocco e sviluppo RAW incorporate. Non vedi l'ora di conoscermi? Scoprimi su www.iamnikon.it 3 ANNI GARANZIA I AM THE FIRST NITAL CARD assicura 3 anni di garanzia* e assistenza più accurata con ricambi originali. Infoline 199.124.172. *Per estendere la garanzia a 3 anni è necessario registrare il prodotto via web alle condizioni riportate all'interno della confezione o su www.nital.it 222x285_i am the First.indd 1 11/03/10 08:09
48 ampiamente meriterebbe. Accanto a registi e fonici di ampie vedute come quelli già citati c'è chi guarda con sospetto alle innovazioni e ai cambiamenti. Perché complicarsi la vita quando si è sempre registrato in stereo o addirittura in mono? Già, perché? Un atteggiamento del genere può avere diverse spiegazioni. La naturale pigrizia dell'essere umano, per esempio, che più che conoscere ama riconoscere, praticare strade già note. O magari il non felicissimo momento che il cinema italiano attraversa: in periodi come questo meglio non rischiare e rimandare innovazioni ed esperimenti a quando le cose andranno meglio. Ma potrebbe anche trattarsi di un modo diverso di intendere la realtà, o per meglio dire il realismo. Per Mario Iaquone realismo significa essenzialmente fedeltà al mondo naturale, alla sua ricchezza e complessità. Per certo cinema italiano, invece, realismo vuol dire ripiegamento su se stessi, visione unilaterale e monocromatica delle cose: è il cinema delle due camere e cucina, intriso di un esistenzialismo che lascia poco spazio alla fantasia. Forse è un retaggio del neorealismo, che relegò l'audio nel ruolo di accessorio o poco più. Ma oggi un atteggiamento del genere non davvero ha più senso. Già Pier Paolo Pasolini teorizzava, nei suoi saggi sul cinema, l'importanza della dimensione sonora. L'audio, per lo scrittore e regista bolognese, “rompe la piattezza delle immagini aprendole in profondità”. Se questo era vero per Pasolini lo è a maggior ragione oggi, nell'era del cinema 3D, dei vari Dolby Digital e DTS. E dello Stealth. Marco Galloni Ripresa sonora LA PROVA D'ASCOLTO Le impressioni descritte qui a seguire sono il frutto di prove effettuate presso gli studi Sound Design di Roma durante le fasi finali della lavorazione di “Tris di donne & abiti nuziali” di Terracciano e “La prima linea” di Renato De Maria. Sullo schermo compare la scena di “Tris di donne” in cui Sergio Castellitto entra nella sala da biliardo. Il test è di tipo comparativo: la scritta in sovraimpressione ci informa che ascoltiamo per primo il file Avid mono a 48 kHz/16 bit. Passa qualche minuto e Gaetano Musso, il fonico di sala, inserisce lo Stealth: il campo sonoro si apre, i rumori si fanno più intensi e presenti, lo spettatore viene come proiettato nella bisca in cui Franco Campanella (Castellitto) gioca a carte. L'effetto ricorda per certi versi gli enhancer spaziali, senza tuttavia alcuna traccia di enfasi in gamma media. Il passaggio dal file Avid allo Stealth potrebbe perfino essere traumatico, se non fosse per l'estrema naturalezza dell'effetto: siamo oltre il realismo, siamo nella realtà più concreta. Si ha quasi l'impressione che i suoni non siano ricreati ma creati seduta stante: assistiamo alla nascita di un piccolo universo acustico, un universo in espansione, che procede oltre se stesso. Cambio di film: è la volta de “La prima linea”, con Riccardo Scamarcio nei panni del brigatista Sergio Segio. Si vede la scena di una manifestazione di piazza. Il fonico di sala gioca con il by-pass, alternando in rapida successione il file monofonico Avid e il segnale processato con lo Stealth. L'effetto surround non è semplicemente la versione su scala più grande della sala da biliardo di “Tris di donne”, ciò che probabilmente accadrebbe se fossero usati sintetizzatori multicanale o altre procedure artificiali. È del tutto diverso: siamo in strada, le percentuali di riverbero sono contenute e prevalgono i suoni primari, le voci dei manifestanti, il rumore dei passi, gli slogan. Il campo sonoro è più intenso di quello della sala da biliardo, e tuttavia rimane perfettamente nitido, definito, mai sovraccarico. Le scene riprese nella laguna di Venezia rivelano la distanza siderale tra lo Stealth e i convenzionali sistemi 5.1: l'ampiezza di campo non è ottenuta insistendo sulla separazione tra i canali bensì lasciando ai suoni e ai rumori la libertà di correre, di rimbalzare sulla superficie dell'acqua, di essere trasportati dai venti umidi della laguna o attenuati dai densi banchi di foschia. La prova d'ascolto termina con la scena dell'arresto di Segio/Scamarcio. Tra le autovetture della polizia c'è una Fiat Panda vecchio tipo. Il rumore dell'utilitaria, talmente familiare da essere diventato quasi un archetipo, è riprodotto in modo perfetto dallo Stealth: la vettura arriva, si ferma bruscamente, poi riparte di corsa. E il campo sonoro la accompagna come un'ombra fedele e discreta. Un'altra immagine di Mario Iaquone (a sinistra) e Luigi Melchionda durante le riprese di “Venti sigarette”. Lo Stealth Audio Fx 2, la versione più recente del sistema ideato da Iaquone, utilizza un microfono compatto e un'interfaccia di decodifica di tipo software: ciò consente di usarlo anche in spazi angusti come abitacoli di vetture, cabine di ascensore e simili. Mario Iaquone (a destra) e il suo collaboratore Luigi Melchionda all'aeroporto militare di Pratica di Mare (Roma): i due stanno riprendendo in Stealth il rumore di un Hercules C-130 da utilizzare per la colonna sonora di “Venti sigarette”, opera prima di Aureliano Amadei, l'operatore sopravvissuto alla strage di Nassiriya. 046_048:026/028 15/03/10 12:14 Pagina 48
14 Posta tecnica renderebbe il prodotto finale molto gradevole e ben accetto agli alunni. Sarei veramente contento di conoscere come poterlo ottenere. Posso contare sul contributo di un Vs responsabile che sa darmi indicazioni? Vi prego di prendere in considerazione la mia esigenza: la mia scuola ed io, in particolare, ve ne saremmo profondamente grati. Resto in attesa di una vostra comunicazione, ringraziando anticipatamente per l'attenzione. Dino Carlini Potenza Picena (MC) Giriamo volentieri la domanda del nostro lettore alla regista del videoclip in questione, Antonella Sabatino. "Per realizzare l'effetto ho utilizzato un plugin per After Effects (versione 7.0), sviluppato dalla Red Giant: si chiama ToonIt (http://www.redgiantsoftware .com/products/categories/mo tion-graphics/toonit/) ed è stato applicato alle riprese fatte con una semplice EFFETTO CARTOON Salve, sono un vostro lettore, un insegnante appassionato di video. Per questa mia passione mi trovo ad impegnarmi con i ragazzi della mia scuola, per diffondere la pratica del video usato in modo educativo, ovvero con finalità espressivocomunicative. Posso contare su una ventennale esperienza di videoripresa e di postproduzione (tra i primi ad usare sistemi non-lineari computerizzati in Italia, quali "Video Machine" della FAST). C'è, purtroppo, una limitazione per la nostra attività, ogni volta che ci si muove: la tutela dell'identità e quindi della privacy. Vedendo, nel sito, il video di cui accennate nel n.58, sono assai incuriosito da quell'effetto stile "fumetto" o "cartoon", dato alle immagini del video realizzato dai "Tiro alla fune" con il Titolo "Deus ex Machina". Ho pensato: questo risolverebbe sicuramente il problema dell'identificazione dei ragazzi e, nello stesso tempo, Handycam della Sony. Il plugin crea le linee di contorno (di cui si può variare lo spessore o l'intensità), rende il colore in macchie più o meno dettagliate nelle variazioni, ad esempio, tra luci ed ombre, permette di fondere più o meno con l'originale (nel video la fusione è stata ridotta a zero, ottenendo un appiattimento totale). Lo stesso plugin ha molti stili predefiniti da applicare semplicemente sull'immagine originale. Man mano che si decide di personalizzare l'effetto, lavorarci diventa complicato e nel mio caso ho lavorato quasi fotogramma per fotogramma: lasciando le impostazioni automatiche, si venivano infatti a creare situazioni spiacevoli con frame completamente scuri o troppo illuminati. A questo abbiamo aggiunto un effetto chiamato Look Suite che agisce sulla colorazione. L'effetto cartoon è stato poi evidenziato con l'export a 15 fotogrammi al secondo". Per vedere il video Deus ex Machina (qui, due fotogrammi che mostrano l'effetto usato dalla regista Antonella Sabatino) dei Tiro alla fune, basta collegarsi a www.tuttodigitale.tv. Qui troverete anche gli altri video clip premiati al PIVI, Premio italiano videoclip indipendente. IL CAMCORDER DAVVERO IDEALE Cari amici, sono un assiduo lettore di Tutto Digitale, videomaker dilettante, nel senso etimologico della parola. Non mi piace correre appresso al cinema, amo il documentario e il reportage di viaggio. Cerco di fare un buon lavoro e di dire qualcosa tenendo conto dei mezzi a mia disposizione. Negli ultimi tempi mi sono sentito sempre più tagliato fuori dall'evoluzione video. Il mio punto di riferimento è una videocamera con mirino, stabilizzatore ottico e grandangolo tipo 28mm da usare al posto della vecchia Canon XM1. Ma negli articoli si fa avaramente cenno a quello che mi interessa. Guardate i miei documentari su youtube e videolibero cercando Corvulo. Un saluto a Stefano Belli, della mia generazione, che ricordo con simpatia dai tempi di VR Videoregistrare. Massimo Valentini - Roma Prima di tutto, il nostro direttore Stefano Belli ricambia la simpatia. In quanto al quesito posto, ci sembra di percepire dalle parole del lettore una sorta di scetticismo nei confronti del momento attuale, che però troviamo abbastanza ingiustificato. Desiderare una macchina con un bel mirino e un'ottica grandangolare stabilizzata è assolutamente lecito; ma sperare di poter scegliere fra mille modelli, magari a prezzi stracciati, allo stato attuale della tecnica è utopistico. Una macchina con queste caratteristiche - in particolare, con l'ottica molto estesa verso il wide - è piuttosto costosa da realizzare, almeno rispetto alla maggior parte dei modelli universalmente utilizzati dal grande pubblico, ed è destinata inevitabilmente ad utenti prosumer. Il che ne limita la diffusione, e quindi - il cane che si morde la coda - il prezzo resta piuttosto alto. Ciò non toglie che sul mercato ci siano ottimi modelli, dei quali abbiamo parlato più volte. Come ad esempio le Panasonic AG-HPX171, una DVCPRO su P2, oppure AG-HMX151, AVCHD, provata sul numero 7 di Alta Definizione Cinema & TV HD. ‘Quasi' equivalente a un 28 mm (esattamente 29,5 mm) è poi l'ottica montata sulle Sony HVR-Z5 (test sul n. 53 di Tutto Digitale), una macchina HDV, mentre su questo numero c'è il test della HXR-NX5, nuovissima AVCHD. Per rimanere in casa Canon, marca della camera posseduta dal lettore, c'è ad esempio la XH-A1s, comunque con un grandangolo mediamente spinto (32.5 mm equivalenti), provata sul numero 48 di Tutto Digitale. Stiamo parlando di modelli compatti, ma di livello superiore alla media e quindi adatti anche ad usi abbastanza evoluti; una soluzione più economica, in arrivo sul mercato consumer, è la Sony XDR-XR550VE, con ottica minima inferiore ai 30 mm e prezzo orientativo di 1600 euro (immagine in alto). (S.C.) 012_018:026/028 15/03/10 11:12 Pagina 14
© P ar am ou nt H . E . © P ar am ou nt H . E . © P ar am ou nt H . E . © P ar am ou nt H . E . © P ar am ou nt H . E . © P ar am ou nt H . E . macchina fotografica qualche angolo caratteristico riusciamo ad isolarlo. Ecco allora Alioto's Restaurant (foto 1), lo stesso che appare in una scena di Operazione Terrore (1962) di Blake Edwards, interpretato da Glenn Ford e Lee Remick. Per cogliere il meglio di Fisherman's Wharf, consigliamo di visitare il luogo la mattina di buon ora: sarà l'occasione per vedere il rientro dei pescherecci carichi, tra l'altro, dei famosi Dungeness crabs, i granchi dalla polpa tenera tipici della zona (foto 7), da gustare preferibilmente dalla metà di novembre fino a giugno. FUGA DA FISHERMAN'S WHARF Accidenti, si sta facendo tardi e il nostro traghetto per Alcatraz (prenotato con una settimana di anticipo, peraltro...) salperà tra poco! Eccoci in fila, al Pier 33, in attesa d'imbarcarci e raggiungere l'isola che ha fatto parte del nostro immaginario cinematografico fin da bambini. E ci perdonerete se vi portiamo a vedere l'unica location che avreste potuto visitare senza il nostro aiuto, ma non potevamo resistere alla tentazione, anche a costo di far parte integrante dell'orda di turisti che ogni mezz'ora (ogni mezz'ora!!!) sbarca sull'isola. D'altronde Alcatraz conta 1 milione di visitatori all'anno! La storia di Alcatraz comincia nel lontano 1775, quando l'esploratore spagnolo Juan Manuel de Ayala, il primo a navigare in quella che poi sarebbe diventata la baia di San Francisco, nomina una delle tre isole (oltre a “the rock”, nella baia ci sono l'isola di Angel e quella di Treasure) Alcatraces, che in spagnolo significa pellicani, proprio per la gran quantità di esemplari presenti. Nel 1850, un'ordinanza stabilì che l'isola sarebbe diventata riserva militare dell'esercito americano e di lì a poco furono posizionati un centinaio di cannoni. Alcatraz divenne così la fortezza militare più imponente della costa occidentale e ospitò anche il primo faro della costa americana. Dalla fine dell'800, sull'isola furono portati alcuni prigionieri militari. Da quel momento e per i successivi 100 anni circa, Alcatraz divenne una prigione. Nel 1933 l'isola passò nelle mani del Dipartimento di Giustizia e divenne carcere di massima sicurezza. Fra i criminali più ‘famosi' che hanno soggiornato tra le sue mura, da citare Al Capone, George ‘Machine Gun - Mitragliatrice' Kelly Barnes, Robert Stroud (meglio conosciuto come il birdman di Alcatraz per la sua passione per gli uccelli) e Alvin Karpis, l'ultimo dei ‘nemici pubblici' ad essere catturato. Alvin Francis Karpowicz, questo è il suo vero nome, scontò la pena più lunga mai registrata ad Alcatraz, 25 anni. Ma sull'isola non venivano rinchiusi solo i criminali più violenti quanto quelli più restii al rispetto delle regole. Mai nessuno riuscì a fuggire da Alcatraz tranne i fratelli John e Clarence Anglin insieme a Frank Morris. I tre uscirono dalle loro celle attraverso le condutture d'aria e poi fuggirono in acqua su dei galleggianti FUGA DA ALCATRAZ - 1979 regia di Don Siegel; con Clint Eastwood, Patrick McGoohan, Roberts Blossom, Jack Thibau, Fred Ward; Paramount Home Entertainment; 107 minuti ; colore; formato widescreen 1.78:1. Qui sotto le location ritrovate (a destra) e gli screen pictures del film (a sinistra). L'ordine delle immagini è quello cronologico del film. 042_045:026/028 15/03/10 12:11 Pagina 44
Fratelli d'Italia ‘Gruppo sociale che costituisce un'entità organica in base alle comuni origini, interessi pratici e idee dei componenti.' È questa, secondo lo Zingarelli, la definizione di ‘comunità'. Una parola tornata di moda in tempi di internet, e che a Tutto Digitale è di casa da sempre, perché una rivista come questa non potrebbe nemmeno sopravvivere, senza '...comuni origini, interessi pratici e idee dei componenti' (cioè dei lettori). In realtà, quello che lega chi lavora in redazione con i lettori è molto di più. È una filosofia di vita, costruita su affinità elettive, che si traduce in una comunità di appassionati ‘tutti digitali', una grande famiglia. Dove la ‘mamma' è l'idea di rivista dedicata alla nostre passioni, realizzata con impegno e spirito etico, che costituisce un'incubatrice di sogni realizzabili. Chi la crea e chi la legge sono sullo stesso piano, cioè fratelli: non è un caso se il 100% di chi lavora a Tutto Digitale è ‘nato' prima appassionato, diventato inevitabilmente lettore e poi magari redattore o collaboratore, che anche dall'altra parte della barricata resta appassionato, lettore (anzi, il più critico della rivista che contribuisce a creare...). Far parte di una grande famiglia ha tanti vantaggi. Per esempio, anche a distanza l'affetto e la voglia di partecipare alle attività comuni restano immutate. Basta citare due ‘fratelli' di vecchia data, lettori praticamente dalla nascita di Tutto Digitale, Lino Palena (al tempo uno dei lettori scelti come giurato della prima edizione del Premio Castelli Animati/Tutto Digitale) e Federico Taticchi (il primissimo ospite del Carbonara Day). Lino, di origini pugliesi, da qualche anno ormai è la nostra ‘antenna' milanese (il termine è riduttivo) ed entusiasta partner ‘per principio', o forse per fede, di ogni iniziativa: ad esempio, al Villaggio Tutto Digitale parla delle sue esperienze in tema ‘viral marketing' con il video sul web... In quanto a Federico, colorist, da qualche anno lavora ad Amsterdam, e da qui ci aggiorna sulle attività locali, per non parlare della costante presenza alle manifestazioni che si svolgono lassù, come l'IBC o l'ISE (a proposito, il reportage dell'edizione 2010 è sul prossimo numero di Alta Definizione Cinema & TV HD). E, naturalmente - cosa ben più importante - non manca mai di chiamarci quando torna nella natìa Roma, per un ennesimo Carbonara Day... Dicevamo che i membri della nostra comunità sono tutti fratelli, se non di sangue, perlomeno di spirito. Come altro potremmo giudicare Giacomo Rebuzzi e Andrea Olindo Bizzarri, primi classificati ex aequo nel concorso ‘Comunicare l'ambiente di Ciampino', che hanno accettato l'invito del Sindaco di realizzare insieme e gratuitamente - uno spot ad hoc per la città? Andrea Olindo, al momento della premiazione, poi, ci ha reso felici, dichiarando di apprezzare Tutto Digitale anche perché ‘dietro ci sono persone vere, non personaggi che ti guardano dall'alto verso il basso'. Fratello di vecchia data è Fabio Breccia, che ci è venuto a trovare ultimamente per presentarci un suo documentario girato a Gerusalemme in maniera Lino, Federico, Giacomo, Andrea Olindo, Fabio, Alessio, Alessandra, Domenico... Appassionati, molto impegnati, fra loro legati da affinità elettive: ci piace pensare che siano tutti fratelli d'Italia. Le loro storie, il loro impegno, fra delusioni e successi. L'Italia s'è desta? Editoriale Stefano Belli rocambolesca, utilizzando una reflex anziché una vidocamera. Dopo tanti anni, abbiamo stentato a riconoscerlo, eppure... Fabio è stato, ormai diversi anni fa, il vincitore della prima edizione della borsa di studio intitolata a Giovanni B. Clemente (a proposito, ne stiamo assegnando un'altra) per il video, e l'esperienza gli è stata utile per crescere come uomo e come videomaker... Fa piacere che si sia ricordato di noi, che abbia voluto condividere la sua soddisfazione... Altro ‘vecchietto' (ma solo per anzianità di frequentazione, perché stiamo parlando di un giovane sulla trentina), è Alessio Liguori. Un ragazzo gentile, che già premiammo ex aequo per un wedding contest e che ci scrisse parole che non si dimenticano ‘(...) non potevate farmi regalo più bello: l'apprezzamento da parte di persone che stimi e ascolti (cioè leggi) con attenzione e dedizione, vale più di qualunque altra cosa. Vi ringrazio di cuore, mi avete regalato una gioia enorme. Vi faccio tanti sinceri auguri di buon lavoro, un lavoro per il quale io, e tanti altri, vi ringraziamo ad ogni numero in edicola.' Alessio è modesto e (troppo) buono e gentile, ma certamente in gamba, come notammo da alcune sue opere. Non potete immaginare quindi la nostra soddisfazione nel partecipare alla presentazione su grande schermo del suo corto La rete (ne parliamo in dettaglio sul prossimo numero di Alta Definizione Cinema & TV HD). Il suo successo, la sua crescita, sono un po' anche il nostro successo, la nostra crescita. La famiglia è grande, e gli esempi quasi infiniti. Dopo tanti fratelli d'italia, parliamo ora di una sorella, e non solo per cavalleria. Alessandra Brancati una fedelissima di lunga data e una grande tifosa di Tutto Digitale - è uno dei quattro nomi che abbiamo selezionato per l'operazione Canon Sahara Professional Experience. Perfettamente in linea con lo spirito della comunità, ha voluto conoscere il partner designato per il suo periodo (Marco Martini) ancora prima di partire per la spedizione, per cercare l'affiatamento indispensabile in situazioni del genere. Spedizione organizzata con esperienza - e caratterizzata da grandissimo successo: sicuramente, si replicherà - da Pierluca Rossi e Enrica Rabacchi di Saimmagini. Con i quali, giusto per inciso, abbiamo da anni una perfetta collaborazione: non a caso, per mandare avanti il tutto, è bastata una telefonata. Inutile, forse, aggiungere che i lettori che hanno partecipato alla spedizione - date un'occhiata a quanto pubblicato sullo scorso numero - sono entusiasti dell'esperienza, e che Pierluca ed Enrica sono rimasti soddisfattissimi. In quanto ad Alessandra, diciamo solo che è stata poi coinvolta in un doppio turno, e al ritorno dal viaggio, anche alla fase di revisione e montaggio del materiale. Se, come dice il proverbio, ‘gli amici dei miei amici sono miei amici', anche i fratelli dei miei fratelli sono fratelli, evidentemente... 3 segue a pag. 6 003_006:003 16/03/10 14:22 Pagina 3
74 In cima al trio all'ingresso della serie di DSLR di casa Sony, la Alpha 380 condivide con le più piccole l'impostazione dei comandi e l'estetica, ora più ‘tondeggiante' ed al passo coi tempi rispetto a quella proposta dalle prime offerte tra le reflex Alpha. PER QUALCHE MEGAPIXEL IN PIÙ La Alpha 380 conserva molte delle qualità della Alpha 330, incluse l'elegante scocca compatta (anche troppo: per raggiungere una presa confortevole occorre un po' di abitudine), la buona costruzione (nonostante la macchina sia quasi in toto realizzata con materiali plastici) ed ergonomia, l'autofocus rapido ed efficace con 9 collimatori, lo stabilizzatore integrato, lo schermo da 2.7” e 230 mila pixel orientabile ed il sistema Live View pratico e veloce; purtroppo rimangono anche alcuni handicap della sorella minore, due su tutti la lentezza dello scatto a raffica (in questo caso a quota 2,5 immagini al secondo) e la mancanza di un modo di ripresa video, peraltro comune a tutte le Sony attualmente sul mercato. La differenza nel sensore costituisce quindi il clou della macchina, a fronte di un esborso economico maggiore nell'ordine di un centinaio di euro rispetto alla 330. La scelta di adottare un sensore CCD da 14 milioni di pixel porta con sé diverse conseguenze su cui riflettere: sicuramente un maggior numero di MP faranno comodo a chi deve realizzare stampe di grosse dimensioni, ma il guadagno effettivo rispetto ad un sensore da 10 MP non è così ampio; in condizioni di luce ottimali e teoricamente a parità di sensore, un immagine da 14 MP risulta più definita di una da 10, anche se molti altri fattori (uno su tutti la qualità dell'ottica) incidono maggiormente sul risultato; d'altro canto, un grande numero di fotodiodi su un sensore di dimensioni ridotte porta inevitabilmente alla comparsa di maggiore rumore alle basse luci. Insomma, la scelta di Sony, seppur condivisibile e sicuramente dettata da questioni di mercato, va ponderata dall'utente caso per caso. PER MODO AUTO E LIVE VIEW Nell'uso di tutti i giorni la Alpha 380 si è mostrata come una reflex capace e performante, con menu semplici da utilizzare anche per un principante, grazie anche a diversi accorgimenti come le icone che illustrano gli effetti delle diverse impostazioni di tempi e diaframmi; purtroppo per qualche funzione (ad esempio per alzare il flash) sono richiesti un po' troppi passaggi. Il mirino a pentaprisma con copertura del 95% è un po' piccolo e poco luminoso, ma nulla di preoccupante. Interessante anche la tecnologia Eyestart AF, già vista su altri modelli della gamma Alpha, che attiva l'autofocus quando si avvicina l'occhio al mirino, permettendo così di guadagnare qualche frazione di secondo. Sul piano della qualità d'immagine, la reflex si posiziona ai vertici della categoria, a patto di non spingersi troppo in alto con i valori ISO equivalenti. (è consigliabile rimanere nel range 100 - 400 ISO), dove la macchina non è ‘terribile', ma l'apparizione di un lieve strato di rumore la rende obiettivamente un po' indietro rispetto ad alcune macchine della concorrenza. Nel complesso, la Alpha 380 si rivela una macchina abbastanza versatile e dalle prestazioni più che valide, consigliabile soprattutto se la si utilizza in maggioranza sfruttando le impostazioni automatiche, magari facendo ampio uso del riuscito sistema Live View. I principianti affamati di megapixel sono serviti. Il prezzo è ok. Sensore: CCD 14 MP, 23.5 x 15.8 mm Ottica: Sony/Minolta A Stabilizzatore: Integrato Video HD: No Esposizione: P, A, S, M, Auto, Modi scena Mirino: Pentaspecchio Display: 2.7”, 230.000 pixel Sensibilità: 100 - 3200 ISO Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDHC e MS Pro Duo Connessioni: USB 2.0, mini HDMI Dimensioni: 128 x 97 x 72 mm Peso: 540 gr. Più megapixel della Alpha 330 per una macchina simile nell'estetica e nella resa finale. Prezzo: 649 euro (con ottica 18-55 mm) La Alpha (anzi, α) 380 è la più evoluta delle entry-level di casa Sony, molto simile alla Alpha 330 ma con un sensore CCD da ben 14 MP. La differenza di prezzo sarà giustificata? Sony Alpha 380 069_075:090-091 15/03/10 12:43 Pagina 74
P er la gioia di grandi e piccini, il surreale Spongebob in sette episodi televisivi ricchi di nonsense e originalità. Resa tecnica in linea con le aspettative e il tipo di prodotto. Due extra sfiziosi: un Karaoke e un animatic originale. Film Wow Audio Video Extra Box Overall Spongebob Amare un... Animazione - di Autori Vari; 2008; 78 minuti; Paramount; Dolby Digital 2.0 Stereo (ita, ing e altri); Tutto Schermo 4:3 15,99 D al poliedrico regista cinese Ang Lee, un nuovo film sulla scia della nostalgia. Questa volta è il celebre concertoevento di Woodstock ad essere celebrato, con una storia semplice e diretta. Buono il DVD, bella la confezione cartonata. Film Wow Audio Video Extra Box Overall Motel Woodstock Commedia - di Ang Lee; Con: Demetri Martin, Dan Fogler; 2009; 116 minuti; 01; Dolby Digital 5.1 (ita, originale); 16:9/ Letterbox 2.35:1 12,99 C ommedia sentimentale a sfondo fantastico tratta dal best-seller dal titolo “La moglie di un uomo che viaggiava nel tempo”, ignorata in Italia ma di discreto successo negli USA. Molto buona, nel complesso, la resa tecnica del DVD. Film Wow Audio Video Extra Box Overall Un amore all'improvviso Sentimentale - di Robert Schwentike; Con: Rachel McAdams, Eric Bana; 2009; 102 minuti; 01; Dolby Digital 5.1 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 2.40:1 16,99 S trepitoso documentario su due dischi dedicato alla celebre coppia comica di Stanlio & Ollio, che ha il pregio di mettere in luce gli aspetti più tragici e tristi della loro storia. Ottima edizione, con incluso un libro dello stesso regista. Film Wow Audio Video Extra Box Overall Stanlio & Ollio - Due teste senza... Documentario - di Giancarlo Governi; Con: Stan Laurel, Oliver Hardy; 2009; 215 minuti; edizioni Salani; Dolby Digital 2.0 (ita, ing); Tutto Schermo 4:3 n.d. R acconto dolceamaro di rapporti familiari, con la ritrovata Cameron Diaz affiancata da un gran cast e diretta dall'ottimo Nick Cassavetes. Sul versante tecnico la compressione è talvolta evidente ma non rovina il risultato finale. Film Wow Audio Video Extra Box Overall La custode di mia sorella Commedia - di Nick Cassavetes; Con: Cameron Diaz, Abigail Breslin; 2009; 105 minuti; Warner; Dolby Digital 5.1 (ita, ing); 16:9/ Letterbox 1.78:1 15,99 O ttimo Hitchcock degli esordi, proposto dalla apprezzata Sinister Film in un'edizione come al solito estremamente curata. Discreta la resa video, considerando l'età della pellicola e imperdibili gli ottimi extra. Film Wow Audio Video Extra Box Overall Sabotaggio Thriller - di Alfred Hitchcock; Con: Sylvia Sidney, Oscar Homolka; 1936; 76 minuti; Sinister Film; Dolby Digital 2.0 (ita, ing); Tutto Schermo 4:3 14,99 P iccolo ma originale film italiano, forse un po' troppo “nostalgico” nel ricordo di un comunismo anni '60 ma in definitiva apprezzabile. Poco o nulla da eccepire sul trasferimento video, assolutamente fedele ai materiali originali. Film Wow Audio Video Extra Box Overall Cosmonauta Commedia - di Susanna Nicchiarelli; Con: Claudia Pandolfi, Sergio Rubini; 2009; 83 minuti; Fandango; Dolby Digital 5.1 (ita); 16:9/ Letterbox 1.78:1 14,99 E fferato e spudoratamente Tarantiniano, il film di Campanini soffre per dei numeri produttivi veramente ristretti che ne limitano il risultato finale. Discreta resa video delle riprese digitali. Sostanzioso il comparto extra. Film Wow Audio Video Extra Box Overall Il solitario Poliziesco - di Francesco Campanini; Con: Luca Magri, Massimo Vanni; 2009; 85 minuti; Cecchi Gori; Dolby Digital 2.0 (ita); 16:9/ Letterbox 1.85:1 14,99 I l capolavoro espressionistico di Dreyer in un'edizione estremamente curata della Sinister Film, derivata direttamente dai master USA della Criterion. Due dischi, moltissimi extra imperdibili e un libretto esauriente e ricco di foto. Film Wow Audio Video Extra Box Overall Vampyr Horror - di Carl Theodor Dreyer; Con: Julian West, Maurice Schutz; 1932; 70 minuti; Sinister Film; Dolby Digital 2.0 Mono (ita, ted); Tutto Schermo 4:3 19,99 94 DVD Le recensioni L a nuova passione televisiva dei ragazzi di tutto il mondo si chiama Ben 10, un cartone animato di produzione americana ricco di avventura e situazioni fantastiche. Il film nel DVD è prodotto per la TV ed ha una discreta qualità visiva. I personaggi meglio riusciti del lungometraggio Madagascar si incontrano in questo divertente spin-off per grandi e piccini. Il DVD include 10 episodi e qualche trailer come extra. Buona la resa tecnica, con immagini pulite e colorate. Film Wow Audio Video Extra Box Overall I pinguini di Madagascar Animazione - di Bret Haaland; 2008; 115 minuti; Paramount; Dolby Digital 5.1 (ing), Dolby Digital 2.1 (ita, spa, fra, ola); 16:9/ Letterbox 1.78:1 16,99 Film Wow Audio Video Extra Box Overall Ben 10 - Il segreto... Animazione - di Autori Vari; 2007; 68 minuti; Warner; Dolby Digital 2.0 Stereo (ita, ing e altri); Tutto Schermo 4:3 15,99 T re DVD per undici episodi dalla seconda stagione di questo classico del fantastico. Incluso in versione integrale l'episodio 8, diretto da Robert Zemeckis con Cristopher Lloyd. Resa audio/video buona considerata l'età ed extra discreti. Film Wow Audio Video Extra Box Overall Amazing Stories stagione 2 vol.1 Fantastico - di AA. VV.; Con: Danny DeVito, Joe Dante; 1986; 275 minuti; Universal; Dolby Digital 5.1 (ing), Mono (ita); Tutto Schermo 4:3 29,99 094_095:Layout 1 15/03/10 19:55 Pagina 94
stereo mediante speciali processori. Oppure si aggiungono percentuali di riverbero digitale ai canali posteriori, con risultati non sempre convincenti. O magari si ricorre a suoni prefabbricati che vengono associati impropriamente alle immagini, come il rumore di una monocilindrica che accompagna una moto giapponese a quattro cilindri, una calibro 22 che tuona come un obice da montagna e cose del genere. Possono sembrare dettagli di poco conto, ma la differenza tra un'opera cinematografica mediocre e una di qualità si gioca spesso sul piano dei dettagli. IL RICCHISSIMO MONDO DEI SUONI NATURALI L'approccio di Iaquone è radicalmente diverso. Per lui realtà e fantasia non stanno una da una parte e una dall'altra, separate in modo netto, ma sono legate in uno stretto rapporto dialogico: fantasia, per Mario Iaquone, non significa rivisitazione della realtà, né tantomeno fuga o astrazione da questa, bensì osservazione sotto una diversa angolazione, sguardo più attento, che va oltre e sotto, che entra nel profondo. Il mondo dei suoni naturali, là fuori, è già ricchissimo di suo: non occorre aggiungere, processare, sintetizzare. Si tratta semmai di prelevare questi suoni mantenendone la disposizione spaziale, i livelli, le relazioni di fase e la ricchezza dei dettagli, depositarli sulla pellicola o sul supporto digitale e infine, in sede di proiezione, riportarli alla condizione originale. Lo Stealth Audio Fx fa esattamente questo. Il processo ha origine dal già menzionato microfono a campo dinamico attivo, che funziona anche da codificatore. I suoni vengono quindi registrati su hard disk (ma va bene qualsiasi altro supporto, dichiara Iaquone, purché multitraccia), decodificati tramite un'interfaccia e infine, in sede di postproduzione e missaggio, assegnati ai 5.1 canali. Lo Stealth Audio Fx, tiene a precisare il suo inventore, è pienamente compatibile sia con il Dolby Digital che con il DTS. Nei primi esemplari di Stealth, sperimentati nel 2007 durante le riprese di Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, l'interfaccia di decodifica era di tipo hardware. Oggi, nell'ultima versione del sistema, denominata Stealth Audio Fx 2, è disponibile anche sotto forma di software. In entrambi i casi, che si tratti di hardware oppure di software, tale interfaccia consente tra l'altro di dosare la profondità di campo, rendendo l'effetto più o meno marcato. Anche la testata microfonica è stata modificata: le dimensioni attuali sono quelle di una normale capsula antivento, il che rende lo Stealth Audio Fx 2 ben più maneggevole dei sistemi concorrenti che utilizzano teste artificiali, strutture a ombrello e simili artifici. Il fonico di presa diretta può così prodursi in acrobazie altrimenti impensabili, come inseguire la steadicam su per le scale, registrare nell'abitacolo di una 500 insieme ad altri attori, operare nella cabina di un ascensore, eccetera. DIVERGENZE DI VEDUTE Dopo l'esperimento di Tutta la vita davanti, Mario Iaquone ha utilizzato lo Stealth in Tris di Donne e Abiti Nuziali di Vincenzo Terracciano, La prima linea di Renato De Maria Nella foto di apertura Mario Iaquone mentre registra la colonna sonora de La bellezza del somaro di Sergio Castellitto, tratto da un testo di Margaret Mazzantini. Iaquone sta usando lo Stealth Audio Fx, il sistema di ripresa in 5.1 da lui ideato: oltre che da Castellitto, lo Stealth è utilizzato anche dai registi Vincenzo Terracciano, Renato De Maria e Paolo Virzì. Qui sopra, un momento delle riprese Una consolle Solid State Logic Avant Plus simile a quella in dotazione agli studi Sound Design di Roma, dove sono state effettuate le prove d'ascolto dello Stealth. Banchi di regia di questo tipo sono usati in postproduzione e missaggio per assegnare suoni, musiche, rumori ed effetti speciali ai 5.1 canali Dolby Digital o DTS. e La prima cosa bella di Paolo Virzì, quest'ultimo da poco transitato per le sale. Una descrizione dettagliata dell'effetto si può leggere nella prova d'ascolto. Nel sito Stealth ufficiale (www.stealthaudiofx.com) sono altresì disponibili, sotto forma di filmati, le autorevoli opinioni di Vincenzo Terracciano e del fonico Andrea Lancia. Chiunque ascolti lo Stealth Audio Fx ne apprezza la ricchezza del campo sonoro, la coerenza di fase, la naturalezza degli effetti, l'omogeneità del surround. Eppure lo Stealth non sempre incontra i favori che pure Mario Iaquone inizia a lavorare come fonico di presa diretta nel 1990, con “Il caso Martello” e “Mafia docks”. Tra il 1994 e il 1996 è docente di tecnica del suono presso il Centro Sperimentale di Cinematografia a Cinecittà (Roma). La carriera di Iaquone, nella quale non mancano documentari e lavori per la televisione, prosegue fino a raggiungere la sessantina di film, tra i quali ci limitiamo a ricordare “Romanzo criminale”, “Tutta la vita davanti”, “L'amore molesto”, “Tris di Donne e Abiti Nuziali”, “La prima linea” e il recentissimo “La prima cosa bella”. Tra i premi e i riconoscimenti tributati al fonico romano si contano quattro nomination al “David di Donatello”, tre “Ciak d'oro”, un “Nastro d'argento”, una nomination per un altro “Nastro d'argento”, un “Sacher d'oro” e una nomination AITS per “Romanzo criminale”. CHI È MARIO IAQUONE 046_048:026/028 15/03/10 12:14 Pagina 47
81 Sensore:CCD 10 MP, 1/2” Ottica: 10x, 27 - 270 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: SDHC Mir./Display: No/2.7” Sensib.: 100 -12800 ISO Dim.: 99 x 59 x 23 mm Peso:180 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CCD 12.2 MP, 1/2.3” Ottica: 3x, 36 - 108 mm eq. Stabilizz: No Memoria: SDHC Mir./Display: No/3” Sensib.: 80 -1600 ISO Dim.: 94 x 56 x 23 mm Peso:130 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CCD 10.2 MP, 1/2.3” Ottica: 10x, 35 - 350 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: SDHC Mir./Display: No/2.5” Sensib.: 100 -1600 ISO Dim.: 107 x 72 x 36 mm Peso:220 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CCD 10 MP, 1/2.3” Ottica: 3x, 35 - 105 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: SDHC Mir./Display: No/2.7” Sensib.: 100 -12800 ISO Dim.: 99 x 59 x 23 mm Peso:180 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore: CCD 12 MP, 1/1.6” Ottica: 14.3x, 30.5 -436 mm Stabilizzatore: Si Video HD: Si Mirino: Elettronico, 200.000 pixel Display: 2.7”, 230.000 pixel Sensibilità: 100 - 3200 (6400 - 12800) ISO Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDHC Connessioni: USB 2.0, AV out Dimensioni: 133 x 94 x 145 mm Peso: 835 gr. Bridge versatile e dalla ottima qualità d'immagine, perfetta per chi non se la sente di passare alla DSLR. Fujifilm F.Pix S200 EXR Prezzo: 499 euro Ecco un'altra fotocamera premiata con il Cool Award assegnato da voi lettori: la bridge superzoom del momento è prodotta da Fujifilm ed è siglata FinePix S200EXR. Il sensore è la punta di diamante dell'azienda, vero fulcro di questa fotocamera: è il SuperCCD EXR da 12 MP, con la caratterisitca sensibilità alle basse luci e i modi di scatto a rumore (e MP) ridotti già apprezzati nella gamma di compatte giapponesi. Il valore aggiunto è dato da uno zoom ottico 14.3x con focale minima equivalente a 30.5 mm la cui versatilità è comunque indubbia, e il piacere di operare uno zoom manuale fa rimpiangere poco le DSLR, vista anche l'ottima costruzione dell'obiettivo, esente da deformazioni e aberrazioni evidenti. Il tutto è incluso in un corpo ben costruito ed ergonomico, con la ghiera PSAM più i modi scena, menu semplici ed efficaci, schermo da 2.7”, possibilità di salvare le immagini in RAW, stabilizzatore, batteria dalla buona durata, flash e slitta accessori integrate ed altro ancora. Altro punto di forza della S200 EXR è la reattività, con messa a fuoco scatto praticamente istantanea, anche se a dire il vero avremmo gradito una velocità maggiore all'accensione. Interessante la messa a fuoco ‘Pro', che consente di ottenere soggetti a fuoco e sfondi sfocati, simulando la profondità di campo ottenibile con le reflex. Molto buona la resa dei colori, realistici e dalla gamma dinamica ampia; è possibile impostare in camera diversi filtri di simulazione della pellicola. Tra i punti deboli, l'assenza del video HD e l'impossibilità di inclinare lo schermo - una caratteristica ad oggi comune a molte bridge. Questa FinePix offre il SuperCCD EXR da 10 MP già apprezzato sulla F200 per le prestazioni alle basse luci. Oltre a questo, la macchina monta un bel 10x decisamente versatile e performante. La resa degli scatti è buona per dettaglio e restituzione dei colori, fino a ISO 800. Tra i molti modi di scatto (auto/manuale, 15 scena/creativi) manca solo il video HD. Fujifilm F.pix F70EXR Prezzo: 249 euro Questa proposta di casa Kodak offre sensore da 12 MP, zoom 3x e schermo da 3”. È tutto: avremmo apprezzato un'ottica più grandangolare, video in HD o uno stabilizzatore, ma visto il prezzo non ci lamentiamo troppo. La resa delle immagini è solo sufficiente: sono troppo morbide, un po'compresse e inevitabilmente rumorose alle basse luci. Kodak E.S. M530 Prezzo: 129 euro Look datato e un po' massiccio per questa compatta comunque ben costruita. Lo schermo da 2.5” è ben visibile da tutte le direzioni, tranne che dal basso. Le opzioni di scatto strizzano l'occhio al fotoamatore, con tanto di esposizione manuale. Le immagini risultano però compresse, mentre alle basse luci il rumore è inevitabile a partire da ISO 800. Kodak E.S. Z915 Prezzo: 169 euro Minuta, colorata e leggera, la simpatica FinePix Z33WP è impermeabile fino a 3 metri, con tasti ben spaziati facili da usare sott'acqua. All'interno, sensore CCD da 10 MP e ottica 3x assicurano immagini discrete, forse dalle tinte un po' piatte. Migliorabile la velocità della messa a fuoco. Prezzo e compattezza ne fanno comunque una buona candidata. Fujifilm F.pix Z33WP Prezzo: 179 euro 076_083:090-091 15/03/10 13:11 Pagina 81
A PROPOSITO DI 3D Salve. Leggo da un po' la vostra rivista che trovo interessante soprattutto perché mi tiene aggiornato. A proposito del 3D, visto che le persone hanno la memoria sempre più corta, vorrei farvi notare che mio padre, classe 1907, mi raccontava che il 3D esisteva già prima della guerra, ovviamente in b/n, che film in 3D ne ho visti alcuni vari decenni fa e che la Rai TV se ben ricordo a cavallo tra fine anni ottanta e novanta, in via sperimentale mandò in onda immagini 3D in movimento (con gli occhialetti allegati a Sorrisi e Canzoni) e anche un film intitolato Gorilla in 3 D - con Raimund Burr, di cui ho una copia in VHS. L'effetto tridimensionale si vede bene, anche se non con la qualità di oggi. Pochi film in molti anni. Tutto ciò mi fa pensare, e del resto voi lo accennate a pag. 8, che il 3D rimarrà una tecnologia di nicchia, utilizzata da pochi registi. Figuriamoci quindi portarla in casa dopo la sòla dell'alta definizione che nessuno sembra voler adottare eccetto Sky che si limita a qualche film e documentario spesso a 720p e non a 1080p. Però i televisori nuovi li abbiamo comprati!!! Grazie Marco Moriconi - Roma Sappiamo bene che il 3D non è una tecnologia dell'ultim'ora, ma antica, e non da prima della guerra: come abbiamo scritto nelle varie puntate dei dosssier 3D che pubblichiamo da mesi, la storia della stereoscopia è iniziata nella prima parte dell'800... Oggi, indubbiamente, il 3D è una tecnologia di nicchia al cinema e soprattutto in casa, anche se diversi costruttori sembrano puntare molto sulla terza dimensione per lo sviluppo dell'home entertainment. Non sappiamo se quanto esposto sull'editoriale dello scorso numero sia stato perfettamente compreso dai lettori. Il nostro punto di vista è semplice. Ci piace il 3D innanzitutto come prova della volontà dell'essere umano di uscire dai soliti schemi, di cercare nuove soluzioni ai soliti problemi. Non a caso Tutto Digitale è l'unico media partner italiano, ed uno dei pochissimi europei, della principale manifestazione dedicata al 3D in Europa, ovvero la francese Dimension 3 di Parigi (http://dimension3-expo.com/). E ci piace anche l'impatto visivo (almeno, quando è l'effetto usato con giusta moderazione). Appassionati di tecnologia, e di cinema in casa, non possiamo non guardare anche agli sviluppi 3D home con attenzione e curiosità. Unica cosa, almeno questo era lo scopo dell'articolo, crediamo che valga la pena di non lasciarsi andare ai facili entusiasmi . Il 3D è un'evoluzione curiosa della visione di un programma, non la soluzione di tutti i problemi dell'hi-tech. Tutto qui. PS- Non siamo d'accordo quando il lettore afferma che l'alta definizione sia una sòla, come si dice a Roma. L'alta definizione è una soluzione meravigliosa al problema: voglio il massimo. Che per un appassionato può anche essere la visione, forse, di un film trasmesso, ma di certo non è legata alla 'televisione' (cioè ai programmi televisivi) intesi tradizionalmente. Vogliamo dire che certo può essere piacevole vedere il telegiornale al massimo della definizione possibile, ma di certo la vera emozione può essere provata nella visione di un programma sportivo o cinematografico in HD, attraverso Sky oppure - con una qualità leggermente superiore, il massimo attuale, e con la possibilità di scegliere il programma - attraverso un Bluray disc. Viste le prestazioni HD top class non solo dei camcorder in alta definizione, ma ormai anche delle ciascuno il suo e quindi restia a considerarne l'acquisto. Per quel poco che ho provato, queste fotocamere sorprendono l'utenza videoamatoriale per mezzo delle ottiche intercambiabili. Ho letto le vs recensioni e affermo questo perché non credo che un solo sensore (seppur più grande) faccia tutta questa differenza. Così vi chiedo intanto se convenite con me che per giudicare una HDSLR bisognerebbe aver utilizzato una videocamera ad ottiche intercambiabili e con sensori a risoluzione pari allo standard video abbinato. Secondariamente, se queste fotocamere multifunzione sono tanta meraviglia, com'è che nessuno ha pensato di proporne un modello con ergonomia predisposta al videomaker (o se, se ne intravedono all'orizzonte) e non solo modelli con telai fotografici? Ciao a Tutti Marta Cozzoli - Roma In linea di principio siamo d'accordo con la nostra lettrice: per giudicare una HDSLR bisognerebbe aver utilizzato una videocamera ad ottiche intercambiabili e con sensori adeguati. Il problema è che siffatte macchine costano ben di più di una videoreflex, o HDSLR che dir si voglia. Il bello delle reflex con vocazione video è che si tratta pur sempre di macchine fotografiche, ed anche il modello più costoso è meno critico fotocamere reflex e non, un HDTV offre una comoda visione ad alto livello dei propri video e delle proprie foto. Ciò premesso, è chiaro che chi ha comprato il televisore da pochi giorni non correrà in negozio per acquistare lo stesso modello in versione 3D; chi invece è ancora in attesa dell'acquisto (magari in vista dei Mondiali di Calcio del Sudafrica) può almeno considerare la possibilità di scegliere un modello 3D ready, che concettualmente - a parte versioni speciali - anche per altri motivi può costare esattamente come uno tradizionale a parità di altre caratteristiche. Aggiungete il fatto che la PlayStation 3 può leggere il 3D con un aggiornamento firmware, e la tentazione si fa notevole. No? HDSLR... O VIDEOCAMERA HD? Da tempo fedele utilizzatrice di videocamere Canon, seguo i nuovi prodotti nel settore prosumer. Ancora tutto fermo all'HDV (non butto via una XLH1 sia chiaro, ma qualche limite nello standard scelto comincia ad accusarlo). Per altro noto l'esuberanza di Canon nella commercializzazione di fotocamere HDSLR in grado di fotografare e filmare. Per quanto bene mi si dica di quest'ultime resto dell'idea a Filo diretto La posta del direttore Una Canon EOS 5D con un rig Chrosziel. Sopra, un prototipo di occhiali 3D Panasonic. 8 008_010:026/028 15/03/10 11:05 Pagina 8
TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXII 120 rigida sembra abbastanza protettivo, anche se forse era lecito aspettarsi una scocca metallica. Sulla parte frontale trova posto un LCD da 2,4” attraverso il quale controllare le operazioni di backup e vedere una preview dei video scaricati (solo alcuni formati). Al lato dello schermo c'è un piccolo joystick (unico pulsante oltre al tasto di accensione) con il quale gestire tutto il lavoro. Sul lato superiore e su quello sinistro, due sportellini di plastica semi rigida nascondono gli alloggi per le schede. Al classico slot 3 in 1 per la lettura di schede SD, SDHC, MS e MMC, e a quello per le schede CF, si affianca uno slot ExpressCard/34 per card SxS. Quest'ultimo, grazie ad un adattatore fornito con l'hard disk, permette di leggere anche le schede P2. Sul retro, invece, trovano posto le principali forniti nel kit anche un alimentatore universale da auto e un boxino nel quale alloggiare quattro pile stilo che permetteranno di erogare la giusta tensione in caso di necessità attraverso un connettore USB. Completano il kit, oltre ai cavi di connessione (Firewire, eSATA e USB), due gusci di gomma con i quali “imbrigliare” lo strumento e proteggerlo da eventuali colpi. NON SOLO SCHEDE Per cominciare il lavoro di backup, basta inserire una scheda negli appositi alloggi. Quando sullo schermo compare la scelta se copiare o meno il contenuto della memory inserita, una pressione del tasto operazione è sufficiente ad avviare il trasferimento dei dati. I file scaricati dalla scheda vengono inseriti in una nuova cartella nominata Un dispositivo di backup video, scattante e dall'ottimo rapporto qualità/prezzo, per acquisire file in breve tempo da molte fonti. Indicato soprattutto per le piccole produzioni chiamate a gestire elevate moli di lavoro N egli ultimi anni, all'interno delpanorama video digitale, si staassistendo a una progressiva diversificazione dei supporti di registrazione. L'era dei nastri magnetici sembra essere giunta al capolinea e, se il settore broadcast mantiene ancora in vita il formato Beta nelle sue ultime versioni, il destino futuro del MiniDV appare meno certo. In alternativa a questi supporti, diventa sempre più importante il peso delle memorie a stato solido (CF, SD, P2, SxS), che permettono di archiviare le immagini (sia foto che video) sotto forma di file. Quando si lavora con formati in alta definizione, però, basta poco per saturare una scheda e, se si considera che il prezzo di questi supporti non è sempre abbordabile, si rende manifesta l'esigenza di effettuare un backup del girato. Se si lavora in esterni, per eseguire questa connessioni per collegare il sistema di video storage con un computer esterno, o con un altro hard disk. All'ingresso Firewire si aggiungono uno slot USB e uno eSATA/USB. Sempre sullo stesso lato è collocato l'ingresso per l'alimentatore, che permette di ricaricare la batteria LiPo interna da 4600mA. Vista la natura portatile dell'hard disk e all'esigenza di utilizzarlo in esterni, la parte energetica non è lasciata al caso. Per ricaricare la batteria, infatti, sono Non solo gli elefanti hanno buona memoria operazione si possono utilizzare dei normali notebook o, in alternativa, hard disk portatili pensati per tale scopo. Tra questi ultimi si colloca il sistema di storage video NVS2500 della coreana NextoDI, che promette di essere una soluzione definitiva per scaricare dati da praticamente tutte le schede di memoria che il mercato offre. La capienza dell'hard disk interno, è di 500 GB, ma esiste anche una versione da 320 GB. I due hard disk sono disponibili rispettivamente al prezzo di 1699 (500 GB) e 1399 euro (320 GB); valori che sembrano elevati, in paragone al costo di un Hard Disk ‘puro', ma che invece, come vedremo, possono essere considerati addirittura convenienti. NON UN SEMPLICE HARD DISK Il primo impatto con l'NVS2500 restituisce un'idea di solidità. L'involucro di plastica 2.038,80 (500 GB); 1.678,80 (320 GB) * 120_121:128/130 15/03/10 21:00 Pagina 120
OGNI SCATTO MERITA PASSIONE ROMA27-29 MARZO 2010FIERA DI ROMA photo and digital imagingOrganizzato da: Publifiere Srl Segreteria Operativa: Tel. 0532 775619 - Fax 0532 773422 - bruna@publifiere.it www.photoshow.it fotonotiziario_222X285_mm:Layout 1 4-12-2009 11:21 Pagina 1
75 Sony Alpha 550 Prezzo: 849 euro Sensore: CMOS 14.2 MP, 23.5 x 15.6 mm Ottica: Sony/Minolta A Stabilizzatore: Integrato Video HD: No Esposizione: P, A, S, M, Auto, Modi scena Mirino: Pentaspecchio Display: 3”, 920.000 pixel Sensibilità: 200 - 12800 ISO Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDHC e MS Pro Duo Connessioni: USB 2.0, mini HDMI Dimensioni: 137 x 104 x 84 mm Peso: 678 gr. Prezzo corretto per una macchina interessante sotto tutti i punti di vista. La gemella della Alpha 500 si distingue per la scocca metallizzata e un numero maggiore di pixel per lo schermo ed il sensore (qui da 14 MP). Punta di diamante tra le reflex di gamma media di Sony, la Alpha 550 condivide il cuore con la 500, (processore Bionz, AF a 9 punti, Live View rapido ed efficace..) ma apporta qualche modifica di sicuro interesse per l'amatore. Innanzitutto, la macchina integra un CMOS da 14.2 MP in formato APS-C, dunque leggermente più definito di quello montato sulla 500. Maggior definizione anche il monitor orientabile (920.000 pixel), e più rapida la raffica, fino a 7 immagini al secondo con esposizione ed AF fissi dal primo scatto. Il tutto senza dimenticare il corpo leggero ed i menu chiari che strizzano l'occhio al principiante. Chiudono il quadro le complete dotazioni (stabilizzatore, flash, doppio slot SD/MS, HDR in camera e HDMI), per una macchina di sicuro appeal visto anche il price-point non eccessivo. Buona la resa fotografica, anche a valori ISO spinti (fino a 3200), con colore preciso e rumore ridotto. Sony Alpha 230 Prezzo: 419 euro (con ottica 18-55 mm) Sensore: CCD 10.1 MP, 23.5 x 15.6 mm Ottica: Sony/Minolta A Stabilizzatore: Integrato Video HD: No Esposizione: P, A, S, M, Auto, Modi scena Mirino: Pentaspecchio Display: 2.7”, 230.000 pixel Sensibilità: 100 - 3200 ISO Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDHC e MS Pro Duo Connessioni: USB 2.0, mini HDMI Dimensioni: 128 x 97 x 68 mm Peso: 490 gr. Poca spesa, tanta resa: questa è una piccola che darà grandi soddisfazioni agli esordienti. La più piccola e leggera delle α, una macchina economica adatta a chi muove i primi passi nel mondo della fotografia reflex. La Alpha 230, nuova entry level di Sony, è una reflex piccola e leggera adatta ad un pubblico esordiente in cerca di semplicità e di un prezzo non da capogiro. Le caratteristiche comprendono sensore CCD da 10 MP, AF a 9 punti e schermo da 2.7”, al quale mancano però - rispetto agli altri modelli - le funzioni Live View e la possibilità di orientarlo. Lo scatto a raffica è un po' lento (sui 2 fps), come inevitabilmente in un prodotto di questa categoria; la sensibilità può essere impostata tra i 100 ed i 3200 ISO eq. Integrati nel corpo macchina stabilizzatore, flash, HDMI e doppio slot per schede SD e M.Stick. La resa delle immagini, anche in modo Auto, è più che buona per la categoria, con la messa a fuoco rapida e precisa. La macchina soffre un po' in condizioni di illuminazione scarsa, ma siamo nei limiti della categoria; una DSLR economica per iniziare bene. 069_075:090-091 15/03/10 12:43 Pagina 75
28 D urante lo scorso Film Festival in Berlino, inostri amici di Avance Rapide - giàresponsabili della fiera Dimension 3 che si svolge ogni anno a Parigi - hanno presentato ufficialmente il primo corso internazionale sul 3D, sponsorizzato dal programma MEDIA dell'Unione Europea. Tenuto in inglese e francese, questo 'training course' è intitolato “Mastering 3D from filming to broadcasting”, e si terrà a Parigi dal 24 al 28 maggio prossimi. Un evento, unico nel suo genere in Europa, che ha l'ambizione di creare un network di tecnici qualificati, produttori, autori, in grado di padroneggaire i processi impliciti nella creazione dei contenuti 3D. Come ci spiega Stéphan Faudeux, manager dell'iniziativa, “S3D Campus è stato creato per aiutare chi ha progetti in 3D in Europa. La Stereoscopia 3D è oggi una realtà sugli schermi cinematografici ed anche televisivi, e l'Europa non deve restare indietro sul fronte dei contenuti” S3D Campus ha una formula azzeccata, che è basata sull'alternanza di conferenze, hands-on workshops (che prevedono sia shooting che postproduzione in 3D), ed interventi di massimi esperti del settore. Si prevedono una dozzina di international trainers che ci occuperanno, per i cinque giorni dell'evento, di 35 corsisti. Mastering 3D from filming to broadcasting è orientato soprattutto a tecnici, registi, produttori, ma è aperto a chi voglia approfondire materie come Scrivere in 3D, Filmare in 3D, Masterizzare in 3D, Proiettare in 3D, e si occuperà anche di color grading e CGI animation. 'Crediamo di riuscire a creare un corso davvero eccitante, lavorando a stretto contatto con Dimension 3, il forum internazionale sul 3D e le nuove tecnologie dell'immagine, che si terrà quest'anno in diversi luoghi nell'area di Parigi dal 1 al 3 giugno 2010. Quest'evento, organizzato da Avance Rapide Communication, ci permette di costruire partnership con aziende (come Quantel, Assimilate, Digimage, TSF, Post logic) e operatori leader di settore per i workshop” conclude Faudeux. A proposito di partnership, anche quest'anno Tutto Digitale e Alta Definizione Cinema & TV HD sono i media partner italiani della manifestazione! www.s3dcampus.eu www.dimension3-expo.com Nelle varie fotografie, alcuni momenti di workshop e momenti di formazione in tema ‘Stereoscopia 3D': l'appuntamento per gli interessati è con il S3D Campus, a Parigi, dal 24 al 28 maggio prossimi. M E D I A P A R T N E R S3D Campus: a Parigi, dal 24 al 28 maggio, per imparare tutto sul 3D, dalle riprese alla trasmissione A scuola di 3D 028:026/028 15/03/10 11:37 Pagina 28
58 Samsung, nel tempo dei test ci è stato inviato un nuovo firmware di aggiornamento con il quale la qualità del 3D è stata leggermente migliorata. La non perfetta sincronizzazione purtroppo causava un'imprecisa separazione delle immagini, con risultati altalenanti fra l'accettabile ed il difficoltoso in presenza di forti contrasti, scritte o soggetti posizionati in primo piano. Di tutti questi limiti non ricordiamo alcuna traccia nelle analoghe prove che avevamo effettuato in Corea qualche mese fa (vedi TD 59) , in occasione della visita al quartier generale Samsung, con Flat TV e occhialetti del tutto simili. Abbiamo anche provato il TV con diverse paia di occhiali di produzione precedente, constatando come questi offrivano risultati anche peggiori. Insomma, la dimostrazione palese che il 3D sta arrivando di corsa sul mercato, ma anche in una situazione di continuo sviluppo. Garantire la qualità e prestazioni del 3D sarà un altro bel grattacapo per i costruttori: siamo sicuri che Samsung risolverà ogni problema in tempo per il lancio. Nei momenti di funzionamento sufficientemente corretto, con il materiale a disposizione, l'effetto stereoscopico offerto dal C7000 è apparso davvero molto buono e la resa complessiva certamente sorprendente, che di certo affascinerà lo spettatore. Lo sfarfallio, seppure non del tutto assente, è limitato alle porzioni più luminose delle immagini e, comunque, contenuto. Il televisore è dotato anche di funzione di conversione 2D/3D che permette di dare tridimensionalità ai normali programmi 2D che siano a definizione standard o HD. Per molto tempo questa opzione rappresenterà la principale sorgente di materiale stereoscopico con cui sfruttare le potenzialità 3D del TV, per questo motivo la presenza e la qualità sono fondamentali. L'implementazione Samsung permette di scegliere il livello dell'effetto in una scala da 1 a 10. Al livello minimo, si genera un sensazione di leggerissima tridimensionalità mai fastidiosa e che può dare un impulso aggiuntivo alla visione, se di interesse. Procedendo verso il massimo livello la separazione diventa più marcata ed anche i problemi. Il sistema analizza in tempo reale il video e cerca di riprodurre la stereoscopia separando le immagini. Generalmente il risultato è stabile anche se non con qualche complicazione in presenza di scritte, di immagini con profondità non particolarmente “ovvie”, che possono a tratti risultare poco realistiche. Nel complesso l'effetto più gradevole si ottiene mantenendo il parametro di profondità verso il minimo della scala, ma anche qui è tutto molto soggettivo e dobbiamo aspettare per giudicare il software nella sua versione definitiva. È chiaro che la vera svolta viene dal materiale in 3D nativo e per questo dobbiamo attendere la diffusione del software su BD 3D ed, in futuro, anche qualche canale televisivo. Negli UK, Sky sta pianificando il lancio della sua programmazione 3D, per la quale sta sperimentando da tempo, e speriamo in future buone notizie anche da noi. Non ci dovrebbero poi essere problemi di compatibilità, visto che il TV può lavorare con tutti e tre i metodi utilizzati per la trasmissione del 3D: il Frame Sequential adottato dal BD, che mantiene la risoluzione al massimo livello Full HD, ed i metodi a risoluzione dimezzata con le due immagini affiancate in orizzontale (massima risoluzione 960x1080) o verticale (massima risoluzione 1920x540), che potranno essere usati per le trasmissioni TV poiché non richiedono più banda per il canale 3D, seppure al prezzo di una perdita di risoluzione. L'impegno di Samsung per sviluppare le nuove tecnologie e renderle sempre accessibili a tempo di record non accenna a diminuire. In questo caso la corsa è verso il 3D, settore in cui non ci sono dubbi che l'azienda avrà molto da dire e da offrire. Le potenzialità ci sono ed è importante notare come il 3D non sia l'unico e solo elemento evolutivo della gamma Samsung 2010 studiata per l'homeentertainment, con cui si perfeziona l'avvicinamento al mondo di Internet, viene migliorata la stabilità e la velocità di accesso e la gestione delle diverse funzioni, che sia il caricamento di un disco o la riproduzione di contenuti on-line. Insomma... beato chi deve ancora cambiare il TV! Massimo Basile 3D 2D Dall'alto alcune schermate delle funzioni offerte dal BD-C6900 ed il C7000. Nell'ordine la schermata per la visione delle clip su YouTube, semplicissime da ricercare e riprodurre, una schermata automatica che segnala l'attivazione delle funzioni 3D e chiede di indossare gli occhialetti, ed infine come appare un'immagine dal disco BD-3D in prova di Monsters vs Aliens visualizzata nel formato 2D oppure in stereoscopia. 054_058:090-091 18/03/10 16:11 Pagina 58
per illuminare il complicato (ed enorme) green back. Come d'accordo con il direttore della fotografia (anche in questo il lavoro del DIT è importante), la luce è tutta 3200 K°. Temperatura colore ottimale per la nostra macchina digitale che è dotata di un sensore SuperCCD tarato su quello standard colorimetrico. Con gli assistenti operatore ed il video assist iniziamo ad allestire le cose. La macchina da presa viene assemblata e messa in posizione davanti al limbo verde (così si chiama la particolare struttura dello sfondo, caratterizzata dall'assenza di spigoli tra le pareti verticali e quelle orizzontali); i monitor sono spacchettati ed allestiti, e a due a due posizionati lì dove resteranno per tutta la settimana: è il bello di girare in teatro, fai il lavoro una volta sola! Cominciamo a cablare e i macchinisti costruiscono una piccola capanna di teli neri per la post produzione e per il direttore della fotografia. Noi posizioniamo due scrivanie ad “L” e montiamo i quattro monitor. I tecnici della post penseranno al resto. Io prendo il mio LUTbox e lo collego. Il video assist monta i suoi registratori e a cascata collega i cavi di tutti i monitor: saranno almeno 250mt di cavo! Siamo pronti. Mi avvicino alla camera e collego il connettore del cavo SDI. Sono quasi emozionato: in un attimo una giungla di immagini identiche illumina il teatro; sembra di stare da un rivenditore di televisori più che sul set di una grossa pubblicità natalizia! Un sospiro di sollievo e si aspetta l'indomani, l'inizio dello spot. È impressionante quanto lavoro ci sia dietro una cosa così grossa: sono almeno tre settimane che lavoro tutti i giorni e come me macchinisti, elettricisti, scenografi e tutta la produzione. Sul set il DIT supervisiona, si assicura che tutto vada al meglio. In pratica, se ha organizzato bene prima, dovrà lavorare poco poi. Tutto sommato però, continua ad avere una grossa responsabilità: consigliare il DoP nel migliore dei modi. La corretta esposizione (che, beninteso, va sempre interpretata) ne è un esempio: sbagliare è letale. Il DIT diventa un filtro con cui l'esperienza ed il talento dei Direttori della fotografia si esprimono senza ‘intoppi' anche nella “nuova” fotografia digitale. Il set va avanti e tutto procede bene: ad ogni magazzino digitale riverso su un nastro. Rimetto il disco sulla macchina da presa, mi assicuro che i settaggi siano ancora giusti e torno ai miei monitor che, a turno, ritaro. Dopo esplosioni, salti, baci e amori, il set finisce. Il materiale viene rispedito al rental, tutto ripulito e sistemato. Mi prendo un giorno per fare la seconda copia dei nastri per il montaggio. È tutto finito ed è il 20 dicembre. I macchinisti e gli elettricisti smontano il teatro in poche ore. Alcuni giorni dopo, nel teatro di Cinecittà dove abbiamo girato, è come se nulla fosse mai successo. Mi assicuro che i nastri siano arrivati a destinazione. La post produzione comincerà a Londra i primi di gennaio. Tutto, e lo si può dire solo dopo, pare andato a buon fine. IN SINTESI Questa breve cronistoria è, in realtà, una scusa per parlare di una professione altrimenti indescrivibile. Al di là dell'aiuto che può dare ad un Direttore della Fotografia, alcune volte il DIT potrebbe non approdare sul set. In sostanza è una professione fondata sulla ricerca. Nel momento in cui si insedia in un nuovo lavoro, deve tener presente una cosa ben precisa: su che devo lavorare? La combinazione macchina da presa Esempio di workflow rapportato al set descritto nel testo. © F.L. Giardiello/motoperpetuopress digitale, software di editing, processo di post produzione, scelte foto/ artistiche, genera sempre delle situazioni differenti da affrontare: non esiste uno standard ripetibile. Cosa fa un DIT? Dipende, rispondo sempre io. È un intermediario, qualcuno che vede problemi che gli altri non vedono e cerca di risolverli prima ancora che diventino tangibili a tutti. Si preoccupa di far sì che il ‘mostro' digitale non sia di peso a nessuno, che tutti continuino a fare il proprio lavoro indisturbati dal (velocissimo) progresso tecnologico del cinema digitale. Francesco L. Giardiello 107 Nata in parallelo alla Sony F35, la Genesis è l'unica macchina da presa digitale targata Panavision. A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D IX 104_107:ART EUROPEI 15/03/10 20:10 Pagina 107
Video Club Festival & Dintorni U n appuntamentosempre molto “hot”per gli appassionati di digitale, è il Future Film Festival di Bologna arrivato alla XII edizione, sempre diretto da Giulietta Fara e Oscar Cosulich. Quest'anno il 3D l'ha fatta da padrone: Joe Dante con l'anteprima di The Black Hole in 3D, Joe Lettieri ha parlato del suo lavoro a fianco di Cameron per realizzare gli effetti di Avatar, si sono visti i primi due episodi di Toy Story in versione 3D e alcuni minuti di anteprima del prossimo Toy Story 3, sempre in 3D, e poi una tavola rotonda. Ancora, ecco quindi le grandi animazioni, come quelle giapponesi, con il ritorno di un maestro come Rintaro (Metropolis, Capitan Harlock) che ha firmato Yona Yona Penguin, primo film in CG della MadHouse. E ancora, una retrospettiva di tutto rispetto dedicata a Saul Bass, maestro del cinema americano, autore di locandine e soprattutto di originali titoli di testa di alcuni film hollywoodiani: animazioni per Otto Preminger, un po' il suo scopritore (Carmen 36 Jones), per Alfred Hitchcock (La donna che visse due volte, Intrigo internazionale e Psyco), e poi i titoli de L'età dell'innocenza di Martin Scorsese (per cui ha lavorato anche per Quei bravi ragazzi e Casinò). Il Platinum Grand Prize per il lungometraggio d'animazione o con effetti speciali è stato assegnato a Panique au village di Stéphane Aubier e Vincent Patar (Belgio); menzione speciale invece a Edison & Leo di Neil Burns (Canada). Il premiati del Pubblico Groupama sono: Fard di David Alapont e Luis Briceno e The Man is the Only Bird that Carries his own Cage di Claude Weiss. E infine il Premio della Giuria – Provincia di Bologna per il miglior corto è andato a The Lighthouse Keeper di David Francois, Rony Hotin, Heremie Moreau, Baptiste Rogron, Gaëlle Thierry, Maïlys Vallade. In ogni caso a vincere davvero è stato il cinema, in tutte le sue forme... Vecchie e nuove opere che aprono l'audiovisivo al futuro, proprio come intende fare e fa da dodici anni questo festival. LA FESTA DEL CINEMA TORINESE Dopo il biennio firmato Moretti, un altro regista italiano prende le redini del Torino Film Festival (TFF), Gianni Amelio, che ha condotto questa XXVII edizione. Da segnalare quest'anno innanzitutto due importanti retrospettive storiche, dedicate al grande regista americano Nicholas Ray, autore amato dai giovani dei “Cahiers du Cinéma” e della Nouvelle Vague francese, che ha diretto splendidi noir come They Live by Night o In a Lonely Place e famosi melò come Rebel without a Cause (Gioventù bruciata). Ray è regista molto personale eppure ha sperimentato generi diversi confrontandosi con il film storico come Il re dei re o quello storico-bellico con 55 giorni a Pechino, o ancora con il western con The True Story of Jesse James e, soprattutto, il capolavoro Johnny Guitar. L'altra retrospettiva ha avuto come protagonista Nagisa Oshima, regista giapponese noto soprattutto per il provocatorio Ecco l'impero dei sensi ma anche per un film di guerra molto particolare come Furyo con David Bowie e Ryuchi Sakamoto. Fra le iniziative, il concorso con opere prime e seconde, spazio ai documentari, oltre ad una sezione aperta a percorsi più disparati come “Festa mobile” in cui hanno trovato spazio l'anteprima di Segreti di famiglia di Francis Ford Coppola e Fantastic Mr. Fox, il nuovo film di Wes Anderson. E poi spazio alla sperimentazione, con la sezione “Onde”. La formula quindi rimane più o meno invariata; da segnalare che anche quest'anno non sono mancate le gigantesche file per entrare nelle sale, soprattutto il fine settimana o negli orari serali anche nei giorni feriali. Eppure il festival ha avuto la sua grande serata di apertura con un film decisamente mediocre, Nowhere Boy della regista Sam Taylor Wood, biografia del giovane John Lennon, ragazzino problematico conteso da due sorelle molto diverse tra loro. Non c'erano grossi nomi che catturavano l'attenzione e la curiosità e, nemmeno film che scuotessero lo spirito più cinefilo. Come ormai da tempo le cose migliori si sono viste nei documentari con il divertente e ben riuscito Rip! A Remix Manifesto di Brett Gaylor e con i documentari rock Neil Young Trunk Show di Jonathan Demme che torna a dirigere un concerto del musicista canadese e Oil City Confidential di Julien Temple, ormai documentarista rock a tempo pieno, che in questo caso si diverte a ricostruire la storia di una band inglese, i Dr. Feelgood. Un piccolo, unico gioiellino è My Only Sunshine del regista turco Reha Erdem. ARTISTI AI TEMPI DEL DIGITALE Erik Natzke realizza opere astratte, cromaticamente esplosive, dagli intarsi interessanti. Ci si può trovare di fronte ad un fiore postimpressionista, a linee e vettori di energia cromatica, forme che sembrano avere a che fare con la natura e con i flussi energetici, un astrattismo che rimane in qualche modo legato al reale, eppure la specificità di questo geniale artista americano sta nel fatto che ogni linea-movimento delle sue opere è frutto di un software. Natzke infatti è un artista ma anche un designer e un programmatore che elabora software che creano linee, forme e colori e che poi stampa come foto-disegni di un proprio mondo mentale. L'artista realizza così un continuo mutuare di forme, colori, pattern, dinamiche tra l'universo materiale e quello immateriale. Natzke ha esposto alcune delle sue opere presso Galleria Allegretti Contemporanea, (Torino): una mostra accattivante per i colori, la tensione dinamica, la mille possibilità di linee e punti informatici nel creare visioni e soprattutto interessante ad un'attenta osservazione proprio per il marchio digitale che resta impresso nelle spirali precise, nelle rotondità tecnologicamente perfette delle sue opere. Ma a Torino anche un altro artista ha proposto un proprio mondo artistico intrinsecamente legato al computer, John Simon jr, con una personale (Riverrun, alla Galleria Glance). Simon è un esponente della Software Art: i suoi “quadri” sono il risultato visivo di software che lui stesso elabora e le sue tele sono gli schermi LCD dei computer. Sarà per questo ruolo fondamentale che l'arte contemporanea ha attribuito e sta attribuendo al linguaggio digitale che a Londra è stata allestita una mostra davvero interessante: Decode: Digital Design Sensations (V& Museum, fino all'8 aprile 2010). La mostra si occupa di arte digitale e di interactive design con artisti quali Daniel Brown, Golan Levin, Daniel Rozin, Troika e Karsten Schmidt. Simone Arcagni Il fantastico del cinema Future Film Festival, Torino Film Festival & Co. In alto un'opera di John Simon Jr. Qui , Yona Yona Penguin del maestro giapponese Rintaro. 036:026/028 15/03/10 11:43 Pagina 36
Overall Peliti Associati è una casa editrice specializzata in comunicazione sociale e d'impresa, molto attiva nel campo dell'editoria fotografica. Non a caso fa parte del gruppo European Publishers Award for Photography, ristretta e valida selezione di editori europei di settore. Il libro qui presentato è opera del francese Charles Fréger - già autore di un interessante volume sui lottatori di sumo - ed è un excursus per immagini sulle divise e uniformi di vari battaglioni e reggimenti nel mondo, appartenenti alla serie Empire. Tanto esteso e dovizioso quanto elegante, a partire dalla foto di copertina, che giustamente celebra lo “stilista” più famoso - un certo Michelangelo... (ma c'è chi dice che sia solo una leggenda) attraverso il variopinto armamentario delle Guardie svizzere. Tra le pagine scorrono decine e decine di immagini di soggetti in posa, contraddistinte da un senso di straniamento che va dal marziale al ridicolo, a sostegno di quello che è il vero obiettivo dell'arte di Fréger: ricercare, attraverso l'esteriorità, la radice dell'animo umano. (V.F.) Libro fotografico; di Charles Fréger, Peliti Associati - pag. 180; 22,5 x 28,5 cm 39,90 Vis voluntatis Libri Le recensioni 96 Fiat lux: la corretta illuminazione, si sa, è la prerogativa di base per ogni attività fotografica (ma anche video), come già il nome “fotografia” lascia intendere. E per conoscere la luce in tutte le sue forme e sfaccettature - e quindi i suoi usi, dai più classici a quelli più creativi - niente di meglio che un manuale tecnico idoneo, come questo dei fotografi australiani John Child e Mark Galer, giunto alla quarta edizione: elegante, completo e raffinato (e, tutto sommato, anche a buon prezzo, visto che in rete si trova sui 25 euro), come tutti i libri Focal Press sanno essere. Un compendio di “essential skills”, cioè di abilità essenziali, segno che si tratta di un manuale che può esser consigliato a tutti, fatta salva la premessa che si tratta pur sempre di un testo in lingua inglese, che necessita quindi di un approccio linguistico adeguato da parte del lettore. Ma i tanti esempi pratici e le circa 200 foto a corredo renderanno tutto certamente più agevole, senza contare poi il nutrito glossario a conclusione del libro. E, allora, luce sia... (V.F.) Overall Photographic Lighting Audrey Hepburn: basta leggere il nome per pensare alla soavità fatta persona, allo stile irraggiungibile di un'attrice che è diventata un'icona a tutti gli effetti, Questo ricco e illustratissimo libro (272 pagine in formato 23,5 x 28,5 cm, con oltre 600 fotografie), racconta la vita e la carriera di una donna che era del pari amata dai rappresentanti del gentil sesso come degli uomini attraverso le infinite copertine e da articoli apparsi su giornali e riviste di tutto il mondo. Una chiave di lettura inedita e insolita, dunque, dalle prime copertine della giovane promessa del cinema alla storia degli impegni sociali come ambasciatrice per l'Unicef negli ultimi anni della sua vita. Un libro che che ci fa scoprire qualche aspetto forse meno noto della magnifica interprete di Vacanze Romane, Sabrina, Cenerentola a Parigi, Colazione da Tiffany, My Fair Lady, Come rubare un milione di dollari e vivere felici, solo per citare alcune pellicole. Un atto d'omaggio ad una diva-non diva, sempre dfi moda e ancora amatissima. (S.C.) Tre in un colpo solo: dopo il successo dei precedenti libri (ancora disponibili: www.tuttodigitale.it) - i primi e tuttora gli unici in italiano dedicati all'HD video e al videomaking in HD la nostra piccola casa editrice lancia, in occasione del Photoshow 2010, tre nuovi volumi da considerare, se ce lo permettete, ancora una volta ‘unici'. L'ABC di Photoshop CS4, come suggerisce il nome, non è uno dei tanti manuali sul programma di fotoritocco più famoso del mondo, ma una guida sui generis a questo software, realizzata, appunto, a mo' di glossario. Troverete quindi, per ogni definizione, la spiegazione delle operazioni che a questa corrispondono, che possono essere effettuate con tale comando. Andrea Giovannone, fotografo, videomaker, multimedia designer e nostro consulente per la grafica e l'impaginazione di tutte le pubblicazioni del gruppo motoperpetuopress è - chi meglio di lui? - l'autore dell'opera. Il secondo, nuovo libro dice tutto già nel titolo: Editing HD, fra arte e tecnica. Ancora una volta, si tratta di un volume unico, il primo in assoluto in Italia sul montaggio in alta definizione, e di certo anche il primo a mettere sullo stesso piano, spiegandone le ragioni, l'aspetto artistico e quello tecnico di una professione per certi versi poco nota ma assolutamente fondamentale per la riuscita di un film o un audiovisivo. Autore di questo libro è Marco Zamparelli, ben noto ai nostri lettori per il suo contributo decennale di articoli sulla materia, autore anche del libro HD Videomaker. Infine, non c'è due senza tre, ecco Video HD per fotografi digitali. Scritto dal nostro direttore Stefano Belli, il libro è un'altra ‘prima assoluta', l'unico dedicato al nuovo trend che vede i fotografi utilizzare una reflex capace di registrare in HD per realizzare filmati. Una possibilità permessa dalle ultime macchine, un'utilizzazione interessante che necessita però di un minimo di regole per le differenze del linguaggio cinematografico da quello fotografico, per la necessità di effettuare l'editing e così via. Ogni libro è realizzato come i precedenti, ovvero con 100 pagine tutte a colori, stampate su carta di alta qualità. Naturalmente non possiamo darci i voti da soli, e quindi vi invitiamo a verificare di persona se il lavoro volto ha una sua valenza. Per informazioni: www.tuttodigitale.it (S.C.) Overall Audrey Hepburn una vita da... Libri Le recensioni del momento Overall S.V. L'ABC di Photoshop CS4 Editing HD fra arte e tecnica Video HD per fotografi digitali Libro fotografico; di Scott Brizel, Magazzini Salani - pag. 272; 23,5 x 28,5 cm 28,00 Manuale tecnico in inglese; di John Child e Mark Galer, Focal Press - pag. 206; 19 x 25 cm 29,95 Manuali tecnici; di Andrea Giovannone, Marco Zamparelli, Stefano Belli, Motoperpetuopress pag. 100/100/100; 16,5 x 23,5 cm 20,00/20,00/20,00 collection b per fotografi digitalila prima guida completaper l'uso della fotocameradigitale (reflex e compatta) nelle riprese video HD Come riprenderein video alta definizionecon la fotocamera Tecniche di ripresa Montaggio e postproduzione Attrezzaturaed accessorI I trucchi del suono Guida mercatoi modelli giusti 096_098:Layout 1 15/03/10 19:57 Pagina 96
73 Sony Alpha 500 Prezzo: 699 euro (solo corpo) Sensore: CMOS 12.3 MP, 23.5 x 15.6 mm Ottica: Sony/Minolta A Stabilizzatore: Integrato Video HD: No Esposizione: P, A, S, M, Auto, Modi scena Mirino: Pentaspecchio Display: 3”, 230.000 pixel Sensibilità: 200 - 12800 ISO Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDHC e MS Pro Duo Connessioni: USB 2.0, mini HDMI Dimensioni: 137 x 104 x 84 mm Peso: 597 gr. Una reflex di livello medio semplice da utilizzare e dal prezzo abbordabile. A metà tra la macchina per principianti e quella per amatori con discreta esperienza, la Sony Alpha 500 offre scocca compatta e schermo inclinabile. Basta un'occhiata per capire l'indole di questa Sony Alpha 500: nulla di troppo complicato o professionale, ma una DSLR semplice da usare pensata per il fotografo già smaliziato o per il principiante in cerca di qualcosina in più. Il CMOS adottato è un 12.3 MP, con dimensioni APS-C, con supporto Live View (rapido ed accurato) sul monitor inclinabile da 3” (230mila pixel), il tutto in un corpo compatto e leggero, completamente in plastica. La macchina integra nel corpo lo stabilizzatore SteadyShot, mentre la raffica, nelle nostre prove, ha raggiuntoi 4/5 frame al secondo. La qualità d'immagine è più che buona, specialmente per quello che riguarda la resa dei colori, e il rumore ben contenuto fino ai 3200 ISO. Non è presente, come su tutta la attuale gamma Sony Alpha, alcun tipo di modalità di registrazione video. Utile ed efficace la modalità HDR direttamente in camera. Sony Alpha 330 Prezzo: 499 euro (solo corpo) Sensore: CCD 10.1 MP, 23.5 x 15.6 mm Ottica: Sony/Minolta A Stabilizzatore: Integrato Video HD: No Esposizione: P, A, S, M, Auto, Modi scena Mirino: Pentaspecchio Display: 2.7”, 230.000 pixel Sensibilità: 100 - 3200 ISO Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDHC e MS Pro Duo Connessioni: USB 2.0, mini HDMI Dimensioni: 128 x 97 x 72 mm Peso: 530 gr. Reflex semplice ed economica, consigliabile ai principianti per iniziare nel modo giusto. Una reflex per debuttanti dal prezzo invitante, punto di ingresso ideale nel mondo del sistema Sony Alpha/Minolta. Modello intermedio tra la Alpha 230 e la Alpha 380, la Alpha 330 ha uno châssis realizzato in plastica, che tradisce la categoria di appartenza, un CCD da 10 MP in dimensioni APSC stabilizzato ed un sistema AF a 9 punti, che si è rivelato rapido ed efficace. La macchina è molto semplice da usare grazie ai menu semplificati ed alla intelligente disposizione dei tasti. Lo schermo, 2.7 pollici per 230mila pixel, può essere inclinato di più o meno 90 gradi, per favorire scatti in posizioni ardite, grazie al Live View, reattivo e facile da utilizzare. Lo scatto a raffica ci ha un po' deluso, con un valore ben al di sotto della media, solo 2 fps. In compenso, abbiamo apprezzato il doppio slot per schede di memoria SD e Memory Stick Pro Duo. La resa delle immagini è molto buona a patto di rimanere entro i 400 ISO; in casi di bassa luminosità spingersi a velocità maggiori comporta l'apparizione di un po' di rumore. Niente possibilità di ripresa video. 069_075:090-091 15/03/10 12:43 Pagina 73
18 Posta tecnica SCEGLIERE LA VIDEOCAMERA Ho da poco iniziato a comprare la Vostra rivista: innanzitutto complimenti per tutto quello che raccontate in modo semplice ed efficace. Inoltre ho notato con quanta maestria date risposte ai lettori sulle più svariate domande. Io sono un neofita e penso di avere trovato le persone giuste a darmi le risposte che cerco. A questo proposito vi chiedo un consiglio, dato che in questo mondo non riesco a districarmi: dovrei comprare una video camera per la compagnia teatrale dove recito (siamo attori amatoriali), per riprendere le commedie dei miei amici. Essendo una piccola compagnia non abbiamo un budget, dobbiamo arrangiarci, con queste premesse vi chiedo cosa guardare nel mondo delle videocamere, però che abbiano le caratteristiche di riprendere a teatro, e avere l'attacco per un microfono con un cavo di 20/30 metri per il suono. Confido sulla vostra professionalità nel darmi una risposta, sul dove cercare o su una vostra indicazione di video camera che soddisfi le esigenze della compagnia teatrale. Nel ringraziarvi affettuosamente per quanto vorrete fare, mi è gradita l'occasione per distinti saluti. Lucio Bottiglieri Quinto di Treviso (TV) Salve, da poco ho scoperto la vostra rivista, complimenti. Ne approfitto per chiedervi cortesemente consiglio. Ho la gloriosa Canon DM - XM 1, che utilizzo per i documentari (amatoriali) dei viaggi, per il cui montaggio uso il programma Avid 7. Vorrei passare all' HD privilegiando: massima luminosità e grandangolare. MiniDV, Card o DVD? Vale la pena rinunciare al mirino oculare per la minore spesa? Disponibilità intorno 2.000 Euro. Inoltre, per il montaggio, quali caratteristiche minime deve avere il PC e quale programma utilizzare? Comprendo che la correttezza non consente suggerimenti specifici ma... un aiutino. Grazie e scusate il disturbo Maurizio Mattei - Roma Suggerire una videocamera fermo restando l'impossibilità di dare suggerimenti precisi, per ovvii motivi di correttezza, come segnala il lettore Mattei non è operazione di poche righe, tanti sono i parametri che entrano in gioco, dai propri gusti alle possibilità di spesa, dalle capacità di ripresa alle esigenze di montaggio. Quello che è certo che per riprese in ambienti scarsamenti illuminati (come in un teatro, per rispondere al lettore Bottiglieri) servirà una macchina adatta alla situazione, ovvero con ottica luminosa e sensore di dimensioni notevoli. Oltre che estesa verso il grandangolare, (utile nelle condizioni di ripresa in interni, ma anche, evidentemente, anche per i documentari, come richiesto dal lettore Mattei). A proposito di ottiche, bisogna ricordare che un obiettivo con escursione wide, magari anche piuttosto luminoso, ha un costo rilevante, e questo ne limita la diffusione a modelli di categoria superiore (o a quelli con ottica intercambiabile); c'è però la soluzione di utilizzare un aggiuntivo ottico - in genere da avvitare sulla ghiera dell'obiettivo originale - che amplia l'angolo di campo, a prezzo di un leggero ingombro e peso e una (limitata, se l'aggiuntivo è di buona qualità) perdita di qualità. Naturalmente macchine con caratteristiche superiori come quelle indicate sono orientate al prosumer, ed hanno quindi un costo leggermente superiore alla media, ma i risultati in termini di ripresa sono esaltanti. In quanto al supporto di registrazione, resta una soluzione valida affidabile ed economica il MiniDV, ma oggi tutto sembra andare verso le schede di memoria, che per il consumer-prosumer significa essenzialmente SD Card e registrazione in AVCHD. Il che, per il montaggio, si traduce nella necessità di importare i file operando una trascodifica in formati intermedi (DVCPRO HD, Apple Pro Res 422 o simili) nei sistemi. Questi ultimi dovranno essere ospitati su macchine abbastanza recenti e di alto livello. Le combinazioni hardware/ software nel mondo PC/ Windows sono quasi infinite, e i risultati degli accoppiamenti tutti da scoprire (con possibilità di sorprese non sempre positive); in generale è bene avere per l'editing una macchina dedicata, superattrezzata, con soluzioni chiavi in mano certificate e garantite, più che avventurarsi in assemblaggi di vario tipo. Nel mondo Mac tutto è più semplice, ad inziare dalla scelta di programmi: ogni nuovo computer Apple, infatti, è fornito con una suite di software fra cui non manca iMovie, programma di base ottimo per farsi le ossa. Una volta esperti ed esigenti, si potrà passare senza troppe complicazioni pratiche ed economiche a Final Cut Pro, caratterizzato da una diffusione sempre crescente sia fra gli appassionati che i professionisti. Per ottenere i migliori risultati in ripresa e montaggio ad alta definizione, naturalmente, è bene affidarsi a prodotti collaudati e di buon livello. Qui sotto una stazione mista Apple/Avid Nitris, in alto una videocamera Sony HVR-Z5. 012_018:026/028 15/03/10 11:12 Pagina 18
82 Sensore: CMOS 12.1 MP, 17.3 x 13 mm Ottica: Micro Quattro Terzi Stabilizzatore: sec. ottica Video HD: 1920x1080 Esposizione: P, A, S, M, iAuto Mirino: Elettronico Display: 3”, 460.000 pixel Sensibilità: 100 – 3200 ISO Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDHC Connessioni: USB 2.0, uscita video, mini HDMI Dimensioni: 124 x 90 x 45mm Peso: 385 gr. Una compatta con funzioni da reflex, obiettivi intercambiabili ed un ottimo modo video. Avete presente il Live View? Ebbene Panasonic, assieme ad altri costruttori, ha pensato bene di estendere il concetto sviluppando una fotocamera ad obiettivi intercambiabili concepita per lavorare sempre in “live view”, con il mirino ottico sostituito da uno elettronico. Addio a pentaprisma e specchio ribaltabile, spazio all'attacco a baionetta per l'aggancio di diversi obiettivi in un corpo macchina che, seppure più piccolo e leggero, viene realizzato con le stesse caratteristiche costruttive e di impostazione di una DSLR. Sono gli elementi alla base della GH1, una delle proposte in chiave microQuattroTerzi sul mercato, che abbiamo avuto occasione di provare con un obiettivo Lumix G Vario 7-14 mm f/4 (equivalente ad un 14-28 mm) ed un Lumix G VR 45-200 (equivalente ad un 90-400 mm) f/4-5.6, apprezzandone particolarmente la leggerezza e la compattezza. Poco più grande di una bridge, la GH1 offre una presa sicura e ferma ma grazie al minor peso non affatica mai anche durante lunghe sessioni di utilizzo, dimostrandosi una perfetta compagna di vacanza. La disposizione dei comandi è razionale e completa (c'è tanto di rotella per il controllo delle opzioni, come apertura e tempi) ed offre alcuni spunti innovativi, come i selettori meccanici per la modalità di scatto (singolo, raffica, raffica veloce, auto) e di autofocus. Il bel display posteriore è ribaltabile al fine di proteggerlo dai graffi quando non usato, ma non può essere impiegato come display orientabile; è affiancato da piccoli tasti funzione con i quali si può accedere direttamente agli ISO, il bilanciamento del bianco, una funzione a scelta e la modalità AF, oppure navigare nel menu disponibile in modalità completa e nella comoda versione Quick. Il mirino elettronico ha una risoluzione piuttosto elevata ed è luminoso, seppure il suo impiego sia a nostro avviso non confrontabile con la qualità ed il feeling offerto da un vero mirino ottico. Poco male visto che alla fine si usa prevalentemente il display. La qualità degli scatti è molto buona per dettaglio ed equilibrio cromatico. Le performance a sensibilità basse sono eccellenti, e con l'aumentare degli ISO il livello di rumore sale in modo non eccessivo, lasciando ampiamente utilizzabile l'intero range fra 100 e 1600 ISO, con risultati accettabili anche a 3200 ISO. Il rumore residuo negli scatti JPEG è concentrato sulla luminanza, mantenuta con un dettaglio elevato dai filtri integrati che mantengono le immagini piacevolmente definite, lavorando principalmente sul rumore di croma (ben visibile negli scatti RAW). L'autofocus è preciso e soprattutto rapido, il che stupisce positivamente, per l'assenza del sensore dedicato AF, tutto si deve basare sul metodo a contrasto che abbiamo già trovato con risultati generalmente poco esaltanti nelle DSLR Live View. Ottima l'implementazione Panasonic! Meno convincente il flash e, tra l'altro, segnaliamo che nel caso dell'obiettivo 7-14 mm fornito per la prova l'impossibilità di rimuovere il paraluce è causa della fastidiosa proiezione dell'ombra... Sulla destra del corpo macchina compare il tasto per la registrazione video, che nella GH1 è possibile fino alla risoluzione 1920x1080 24p o 60i in formato AVCHD, oppure in MJPEG a 1280x720 a 30 fps. La qualità dei filmati è veramente buona. I vantaggi del sensore comunque più grande rispetto alle videocamere sono ancora accessibili seppure meno esaltanti e la maggiore risoluzione ed il dettaglio evidenti. Buona la qualità dell'autofocus e delle regolazioni automatiche di apertura e sensibilità, anche se in condizioni di bassa luminosità la rumorosità sale molto rapidamente. L'effetto di skewing legato al sensore CMOS è sì percettibile, ma molto più contenuto rispetto alle performance riscontrate nelle altre DSLR analizzate fino ad ora: per evidenziare l'inclinazione delle linee verticali è necessario effettuare movimenti di camera molto rapidi e pronunciati, segno che il sistema di elaborazione video implementato da Panasonic è sufficientemente efficiente da compensare, almeno parzialmente, questa limitazione tipica dei CMOS. Del resto l'esperienza dell'azienda in ambito video non è poca ed i risultati si fanno vedere. Insomma, un prodotto veramente interessante: un'ottima combinazione di funzionalità, praticità e performance offerta, e forse questo è l'unico limite di rilievo, ad un prezzo purtroppo tutt'altro che contenuto. Panasonic L. GH1 Prezzo: 1.390 euro (con 14-140mm) Bastano le lenti intercambiabili in una compatta per sfidare le reflex? Si può fare a meno del pentaprisma? Sono alcuni dei dubbi circa la nuova tendenza verso le reflex/non reflex. Ecco una risposta in chiave MicroQuattroTerzi. 076_083:090-091 15/03/10 13:11 Pagina 82
b MOTOPERPETUOPRESS motoperpetuopress srl - via delle Alpi 13 - 00198 Roma - tel. 06 442 02 596 Ogni anno si pubblicano in Italia oltre 30.000 libri. Questi sono gli unici dedicati a ripresa e montaggio in HD Nel ‘lontano' 2007 abbiamo pubblicato la prima guida italiana dedicata all'alta definizione, HD Video. Nel 2008 un nuovo volume, HD Videomaker, che, dopo due ristampe è stata ripubblicato nel 2009 in una edizione aggiornata e ampliata. Quest'anno, per completare la quadratura del cerchio, abbiamo aggiunto due libri: Editing HD, fra arte e tecnica, la prima guida interamente dedicato al montaggio in alta definziione, e Video HD per fotografi digitali, la prima guida studiata per spiegare come riprendere e montare video in HD con la reflex. Una collana di quattro volumi, che sono altrettanti ‘libri di testo' per le scuole di formazione. Un poker d'assi che costituisce il riferimento tecnico assoluto di tutta la materia ‘alta definizione' nel nostro paese. Per ottenere uno o più volumi a condizioni speciali, collegati a www.tuttodigitale.it nuova edizione aggiornata ed ampliata dalla scelta della camera alle tecniche di ripresa, tutto quello che bisogna davvero sapere sull'alta definizione. Con un nuovo capitolo sull'editing HD La guida completa per appassionati e professionisti bgruppo collection b per fotografi digitali la prima guida completa per l'uso della fotocamera digitale (reflex e compatta) nelle riprese video HD Come riprendere in video alta definizione con la fotocamera Tecniche di ripresa Montaggio e postproduzione Attrezzatura ed accessorI I trucchi del suono Guida mercato i modelli giusti collection b per fotografi digitali la prima guida completa per l'uso della fotocamera digitale (reflex e compatta) nelle riprese video HD Come riprendere in video alta definizione con la fotocamera Tecniche di ripresa Montaggio e postproduzione Attrezzatura ed accessorI I trucchi del suono Guida mercato i modelli giusti 049:004 15/03/10 21:27 Pagina 49
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16 Posta tecnica acquistarlo con una logica che mi soddisfi da qui ad almeno un paio d'anni. RingraziandoVi della Vostra cortese attenzione vi porgo i miei più cordiali saluti. Fabio Gerardi - Roma Fra i modelli HD Ready e Full HD c'è una bella differenza. I primi hanno una risoluzione di 1280x720 pixel, i secondi sfoderano una risoluzione di 1920x1080 pixel. Ovviamente questo ha un significato importante nel caso in cui si debbano visualizzare segnali originariamente ad alta definizione 1080 (ad esempio provenienti da un lettore Bluray). Se ci si limita a guardare segnali SD riscalati allora la differenza fra la visione a 720p o 1080p viene meno, in quanto il dettaglio presente nell'immagine è limitato da quello del segnale standard iniziale comunque inferiore. Se poi il TV è piccolo magari intorno ai 30” e visto da un paio di metri di distanza, le differenze diventano ancora più sottili e fra 720p e 1080p sarà molto difficile percepire alcun cambiamento (ed in qualche caso anche rispetto alla definizione standard). Guardando invece un segnale HD 1080p su un maxischermo (50” o più) ed a distanza ravvicinata, come è sempre più usanza grazie alle flat TV, la differenza fra un TV 720p e 1080 può essere visibile. L'alta definizione serve anche a questo: permettere di ottenere una buona resa con immagini più grandi! Da non sottovalutare poi il fatto che il 1080p è oggi uno standard. Tutti gli sviluppi si concentrano su questo formato ed acquistare un TV 720p significa acquistare già qualcosa di vecchio e soggetto ad una maggiore obsolescenza. Visto il crollo vertiginoso dei prezzi dei TV e vista la totale predominanza di modelli 1080p rispetto a quelli 720p, sinceramente non ci IL CINEMA AL CINEMA Salve mi chiamo Fabio Gerardi, sono un ragazzo romano che vorrebbe e dovrebbe acquistare una tv al plasma da 50-55 pollici, ma, facendo una rapida ricerca fra le migliori marche in commercio, le tecnologie più avanzate e il miglior rapporto qualità prezzo, mi sono perso e non riesco a capire quale sia il modello più adatto alle mie esigenze. Premetto che non cerco obbligatoriamente "l'ultimo modello", perché so che ci sono modelli andati fuori produzione che erano avanti agli altri di "10 anni", ma poco apprezzati dalla maggior parte della gente, perciò mi rivolgo a voi e alla vostra competenza (qualità che purtroppo non si riesce a trovare nei vari negozi soprattutto all'ingrosso) per un consiglio efficiente e che mi permetta di fare un acquisto mirato e che soddisfi ogni mia necessità. Premetto che ho provato, prima di disturbarvi, a guardare recensioni, comparazioni, ma il problema sussiste lo stesso perché non si riesce a capire bene (o almeno io e le persone che conosco) se a occhio nudo ci sia poi tutta questa grande differenza fra i modelli HD ready e i Full HD, se i 600 Hz siano veramente i migliori o meno, quali sono le funzioni a cui generalmente non converrebbe mai rinunciare, anche perché da più di un negoziante mi sono sentito dire che alla fine sono tutti uguali i televisori.... ma io a questa cosa in realtà credo poco. Vi faccio presente che vorrei collegare la tv al PC e anche qui non si capisce bene se conviene prendere un TV con entrata PC o qualitativamente è la stessa cosa dell'HDMI, in pratica Vi prego aiutatemi sono nella confusione più totale, quella che dovrebbe essere la gioia di un grande acquisto si sta tramutando in un piccolo incubo! So già che per le leggi del mercato ciò che acquisto oggi è già "vecchio", ma almeno vorrei porremmo il problema della scelta fra i due. Per quanto riguarda il 600 Hz, ad oggi si tratta di una tecnologia utilizzata da un costruttore (Panasonic) per pilotare i suoi TV al plasma ed ottenere le migliori prestazioni in termini di risposta e contrasto da questa tecnologia. Non è una funzione direttamente confrontabile con le funzioni di scansione a 100 o 200 Hz implementate nei TV LCD: sono tutte tecniche nate per mitigare o superare alcune limitazioni dei diversi sistemi su cui si basano i TV a schermo piatto. Non possiamo affermare in modo generico se 100 Hz sia meglio di 200 Hz o altro, bisogna valutare caso per caso e, alla fine, quello che conta è avere immagini prive di artefatti, il più possibilie stabili e ben rappresentate. Insomma, la scelta del TV non va assolutamente fatta sulla base del numero di Hz (100, 200, 600.. 10000) sbandierato dal costruttore: in assenza di uno standard e di segnali con frequenza di scansione originaria a più di 60 Hz sono tutte funzioni accessorie che vanno valutate caso per caso. Le funzioni di un TV a cui non si dovrebbe rinunciare a nostro avviso sono: risoluzione 1080p, compatibilità 24p, molti ingressi HDMI 1.3 o 1.4 (almeno 3), sintonizzatore digitale terrestre ad alta definizione DVB-T MPEG4 (per essere sicuri che è presente chiedere di sintonizzare su RAI HD o Mediaset HD nelle regioni in cui questi canali sono disponibili), uscita audio digitale (per il collegamento ad un ampli esterno), slot per una scheda SD oppure un ingresso USB per una memoria esterna con possibilità di riproduzione di file video in molti formati (AVI, MP4, AVCHD, MkV etc). La porta Ethernet ed il 3D saranno poi sempre più diffuse quindi vanno tenute d'occhio. La compatibilità con il modulo CAM è utile se interessati ai programmi del digitale terrestre a pagamento. Per il collegamento di un PC sono valide entrambe le opzioni. L'uscita PC ed il relativo ingresso RGB/VGA nel TV permettono di collegare qualsiasi computer quasi senza problemi. Se però il PC è dotato di uscita DVI oppure HDMI, la questione sarà ancora più semplice. A livello qualitativo, tra l'altro, DVI e HDMI offrono un collegamento digitale, quindi con prestazioni teoricamente superiori rispetto all'ingresso VGA/PC che è analogico. Se si deve fare un nuovo acquisto di un PC e lo si vuole poter collegare al TV, scegliamone uno con uscita HDMI. Se abbiamo già TV e PC ed il TV è dotato di ingresso PC/VGA, questo collegamento può andare bene lo stesso. Poi tutto dipende dall'uso che ne dobbiamo fare. Le uscite video PC/VGA in genere supportano una varietà di formati, molto spesso limitati al 1600x1200, non adatto a trasportare il segnale HD 1080p senza deformazioni o perdite di qualità. Per cui per usare il PC come lettore Blu-ray o comunque sorgente di video ad alta definizione, sarebbe bene averlo dotato di uscite HDMI. Per usarlo come lettore DVD o per navigare su Internet, vedere fotografie etc, va benissimo anche l'uscita PC analogica. Quando la si usa, particolare attenzione si dovrà fare nel selezionare la migliore impostazione di formato che il TV riesce a gestire (1600x1200, 1546x1024, 1280x720, 1280x1024...) facendo qualche prova ed osservando se compaiono artefatti e se le proporzioni sono mantenute corrette. (M.B.) I sistemi a 100, 200, 600 Hz (qui sopra, un recente plasma Panasonic) sono tutti nati per mitigare o superare alcune limitazioni dei diversi sistemi su cui si basano i TV a schermo piatto. I risultati vanno valutati caso per caso: la pratica infatti insegna che la scelta del TV non va assolutamente fatta sulla base del numero di Hz (100, 200, 600.. 10000), come abbiamo spiegato più volte, ma... 012_018:026/028 15/03/10 11:12 Pagina 16
DUE DI TUTTO La principale novità della HXR-NX5E è dunque l'uso di schede economiche e dell'AVCHD. La macchina registra video a 1920x1080 a 50i e 25p, 1440x1080 50i, 1280x720 50p ed SD a 720x576 50i in 16:9 e 4:3. La resa dell'encoder MPEG4/AVC H.264 è molto buona, ai vertici di quanto riscontrato finora sul campo: a 24 Mbit/s non sono percepibili artefatti, a meno di non fermare l'immagine e analizzare con molta attenzione i pattern uniformi come ad esempio il cielo, dove si può avvertire qualche leggera solarizzazione. Durante la visione, i difetti di questo genere - più che normali con l'AVCHD - non sono avvertibili. Anche a 17 Mbit/s la qualità si mantiene buona, mentre scendendo a 9 e 5 Mbit/s le immagini risultano meno dettagliate, con seghettature e solarizzazioni. In formato progressivo i risultati sono decisamente buoni, sia sotto il profilo del dettaglio che della "scattosità" delle immagini, presente come naturale per questa frequenza di ripresa - ma non eccessivamente fastidiosa. In 720p, la macchina lavora a 50 frame al secondo, con una fluidità nettamente migliore. Infine, la camera registra anche in standard definition 720x576 a 50i o 25p in MPEG2, con bitrate di 9 Mbit/s: risoluzione a parte, queste immagini sono pulite e prive di difetti. I file possono essere registrati su una card presente in uno dei due slot di cui la HXR-NX5E è dotata: grazie alla funzione relay recording, quando una delle due schede (SDHC o MS Pro) si esaurisce, la registrazione commuta automaticamente sull'altra. In questo modo, con due schede da 32 GB è possibile registrare 5 ore e mezza di riprese: ma non è finita qui. Oltre alla grande disponibilità di spazio su schede economiche, Sony ha progettato per questa macchina una piccola unità flash opzionale da 128 GB (HXR-FMU128, costo 994,80 euro iva compresa), che si installa direttamente sul corpo macchina. Il funzionamento è del tutto simile a quello di un HDD esterno, con il vantaggio di un alloggiamento specifico con connettore dedicato e della mancanza di parti meccaniche in movimento. Grande affidabilità, dunque, ma anche e soprattutto possibilità di registrare le stesse riprese in HD ed in SD contemporameamente: l'utente può scegliere di salvare l'HD sulla memoria da 128 GB e l'SD sulle schede o viceversa, oppure di fare due versioni in HD sui due supporti. Le conseguenze in termini di versatilità e di workflow sono notevoli, ad iniziare dal backup automatico senza bisogno di portare con sé un disco esterno e un PC e senza perdere tempo nel copiare le immagini. Inoltre, poiché l'editing dell'AVCHD richiede un PC molto potente, oppure una trascodifica dei file in codec intermediario in fase di ingest, girare in MPEG2 può rappresentare un fondamentale risparmio di tempo per il montaggio (magari finalizzato ad un DVD), senza per questo precludersi un archivio in alta definizione, decisamente più al passo con i tempi. CUORE CMOS Per quanto riguarda la sezione elettronica, la NX5 è una camera da 1/3 di pollice, con triplo sensore CMOS di tipo Exmor a scansione progressiva. La risoluzione dichiarata di ognuno dei tre pannelli è pari a poco più di 1 MP, un valore ben lontano dal Full HD registrato dalla macchina. Grazie alla particolare disposizione della griglia di fotodiodi inclinata di 45 gradi, i segnali provenienti dal sensore possono essere interpolati efficacemente fino al 1920x1080. Questa scelta ammorbidisce un po' il dettaglio delle riprese, che risulta appena sotto le aspettative; d'altra parte la minore densità di elementi ricettori sul pannello consente di ottimizzare la resa alle basse luci. Il guadagno è impostabile da -6 a +21 dB, e fino a +9 dB offre risultati accettabili. La possibilità di impostare anche valori negativi si traduce in riprese molto pulite, ovviamente in situazioni di luminosità elevata. Presente, come su tutte le camere basate su CMOS, lo skew, il particolare fenomeno causato dalla scansione del TEST: VIDEOCAMERA AVCHD SONY HXR-NX5E CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE PRO CONTRO Costruttore: Sony Co., Giappone Distributore: Sony Italia, via G. Galilei 40, Cinisello Balsamo (MI), tel. 02.618381 - www.sonybiz.net Sensore: 3 CMOS Exmor 1/3", 3 x 1.037.000 pixel Ottica: Sony G Lens 20x, f/1.6-3.4, F = 4,1-82,0 mm (29,5-590 mm eq. in modalità 16:9, 36,1-722 mm eq. in modalità 4:3), diametro filtri 72 mm, filtro ND integrato (1/4, 1/16, 1/64), stabilizzatore ottico Steady Shot con modalità Active. Illuminazione min.: 1,5 lux (guadagno automatico, auto iris, otturatore a 1/25) Velocità otturatore: 1/3 - 1/10000 sec; Slow Shutter 1/4, 1/8, 1/15, 1/25 sec. Apertura diaframma: da f/1.6 a f/11 Guadagno: da -6 a +21 dB Formato di registrazione: HD MPEG-4 AVC/H.264 (AVCHD); SD MPEG-2 PS Formato di reg. audio: PCM (HD) e Dolby Digital (HD/SD) 2ch, 16 bit/48 kHz Frame rate e bit rate: AVCHD: FX (24 Mbps) 1920x1080 50i/25p, 1280x720 50p; FH (17 Mbps) 1920x1080 50i/25p 1280x720 50p; HQ (9 Mbps) 1440x1080/50i; LP (5 Mbps) 1440x1080/50i. MPEG SD HQ (9 Mbps) 720x576 50i/25p Supporti di registrazione: due slot 2in1 per Memory Stick PRO Duo, PRO-HG Duo, PRO-HG Duo HX o SDHC Card; unità flash opzionale HXR-FMU128 Display: XtraFine LCD da 3,2", 921.600 pixel, tipo ibrido Mirino: EVF 0,45'', circa 1.226.880 punti (852 x 3[RGB] x 480) Connessioni: HDMI out, BNC x SDI (HD/SD), composito, Component su connettore AV multiplo, USB, 2 ingressi XLR, audio stereo RCA, cuffie, remote, TC link, GPS Batteria in dotazione: 2100 mAh Consumo: 7.9 W (9 con memoria flash opzionale) Dimensioni: 173 x 187x 342 mm Peso: 2.2 Kg con copriobiettivo e palpebre, 2.5 Kg con batteria in dotazione e microfono ESTETICA Macchina di stile professionale, di colore nero e linea consolidata nel tempo. COSTRUZIONE Metallo e plastiche di buona qualità compongono il solido corpo che, a discapito dell'assenza delle meccaniche per il nastro, non è poi molto più piccolo di quello dalla HVR-Z5. VERSATILITÀ Grandangolo, due slot per schede, unità di memoria esterna opzionale, connessioni complete, compresa l'HD-SDI: il massimo dei voti è inevitabile. PRESTAZIONI La resa dell'encoder è ai massimi livelli, così come le possibilità di personalizzare l'immagine. Il dettaglio non è spinto al massimo. RAPPORTO Q/P Il costo è più alto di altre proposte simili sul mercato, e simile a quello della Z5: in più abbiamo l'uscita HD-SDI, il doppio slot per schede di memoria e la possibilità di montare l'unità flash opzionale. Doppio slot 2in1 Uscita HD-SDI Registrazione su due supporti Dettaglio non da record Sportelli per audio apparentemente fragili LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE 117 TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XIX TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D TEST:Videocamera AVCHD Sony HXR-NX5E 116_119:128/130 15/03/10 20:13 Pagina 117
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D X 108 semplice stacco segna il passaggio tra le ossa brandite dai cavernicoli e un'astronave futuristica che fluttua nel buio siderale. Al di là di questo esempio estremo che rappresenta con tutta probabilità il salto temporale più lungo nella storia del cinema - ci sono diversi modi per passare da una sequenza a un'altra: a volte basta un espediente di scena (un cambio di set, di illuminazione o un diverso abito indossato dagli attori), mentre altre volte si può aumentare la durata di un'inquadratura, fino a un paio di secondi dopo che gli attori sono usciti di scena (campo vuoto). Le soluzioni possono essere diverse. Nelle sit-com americane, ad esempio, si utilizza spesso un inserto o cut-away, cioè un'inquadratura di transizione che mostra qualcos'altro rispetto alla sequenza precedente e a quella successiva (in genere l'esterno di una casa o il traffico cittadino, eventualmente sottolineato da uno stacchetto musicale). In certi film storici - o laddove l'intreccio della trama preveda tempi e location molto distanti tra loro - si può anche utilizzare una scritta in sovrimpressione, che riporta il luogo e la data (a volte anche l'ora esatta) in cui si svolge l'azione. Infine, particolare è il caso dei cosiddetti flashback, che - per la natura stessa di ciò che costituiscono, cioè un ricordo più o meno vago di situazioni del passato si prestano a soluzioni diverse. spettatore spera prima o poi di vedere). Inserire in sequenza lo sguardo degli attori e poi l'oggetto del loro sguardo ha un effetto ben diverso che non mostrare subito il contesto e poi staccare sullo sguardo stupito degli attori. Dunque, non solo il tipo di inquadrature, ma anche l'ordine con cui vengono montate le riprese può influenzare in modo importante la percezione dello spazio scenico, ma soprattutto modificare le attese dello spettatore. Lo stesso discorso vale per la descrizione del tempo, guidata attraverso scelte di montaggio che riguardano la durata e la frequenza delle inquadrature. Un aspetto delicato sono i passaggi da una sequenza a un'altra, in presenza di un salto temporale, che in alcuni casi può essere di molti anni, secoli o addirittura millenni: pensiamo alla famosa sequenza di 2001 Odissea nello Spazio, in cui un D opo aver affrontato, nellascorso numero di TuttoDigitale, un pizzico di storia del montaggio, da Méliès alla televisione, e le basi tecniche di stacchi e transizioni, vediamo questa volta altri argomenti importanti. LO SPAZIO E IL TEMPO Il montaggio di un filmato non è un collage casuale di immagini in movimento, ma ha uno scopo preciso: delineare la dimensione spaziale e temporale di un racconto. La rappresentazione dello spazio può essere chiara e descrittiva oppure enigmatica e frammentaria, in base alle esigenze narrative specifiche. Nel primo caso una sequenza potrà essere costruita partendo da un totale, per poi passare ad un campo medio ed arrivare infine ai primi piani e ai dettagli. È lo stile tipico delle news, ma anche di molti film. Diverso il caso in cui una sequenza sia interamente costruita su piani stretti e particolari, senza mai arrivare ad un campo medio o ad un totale: in questo modo lo spettatore rimane disorientato, fino a provare un senso di angoscia e smarrimento. Non a caso tale stile è utilizzato nei film thriller o nei documentari che vogliono creare attesa nel pubblico. La descrizione dello spazio non dipende solo dall'alternanza dei piani, ma anche dai movimenti e dagli sguardi dei soggetti inquadrati: seppure non rivelato dalle camere, un luogo può essere descritto implicitamente attraverso gli occhi e le espressioni di un attore, cioè attraverso uno sguardo che rimanda ad uno spazio immaginario, oltre i confini dell'inquadratura. E in questo modo è possibile costruire una dialettica tra ciò che in campo e ciò che è fuori campo, tra ciò che si vede e ciò che non si vede (e che lo Seconda ed ultima parte del nostro mini corso di montaggio video ‘fra arte e tecnica'. In questa puntata parliamo di spazio e di tempo, di tempo reale e di tempo filmico, e vediamo altri esempi di film da studiare in video per imparare l'arte. E non metterla da parte, anzi ... fra arte e tecnica seconda parteEditing 108_114:ART EUROPEI 15/03/10 20:11 Pagina 108
Registrare su file e sfruttare l'affidabilità dei supporti di memoria a stato solido: il nuovo registratore FS-H200 Pro di Focus, azienda statunitense molto conosciuta per i suoi dispositivi di registrazione sul campo, sfrutta le schede Compact Flash per registrare video DV ed HDV. Il dispositivo è in realtà la versione “pro” del precedente FS-H200, con possibilità di visualizzare sul display a colori da 2.5” le miniature e le preview delle clip. I file proxy MPEG4 a bassa risoluzione possono essere inoltre utilizzati per la condivisione sul web o per la riproduzione su dispositivi portatili. L'apparecchio registra su file MXF HDV per Avid, oltre all'HDV in file .m2t e al formato QuickTime HDV, pronto per l'ingest in Apple Final Cut Pro. Tra le caratteristiche professionali, segnaliamo la gestione avanzata dei metadata: con un apposita dongle USB opzionale, il registratore può essere collegato in WiFi ad un computer o altro dispositivo wireless: una pratica interfaccia web consente la gestione a distanza delle informazioni. Su una card da 32 GB (Type 1, UDMA, minimo 266x) possono entrare 2.2 ore di video DV o HDV 1080i, oppure 2.6 ore in 720p, con la possibilità di inserire un'altra scheda per cominciare a lavorare i file della precedente già sul set. L'FS-H200 Pro è piuttosto compatto e leggero, dispone di una batteria con 180 minuti di autonomia dichiarata ed è in vendita al prezzo di listino di 1.680 euro iva inclusa. La versione base, FS-H200, è ora in vendita a 1.380 euro iva compresa. www.panatronics.eu Le ultime notizie dal mondo dell'alta definizione news 100 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D II “Nei casi come questo, il vero film è fare il film". Esordisce così Alessio Liguori, regista e nostro affezionato lettore, mentre introduce il pubblico alla visione de La Rete, il suo ultimo cortometraggio. La sala 1 del Nuovo Cinema Aquila a Roma è affollata di attori, tecnici e amici, tutti per vedere la prima del corto. La cabina di proiezione ospita un Christie DLP 2K, ultimo protagonista tecnologico di questa piccola grande impresa cinematografica, che è prima di tutto un thriller di 22 minuti, tutti col fiato sospeso. Tutti i dettagli sul prossimo Alta Definizione Cinema & TV HD numero 10, in edicola a fine aprile. La Rete, corto in 2K Design, ecologia ed economia: questi i tre punti cardine per la nuova linea di proiettori business di Casio. La gamma è composta da 10 modelli siglati XJ-A130, XJA135, XJ-A140, XJ-A145, XJ-A230, XJ-A235, XJ-A240, XJA245, XJ-A250 e XJ-A255. Sono tutti caratterizzati da lampade di nuova generazione, realizzate senza uso di mercurio e con consumo ridotto: l'azienda dichiara una interessante durata, fino a 20.000 ore, ed un consumo in standby minore di 1 W. La tecnologia di proiezione adottata è una matrice DLP, da 0.55" con risoluzione XGA (1024x768) per i modelli fino all'A155 compreso, e da 0.65" per i VPR superiori, che hanno risoluzione WXGA (1280x800); la sorgente luminosa è una combinazione di LED e laser. Differenza principale tra i modelli, tutti dotati di ingressi VGA, AV ed HDMI, è la presenza di una porta USB, per presentazioni senza PC o per collegare un adattatore wi-fi; la porta è presente sugli apparecchi con numero di sigla finale 5. La luminosità dichiarata parte dai 2.000 Ansi Lumen dell'entry level XJ-A130, ed arriva fino a 3.000 per il top di gamma XJ-A255. www.casio-projectors.eu Casio, 20.000 ore per il business Pocket Arrivano due novità nella gamma Xacti: la Xacti VPCCS1 (nella foto) presenta il caratteristico design compatto delle 'Dual Camera' con impugnatura verticale, semplice da utilizzare e tranquillamente trasportabile in tasca. La CS1 integra uno zoom a 10 ingrandimenti, mentre il sensore CMOS da 3.3 MP permette di registrare video Full HD (1080i) e di scattare fotografie a 8 MP (interpolati); è disponibile nei colori argento, rosa e nero. Più tradizionale il design del camcorder Xacti VPC-SH1: che registra in Full HD 1080i, e scatta a 10 MP (sempre con interpolazione); il sensore adottato è un CMOS da 4 MP. Il corpo macchina integra poi uno zoom 30x con grandangolo di 35 mm ed un flash. La macchina è disponibile in nero e rosso. Entrambe le nuove Xacti adottano monitor da 2.7", 50 MB di memoria interna e slot per schede SD compatibile SDXC; sul corpo trovano spazio connettori USB ed HDMI. Il prezzo consigliato al pubblico è di 329 euro per Xacti VPC-CS1 e di 399 euro per Xacti VPC-SH1; entrambe sono coperte dalla garanzia triennale Sanyo. sanyo.de/?lg=I metadata Xacti, 1080x2 108_109:008_010 19/03/10 13:40 Pagina 100
69 Leica M9 Prezzo: 5.495 euro (solo corpo) Sensore: CCD 18 MP, 23.9 x 35.8 mm Ottica: Leica M Stabilizzatore: Secondo ottica Video HD: No Esposizione: Semi-automatica, Manuale Mirino: Ottico a telemetro Display: 2.5”, 230.000 pixel Sensibilità: 80 - 2500 ISO Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDHC Connessioni: USB 2.0 Dimensioni: 139 x 37 x 80 mm Peso: 585 gr. Una vera Leica, ma in versione digitale: funzionamento, dotazione e prezzo davvero unici... Una macchina che costituisce una categoria a sé stante: la M9 guadagna sensore in pieno formato ma non rinuncia (ovviamente) al telemetro. Ai fotografi dell'ultimo minuto il nome Leica M dirà poco: prezzo esagerato, look datato e funzioni basilari hanno poco a che spartire con le macchine di ultima generazione. Almeno i nostalgici in compenso troveranno un certo interesse nell'ultima creazione dell'azienda tedesca, una macchina che solo a guardarla riporta alla mente scatti e momenti storici. La M9 è poi doppiamente interessante: è la prima Leica digitale con CCD Full Frame, da 18 MP, di Kodak, e permette di montare ottiche serie M senza conversioni di focale. Ad un prezzo di listino così importante corrisponde una costruzione di livello alto, con scocca in magnesio. Il monitor è un LCD da 2.5” non troppo risoluto; il mirino è luminoso, e la resa delle immagini davvero molto buona a valori ISO non esagerati (fino a 800). Un po' rumoroso l'otturatore, migliorabile la durata della batteria. Olympus E-30 Prezzo: 999 euro (solo corpo) Sensore: MOS 12.2 MP, 17.3 x 13 mm Ottica: 4/3 Stabilizzatore: Integrato Video HD: No Esposizione: P, A, S, M, Auto, 16 Modi scena Mirino: Pentaspecchio Display: 2.7”, 230.000 pixel Sensibilità: 100 - 3200 ISO Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: xD e CF Connessioni: USB 2.0, uscita video, synchro Dimensioni: 142 x 108 x 75 mm Peso: 730 gr. Una scelta interessante per gli appassionati che abbiano scelto il sistema QuattroTerzi. Una macchina relativamente economica che non rinuncia a qualche dettaglio interessante, come lo schermo orientabile e lo stabilizzatore. Il sistema digitale QuattroTerzi di Olympus, pur con i limiti determinati dalle piccole dimensioni del sensore, si è col tempo guadagnato una nicchia di fotografi. La E-30 è un gradino sotto la punta di diamante E-3, dalla quale eredita alcuni punti chiave (come il sistema AF a 11 punti e lo schermo orientabile), con alcune differenze a livello elettronico (sensore da 12 MP, Live View) e di scocca (ora in plastica invece che metallo). Pensata per i fotoamatori, la E-3 si presenta con un corpo compatto con i comandi al punto giusto. Il sensore Live MOS è stabilizzato meccanicamente, in maniera efficace; integrato anche un sistema antipolvere ad ultrasuoni. Lo schermo orientabile è da 2.7”, il Live View è lento: meglio affidarsi al mirino. La raffica arriva a 5 fps. Buona la resa, pur caratterizzata da una lieve dominante cromatica e a patto di non spingersi a valori ISO elevati. Interessanti, almeno per alcuni utenti, le possibilità di ritocco ‘in camera'. 069_075:090-091 15/03/10 12:43 Pagina 69
fotogramma linea per linea: in caso di panoramiche veloci, gli oggetti verticali appariranno inclinati, con un effetto più marcato in caso di riprese in tele. La resa colorimetrica delle immagini è abbastanza fedele, a parte i rossi, con viraggio sul blu appena percepibile. Un completo set di parametri consente di correggere e personalizzare le immagini, ad iniziare dal livello del nero (con un parametro master e tre specifici per ognuno dei canali RGB). Le impostazioni proseguono poi con curva del gamma (standard, cinema 1 e 2, ITU709, PD per emulare la resa della serie DSR-PD, G5.0 e x.v.Colour), black gamma per correggere la curva nelle aree a bassa intensità, knee, color matrix, fase e livello di colore, profondità su sei canali (RGBCMY), dettaglio, shift del bilanciamento del bianco e dettaglio dell'incarnato. Come si vede, le possibilità sono davvero tante: le combinazioni preferite possono essere poi salvate in sei posizioni. DOVE CI SIAMO GIÀ VISTI? La HXR-NX5E riprende integralmente il design della HVR-Z5, camera HDV che abbiamo provato non più tardi di un anno fa sul numero 53 di Tutto Digitale. Grazie all'assenza della sezione dedicata al nastro, la NX5 è leggermente più corta (6 mm in meno) e più leggera della Z5 (circa 100 grammi in assetto operativo). Il corpo è costruito in metallo e plastiche di buona qualità, come si conviene agli apparecchi made in Sony, e trasmette una positiva impressione di solidità. L'unico neo da questo punto di vista, sono gli sportelli dei controlli del livello dell'audio e dei selettori line-micmic+48V per i due ingressi per microfoni esterni, che sembrano un po' fragili. Il bilanciamento della macchina è sostanzialmente corretto: se impugnata in maniera tradizionale, con la mano destra stretta nella cinghia laterale, è possibile apprezzare un leggero spostamento del baricentro verso il lato sinistro, che può essere però parzialmente corretto con l'installazione del microfono esterno. Nonostante la relativa compattezza, la camera offre un'ampia serie di pulsanti e selettori per il controllo dei parametri di ripresa, oltre a ben tre ghiere sull'ottica, per gestire messa fuoco, zoom e apertura del diaframma. Si tratta di ghiere servoassistite che offrono una rapida risposta ai comandi impartiti. L'ottica integrata è una Sony G a 20 ingrandimenti, composta da 15 elementi in 10 gruppi, tra cui si contano due lenti in vetro a bassa dispersione. L'obiettivo offre f number 1.6 e lunghezza focale equivalente pari a 29.5-590 mm. Il valore minimo è abbastanza grandangolare e per riprese in interni senza particolari problemi. La geometria delle immagini è corretta in tele e presenta un barilotto appena accennato in posizione wide; in tele è presente invece qualche aberrazione cromatica, normale su questa classe di ottiche integrate. La HXR-NX5E dispone poi di stabilizzatore ottico Steadyshot, indispensabile per ridurre tremolii e vibrazioni, specialmente al massimo della focale. In modalità Active - già vista efficacemente in funzione su macchine consumer - la macchina opera un leggero overscan dell'immagine e consente di stabilizzare efficacemente le riprese in movimento (ad esempio dall'interno di un'automobile), al prezzo di un leggero decadimento della risoluzione, non percepibile ad occhio nudo. Lo stabilizzatore in modalità tradizionale offre tre livelli di intervento (hard, standard e soft) ed un'impostazione apposita (disponibile anche in modalità Active) per l'uso con l'aggiuntivo ottico grandangolare di Sony. La camera incorpora anche tre filtri ND da 1/4, 1/16 e 1/64, indispensabili per lavorare sulla profondità di campo anche nelle riprese in esterni. DIMMI DOVE VAI, E TI DIRÒ CHI SEI Come si conviene ad una camera di impostazione pro, la HXR-NX5E offre molti controlli dedicati ai parametri di ripresa: oltre le tre ghiere sul barilotto, la macchina è dotata di due pulsanti rec/stop (impostabili anche per agire separatamente sui due diversi supporti di memoria) e di controllo a bilanciere per lo zoom sull'impugnatura e sulla maniglia, quest'ultimo impostabile a velocità fissa o variabile con un selettore dedicato. La maggior parte dei pulsanti si trova sul lato sinistro: tra questi, gain e WB (con selettori a tre posizioni e regolazioni custom anche strumentali tra A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D 118 La HXR-NX5 può registrare su schede Memory Stick Pro Duo, SDHC o sull'unità esterna opzionale, qui a fianco. Sotto, la parte posteriore della camera, dove si possono notare il doppio slot per le schede, l'alloggiamento a scomparsa per la batteria e le connessioni, tra cui l'SDI. 116_119:128/130 15/03/10 20:13 Pagina 118
Speciale Wedding Contest 2010 matrimonio Scene da un Torna la nostra competizione sui generis dedicata ai video matrimonialisti professionisti o dilettanti, ovvero il Wedding Contest dedicato ai migliori video e foto di matrimonio. 34 T orna il nostro Wedding Contest, la prima edunica iniziativa del genere in Italia, nata oltre undecennio fa per premiare i video di matrimonio più validi (cioè ben girati e montati, ma soprattutto simpatici) e da qualche anno aperta anche alle foto. Riprendere o fotografare un matrimonio è un'attività che segue regole ben precise: in genere, anche se è difficile generalizzare, gli sposi non amano realizzazioni ‘artistiche' o solo anche decisamente creative, ma pretendono immagini un po' standardizzate, posate e piuttosto patinate. Di conseguenza, molti filmati e molte foto seguono la stessa traccia stilistica; il risultato è che spesso si tratta di opere di buona qualità, ben realizzate, ma un po' banali, retoriche. Il nostro contest mira proprio a trovare qualcosa di diverso, a premiare quel guizzo di originalità, di personalità, che ogni vero ‘autore' - anche dilettante, anche esordiente - probabilmente possiede e lo distingue dagli altri suoi ‘colleghi' videomaker. Il termine per l‘invio delle opere è il 20 giugno, in tempo per permetterci di selezionare con calma le opere e pubblicare il resoconto delle migliori sul prossimo numero di settembre/ottobre. Chi lo desidera, può già spedire il proprio materiale, accompagnandolo con alcune righe di presentazione personale e/o professionale, da un elenco di apparecchi e di magari di aneddoti relativi alla realizzazione, e da una o più foto personali (anche ‘live in action' oppure di backstage). I lettori ci possono inviare direttamente il video, in DVD o Blu-ray, e/o alcune stampe (in formato non superiore al 13 x 18) oppure anche immagini elettroniche memorizzate su CD o DVD in alta risoluzione. Le opere dovranno essere accompagnate dalla liberatoria firmata in originale. Il modulo può essere scaricato qui: ww.tuttodigitale.it/liberatoriaportfolio.pdf Le opere prescelte saranno pubblicate sulla rivista e/o sul sito, e i loro autori riceveranno un attestato ufficiale di partecipazione alla selezione ufficiale. 1 2 43 5 Nella foto di apertura qui sopra, lo scatto vincitore del Wedding Contest Foto dell'edizione 2009, di Colombo Labate. A sinistra e in basso, alcune delle fotografie dei finalisti del Wedding Foto Contest 2009: (1) Irene Rizzotti, (2 ) e (3) Domenico Di Pasquale, (4) Carmine Di Maio, (5 ) Master Photo. E, per l'edizione del Wedding Contest 2010, chi saranno i vincitori? ATTENZIONE: TUTTO IL MATERIALE DOVRÀ ESSERE INVIATO A MOTOPERPETUOPRESS WEDDING CONTEST 2010 VIA DELLE ALPI 13, 00198 ROMA 034:026/028 15/03/10 11:41 Pagina 34
Un evento da ricordare? Affi datelo alla memoria col nuovo NXCAM. Il nuovo HXR-NX5 vi garantisce assoluta fl essibilità di registrazione con le Memory Stick Pro e l'unità di memoria fl ash opzionale. Questo è il nuovo camcorder professionale entry level di Sony con tecnologia AVCHD. Che si tratti di un romantico matrimonio o di un documentario pionieristico, potete consegnarlo alla memoria per un'editing semplice e un workfl ow veloce. Avrete più tempo da dedicare ai vostri clienti e maggiori possibilità di spingere al massimo la vostra creatività con immagini che rimarranno impresse nella memoria per sempre. Per scoprire i dettagli del nostro nuovo camcorder professionale tapeless NXCAM, visitate il nostro sito. HXR-NX5E www.pro.sony.eu/nxcam 00001:128/130 19/11/10 10:31 Pagina 1
78 Sensore:CCD 10 MP, 1/2.33” Ottica: 3.6x, 38 - 136 mm eq. Stabilizz: No Memoria: SDHC Mir./Display: No/3” Sensib.: 64 -1600 ISO Dim.: 96 x 61 x 29 mm Peso:135 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CCD 10 MP, 1/2.33” Ottica: 3x, 35 - 105 mm eq. Stabilizz: No Memoria: SDHC Mir./Display: No/3” Sensib.: 80 -1600 ISO Dim.: 91 x 57 x 20 mm Peso:115 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CCD 12.1 MP, 1/2.3” Ottica: 5x, 28 - 140 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: SDHC Mir./Display: No/3.5” Sensib.: 80 -1600 (3200-6400) ISO Dim.: 96 x 60 x 20 mm Peso:140 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CMOS 10 MP, 1/2.33” Ottica: 26x, 26 - 678 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: SDHC Mir./Display: No/3” Sensib.: 160 -3200 ISO Dim.: 114 x 83 x 99 mm Peso:481 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore: CCD 12 MP, 1/2.3” Ottica: 5x, 28-140 mm Stabilizzatore: Si Video HD: No Mirino: No Display: 2.7”, 230.000 pixel Sensibilità: 80 - 1600 (6400) ISO Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDHC Connessioni: USB 2.0 Dimensioni: 99 x 62 x 23 mm Peso: 155 gr. La prima ed unica macchina che permette di condividere le immagini grazie al proiettore integrato. Nikon C.pix S1000pj Prezzo: 360 euro Probabilmente la più particolare tra questa lista di fotocamere compatte: per la Coolpix S1000pj Nikon ha infilato nella carrozzeria case, di ingombro non eccessivo, un bel 'proiettore da tasca'. Sì, un microvideoproiettore! Il risultato è un apparecchio unico almeno per ora - e decisamente futuribile: vi lasciamo immaginare il volto di stupore di amici e parenti quando abbiamo iniziato a proiettare dalla macchina fotografie e video realizzati un secondo prima. Per la Coolpix S1000pj Nikon ha scelto un corpo 'full metal', con alluminio spazzolato in argento o nero; le estemità laterali sono realizzate in metallo cromato, e il corpo dona subito una ottima sensazione di solidità. Le caratteristiche tecniche 'foto' della S1000pj sono da compatta attrezzata di tutto punto e poco o nulla sembra essere stato sacrificato per integrare il proiettore: il sensore è un CCD da 12MP e 1/2.3", l'obiettivo è un 5x Nikkor grandangolare (28-140mm). Non mancano poi le solite tecnologie e funzioni in voga negli ultimi tempi (stabilizzatore meccanico/digitale, face detection, filtri vari, una pletora di modi scena), e la registrazione di video VGA. La risoluzione del proiettore è di 640x480, con contrasto di 30:1 e una luminosità di 10 lumen: ovviamente non siamo a livelli HT - e ci mancherebbe - ma il proiettore è definito e luminoso, più o meno allo stesso livello dei comuni pico-proiettori 'stand-alone'. Un po' lenta l'operazione della macchina nelle fasi di scatto e memorizzazione delle fotografie. La qualità delle immagini è buona, i colori, come da tradizione Nikon, sono naturali e fedeli alla realtà; il dettaglio c'è tutto. Non esaltano gli scatti in condizioni poco illuminate, spesso rumorosi e scuri. Il prezzo è sopra la media, ma si tratta di una macchina - almeno per il momento - unica nel suo genere. 10 MP per questa fotocamera economica disponibile in nero e rosso. La Coolpix L20 ha schermo da 3” e ottica 3.6x; piaceranno ai principanti le modalità di scena automatica e ‘Auto semplificato'. Non manca la possibilità di riprendere videoclip, fino a 640x480. Resa - anche foto - in linea con le aspettative, ma con un po' di rumore; D-lighting per recuperare dettagli nelle zone sottoesposte. Nikon Coolpix L20 Prezzo: 105 euro Corpo in metallo robusto e schermo sensibile al tocco da 3” per questa Coolpix.Il touchscreen permette la messa a fuoco selettiva; è un po' troppo riflettente e quindi difficile da operare in condizioni di luce piena. Ottime riproduzione dei colori e gamma dinamica fino ad ISO 800. Un po' lenti lo scatto e la messa a fuoco, a livelli comunque accettabili. Prezzo giusto. Nikon Coolpix S230 Prezzo: 170 euro Fashion ma non per questo priva di caratteristiche interessanti, la S70 è realizzata in un mix di materiali duri e morbidi molto piacevole al tatto. Lo schermo è uno splendido touchscreen OLED da ben 3.5”. Peccato per la velocità: la macchina ci ha fatto attendere fino a quattro secondi tra uno scatto e l'altro; qualità di immagine alle basse luci migliorabile. Nikon Coolpix S70 Prezzo: 320 euro Erede dell'ottima Coolpix P90, questa bridge si pone ai vertici della categoria per ottica (ben 26x e wide, molto versatile) e ripresa video (1080p, con zoom e autofocus). Molto buone le immagini, con il sensore da 10 MP a suo agio anche in condizioni di luce difficile, per definizione e resa cromatica. Visto il prezzo e la categoria avremmo però gradito la possibilità di scattare anche in RAW. Nikon Coolpix P100 Prezzo: 400 euro TEST COMPLETO su TD n.58 076_083:090-091 15/03/10 13:09 Pagina 78
NU OV O! pe r in for m az ion i v ai su ww w. tut tod igit ale .it/l ibri 115:117 15/03/10 22:27 Pagina 99
Libri Le recensioni 98 Questo libro nasce dall'incontro fra Michael Ondaatje, autore del Paziente inglese, e Walter Murch, montatore di fama. il risultato è un libro ricco di spunti e curiosità, un viaggio attraverso un aspetto meno noto di altri della settima Arte ma non per questo meno importante. Un saggio indispensabile per chi sia interessato alla materia, una sorta di opera ‘Lo Zen e l'arte del montaggio' sui generis. (S.S.) Overall Il cinema e l'arte del montaggio Saggio critico di Michael Ondaatje Garzanti 288 pagine; 14 x 21 cm 16,50 Corredato di un CD demo che da solo, quasi, vale l'acquisto, questo libro riesce ad affrontare con competenza un po' tutto il mondo del djing, dalla storia alla tecnica, passando attarverso esempi pratici e interviste ad hoc. Come tradizione della ‘casa', la benemerita Elsevier-Focal Press, un libro che - almeno a quanti mastichino un po' di inglese non può mancare nella dotazione di ‘strumenti formativi' degli interessati. (S.C.) Overall djskills Manuale tecnico in inglese di Stephen Webber, Focal Press 290 pagine, 19 x 23,5 cm $ 29,95 Internet Yellow Pages 2010: come il nome suggerisce, queste ‘pagine gialle del web, segnalano (e commentano ampiamente) in oltre 500 pagine - oltre 2000 siti divisi in 29 categorie tematiche. Il tutto, corredato di un ‘avantielenco‘ con molte informazoni utili per i navigatori. Un buon aiuto, insomma, che rischia solo di esser superato dalla costante variabilità della rete... (S.C.) Overall Internet Yellow Pages 2010 Manuale tecnico a cura di Lucio Bragagnolo; Tecniche Nuove 162 pagine, 13 x 20 cm 24,90 Domotica: una parola che, accomuna tutte una serie di operazioni che - grazie all'hitech - rendono più comoda la vita domestica. Un settore oggi di moda, sempre sul punto di esplodere, ma che resta ancora assai di nicchia. In ogni caso questo volume di Tecniche Nuove - giunto alla III edizione - riesce a costituire davvero un'introduzione efficace al problema, normativa compresa. Utile. (S.S.) Overall Introduzione alla domotica Manuale tecnico di Domenico Trisciuoglio Tecniche Nuove 260 pagine, 17 x 24 cm 34,90 Magari bastasse leggere un manuale per essere sicuri di avere successo! Comunque YouTube le regole per avere successo riesce nell'impresa almeno di presentare tutti i principali aspetti (compresi quelli legali) legati a uno dei fenomeni del momento in maniera chiara e abbastanza esauriente. Da segnalare anche la presenza di alcune interviste illuminanti, e la veste grafica, tutto sommato, un po' dimessa. (S.C.) Overall You Tube le regole per... Manuale tecnico; di Alan Lastufka, Michael Dean - Tecniche Nuove 254 pagine, 17 x 23,5 cm 49,90 Un piccolo grande film della scorsa stagione, caratterizzato da un successo di critica e di pubblico per la vena fresca, schietta, poetica della storia. Che qui, in qualche modo, continua , attarverso un libro con le ricette delle simpatiche anziane, protagoniste della pellicola, con i consigli del regista e sommelier Giovanni di Gregorio per i giusti accompagnamenti, e tante fotografie del film. Simpatico. (S.C.) Overall Le ricette del Pranzo di... Cinema/Gastronomia; a cura di Susanna Cascella e Simone Riccardini, Fandango Libri -162 pagine, 22 x 21,5 cm 20,00 Ci stiamo avvicinando a grandi passi al ventennale della scomparsa (1993) di Federico Fellini, ancora è vivissimo l'interesse per un maestro indiscusso della settima arte. Italo Moscati, uno del mestiere, riesce a raccontare qualcosa di meno noto, attraverso le tappe degli spostamenti del maestro, riassumibili nel sottotitolo: Da Rimini a Roma, inquilino di Cinecittà. Consigliato. (S.C.) Overall Fellini & Fellini Saggio critico; di Italo Moscati, Ediesse 240 pagine, 14 x 21 cm 14,00 Tutta la storia del cinema in 250 pagine di un tascabile? Mission impossible, verrebbe da dire, ma a giudicare dal libro che abbiamo per le mani bisogna dire che l'operazione è riuscita. Certo, si corre en passant lungo un percorso di oltre un secolo, senza fermarsi troppo su situazioni comunque importanti, ma il volumetto - fra l'altro, di costo accessibilissimo - può esser un buon aiuto alla memoria. (S.C.) Overall Cinema Tutto Manuale tecnico; di Tommaso Iannini, De Agostini 256 pagine, 12,5 x 18 cm 11,90 Dai generi cinematografici alle case di produzione, dalle teorie ai registi, dalla cronologia ai premi: se parliamo di ‘Cinema', questo volume (di oltre 1500 pagine!) offre davvero non tutto (forse...) ma di tutto. Uno sguardo completo su ogni aspetto del Cinema, anzi, tutto sommato, un atto d'amore verso la Settima Arte e i suoi tanti protagonisti noti e meno noti. Da avere. (S.C.) Overall Le garzantine Cinema Enciclopedia; a cura di Gianni Canova, Garzanti - 1586 pagine, 14 x 21 cm 39,00 Italo Moscati, scrittore e regista che ama occuparsi di cinema a 360°, questa volta si dedica ad un grande maestro del brivido, Alfred ‘Hitch' Hitchcock, responsabile di capolavori come Notorius, Psyco, Gli uccelli, e tanti altri. In questo libro, l'autore ci porta a conoscere aneddoti e situazioni relative a pellicole davvero uniche. Una lettura piacevole e istruttiva al tempo stesso, un libro indispensabile per i fan. (S.S.) Overall Hitchcock Saggio critico; di Italo Moscati, Ediesse 240 pagine, 14 x 21 cm 14,00 Di testi relativi a Photoshop è pieno il mercato, o meglio le librerie, ed è difficile quindi presentare qualcosa di diverso e soprattutto interessante. Derrick Story ci ha provato con questo tascabile (comunque graficamente curato, e con immagini tutte a colori), dedicato espressamente alle operazioni utili al fotografo digitale, che non troverà un trattato sulla materia, ma informazioni ad hoc. (S.C.) Overall Photoshop CS4 per la fotografia Manuale tecnico di Derrick Story Tecniche Nuove 194 pagine, 14 x 21 cm 29,90 Cosa distingue un film amatoriale da uno professionale? La cura di quelli che sono tutt'altro che dettagli, come ad esempio il trucco. Fra i tanti manuali (in inglese, lo ricordiamo) editi da Focal Press, quindi, non poteva mancare un volume come questo, che - con l'aiuto di fotografie molto esplicative mostra (è davvero il caso di dirlo)' i trucchi del mestiere'... (S.C.) Overall Special Makeup Effects Manuale tecnico in inglese con DVD di Todd Debreceni, Focal Press 324 pagine,19 x 23,5 cm 49,90 096_098:Layout 1 15/03/10 19:59 Pagina 98
52 pubblichiamo a pag. 53 chiarisce che questo è un apparecchio davvero poco profondo per la tecnologia utilizzata, che LG definisce Full LED, ovvero la retroilluminazione totale dello schermo con oltre 2000 LED (2160, per la precisione) controllati individualmente (Local Dimming) per i migliori risultati soprattutto in termini di contrasto e luminosità. Evidentemente molto sicura di sé, la casa coreana si è spinta a dichiarare ‘Nel primo semestre del 2010, LG sarà la sola azienda a offrire queste caratteristiche di qualità di immagine e di design in un unico prodotto.' 2 - PANASONIC, NON SOLO AVATAR Panasonic (colosso giapponese con base ad Osaka, con vendite nette consolidate pari a 67,3 miliardi di euro nell'anno fiscale passato), fin dall'IFA di Berlino ha posto l'accento sul mondo del '3D': non a caso per la campagna pubblicitaria mondiale ha legato il suo nome a quello di Cameron per il blockbuster mondiale Avatar, il trionfo dello spettacolo tridimensionale. Da tempo, diremmo ad occhio da quasi un paio d'anni, Panasonic dimostra il 3D alle principali fiere internazionali, a testimoniare l'importanza che l'azienda giapponese ripone nel settore. Un'importanza recentemente ribadita in quel di Monaco di Baviera, ove sono stati chiamati i giornalisti europei per partecipare al consueto appuntamento con i seminari tecnici dell'azienda, mai come quest'anno in chiave 3D. Del resto, è impegnata anche dall'altra parte della barricata, ovvero nella produzione per l'home video (con un proprio centro di authoring e mastering) e presto anche nella produzione live, con l'introduzione di una speciale videocamera 2-in-1, l'ultima versione della Twin-Lens Full-HD 3D Camera Recorder. Si tratta di uno strumento - dotato di una particolare 'doppia ottica' in grado di regolare automaticamente il punto di convergenza - studiato per semplificare workflow e produzione in 3D: non sarà più necessario utilizzare complessi 'rig' in configurazione a due camere, con i conseguenti vantaggi di costi, ingombro e praticità. Le altre caratteristiche preliminari della macchina parlano di un peso inferiore ai 3 Kg e la memorizzazione su scheda SD/SDHC, per offrire il massimo della semplicità in fase di backup e montaggio con i moderni sistemi NLE 3D. In arrivo poi anche un monitor professionale 3D LCD Full HD e di un mixer AV in alta definizione per eventi live, che andranno a semplificare ulteriormente la produzione tridimensionale. Per quello che riguarda gli apparecchi 3D Home, Panasonic (che fra l'altro, anche dopo le specifiche definite del BD 3D, continua ad usare un proprio logo Full HD 3D) è al momento l'unica azienda a spingere oltre che sull'LCD - anche sul plasma che con la terza dimensione sembra particolarmente a suo agio. Basta guardare la ‘cura' a cui ha sottoposto il 'bestione' da 152 pollici (quasi 4 metri di diagonale!), ora con risoluzione 4Kx2K (4.096 x 2.160 pixel), basato su un nuovo pannello - capace di offrire un'efficienza luminosa quadrupla rispetto ai precedenti e con un rapporto di contrasto pari a 5.000.000:1 - che offre anche la possibilità di riproduzione 3D. In dimensioni e prezzi più umani troviamo comunque alcuni plasma (i modelli della serie l VT 20 da 50 e 65 pollici) della gamma Viera 2010 con tecnologia 3D), con tutte le caratteristiche delle serie più recenti, compreso il nuovo pannello NeoPDP, ma arricchiti da un ingresso RS232C e da modalità di calibrazione ISFccc. Ad accompagnare i plasma 3D, arriverà presto il primo 3D BD player Panasonic per l'Europa, siglato DMP-BDT300. 3 - PHILIPS, L'EUROPA DEL 3D L'unico costruttore, anzi colosso, europeo (con il peso di circa 116.000 dipendenti distribuiti in oltre 60 paesi in tutto il mondo e vendite pari a 23 miliardi di euro nel 2009) dell'elettronica ha un interesse di vecchia data con il 3D; tanto per dirne una, fra tutti ‘grandi' di queste pagine, è l'unico ad aver sviluppato anche schermi autostereoscopci (senza occhiali). In quanto al 3D con occhiali, fin dall'IFA dello scorso anno l'azienda olandese ha presentato le sue soluzioni, ma sembra meno smaniosa di spingere a tutti i costi verso la terza dimensione. Il che non significa che non sia pronto ad invadere il mercato; come spieghiamo in dettaglio in altra pagina, a proposito della recente convention di Barcellona, ha nel prossimo catalogo tutta una gamma 3D, non dimenticandosi della versione 3D del suo televisore 21:9. 4 - SAMSUNG, GIÀ IN PROVA SU TD! E veniamo a Samsung, altro colosso coreano (con 64,600 dipendenti in 179 sedi sparse in 61 paesi, con un fatturato consolidato nel 2008 di 96 miliardi di dollari). Un'azienda che negli ultimi anni è stata capace di una crescita impressionante nell'elettronica, scalando le classifiche, uno dopo l'altro, di diversi settori strategici, con una politica aggressiva sia tecnicamente che commercialmente. Con queste premesse, Do ss ie r 3 D 050_053:026/028 15/03/10 12:16 Pagina 52
63 Prezzo: 1.775 euro (solo corpo) Sensore: CMOS 18 MP, 22.3 x 14.9 mm Ottica: EF/EF-S Stabilizzatore: Secondo ottica Video HD: 1920x1080 Esposizione: Auto, Auto creativa, P, Av, Tv, M, 3 Personalizzati. Mirino: Pentaprisma Display: 3”, 920.000 pixel Sensibilità: 100-6400 (12800 estesa) Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: CF Connessioni: USB 2.0, HDMI mini, uscita video, ingresso microfono, estensione WFT-E5 Dimensioni: 148 x 111 x 73 mm Peso: 820 gr. Semi-pro attrezzata di tutto punto a suo agio in diverse situazioni, video incluso. Un prodotto con tutti i numeri per catturare l'interesse di amatori e professionisti: risoluzione, velocità e sensibilità, con l'aggiunta del video Full HD. Con la EOS 7D Canon rinnova il segmento medio alto, quello popolato da appassionati evoluti o “semi”pro come li si vogliano definire, ma anche dai professionisti in cerca di una alternativa più leggera e semplice per completare un corredo, con una reflex impegnativa sotto il profilo di prezzo, peso ed ingombro, ma ancora sufficientemente maneggevole al confronto dei modelli di fascia professionale, da poter essere di interesse anche per l'amatore evoluto. Spiccano tra le novità il CMOS APS-C da 18 MP, un display da 3” per 920.000 pixel ed un sempre apprezzato mirino con copertura del 100% dell'inquadratura. La velocità della raffica tocca la ragguardevole quota di 8 fps, ed il nuovo AF non perde colpi nemmeno nelle situazioni più complicate. Immagini definite, vicine ai vertici assoluti. Dulcis in fundo, ecco la possibilità di ripresa video 1920x1080 (24, 25 e 30 fps) e 1280x720 (50 e 60p), per rendere il pasto appetibile anche ai videomaker ‘low budget'. Canon EOS 1000D Prezzo: 448,43 euro (solo corpo) Sensore: CMOS 10 MP, 22.3 x 14.9 mm Ottica: EF/EF-S Stabilizzatore: Secondo ottica Video HD: No Esposizione: Auto, P, Av, Tv, M, Modi Scena. Mirino: Pentaspecchio Display: 2.5”, 230.000 pixel Sensibilità: 100 - 1600 Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDHC Connessioni: USB 2.0, uscita video Dimensioni: 196 x 97 x 62 mm Peso: 502 gr. Per principianti assoluti: dotazione tecnica onesta e prestazioini interessanti a fronte di un esborso ridotto Ecco il modello entry level di casa Canon: una reflex low-cost erede spirituale della storica EOS 300D, la prima DSLR ‘popolare'. Nonostante le sigle lascino intendere il contario, la EOS 1000 D ha una dotazione inferiore a quella della 500, oltre che peso, ingombro e costo più contenuti. Una scelta probabilmente dettata per ridurre la distanza con le tante bridge sul mercato e invogliare gli indecisi ad entrare nel mondo reflex con un prodotto non troppo impegnativo dal punto di vista 'fisico' ed economico. Le armi a cui Canon si affida perché la 1000D sia un altro modello ‘giusto' sono un CMOS da 10 MP APS-C, dotato di funzione Live View integrata, accoppiato al classico processore Digic III a 12 bit. Il display è da 2.5” e 230mila pixel. L'autofocus a 7 punti è abbastanza reattivo e sensibile, lo scatto a raffica raggiunge i 3 fps e la sensibilità i 1600 ISO. I menu sono semplici ed efficaci, e la qualità di immagine è più che buona considerata la categoria. Insomma, funzioni basilari, ma i principianti troveranno pane per i loro denti e certamente potranno imparare l'arte nel modo giusto... Canon EOS 7D TEST COMPLETO su TD n.58 TEST COMPLETO su TD n.49 060_068:090-091 15/03/10 12:29 Pagina 63
TEST: Videoproiettore LCD Epson EH-TW5500 125 TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXVII TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D C'È PROPRIO TUTTO Esteticamente il TW5500 non presenta novità di rilievo e propone la classica linea Epson, essenziale e molto tecnica. La finitura nera dona un tocco di eleganza e permette l'inserimento in ambiente senza grandi rinunce grazie alla capacità di mimetizzarsi con il resto del mobilio. È all'interno che il TW5500 nasconde tutti i suoi assi, a cominciare dal blasonato processore video HQV in versione aggiornata e migliorata, che si occupa di tutte le operazioni di scaling e deinterlacciamento oltre a gestire l'intervento dei vari filtri sulle immagini. Gli ingressi HDMI sono in versione 1.3, compatibile con segnali deep color e xv.Color, il formato colore utilizzato da molte videocamere HD che registrano in AVCHD. A questo proposito sconsigliamo di utilizzare il formato xv.Color con segnali non originariamente ripresi con questo spazio colore. I risultati possono essere disastrosi e riteniamo l'xv.Color idoneo solo per formati nativi. Il contrasto nativo, probabilmente con qualche iperbole di marketing, è dichiarato di 200.000:1. La quantità e la versatilità dei controlli è impressionante e possiamo senza dubbio affermare che il TW5500 racchiude al suo interno quanto di meglio, avanzato e tecnologicamente “sfizioso” ci sia oggi sul mercato. Fra le numerose funzioni accessorie disponibili è d'obbligo segnalare il Frame Interpolation (FI), incorporato secondo specifiche esclusive Epson, dalla resa più o meno convincente a seconda delle sorgenti. Non tutti sembrano gradire gli effetti del frame interpolation sulle immagini proiettate che, in breve, dovrebbero garantire una maggiore fluidità e naturalezza alle immagini. Non sempre ci riesce, specialmente con formati nativi 24p, probabilmente anche per problemi di gioventù del firmware di programmazione. Ad ogni modo chi vuole attenuare scatti e scattini ed ottenere panning apparentemente più fluidi può sempre ricorrere all'altra modalità presente, il pulldown 4:4 (ovvero la visione a 96 Hz), che sembra funzionare egregiamente. La prova con materiale SD scalato e deinterlacciato internamente dal TW5500 non ha dato i risultati sperati: il deinterlacciamento, in particolar modo, si è rivelato non sempre preciso con l'insorgere di alcuni artefatti ben visibili. Sinceramente riteniamo il problema da segnalare ma, in definitiva, di poco conto. Qualsiasi lettore Blu-ray di ultima generazione incorpora già al suo interno un ottimo scaler/deinterlacer per i normali DVD e in ogni caso chi vuole ottenere il massimo dai “vecchi” DVD può sempre rivolgersi ad un processore esterno. Un aggiornamento firmware per il processore HQV risolverebbe sicuramente il comportamento “ballerino” del deinterlacer; sta alla Epson proporlo ai propri clienti. L'installazione è enormemente semplificata dalla presenza di un doppio shift ottico orizzontale e verticale, che permette di centrare perfettamente l'immagine anche in caso di installazioni decentrate rispetto allo schermo. Funziona benissimo ma, come tutte le regolazioni ottiche, è consigliabile non spingersi agli estremi per evitare l'insorgere di artefatti. Un cenno d'obbligo sul telecomando: un dispositivo completo e dotato di una comoda funzione di retroilluminazione per l'utilizzo al buio. Dal comando a distanza si possono controllare tutte le funzioni del videoproiettore, tranne lo zoom e lo shift (spostamento) meccanico dell'ottica, regolabili soltanto agendo direttamente sulla macchina. IL NERO, FINALMENTE Per quanto in passato molte aziende ci abbiano provato con risultati a volte anche apprezzabili, i videoproiettori basati su tecnologia LCD non sono mai riusciti ad eguagliare il livello del nero di altre tecnologie come DLP o plasma (per i televisori). Fino ad ora. Questo Epson TW5500 grazie ai perfezionati menu di calibrazione ISF e alla notevole resa dinamica delle matrici riesce ad ottenere un nero che, in molti frangenti, ha dell'incredibile. Il tutto, ovviamente, senza sacrificare in modo significativo i particolari VIDEOPROIETTORE LCD EPSON EH-TW5500 CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE PRO CONTRO Costruttore: Epson, Giappone Distributore: Epson Italia, via M. Viganò De Vizzi 93/95, 20092, Cinisello Balsamo (MI). Tel. 02660321 www.epson.it ESTETICA Linea standard Epson. Bello il colore nero, meno attraente la grande griglia di aerazione frontale COSTRUZIONE Ottima componentistica e discreto assemblaggio. Il percorso dell'ottica è però troppo sensibile agli sbalzi di temperatura. VERSATILITÀ Perfetto: compatibile con tutti i formati colore e le risoluzioni attualmente esistenti. Connessioni complete, comprese le prese legacy. PRESTAZIONI La concorrenza è agguerrita, ma il proiettore Epson merita un punto in più per l'ottimo nero. RAPPORTO Q/P Su strada, il prezzo è talmente invitante da porre il TW5500 come possibile, anzi probabile, best-buy nella sua categoria. Livello del nero Ottima colorimetria Luminosità elevata Rapporto qualità/prezzo Deinterlacciatore migliorabile Comportamento anomalo all'accensione in certe situazioni LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE Standard: Videoproiettore LCD HD Ready 1080p (Full HD) a 3 matrici Risoluzione: 1920 x x1080 pixel Sistema video: NTSC, NTSC 4,43, PAL (-BGDHI), PAL 60, PAL-M, PAL-N, SECAM SD (480/576) Interlaced/Progressive, HDTV (720/1080) Interlaced/Progressive, 24fps Chip di scaling e deinterlacciamento: HQV 10 bit (12 bit panel driver) Contrasto dichiarato: 200.000:1 Luminosità: 1.600 Ansi lumen con lampada a piena potenza Lampada: 200w UHE (E-TORL) Ottica: Fuoco e Zoom manuali; Shift orizzontale e verticale manuali. Ingressi video: Video: RCAx1, S-videox1, RCA(Y, CB, CR)x1, RGBx1, HDMIx2 versione 1.3 con supporto Deep Colour e xv.Colour, RS-232Cx1 (Disponibile direct command), 1x trigger (per schermi motorizzati) Dimensioni (LxAxP): 450x148x390 mm Peso: 7,5 kg 124_126:128/130 15/03/10 21:06 Pagina 125
68 S come ‘speed' ma anche come ‘sensitivity' per questa incarnazione della punta di diamante di casa Nikon. Robustezza ed ergonomia sono praticamente invariate rispetto alla D3/D3x - sono comparsi due tasti dedicati ‘info' e ‘Lv' sul retro - ed è all'interno della scocca che troviamo le caratteristiche più interessanti. DODICI MEGAPIXEL PER ME POSSON BASTARE A differenza della D3x, la D3s adotta un sensore CMOS da ‘appena' 12.1 MP, sempre a pieno formato, che offre alla macchina due peculiarità: la prima riguarda la velocità dello scatto a raffica, che arriva a 9 fps (11 fps con il sensore finestrato in formato DX); la seconda è la maggior grandezza dei pixel a parità di dimensioni del sensore, che consente una resa migliore alle basse luci anche grazie alle modifiche apportate a livello di elettronica. Ecco così che il valore massimo di ISO eq. raggiunge i teorici 102.400, come la concorrente diretta Canon 1-D Mk IV. Sempre rimanendo in tema sensore, la D3s risolve la piccola magagna della D3x grazie all'integrazione di un sistema di rimozione della polvere. Bastano queste caratteristiche a per capire quindi come la D3s sia la sorella quasi gemella della D3x, pensata però per un professionista nei campi della fotografia sportiva, naturalistica, di reportage e via dicendo. Un altra funzione interessante della D3s è la modalità Quiet, mutuata da quella presente anche sulle ‘piccole' D5000 e D300s, che permette di scattare in maniera più silenziosa rispetto al normale, con il rumore dello specchio attenuato; è utile in diverse situazioni, come cerimonie o musei. Per il resto, il luminoso mirino a pentaprisma con copertura del 100% dell'inquadratura, lo schermo da 3” e 920.000 pixel con Live View, l'autofocus a 51 punti e il doppio slot per schede CF rimangono tra le caratteristiche salienti della macchina. VIDEOREFLEX CORAZZATA La D3s permette anche la ripresa video in HD, a 720p e 24 fps; visto il prezzo di listino della macchina, sarebbe stata gradita la possibilità di riprendere in Full HD, come già possibile sulle concorrenti marchiate Canon. La resa video della D3s è comunque ottima, anche se con i soliti difetti operativi tipici delle reflex. A riguardo della resa fotografica c'è comunque poco di cui lamentarsi: nonostante i 12 MP siano un valore ormai ‘normale', la rapidità di accensione, scatto e messa a fuoco, la resa alle basse luci e la ricchezza della gamma cromatica sono quelle che è lecito aspettarsi da una macchina di questa caratura. Aggiungiamo a tutto questo la grande attenzione alla costruzione tipica delle Nikon ‘Pro' e la spiccata versatilità e possibilità di personalizzazione dell'ecosistema dell'azienda giapponese ed eccoci davanti all'ennesimo oggetto del desiderio per chi della fotografia ha fatto un mestiere. O ha una passione esagerata. Sensore: CMOS 12.1 MP, 23,9 x 36 mm Ottica: Nikon F Stabilizzatore: Secondo ottica Video HD: 1280x720 Esposizione: P, A, S, M, Personalizzato. Mirino: Pentaprisma Display: 3”, 920.000 pixel Sensibilità: 200 - 12800 (estesa 100 102400) Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: 2 x CF Connessioni: USB 2.0, uscita video, HDMI mini, ingressi telecomando/synchro/microfono Dimensioni: 160 x 157 x 88 mm Peso: 1390 gr. Robustezza, sensibilità e velocità hanno un costo: una macchina per professionisti dalle mani esperte. Nikon D3s Prezzo: 4.790 euro (corpo e CF 4 GB) Ultima arrivata in ordine di tempo nella gamma di DSLR Nikon, la D3s si presenta come un versione più rapida della D3x. Il sensore è sempre Full Frame, ma con definizione inferiore e sensibilità superiore 060_068:090-091 15/03/10 18:00 Pagina 68
61 Canon EOS-1D Mk IV Prezzo: 5.085 euro (solo corpo) Sensore: CMOS 16 MP, 18.6 x 27.9 mm Ottica: EF (esclusi obiettivi EF-S) Stabilizzatore: Secondo ottica Video HD: 1920x1080 Esposizione: Auto, P, Tv, Av, M Mirino: Pentaprisma Display: 3”, 920.000 pixel Sensibilità:100- 12800 (50-102.400 estesa) Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: CF e SDHC Connessioni: USB 2.0, HDMI mini, uscita video, ingresso microfono, estensione WFT-E2 Dimensioni: 152 x 157 x 80 mm Peso: 1230 g Una scelta quasi obbligata per i professionisti in cerca della masima rapidità. La regina di casa Canon si aggiorna: sensore da 16 MP in formato APS-H, scatto continuo a 10 fps e sensibilità ISO estesa di ben 102.400... La cura costruttiva e l'ergonomia che si è soliti trovare sulle EOS di alta gamma, su una reflex top pensata per professionisti della fotografia naturalistica e sportiva. Il sensore CMOS, da 16 MP e 18.6 x 27.9 mm, e permette, grazie alla sinergia con il doppio processore Digic 4 e col rapido autofocus a 45 punti dei quali 39 a croce, una velocità di scatto a raffica di ben 10 fps. Sulla scocca trovano posto schermo LCD da 3” per 920.000 punti con supporto per il live view, mentre il mirino è di tipo a pentaprisma con copertura del 100% dell'inquadratura. Ma non finisce qui: è possibile spingersi a valori di ISO eq. finora impensabili, 12.800 senza preoccuparsi troppo del rumore aggiunto, ed addirittura 102.400 in modalità estesa. La resa dell foto, insomma non disillude le previsioni. Ottimo il video Full HD (24, 25, 30p) e 720p (50 e 60p). Il prezzo certo, non è da saldo... Canon EOS-1Ds Mk III Prezzo: 7.452 euro (solo corpo) Sensore: CMOS 21.1 MP, 24x36mm Ottica: EF (esclusi obiettivi EF-S) Stabilizzatore: Secondo ottica Video HD: No Esposizione: Auto, P, Av, Tv, M. Mirino: Pentaprisma Display: 3”, 230.000 pixel Sensibilità: 100 - 1600 (50 -3200 estesa) Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: CF e SDHC Connessioni: USB 2.0, uscita video, estensione WFT-E2 Dimensioni: 156 x 157 x 80 mm Peso: 1385 gr. Un modello non recente, da cercare ad uno street price conveniente, con qualità e resa ancora ottime. Presentata nel 2007, la EOS 1Ds Mark III rimane comunque una scelta adatta per la fotografia in studio, magari a prezzo d'occasione. Sebbene Canon proponga la 1Ds Mk. III ancora al top del suo listino, qualcuno potrebbe obiettare che le concorrenti in casa 5D II e 1D IV possano risultare più convenienti non solo sotto il piano economico, ma anche per la versatilità. I professionisti che conoscono la 1Ds, ed hanno imparato ad apprezzarla per la fotografia di architettura e paesaggi o in studio, saranno d'accordo con noi nel dichiarare comunque la macchina come una scelta di sicuro successo. Qualità costruttiva ed ergonomia non hanno nulla da invidiare a proposte più moderne: il CMOS è un attualissimo Full Frame da 21.1 MP e la macchina è ancora valida sotto tutti i punti di vista, resa fotografica in primis. Mancano l'uscita HDMI o la possibilità di registare video in HD, ma per un fotografo ‘duro e puro' la EOS 1Ds Mark III si rivela una scelta azzeccata: Magari cercandola nel mercato dell'usato, in attesa di un futuro refresh... 060_068:090-091 15/03/10 12:29 Pagina 61
TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXIV 122 Se avete bisogno di un dispositivo per acquisire video direttamente su file da qualsiasi camera, registrando in codec intermediario o in non compresso, e monitorare poi il vostro lavoro su grande schermo, Matrox MXO2 LE è ciò che fa per voi. Con la soluzione portatile della casa canadese, nessuna sorgente sarà più un problema, nemmeno in ambiente pro, grazie alle connessioni SDI. rack (MXO2 Rack), uno portatile con ampio set di connessioni audio (MXO2), ed infine uno decisamente più compatto, l'MXO2 Mini (in prova su Tutto Digitale 59). L'MXO2 LE si collega al computer grazie all'interfaccia PCIe, e può essere utilizzato indifferentemente su broadcast come vtr, camere o camcorder. I due pannelli di input e output ospitano due prese audio XLR sbilanciate e due connettori RCA, una presa S-Video ed una HDMI, tre connettori BNC per il Component HS ed SD, ed uno per il video composito. Tra gli ingressi sono poi presenti una presa SDI ed un connettore dedicato al Genlock, per sincronizzare l'apparecchio attraverso 960,00Hardware di input/output HD/SD Matrox MXO2 LE macchine desktop o portatili: nel primo caso la connessione avverrà con una scheda interna montata sulla macchina, a cui collegare il cavo PCIe. Nel secondo caso, invece, sarà necessario disporre di uno slot ExpressCard/34 sul laptop, per inserire l'adattatore apposito. Una delle due soluzioni a scelta è inclusa nella confezione dell'MXO2 LE, mentre la seconda va acquistata in parte (102 euro iva inclusa). Che si lavori su una postazione fissa o portatile, MXO2 LE aggiungerà quindi al sistema un ampio set di connessioni digitali e analogiche, adatte anche ad impieghi professionali. A differenza dell'MXO2 Mini, la versione LE offre infatti ingressi e uscite SDI, necessarie per il collegamento di apparecchiature un segnale reference. Tra gli output, troviamo invece due uscite SDI. Questo tipo di connessione - standard nel broadcast - è diffusa anche su molti camcorder prosumer che in genere applicano una pesante compressione alle immagini, per poterle registrare sugli economici supporti come le schede SDHC o i nastri HDV. Poiché l'SDI veicola un segnale 4:2:2 privo della compressione operata dalle elettroniche della camera, prelevando il segnale da queste uscite e registrandolo direttamente su file si può ottenere una qualità superiore. Acquisire in codec intermediario è un'operazione che unisce maggiore qualità, facilità di gestione da parte del sistema di editing e vantaggi legati al workflow su file. di tutte le interfacce in uso in campo video, costruito con intelligenza e magari in grado di offrire anche qualcosa in più della pura e semplice acquisizione. Il Matrox MXO2 LE è un box esterno di input/output che integra in un design compatto molte funzioni utili per lavorare meglio in HD ed SD. L'apparecchio fa parte della linea MXO2, che comprende anche un modello a I l mercato del video offre oggi unagrande varietà di supporti diregistrazione e di standard: HDV, AVCHD, XDCAM EX, AVC-Intra, DVCPRO HD, solo per citare qualche nome, possono rappresentare una vera e propria babele di codec. Per destreggiarsi tra schede, nastri, bit e cavi senza perdere ore ed ore di lavoro macchina nella conversione da un formato all'altro - o senza impazzire per l'assenza del connettore adatto - c'è bisogno di hardware dedicato. Questo deve essere dotato per tutti 122_123:128/130 15/03/10 21:04 Pagina 122
Mettiti in luce con Exmor R. www.sony.it/twilightfootball Nuova DSLR-A500 Grazie all'Auto High Dynamic Range marcherete stretto ogni dettaglio. Foto splendide in ogni condizione di luce e ombra. Devi crederci. Cascate Iguazú, Argentina, 17.54 ‘ So ny ' , ‘A lp ha ' e ‘ Ex m o r R C M O S' so no m a rc hi re gi str at i d i S on y C or po ra tio n, G ia pp on e. TUTTO_DIGITALE_222X285_mm:Layout 1 13-11-2009 16:40 Pagina 1
21 Partono nuovi corsi di fotografia, video & attività correlate organizzati presso i locali de La Placa Academy, il centro di formazione promosso dal noto rivenditore specializzato di Roma, la cui sede è collocata a pochi passi dallo storico negozio, sulla stessa via Val Trompia, sulla Nomentana. Nei locali dell'Academy (che comprendono una sala posa attrezzata con flash monotorcia, luce continua, luce fredda, bank, ombrelli, giraffa, fondali, pannelli riflettenti fino a 3x3, tavolo da still life, wind machine, trabattello, videoproiettore e soppalco per foto dall'alto) si tengono abitualmente, oltre ai corsi di formazione, anche incontri con i fotografi e mostre. I prossimi incontri in La Placa Academy partono i nuovi corsi foto e video la batteria è di scorta Proporta, Carica qualsiasi cosa, ovunque. Dubitiamo fortemente che il Proporta USB TurboCharger 3400 possa ricaricare la batteria dell'automobile, ma per affrontare le piccole, grandi emergenze quotidiane (“cielo, si è scaricato l'iPhone!”), il dispositivo dell'azienda inglese è quello che ci vuole. Grande all'incirca quanto uno smartphone, ospita una batteria da 3400 mAh, ed è dotato di cavo retraibile con una presa USB ad un estremo e connettore universale, in cui inserire uno degli adattatori in dotazione, all'altro: questi ultimi permettono di utilizzare il piccolo pacco batteria di emergenza con iPod/iPhone, telefoni Nokia e Sony Ericsson, Nintendo DS lite e dispositivi con alimentazione via Mini USB o Micro USB. Per trasportare il tutto, una pratica sacchetta nera con lacciuolo di serraggio. Nella versione World Pack, si aggiunge un adattatore per AC con vari spinotti, adatti alle prese di corrente USA, UK, Australia ed Europa. Disponibile per l'acquisto on-line a 34.95 euro. www.proporta.com Si avvicina la primavera, le belle giornate dal clima mite, le più adatte per girare un cortometraggio. È tempo di spolverare i ciak, tirare fuori dall'armadio le attrezzature, allenare la creatività: si avvicina infatti l'appuntamento con il più adrenalinico festival di corti che esista, ovvero il 48 Hour Film Project, di cui Tutto Digitale è media partner. La manifestazione si svolge in oltre 80 location in tutto il mondo, tra cui per il nostro paese Roma. Un genere, un personaggio, una battuta, un oggetto di scena e solo due giorni per scrivere, girare e montare il film: è questa la sfida che attende i 50 team , che si confronteranno nella capitale dal 28 al 30 maggio prossimi. La settimana successiva, il 4 giugno, proiezioni, premiazione e festa conclusiva. Le iscrizioni aprono alle 00:00 del 2 aprile, con preiscrizione sul web da confermare poi con la relativa quota di 100 euro a squadra. Non c'è - è proprio il caso di dirlo - un minuto da perdere! www.48hourfilm.com/roma ore di film Immagini dell'edizione 2009: il sorteggio dei generi, una foto dal set, i vincitori con il bilglietto aereo per il NAB 2010 calendario sono fotografia base junior (partenza 7 aprile, 4 lezioni per i più piccini), fotografia base (inizio 9 aprile, 8 lezioni), Photoshop intermedio (9 aprile, 8 lezioni), video digitale (9 aprile 8 lezioni), fotografia da studio (13 aprile, 8 lezioni), e i workshop di una giornata su foto glamour (3 aprile) e still life (10 aprile). Da segnalare anche un laboratorio di fotografia per la terza età, perché la passione non ha limiti anagrafici. Insomma, ce n'è per tutti i gusti, con un programma ed un'offerta formativa in costante aggiornamento: per informazioni e tutte le proposte aggiornate, a disposizione il sito dell'Academy. www.laplaca-academy.it 020_026:026/028 16/03/10 14:24 Pagina 21
realizzati con degli impermeabili. Non furono mai ritrovati, né vivi né morti. A questo fatto di cronaca si è ispirato il regista Don Siegel dando vita ad un film che, per la straordinaria interpretazione di Clint Eastwood (Frank Morris), è diventato un cult. Il penitenziario di Alcatraz venne definitivamente chiuso nel 1963, per mancanza di fondi. Dopo un periodo di abbandono e uno di occupazione da parte dell'American Indian Movement che tentò di reclamarla come territorio proprio, oggi l'isola fa parte della Golden Gate Recreation Area (un dipartimento del National Park Service, www.nps.gov/alcatraz). Si mormora che in futuro potrebbe diventare un complesso alberghiero di lusso. Il capolavoro di Siegel non è l'unico film ambientato sull'isola. Tra quelli girati (completamente o in parte) ricordiamo Senza un attimo di tregua (1967) con Lee Marvin e Angie Dickinson, Cielo di piombo Ispettore Callaghan (1976) con Clint Eastwood, Mia moglie è una pazza assassina? (1993) con Mike Myers e Nancy Travis, L'isola dell'ingiustizia - Alcatraz (1995) con Christian Slater e Kevin Bacon, The Rock (1996) con Sean Connery e Nicolas Cage... e la lista continua. Si conclude qui il nostro lungo racconto sulle location di San Francisco. Lungo sì, ma non esaustivo. D'altra parte, lo avevamo dichiarato fin dall'inizio: San Francisco è il massimo per chi ha voglia di emozionarsi nel nome del cinema. Giorgia Vaccari Nulla s'improvvisa , tanto meno la ricerca delle location cinematografiche. Fondamentale avere a disposizione guide e mappe per individuare con facilità i luoghi da raggiungere. Qui sopra, solo alcune delle tante disponibili, in Italia e in loco. Sempre utile (seppur adatta a visite di pochi giorni) la Cartoville del Touring Club Italiano, la terza da sinistra. Pratica e sufficientemente dettagliata, è una delle nostre preferite per la facilità di utilizzo e il minimo ingombro. A chi volesse poi approfondire la materia “movie location” nella città californiana, consigliamo in primis, e senza alcuna ombra di dubbio, Celluloid San Francisco the film lover's guide to bay area movie locations, di Jim Van Buskirk e Will Shank (solo in inglese). Una delle migliori guide del genere che ci sia capitata tra le mani, almeno finora. Un testo da leggere prima, per arrivare a destinazione informati, durante, per rintracciare i luoghi, ma anche dopo, per tornarci con la mente. Consigliamo anche un altro testo, che però approfondisce solo il genere noir, San Francisco Noir, appunto, di Nathaniel Rich (solo in inglese). Infine, citiamo The worldwide guide to movie locations. È scritta da Tony Reeves, l'uomo che delle movie locations ne ha fatto una ragione di vita, o quasi (solo in inglese). Abbiamo scritto molto di San Francisco ma ci sarebbe ancora tanto da svelare. Nelle foto qui sopra, dall'alto, in senso orario, ecco l'entrata del Japanese Tea Garden, all'interno del Golden Gate Park, un posto incantevole per prendersi una pausa sorseggiando un tè, ma anche location dei già citati Prima o poi mi sposo e Operazione Terrore. A seguire, il negozio dove Steve McQueen (alias Bullitt nel film omonimo del 1968) fa i suoi acquisti e, accanto, l'appartamento (di fronte) in cui vive; siamo sulla Taylor, all'incrocio con la Hyde, al 1153 e 1157. Sotto, a destra, l'imponente entrata della City Hall (la sua cupola riproduce lo stesso disegno di quella di San Pietro, in Vaticano), il municipio di San Francisco, che è servito come location per innumerevoli film tra cui ricordiamo L'uomo bicentenario (1999) con Robin Williams, diversi episodi de L'ispettore Callaghan, Conflitto di classe (1991) con Gene Hackman e Mary Elisabeth Mastrantonio, Agente 007, bersaglio mobile (1985) interpretato da Roger Moore e Analisi finale (1992) con Richard Gere, Kim Basinger e Uma Thurman, solo per citarne alcuni. Al centro si riconosce il Bay Bridge, percorso da Dustin Hoffman sulla sua decappottabile nel film Il laureato (1967). Infine, la biblioteca pubblica di San Francisco, scelta da Wim Wenders per La città degli angeli (1998) con Nicolas Cage, evidentemente più adatta di quella di Los Angeles dove è stato effettivamente ambientato il film. 45 032:026/028 15/03/10 16:34 Pagina 45
72 Lanciata sul mercato oltre un anno e mezzo fa, ed ancora attualissima, la A-900 è la più potente reflex digitale di casa Sony, con un sensore CMOS full-frame da 24 megapixel. La casa giapponese, in tempi più recenti, ha presentato la Alpha 850, identica nel corpo, nel sensore e in quasi tutte le funzioni (le limitazioni sono minime), alla 900, ma ancora più economica: e la raffica è limitata a 3fps; potrebbe rivelarsi un vero e proprio best buy. L'ingresso di Sony nel campo della fotografia professionale, una azienda più ‘elettronica' che ‘fotografica', non deve stupire più di tanto: basta ricordare che l'azienda giapponese è stata una pioniera dell'immagine elettronica, con le prime fotocamere digitali (le proto Mavica) risalenti agli anni ‘80, che l'azienda lavora a stretto contatto con Zeiss per il corredo di ottiche e che la serie Alpha è diretta discendente del sistema Minolta, gruppo acquistato da Sony per ampliare ulteriormente il suo know-how... NON SOLO RISOLUZIONE Sensore a parte, la macchina vanta molte altre interessanti caratteristiche. Rispetto ad altri modelli della concorrenza di pari livello, la A900 sembra avere un aspetto più massiccio, forse un po' démodé. La struttura in magnesio con telaio in alluminio e comandi con guarnizioni per proteggere da polvere e umidità assicura una buona affidabilità; la A900 dispone anche di doppio sistema antipolvere. L'impressione è quella di una macchina solida, curata. Un plus della full-frame Sony è lo stabilizzatore, integrato direttamente nella macchina. Sony dichiara l'efficacia del sistema antivibrazioni tra i 2,5-4 stop con gli obiettivi Sony o Konica Minolta con innesto Alfa; durante il test, usando ottiche diverse, siamo riusciti a guadagnare mediamente 3, anche 3,5 stop, senza avere la percezione di mosso. La grande esperienza di Sony si fa sentire nella posizione di tasti e comandi di questa reflex. Infatti sono tutti a portata di pollice e indice per quanto riguarda i comandi situati sulla parte posteriore e superiore della macchina, e tutti facilmente raggiungibili. Il menu è strutturato in modo semplice e lineare e la presenza di due ghiere di scorrimento e di un tasto direzionale cliccabile semplifica e velocizza ulteriormente la modifica dei parametri o delle impostazioni di scatto. Il mirino ottico è grande e luminoso, ed arriva al 100% di copertura (98% nel caso della A-850). Il monitor LCD è allineato a quello delle migliori reflex (3 pollici e 921.000 pixel). La Alpha 900 offre un range di sensibilità (200-3200 ISO), e può essere impostata dai canonici 100 ISO fino ad arrivare a 6400 ISO in modalità estesa; valori quindi adatti alla gran parte delle situazioni di ripresa, anche se qualche macchina si spinge oltre. La macchina offre la possibilità di effettuare raffiche a 5 fps (3 fps nel caso della A-850), alla risoluzione max, valore interessante considerando i 24 MP. Tra le mancanze, il Live View e la ripresa video. GRANDE SENSORE, GRANDI IMMAGINI Accensione e scatto sono abbastanza rapidi. L'autofocus (a 9 punti con sensore a croce doppia centrale + 10 punti di fuoco assistiti, mutuato dalle altre Sony) sembra piuttosto veloce in tutte le situazioni. Le immagini? La definizione è davvero super, la resa cromatica assai piacevole in automatico, molto precisa in manuale, al punto di sembrare quasi fredda. Con valori ISO normali (fino a 800 ISO) la grana è irrilevante. Insomma, amatori esigenti, ma anche professionisti in cerca di un sistema completo a prezzo abbordabile farebbero bene a fare più di un pensiero su queste Alpha 850/900. . Sensore: CMOS 24.4 MP, 24 x 35.9 mm Ottica: Sony/Minolta A Stabilizzatore: Integrato Video HD: No Esposizione: P, A, S, M, Auto, 3 Modi personalizzati Mirino: Pentaprisma Display: 3”, 921.600 pixel Sensibilità: 200 - 3200 ISO (100 6400 estesa) Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: CF/MS Duo Connessioni: USB 2.0, uscita video, mini HDMI, syncro/telecomando Dimensioni: 156 x 117 x 82 mm Peso: 850 gr. Il biglietto d'ingresso per il pieno formato ad un prezzo onesto. Prezzo: 2.899 euro (A-900, solo corpo); 2.099 euro (A-850, solo corpo) La Alpha 900, reflex punta di diamante di casa Sony è stata la prima Full Frame dell'azienda, ad un prezzo decisamente concorrenziale: ancora più conveniente la 850, molto, molto simile... Sony Alpha 900/850 TEST COMPLETO su TD n.50 069_075:090-091 15/03/10 12:43 Pagina 72
91 modalità Program, oppure selezionare questi stessi separatamente nelle apposite modalità a priorità o manuali. Semplice accedere alla correzione dell'eposizione, con l'apposito tasto raggiungibile direttamente con il pollice. Tutto è a portata di mano. Per lo scatto, la NX10 permette di lavorare a risoluzione piena nelle modalità a scatto singolo o raffica. Quest'ultima in JPEG cattura immagini ad un ritmo di 3 fotogrammi/secondo. Con una scheda veloce (SanDisk Ultra II) la raffica è proseguita senza ritardi fino a circa 25 foto per poi continuare più discontinuamente. In RAW non siamo riusciti ad ottenere una raffica continua per più di tre immagini, come da specifica. La NX10, comunque, offre anche una opzione Burst per catturare 30 immagini al secondo, alla risoluzione ridotta di 1472x976 pixel. Per quanto riguarda la sensibilità è possibile lavorare nel range 100-3200 ISO, con anche una opzione automatica. Questa, a differenza di quanto avviene con reflex di categoria superiore, non può essere regolata nell'intervallo di lavoro che comunque è compreso entro un massimo di ISO 800: durante lo scatto non viene segnalato qual è il livello ISO selezionato, e nel complesso il tutto appare di impostazione un po' semplificata. È possibile scegliere se abilitare la riduzione del rumore agli ISO alti e ai tempi alti o meno, separatamente ma con un livello unico di intervento. La qualità degli scatti si mantiene molto buona fino a sensibilità inferiori ad 800 ISO. Raggiunto questo valore inizia ad essere percepibile il rumore, sia in luminanza che in croma, ancora più presente ai valori ISO1600 e 3200, ma soprattutto si nota una decisa perdita di saturazione di colore. Il filtro di riduzione interviene in modo relativamente efficace nel distribuire meglio il rumore senza peggiorare troppo le prestazioni in termini di risoluzione (comunque compromesse agli alti ISO). Le caratteristiche del sensore impiegato autorizzavano ad aspettarsi qualcosa di più, ma nel complesso dobbiamo rilevare una resa ottima alle sensibilità più basse. Piuttosto efficace il flash, ben gestito anche dal sistema di bilanciamento del bianco per il quale rinnoviamo il giudizio positivo. In review è possibile applicare varie opzioni di ritocco per eliminare gli occhi rossi, esaltare la dinamica, applicare stili cromatici (di dubbia utilità), ridimensionare le immagini o ruotarle. NON PUÒ MANCARE IL VIDEO Naturalmente la NX10 è in grado di registrare filmati video anche in HD. Il formato è limitato al 720p30, con registrazione in MP4 H.264; è possibile selezionare anche un formato SD 640x480 oppure 320x240 per il web. L'integrazione della funzione video nella fotocamera è nel complesso buona, grazie anche ad alcuni accorgimenti specifici. Avvio ed arresto della registrazione si controllano mediante il pulsante di scatto, il che tradisce anche l'impossibilità di scattare immagini durante la ripresa video (la cui utilità comunque è a nostro avviso limitata), mentre il tasto OK permette di mettere in pausa per non interrompere il file. Durante la ripresa, premendo il tasto di preview della profondità di campo si attiva l'autofocus, a meno che non si opti per la messa a fuoco manuale, impostando l'apposito selettore sull'obiettivo. Le riprese sono di ottima qualità: il bilanciamento del bianco così come il controllo dell' esposizione avvengono in modo abbastanza fluido. Il controllo della sensibilità è automatico e se la ripresa avviene in condizioni di illuminazione basse, il rumore sale rapidamente come abbiamo visto in implementazioni simili sul sensore CMOS del video. Analogamente va segnalato l'effetto “gommoso” piuttosto pronunciato negli spostamenti orizzontali veloci, legato al metodo di scansione di immagine del sensore, corretto solo in parte dal software della fotocamera. Nel complesso la funzione ci sembra più adatta ad un impiego statico, su cavalletto e studio, come già ripetuto per le opzioni di videoripresa di gran parte delle reflex (o simil-) provate fino ad ora. In questo caso, rispetto ad esempio alla GH1 di Panasonic in prova, della quale notiamo una implementazione migliore della funzione video, l'uso del sensore APSC porta il risultato atteso dalla NX10 ai livelli delle normali DSLR in termini di possibilità di controllo della profondità di campo, che sembra poi essere uno dei parametri di maggior interesse verso questo tipo di funzione nelle fotocamere. Da segnalare la comparsa nella NX-10 delle prime funzioni orientate all'editing video: la macchina infatti permette sia di applicare effetti di dissolvenza su nero in entrata ed uscita, che di tagliare i file video in riproduzione. Sono i primi cenni di funzionalità video “evolute” a fare la loro comparsa nelle fotocamere... UNA RIVOLUZIONE? Oggi l'idea di abbandonare specchio e pentaprima spaventa non poco gli appassionati. È la fine di un'era? Cosa accadrà alle normali DSLR? Quale sarà la risposta del mondo fotografico tradizionale? Come reagiranno Nikon, Canon, Pentax...? Sono tutte domande lecite cui è ovviamente troppo presto rispondere. Di certo Samsung ha dimostrato di avere i numeri per entrare di prepotenza anche nel mondo della fotografia. Che il sistema a lenti intercambiabili - ma senza mirino ottico - ci piaccia o meno non possiamo dirlo a priori. L'assenza del mirino ottico è pesante e per il fotografo appassionato potrebbe costituire un deterrente per considerare questa nuova classe di fotocamere rispetto alle DSLR. I vantaggi legati all'uso del mirino elettronico, però, non sono pochi. Primo fra tutti, finalmente, è un sistema di scatto LiveView perfettamente integrato, privo delle complicazioni e delle lentezze del doppio autofocus delle DSLR attuali, che potrebbe essere la chiave di volta per permettere un ridimensionamento dell'importanza del mirino ottico o elettronico che sia. La leggerezza e la compattezza, sono le altre conseguenze del nuovo schema che consente di ottenere, da un prodotto capace di offrire una qualità ed una risoluzione confrontabili con quelle di una DSLR entry level, una maneggevolezza ben superiore. Certo, la scelta di Samsung di correre da sola, ad oggi, significa anche che non esiste storia (il che potrebbe anche rappresentare un fattore di flessibilità), il sistema ottico è proprietario (per quanto già sono stati annunciati anelli adattatori), con una scelta al momento limitata a tre obiettivi NX. Il 18-55 mm F3.5-5.6 in dotazione, di qualità accettabile anche se poco performante sotto il profilo geometrico in grandangolo. Il luminosissimo e compattissimo “pancake” 30mm F2, che rende “impossibilmente” piatta e compatta la fotocamera (sta nella tasca di un giubbotto). Il pesante zoom 50-200 mm F4-5.6 che, montato, appare un po' sproporzionato rispetto alla leggerezza del corpo. Possiamo considerare questa proposta Samsung al momento valida e con forti potenzialità. In diretta e aggressiva concorrenza con il microQuattroTerzi, dovrà ora accreditarsi, svilupparsi ed arricchirsi con opzioni, obiettivi e magari supporto dall'industria fotografica (leggi altri produttori di obiettivi ed accessori). E per quanto riguarda le DSLR? Sicuramente l'utenza tipo-neofita, ovvero quella che negli ultimi anni si è avvicinata alla fotografia digitale acquistando le reflex economiche, potrebbe essere attratta dalla maggiore semplicità e leggerezza del sistema, il che porterebbe relegare le DSLR verso un livello di mercato più alto. O forse no? Il tempo sarà giudice! Massimo Basile 088_091:090-091 15/03/10 13:25 Pagina 91
TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XVIII D opo i camcorder broadcast basatisui Professional Disc e quelliprosumer a schede SxS, più compatti ed economici, Sony ha introdotto sul mercato la sua prima macchina palmare senza nastro, che registra su supporti economici come le schede SDHC o le Memory Stick Pro Duo. Per conciliare la banda richiesta dalle immagini in alta definizione con le velocità di scrittura tipiche di questo genere di card, la HXR-NX5E sfrutta la compressione AVCHD. In ambito consumer si tratta infatti del codec più diffuso, e i suoi vantaggi in termini di rapporto tra qualità e larghezza di banda lo stanno spingendo sempre più anche nel terreno professionale. Al momento in cui scriviamo, i camcorder palmari che sfruttano questo formato di compressione sono tre: due sono prodotti da Panasonic (che per prima lo ha utilizzato su questa classe di macchine) e uno, l'NX5E, è targato Sony. A questi si aggiungono le due POVCAM sempre di Sony e Panasonic, per un totale di cinque modelli pro basati su questo formato di compressione. Se si considera che anche JVC ha in catalogo alcune macchine tapeless su scheda, l'unico nome di rilievo nel settore ancora privo di una macchina senza nastro è Canon, che ha però recentemente annunciato la scelta del codec MPEG2 per un futuro apparecchio di questa classe. La linea di sviluppo del settore sembra dunque tracciata verso una diffusione sempre maggiore della registrazione basata su file. 5.518,80Videocamera AVCHD Sony HXR-NX5E NX over the 116 top Sony lancia la sua prima camera prosumer palmare tapeless in AVCHD e, come al solito, fa le cose in grande: il corpo è lo stesso della Z5, macchina HDV dall'aspetto similare, ma le (belle) novità non mancano... 116_119:128/130 15/03/10 20:13 Pagina 116
IL FUTURO DELL'HDMI Nel complimentarmi per la rivista, scusatemi se vi pongo una domanda da profano quale sono, ma vorrei sapere: il nuovo futuro connettore HDMI 1.4 è compatibile con gli attuali HDMI, e, questi sono in commercio con cavi della lunghezza di 20 metri? Nel ringraziarvi per l'attenzione è gradita l'occasione per inviarvi i migliori saluti. Gaetano Marchesi - via email Come sempre, al momento dell'aggiornamento del formato HDMI, la massima attenzione è stata posta alla retrocompatibilità con le versioni precedenti. Nel caso dell'HDMI le nuove "release" introducono miglioramenti e funzionalità aggiuntive sempre su uno standard base di connettività che deve essere rispettato. Nel caso dell'HDMI 1.4, le differenze rispetto alla versione attuale 1.3 sono di due tipi. Quelle riguardanti la velocità di trasmissione dati, aumentata per far spazio a future possibilità come il 4K oppure per ospitare il 3D Full HD, l'introduzione di un canale di ritorno audio per permettere il collegamento a due vie (ad esempio ascoltare l'audio uscente dal sintonizzatore del TV direttamente con l'ampli AV senza usare altri cavi), il supporto dei nuovi spazi di colore e le specifiche di comunicazione CEC HDMI avanzate saranno disponibili con tutti i tipo di cavi oggi in commercio Standard e High Speed. Quelle riguardanti l'introduzione del canale Ethernet, che permetterà di condividere anche la connettività alla rete (e di conseguenza ad Internet) fra tutti gli apparecchi connessi tramite HDMI, ed il nuovo Micro connettore (a 19 pin come quello originale "standard" di tipo A, ma grande la metà rispetto al connettore Mini - Tipo C - già diffuso) destinato ad apparecchi di piccole dimensioni, invece richiederanno nuovi tipi di cavi. Con HDMI 1.4 vengono definite le specifiche per 5 tipologie di cavi che dovrebbero essere opportunamente "etichettati" in base alle loro potenzialità. I cavi HDMI Standard supportano tutti i segnali fino al formato 1080i: sono utilizzabili per tutte le versioni HDMI e vanno benissimo per tutte le applicazioni oggi più comuni, compreso il collegamento di Blu-ray Disc player funzionanti in 1080i60 e 1080p24. I cavi HDMI High Speed possono lavorare fino al 1080p (anche 1080p60), con Deep Color (colore ad alta risoluzione) ed in 3D Full HD e quindi supportano senza problemi anche le specifiche più avanzate introdotte con HDMI 1.4. Da notare che molti cavi HDMI Standard (corti) riescono a lavorare senza troppi problemi anche alle velocità richieste per l'HDMI High Speed, anche se le prestazioni non sono garantite. In sostanza tutti i cavi in commercio High Speed supportano le specifiche avanzate dell'HDMI 1.4, e quelli "Standard" (o non classificati perché prodotti prima dell'introduzione dell'HDMI 1.3) potrebbero riservare buone sorprese... Nuovi tipi di cavi invece saranno quelli HDMI Standard con Ethernet e quelli HDMI High Speed con Ethernet, che supporteranno tutte le specifiche HDMI incluso il canale di comunicazione IP Ethernet, nonché quelli HDMI per Auto. Lo standard HDMI non prevede un limite per la lunghezza dei cavi: tutto si gioca sulla attenuazione che il cavo introduce sul segnale e quindi sulla qualità e le caratteristiche costruttive del cavo stesso. Qualsiasi sia la lunghezza, se è presente il logo Standard, il cavo deve essere in grado di garantire la trasmissione di dati a 74.5 MHz (ovvero 720p60, 1080i60), se High Speed, deve garantire la trasmissione di dati 1080p60, il 3D eccetera. In sintesi, quindi, le risposte al nostro lettore sono due: non esiste un "connettore HDMI 1.4" in quanto tutti i tipi di connettori HDMI e cavi oggi esistenti possono supportare la versione HDMI 1.4, ma con l'HDMI 1.4 arriverà anche un nuovo tipo di connettore Micro che potrà ovviamente supportare tutti i tipi di versioni e formati HDMI inclusi i precedenti 1.1, 1.2, 1.3. I cavi in grado di supportare le specifiche HDMI 1.4 sono gli stessi oggi esistenti per l'HDMI 1.3. I cavi High Speed in PROBLEMI DI DTT Sento ovunque polemiche legate allo switch off per il passaggio al DTT. Credo che questo dimostri ancor più l'arretratezza dei sistemi tv italiani personalmente testati ogni volta che devo adeguare materiale video dall'HD (sconosciuto) a formati anni 90. Altro aspetto quello curioso dell'emissione video. Come cambia ora che devono convivere filmati 4:3 con 16:9 e SD con HD. Da spettatore dotato di decoder sat e digitale, noto che alcuni film di vecchia data o spot su sky sono con cornice o barre laterali. In altre una sensibile differenza tra il modo di vedere i canali in chiaro col satellite (immagini deformate compresse). Vi domando se sia l'emittente a gestire tali differenti formati, trasmessi contemporaneamente o impostazione del televisore? In entrambi i casi come? Grazie. Luis Croxatto - Andorra (SV) 12 Posta tecnica Tutto Digitale riceve con piacere tutti i contributi dai lettori, richieste, commenti, complimenti e critiche. Tutta la posta è letta dal direttore Stefano Belli, ma, data la grande quantità di arrivi giornalieri, possiamo rispondere solo a quesiti di interesse generale, direttamente sulla rivista. Come si può comprendere, non ci è possibile rispondere privatamente, né per lettera, né per e-mail, né tantomeno per telefono. Per ovvî motivi di correttezza, inoltre, non possiamo fornire indicazioni sulla scelta di un modello rispetto ad un altro. Suggeriamo a quanti desiderino risposte tecniche - a quesiti di interesse generale - di scrivere a: Tutto Digitale - Posta Tecnica - via delle Alpi 13, 00198 Roma, oppure inviare una email a: redazione@tuttodigitale.it. Le risposte verranno fornite dai vari redattori specializzati. Per temi relativi ad aspetti editoriali o legati al mercato video, come anche per polemiche, critiche e proposte di qualsiasi tipo, si può contattare il direttore Stefano Belli scrivendo a: Tutto Digitale - Filo Diretto - via delle Alpi 13, 00198 Roma, oppure inviare un'e-mail a: stefanobelli@tuttodigitale.it Tutto Digitale si riserva il diritto di condensare lettere di lunghezza eccessiva. Il materiale inviato si intende autorizzato alla pubblicazione e non verrà restituito. 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SCRIVERE A TUTTO DIGITALE: ISTRUZIONI PER L'USO particolare garantiscono le velocità necessarie per il supporto del 3D Full HD. L'unica vera novità in fatto di cavi prevista dall'HDMI 1.4 è legata all'introduzione della comunicazione integrata Ethernet over HDMI che richiede appunto un nuovo tipo di cavi che sarà opportunamente etichettato. In ogni caso è possibile realizzare cavi di varia lunghezza, anche di 20 metri, compatibili con tutte le specifiche HDMI. Poiché le specifiche complete del formato HDMI 1.4 sono state rilasciate di recente, non ci risulta che siano già in commercio cavi con HDMI with Ethernet o con il nuovo connettore Micro. Sono invece disponibili cavi da 20 metri compatibili con le specifiche Standard ed High Speed, quindi usabili anche con l'HDMI 1.4 (senza Ethernet). (M.B.) 012_018:026/028 19/03/10 12:32 Pagina 12
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXX BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI VIA COL VENTO - ED. SP. 70° ANN. WARNER - DRAMMA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Attesa e doverosa edizione speciale su due dischi per il capolavoro dei capolavori. Nulla da eccepire sul perfetto trasferimento HD (mai il film si era visto con questa incredibile qualità) e sulla spaventosa mole di extra, ulteriore punto di forza dell'edizione. Dobbiamo però notare come negli Stati Uniti sia uscita una lussuosissima confezione limitata da collezione, con cofanetto in velluto, contenente ulteriori dischi (BD, DVD e CD) e innumerevoli gadget. Il tutto, badate bene, con audio e sottotitoli in italiano e senza protezione regionale per i dischi. Che senso ha non riproporla anche da noi nell'epoca di Internet? (L.D.A.) Regia: Victor Fleming; Interpreti: Vivien Leigh, Clark Gable; Produzione: 1939; Durata: 233 minuti; Formato audio: Dolby TrueHD (ing), Dolby Digital 5.1 (ita e altri); Formato video: Tutto Schermo 4:3; Prezzo: 24.99 euro BASTARDI SENZA GLORIA UNIVERSAL - GUERRA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Spiazzante, bellissimo e in parte incompleto, l'ultimo film di Tarantino è destinato ad animare le discussioni cinefile per mesi a venire. Discussioni alle quali sarà bene partecipare con una copia di questo straordinario BD sotto il braccio. Ineccepibile la qualità video, sicuramente migliore di quanto visto al cinema e straordinario l'audio, specialmente in originale DTS-HD MA. Da ascoltare rigorosamente in originale data l'incredibile quantità di lingue e dialetti (italiano compreso) parlate nel film e parte integrante della narrazione. Abbondante il comparto extra ma sotto questo aspetto avremmo gradito qualcosa in più. (L.D.A.) Regia: Quentin Tarantino; Interpreti: Brad Pitt, Christopher Waltz; Produzione: 2009; Durata: 152 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ing), DTS 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 24.99 euro HALLOWEEN II MEDIAFILM - HORROR FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Secondo capitolo ispirato alla leggendaria saga inaugurata da Carpenter, sempre ad opera del discepolo Rob Zombie. Anche in questo caso il regista non coglie lo spirito originale e propone una rilettura sboccata ed eccessiva priva delle atmosfere e del fascino originale di Carpenter. Non manca qualche momento deliziosamente visionario, ma è troppo poco. Girato in 16mm, con fotografia volutamente sporca, il film non è il perfetto candidato ad una trasposizione HD. I limiti, infatti, si vedono tutti e il risultato non è inferiore alla mediocre qualità di partenza. Ottimo, invece, l'audio italiano HD con forte dinamica e presenza. (D.C.) Regia: Rob Zombie; Interpreti: Malcom McDowell, Tyler Mane; Produzione: 2009; Durata: 100 minuti; Formato audio: PCM 5.1 (ita), DTS-HD Master Audio 5.1 (ita, ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.78:1; Prezzo: 22.99 euro THIS IS IT SONY PHE - MUSICALE FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Michael Jackson rivive in questo documentario musicale, interamente realizzato dal regista Kenny Ortega utilizzando i  numerosi video delle prove per il suo ultimo spettacolo, che non portò mai sulle scene a causa della sua improvvisa scomparsa. Ottima la resa video, nonostante inevitabili cali dovuti alla diversa provenienza dei materiali (alcuni in semplice elettronica SD). Spettacolare e devastante la colonna sonora in DTS HD MA, presente solo in inglese con sottotitoli opzionali in varie lingue fra cui l'italiano. Veramente una traccia audio da riferimento per dinamica, profondità e distribuzione sui vari canali. (L.D.A.) Regia: Kenny Ortega; Interpreti: Michael Jackson; Produzione: 2010; Durata: 111 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing); Formato video: 16:9/Letterbox 1.78:1; Prezzo: 25.00 euro DUMBO – 70º ANNIVERSARIO DISNEY - ANIMAZIONE FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Continuano le riedizioni di classici Disney in Blu-ray. Questa volta tocca a Dumbo, un classico del 1941 molto amato dagli appassionati di animazione ma, in verità, invecchiato maluccio rispetto ad altri grandi titoli della casa americana. Il restauro in HD dona nuovo splendore e nitidezza alla pellicola anche se, ad onor del vero, lo stacco è minore rispetto ad altri titoli storici Disney recentemente pubblicati. Interessanti, come da consuetudine Disney gli extra anche se non molto nutriti. Segnaliamo due cortometraggi animati d'epoca. Slip cover in cartoncino e copia in DVD allegata per la gioia dei più piccoli. (D.C.) Regia: Ben Sharpsteen; Produzione: 1941; Durata: 64 minuti; Formato audio: DTS HD 7.1 (ing), DTS 5.1 (ita e altri); Formato video: Tutto Schermo 4:3; Prezzo: 26.99 euro 128 128_130:AD REC BD 15/03/10 21:08 Pagina 128
‘nuda'). Il look è gradevole, le rifiniture curate, con un tocco di raffinatezza in posizione di funzionamento (che si attiva 'abbassando' parte del frontale) che mostra sul retro una retroilluminazione azzurro intenso delle scritte relative ai controlli principali. A proposito di retro, quello della W1 è impostato simmetricamente, con una serie di comandi alla sinistra e alla destra del display LCD; l'utilizzo dei vari controlli - anche in virtù delle varie opzioni ‘3D' disponibili - è forse meno intuitivo di quello a cui ci si abitua con altre macchine, ma in realtà non pone problemi dopo un minimo periodo di ambientamento. Semmai, serve un po' di pazienza per adattarsi alla pressione dei tasti, ovvero al loro apparente ritardo nella risposta. Il monitor utilizzato è un esemplare da 2,8 pollici di diagonale e 230.000 pixel. Fujifilm dichiara, senza spiegarne i segreti tecnici, che ‘grazie a un nuovo approccio ingegneristico, il tremolio sullo schermo e il deterioramento dell'immagine, che prima si pensavano difficili da eliminare, sono stati ridotti al minimo per ottenere immagini 3D sempre belle e naturali. Il display potrà anche mostrare immagini 2D come ogni altro monitor LCD'. Tradotto nella pratica, la visione attraverso il monitor integrato è apparsa sempre soddisfacente, sia in 2 che 3D. Insomma, siamo in presenza di un bell'oggetto, che, a prima vista, e a frontale chiuso, non svela la propria natura di ‘doppio'... Doppio perché in effetti, per produrre immagini stereoscopiche, bisogna catturare due immagini identiche nello stesso momento, ma da un differente punto di vista, che poi, in fase di visione, vengono ‘miscelate' dal cervello per ottenerne una con il senso di profondità. Per catturare due immagini uguali ma diverse, ovviamente, servono due dispositivi identici, Grande versatilità di ripresa Visione 3D senza occhiali Prezzo concorrenziale Ingombro superiore alla media Visione 3D solo via monitor dedicati PRODUTTORE: Fujifilm, Giappone DISTRIBUTORE: Fujifilm Italia, via De Sanctis 41, 20141 Milano - tel. 02/895821 www.fujifilm.it FOTOCAMERA 3D FUJIFILM FINEPIX REAL 3D W1 CARATTERISTICHE DICHIARATE LA PAGELLA ESTETICA Look piuttosto sobrio, lineare, nel complesso assai gradevole. Ingombro notevole per una compatta 3x, ma si tratta in effetti di due macchine in una... Bella anche la cornice digitale (il termine è limitativo) COSTRUZIONE La nuova Fujifilm risulta molto ben costruita, con una cura notevole anche nei dettagli. Piacevole l'illuminazione azzurrina, un po' scomodo - almeno in caso d'uso intensivo - il portellone/interruttore. Ben realizzata anche la cornice V1 VERSATILITÀ Una doppia compatta, adeguatamente versatile, che può anche realizzare immagini o video tridimensionali oppure scattare contemporaneamente due immagini diverse (per focale, colore, sensibilità): cosa si può volere di più? PRESTAZIONI La resa in 2D è quella di una (buona) compatta 3x di classe medio alta; quella in 3D è condizionata da diversi fattori, comunque divertente anche se utilizzabile solo attraverso lo schermo integrato o il display optional (dalla resa notevole). RAPPORTO Q/P Considerando che si tratta di una macchina doppia, e contemporaneamente unica sul mercato, e di prestazioni comunque interessanti, il prezzo di listino sembra alto ma obiettivamente più che corretto sotto ogni punto di vista. Forse un po' meno conveniente ma anche in questo caso si tratta di un prodotto unico - il rapporto qualità prezzo del Digital Viewer V1. PRO CONTRO collocati su uno stesso asse e collocati più o meno alla stessa distanza interpupillare fra i due occhi (circa 6,5 centimetri). DUE MACCHINE IN UNA Una soluzione comune per realizzare il 3D è quella di accoppiare due macchine attraverso un particolare supporto, ma la W1 va oltre, integrando in pratica due macchine in una sola. E così, la dotazione tecnica prevede ovviamente un doppio sensore, in questo caso un CCD da 1/2,3 pollici e 10 MegaPixel (effettivi), e un doppio obiettivo. Questo è un compatto zoom Fujinon con ingrandimento 3x ottico, F3,7 (W) – F4,2 (T), equivalente a un classico ‘tuttofare' 35 –105mm; è realizzato con speciali lenti compatte Fujinon sviluppate per il 3D, e costruite con una cura particolare per assicurare la completa conformità tra l'immagine di destra e quella di sinistra. Per la gestione precisa delle varie opzioni, la fotocamera utilizza un chip di recente sviluppo, chiamato “Processore 3D RP (Real Photo)”, che ha il compito di sincronizzare i dati di entrambi i sensori e di unire le informazioni per creare una singola immagine di elevata qualità, sia per le fotografie che per i filmati. Un'altra funzione interessante integrata è il “Built-in 3D” auto, che garantisce condizioni di scatto ottimali per entrambi i sensori: appena il pulsante di scatto viene premuto, i parametri dell'immagine (messa a fuoco, zoom, esposizione...), sono sincronizzati automaticamente. La W-1 è dotata anche di built-in synchro control, con la precisione di 0,001 secondi, per il controllo del pulsante di scatto e la sincronizzazione video. Sensore immagini: 2 CCD 1 /2.3”, 10 MP effettivi Obiettivo: Fujinon 3x, f.3,7 - f.4,2 (equivalente a 35-105 mm in 35 mm ) Display: TFT da 2,8'' (230,000 pixels) Autofocus: Single AF, 3D Center, 2D Center, Multi (solo per Face Detection disattivata) Esposizione: Misurazione TTL 256 Zone, Multi, Spot, Media, Modalità di ripresa: AE programmata, AE priorità di tempi, Manuale ISO: Auto ISO 100/200/400/800/1600 Video: 320x240 @ 30 fps - 640/480 @ 30 fps con Audio Stereo Formato file: - Immagine 3D: MPO+JPEG, MPO(Multi Picture Format compatibile) - Immagine 2D: JPEG (Exif vers. 2.2) - Video 3D : 3D AVI (Formato AVI Stereo con 2 canali) - Video 2D : AVI (Motion JPEG con audio) Supporti di registrazione: SD/SDHC Memory Card – Memoria interna 42MB circa Dimensioni: (LxAxP): 123,6 x 68 x 25,6 Peso: 260 g (senza batteria e supporti di memoria) La vista del pannello superiore mette in evidenza il pulsante di scatto, all'estrema destra, e il controllo a bilanciere dello zoom (un obiettivo 3 X). 85 084_087:090-091 15/03/10 13:17 Pagina 85
TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXVI 124 I costruttori di videoproiettoribasati su pannelli a cristalli liquidihanno continuato a investire molto nella ricerca e nello sviluppo di questa tecnologia. Le prestazioni offerte oggi da un videoproiettore LCD, nelle sue diverse varianti di implementazione, sono, senza mezzi termini, sensazionali e neanche lontanamente paragonabili a quanto disponibile solo pochi anni fa. La Epson, azienda con una solida reputazione nell'ambito della videoproiezione home-cinema e business, ha messo a punto e recentemente presentato sul mercato il TW5500. Si tratta di un apparecchio aggiornatissimo che, almeno sulla carta, si presenta come un vero e proprio “ammazzagiganti” per le prestazioni e il prezzo di listino aggressivo. Stiamo parlando infatti di una macchina studiata e tarata per dare il meglio con i nuovi formati video in alta definizione e che incorpora, al suo interno, un software di gestione molto completo e versatile. Nonostante il proliferare di Flat TV LCD e Plasma di generose dimensioni, alcune aziende continuano ad investire sullo sviluppo di videoproiettori dalle prestazioni sempre più avanzate e dal prezzo sempre più conveniente. Il TW5500 è l'ultimo nato in casa Epson: un Full-HD che promette faville, per un pugno di euro o poco più... Il signore delle tenebre 3.327,00Videoproiettore LCD Epson EH-TW5500 124_126:128/130 15/03/10 21:06 Pagina 124
senza 24p abilitato o anche in automatico, il lettore produce in uscita sempre con lo stesso formato video, indipendentemente dal segnale registrato sul disco che viene deinterlacciato e/o riscalato se necessario. Attivando il BD Wise, invece, abbiamo verificato come il lettore invii al C7000 il segnale nel formato originale del disco, lasciando al TV il compito di riscalarlo: cambi continui di formati hanno prodotto qualche “confusione” nel TV ed alla fine abbiamo preferito forzare l'uscita in 1080p con 24p abilitato. Come il TV, anche il BD-C6900 è dotato di funzione Internet@TV con accesso al Samsung Apps. Il collegamento alla rete può avvenire via cavo Ethernet convenzionale ma anche in WiFi, ed a tal proposito l'unità è dotata di WPS per l'impostazione semplificata automatica della connettività wireless. L'interfaccia Internet@TV è perfettamente identica a quella del TV, così come l'accesso alle funzioni. Stranamente, però, solo il BD player ha scaricato l'applicazione Facebook, rivelatasi però al momento un semplice messaggio che chiede di attendere il mese di Aprile per la disponibilità effettiva. Per chi fosse interessato all'Internet@TV, quindi, da notare che affiancando il solo BD player Samsung a qualsiasi altro televisore (Samsung o meno) di generazione precedente, permette di aprire l'accesso diretto alla rete. Quello che ad oggi cambia, e di molto, è la disponibilità di applicativi che dipende dagli accordi che i diversi costruttori hanno fatto o faranno con i partner. Al momento con Samsung abbiamo troviamo qualche gioco e gli applicativi segnalati in precedenza, ma l'azienda ci informa che sta chiudendo altri accordi, anche con fornitori specifici per il mercato italiano. Dobbiamo ripeterci, ed anche per il BD-C6900 ci sentiamo di dire che l'elemento meno riuscito è il telecomando. Brutto esteticamente e non particolarmente felice nella disposizione dei tasti, non facilita l'utilizzo dell'apparecchio e delle diverse funzioni. Chiediamo a Samsung per il futuro di prestare un po' più di attenzione ai telecomandi, soprattutto in questi prodotti di fascia media dotati di molte funzionalità. I test video del BD player hanno rivelato una qualità complessivamente molto buona. In lettura di DVD o segnali HD/SD interlacciati, abbiamo riscontrato le stesse ottime performance del TV nel deinterlacing e gli stessi problemi, anche se meno pronunciati, con la gestione dei segnali misti (video/progressive), con risultati nel complesso molto buoni. La velocità del lettore è sicuramente un punto di forza che, affiancato alle ottime prestazioni video, ne fanno un prodotto dalle ottime potenzialità che metteremo alla prova più accuratamente quando giungerà nella sua versione definitiva. ED ECCO IL 3D Arriviamo ora al tanto atteso test della visione 3D. Ci teniamo a sottolineare che la completa assenza di contenuti 3D disponibili oggi per il mercato home-theater ha limitato le prove esclusivamente al materiale dimostrativo fornitoci da Samsung, ovvero un paio di dischi demo con la versione 3D di Monsters vs Aliens. Si tratta ovviamente di una situazione non ottimale di test, in quanto troppo “controllata” e solo con il tempo, con la disponibilità di più contenuti di varia natura, il giudizio potrà essere completo. Samsung ha implementato nel TV il sistema di visualizzazione 3D di tipo Frame Sequential. In pratica, sfruttando la scansione a 200 Hz, il TV visualizza in modo alternato le immagini destinate all'occhio sinistro e destro, una dopo l'altra. Gli occhialetti attivi sono sincronizzati con il TV mediante raggi infrarossi e sono dotati di speciali lenti a cristalli liquidi che, controllati dal TV, bloccano alternatamente l'immagine di uno o dell'altro occhio. Al nostro cervello viene lasciato il compito di “fondere” le immagini ricevute ad intermittenza dai due occhi, per costruire l'impressione di tridimensionalità. Sono molti i fattori che influenzano il successo di un simile meccanismo. Il primo è legato alla velocità di risposta del TV: le immagini successive devono essere perfettamente separate ed i fenomeni di persistenza legati alla lenta risposta dello schermo LCD che potrebbero in questo caso diventare disastrosi devono essere accuratamente eliminati, pena una riduzione della separazione stereoscopica delle immagini con produzione di fatica per l'occhio o sensazione di innaturalezza. Samsung ci tiene a sottolineare che sono proprio queste performance che rappresenteranno il fattore differenziante nei TV con funzione 3D. Analogamente, gli occhiali devono commutare velocemente da un occhio e l'altro ed in perfetto sincronismo con il TV: in questo caso i costruttori In alto, due Men in Black davvero speciali, il nostro direttore tecnico Massimo Basile e, in primo piano, David Jung, Quality Assurance Manager di Samsung Euro Lab. Il sottilissimo C7000, un modello 3D, 200 Hz e connettività Internet, è talmente compatto da non sembrare un 46”, almeno da spento. Per il collegamento sono forniti appositi adattatori per i mini connettori proprietari. implementeranno speciali algoritmi per la chiusura e l'apertura delle lenti atti a massimizzare le prestazioni della combinazione occhiali/TV. Tutto, poi, deve avvenire senza fenomeni di sfarfallio, sempre possibili visto che agli occhi giungeranno delle sequenze di luce/ombra in corrispondenza dell'apertura/chiusura delle lenti. Purtroppo l'esemplare giunto in redazione - evidentemente anche per il tour de force a cui è stato sottoposto in giro per il mondo - ha mostrato subito qualche difetto nella sincronizzazione. A dimostrazione dell'incessante lavoro dei tecnici 57 054_058:090-091 18/03/10 16:11 Pagina 57
87 monitor integrato nella fotocamera, oppure farsi stampare (per ora, solo tramite web) le immagini su carta speciale lenticolare 3D attraverso il sistema professionale “FinePix Real 3D Photo Printer”, di cui parliamo più avanti, o ancora, soluzione utile per visualizzare i filmati in più persone (pur con il limite del posizionamento rispetto alla postazione ottimale per garantire l'effetto stereoscopico), adottare un visore ad hoc. Il sistema Fujifilm 3D per la casa, infatti, comprende anche un ‘accessorio' particolare, ovvero il “FinePix Real 3D Photo Frame”, siglato V-1. Questo dispositivo, come suggerisce il nome, è a tutti gli effetti una cornice digitale, con schermo da 8,4 pollici e oltre 920.000 pixel; è stato sviluppato con la stessa tecnologia del monitor della fotocamera, per risolvere i problemi del tremolio e delle immagini fantasma, ed utilizza un “light direction control panel” (pannello di controllo della direzione della luce), che dirige la luce all'occhio destro e all'occhio sinistro, per consentire la visualizzazione di immagini 3D senza occhiali speciali. Il display, che riprende la linea e le finiture della fotocamera, ospita sul retro l'alloggiamento per una staffa e i connettori USB/miniUSB, per il collegamento a ‘sorgenti' esterne, oltre allo slot laterale per schede (SDHC e la quasi estinta xDPicture Disc, sviluppata proprio da Fujifilm insieme ad Olympus). Non manca nella dotazione un piccolo telecomando per le regolazioni principali (inclusa parallasse). In quanto alla stampa, non meraviglia che la stessa Fujifilm, utilizzando il grande know-how acquisito nello sviluppo della gamma dei noti Minilab Digitali Frontier, abbia creato un sistema di stampa 3D ad hoc. Questo si basa su un foglio dotato di microlenti puntiformi (fine pitch lenticular sheet), che - a detta dell'azienda, ma non abbiamo avuto modo di provarlo - garantisce visione tridimensionale da diversi punti di vista. 3D ED OLTRE: IL FUTURO POSSIBILE Siamo in presenza, e non c'è molto da dire a questo proposito, di un apparecchio (anzi, ad un ‘sistema') certamente unico, ad affascinante, e non solo per l'appassionato di gadget elettronici hi-tech. La W1 è in effetti un prodotto ben costruito, di versatilità adeguata a quella di una compatta della sua categoria, ma è soprattutto una divertentissima ‘scatola magica' per utilizzazioni - tradizionali o tridimensionali - insolite & curiose... Come è facile immaginare, infatti, un sistema come il FinePix Real 3D introduce nuove chanches espressive anche nella fotografia tradizionale, 2D. In fondo, si tratta solo di far lavorare la fantasia per sfruttare tutte le possibilità di una fotocamera dotata di doppio obiettivo e doppio sensore... C'è da dire che mentre è facilmente apprezzabile la resa (fra il buono e l'ottimo) della W1 in 2D, tutte le immagini in 3D - comunque con effetto di profondità apprezzabile - sono di ‘qualità', secondo i consueti canoni, difficilmente giudicabile: la riproduzione che si osserva è per così dire ‘aleatoria', virtuale, intangibile, ed anche non replicabile ma solo visionabile su schermi appositi o stampabile. In conclusione, siamo in presenza di un oggetto che merita attenzione da parte non solo di chi desidera ogni giocattolo tecnologico ‘subito', ma anche da parte di chi invece pensa che la fotografia e il video siano cose serie, e valga la pena di giocare, di osare, di sperimentare per creare qualcosa di diverso. In ogni caso, un plauso a Fujifilm per essere arrivata prima (e ancora unica) in un settore che potrebbe crescere e svilupparsi in un prossimo futuro. E un plauso non solo agli ingegneri della ricerca & sviluppo, ma anche a chi decide i listini al pubblico, per aver posizionato il prodotto ad un livello di prezzo non popolare ma che non spaventa, e che anzi potrebbe favorire la voglia di molti appassionati di scoperta della terza dimensione. S.C. 084_087:090-091 15/03/10 13:17 Pagina 87

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Domenica. Ci è sempre piaciuto visitare le città didomenica mattina, presto, molto presto. Lestrade sono quasi deserte, le auto si contano sulle dita di una mano e i pedoni sono silenziosi, quasi rispettosi della quiete che avvolge la città in quelle prime ore della giornata in cui tutto, più lentamente, si muove. San Francisco non fa eccezione. Oggi siamo anche fortunati. Niente nebbia, niente nuvole: il sole splende. Gli ingredienti ci sono tutti per la nostra passeggiata al Ferry Building (foto 6), lo storico porto di San Francisco. Inaugurato nel 1898, ha visto transitare fino a 47 milioni di passeggeri all'anno tra viaggiatori e pendolari della baia. Fino ai primi anni Trenta San Francisco era facilmente raggiungibile soltanto via mare. Con la costruzione del Bay Bridge e del Golden Gate Bridge poi, il Ferry Building ha perso sempre più la sua ragion d'essere. Oggi, solo qualche traghetto attraversa la baia e l'interno dell'edificio (finemente ristrutturato nel 2003) oltre ad ospitare alcuni uffici (al piano superiore) è diventato punto di riferimento per acquisti e degustazioni enogastronomiche per palati fini (e portafogli gonfi, aggiungiamo). Il Ferry Plaza Farmers Market nella giornata di sabato Prima o poi mi sposo (2001) con Jennifer Lopez e Matthew Mc Conaughey. ARRIVO A FISHERMAN'S WHARF Siamo arrivati a Fisherman's Wharf - il molo dei pescatori, tradotto letteralmente - il luogo ove, alla fine del XIX secolo, alcuni pescatori italiani hanno dato origine al mercato del pesce. Dagli anni 50 ad oggi la zona, compresa tra il molo 39 e il molo di Hide Street, si è lentamente trasformata in un vero e proprio polo turistico. Sì, avete immaginato bene, con tanto di attrazioni colorate e rumorose, negozi di souvenir, bar e ristoranti di ogni genere (uno perfino ispirato a Bubba Gump di Forrest Gump), il tutto condito da orde di turisti che ciondolano in cerca del ricordo da riportare a casa e ansiosi di mangiare il cioppino (zuppa di pesce) o la clam chowder (zuppa cremosa di molluschi) servita in una pagnottina di sourdough bread (pane ottenuto con lievito naturale dal sapore un po' acidulo, caratteristico di San Francisco) svuotata della sua mollica. Chiudiamo gli occhi e cerchiamo di tornare indietro nel tempo, a quegli anni in cui il turismo non aveva ancora invaso così smaccatamente la zona... Eppure, se sbirciamo bene nell'obiettivo della nostra 42 On location - Sui luoghi del cinema San Francisco - 3 ^parte Siamo giunti al termine del nostro lungo reportage dedicato alle location cinematografiche di San Francisco. Ma non potevamo lasciare la città senza visitare quello che nel tempo è diventato il penitenziario più famoso del mondo. Benvenuti ad Alcatraz! (dalle 10 alle 14) si estende anche all'esterno e offre prodotti ortofrutticoli e artigianali di coltura biologica. Risulta decisamente utile per scoprire tanti alimenti e preparazioni locali (San Francisco vanta una delle più sane e migliori cucine degli Stati Uniti). Si può anche assistere (gratuitamente) a lezioni di cucina all'aperto, sotto le arcate, garantite da chef rinomati (foto 9) o magari procurarsi il necessario per la coltivazione di funghi home made (foto 8). Consigliamo di dare un'occhiata al sito www.ferrybuildingmarketplace.com per essere aggiornati sugli eventi. Inutile dire che anche il Ferry Building è stata location di alcune scene di film. Basti citare la pellicola noir forse più celebrativa di San Francisco: Il Mistero del Falco (The Maltese Falcon, 1941) di John Houston, con Humphrey Bogart e Mary Astor. Lasciamo il Ferry Building e proseguiamo la passeggiata lungo Embarcadero, verso Fisherman's Wharf. Mentre ci sfrecciano accanto joggers armati di cuffiette e contapassi, notiamo un pontile pedonale in legno old styled, “da film”... e guarda caso lo stesso pontile (Pier n. 7, foto 10) è ben riconoscibile in due lungometraggi, Basic Instinct (1992) di Paul Verhoeven, con Sharon Stone e Michael Douglas e ALCATRAZ. L'ISOLA CHE C'È 042_045:026/028 15/03/10 12:06 Pagina 42
43 In questa pagina, alcune immagini di Fisherman's Wharf (in alto) , zona di pescatori fino agli anni cinquanta e oggi anche quartiere particolarmente turistico. Nella foto al centro, una veduta dell'isola di Alcatraz. L'insegna di Ghirardelli Square, la vecchia fabbrica del cioccolato, tra le più famose d'America, oggi trasformata in centro commerciale. Qui a destra, la torre del Ferry Building, principale punto d'entrata della città fino a metà degli anni trenta. Ogni domenica si svolge un mercato di generi alimentari che è una vera esperienza sensoriale. 1 2 3 4 5 6 7 9 10 8 042_045:026/028 15/03/10 12:07 Pagina 43
65 Nikon D3000 Prezzo: 450 euro (corpo, 18-55 mm e CF 4 GB) La reflex digitale più semplice di Nikon. Il modo giusto per iniziare senza preoccuparsi troppo delle impostazioni di scatto. Entry-level dell'azienda giapponese, la D3000 è una DSLR che promette di portare la fotografia ‘con lo specchio' al cospetto del grande pubblico, una sorta di D5000 semplificata. Il sensore adottato da Nikon è un CCD da 10 MP in formato DX, racchiuso in una scocca leggera e compatta ma resistente, con lo schermo da 3” e 230.000 pixel in bella mostra sul retro. Cuore della D3000 è il nuovo ‘Modo guida' un menu colorato con immagini esplicative pensato per gli esordienti, che permette di lasciare alla macchina la scelta delle impostazioni di scatto. Non mancano comunque funzioni più avanzate compreso un buon AF a 11 punti, il sempre utile D-lighting, le opzioni di ritocco in camera e la ripresa in sequenza a 3 fps. La resa è ottima sotto ogni profilo anche a 1600 ISO; attenzione però: la camera tende a sovraesporre leggermente. In ogni caso, quanto di più adatto per chi si avvicina al mondo delle DSLR, ed un perfetto inizio alla carriera di nikonista DOC. Nikon D90 Prezzo: 830 euro (corpo e CF 4 GB) La prima ‘invasione di campo' di Nikon nel settore del ‘video che conta', HD, è ancora oggi una reflex interessante sotto diversi punti di vista. Commercializzata nel ‘lontano' settembre 2008, la D90 è un modello che ha già lasciato il segno, uno spartiacque che dimostra la maturità raggiunta dalle DSLR ed uno sguardo al futuro al tempo stesso. La prima reflex a riprendere video HD è dotata di sensore CMOS DX da 12.3 MP, sistema AF a 11 punti con punto centrale ad area allargata e sensibilità ISO 100-6400 in modalità espansa. Si affianca a questo un bel monitor LCD da 3”e 920mila pixel di risoluzione, sul quale ritoccare le foto grazie alle funzioni integrate. Non manca il Live view, complementare al mirino a pentaprisma con copertura del 95% dell'inquadratura. Una macchina ben costruita, reattiva e dall'ottima qualità d'immagine (spesso è possibile spingersi a 3200 ISO senza decadimenti della qualità). Come è ovvio, le HDSLR più recenti hanno superato nella tecnica la funzione di ripresa della D90 (1280x720 a 24p, 5 minuti massimi), che resta però un ottimo acquisto. Sensore: CCD 10.2 MP, 23,6 x 15,8 mm Ottica: Nikon F Stabilizzatore: Secondo ottica Video HD: No Esposizione: P, A, S, M, Auto, Modi scena. Mirino: Pentaspecchio Display: 3”, 230.000 pixel Sensibilità: 100 - 1600 (3200 estesa) Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDHC Connessioni: USB 2.0, uscita video Dimensioni: 126 x 97 x 64 mm Peso: 536 gr. La macchina giusta per imparare, che non rinnega la tradizione di qualità di casa Nikon. Sensore: CMOS 12.3 MP, 23,6 x 15,8 mm Ottica: Nikon F Stabilizzatore: Secondo ottica Video HD: 1280x720 Esposizione: P, A, S, M, Auto, Modi scena. Mirino: Pentaprisma Display: 3”, 920.000 pixel Sensibilità: 200 - 1600 (100 - 3200 estesa) Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDHC Connessioni: USB 2.0, uscita video, miniHDMI, ingressi telecomando/GPS Dimensioni: 132 x 103 x 77 mm Peso: 690 gr. La prima HDSLR ad apparire sul mercato è ancora oggi una reflex completa sotto tutti i punti di vista. TEST COMPLETO su AD n.7 060_068:090-091 15/03/10 12:30 Pagina 65
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXXII BLU-RAY DISC: LE RECENSIONI G - FORCE DISNEY - AVVENTURA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Ennesimo film super-spettacolare per tutta la famiglia. Un tripudio di effetti speciali, che ormai possiamo definire “classico”, che non mancherà di intrattenere pargoli e genitori grazie anche all'impeccabile realizzazione tecnica. Impeccabile è senza dubbio anche l'edizione Blu-ray, che sfoggia un video iperdefinito e dai colori smaglianti, ricco di profondità e di notevole pulizia. Non da meno l'audio, con qualche momento di sano divertimento in home-theater. Completa l'offerta una discreta sezione extra e l'ormai immancabile e sempre ben accetta copia in DVD allegata. (D.C.) Regia: Hoyt H. Yeatman, Jr.; Interpreti: Bill Nighy, Will Arnett; Produzione: 2009; Durata: 89 minuti; Formato audio: DTS-HD 5.1 (ing), DTS 5.1 (ita e altri); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 26.99 euro BARBAROSSA 01 - AVVENTURA FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Opera ambiziosa e pretenziosa che nasce con l'intento di creare una sorta di Braveheart italiano sulla figura (reale) di Alberto da Giussano. Il risultato è sconfortante, nonostante il cast internazionale di notevole spessore e l'impiego di buoni mezzi produttivi. Insomma: un fiasco totale al botteghino e presso la critica. Consoliamoci con un ottimo Blu-ray che restituisce immagini vicine alla perfezione in quanto a resa cromatica e del dettaglio fine, con una spiccata sensazione di tridimensionalità. Non male anche l'audio, pur se non al livello del video e con qualche incertezza dinamica. Discreti gli extra. (L.D.A.) Regia: Renzo Martinelli; Interpreti: F. Murray Abraham, Rutger Hauer; Produzione: 2009; Durata: 145 minuti; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ita); Formato video: 16:9/Letterbox 2.35:1; Prezzo: 25.00 euro NEMICO PUBBLICO UNIVERSAL - GANGSTER FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Biopic dedicato all'inafferrabile rapinatore degli anni ‘30 John Dillinger; nonostante qualche bella rapina e sparatoria il ritmo del film non prende lo spettatore ed i personaggi appaiono piatti e poco carismatici: un mezzo passo falso. Spinoso anche il discorso tecnico: Mann ha scelto di girare in digitale, con un pot-pourri di scene un momento luminose e definite, in seguito scure e ricoperte da un fitto velo di rumore. La fluidità rimbalza dal classico look cinematografico ad alcuni momenti che sembrano usciti da un documentario. Era così anche al cinema, ed il BD riporta fedelmente quanto visto. Discreto l'audio (meglio in originale), buoni gli extra. (A.B.) Regia: Michael Mann; Interpreti: Johnny Depp, Christian Bale; Produzione: 2009; Durata: 140 minuti; Formato audio: DTS-HD Master Audio 5.1 (ing), DTS 5.1 (ita, fra, ted, spa); Formato video: 16:9/Letterbox 2.40:1; Prezzo: 24.99 euro I GRIFFIN SOMETHING... FOX - ANIMAZIONE FILM: WOW: AUDIO: VIDEO: EXTRA: INT. FACTOR: OVERALL: Dopo Blue Harvest/Una nuova speranza arriva stavolta in Blu-ray la parodia de L'Impero colpisce ancora - secondo film della saga di Guerre Stellari - con tutta la comicità tagliente, spudoratamente a stelle e strisce ed a volte nonsense della famiglia Griffin; imperdibile per i fan. Nato per la TV il cartone è purtroppo ancora in formato 4:3, ma la resa, come spesso accade per il materiale animato, è eccellente: i colori sgargianti e la semplicità dei disegni sono riprodotti al meglio ed esaltati dal disco blu. Buono anche l'audio e ricca la sezione extra, con commento di produttori e regista e diverse altre feature. (A.B.) Regia: Dominic Polcino; Produzione: 2009; durata: 55 minuti circa; Formato audio: DTS HD Master Audio 5.1 (ing), DTS 5.1 (ita, fra, ted, spa, rus); Formato video: Tutto Schermo 4:3; Prezzo: 21.99 euro Questi e tanti altri nuovi titoli in anteprima prossimamente su www.tuttodigitale.it 130 128_130:AD REC BD 15/03/10 21:08 Pagina 130
101 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D III DCI - Digital Cinema Initiative Joint venture creata dalle major per standardizzare materiali e procedure per il Digital Cinema. DCDM - Digital Cinema Distribution Master Un set di file non compressi, criptati e preparati per la distribuzione Digital Cinema DCP - Digital Cinema Package Il set di files che risultano dal processo di codifica, criptatura e ‘impacchettamento' SMPTE - Society of Motion Picture and Television Engineers - organismo che riunisce tecnici dell'industria cinetelevisiva, preposto alla definizione degli standard . KDM - Key Delivery Message La chiave di sicurezza per decomprimere e decodificare i DCP per i server D-cinema Artech Video nasce nel 1978 a Cologno Monzese per offrire servizi per le società di distribuzione cinematografiche e home video; oggi, naturale evoluzione delle nuove frontiere tecnologiche, inaugura la divisione “Artech dcinema”, ovvero, come dichiarano i responsabili, “il primo service italiano a ciclo completo per la realizzazione dei DCP (vedi box) secondo gli standard SMPTE e nel rispetto delle specifiche DCI, a garanzia della completa interoperabilità con tutti i sistemi Cinema Digitale installati”. Per vedere di cosa si tratta, Artech ha invitato alcuni giornalisti ed operatori del settore nella nuova sede ad assistere ad una dimostrazione del flusso di lavoro ed alle potenzialità della nuova struttura. Con l'avvento dei nuovi formati 2K e 4K, anche in funzione dell'hype che si sta generando attorno al 3D, si è raggiunta una qualità di proiezione tale da garantire una fedeltà ed una nitidezza delle immagini ai massimi livelli. Gli spettatori, nei cinema che stanno adottando queste tecnologie (come l'Arcadia di Melzo o il Nexus di Corte Franca) hanno una visione priva di artefatti o di tutti i segni dell'usura analogica, comprese le bruciature di sigaretta o i classici graffi. Se pensiamo che da un lato abbiamo la ripresa che, se non sin dalla produzione, per lo meno dalla fase di post-produzione emerge direttamente in forma di file, dall'altro invece un proiettore digitale ed una sala attrezzata a dovere non possiamo non pensare, prima o poi, ad un flusso tutto digitale! Il file originale arriva ad Artech che nei suoi laboratori lo sottopone alle lavorazioni del caso: lo controlla nella sala attrezzata con tre schermi intercambiabili ed un sistema di diffusione in 7.1 certificato THX, e prepara l'encoding del DCP, ovvero, in termini impropri, “masterizza” il file all'interno di un “hard disk” che poi viene duplicato tramite sistemi forniti dal partner Digital Darwin D2 e crittografato, con una chiave di accesso (KDM) unica che viene fornita al cinema ed è utilizzabile solo dal proiezionista, per garantire la sicurezza del contenuto e l'uso esclusivo nella sala preposta. Il DCP viaggia così, in una piccola valigetta rigida di sicurezza e con minimi costi di trasporto fino, alla sala. Qui il proiezionista scarica il film nel server interno del proiettore e attiva lo sblocco per la proiezione alla massima qualità digitale possibile (almeno fino a quando non verrà sviluppato un sistema di trasmissione a distanza, magari satellitare). Il dado è tratto, e non resta che augurarsi, per la qualità della visione e per la fluidità del sistema di distribuzione, che queste nuove modalità prendano sempre più piede in Italia, che presto proiezionisti e gestori possano scoprire, conoscere e utilizzare al meglio i “file” al posto delle “pizze” - pur suonando tutto, un po' meno romantico... www.artech-dcinema.com www.d2.eu Artech dcinema benvenuti nei flussi tutti digitali 108_109:008_010 15/03/10 20:08 Pagina 101
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TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXVIII 126 alle basse luci. Scegliendo con cura le varie modalità di visione, la potenza della lampada e impostando i giusti valori per il proprio ambiente (si auspica l'utilizzo di una sonda o meglio ancora di un calibratore professionista), è possibile raggiungere risultati veramente encomiabili che non hanno proprio nulla da invidiare a macchine dal costo sensibilmente superiore o basate su altre tecnologie più blasonate. Per raggiungere livelli elevati di contrasto, è presente una funzione di auto-iris che si occupa di aprire e chiudere l'iris in maniera dinamica a seconda delle singole inquadrature proiettate. Funziona e, senza dubbio, aiuta in maniera a volte decisiva nel raggiungimento dei risultati, però, come già avveniva sul modello precedente 5000, il meccanismo di apertura e chiusura dell'iris è un pochino rumoroso e in situazioni di relativo silenzio durante la visione può risultare ben percettibile. Peccato, perché per il resto il proiettore è abbastanza silenzioso e la ventola di raffreddamento, specialmente in modalità eco, è quasi inavvertibile (ad alta luminosità, invece, si fa sentire forse un po' troppo). Ad ogni modo, ci è giunta voce di alcuni esemplari con un piccolo difetto meccanico, in cui la rumorosità dell'iris era a livelli poco tollerabili, che sono stati prontamente sostituiti Il parco connessioni è spartano ma completo ed ordinato come si addice ad una macchina di recente generazione. Accanto alle due presse HDMI in versione 1.3 troviamo gli ingressi analogici legacy, la connessione VGA, un comodo trigger e l'ingresso RS232 per collegamenti in remoto e operazioni di servizio. donando al quadro una spiccata sensazione di profondità. In generale, però, il TW5500 non è esente da piccoli difetti costruttivi. In primo luogo segnaliamo una eccessiva sensibilità agli sbalzi termici che, almeno nell'esemplare in nostro possesso, può portare alla presenza di un leggero velo di condensa all'accensione. Nulla di particolarmente preoccupante: la condensa sparisce completamente in poco tempo (circa 30 minuti), però a nostro parere questo indica che c'è qualcosa da rivedere. Bisogna anche sottolineare, per non creare falsi allarmismi, che stiamo parlando di sbalzi di temperatura molto accentuati, ad esempio da 3 gradi a 22 gradi, che difficilmente potranno verificarsi in un normale utilizzo domestico. Ad ogni modo anche in dall'ottima assistenza Epson. La matrice si presenta estremamente omogenea, con una rete dei pixel quasi invisibile, se non a distanze molto ravvicinate e una sensazione generale di compattezza elevata. Ottimo il bilanciamento cromatico già di default, con diverse modalità preimpostate a scelta dell'utente. Già “out of the box” il TW5500 è in grado di fornire grandi soddisfazioni con pochi ritocchi base e una ulteriore taratura sul colore diventa, a questo punto, un divertimento per tecnofili non qualcosa di indispensabile. SON TUTTE ROSE? La resa visiva di questo Epson EH-TW5500 è decisamente al di sopra di qualsiasi sospetto. Specialmente con materiale nativo HD, il videoproiettore è in grado di restituire immagini realmente emozionanti per profondità e dettaglio, presenza di temperature costanti, all'accensione è possibile talvolta notare una lievissima sfocatura che tende a sparire completamente dopo circa mezz'ora. Inoltre, nonostante il nostro esemplare non abbia manifestato nessun altro comportamento anomalo, ci giungono segnalazioni di diversi esemplari che, sporadicamente e senza un preciso pattern, possono presentare delle “striature” rossastre, visibili specialmente nelle immagini in movimento, che spariscono riavviando la macchina. Probabilmente un aggiornamento firmware risolverà questi e altri piccoli problemi per perfezionare una macchina che, è bene ricordarlo, senza dubbio e sotto molteplici aspetti è davvero sensazionale sia come rapporto qualità/prezzo sia come prestazioni assolute. Luigi De Angelis Il telecomando è dotato di un comodo sistema di retroilluminazione che ne rende agevole l'utilizzo al buio. Notare sullo chassis del proiettore i due controlli ottici per spostare l'ottica verticalmente e orizzontalmente. 124_126:128/130 15/03/10 21:07 Pagina 126
70 Olympus E-620 Prezzo: 719 euro (solo corpo) Leggera, curata e semplice da usare, la E-620 è pensata per un pubblico amatoriale che cerca una reflex compatta da portare sempre con sé. La E-620 è una DSLR che si posiziona nella gamma di Olympus a cavallo tra le entry-level E-420 ed E520 e le più sofisticate E-30 ed E-3; conserva il look e la costruzione leggera e compatta delle prime due e guadagna alcune funzioni evolute delle superiori. Il sensore adottato dall'azienda è il Live MOS da 12.2. MP, ovviamente in formato 4/3; l'autofocus è di tipo a 7 punti e non mancano stabilizzatore e funzioni antipolvere. La E-620 è molto compatta e abbastanza rifinita, piacevole da tenere in mano nonostante la costruzione faccia ampio uso di materiali plastici. Più che discreta la resa delle fotografie scattate in condizioni di luce piena, mentre in casi limite si deve fare attenzione a non spingersi troppo in là (più di 800) con i valori ISO. Utile lo schermo pivottante, anche se il Live View è più lento del desiderabile. Pratici i menu, dai quali applicare anche diversi filtri creativi. Pentax K-x Prezzo: 660 euro (con ottica 18-55mm) Ecco una macchina, economica e semplice da usare, dedicata ai principianti; permette anche di registrare video in formato HD Ready. Sembra quasi di parlare di una compatta: la K-x è disponibile in quattro colorazioni (rosso, bianco, blu e nero) ed è alimentata da quattro batterie stilo. È quindi palese il pubblico al quale si rivolge questa simpatica ‘piccoletta', anche se Pentax ha attrezzato di tutto punto questa baby-reflex: sensore CMOS da 12.4 MP, AF è a 11 punti, sensibilità sino a 6400 ISO (12800 in modo esteso), registrazione HD 720p; il tutto in un corpo leggero che integra uno schermo da 3” sul quale fare uso del Live View e del semplice e completo menu. Dimenticavamo, la K-x integra anche un sistema di stabilizzazione sensor shift, utile per recuperare fino ad una manciata di stop (tra due e tre, dalle nostre prove). Tutto questo ad un prezzo indubbiamente onesto. È tutto oro quel che luccica? Forse sì: se fate attenzione a non esagerare troppo con gli ISO, le prestazioni si rivelano più che soddisfacenti, con buon dettaglio e croma corretto. Sensore: CMOS 12.3 MP, 23.6 x 15.8 mm Ottica: Pentax K Stabilizzatore: Integrato Video HD: 1280x720 Esposizione: P, Av, Tv, Sv, TAv, M, Auto, Modi scena Mirino: Pentaspecchio Display: 3”, 230.000 pixel Sensibilità: 200 - 6400 ISO (10012800 esteso) Alimentazione: 4 x AA Scheda memoria: SDHC Connessioni: USB 2.0, uscita video Dimensioni: 123 x 92 x 68 mm Peso: 580 gr. Una piccoletta tutto pepe, nata per i principianti ma non per questo poco appetibile. Sensore: MOS 12.2 MP, 17.3 x 13 mm Ottica: 4/3 Stabilizzatore: Integrato Video HD: No Esposizione: P, A, S, M, Auto, Modi scena Mirino: Pentaspecchio Display: 2.7”, 230.000 pixel Sensibilità: 100 - 3200 ISO Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: xD e CF Connessioni: USB 2.0, uscita video Dimensioni: 130 x 94 x 60 mm Peso: 520 gr. Una classica DSLR da viaggio: piccola e leggera, per amatori alle prime armi o come macchina di riserva. 069_075:090-091 15/03/10 12:43 Pagina 70
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XIV 112 Una sequenza del film Fino all'ultimo respiro, primo esempio di montaggio discontinuo: i fotogrammi qui sopra rappresentano inquadrature consecutive, giustapposte tra loro senza alcun tipo di raccordo. Ogni stacco appare come un salto, rompendo ogni schema del cinema hollywoodiano, per conferire all'azione un ritmo sincopato. Questo stile frammentario, che all'epoca suscitò scalpore, è stato poi sviluppato e portato all'estremo, più recentemente, da alcuni generi televisivi. Il videoclip musicale, in particolare, rappresenta il prodotto audiovisivo dove è concessa una maggiore libertà creativa, dove è possibile violare qualsiasi regola di montaggio e dove sono ammessi effetti speciali vistosi e grossolani. Ma se pensate che i registi di video musicali siano dei rivoluzionari, vi sbagliate: tutto è cominciato 50 anni fa proprio con la Nouvelle Vague. C'era una volta la Nouvelle Vague, grande palestra di idee e di linguaggi, spartiacque tra il classico e la modernità nel raccontare per immagini. Questo film rivoluzionario nella regia opera prima di Godard, soggetto di Truffaut - ne è considerato il manifesto e il suo impatto sull'arte cinematografica paragonato a quello di Joyce o di Stravinskji in letteratura e musica. Da non perdere il DVD con booklet e interessanti extra (interviste a Martial Solal e Pierre Rissalt, trailer originale, bibliografia). di Jean-Luc Godard, con JeanPaul Belmondo e Jean Seberg disponibile in DVD Minerva/Rarovideo FINO ALL'ULTIMO RESPIRO(1960) I capolavori da studiare : a contestualizzare l'intervista. Se l'intervistato ha fretta, anche dopo che se ne è andato via, si possono poi girare i piani d'ascolto dell'intervistatore che guarda e annuisce, facendo finta di ascoltare le risposte, oppure girare da capo le domande, inquadrando l'intervistatore in primo piano. Queste immagini serviranno poi in montaggio, per creare un'alternanza di punti di vista e per tagliare le risposte del soggetto intervistato, creando l'impressione che sul set di ripresa ci sia stata una regia multicamera. Per arricchire ulteriormente l'intervista, il primo piano dell'intervistato potrà essere coperto con immagini di repertorio inerenti ai contenuti del discorso, pur continuando ad ascoltare la sua voce in sottofondo. I riporti (chiamati in gergo televisivo e cinematografico anche con nomi stravaganti, quali fegatelli o frattaglie) sono proprio quelle immagini brevi che l'operatore ha girato qua e là sul set di ripresa, senza un'idea precisa, ma che poi si rivelano preziosi in fase di montaggio, per effettuare i raccordi tra le varie scene. Se un amico ci chiede di fare le riprese al suo matrimonio, è possibile applicare gli stessi accorgimenti: durante i momenti meno significativi della cerimonia sarà possibile girare qualche riporto con gli affreschi della chiesa oppure i primi piani dei parenti commossi o ancora i dettagli degli addobbi floreali, di un violino che suona, del vestito della sposa e via dicendo. Queste immagini potranno poi arricchire le scene fondamentali da montare come la promessa di matrimonio e lo scambio degli anelli, anche se nella realtà si sono svolti in un momento diverso. I videoamatori si fanno troppi scrupoli nel voler rispettare la cronologia degli eventi reali ed è questa preoccupazione che porta spesso a costruire filmati noiosi: se durante lo scambio degli anelli, per vivacizzare il montaggio e aggiungere pathos, si inserisce un primo piano dei genitori che si asciugano le lacrime, nessuno si accorgerà che quelle lacrime, in realtà, erano scese 10 minuti prima, all'ingresso degli sposi. E non c'è neppure da scandalizzarsi: un filmato rappresenta (o dovrebbe rappresentare...) sempre un'interpretazione del regista, di un essere umano, e non una 1 4 7 2 5 8 3 6 9 © Studio Canal/Minerva Pictures © Studio Canal/Minerva Pictures © Studio Canal/Minerva Pictures © Studio Canal/Minerva Pictures © Studio Canal/Minerva Pictures © Studio Canal/Minerva Pictures © Studio Canal/Minerva Pictures © Studio Canal/Minerva Pictures © Studio Canal/Minerva Pictures 108_114:ART EUROPEI 15/03/10 20:12 Pagina 112
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79 Sensore:CCD 10.2 MP, 1/2.3” Ottica: 3x, 35 - 105 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: SDHC Mir./Display: No/2.7” Sensib.: 80 - 1600 ISO Dim.: 89 x 56 x 21 mm Peso:116 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CCD 12.5 MP, 1/2.3” Ottica: 24x, 26 - 324 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: SDHC Mir./Display: Si/3” Sensib.: 64 -1600 (3200-6400) ISO Dim.: 116 x 82 x 91 mm Peso:398 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CCD 12.2 MP, 1/2.3” Ottica: 5x, 24 - 120 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: SDHC Mir./Display: No/3” Sensib.: 80 -1600 (3200) ISO Dim.: 97 x 61 x 21 mm Peso:160 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore:CCD 12.2 MP, 1/2.3” Ottica: 10x, 24 - 240 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: SDHC Mir./Display: No/2.7” Sensib.: 80 -1600 ISO Dim.: 105 x 61 x 36 mm Peso:225 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore: CCD 12 MP, 1/2.3” Ottica: 4.6x, 27-124 mm Stabilizzatore: Si Video HD: Si Mirino: No Display: 1.5”, 185.000 pixel / 3.5”, 1.152.000 pixel Sensibilità: 80 - 3200 ISO Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: MicroSDHC Connessioni: USB 2.0/AV proprietari Dimensioni: 99 x 60 x 19 mm Peso: 166 gr. Compatta dal look moderno, è una macchina adatta a tutti, con un plus notevole che la rende davvero unica. Samsung ST550 Prezzo: 299 euro La sorpresa della Samsung ST550 è nel frontale, realizzato in plastica nera semitrasparente, dietro alla quale è montato un piccolo LCD a colori da 1,5 pollici, che appare o si cela a seconda delle diverse modalità di scatto. È possibile utilizzare il piccolo monitor per scattare autoritratti, ma tra le altre funzionalità è presente ad esempio il timer dell'autoscatto con il conto alla rovescia in bella vista, o ancora, un'animazione di un clown per attirare lo sguardo dei più piccoli. L'LCD ‘extra' non è grande né particolarmente definito e luminoso, ma rappresenta comunque una piccola rivoluzione tecnica e pratica, utile in diverse situazioni. Sul retro lo schermo è un LCD da 3,5" con risoluzione di 800x480x3: si tratta forse del display con maggior risoluzione che ci sia capitato di vedere su una fotocamera, molto definito, luminoso e sempre ben visibile. Una scelta che non ci ha convinto è la memorizzazione su schede MicroSD, in quanto per scaricare le foto ad un computer con un comune lettore di schede è necessario un adattatore. Comunque, la ST550 non si fa notare solo per il particolare doppio LCD, ma anche per la completezza del pacchetto che comprende sensore CCD dall'ampio conto dei MP, ottica 'firmata' mediamente grandangolare con discreto tele, stabilizzatore, interessanti funzionalità per l'uso full auto e per il fotoritocco, possibilità di ripresa a 720p, touchscreen con vibrazione, interfaccia avanzata. La prova della qualità fotografica ha evidenziato un ottimo dettaglio ed una fedele riproduzione dei colori, meno brillante alle basse luci; oltre i 400 ISO cresce esponenzialmente il rumoree la resa peggiora. Una macchina unica, molto simpatica. Economica e tascabile, la PL51 è una macchina semplice da usare, adatta agli esordienti. Nonostante questo, la resa delle immagni ci ha colpito (soprattutto per pulizia e resa dei colori), tanto da avvicinarsi a compatte di categoria superiore. Un po' lento lo scatto con le impostazioni Smart Auto. Registrazione video 640 x 480. Samsung PL51 Prezzo: 99 euro È una bridge ben attrezzata questa WB5000, che permette anche di riprendere video 720p e scattare in formato RAW. L'ottica adottata è wide (26 mm) ed abbastanza luminosa, versatile (24X) e con una resa più che discreta in tutte le condizioni di scatto. Un po' deludente, visto la categoria, il corpo: realizzato con grande uso di materiali plastici, è comunque solido. Samsung WB5000 Prezzo: 349 euro Un riuscito esemplare della categoria fashion: bella esteticamente e ben costruita (una chicca i due strumenti a lancetta), riprende video in HD, ha schermo OLED da 3”e menu moderni. La resa d'immagine lascia soddisfatti, specialmente in condizioni di luce piena. Leggermente alto il prezzo, che permette comunque di portarsi a casa un bel concentrato di tecnologia. Samsung WB1000 Prezzo: 379 euro Specifiche interessanti per questa WB550, adatta per il principiante come per il fotografo smaliziato. Molto versatile lo zoom 10x, valida la resa delle immagini (a patto di scattare in buone condizioni di luce) e utile la modalità di ripresa in HD a 720p. In compenso, abbiamo trovato un po' scomoda l'impugnatura, che rende difficoltoso lo sfruttamento del flash. Samsung WB550 Prezzo: 249 euro TEST COMPLETO su TD n.57 076_083:090-091 15/03/10 13:10 Pagina 79
Digital Market Si è recentemente svolto a Barcellona il consueto appuntamento annuale con Philips, che ha presentato a giornalisti ed addetti ai lavori prodotti e novità che verdemo sul mercato nei mesi a venire. Cominciamo dai TV, che fanno la parte del leone nel segno di Ambilight, NetTV, LED ed anche 3D: tutti i flat TV sono stati ridisegnati con l'ambiente in mente, con la riduzione dei materiali plastici e tossici e del consumo energetico rispetto ai modelli dello scorso anno. L'azienda ha differenziato le serie in LCD e LED, seguendo il trend del momento; del resto Philips è stata una fra le primissime aziende ad affidarsi alla retroilluminazione a LED. Alla base degli LCD c'è la serie 3000, dai 32 ai 47 pollici, Full HD con ingresso USB per foto e musica, Tuner DVB-T in HD e doppio ingresso HDMI; i TV hanno contrasto dinamico dicharato di 50.000:1. Un gradino più in alto ci sono gli LCD 5000, da 32" a 40", con 100 Hz, circuito Pixel Plus HD, 3 HDMI e riproduzione video da USB. Altra serie è la LED 5000 LCD: parte dai 32" e vanta 100Hz, playback multimediale via USB e Pixel Plus HD; grazie all'adozione della retroilluminazione a LED il contrasto dinamico dichiarato arriva a 500.000:1. Dalla 5000 alla 7000: questa serie dal design sottile a LED aggiunge l'Ambilight Spectra a 2 canali, le funzioni di rete dlna e Net TV ed il nuovo processore Pixel Precise HD; disponibile in versione da 37" a 46". Saliamo ancora con la serie LED (edge) 8000, 37", 40", 46" e 52" con cornice in vetro che integrano l'Ambilight Spectra 2 - che può essere personalizzato secondo il colore della parete retrostante, per il massimo dell'efficacia. Tra le circuitazioni 200 Hz ClearLCD e Perfect Pixel HD Engine; oltre al Net TV una caratteristica interessante è il Wi-fi Media Connect, che permette lo streaming di contenuti da PC o Mac semplicemente con l'installazione di un driver. Al top della gamma dell'azienda olandese troviamo la serie LED 9000, TV realizzata in alluminio spazzolato da 32, 40 o 46 pollici, con retroilluminazione LED Pro (local dimming), Ambilight Spectra a 3 canali, 400 Hz (in realtà un 200 Hz con backlight scanning), funzioni di rete e contrasto dinamico dichiarato di 10.000.000:1. Ma non finisce qui: le due linee top 8000 e 9000 sono infatti 3D ready, e permetteranno di visualizzare materiale in tre dimensioni da una sorgente compatibile con l'acquisto di un kit comprendente un trasmettitore IR e due paia di occhialini attivi. L'azienda ha poi dichiarato lo sviluppo di un modello '3D ready' dell'LCD Cinema 21:9; ne sapremo di più nel corso dei prossimi mesi. Philips ha presentato poi un sistema home theater in a box da accoppiare ai TV, con lettore BD e 5.1 satelliti, compatibile con Dolby TrueHD e DTS HD MA e con supporto di rete dlna e Net TV: è siglato 360Sound. Sempre per far coppia con i TV, mostrata la Soundbar Ambisound HTS9140, con nuovo châssis in alluminio, lettore BD, codifica audio DTS-HD e Dolby TrueHD e funzioni Net Tv e dlna. Tra le altre novità, segnaliamo una nuova linea 'Fidelio' di docking speaker per iPhone ed iPod, due sistemi Micro Hi-fi 2.0 siglati MCi900 (HDD da 160 GB e funzioni di streaming wi-fi) e MCD900, che adottano i nuovi speaker SoundSphere; e ancora il lettore MP4 portatile Gogear Muse, con touchscreen da 3.2", supporto FLAC e uscita HDMi per la riproduzione di materiale 720p. www.philips.it Philips Si aggiornano i prodotti dell'azienda olandese in occasione del ‘Winter Media Event': grande enfasi sui Flat TV, con le nuove serie top 8000 e 9000 3d Ready, ma spazio anche al Blu-ray ed a molto altro ancora... il trionfo del LED In alto, un flat TV della serie LCD LED 9000, compatibile con i segnali 3D. Al centro il lettore MP3 Muse, con uscita HDMI per la riproduzione di materiale HD; a fianco il sistema MCi900. 24 020_026:026/028 15/03/10 20:54 Pagina 24
??? ????? ?????? ?????? ??????????? ??????????????? ??? ?????????????? ? ?????? ?????????????? ?? ?????????? ?????????????? ??????? ?????????????? ????? ????? ?????? ???? ???????????? ????? ? ???????? ? gruppo b MOTOPERPETUOPRESS cerchiamo uomini* veri motoperpetuopress srl - via delle Alpi 13 - 00198 Roma - tel. 06 442 02 596 * e anche donne, naturalmente Per il potenziamento delle proprie strutture, e il lancio di nuove iniziative, il Gruppo Motoperpetuopress cerca collaboratori ambosessi. In particolare - collaboratori redazionali, in grado di scrivere relazioni in italiano corretto, con una buona conoscenza tecnica di base e del mercato hi-tech - collaboratori redazionali, in grado di scrivere relazioni in italiano corretto, con una buona conoscenza del mondo enogastronomico e della ristorazione - web designer ed esperti di informatica, in grado di seguire ogni fase di gestione e sviluppo di siti web - disegnatori/illustratori in grado di seguire lo sviluppo di serie a fumetti - venditori pubblicitari mono e plurimandatari Costituiranno motivi preferenziali per la scelta la conoscenza del mondo Macintosh, la residenza a Roma o Milano e soprattutto una forte passione per i settori interessati e la voglia di crescere in un mercato difficile e in un momento delicato. Si offrono compensi interessanti e proporzionati ai risultati raggiunti, un ambiente di lavoro giovane e dinamico con possibilità di sviluppare le proprie idee e gestire autonomamente linee di prodotto o servizi. Se ritieni di avere i requisiti necessari, manda subito il tuo curriculum - accompagnato da una prova di quello che sai fare: un breve testo, una fotografia, una ripresa video o un'illustrazione, un sito che hai realizzato, o quello che ritieni possa presentarti nella maniera migliore - all'indirizzo qui sotto (attenzione: solo per posta) oppure scrivi a iniziativespeciali@tuttodigitale.it In bocca al lupo! nuova edizione aggiornata ed ampliata dalla scelta della camera alle tecniche di ripresa, tutto quello che bisogna davvero sapere sull'alta definizione. Con un nuovo capitolo sull'editing HD La guida completa per appassionati e professionisti bgruppo SPECIAL E FESTA D EL CINEM A F O T O V I D E O C A R S T E R E O H O M E T H E A T E R A U D I O C O M P U T E R Accomp agnata d a inevita bili polemic he e var ianti di programma, determin ate dal c ambio della giunta ca pitolina, torna dal 22 al 26 ottob re a Rom a, la manifest azione d edicata a i fan del grand e scherm o. Technosh opping, come l'anno scorso , torna a d occupa rsi di Festa del C inema, c on quest o numero speciale. Un fasci colo nel segno de lla 7^ ar te, da go dersi in una gr ande sala buia ben attrezzata , magari in comp agnia di centina ia di spet tatori, ma anche nel comfort della pro pria casa, c on am ici e pare nti, sfruttando un impianto home th eater (cinema in casa), maga ri ad alta definizio ne (il cosi ddetto H D Cinema). In questo s enso, s enza nulla tog liere ai v ari festiv al, diciamo ch e un imp ianto dom estico perm ette una piccola festa del Cinem a ogni gi orno, a qualsiasi ora , permet tendo di scegliere pro gramma e com pagnia con il qua le condiv iderlo. Il mio H D Cinem a Del resto , mai co me ades so è diventato semplice ed econo mico rea lizzare ne l proprio salotto un HD C inema. Que sto è com posto sos tanzialme nte di tre elementi: un a sorgent e di prog rammi, un di spositivo per la vi sione delle imm agini ed uno per l'ascolto de i suoni. Un temp o, la sor gente era costuita dal la cassett a VHS, d i prestazioni modeste . Dalla m età degli ann i 90 ha a vuto gra nde diffusion e il DVD , il disco grande quant o un CD ma ca pace di ospitare segnali a udio e v ideo di qualità . Dall'anno scorso , infine, è di sponibile l'ultima evoluzione, il disco a d alta de finizione, se mpre in dimensio niCD ma c on capac ità ben s uperiore, in g rado, app unto, di o spitare segn ali audio e video HD. Inizialm ente il n uovo disco è stato pre sentato in due fo rmati diversi (HD -DVD e Blu-ray D isc o BD ) in concor renza fra loro, co sa che n e ha ine vitabilmente r allentato la diffus ione. La ‘guer ra dei fo rmati' è finita all'inizio di questo 2008, co n la vittoria d el suppor to miglio re, il Blu-ray, ed oggi i l mercato inizia ad o ffrire gi à una gr ande scelta di t itoli delle major amer icane m a anche di piccol i produttori in dipenden ti. Causa ed effetto d ella fine della lotta fra d ue con corren ti, in que sti mesi a bbiamo a nche assi stito al lancio di una g rande va rietà di BD pla yer, i lett ori dei di schi Blu-ray (co munque in grado di leggere i DVD, a vantaggio della totale c ompatibi lità fra pa ssato e futur o), oggi dis ponibili a nche a pre zzi acces sibili (si pa rte da meno di 300 e uro). Da s egnalare a nche che i Blu-ra y sono utilizz abili con la Sony P layStation 3 , e questo di certo amplia le po ssibilità d i diffusio ne. Il TV? È sic urame nte HD In quant o al disp ositivo d i visualizzaz ione, og gi il mer cato offre infi nite prop oste di tu tte le dimensio ni e prez zi di Flat TV al plasma oppure L CD, tutti (almeno a partire dai 37 p ollici, misura m inima pe r avere un ‘effetto cin ema') pred isposti p er l'alta de finizione (cioè sigl ati HD Rea dy oppu re, in ca so di qualità ‘to p', Full H D). Infine, pe r quello c he riguar da il surrou nd, che a ggiunge spettacolarità s onora alla visio ne, bisogna se gnalare c he, se da un lato sono apparsi f ormati e sistemi molto sofistica ti (anche c on audio a 7 più 1 can ali), dall'alt ro conosc ono un a sempre maggiore diffus ione le p roposte tipo ‘soundba r' (unità ‘tu tto in un o' da colloc are so tto al Fla t TV) oppure a 2 più 1 ca nali. Si tratta di soluzi oni piutt osto econo miche, c he riesco no co munque a simular e l'effetto surround in maniera abbastanz a efficace. Il mome nto giust o Insomm a, aum enta l'o fferta hardware e softw are, dim inuiscono i prezzi: non ci so no più scuse per rima ndare la trasformazione del prop rio salott o in un piccol o cinema ! Oggi si chiaman o Home applianc es, che v uole dire ‘piccoli dispositivi elettro/m eccan ici che s volgono alcune f unzioni domestiche, c ome pul ire o cuc inare'. In altre par ole, stiam o parlan do dei soliti , vecc hi, cari e lettrodom estici: co me l'asp irapolver e o il frullatore , caratte rizzati pe rò da un design m oderno e funzion ale, e sopratt utto rivis ti e corre tti in sals a hi-tech . Apparec chi che c onvivon o in casa con tele visori e impianti hi-fi, e sem pre più s pesso, an zi, dialog ano co n questi. Un esem pio bana le è quel lo del fri gorifero che integ ra uno schermo LCD o una culla pe r l'iPod - per segu ire i prog ramm i televisivi o as coltare l a mus ica ment re si è in cucina - ma le ap plicazioni so no quas i infinite, tutte da scopr ire. Per aiut arvi a s eguire questo vecchio nuov o merca to, scegl iere il pr odotto giusto (e magari anche a pensare a un fut uro sv iluppo d ella propria a bitazione in chiav e di casa domotic a), da ques to nume ro Technosh opping s i interess erà ai pro dotti più interess anti, alle soluzioni m aggiorm ente in l inea con le esigen ze del co nsuma tore di oggi e di doma ni. L'app untame nto con la prima puntata di Home Appl iances è a pag. 7. REALIZ ZATA D AGLI ES PERTI D I Canon rin nova la ga mma di fo tocamere e presenta una re flex che - fra le altre co se - regist ra video in Full HD (1920 x 1080 pix el) A PAG. 6 Per la gioi a di tutti g li appassio nati di cinema e hi-tech, ar rivano sul mercato recenti blo ckbuster e classici de lla settima arte su Blu-ray A PAG. 12 In concom itanza co n il Festiv al di Roma, ini zia la stag ione del g rande cinema. P ronti per lo spettac olo sul grande sc hermo? A PAG. 14 Hancock & compagni fra poco in B lu-ray Disc Il nuovo 00 7 e tutti i film prossim i venturi Philips se mpre più impegn ata sul fronte de i flat disp lay: arriv ano il nuovo Aurea e Flavors, il TV che si cambia d 'abito A PAG. 1 0 La Festa de l Cinema, ogni giorno ...Cinema al cinema, e cinema in casa Non solo h i-fi e HD: ne lla casa mo derna anch e gli elettro domesticibase sono h i-tech Canon, la reflex che registra vid eo Full HD Torna la Fe sta del Cine ma a Roma , occasione per una fu ll immersion nella mag ia del gran de schermo . Magia che si può repli care, ogni g iorno, a cas a propria, disponend o di un bell 'impianto H D Cinema. Ecco come Philips Fla vors, il TV camb ia l'abito Un riprod uttore B lu-ray, un impiant o surrou nd e un F lat TV o v ideoproi ettore di ultima generaz ione: il sa lotto div enta HD Cinema! LA CASA? 1 00% HIGH TECH M A N G I A R E B E R E U O M O D O N N A Un sogno lungo 10 anni Dal Carbonara Club a Mr Food & Mrs Wine Arte divivere ebenesserealla provenzale SpecialeUna nuova Guida ai Ristoranti di Roma JAMIE OLIVER LA MIA CUCINANATURALE Il film del meseEat Drink Man Woman (Mangiare bere uomo donna) Elettrodomestici Hi-tech ‘Na tazzulella ‘e cafè Una pellicola di Ang Lee del 1994, disponibile su DVD, il cui titolo ‘spiega' i contenuti di Mr. Food & Mrs. Wine, che si occupa di mangiare, bere, e quindi di uomini e di donne a pag. 12 A tavola con Obama E se la carbonara fosse americana?Il quotidiano Il Messaggero dello scorso 12 novembre 2008 ci dice che il piatto preferito di Michelle Obama, la nuova First Lady degli Stati Uniti è la carbonara, per l'esattezza gli stringozzi alla carbonara. Del resto, come si, sa probabilmente la pasta più amata dagli italiani e più diffusa nel mondo è stata inventata proprio dagli americani, o meglio è stata creata qui in Italia al tempo della Seconda Guerra Mondiale, mettendo insieme alla nostra pasta le uova e il bacon... a pag. 9 Napoletana addio? Certo, le tradizioni sono dure a morire, ma la tentazione di farsi un caffè in casa come al bar, grazie alle nuove macchine, è sempre più forte... a pag. 12 Mr Food & Mrs Wine, organo ufficiale del Carbonara Club(www.carbonaraclub.it), è un'iniziativa per riceverlo gratuitamente sulla tua casella di posta elettronica, iscriviti su www.mr-food.eu Il tutto è nato quasi per scherzo, ormai più di dieci anni fa. Un gruppo di colleghi ed amici, per spezzare una giornata di lavoro, decide di andare a pranzo. A tavola, tutti ordinano una carbonara, che si scopre essere il piatto preferito di ogni componente del gruppo... è l'atto di nascita di un club de facto, il Carbonara Club, appunto, che sarà identificato con tanto di logo registrato, qui sopra, e un'iniziativa periodica conviviale, il Carbonara Day, il giorno in cui ci si riunisce per onora re questa ricetta. (segue a pag. 10) Sì, viaggiare...itinerari pergourmet Mr Food Hostellerie Bérard & Spa OFFRE... PHILIPS!A CENA CONDAVIDE OLDANI Dall'ente turisticosvizzero un libro di itinerari gastronomici & Mrs Wine 059:004 03/09/09 10:34 Pagina 59
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XIII 111 Questa sequenza tratta da Il Padrino (1972) è un esempio magistrale del cosiddetto montaggio alternato: mentre Michael è in chiesa per partecipare al battesimo del figlio, i suoi sicari compiono terribili omicidi, sul sottofondo musicale di organo e preghiere. Il contrasto visivo che ne deriva offre allo spettatore un messaggio assolutamente chiaro.  Un film universalmente considerato tra i capolavori di sempre, se non il n.1 in assoluto. Un'opera davvero straordinaria, che insegna il significato della parola "cinema". Della pellicola di Coppola, o meglio della sua trilogia, se ne sono viste in home video, letteralmente, di tutti i colori. Edizioni integrali e non, rimasterizzate, con gadget - più o meno inutili inclusi, fino al recente cofanetto Blu-ray (4 dischi, 3 film e uno di extra), con master restaurato da Coppola in persona, che ha posto la parola fine alla spasmodica ricerca dell'edizione “perfetta” da parte dell'appassionato. Ricordiamo, a titolo di curiosità, un'edizione in VHS che conteneva il montaggio integrale dei 3 film in sequenza, con l'aggiunta di scene inedite. di Francis F. Coppola, con Marlon Brando e Al Pacino disponibile in DVD e Blu-ray Paramount Pictures IL PADRINO(1972) I capolavori da studiare in video: TEMPO REALE E TEMPO FILMICO L'esigenza di cambiare spesso inquadratura e di alternare punti di vista diversi può apparire difficilmente praticabile a livello amatoriale, quando le riprese sono in genere effettuate da un'unica camera, senza possibilità di pianificazione e senza la possibilità di girare ogni scena più volte, in modo da ottenere campo e controcampo. Si tratta in realtà di un falso problema, che può essere brillantemente risolto con alcuni piccoli accorgimenti in fase di ripresa e di montaggio. Facciamo qualche esempio: quando si realizza un'intervista ad una sola camera, si è costretti a tenere un'inquadratura fissa sul soggetto intervistato, il che può creare qualche problema in fase di montaggio, quando sarà necessario tagliare l'intervista integrale per estrapolarne solo le frasi più significative. Staccare da un'immagine ad un'altra identica, con lo stesso soggetto inquadrato, magari in una postura leggermente diversa, crea un salto fastidioso per lo spettatore, e allora come fare? Basta che al termine dell'intervista chi ha effettuato le riprese abbia girato anche alcuni particolari dell'intervistato, ad esempio uno stretto delle mani o degli occhi (senza il labiale), oppure alcuni dettagli della location (un libro, una lampada, un quadro appeso al muro), immagini che aiutano anche 5 6 7 8 9 10 1 2 3 4 1211 14 17 13 16 15 © Paramount Pictures © Paramount Pictures © Paramount Pictures © Paramount Pictures © Paramount Pictures © Paramount Pictures© Paramount Pictures © Paramount Pictures © Paramount Pictures © Paramount Pictures © Paramount Pictures © Paramount Pictures © Paramount Pictures © Paramount Pictures © Paramount Pictures © Paramount Pictures © Paramount Pictures 108_114:ART EUROPEI 15/03/10 20:12 Pagina 111
® N. 60 - 5 EURO EDITING FRA ARTE E TECNICA: GLI ESEMPI DEI MAESTRI DEL CINEMA CANON EOS 550D SONY ALPHA 550NIKON D300S SAMSUNG NX10PANASONIC GH1 - LE NOVITÀ DI LG, PANASONIC, PHILIPS, SAMSUNG, SONY - SKY UK VA IN 3D - PARIGI, IMPARARE AL CAMPUS S3D - SISTEMA FUJIFILM FINEPIX REAL3D SAMSUNG, TEST DEL PRIMO 3D HOME! ANTEPRIMA ASSOLUTA 60 TEST DI FOTOCAMERE REFLEX, COMPATTE, BRIDGE IN PROVA SAMSUNG FLAT TV 3D C7000 + BLU-RAY 3D C6900 B IM ES TR A LE AP RI LE 2 01 0 - AN NO 1 3 - N . 6 0 5 EU R O PO ST E I TA LI A N E S PA S PE D. IN A B B . P O ST A LE - D .L . 3 53 /2 00 3 ( CO NV . IN L . 2 7. 02 .2 00 4 N . 4 6) A R T. 1 C O M M A 1 D R CB - R O M A E ST ER O : F R A N CI A 11 = C , S VI ZZ ER A F S 2 0, G ER M AN IA 11 = C , G RA N B RE TA G NA L ST 9 .5 0, U SA $ 1 4 SONY NXCAM NX5E RIVOLUZIONE AVCHD 3 COP_TD60 copia2:TD38 COP 16/03/10 14:19 Pagina 1
WEBCAM E CAMCORDER Salve, sono un vs. affezionato lettore già da qualche anno e, siccome vi ritengo i più autorevoli interlocutori in materia di digitale, vorrei sottoporvi un quesito. Sono un videoamatore e in questo momento ho l'esigenza di registrare e trasmettere contemporaneamente sul web (attraverso siti che offrono questo servizio) alcuni eventi live. Provando a collegare alcune videocamere al mio PC non sono stato in grado di usarle come webcam. Vista la mia ignoranza sull'argomento, vorrei chiedervi se esiste la possibilità di usare una videocamera sia come webcam, sia per registrare eventi contemporaneamente e, se sì, come e con quali videocamere. Ringraziando per la disponibilità, vi saluto cordialmente. Giovanni Di Monaco Ripalimosani (CB) Di norma i camcorder collegati al PC attraverso la porta Firewire, possono essere usati come webcam, a patto che siano stati riconosciuti dal sistema. Le difficoltà che il nostro lettore può aver incontrato potrebbero dipendere da un conflitto con la webcam integrata. Alcuni siti che offrono un servizio di streaming video, infatti, non consentono di scegliere il tipo di videocamera da utilizzare e quindi, in presenza di una cam integrata, potrebbero ignorare la presenza del camcorder collegato via Firewire. Ovviamente il problema potrebbe dipendere anche dal tipo di camcorder utilizzato. Se il lettore utilizza ad esempio una moderna cam che registra su schede di memoria o HDD, e quindi sprovvista di Firewire, non avrà modo di gestire un flusso video in real time. Il consiglio è quindi quello di utilizzare una cam provvista di uscita Firewire (anche una macchina d'epoca può servire allo scopo). In questo modo è possibile usare la cam sia come webcam, sia come strumento di registrazione (ad esempio memorizzando sul nastro), contemporaneamente. In alternativa, se il lettore ha voglia di mettersi alla prova, può sperimentare alcune soluzioni complete di streaming video, totalmente freeware, che possono funzionare anche con una semplicissima webcam. In ambiente Windows, ad esempio, si può fare affidamento sul software Windows Media Encoder che permette di effettuare uno streaming live dal proprio computer e di registrarlo. Sotto Mac, invece, una soluzione ideale è data dall'accoppiata Darwin Streaming Server (alternativa open source a QuickTime Streaming Server) e Quick Time Broadcaster. Queste soluzioni, però, fanno ricadere il peso delle connessioni sulla banda di chi effettua la trasmissione e, se non si ha un collegamento ultra rapido, si rischia di saturare la banda stessa con relativa interruzione del video. Per dovere di completezza segnaliamo anche Justin e Ustream, due servizi di streaming video online che permettono di gestire e rendere pubblici flussi video live. (G.D.A.) Una webcam ed un computer sono strumenti decisamente alla portata di tutti, per videochiamare parenti lontani o iniziare le trasmissioni di una web tv fatta in casa. REGISTRATORI VIDEO SU SCHEDA CF DN-60 (InPut Digitale) DN-70 (InPut Analogico) • Registratore palmare DV e HDV su schede Compact Flash • Leggero e compatibile con tutte le videocamere • Disponibile in versione digitale (Firewire) o analogico (Composito) • Alimentazione a batterie stilo AA Type Firestore H200 Firestore H200 Pro • Registratore portatile DV e HDV su schede Compact Flash • Professionale e compatibile con tutte le videocamere • Display a colori con possibilità di visualizzare le preview delle clip • Registra clip pre-codificate in formato DV (AVI Type1, AVI Type2, AVI Type2 24p, Canopus AVI, Matrox AVI, QuickTime, QuickTime 24p, RawDV e HDV (m2t, Quicktime e MXF) • Incluso supporto camera N.B. Alcune funzioni e caratteristiche sono disponibili solo per la versione Pro. 012_018:026/028 15/03/10 11:12 Pagina 17
www.tuttodigitale.it ISSN 1128-496X Mediaspazio srl - via M. Melloni 17 - 20129 Milano Tel. 02.71.83.41 - Fax 02.71.40.67 www.fotonotiziario.it Diffusione: CDM srl, v.le Don Pasquino Borghi, 172 - 00144 Roma tel. 06.52.91.419 - fax 06.52.91.425 www.cdmitalia.it Gestione rete di vendita e logistica: Press-Dì via Cassanese 224 - 20090 Segrate (MI) Prepress: motoperpetuopress srl Stampa: Arti Grafiche Boccia, Via T. C. Felice, 7 - 84131 Salerno tel: +39 089 303311 - fax +39 089 771017 - www.artigraficheboccia.it Finito di stampare nel mese di marzo 2010. Direttore responsabile: Stefano Belli Testata registrata al Tribunale di Roma (N° 493/98 del 26/10/98) La responsabilità dei testi è imputabile ai soli autori. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. È vietata la riproduzione anche parziale di testi, documenti e fotografie. ' Copyright 2010 Motoperpetuopress. Direttore responsabile STEFANO BELLI Direttore tecnico: MASSIMO BASILE Responsabile di redazione: GIORGIA VACCARI Videocreativo & editing: MARCO ZAMPARELLI Home Video & DVD: GIACOMO PUMA Home Theater: LUIGI DE ANGELIS TD Television: STEFANO BLASI Gadget hi-tech: ALESSANDRO BELLI Concorsi e scuole: VALERIO FERRARIS Videoimpaginazione: ANDREA GIOVANNONE Photo & Visual Design: MOTOPERPETUOPRESS Web/Multimedia: MARIO RAMA Hanno collaborato a questo numero: ROSSELLA CAVANIGLIA, SALVATORE COPPOLA, DARIO CORVINO, JEAN P. COUTEAU, GIAMPIERO D'AMATO, SAMUEL DAKER, ROBERTO DESIDERATI, MARCO GALLONI, FRANCESCO LUIGI GIARDIELLO, FILIPPO MANDETTA, FILIPPO MORELLI, RODOLPHE MOREL, LINO PALENA, HELENE QUELLET, ALBERTO TAVIANINI In esclusiva ' per l'Italia LES TECHNONAUTES - PARIGI TUTTO DIGITALE, TUTTO DIGITALE COLLECTION, TUTTO DVDetc, ALTA DEFINIZIONE cinema & TV HD sono pubblicazioni MOTOPERPETUOPRESS AL A D FINIZION cinema &TVHD collection b MOTOPERPETUOPRESSb MOTOPERPETUOPRESS srl Via delle Alpi 13, 00198 ROMA Tel. 06.442.02.596 -Tel/Fax 06.442.544.26 PUBBLICITÀ: Motoperpetuopress srl - Via delle Alpi 13 - 00198 Roma Tel. 06.442.02.596 - Tel/Fax 06.442.54.426 www.motoperpetuopress.com - www.tuttodigitale.it 60ANNO XIII Fin qui abbiamo ricordato ‘la vita e le opere' di alcuni giovani lettori, a memoria, e i ricordi ci hanno preso la mano. In realtà tutto partiva da qualcosa che abbiamo notato negli ultimi mesi e non accadeva da anni. Stiamo parlando di un costante incremento (quasi un fiume in piena, a dire il vero) della posta ricevuta, come è anche testimoniato dalle pagine che a questo argomento abbiamo dedicato sul numero che stringete fra le mani al momento. Se dovessimo far una proporzione posta ricevuta/copie vendute rispetto al passato, e prendere questo valore come ‘indicatore di salute', oggi dovremmo vendere dal triplo al quadruplo di prima, e ci sarebbe da stappare bottiglie di champagne per una settimana. Vogliamo essere più realisti, e in mancanza di ipotesi migliori, possiamo solo immaginare alcune cause: che l'interesse verso l'hi-tech sia sempre molto alto, che altre testate specializzate siano in difficoltà per motivi diversi e che anche Internet, tutto sommato, non è la soluzione per tutti i problemi. Molti utenti più o meno appassionati evidentemente hanno scoperto che non è così semplice ottenere informazioni affidabili ed oneste. Che (troppo) spesso i forum sono agitati da chi parla a sproposito nella presunzione di essere ‘esperto', o, peggio, sotto mentite spoglie per nome e per conto di qualche azienda. La sensazione - magari sbagliata, per carità - è che dopo aver navigato nel mare magnum - esperienza trascendentale per molti versi, ma certo non priva di rischi - molti preferiscono esplorare magari un golfo protetto. Stare in un ambiente più umano, incontrare di persona i propri simili, creare qualcosa di reale, dopo tanto virtuale. È anche questa una possibile spiegazione del boom di richieste ricevute appena aperte le prenotazioni per il Villaggio Tutto Digitale al Photoshow 2010. Gli appassionati hanno bisogno non solo di scriversi email, ma di conoscersi di persona, di confrontarsi osservando insieme una foto o un video, di partecipare alle lezioni di rirpresa scambiando quattro parole con altri nella loro stessa condizione, e così via. Sotto un ombrello comune. ‘In famiglia' . Che aspetta nuovi arrivi, per crescere ancora... Stefano Belli Post Scriptum - Il profumo del mosto selvatico, o meglio dell'inchiostro per la stampa Fra le tante lettere di questo periodo, da Londra ci ha scritto Domenico Finizio, pugliese di origini e romano di adozione, che l'anno scorso è stato uno dei lettori prescelti da Tutto Digitale per l'iniziativa Sony-Tunisia; la sua lettera è interessante non solo per alcune frasi che la dicono lunga sul legame rivista-lettori, ma anche per le riflessioni sul mondo del lavoro e le difficoltà dei giovani di inserirsi. ‘Ciao Stefano. (...) ho deciso di trasferirmi qui a Londra, per molte ragioni. In Italia non lavoravo molto ultimamente e spesso senza conoscenza non si lavora affatto. In 8 anni di lavoro non sono mai riuscito a capire quanto valgo, dove sbaglio e cosa devo migliorare. Ho vinto anche alcuni premi ma in campo lavorativo non mi sono mai serviti a niente. Molto spesso mi sono trovato a lavorare con persone messe lì a schiacciare bottoni senza alcuna competenza, anche in posti che non ti aspetteresti. So che non è così ovunque; probabilmente negli ultimi anni sono stato sfortunato. Ma la verità principe è che sono venuto qui perché amo viaggiare, voglio trovare lavoro come cameraman reporter e conoscere bene la lingua inglese è necessario; oltretutto qui tra due anni ci saranno le Olimpiadi e professionisti ne cercano e ne cercheranno a iosa. Per il momento non sto lavorando (lavoro pagato). Lavoro ce n'è, ma sto aspettando di conoscere molto meglio la lingua. Me la cavo abbastanza bene, ma non voglio rischiare che durante il lavoro il programmista mi chieda di riprendere un cavallo ed io gli riprendo un orso, oppure in fase di montaggio che mi dicano di togliere il master audio e mettere la musica ed io faccio l'inverso. Il problema non è tanto la lingua perché la conosco abbastanza bene, ma come parlano (capisco molto meglio gli yankees che gli inglesi, forse perché sono abituato ai film americani): qui ti sposti di un paio di chilometri e la gente cambia completamente accento. La prossima settimana comincio a lavorare gratis per un sito web nazionale, un po' per tenermi in allenamento, un po' per essere in contatto costante con gli inglesi, e un po' per inserirmi nel mondo del lavoro inglese che immagino sia diverso dal nostro. Rimane una sofferenza continuare a ricevere le vostre news via Internet e non poterle approfondire immediatamente con il giornale. È vero che le cose stanno cambiando, e già da un po', ma per quanto mi riguarda il piacere che provo nel possedere fisicamente ciò che leggo, la tecnologia non potrà mai darmelo (la prima cosa che faccio quando compro una rivista, un libro, è di sfogliarla sotto il naso; dall'odore capisco subito la qualità della stampa: e la vostra ha un buon odore). Mi prenderai per pazzo, ma mi piace farlo, adoro il profumo della stampa soprattutto quando è di buona qualità. Mi piacerebbe incontrare prima o poi la vostra corrispondente a Londra. Ho sempre desiderato lavorare con voi e diventare membro delle famiglia TD, se avrai bisogno dei miei servigi sono a tua disposizione. (...) Un'ultima cosa: mi consigli una buona rivista inglese da poter leggere? Non lo prendere come un tradimento, perché non lo è, ho sempre letto altre riviste ma la vostra è sempre quella che compro e che colleziono (non immagini quante volte mi e' tornato utile un vecchio numero di TD o di Alta Definizione). A presto - Domenico' In questa lettera c'è tanto da leggere ‘nelle' e ‘fra' le righe. C'è un po' di amarezza, per la constatazione che forse da noi in questo momento ‘non c'è (troppa) trippa per gatti', nemmeno nel nostro settore (situazione che viene combattuta da Domenico con la voglia di crescere, di imparare una lingua e approfondire una professione). E c'è nostalgia per l'Italia, una rivista, una famiglia. Con la consapevolezza che nella nuova sfida il nostro amico non è solo. Ha tanti fratelli d'Italia a tifare per lui! 6 003_006:003 16/03/10 14:22 Pagina 6
Un progetto per coniugare insieme le virtù della tecnologia Ambilight e il genio della factory creata da Ridley Scott. Il risultato? Tutto da vedere, ovviamente on line e sui social network. Stiamo parlando della partnership tra Philips e lo studio di produzione Ridley Scott Associates (RSA), fondato dal regista di Alien, Blade Runner, Thelma e Louise, Il Gladiatore e molti altri cult, nonché antesignano dello spot d'autore. Il progetto, intitolato Parallel Lines, nasce da una sfida, tesa a sottolineare l'impegno di Philips nel ridefinire l'esperienza visiva domestica. La casa olandese ha infatti selezionato un tema e quindi ha stimolato i registi di RSA a creare un corto che valorizzasse appieno i TV Philips. Cinque gli short movies che si sono distinti in questa competizione tra i 45 pervenuti, con storie - create dai registi Greg Fay, Johnny Hardstaff, Carl Erik Rinsch, Jake Scott e Hi-Sim - che toccano vari generi. Piccoli-grandi film in rete a partire dall'8 aprile su www.philips.com/cinema, presentati via Philips Ambiplayer, un media player che intende ricreare l'effetto Ambilight e la qualità di immagine e di suono dei TV Philips. Il trailer di Parallel Lines è su ww.facebook.com/philipscinema. Per visualizzarlo - e per ricevere altre news e contenuti esclusivi - bisogna diventare fan della pagina. BD & DVD news Amanti del buon cinema e della buona tavola (ne esistono tanti, eccome), preparatevi a leccarvi i baffi: il menù del mese viene da Sony Pictures - che si gode intanto il successo di This is it (10mila pezzi venduti in un sol giorno, un record) e la recente uscita di un altro blockbuster come 2012 - che ha tutte le caratteristiche della delizia per gourmet. Stiamo parlando di Julie & Julia (foto in alto), il film di Nora Ephron con una straordinaria Meryl Streep, una commedia dolceamara tratta da un libro di grande successo ; sottotitolo ‘365 giorni, 524 ricette, una piccola cucina'. Non guardatelo a stomaco vuoto, la fame potrebbe sopraffarvi davanti a questa tempesta di manicaretti! Julie & Julia è presentato in Bluray e DVD - al pari di altri titoli Sony della release, come Perfect Getaway con Milla Jovovich, la commedia preistorica - in versione non censurata - Anno uno, e, più in là nel mese, Boondock Saints 2 e La dura verità. Veniamo alle altre major come Warner, che ha Nel paese delle creature selvagge e Scontro di Titani (entrambi BD/DVD) più i DVD di Halo Legends, True Blood stagione 1 e Qui Squadra mobile serie 1 e 2; Universal, con Smokin' Aces e Smokin' Aces 2 in Blu-ray e vari titoli in versione standard (Meno male che ci sei, Land of the lost, Distretto di Polizia 9, I liceali 2, Battlestar Galactica-Razor) oppure 20th Century Fox Home Entertainment, che vede un'esplosiva Megan Fox in BD e DVD con Jennifer's Body (21 aprile) che si associa agli altri titoli in HD (500 giorni insieme) e non, come Wrong Turn e le serie tv Glee, Quo vadis Baby? e Romanzo criminale. Da Moviemax: Planet 51 (in basso a sinistra), sia in Blu-ray che in Special Edition doppio disco e in versione BD + DVD. La release di 01 Distribution vede Il Papocchio di Arbore, per la prima volta in DVD, in versione restaurata e rimasterizzata in occasione del trentennale del film, più Brothers di Jim Sheridan, Segreti di famiglia di Francis Ford Coppola, Il mio amico Eric di Ken Loach e il Bluray dell'Ultima legione. Torna in home video il marchio Ermitage, con distribuzione Cecchi Gori, per chi vuole riscoprire i grandi classici in edizione restaurata, da Clouzot a Bergman, mentre a chi volesse dedicarsi alla cura del corpo consigliamo i nuovi DVD di fitness di Cinehollywood, realizzati da Trudie Styler con il celebre marito, alias Sting. Infine un'anticipazione, quella dell'uscita in BD della trilogia del Signore degli Anelli: il box con i tre film e numerosi extra sarà distribuito da Medusa il 6 aprile; disponibili anche i singoli titoli. Gastronomia e musica, brividi e fantasy, con un tocco di humour: titoli per tutti i gusti, nel nome della qualità Digital Market Menu d'autore la tecnica sfida la creatività Philips Parallel Lines 20 020_026:026/028 15/03/10 20:53 Pagina 20
Ripresa sonora 46 ALLA RICERCA DEL SUONO PERDUTO L a tecnologia, in questo caso, c'entra solo fino aun certo punto. Lo Stealth Audio Fx, innovativosistema di ripresa microfonica in 5.1 ideato da Mario Iaquone, uno dei fonici di presa diretta italiani più attivi e apprezzati del momento, nasce innanzitutto da una differente visione del mondo. Più esattamente, da un diverso modo di concepire l'arte, la realtà, la fantasia e le relazioni che tra esse intercorrono. Poi entra in gioco anche la tecnica, certo: lo speciale microfono a campo dinamico attivo, i processi di codifica, la matrice di decodifica... Ma tutto questo viene solo dopo, come A Roma vive e lavora Mario Iaquone, fonico di presa diretta, docente di tecnica del suono nonché inventore dello Stealth Audio Fx, un sistema di ripresa dal vivo in 5.1 capace di ricreare campi sonori di straordinario realismo. Se ne sono accorti registi come Terracciano, Castellitto, De Maria, Virzì. Che hanno voluto lo Stealth per realizzare le colonne sonore dei loro film più recenti conseguenza della personalissima visione che Iaquone ha del cinema e della ripresa audio in particolare. LA VIA DELL'ARTIFICIALITÀ NATURALE Per comprendere il principio di funzionamento dello Stealth occorre prima spiegare, almeno a grandi linee, in che modo vengono oggi realizzate le colonne sonore cinematografiche in Dolby Digital o DTS 5.1. In Europa, e l'Italia non fa eccezione alla regola, la colonna è di solito costituita da quattro sottotracce o colonne-componenti, come forse è meglio dire: dialoghi, quasi sempre registrati in mono; musica, registrata in stereo o in 5.1; rumori ambientali quali mare, vento, pioggia, uccelli, brusio, traffico; sono in genere registrati in stereo; effetti sonori come rumori di passi, porte che si aprono e si chiudono, spari, esplosioni, rombo di motori; sono per lo più registrati in mono. I suoni monofonici vengono ripresi mediante un singolo microfono. Per quelli stereofonici si ricorre a tecniche collaudate quali la M-S, la XY e, per la musica, la ORTF. Suoni, effetti e rumori sono poi, in sede di postproduzione e missaggio, assegnati ai 5.1 canali Dolby Digital o DTS secondo i canoni di protocollo e l'estro del regista, del fonico di presa diretta e del fonico di sala. Negli Stati Uniti, che sono un po' la patria della presa diretta, si preferisce un metodo diverso: le colonnecomponenti vengono registrate in monofonia; in sede di postproduzione e missaggio i suoni sono poi assegnati ai 5.1 canali tramite joystick vettoriali, sorta di potenziometri panoramici in versione multicanale. Così facendo si riducono i problemi di fase, le cancellazioni e le interferenze; per contro si hanno campi sonori forse meno naturali di quelli realizzati con il metodo europeo, talvolta affetti da un'eccessiva separazione tra i canali. In un caso e nell'altro, che si registri con il metodo americano o con l'europeo, la logica è quella che potremmo definire dell'artificialità naturale: si cerca cioè di ottenere campi sonori realistici e naturali attraverso procedimenti che naturali non sono. Spesso, per esempio, i suoni monofonici vengono trasformati in La sala principale degli studi Sound Design di Roma, con la consolle di regia in bella vista: si tratta della più grande Solid State Logic Avant Plus esistente in Italia (48 canali). Tra le elettroniche outboard in dotazione agli studi romani ci sono un encoder Dolby CP-650, un filtro Cedar per la pulizia dei file audio e un riverbero digitale TC Electronic TC-6000. 046_048:026/028 15/03/10 12:13 Pagina 46
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D VI 104 T ra novembre e marzo il cinemarallenta, va in letargo, in attesadelle calde, lunghe ed assolate giornate primaverili. In genere, a parte qualche coraggioso film o piccolo spot pubblicitario, si attendono le importanti pubblicità di Natale, oasi felice della lunga pausa invernale: profumi, dolciumi, gioielli e tutto quanto la sfrenata corsa commerciale natalizia comporta. La “chiamata”, così come mi piace definire il primo contatto che avvia un nuovo lavoro, arriva dal rental (la società di noleggio di strumenti per il cinema). Mi citano una macchina da presa digitale famosa, la Genesis di Panavision, raramente usata in Italia. E chiedono, ovviamente, se sono in grado di gestirla. La risposta positiva mi rinvia ad una chiamata successiva, da parte dell'organizzatore generale della pubblicità. Mi dice che il regista è importante e il direttore della fotografia importantissimo. Che bello, penso, è arrivato Natale! UNA GRANDE OCCASIONE, MA TANTE RESPONSABILITÀ Il lavoro, giorni dopo, comincia a delinearsi: uno spot, le cui riprese avverranno tutte in teatro di posa, in chroma key. Tutti sapete cos'è: pensate a Star Wars o a Sin City, con gli attori che recitano in un limbo verde con pochi, pochissimi elementi di scenografia (una porta, un letto, una scrivania). Tutto il resto (pareti, soffitto, pavimento, il mondo che c'è fuori la finestra) viene poi ricostruito, togliendo il verde (in alcuni casi il blu), in CGI (computer grafica). Il regista, americano, e con una grande esperienza con questa tecnica, si aspetta che quello che gireremo dovrà arrivare ai suoi monitor in due versioni differenti: una come lo stiamo girando, l'altra con una color correction applicata e con una bozza di scenografia digitale al posto del verde, il tutto in tempo reale! Inoltre, il cliente della pubblicità chiede di avere una visualizzazione in HD. Mi viene comunicato anche che il direttore della fotografia non ha mai girato neanche un fotogramma in digitale e, diciamolo pure, si trova poco a suo agio con “queste diavolerie tecnologiche”. Un buon inizio, insomma! Tutte queste informazioni mi arrivano dalla produzione italiana. Come di consueto, i primi giorni del lavoro del DIT vengono sfruttati per progettare il workflow (il flusso di lavoro) di ogni progetto. Pensate a quanto possa fare un ingegnere gestionale per una fabbrica: si individuano gli obiettivi principali del processo, si riordinano e si schematizzano. In pratica si disegna un percorso, e con un diagramma tutto comincia ad apparire nella sua sequenzialità. Per lo spot in oggetto (un caso davvero complicato), gli elementi che sono arrivati fin ora sono tanti ma non ancora sufficienti. Mi manca la materia prima: il supporto di registrazione e quello di distribuzione. Sono i capisaldi di ogni workflow di una produzione audiovisiva digitale. L'inizio e la fine, sapere con che mezzi verrà fatto e capire a quale pubblico verrà destinato. Conoscere la macchina da presa mi aiuta a definire almeno il formato di registrazione: un Full HD 1080p, ma non basta. La compressione colore? La codifica? Registreremo su nastro o su Hard Disk? È uno spot che finirà solo nelle TV italiane, o anche all'estero? Se sì, dove? Europa o America? Andrà anche in pellicola? Quindi, a quanti fotogrammi/secondo, dobbiamo girare? Questi sono i quesiti che normalmente invadono la mente di un DIT quando organizza un lavoro. Per stilare una lista di attrezzature tecniche necessarie per realizzare lo spot (in realtà è questo il motivo dell'ennesima chiamata ricevuta dalla produzione), ho bisogno di questi capisaldi. Dopo due ore sono inondato di e-mail da tutto il mondo. Mi dicono che sperimenteremo nuovi magazzini digitali per questa macchina da presa: DIT, Digital Imaging Technician cronistoria di una indefinibile professione Un freddo pomeriggio di fine novembre: non è il titolo di un nuovo film, ma l'incipit della storia di un Digital Imaging Technician e di tutte le fasi (e le tribolazioni) di una produzione di alto livello. Dal primo contatto alla consegna del prodotto finito, ecco il backstage di uno dei nuovi mestieri del cinema, direttamente dalle parole di chi lo vive dall'interno seco nda pu ntata Il cinema visto dall'in ternodigitale Il Panasonic AG-HMR10, capace di registrare in 1080i su schede SDHC. 104_107:ART EUROPEI 15/03/10 20:10 Pagina 104
62 Nata per i principianti ma appetibile anche agli amatori già abbastanza esperti, la nuova Canon EOS 550D arriva un anno dopo la 500D e punta a farsi strada tra le reflex entry level e non solo, viste diverse caratteristiche interessanti prese in prestito dalle sorelle maggiori come la EOS 7D. ENTRY MA NON TROPPO La macchina adotta un sensore CMOS da 18 MP in formato APS-C, accompagnato dal processore Digic 4 e da un definito schermo da 3 pollici per circa 1.040.000 pixel, ora in formato 16:9; il tutto è racchiuso in un corpo compatto, leggero e solido, con l'immancabile (per reflex di questa categoria) flash pop-up integrato, con tasti leggermente ridisegnati e due nuovi bottoni dedicati a video/live view ed al menu di scelta rapida. Il corpo presenta poi un microfono stereo e ingresso per mic 3.5 mm, oltre al connettore HDMI tipo C. Il mirino è sostanzialmente invariato, un pentaspecchio in linea con la categoria per luminosità e copertura. Il nuovo sensore accoppiato al Digic 4 permette di scattare a velocità equivalenti a 6400 ISO (12800 in modo esteso). Altra notizia è l'adozione del metering iFCL a 63 zone mutuato dalla 7D, dello scatto continuo ora a quota 3.7 fps per un massimo di 34 JPEG e della possibilità di compensare l'esposizione fra +/- 5 EV. Grandi aggiunte sono state portate alla modalità di ripresa video, che ora permette di registrare clip a 1080p 30, 25 o 24 fps e 720p 50 o 60 fps; è stata inserita anche una interessante funzione ‘movie crop' a mo' di teleconverter, per la ripresa video (in VGA) con focale moltiplicata di circa 7 volte. Farà piacere ai videomaker poi la compatibilità con le nuove schede SDXC, ultima versione delle classiche Secure Digital, che permetteranno di raggiungere fino a 2TB capacità. Ergonomia, menu e disposizione dei tasti sono improntate alla massima semplicità e praticità, ed anche un esordiente, con una rapida scorsa al manuale avrà subito sotto controllo le funzioni principali della macchina, anche grazie al modo Creative Auto ed al Quick Control Screen, più ricco di informazioni che mai (e personalizzabile anche nel look). Anche il Live View è semplice, abbastanza rapido ed efficace. CRONACA DI UN SUCCESSO ANNUNCIATO La resa delle immagini non lascia spazio a dubbi: la macchina è un piccolo passo in avanti rispetto alla EOS 500D, con scatti puliti, definiti e dalla realistica riproduzione del colore; il nuovo sistema di misurazione è rapido e preciso anche in condizioni difficili e ad ISO elevati, e l'AF a 9 punti si è trovato a suo agio nella stragrande maggioranza delle condizioni. Quello che non ci auspicavamo era però una resa dei video del genere: l'aggiunta dei nuovi formati permette adesso di avere una videoreflex Full HD ‘seria', con una resa ottima ad un prezzo fino a qualche tempo fa impensabile; è possibile controllare manualmente esposizione e diaframmi, le immagini sono poco rumorose - anche in ambienti poco illuminati - e taglienti - forse solo un pizzico meno rispetto alle EOS 7D e 5D Mk. II, di tutt'altro prezzo e categoria. Ovviamente l'ottica gioca un grande ruolo. Prevediamo quindi un futuro commerciale roseo per la EOS 550D, probabilmente la prima vera ‘baby videoreflex': nonostante una videocamera sia ancora migliore sopratutto a livello di ergonomia e funzioni, non ci stupiremmo se la EOS 550D diventasse il nuovo parco giochi per videomaker in erba. Magari an attesa di giocare anche con una videocamera ‘vera'. Sensore: CMOS 18 MP, 22.3 x 14.9 mm Ottica: EF/EF-S Stabilizzatore: Secondo ottica Video HD: 1920x1080 Esposizione: Auto, Auto creativa, P, Av, Tv, M, A-Dep. Mirino: Pentaprisma Display: 3”, 1.040.000 pixel Sensibilità: 100-6400 (12800 estesa) Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDXC Connessioni: USB 2.0, HDMI mini, uscita video, ingresso microfono Dimensioni: 129 x 97 x 62 mm Peso: 530 gr. Foto e video di ottimo livello, in una DSLR abborabile, adatta a chi inizia e non solo: best-buy. Prezzo: 750 euro (solo corpo) Un best-buy di casa Canon, la EOS 500D si aggiorna con la possibilità di registrare video in HD migliorata ed altro ancora. Dotazione tecnica di tutto rispetto a fronte di un esborso non esagerato, per entrare nel mondo delle DSLR dalla porta principale. Canon EOS 550D 060_068:090-091 15/03/10 12:29 Pagina 62
Untitled-1 1 17/02/2010 10:25
Senza titolo-3 1 9-03-2010 15:20:58
Prezzo : 699,00 con obiettivo 18-55 mm 88 TEST Ha gli obiettivi intercambiabili ma non il mirino ottico di una reflex. Non è una DSLR, ma ha il sensore APS-C. Non è una microQuattroTerzi, ma è compatta e leggera. È la capostipite del sistema Samsung NX, ha gli occhi puntati dell'industria e degli appassionati... ed è giunta in anteprima nella redazione di Tutto Digitale! D opo mesi di annunci erimandi, Samsung hafinalmente presentato la NX10, una macchina che nelle intenzioni del colosso coreano dovrebbe scuotere il mondo della fotografia. Che una nuova tendenza si sia affacciata sul mercato è evidente. La NX10, infatti, non è la prima né l'unica delle reflex/nonreflex che in questi mesi verrà lanciata sul mercato, ma nel caso Samsung la scelta è stata quella di correre da sola con soluzioni progettuali differenti. Se quindi da un lato vediamo Nikon, Canon, Sony, Pentax insistere sulla reflex tradizionale, con sensore APS-C o Full Frame, pentaprisma e specchio, dall'altro il consorzio QuattroTerzi (olympus e Panasonic), con la creazione del microQuattroTerzi, si presenta con fotocamere ad obiettivi intercambiabili compatte e leggere, basate su questo nuovo formato che fa uso di un sensore più piccolo e di un diverso schema realizzativo, privo di pentaprisma e specchio. Samsung si colloca a metà, con il suo progetto NX. Il concetto è lo stesso del microQuattroTerzi (un sistema ad ottiche intercambiabili, leggero e compatto), la costruzione simile (senza specchio e pentaprisma per lavorare sempre in LiveView). Ma con una importante differenza: anziché un più piccolo sensore (18 mm x 13.5 mm), il sistema NX è costruito attorno ad un APS-C, proprio quello usato su molte DSLR classiche. Sulla carta i vantaggi di una tale soluzione rispetto al microQuattroTerzi sono tutti legati alle migliori prestazioni in termini di sensibilità, risoluzione, rumorosità del sensore più grande che, tra l'altro, permette anche un miglior controllo della profondità di campo. Gli svantaggi sono legati alla necessità di usare obiettivi con lunghezza focale maggiore e lenti più grandi, più ingombranti e pesanti a parità di fattore di ingrandimento. E nella pratica? Vediamo subito cosa abbiamo scoperto provando uno dei primi esemplari della NX10, giunto in redazione appena in tempo per l'inserimento in questo numero. REFLEX O NON REFLEX? Un non esperto potrebbe scambiare tranquillamente l'NX10 per una classica reflex, un po' più compatta. Elegante ma dall'aspetto simile a quello delle DSLR in commercio, l'NX10 non ingannerà certo l'amatore o il professionista: basta prenderla in mano per rendersi conto delle dimensioni e del peso, “impossibili” per una DSLR seppure APS-C. Il corpo della macchina è davvero compatto sia in profondità che in altezza. Il rigonfiamento in cui è collocato il mirino è troppo piccolo per permettere l'inserimento di un pentaprisma, il retro dell'apparecchio è impossibilmente vicino al punto di inserimento dell'obiettivo... Ci deve essere qualcosa che non va! E infatti basta sganciare l'obiettivo o avvicinare l'occhio al mirino per fugare ogni dubbio: ecco nel primo caso il sensore, inevitabilmente esposto per l'assenza dello specchio, ed ecco un bel display LCD integrato al posto del mirino ottico. Ed abbiamo anche riassunto qui tutte le differenze fondamentali fra la NX10 ed il mondo delle DSLR APS-C convenzionali. Quanto andremo a scoprire più avanti, infatti, altro non è che una differente conseguenza di queste due importanti trasformazioni, che rappresentano gli elementi chiave del progetto NX. UN PO' DI STORIA Negli ultimi anni Samsung, oltre a far man bassa di quote di mercato nel campo delle TV e dei cellulari, si è affacciata nella fotografia digitale con una proposta piuttosto articolata e spesso ravvivata da soluzioni funzionali elettroniche o innovative. Ad un certo punto Samsung si è data l'obiettivo di diventare uno dei produttori “top-class” in questo mercato così differenziato, comprendente la vivacità leggera del mondo delle compatte e la tradizione più attenta di quello delle reflex. Dopo una collaborazione con Pentax, Samsung ha continuato da sola. La NX10 viene proposta come un elemento di discontinuità, capace di offrire un'alternativa leggera, ma nello stesso tempo affidabile e di qualità, alle normali DSLR APS-C, nonché di rendere più attraente il passaggio al mondo delle intercambiabili per il consumatore evoluto, magari oggi affascinato dalle sempre ricche ed interessanti proposte in chiave bridge. Sotto il profilo costruttivo, quindi, la NX10 si presenta né più né meno come una DSLR, ma più compatta e, soprattutto, più leggera. Circa 600g con l'obiettivo in dotazione (18-55 mm f3.5 – 5.6) e batteria installata sono pochi, ed i possessori di una classica DSLR lo sanno bene. Tutti i comandi sono collocati sul lato dell'impugnatura, fatta eccezione per il tasto Menu e quello per il flash: questo semplifica molto l'uso e, con il tempo, abituandosi alla collocazione dei controlli, permette un facile aggiustamento delle diverse funzioni praticamente con una sola mano. Grazie alla leggerezza della macchina, la fatica si fa sentire poco anche dopo molte ore di uso, il che rappresenta un vantaggio non indifferente. La dotazione è completa. Partendo dal lato frontale, segnaliamo la presenza del tasto per la previsualizzazione della profondità di campo, nella posizione classica di fianco all'obiettivo, in basso. Sul lato superiore, privo del display di controllo che compare L'uovo di Colombo Fotocamera Samsung NX10 088_091:090-091 15/03/10 13:24 Pagina 88
TOP BRAND ALLA CONQUISTA DEL MERCATO DOMESTICO3 ECCO LG, PANASONIC, PHILIPS, SAMSUNG, SONY TITANI 1 - LG, IL TV 3D FULL LED PIÙ SOTTILE? Rispetto alle altre aziende coinvolte nel 3D home, LG (un colosso con 84.000 dipendenti in 115 sedi operative e un fatturato mondiale pari a 43,4 miliardi di dollari nel 2009) si è fatta notare meno con esposizioni alle fiere specializzate di settore e presentazioni stampa. Ciò non di meno, la casa coreana tiene molto al mondo della stereoscopia, come dimostra un recente annuncio relativo al televisore LX9800 da 55 pollici. A detta del costruttore, e a quanto si legge nel comunicato ufficiale, questo modello - nei negozi a partire da aprile - sarà l'unico prodotto 3D con tecnologia Full LED in 2,5 cm di spessore e meno di un 1cm di cornice, ‘l'unico televisore 3D Full LED Slim del mercato'. Abbiamo sempre dubbi a riportare i record, ‘i più' che segnalano le aziende, sia perché spesso si tratta di valutazioni difficilmente controllabili e comunque soggette ad essere superate in breve tempo, vista l'evoluzione dell'hi-tech, ma in effetti l'immagine che L'idea ‘3D home' era nell'aria da tempo, ed ha iniziato a materializzarsi con alcuni prodotti alla scorsa edizione dell'IFA di Berlino, all'inizio di settembre 2009. Con una rapidità sorprendente poi, a dicembre, è arrivato l'annuncio delle specifiche tecniche (vedi Tutto Digitale 59) ufficiali per il formato Blu-ray 3D. Al CES di Las Vegas di gennaio, l'apoteosi o quasi, con presentazioni di nuovi prodotti, dimostrazioni, proclami di introduzione sul mercato di alcuni modelli e così via. Nel frattempo, al cinema ogni film 3D Avatar, che ha battuto tutti i record, in primis - ha continuato a realizzare ottimi incassi, e siamo arrivati alla primavera. Che, con una velocità che ha stupito anche i più ottimisti, significherà anche ‘lancio mondiale del 3D home', con l'introduzione da parte di alcune aziende di prodotti ad hoc, ancora in assenza, peraltro, (almeno al momento in cui scriviamo) di un solo disco realizzato in scala industriale. Per il momento, i maggiori attori del settore sono due colossi storici dell'elettronica, ovvero Panasonic e Sony, e i ‘nuovi mostri' (in senso positivo) coreani, ovvero LG e Samsung, con l'unico grande europeo, Philips, pronto alla sfida, anche in 21:9. Vediamo, in rigoroso ordine alfabetico, le loro mosse per l'avvio di questo mercato, che sembra caratterizzato da un interesse alle stelle da parte di aziende ed appassionati. 51 D 5 Una spettacolare fotografia del nuovo Flat TV LG per il 3D; da segnalare che l'immagine simulata non rende comunque la presenza di una piccola cornice sui bordi. 050_053:026/028 15/03/10 12:16 Pagina 51
Filo diretto La posta del direttore per il portafogli di qualsiasi macchina di prestazioni della sezione ‘sensore' paragonabili. Inoltre la HDSLR offre un mondo di ottiche eccellenti a prezzi relativamente ridotti, è facilmente manovrabile ed infine funziona anche come macchina fotografica! Certo, questo si paga con alcune limitazioni sul fronte dei comandi e della versatilità, ed infatti alcuni (ma questa impostazione non è condivisa da tutti i fotovideomaker) utilizzano accessori , follow focus, matte box e così via per rendere la fotocamera una videocamera. Certamente, proporre un modello con comandi ed impostazione ergonomica di una videocamera risulterebbe più interessante per l'uso come videocamera... ed infatti la fotocamera si trasformerebbe in videocamera, e magari non sarebbe più tanto utilizzabile come ‘fotocamera'... In altre parole, ogni situazione ha i suoi pro e i suoi contro, ed ottimizzare un prodotto per uno specifico scopo significa, appunto, produrlo con un'utilizzazione ben precisa in mente. Usare una fotocamera per il video è un'opportunità in più, non la ragione per la quale è stata prodotta, e quindi va usata tenendo questo bene in mente. Che poi, forzando la mano, si riescano ad ottenere grandi risultati lo stesso, è un altro discorso. Aggiungiamo che il concetto ‘corpo macchina/sensore' modulare da adattare alle varie situazioni con gli ‘accessori' (ottica eccetera) desiderati è stato introdotto con successo dalla Red, con la One, capostipite di una serie annunciata. La Red One è una macchina che per molti motivi ha fatto scalpore, oggi di gran voga, comunque non priva di difetti (ma questo è un'altro discorso). Vedremo se sarà seguita da altri. Segnaliamo alla lettrice anche il nostro libro ‘VideoHD per fotografi digitali', appena uscito, interamente dedicato al ‘fare cinema' con la reflex. PINNACLE STUDIO HD14 ULTIMATE COLLECTION Sono alcuni mesi che è in commercio il programma in oggetto, e sono in attesa di leggere qualche riga sulla vostra rivista, che seguo da sempre. In attesa di "leggervi" vi ringrazio per quanto potrete fare, e distintamente vi saluto, Ortensio Rivelli - Pesaro Effettivamente è un po' di tempo che non proviamo un programma Pinnacle... ma la sensazione che abbiamo è che il gruppo Avid (al quale Pinnacle appartiene da qualche tempo) abbia abbandonato un po' i videomaker in quanto tali, quelli che si cibano di riviste, che sperimentano fra amici, preferendo accontentare le proprie attività sulla comunità del marchio sul web. Del resto, questa lettera è l'unica arrivata negli ultimi mesi a richiederci un test per lo specifico prodotto... per rimanere in ambito Windows, ad esempio, ultimamente siamo sommersi di richieste per Edius e Vegas, e ne parleremo a breve scadenza. In quanto a Pinnacle, compatibilmente con problemi di spazio e interesse dei lettori, la porta è aperta e magari... PROBLEMI DI ASSISTENZA Gentili Signori, vi invio questa mail - autorizzandovi sin d'ora alla sua integrale pubblicazione salvo omettere il mio nome - per mettervi al corrente della inadeguatezza a gestire un servizio di manutenzione e della totale assenza di attività di customer care della Bang & Olufsen. Oggetto del contendere la tempistica ed il costo per sostituire una scheda di alimentazione di un Beovision 6-26 del 2005. Per semplicità vi riporto il breve scambio di mail da me iniziato dopo la riconsegna del televisore riparato dall'assitenza B&O. In pratica un manuale su come perdere un cliente in 3 mosse! Buon divertimento. Lettera firmata Ci perdoni, il lettore romano autore della missiva di cui sopra (solo una parte della numerosa corrispondenza che ci ha inviato), ma non riteniamo giusto pubblicare nulla più di questa ‘introduzione' comunque assai critica nei confronti di Bang & Olufsen e i suoi partner. In primis, perché non possiamo evidentemente pubblicare una protesta tagliente (a dir poco, a leggere le varie lettere scritte dal lettore) e diretta come quella che abbiamo ricevuto, nei confronti di persone e società precise da parte invece di un ‘anonimo di fatto'. Tanto più, senza dare lo stesso diritto di replica finale alla controparte in causa. Peraltro, lo stesso lettore, a quanto ci è dato di capire, non si dichiara insoddisfatto tanto del costo della riparazione, quanto dei tempi della stessa operazione (in una lettera si legge che ‘(...) Si rompe un televisore, lo vengono a ritirare dopo 6 gg., me lo restituiscono dopo altri 15 giorni (...)'. La riparazione, dunque, sembrerebbe esser stata ben eseguita, ed anzi, sempre a quanto risulta, non solo l'apparecchio è stato preso e riportato, quindi installato e collaudato, ma è anche stato fornito un TV color in sostituzione (che peraltro si è guastato, ironia della sorte, durante la permanenza in casa del nostro lettore) e, sembra, abbia anche dato un minimo di assistenza per spostare l'apparecchio rotto e collegare quello sostitutivo. Considerando che in queste situazioni è difficile schierarsi, mancando comunque infiniti dettagli per capire chi possa eventualmente aver ragione, riteniamo che, nonostante tutto, venditore ed assistenza abbiano agito piuttosto correttamente. In quanto al costo della riparazione (ben 445 euro), comunque accettato dal cliente dopo aver ricevuto il preventivo, non possiamo pronunciarci, non conoscendo esattamente né le ore di manodopera né i costi dei pezzi sostituiti. REALIZZARE UNA WEB TV Egregio direttore, sono Antonio e vorrei porgervi una domanda. Io e 2 amici vorremmo cimentarci nel costituire una web tv e radio per la voglia di fare musica dei miei amici e per la voglia di tv che ho io. Mi potreste chiarire meglio dal punto di visto tecnico e software cosa ci vuole e cosa ci consiglia dall'alto della vostra esperienza visto che una tv digitale l'avete già. Quali sono i costi e quale sono i passi burocratici. Basta un sito e catapultarci tutto oppure c'è bisogno di altro? Ho visitato alcuni siti e per dire il vero verrebbe voglia di lasciar perdere... cosa ci consiglia? Grazie e a presto, consapevole della sua consueta esaustiva risposta Antonio Barone - via email Viva i giovani, e l'entusiasmo che li accompagna in tutti i loro desideri, che li aiuta a realizzare i loro sogni. Come quello di creare una web TV, ad esempio... un'iniziativa certamente importante e interessante, che però non può essere esaurita in poche righe. Visto che non vogliamo deludere i nostri giovani amici, promettiamo loro un articolodossier sul problema da pubblicare prima possibile. Nel frattempo, tenete duro! 10 Una suggestiva ambientazione nella quale sono utilizzate recenti elettroniche Bang & Olufsen. Un nostro lettore non è stato soddisfatto del servizio di assistenza romano della casa danese. Una schermata di Pinnacle Plus 12: oggi sono in commercio versioni più recenti, ma l'azienda sembra meno interessata agli appassionati. 008_010:026/028 15/03/10 11:05 Pagina 10
TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXV TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D SOLIDA FUORI, VERSATILE DENTRO MXO2 LE ha un case in alluminio e sfoggia l'inconfondibile aspetto dei dispositivi della famiglia, con pannelli traforati per migliorare l'aerazione dei circuiti e piccole maniglie come quelle dei MacPro. Nonostante l'aspetto ricordi decisamente quello delle workstation professionali di casa Apple, l'MXO2 LE è compatibile anche con i PC, e può lavorare con la Creative Suite di Adobe, oltre che con Final Cut Studio su Mac OS. Su Mac, l'MXO2 LE può acquisire in non compresso (8 o 10 bit, con storage appropriato), DV, DVCPRO, DVCPRO 50, DVCPRO HD ed Apple ProRes 422. Lavorando su PC, invece, il sistema permette di acquisire in codec intermediario Matrox MPEG-2 I-frame in HD (da 50 a 300 Mbps, 1920 x 1080 o 1440 x 1080) o SD (da 10 a 50 Mbps), oppure in non compresso a 8 o 10 bit. Oltre ad acquisire, il box effettua conversioni di formato a 10 bit in tempo reale in ingresso ed in uscita: con il Mac è possibile operare downscaling, up e cross conversion, mentre su PC il sistema è per ora limitato alla downconversion in uscita. L'MXO2 LE gestisce fino a cinque output differenti simultaneamente: un'opzione molto utile per monitorare o registrare in SD su nastro un lavoro in HD, con possibilità di impostare la corretta variazione di aspect ratio e spazio colore. La versatilità dell'apparecchio è anche legata alla presenza di ingressi e uscite HDMI, che permettono di usare i normali TV (ma dotati di mappatura 1:1) come monitor di preview. Grazie ai controlli Proc Amp, è possibile gestire hue, chroma, contrasto, luminosità e blueonly, ed assicurarsi una riproduzione fedele anche con questi dispositivi. Sempre attraverso l'uscita HDMI, poi, l'apparecchio può gestire otto canali audio embeddati, per il monitoraggio di segnali surround fino al 7.1. Con l'ultima versione del software, la 1.9 (solo per Mac), la casa canadese ha lanciato una nuova applicazione (Vetura Playback) che consente un riproduzione più fluida dei file H.264 e .mov. Inoltre, da segnalare il supporto di 16 canali audio embeddati nell'SDI e la tecnologia Apple Core Audio. Anche la MXO2 LE è disponibile in versione Max, con chip di encoding H.264 integrato: grazie a questa opzione, è possibile ridurre i tempi di codifica dei video nel popolare formato, sia che si esporti per il il web o per i dispositivi mobili, sia che si lavori ad un Blu-ray Disc. Ovviamente la versione con tecnologia Max costa più di quella base (1.320 euro iva inclusa), ma una simile opportunità può essere di importanza cruciale in determinati flussi di lavoro. Il completo set di ingressi e uscite, unito all'ampia possibilità di utilizzo in varie fasi della produzione e postproduzione (anche sul campo, grazie alla possibilità di alimentazione esterna a batteria), rendono questo box di acquisizione esterno una soluzione ideale per i professionisti del video. Stefano Blasi HARDWARE DI INPUT/OUTPUT HD/SD MATROX MXO2 LE CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE PRO CONTRO Costruttore: Matrox Graphics, Canada Distributore: 3G Electronics - via Boncompagni 3/b - 20139 Milano 02/5253095 - www.matrox.com/it/ ESTETICA Aspetto in linea con la famiglia di prodotti MXO, che ricordano il case del MacPro. COSTRUZIONE Solidità e compattezza sono assicurate, in un prodotto adatto all'uso sul campo come a quello in studio. VERSATILITÀ I collegamenti sono davvero completi (per qualche presa audio in più c'è la versione MXO2) con tanto di ingressi e uscite SDI per uso in campo professionale. In più, ecco la possibilità di trasformare un semplice TV in un monitor ben calibrato e l'accelerazione della codifica dei file grazie alla tecnologia Max. PRESTAZIONI Scaling e downconversion di qualità si accompagnano a digitalizzazione in real time dei segnali. RAPPORTO Q/P Una soluzione professionale completa e versatile sotto i mille euro. Compatibile con Mac e PC Ingressi SDI Con PC solo downconversion Requisiti di sistema: Mac Pro, MacBook Pro o Apple Xserve basati su Intel, Mac OS X Leopard 10.5 o seguenti, 2 GB di RAM per HD compresso e SD non compresso (4 GB per HD non compresso), monitor HDMI con supporto 1920x1080 e modalità dotby-dot per la mappatura dei pixel 1:1 (consigliato). Laptop e desktop PC con due CPU oppure una CPU dual-core e supporto SSE2 (ad es. Intel Pentium 4 o AMD Athlon 64), Microsoft Windows 7 Professional o Ultimate (64 bit), Windows Vista Business o Ultimate (32 o 64 bit) con SP 2 oppure Windows XP Professional (32 bit) con SP 3, 2 GB di RAM, monitor HDMI con supporto del 1920x1080 e modalità dotby-dot per la mappatura dei pixel 1:1 (consigliato). Uno slot PCIe libero su desktop o uno slot ExpressCard/34 libero su notebook. Software: Mac: Apple Final Cut Pro v6.0.5 o successive, Motion v3.0.2 o successive, Color v1.0.4 o successive; Adobe After Effects CS4 ed Encore CS4; Media 100 Suite versione 1.0 o successive. PC: Adobe Premiere Pro CS4 versione 4.2 o successive. Formati: 720p and 1080i @ 50, 59.94, 1080p @ 25, 29.97, NTSC, PAL Codec: Mac: tutti i codec HD e SD supportati da Final Cut Pro. Su Quad-Core MacPro, cattura HD in ProRes 422 HQ, DVCPRO HD, DV, DVCPRO e DVCPRO50. Su MacBook Pro Core2 Duo 2.4 GHz o superiore, cattura HD in ProRes 422 HQ (720p a 24, 25 e 30 fps), ProRes 422 (LT) e DVCPRO HD. Con sistema di archiviazione adatto, cattura HD a 8 e 10 bit non compressi. PC: tutti i codec supportati da Premiere Pro (inclusi AVCHD, HDV, DVCPRO HD, DVCPRO50, DVCPRO, DV); Matrox MPEG-2 I-frame HD regolabile da 50 a 300 Mbps (1920 x 1080, 1440 x 1080), Matrox MPEG-2 I-frame SD regolabile da 10 a 50 Mbps, non compresso 8 e 10 bit Connessioni: ingressi: SDI HD/SD, HDMI, Component HD/SD, S-Video, Composito, RCA (audio stereo), 2 XLR, genlock, RS422; uscite: 2 SDI HD/SD, HDMI, Component HD/SD, S-Video, Composito, RCA (audio stereo), XLR. Alimentazione: connettore XLR 4 pin per alimentatore di rete, possibilità di alimentazione a batteria Peso: 1245 grammi Dimensioni: 235 mm x 241 mm x 51 mm LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE Il pannello laterale (anche se il box non ha un vero e proprio “verso” di utilizzo) ospita il pulsante di accensione, l'interfaccia di collegamento al computer, la presa RS422 e la porta per l'alimentazione. In basso, gli ingressi audio XLR, RCA, l'HDMI, l'S-Video e, infine, i sei connettori BNC: tre sono dedicati ai segnali Component YPbPr, uno al video composito, uno ai segnali SDI e l'ultimo al genlock. 122_123:128/130 15/03/10 21:04 Pagina 123
76 Canon PowerShot G11 Prezzo: 625 euro La storica PowerShot G di Canon si aggiorna ed arriva al numero 11. Per chi non la conoscesse, basti sapere che è probabilmente quanto di più simile ad una macchina professionale si possa mettere in tasca. Come intuibile anche dal prezzo, siamo davanti ad una fotocamera per amatori o per professionisti in cerca della massima portabilità. Il sensore adottato da Canon per la sua punta di diamante compatta è un CCD da 10 MP per 1/1.7”, affiancato ad un'ottica 28 -140 mm luminosa (f/2,8-f/4,5) e ad un sistema di stabilizzazione con shift del sensore. Stranamente, con una scelta coraggiosa ma condivisibile, la G11 offre meno MP della precedente G10, a tutto vantaggio della pulizia delle immagini. Anche l'LCD è stato ridotto (2.8” in luogo di 3”) a favore dell'integrazione di un pratico meccanismo che ne permette la rotazione. Presente anche un mirino ottico piccolo ma indispensabile in diverse situazioni. Punto di forza della G11 sono i completi comandi manuali, che permettono di regolare messa a fuoco, tempi, diaframmi e compensazione dell'esposizione grazie alle ghiere dedicate. Tra le altre funzioni da fotocamera ‘pro' non mancano bilanciamento fine del bianco e scatto in RAW. Interessante la resa in condizioni di luce difficile: il trattamento del processore Digic 4 consente di spingersi abbastanza in là con gli ISO (fino a 1600) senza degradazioni evidenti. Tra i punti deboli da segnalare un pizzico di ‘shutter lag', la ripresa video solo in VGA, qualche abberrazione dell'ottica in wide comunque rimuovibile con il ritocco se si scatta in RAW - ed un prezzo non propriamente popolare anche se pienamente giustificato. Sottile e davvero cool, la Canon Digital Ixus 100 IS è disponibile in quattro colori e sta tranquillamente in una tasca. Non mancano possibilità video HD (1280 x 720 a 30 fps) per una macchina elegante, che include diverse tecnologie per semplificare la vita ai principianti. Rapidi e precisi AF e sistema di misurazione, e resa degli scatti ottima sotto ogni profilo; peccato per il prezzo un po' alto. Canon D.Ixus 100 IS Prezzo: 240 euro Sensore:CCD 12 MP, 1/2.3” Ottica: 3x, 33 - 100 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: SDHC Mir./Display: Si/2.5” Sensib.: 80 -1600 Dim.: 87 x 54 x 18 mm Peso:155 g. C/F: V/P: Q/P: F/P: Ben 12 milioni di pixel per questa compatta economica con zoom 4x di Canon. La macchina è versatile e offre mirino, stabilizzatore ottico, schermo da 2.5” - poco definito - e possibilità di ripresa video VGA. La resa degli scatti è più che buona per la categoria. Ottimo il funzionamento in Macro, per scattare a pochi centimetri dal soggetto. Canon P.Shot A1100IS Prezzo: 176 euro Sensore:CCD 12 MP, 1/2.3” Ottica: 4x, 35 - 140 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: SDHC Mir./Display: Si/2.5” Sensib.: 80 -1600 Dim.: 95 x 62 x 31 mm Peso:155 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Una PowerShot davvero diversa dal solito, questa D10: è subacquea fino a 10 metri e resistente alle cadute ed alla polvere. Il CCD da 12 MP e lo zoom un 35-105 mm assicurano versatilità, buona resa fotografica e rapidità d'uso comuni alle PowerShot, con comandi semplici pensati per un facile utilizzo subacqueo e schermo luminoso. Video VGA fluido e abbastanza definito, foto senza problemi. Canon P.Shot D10 Prezzo: 329 euro Sensore:CCD 12 MP, 1/2.3” Ottica: 3x, 35 - 105 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: SDHC Mir./Display: No/2.5” Sensib.: 80 -1600 Dim.: 104 x 67 x 49 mm Peso:155 g. C/F: V/P: Q/P: F/P: Le piccole ed economiche PowerShot ‘A' di casa Canon sono da sempre una scelta sicura quando si cerca una fotocamera compatta. Rapida ed efficace la messa a fuoco e pulita la resa degli scatti, nonostante qualche aberrazione - comunque contenuta - agli estremi dell'inquadratura. La macchina permette anche registrazione video 640x480. Canon P.Shot A480 Prezzo: 116 euro Sensore:CCD 10 MP, 1/2.3” Ottica: 3.3x, 37 - 122 mm eq. Stabilizz: No Memoria: SDHC Mir./Display: No/2.5” Sensib.: 80 -1600 Dim.: 92 x 62 x 31 mm Peso:140 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: s r : 12 , 1/2.3” ttic : 3x, 33 - 100 eq. t ilizz: i e ria: ir./ is l : i/2.5” si .: 80 -1600 i .: 87 x 54 x 18 m s :115 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/ : Sensore:CCD 12 MP, 1/2.3” Ottica: 3x, 35 - 105 mm eq. Stabilizz: Si Memoria: SDHC Mir./Display: No/2.5” Sensib.: 80 -1600 Dim.: 104 x 67 x 49 mm Peso:115 g. Versatilità: C/F: Prestazioni: Q/P: Sensore: CCD 10 MP, 1/1.7” Ottica: 5x, 28-140 mm Stabilizzatore: Si Video HD: No Mirino: Si Display: 2.8”, 460.000 pixel Sensibilità: 80 - 3200 ISO Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: SDHC Connessioni: USB 2.0, uscita video, mini HDMI Dimensioni: 112 x 76 x 48 mm Peso: 355 gr. Una compatta digitale che è la regina di una categoria sui generis e promette di non far rimpiangere la reflex. 076_083:090-091 15/03/10 13:07 Pagina 76
ww w .fotonotiziario.i t OGNI GIORNO TA NTISSIME NOTIZIE E INFORMAZIONI SUI PRODOTTI E L E TECNOLOGIE FOTO-VIDEO-IMAG ING IL SETTIMANA LE PROFESSIONAL E DEDICATO ALL A FOTOGRAFIA TRADIZIONALE E D IGITALE AL VIDEO E AL PRINTING IL PORTALE DELLA FOTO GRAFIA Via M.Melloni, 17 - 20129 Milano tel. 02.71.83.4 1 fax 02.71.40.67 - info web@fotonotiziario.it L'AGENDA DEL FOTOG RAFO 2010 • Studiata per i soli fotogra fi professionisti • Tiratura limitata • Riservata in esclusiva ai lettori di Foto-Notiziari o NEW PAD.6 STAND F18-F20 SIAMO PRESENTI ISTITUZIONALE 10 GENNAIO.indd 1 4-02-2010 15:22:22
visualizzazione. Il ritardo allo scatto è relativamente contenuto. Anni luce più veloce delle compatte, non compete certo con la prontezza di reflex di vario calibro, ma le prestazioni sono complessivamente buone, anche se nel corso dei test abbiamo notato un ritardo superiore allo scatto rispetto ad esempio alla Panasonic GH1 microQuattroTerzi contemporaneamente in esame. L'autofocus è nel complesso abbastanza veloce, di molto superiore rispetto ad analoghi sistemi a contrasto presenti nelle DSLR tradizionali, segno che ormai l'implementazione del LiveView nativo può dare ottimi risultati. Rispetto ai sistemi AF delle reflex, però, le performance non sono altrettando affidabili. Passando dall'obiettivo 18-55 mm allo zoom 50-200 mm, ad esempio, abbiamo iniziato a riscontrare qualche cedimento. In presenza di forti contrasti o di soggetti vicini e lontani, non è raro che l'AF si confonda e abbia difficoltà a selezionare il fuoco esatto, con necessità dell'utente di ricorrere a più pressioni successive del tasto di scatto oppure alla messa a fuoco manuale. Buone le prestazioni del sistema di bilanciamento del bianco, che si è comportato correttamente in interni, pure in presenza di luci ad incandescenza. Il livello di personalizzazione offerto sotto questo profilo è anche abbastanza flessibile da consentire di adeguare il risultato ai gusti o le esigenze. È presente un tasto per la scelta della modalità di immagine (Foto Wizard) con cui accedere direttamente all'impostazione di saturazione, nitidezza e contrasto, ma anche delle caratteristiche cromatiche generali, a scelta fra 8 opzioni predefinite e 3 personalizzabili. Durante la composizione, premendo il tasto Fn è possibile accedere al controllo delle funzioni principali senza entrare nel menu, abilitando una semplice grafica in sovraimpressione. Bisogna abituarsi ai click necessari per il controllo delle funzioni, ma nel complesso il meccanismo per i meno esperti ci sembra sufficientemente equilibrato fra velocità e semplicità. Tramite la rotella superiore è possibile modificare la coppia apertura/tempi in Il bel display AMOLED da 3” domina il pannello posteriore della NX10, e cattura lo sguardo con immagini ben contrastate. Comoda la disposizione dei comandi. Sotto due fotografie in cui è possibile apprezzare la buona resa cromatica della camera e la qualità delle ottiche . 90 formato del file, il controllo per la messa a fuoco e l'esposizione ed il flash, lo spazio colore e la funzione di ottimizzazione della dinamica, nonché la modalità di scatto, di messa a fuoco, il white balance, gli ISO e la funzione di sviluppo. In basso vengono mostrati apertura e tempi, nonché, a simulare un indicatore analogico, il controllo dell'esposizione o il livello (a seconda della modalità di scatto), il numero di scatti restanti e lo stato della batteria. Un plauso alla semplicità ed all'ordine con cui una tale mole di informazioni viene fornita all'utente senza distrarlo dall'immagine e lasciandogli comunque sufficiente spazio per la composizione. Del resto, con un display così generoso, le possibilità sono amplificate. È ovviamente possibile decidere di nascondere tutti questi dettagli per mostrare solo l'area di messa a fuoco e la barra inferiore di controllo dei parametri di scatto, oppure sovraimporre anche un istogramma aggiornato in tempo reale. In review è possibile scegliere fra tre tipologie di schermate, semplice, con sovraimpressione delle informazioni di scatto, o con miniatura dell'immagine affiancata dall'elenco dei parametri e dagli istogrammi RGB. Non si può chiedere di meglio. L'unico neo, volendo fare un appunto, è la segnalazione degli ISO usati quando si sceglie ISO Auto. Il display, nell'aggiornamento dell'immagine, è velocissimo, e talmente fluido da poter trovare posto tranquillamente in una videocamera . Il risultato, nel complesso, è un'esperienza d'uso assolutamente positiva che convincerà rapidamente dell'approccio LiveView nativo, facendo via via dimenticare il mirino elettronico. Sono rari i casi in cui abbiamo sentito la necessità di portare la fotocamera all'occhio... e di questo lasciamo al lettore l'interpretazione in positivo o meno. UNA MACCHINA AFFIDABILE Sotto il profilo prettamente fotografico, le prime impressioni d'uso della NX10 sono state molto positive. Samsung ha realizzato una fotocamera affidabile e veloce. All'accensione è pronta all'uso, non c'è praticamente latenza e subito il display avvia la 088_091:090-091 15/03/10 13:24 Pagina 90
60 Ecco una macchina che è l'evoluzione di una fotocamera di successo, la EOS 5D; la nuova versione, siglata semplicemente EOS 5D Mark II (Mk.II), è inevitabilmente di categoria e costo superiore. LEGGERA MA ROBUSTA A prima vista la EOS 5D Mk. II sembra identica alla precedente; la linea è quella classica Canon, dimensioni e peso (inferiore al chilogrammo) non lasciano presumere le dotazioni entrobordo. Tale leggerezza è permessa, fra altre cose, anche dall'adozione di uno châssis interno in policarbonato con coperchi superiore ed inferiore in magnesio; l'interno, in particolare la gabbia intorno allo specchio, è studiato con protezioni antipolvere e antiruggine, a vantaggio dell'uso anche in condizioni meteorologiche difficili. Naturalmente, non è finita qui. Il 'cuore'della macchina è un sensore CMOS di grandi dimensioni (24 x 36mm, il cosiddetto 'Full Frame', pari a quelle del fotogramma fotografico), e la definizione è di 21,1 Megapixel. Considerando che il prezzo della MkII è inferiore a quello della 5D prima serie, si può facilmente capire di quale progresso stiamo parlando. E ancora la EOS 5D Mark II dispone di un magnifico monitor LCD da 3 pollici e 920.000 pixel, che offre anche la possibilità della visione Live View (2 modi AF). E poi, processore Digic IV e batteria ad alta capacità da 1750 mAh. La macchina consente di scattare sino a ben 25.600 ISO e di effettuare raffiche sino a 3,9 fps; un buon valore, anche se un po' basso ad esempio per gli eventi sportivi. Preciso l'AF, che in questo caso riprende l'impostazione precedente con 9 collimatori, ma un po' in difficoltà con soggetti mobili di piccole dimensioni, magari assai decentrati. Vista la predisposizione video, la 5D II, oltre alla USB 2.0, dispone anche di HDMI per il collegamento diretto a un Flat TV o monitor almeno HD ready; non mancano poi le prese per telecomando e jack per riprese sonore in stereo. VIVA LA QUALITÀ Abbiamo utilizzato la macchina in diverse occasioni, di giorno e di notte, con vari obiettivi e il responso è chiaro: le immagini sono risultate di qualità sempre eccellente, con definizione straordinaria, colori naturali e solidi, rumore in pratica del tutto assente. Abbiamo anche provato a stressare la situazione, effettuando scatti in condizioni di illuminazione difficili ed anche impossibili, per verificare l'insorgere del rumore, e quanto ottenuto ci ha davvero stupito: la grana digitale sembra del tutto assente, anche per valori ISO da record. In altre parole, grazie alla definizione e all'assenza di grana si possono ottenere file adatti ad ingrandimenti davvero notevoli. E il video? Ricordiamo che questa macchina permette di registrare in Full HD 1920x1080 (30 fps, e, con un un aggiornamento firmware appena rilasciato che ha portato i 24 e 25 p) con durata massima di 29 minuti e 59 secondi (file massimo 4 GB): da segnalare un'ottima resa, anche in condizioni di scarsa illuminazione, tanto che la macchina è già un oggetto del desiderio di registi e videomaker... In conclusione, siamo in presenza di una new edition molto riuscita, una scelta da considerare attentamente per un ‘canonista' in cerca di una reflex definitiva. Sensore: CMOS 21.1 MP, 24x36mm Ottica: EF (esclusi obiettivi EF-S) Stabilizzatore: Secondo ottica Video HD: 1920x1080 Esposizione: Auto, Auto creativa, P, Av, Tv, M, Personalizzato. Mirino: Elettronico Display: 3”, 920.000 pixel Sensibilità: 100- 6400 (12.800-25.600 estesa) Alimentazione: Litio ricaricabile Scheda memoria: CF Connessioni: USB 2.0, HDMI mini, uscita video, ingresso microfono, estensione WFT-E4 Dimensioni: 152 x 113,5 x 75 mm Peso: 810 gr. Uno degli affari del momento per fotografi, ma anche per videomaker incalliti. Prezzo: 2.658,29 euro (solo corpo) È firmata Canon la prima videoreflex Full HD ad apparire sul mercato: si chiama EOS 5D Mark II, e - oltre che permettervi di scattare fotografie dannatamente buone - consente anche di riprendere video a 1920 x 1080 pixel... Non male, per una signora fotocamera reflex... Canon EOS 5D Mk. II TEST COMPLETO su TD n.52 060_068:090-091 15/03/10 12:29 Pagina 60
TEST: HDD portatile per backup video TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXIII TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D con la data del backup (ad es. 20100228 sta a indicare file acquisiti il 28 Febbraio 2010). A questo punto è anche possibile eseguire un controllo sull'integrità dei dati acquisiti. L'opzione verifica, infatti, consente di confrontare i file scaricati con i file ancora presenti sulla scheda, così da scongiurare l'eventualità di avere file corrotti o incompleti. Durante tutte le operazioni, sullo schermo appaiono le informazioni utili a conoscere lo stato della copia, la durata del processo, il peso file complessivo e la durata residua della batteria.Un'utile funzione di preview, inoltre, consente di vedere un'anteprima dei video acquisiti. Questo strumento non ha lo scopo di fornire una valutazione qualitativa delle riprese, in quanto le immagini sono in bassa risoluzione, ma di verificare il buon esito del backup. La vera marcia in più del dispositivo NextoDI, però, è la possibilità di lavorare in Multicopia. In questa modalità è possibile scaricare i dati dalle schede all'hard disk del dispositivo, e contemporaneamente riversarli su un hard disk esterno, collegato al video storage stesso. In tal modo si può formattare la scheda riversata con assoluta tranquillità, in quanto si potrà contare non su una, ma su due copie di backup. In questo stesso ambito si inserisce la funzione di Sync che permette di confrontare il contenuto del disco interno con quello dell'hard disk eventualmente collegato. Con questa operazione solo le nuove cartelle create nell'NVS2500 saranno trasferite nella periferica collegata. Quando infine si decide di scaricare i dati contenuti nel dispositivo su un computer, si può contare su tre diverse connessioni: Firewire, USB, eSATA. Quest'ultima è sicuramente la preferibile in quanto può raggiungere una velocità di trasferimento pari a ben 3.0 Gbit/s. Fino a ora abbiamo parlato dell'NVS2500 come di un “card reader” evoluto, ovvero come un lettore di schede con memoria interna. Il dispositivo di casa NextoDI, però, non si limita a questo e rende possibile anche l'acquisizione da altri registratori con memoria a stato solido, come i GFPAK della Ikegami e i recorder compatti della Convergent Design. AI LIMITI DI VELOCITÀ Passiamo alla parte più importante, la prova su strada. L'NVS2500 è davvero il fulmine di guerra che fa credere di essere? In buona sostanza la risposta è si. Durante le prove, infatti, il dispositivo ha dimostrato di essere estremamente rapido sia nel copiare file dalle schede di memoria inserite, sia nel trasferirli su un computer o hard disk esterno. In pratica la velocità di trasferimento dei file è quasi equivalente al limite di velocità di trasferimento delle singole card utilizzate (ad es. 80 MB/s per le schede SxS o 30 MB/s per le CF). Un rallentamento semmai si può incontrare quando, in modalità multi copia, si utilizza un hard disk esterno non ugualmente performante. Solo in questo caso, infatti, si può assistere a un'espansione dei tempi di trasferimento. Non altrettanto veloce, invece, il processo di verifica dei file acquisiti che può richiedere molto più tempo rispetto a quello impiegato per il trasferimento, soprattutto in presenza di pesanti clip video. Questo problema, però, è stato in parte risolto grazie a un aggiornamento firmware, rilasciato sul sito della casa coreana. Gli update, a quanto abbiamo potuto costatare, sono abbastanza frequenti e consentono di migliorare ulteriormente le prestazioni del sistema. Non ci ha convinto del tutto, invece, il box di plastica esterno. L'apparenza è salda ma avremmo giudicato più azzeccata la scelta di una scocca metallica, vista soprattutto la natura portabile dell'apparecchio. Ci ha convinto poco anche la scelta di un singolo pulsante per gestire tutte le operazioni. Forse sarebbe stata utile l'introduzione di un ulteriore tasto che rendesse più veloce e pratica la navigazione nei menu. In conclusione il giudizio sull'NVS2500 è certamente positivo, soprattutto se si considera il target al quale è indirizzato. Più che per l'utente domestico o per il singolo videomaker (matrimonialista o quant'altro), il dispositivo NextoDI sembra la scelta azzeccata soprattutto per le piccole produzioni che si trovano a gestire molto girato e cercano una soluzione universale e, soprattutto, dal prezzo abbordabile. Giampiero D'Amato Nexto Video Storage permette di acquisire file da molteplici fonti. Oltre a SxS, P2, SD e CF, importa da alcuni registratori con memoria a stato solido. *Attenzione: offerta Photoshow con prezzi variati: 1.299 e 999 euro iva esclusa HDD PORTATILE PER BACKUP VIDEO CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE PRO CONTRO Costruttore: NextoDI Co., Korea Distributore: Rekeo – Via Carlo Sigonio 50/a – 41124 Modena – 059/415611 – www.rekeo.it ESTETICA Minimalismo ai massimi livelli per un prodotto che non ha certo il design tra le sue prerogative COSTRUZIONE Case in plastica e connettori principali protetti da sportellini in gomma semi-rigida. L'impressione è di solidità, ma forse si poteva fare di più VERSATILITÀ Non solo schede SxS, P2 e CF. L'NVS2500 permette di acquisire anche da registratori a stato solido come i GFPAK della Ikegami e i Convergent Design. Per quel che riguarda le connessioni c'è una vasta scelta: Firewire, USB e soprattutto la veloce eSATA PRESTAZIONI Molto veloce sia in fase di acquisizione da scheda sia in fase di trasferimento su dispositivo esterno. RAPPORTO Q/P Dispositivo portatile ideale per le piccole produzioni. La possibilità di eseguire il backup da molteplici fonti in breve tempo e di lavorare in multi copia lo rendono un prodotto dall'ottimo rapporto qualità prezzo. Se si vuole risparmiare, inoltre, si può scegliere il modello da 320 GB Vasto numero di connessioni Connettore eSATA Frequenti update firmware Scocca non metallica Unico pulsante per gestire il lavoro LA PAGELLA DI ALTA DEFINIZIONE Requisiti di sistema: Windows Vista/XP/2000/Me – MAC OS 9.2 o superiore – Linux 2.4.18 o superiore Connessioni: Firewire, eSATA/USB, USB Slot schede: SxS (P2 con adattatore fornito), SD, SDHC, CF, MMC Velocità di backup: SxS 80 MB/s, CF 26 MB/s, SDHC 20 MB/s Dimensione HDD: 500 GB 120_121:128/130 15/03/10 21:00 Pagina 121
dato da una giuria con conoscenze veramente tecniche e oggettive. È stata la nostra prima coregia, e il primo lavoro con la giovane casa di produzione Redrum, di cui siamo soci assieme ad altri amici professionisti, quindi siamo particolarmente onorati di ricevere un simile premio proprio per quest'opera. Il video è stato molto faticoso da realizzare, poiché lo abbiamo girato con due set contemporanei e due telecamere completamente diverse" Oltre alla Panasonic AG-HVX200 con adattatore per ottiche cinematografiche, le riprese hanno visto infatti l'impiego di una camera ad altissima velocità, la IDT Redlake Y5 con cui sono stati realizzati slow motion lentissimi e molto fluidi. All'estremo opposto dei vincitori - almeno in quanto alla varietà di mezzi tecnici adottati - si trova invece il video Deus ex machina, dei Tiro alla fune, premiato con la menzione speciale "Poco Budget, grandi idee". Il video è stato realizzato dalla giovanissima regista Antonella Sabatino e da un gruppo di amici, con una spesa di appena 50 euro, quasi tutta dedicata alla benzina dell'automobile in cui si svolge gran parte delle scene. Il video è di tipo narrativo ed è girato con una macchina consumer Sony: questa scelta ha permesso di unire costi molto bassi e libertà di movimento del punto di vista. "La menzione speciale assegnataci dalla rivista Tutto Digitale - ci racconta 30 guarda i video vincitori del PIVI 2009 su www.tuttodigitale.tv I l PIVI, il PremioItaliano delVideoclip Indipendente, è un concorso speciale promosso all'interno di un evento speciale: il MEI è infatti la principale rassegna di musica indipendente del nostro paese, capace di catalizzare tutto ciò che è indie in campo musicale. Dagli artisti famosi ma con una chiara deriva underground, a quelli che hanno sposato l'indipendenza produttiva per finire ai giovani gruppi emergenti, tutti si danno appuntamento a Faenza a fine novembre per incontrarsi, suonare, discutere dei temi legati al mondo della musica e vedere e premiare i migliori video musicali dell'anno. Oltre ai riconoscimenti ufficiali attribuiti dalla giuria soggetto, montaggio, fotografia, regia e miglior video la nostra rivista assegna un premio speciale dedicato alll'opera che dimostra un uso creativo delle soluzioni tecniche adottate nella realizzazione. La palma del migliore dal punto di vista della tecnica è quest'anno andata al video The Gamer, dei Phinx, per la regia di Roberto Saku Cinardi e Valentina Be*, che hanno così commentato l'award: "Siamo molto contenti di aver ricevuto il premio Tutto Digitale perché tra tutti ci sembrava l'unico riconoscimento Antonella - sembra cucita sopra le nostre aspettative. Non siamo mai stati così presuntuosi da sperare di competere seriamente con gruppi importanti, così abbiamo fatto leva su quello che sappiamo fare meglio: immaginare. E abbiamo avuto ragione perché proprio questo ci è stato riconosciuto: la nostra capacità creativa. Troppo spesso si vedono videoclip per band importanti con grandi budget alle spalle risultare scialbi, con poca verve. Non è così scontato trovare chi riconosca in perfetti outsider come noi l'impegno e la creatività, lo sforzo nell'essere riusciti a creare un prodotto efficace con pochi mezzi a disposizione. Ringrazio dunque la redazione per questa grande opportunità e per aver creduto in noi e nelle nostre potenzialità. E colgo qui l'occasione per spronare - noi non siamo né i primi né gli unici - tutti i videomaker con "grandi idee e poco budget" che si sentono un po' soffocati dalle grandi produzioni: buttatevi, fate tutto." MUSICA MAESTRO! Dalla macchina per riprese ad alta velocità al camcorder palmare da poche centinaia di euro, i videoclip iscritti al PIVI sono realizzati con una grande varietà di tecnologie e soluzioni, che gli stessi registi o i responsabili di produzione ci hanno raccontato nelle schede di iscrizione. Su 324 video iscritti alla competizione ufficiale, 111 erano quelli corredati di scheda, con la descrizione delle attrezzature per la produzione e la post produzione, il numero di persone coinvolte nella lavorazione, un indicazione del budget ed eventuali accorgimenti o soluzioni tecniche impiegate nella lavorazione. I dati raccolti offrono più di uno spunto interessante, ad iniziare da quello che riguarda il numero di video girati in HD - 64, contro i 30 in SD - raddoppiato rispetto all'edizione precedente. Questa proporzione di due ad uno è la stessa dello scorso anno, ma a ruoli invertiti. Per quanto riguarda i dispositivi di ripresa prescelti, i camcorder prosumer sono stati utilizzati 68 volte, mentre quelli consumer 21. Panasonic si rivela il marchio più utilizzato con 31 camcorder professionali e 4 consumer; a seguire Sony (18 pro e 8 consumer), JVC (10 pro e 1 consumer) e Canon (8 pro, 4 consumer). Le macchine consumer come la Sanyo Xacti HD1010 sono state poi impiegate in riprese al ralenti o per Una battaglia di gavettoni è l'evento giusto per esaltare le potenzialità della ripresa in slow motion. Effetto cartoon e mobilità del punto di vista sono gli ingredienti di Deus ex Machina, regia A. Sabatino. M E D I A P A R T N E R Videoclip Pianeta La tecnica e i numeri del segue a pag. 32 030_032:026/028 15/03/10 11:39 Pagina 30
servono guide sicure motoperpetuopress srl - via delle Alpi 13 - 00198 Roma - tel. 06 442 02 596 per orientarsi nel digitale e non solo Hi-tech leader in edicola e sul web bgruppo MOTO PERPETUO P RESS Il riferimento del mondo digitale da oltre 10 anni in edicola www.tuttodigitale.it La prima rivista italiana dedicata al mondo dell'HD www.alta-definizione.it live webcast SPECIALE ACQUISTI Gli oggetti dell'hi-tech - denominazione sotto la quale ricadono tante tipologie di prodotti, e tantissimi apparecchi di ogni classe di prezzo - sono da sempre uno dei ‘generi' di regali più apprezzati da chi li riceve, ma anche da chi li fa, che magari approfitta della passeggiata presso il proprio negozio di fiducia anche per un regalo... a se stesso! I nostri consigli per acquisti davvero cool sono alle pag. 12 e 13. Il mercato dell'hi-tech oggigiorno offre un'infinità di prodotti di ogni genere, fra i quali c'è davvero solo l'imbarazzo della scelta. Pensiamo ad esempio al mondo dei cosiddetti BDP (cioè i riproduttori dei nuovi dischi Blu-ray, capaci di prestazioni davvero straordinarie): da poco più di 100 ad oltre 1.000 euro, la scelta è molto vasta.Ma quali sono le caratteristiche da tenere d'occhio per scegliere il modello veramente adatto alle proprie esigenze? Technoshopping vi aiuta nella scelta, spiegandovi anche i vantaggi della nuova funzione BD-Live (vedi articolo a pagina 4). Naturalmente, un buon BDP va alimentato con buoni dischi: le recensioni di alcuni titoli del momento, scelti fra le ultime uscite di ogni genere, sono pubblicate a pagina 15. Megan Fox, la vampira Natale? Fa rima con digitale, no? E dunque, che sia per i vostri figli o il vostro partner, o magari per voi stessi, non sarà difficile scegliere un regalo hi-tech, da pochi euro a diverse decine di migliaia... Una chiave USB o un lettore MP3, un netbook o un Flat TV... o magari un bel Blu-ray Disc player corredato di qualche disco, oppure una reflex ‘video'? Le possibilità di scelta sono quasi infinite, ma c'è il rischio di sbagliare l'acquisto. Ecco la nostra piccola guida per scovare l'oggetto hi-tech giusto, con l'avvertenza di scegliere un rivenditore qualificato (o un sito internet di accertata serietà ed affidabilità) per evitare sorprese! Il supporto del futuro? Assomiglia al DVD ma offre prestazioni ben superiori: per scegliere il player adatto alle vostre esigenze, date un'occhiata alle nostre note... L ' H I - T E C H P I Ù C O O L : A U D I O F O T O V I D E O C O M P U T E R & O P T I O N A L REALIZZATA DAGLI ESPERTI DI AL A cinema &TVHD A Natale regala tutto digitale Merry Clic-xmas Ecco i prodotti del momento, che si fregiano del Cool Award, il primo premio assegnato da appassionati per appassionati. Fra i TV al plasma, doppia vittoria per Panasonic. PAG. 10 Dopo il successo su Playstation 3 arriva su PSP il platform game LittleBigPlanet. PAG. 14 Molte le uscite in sala in questo periodo; tra cinepanettoni e film d'animazione, ed aspettando Avatar a gennaio, segnaliamo la bella Megan Fox in Jennifer's Body. PAG. 15 Arrivano le feste: le nostre proposte per tutti i gusti e per tutte le tasche (nella foto il Sony Vaio P) sono pubblicate a partire da PAG. 12 Regali? a tutto hi-tech a pagina 7 Mr Food& Mrs Wine In alto il Samsung BD-P4600, un BD player dal look inconfondibile; qui sopra, la copertina di Terminator Salvation, uno dei Blu-ray Disc imperdibili di questo periodo dell'anno. Nella foto, regali di Natale firmati Sony. M A N G I A R E B E R E V I A G G I A R E ? U O M O ? D O N N A CARBONARA CLUB LA CARBONARA ‘AUSTRALIANA' Mr Food & Mrs Wine, organo ufficiale del Carbonara Club (www.carbonaraclub.it), è un'iniziativa per ricevere gratuitamente aggiornamenti sulla tua casella di posta elettronica, iscriviti su www.carbonaraclub.it Mr Food MAC GOURMET DE LUXE IL CUOCO NEL COMPUTER & Mrs Wine b Il record del mondo del numero di stelle per abitante? No, non è la Francia, ma la Svizzera! E la Regione del Lago di Ginevra con le sue 19 stelle Michelin divise su 12 ristoranti - è la vera cuccagna della gastronomia. a pag. 9 Una vista straordinaria sul Monte Bianco, in Svizzera, già sarebbe sufficiente per decidere di raggiungere Verbier. Aggiungete la possibilità di gustare piatti gastronomici a più di 2700 metri d'altezza ed ecco che la tentazione si fa irresistibile. a pag. 9 Arriva A Christmas Carol con le ricette di Natale a pag. 8 La rete ferroviaria svizzera si dice che vanti una media di 122 km di binari ogni 1000 Kmq, tra ferrovie federali (FFS) e private. Ciò significa spostarsi in lungo e in largo per i quattro cantoni usufruendo di treni comodi e precisi, con la massima soddisfazione. Tra questi, nel Vallese, ci sono quelli della Matterhorn-Gotthard-Bahn (Ferrovia CervinoGottardo) che offrono escursioni giornaliere e 'corse gastronomiche'. Stiamo parlando del 'treno dell'avventura' che, lungo la tratta Visp/Briga e Andermatt, offre un trattamento esclusivo con un menu creativo di 5 portate accompagnato da selezionati vini vallesi, e che offre gite a Goms oppure visite al chiostro di Disentis. Si viaggia su vagone panoramico da gennaio a maggio e si può prenotare via internet: basta collegarsi al rinnovato sito www.mgbahn.ch Il treno gourmet Regione del Lago di Ginevra, la cuccagna dei gourmet Alta cucina in alta montagna Piccolo mondo da tasca Panasonic Viera G10, il plasma più cool Blu-ray Disc Guida all'acquisto del lettore giusto contiene Il primo free press hi-tech: 500.000 copie/mese www.technoshopping.it La prima guida per veri appassionati gourmet www.carbonaraclub.it Tutto l'hi-tech sul web a portata di click www.tuttodigitale.it La web television di Tutto Digitale www.tuttodigitale.tv M A N G I A R E B E R E U O M O D O N N A Un sogno lungo 10 anni Dal Carbonara Club a Mr Food & Mrs Wine Arte di vivere e benessere alla provenzale Speciale Una nuova Guida ai Ristoranti di Roma JAMIE OLIVER LA MIA CUCINA NATURALE Il film del mese Eat Drink Man Woman (Mangiare bere uomo donna) Elettrodomestici Hi-tech ‘Na tazzulella ‘e cafè Una pellicola di Ang Lee del 1994, disponibile su DVD, il cui titolo ‘spiega' i contenuti di Mr. Food & Mrs. Wine, che si occupa di mangiare, bere, e quindi di uomini e di donne a pag. 12 A tavola con Obama E se la carbonara fosse americana? Il quotidiano Il Messaggero dello scorso 12 novembre 2008 ci dice che il piatto preferito di Michelle Obama, la nuova First Lady degli Stati Uniti è la carbonara, per l'esattezza gli stringozzi alla carbonara. Del resto, come si, sa probabilmente la pasta più amata dagli italiani e più diffusa nel mondo è stata inventata proprio dagli americani, o meglio è stata creata qui in Italia al tempo della Seconda Guerra Mondiale, mettendo insieme alla nostra pasta le uova e il bacon... a pag. 9 Napoletana addio? Certo, le tradizioni sono dure a morire, ma la tentazione di farsi un caffè in casa come al bar, grazie alle nuove macchine, è sempre più forte... a pag. 12 Mr Food & Mrs Wine, organo ufficiale del Carbonara Club (www.carbonaraclub.it), è un'iniziativa per riceverlo gratuitamente sulla tua casella di posta elettronica, iscriviti su www.mr-food.eu Il tutto è nato quasi per scherzo, ormai più di dieci anni fa. Un gruppo di colleghi ed amici, per spezzare una giornata di lavoro, decide di andare a pranzo. A tavola, tutti ordinano una carbonara, che si scopre essere il piatto preferito di ogni componente del gruppo... è l'atto di nascita di un club de facto, il Carbonara Club, appunto, che sarà identificato con tanto di logo registrato, qui sopra, e un'iniziativa periodica conviviale, il Carbonara Day, il giorno in cui ci si riunisce per onorare questa ricetta. (segue a pag. 10) Sì, viaggiare... itinerari per gourmet r Food Hostellerie Bérard & Spa OFFRE... PHILIPS! A CENA CON DAVIDE OLDANI Dall'ente turistico svizzero un libro di itinerari gastronomici & Mrs Wine Il primo free press enogastronomico popolare www.mr-food.it La prima collana di libri italiani sull'HD www.motoperpetuopress.com 127:004 15/03/10 21:15 Pagina 53
53 Samsung non poteva accontentarsi niente di meno che di essere la prima azienda ad aver avviato la produzione di massa dei nuovi sistemi 3 D, e non a caso nelle pagine che seguono trovate in anteprima sulla vostra rivista preferita anche il test di questi prodotti. Secondo quanto comunicato alla recente (febbraio) edizione 2010 del Samsung European Forum, come sempre tenuto a Vienna, l'introduzione sul mercato dei modelli 3D avverrà partendo con i Flat TV delle serie LED 8, LED 7 e LCD 7, e il BD player BD-C6900, al quale seguiranno più avanti i Flat TV delle serie LED 9 e Plasma 7 e il sistema Home Theater HT-C6930W. Delle caratteristiche di alcuni di questi modelli abbiamo parlato sullo scorso numero, nell'articolo relativo alle novità 3D dello scorso Consumer Electronics Show. Gioverà ripetere in questa sede che Samsung non si è preoccupato solo del piatto principale, ma anche del contorno: in questo senso va considerato anche l'accordo, sempre relativo allo scorso CES 2010, fra Samsung, Dreamworks e Technicolor, che hanno annunciato di avere unito le forze in una alleanza strategica per accelerare lo sviluppo di soluzioni per l'home entertainment 3D. In particolare, quale sia la valenza tecnica dei prodotti, questi a nulla servono se non sono supportati dai contenuti. Il primo risultato della nuova alleanza è dato dal lancio congiunto della soluzione Samsung 3D composta da un TV LED 3D, unito al BD player BD-C6900, e la riedizione di Monsters vs Aliens della Dreamworks, rielaborato in 3D da Technicolor. Ma non solo: Samsung offrirà ai suoi clienti contenuti 3D con le funzioni Internet@TV dei nuovi TV e BD player, che permetteranno di scaricare informazioni, foto, film dalla rete tramite applicativi ad hoc. Trailer 3D dei film Dreamworks, ma anche corti come Bob's Big Break, saranno offerti in streaming o download agli utenti Internet@TV. 5 - SONY, IL CICLO COMPLETO Chiudiamo la rassegna dei ‘5 assi in 3 (D)' con Sony, costruttore storico giapponese che certo non ha bisogno di presentazioni, forte di 170.000 dipendenti nel mondo, impegnato nel 3D a tutto tondo, ovvero - non considerando l'attività di produzione di Sony Pictures, che ha ad esempio realizzato in 3D Piovono Polpette il cinema (con macchine da presa, ancora allo stadio di prototipo, e proiettori), il cinema in casa (sistemi 3D ‘home') ed anche il mondo dei videogames (con la Playstation 3 facilmente trasformabile via upgrade firmware in un 3D BD player). Mentre ha spinto molto sull'IFA 2009 e sul CES 2010, Sony - a differenza di Panasonic e Samsung - non ha organizzato conferenze stampa europee nel 2010 con l'accento commerciale sul 3D. In compenso, fedele allo stile dell'azienda, che si proeccupa non solo di vendere prodotti ma di creare ‘cultura hi-tech', ha organizzato a Basingstoke un seminario ad hoc sulle tecnologie 3D, al quale sono stati invitati i massimi rappresentanti della stampa (per l'Italia, unica rivista invitata Tutto Digitale, con il nostro direttore tecnico Massimo Basile). In questa occasione, che ha permesso un confronto ad alto livello sulla situazione attuale, comunque è stato annunciato che Sony lancerà il 3D home “in tempo per i mondiali 2010”. Nel frattempo, in ogni nazione sono stati organizzati eventi ad hoc per ‘preparare' il pubblico degli appassionati di cinema al passaggio alla terza dimensione. Ad esempio, durante lo scorso mese di marzo il foyer del cinema Arcadia ha ospitato - in contemporanea alla proiezione del film Alice in 3D, visualizzato con il proiettore Sony SRX-R320 con opzione 3D, una ‘esperienza 3D' dalle riprese con camere professionali ai TV BRAVIA Full HD 3D e i lettori Blu-ray Disc compatibili 3D. Ben 9 fra i Flat TV di casa Sony sono 3D Ready. Al top la serie LX900 (Signature), disponibile in tagli da 40, 52 e 60 pollici, LCD con retroilluminazione Edge LED, supporto 3D (occhialini attivi RealD e refresh a 200Hz), accesso wi-fi per servizi online, widget e streaming DLNA, sensore ‘ambientale' per aggiustare luminosità e qualità d'immagine e secondo le condizioni di illuminazione della stanza ed altro ancora. Da segnalare anche il Bravia HX900 (Cinematic), con retro illuminazione 'Full LED' e MotionFlow 200Hz; gli schermi sono da 46" e 52". L'HX900 è '3D Ready': può infatti essere integrato da un kit con trasmettitore ed occhialini attivi per godere appieno delle immagini tridimensionali. In quanto ai Blu-ray Disc player, il primo modello compatibile 3D si chiama BDP-S770, ed offre supporto Bravia Internet video per lo streaming di filmati da YouTube, Dailymotion ed altri ancora, ingresso USB per Hard Disk esterni con supporto Divx HD e MKV, connessione al database Gracenote per cercare informazioni su film ed attori e vedere video correlati e possibilità di controllo tramite iPhone/iPod Touch grazie ad una applicazione gratuita. Questa è la situazione attuale: i prossimi mesi ci diranno come si è evoluto il mercato, quali altri costruttori saranno entrati nell'area, come il pubblico avrà recepito la novità e così via... Stay tuned! Nella pagina di sinistra, un sistema completo 3D di Panasonic (Flat TV al plasma, 3D BD player, occhiali) e quindi, in basso, il TV LCD Samsung. In questa pagina, nella foto grande, il profilo dell'LG LX9800 presentato in apertura, quindi, in alto il player 3D BD Sony BDP-S770 e un simpatico disegno che illustra la spettacolarità della terza dimensione con un Bravia e un film come Piovono Polpette. 050_053:026/028 15/03/10 12:16 Pagina 53
Fotocamera 3D + cornice Fujifilm FinePix Real 3D W1+ 3DV1 Prezzo consigliato: 899,00 N el mondo del cinema, inquesto momento, la parolad'ordine è una soltanto: ‘3D, I love you', parafrasando un famoso film di Woody Allen. Curiosamente, invece, il mondo della fotografia, nel quale la terza dimensione è apparsa ben prima della nascita del cinema, sembra per ora quasi totalmente rimasto alla finestra. Abbiamo detto ‘quasi totalmente' perché c'è l'eccezione di Fujifilm, che infatti, già alla Photokina 2008, ha presentato un prototipo di ‘sistema 3D' integrato (fotocamera e cornice digitale, stampante professionale 3D). È passato poco più di un anno e, dopo un aggiornamento estetico e tecnico, il sistema è arrivato sul mercato anche in Italia. Il sistema Real Image 3D costituisce, a detta di Fujifilm, una soluzione user friendly, una tecnologia di ripresa e visione tridimensionale studiata per superare i problemi dei sistemi 3D sviluppati in passato, e per offrire una visione naturale, senza necessità di indossare gli occhiali. L'obiettivo dichiarato è quello di permettere la realizzazione di immagini che si avvicinino il più possibile alla realtà, o meglio “come l'occhio umano le percepisce”. A tal fine sono stati sviluppati uno schermo LCD/monitor integrato nella macchina e una cornice digitale ad hoc, oltre ad un sistema di stampa professionale in grado di produrre immagini autostereoscopiche. Insomma, un sistema completo per offrire all'utente la terza dimensione di ultima generazione... COSA C'È DIETRO LA W1 La macchina fotografica del sistema Real Photo è siglata W1, e si presenta come una classica compatta, di bell'aspetto e ingombro e peso relativamente contenuti (123,6 × 68 × 25,6 mm e 260 grammi 84 TEST Fujifilm batte tutti sul tempo e lancia sul mercato la prima (doppia) fotocamera moderna per realizzare in tutta semplicità immagini fisse - ed anche video - in 3D. E da vedere senza occhiali... 2 macchine in 1 per fotografare e riprendere in 3D 084_087:090-091 15/03/10 13:17 Pagina 84
15000K e 2300K), velocità dell'otturatore, accesso al menu, mode (per attivare la ripresa ad alta velocità), picture profile e status check. Sette pulsanti personalizzabili tengono inoltre a portata di dita le funzioni più utili per ciascun utente, come ad esempio lo zebra pattern o l'indice visuale delle clip registrate. Per quanto riguarda la messa a fuoco manuale, il pulsante 7 posto sull'impugnatura attiva l'ingrandimento della parte centrale dell'inquadratura, che via menu può essere anche virato in b/n. L'autofocus risulta preciso e può essere attivato anche durante il focheggio manuale con un apposito pulsante. Controllare la messa a fuoco, si sa, è un'operazione cruciale in HD: per fortuna la NX5 offre un display (anche touchscreen) di ottima qualità e risoluzione, così come il mirino elettronico. Il primo è un LCD da 3.2" e 921.600 pixel, mentre il secondo è da 0,45'', con circa 1.226.880 pixel. Nell'alloggiamento del display - come da tradizione posizionato sulla maniglia superiore del camcorder - trovano posto molti pulsanti dedicati principalmente alla fase di revisione delle clip. Altra funzione interessante della camera è la presenza di un ricevitore GPS, che permette di inserire nei metadata anche le coordinate geografiche del punto di ripresa. Il sistema impiega qualche minuto a catturare il segnale dei satelliti e funziona bene principalmente all'aperto: in ambienti chiusi, la ricezione è pesantemente influenzata dalle caratteristiche di pareti ed edifici. Per estrarre dalle clip i dati raccolti, è necessario utilizzare il software in dotazione, che funziona però solo su PC. CONNESSIONI PER TUTTI I GUSTI Una camera professionale non può non contemplare una serie di collegamenti indispensabili, ad iniziare da quelli per i microfoni esterni: la NX5 offre due ingressi XLR su canali indipendenti, oltre al microfono integrato. La macchina registra l'audio in Dolby Digital a 2 canali (16 bit, 48 kHz) oppure in PCM lineare, quando lavora in HD. Il parco connessioni comprende un'uscita HDMI per il collegamento ai flat TV, uscite AV su RCA, uscita Component HD su cavo proprietario, presa Lanc per il remotaggio, ingresso timecode e porta USB, per trasferire i file sul computer. A queste si aggiunge (novità assoluta rispetto alla HVR-Z5E) un'uscita HD-SDI, che veicola segnali 4:2:2 a 10 bit: si tratta di una dotazione notevole, che consente di collegare la camera ad un sistema broadcast oppure di acquisire attraverso hardware di terze parti - direttamente su PC in codec meno spinti dell'AVCHD. In conclusione, insomma, la HXR-NX5 offre un ventaglio di possibilità molto ampio, a partire dal tapeless su supporti economici per finire alla flessibilità della doppia registrazione. Senza dimenticare, ovviamente, le possibilità di controllo dei parametri più fini, e le opzioni di connettività avanzate. In due parole, un ottimo acquisto. Stefano Blasi Sul lato sinistro del camcorder si trovano molti pulsanti dedicati ai parametri di ripresa. 119 TE ST TE ST A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XXI 116_119:128/130 15/03/10 20:13 Pagina 119
103 A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D V diversi soggetti, tra cui lo stesso canale Sky 3D e il già citato canale Tv americano ESPN, che inaugurerà le sue nuove trasmissioni proprio in occasione della World Cup. La kermesse calcistica sudafricana, inoltre, sarà proposta in stereo - su invito o su concorso - anche in un circuito di sale pubbliche 3D D-Cinema che verranno approntate da Heineken Beer (sponsor del maxi-evento) nelle principali città di alcuni paesi europei. Nella nostra Penisola, poi, la disponibilità di 50-60 sale pubbliche simili per seguire in diretta i Mondiali è stata annunciata dal circuito The Space Cinema, nato a ottobre us dall'unione tra Medusa Multicinema e Warner Village Cinema. Cosa avrà intenzione di fare Sky Italia in un campo di applicazione del genere? Ovviamente, non disponendo della classica sfera di cristallo, non possiamo rispondere a questa domanda da 100 milioni di euro. Ci limiteremo solo a segnalare che la Pay TV satellitare, servendosi delle strutture operative della società DBW Communication, aveva realizzato sin da aprile 2009 - con risultati giudicati molto convincenti - un test HD-3D, riprendendo un match di Basket ‘live'. Come mai, poi, la cosa sembra essere svanita nel nulla? Beh, ve l'abbiamo detto: ci vorrebbe la sfera di cristallo! S.D. Lo schema sintetizza da monte a valle l'approccio di trasmissione tridimensionale di Sky UK A destra, l'interno del truck Telegenic3D che contiene oltre 9000 cavi per un totale di 70 Km di lunghezza: sul van sono presenti le postazioni per lo Stereografo ed il responsabile della Convergenza, i nuovi tecnici del 3D. Sotto, il segnale “Half HD3D” trasportato con modalità Side by Side 102_103:ART EUROPEI 15/03/10 20:02 Pagina 103
A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D XII 110 Frate Lorenzo immagina il possibile armistizio Capuleti- Montecchi in caso di matrimonio tra Romeo e Giulietta. Il flash-forward è reso attraverso ritagli di giornali e immagini simboliche, collegate da dissolvenze incrociate. Poi si passa dalla chiesa a ‘Verona Beach' attraverso uno stacco analogico: il ragazzo ha la stessa posizione del prete, ma intenzioni e progetti diversi... Shakespeare rivisto e corretto in salsa postmoderna: questa la sintesi di un film davvero sui generis, colorato, ironico e sopra le righe, ma saldamente condotto da una regia attenta quanto creativa. Purtroppo Romeo+Giulietta almeno, al momento in cui scriviamo - è edito solo in DVD, ma in una versione talmente ricca di extra che, non a caso, è presentata come ‘edizione speciale'. Una versione, quindi, che renderà un po' meno amara l'assenza (fino a quando?) del Blu-ray Disc... Nel DVD troviamo infatti il commento audio a cura di Baz Luhrmann, Catherine Martin, Don McAlpine e Craig Pearce, di Baz Luhrmann, con Leonardo DiCaprio e Claire Danes disponibile in DVD 20th Century Fox Home Entertainement ROMEO + GIULIETTA (1996) davanti alla macchina da presa. Realizzare un piano sequenza è estremamente difficile da un punto di vista tecnico, in quanto ogni formalmente non vi sono stacchi, si può parlare di un vero e proprio montaggio interno all'inquadratura, dato dagli eventi stessi che accadono I capolavori da studiare in video: minimo errore di ripresa richiede la ripetizione dell'intera scena. Sono inoltre necessari mezzi costosi (carrelli, bracci, steadicam ecc.), operatori esperti e attori molto bravi: se non avete tutto questo meglio lasciare stare, per evitare risultati troppo caserecci. interviste varie ai membri del cast e della troupe, un ‘dietro le quinte' con il regista, lo studio delle scene con il direttore della fotografia, il racconto del lavoro dello scenografo, due video musicali ed altro ancora... Qui a sinistra, tre fotogrammi tratti da una classica scena di dialogo, da American Beauty di Sam Mendes (1999), vincitore di 5 Oscar. Si tratta di una scena costruita sulla cosiddetta regola dello spazio a 180°: la camera inquadra il  totale e gli attori sempre al di qua del tavolo e mai dall'angolo inverso. In questo modo se il soggetto sulla destra guarda a sinistra e viceversa quello sulla sinistra guarda a destra, sembra che i due personaggi si guardino reciprocamente. Questa tecnica si chiama ‘raccordo di direzione di sguardi'. Un dramma tutto giocato sui dialoghi e le situazioni, le atmosfere e l'introspezione. Facile a dirsi, meno a realizzarsi, perché catturare lo spettatore senza effetti speciali, ma solo con l'appeal della storia è prerogativa dei grandi registi. Premio Oscar - non a caso come miglior film, tutto da vedere in DVD, in un'edizione prodiga di contenuti speciali (fra i quali una dettagliata analisi dello storyboard a confronto con il film). di Sam Mendes, con Kevin Spacey e Mena Suvari disponibile in DVD Dreamworks H.E./Universal Pictures AMERICAN BEAUTY (1999) I capolavori da studiare in video: 1 1 3 3 5 7 2 2 4 6 8 9 10 © 20th Century Fox H. E. © 20th Century Fox H. E. © 20th Century Fox H. E. © 20th Century Fox H. E. © 20th Century Fox H. E. © Dreamworks H.E./Universal Pictures © Dreamworks H.E./Universal Pictures © Dreamworks H.E./Universal Pictures © 20th Century Fox H. E. © 20th Century Fox H. E. © 20th Century Fox H. E. © 20th Century Fox H. E. © 20th Century Fox H. E. 108_114:ART EUROPEI 15/03/10 20:12 Pagina 110
26 Si rinnova la Sony GURU 14 addetti alla vendita finalisti, vincitori fra oltre 1100 partecipanti che hanno gareggiato in eventi regionali organizzati in 11 città da luglio a metà ottobre 2009: un'organizzazione imponente per una competizione sui generis destinata ad incoronare il Sony Guru di quest'anno. Che è... Con il boom dell'hi-tech degli ultimi anni, e la proliferazione di tanti apparecchi per le utilizzazioni più disparate, il momento dell'acquisto può creare qualche difficoltà, e l'aiuto di un venditore davvero specializzato può essere importante per effettuare la scelta giusta. Sony conosce bene il problema, e non a caso da sempre cura con attenzione la formazione degli addetti alla vendita, con varie iniziative. Negli ultimi anni, fra le altre, ha avuto un grande rilievo una manifestazione davvero sui generis, una competizione fra commessi - tecnica e divertente al tempo stesso - destinata a incoronare un vero esperto Sony, anzi un Sony Guru. Nei giorni scorsi, con la finalissima e la proclamazione del Sony Guru 2009, si è concluso il road show dell'ultima edizione. Un'iniziativa complessa, imponente, che ha coinvolto oltre 1100 commessi di tutta Italia, che si sono sfidati negli eventi regionali organizzati in 11 città da luglio a metà ottobre ed anche sul web. La finale, con le gare conclusive alle quali hanno partecipato 14 finalisti (ovvero i primi 11 classificati dalle selezioni regionali e i primi 3 da quelle 'on the web') si è svolta a Pré-Saint Didier, in Valle d'Aosta. Sullo sfondo del Monte Bianco, magnifica cornice, i commessi hanno affrontato prove indoor e outdoor di vario tipo. Innanzitutto relative alla conoscenza tecnica del mondo Sony, ovviamente, ma non solo: per legare la tecnica all'attività fisica, i finalisti hanno dovuto affrontare anche qualche prova sportiva. Il risultato è stato un mix riuscito di lavoro e divertimento, di hi-tech e relax, ed alla fine, come nelle passate edizioni, il commiato ha rappresentato un momento di commozione, testimonianza del successo dell'iniziativa. La serata finale, resa frizzante come sempre dal presentatore Cristian Pistoia e dallo staff tecnico di Sony che ha realizzato i video della manifestazione, ha visto una sorpresa, anzi una conferma: il titolo di Sony Guru 2009 è andato infatti a Francesco Romanò del punto vendita Expert di Scalea, già vincitore lo scorso anno. Al secondo posto, una rappresentante del gentil sesso, Tiziana Bellomo di Euronics Gruppo Siem di Bari, mentre Alessandro Gualano di Eldo di Aprilia ha conquistato il terzo posto. Ma non è finita qui. La giuria tecnica presente (della quale ha fatto parte anche il nostro Stefano Belli in rappresentanza delle riviste specializzate) alla finale ha premiato anche Nicola Scarpellini del punto vendita MediaWorld di Savignano per la miglior foto tecnica e Danilo Sedita del punto vendita Euronics Gruppo Bruno di Agrigento per il miglior video e per la foto più divertente. Digital Market Il momento clou della premiazione, con il vincitore, Francesco Romanò, al centro; a sinistra Gildas Pelliet, Deputy Managing Director & Consumer Head - Sony Italia SpA, a destra il presentatore Cristian Pistoia. Nella foto a destra, scattata direttamente a un Flat TV Sony, l'elenco dei finalisti. 020_026:026/028 15/03/10 20:55 Pagina 26
102 occupa delle riprese di tutto il Campionato tedesco. CanalPlus, per bocca del manager Joseph Guégan, ha invece fatto sapere di voler esordire in Francia con un canale televisivo 3D entro il prossimo Natale. L'operatore Eutelsat (che da dicembre 2008 diffonde un canale-test dimostrativo HD-3D tramite il satellite Eurobird 9° Est) ha proposto a sua volta in stereo, il 20 marzo, l'incontro di Rugby tra Francia e Inghilterra, per il “Sei Nazioni”, a beneficio di un buon numero di spettatori dislocati in oltre 30 Digital Theater d'Oltralpe. Tuttavia, la proposizione televisiva stereoscopica più stuzzicante si riferisce a Sky 3D, che sta per prendere volo in Gran Bretagna a cura di BSkyB. Emittente che in aprile si accinge a lanciare a tutti gli effetti il primo canale HD-3D TV, destinato, a regime (cioè, tra alcuni mesi), a trasmettere grandi eventi sportivi e di attualità, film, documentari, fiction, concerti e quant'altro agli abbonati al suo servizio Sky+HD: occorrerà solo che dispongano di un display 3D Ready a tecnologia X-pol (come, per esempio, i modelli Hyundai S465D 46”, JVC GD-463D10 46” o LG LD920 3D 47”) e relativi occhiali di visione “passivi” RealD, a polarizzazione circolare. L'impianto di ricezione satellitare home, quindi, non dovrà subire modifiche. Infatti, sfruttando una codifica denominata “Half HD-3D”, BSkyB può inserire a monte, tramite processore e poi codificatore, due immagini affiancate (Side-by-Side, riferibili rispettivamente ai segnali sinistra e destra della coppia stereo) in ciascun quadro a 1920x1080 della stringa di trasporto. In tal modo questa potrà viaggiare attraverso un normale canale HD, senza necessità di occupare banda aggiuntiva. A valle (cioè, a casa dell'utente), il set-topbox Sky+HD riceve il segnale “2 in 1” e lo spedisce via HDMI al televisore 3D Ready, che a sua volta provvede a farlo apparire sul display in base al metodo di visione specifico adottato dal costruttore. I modelli oggi in arrivo sono tutti di tipo Field Sequential con occhiali attivi, ovvero con visione alternata delle immagini L/R che, in questo caso vengono riscalate dal 960x1080 al 1020x1080. C'e da dire che, per sua natura, la codifica “Half HD-3D” depaupera alquanto la risoluzione 3D video ricevuta a valle. In genere, però, il gap è poco avvertibile, soprattutto perché l'illusione ottica di percezione del rilievo volumetrico fa sì che lo spettatore giudichi spesso addirittura superiore la qualità visiva globale ricevuta. Il broadcaster britannico, comunque, ha assicurato che il nascente canale è in grado di risultare compatibile anche con i nuovi TV-color 3D Ready - in arrivo sul mercato da Sony, Panasonic, LG, Samsung ed altri. L'intero nuovo sistema del canale Sky HD ottimizzato in particolare per gestire eventi live - è stato sviluppato e customizzato dal costruttore californiano 3ality Digital (www.3alitydigital.com) in tutti i suoi elementi componenti, a cominciare dagli stereo rig di ripresa, sormontati da coppie di camere Sony. Sempre a Sony (questa volta in partnership con il brand Telegenic, www.telegenic.com) appartengono poi sia i nuovi OB-Van di regia itinerante 3D, sia gli altrettanto nuovi display stereo utilizzati da Sky 3D in questa sua primissima fase di lancio. Che - appunto da aprile - prevede la diffusione di grandi eventi sportivi in almeno cento pub britannici, dopo che in 9 di questi pub, situati a Londra e dintorni, Sky aveva proposto lo scorso 31 gennaio, in diretta 3D (con entusiastici consensi), l'incontro Arsenal-Manchester United, valido per la Premier League. E sempre le trasmissioni sportive live appaiono destinate a costituire il “companatico” centrale utilizzato, a livello internazionale, per la fase televisiva di start-up della nuova tecnologia. Basti pensare che diversi incontri dei prossimi Mondiali di Calcio verranno ripresi in 3D da Sony per essere diffusi in tempo reale da Sky & Co. in Finalmente il tridimensionale in TV! Sky UK parte con il primo canale TV stereoscopico europeo, che, a regime, trasmetterà eventi sportivi e di attualità, film, documentari, fiction e concerti musicali. In campo 3D anche ESPN Tv, Sky Germania, CanalPlus ed Eutelsat Francia. Cosa farà, a questo punto, Sky Italia?... A ccompagnato da successi semprepiù travolgenti al Cinema, il 3D siappresta a diventare una realtà anche in televisione, almeno a dar retta ai continui nuovi annunci inerenti la discesa in campo stereo di questo o di quell'altro grande operatore. Ha iniziato l'emittente statunitense ESPN (che fa capo alla Disney), comunicando la sua decisione di partire con un canale TV tridimensionale in coincidenza dei Mondiali 2010. Ha proseguito Sky UK, nota anche come BSkyB, “rivelando” di voler lanciare trasmissioni 3D già da questo mese di aprile. Infine, sono state Sky Germania, Canal+ ed Eutelsat Francia a palesare a loro volta l'intenzione di alimentare una proposizione di TV a rilievo. E non è detto che, al momento in cui leggerete questo articolo, non saranno intervenute dichiarazioni simili anche da parte di altri soggetti. Per la precisione, ricordiamo che Sky Germania - in attesa di lanciare il suo “bravo” canale HD-3D - ha trasmesso per la prima volta il 14 marzo, a un ristretto gruppo di persone a Monaco di Baviera, l'incontro di calcio Bayer Leverkusen - Amburgo SV realizzato in tecnica stereoscopica dalla società Sportcast, che si Rig stereo di tipo “mirror” equipaggiato con una coppia di camere HDVS Sony utilizzato da BSkyB per il suo nuovo canale Sky 3D. A L A A L A D F IN IZ IO N c in e m a & T V H D IV HD-3D 102_103:ART EUROPEI 15/03/10 20:02 Pagina 102
fotocamere in prova, in un maxi test dei modelli reflex, bridge e compatti più interessanti del mercato. Un vero tour de force che ha impegnato sei tecnici per un paio di mesi sull'asse Roma-Parigi, a stretto contatto con gli amici e colleghi francesi di Les Technonautes. maxi 59+2 Ringraziamo per la preziosa collaborazioneLe Technonautes (Parigi), Fotoforniture Sabatini e La Placa Group (Roma) ATTENZIONE! - I PREZZI PUBBLICATI SONO QUELLI CHE CI SONO STATI COMUNICATI DALLE AZIENDE ENTRO IL 15/3 - I VOTI RIASSUNTIVI IN PAGELLA HANNO VALORE RELATIVAMENTE ALLA CATEGORIA DI OGNI PRODOTTO, NON IN ASSOLUTO 059:026/028 19/03/10 13:09 Pagina 59
13 Sinceramente fatichiamo ad interpretare la richiesta del nostro lettore. Da quanto capiamo la perplessità viene dal cambiamento di formato che a volte si verifica fra diversi programmi di una stessa emittente, come il film, gli spot che lo interrompono e così via. La possibilità di lamentela più probabile è che ci sia un errore di impostazione del formato TV nel decoder (satellitare o del digitale terrestre). Quando l'emittente commuta il segnale da 4:3 convenzionale ad anamorfico, il decoder (o il TV) deve interpretare il codice, opportunamente inserito nella trasmissione, e commutare la decodifica in base alle impostazioni. Se il decoder è esterno ed è collegato ad un TV 16:9, bisogna specificare nel suo menu di setup che il TV è appunto 16:9: solo così in ricezione di programmi anamorfici viene inviata istruzione al TV di visualizzarli in widescreen ripristinando il corretto rapporto d'aspetto delle immagini e mantenendone la massima risoluzione. Se questa impostazione non è stata effettuata il rischio che si corre è che quando vengono ricevuti programmi 16:9, sempre più frequenti, il decoder li converta in 4:3 letterbox, aggiungendo barre nere sopra e sotto che il TV 16:9 può lasciare invariate, visualizzando un'immagine piccola ed incorniciata da bande nere a tutti e quattro i lati, oppure può espandere a tutto schermo perdendo però in risoluzione. Se il televisore non è un modello recente 16:9, ma è un vecchio TV 4:3, è ancora più necessario impostare il formato di uscita del decoder ai valori corretti 4:3 o 4:3 letterbox, per evitare che le immagini vengano inviate al TV con rapporto d'aspetto sbagliato e quindi risultino schiacciate in orizzontale. Una seconda possibilità è che il lettore si lamenti del fatto che alcuni programmi sono presentati dalle emittenti in letterbox, quindi con bande nere sopra e sotto, altri a tutto schermo 4:3, visualizzati con bande laterali in un TV 16:9, ed altri ancora in widescreen 16:9. Questo però è un fenomeno inevitabile soprattutto oggi in un momento di transizione in cui convivono simultaneamente programmi recenti magari prodotti in HD widescreen (nuovi film, o nuove trasmissioni TV di punta), con quelli tradizionali ancora prodotti in 4:3 (vedi i TG), con film vecchi presentati in 4:3 letterbox. A questo si aggiungono possibilità di confusione presentate dai canali sperimentali in alta definizione, in cui spesso vengono proposti programmi 4:3 riquadrati in un immagine widescreen HD, impedendo così al TV di riconoscerne la natura e quindi di espanderle, o peggio ancora programmi 4:3 letterbox caso in cui ci si troverà con una piccola immagine circondata da bande nere! In questa pletora di possibilità, è innegabile un po' di confusione. Abbiamo due suggerimenti. Per i puristi che non vogliono vedere immagini allargate o deformate: impostate il decoder per uscire correttamente a seconda del TV (16:9 con un TV widescreen recente , HD e non, 4:3 letterbox per un TV vecchio), ed impostate il TV per visualizzare le immagini in formato nativo (modalità "standard" o "Full", ma non Zoom o Smart o Intelligent etc). Si passerà continuamente da immagini widescreen a tutto schermo, a immagini in 4:3 centrate nello schermo, ma sempre con geometria corretta e nel solo caso di programmi letterbox 4:3, si potrà usare (manualmente) la funzione di Zoom del TV per espanderle a tutto schermo. Chi desidera avere sempre tutto lo schermo riempito, imposti correttamente il decoder in base al TV e poi selezioni le impostazioni Smart o Auto o Intelligent del TV stesso (se un moderno widescreen) per il necessario allargamento delle immagini native 4:3 o letterbox. È innegabile che in qualche caso sarà necessario intervenire manualmente per passare dallo zoom (necessario per vedere programmi 4:3 letterbox su TV 16:9) allo Smart (per vedere programmi 4:3 allargati senza troppo danno a riempire lo schermo 16:9). Infine non ci sentiamo per una volta di appoggiare la critica del lettore. È vero che siamo in ritardo su molti fronti, ma è anche vero che qualche cosa si muove. Sia RAI che Mediaset già trasmettono sul digitale terrestre segnali sperimentali in alta definizione ricevibili in alcune città con le TV dotate di decoder per il digitale terrestre compatibile MPEG-4. Anche se molti programmi sono riscalati dalla definizione standard, la minore compressione e la maggiore qualità di questi canali si nota, e nei programmi originali HD la differenza è netta al confronto con i canali standard. L'audio è ancora solo in stereo, anche se ci sono voluti 20 anni per avere lo stereo anche sui canali Mediaset, però è codificato in Dolby Digital (plus) il che fa ben sperare che in futuro possa essere semplicemente implementata la trasmissione multicanale. La qualità dei canali satellitari Sky, invece, è più che dignitosa, buona per quelli ad alta definizione. Lentamente qualcosa si muove e non possiamo che sperare che l'adozione del digitale terrestre e la sfida per catturare l'attenzione dell'utente, sempre più distratto da videogiochi, TV via internet ed altri programmi, porti a migliorare l'offerta e la qualità ancora di più. (M.B.) Il ricevitore digitale terrestre DTR 5010 dell'olandese Philips. PASSARE ALL'HD Spett. Redazione, Vi espongo il mio caso che credo possa interessare i neofiti come me. La mia attrezzatura comprende Windows XP, Pinnacle 9, Canon MV1, computer con HD 48 GB su C, hard disk per film 189 GB e per foto 141 GB, 2,5 GB di RAM, masterizzatore DVD LG e lettore Sony DVP NS38. Lavoro così: riprendo, scarico sul PC tramite USB e Pinnacle 9. Finito di scaricare su PC inizio l'editing, aggiungendo colonna sonora, dissolvenze, commento parlato e titoli dopo varie prove e riprove. Creata l'etichetta con Nero e controllato il DVD con il lettore da salotto sono pronto per la serata con gli amici. Ora Vi sarei grato se mi consigliaste cosa è necessario acquistare se, facendo lo stesso semplice e abitudinario tragitto, volessi passare alla alta definizione. Devo cambiare tutto o posso salvare qualche cosa della vecchia attrezzatura? Se crederete di rispondermi Vi prego siate chiari e semplici nelle spiegazione come si conviene spiegare ad un neofita. Vi ringrazio in anticipo per la pazienza. Alessio Covezzi - Sassuolo (MO) Gestire un flusso di lavoro in alta definizione richiede un processo per molti aspetti simile a quello che si mette in atto lavorando in DV o in altri formati a definizione standard: dopo le riprese è necessario trasferire le immagini su computer, montarle con un software specifico e infine archiviarle su un supporto idoneo. La fase di acquisizione, in particolare, risulta semplificata rispetto a vecchi sistemi a nastro, in quanto basta un semplice trasferimento di file dalla videocamera (o dalla scheda di memoria utilizzata in ripresa) al computer. Se il flusso di lavoro è simile, l'attrezzatura è invece totalmente diversa: nel caso del nostro lettore, infatti, sarà necessario acquistare un nuova videocamera, un computer più veloce e più recente, un software più aggiornato (per continuità potrà affidarsi all'ultima versione di Pinnacle Studio) ed un masterizzatore Blu-ray per archiviare i filmati in HD. Insomma, in un certo senso significa cominciare da capo, anche se con tutto il bagaglio di esperienza maturato in anni di lavoro a definizione standard. Per suggerimenti più approfonditi sulla scelta dell'attrezzatura di ripresa e del computer per l'editing rimandiamo ai nostri libri HD Videomaker e il nuovo volume Editing HD fra arte e tecnica, nell'immagine in alto. (M. Z.) 012_018:026/028 15/03/10 11:12 Pagina 13
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